ASI TV | Deep Space: Terra piatta, tra storia e follia del web
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Mai come negli ultimi dieci anni abbiamo potuto assistere al dilagare di una serie di credenze e falsi miti alimentati in gran parte dalla miriade di informazioni più o meno false reperibili sul web. Una in particolare è ricorrente ad intervalli regolari nella storia dell’umanità: la teoria della terra piatta. L’ipotesi di una terra piatta ha radici antichissime le prime testimonianze risalgono alla cosmografia mesopotamica che descriveva la terra come un disco piatto galleggiante sui mari. Questa raffigurazione è stata poi alla base delle prime mappe greche di Anassimandro ed Ecateo di Mileto. Successivamente in età classica fu Pitagora il primo a sviluppare la concezione di una terra sferica, tenendo conto della sfericità degli altri corpi celesti. La circonferenza terrestre fu misurata per la prima volta da Eratostene nel 240 a.c che utilizzò una stima parziale e arrotondata, la sua stima differisce da quella attualmente conosciuta con un margine di errore che va dal 2 al 20 per cento. Nella tarda antichità, nel periodo che coincide con l’avvento della teologia cristiana, solo una piccola minoranza riteneva possibile l’esistenza di una terra piatta e le conoscenze sulla sfericità del pianeta sembravano essere ormai consolidate. Neanche i secoli bui del medioevo, noti per aver gettato nell’oblio gran parte della produzione intellettuale delle epoche precedenti, sono riusciti ad eliminare le credenze sulla sfericità della Terra. Solo per citarne uno, i diagrammi del cosmo descritti nelle opere di Tolomeo rappresentavano la Terra in forma sferica, posizionata al centro di tutte le altre sfere celesti. Dopo secoli di avanzamenti che hanno fatto compiere all’umanità un balzo enorme dal punto di vista scientifico e tecnologico, nel 1956, agli albori della corsa allo spazio, si affaccia una nuova teoria sulla non sfericità della terra portata avanti dalla Flat Earth Society. Secondo la società, nata in Inghilterra e trasferitasi successivamente in California, la Terra non avrebbe una forma sferoidale ma discoidale e piana e sarebbe protetta da una cupola di forma semi sferica sotto la quale sono presenti la luna, il Sole e l’atmosfera. Questo disco piatto, sarebbe delimitato da ghiacci ai margini che fungerebbero da veri e propri confini del mondo. Incredibilmente, le credenze sulla terra piatta sono sopravvissute al boom tecnologico degli ultimi 40 anni trovando un terreno fertile proprio in quei gruppi di persone sfiducia verso le istituzioni e il pensiero scientifico. Un personaggio salito alla ribalta delle cronache internazionali sostenitore di queste bizzarre tesi è Mike Hughes, meglio conosciuto come Mad Mike, un 61 enne americano che ha raccolto 310mila dollari per costruire un razzo e provare che la terra è piatta. Lo scorso 24 marzo, Mad Mike è salito a bordo del suo vettore riuscendo a raggiungere i 600 metri di altezza sopra al deserto del Mojave in California. Il lancio, inizialmente previsto per novembre scorso, era stato annullato a causa di un divieto del dipartimento degli interni che gli aveva impedito di utilizzare i terreni pubblici di Amboy in California. Mad Mike aveva quindi deciso di volersi lanciare in verticale anziché in orizzontale, evitando così di infrangere la legge. L’impresa di Mad Mike - che potrebbe essere considerata come il gesto isolato di un folle - è in realtà la spia di un disagio diffuso che rende evidenti le conseguenze del proliferare delle fake news nella nostra società. Il dato che desta più preoccupazione è quello evidenziato dal sito di statistiche YouGov dove i il 66% degli intervistati - giovani americani nella fascia di età 18-24 anni - ritiene che la terra sia rotonda, mentre il 16 percento ha dichiarato di nutrire dei dubbi e di non avere certezze sull’effettiva forma del pianeta. Questi risultati sono confermati dalle statistiche di Google Trend che ha segnalato un picco di ricerche sulle tematiche correlate alla terra piatta in concomitanza di alcuni eventi astronomici particolari, quali l’eclissi solare che ha interessato parte del globo la scorsa estate. Come frenare la corsa delle fake news che imperversano sul web e difendere la qualità dell’informazione? Secondo una ricerca dello Shanghai Institute of Technology, le persone che utilizzano abitualmente i social network sono inondate da una quantità enorme di informazioni, prodotte per la maggior parte da software che bombardano il web con notizie di bassa qualità. Creare un sistema che riesca a contenere questo tipo di fenomeno attraverso l’uso di appositi filtri che limitino il proliferare di queste news, porterebbe un miglioramento nella qualità delle notizie e aiuterebbe l’utente ad orientarsi nel complesso mondo dell’informazione online.


ASI Agenzia Spaziale Italiana, 2015