ASI TV | Una cometa per due
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67P è più giovane del previsto. Due studi condotti da un team di ricercatori dell’Università di Berna affermano che la cometa di Rosetta ha raggiunto il suo aspetto attuale poco più di un miliardo di anni fa e non agli albori del Sistema Solare, come creduto finora. Secondo le ipotesi dei ricercatori, 67P sarebbe passata attraverso una fase iniziale piuttosto tranquilla per poi essere oggetto di violente collisioni. Nel primo dei due studi è stata calcolata la quantità di energia necessaria a distruggere un nucleo simile a quello di 67P. La parte più fragile della struttura è rappresentata dal collo che potrebbe essere disgregato anche da piccoli impatti. Le ricerche effettuate in passato, hanno mostrato che comete simili a 67P hanno subito moltissime collisioni nel corso della loro storia: di conseguenza la cometa avrebbe ottenuto il suo attuale aspetto in epoche più recenti. Il secondo studio prende in considerazione l’impatto di oggetti con diametri dai 200 ai 400 metri su un corpo in rotazione di circa 5 chilometri di diametro. Con una velocità impostata tra i 200 e i 300 metri al secondo la parte centrale non può essere distrutta ma solo divisa in due parti. Successivamente, grazie alla reciproca attrazione gravitazionale i due lobi si sono fusi andando a formare la cometa che vediamo oggi.


ASI Agenzia Spaziale Italiana, 2015