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            <video:title>Che cos’è il lidar, il laser che misura le distanze</video:title>
            <video:description>Una potente torcia che punta su un piccolo oggetto lontano, in grado di capire dalla luce riflessa quanto &amp;egrave; distante. &amp;Egrave; questo il principio alla base della tecnologia satellitare Lidar.

Il Lidar &amp;egrave; una tecnologia di telerilevamento che misura le distanze attraverso l&amp;rsquo;emissione di impulsi luce. Come i radar, &amp;egrave; un sistema attivo: invia un segnale e ne analizza il ritorno. Ma al posto delle onde radio, utilizza onde luminose nel vicino infrarosso, visibile o ultravioletto.

Dall&amp;rsquo;orbita il Lidar emette un impulso di luce laser che viaggia finch&amp;eacute; non colpisce un ostacolo. Parte della luce riflessa torna quindi indietro verso il sensore. Poich&amp;eacute; la velocit&amp;agrave; della luce &amp;egrave; costante a circa 300 mila chilometri al secondo, misurando il tempo trascorso tra emissione e ritorno dell&amp;rsquo;impulso, lo strumento riesce a calcolare la distanza dell&amp;rsquo;oggetto con estrema precisione.

Muovendosi lungo la propria orbita ed emettendo migliaia di impulsi al secondo, il Lidar satellitare crea cos&amp;igrave; mappe tridimensionali della superficie terrestre o dei diversi strati atmosferici.

Il Lidar atmosferico a bordo della missione EarthCARE&amp;nbsp;di Esa e Jaxa misura, per esempio, l&amp;rsquo;altezza e la struttura delle nubi pi&amp;ugrave; sottili, rivelando la distribuzione delle particelle atmosferiche e le loro propriet&amp;agrave; fisiche.
&amp;nbsp;

Le lunghezze d&amp;rsquo;onda della luce, molto pi&amp;ugrave; corte delle onde radio, permettono al Lidar osservazioni estremamente dettagliate, rilevando elementi molto piccoli, fino alle particelle del particolato atmosferico.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-13</video:publication_date>
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            <video:title>Psyche si prepara al sorvolo di Marte</video:title>
            <video:description>A 20 mila chilometri orari verso Marte prima di raggiungere un misterioso mondo di metallo: il 15 maggio la sonda Psyche della Nasa passer&amp;agrave; a circa 4.500 chilometri dalla superficie marziana per una tappa fondamentale della missione. La navicella sfrutter&amp;agrave; infatti la gravit&amp;agrave; del pianeta come una sorta di fionda cosmica, ottenendo la spinta necessaria a proseguire il lungo viaggio verso l&amp;rsquo;asteroide 16 Psyche, un corpo celeste che potrebbe custodire i resti metallici del nucleo di un antico pianeta.

L&amp;rsquo;assist gravitazionale permetter&amp;agrave; non solo di risparmiare propellente e modificare la traiettoria della sonda, ma anche di mettere alla prova e calibrare gli strumenti scientifici che, nei prossimi anni, dovranno analizzare da vicino l&amp;rsquo;asteroide Psyche.

Durante il sorvolo di Marte, la sonda utilizzer&amp;agrave; il suo imager multispettrale per catturare migliaia di osservazioni del pianeta, mentre il magnetometro e gli altri strumenti di bordo raccoglieranno dati sul campo magnetico marziano e sulle particelle energetiche presenti nello spazio circostante.

Lanciata il 13 ottobre 2023, Psyche &amp;egrave; diretta nella fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove, per raggiungere nel 2029 l&amp;rsquo;asteroide omonimo, un oggetto largo circa 280 chilometri e composto perlopi&amp;ugrave; da metallo invece che da roccia o ghiaccio.

Se l&amp;rsquo;asteroide fosse davvero il frammento metallico di un antico planetesimo, la missione potrebbe aiutare gli scienziati a ricostruire i processi violenti che hanno modellato i pianeti interni del Sistema Solare. E forse offrire uno sguardo ravvicinato sulle origini stesse di questi mondi, compresa la Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-12</video:publication_date>
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            <video:title>Pannelli solari spaziali, l’energia vitale delle missioni</video:title>
            <video:description>Quasi tutte le missioni nello spazio funzionano grazie all&amp;rsquo;energia del Sole, raccolta attraverso i pannelli solari. Ecco come funzionano, e perch&amp;eacute; sono importanti</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-11</video:publication_date>
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            <video:title>Salgono a 31 i satelliti di Iride, costellazione italiana per l’Osservazione della Terra</video:title>
            <video:description>Cresce la costellazione italiana Iride, programma di osservazione della Terra promosso dal Governo italiano e coordinato da Esa col supporto di Asi.
Il 3 maggio sono stati lanciati dalla base di&amp;nbsp;Vandenberg in California altri 7 sette satelliti HEO di Argotec a bordo di un Falcon 9&amp;nbsp;di&amp;nbsp;SpaceX.
Salgono a 31 i satelliti di Iride in orbita: 16 satelliti EAGLET II di OHB Italia e 15 satelliti HEO realizzati da Argotec, tutti con tecnologia ottica multispettrale.
Basata su diverse tecnologie, Iride fornir&amp;agrave; dati geospaziali a enti pubblici per monitorare ambiente, clima, suolo, risorse idriche e per la protezione civile.
Inaugurata con il lancio a inizio 2025 del precursore Pathfinder Hawk HEO, Iride prevede 6 costellazioni e 68 satelliti da dispiegare in totale entro il 2028.
Ad oggi, la famiglia di satelliti HEO ha registrato oltre&amp;nbsp;1.700 immagini coprendo 9 milioni di km&amp;sup2; della Terra, 30 volte la superficie dell&amp;rsquo;Italia.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>Webb e Hubble insieme per studiare gli ammassi stellari</video:title>
            <video:description>Come nascono gli ammassi stellari? Qual &amp;egrave; il loro ruolo nell'evoluzione delle galassie?

Per tracciare modelli accurati, gli scienziati hanno usato i due grandi osservatori spaziali della Nasa e dell&amp;rsquo;Esa, James Webb e Hubble, combinando le loro capacit&amp;agrave; per osservare una quantit&amp;agrave; impressionante di ammassi stellari, in fasi evolutive variabili, ottenendo risultati interessanti. Gli oggetti scansionati sono stati quasi novemila, distribuiti all'interno di quattro galassie vicine.

Gli ammassi stellari si formano dal collasso gravitazionale di grandi nubi di gas e polveri, in cui nascono le stelle. Nel tempo, la radiazione, i flussi di particelle cariche e le esplosioni di supernove disperdono il gas residuo, interrompendo ulteriori processi di formazione di altre stelle e contribuendo a riempire la galassia di luce ultravioletta.

Misurando massa ed et&amp;agrave; attraverso l&amp;rsquo;analisi dello spettro luminoso, e confrontandole con i dati raccolti in passato, gli scienziati hanno scoperto che questo processo avviene pi&amp;ugrave; rapidamente negli ammassi pi&amp;ugrave; grandi: in media circa cinque milioni di anni, contro i sette o otto milioni necessari a quelli meno massicci.
Una differenza importante perch&amp;eacute; aiuta a capire meglio il cosiddetto 'feedback stellare', cio&amp;egrave; il processo attraverso cui l&amp;rsquo;energia e la radiazione delle stelle modificano il gas presente nella galassia, influenzando, anche fino a impedire, la nascita di nuove stelle.

Non solo: questa dispersione pu&amp;ograve; inibire anche la nascita di pianeti, sottraendo materia e gas necessari alla loro formazione.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-07</video:publication_date>
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            <video:title>Con Artemis 2, lo spazio in HD</video:title>
            <video:description>Sono oltre 12mila le foto raccolte durante la missione Artemis 2, un inedito patrimonio visivo che include immagini della terra, della luna e della vita a bordo della capsula Orion. Dietro questo straordinario risultato non c&amp;rsquo;&amp;egrave; solo il lavoro degli astronauti, ma anche quello delle telecomunicazioni laser, che hanno permesso agli scienziati e al grande pubblico di vivere la missione in alta definizione.

La nasa infatti ha sperimentato, per la prima volta su una missione con equipaggio a distanza lunare, un sistema di comunicazione ottica basato su luce infrarossa. A differenza dei tradizionali sistemi a radiofrequenza, questa tecnologia consente di trasmettere una quantit&amp;agrave; di dati molto maggiore e a velocit&amp;agrave; significativamente pi&amp;ugrave; elevate. Durante i circa 10 giorni di viaggio attorno alla Luna, il sistema ha permesso lo scambio di quasi 484 gigabyte di dati tra Orion e la Terra, equivalenti a circa 100 film in HD.

Il terminale ottico, un carico utile montato all&amp;rsquo;esterno della navicella Orion, ha raccolto e trasmesso dati scientifici, procedure di volo, comunicazioni vocali verso la terra, nonch&amp;eacute; foto e video in alta definizione quasi in tempo reale, offrendo agli scienziati la possibilit&amp;agrave; di seguire pi&amp;ugrave; da vicino la missione.

Si tratta delle prime immagini scattate da un equipaggio nei pressi della luna dopo oltre 50 anni e mostrano il nostro pianeta e il suo vicino celeste in modi completamente nuovi.

Fin dal lancio di Artemis 2, avvenuto il 1&amp;deg; aprile, sembrava di essere l&amp;igrave; con gli astronauti, in un viaggio che li ha portati pi&amp;ugrave; lontano dalla terra di qualsiasi equipaggio nella storia dell&amp;rsquo;esplorazione umana dello spazio.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-06</video:publication_date>
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            <video:title>Lo spettrometro a immagine, la fotocamera che dice di cosa sei fatto</video:title>
            <video:description>Osservare un oggetto e capire non solo com&amp;rsquo;&amp;egrave; fatto, ma anche di che cosa &amp;egrave;&amp;nbsp;fatto.&amp;nbsp;&amp;Egrave; ci&amp;ograve; che consente la tecnologia satellitare chiamata spettrometro a immagine, o camera iperspettrale.&amp;nbsp;

Che cos'&amp;egrave;&amp;nbsp;lo spettrometro a immagine&amp;nbsp;
Questa tecnologia combina la fotografia tradizionale con la spettroscopia,&amp;nbsp;ovvero lo studio di come la materia interagisce con la luce.&amp;nbsp;Viene utilizzata nelle osservazioni planetarie&amp;nbsp;per&amp;nbsp;identificare&amp;nbsp;a distanza&amp;nbsp;i materiali&amp;nbsp;presenti in superficie rilevando le loro firme spettrali&amp;nbsp;

Come funziona&amp;nbsp;
Lo spettrometro a immagine&amp;nbsp;osserva la superficie di un oggetto celeste una porzione alla volta, mentre il satellite si muove. La luce di ciascuna immagine viene poi scomposta attraverso un prisma in numerose lunghezze d&amp;rsquo;onda.&amp;nbsp;
Per ogni punto osservato viene, quindi, generato uno spettro,&amp;nbsp;la mappa che mostra l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; della luce nelle sue diverse frequenze, proprio come un arcobaleno.&amp;nbsp;
Diventa cos&amp;igrave; possibile&amp;nbsp;rilevare le firme spettrali dei materiali, le&amp;nbsp;piccole impronte lasciate in corrispondenza di frequenze specifiche.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Questa tecnologia &amp;egrave; utilizzata per esempio dalla missione Prisma di&amp;nbsp;Asi&amp;nbsp;per il monitoraggio degli ecosistemi terrestri ed &amp;egrave; presente sulla sonda Juice di&amp;nbsp;Esa&amp;nbsp;per mappare la composizione superficiale delle lune ghiacciate di Giove, che raggiunger&amp;agrave; nel 2031.&amp;nbsp;

Perch&amp;eacute; &amp;egrave; importante&amp;nbsp;
Uno spettrometro a immagine fornisce a distanza informazioni sulla composizione chimico-fisica&amp;nbsp;delle superfici, fornendo dati preziosi sull&amp;rsquo;abitabilit&amp;agrave; dei corpi planetari e sullo stato di salute degli ecosistemi terrestri.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-05</video:publication_date>
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            <video:title>Che cos’è il SAR, il radar satellitare che vede la Terra senza luce</video:title>
            <video:description>Che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; il radar ad apertura sintetica, o SAR? Ecco come funziona una delle tecnologie pi&amp;ugrave; importanti per l&amp;rsquo;osservazione della Terra. A differenza dei satelliti ottici, i sistemi SAR non dipendono dalla luce del Sole: emettono onde elettromagnetiche e analizzano il segnale che torna indietro per costruire immagini della superficie terrestre, anche di notte o attraverso le nuvole. &amp;Egrave; grazie a questa tecnologia che costellazioni satellitari come Cosmo-SkyMed possono monitorare alluvioni, movimenti del suolo e cambiamenti dei ghiacciai, offrendo dati fondamentali per studiare la crisi climatica e gestire eventi estremi.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>Il satellite che vede dentro le foreste: un anno di Biomass</video:title>
            <video:description>Un anno fa, il 29 aprile 2025, un nuovo occhio si &amp;egrave; aperto sul pianeta. &amp;Egrave; Biomass, un satellite dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea progettato per osservare, da un&amp;rsquo;altitudine di oltre 650 chilometri, ci&amp;ograve; che fino a oggi era rimasto in gran parte invisibile.

Biomass &amp;egrave; stato lanciato e messo in orbita con un obiettivo preciso: misurare il cuore delle foreste. Per riuscirci, a differenza dei satelliti tradizionali, utilizza per la prima volta nello Spazio un radar ad apertura sintetica in banda P, che opera con una lunghezza d&amp;rsquo;onda pi&amp;ugrave; grande rispetto ai radar convenzionali. Questo gli consente di penetrare le fitte chiome degli alberi ed entrare nella struttura stessa della foresta, fino a raggiungere tronchi e rami, dove &amp;egrave; immagazzinata la maggior parte del carbonio.
Accanto all&amp;rsquo;osservazione della superficie, il radar di Biomass &amp;egrave; anche in grado di ricostruire l'intera foresta in tre dimensioni, rivelandone la struttura interna.

Le immagini che oggi produce, dopo i mesi dedicati alla calibrazione, non ci mostrano i colori reali del nostro pianeta. Le tonalit&amp;agrave; sono infatti rielaborate per evidenziare informazioni specifiche, come la densit&amp;agrave; della vegetazione, la struttura e la quantit&amp;agrave; di biomassa. Dati fondamentali per la ricerca scientifica, ma che al tempo stesso offrono visioni sorprendenti della Terra.

Nel corso della sua missione, prevista per almeno cinque anni, il satellite costruir&amp;agrave; una mappa globale del carbonio sempre pi&amp;ugrave; accurata, permettendoci di capire come l&amp;rsquo;anidride carbonica viene immagazzinata nelle foreste e come varia nel tempo: due processi chiave per comprendere il ruolo degli ecosistemi nella complessit&amp;agrave; del clima terrestre.

Biomass, ormai pienamente operativo, non sta solo osservando la Terra: sta fornendo una nuova prospettiva per studiarne i processi, con un livello di dettaglio e accuratezza inediti. Grazie a queste osservazioni, la comprensione dell&amp;rsquo;evoluzione del clima planetario far&amp;agrave; un ulteriore passo avanti, migliorando la capacit&amp;agrave; di prevederne le trasformazioni future.

CREDITS: Esa, Atg Medialab
MUSIC: The Mountain</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>Due rover, miliardi di anni di storia marziana</video:title>
            <video:description>C&amp;rsquo;&amp;egrave; voluta la giusta Perseveranza e una buona dose di Curiosit&amp;agrave; per raccontare capitoli molto diversi della storia di Marte: qualit&amp;agrave; che, non a caso, danno il nome ai due rover della Nasa che hanno ottenuto nuove immagini del Pianeta Rosso.

Curiosity e Perseverance hanno infatti realizzato due panorami a 360 gradi che offrono uno sguardo inedito sulla formazione di Marte, sul suo passato ricco d&amp;rsquo;acqua e sulla sua evoluzione nel tempo.

Situati a quasi 4mila chilometri l&amp;rsquo;uno dall&amp;rsquo;altro, a separare davvero i due rover non &amp;egrave; la distanza geografica, ma quella temporale. Perseverance - su Marte dal 2021 - si sta avventurando in alcuni dei paesaggi pi&amp;ugrave; antichi dell&amp;rsquo;intero Sistema Solare. &amp;Egrave; salito infatti fino al bordo del cratere Jezero per raggiungere un terreno che ha quasi 4 miliardi di anni, alla ricerca di tracce di antica vita microbica. Il panorama che ha costruito - assemblando centinaia di immagini - mostra un ambiente che precede persino la presenza stabile dell&amp;rsquo;acqua nel cratere e che risale a un Marte ancora &amp;lsquo;in costruzione&amp;rsquo;, segnato da intensi bombardamenti di asteroidi.

Dall&amp;rsquo;altra parte del pianeta, Curiosity - attivo da quasi 15 anni - offre una prospettiva complementare. Il suo panorama a 360 gradi, composto da oltre mille immagini, si concentra sulle pendici del Monte Sharp. &amp;Egrave; visibile una regione ricca di formazioni rocciose simili a ragnatele, generate dall&amp;rsquo;antico passaggio di acqua sotterranea. La montagna che il rover sta scalando &amp;egrave; fatta di strati sedimentari, ciascuno pi&amp;ugrave; giovane di quello sottostante; il risultato &amp;egrave; una sequenza geologica che documenta l&amp;rsquo;evoluzione del pianeta.

Cos&amp;igrave;, mentre Perseverance ci mostra la nascita turbolenta di Marte, Curiosity racconta la sua lenta trasformazione in un mondo sempre pi&amp;ugrave; freddo e arido, aiutando gli scienziati a ricostruirne l&amp;rsquo;intera storia.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Le nuove tute ritardano il nuovo allunaggio?</video:title>
            <video:description>La nuova corsa alla Luna potrebbe rallentare per un motivo tanto semplice quanto decisivo: le tute spaziali. Mentre il successo di Artemis 2 ha confermato che il programma pu&amp;ograve; riportare astronauti nello spazio profondo e intorno alla Luna, il vero banco di prova resta il passo successivo: far scendere un equipaggio sulla superficie lunare e riportarlo indietro in sicurezza. Per riuscirci, servono tecnologie che oggi non sono ancora del tutto pronte. E, tra queste, le tute spaziali destinate alle passeggiate lunari sono uno dei nodi pi&amp;ugrave; delicati.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>Galassia Sombrero, dettagli inediti dell’alone che la circonda</video:title>
            <video:description>Una nuova immagine della Galassia Sombrero mostra particolari ad altissima risoluzione di questo oggetto cosmico la cui forma ricorda i caratteristici cappelli messicani. In particolare, l&amp;rsquo;alone che la circonda non era ancora stato ritratto con questo livello di dettaglio e su una scala cos&amp;igrave; grande.
L&amp;rsquo;immagine &amp;egrave; stata realizzata con la Dark Energy Camera montata sul telescopio Victor M. Blanco dell&amp;rsquo;Osservatorio di Cerro Tololo in Cile.
La Galassia Sombrero, nota anche come M104, &amp;egrave; visibile nella costellazione della Vergine ed &amp;egrave; tra gli oggetti pi&amp;ugrave; grandi della regione, ma la sua distanza, quasi 30 milioni di anni luce dalla Terra, la rende invisibile a occhio nudo.
Si tratta, in realt&amp;agrave;, di una galassia molto luminosa. Il suo buco nero supermassiccio, al centro del disco, si stima equivalga a circa un miliardo di masse solari. Attorno a esso, orbitano circa 2.000 ammassi globulari composti da centinaia di migliaia di stelle tenute insieme dalla forte gravit&amp;agrave;. Il perimetro del disco, invece, &amp;egrave; caratterizzato da polvere e gas dove si formano la maggior parte delle stelle.
La nuova immagine mostra anche un flusso di stelle nella parte inferiore della galassia; la presenza di questa scia e la coesistenza di popolazioni stellari miste all'interno dell'alone galattico, costituiscono una chiara evidenza di passati eventi di fusione, dove le stelle sono state strappate a galassie satellite pi&amp;ugrave; piccole.
Le peculiarit&amp;agrave; di questa galassia, che &amp;egrave; stata osservata anche dai telescopi spaziali Hubble, Spitzer e Webb, la rendono un obiettivo ideale anche per gli astrofotografi amatoriali.

Crediti video: NOIRLab</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>La sfida tra Blue Origin e SpaceX nella corsa ai razzi riutilizzabili</video:title>
            <video:description>Con la missione NG-3 del 19 aprile il razzo New Glenn di Blue Origin ha volato per la sua prima volta con un primo stadio riutilizzato.&amp;nbsp;
Gi&amp;agrave; impiegato nel secondo volo NG-2 di fine 2025 e recuperato con successo, questo primo stadio &amp;egrave; rientrato a terra anche nel terzo volo NG-3 di New Glenn.

Destinato a missioni in orbita terrestre e oltre, il razzo a due stadi New Glenn competer&amp;agrave; con i lanciatori riutilizzabili di SpaceX: Falcon 9, Falcon Heavy e Starship.&amp;nbsp;
Falcon 9 ha inaugurato l&amp;rsquo;era dei riutilizzabili col primo storico recupero di un primo stadio avvenuto il&amp;nbsp;21 dicembre 2015, dopo aver portato in orbita 11 satelliti Orbcomm Og-2.

Razzo a due stadi con booster riutilizzabile, Falcon 9 oggi&amp;nbsp;domina l&amp;rsquo;orbita terrestre bassa: lancia i satelliti Starlink e le capsule Dragon che trasportano astronauti e merci sulla Iss.&amp;nbsp;I primi stadi del Falcon 9 hanno siglato in totale 600 recuperi su 613 tentativi e alcuni singoli booster detengono oggi il record di riutilizzo fino a&amp;nbsp;34 volte.

Per carichi pesanti destinati a orbite superiori SpaceX ha sviluppato Falcon Heavy, vettore&amp;nbsp;dedicato a grandi satelliti, telescopi spaziali o sonde&amp;nbsp;per l&amp;rsquo;esplorazione planetaria. Falcon Heavy &amp;egrave; un razzo a due stadi di cui il primo costituito da tre corpi riutilizzabili: due booster laterali, molto simili ai primi stadi del Falcon 9, e un nucleo centrale.

Il riutilizzo si concentra sui booster laterali con 18 recuperi su 18 tentativi e riadattando primi stadi da voli precedenti del Falcon 9. Per il nucleo centrale un rientro su tre tentativi.

&amp;nbsp;

Starship &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico lanciatore progettato per recuperare sia il primo che il secondo stadio. Il razzo &amp;egrave; costituito da un Super Heavy come primo stadio e la navicella Ship come secondo.

Il mega razzo destinato a missioni lunari e verso Marte ha accumulato in 11 voli di prova tre recuperi del Super Heavy e cinque ammaraggi con perdita di Ship, senza alcun riutilizzo finora.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-24</video:publication_date>
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            <video:title>Desi completa la più grande mappa 3D dell’Universo</video:title>
            <video:description>Osservare e catalogare in modo sistematico l&amp;rsquo;intero Universo visibile per comprenderne il pi&amp;ugrave; possibile le caratteristiche e la storia, questo &amp;egrave; l&amp;rsquo;obiettivo raggiunto dal Desi (Dark Energy Spectroscopic Instrument), uno degli strumenti pi&amp;ugrave; avanzati mai realizzati per la cosmologia osservativa.
Nel corso di cinque anni, grazie a 5000 fibre ottiche in grado di acquisire simultaneamente la luce di oggetti celesti estremamente distanti, Desi ha costruito quella che, a oggi, &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; estesa mappa tridimensionale ad alta risoluzione dell&amp;rsquo;Universo. I dati raccolti includono oltre 47 milioni tra galassie e quasar, superando di gran lunga le aspettative iniziali e raggiungendo un volume di informazioni pari a sei volte quello di tutte le osservazioni cosmologiche precedenti messe insieme.
Questa mappa consente di ricostruire l&amp;rsquo;evoluzione della struttura cosmica negli ultimi 11 miliardi di anni, offrendo agli astronomi uno strumento completo e dettagliato che sar&amp;agrave; utile per studiare soprattutto l&amp;rsquo;energia oscura, la componente che costituisce circa il 70% del contenuto dell&amp;rsquo;Universo e che ne determina l&amp;rsquo;espansione accelerata.
Le prime analisi dei dati hanno gi&amp;agrave; fornito indicazioni inattese: l&amp;rsquo;energia oscura, tradizionalmente descritta come una costante cosmologica, potrebbe in realt&amp;agrave; non essere tale, cambiando invece nel tempo. Una possibilit&amp;agrave; che, se confermata dai dati completi, implicherebbe una revisione sostanziale del modello cosmologico standard e delle previsioni sul destino ultimo dell&amp;rsquo;Universo.
Il completamento del censimento quindi non rappresenta solo un prezioso punto di arrivo, ma segna anche l&amp;rsquo;inizio di una nuova fase: quella dell&amp;rsquo;esame approfondito di un dataset immenso, da cui ci aspettiamo risultati cruciali nei prossimi mesi.
Desi non &amp;egrave; solo uno splendido traguardo tecnologico, ma la porta d&amp;rsquo;ingresso per un nuovo percorso fondamentale nella comprensione della dinamica e dell&amp;rsquo;evoluzione del cosmo.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il telescopio Nancy Grace Roman corre verso il lancio</video:title>
            <video:description>Il nuovo &amp;lsquo;occhio&amp;rsquo; sul cosmo della Nasa &amp;egrave; pronto. Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman ha ufficialmente completato la fase di costruzione, segnando una tappa fondamentale verso il lancio,&amp;nbsp;ora&amp;nbsp;previsto per settembre 2026,&amp;nbsp;in anticipo di mesi sulla tabella di marcia.

Roman osserver&amp;agrave; l&amp;rsquo;universo come mai prima d&amp;rsquo;ora, combinando ampiezza di visione, velocit&amp;agrave; e precisione.&amp;nbsp;Non destinato a&amp;nbsp;sondare l&amp;rsquo;universo pi&amp;ugrave; remoto,&amp;nbsp;il suo punto di forza sar&amp;agrave;&amp;nbsp;infatti&amp;nbsp;un campo visivo straordinariamente ampio: potr&amp;agrave; catturare&amp;nbsp;in una singola immagine&amp;nbsp;porzioni di cielo oltre 100 volte pi&amp;ugrave; grandi&amp;nbsp;di quella osservabile da&amp;nbsp;Hubble e mappare il cielo con una rapidit&amp;agrave; senza precedenti.&amp;nbsp;

Nel suo primo anno di attivit&amp;agrave; Roman raccoglier&amp;agrave; pi&amp;ugrave; dati di quanto fatto da Hubble in 36 anni di carriera. Progettato per osservare nella luce visibile e nel vicino infrarosso, Roman sar&amp;agrave; in grado di &amp;lsquo;vedere&amp;rsquo; attraverso la polvere cosmica, penetrando regioni altrimenti nascoste. Potr&amp;agrave; posare lo sguardo su galassie lontane e deboli oltre che assistere a eventi come esplosioni di supernove e collisioni di stelle di neutroni.

Creando mappe tridimensionali del cosmo, Roman permetter&amp;agrave; inoltre di individuare migliaia di nuovi esopianeti, analizzare&amp;nbsp;la dinamica di&amp;nbsp;milioni di galassie&amp;nbsp;e l&amp;rsquo;espansione dell&amp;rsquo;universo nel tempo. Roman&amp;nbsp;aiuter&amp;agrave; cos&amp;igrave;&amp;nbsp;gli scienziati a comprendere meglio la natura della materia oscura&amp;nbsp;e dell&amp;rsquo;energia oscura.

Finora sottoposto, presso il Goddard Space Flight Center della Nasa,&amp;nbsp;a prove estreme per garantirne la resistenza alle condizioni dello spazio, il telescopio &amp;egrave; ora pronto per la fase finale: il trasferimento al Kennedy Space Center e i test finali in vista del lancio.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-22</video:publication_date>
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            <video:title>Luna Bites -  Come viaggiano gli astronauti per tornare sulla Luna? Puntata 4</video:title>
            <video:description>🚀 Come viaggiano gli astronauti per tornare sulla Luna?&amp;nbsp;

Il programma Artemis usa sistemi diversi, con ruoli diversi.&amp;nbsp;

SLS, Orion, Starship HLS e Blue Moon: chi fa cosa nelle missioni verso la Luna.&amp;nbsp;

Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta 🌕✨ 🍪 &amp;nbsp;

💡 Concept e format originale di Manuela Proietti &amp;nbsp;
🎤Testi, voci e volti di Fulvia Croci e Silvia Martone &amp;nbsp;
Luna Bites &amp;egrave; una produzione della Direzione Comunicazione Istituzionale e Relazioni Esterne dell&amp;rsquo;ASI - Ufficio Comunicazione.&amp;nbsp;

#LunaBites #ASI #ArtemisII #BackToTheMoon #Spazio #NASA #ESA</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-22</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble festeggia 36 anni di attività</video:title>
            <video:description>Hubble sta per compiere 36 anni di attivit&amp;agrave;. Lanciato il 24 aprile del 1990, il telescopio spaziale della Nasa e dell&amp;rsquo;Esa ha effettuato finora pi&amp;ugrave; di 1 milione e 700 mila osservazioni fornendo a quasi 29mila astronomi i dati per la pubblicazione di articoli scientifici. La sua capacit&amp;agrave; di offrire immagini ad altissima risoluzione nel campo della luce visibile, nel vicino infrarosso e nell&amp;rsquo;ultravioletto ha consentito scoperte rivoluzionarie e ci ha permesso di ammirare le meraviglie del cosmo.
Per celebrare questo anniversario Hubble ha osservato nuovamente, dopo 29 anni, una porzione della Nebulosa Trifida, per mostrarci i cambiamenti su scala temporale umana. Si tratta di una regione di formazione stellare distante 5000 anni luce nella costellazione del Sagittario.
L'immagine di Hubble della Nebulosa Trifida si concentra sulla Herbig-Haro 399, un getto di plasma espulso da una giovane protostella. Osservare l'espansione del getto dal 1997 a oggi permette ai ricercatori di misurare la velocit&amp;agrave; dei flussi e determinare quanta energia la protostella sta iniettando in queste regioni, oltre a comprendere come le nuove stelle interagiscono con l'ambiente circostante. Il colore blu pi&amp;ugrave; nitido in alto a sinistra &amp;egrave; spiegato dai venti stellari provenienti da stelle massicce, non presenti nel campo visivo, che hanno spazzato via la polvere circostante. Il flusso di gas, visibile in giallo, &amp;egrave; un esempio di luce ultravioletta che penetra nella polvere marrone scuro, disgregando e smantellando il gas e la polvere.
Le osservazioni di Hubble sono spesso combinate con i dati di altri telescopi che scrutano il cosmo a differenti lunghezze d&amp;rsquo;onda; gli astronomi ottengono cos&amp;igrave; una visione multi-banda degli oggetti celesti.
La Nasa sta valutando delle opzioni per rimediare al naturale decadimento orbitale del telescopio per riposizionarlo alla quota originaria, a circa 600 chilometri di altitudine; in questo modo Hubble potrebbe continuare a fornire dati anche durante il prossimo decennio.

Crediti video: Nasa, Esa</video:description>
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            <video:title>New Glenn, primo volo con booster riutilizzato</video:title>
            <video:description>Blue Origin segna un passo importante sulla strada della piena riutilizzabilit&amp;agrave;. L&amp;rsquo;enorme razzo New Glenn ha volato per la prima volta con un primo stadio gi&amp;agrave; utilizzato in precedenza, equipaggiato con motori nuovi.

La missione Ng-3 &amp;egrave; decollata il 19 aprile dalla Space Force Station in Florida, trasportando il satellite BlueBird 7 di Ast SpaceMobile. Dopo circa tre minuti e mezzo dal liftoff, il primo stadio si &amp;egrave; separato con successo, atterrando circa sei minuti pi&amp;ugrave; tardi sulla nave drone Jacklyn nell&amp;rsquo;Oceano Atlantico.
Il secondo stadio &amp;egrave; stato invece meno fortunato: ha inserito, infatti, il carico utile in un&amp;rsquo;orbita pi&amp;ugrave; bassa del previsto. BlueBird 7, destinato a supportare la rete globale di connettivit&amp;agrave; cellulare dallo spazio di Ast SpaceMobile, non potr&amp;agrave; operare a quell&amp;rsquo;altitudine e verr&amp;agrave; quindi deorbitato.

Con il suo terzo volo, il New Glenn segna tuttavia la prima volta in cui viene utilizzato e recuperato con successo un primo stadio gi&amp;agrave; impiegato in precedenza, aprendo cos&amp;igrave; un nuovo scenario per l&amp;rsquo;azienda di Jeff Bezos: con booster progettati per volare almeno 25 volte ciascuno, il New Glenn punta a competere con i razzi Falcon 9, Falcon Heavy e Starship di SpaceX, oggi gli unici lanciatori orbitali con riutilizzo dimostrato.
Dopo il pieno successo della missione Ng-2, il terzo volo del New Glenn segna quindi un passo avanti sul fronte del riutilizzo, ma dimostra anche che la fase di inserimento in orbita del carico utile non &amp;egrave; ancora pienamente affidabile.</video:description>
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            <video:title>Il viaggio lunare di Artemis 2 su Orion a confronto con le navicelle Apollo</video:title>
            <video:description>Artemis 2 ha portato un equipaggio attorno alla Luna dopo oltre 50 anni da Apollo 17. Che differenze ci sono tra un viaggio lunare a bordo di Orion e uno sulle navicelle Apollo?&amp;nbsp;

Rispetto alla navicella Apollo, che ospitava 3 astronauti fino a un massimo di 14 giorni, Orion ha il 30% in pi&amp;ugrave; di spazio abitabile e supporta voli con 4 astronauti fino a 21 giorni.&amp;nbsp;Voli spaziali pi&amp;ugrave; lunghi sono permessi anche grazie a molti pi&amp;ugrave; comfort come una cucina per la preparazione dei pasti e un sistema efficace per gestire i rifiuti.&amp;nbsp;

Apollo aveva un unico computer di volo. Orion conta 2 doppi computer ridondanti che sono 20.000 volte pi&amp;ugrave; veloci e dotati di una memoria 128.000 volte superiore.&amp;nbsp; Questi computer e oltre 1.200 sensori rendono Orion in grado di regolare la sua traiettoria nello spazio. Il software di Apollo si limitava al solo calcolo della traiettoria della navicella.
L&amp;rsquo;autonomia di Orion ha consentito nel 2022 la missione Artemis 1, test senza equipaggio attorno alla Luna dei sistemi della navicella: prova mai conseguita dal programma Apollo.

Orion &amp;egrave; progettata per viaggiare ben oltre le distanze coperte dalle capsule Apollo: Artemis 2 ha portato il suo equipaggio alla distanza record di oltre 406mila km dalla Terra.&amp;nbsp;Rispetto ad Apollo, i sistemi di Orion sono aggiornati per contrastare una maggiore esposizione alle radiazioni spaziali e affrontare cos&amp;igrave; viaggi anche oltre la Luna.&amp;nbsp;

Vi sono differenze anche per la fase di rientro: Orion ha il pi&amp;ugrave; grande scudo termico al mondo, un monoblocco di circa 5 metri di diametro, mentre quello sulle capsule Apollo era di 3,9 m. Orion ha paracadute pi&amp;ugrave; leggeri e pi&amp;ugrave; efficienti delle capsule Apollo ma anche 5 airbag, e non 3, da utilizzare nello splashdown per raddrizzarsi in caso si verificasse un ammaraggio capovolto.</video:description>
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            <video:title>Marte, un paesaggio sospeso tra cenere e sabbia</video:title>
            <video:description>In questa nuova immagine della superficie di Marte, la sonda Mars Express dell&amp;rsquo;Esa ha catturato uno scenario che racchiude le sabbie color ocra, tipiche del pianeta rosso, contrapposte ai depositi di cenere vulcanica nell&amp;rsquo;area dell&amp;rsquo;antico bacino Utopia Planitia. Marte, infatti, &amp;egrave; stato plasmato da imponenti e violente eruzioni vulcaniche; ospita persino il vulcano pi&amp;ugrave; grande del Sistema Solare, l'Olympus Mons. L&amp;rsquo;Utopia Planitia era stato gi&amp;agrave; fotografato dalle sonde Viking della Nasa nel 1976 e il paragone tra i due scatti mostra come la cenere si sia diffusa in pochi in decenni. Secondo gli scienziati, il fenomeno potrebbe essere spiegato in due modi: o la cenere &amp;egrave; stata sollevata e trasportata dai venti marziani, o, viceversa, la polvere ocra che in precedenza ricopriva la cenere scura &amp;egrave; stata spazzata via. Nell&amp;rsquo;immagine si possono anche osservare avvallamenti con i bordi ondulati tipici di regioni soggette a cicli di gelo e disgelo e che indicano la presenza di ghiaccio sepolto. La depressione dell&amp;rsquo;Utopia Planitia infatti si ritiene che in passato ospitasse acqua. I fossati, invece, noti anche come graben, si formano quando la superficie si frattura a causa dell'attivit&amp;agrave; tettonica o perch&amp;eacute; gli strati di sedimenti umidi creano zone fragili. Dal 2003, Mars Express ha mappato la superficie del pianeta rosso a colori, in tre dimensioni e con una risoluzione senza precedenti, fornendo informazioni che hanno radicalmente cambiato la nostra comprensione su Marte.

Crediti video: Esa, Nasa, Dlr, Fu Berlin</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-16</video:publication_date>
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            <video:title>Una galassia giovane, ma già sorprendentemente matura</video:title>
            <video:description>Grazie all&amp;rsquo;analisi di una lente gravitazionale generata da una galassia ellittica distante circa otto miliardi di anni luce, gli astronomi sono riusciti a osservare un quasar ancora pi&amp;ugrave; remoto, la cui luce ci appare distorta e moltiplicata in pi&amp;ugrave; immagini lungo il percorso. La lente, denominata J1453+0529, &amp;egrave; &amp;nbsp;una rara configurazione nota come 'Croce di Einstein', in cui quattro immagini del quasar appaiono disposte simmetricamente attorno alla galassia lente.
Ma cosa significa, esattamente, lente gravitazionale?

Secondo la relativit&amp;agrave; generale di Albert Einstein, la massa curva lo spazio-tempo. Quando la luce attraversa queste curvature, non segue pi&amp;ugrave; una traiettoria rettilinea, ma viene deviata. Se tra noi e una sorgente lontana si interpone un oggetto molto massivo, come una galassia, la sua gravit&amp;agrave; pu&amp;ograve; agire come una lente: amplifica la luce, la distorce e, in condizioni particolari, genera immagini multiple della stessa sorgente.

Sfruttando questo allineamento, gli astronomi (un team guidato da Quirino D'amato dell'Istituto Nazionale di Astrofisica) hanno potuto misurare con precisione la massa della galassia&amp;nbsp; J1453g e ricostruirne il profilo, scoprendo che, pur osservata in una fase relativamente precoce, presenta una popolazione stellare con caratteristiche chimiche molto simili a quelle della Via Lattea, che invece appartiene a uno stadio evolutivo ben pi&amp;ugrave; avanzato.

Le analisi indicano quindi l&amp;rsquo;esistenza, in un universo ancora giovane, di sistemi le cui propriet&amp;agrave; sono generalmente tipiche di strutture osservate in epoche successive. Un risultato che mette in discussione l&amp;rsquo;idea di una crescita necessariamente lenta e lineare delle galassie, suggerendo nuovi scenari in cui questi processi possono essere pi&amp;ugrave; rapidi o seguire percorsi pi&amp;ugrave; complessi di quanto finora ipotizzato.

Le lenti gravitazionali dimostrano, ancora una volta, come una distorsione dello spazio-tempo possa diventare uno degli strumenti pi&amp;ugrave; potenti per osservare l&amp;rsquo;universo profondo, in particolare nelle sue fasi pi&amp;ugrave; antiche.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa Goddard, Telescopio Nazionale Galileo
MUSIC: Sonican</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>Proba-3: il vento solare lento soffia più forte del previsto</video:title>
            <video:description>La componente pi&amp;ugrave; lenta del vento solare corre pi&amp;ugrave; velocemente di quanto previsto finora:&amp;nbsp;&amp;egrave; il primo risultato ottenuto da Proba-3, missione dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea che vede la partecipazione dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.

Da luglio 2025, la coppia di satelliti che costituisce la missione - Occulter e Coronagraph - ha gi&amp;agrave; creato 57 eclissi solari artificiali, permettendo oltre 250 ore di osservazioni ad altissima risoluzione della corona solare, la regione pi&amp;ugrave; esterna dell&amp;rsquo;atmosfera del Sole. Un risultato che equivale a migliaia di campagne di osservazione da Terra, dove le eclissi naturali sono rare e durano solo pochi minuti.

A rendere tutto possibile &amp;egrave; il gioco di squadra dei due satelliti che, volando a circa 150 metri di distanza&amp;nbsp;l&amp;rsquo;uno dall&amp;rsquo;altro, si sono perfettamente allineati con il Sole. In questa configurazione, Occulter blocca la luce solare - proprio come farebbe la Luna durante un&amp;rsquo;eclissi - proiettando un&amp;rsquo;ombra di appena 8 cm su Aspiics, lo strumento ottico a bordo di Coronagraph, che pu&amp;ograve; cos&amp;igrave; osservare in dettaglio la tenue corona&amp;nbsp;solare, normalmente nascosta dal bagliore accecante del Sole. Il tutto con un margine di errore di appena un millimetro e senza intervento da Terra.

Oltre alla luce, il Sole emette particelle elettricamente cariche sotto forma di vento solare e nelle cosiddette espulsioni di massa coronale. La tecnica impiegata da Proba-3 permette di studiare direttamente i movimenti del plasma nella corona interna, dove nasce il vento solare che - come il&amp;nbsp;vento terrestre - non &amp;egrave; del tutto omogeneo:&amp;nbsp;pu&amp;ograve; essere veloce o lento, regolare o a raffiche. I primi risultati&amp;nbsp;di Proba-3&amp;nbsp;sono sorprendenti: alcune strutture del vento solare lento raggiungono velocit&amp;agrave; fino a quattro volte superiori alle stime precedenti, raggiungendo anche i 500 chilometri al secondo.

Velocit&amp;agrave;, accelerazione e direzioni di movimento confermano la natura complessa e irregolare del vento solare lento,&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; variabile rispetto al vento solare veloce, e forniscono importanti indizi per risalire ai meccanismi che regolano l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; della nostra stella e i suoi effetti sullo spazio circostante.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2 è tornata</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; conclusa con successo una delle missioni pi&amp;ugrave; attese degli ultimi anni. Dopo dieci giorni nello spazio profondo, e dopo aver percorso pi&amp;ugrave; di un milione di chilometri, la capsula Orion &amp;egrave; rientrata sulla Terra alle 2:07 italiane di sabato 11 aprile, riportando a casa l&amp;rsquo;equipaggio di Artemis 2. Le tappe principali del viaggio che (ri)porta l'essere umano intorno alla Luna, le differenze con il passato e le implicazioni per il futuro.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>Le più belle immagini dal viaggio attorno alla Luna di Artemis 2</video:title>
            <video:description>Ecco le pi&amp;ugrave; belle immagini di Artemis 2, missione che ha portato un equipaggio a sorvolare la Luna senza allunaggio oltre 50 anni dopo l&amp;rsquo;Apollo 17 del 1972.

Il 1&amp;deg; aprile il razzo Space Launch System ha portato nello spazio la navetta Orion con a bordo gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen.
Il 2 aprile, gi&amp;agrave; in rotta verso la Luna, da un finestrino della navicella Orion il capitano Reid Wiseman immortala la Terra in controluce e a distanza Venere.

Il 6 aprile, Orion entra nella sfera d&amp;rsquo;influenza lunare. Le immagini della Luna mostrano a sinistra&amp;nbsp;il suo lato non visibile dalla Terra.
Inizia cos&amp;igrave; il flyby attorno alla Luna: privo delle grandi macchie scure, il suo lato nascosto mostra pianure vulcaniche e regioni assai craterizzate.

Durante il sorvolo, l&amp;rsquo;equipaggio assiste a un&amp;rsquo;eclissi solare totale durata 54 minuti: molto pi&amp;ugrave; lunga rispetto alle eclissi solari osservabili dal punto di vista della Terra.L&amp;rsquo;eclissi mostra il disco lunare scuro avvolto da un alone luminoso che la comunit&amp;agrave; scientifica sta studiando. A sinistra appare il bagliore di Venere.

Nel flyby Orion ha sorvolato il terminatore, ossia il confine tra il giorno e la notte lunare: la luce obliqua mette in risalto la complessit&amp;agrave; del suolo lunare evidenziando crateri e creste.

58 anni dopo Apollo 8 e la foto Earthrise, ossia il sorgere della Terra sopra la Luna, Artemis 2 ha immortalato ora l&amp;rsquo;Earthset: la Terra mentre tramonta dietro la Luna.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>Come l’acqua circolava negli asteroidi</video:title>
            <video:description>Analizzare frammenti di asteroidi &amp;egrave; fondamentale per comprendere l&amp;rsquo;origine del Sistema Solare. Uno studio recente sull&amp;rsquo;asteroide Bennu ha messo in evidenza come acqua, minerali e materia organica interagissero su questi corpi celesti primitivi.
Da quando la missione Osiris-Rex della Nasa, nel 2023, ha riportato a Terra circa 120 grammi di materiale prelevato direttamente dall&amp;rsquo;asteroide, i campioni sono stati distribuiti in tutto il mondo per analisi dettagliate. Prima di Bennu, erano stati portati a Terra frammenti prelevati da altri due asteroidi, Itokawa e Ryugu, con la sonda Hayabusa dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale giapponese Jaxa.
Questo tipo di campioni offre una rara opportunit&amp;agrave; per studiare materiale primordiale incontaminato e i ricercatori non avevano ancora analizzato il materiale di Bennu con una precisione cos&amp;igrave; elevata. Utilizzando due differenti tipi di spettroscopia su scala nanometrica, sono emersi tre differenti domini chimici nello stesso campione: regioni ricche di composti organici contenenti carbonio e idrogeno, altre pi&amp;ugrave; complesse contenenti azoto, altre ancora composte da minerali inorganici ricchi di calcio e magnesio.
L'eterogeneit&amp;agrave; osservata suggerisce che l&amp;rsquo;acqua abbia interagito in modo localizzato e non globale, preservando alcune aree pi&amp;ugrave; vulnerabili all'interazione con essa e rimaste, quindi, relativamente asciutte durante le fasi chiave dell'evoluzione dell'asteroide. Questi processi potrebbero aver tutelato molecole candidate a svolgere un ruolo cruciale nell'origine della vita.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta - Puntata 3</video:title>
            <video:description>Cosa mangiano gli astronauti di Artemis 2?

A bordo di Orion, ogni alimento &amp;egrave; progettato per nutrire l&amp;rsquo;equipaggio nel viaggio attorno alla Luna: reidratabile, termostabilizzato, pensato per essere consumato in microgravit&amp;agrave; senza lasciare traccia.

Nello spazio, anche mangiare &amp;egrave; una missione.

Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta  

 Concept e format originale di Manuela Proietti

Testi, voci e volti di Fulvia Croci e Silvia Martone

Luna Bites &amp;egrave; una produzione della Direzione Comunicazione Istituzionale e Relazioni Esterne dell&amp;rsquo;ASI - Ufficio Comunicazione.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>11.000 nuovi asteroidi scoperti nei dati del Vera Rubin</video:title>
            <video:description>Oltre 11mila nuovi asteroidi scoperti in appena un mese e mezzo, questo &amp;egrave; il risultato dei primi dati raccolti dall'osservatorio Vera Rubin. Si tratta di uno degli strumenti pi&amp;ugrave; avanzati e potenti mai costruiti per osservare il cielo, che sta fornendo dati importanti pur essendo ancora in fase di collaudo.

L'enorme quantit&amp;agrave; di nuovi oggetti celesti &amp;egrave; il frutto dell'analisi di circa un milione di osservazioni, effettuate nell'arco di un mese e mezzo,&amp;nbsp; durante le quali sono stati tracciati e aggiornati anche 80mila asteroidi gi&amp;agrave; noti.

Tra le scoperte pi&amp;ugrave; significative ci sono 33 oggetti particolarmente vicini alla Terra, i cosiddetti Neo. Nessuno al momento rappresenta una minaccia per il nostro pianeta e il pi&amp;ugrave; grande ha un diametro di circa 500 metri. Il dato &amp;egrave; per&amp;ograve; importante perch&amp;eacute; aiuta a migliorare il censimento degli asteroidi potenzialmente pericolosi per noi, dei quali, secondo le stime, conosciamo soltanto meno della met&amp;agrave; del totale.

Le osservazioni hanno inoltre individuato circa 380 oggetti trans-nettuniani, situati cio&amp;egrave; oltre l&amp;rsquo;orbita di Nettuno, il pianeta pi&amp;ugrave; distante dal Sole. Alcuni seguono traiettorie estremamente allungate, arrivando anche a distanze mille volte superiori a quella tra la Terra e il Sole. Sono tra gli oggetti pi&amp;ugrave; remoti mai osservati nel Sistema Solare, situati in una regione che per noi resta ancora ampiamente sconosciuta.

Questi risultati, sebbene gi&amp;agrave; sorprendenti, sono solo un&amp;rsquo;anteprima. Quando l'osservatorio Vera Rubin entrer&amp;agrave; pienamente in funzione potrebbe scoprire migliaia di nuovi asteroidi ogni pochi giorni, rivoluzionando la mappa del Sistema Solare e aiutandoci a comprenderne meglio le origini e l'evoluzione, oltre a consen tire di fare previsioni su possibili scenari futuri

CREDITS: Nasa, NoirLab, Vera Rubin Observatory, Nsf
MUSIC: Through the Universe - CrabAudio

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Artemis 2, attorno alla Luna e più lontani che mai dalla Terra</video:title>
            <video:description>Vicini alla Luna e mai cos&amp;igrave; lontani dalla Terra. Fino a ieri, 6 aprile 2026. A sei giorni dal lancio, Artemis 2 - la prima missione con equipaggio del programma Artemis - ha scritto una nuova pagina dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale, portando gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della Nasa insieme all&amp;rsquo;astronauta dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Canadese, Jeremy Hansen, attorno alla Luna e a una distanza di oltre 405mila chilometri, superando il record stabilito nel 1970 da Apollo 13.

Una volta entrata nella cosiddetta &amp;ldquo;sfera di influenza&amp;rdquo; della Luna - la regione in cui la gravit&amp;agrave; lunare prevale su quella terrestre -&amp;nbsp;nella notte tra il 6 e il 7 aprile, la missione ha raggiunto il suo obiettivo, effettuando il sorvolo del lato nascosto della Luna.

Durante questa intensa fase di attivit&amp;agrave; scientifica, durata quasi sette ore, l&amp;rsquo;equipaggio ha documentato la superficie lunare grigia e craterizzata con 32 telecamere. Le osservazioni hanno incluso strutture come il cratere Hertzsprung e il Mare Orientale, un enorme cratere da impatto situato tra il lato visibile e quello nascosto del nostro satellite.

All&amp;rsquo;1:00 del 7 aprile (ora italiana), la capsula ha raggiunto il punto di massimo avvicinamento alla Luna, a poco pi&amp;ugrave; di 6.500 chilometri dalla superficie, stabilendo poco dopo anche il nuovo record di distanza dalla Terra, pari a circa 406.700 chilometri: un primato che gli stessi astronauti sperano venga presto battuto.

A qualche ora dall&amp;rsquo;inizio del sorvolo, l&amp;rsquo;equipaggio ha anche assistito a un&amp;rsquo;eclissi: la Luna ha oscurato la nostra stella per ben 53 minuti, permettendo agli astronauti di osservare la corona solare da una prospettiva unica.

Non sono mancati poi i momenti emotivi: gli astronauti hanno raccontato l&amp;rsquo;emozione di vedere la Luna cos&amp;igrave; da vicino e hanno proposto di chiamare due crateri &amp;ldquo;Integrity&amp;rdquo; e &amp;ldquo;Carroll&amp;rdquo;, per omaggiare rispettivamente la navicella e la moglie del comandante Wiseman, scomparsa nel 2020.

Concluso il flyby, Artemis 2 &amp;egrave; ora nella fase di rientro, con un ammaraggio previsto per la sera del 10 aprile (ora italiana) al largo della California.

La missione segna il ritorno dell&amp;rsquo;uomo nello spazio profondo dopo oltre 50 anni e porta avanti la promessa di tornare sulla superficie della Luna, ma questa volta per restare.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-07</video:publication_date>
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            <video:title>Tutte le missioni Apollo con equipaggio per la conquista della Luna</video:title>
            <video:description>Tra il 1961 e il 1972 Nasa ha svolto il programma Apollo portando il primo uomo sulla Luna nel 1969 e totalizzando 6 allunaggi di successo.

Il 21 dicembre 1968 decolla Apollo 8: &amp;egrave; il primo lancio per il razzo Saturn V con equipaggio e il volo porta i primi esseri umani in orbita intorno alla Luna.
Nel maggio 1969 Apollo 10 testa tutte le fasi dell&amp;rsquo;allunaggio con equipaggio, senza per&amp;ograve; atterrare sulla Luna, e sigla la prima orbita con il modulo lunare.

Il 19 luglio 1969 l&amp;rsquo;Apollo 11 realizza il primo sbarco dell&amp;rsquo;uomo sulla Luna: il &amp;laquo;piccolo passo&amp;raquo; di Neil Armstrong segna il &amp;laquo;grande balzo&amp;nbsp;per l'umanit&amp;agrave;&amp;raquo;. Il lander rimane 21,5 ore sulla Luna: Armstrong e Aldrin escono per 2,5 ore e raccolgono i primi campioni lunari portando sulla Terra 21,5 kg di materiale.

Il 19 novembre 1969 Apollo 12 realizza il secondo allunaggio con equipaggio, il primo di precisione con un atterraggio a 160 m dalla sonda robotica Surveyor 3.
L&amp;rsquo;11 aprile 1970 decolla l&amp;rsquo;Apollo 13 ma, 56 ore dopo, esplode un serbatoio di ossigeno nel modulo di servizio. Da qui la frase &amp;laquo;Houston, we've had a problem&amp;raquo;. L&amp;rsquo;allunaggio viene cancellato. Il modulo lunare diventa la scialuppa di salvataggio per l&amp;rsquo;equipaggio che con un flyby lunare effettua un rientro di emergenza a Terra.

Il 3&amp;deg; allunaggio con equipaggio arriva il 5 febbraio 1971 con l&amp;rsquo;Apollo 14 che atterra a meno di 30 m dal sito prescelto: qui Alan Shepard gioca a golf sulla Luna.
Il 30 luglio 1971 alluna Apollo 15. LRV &amp;egrave; il 1&amp;deg; rover lunare e il 1&amp;deg; veicolo guidato dall&amp;rsquo;uomo su un corpo alieno: Scott e Irwin lo guidano per 28 km.
Il 21 aprile 1972 alluna Apollo 16, la prima missione nelle alture lunari e tra le pi&amp;ugrave; complete scientificamente: studia rocce antiche e la genesi lunare.
Nel 1972 l&amp;rsquo;ultimo allunaggio con Apollo 17. I suoi record: 75h di permanenza sulla Luna, 22h di escursioni, 30,5 km con LRV, 110 kg campioni lunari e il 1&amp;deg; geologo sulla Luna.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-03</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2 è partita! Inizia una nuova era</video:title>
            <video:description>Oltre cinquant&amp;rsquo;anni dopo le missioni Apollo, l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; torna a volare verso la Luna. La missione Artemis 2 &amp;egrave; partita, aprendo una nuova era dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale. Il razzo Sls (Space Launch System) della Nasa &amp;egrave; decollato il primo aprile alle 18,35 ora locale dalla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida, con quattro astronauti a bordo di una navetta Orion, dando il via a un volo di prova pianificato che li far&amp;agrave; uscire dall'orbita bassa e circumnavigare la Luna. Gli astronauti della Nasa Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch, pi&amp;ugrave; Jeremy Hansen dell'Agenzia Spaziale Canadese (Csa), sono il primo equipaggio del programma Artemis, che ora entra nella sua fase pi&amp;ugrave; importante.

Il lancio &amp;egrave; stato impeccabile. Una volta lasciata la rampa, il razzo ha iniziato la salita spinto dai due booster laterali e dai quattro motori RS-25 dello stadio principale. Dopo circa due minuti, esaurito il combustibile solido, i booster si sono separati, mentre lo stadio principale ha continuato a funzionare per circa otto minuti e mezzo.

Durante l&amp;rsquo;ascesa &amp;egrave; stato sganciato il sistema di aborto al lancio, non pi&amp;ugrave; necessario una volta superate le fasi pi&amp;ugrave; critiche. Esaurito il propellente, anche lo stadio principale si &amp;egrave; separato ricadendo in mare, mentre entrava in funzione l&amp;rsquo;Interim Cryogenic Propulsion Stage, lo stadio superiore del razzo Sls, che ha inserito la capsula Orion in orbita terrestre.

A quel punto sono stati dispiegati i pannelli solari, successivamente lo stadio superiore ha effettuato una seconda accensione per portare Orion in un&amp;rsquo;orbita terrestre altamente ellittica, ampliandone significativamente l&amp;rsquo;estensione in vista del successivo trasferimento verso la Luna.
Il profilo della missione prevede quindi una fase in orbita terrestre alta, durante la quale l&amp;rsquo;equipaggio eseguir&amp;agrave; test di pilotaggio e preparer&amp;agrave; la manovra di iniezione translunare, che porter&amp;agrave; la capsula a raggiungere il nostro satellite sfruttando la dinamica gravitazionale.

Durante il passaggio attorno alla Luna, gli astronauti osserveranno e fotograferanno alcune regioni del lato nascosto con un livello di dettaglio ma raggiunto prima da una missione umana. L&amp;rsquo;obiettivo scientifico principale sar&amp;agrave; per&amp;ograve; raccogliere dati sul comportamento dei sistemi di bordo e sulla risposta del corpo umano nello spazio profondo, elementi fondamentali per pianificare missioni pi&amp;ugrave; lunghe e complesse.

La missione durer&amp;agrave; circa dieci giorni e si concluder&amp;agrave; con il rientro della capsula Orion nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre e l&amp;rsquo;ammaraggio nell&amp;rsquo;Oceano Pacifico.
Artemis 2 rappresenta il primo passo concreto verso un ritorno stabile sulla Luna dal 1972. Questa volta l&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ambizioso rispetto al programma Apollo: non solo esplorare, ma costruire una presenza duratura sul nostro satellite, aprendo la strada a una nuova fase dell&amp;rsquo;esplorazione e alla prossima grande sfida: portare l&amp;rsquo;uomo su Marte.</video:description>
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            <video:title>Il video messaggio del presidente dell'ASI Teodoro Valente per il lancio di Artemis 2</video:title>
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            <video:title>Webb rivela il volto nascosto di una ‘culla’ stellare</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale James Webb ha osservato la regione di formazione stellare W51A, rivelando strutture con un dettaglio senza precedenti.

Grazie alla sua tecnologia a infrarossi, Webb &amp;egrave; riuscito a penetrare le dense nubi di polvere che avvolgono questi astri nascenti, ottenendo straordinarie immagini di un ambiente rimasto finora in gran parte nascosto e che ospita stelle giovani e massicce, nate circa un milione di anni fa.

Le nuove immagini di W51A, gi&amp;agrave; osservata in passato da altri telescopi, rappresentano un salto di qualit&amp;agrave; tale da offrire, di fatto, una visione inedita della regione. Oggi &amp;egrave; possibile vedere non solo le stelle gi&amp;agrave; formate e avvolte nella polvere del loro ambiente di nascita, ma anche quelle ancora in crescita, insieme ad atomi e molecole invisibili ad altre lunghezze d&amp;rsquo;onda.

Le stelle massicce presenti influenzano l&amp;rsquo;ambiente che le circonda: interagiscono con il gas vicino, emettono radiazioni che riscaldano lo spazio circostante e possono innescare la formazione di nuove stelle. Le immagini di Webb mostrano chiaramente questi fenomeni: enormi bolle di gas ionizzato, filamenti di polvere, potenti onde d&amp;rsquo;urto generate dai getti protostellari e venti caldi che soffiano attorno a migliaia di stelle pi&amp;ugrave; piccole: un quadro complesso e dinamico dei processi di formazione stellare.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-01</video:publication_date>
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            <video:title>Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta - Puntata 1</video:title>
            <video:description>Si parte con&amp;nbsp;Artemis II,&amp;nbsp;la missione che riporter&amp;agrave; l&amp;rsquo;essere umano attorno alla Luna dopo oltre 50 anni.&amp;nbsp;
Come si svolger&amp;agrave; la missione? Come viaggeranno gli astronauti? Quali tappe li porteranno fino all&amp;rsquo;orbita lunare?&amp;nbsp;Te lo raccontiamo con &amp;lsquo;Luna Bites&amp;rsquo;!&amp;nbsp;

Luna Bites&amp;nbsp;&amp;egrave; il nuovo format dell&amp;rsquo;ASI che accompagna il ritorno dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; verso la Luna,&amp;nbsp;attraverso&amp;nbsp;curiosit&amp;agrave;, innovazione e il contributo italiano alle grandi missioni spaziali.&amp;nbsp;
Un viaggio fatto di piccole pillole, tra scienza, tecnologia e vita nello spazio.&amp;nbsp;

Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta.&amp;nbsp;

Concept e format originale di Manuela Proietti&amp;nbsp;
Testi, voci e volti di Fulvia Croci e Silvia Martone&amp;nbsp;
Luna Bites &amp;egrave; una produzione dell'Ufficio Comunicazione, Direzione Comunicazione Istituzionale dell&amp;rsquo;ASI&amp;nbsp;

Segui la diretta del lancio al link 🔗&amp;nbsp;https://shorturl.at/4kCS8</video:description>
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            <video:publication_date>2026-04-01</video:publication_date>
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            <video:title>Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta</video:title>
            <video:description>👨&amp;zwj;🚀👩&amp;zwj;🚀&amp;nbsp;Chi sono e come si sono allenati gli astronauti che tenteranno, dopo oltre 50 anni, il viaggio attorno alla Luna?

Te lo raccontiamo nel secondo episodio di Luna Bites: Gli astronauti di Artemis II&amp;nbsp;
Il ritorno&amp;nbsp;alla Luna &amp;egrave; appena iniziato&amp;nbsp;🌙&amp;nbsp;

Luna Bites, verso la Luna un morso alla volta&amp;nbsp;🌕✨&amp;nbsp;🍪&amp;nbsp;

💡&amp;nbsp;Concept e format originale di Manuela Proietti&amp;nbsp;
🎤Testi, voci e volti di Fulvia Croci e Silvia Martone&amp;nbsp;
Luna Bites &amp;egrave; una produzione della Direzione Comunicazione Istituzionale e Relazioni Esterne dell&amp;rsquo;ASI -&amp;nbsp;Ufficio Comunicazione.

Segui la diretta del lancio al link 🔗 https://shorturl.at/4kCS8</video:description>
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            <video:title>Scienza più rapida con robot semi-autonomi</video:title>
            <video:description>Le future missioni di esplorazione planetaria richiederanno capacit&amp;agrave; robotiche pi&amp;ugrave; avanzate rispetto a quelle tradizionali supervisionate dall'uomo e limitate da vincoli operativi. I rover su Marte, infatti, sono guidati da comandi inviati da centri di controllo terrestri, ma le comunicazioni tra Terra e Marte subiscono un ritardo fino a 22 minuti; inoltre, questi veicoli sono progettati sulla base di efficienza energetica e sicurezza per cui si muovono lentamente, su terreni impervi, rendendo difficile raccogliere dati geologicamente diversificati.

Per questo, alcuni scienziati dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Basilea hanno sperimentato l&amp;rsquo;efficienza di un robot semi-autonomo per accelerare l&amp;rsquo;esplorazione di una superficie planetaria, ottenendo risultati evidenti.

L&amp;rsquo;esperimento &amp;egrave; stato eseguito presso una struttura che simula le diverse condizioni di una superficie planetaria, dalle rocce alla regolite, alle condizioni di illuminazione; &amp;lsquo;AnyMal', un robot quadrupede dotato di un microscopio e uno spettrometro montati su un braccio robotico, si &amp;egrave; avvicinato in semi-autonomia agli obiettivi selezionati e ha restituito in poco tempo immagini e spettri significativi.

Gli esperti hanno messo a confronto i due approcci operativi. La tradizionale missione guidata ha richiesto 41 minuti, mentre quella semiautonoma tra i 12 e i 23 per raggiungere lo stesso obiettivo. Lo studio evidenzia come strumenti relativamente semplici possano fornire preziose informazioni scientifiche se integrati in sistemi robotici autonomi.

Mentre le agenzie spaziali si preparano per le prossime missioni sulla Luna, Marte e oltre, questi sistemi semi-autonomi potrebbero aiutare davvero gli scienziati a esplorare aree pi&amp;ugrave; vaste in meno tempo, supportando sia la ricerca di risorse che di possibili tracce di vita passata.

&amp;nbsp;

Crediti video: Robotics System Lab, Anymal Research</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-31</video:publication_date>
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            <video:title>Wispit 2, doppia scoperta planetaria</video:title>
            <video:description>Gli astronomi che operano con il Very Large Telescope dell&amp;rsquo;Eso hanno recentemente individuato un secondo pianeta in formazione attorno alla giovane stella Wispit 2, situata nella costellazione dell&amp;rsquo;Aquila.

L&amp;rsquo;oggetto &amp;egrave; stato inizialmente rilevato tramite il metodo di imaging diretto ad alto contrasto con lo strumento Sphere, una tecnica che consente di isolare segnali estremamente deboli in prossimit&amp;agrave; della stella ospite. La sua natura planetaria &amp;egrave; stata poi confermata grazie a un secondo apparecchio, il Gravity+, installato sull&amp;rsquo;interferometro del Vlt, che permette misure di altissima precisione anche nelle regioni pi&amp;ugrave; interne del sistema.

Wispit 2 era gi&amp;agrave; noto per la scoperta di un primo pianeta, Wispit 2b, individuato lo scorso anno: un gigante gassoso con una massa pari a circa cinque volte quella di Giove, in orbita attorno alla stella madre a una distanza circa sessanta volte superiore a quella tra la Terra e il Sole.
Il nuovo pianeta, Wispit 2c, si colloca invece su un&amp;rsquo;orbita pi&amp;ugrave; interna ed &amp;egrave; ancora pi&amp;ugrave; massiccio, circa il doppio rispetto al primo. Entrambi sono immersi nel disco protoplanetario che circonda la stella, una struttura composta da gas e polveri in cui avviene il processo di accrescimento.
Le osservazioni mostrano chiaramente la presenza di lacune e anelli all&amp;rsquo;interno del disco, strutture che, secondo i modelli teorici, sono prodotte dall&amp;rsquo;interazione gravitazionale tra i pianeti in formazione e il materiale circostante.

Con questa scoperta, Wispit 2 diventa il secondo sistema conosciuto, dopo Pds 70, in cui due pianeti sono stati osservati direttamente durante la loro formazione.
Infine, la presenza di una lacuna pi&amp;ugrave; esterna nel disco, suggerisce che il sistema possa ospitare un terzo pianeta ancora non rilevato direttamente. Si tratterebbe di un altro corpo gigante, probabilmente con una massa paragonabile a quella di Saturno.

Nel complesso, queste preziose osservazioni offrono un raro accesso diretto ai processi e alle dinamiche che regolano la nascita dei sistemi planetari, fornendo un confronto osservativo con le fasi iniziali dell&amp;rsquo;evoluzione del nostro Sistema Solare.

CREDITS: Eso, Vlt, American Astronomical Society
MUSIC: Through the Universe - CrabAudio</video:description>
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            <video:title>Il video messaggio del presidente dell'ASI Teodoro Valente per il lancio dei satelliti Eaglet II di Iride</video:title>
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            <video:title>Tutto sul volo di Artemis 2, la missione che riporterà un equipaggio attorno alla Luna</video:title>
            <video:description>C'&amp;egrave; attesa&amp;nbsp;per il lancio di&amp;nbsp;Artemis 2: la seconda missione del&amp;nbsp;programma Artemis&amp;nbsp;porter&amp;agrave; un equipaggio a sorvolare la Luna, oltre 50 anni dopo l&amp;rsquo;Apollo 17.

Dopo il decollo e una volta nello spazio, il razzo&amp;nbsp;Space Launch System&amp;nbsp;spegner&amp;agrave; i motori dello stadio centrale, che si separer&amp;agrave; da quello superiore e dalla&amp;nbsp;navicella Orion.

Raggiunta un&amp;rsquo;orbita terrestre bassa stabile,&amp;nbsp;gli astronauti&amp;nbsp;completeranno&amp;nbsp;due orbite attorno alla Terra a bordo della navetta verificando il funzionamento&amp;nbsp;dei sistemi vitali.&amp;nbsp;Conquistata un&amp;rsquo;orbita terrestre alta ellittica, Orion si separer&amp;agrave; dallo stadio superiore che verr&amp;agrave; utilizzato dall&amp;rsquo;equipaggio come bersaglio per un test di pilotaggio manuale della navetta.&amp;nbsp;

Completati i controlli, il modulo di servizio fornir&amp;agrave; un'ultima spinta necessaria per mettere la crew sulla traiettoria&amp;nbsp;verso la Luna&amp;nbsp;e iniziare il viaggio di andata di circa quattro giorni. Sorvolando il lato nascosto della Luna l&amp;rsquo;equipaggio si avviciner&amp;agrave; a essa fino a 7.400 km. Orion disegner&amp;agrave; cos&amp;igrave; un grande 8 nello spazio spingendosi a pi&amp;ugrave; di 370mila km dalla Terra.&amp;nbsp;

Fuori dalla sfera di influenza lunare, la crew sfrutter&amp;agrave; il&amp;nbsp;campo gravitazionale Terra-Luna&amp;nbsp;per effettuare il viaggio di ritorno di quattro giorni che prevede tre correzioni della traiettoria.&amp;nbsp;Orion entrer&amp;agrave; quindi nell'atmosfera terrestre affrontando temperature massime di 1600 C&amp;deg;; superata questa fase, aprir&amp;agrave; i suoi paracadute e rallenter&amp;agrave; per l&amp;rsquo;ammaraggio nell&amp;rsquo;Oceano pacifico.

Con Artemis 2 la Nasa tester&amp;agrave; per la prima voltai sistemi di Orion con un equipaggio a bordo attorno alla luna, passo chiave verso la missione Artemis 4 che riporter&amp;agrave; l&amp;rsquo;uomo sul suolo lunare.

Prima di Artemis 4, Artemis 3&amp;nbsp;tester&amp;agrave;&amp;nbsp;l&amp;rsquo;attracco tra Orion e uno o entrambi&amp;nbsp;i lander privati di SpaceX e Blue Origin destinati a portare gli astronauti sulla Luna.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Saturno sotto lo sguardo di Webb e Hubble</video:title>
            <video:description>Saturno &amp;egrave; tornato sotto i riflettori: lavorando in sinergia, i telescopi Webb e Hubble hanno osservato il gigante gassoso in lunghezze d&amp;rsquo;onda complementari, offrendo un ritratto inedito dell&amp;rsquo;atmosfera del sesto pianeta del Sistema Solare.

Se Hubble osserva Saturno nella luce visibile, mettendo in evidenza sottili variazioni cromatiche delle sue nubi, Webb sfrutta l&amp;rsquo;infrarosso per penetrare negli strati atmosferici e rivelare la presenza di gas, nubi e strutture a varie altitudini.

Il risultato di questo lavoro congiunto &amp;egrave; visibile nelle immagini acquisite nel 2024, a pochi mesi di distanza, che mostrano un&amp;rsquo;atmosfera planetaria incredibilmente dinamica.

Tra gli elementi pi&amp;ugrave; evidenti spicca una corrente a getto persistente, la cosiddetta &amp;ldquo;ribbon wave&amp;rdquo;, che attraversa le medie latitudini settentrionali. Poco pi&amp;ugrave; in basso si distingue anche una traccia della tempesta che ha investito il pianeta tra il 2010 e il 2012, mentre numerose altre bufere punteggiano l&amp;rsquo;emisfero meridionale.

Visibili debolmente in entrambe le immagini, i bordi appuntiti di uno dei simboli pi&amp;ugrave; caratteristici di Saturno: il vortice esagonale situato al polo nord, una struttura atmosferica stabile scoperta dalla missione Voyager negli anni Ottanta. Ancora oggi rappresenta uno dei fenomeni meteorologici pi&amp;ugrave; enigmatici del Sistema Solare, e potrebbe presto scomparire alla vista con l&amp;rsquo;arrivo dell&amp;rsquo;inverno polare, che porter&amp;agrave; quell&amp;rsquo;area nell&amp;rsquo;oscurit&amp;agrave; per oltre un decennio.

Le osservazioni infrarosse di Webb rivelano anche dettagli sui poli del pianeta, che appaiono con una tonalit&amp;agrave; grigio-verde. Questo effetto potrebbe essere legato alla presenza di aerosol ad alta quota o alle aurore, generate dall&amp;rsquo;interazione tra particelle elettricamente cariche e campo magnetico.

Protagonista anche il sistema di anelli, particolarmente brillante nell&amp;rsquo;infrarosso per via del ghiaccio d&amp;rsquo;acqua altamente riflettente. Le differenze tra le immagini dei due telescopi permettono inoltre di distinguere strutture sottili e variazioni nella composizione degli anelli, offrendo nuovi indizi sulla loro evoluzione.

Questi dati si inseriscono in una lunga tradizione di osservazioni, che include anche la storica sonda Cassini, che dopo 13 anni in orbita attorno a Saturno, ha concluso la sua missione scientifica tuffandosi nell&amp;rsquo;atmosfera del pianeta.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-26</video:publication_date>
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            <video:title>Skyfall, la nuova frontiera della Nasa per esplorare Marte</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;amministratore della Nasa, Jared Isaacman, ha dato ufficialmente il via alla missione Skyfall, con partenza prevista nel 2028.
Skyfall rappresenta una svolta significativa nelle attivit&amp;agrave; di esplorazione dell&amp;rsquo;agenzia, perch&amp;eacute; introduce due importanti novit&amp;agrave;: l&amp;rsquo;impiego della propulsione elettrica nucleare per i trasferimenti interplanetari e l&amp;rsquo;utilizzo operativo di elicotteri nell&amp;rsquo;esplorazione di Marte.

La propulsione elettrica nucleare (Nep) utilizza un reattore a fissione per produrre energia elettrica in modo continuo, simile a quelli delle centrali nucleari terrestri. Questa energia viene poi utilizzata per alimentare motori elettrici ad alta efficienza. Il sistema verr&amp;agrave; utilizzato per fornire spinta alla navetta Space Reactor-1 (Sr-1) Freedom, che una volta raggiunto Marte rilascer&amp;agrave; una flotta di tre piccoli elicotteri autonomi. I velivoli saranno un&amp;rsquo;evoluzione del drone sperimentale Ingenuity, gi&amp;agrave; testato sul Pianeta Rosso dal 2021 al 2024 insieme al rover Perseverance.

Gli elicotteri scenderanno agganciati a un velivolo 'madre', progettato per trasportarne fino a sei, per poi essere impiegati in attivit&amp;agrave; di ricognizione della superficie: analizzeranno la morfologia del terreno, individueranno possibili aree di atterraggio e raccoglieranno dati utili alla valutazione dei rischi per future missioni. Effettueranno inoltre uno studio del sottosuolo attraverso strumenti radar in grado di rilevare depositi di ghiaccio d&amp;rsquo;acqua, la loro distribuzione, profondit&amp;agrave; e accessibilit&amp;agrave;.

La missione Skyfall introduce quindi innovazioni di rilievo, in grado di migliorare significativamente le future missioni robotiche nel Sistema Solare, potenziando sia le prestazioni delle navette che l'osservazione e la raccolta di dati. Questi sviluppi potranno anche contribuire alla gestione e pianificazione di infrastrutture operative nell&amp;rsquo;ambito del programma Artemis

CREDITS: Nasa
MUSIC Breaking News - Sound4Stock</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Intelligenza artificiale, dai nostri computer a Marte</video:title>
            <video:description>Un esperimento della Nasa ha utilizzato il modello di intelligenza artificiale Claude per pianificare autonomamente il percorso del rover Perseverance su Marte, superando il limite del ritardo nelle comunicazioni tra Terra e pianeta rosso. Questo test si inserisce in un&amp;rsquo;evoluzione pi&amp;ugrave; ampia, che vede l'AI sempre pi&amp;ugrave; utilizzata nel settore spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2 di nuovo sulla rampa di lancio</video:title>
            <video:description>Artemis 2, la missione che riporter&amp;agrave; l&amp;rsquo;uomo in orbita intorno alla Luna dopo oltre 50 anni, &amp;egrave; di nuovo pronta al decollo.
Il 20 marzo il razzo Sls e la navicella Orion sono tornati alla piattaforma di lancio del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, nonostante le avverse condizioni meteo a causa del forte vento. Con un viaggio durato quasi 12 ore, il vettore ha lasciato il Vehicle Assembly Building (Vab) percorrendo 6,5 chilometri per raggiungere la rampa sotto lo stretto monitoraggio dei tecnici.
&amp;Egrave; gi&amp;agrave; la seconda volta che Artemis 2 lascia il Vab. Dopo due tentativi di lancio annullati, a causa di un&amp;rsquo;ostruzione del sistema di flusso di elio nello stadio superiore del razzo, il 21 febbraio era rientrato nell&amp;rsquo;edificio di assemblaggio. Gli ingegneri hanno individuato la causa del problema in una guarnizione nel sistema di alimentazione. La Nasa, quindi, non prevede di effettuare un'altra prova generale sulla piattaforma, poich&amp;eacute; la diagnosi e la risoluzione del problema permetteranno di passare direttamente alla fase operativa. La prossima finestra di lancio si aprir&amp;agrave; il 2 aprile, quando in Italia sar&amp;agrave; passata da poco la mezzanotte (le 00.24).

Crediti video: Esa, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-23</video:publication_date>
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            <video:title>60 anni fa, il primo aggancio in orbita tra due veicoli spaziali con Gemini 8</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; il 16 marzo 1966 quando la missione Gemini 8 di Nasa realizza il primo storico aggancio tra due veicoli spaziali in orbita. I due veicoli protagonisti sono la navicella Gemini 8, pilotata da Neil Armstrong e David Scott, e l&amp;rsquo;Agena Target Vehicle.

Nelle 6 ore successive al decollo Gemini 8 completa le manovre di rendezvous con il proprio target fino&amp;nbsp;a distanza e allineamento attesi. Dopo&amp;nbsp;le ultime manovre correttive, in circa mezz&amp;rsquo;ora la capsula si avvicina e si aggancia meccanicamente al bersaglio realizzando il primo docking nello spazio.

Dopo il docking, i due veicoli agganciati cominciano tuttavia a oscillare: Gemini 8 viene quindi sganciata ma&amp;nbsp;un rollio imprevisto la porta a ruotare sempre pi&amp;ugrave; velocemente.&amp;nbsp;Raggiunta una rotazione di un giro al secondo l&amp;rsquo;equipaggio riesce a stabilizzare la capsula prendendone il controllo per poi rientrare a Terra salvi e con il 1&amp;deg; docking di successo.

Gemini 8 &amp;egrave; la prima verifica delle tecniche in seguito&amp;nbsp;necessarie al Programma Apollo per portare nel 1969 il 1&amp;deg; uomo sulla Luna grazie al metodo Lunar Orbit Rendezvous.&amp;nbsp;

61 anni dopo Gemini 8, nel 2027 Artemis 3 tester&amp;agrave; le manovre di prossimit&amp;agrave; e attracco tra la capsula Orion e il lander privato che riporter&amp;agrave; l&amp;rsquo;uomo sulla Luna con Artemis 4.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>Parker Solar Probe: 27 volte vicina al Sole</video:title>
            <video:description>Noi lo vediamo ogni giorno, ma da una distanza di 150 milioni di chilometri. Ed &amp;egrave; proprio per studiarlo da vicino che Parker Solar Probe&amp;nbsp;continua a spingersi dove nessun veicolo era mai arrivato prima.

L&amp;rsquo;11 marzo la sonda della Nasa&amp;nbsp;ha completato il suo&amp;nbsp;27esimo passaggio ravvicinato del Sole, eguagliando nuovamente due record: quello di distanza, spingendosi fino a&amp;nbsp;poco pi&amp;ugrave; di 6 milioni di chilometri dalla superficie solare,&amp;nbsp;e quello di velocit&amp;agrave;&amp;nbsp;sfrecciando&amp;nbsp;a 687mila chilometri orari&amp;nbsp;nell&amp;rsquo;atmosfera del Sole,&amp;nbsp;confermandosi&amp;nbsp;cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;oggetto pi&amp;ugrave; veloce mai costruito dall&amp;rsquo;uomo.
Durante questi sorvoli, Parker attraversa la corona &amp;ndash;&amp;nbsp;la parte pi&amp;ugrave; esterna dell&amp;rsquo;atmosfera&amp;nbsp;della nostra stella - analizzandone i cambiamenti durante il ciclo solare,&amp;nbsp;il&amp;nbsp;periodo di 11 anni lungo il quale l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; solare oscilla da un minimo a un massimo solare e viceversa.

Con una traiettoria ellittica, la sonda sta ora&amp;nbsp;gradualmente orbitando vicino alla superficie del Sole per raccogliere dati e misurazioni sull&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; e sul vento solare: un flusso continuo di particelle elettricamente cariche che il Sole emette in tutte le direzioni e che si diffonde attraverso l&amp;rsquo;intero Sistema Solare.

Quando raggiunge il nostro pianeta, questo vento viene in gran parte deviato dal campo magnetico terrestre, che ci protegge. Ma, durante le fasi pi&amp;ugrave; intense, alcune particelle riescono a penetrare la magnetosfera dando origine alle spettacolari aurore polari.

Le osservazioni di Parker sono fondamentali anche per risalire all'origine di eventi pi&amp;ugrave; violenti, come le espulsioni di massa coronale e i brillamenti solari, responsabili della cosiddetta meteorologia spaziale e in grado di influenzare&amp;nbsp;le tecnologie satellitari e le attivit&amp;agrave; umane&amp;nbsp;sulla Terra.

Lanciata nel 2018, Parker&amp;nbsp;sta seguendo&amp;nbsp;da vicino l&amp;rsquo;evoluzione del&amp;nbsp;ciclo solare attuale, osservando il Sole passare da una fase di quiete al suo picco pi&amp;ugrave; intenso, raggiunto nel 2024. I suoi 27 incontri con la nostra stella raccontano questo cambiamento nel tempo e forniscono preziose informazioni sui meccanismi che ne regolano il funzionamento.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-19</video:publication_date>
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            <video:title>Hera prosegue il viaggio verso il sistema Didymos</video:title>
            <video:description>La sonda Hera &amp;egrave; in viaggio verso un obiettivo particolare: la coppia&amp;nbsp;di asteroidi&amp;nbsp;Didymos e&amp;nbsp;Dimorphos,&amp;nbsp;il secondo dei quali rappresenta il primo corpo celeste&amp;nbsp;la cui orbita &amp;egrave; stata modificata deliberatamente dall&amp;rsquo;uomo.
Dopo l&amp;rsquo;impatto della missione Dart della Nasa contro la componente minore del sistema, Dimorphos, documentato dal nanosatellite LiciaCube dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, che ha acquisito immagini uniche dell&amp;rsquo;evento, resta una domanda fondamentale: quanto &amp;egrave; davvero efficace deviare un asteroide? Hera nasce proprio per darci la risposta.
Dart ha dimostrato che colpire un asteroide pu&amp;ograve; modificarne l'orbita. Hera sta tornando su quel sito per misurare con precisione gli effetti dell&amp;rsquo;impatto e trasformare questo esperimento in una tecnica affidabile di difesa planetaria.

La sonda dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea ha recentemente completato una delle manovre pi&amp;ugrave; importanti del suo viaggio, consumando oltre cento chilogrammi di propellente per accelerare significativamente. Un passaggio cruciale, che ha permesso anche di testare i sistemi che saranno utilizzati durante le delicate fasi di avvicinamento e rendez-vous.

Una volta giunta in prossimit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;asteroide binario, Hera rilascer&amp;agrave; due satelliti CubeSat per studiare gli effetti della deviazione da pi&amp;ugrave; prospettive, utilizzando strumenti avanzati come un altimetro laser e sistemi di navigazione autonoma, fondamentali per operare attorno a corpi celesti cos&amp;igrave; piccoli e oscuri.
L'avvicinamento al sistema, che durer&amp;agrave; circa tre settimane, metter&amp;agrave; alla prova le capacit&amp;agrave; di guida, navigazione e controllo della missione. I dati che poi Hera raccoglier&amp;agrave;&amp;nbsp; puntano a rendere la deviazione degli asteroidi una tecnica prevedibile, misurabile e ripetibile.


CREDITI: Nasa, Esa, Asi
MUSICHE: Nature - AlisiaBeats

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-18</video:publication_date>
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            <video:title>Monitorare il Sole per proteggere l’equipaggio di Artemis 2</video:title>
            <video:description>Tra gli obiettivi della prima missione con equipaggio del programma lunare Artemis, c&amp;rsquo;&amp;egrave; il test della capsula Orion.
Con un lancio previsto ad aprile, la missione Artemis 2 durer&amp;agrave; circa 10 giorni e porter&amp;agrave; quattro astronauti a compiere un flyby della Luna, spingendosi oltre il campo magnetico protettivo della Terra.
Per questo, la Nasa monitorer&amp;agrave; in tempo reale l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; del Sole durante tutta la missione.
I dati provenienti dalle sonde spaziali dedicate all&amp;rsquo;osservazione della nostra stella saranno utilizzati per tracciare tutte le eruzioni solari. Un team specializzato nella previsione e analisi degli eventi meteorologici spaziali ne misurer&amp;agrave; le dimensioni, la velocit&amp;agrave; e la probabilit&amp;agrave; che queste emissioni generino particelle energetiche che attraversino la traiettoria di Orion.
Per un monitoraggio solare a 360&amp;deg;, scender&amp;agrave; in campo anche un inviato speciale: Perseverance. L&amp;rsquo;attuale posizione di Marte, infatti, permetter&amp;agrave; al rover della Nasa di osservare il lato del Sole non visibile dalla Terra, inviando dati sulle macchie solari pi&amp;ugrave; grandi per&amp;nbsp;prepararsi cos&amp;igrave; a possibili brillamenti.
Oltre allo scudo termico progettato per superare sia l&amp;rsquo;atmosfera terrestre che le particelle ad alta energia delle Fasce di Van Allen che circondano la Terra, Orion &amp;egrave; dotata di sei sensori che misurano il livello di radiazioni all&amp;rsquo;interno della capsula. Gli astronauti indosseranno inoltre i cosiddetti &amp;lsquo;dosimetri attivi&amp;rsquo; per il monitoraggio delle radiazioni personali; se i livelli si alzano, diversi allarmi acustici segnaleranno all&amp;rsquo;equipaggio come riconfigurare le apparecchiature interne per una maggiore schermatura della navicella.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:title>Marte, super tempesta solare osservata da Esa</video:title>
            <video:description>Era maggio 2024 quando l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; del Sole ha generato sulla Terra la pi&amp;ugrave; estrema tempesta geomagnetica degli ultimi 20 anni. Lo stesso evento colpiva anche Marte e, per la prima volta, siamo stati testimoni della pi&amp;ugrave; grande reazione a una tempesta solare mai osservata sul pianeta rosso.
Mars Express ed ExoMars Trace Gas Orbiter (Tgo) dell&amp;rsquo;Esa, che vantano un significativo contributo del nostro paese in cui l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana riveste un ruolo di primo piano, si trovavano infatti in una posizione favorevole per sperimentare una tecnica nota come &amp;lsquo;occultazione radio&amp;rsquo;. Le sonde si sono trovate a raccogliere dati appena 10 minuti dopo che la potente eruzione solare colpisse Marte, rilevando in meno di tre giorni, una quantit&amp;agrave; di radiazioni pari a 200 giorni ordinari.
Naturalmente la tempesta ha causato danni anche ai computer di bordo di Mars Express e Tgo che per&amp;ograve; sono progettate proprio per resistere alle radiazioni; gli errori sono stati individuati e corretti e le sonde ripristinate rapidamente.
La super tempesta ha generato la pi&amp;ugrave; alta concentrazione di elettroni mai riscontrata nell&amp;rsquo;alta atmosfera marziana, dove a 130 chilometri di altitudine si &amp;egrave; registrato un incremento del 278 percento. I risultati aiutano gli scienziati a comprendere meglio come Marte abbia potuto perdere enormi quantit&amp;agrave; di acqua e gran parte della sua atmosfera nello spazio, probabilmente a causa del continuo flusso di particelle provenienti dal Sole.
L&amp;rsquo;osservazione di questo evento estremo mette in evidenza anche la differenza tra Terra e Marte.
Il nostro pianeta, infatti, &amp;egrave; protetto da un campo magnetico che devia le particelle cariche nello spazio; una forte tempesta solare pu&amp;ograve; causare una breve interruzione della corrente elettrica e delle comunicazioni e dar luogo al fenomeno delle aurore boreali.

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-16</video:publication_date>
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            <video:title>Dal Vera C. Rubin i primi alert dal monitoraggio in tempo reale del cosmo</video:title>
            <video:description>L'osservatorio Vera C. Rubin ha captato&amp;nbsp;i primi eventi astronomici dando cos&amp;igrave; il via alla campagna di monitoraggio&amp;nbsp;del cosmo in tempo reale. Nella notte del 24 febbraio 2026 ha diffuso 800.000 alert legati al rilevamento di nuovi asteroidi, nuclei galattici attivi e supernove.

Tuttora in collaudo, il Vera C. Rubin avvia cos&amp;igrave; un monitoraggio dinamico e in tempo reale del cielo che in futuro produrr&amp;agrave; milioni di avvisi per notte. I primi avvisi diffusi sono tra le ultime tappe prima che il Vera C. Rubin inauguri Legacy Survey of Space and Time (LSST), mappatura del cielo che avvier&amp;agrave; nel 2026.


Con LSST l&amp;rsquo;osservatorio ottico scansioner&amp;agrave; l&amp;rsquo;intero cielo dell'emisfero meridionale ogni 3&amp;ndash;4 giorni per i prossimi 10 anni, con la fotocamera digitale pi&amp;ugrave; grande di sempre. Nel primo anno di LSST, Rubin catalogher&amp;agrave; pi&amp;ugrave; oggetti di quelli complessivamente fotografati da tutti gli osservatori ottici lungo l&amp;rsquo;intera storia dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;.

Situato sulle Ande cilene a 2600 m di quota, l&amp;rsquo;osservatorio Vera C. Rubin &amp;egrave; un progetto delle agenzie statunitensi Nsf e Doe con il coinvolgimento dell&amp;rsquo;Italia grazie a Inaf.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-13</video:publication_date>
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            <video:title>Perché la Nasa allunerà con Artemis 4</video:title>
            <video:description>Il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare non avverr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; con la missione Artemis 3, come previsto inizialmente, ma con la successiva Artemis 4. Una decisione che ha riacceso il dibattito sulla nuova corsa alla Luna e sui motivi di questo cambio di programma. La risposta della Nasa in realt&amp;agrave; &amp;egrave; stata molto chiara: sicurezza. Il punto centrale non &amp;egrave; tanto il traguardo finale, quanto la sequenza di operazioni necessarie per raggiungerlo. Nella configurazione originale, la missione Artemis 3 avrebbe dovuto concentrare in un unico volo una lunga serie di operazioni mai tentate prima.</video:description>
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            <video:title>3I/Atlas, una cometa imbevuta nell'alcol</video:title>
            <video:description>La cometa interstellare 3I/Atlas &amp;egrave; ancora sotto stretta osservazione da parte degli astronomi, che cercano di ottenere quante pi&amp;ugrave; informazioni possibili sulla sua composizione prima che lasci per sempre il Sistema Solare.
L&amp;rsquo;ultima scoperta arriva dal radiotelescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, situato in Cile. Le osservazioni hanno rivelato la presenza di una quantit&amp;agrave; insolitamente elevata di metanolo, una molecola organica nota anche come alcol metilico.

Gli scienziati stavano analizzando la composizione della chioma, la nube di gas e polveri che circonda il nucleo della cometa, proprio in cerca del metanolo, oltre al cianuro di idrogeno, perch&amp;eacute; sono due molecole abbastanza comuni nelle comete.
Una concentrazione cos&amp;igrave; alta per&amp;ograve; &amp;egrave; stata una sorpresa e non trova riscontro in nessuna delle comete del Sistema Solare.
Le cosiddette 'impronte chimiche' indicano che il cianuro di idrogeno proviene soprattutto dal nucleo cometario. Il metanolo, invece, sembra essere rilasciato anche da minuscoli granuli di ghiaccio presenti nella chioma, che si comportano come fossero comete in miniatura.

Questi processi di degassamento non sono una novit&amp;agrave; per gli scienziati, ma &amp;egrave; la prima volta che si possono studiare con questo livello di dettaglio in un oggetto interstellare. Le caratteristiche esotiche confermano&amp;nbsp; che 3I/Atlas si &amp;egrave; formata in un ambiente e in condizioni diverse rispetto a quelle che hanno dato origine alle comete del nostro Sistema Solare, confermando che lo studio approfondito di questi rari visitatori, provenienti da altri sistemi stellari, &amp;egrave; fondamentale per capire come nascono e si evolvono i sistemi planetari nella nostra galassia.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-11</video:publication_date>
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            <video:title>Cina e Luna. 14 potenziali siti per l’allunaggio di taikonauti</video:title>
            <video:description>Entro cinque anni la Cina prevede di sbarcare sulla Luna e sta scegliendo la regione di atterraggio per il suo primo equipaggio. Sulla parte visibile della Luna, poco pi&amp;ugrave; a nord dell&amp;rsquo;equatore, si trova una rete di canali di lava, la Rimae Bode. Immagini e dati provenienti dalle sonde spaziali del programma lunare cinese Chang&amp;rsquo;e mostrano che l&amp;rsquo;area presenta un'interessante combinazione tra valore scientifico e condizioni di atterraggio sicure per i taikonauti. Si riduce cos&amp;igrave; a 14 il numero dei potenziali siti per la prima missione cinese con equipaggio, rispetto ai 106 iniziali. Un terreno pianeggiante, la bassa latitudine che garantisce sufficiente energia solare e la posizione sul lato visibile della Luna ottimale per le comunicazioni con la Terra soddisfano i vincoli per un atterraggio sicuro. Ma non solo. La Rimae Bode potrebbe aiutare gli scienziati a ricostruire la storia geologica della Luna, ma anche a comprendere i processi vulcanici dei pianeti rocciosi. I canali di lava, infatti, potrebbero contenere depositi provenienti dalle profondit&amp;agrave; del mantello lunare eruttati miliardi di anni fa. Per raggiungere l&amp;rsquo;obiettivo di allunaggio nel 2030, la Cina prevede di lanciare entro quest&amp;rsquo;anno un satellite per ottenere nuovi dati con il telerilevamento, e la sonda Mengzhou di nuova generazione per il primo volo orbitale completo senza equipaggio. Crediti video: CCTV</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-10</video:publication_date>
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            <video:title>Video direzione</video:title>
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            <video:title>Dart ha spettinato l'orbita di Didymos attorno al Sole</video:title>
            <video:description>Anche una piccola spinta, applicata nel momento giusto, pu&amp;ograve; cambiare il destino di un asteroide. E forse, un giorno, quello della Terra: lo ha dimostrato Dart, la prima missione dimostrativa di difesa planetaria mai intrapresa dalla Nasa, lanciata nel 2021.

Con l&amp;rsquo;obiettivo di testare la tecnica dell&amp;rsquo;impatto cinetico &amp;ndash; cio&amp;egrave; deviare un asteroide colpendolo con una navicella ad alta velocit&amp;agrave; - nel settembre 2022 la sonda si &amp;egrave; schiantata intenzionalmente contro Dimorphos, un asteroide largo circa 170 metri che orbita attorno a un compagno pi&amp;ugrave; grande, Didymos con cui forma un sistema binario.

Dopo l&amp;rsquo;impatto, avvenuto a una velocit&amp;agrave; di oltre 22mila chilometri orari, il periodo orbitale di Dimorphos attorno a Didymos &amp;mdash; inizialmente di circa 12 ore &amp;mdash; si era accorciato di ben 33 minuti.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;urto ha scagliato nello spazio una grande nube di frammenti rocciosi che ha raddoppiato la spinta prodotta dalla sonda.

Ora sappiamo che ha modificato, seppur di pochissimo, anche l&amp;rsquo;orbita del sistema binario attorno al Sole. Il periodo orbitale dei due asteroidi attorno alla nostra stella, di circa 770 giorni, ha sub&amp;igrave;to una variazione di appena 0,15 secondi, rilevata dagli astronomi analizzando 22 occultazioni stellari registrate tra il 2022 e il 2025.

&amp;Egrave; la prima volta che un oggetto costruito dall&amp;rsquo;uomo altera in modo misurabile la traiettoria di un corpo celeste. Si tratta di un cambiamento minuscolo: equivale in un&amp;rsquo;ora a spostarsi di appena pochi millimetri, pi&amp;ugrave; o meno quanto un chicco di riso, un valore quasi impercettibile ma che nello spazio, nel corso degli anni, potrebbe trasformarsi in una deviazione significativa della traiettoria di un asteroide.

Testimone oculare dell&amp;rsquo;impatto di Dart &amp;egrave; stato il&amp;nbsp;nano-satellite LiciaCube dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e realizzato da Argotec, che ha viaggiato con la sonda Nasa verso l&amp;rsquo;asteroide. Una volta rilasciato, LiciaCube ha volato autonomamente nello spazio profondo fotografando da vicino la nube di detriti generata dallo scontro.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Giornata Internazionale della Donna 2026</video:title>
            <video:description>L'8 marzo celebriamo la&amp;nbsp;Giornata Internazionale della Donna&amp;nbsp;dando voce a&amp;nbsp;quante ogni giorno contribuiscono, con competenza, passione e visione, alla crescita dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.

Per questa occasione abbiamo realizzato un video speciale che raccoglie&amp;nbsp;il messaggio&amp;nbsp;di&amp;nbsp;nove donne dell&amp;rsquo;ASI, in rappresentanza di tutte le strutture dell&amp;rsquo;Agenzia. Attraverso le loro parole vogliamo riconoscere il contributo delle donne nella scienza, nella tecnologia e nelle istituzioni, e continuare a lavorare insieme per un futuro in cui le opportunit&amp;agrave; siano davvero per tutte e tutti.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-06</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis, la Nasa aggiorna la strategia per tornare sulla Luna</video:title>
            <video:description>Nasa aggiorna il programma lunare: l&amp;rsquo;allunaggio resta fissato al 2028 ma sar&amp;agrave; con Artemis 4 e il calendario si arricchisce di una missione dimostrativa intermedia.
La prima missione del programma, Artemis 1, si &amp;egrave; svolta con successo nel novembre 2022 con il primo volo del razzo Sls e della navicella Orion.
Attesa nel 2026, Artemis 2 sar&amp;agrave; il primo volo con equipaggio per una missione di circa 10 giorni con flyby lunare e rientro a Terra.
Prevista nel 2027, Artemis 3 non includer&amp;agrave; pi&amp;ugrave; l&amp;rsquo;allunaggio bens&amp;igrave; sar&amp;agrave; una missione dimostrativa con equipaggio in orbita terrestre bassa.
Artemis 3 tester&amp;agrave; le manovre di prossimit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;attracco tra Orion e uno o entrambi i lander privati di SpaceX e Blue Origin destinati a portare gli astronauti sulla Luna.
Il primo allunaggio con equipaggio &amp;egrave; ora previsto con Artemis 4 nel 2028 per esplorare il Polo Sud lunare oltre 50 anni dopo l&amp;rsquo;Apollo 17.
Entro la fine del 2028 &amp;egrave; prevista Artemis 5 che inizier&amp;agrave; la costruzione della base Nasa sul suolo lunare, inaugurando la nuova era dell&amp;rsquo;esplorazione a lungo termine della Luna.</video:description>
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            <video:title>Swot osserva dallo spazio il ritmo dei fiumi della Terra</video:title>
            <video:description>Ha monitorato mese dopo mese l&amp;rsquo;aumento e la diminuzione del volume dei fiumi della Terra nell&amp;rsquo;arco di un anno, mostrando variazioni pi&amp;ugrave; contenute rispetto alle stime basate sui modelli: la missione spaziale Swot (Surface Water and Ocean Topography), guidata dalla Nasa e dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Francese, sta cos&amp;igrave; rivelando nuovi dettagli sul comportamento delle grandi arterie d&amp;rsquo;acqua del pianeta.

Lanciato nel 2022, il satellite &amp;egrave; il primo strumento spaziale capace di osservare non solo gli oceani, ma anche quasi tutti i laghi e i fiumi del mondo con una precisione senza precedenti, misurando contemporaneamente altezza e larghezza della superficie fluviale grazie a KaRIn, un radar interferometrico che utilizza microonde.

Analizzando quasi 1,6 milioni di osservazioni raccolte tra ottobre 2023 e settembre 2024, i ricercatori hanno ricostruito le variazioni di circa 127mila segmenti fluviali in tutto il pianeta. Nel complesso, il volume dei fiumi &amp;egrave; oscillato di circa 313 chilometri cubi d&amp;rsquo;acqua, un dato inferiore di circa il 28 percento rispetto alle stime precedenti e probabilmente influenzato da condizioni climatiche eccezionalmente secche registrate in quel periodo nell&amp;rsquo;Amazzonia, che ospita il fiume con la maggiore portata al mondo, il Rio delle Amazzoni.

Nonostante la siccit&amp;agrave;, questo si conferma il fiume pi&amp;ugrave; variabile del pianeta: nel giro di un anno ha guadagnato e perso oltre 172 chilometri cubi d&amp;rsquo;acqua, abbastanza da riempire 68 milioni di piscine olimpioniche. Pi&amp;ugrave; sorprendente &amp;egrave; invece il comportamento del Nilo, il fiume pi&amp;ugrave; lungo del mondo, che nello stesso periodo ha mostrato variazioni molto pi&amp;ugrave; limitate, pari a circa 8,5 chilometri cubi.

Osservando i fiumi che si gonfiano e si ritirano, Swot sta inoltre offrendo dettagli sulla forma dei canali fluviali, non ancora mappata in molte regioni del mondo, con l&amp;rsquo;ambizioso obiettivo di analizzare il ciclo idrologico globale e prevedere gli effetti di siccit&amp;agrave;, alluvioni e cambiamenti climatici.</video:description>
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            <video:title>Euclid e Hubble insieme per la nebulosa Occhio di Gatto</video:title>
            <video:description>Nel cuore della costellazione del Dragone, a circa 4300 anni luce da noi, si trova una delle strutture cosmiche pi&amp;ugrave; spettacolari mai osservate: la nebulosa Occhio di Gatto, catalogata come NGC 6543.
Questo meraviglioso oggetto cosmico ha affascinato gli astronomi sin dalla sua scoperta e oggi, grazie a una nuova immagine prodotta combinando le osservazioni fatte dal telescopio spaziale di Nasa ed Esa 'Hubble' e da quello europeo Euclid, possiamo ammirarla con un livello di dettaglio che non ha precedenti.
Euclid, progettato per studiare l&amp;rsquo;Universo distante, ha catturato la nebulosa nel contesto di un cielo affollato di galassie remote; Hubble invece ne rivela il cuore con straordinaria nitidezza: gusci concentrici, getti di gas ad alta velocit&amp;agrave; e nodi densi scolpiti da onde d&amp;rsquo;urto.

Nonostante sia stata classificata come 'nebulosa planetaria', l&amp;rsquo;Occhio di Gatto non ha nulla a che vedere con i pianeti. Dopo la scoperta di William Herschel, nel 1786, venne osservata dall'astronomo William Huggins. Ma nei telescopi dell&amp;rsquo;epoca appariva come un piccolo disco tondeggiante e sfumato, dall&amp;rsquo;aspetto simile a quello di un pianeta del Sistema Solare, una somiglianza che indusse gli astronomi a catalogarla come 'planetaria'. Oggi sappiamo che le nebulose planetarie sono in realt&amp;agrave; enormi gusci di gas ionizzato in espansione, espulsi da stelle simili al nostro Sole durante le fasi finali della loro evoluzione. Ma la definizione originale, sebbene imprecisa, &amp;egrave; rimasta valida nella terminologia astronomica fino a oggi.

Le nebulose planetarie ci raccontano gli ultimi spasimi di una stella prima che diventi una nana bianca. Osservarle &amp;egrave; come guardare una macchina del tempo, che ci mostra il destino della nostra stella madre, il Sole, e i processi che modellano la vita e la morte delle stelle nell&amp;rsquo;Universo.

CREDITI: Nasa, Esa, Hubble
MUSICA: Deep Ambient Tailored - Coma Media</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-04</video:publication_date>
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            <video:title>Una sonda per la geocorona terrestre</video:title>
            <video:description>La Terra &amp;egrave; circondata da una grande nube di idrogeno chiamata esosfera, la parte pi&amp;ugrave; esterna e rarefatta dell&amp;rsquo;atmosfera.
Il 1&amp;deg; marzo la sonda Carruthers della Nasa ha iniziato la sua missione scientifica per studiare la natura, l&amp;rsquo;origine e l&amp;rsquo;evoluzione di questa regione, il luogo della Terra in cui avviene la fuga atmosferica dell&amp;rsquo;acqua nello spazio.
Quando l&amp;rsquo;esosfera &amp;egrave; illuminata dal Sole emette un bagliore intenso non visibile all'occhio umano noto come geocorona.
Il viaggio della sonda Nasa &amp;egrave; iniziato il 24 settembre 2025, quando &amp;egrave; partita dal Centro Spaziale di Cape Canaveral in Florida, per raggiungere il punto L1 di Lagrange l&amp;rsquo;8 gennaio. Dal suo punto di osservazione, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra verso il Sole, Carruthers ha una visione costante dell'esosfera e, con i suoi due sensori nell&amp;rsquo;ultravioletto, potr&amp;agrave; catturare immagini della geocorona.
Per due anni i ricercatori potranno osservarne l&amp;rsquo;espansione e la contrazione con l'aumentare e il diminuire dell'attivit&amp;agrave; solare. &amp;Egrave; proprio nell&amp;rsquo;esosfera che l&amp;rsquo;idrogeno, il pi&amp;ugrave; leggero degli elementi, sale dopo che le radiazioni solari hanno scomposto il vapore acqueo in idrogeno e ossigeno. Qui, alcuni atomi acquisiscono energia e sfuggono alla gravit&amp;agrave; terrestre. Osservando come la Terra possa perdere o trattenere acqua nel tempo, la ricerca aumenter&amp;agrave; la conoscenza anche sui tempi di abitabilit&amp;agrave; di altri corpi celesti.
L'osservatorio prende il nome dal George Carruthers, l&amp;rsquo;ingegnere che progett&amp;ograve; il telescopio nell&amp;rsquo;ultravioletto che arriv&amp;ograve; sulla Luna nel 1972 con l&amp;rsquo;Apollo 16. Grazie a questo strumento &amp;egrave; stata catturata la prima immagine della geocorona terrestre.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:title>The Italian Space Agency (english version)</video:title>
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            <video:title>Chandra individua l’astrosfera di un giovane Sole</video:title>
            <video:description>Una bolla di gas caldo e polveri avvolge una stella simile al Sole: &amp;egrave; la prima astrosfera di questo tipo mai rilevata dall&amp;rsquo;osservatorio a raggi x Chandra della Nasa. La scoperta riguarda HD 61005, situata a circa 120 anni luce dalla Terra.

Questa stella ha massa e temperatura paragonabili a quelle del Sole, ma &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; giovane: appena 100 milioni di anni, contro i 5 miliardi della nostra stella. La sua astrosfera, ampia circa 200 volte la distanza tra il nostro pianeta e il Sole, &amp;egrave; alimentata da un vento stellare particolarmente intenso che, proprio a causa della giovane et&amp;agrave;, soffia a velocit&amp;agrave; tre volte superiori ed &amp;egrave; 25 volte pi&amp;ugrave; denso rispetto a quello solare.

Anche il Sole &amp;egrave; immerso in una struttura analoga: l&amp;rsquo;eliosfera, generata dal vento solare e che agisce come uno scudo, proteggendo la Terra dalle radiazioni cosmiche.

Nel caso di HD 61005, l&amp;rsquo;interazione tra il vento stellare e la polvere e i gas pi&amp;ugrave; freddi del mezzo interstellare locale produce emissioni di raggi X che Chandra &amp;egrave; riuscito a rilevare. Le osservazioni, combinate con i dati nell&amp;rsquo;infrarosso del telescopio spaziale Hubble, rivelano anche delle &amp;lsquo;ali&amp;rsquo;: residui di polvere rimasti dopo la formazione della stella, soprannominata &amp;lsquo;Falena&amp;rsquo; per la somiglianza con l&amp;rsquo;insetto.

Questo ambiente offre agli astronomi l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di studiare una struttura che potrebbe somigliare a quella che circondava il Sole diversi miliardi di anni fa, aprendo una finestra sul passato, ma anche sul futuro del nostro Sistema Solare.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-03-02</video:publication_date>
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            <video:title>Un anno fa la storica impresa lunare di Blue Ghost e Lugre</video:title>
            <video:description>Un anno fa, il 2 marzo 2025, &amp;egrave; avvenuto il primo allunaggio privato di successo siglato dal lander Blue Ghost di Firefly Aerospace con a bordo la missione Asi/Nasa Lugre.
Costruito per Asi&amp;nbsp;da Qascom col supportoscientifico del Politecnico di Torino, Lugre &amp;egrave; il primo ricevitore satellitare progettato per operare oltre l&amp;rsquo;orbita bassa terrestre.
Nei 2 mesi di viaggio verso la Luna, Lugre sigla un primo record: in orbita lunare acquisisce i segnali Gps e Galileo pi&amp;ugrave; lontani che mai, a circa 401mila km dalla Terra.&amp;nbsp;
Il 2 marzo Blue Ghost si posa sulla Luna con a bordo il ricevitore satellitare Lugre insieme ad altri 9 esperimenti della Nasa operando per 14 giorni nel Mare Crisium.&amp;nbsp;
Poche ore dopo l&amp;rsquo;allunaggio di Blue Ghost, il 3 marzo Lugre acquisisce per la prima volta dal suolo lunare segnali di navigazione da 4 satelliti terrestri: 2 dal Gps e 2 da Galileo.
Lugre determina cos&amp;igrave; la prima posizione in tempo reale sulla Luna acquisendo segnali dal sistema di navigazione terrestre Gnss e diventando un apripista del Gps lunare.
Inviando a Terra i dati sulla sua posizione nei 14 giorni di operativit&amp;agrave;, Lugre diventa il primo strumento attivo italiano a operare con successo sul suolo lunare.
Lugre dimostra cos&amp;igrave; che il sistema di navigazione satellitare terrestre pu&amp;ograve; operare a grandi distanze dalla Terra a supporto di future missioni permanenti sulla Luna.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-27</video:publication_date>
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            <video:title>L’anello di fuoco delle eclissi solari anulari</video:title>
            <video:description>Un anello di fuoco sull&amp;rsquo;Antartide: l&amp;rsquo;eclissi solare anulare catturata dalla stazione Concordia e dalla sonda Proba-2 dell&amp;rsquo;Esa apre la stagione dei grandi fenomeni celesti visibili nei prossimi anni</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>Un viaggio attorno al buco nero della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Dal radiotelescopio Alma dell'Eso, in Cile, ci arrivano immagini inedite dal cuore della nostra galassia. Gli astronomi sono riusciti a osservare per la prima volta, in modo cos&amp;igrave; dettagliato, la materia prima con cui si formano le stelle nella zona pi&amp;ugrave; estrema della Via Lattea.
Le antenne di Alma, che a 5mila metri di altitudine nel deserto dell&amp;rsquo;Atacama possono usufruire dei cieli pi&amp;ugrave; limpidi del pianeta, hanno puntato la cosiddetta Zona Molecolare Centrale, nella Costellazione del Sagittario. Si tratta della regione che circonda il nostro buco nero supermassiccio, Sagittarius A*, il nucleo di galassia pi&amp;ugrave; vicino alla Terra che pu&amp;ograve; essere studiato con tale dettaglio.
Gli astronomi hanno esplorato giganteschi filamenti di gas molecolare freddo, in cui gli accumuli di materia permettono la formazione stellare e che hanno mostrato la complessa chimica di questa regione. &amp;Egrave; un ambiente estremo dove le stelle nascono e muoiono anche giovani esplodendo in potenti supernove o addirittura ipernove. Il caos di questa regione mostra caratteristiche analoghe a come poteva presentarsi l&amp;rsquo;Universo primordiale; a tal fine gli scienziati ritengono che questi dati siano cruciali per ampliare la conoscenza sui processi evolutivi delle galassie.
Il mosaico di immagini rilasciate da Alma, il pi&amp;ugrave; grande realizzato finora dal radiotelescopio dell&amp;rsquo;Eso, mostra una regione che si estende per oltre 650 anni luce. Uno spazio del cielo grande come tre lune piene affiancate.

Crediti video: Eso</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-25</video:publication_date>
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            <video:title>Le 'formazioni ragnatela' di Marte</video:title>
            <video:description>Dall&amp;rsquo;orbita sembrano gigantesche ragnatele sulla superficie del Pianeta Rosso, trame rocciose che potrebbero custodire una storia decisiva per avere risposte certe sull&amp;rsquo;acqua e sulla possibilit&amp;agrave; di vita su Marte.
Sono le 'Boxwork', delle curiose&amp;nbsp; strutture formate da creste intrecciate che il rover Curiosity della Nasa ha recentemente esplorato: rilievi alti fino a due metri che si estendono per chilometri, separati da avvallamenti sabbiosi. La loro forma suggerisce che, miliardi di anni fa, l&amp;rsquo;acqua sotterranea scorresse attraverso le fratture nella roccia, depositando minerali che hanno rinforzato alcune zone. Con il tempo, il vento ha eroso le parti pi&amp;ugrave; deboli, lasciando emergere questa trama incrociata formata da minerali pi&amp;ugrave; duri e compatti.

La scoperta &amp;egrave; particolarmente importante perch&amp;eacute; queste strutture si trovano sul Monte Sharp, un rilievo alto circa cinque chilometri che conserva, nei suoi strati, la storia climatica di Marte. Pi&amp;ugrave; Curiosity sale verso la cima, pi&amp;ugrave; emergono prove che raccontano di un pianeta che si stava lentamente prosciugando.

Analizzando i campioni con lo strumento a raggi X CheMin e con il laboratorio chimico Sam, Curiosity ha identificato argille e carbonati, minerali che si formano in presenza d&amp;rsquo;acqua. In alcuni casi ha anche utilizzato una tecnica detta di &amp;ldquo;chimica umida&amp;rdquo;, aggiungendo reagenti al campione prima del riscaldamento per facilitare l&amp;rsquo;individuazione di molecole organiche, o composti a base di carbonio legati ai processi della vita.

Se queste ragnatele rocciose indicano che su Marte l&amp;rsquo;acqua sotterranea &amp;egrave; rimasta attiva per un tempo superiore a quanto finora ipotizzato, allora anche le condizioni favorevoli alla vita potrebbero essere durate pi&amp;ugrave; a lungo di quanto pensiamo.
Metro dopo metro, Curiosity continuer&amp;agrave; a esplorare il Monte Sharp alla ricerca di altri indizi&amp;nbsp; che possano supportare queste nuove ipotesi perch&amp;eacute;, se confermate, potrebbero farci riscrivere buona parte della storia del Pianeta Rosso.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-24</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2, prossime possibilità di lancio ad aprile</video:title>
            <video:description>Bisogner&amp;agrave; aspettare almeno un altro mese per Artemis 2, la missione che poter&amp;agrave; quattro astronauti in un viaggio di circa 10 giorni attorno alla Luna e ritorno sulla Terra a bordo di una capsula Orion.

A causa di un problema tecnico, la Nasa ha deciso di effettuare un rollback: il razzo verr&amp;agrave; spostato dalla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center e riportato al Vehicle Assembly Building per essere ispezionato e riparato.

La decisione &amp;egrave; stata presa dopo aver rilevato un&amp;rsquo;ostruzione nel flusso di elio verso lo stadio superiore dello Space Launch System (SLS), necessario a pressurizzare i serbatoi di idrogeno e ossigeno liquidi e a garantire le corrette condizioni operative dei motori.

Il rinvio arriva a pochi giorni dal successo della seconda wet dress rehearsal, la prova generale che include il rifornimento completo del razzo, durante la quale si era verificata una perdita di idrogeno &amp;ndash; in quel caso &amp;ndash; risolta sul posto.

Il rapido avvio delle operazioni potrebbe preservare la finestra di lancio di aprile, in attesa dei risultati delle analisi dei dati e degli interventi di riparazione. Il calendario considera attualmente le date che vanno dal 1&amp;deg; al 6 aprile, con un&amp;rsquo;ulteriore possibilit&amp;agrave; prevista per il 30 aprile.

Nel frattempo, l&amp;rsquo;equipaggio di Artemis 2 &amp;egrave; stato rilasciato dalla quarantena ed &amp;egrave; rientrato a Houston, in attesa di nuovi aggiornamenti.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-23</video:publication_date>
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            <video:title>I record di Perseverance a 5 anni dall’atterraggio su Marte</video:title>
            <video:description>Il 18 febbraio 2021, il rover Perseverance di Nasa atterra su Marte nel cratere Jezero per cercare tracce di vita passata.
In 5 anni di missione il rover Nasa individua in rocce sedimentarie alcune molecole organiche complesse che rappresentano biofirme potenziali.

Perseverance &amp;egrave; il primo rover a prelevare e sigillare campioni di roccia che verranno riportati sulla Terra da future missioni.
Il 3 aprile 2021 rilascia Ingenuity, il primo elicottero a volare su un altro pianeta, aprendo una nuova era nell&amp;rsquo;esplorazione robotica.

Il 20 aprile 2021 lo strumento Moxie a bordo di Perseverance
produce per la prima volta ossigeno dall'atmosfera marziana.

Grazie alla guida autonoma AutoNav il 19 giugno 2025 il rover percorre 411 m in un solo giorno marziano, superando il record detenuto da Opportunity dal 2005.

A fine 2025 Perseverance completa il primo percorso su un altro pianeta pianificato dall'intelligenza artificiale senza alcun supporto umano dalla Terra.

Nei 5 anni di esplorazione di Marte Perseverance ha percorso circa 40 km e secondo i piani Nasa potrebbe toccare il record di 100 km entro fine missione.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-20</video:publication_date>
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            <video:title>Un Gps marziano per Perseverance</video:title>
            <video:description>Immagina di guidare da solo in un deserto roccioso, senza strade, mappe o GPS, sapendo di poter chiedere indicazioni solo una volta al giorno. &amp;Egrave; pi&amp;ugrave; o meno cos&amp;igrave; che si muove il rover Perseverance della Nasa atterrato su Marte 5 anni fa. Ma ora qualcosa &amp;egrave; cambiato: il veicolo ha imparato a determinare autonomamente la propria posizione sul Pianeta Rosso senza chiedere &amp;ldquo;l&amp;rsquo;aiuto da casa&amp;rdquo;.

Su Marte non esiste una rete di satelliti GPS come sulla Terra. Finora Perseverance ha dovuto affidarsi a calcoli visivi e, soprattutto, ai suoi controllori sul nostro pianeta per sapere con precisione dove si trovasse: un processo che richiede tempo e rallenta l&amp;rsquo;esplorazione. Oggi, grazie a una nuova tecnologia chiamata Mars Global Localization, il rover riesce a individuare in autonomia la propria posizione in appena due minuti e con una precisione di circa 25 centimetri.

Il sistema utilizza un algoritmo che confronta le immagini panoramiche scattate dal rover con le mappe orbitali del terreno gi&amp;agrave; presenti a bordo. Il calcolo viene eseguito sfruttando un potente processore originariamente utilizzato per comunicare con l&amp;rsquo;elicottero marziano Ingenuity. Il risultato &amp;egrave; una navigazione pi&amp;ugrave; sicura ed efficiente, che permette a Perseverance di percorrere distanze pi&amp;ugrave; lunghe senza fermarsi in attesa di istruzioni dalla Terra.

Questa capacit&amp;agrave; potenzia ulteriormente il sistema di guida autonoma del rover, gi&amp;agrave; in grado di ricalcolare il percorso aggirando gli ostacoli e di pianificare i tragitti selezionando i punti di passaggio anche con l&amp;rsquo;aiuto dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale generativa.

Nel frattempo, lo sguardo delle prossime missioni robotiche &amp;egrave; gi&amp;agrave; rivolto alla Luna dove le difficili condizioni di illuminazione e le lunghe e gelide notti rendono ancora pi&amp;ugrave; importante sapere esattamente dove si trovano i veicoli: meno dipendenti dalla Terra e sempre pi&amp;ugrave; capaci di farsi strada da soli nell&amp;rsquo;esplorazione spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-19</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2, pronti per un nuovo test pre-lancio</video:title>
            <video:description>La Nasa si prepara a condurre una seconda simulazione generale di pre-lancio del razzo Space Launch System (Sls), gi&amp;agrave; posizionato sulla rampa 39A del Kennedy Space Center in vista della missione Artemis 2.

La prova, denominata Wet Dress Rehearsal, viene ripetuta dopo che il precedente tentativo era stato interrotto per via di una lieve perdita di idrogeno liquido in uno dei collegamenti ombelicali tra il razzo e la torre mobile di lancio. Nei giorni scorsi i tecnici hanno analizzato l&amp;rsquo;anomalia, sostituito alcune guarnizioni e un filtro nei sistemi di supporto a terra, dando poi il via libera per rifare il test.

Anche la missione precedente, Artemis 1, aveva mostrato difficolt&amp;agrave; simili durante il rifornimento, ma il problema fu risolto e l'Sls port&amp;ograve; una capsula Orion senza equipaggio a completare con successo un volo di prova, entrando in orbita lunare prima di rientrare sulla Terra. Artemis 2 seguir&amp;agrave; invece una traiettoria di flyby lunare, senza inserirsi in orbita, e porter&amp;agrave; con s&amp;eacute; tre astronauti statunitensi e un canadese in un viaggio che durer&amp;agrave; dieci giorni.

Se il nuovo test Wet Dress Rehearsal avr&amp;agrave; esito positivo, la partenza potrebbe avvenire gi&amp;agrave; alla prossima finestra di lancio disponibile, il 6 marzo prossimo.
Artemis 2 ricalca per molti aspetti l&amp;rsquo;impresa di Apollo 8 del 1968 e, come allora, prepara il terreno per il ritorno dell&amp;rsquo;uomo sulla superficie lunare, che avverr&amp;agrave; con Artemis 3.

CREDITS: Nasa, Nasa Goddard
MUSIC: - Sound4stock</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-18</video:publication_date>
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            <video:title>Agenzia Spaziale Italiana, gli highlights 2025</video:title>
            <video:description>Il 2025 &amp;egrave; stato un anno di sfide, risultati e nuove traiettorie.
Un anno che ha visto l&amp;rsquo;Italia spaziale protagonista di missioni sfidanti, collaborazioni internazionali e importanti innovazioni.
Traguardi significativi, raggiunti grazie alla passione e all&amp;rsquo;eccellenza di donne e uomini che hanno saputo guardare oltre.
Rivivi con noi alcuni dei momenti pi&amp;ugrave; significativi di questo straordinario anno nello spazio, con l&amp;rsquo;augurio di continuare a puntare lontano, verso nuovi orizzonti da esplorare e sfide da vincere.

Guarda il primo spot TV dell'Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;https://asitv.it/media/v/1f0d4e40-03ac-6c16-8d1f-55bde091b577/ah-si-online-il-primo-spot-tv-dellagenzia-spaziale-italiana?jwsource=cl

Scarica il calendario&amp;nbsp;https://www.asi.it/wp-content/uploads/2025/12/Calendario-ASI-2026_digital-edition.pdf</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-23</video:publication_date>
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            <video:title>Dentro le aurore: Nasa studia le enigmatiche aurore nere</video:title>
            <video:description>Avete mai visto un&amp;rsquo;aurora nera? Questi rari eventi atmosferici si manifestano come regioni scure all&amp;rsquo;interno delle pi&amp;ugrave; comuni aurore polari, gli spettacolari giochi di luce generati dall&amp;rsquo;interazione tra il vento solare e l&amp;rsquo;atmosfera terrestre.
Quando precipitano nella ionosfera, gli elettroni rendono fluorescenti le particelle dell&amp;rsquo;atmosfera, dando origine alle aurore. Ma se incontrano regioni carenti di particelle ionosferiche, invece di continuare la loro discesa vengono proiettati verso l&amp;rsquo;alto, nello spazio, creando veri e propri &amp;lsquo;buchi&amp;rsquo; scuri nell&amp;rsquo;aurora.
Per studiare la genesi di queste misteriose aurore nere, il 9 febbraio Nasa ha lanciato dall&amp;rsquo;Alaska la missione Badass, due missili gemelli suborbitali che hanno raccolto dati per determinare le cause dell'inversione del flusso di elettroni.
Il giorno successivo &amp;egrave; stata invece la volta della missione Gneiss, un&amp;rsquo;altra coppia di razzi sonda lanciati da Nasa fino a 320 km di quota per studiare il funzionamento interno delle aurore. Questi giochi di luce rappresentano infatti solo una tappa nel percorso dei fasci di elettroni che dallo spazio penetrano nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre.
Una volta generata l&amp;rsquo;aurora, gli elettroni si disperdono in direzioni complesse e ancora non del tutto prevedibili.
I razzi Gneiss forniranno una visione tridimensionale dell&amp;rsquo;ambiente elettrico in cui si sviluppa un&amp;rsquo;aurora, ricostruendo i percorsi tortuosi degli elettroni dopo l&amp;rsquo;emissione luminosa.
Le missioni Gneiss e Badass offriranno cos&amp;igrave; dati fondamentali per migliorare il monitoraggio delle aurore, fenomeni legati alle tempeste geomagnetiche che possono causare problemi ai satelliti in orbita e mettere a rischio la salute degli astronauti.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>Stazione Spaziale al completo con la Crew-12</video:title>
            <video:description>La Stazione Spaziale Internazionale &amp;egrave; tornata in piena operativit&amp;agrave;. Il 14 febbraio, dopo un volo durato 34 ore, la navicella Crew Dragon &amp;lsquo;Freedom&amp;rsquo; di SpaceX si &amp;egrave; agganciata al modulo Harmony del laboratorio orbitante. Cos&amp;igrave;, a un mese dal rientro anticipato della Crew-11 per problemi di salute di uno dei quattro astronauti, l&amp;rsquo;equipaggio della Iss &amp;egrave; al completo e potranno tornare a regime tutte le attivit&amp;agrave; della stazione.&amp;nbsp;
I quattro componenti della Crew-12, accompagnati nello spazio da un Falcon 9 partito da Cape Canaveral in Florida, sono la comandante Jessica Meir e il pilota Jack Hathaway, entrambi della Nasa, e gli specialisti di missione Sophie Adenot dell'Esa e Andrei Fedyaev di Roscosmos.
Ad accoglierli c&amp;rsquo;erano l&amp;rsquo;astronauta americano Christopher Williams, e i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikayev arrivati a bordo a novembre con la missione Soyuz MS-28.
La Crew-12 porter&amp;agrave; avanti esperimenti scientifici fino a ottobre, operando due mesi in pi&amp;ugrave; rispetto alle consuete missioni di sei mesi.
L'equipaggio nominale sulla Iss &amp;egrave; di sette persone solo dal 2020. In origine era di tre, raddoppiato poi a sei nel 2009. La dismissione della casa spaziale &amp;egrave; prevista per il 2030. Ne raccoglieranno l&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; stazioni private e commerciali.

Crediti video: Esa, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>Onde gravitazionali, 10 anni fa l’annuncio della storica scoperta</video:title>
            <video:description>10 anni fa, l&amp;rsquo;11 febbraio 2016 &amp;egrave; stata annunciata la storica scoperta delle onde gravitazionali previste da Einstein nel 1916.

Le onde&amp;nbsp;gravitazionali&amp;nbsp;sono increspature dello spazio-tempo che si propagano nel cosmo alla velocit&amp;agrave; della luce.

Prodotte da eventi cosmici estremi come le fusioni tra buchi neri o stelle di neutroni, le onde gravitazionali raggiungono anche la Terra ma con effetti quasi impercettibili.

Il loro primo segnale &amp;egrave; stato captato il 14 settembre 2015 dai due strumenti Ligo negli Usa, grazie alla collaborazione tra Ligo e Virgo, il rivelatore europeo in Italia.

Questo segnale &amp;egrave; stato generato dalla fusione di due buchi neri con massa rispettivamente 29 e 36 volte quella del Sole e ha viaggiato per 1,3 miliardi di anni alla velocit&amp;agrave; della luce.

Questa storica scoperta ha portato nel 2017 ad assegnare il premio&amp;nbsp;Nobel per la Fisica a tre fondatori di Ligo:&amp;nbsp;Rainer Weiss del MIT, Barry Barish e Kip S. Thorne del Caltech.

Diverse dalla luce con cui studiamo il cosmo, con la scoperta delle onde gravitazionali &amp;egrave;&amp;nbsp;iniziata l&amp;rsquo;astronomia multimessaggera che permette di sondare fenomeni estremi dovuti alla gravit&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-13</video:publication_date>
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            <video:title>Cosa significa che il Webb ha trovato i “mattoni della vita” nell’universo</video:title>
            <video:description>Il James Webb Space Telescope&amp;nbsp;ha scovato in una galassia vicina a noi complesse molecole organiche, che&amp;nbsp;gli astronomi considerano i precursori dei cosiddetti &amp;ldquo;mattoni della vita&amp;rdquo;. Ma che cosa significa? E Perch&amp;eacute; il Webb sta rivoluzionando il modo di studiare gli ingredienti chimici di base del nostro universo?</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-12</video:publication_date>
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            <video:title>L'Esa lancia il suo razzo più potente</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Esa si appresta a lanciare il razzo pi&amp;ugrave; potente mai costruito in Europa. Il decollo &amp;egrave; previsto il 12 febbraio alle 17.45 ora italiana, da Kourou in Guyana Francese.
Per la missione denominata Va267, che porter&amp;agrave; in orbita bassa 32 satelliti della costellazione 'Leo' di Amazon, l&amp;rsquo;Agenzia spaziale europea impiegher&amp;agrave; per la prima volta un Ariane 6 dotato di quattro booster anzich&amp;eacute; due, una configurazione che cambia radicalmente le prestazioni del lanciatore.

Si tratta del sesto volo di Ariane 6 e del debutto nella versione Ariane 64, cos&amp;igrave; chiamata per il numero di booster laterali. Grazie a questo potenziamento, l&amp;rsquo;Europa compie un salto di categoria, disponendo di un lanciatore capace di fornire la spinta necessaria per trasportare carichi molto pi&amp;ugrave; pesanti in orbita terrestre bassa rispetto al passato.

Con l&amp;rsquo;aggiunta di altri due booster P120C alla coppia gi&amp;agrave; presente nella versione base, infatti, la capacit&amp;agrave; di trasporto raddoppia, passando da 10,3 a 21,6 tonnellate. I P120C sono tra i motori a propellente solido monoblocco pi&amp;ugrave; performanti al mondo, progettati e costruiti da Europropulsion, una joint venture tra l&amp;rsquo;italiana Avio e la franco-tedesca ArianeGroup.

La partenza, in programma nelle prossime ore, servir&amp;agrave; a dimostrare e validare il funzionamento simultaneo dei quattro booster insieme allo stadio principale. Il volo durer&amp;agrave; circa 114 minuti, dal distacco dalla rampa fino al rilascio dei satelliti in orbita.
La missione ha richiesto anche l&amp;rsquo;impiego di una carenatura lunga, alta 20 metri e con un diametro di 5,4 metri, necessaria per ospitare i 32 satelliti. Con questa configurazione, il lanciatore raggiunge 62 metri, pi&amp;ugrave; o meno l&amp;rsquo;altezza di un edificio di circa 20 piani: la massima raggiunta finora da un Ariane.

Il razzo &amp;egrave; il risultato di una collaborazione industriale che coinvolge 13 Paesi europei tra cui l'Italia, con ArianeGroup come primo contraente e l&amp;rsquo;Esa nel ruolo di coordinamento del programma.
Ariane 64 partir&amp;agrave; dallo spazioporto europeo in Guyana Francese, segnando un ulteriore passo avanti nel percorso dell&amp;rsquo;Europa verso un accesso autonomo allo spazio.

CREDITS: Esa, ArianeGroup
MUSIC: AbSounds

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-11</video:publication_date>
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            <video:title>Sorvolando il Pianeta Rosso a bordo di Mars Express</video:title>
            <video:description>Allacciate le cinture: oggi vi portiamo in volo sopra Marte per esplorare, una regione degli altopiani meridionali.&amp;nbsp;Lo faremo grazie alle immagini scattate dalla sonda Mars Express, missione Esa con il contributo italiano.

Ci dirigiamo verso nord lungo una vasta valle, dove percorriamo un &amp;lsquo;corridoio&amp;rsquo; racchiuso da due ripide scarpate:&amp;nbsp;Scylla Scopulus&amp;nbsp;sulla sinistra e&amp;nbsp;Charybdis Scopulus&amp;nbsp;sulla destra. Su Marte, il termine&amp;nbsp;Scopulus&amp;nbsp;indica vere e proprie scogliere, scolpite dal tempo e dai processi tettonici,&amp;nbsp;nel passato molto pi&amp;ugrave; attivi di oggi.

Questa lunga depressione tra le due strutture &amp;egrave; chiamata&amp;nbsp;graben&amp;nbsp;e si &amp;egrave; formata quando la crosta marziana si &amp;egrave; fratturata e allargata, facendo sprofondare il terreno centrale. Il graben che stiamo sorvolando &amp;egrave; largo circa 75 chilometri e profondo fino a 1 chilometro.

Proseguendo, sulla sinistra compare l&amp;rsquo;imponente cratere Bakhuysen. Misura circa 150 chilometri di diametro: quasi quanto l&amp;rsquo;intera Slovenia.

Arriviamo infine davanti al cratere Flaugergues, con i suoi 240 chilometri di diametro: un&amp;rsquo;area che, per estensione, &amp;egrave; paragonabile invece all&amp;rsquo;Estonia.

Met&amp;agrave; del fondo del cratere &amp;egrave; particolarmente accidentata. Alcune zone raggiungono i 1000 metri d&amp;rsquo;altezza, creando un paesaggio irregolare e complesso. Si distingue anche una valle che attraversa quest&amp;rsquo;area rocciosa: una traccia lasciata probabilmente dall&amp;rsquo;azione combinata del vento e di antiche colate di lava.

Marte, oggi freddo e silenzioso, conserva sulla sua superficie le prove di un passato dinamico ed energico fatto di fratture, impatti e trasformazioni durate miliardi di anni.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Il carattere imprevedibile della magnetosfera terrestre</video:title>
            <video:description>Una delle principali caratteristiche della magnetosfera terrestre &amp;egrave; l&amp;rsquo;inversione tra i poli nord e sud magnetici. Il campo magnetico si attenua, oscilla mentre i due poli si spostano, finch&amp;eacute; questi si stabiliscono nelle posizioni opposte. Le tracce di questo fenomeno naturale e periodico sono conservate in rocce e sedimenti.
Gli studi indicano che negli ultimi 17 milioni di anni, il processo di inversione ne durava circa 10mila, tuttavia i modelli computerizzati di geodinamica terrestre suggeriscono che queste transizioni occasionalmente possono essere state pi&amp;ugrave; brevi o lunghe anche 130mila anni.
Ora, con i dati ricavati da una spedizione che si svolse nel 2012 nell&amp;rsquo;Oceano Atlantico a sud di Terranova, gli scienziati hanno trovato la prova che la durata di questo fenomeno sia variabile. L&amp;rsquo;indagine riguardava i cambiamenti climatici durante l&amp;rsquo;epoca dell'Eocene, da 56 a 34 milioni di anni fa.
La Spedizione 342 del programma internazionale di ricerca marina Iodp (Integrated Ocean Drilling Program), a bordo di una nave attrezzata per operazioni di perforazione, ha recuperato carote di sedimenti fino a 300 metri sotto il fondale marino. All&amp;rsquo;interno di esse, in minuscoli cristalli prodotti da antichi microrganismi, &amp;egrave; registrato il segnale magnetico, che, come una bussola, rivela la polarit&amp;agrave; della Terra al momento del loro deposito. Dalle analisi di uno strato spesso otto metri sono emerse, in modo evidente, le linee temporali di due inversioni, una della durata di 18mila anni e l'altra di 70mila anni.
Ancora non &amp;egrave; chiaro cosa inneschi il processo di inversione, ma &amp;egrave; certo che periodi prolungati di riduzione dello scudo magnetico che protegge la Terra dalle radiazioni solari e cosmiche, influenzano la chimica atmosferica, i processi climatici e l'evoluzione degli organismi viventi.

Crediti video: Consortium for Ocean Leadership, Nasa</video:description>
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            <video:title>Le missioni e i programmi spaziali del 2026 con l’Italia protagonista</video:title>
            <video:description>Il 2026 si &amp;egrave; aperto con il lancio del satellite Cosmo-SkyMed FM3, inaugurando un anno fondamentale per Asi e per tutto lo spazio italiano. Nel 2026 la costellazione italiana Iride per l&amp;rsquo;osservazione della Terra si arricchir&amp;agrave; di nuovi satelliti HEO e EAGLET-II, che affiancheranno i 16 operativi lanciati nel 2025. Tra febbraio e luglio &amp;egrave; previsto il lancio di tre payload italiani sulla ISS: prima Aphrodite, poi Orion-2 e, infine, sar&amp;agrave; la volta di Space Slime. Tra marzo e aprile verr&amp;agrave; lanciata Artemis 2: l&amp;rsquo;Italia fornisce la struttura e i sistemi vitali del modulo di servizio europeo Esm, che spinger&amp;agrave; Orion e il suo equipaggio attorno alla Luna. Il razzo italiano Vega C di Avio porter&amp;agrave; in orbita ad aprile 2026 il satellite Smile di Esa e Cas e poi Sentinel-3C dopo l&amp;rsquo;estate. In estate, Asi e Marina Militare estenderanno il progetto Ice-Blue dai sommergibili alla Nave Amerigo Vespucci, per studiare gli effetti del confinamento sugli equipaggi in mare e nello spazio. A settembre &amp;egrave; previsto il lancio di PLATiNO-1, prima missione del programma Asi PLATiNO e prima piattaforma satellitare a propulsione elettrica realizzata dall&amp;rsquo;industria italiana. Il 29 settembre 2026 &amp;egrave; previsto per Juice, missione Esa per cui l'Italia ha realizzato 10 strumenti a bordo, il 2&amp;deg; flyby con la Terra nel viaggio verso le lune ghiacciate di Giove. Euclid, missione Esa che studia l&amp;rsquo;espansione del cosmo e la materia oscura, rilascer&amp;agrave; i suoi primi dati a ottobre 2026. L'Asi &amp;egrave; tra i principali finanziatori. A novembre 2026 la sonda Bepi-Colombo, missione Esa per cui l'Italia &amp;egrave; responsabile di 4 esperimenti sugli 11 presenti a bordo, verr&amp;agrave; inserita in orbita attorno a Mercurio. La missione di difesa planetaria Hera di Esa, con il contributo di Asi, OHB Italia e Avio, raggiunger&amp;agrave; il sistema asteroidale Dydimos a fine 2026 per studiare l&amp;rsquo;impatto di Dart di Nasa. Il 2026 si chiuder&amp;agrave; con la preparazione al lancio di Plato, missione Esa col contributo italiano che partir&amp;agrave; a inizio 2027 per scoprire esopianeti simili alla Terra potenzialmente idonei per la vita.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-06</video:publication_date>
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            <video:title>Una gigantesca macchia domina la superficie del Sole</video:title>
            <video:description>Una gigantesca macchia sta dominando da alcuni giorni l'attivit&amp;agrave; della superficie del Sole. Dopo la sua comparsa sul versante visibile della nostra stella, il 30 gennaio scorso, &amp;egrave; cresciuta a una velocit&amp;agrave; impressionante fino a raggiungere un&amp;rsquo;estensione pari a circa quindici volte quella della Terra. Sar&amp;agrave; visibile ancora per qualche giorno e, con le dovute protezioni, &amp;egrave; facile da individuare anche a occhio nudo.

Ma le sue dimensioni eccezionali non sono l&amp;rsquo;unico elemento che la rende speciale. Questa regione, nota come Ar 4366, si sta rivelando estremamente instabile magneticamente: l'attivit&amp;agrave; turbolenta le fa accumulare e rilasciare continuamente energia. Nel giro di pochi giorni ha prodotto decine di brillamenti solari, inclusi eventi di classe M e X, che sono tra i pi&amp;ugrave; potenti che il Sole possa generare.

Uno di questi, un imponente flare di classe X4.2, ha investito la Terra poche ore fa, disturbando le comunicazioni radio in diverse aree dell&amp;rsquo;Europa e dell&amp;rsquo;Africa. Si tratta di esplosioni elettromagnetiche colossali, causate da improvvisi riassetti dei campi magnetici solari, una sorta di 'scossa' che libera enormi quantit&amp;agrave; di energia.

Fortunatamente, queste eruzioni non sono sempre accompagnate da espulsioni di massa coronale (Cme), le immense nubi di plasma che, se dirette verso la Terra, possono innescare tempeste geomagnetiche particolarmente preoccupanti e dannose.
Nonostante l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; frenetica della macchia Ar 4366, gli effetti sul nostro pianeta sono stati finora abbastanza limitati. Ma una regione cos&amp;igrave; grande e instabile resta sotto stretta osservazione degli scienziati,&amp;nbsp; perch&amp;eacute; pu&amp;ograve; passare, in qualsiasi momento, da uno spettacolo affascinante di aurore boreali, a un potenziale rischio per l'attivit&amp;agrave; dei satelliti, i sistemi di navigazione e le telecomunicazioni.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

CREDITS: Noaa, Nasa, Nasa Goddard, SpaceWeather
MUSIC: Paulyudin</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2, la Nasa completa la prova generale del razzo</video:title>
            <video:description>La Nasa ha concluso da poche ore il test wet dress rehearsal per Artemis 2. Si tratta di una prova pre-lancio fondamentale, durante la quale il razzo viene rifornito di carburante e si simulano le operazioni di countdown. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; individuare eventuali problemi prima della partenza reale. Nel corso dei due giorni di test ci sono stati alcuni imprevisti, ma in generale la prova ha raggiunto la maggior parte degli obiettivi prefissati.

Il conto alla rovescia &amp;egrave; durato circa 49 ore. Le basse temperature al Kennedy Space Center hanno rallentato l&amp;rsquo;avvio delle operazioni di rifornimento, rendendo necessario riscaldare alcune interfacce prima di riempire i serbatoi con oltre due milioni e mezzo di litri di propellenti criogenici liquidi. Durante il rifornimento &amp;egrave; stata rilevata una perdita di idrogeno in un&amp;rsquo;interfaccia del sistema di alimentazione, un problema che ha richiesto diverse ore d'interventi tecnici e ha rallentato il countdown.

Il test &amp;egrave; proseguito fino all&amp;rsquo;ingresso nel cosiddetto 'terminal count', gli ultimi dieci minuti prima del decollo, ma poco dopo il sistema automatico ha interrotto la sequenza a causa dell&amp;rsquo;aumento della perdita di idrogeno. Nonostante questo, i serbatoi dello stadio centrale e criogenico superiore sono stati riempiti correttamente. Sono emerse anche altre criticit&amp;agrave; minori, legate a valvole, apparecchiature influenzate dal freddo e comunicazioni audio tra i team di terra.

Questa prova, al di l&amp;agrave; degli imprevisti, &amp;egrave; andata meglio di quella fatta su Artemis 1, nella quale il razzo venne ritirato per effettuare gli interventi riparativi. I tecnici ritengono che stavolta il problema della perdita possa essere risolto direttamente sulla rampa di lancio, senza riportare&amp;nbsp; &amp;nbsp;l'Sls nell&amp;rsquo;edificio di assemblaggio.
Si proceder&amp;agrave; innanzitutto al controllo delle guarnizioni del sistema di connessione, componenti estremamente complessi e realizzati su misura. Il sospetto &amp;egrave; che vibrazioni o micro-deformazioni subite dal razzo durante il lento trasferimento dall&amp;rsquo;edificio di assemblaggio alla rampa, un percorso di circa sei chilometri, potrebbero averle disallineate o compromesso la loro integrit&amp;agrave;.

La Nasa analizzer&amp;agrave; a fondo tutti i dati raccolti e interverr&amp;agrave; dove necessario per poi ripetere la prova, puntando alla prossima finestra di lancio che si aprir&amp;agrave; il 6 marzo. La quarantena dell&amp;rsquo;equipaggio &amp;egrave; stata ovviamente sospesa: gli astronauti non sono stati trasferiti al Kennedy Space Center, come era previsto dal protocollo, e per ora restano in stand-by. Entreranno nuovamente in isolamento circa due settimane prima della prossima finestra di lancio.

CREDIT:&amp;nbsp;Nasa
MUSIC: Sound4Stock</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-04</video:publication_date>
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            <video:title>Axiom Space tornerà sulla Iss per la quinta missione</video:title>
            <video:description>La Nasa ha assegnato ad Axiom Space la sua quinta missione privata con astronauti diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). La missione, denominata Axiom Mission 5 (Ax-5), &amp;egrave; prevista non prima di gennaio 2027 e partir&amp;agrave; dal Kennedy Space Center, con una permanenza in orbita stimata in circa due settimane.

La composizione dell&amp;rsquo;equipaggio non &amp;egrave; ancora stata annunciata, ma la Nasa ha precisato che la missione dovr&amp;agrave; essere comandata da un ex astronauta con esperienza a bordo della stazione spaziale.

L&amp;rsquo;obiettivo principale di Ax-5 sar&amp;agrave; lo svolgimento di attivit&amp;agrave; scientifiche e di ricerca in microgravit&amp;agrave;, un ambito in cui le precedenti missioni Axiom hanno gi&amp;agrave; prodotto risultati significativi, includendo esperimenti nei settori delle biotecnologie e della medicina, con applicazioni concrete sulla Terra, come studi sul diabete e sul cancro, oltre a numerose iniziative di divulgazione.

Le indagini finora condotte stanno inoltre contribuendo allo sviluppo di Axiom Station, la futura stazione spaziale commerciale di nuova generazione. Questa nuova assegnazione sottolinea l&amp;rsquo;impegno e il ruolo di Axiom Space nel ridefinire l&amp;rsquo;accesso allo spazio, promuovere la collaborazione internazionale ed espandere le opportunit&amp;agrave; di ricerca in orbita terrestre bassa a beneficio di tutti.

Le precedenti 4 missioni&amp;nbsp;Axiom verso la Iss hanno permesso al primo astronauta donna saudita e al primo astronauta turco di raggiungere lo spazio, e anche ad astronauti provenienti da Arabia Saudita, India, Polonia e Ungheria di soggiornare per la prima volta sulla Stazione Spaziale Internazionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>Perseverance, primi passi con l’IA</video:title>
            <video:description>Perseverance ha esplorato per la prima volta la superficie marziana tramite un percorso generato dall&amp;rsquo;intelligenza artificiale.
In una dimostrazione avvenuta a dicembre scorso, il rover della Nasa ha percorso 456 metri in sole due tappe e senza la guida del team di Terra. Con un tipo di intelligenza artificiale generativa chiamata Modelli di Linguaggio Visivo, Perseverance ha combinato le immagini orbitali della sonda Mars Reconnaissance Orbiter e i dati sulla pendenza del terreno provenienti dai modelli digitali di elevazione. Dopo aver identificato le caratteristiche critiche del terreno ha tracciato il percorso pi&amp;ugrave; sicuro. I comandi di guida sono stati elaborati su una replica virtuale del rover, testando oltre 500mila variabili di telemetria, per garantire che le istruzioni dell'IA fossero compatibili con il software di Perseverance.
L&amp;rsquo;innovazione sta nel fatto che il rover ha potuto seguire un percorso continuo in cui acquisiva simultaneamente le istruzioni. Normalmente, da Terra, il team della missione fissa delle tappe ogni 100 metri per acquisire nuovi dati ed evitare in seguito, potenziali pericoli. Marte, infatti, si trova a una distanza media dalla Terra di circa 225 milioni di chilometri, le comunicazioni, cos&amp;igrave;, subiscono un notevole ritardo impedendo il controllo da remoto in tempo reale.
Secondo gli esperti di robotica spaziale della Nasa, questa tecnologia sarebbe rivoluzionaria: semplifica la navigazione autonoma fuori dal pianeta e sar&amp;agrave; necessaria per creare infrastrutture e sistemi per una presenza umana permanente sulla Luna, Marte e oltre.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-02-02</video:publication_date>
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            <video:title>Tutto su Artemis 2, la missione che riporterà un equipaggio attorno alla Luna</video:title>
            <video:description>C'&amp;egrave; attesa&amp;nbsp;per il lancio di Artemis 2: la seconda missione del programma Artemis riporter&amp;agrave; un equipaggio in orbita&amp;nbsp;attorno alla Luna oltre 50 anni dopo l&amp;rsquo;Apollo 17. Dopo il decollo e una volta nello spazio, il razzo Space Launch System spegner&amp;agrave; i motori dello stadio centrale, che si separer&amp;agrave; da quello superiore e dalla navicella Orion.

Raggiunta un&amp;rsquo;orbita terrestre bassa stabile,&amp;nbsp;gli astronauti&amp;nbsp;completeranno&amp;nbsp;due orbite attorno alla Terra a bordo della navetta verificando il funzionamento&amp;nbsp;dei sistemi vitali.&amp;nbsp;Conquistata un&amp;rsquo;orbita terrestre alta ellittica, Orion si separer&amp;agrave; dallo stadio superiore che verr&amp;agrave; utilizzato dall&amp;rsquo;equipaggio come bersaglio per un test di pilotaggio manuale della navetta.&amp;nbsp;

Completati i controlli, il modulo di servizio fornir&amp;agrave; un'ultima spinta necessaria per mettere la crew sulla traiettoria verso la Luna e iniziare il viaggio di andata di circa quattro giorni. Orbitando oltre il lato nascosto della Luna l&amp;rsquo;equipaggio si avviciner&amp;agrave; a essa fino a 7.400 km. Orion disegner&amp;agrave; cos&amp;igrave; un grande 8 nello spazio spingendosi a pi&amp;ugrave; di 370mila km dalla Terra.&amp;nbsp;

Fuori dalla sfera di influenza lunare, la crew sfrutter&amp;agrave; il campo gravitazionale Terra-Luna per effettuare il viaggio di ritorno di quattro giorni che prevede tre correzioni della traiettoria.&amp;nbsp;Orion entrer&amp;agrave; quindi nell'atmosfera terrestre affrontando temperature massime di 1600 C&amp;deg;; superata questa fase, aprir&amp;agrave; i suoi paracadute e rallenter&amp;agrave; per l&amp;rsquo;ammaraggio nell&amp;rsquo;Oceano pacifico.

Con Artemis 2 la Nasa tester&amp;agrave; per la prima voltai sistemi di Orion con un equipaggio a bordo attorno alla luna, passo chiave verso la missione Artemis 3 che riporter&amp;agrave; l&amp;rsquo;uomo sul suolo lunare.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>Antiche spiagge su Marte</video:title>
            <video:description>Mentre stava esplorando il cratere Jezero, alla ricerca di indizi di forme di vita nel passato di Marte, il rover Perseverance ha trovato tracce di antiche spiagge.
&amp;Egrave; la prima volta che si ha evidenza di una linea costiera in questo sito, sebbene sia ormai certo che il cratere Jezero, circa 3,5 miliardi di anni fa, ospitasse un lago.
Tra il 2023 e il 2024, il rover Nasa ha concentrato le sue osservazioni sul bordo interno del cratere, una parete ricca di minerali chiamata Margin Unit. Finora gli scienziati si erano divisi sulla sua origine: un deposito sedimentario o una roccia alterata dall'acqua?
Ora, analizzando una moltitudine di immagini ad alta risoluzione scattate del rover, un team internazionale di ricercatori ha scoperto nella parte inferiore della parete, alcuni strati di sabbia composta da granelli di minerali arrotondati. Queste rocce presentano quindi strutture tipiche generate dalle onde in un ambiente costiero, e cio&amp;egrave; uno scenario che poteva essere una spiaggia.
La ricerca dimostra cos&amp;igrave; che la Margin Unit &amp;egrave; un ambiente nato dall&amp;rsquo;interazione tra acqua e roccia e allo stesso tempo conferma il cratere Jezero il luogo ideale per indagare sulla passata abitabilit&amp;agrave; di Marte.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:title>Artemis 2, gli astronauti proseguono la quarantena</video:title>
            <video:description>I preparativi per Artemis 2 procedono in vista di una prossima partenza. Giorni fa, i quattro membri dell'equipaggio stati portati a Houston e messi in quarantena. Si tratta di un protocollo standard che precede sempre i voli spaziali con personale a bordo e prevede un isolamento di circa due settimane, durante il quale gli astronauti ridurranno al minimo i contatti con l&amp;rsquo;esterno, eviteranno i luoghi pubblici e seguiranno protocolli sanitari rigorosi, con l'obiettivo di arrivare al giorno del lancio nelle migliori condizioni di salute possibili. La quarantena &amp;egrave; stata avviata perch&amp;eacute; la Nasa potrebbe decidere di far partire la missione gi&amp;agrave; a febbraio, sfruttando una delle finestre di lancio disponibili nella prima met&amp;agrave; del mese. In caso di rinvio, sono previste ulteriori opportunit&amp;agrave; a marzo e ad aprile.

Artemis 2 rappresenta un momento storico atteso da lungo tempo: sar&amp;agrave; il primo volo con equipaggio diretto verso la Luna dai tempi di Apollo 17 nel 1972, quindi oltre mezzo secolo fa. A bordo della capsula Orion voleranno tre astronauti della Nasa &amp;mdash; Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch &amp;mdash; insieme al canadese Jeremy Hansen.

Il viaggio durer&amp;agrave; complessivamente circa dieci giorni. La capsula non effettuer&amp;agrave; alcun atterraggio n&amp;eacute; entrer&amp;agrave; in orbita lunare, ma girer&amp;agrave; attorno al nostro satellite lungo una traiettoria di sorvolo calcolata in modo da sfruttare la sua gravit&amp;agrave; per curvare quel che serve a rimetterla in direzione della Terra e tornare a casa. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; testare in condizioni reali tutti i sistemi fondamentali che serviranno alle future missioni, quelle destinate a riportare l&amp;rsquo;uomo sulla superficie lunare.

Dalla quarantena di Houston, l&amp;rsquo;equipaggio si trasferir&amp;agrave; al Kennedy Space Center in Florida solo pochi giorni prima del decollo. Nella fase finale, gli astronauti affronteranno simulazioni della missione, addestramento conclusivo e controlli medici, mantenendo comunque un regime di isolamento controllato.

Nel frattempo, l&amp;rsquo;agenzia spaziale americana si prepara a un passaggio cruciale: il rifornimento completo del razzo Space Launch System. Questa prova serve a verificare che il caricamento dei propellenti e tutti i sistemi associati funzionino correttamente prima del volo.
In passato, test simili hanno messo in evidenza problemi tecnici che hanno causato ritardi. Per questo, la fase viene seguita con la massima attenzione. Se tutto proceder&amp;agrave; come previsto, Artemis 2 sar&amp;agrave; pronta a partire, aprendo una nuova fase dell&amp;rsquo;esplorazione umana della Luna.

&amp;nbsp;

CREDITI - Nasa Csa
MUSIC: Groovy Ambient Funk</video:description>
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            <video:title>Dragonfly è pronto per i test finali</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;integrazione e i test finali di Dragonfly stanno per iniziare. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; che il grande drone Nasa&amp;nbsp;raggiunga Titano, una delle lune di Saturno, nel 2034 dopo un viaggio di oltre un miliardo di chilometri per studiare la sua abitabilit&amp;agrave; in quanto analogo della Terra primordiale.
Il progetto &amp;egrave; stato&amp;nbsp;selezionato nel 2019, negli ultimi tre anni gli ingegneri hanno realizzato i componenti, condotto prove tecniche aeromeccaniche e aerodinamiche, modellato e simulato l'hardware di volo.
Presso i laboratori Apl&amp;nbsp;della Johns&amp;nbsp;Hopkins, in Maryland, sono stati costruiti i rotori, i componenti pi&amp;ugrave; importanti di Dragonfly che ne monter&amp;agrave; otto. Il drone dovr&amp;agrave; infatti muoversi in un mondo totalmente diverso dal nostro con tecnologie che garantiscano stabilit&amp;agrave; in un ambiente a bassa gravit&amp;agrave; e con un&amp;rsquo;atmosfera densa come quella di Titano. Nei mesi scorsi, gli ingegneri hanno configurato e testato i rotori, collegandoli a un modello di Dragonfly in scala reale.&amp;nbsp; Successivamente i test sono stati eseguiti nella galleria del vento presso il Transonic Dynamics Tunnel (Tdt) della Nasa in Virginia; qui sono state ricreate le condizioni atmosferiche presenti sulla luna di Saturno. I dati raccolti hanno convalidato il progetto e daranno il via al completamento del veicolo spaziale.
Il lancio &amp;egrave; programmato per il 2028 e al suo arrivo su Titano, Dragonfly dovr&amp;agrave; esplorare ambienti diversi alla ricerca di materiali organici complessi essenziali per la vita.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-27</video:publication_date>
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            <video:title>Vent’anni di universo a raggi X</video:title>
            <video:description>Dopo oltre vent&amp;rsquo;anni di osservazioni, l&amp;rsquo;Osservatorio a raggi X Chandra della Nasa ha messo ordine nel suo immenso patrimonio scientifico con la pubblicazione dell&amp;rsquo;archivio di sorgenti X pi&amp;ugrave; completo mai realizzato. Il catalogo raccoglie dati accumulati fino al 2020 e permette agli scienziati che utilizzano altri telescopi, inclusi Hubble e James Webb, di combinare le informazioni provenienti dai raggi X con quelle ottenute in altre lunghezze d&amp;rsquo;onda.

A testimoniare la ricchezza del catalogo &amp;egrave; una nuova immagine del centro della Via Lattea, la regione che circonda Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio attorno a cui ruota la nostra galassia. In un&amp;rsquo;area di cielo che si estende per circa 60 anni luce, Chandra ha individuato oltre 3mila sorgenti che emettono raggi X, rivelando un ambiente denso, complesso e dinamico.

L&amp;rsquo;immagine, dominata da tonalit&amp;agrave; di arancione, oro e blu, mostra una fitta popolazione di punti luminosi, nubi diffuse e filamenti sottili. Al centro spicca una regione brillante e irregolare, segno dell&amp;rsquo;intensa radiazione prodotta nei pressi del buco nero.

Due grandi lobi di gas caldo si estendono per una dozzina di anni luce ai lati di Sagittarius A*, fornendo la prova di potenti eruzioni avvenute pi&amp;ugrave; volte negli ultimi 10mila anni e indicando che il buco nero centrale ha attraversato fasi di attivit&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; intensa rispetto a quella osservata oggi. &amp;nbsp;

Questo mosaico &amp;egrave; il risultato della combinazione di 86 osservazioni, per un totale di oltre tre milioni di secondi di tempo osservativo. Nella rappresentazione del cielo, proiettata in modo simile a come la Terra &amp;egrave; spesso raffigurata nelle mappe del mondo, il nucleo della Via Lattea si trova al centro, con il piano galattico disposto orizzontalmente lungo l&amp;rsquo;immagine. Un cerchio indica la posizione di ciascuna rilevazione, e la dimensione riflette il numero di osservazioni accumulate in quel punto nel corso del tempo.

A impreziosire l&amp;rsquo;archivio c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche una nuova sonificazione del cielo a raggi X: una traduzione dei dati astronomici in suoni che ripercorre 22 anni di missione, dal lancio fino al 2021, offrendo un modo inedito di ascoltare l&amp;rsquo;universo osservato da Chandra.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-26</video:publication_date>
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            <video:title>COSMO-SkyMed CSG-FM3: nuove capacità per l’Osservazione della Terra</video:title>
            <video:description>Roma, Vancouver&amp;nbsp;e il fiume Padma, in&amp;nbsp;Bangladesh. Sono i protagonisti delle prime 3 istantanee scattate da&amp;nbsp;COSMO-SkyMed CSG-FM3, il terzo satellite di seconda generazione del programma di Osservazione della Terra Cosmo-Skymed,&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e&amp;nbsp;del&amp;nbsp;Ministero della Difesa. Le prime immagini della Terra catturate dal nuovo satellite CSG-FM3 sono state rilasciate il 19 gennaio, circa due settimane dopo il suo lancio, avvenuto il&amp;nbsp;2&amp;nbsp;gennaio dalla Vandenberg Space Force Base, in California.
Queste prime evidenze&amp;nbsp;confermando le ottimali condizioni del satellite, mentre proseguono le attivit&amp;agrave; di verifica per portare CSG FM3 in piena operativit&amp;agrave;, rafforzando il valore della costellazione&amp;nbsp;made in Italy&amp;nbsp;e il ruolo del nostro Paese come leader nell&amp;rsquo;Osservazione della Terra.

Roberto Formaro, direttore ingegneria e tecnologie ASI

"Cosmo-Skymed rappresenta una grande sfida istituzionale. Circa pi&amp;ugrave; di vent'anni fa, due importanti istituzioni, l'Agenzia spaziale italiana e la Difesa, hanno deciso di investire insieme sul sistema comune. Abbiamo realizzato questa grande costellazione, unica nel suo genere, una costellazione duale che con la prima generazione ha portato una grande innovazione: un sistema che &amp;egrave; contemporaneamente classificato e non classificato, quindi capace&amp;nbsp;di&amp;nbsp;sistematicamente&amp;nbsp;di&amp;nbsp;soddisfare le esigenze di due tipologie di utenti che prima si pensava non si potessero mettere insieme a gestire un unico sistema.&amp;nbsp;Poi con la seconda generazione abbiamo portato grandi innovazioni, grandi ulteriori capacit&amp;agrave; e quindi oggi siamo in grado di servire con grande efficienza due sistemi istituzionali che utilizzano diverse informazioni e diverse modalit&amp;agrave; operative".

La costellazione italiana&amp;nbsp;contava sinora&amp;nbsp;4 satelliti operativi: due di prima generazione (CSK) e due di seconda generazione (CSG);&amp;nbsp;a questi adesso&amp;nbsp;si &amp;egrave;&amp;nbsp;&amp;nbsp;aggiunto il&amp;nbsp;nuovo CSG-FM3.&amp;nbsp;Tutti dotati di un radar ad apertura sintetica, i satelliti Cosmo-Skymed riescono ad acquisire immagini in banda X&amp;nbsp;a elevata risoluzione&amp;nbsp;in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione. CSG-FM3 introduce&amp;nbsp;nuovi modi operativi e capacit&amp;agrave; avanzate di monitoraggio, grazie anche a un&amp;rsquo;antenna radar&amp;nbsp;di nuova generazione che&amp;nbsp;consente&amp;nbsp;di acquisire contemporaneamente immagini multiple di territori diversi. &amp;nbsp;

Claudia Facchinetti, program manager COSMO-SkyMed
"FM3 ha un'antenna che utilizza nuova tecnologia che gli permette di essere pi&amp;ugrave; flessibile e di poter identificare aree diverse, quindi prendere immagini su aree diverse e contemporaneamente.&amp;nbsp;Altre soluzioni che sono state inserite&amp;nbsp;e l'utilizzo di tecnologia additiva che ci permette di alleggerire alcune appendici del satellite. &amp;Egrave; stato poi inserito anche un laser reflector array sviluppato dall&amp;rsquo;INFN che ci permetter&amp;agrave; di determinare la soluzione in orbita del nostro satellite con alta risoluzione. Questo, una volta inserito nei dati&amp;nbsp;e&amp;nbsp;raccolti dalle immagini, permetter&amp;agrave; anche di georeferenziare meglio le immagini che verranno forniti agli utenti".

Le innovazioni tecnologiche di&amp;nbsp;&amp;nbsp;CSG-FM3 rafforzeranno ulteriormente le capacit&amp;agrave; di Osservazione della Terra del nostro Paese, garantendo un monitoraggio esteso, dalla gestione delle emergenze alla prevenzione dei rischi ambientali, fino alla sicurezza del territorio.

Claudia Facchinetti, program manager COSMO-SkyMed
"La missione del satellite in orbita ci permetter&amp;agrave; innanzitutto di lavorare a livello globale su tutto il territorio. I vantaggi sono che ci permetter&amp;agrave; di avere dati in maniera sistematica e continua e di operare a livello di emergenza, per esempio facendo tutte le fasi dell'emergenza, quindi dalla prevenzione al monitoraggio e all'intervento. Questo &amp;egrave; molto utile perch&amp;eacute; ci permette di identificare quali sono i territori che possono essere soggetti a criticit&amp;agrave;, di fare mappe di rischio sulle quali poter intervenire.&amp;nbsp;00:02:06 &amp;ndash; 00:03:00&amp;nbsp;Un altro aspetto che &amp;egrave; in grado di gestire FM3 &amp;egrave; l&amp;rsquo;analisi del territorio, l&amp;rsquo;analisi delle coste, la verifica del traffico marittimo e dell&amp;rsquo;erosione costiera. Ma anche a livello di agricoltura pu&amp;ograve; offrire diversi vantaggi, perch&amp;eacute; la possibilit&amp;agrave; di usufruire della doppia polarizzazione ci permette di capire qual &amp;egrave; la vegetazione che stiamo coltivando, la sua crescita, se il territorio &amp;egrave; ricco di acqua. In questo modo siamo in grado di ridurre il consumo d&amp;rsquo;acqua e di capire se il suolo &amp;egrave; ricco o povero di determinati nutrienti, intervenendo laddove necessario con le giuste cure".

Grazie al nuovo satellite CSG-FM3, il programma COSMO-SkyMed si conferma di nuovo come l&amp;rsquo;unico sistema duale, civile-militare, al mondo capace di prestazioni cos&amp;igrave; elevate, un risultato frutto della collaborazione tra istituzioni e industria nazionale. Il programma &amp;egrave; stato infatti realizzato interamente in Italia dalla filiera industriale nazionale,&amp;nbsp;con Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio e e-GEOS.

Roberto Formaro, direttore ingegneria e tecnologie ASI

"Questo sistema Cosmo-Skymed ed &amp;egrave; stato realizzato attraverso lo sforzo di molti, di molte, molti operatori del nostro sistema spaziale.&amp;nbsp;Tutto questo &amp;egrave; stato realizzato attraverso la collaborazione sistematica tra il mondo istituzionale, quindi degli investitori istituzionali, la difesa e l'Agenzia spaziale italiana che hanno creduto in questa impresa e hanno coinvolto sia il mondo della ricerca e dell'universit&amp;agrave;, che hanno fornito la conoscenza, la base sulla quale si &amp;egrave; costruito il sistema e poi le aziende che hanno dovuto beneficiare di questa conoscenza e hanno implementato nelle tecnologie e nei sistemi dell'architettura spaziali un sistema che &amp;egrave; unico nel suo genere al mondo".</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il tuo nome intorno alla Luna con Artemis 2</video:title>
            <video:description>Tre milioni di persone hanno prenotato il loro &amp;ldquo;posto&amp;rdquo; intorno alla Luna con l&amp;rsquo;iniziativa Send Your Name della Nasa. E intanto Sls e Orion sono pronti in rampa di lancio, in vista della partenza di Artemis 2 con equipaggio</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-22</video:publication_date>
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            <video:title>Il Solar Orbiter svela la genesi dei brillamenti solari</video:title>
            <video:description>Un&amp;rsquo;imponente emissione di massa coronale ha investito il nostro pianeta nei giorni scorsi, generando una tempesta geomagnetica tra le pi&amp;ugrave; intense degli ultimi decenni. L&amp;rsquo;immensa bolla di plasma si &amp;egrave; staccata dal Sole e si &amp;egrave; diretta verso la Terra a una velocit&amp;agrave; di circa 1700 chilometri al secondo, colpendo la magnetosfera terrestre dopo circa 25 ore.
La tempesta che ne &amp;egrave; scaturita &amp;egrave; stata di livello G4&amp;nbsp;(su una scala massima che arriva a G5), quindi particolarmente potente, mettendo a dura prova la funzionalit&amp;agrave; di satelliti, sistemi di navigazione e reti elettriche, oltre a dare vita a spettacolari aurore boreali, visibili anche dall&amp;rsquo;Italia.

La genesi di questi fenomeni &amp;egrave; stata ricostruita nei dettagli dagli scienziati in una&amp;nbsp;recente ricerca, basata sui dati raccolti dalla sonda Solar Orbiter dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea poco pi&amp;ugrave; di un anno fa. Dalle osservazioni emerge come una sequenza di piccole instabilit&amp;agrave; possa trasformarsi rapidamente in una violenta esplosione di energia. Come una valanga, che nasce dallo spostamento di poca neve, anche un brillamento solare pu&amp;ograve; iniziare da disturbi magnetici molto deboli.

Nelle immagini catturate dalla sonda si osservano filamenti di plasma e campi magnetici che si intrecciano, si spezzano e si riallacciano in un processo chiamato riconnessione magnetica, capace di rilasciare in pochi minuti delle enormi quantit&amp;agrave; di energia. Il plasma viene riscaldato fino a milioni di gradi e le particelle vengono accelerate fino a quasi met&amp;agrave; della velocit&amp;agrave; della luce.

Solar Orbiter &amp;egrave; riuscito a registrare l&amp;rsquo;intera sequenza degli eventi, che &amp;egrave; durata circa 40 minuti: dalla fase iniziale, apparentemente tranquilla, fino all&amp;rsquo;esplosione vera e propria. Durante il brillamento si osserva anche una sorta di pioggia di plasma che cade attraverso l&amp;rsquo;atmosfera solare e continua anche dopo che l&amp;rsquo;evento principale si &amp;egrave; esaurito.

Grazie a queste osservazioni, considerate tra le pi&amp;ugrave; significative prodotte finora dalla missione, gli scienziati riescono finalmente a comprendere in modo dettagliato come nascono i brillamenti solari e come, quando associati a emissioni di massa coronale, possano dare origine a tempeste geomagnetiche. Una comprensione cos&amp;igrave; approfondita &amp;egrave; fondamentale per formulare previsioni pi&amp;ugrave; accurate e affidabili del meteo spaziale.

&amp;nbsp;

CREDITS: Esa, Nasa, Noaa, SpaceWeather
MUSIC: &amp;nbsp;- SciFi Intro Outro - Rigel Vega</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-21</video:publication_date>
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            <video:title>Etiopia, dove la Terra incontra Marte</video:title>
            <video:description>Per capire se la vita possa esistere altrove nel Sistema Solare, alcuni scienziati italiani guardano prima di tutto alla Terra, studiando i luoghi pi&amp;ugrave; estremi del nostro pianeta. Ambienti come sorgenti termali e laghi vulcanici, dove la vita sopravvive al limite delle sue possibilit&amp;agrave;, offrono infatti un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; unica per comprendere quali tracce biologiche potrebbero essere individuate su Marte o su altri corpi celesti potenzialmente abitabili del Sistema Solare.

Da questa idea nasce il progetto HELENA &amp;ndash; acronimo di Habitat Estremi di Laghi vulcanici per l&amp;rsquo;Esplorazione Astrobiologica &amp;ndash; selezionato e finanziato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;e coordinato dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Alma Mater di Bologna, in collaborazione con l&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; della Tuscia e l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Chieti-Pescara &amp;ndash; International Research School of Planetary Sciences.

Il progetto, della durata di tre anni e avviato nell&amp;rsquo;ottobre 2023, coinvolge un team multidisciplinare composto da geologi, geobiologi, microbiologi, vulcanologi, chimici e geochimici. I ricercatori hanno condotto campagne di studio presso il Lago Bagno dell&amp;rsquo;Acqua, nel Parco Nazionale dell&amp;rsquo;isola di Pantelleria, in Sicilia, e nel sito geotermale di Alalobad, nella regione dell&amp;rsquo;Afar, in Etiopia. Qui vengono raccolti campioni di rocce, sedimenti, fluidi e gas per la caratterizzazione chimico-fisica degli ambienti, lo studio delle comunit&amp;agrave; microbiche e dei loro processi di fossilizzazione, che possono fornire un&amp;rsquo;analogia con ci&amp;ograve; che le future missioni spaziali cercheranno (e probabilmente troveranno) su altri pianeti.

Il lavoro sul campo non &amp;egrave; semplice: temperature estreme, terreni instabili ed elevata acidit&amp;agrave; richiedono una preparazione logistica accurata, attivit&amp;agrave; concentrate nelle prime ore del giorno per evitare il picco di calore e grande attenzione alla sicurezza. In particolare, in Etiopia, il team ha lavorato a stretto contatto con guide locali e comunit&amp;agrave; della regione dell&amp;rsquo;Afar, integrando le conoscenze tradizionali del territorio con le esigenze della ricerca scientifica e gli obiettivi dell&amp;rsquo;esplorazione astrobiologica.

Alalobad &amp;egrave; un&amp;rsquo;area geotermale attiva nella Depressione dell&amp;rsquo;Afar, le cui condizioni ambientali potrebbero ricordare, per certi aspetti, quelle presenti su Marte oltre tre miliardi di anni fa. Qui il paesaggio appare quasi alieno: il terreno &amp;egrave; punteggiato di pozze ribollenti che raggiungono temperature estremamente elevate, talvolta prossime o superiori ai 90 &amp;deg;C, con valori di pH molto variabili, getti di vapore, piccoli geyser e fumarole, ed &amp;egrave; disseminato di colori intensi &amp;ndash; dal giallo all&amp;rsquo;arancio &amp;ndash; generati dai pigmenti dei microrganismi che prosperano in queste condizioni.

Il sito geotermale di Alalobad &amp;egrave; stato scelto e studiato proprio per le sue condizioni estreme, che lo rendono un laboratorio naturale e un analogo marziano. Qui &amp;egrave; possibile osservare come i microrganismi estremofili si adattino e prosperino in ambienti apparentemente inospitali, comprendere come identificare tracce di attivit&amp;agrave; biologica (biofirme) nei minerali e nei sedimenti, sviluppare modelli utili a guidare la selezione dei campioni nelle future missioni spaziali, come ExoMars 2028 e, in prospettiva, le missioni di ritorno di campioni marziani (Mars Sample Return), nonch&amp;eacute; testare strumenti e metodologie che saranno impiegati nei rover e nelle sonde di prossima generazione.

Il progetto HELENA rappresenta quindi una tappa fondamentale nella preparazione all&amp;rsquo;esplorazione astrobiologica dello spazio. Studiare come la vita terrestre affronta condizioni apparentemente proibitive contribuisce ad affinare strumenti e metodi scientifici indispensabili per rispondere a una delle domande pi&amp;ugrave; profonde dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;: siamo soli nell&amp;rsquo;universo?

&amp;nbsp;

Crediti Video: Fabio Pisciotta/INGV, Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-20</video:publication_date>
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            <video:title>Plato supera i test di vibrazione</video:title>
            <video:description>La missione Plato (Planetary Transits and Oscillations of stars), dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea (Esa), ha raggiunto una tappa fondamentale nel suo percorso verso il lancio. La costruzione del satellite era stata completata lo scorso ottobre con l&amp;rsquo;installazione dello scudo solare e dei pannelli solari, seguita poi da un test di dispiegamento per verificare la corretta apertura del sistema nello spazio.

Il satellite ha ora superato anche una prima serie di test di vibrazione, durante la quale &amp;egrave; stato sottoposto a forti scossoni per simulare le sollecitazioni del decollo. Le prove riproducono le fasi pi&amp;ugrave; critiche del volo - quando le vibrazioni sono pi&amp;ugrave; intense - per assicurare che nessun componente venga danneggiato.

Plato &amp;egrave; stato poi collocato nella camera acustica dell&amp;rsquo;Esa, dove &amp;egrave; stato &amp;lsquo;bombardato&amp;rsquo; da un rumore assordante simile a quello che sperimenter&amp;agrave; durante il decollo. I prossimi test si svolgeranno nel Large Space Simulator, la pi&amp;ugrave; grande camera a vuoto d&amp;rsquo;Europa, per verificare la resistenza alle temperature estreme e al vuoto dello spazio.

Il satellite &amp;egrave; dotato di 26 piccoli telescopi progettati per osservare stelle brillanti e individuare esopianeti simili alla Terra attraverso il metodo del transito, rilevando le minime variazioni di luminosit&amp;agrave; stellare causate dal passaggio di un pianeta davanti alla propria stella.

La missione vanta una forte partecipazione italiana, sostenuta dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana che riveste un ruolo di primo piano nei settori dell&amp;rsquo;ottica, dell&amp;rsquo;elettronica e dell&amp;rsquo;analisi dei dati. Attraverso il contributo di diverse aziende, enti e centri di ricerca, l&amp;rsquo;Italia partecipa sia allo sviluppo degli strumenti di bordo sia alla realizzazione e gestione del segmento di terra della missione.

Plato dovrebbe essere pronto per il lancio entro la fine dell&amp;rsquo;anno, con un decollo a bordo di un Ariane 6 previsto per gennaio 2027.</video:description>
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            <video:title>Pandora, il primo telescopio dedicato alle atmosfere degli esopianeti</video:title>
            <video:description>L'11 gennaio &amp;egrave; stata lanciata la missione Pandora di Nasa portata in orbita eliosincrona da un razzo Falcon 9 di SpaceX. Pandora osserver&amp;agrave; il transito di esopianeti davanti alla loro stella studiando cos&amp;igrave; le atmosfere planetarie e identificando gli elementi qui presenti.&amp;nbsp;

Sono 6000 gli esopianeti noti finora ma solo pochi telescopi sono in grado oggi di scovare nelle loro atmosfere le prove di una potenziale abitabilit&amp;agrave;.
Pandor&amp;agrave; &amp;egrave; uno di questi: studier&amp;agrave; le atmosfere di almeno 20 esopianeti alla ricerca di acqua e idrogeno per selezionare i migliori candidati alla vita.Identificher&amp;agrave; cos&amp;igrave; i pianeti ideali per la ricerca dei segni di vita nelle loro atmosfere da parte del James Webb e future missioni.&amp;nbsp;

Scovare esopianeti simili alla Terra in orbite abitabili attorno a una stella sar&amp;agrave; invece lo scopo della missione Plato di Esa, con il contributo di Asi.
Con un lancio previsto a inizio 2027 Plato arricchir&amp;agrave; cos&amp;igrave; il catalogo dei mondi rocciosi che potrebbero rivelarsi adatti a ospitare la vita.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>La Crew-11 è rientrata a Terra</video:title>
            <video:description>La Crew Dragon con i quattro astronauti della missione Crew-11 &amp;egrave; ammarata con successo alle 9.41, ora italiana, al largo delle coste della California. La capsula di SpaceX si &amp;egrave; staccata ieri sera dalla Stazione Spaziale Internazionale per riportare sulla Terra con un mese di anticipo l&amp;rsquo;equipaggio Crew-11, arrivato a bordo della Iss a luglio scorso.
Le motivazioni del rientro anticipato, annunciato da Nasa qualche giorno fa, non sono state rese note nel dettaglio, ma si tratta di un problema medico di uno dei quattro astronauti che non poteva essere curato in condizioni di microgravit&amp;agrave;. L&amp;rsquo;agenzia ha tuttavia rassicurato sulle sue condizioni stabili di salute.
&amp;Egrave; la prima volta, in 25 anni di operativit&amp;agrave; del laboratorio spaziale, che un astronauta sia costretto a rientrare per un problema di questo tipo. Una statistica comunque sorprendente.
Al momento Nasa non prevede di anticipare il lancio della missione Crew-12, che avrebbe dovuto dare il cambio all&amp;rsquo;equipaggio a met&amp;agrave; febbraio. Sulla Stazione resteranno quindi temporaneamente solo 3 astronauti; la Nasa ha dichiarato che saranno comunque in grado di mandare avanti le attivit&amp;agrave; di bordo e che riceveranno tutto il supporto da Terra.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-15</video:publication_date>
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            <video:title>James Webb guarda nel cuore della Galassia del Compasso</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale James Webb ha osservato la galassia del Compasso, una struttura a spirale distante tredici milioni di anni luce dalla Terra, rivelando interessanti novit&amp;agrave;. La pi&amp;ugrave; importante riguarda il comportamento del buco nero supermassiccio che domina questa galassia. Finora gli scienziati avevano concluso che gran parte della luce infrarossa proveniente dal suo centro fosse prodotta da violenti getti di materia espulsi verso l&amp;rsquo;esterno, ma il Webb ha scoperto che in realt&amp;agrave; &amp;egrave; l'opposto: la radiazione infrarossa viene emessa perch&amp;eacute; il buco nero si sta nutrendo, inghiotte voracemente materia prendendola dall'ambiente circostante.
l gas e le polveri, prima di finire in un buco nero supermassiccio, si accumulano ai suoi bordi, generando un anello a forma di ciambella chiamato 'toro'. Man mano che il buco nero raccoglie materia dalle pareti interne di questo toro, si forma un disco di accrescimento simile a un vortice d&amp;rsquo;acqua che ruota attorno a uno scarico. Il forte attrito surriscalda questo disco fino a fargli emettere luce.
Questa scoperta si deve a uno strumento integrato nel Niriss (Near-Infrared Imager and Slitless Spectrograph) chiamato interferometro a maschera di apertura che consente al Webb di comportarsi come una serie di telescopi terrestri pi&amp;ugrave; piccoli che operano insieme come un unico interferometro. Per farlo, il Webb&amp;nbsp; usa una maschera speciale con sette piccoli fori esagonali, che regolano la quantit&amp;agrave; e la direzione della luce in ingresso, in modo analogo al diaframma di una macchina fotografica.
Grazie a questo studio, gli astronomi dispongono ora di una tecnica collaudata per investigare buchi neri diversi. L&amp;rsquo;osservazione di nuovi bersagli sar&amp;agrave; fondamentale per costruire un catalogo statistico delle emissioni e capire se il caso del buco nero della galassia del Compasso sia atipico.

CREDITS: Jwst, Hubble, Nasa Goddard, Csiro
MUSIC: - SciFi Intro Outro - Rigel Vega</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-14</video:publication_date>
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            <video:title>Imap ha preso il suo posto tra Terra e Sole</video:title>
            <video:description>Posta tra il nostro pianeta e il Sole, c&amp;rsquo;&amp;egrave; una nuova sonda spaziale a fare da guardia. Si chiama Imap (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) ed &amp;egrave; la missione della Nasa partita lo scorso 24 settembre e arrivata a destinazione proprio nei giorni scorsi.

La sonda ha gi&amp;agrave; catturato la cosiddetta &amp;lsquo;prima luce&amp;rsquo;, cio&amp;egrave; ha effettuato le prime osservazioni o misurazioni dopo il lancio,&amp;nbsp;confermando il corretto funzionamento degli strumenti a bordo e che la missione &amp;egrave; pronta a iniziare la raccolta di dati scientifici.&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Dopo delicate manovre di inserimento, Imap ha raggiunto con successo l&amp;rsquo;orbita definitiva attorno al punto di Lagrange L1, a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, dove rimarr&amp;agrave; per tutta la durata della missione. Da questa posizione privilegiata, inizier&amp;agrave; la sua attivit&amp;agrave; di ricerca dedicata allo studio dell&amp;rsquo;eliofisica e della meteorologia spaziale.&amp;nbsp;

Situata lontano dalle interferenze generate dai campi magnetici dei pianeti, la sonda esplorer&amp;agrave; e mapper&amp;agrave; i confini dell&amp;rsquo;eliosfera, la gigantesca &amp;lsquo;bolla&amp;rsquo; protettiva alimentata dal vento solare e che avvolge l&amp;rsquo;intero Sistema Solare, analizzandone anche l&amp;rsquo;interazione con il vicinato galattico locale.

Non solo: la missione studier&amp;agrave; l&amp;rsquo;origine e i meccanismi di accelerazione delle particelle cariche emesse dal Sole e osserver&amp;agrave; il comportamento del vento solare nel punto in cui entra in contatto con lo spazio interstellare. Un lavoro complesso e ambizioso, reso possibile dai dieci strumenti scientifici di ultima generazione di cui Imap &amp;egrave; dotata.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Le sue osservazioni avranno anche importanti applicazioni pratiche: grazie alla visuale diretta del Sole, garantita dal punto L1, il veicolo spaziale potr&amp;agrave; fornire circa trenta minuti di preavviso in caso di tempeste solari e radiazioni potenzialmente pericolose, contribuendo alla protezione di astronauti, satelliti e infrastrutture tecnologiche sulla Terra.

La sonda si trova ora nella fase finale di messa in servizio e inizier&amp;agrave; ufficialmente la sua missione scientifica il 1&amp;deg; febbraio.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-13</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis II, verso la rampa di lancio per gli ultimi preparativi</video:title>
            <video:description>La Nasa si prepara a scrivere una nuova pagina dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale con Artemis II, la prima missione con equipaggio diretta verso la Luna dopo oltre 50 anni. Nei prossimi giorni il gigantesco razzo Space Launch System (Sls)&amp;nbsp;e la capsula Orion verranno trasferiti sulla rampa 39B del Kennedy Space Center, in Florida, segnando l&amp;rsquo;inizio della fase finale di test prima del lancio.

Il lento viaggio dalla struttura di assemblaggio alla rampa richieder&amp;agrave; fino a 12 ore. Una volta sul posto, i tecnici collegheranno i sistemi di supporto a terra e verificheranno l&amp;rsquo;integrazione tra razzo, navicella e infrastrutture. A fine gennaio &amp;egrave; inoltre prevista la&amp;nbsp;wet dress rehearsal,&amp;nbsp;una prova generale che simula il rifornimento con propellenti criogenici, l&amp;rsquo;intero conto alla rovescia e la rimozione sicura del propellente dal razzo senza equipaggio a bordo.

La missione Artemis II porter&amp;agrave; quattro astronauti - Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della Nasa, e&amp;nbsp;Jeremy Hansen dell'Agenzia Spaziale Canadese - in un volo di circa dieci giorni attorno alla Luna e ritorno sulla Terra. Il lancio potr&amp;agrave; avvenire non prima del 6 febbraio, all&amp;rsquo;interno di finestre temporali ben precise fino ad aprile 2026. La missione rappresenta un passaggio chiave del programma Artemis, che punta a riportare stabilmente l&amp;rsquo;uomo sulla Luna e a preparare le future missioni verso Marte.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-12</video:publication_date>
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            <video:title>La costellazione italiana Cosmo-SkyMed si è arricchita di un nuovo satellite</video:title>
            <video:description>La costellazione Cosmo-SkyMed, programma di Osservazione della Terra di ASI e del Ministero della Difesa, si &amp;egrave; arricchita di un nuovo satellite.&amp;nbsp;

Il 3 gennaio 2026 &amp;egrave; stato lanciato a bordo di un&amp;nbsp;Falcon 9&amp;nbsp;di SpaceX Cosmo-SkyMed CSG-FM3, terzo satellite di seconda generazione.

La costellazione italiana ad oggi comprende 4 satelliti operativi: due di prima generazione (CSK) e due di seconda generazione (CSG).&amp;nbsp;

Dotati di radar ad apertura sintetica (SAR), i 4 satelliti Cosmo-SkyMed acquisiscono immagini in banda X&amp;nbsp;a elevata risoluzione in ogni condizione meteorologica e di luce.&amp;nbsp;

Il satellite Cosmo-SkyMed CSG-FM3 si aggiunge ai 4 gi&amp;agrave; in funzione, introducendo nuovi modi operativi e capacit&amp;agrave; avanzate di monitoraggio.

II satellite &amp;egrave; dotato di un&amp;rsquo;antenna radar&amp;nbsp;di nuova generazione, ridisegnata per acquisire contemporaneamente&amp;nbsp;immagini multiple di zone diverse.&amp;nbsp;

Cosmo-SkyMed CSG-FM3 sar&amp;agrave; cos&amp;igrave; in grado di orientarsi dinamicamente acquisendo aree diverse della Terra con maggiore rapidit&amp;agrave; e dettaglio.&amp;nbsp;

Potenziando la seconda generazione il sistema Cosmo-SkyMed aumenter&amp;agrave; la capacit&amp;agrave; di affrontare sfide globali legate ad ambiente, clima e sicurezza.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>L’eco luminosa della supernova di Keplero</video:title>
            <video:description>Apparsa all&amp;rsquo;improvviso nel cielo del 1604, brillante pi&amp;ugrave; di tutte le altre stelle, la supernova di Keplero&amp;nbsp;continua&amp;nbsp;tuttora&amp;nbsp;a raccontare la sua storia.
Oggi sappiamo che l&amp;rsquo;evento osservato oltre quattro secoli fa da Giovanni Keplero, da cui prende il nome, fu l&amp;rsquo;esplosione di una nana bianca, una stella densa e compatta giunta al limite della propria&amp;nbsp;stabilit&amp;agrave;. L&amp;rsquo;esplosione fu innescata&amp;nbsp;in un sistema binario, composto dalla nana bianca e da una gigante rossa: sottraendo progressivamente materia alla compagna - o fondendosi con un&amp;rsquo;altra nana bianca - la stella raggiunse una massa critica, dando origine a una colossale detonazione, nota come supernova di tipo Ia.

Il residuo della&amp;nbsp;supernova di Keplero, situato nella nostra galassia a circa 17mila&amp;nbsp;anni luce dalla Terra, appare oggi come una spettacolare nube di gas e detriti incandescenti. Il materiale - riscaldato a milioni di gradi - emette raggi X, permettendo all&amp;rsquo;osservatorio spaziale Chandra della Nasa,&amp;nbsp;lanciato nel 1999, di studiarne la struttura e l&amp;rsquo;evoluzione nel tempo.

Le immagini, raccolte&amp;nbsp;in diversi momenti nell'arco degli ultimi&amp;nbsp;25 anni, mostrano un residuo tutt&amp;rsquo;altro che uniforme: in alcune regioni, i detriti si muovono a velocit&amp;agrave; che raggiungono il 2% della velocit&amp;agrave; della luce, mentre in altre avanzano pi&amp;ugrave; lentamente. Questa differenza non &amp;egrave; casuale, ma indica che l&amp;rsquo;esplosione sta interagendo con un ambiente irregolare. Nella parte superiore dell&amp;rsquo;immagine, infatti, il residuo si scontra con un gas pi&amp;ugrave; denso,&amp;nbsp;che ne rallenta l&amp;rsquo;espansione; nella&amp;nbsp;parte inferiore, invece, il materiale risulta pi&amp;ugrave; rarefatto e permette ai frammenti dell&amp;rsquo;esplosione di propagarsi molto pi&amp;ugrave; rapidamente.

In questo processo vengono inoltre scagliati nello spazio elementi chimici pesanti, che diventano la materia prima per la formazione di nuove stelle e pianeti. A oltre 400 anni dall&amp;rsquo;esplosione, l&amp;rsquo;eco luminosa della&amp;nbsp;supernova di Keplero &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;altro che spenta e continua a fornire preziose informazioni sull&amp;rsquo;universo e la sua evoluzione.</video:description>
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            <video:publication_date>2026-01-08</video:publication_date>
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            <video:title>Un nuovo oggetto astronomico scoperto grazie a Hubble</video:title>
            <video:description>Grazie al telescopio spaziale Hubble, della Nasa e dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea, gli scienziati hanno scoperto un nuovo tipo di oggetto astronomico: una nube cosmica priva di stelle, ricca di gas e fortemente dominata dalla materia oscura.
&amp;Egrave; stata soprannominata Cloud-9 ed &amp;egrave; la prima rilevazione di una struttura di questo tipo nell&amp;rsquo;Universo.

Cloud-9 rappresenta la prima conferma osservativa di un modello teorico formulato alcuni anni fa, noto come 'Relhic': una nube di idrogeno neutro primordiale risalente alle prime fasi della storia cosmica che non ha mai formato stelle. In altre parole, &amp;egrave; un residuo fossile di un'evoluzione galattica fallita, ci&amp;ograve; che resta di una potenziale galassia mai nata.
Le osservazioni con Hubble hanno permesso di stabilire con certezza che Cloud-9 &amp;egrave; completamente priva di stelle, escludendo che si tratti soltanto di una galassia nana con un'emissione troppo tenue per essere rilevata dai telescopi terrestri. Rispetto alle altre nubi d'idrogeno osservate nei dintorni della Via Lattea, Cloud-9 presenta caratteristiche nettamente diverse: &amp;egrave; pi&amp;ugrave; piccola, compatta e sorprendentemente sferica.

Il nucleo &amp;egrave; composto da idrogeno neutro, ha un diametro di circa 4.900 anni luce e contiene una&amp;nbsp;&amp;nbsp;quantit&amp;agrave; di gas pari a circa un milione di masse solari. Tuttavia, per mantenere questo gas legato gravitazionalmente, alla massa complessiva si dovrebbero aggiungere circa
5 miliardi di masse solari, una differenza spiegabile solo ammettendo un'invisibile ma schiacciante predominanza della materia oscura rispetto a&amp;nbsp;quella ordinaria.

La materia oscura &amp;egrave; invisibile, non emette radiazione elettromagnetica ed &amp;egrave; quindi estremamente difficile da studiare direttamente. Ora, con la scoperta della nube e le sue peculiari caratteristiche, gli scienziati puntano a ricavare nuove informazioni sulla sua natura analizzando il comportamento del gas visibili, che rispondono alla gravit&amp;agrave; imposta dalla materia oscura presente.

La nube si trova nei pressi della galassia a spirale Messier 94 e sembra essere fisicamente associata ad essa. Osservazioni radio ad alta risoluzione mostrano infatti delle leggere distorsioni del gas, compatibili con una possibile interazione gravitazionale.
Cloud-9 in futuro potrebbe evolversi in una galassia vera e propria, se riuscisse ad accumulare ulteriore massa. Ma potrebbe anche rimanere bloccata in questo stato intermedio: abbastanza grande per sopravvivere, ma non abbastanza per avviare i processi di formazione stellare.


Crediti: &amp;nbsp;NASA / ESA / VLA / Gagandeep Anand, STScI / Alejandro Benitez-Llambay, University of Milano-Bicocca / Joseph DePasquale, STScI.
Crediti musiche del video: 'Space Ambient Atmosphere '- Sound-Of-Freedom</video:description>
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            <video:title>La ricerca della vita oltre la Terra: Marte</video:title>
            <video:description>Marte, quarto pianeta del Sistema Solare, dista circa 225 milioni di chilometri dal Sole. Ha un diametro di poco pi&amp;ugrave; della met&amp;agrave; di quello terrestre e una gravit&amp;agrave; che &amp;egrave; solo il 38% della nostra. La sua atmosfera &amp;egrave; sottile, composta principalmente da anidride carbonica, e le temperature oscillano tra i 20 gradi e i meno 125 nelle notti polari.

Eppure, nonostante queste condizioni estreme, le tracce geologiche ci raccontano un&amp;rsquo;altra storia: un passato in cui l&amp;rsquo;acqua scorreva in fiumi e laghi, forse persino oceani. Acqua liquida, l&amp;rsquo;elemento chiave per la vita come la conosciamo. &amp;Egrave; questo che rende Marte il candidato perfetto per la ricerca astrobiologica.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-31</video:publication_date>
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            <video:title>Il Presidente dell'ASI, Teodoro Valente, sul lancio del satellite di COSMO-SkyMed FM3</video:title>
            <video:description>Il satellite di seconda generazione della costellazione COSMO-SkyMed &amp;egrave; in orbita!

Lanciato dalla Vandenberg Space Force Base, il satellite dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana conferma il ruolo dell&amp;rsquo;Italia come leader nell&amp;rsquo;Osservazione della Terra, unico sistema duale, civile-militare, al mondo capace di prestazioni cos&amp;igrave; elevate, frutto della collaborazione tra istituzioni e industria nazionale.

Il messaggio del Presidente dell'ASI, Teodoro Valente.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-23</video:publication_date>
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            <video:title>Mezze stagioni</video:title>
            <video:description>La saggezza popolare &amp;egrave; piena di proverbi ispirati al meteo, tramandati attraverso generazioni e regioni, e adattati nei diversi dialetti di cui ancora &amp;egrave; ricchissima l&amp;rsquo;Italia. Ma che cosa c&amp;rsquo;&amp;egrave; di vero in questi proverbi? Quali sono le loro basi scientifiche, e in che modo la crisi climatica li sta modificando, adattando, riscrivendo?&amp;nbsp;Il trailer di Mezze stagioni, un podcast dell'Agenzia Spaziale Italiana realizzato da Giulia Bonelli e Giuseppe Nucera. Per capire il clima che cambia con uno sguardo storico-spaziale.
&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>Iride, la costellazione italiana per l’osservazione della Terra</video:title>
            <video:description>Nel 2025 &amp;egrave; stato lanciato Iride, programma di osservazione della Terra promosso dal Governo italiano grazie ai fondi Pnrr e Pnc.&amp;nbsp;

Coordinato da Esa col supporto di Asi, Iride prevede 6 costellazioni per un totale di oltre 60 satelliti e coinvolge 73 aziende italiane.&amp;nbsp;

Precursore di Iride &amp;egrave; il satellite Pathfinder Hawk (HEO) di Argotec, lanciato il 14 gennaio a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX.

Il 28 marzo arriva la prima immagine da Pathfinder Hawk e mostra Roma con una risoluzione di 2,66 metri, 3 volte quella disponibile finora per il territorio nazionale.

Il 23 giugno vengono lanciati altri 7 satelliti Hawk (HEO) segnando un primato europeo: il primo lancio simultaneo di sette satelliti per una stessa costellazione istituzionale.&amp;nbsp;

La missione Transporter-15 di SpaceX il 28 novembre&amp;nbsp;porta in orbita per Iride otto&amp;nbsp;satelliti Eaglet II di Ohb Italia conseguendo un nuovo primato.&amp;nbsp;

Iride sar&amp;agrave; operativo entro la met&amp;agrave; del 2026&amp;nbsp;e operer&amp;agrave; per monitorare suolo e incendi, per la tutela di territori e coste e per il controllo della qualit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;aria e del meteo.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-19</video:publication_date>
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            <video:title>Ariane 6 porta in orbita due satelliti Galileo</video:title>
            <video:description>Cresce la famiglia Galileo: da ieri 17 dicembre il cielo europeo si &amp;egrave; arricchito di due nuovi satelliti, lanciati con successo dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, a bordo del razzo Ariane 6.

I satelliti si aggiungono a una costellazione gi&amp;agrave; solida, rafforzando la capacit&amp;agrave; del sistema di garantire servizi di navigazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in tutto il mondo. Entrambi in buone condizioni e con i pannelli solari correttamente dispiegati, una volta operativi in orbita terrestre media, porteranno a 29 il numero di satelliti attivi.

Galileo &amp;egrave; oggi il sistema globale di navigazione satellitare pi&amp;ugrave; preciso al mondo, voluto e finanziato dall&amp;rsquo;Unione Europea e realizzato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea. Dal 2016 serve oltre cinque miliardi di utenti, con applicazioni che spaziano dai trasporti all&amp;rsquo;agricoltura, dalla finanza alle operazioni di ricerca e soccorso.

Per garantire continuit&amp;agrave; e prestazioni ottimali, la flotta &amp;egrave; in costante rinnovamento: i satelliti di prima generazione hanno una durata progettuale di 12 anni, mentre quelli di seconda generazione - che dureranno almeno 15 anni - si integreranno con quelli gi&amp;agrave; in orbita per formare la pi&amp;ugrave; grande costellazione satellitare europea.

La missione segna una straordinaria conclusione del 2025 per l&amp;rsquo;Europa: &amp;egrave; il quinto lancio complessivo di Ariane 6 e il primo a rilasciare due satelliti Galileo in un unico volo. Nella sua configurazione con due booster, il razzo, progettato pensando proprio a Galileo, si afferma ora come il lanciatore di riferimento del programma.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-18</video:publication_date>
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            <video:title>L'Agenzia Spaziale Italiana presenta il calendario 2026</video:title>
            <video:description>Il calendario 2026 dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana accompagna il lettore in un viaggio visivo attraverso dodici straordinarie immagini satellitari che raccontano i cambiamenti in atto sul nostro pianeta. Ogni scatto, frutto dell&amp;rsquo;eccellenza scientifica e tecnologica italiana ed europea, offre una rappresentazione potente e suggestiva di fenomeni naturali che stanno trasformando il nostro ecosistema.

Le immagini, ottenute grazie ai satelliti della costellazione dell&amp;rsquo;ASI e del Ministero della Difesa COSMO-SkyMed di prima e seconda generazione, al satellite iperspettrale PRISMA dell&amp;rsquo;ASI e alle Sentinelle delle missioni Copernicus dell&amp;rsquo;ESA, cui l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana partecipa, testimoniano il ruolo cruciale dell&amp;rsquo;osservazione della Terra.

Questi strumenti sono oggi indispensabili per il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze, la tutela delle aree protette e il supporto a uno sviluppo sostenibile. Sono quindi le immagini a parlare pi&amp;ugrave; delle descrizioni. Dallo scioglimento dei ghiacciai all&amp;rsquo;erosione delle coste, dall&amp;rsquo;innalzamento dei mari alle emissioni di metano, dalle eruzioni vulcaniche agli incendi boschivi, fino all&amp;rsquo;agricoltura di precisione: ogni mese del calendario racconta una storia, offrendo una visione chiara e concreta delle sfide ambientali che affrontiamo. In un mondo in continua evoluzione, la ricerca e gli investimenti nel settore spaziale si confermano una risorsa strategica per comprendere, proteggere e valorizzare il nostro pianeta. Questo calendario vuole essere un invito a riflettere sull&amp;rsquo;importanza di investire nella scienza e nella tecnologia per garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.</video:description>
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            <video:title>#myspaceday</video:title>
            <video:description>&amp;laquo;Le porte dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana saranno sempre aperte ai giovani. Appassionatevi!&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; il presidente Asi Teodoro Valente ha accolto una sala piena di studenti in occasione della 5&amp;deg; Giornata Nazionale dello Spazio. Ragazzi provenienti da pi&amp;ugrave; paesi d&amp;rsquo;Italia hanno partecipato agli eventi organizzati nell&amp;rsquo;Auditorium &amp;ldquo;Luigi Broglio&amp;rdquo; dedicato alla &amp;lsquo;mente&amp;rsquo; del Progetto San Marco.
Ascoltiamoli!
Il 15 dicembre 1964 con il lancio del primo satellite San Marco l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; diventata il terzo Paese a condurre in orbita un proprio satellite.

Crediti video: Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-17</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco il concept della prima  mascotte dell’Agenzia Spaziale Italiana</video:title>
            <video:description>In occasione della Giornata Nazionale dello Spazio (GNS), presso la sede di Roma dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, &amp;egrave; stata resa pubblica la proposta vincitrice del concorso di idee rivolto al grande pubblico di appassionati di spazio e scienza.&amp;nbsp;Il concorso mirava a raccogliere idee per il concept della Prima Mascotte ufficiale dell'ASI. La proposta vincitrice &amp;egrave; stata presentata da&amp;nbsp;Alida Antonino Scutell&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-17</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti i principi degli Artemis Accords</video:title>
            <video:description>Il 2025 ha segnato il quinto anniversario dalla prima firma degli Artemis Accords, il quadro multilaterale promosso dalla Nasa per regolamentare il futuro dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale in vista delle prossime missioni verso la Luna. Ma a che cosa servono esattamente gli accordi Artemis? E quali sono i principi che li regolano?</video:description>
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            <video:title>Episodio 5: “L'AI nello spazio”</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;intelligenza artificiale non &amp;egrave; solo Chat GPT. &amp;Egrave; uno strumento strategico che sta trasformando lo Spazio, oltre che la Terra.&amp;nbsp;Utilizziamo l'AI nella progettazione delle missioni per migliorare l'efficienza operativa, ridurre i costi e abilitare nuove capacit&amp;agrave;.&amp;nbsp; Sviluppiamo sistemi di calcolo per effettuare operazioni autonome avanzate, in orbita bassa e nello Spazio profondo, dove non si pu&amp;ograve; comunicare in tempo reale.&amp;nbsp;Grazie all'AI possiamo tracciare i detriti spaziali e gli asteroidi pericolosi, possiamo analizzare le loro caratteristiche e prevederne il comportamento.In questo modo, riduciamo i rischi di collisione, favoriamo la sostenibilit&amp;agrave; delle attivit&amp;agrave; spaziali e la sicurezza planetaria. L'AI sar&amp;agrave; un ausilio importante anche per il monitoraggio della salute degli astronauti durante le missioni spaziali future.&amp;nbsp;Ma uno degli utilizzi pi&amp;ugrave; vicini a noi &amp;egrave; l'elaborazione dei cosiddetti Big Data, cio&amp;egrave; raccolte di dati enormi e complessi che richiedono tecnologie avanzate per essere processati e analizzati. Lo scopo? Estrarre informazioni di valore per supportare le decisioni strategiche e sviluppare soluzioni innovative. Infatti, grazie all'AI possiamo processare centinaia di migliaia di immagini prodotte dai satelliti di osservazione della Terra e trarre informazioni utili per la tutela del pianeta, per il monitoraggio dei cambiamenti climatici e per la gestione di emergenze e disastri ambientali. Come ogni grande innovazione, anche l&amp;rsquo;AI va per&amp;ograve; usata con responsabilit&amp;agrave;: servono sicurezza, etica e cooperazione internazionale.&amp;nbsp;

Perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;AI sar&amp;agrave; un nuovo &amp;ldquo;carburante&amp;rdquo; per lo spazio. Ma la rotta&amp;hellip; quella dobbiamo continuare a tracciarla noi.

&amp;Egrave; questo il tema del quinto episodio de 'Lo Spazio In Tasca', la nuova miniserie ideata e raccontata da&amp;nbsp;Teodoro Valente, presidente dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:title>Nel 2025 è finito il monopolio del Falcon 9 di SpaceX nei razzi riutilizzabili</video:title>
            <video:description>II 2025 &amp;egrave; un anno di svolta per i lanciatori riutilizzabili con la fine del monopolio di SpaceX e il suo Falcon 9.&amp;nbsp;

Era il 21 dicembre 2015 quando il Falcon 9 di Space X ha effettuato il 1&amp;deg; storico recupero di un booster inaugurando l&amp;rsquo;era dei razzi riutilizzabili.&amp;nbsp;
In 10 anni ha effettuato 546 tentativi di recupero del primo stadio sia su terra ferma sia su chiatte in mare registrando 533 rientri di successo.&amp;nbsp;

Il primo a competere con il Falcon 9&amp;nbsp;&amp;egrave; il vettore New Glenn di Blue Origin che il 13 novembre 2025 mette a segno&amp;nbsp;il 1&amp;deg; recupero di successo di un suo booster.&amp;nbsp;
Il 3 dicembre 2025 anche la Cina lancia il suo primo razzo riutilizzabile, lo Zhuque-3 di LandSpace, che per&amp;ograve; fallisce il recupero del primo stadio.&amp;nbsp;

Nel 2025 l&amp;rsquo;Europa ha invece concluso lo sviluppo di Themis, 1&amp;deg; dimostratore europeo di un secondo&amp;nbsp;stadio riutilizzabile pronto ora per le prime prove di recupero.
Il 2025 &amp;egrave; importante anche per l&amp;rsquo;Italia col contratto Avio / Esa di 40 milioni &amp;euro; per sviluppare tecnologie per testare in volo uno stadio superiore riutilizzabile.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-12</video:publication_date>
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            <video:title>La Nasa studia l’interazione tra motori e suolo lunare</video:title>
            <video:description>Cosa succede quando un lander tocca la Luna? &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
In vista dei futuri allunaggi della missione Artemis, la Nasa sta conducendo una delle pi&amp;ugrave; vaste e complesse campagne di studio sull&amp;rsquo;interazione tra i getti dei motori dei lander e la superficie lunare. Durante la discesa, infatti, un veicolo spaziale pu&amp;ograve; sollevare grandi quantit&amp;agrave; di regolite - la polvere che ricopre il suolo della Luna - rischiando di danneggiare il lander stesso, i payload, gli strumenti scientifici e, in futuro, rover e infrastrutture presenti nei pressi del sito di atterraggio.

Per affrontare questo problema, &amp;egrave; stata avviata una serie di test all&amp;rsquo;interno di una gigantesca camera a vuoto sferica, una delle poche strutture al mondo in grado di simulare le condizioni lunari. Qui gli ingegneri testeranno due sistemi di propulsione, sparandoli in un contenitore pieno di regolite simulata. Entrambi i sistemi generano spinte ridotte, ma sufficienti a replicare il comportamento fisico dei motori durante un allunaggio. Ogni test, della durata di qualche secondo, verr&amp;agrave; registrato da una batteria di strumenti e telecamere ad alta velocit&amp;agrave;, simili a quelle usate per osservare l&amp;rsquo;atterraggio del lander Blue Ghost di Firefly Aerospace e permetter&amp;agrave; di analizzare la formazione del cratere, il movimento delle particelle espulse e il comportamento del getto del motore a varie altezze.

Oltre a garantire la sicurezza degli astronauti e l&amp;rsquo;affidabilit&amp;agrave; dei futuri lander lunari, questa campagna rappresenta anche un modello per le missioni su Marte: cambiando infatti la pressione della camera e sostituendo la regolite lunare con una che simula il suolo marziano, gli stessi test possono essere riadattati alle condizioni del Pianeta Rosso.</video:description>
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            <video:title>Tiangong: ispezionata la crepa sulla Shenzhou-20</video:title>
            <video:description>Due taikonauti della&amp;nbsp;&amp;nbsp;stazione spaziale cinese Tiangong sono usciti in attivit&amp;agrave; extraveicolare per ispezionare un finestrino della navicella Shenzhou-20, danneggiato probabilmente da un impatto con un minuscolo detrito spaziale.
Il comandante Zhang Lu e il collega Wu Fei hanno verificato da vicino l'entit&amp;agrave; del danno, assistiti dal terzo occupante della stazione Zhang Hongzhang, che dall'interno manovrava il braccio robotico, e dai controllori della missione a terra. L&amp;rsquo;esame ha confermato la presenza di una piccola crepa, una frattura appena visibile, ma sufficiente a rendere non sicuro il rientro della Shenzhou-20. L'agenzia spaziale cinese Cnsa infatti, per precauzione, aveva gi&amp;agrave; fatto tornare sulla Terra il precedente equipaggio con un&amp;rsquo;altra navetta e lanciato una Shenzhou senza personale, per garantire un veicolo di emergenza agli astronauti attualmente a bordo della stazione.

Oltre all&amp;rsquo;ispezione del finestrino, i taikonauti hanno svolto altre attivit&amp;agrave; di manutenzione: l&amp;rsquo;installazione di nuovi pannelli protettivi contro i detriti e la sostituzione di componenti del sistema di controllo termico della stazione. Operazioni generalmente considerate di routine nelle missioni Tiangong, ma che assumono particolare importanza in questo periodo, in cui la struttura orbitale &amp;egrave; oggetto di continui aggiornamenti e ampliamenti. L'occasione ha dato anche modo agli ingegneri cinesi di testare&amp;nbsp;&amp;nbsp;ulteriormente la nuova versione migliorata delle tute spaziali extraveicolari 'Feitian'.

L&amp;rsquo;equipaggio della Shenzhou-21 rester&amp;agrave; in orbita per circa sei mesi, il passaggio di consegne al prossimo team &amp;egrave; previsto per la primavera del 2026. Nel frattempo, la Cina sta accelerando la produzione dei futuri veicoli Shenzhou, affinch&amp;eacute; ci sia sempre una navetta di emergenza attraccata alla stazione spaziale e pronta al lancio. La Tiangong sar&amp;agrave; abitata in modo permanente per almeno un decennio e nei prossimi anni dovrebbe accogliere nuovi moduli. Intorno al 2026-2027 sar&amp;agrave; raggiunta anche dal telescopio spaziale Xuntian, che potr&amp;agrave; attraccare alla stazione per manutenzioni e aggiornamenti, aprendo una nuova fase operativa del programma spaziale cinese.

&amp;nbsp;

CREDITS: Cnsa. CcTv
MUSIC: Future Worlds Space Theme: Geoff Harvey</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-10</video:publication_date>
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            <video:title>Il lampo di raggi gamma più lungo</video:title>
            <video:description>Gli astronomi hanno osservato il lampo di raggi gamma&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; lungo mai registrato: una potente emissione, evento chiamato Grb 250702B, che si &amp;egrave; protratta per alcuni giorni, piuttosto che qualche minuto come usuale in questi fenomeni.
I lampi di raggi gamma sono tra le esplosioni pi&amp;ugrave; potenti dell'Universo, seconde solo al Big Bang.
Il pi&amp;ugrave; lungo di sempre &amp;egrave; stato individuato per la prima volta dal telescopio spaziale Fermi della Nasa a luglio; la comunit&amp;agrave; scientifica si &amp;egrave; poi subito attivata per studiare l&amp;rsquo;evolversi di queste emissioni estremamente luminose. L&amp;rsquo;evento &amp;egrave; stato osservato a diverse lunghezze d&amp;rsquo;onda tramite telescopi terrestri e spaziali: il Very Large Telescope (Vlt) dell'Eso, gli Osservatori Gemini e il telescopio Blanco di NoirLab, il Keck, il Wendelstein, il Magellan e poi Hubble e Webb.
Le indagini, a cui hanno partecipato anche ricercatori dell&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Astrofisica, hanno stabilito che la luce proviene da un&amp;rsquo;esplosione avvenuta circa 8 miliardi di anni fa. Avvenne in una galassia lontana, che, dalla Terra, appare in direzione della Costellazione dello Scudo, nell&amp;rsquo;emisfero nord.
L&amp;rsquo;evento sarebbe avvenuto in un ambiente estremamente denso e polveroso, un dato importante per modellare la natura dei lampi di raggi gamma. Anche se al momento sono necessarie ulteriori osservazioni, le ipotesi suggeriscono che l&amp;rsquo;origine di questa emissione da record sia dovuta all&amp;rsquo;interazione tra una stella e un buco nero.
Intanto, dei circa 15mila eventi osservati da quando i lampi&amp;nbsp;di raggi gamma&amp;nbsp;furono scoperti&amp;nbsp;per la prima volta nel 1973, solo sei somigliano a Grb 250702B.

Crediti video: NoirLAB</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Ah sì? Online il primo spot TV dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana (ASI) presenta il suo&amp;nbsp;primo spot istituzionale&amp;nbsp;dedicato a raccontare ai cittadini il valore, il ruolo e l&amp;rsquo;impatto delle attivit&amp;agrave; spaziali italiane sulla vita quotidiana. Lo spot, realizzato nell&amp;rsquo;ambito delle campagne di comunicazione istituzionale, curate dal Dipartimento per l&amp;rsquo;Informazione e l&amp;rsquo;Editoria della&amp;nbsp;Presidenza del Consiglio, andr&amp;agrave; in onda sulle reti RAI televisive e radiofoniche&amp;nbsp;dal 9 al 16 dicembre&amp;nbsp;2025.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>ISF 2025, Space promotes cooperation and development in Manila</video:title>
            <video:description>We are in the heart of the Philippines, in Manila, for the seventh Ministerial meeting of the International Space Forum.&amp;nbsp;

This annual event brings together Ministers, government representatives and leaders from space agencies around the world, all united by a common goal: strengthening international cooperation and promoting sustainable development through Space.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

The event is organized by the International Astronautical Federation and the Italian Space Agency, in collaboration with PhilSA, the Philippine Space Agency.&amp;nbsp;

This year, the focus is on Southeast Asia &amp;mdash; one of the world&amp;rsquo;s most dynamic and fast-growing regions.&amp;nbsp;

The Forum aims to support emerging countries in advancing space research and technology, through three key directions:&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

* building a regional network of expertise and shared space missions;&amp;nbsp;

* developing innovative Earth Observation solutions to help respond to natural disasters, support agriculture, and protect the environment, with particular attention to archipelagos and coastal areas;&amp;nbsp;

* strengthening strategic, academic and scientific cooperation among countries in the region, harmonizing their space policies.&amp;nbsp;

This year&amp;rsquo;s Forum is also an opportunity to reaffirm Italy&amp;rsquo;s commitment to promoting an inclusive, accessible space sector, and its long-standing support for emerging countries seeking to build their own space capabilities and contribute to global progress.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco le prime immagini del nuovo satellite Sentinel-1D del programma Copernicus</video:title>
            <video:description>Il satellite Sentinel-1D di Copernicus&amp;nbsp;ha rilasciato le sue prime immagini mostrando i ghiacciai dell'Antartide,&amp;nbsp;la punta del Sud America e Brema.
Lanciato il 4 novembre e ora&amp;nbsp;in collaudo le sue prime immagini sono arrivate al Centro Spaziale di e-GEOS a Matera in tempo record: entro 50 ore dal lancio.

Sentinel-1&amp;nbsp;&amp;egrave; la prima delle 6 famiglie&amp;nbsp;di satelliti a supporto del programma Copernicus dell&amp;rsquo;Unione Europea per l&amp;rsquo;Osservazione della Terra.
Sentinel-1D sostituir&amp;agrave; a breve Sentinel-1A, capostipite del programma Copernicus&amp;nbsp;lanciato nel 2014 e seguito da Sentinel-1B, sostituito per guasto da&amp;nbsp;Sentinel-1C nel 2024.

Ogni&amp;nbsp;satellite&amp;nbsp;Sentinel-1&amp;nbsp;&amp;egrave; costruito sulla&amp;nbsp;piattaforma satellitare Prima sviluppata da Thales Alenia Space per l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.
Un radar ad apertura sintetica in banda C permette a ciascun&amp;nbsp;Sentinel-1&amp;nbsp;di fornire immagini della superficie terrestre in ogni condizione atmosferica, giorno e notte.
La missione monitora il ghiaccio artico l'attivit&amp;agrave; vulcanica, la deforestazione, il traffico marittimo, le zone sismiche e supporta i soccorsi nelle emergenze.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>Sinfonia dallo Spazio</video:title>
            <video:description>La scienza incontra l'arte, le emissioni dello spettro elettromagnetico di stelle e nebulose diventano suoni e musica, in una sinfonia che ci trasmette tutta la suggestione e il mistero del cosmo
Un progetto che attinge direttamente dalle osservazioni astronomiche: i dati della Nebulosa del Granchio e dei celebri Pilastri della Creazione, raccolti dai telescopi Chandra e James Webb,&amp;nbsp;sono stati convertiti in frequenze udibili e poi usati per una composizione musicale.

Non si tratta quindi di una classica ispirazione artistica, ma musica basata su misurazioni scientifiche reali. La suite, che non &amp;egrave; la prima nel suo genere, &amp;egrave; stata scritta dalla compositrice e cantante canadese Sophie Kastner e segue un percorso che unisce musica e universo, iniziato con un'opera basata sui dati provenienti dal Centro Galattico, il cuore della Via Lattea. I valori delle misurazioni vengono trasformati e adattati per essere inclusi in partiture che i musicisti possono eseguire, trasmettendo all'ascoltatore la sensazione di sentire la voce, il canto, dell'universo.

Il telescopio spaziale della Nasa Chandra, pur essendo in attivit&amp;agrave; da oltre venticinque anni, &amp;egrave; ancora uno degli strumenti osservativi a raggi X pi&amp;ugrave; avanzati al mondo. Il James Webb, ultimo e potentissimo gioiello tecnologico, nato dalla collaborazione tra le agenzie spaziali americana, europea e canadese, lavora invece soprattutto nell'infrarosso, acquisendo quindi dei dati completamente diversi da Chandra. Il processo che trasforma le osservazioni di questi telescopi in frequenze sonore&amp;nbsp; udibili si chiama sonificazione e, oltre all'emozione e la suggestione che provoca nell'ascoltatore, &amp;egrave; utile anche per altri aspetti, come rendere accessibili le analisi astronomiche alle persone non vedenti o facilitare l&amp;rsquo;individuazione di cicli e pattern all&amp;rsquo;interno delle emissioni.

CREDITS: Nasa, Esa, Csa, Chandra Observatory, TEDx
MUSIC: Where Parallel Lines Converge - Sophie Kastner</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-03</video:publication_date>
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            <video:title>Scoperti su Marte mini fulmini generati dalle nubi di polvere</video:title>
            <video:description>
Il microfono del Perseverance di Nasa ha rilevato le prove dei primi fulmini scoperti su un pianeta roccioso diverso dalla Terra

Anche nell&amp;rsquo;atmosfera marziana c&amp;rsquo;&amp;egrave; dell&amp;rsquo;elettricit&amp;agrave;, dovuta per&amp;ograve; alla polvere. Perseverance ha scoperto per la prima volta dei mini fulmini sul Pianeta Rosso, rilevando a pochi metri di distanza 55 leggere scariche elettriche provocate dalle tempeste di polvere. Questi eventi elettrici, che hanno una carica simile a un comune scacciamosche elettrico, sono i primi fulmini scoperti su un pianeta roccioso diverso dalla Terra.

A&amp;nbsp;differenza di quelli terrestri, questi mini fulmini sono per&amp;ograve; generati dalla collisione di granelli di polvere presenti nell&amp;rsquo;atmosfera dopo le tempeste marzianene sono pi&amp;ugrave; simili alle scosse elettrostatiche che si prendono sfregando un maglioncino con una mano. Le prove di queste scariche elettriche nell&amp;rsquo;atmosfera marziana sono state raccolte dallo strumento pi&amp;ugrave; inaspettato, il microfono di Perseverance, e scovate da un team di ricercatori esaminando 28 ore di registrazioni audio effettuate nell'arco di due anni marziani. Il rover ha registrato col microfono il rumore di 55 eventi elettrici. Il pi&amp;ugrave; lontano si &amp;egrave; verificato a meno di due metri di distanza dal robot.

Tutti questi eventi, tranne uno, si sono manifestati durante il 30% dei venti pi&amp;ugrave; forti rilevati da Perseverance nelle 29 ore di registrazione, mostrando cos&amp;igrave; il collegamento tra le scariche e i vortici localizzati in grado di sollevare la polvere nell'aria. Queste rilevazioni forniscono ora dati quantitativi sull'energia delle scariche, permettendo una migliore progettazione delle protezioni per le tecnologie di missioni robotiche future destinate a Marte. La scoperta introduce nuovi vincoli sulle tute spaziali necessarie per gli equipaggi interplanetari.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-02</video:publication_date>
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            <video:title>Danneggiata la piattaforma di lancio dei razzi Soyuz</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;agenzia spaziale russa Roscosmos ha comunicato che dopo il lancio del nuovo equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale, la rampa di lancio ha subito dei danni.
La notizia ha quindi sollevato interrogativi sui tempi di riutilizzo della struttura poich&amp;eacute; il Sito 31/6 di Bajkonur &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica piattaforma di Roscosmos attualmente in grado di sostenere lanci verso la Stazione Spaziale.
Il 27 novembre, dal cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan, &amp;egrave; partita la missione Soyuz MS-28 che trasportava due cosmonauti russi e un&amp;rsquo;astronauta americano.
Roscosmos, dopo l&amp;rsquo;attracco e l&amp;rsquo;ingresso dell&amp;rsquo;equipaggio a bordo della Stazione Spaziale, ha pubblicato un comunicato: durante la consueta ispezione alla piattaforma di lancio, che avviene dopo ogni decollo, &amp;ldquo;sono stati identificati danni a diversi componenti della rampa&amp;rdquo;.
L&amp;rsquo;agenzia ha comunque sottolineato che &amp;ldquo;tutte le parti di ricambio necessarie sono disponibili per la riparazione&amp;rdquo; e che &amp;ldquo;il danno verr&amp;agrave; riparato a breve&amp;rdquo;.
Le condizioni della rampa sono attualmente in fase di valutazione, ma resta il dubbio sui tempi di ripristino. Il 20 dicembre era gi&amp;agrave; un programma un lancio carico di rifornimenti.

Crediti video: Roscosmos, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>Episodio 4: “Quanto Spazio c’è nella tua giornata"?</video:title>
            <video:description>Il Trasferimento Tecnologico: Dallo Spazio alla Terra e Viceversa

Lo spazio non &amp;egrave; solo una frontiera per l&amp;rsquo;esplorazione dell'universo, ma anche un incubatore di invenzioni che, da decenni, alimentano l'innovazione in numerosi settori terrestri. Sebbene le missioni spaziali siano sempre state sinonimo di avanzamento tecnologico, molti dei progressi sviluppati per le esigenze dell'esplorazione spaziale hanno avuto un impatto diretto sulla vita quotidiana, spesso senza che ce ne rendessimo conto. Dalla fotocamera dello smartphone ai sistemi di sicurezza antincendio, dalle tute ignifughe ai materiali a memoria di forma, molte delle invenzioni che oggi diamo per scontate sono il frutto di tecnologie sviluppate per lo spazio.

La fotocamera dello smartphone: La rivoluzione iniziata negli anni '60

Negli anni '60, mentre la NASA si preparava a inviare l'uomo sulla Luna, un ingegnere del Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, Eugene Lally, propose per la prima volta l'uso di sensori a mosaico per convertire la luce in impulsi elettrici, un'idea che sarebbe diventata fondamentale per la produzione di immagini digitali. La tecnologia che Lally immagin&amp;ograve;, il sensore CMOS (Complementary Metal-Oxide-Semiconductor), venne perfezionata nei decenni successivi, e nel 1963 la NASA progett&amp;ograve; questo sensore per analizzare immagini planetarie. Oggi, il CMOS &amp;egrave; il cuore di ogni fotocamera digitale, e lo troviamo in ogni smartphone. Questo sensore, che un tempo serviva per analizzare le immagini di pianeti lontani, &amp;egrave; diventato un elemento essenziale nelle nostre vite quotidiane, permettendoci di scattare foto di qualit&amp;agrave; straordinaria, girare video in 8K e fare streaming sui social in tempo reale.

Invenzioni spaziali che hanno trasformato la medicina

Le applicazioni della tecnologia spaziale non si limitano al mondo della fotografia. Il trasferimento tecnologico dallo spazio alla Terra ha avuto anche un impatto profondo in campo medico. Tecnologie sviluppate per le missioni spaziali hanno migliorato la diagnosi e il trattamento delle malattie. Le protesi, le ossa sintetiche, gli impianti dentali e i sistemi diagnostici per immagini, come la TAC, sono solo alcune delle innovazioni che hanno trovato la loro applicazione in medicina grazie alla ricerca spaziale. Questi dispositivi, che oggi sono standard nelle cliniche di tutto il mondo, sono nati dall&amp;rsquo;esigenza di creare soluzioni per astronauti che affrontano condizioni fisiche estreme nello spazio, come l'assenza di gravit&amp;agrave;.

Il trasferimento tecnologico va in entrambe le direzioni

Il trasferimento tecnologico non &amp;egrave; per&amp;ograve; un processo unidirezionale. Mentre la Terra beneficia delle scoperte spaziali, l'industria spaziale attinge anche alle tecnologie terrestri per rispondere alle proprie necessit&amp;agrave;. In questo scambio reciproco, l'Italia gioca un ruolo fondamentale. Alcune delle aziende italiane pi&amp;ugrave; innovative sono coinvolte direttamente nelle missioni spaziali, portando le loro competenze in vari settori, dal design alla sicurezza.

Un caso emblematico &amp;egrave; la tuta spaziale progettata da Prada per il ritorno dell&amp;rsquo;uomo sulla Luna, nell'ambito del programma Artemis. Questa tuta, chiamata AxEMU (Axiom Extravehicular Mobility Unit) e sviluppata in collaborazione con Axiom Space, &amp;egrave; un esempio di come l'innovazione tecnologica, il design e la funzionalit&amp;agrave; possano combinarsi in un progetto che va oltre l&amp;rsquo;aspetto estetico. La ricerca tecnologica applicata alla sicurezza spaziale &amp;egrave; al centro anche del progetto della Dainese. L'azienda, famosa per l'abbigliamento protettivo per sport estremi, ha creato la Skinsuit, una tuta progettata per contrastare l&amp;rsquo;allungamento della colonna vertebrale degli astronauti durante le lunghe missioni spaziali, mantenendo la loro salute fisica.

L'Italia nello spazio: Dall&amp;rsquo;alta velocit&amp;agrave; alla Stazione Spaziale Internazionale

Altre aziende italiane, come Sabelt e Dallara, sono coinvolte in progetti spaziali. Sabelt, nota per la sua esperienza nelle cinture di sicurezza per la Formula 1, ha sviluppato reti di contenimento per il veicolo Cygnus, un modulo di rifornimento automatico senza equipaggio che trasporta rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il know-how di Dallara nel settore automobilistico &amp;egrave; stato invece applicato per produrre componenti di razzi Falcon 9 per SpaceX. Questi esempi evidenziano come competenze avanzate nel design e nella tecnologia di alta precisione, nate per la Formula 1, possano essere adattate per missioni spaziali, migliorando la sicurezza e l'efficienza dei veicoli spaziali.

Senza lo Spazio, esisterebbero?

Senza le sfide imposte dallo spazio, molte delle tecnologie che oggi usiamo ogni giorno non esisterebbero. Le fotocamere digitali che utilizziamo per immortalare momenti speciali o le tecnologie mediche che salvano vite sono il risultato di decenni di ricerca per garantire il successo delle missioni spaziali. L'innovazione spaziale ha anche creato una rete invisibile di collaborazioni e scambi tra settori, che alimentano un ciclo continuo di progresso. Questo ponte tecnologico, che collega la Terra allo spazio, &amp;egrave; fondamentale per la nostra vita quotidiana e per rendere lo spazio sempre pi&amp;ugrave; abitabile.

Il trasferimento tecnologico tra la Terra e lo spazio non &amp;egrave; solo un fenomeno tecnologico, ma un processo che ha un impatto diretto sul nostro benessere. In questo scambio continuo, le scoperte spaziali continuano a trasformare la nostra vita quotidiana, e le soluzioni terrestri sono fondamentali per affrontare le sfide dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale, creando un sistema virtuoso che rafforza e arricchisce entrambi i mondi.</video:description>
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            <video:title>Dalla ministeriale Esa poco più di 22 miliardi di euro per il futuro dello spazio europeo</video:title>
            <video:description>Il 26 e 27 novembre 2025si &amp;egrave; tenuto a Brema, in Germania, il Consiglio ministeriale (CM25) dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea.

I paesi membri hanno definito i loro impegni finanziari per Esa per poco pi&amp;ugrave;&amp;nbsp;di 22 miliardi di euro da investire nel triennio 2026/2028.

Questo finanziamento record mira a una maggiore competitiva dello spazio europeo e a garantire la&amp;nbsp;sovranit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;autonomia europea.

Tra i settori pi&amp;ugrave; finanziati quello del trasporto spaziale, il programma scientifico, l&amp;rsquo;osservazione della Terra e l&amp;rsquo;esplorazione umana e robotica.

Tra i primi tre contributori di Esa, dall&amp;rsquo;Italia arrivano 3,5 miliardi di euro incrementando di 500 milioni di euro l&amp;rsquo;impegno del triennio precedente.

Durante CM25 sono state scelte anche le nazionalit&amp;agrave; dei tre astronauti europei per le prossime missioni lunari: saranno un&amp;nbsp;italiano, un&amp;nbsp;francese&amp;nbsp;e un&amp;nbsp;tedesco.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Tra le ali luminose della Nebulosa Farfalla</video:title>
            <video:description>Per celebrare i 25 anni dell&amp;rsquo;Osservatorio Internazionale Gemini, il telescopio Gemini South, situato sull&amp;rsquo;imponente Cerro Pach&amp;oacute;n in Cile, ha catturato una nuova e straordinaria immagine della nebulosa planetaria Ngc&amp;nbsp;6302, meglio nota come Nebulosa Farfalla.

Questo oggetto celeste si trova a oltre 3mila anni luce dalla Terra nella costellazione dello Scorpione. A rendere unica la nebulosa &amp;egrave; la sua struttura, composta da due regioni opposte e simmetriche di gas incandescente che ricordano le ali di una farfalla in volo. Nell&amp;rsquo;immagine il rosso brillante rivela il bagliore dell&amp;rsquo;idrogeno ionizzato, mentre il blu intenso indica le aree ricche di ossigeno.

Al centro della nebulosa giace la responsabile di questo spettacolo cosmico: una stella morente, oggi una delle nane bianche pi&amp;ugrave; calde conosciute, con una temperatura superficiale superiore ai 250mila gradi centigradi. Migliaia di anni fa, quando era una gigante rossa mille volte pi&amp;ugrave; grande del Sole, questa stella ha espulso i suoi strati esterni di gas, iniziando a scolpire la caratteristica forma a farfalla.

Le potenti raffiche di vento stellare hanno poi ha squarciato le &amp;ldquo;ali&amp;rdquo; a pi&amp;ugrave; di tre milioni di chilometri orari, creando vaste distese di creste e pilastri di gas.

Ora, come nana bianca, la stella emette un&amp;rsquo;intensa radiazione che sta scaldando le &amp;ldquo;ali&amp;rdquo; di Ngc&amp;nbsp;6302 a oltre 20mila gradi centigradi. Elementi come idrogeno, ossigeno, azoto, zolfo e ferro - espulsi durante questa drammatica fase finale - contribuiranno a formare la prossima generazione di stelle e pianeti.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-27</video:publication_date>
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            <video:title>Prove di resistenza per il Nancy Grace Roman</video:title>
            <video:description>La costruzione del nuovo e potente strumento osservativo della Nasa, il telescopio spaziale Nancy Grace Roman, &amp;egrave; quasi ultimata. Nei mesi passati, le sue principali strutture sono state sottoposte a una serie di test ambientali, progettati per riprodurre le condizioni critiche del lancio e del vuoto spaziale.
Nelle settimane scorse, la sezione esterna del telescopio,&amp;nbsp; che comprende il barilotto, il coperchio dell&amp;rsquo;apertura e i pannelli solari di volo, ha affrontato dei test per le vibrazioni e prove acustiche, utilizzando una camera dedicata. Durante le prove, dei generatori acustici hanno riprodotto il livello di pressione sonora sviluppato da un razzo in fase di decollo, raggiungendo 138 decibel. Una serie di sensori distribuiti sulla struttura ha registrato in dettaglio la risposta meccanica del telescopio a queste sollecitazioni, permettendo agli ingegneri di confermare che l&amp;rsquo;hardware pu&amp;ograve; sostenere il profilo di lancio previsto.

Parallelamente, la sezione interna, che contiene il cuore scientifico della missione, composto dal telescopio, dagli strumenti di bordo e dalle componenti strutturali, ha superato un test di termovuoto durato 65 giorni. Il telescopio &amp;egrave; stato esposto a temperature estreme e condizioni di vuoto paragonabili a quelle dello spazio profondo, mentre gli ingegneri monitoravano la stabilit&amp;agrave; delle ottiche, l&amp;rsquo;elettronica e il comportamento termico delle apparecchiature, verificando che tutti i sottosistemi funzionassero in modo integrato.

Il superamento di questi test consente di procedere alla fase finale, prevista entro la fine dell'anno, nella quale le due sezioni principali del Roman verranno unite a completamento del telescopio. Successivamente, la missione verr&amp;agrave; trasferita al Kennedy Space Center per avviare le operazioni di lancio, programmate tra il 2026 e il 2027.

Il Nancy Grace Roman Space Telescope sar&amp;agrave; il nuovo strumento che la Nasa ha progettato per ampliare la nostra capacit&amp;agrave; di mappare il cosmo e fornire una visione pi&amp;ugrave; ampia e profonda dell&amp;rsquo;Universo. Una volta in orbita, porter&amp;agrave; il suo contributo su alcuni temi centrali dell&amp;rsquo;astrofisica contemporanea: l&amp;rsquo;espansione accelerata dell&amp;rsquo;Universo, la natura dell&amp;rsquo;energia oscura, la ricerca e la caratterizzazione di pianeti al di fuori del Sistema Solare e lo studio su larga scala della struttura cosmica.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-26</video:publication_date>
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            <video:title>Tiangong, conclusa la sua prima emergenza operativa</video:title>
            <video:description>La stazione spaziale cinese Tiangong&amp;nbsp;ha&amp;nbsp;nuovamente un modulo di rientro integro per i taikonauti a bordo.&amp;nbsp;Oggi,&amp;nbsp;25 novembre,&amp;nbsp;la navicella&amp;nbsp;Shenzhou 22&amp;nbsp;&amp;egrave; partita&amp;nbsp;senza equipaggio dalla base di lancio di Jiuquan​&amp;nbsp;e si &amp;egrave; agganciata a Tiangong poco pi&amp;ugrave; di 3,5 ore dopo il decollo.
Il suo arrivo conclude cos&amp;igrave; la&amp;nbsp;prima emergenza operativa dell'avamposto orbitale cinese&amp;nbsp;che durava da 20 giorni.
A inizio novembre,&amp;nbsp;la navicella Shenzhou 20&amp;nbsp;attraccata a Tiangong era stata, infatti, dichiarata inagibile a&amp;nbsp;causa di una crepa nel finestrino provocata da un detrito spaziale, e non ha potuto&amp;nbsp;&amp;nbsp;riportare&amp;nbsp;il suo equipaggio a Terra dopo i sei mesi di permanenza.
Sulla stazione si &amp;egrave; quindi prolungata&amp;nbsp;la convivenza dell&amp;rsquo;equipaggio Shenzhou 20 con i takonauti di Shenzhou 21, saliti a bordo il 31 ottobre per dare il cambio.
In attesa delle valutazioni finali sul danno, i due equipaggi hanno lavorato insieme&amp;nbsp;dimostrando cos&amp;igrave; la capacit&amp;agrave; di Tiangong di sostenere, in emergenza, la presenza di 6 persone invece di tre. Tuttavia, il 14 novembre, i taikonauti di Shenzhou 20&amp;nbsp;sono&amp;nbsp;rientrati&amp;nbsp;con Shenzhou 21, la navicella del nuovo equipaggio, lasciando la Tiangong priva di una scialuppa di salvataggio&amp;nbsp;utilizzabile fino a oggi.
I funzionari dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale cinese (Cnsa) hanno spiegato che&amp;nbsp;Shenzhou 20, anche se danneggiata, rimarr&amp;agrave; in orbita per ospitare alcuni esperimenti, ma partir&amp;agrave; prima dell'arrivo di Shenzhou 23 per liberare l&amp;rsquo;attracco.
L&amp;rsquo;evenienza che degli astronauti possano rimanere &amp;lsquo;bloccati&amp;rsquo; nello spazio, cos&amp;igrave; come avvenne anche per l&amp;rsquo;equipaggio di Starliner sulla Stazione Spaziale Internazionale, sta accendendo un dibattito sulla possibilit&amp;agrave; di creare un &amp;lsquo;servizio di soccorso spaziale&amp;rsquo;, disponibile per gli astronauti in difficolt&amp;agrave; indipendentemente dal Paese di provenienza.

Crediti video: China Central Television</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-25</video:publication_date>
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            <video:title>Quale sarà il futuro della Stazione spaziale internazionale?</video:title>
            <video:description>Con i venticinque anni della Iss, si celebra anche un quarto di secolo di presenza umana continua nello spazio. Ma il futuro si avvicina: con il ritiro della Stazione spaziale internazionale previsto dopo il 2030, una nuova generazione di stazioni private commerciali si prepara a prendere il testimone della casa orbitante, che precipiter&amp;agrave; con un rientro controllato in atmosfera</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-24</video:publication_date>
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            <video:title>Il Modulo di servizio europeo Esm-4 verso Artemis 4 con l’Italia protagonista</video:title>
            <video:description>Il programma Artemis ha compiuto un nuovo importante passo verso il ritorno dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; sulla Luna con l&amp;rsquo;Italia e l&amp;rsquo;Europa protagoniste.
Il Modulo di servizio europeo&amp;nbsp;numero 4 destinato alla navicella Orion della Nasa ha completato con successo l&amp;rsquo;integrazione presso gli stabilimenti di Airbus a Brema.

La struttura, il sistema di controllo termico e le principali capacit&amp;agrave; di supporto alla vita del modulo Esm-4 sono state fornite dagli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space. L&amp;rsquo;Italia contribuisce anche con Leonardo azienda che fornisce i pannelli fotovoltaici e le unit&amp;agrave; di controllo e distribuzione della potenza per i moduli Esm dall&amp;rsquo;1 al 6.

Il modulo Esm-4 dovr&amp;agrave; essere ora spedito al Kennedy Space Center&amp;nbsp;di Nasa in Florida dove verr&amp;agrave; assemblato alla capsula Orion per il lancio di Artemis 4 previsto nel 2028. Artemis 4 consegner&amp;agrave; il modulo abitativo Lunar I-Hab alla stazione Lunar Gateway agganciandolo al primo modulo Halo e porter&amp;agrave; il primo equipaggio sulla stazione.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-21</video:publication_date>
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            <video:title>Orbit Orbit, intervista a Caparezza</video:title>
            <video:description>Quattro anni dopo Exuvia, Caparezza &amp;egrave; tornato con un nuovo album: "Orbit Orbit", uscito &amp;ndash; insieme al fumetto omonimo &amp;ndash; lo scorso 31 ottobre. Questa volta la penna dell'artista ha disegnato mondi, tracciato orbite e colorato l&amp;rsquo;universo, riempiendolo con l'immaginazione. La sua esplorazione, del cosmo ma anche interiore, si snoda lungo 14 tracce dense di citazioni e riferimenti astronomici. A guidare l'intero percorso &amp;egrave; la curiosit&amp;agrave;, che diventa motore del viaggio e bussola narrativa, nonch&amp;eacute; inno alla conoscenza come risorsa dell'umanit&amp;agrave;.
Adesso, dell&amp;rsquo;universo di Orbit Orbit ce ne parla chi l&amp;rsquo;ha creato. Guarda l&amp;rsquo;intervista a Caparezza.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-20</video:publication_date>
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            <video:title>Il Webb vede la luce delle prime stelle</video:title>
            <video:description>Sono decenni che gli astronomi scandagliano le zone pi&amp;ugrave; remote dello Spazio a caccia delle primissime stelle nate nell'Universo, senza averne mai osservata direttamente una. Secondo i modelli teorici,&amp;nbsp; questi corpi primordiali dalle dimensioni mastodontiche, composti quasi totalmente da idrogeno, dovrebbero essersi accesi gi&amp;agrave; duecento milioni di anni dopo il Big Bang, illuminando il cosmo dopo una lunga era dominata dal buio. Di recente per&amp;ograve;, analizzando le scansioni fatte dal telescopio spaziale James Webb a una galassia lontanissima chiamata Lap1-B, gli scienziati potrebbero finalmente aver ottenuto il tanto agognato trofeo.

La luce emessa da Lap1-B ha viaggiato per 13 miliardi di anni prima di raggiungerci, il che significa che il Webb l'ha osservata com&amp;rsquo;era circa 800 milioni di anni dopo il Big Bang. Gli strumenti del telescopio, pur essendo tra i pi&amp;ugrave; potenti mai realizzati, non sarebbero mai riusciti a vederla&amp;nbsp; senza l'aiuto di un fenomeno fisico previsto dalla relativit&amp;agrave; generale di Einstein, chiamato 'lente gravitazionale', prodotto da un grande ammasso di galassie situato circa 4,3 miliardi di anni luce tra il Webb e Lap1-b, che ha funzionato come una sorta di lente naturale, amplificando la luce giunta a noi di ben cento volte.

Lap1-B &amp;egrave; apparsa al James Webb com'era in un momento cruciale della storia cosmica: l&amp;rsquo;epoca della reionizzazione, quella in cui le prime stelle e galassie stavano trasformando il gas neutro dell&amp;rsquo;universo in plasma ionizzato, segnando la fine delle cosiddetta 'et&amp;agrave; oscura'.
Le prime stelle nate nell'Universo, che vengono classificate come 'Popolazione III', si sono formate aggregando i pochi elementi chimici allora disponibili: idrogeno e un po' di elio. La presenza di elementi pi&amp;ugrave; pesanti era quasi nulla, una caratteristica che le rende molto diverse dalle stelle moderne, permettendogli di raggiungere masse enormi, anche cento volte quella del Sole.

Dato che il gas circostante Lap1-B contiene pochissime tracce di elementi pesanti, e i gruppi stellari osservati sembrano avere masse complessive circa mille volte quelle solari, gli scienziati pensano che questa galassia contenga numerose stelle di Popolazione III.
La scoperta, che potrebbe dimostrare finalmente la correttezza dei modelli teorici,&amp;nbsp; ci indica anche che le lenti gravitazionali sono uno strumento chiave per trovare altre stelle di Popolazione III, scrutando gli albori del Cosmo. Il passo successivo sar&amp;agrave; realizzare simulazioni pi&amp;ugrave; dettagliate per capire il percorso evolutivo di queste stelle e attraverso quali processi hanno lasciato il posto alla generazione successiva.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa Goddard, Esa, Csa, Eso, STScl
MUSIC: Beyond The Universe - Crab_Audi</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-19</video:publication_date>
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            <video:title>La traiettoria di 3I/Atlas ‘misurata’ da Marte</video:title>
            <video:description>Arriva da Esa la stima pi&amp;ugrave; precisa della traiettoria della cometa interstellare 3I/Atlas, e questo grazie alla sonda ExoMars Trace Gas Orbiter (Tgo) in orbita attorno a Marte.
Da quando &amp;egrave; stata scoperta a luglio, 3I/Atlas&amp;nbsp;&amp;egrave; osservata dai telescopi terrestri mentre attraversa rapidamente il Sistema Solare, cercando di&amp;nbsp;determinarne con esattezza il percorso prima che sparisca nello spazio.
Ai primi di ottobre ecco la grande occasione: la cometa &amp;egrave; passata a soli 29 milioni di chilometri da Marte,&amp;nbsp;mentre alla Terra non si avviciner&amp;agrave; a pi&amp;ugrave; di 270&amp;nbsp;milioni di chilometri.
Esa ha dunque deciso di cambiare l&amp;rsquo;angolazione della telecamera CaSsis (Colour and Stereo Scientific Imaging System) dell&amp;rsquo;orbiter di ExoMars, realizzata con il contributo dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana; puntandola non pi&amp;ugrave; verso la superficie marziana ma in direzione della cometa,&amp;nbsp;CaSsis&amp;nbsp;ha fornito osservazioni pi&amp;ugrave; dettagliate rispetto a quelle terrestri.&amp;nbsp;
Combinando i dati di ExoMars con i dati dei telescopi terrestri, &amp;egrave; arrivata cos&amp;igrave; una previsione della traiettoria della cometa dieci volte pi&amp;ugrave; precisa delle stime precedenti.
Anche se non rappresenta una minaccia per la Terra, 3I/Atlas &amp;egrave; un ottimo banco di prova per calcolare con precisione le orbite di oggetti potenzialmente pericolosi con il supporto di missioni interplanetarie.

Crediti video: Esa, Nasa, NoirLab</video:description>
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            <video:title>Cambiamento climatico, Sentinel-6B in orbita</video:title>
            <video:description>I controllori della missione Sentinel-6B, del programma Copernicus di Osservazione della Terra, hanno gi&amp;agrave; ricevuto l&amp;rsquo;acquisizione completa del segnale a poco meno di 2 ore dal lancio.
Il satellite &amp;egrave; partito stamattina, 17 novembre alle 6:21 ora italiana, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX della base di Vandenberg in California.
Sentinel-6B avr&amp;agrave; il compito di monitorare i livelli del mare, misurare le condizioni del vento e delle onde e migliorare le previsioni meteorologiche a breve e lungo termine.
Il nuovo satellite affiancher&amp;agrave; il suo gemello Sentinel-6, lanciato nel 2020 e dedicato all&amp;rsquo;oceanografo della Nasa Michael Freilich. Dopo una calibrazione incrociata tra i due strumenti, Sentinel-6B rimarr&amp;agrave; in orbita fino al 2030. Il suo strumento principale &amp;egrave; l'altimetro radar a doppia frequenza (banda C e banda Ku) Poseidon-4, sviluppato dall'Esa, supportato da un radiometro a microonde avanzato fornito dalla Nasa.
Secondo i dati di Copernicus, negli ultimi 25 anni, l'altezza media degli oceani &amp;egrave; aumentata di quasi 10 centimetri. Il monitoraggio dell'innalzamento del livello del mare &amp;egrave; diventato, dunque, una priorit&amp;agrave; globale e Sentinel-6 &amp;egrave; diventata la missione di riferimento per il rilevamento di questo effetto chiave del cambiamento climatico; la nuova 'sentinella' si inserisce nel solco di una lunga tradizione di satelliti&amp;nbsp;che, da oltre 30 anni, osserva ininterrottamente l&amp;rsquo;oceano attraverso altimetri radar ad alta precisione.
La missione &amp;egrave; frutto della cooperazione tra Commissione Europea, Esa, Nasa, Eumetsat (Organizzazione europea per l'esercizio dei satelliti meteorologici) e il supporto delle agenzie governative statunitense e francese Noaa (Amministrazione nazionale per l'oceano e l'atmosfera) e Cnes (Centro nazionale di studi spaziali).

Crediti video: Esa, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-17</video:publication_date>
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            <video:title>Episodio 3: L'Italia nel Sistema Solare</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Italia nello Spazio: dove siamo arrivati e perch&amp;eacute; ci andiamo

L&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; uno dei principali contributori alla ricerca e all&amp;rsquo;esplorazione spaziale. Da decenni, sonde e strumenti italiani esplorano pianeti, lune, comete e regioni estreme dell&amp;rsquo;eliosfera, contribuendo a importanti scoperte scientifiche. Ma perch&amp;eacute; continuiamo a spingerci oltre la Terra? E quali obiettivi stiamo davvero perseguendo?

Le ragioni sono molteplici e intrecciate tra loro.
Andiamo nello Spazio per cercare risposte fondamentali: come si &amp;egrave; formato il Sistema Solare? Come si &amp;egrave; evoluta la vita? Pu&amp;ograve; esistere altrove? Ogni missione aggiunge un tassello alla comprensione delle origini e del funzionamento del nostro ambiente cosmico.

Andiamo nello Spazio anche per prepararci a vivere fuori dal nostro pianeta, sviluppando conoscenze e competenze necessarie a immaginare futuri insediamenti lunari o marziani.

C&amp;rsquo;&amp;egrave; poi un motivo molto pratico: ci&amp;ograve; che progettiamo e testiamo nello Spazio &amp;mdash; strumenti, materiali, algoritmi, soluzioni di automazione &amp;mdash; rientra sulla Terra sotto forma di innovazioni che migliorano la nostra vita quotidiana.

E, ancora, c&amp;rsquo;&amp;egrave; un valore strategico essenziale: la ricerca spaziale rafforza le capacit&amp;agrave; tecnologiche del Paese. Lavorare su missioni complesse significa costruire competenze avanzate in robotica, miniaturizzazione, intelligenza artificiale, sistemi di navigazione e materiali all&amp;rsquo;avanguardia, che rendono il sistema industriale italiano pi&amp;ugrave; competitivo, resiliente e proiettato al futuro.

Dal Sole a Giove: missioni con tecnologia italiana

La presenza italiana nello Spazio &amp;egrave; concreta e riconosciuta a livello internazionale. Dal 1964, anno del primo lancio italiano, il nostro Paese &amp;egrave; a bordo delle missioni pi&amp;ugrave; ambiziose di ASI, NASA ed ESA. Oltre trenta missioni internazionali includono tecnologie, componenti e leadership scientifica made in Italy.

Con Mars Express abbiamo individuato un possibile lago sotterraneo di acqua liquida su Marte, mentre con Rosetta l&amp;rsquo;Europa &amp;mdash; e l&amp;rsquo;Italia con essa &amp;mdash; ha realizzato l&amp;rsquo;impresa storica di atterrare su una cometa. La missione Cassini ha rivoluzionato la nostra comprensione di Saturno e dei suoi anelli.

Con Solar Orbiter stiamo studiando da vicino il Sole, mentre Juice &amp;egrave; in viaggio verso le lune ghiacciate di Giove, potenziali custodi di oceani sotterranei. BepiColombo, invece, sta affrontando il percorso complesso che porter&amp;agrave; la sonda a svelare i segreti di Mercurio.

Con LiciaCUBE a bordo della missione NASA DART, abbiamo catturato le immagini del primo impatto di una sonda su un asteroide, un passo fondamentale per studiare e sviluppare tecniche di protezione planetaria.

Costruire lo Spazio: dalla ISS al ritorno sulla Luna

L&amp;rsquo;Italia non esplora soltanto: costruisce lo Spazio.
Circa la met&amp;agrave; degli ambienti abitabili del segmento occidentale della ISS nasce proprio in Italia. E oggi l&amp;rsquo;industria spaziale italiana sta contribuendo ai moduli del Lunar Gateway, la nuova stazione che orbiter&amp;agrave; attorno alla Luna, e sta realizzando in collaborazione con la NASA il primo modulo che accoglier&amp;agrave; i primi astronauti sulla Luna che torneranno a camminare sul nostro satellite.

Il pianeta rosso &amp;egrave; il passo successivo. Esperimenti italiani dedicati allo studio della vita in condizioni estreme voleranno a bordo della prima missione Starship diretta verso Marte. La missione ExoMars, inoltre, perforer&amp;agrave; il suolo marziano grazie a un trapano estrattore italiano, alla ricerca di tracce di vita custodite sotto la superficie.

Lo Spazio che torna sulla Terra

Le missioni spaziali sono motori di innovazione e sviluppo. Il loro impatto non si limita ai risultati scientifici: alimentano una rete viva di aziende, universit&amp;agrave;, startup e centri di ricerca che costituisce il cuore del sistema spazio Italia.

E tutto ci&amp;ograve; che impariamo lass&amp;ugrave; torna quaggi&amp;ugrave;: tecnologie per la medicina, strumenti per monitorare l&amp;rsquo;ambiente, sistemi di comunicazione pi&amp;ugrave; efficienti, materiali pi&amp;ugrave; resistenti e leggeri.

Nel prossimo episodio parleremo proprio di questo: quanto Spazio c&amp;rsquo;&amp;egrave; nella nostra vita quotidiana, spesso senza che ce ne rendiamo conto.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-17</video:publication_date>
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            <video:title>Pronto il terzo satellite di seconda generazione di Cosmo-Skymed</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Italia saluta Cosmo-SkyMed. Il terzo satellite di seconda generazione &amp;ndash; Flight Model 3 &amp;egrave; pronto per partire verso Vandenberg, in California, per essere lanciato in orbita e aggiungersi al resto della costellazione radar Cosmo-SkyMed, programma di osservazione della Terra dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa.

A bordo, una serie di innovazioni tecnologiche che aumentano precisione, flessibilit&amp;agrave; ed efficienza del sistema.

Il satellite FM3, dotato di una antenna radar di nuova generazione, &amp;egrave; capace di orientarsi in modo dinamico e acquisire aree diverse con maggiore rapidit&amp;agrave; in risposta alle emergenze.

Altra novit&amp;agrave;, il Laser Retroreflector Array (Cora-S), sviluppato dall&amp;rsquo;Infn, che consentir&amp;agrave; di determinare la posizione del satellite con accuratezza millimetrica.

Il sistema, realizzato grazie alla collaborazione di Thales Alenia Space, Telespazio, e-Geos e Leonardo, potenzia la capacit&amp;agrave; nazionali nell&amp;rsquo;Osservazione della Terra, offrendo immagini radar ancora pi&amp;ugrave; versatili a supporto di ricerca scientifica, sicurezza, difesa e gestione delle emergenze.</video:description>
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            <video:title>Orbit Orbit, un viaggio nell'universo creativo di Caparezza</video:title>
            <video:description>Quanto lontano devi andare per avvicinarti a chi sei davvero? La risposta, per Caparezza, &amp;egrave; Orbit Orbit. Il suo nuovo album discografico, pubblicato lo scorso 31 ottobre, &amp;egrave; un vero e proprio&amp;nbsp;Big Bang&amp;nbsp;creativo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&amp;Egrave; un&amp;rsquo;opera in cui lo spazio non fa solo da sfondo, ma &amp;egrave; il vocabolario stesso del racconto. Un racconto popolato da pianeti, stelle, asteroidi e astronavi che, incrociando la traiettoria dell&amp;rsquo;artista, lo accompagnano nella sua esplorazione del&amp;nbsp;cosmo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Dai fumetti ai manga, dal cinema alla sperimentazione musicale, la storia viene prima narrata in una graphic novel e poi diventa la colonna sonora del viaggio: quello identitario, quello mentale, quello che ti mette in&amp;nbsp;orbita&amp;nbsp;attorno a ci&amp;ograve; che sei. Dove il&amp;nbsp;docking&amp;nbsp;&amp;egrave; tanto spaziale quanto emotivo. Dove si &amp;egrave; liberi solo se si immagina. Dove si cerca la profondit&amp;agrave; e per questo - come un&amp;nbsp;razzo&amp;nbsp;- si va verso l'alto, fino ad atterrare su mondi che pi&amp;ugrave; che da visitare sono poi luoghi da cui fuggire.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;autore non fa un viaggio: &amp;egrave; lui il viaggio, una ripartenza che esprime la voglia di tornare a fare qualcosa,&amp;nbsp;una spinta a guardare avanti perch&amp;eacute; i ritorni possono essere deludenti, ma &amp;egrave; anche il recupero di quel&amp;nbsp;propellente&amp;nbsp;che non ti spara via lontano ma ti rimette in rotazione. Orbit Orbit &amp;egrave; un inno alla libert&amp;agrave; e alla conoscenza, a guardare oltre il bagliore perch&amp;eacute; la curiosit&amp;agrave; &amp;egrave; un&amp;nbsp;carico, s&amp;igrave;, ma culturale oltre che&amp;nbsp;utile. Non a caso&amp;nbsp;Curiosity&amp;nbsp;&amp;egrave; il titolo di una traccia del disco, lo stesso nome del rover della Nasa che dal 2012 cammina su Marte. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;

&amp;Egrave; una lode ai cosmologi perch&amp;eacute; sono loro a studiare le vere super star. &amp;Egrave; il momento in cui a rivestire la terra &amp;ndash; o meglio s&amp;eacute; stessi &amp;ndash; si aggiunge una sfera pi&amp;ugrave; intima: quella del pathos, dell&amp;rsquo;empatia che ti rigenera una volta assorbite le cose negative per accogliere quelle positive. Ed &amp;egrave; anche il momento di fare i conti con l&amp;rsquo;et&amp;agrave; per salutare senza affanni il ragazzino di un tempo, nato il nove ottobre e figlio dell&amp;rsquo;autunno. E per apprezzare, infine, l'umanit&amp;agrave;: quella capace di ombre, ma anche di meraviglie come quelle, ricorda Caparezza, immortalate dal telescopio James Webb. La stessa umanit&amp;agrave; che, vista da lass&amp;ugrave; - spiega l&amp;rsquo;astronauta Maurizio Cheli in un brano dell&amp;rsquo;album - si presenta cos&amp;igrave;:

&amp;ldquo;Con lo shuttle o con la stazione spaziale
si va alle stesse quote, praticamente
tra i 380 e i 400 chilometri di quota
e quello che colpisce &amp;egrave; che si vedono le citt&amp;agrave;
e come cambia la morfologia del terreno a causa dell'uomo
ma non si vede l'uomo&amp;rdquo;.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-13</video:publication_date>
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            <video:title>Il momento in cui una stella esplode</video:title>
            <video:description>Grazie ai puntamenti con il Very Large Telescope dell&amp;rsquo;Osservatorio Europeo Australe, gli scienziati hanno potuto assistere a un evento rarissimo: la morte di una stella nel momento stesso in cui l&amp;rsquo;esplosione attraversa la sua superficie. Durante la trasformazione, &amp;egrave; stato possibile vedere per la prima volta la forma dell'esplosione generata da una supernova, un elemento particolarmente difficile da cogliere perch&amp;eacute; dura appena qualche ora.

La supernova osservata &amp;egrave; chiamata Sn 2024ggi e si trova nella galassia Ngc 3621, situata a sua volta nella costellazione dell&amp;rsquo;Hydra a una distanza di circa 22 milioni di anni luce. In termini cosmici quindi, l'evento &amp;egrave; avvenuto in una regione di Spazio relativamente vicina.
La stella che ha dato origine all&amp;rsquo;esplosione era una supergigante rossa, con una massa fino a 15 volte quella del Sole e un raggio 500 volte maggiore. Quando il suo motore nucleare si &amp;egrave; spento, l&amp;rsquo;interno della stella &amp;egrave; collassato, sprigionando un&amp;rsquo;onda d&amp;rsquo;urto che ha attraversato gli strati esterni e liberato un&amp;rsquo;enorme quantit&amp;agrave; di energia, rendendo la supernova osservabile. Un'occasione imperdibile per gli studiosi, che hanno potuto ricostruire la geometria dell&amp;rsquo;esplosione prima dell'interazione con il materiale circostante, sfruttando una tecnica chiamata spettropolarimetria.

I dati raccolti hanno rivelato che il fronte iniziale del materiale espulso aveva una forma simile a un&amp;rsquo;oliva. Poi, mentre l&amp;rsquo;esplosione si espandeva nello spazio, ha iniziato ad appiattirsi, pur mantenendo invariato l'asse di simmetria. L'intera catena di eventi, capace di modellare la violenza di queste esplosioni cosmiche e governato dalla simmetria, secondo gli scienziati potrebbe essere comune a molte supernove.
Grazie a questa rara osservazione &amp;egrave; stato possibile anche rivalutare gli attuali modelli teorici, escludendone alcuni e migliorandone altri, ricostruendo un quadro pi&amp;ugrave; fedele e dettagliato per descrivere i processi che modellano la vita e la morte delle stelle pi&amp;ugrave; massicce dell&amp;rsquo;Universo.

&amp;nbsp;

CREDITS: Eso, Vlt, Nasa, Keck Observatory 
MUSIC: Beyond The Universe - Crab_Audio</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-12</video:publication_date>
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            <video:title>Muscoli 3D nello spazio</video:title>
            <video:description>La ricerca nello spazio &amp;egrave; in continua evoluzione. E non solo per permettere l&amp;rsquo;esplorazione umana del cosmo in missioni di lunga durata, ma anche per migliorare la vita sulla Terra.
Sfruttando la microgravit&amp;agrave; dei voli parabolici, alcuni scienziati del Politecnico Federale di Zurigo sono riusciti a creare tessuti muscolari con una stampante 3D.
Rispetto alla produzione di organi sulla Terra, l&amp;rsquo;assenza di gravit&amp;agrave; offre una condizione essenziale: annullando il peso dei materiali utilizzati nel processo di stampa, se ne previene il collasso o la deformazione prima che questi si solidifichino.
Con un sistema innovativo di biofabbricazione chiamato G-FLight (Gravity-independent Filamented Light), durante le fasi di assenza di peso di 30 voli parabolici, gli scienziati sono riusciti a riprodurre fibre muscolari identiche a quelle del corpo umano.
Nello spazio erano gi&amp;agrave; stati fatti dei test con questo strumento che ricostruisce gli oggetti a strati, ma mai erano stati prodotti tessuti umani.
Tale successo apre le porte a nuove ricerche e sperimentazioni che possano offrire un&amp;rsquo;alternativa per contrastare il deterioramento muscolare degli astronauti in orbita e magari, in futuro, rendere possibile il trapianto di organi sugli esseri umani.

Crediti video: Eth Zurich, Nasa, Esa</video:description>
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            <video:title>Ecco perché la crisi climatica si vede dallo spazio</video:title>
            <video:description>Al via la Cop 30 di Bel&amp;eacute;m, inaugurata il 10 novembre a dieci anni dagli Accordi di Parigi del 2015. Da allora, la comunit&amp;agrave; scientifica ha dimostrato in modo sempre pi&amp;ugrave; inequivocabile l&amp;rsquo;origine antropica della crisi climatica, utilizzando come cartina tornasole i dati satellitari</video:description>
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            <video:title>La flotta di sentinelle per il programma di Osservazione della Terra Copernicus</video:title>
            <video:description>Esa ha lanciato Sentinel-1D, 4&amp;deg; satellite della famiglia Sentinel-1 a supporto del programma di osservazione della Terra Copernicus dell&amp;rsquo;Unione Europea.

Le famiglie Sentinel sono 6 costellazioni di satelliti sviluppate per Copernicus da Esa e altri partner europei con il capostipite Sentinel-1A lanciato nel 2014.

La prima famiglia vedr&amp;agrave; le sentinelle 1D e 1C operare in tandem per una copertura globale e costante della Terra grazie ai radar ad apertura sintetica.

Ogni satellite Sentinel-1 &amp;egrave; costruito sulla piattaforma satellitare PRIMA sviluppata da Thales Alenia Space per l'Agenzia Spaziale Italiana.

La famiglia Sentinel-2 di tre satelliti &amp;egrave; una missione di imaging multispettrale ad alta risoluzione fornendo una visione senza precedenti del nostro pianeta.

Sentinel-3 conta per ora due satelliti la cui serie di strumenti all'avanguardia fornisce informazioni in tempo quasi reale per previsioni oceaniche e meteorologiche.

Le due famiglie Sentinel-4 e Sentinel-5 sono costituite ciascuna da uno spettrometro che fornisce dati ad alta risoluzione sui gas e sulla qualit&amp;agrave; dell'aria.

L&amp;rsquo;ultima famiglia si basa su Sentinel-6 satellite dotato di un altimetro radar per misurare l'altezza della superficie del mare a cui presto si affiancher&amp;agrave; Sentinel-6B.</video:description>
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            <video:title>Slitta il rientro degli astronauti di Shenzhou-20</video:title>
            <video:description>Il trio di astronauti della missione Shenzhou-20 rimarr&amp;agrave; nello spazio pi&amp;ugrave; del previsto, a causa di un sospetto impatto del veicolo di rientro con un frammento di detrito spaziale.

Partito il 24 aprile, l&amp;rsquo;equipaggio della missione Shenzhou-20 ha trascorso sei mesi sulla stazione Tiangong prima di passare il comando al nuovo equipaggio di Shenzhou-21, che ha raggiunto l&amp;rsquo;avamposto cinese lo scorso 31 ottobre.

Il rientro degli astronauti di Shenzhou-20, programmato inizialmente per il 5 novembre, &amp;egrave; stato posticipato per motivi di sicurezza: a quelle velocit&amp;agrave; - circa 8 chilometri al secondo - anche minuscoli detriti possono sviluppare energia sufficiente per danneggiare scudi termici o sistemi di dispiegamento dei paracadute. Una questione cruciale, visto che Shenzhou-20 dovr&amp;agrave; rientrare frenando in atmosfera e atterrare, sostenuta dai paracadute, nel sito di Dongfeng, nella Mongolia Interna, nel nord della Cina.

Le analisi tecniche attualmente in corso verificheranno posizione ed entit&amp;agrave; di eventuali danni dovuti all&amp;rsquo;impatto, e indicheranno una nuova possibile finestra per il rientro dell'equipaggio.

Durante la loro permanenza su Tiangong, gli astronauti di Shenzhou-20 hanno svolto un&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; scientifica, che ha incluso quattro passeggiate spaziali per installare scudi anti-detriti e altra strumentazione esterna.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-06</video:publication_date>
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            <video:title>Lancio di successo per Sentinel‑1D, il guardiano radar della Terra</video:title>
            <video:description>L'Agenzia Spaziale Europea ha messo in orbita un nuovo satellite della famiglia Sentinel-1, compiendo un altro passo importante per l&amp;rsquo;osservazione della Terra. Si chiama Sentinel-1D ed &amp;egrave; l&amp;rsquo;ultimo della generazione che l'Esa sta impiegando per la missione Copernicus: il programma di osservazione della Terra dell&amp;rsquo;Unione Europea che raccoglie dati sull&amp;rsquo;ambiente, sul cambiamento climatico e fornisce un valido aiuto&amp;nbsp;nella gestione delle emergenze, nel monitoraggio dei mari, dei ghiacciai, delle foreste e dei terreni.
Il lancio di Sentinel-1D &amp;egrave; avvenuto ieri&amp;nbsp;&amp;nbsp;dal Centro Spaziale Europeo in Guyana Francese, usando il potente razzo Ariane 6. Circa mezz'ora dopo il decollo, il satellite si &amp;egrave; inserito nell'orbita stabilita e ha trasmesso i primi segnali, confermando il successo completo dell'operazione.

Sentinel-1D, che presto sar&amp;agrave; pienamente operativo, lavorer&amp;agrave; insieme al suo gemello Sentinel-1C, portato nello spazio a fine 2024 dal lanciatore Vega-C.
Orbitando in punti opposti del pianeta, le due sentinelle garantiranno una copertura globale e costante. Entrambi i satelliti combinano radar avanzati ad apertura sintetica (Sar) che consentono rilievi anche attraverso nuvole, pioggia e oscurit&amp;agrave; e permettono di osservare dallo spazio il traffico navale e fenomeni come i disastri naturali, il movimento dei ghiacci, la deforestazione.

Il nuovo satellite sostituisce Sentinel-1A, che ha operato egregiamente per oltre undici anni, continuando a fornire dati fondamentali per scienziati e autorit&amp;agrave; nella protezione dell&amp;rsquo;ambiente e nella gestione dei rischi naturali. Tutte le informazioni raccolte, inoltre, saranno disponibili gratuitamente per sostenere la ricerca, la pianificazione e la sicurezza.

Grazie al lanciatore pesante Ariane 6 e al lanciatore medio Vega-C, quest'ultimo&amp;nbsp;&amp;nbsp;prodotto dall'italiana Avio, l&amp;rsquo;Esa pu&amp;ograve;&amp;nbsp;operare in modo autonomo, sia per satelliti in orbita terrestre, sia per missioni verso lo spazio profondo.
Con Sentinel-1D, l'Europa&amp;nbsp;&amp;nbsp;rafforza la propria capacit&amp;agrave; di monitorare il pianeta, offrendo dati affidabili e continui che migliorano la sicurezza, la prevenzione dei rischi e la comprensione dell&amp;rsquo;ambiente in cui viviamo.


CREDITS: Esa, Ariane Group, Thal&amp;egrave;s Alenia
MUSIC: &amp;lsquo;Flash Quiz Loop&amp;rsquo; - Sonican</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-05</video:publication_date>
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            <video:title>Domenica di lancio per Cina e India</video:title>
            <video:description>Quella appena passata &amp;egrave; stata una domenica di lancio sia per la Cina sia per l&amp;rsquo;India, entrambe puntando all&amp;rsquo;orbita geostazionaria.

La China Aerospace Science and Technology Corporation (Cstc) ha fatto decollare un Long March 7A dal Wenchang Satellite Launch Center. Il razzo ha portato con successo nell'orbita di trasferimento geosincrona, la Gto, il satellite Yaogan-46, il primo della serie Yaogan destinato all&amp;rsquo;orbita Geo.

Sviluppato dalla China Academy of Space Technology (Cast), Yaogan-46 operer&amp;agrave; per la prevenzione e la mitigazione dei disastri, il rilevamento delle risorse terrestri, la conservazione delle risorse idriche e la meteorologia, orbitando a circa 36mila chilometri sopra l'equatore.

Con il lancio di Yaogan-46, la serie Long March 7 tocca per la prima volta i 5 decolli in un anno, mentre la Cina segna il 68&amp;deg; tentativo di lancio orbitale del 2025, eguagliando il record stabilito nel 2024.

Sempre il 2 novembre, l&amp;rsquo;agenzia spaziale indiana Isro ha lanciato un razzo Lvm-3 dal Satish Dhawan Space Centre, immettendo con successo nell'orbita di trasferimento geosincrona un satellite per comunicazioni Cms-03. Con un peso di 4.410 chilogrammi, Cms-03 &amp;egrave; il satellite per comunicazioni pi&amp;ugrave; pesante mai lanciato nell&amp;rsquo;orbita Gto dal suolo indiano.

Al suo quinto volo, il razzo Lvm-3 &amp;egrave; in grado di trasportare sull&amp;rsquo;orbita Gto carichi fino a 4.000 kg. Il satellite militare Cms-03 dovr&amp;agrave; quindi effettuare un innalzamento dell'orbita per raggiungere quella geostazionaria a cui &amp;egrave; destinato. Da qui il satellite multibanda indiano operer&amp;agrave; per le comunicazioni in tempo reale per la difesa aerea.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-04</video:publication_date>
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            <video:title>Stazione Spaziale, 25 anni fa i primi inquilini</video:title>
            <video:description>Era il 2 novembre dell&amp;rsquo;anno 2000. Un astronauta della Nasa e due di Roscosmos entravano per la prima volta nella stazione spaziale internazionale. Dalla Expedition 1 sono passati 25 anni e la Iss, il laboratorio orbitante dell'umanit&amp;agrave; nello spazio, simbolo di cooperazione tra diverse agenzie spaziali, &amp;egrave; diventato una casa per coloro che contribuiscono alla ricerca scientifica utilizzando le condizioni uniche dell'ambiente spaziale.
Ad oggi sono 266 gli astronauti, provenienti da 20 paesi diversi, che si sono dati il cambio sull'avamposto, mantenendo ininterrotta la presenza umana in orbita.
Nel 2001 arrivava a bordo il primo europeo, l&amp;rsquo;astronauta italiano Umberto Guidoni, con lui, sullo Space Shuttle, uno dei tre moduli logistici italiani Mplm, il Raffaello.
Nel 2007 Paolo Nespoli portava sulla ISS un altro modulo italiano, il Nodo-2, mentre nel 2010, con la Expedition 33, &amp;egrave; il primo italiano a partecipare a una missione di lunga durata. Roberto Vittori la visita tre volte, l'ultima nel 2011, con la STS-134. Alla 36sima Expedition partecipa Luca Parmitano, primo skywalker italiano, e alla 42esima Samantha Cristoforetti, la prima astronauta donna italiana, entrambi nella missione successiva assumono il ruolo di comandante.
Oggi, oltre il 40 percento della zona abitabile che compone la Stazione &amp;egrave; realizzato in Italia, inclusa la cupola, una finestra panoramica che permette agli astronauti di affacciarsi sulla Terra.
All&amp;rsquo;inizio i trasferimenti da Terra sulla stazione venivano effettuati con la Soyuz e lo Space Shuttle. Dal 2020 sono entrate campo le prime missioni di aziende private. SpaceX con la sua navicella Dragon contribuisce al cambio di equipaggio e nel 2022 ha portato anche la prima missione commerciale operata dell&amp;rsquo;azienda Axiom Space, configurazione con cui ha volato anche Walter Villadei con Ax-3 nel 2024.
Il ritiro della Iss al momento &amp;egrave; previsto nel 2030. A dare continuit&amp;agrave; alla presenza dell'uomo in orbita bassa saranno le aziende private come Axiom, Sierra Nevada e Blue Origin che, con il sostegno della Nasa, stanno sviluppando stazioni commerciali per il dopo Iss che si affiancheranno alla Stazione Cinese Tiangong, operativa dal 2022, e alla Ross, la Russian Orbital Service Station, progetto russo che dovrebbe vedere il primo componente in orbita nel 2027.

Crediti video: Nasa, Esa, Cgtn</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-03</video:publication_date>
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            <video:title>Episodio 2: “Chi si prende cura di satelliti e astronavi dello spazio?”</video:title>
            <video:description>Cosa succede quando un satellite smette di funzionare? Fino ad oggi, anche un piccolo malfunzionamento poteva determinare la fine operativa di un veicolo spaziale. In un futuro prossimo, grazie ai Servizi in Orbita, noti anche come In Orbit Servicing (IOS)&amp;nbsp; non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; cos&amp;igrave;. I Servizi in Orbita, potendo aumentare la vita operativa di un satellite, contribuiscono a ridurre anche i detriti, e quindi a rendere l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; umana&amp;nbsp;nello Spazio pi&amp;ugrave; sostenibile.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

E' questo il tema del secondo episodio de 'Lo Spazio In Tasca', la miniserie accompagna il pubblico in un viaggio che connette orbite, satelliti, missioni e intelligenza artificiale, raccontando come l&amp;rsquo;esplorazione dello Spazio sia ormai parte integrante della nostra vita quotidiana e mettendo in luce il ruolo di primo piano svolto dall&amp;rsquo;Italia in questo settore.

Il prossimo episodio &amp;ldquo;L&amp;rsquo;Italia nel Sistema Solare&amp;rdquo; sar&amp;agrave; online il 18 novembre.

Gli episodi successivi saranno pubblicati ogni due settimane e offriranno nuove prospettive e curiosit&amp;agrave; sullo Spazio e sulle sue ricadute sulla Terra. La miniserie si concluder&amp;agrave; il 16 dicembre, in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio.

Servizi in Orbita: i &amp;ldquo;meccanici dello Spazio&amp;rdquo; che rendono le missioni pi&amp;ugrave; sostenibili

Nello Spazio, come sulla Terra, nulla &amp;egrave; eterno.

Satelliti, sonde e veicoli spaziali, dopo anni di attivit&amp;agrave;, possono esaurire il carburante, subire guasti o necessitare di essere riconfigurati per svolgere nuovi compiti.

Ma cosa succede a un satellite che ha bisogno di assistenza?

Fino a oggi, anche un piccolo malfunzionamento poteva determinare la fine operativa di un veicolo spaziale.

In un futuro prossimo, grazie ai Servizi in Orbita, noti anche come In Orbit Servicing (IOS) non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; cos&amp;igrave;.

Gli IOS portano nello Spazio nuove capacit&amp;agrave; tecnologiche che promettono di cambiare il modo in cui costruiamo, gestiamo e manteniamo le infrastrutture spaziali, aprendo la strada verso un futuro pi&amp;ugrave; sostenibile e sicuro.

&amp;nbsp;

Cosa sono i Servizi in Orbita

Immaginiamoli come dei meccanici spaziali: satelliti robotizzati capaci di avvicinarsi, agganciarsi e operare su altri satelliti o veicoli. Possono rifornirli, ripararli, sostituire componenti, stabilizzarli, spostarli su nuove orbite o accompagnarli nel loro fine vita in sicurezza.

Grazie a queste capacit&amp;agrave;, i Servizi in Orbita non solo prolungano la vita operativa dei satelliti, ma contribuiscono anche a ridurre la quantit&amp;agrave; di detriti spaziali, rendendo le attivit&amp;agrave; umane nello spazio pi&amp;ugrave; sostenibili e responsabili.

&amp;nbsp;

IOS Demo Mission: la missione italiana che apre una nuova era

L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana (ASI) &amp;egrave; oggi alla guida di un progetto ambizioso: la IOS Demo Mission, una missione del valore di circa 300 milioni di euro finanziata nell&amp;rsquo;ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; sviluppare, qualificare e testare in orbita un veicolo servicer robotizzato in grado di eseguire operazioni complesse su un satellite &amp;ldquo;target&amp;rdquo; in orbita bassa terrestre (LEO).

La missione prevede il lancio di due satelliti:

&amp;middot; Servicer &amp;rarr; dotato di sistemi di navigazione autonoma, un braccio robotico multifunzionale, sensori ottici e lidar per il riconoscimento del target, e interfacce di aggancio universali per operare su diversi veicoli.

&amp;middot; Target &amp;rarr; un satellite passivo progettato per simulare un veicolo reale, con marcatori e punti di presa per consentire al servicer di eseguire manovre di rendez-vous, attracco e manutenzione.

Durante la missione dimostrativa, il servicer effettuer&amp;agrave; una serie di test operativi sul target, configurato sia in modalit&amp;agrave; cooperativa che non cooperativa:

&amp;middot; ispezione e diagnostica a distanza;

&amp;middot; avvicinamento autonomo e aggancio controllato;

&amp;middot; rifornimento;

&amp;middot; riparazione e rilascio controllato del target

&amp;middot; relocation

&amp;middot; de-orbiting del target (rimozione attiva di detriti)

Si tratta della prima missione europea a validare in orbita un insieme cos&amp;igrave; complesso di manovre di In-Orbit Servicing, un passo essenziale verso future missioni commerciali di manutenzione, rimozione di detriti e gestione sostenibile dell&amp;rsquo;ambiente orbitale.

Il progetto &amp;egrave; coordinato da Thales Alenia Space Italia (capofila del Raggruppamento Temporaneo d&amp;rsquo;Impresa) insieme a Leonardo, AVIO, D-Orbit e Telespazio, sotto la supervisione dell&amp;rsquo;ASI. Il team ha recentemente superato la System Preliminary Design Review (S-PDR), una tappa chiave che certifica la maturit&amp;agrave; del progetto e apre la strada alla Critical Design Review prevista per la fine del 2025.

&amp;nbsp;

Una rete europea per l&amp;rsquo;assistenza in orbita

Oltre alla IOS Demo Mission, l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; protagonista di altri programmi promossi dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea (ESA), come RISE, Space Rider e SpEye, S-ROC ed e-Inspector, che mirano a creare una rete europea di infrastrutture e capacit&amp;agrave; di supporto e assistenza in orbita.

In ambito nazionale, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana ha gi&amp;agrave; completato la missione del piccolo satellite Iperdrone 0 che ha validato concetti operativi di rendez-vous e ispezione.

Questi progetti consolidano la leadership italiana nel settore e gettano le basi per un&amp;rsquo;economia spaziale autonoma, circolare e sicura.

&amp;nbsp;

Verso un futuro pi&amp;ugrave; sostenibile

Lo spazio non &amp;egrave; solo un luogo da esplorare. &amp;Egrave; un ecosistema da proteggere, curare e rendere pi&amp;ugrave; efficiente. Le tecnologie di In Orbit Servicing rappresentano un passo decisivo in questa direzione, inaugurando una nuova era di sostenibilit&amp;agrave; e innovazione tecnologica.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-11-03</video:publication_date>
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            <video:title>Un laser per esplorare i mondi ghiacciati</video:title>
            <video:description>Sotto le spesse croste di ghiaccio di lune come Europa o Encelado si nascondono oceani profondi, forse persino ambienti abitabili. Esplorarli non &amp;egrave; affatto semplice: lo strato superficiale di ghiaccio pu&amp;ograve; essere spesso chilometri, e utilizzare trivelle o sonde tradizionali per raggiungere l&amp;rsquo;acqua sottostante richiederebbe un enorme dispendio di energia e strumenti molto pesanti.

Ora, per&amp;ograve;, un gruppo di ricercatori dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Tecnica di Dresda ha sviluppato una soluzione promettente: una trivella laser che vaporizza il ghiaccio invece di fonderlo. Il fascio concentrato penetra nel sottosuolo trasformando il ghiaccio direttamente in vapore, un processo chiamato sublimazione. Questo permette di far risalire dalle profondit&amp;agrave; gas e polveri, che si possono cos&amp;igrave;&amp;nbsp;analizzare per ricostruire la storia termica e geologica di questi corpi.

Il sistema consuma solo 150 watt, pesa 4 chilogrammi e pu&amp;ograve; scavare fino a 3 metri l&amp;rsquo;ora nei terreni pi&amp;ugrave; friabili, mantenendo la stessa efficienza anche a grandi profondit&amp;agrave;. Nei test in laboratorio e sul campo, svolti nell&amp;rsquo;Artico e sulle Alpi, il prototipo ha perforato circa un metro di neve e ghiaccio, scendendo con velocit&amp;agrave; variabile.

Restano alcuni limiti: gli strati rocciosi o privi di ghiacci o bloccano il fascio, e le fessure piene d&amp;rsquo;acqua richiedono sistemi di pompaggio. Ma i ricercatori stanno gi&amp;agrave; lavorando a una versione miniaturizzata, dotata di analizzatori e pronta per future missioni spaziali. E non servir&amp;agrave; solo nello spazio: sulla Terra, la stessa tecnologia potr&amp;agrave; essere impiegata per misurare la densit&amp;agrave; della neve o prevedere valanghe, montando lo strumento su droni in grado di esplorare pendii troppo pericolosi per l&amp;rsquo;uomo.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa, Esa, Jpl, Caltech Excerpts from James Cameron's &amp;ldquo;Aliens of the Deep&amp;rdquo; 
MUSIC: Interstellar Space - sergepavkinmusic

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Il nuovo cargo giapponese Htv-X conquista la Iss</video:title>
            <video:description>Ieri 29 ottobre, per la prima volta, la nuova navicella cargo giapponese Htv-X&amp;nbsp;ha raggiunto con successo la Stazione Spaziale Internazionale (Iss).

Il veicolo &amp;egrave; stato catturato dal braccio robotico Canadarm2, manovrato dall&amp;rsquo;astronauta americana Zena Cardman della Nasa&amp;nbsp;e&amp;nbsp;dal giapponese Kimiya Yui dell&amp;rsquo;agenzia spaziale Jaxa, mentre la stazione orbitava a circa 420 chilometri&amp;nbsp;sopra l&amp;rsquo;Oceano Atlantico meridionale.

Come il modello precedente H-II transfer vehicle - che ha svolto nove missioni&amp;nbsp;verso la Iss tra il 2009 e il 2020 - Htv-X&amp;nbsp;pu&amp;ograve; trasportare fino a 6mila chilogrammi di carico&amp;nbsp;utile&amp;nbsp;in orbita bassa. In questa missione, partita il&amp;nbsp;25 ottobre&amp;nbsp;con un razzo H3, ha consegnato circa 4 tonnellate&amp;nbsp;di rifornimenti e materiali destinati&amp;nbsp;agli&amp;nbsp;astronauti.

Costruito da Mitsubishi per conto della Jaxa, il nuovo veicolo, pur essendo usa e getta come il suo predecessore,&amp;nbsp;pu&amp;ograve; restare in orbita fino a un anno e mezzo dopo essersi separato dalla stazione, offrendo la possibilit&amp;agrave; di svolgere esperimenti e dimostrazioni tecnologiche prima del rientro nell&amp;rsquo;atmosfera.

Con il suo debutto, Htv-X entra a far parte della flotta di cargo robotici che riforniscono regolarmente la Iss, insieme al russo Progress, all&amp;rsquo;americano Cygnus&amp;nbsp;e al &amp;nbsp;&amp;nbsp;l&amp;rsquo;unico riutilizzabile e in grado di riportare esperimenti e materiali scientifici sulla Terra.</video:description>
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            <video:title>L'industria spaziale italiana - versione integrale</video:title>
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            <video:title>The Italian Space Industry - long version</video:title>
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            <video:title>Il Webb osserva la Nebulosa del Ragno Rosso</video:title>
            <video:description>Utilizzando la sua potente fotocamera nel vicino infrarosso NirCam, il telescopio spaziale James Webb ha prodotto un'immagine ultra-dettagliata di Ngc 6537, pi&amp;ugrave; nota come Nebulosa del Ragno Rosso. Distante circa 1900 anni luce dalla Terra, questa struttura &amp;egrave; ci&amp;ograve; che resta di una stella comune, come il nostro Sole, quando raggiunge la fase finale della sua evoluzione. Dopo essersi espansa in gigante rossa,&amp;nbsp; inizia ad espellere gli strati esterni nello spazio, lasciando scoperto un nucleo molto caldo. La luce ultravioletta proveniente da questo nucleo ionizza il gas circostante, che inizia a brillare. Si tratta di una fase relativamente breve, dura solo alcune decine di migliaia di anni, ed &amp;egrave; visivamente spettacolare.

La stella centrale della Nebulosa Ragno Rosso &amp;egrave; circondata da un intricato intreccio di gas e polvere. Nelle osservazioni ottiche, come quelle fatte da telescopio Hubble, appariva pi&amp;ugrave; tenue e con dei lievi accenti tendenti al blu. Nel vicino infrarosso, invece, il Webb la mostra rossa, con tonalit&amp;agrave; verdastre e avvolta da un disco di polvere calda. Questa morfologia suggerisce l'esistenza di un sistema binario: potrebbe esserci una stella compagna, nascosta, che contribuirebbe alla particolare forma della nebulosa. La morfologia a clessidra, con un nucleo stretto e ampie espansioni laterali, &amp;egrave; infatti comune nelle nebulose planetarie bipolari, come ad esempio la Nebulosa Farfalla.

Le nuove immagini della Nebulosa del Ragno Rosso di Webb permettono di osservare per la prima volta l&amp;rsquo;estensione completa dei suoi lobi esterni, che costituiscono le cosiddette 'zampe' del ragno. Si tratta di bolle di gas molecolare, rappresentate in blu, che si estendono per circa tre anni luce.
Sono state modellate dai venti stellari nel corso di migliaia di anni, dal centro emergono anche getti di gas ad alta velocit&amp;agrave;, visibili come una struttura a forma di S.
Questa emissione, tracciata dalla luce del ferro ionizzato, indica il punto in cui un getto proveniente dalla stella ha urtato il materiale espulso in precedenza, scolpendo le onde e le simmetrie che osserviamo.

L'osservazione &amp;egrave; stata fatta nell'ambito del programma Webb 'Go', che mette in collaborazione i telescopi Chandra e James Webb,&amp;nbsp; e ha come obiettivo la comprensione di come getti e flussi di materia provenienti dalla stelle centrali possano contribuire a modellare le nebulose planetarie bipolari.

&amp;nbsp;

CREDITS: Jwst, Hubble, Nasa, Esa, Csa
MUSIC: &amp;lsquo;Nebula Harmony&amp;rsquo; - ViraMiller</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-29</video:publication_date>
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            <video:title>Fotografata la scia della cometa 3I/Atlas</video:title>
            <video:description>Immortalata la scia espulsa dalla cometa interstellare 3I/Atlas. Una nuova immagine mostra il getto di ghiaccio e polvere rilasciato nello spazio dalla terza cometa interstellare a noi nota, scoperta lo scorso luglio dal sistema di sorveglianza Atlas.

L&amp;rsquo;immagine della coda di 3I/Atlas &amp;egrave; stata ottenuta il 2 agosto dal Two-meter Twin Telescope situato presso il Teide Observatory a Tenerife e, condivisa sul sito di monitoraggio Astronomer's Telegram, deve essere ancora sottoposta a revisione paritaria. L'immagine composita mostra il nucleo ghiacciato di 3I/ATLAS come un grande punto nero circondato da un bagliore bianco a forma una grande C.

Secondo i ricercatori, l&amp;rsquo;interruzione a ventaglio dell&amp;rsquo;anello luminoso indica il punto in cui dalla cometa viene espulso un grande getto di materiale, contrassegnato in viola, lanciato ad alta velocit&amp;agrave; in direzione del Sole proprio come fanno le comete del Sistema solare.

Secondo i ricercatori il getto potrebbe trovarsi a una distanza di 10.000 km dalla superficie di 3I/Atlas, ed &amp;egrave; probabilmente composto da anidride carbonica e particelle di polvere, come la chioma individuata attorno alla cometa dal James Webb nel mese di agosto.
In attesa delle necessarie verifiche sull&amp;rsquo;immagine della scia, intanto 3I/Atlas prosegue il suo viaggio nel Sistema Solare: domani 29 ottobre la cometa raggiunger&amp;agrave; il perielio, ossia il punto vicino al Sole, a una distanza di circa 200 milioni di chilometri.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-28</video:publication_date>
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            <video:title>Giappone, il nuovo veicolo in viaggio verso la ISS</video:title>
            <video:description>Il Giappone ha inaugurato il suo nuovo veicolo spaziale cargo Htv-X, con una missione diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale.
Il lancio &amp;egrave; avvenuto il 26 ottobre a bordo di un razzo H3 dal Centro Spaziale giapponese di Tanegashima; il suo arrivo a destinazione &amp;egrave; previsto dopo 3 giorni di viaggio.
Htv-X &amp;egrave; un veicolo avanzato di rifornimento sviluppato e prodotto dalla Mitsubishi per conto della Jaxa, l&amp;rsquo;agenzia spaziale giapponese. Il modello precedente (H-II Transfer Vehicle) soprannominato Kounotori che significa &amp;lsquo;cicogna bianca&amp;rsquo;, tra il 2009 e il 2020 ha svolto nove missioni verso il laboratorio orbitante.
Tra le caratteristiche principali del nuovo veicolo, che pu&amp;ograve; accogliere un maggiore carico utile, c&amp;rsquo;&amp;egrave; la possibilit&amp;agrave; di rimanere in orbita per un anno e mezzo dopo la separazione dalla Stazione Spaziale per lo svolgimento di esperimenti dimostrativi. Inoltre, la navetta pu&amp;ograve; trasportare frigoriferi e dispositivi sperimentali che richiedono alimentazione elettrica durante il viaggio e il tempo necessario per il carico &amp;egrave; stato ridotto da 80 a 24 ore prima del lancio; questo permetter&amp;agrave; pi&amp;ugrave; flessibilit&amp;agrave; e il trasporto di cibo fresco.
L&amp;rsquo;operativit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Htv-X, a supporto delle attivit&amp;agrave; umane nello spazio, proseguir&amp;agrave; anche dopo lo smantellamento dell&amp;rsquo;Iss, come le missioni verso il Gateway in orbita lunare che far&amp;agrave; parte del programma Artemis.
Attualmente, gli altri veicoli cargo operativi verso la Stazione spaziale sono Progress di Roscosmos, Cygnus di Northrop Grumman e Dragon di SpaceX.

Crediti video: Jaxa, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-27</video:publication_date>
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            <video:title>Da Gaia la mappa 3D più accurata delle culle stellari della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Grazie ai dati del telescopio spaziale Gaia di Esa, &amp;egrave; stata creata la mappa 3D pi&amp;ugrave; accurata di sempre delle regioni di formazione stellare della Via Lattea.

Mappare le regioni dello spazio in cui si formano le stelle &amp;egrave; difficile perch&amp;eacute; queste ultime si nascondono dietro a dense nubi di gas e polvere.

Tali nubi risultano invisibili a Gaia in grado per&amp;ograve; di vedere quanta luce delle stelle viene bloccata dalla polvere&amp;nbsp;riuscendo cos&amp;igrave; a mostrarla nelle mappe.

La mappa 3D di Gaia si estende fino a una distanza di 4mila anni luce da noi e si basa sull&amp;rsquo;osservazione di 44 milioni di stelle standard e 87 stelle di tipo O.

I raggi delle stelle O riescono a ionizzare l'idrogeno intorno alle stelle calde creando cos&amp;igrave; una miscela per la formazione stellare tramite cui Gaia individua le culle delle stelle.

Essenziale il&amp;nbsp;contribuito di Asi e Inaf&amp;nbsp;che hanno co-finanziato il&amp;nbsp;Gaia Dpac consorzio con 450 ricercatori europei responsabili dell&amp;rsquo;elaborazione dei dati.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>Nuove opportunità per osservare la cometa 3I/Atlas</video:title>
            <video:description>Per la prima volta,&amp;nbsp;forse riusciremo a campionare direttamente il materiale nella scia lasciata&amp;nbsp;da una cometa di un altro sistema stellare. L&amp;rsquo;evento, che rappresenta una straordinaria opportunit&amp;agrave; scientifica, potrebbe verificarsi nelle prossime settimane.

Le sonde&amp;nbsp;Europa Clipper della Nasa ed Hera&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea incroceranno presto la traiettoria della cometa interstellare 3I/Atlas, scoperta lo scorso luglio mentre transitava nel nostro Sistema Solare.&amp;nbsp;

Europa Clipper, come suggerisce il nome, &amp;egrave; diretta verso la luna gioviana Europa, e avr&amp;agrave; una finestra di osservazione&amp;nbsp;sulla cometa&amp;nbsp;tra il 30 ottobre e il 6 novembre;&amp;nbsp;Hera, in viaggio verso il sistema binario di asteroidi Didymos-Dimorphos,&amp;nbsp;l'avr&amp;agrave; invece&amp;nbsp;tra il 25 ottobre e il 1&amp;deg; novembre.

Man mano che&amp;nbsp;la cometa&amp;nbsp;si avvicina al Sole,&amp;nbsp;la sua&amp;nbsp;attivit&amp;agrave; cresce rapidamente: il 29 ottobre raggiunger&amp;agrave;, infatti,&amp;nbsp;il perielio, il punto vicino al Sole, a una distanza di circa 200 milioni di chilometri. A quel punto, la sua coda ionica - una lunga scia di particelle cariche spinte dal vento solare - sar&amp;agrave; al suo massimo sviluppo, aumentando le probabilit&amp;agrave;&amp;nbsp;di&amp;nbsp;un rilevamento.

In particolare, gli strumenti di cui si avvale Europa Clipper - pensati per studiare l&amp;rsquo;ambiente di Giove - sono perfettamente adatti anche a misurare gli ioni della coda di una cometa.

Pur avendo le loro missioni altri obiettivi, le due sonde ci permetterebbero quindi di continuare a seguire l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di 3I/Atlas,&amp;nbsp;analizzando&amp;nbsp;a fondo la sua composizione chimica&amp;nbsp;e confrontando l&amp;rsquo;oggetto interstellare con le comete del Sistema Solare.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-23</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel 4, spettrometria orbitale per la qualità dell’aria</video:title>
            <video:description>L'Agenzia Spaziale Europea ha lanciato nel luglio scorso&amp;nbsp; Sentinel-4, il nuovo spettrometro per l&amp;rsquo;ultravioletto, il visibile e il vicino infrarosso, ospitato sul primo satellite Sounder di terza generazione, il Meteosat Mtg-S1. La missione, che fa parte del Programma Copernicus, combina&amp;nbsp;osservazioni meteorologiche e monitoraggio della composizione atmosferica in un&amp;rsquo;unica piattaforma, analizzando la luce solare riflessa dalla superficie terrestre e dall&amp;rsquo;atmosfera per rilevarne le firme spettrali dei gas e degli aerosol presenti.
Sentinel-4 si trova su un'orbita geostazionaria, quindi osserva continuamente la stessa regione &amp;ndash; Europa e Nord Africa &amp;ndash; completando una scansione ogni ora. Questo permette di ottenere aggiornamenti quasi in tempo reale sui principali inquinanti atmosferici, come biossido di azoto, biossido di zolfo, ozono, formaldeide, gliossale e aerosol.

Sentinel-4, pur non essendo ancora pienamente operativo, ha inviato alcune immagini preliminari che gi&amp;agrave; dimostrano la sua elevata qualit&amp;agrave;.
La prima&amp;nbsp; evidenzia il biossido di azoto nella troposfera. Si distinguono chiaramente aree di elevata concentrazione lungo la costa mediterranea e soprattutto sulla Pianura Padana. La copertura, per&amp;ograve;, non &amp;egrave; completa: dove sono presenti le nubi, che riflettono la luce, i dati non sono disponibili. Il biossido di azoto &amp;egrave; un inquinante dannoso per la salute e per l'ambiente, rilasciato dall'uso dei combustibili fossili nei motori, nelle centrali elettriche e nei sistemi di riscaldamento.

La seconda immagine mostra un altro inquinante, il biossido di zolfo, presente in un plume, o pennacchio di fumo, emesso dall&amp;rsquo;Etna. Anche questo gas &amp;egrave; tossico e contribuisce alla formazione del particolato atmosferico.
La terza immagine evidenzia invece la distribuzione dell&amp;rsquo;ozono nella troposfera. L&amp;rsquo;ozono &amp;egrave; benefico quando si trova nella stratosfera, ci protegge dai raggi ultravioletti, ma diventa inquinante nella bassa atmosfera, dove contribuisce alla formazione dello smog e pu&amp;ograve; causare problemi respiratori.

L&amp;rsquo;ultima immagine riguarda i primi spettri di radianza terrestre, la quantit&amp;agrave; di luce che la Terra emette o riflette verso lo spazio, misurati da Sentinel-4. Elaborata in falsi colori, mostra mari, nubi e terre emerse del sud Europa e nord Africa nelle sue componenti principali.

Nei prossimi mesi Sentinel-4 diventer&amp;agrave; pienamente operativo, i&amp;nbsp;suoi dati confluiranno nel programma europeo Copernicus, migliorando il monitoraggio e la previsione della qualit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;aria su tutto il continente, un passo avanti fondamentale per analizzare e proteggere l&amp;rsquo;atmosfera terrestre.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-22</video:publication_date>
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            <video:title>Destinazione Urano, ipotesi Starship</video:title>
            <video:description>Il successo degli ultimi test di Starship ha candidato il potente razzo di SpaceX per la prima missione su Urano.
L&amp;rsquo;unica volta che abbiamo &amp;lsquo;visitato&amp;rsquo; il pianeta fu 40 anni fa, quando la sonda Voyager 2 gli pass&amp;ograve; accanto, a circa 81mila chilometri, raccogliendo dati importanti prima di proseguire il suo viaggio verso lo spazio interstellare.
Urano e Nettuno non hanno mai avuto sonda orbitante dedicata al loro studio. Il problema &amp;egrave; la loro distanza. Si trovano all&amp;rsquo;estremit&amp;agrave; del nostro Sistema Solare, ci vuole tempo per raggiungerli e risorse per mantenere una missione. Tuttavia, sono estremamente interessanti: molti esopianeti presentano caratteristiche simili a loro e, in particolare Urano ha un asse di rotazione unico, quasi parallelo al suo piano orbitale.
Per questo gi&amp;agrave; nel 2022 una missione su Urano era stata inserita tra le massime priorit&amp;agrave; in un Rapporto dell&amp;rsquo;Accademia Nazionale delle Scienze. L&amp;rsquo;idea &amp;egrave; quella di inviare una sonda chiamata Uop (Uranus Orbiter and Probe) entro il 2032; lanciata a bordo di un Falcon Heavy, e sfruttando poi l&amp;rsquo;assistenza gravitazionale di Giove, il viaggio della sonda dovrebbe durare 13 anni. Se si perde questa finestra di lancio che sfrutta il passaggio da Giove, quella successiva sarebbe a met&amp;agrave; degli anni Quaranta ritardando ulteriormente gli studi.
Starship invece, potrebbe dimezzare i tempi di arrivo su Urano e senza l&amp;rsquo;aiuto di fionde gravitazionali. Oltre alla capacit&amp;agrave; di sollevamento, ci sono altri due aspetti innovativi a suo favore: sar&amp;agrave; in grado di fare rifornimento di carburante in orbita, mentre il sistema di protezione termica verr&amp;agrave; adattato per sostenere la frenata della sonda nella fase di inserimento nell&amp;rsquo;orbita del pianeta. I calcoli prevedono un viaggio di soli sette anni con sette lanci di rifornimento.
La candidatura di Starship, per la prima missione verso Urano, &amp;egrave; stata presentata dai ricercatori del Mit (Massachusetts Institute of Technology) uno dei pi&amp;ugrave; importanti istituti di ricerca al mondo. Le capacit&amp;agrave; richieste non sono ancora state dimostrate, ma il ritmo del suo sviluppo &amp;egrave; promettente.

Crediti video: Nasa, SpaceX</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-21</video:publication_date>
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            <video:title>Cina, 600 lanci con i razzi Lunga Marcia</video:title>
            <video:description>La Cina si afferma sempre pi&amp;ugrave; come uno dei principali protagonisti del settore spaziale mondiale. Con il recente lancio di un Lunga Marcia 8A dallo spazioporto di Wenchang, sull&amp;rsquo;isola di Hainan, il Paese ha raggiunto un traguardo storico: 600 lanci complessivi della famiglia di razzi Lunga Marcia.

La missione, partita il 15 ottobre, ha portato con successo in orbita il 12&amp;deg; gruppo di satelliti per la rete a banda larga Guowang, segnando il seicentesimo volo di questa celebre serie di lanciatori.

Il programma Guowang, (rete nazionale) mira a portare internet ad alta velocit&amp;agrave; anche nelle zone pi&amp;ugrave; remote del Paese e del pianeta. Si tratta di una megacostellazione in orbita terrestre bassa che, una volta completata, conter&amp;agrave; circa 13mila satelliti.

Guowang non &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico progetto in corso: nel 2024 &amp;egrave; iniziata anche la costruzione della costellazione Qianfan, di dimensioni e obiettivi simili e il cui lancio di debutto si &amp;egrave; tenuto lo scorso 6 agosto con i primi 18 satelliti.

Dal 1970, quando entr&amp;ograve; in orbita Dong Fang Hong 1, il primo satellite cinese, il Paese ha sviluppato oltre 20 modelli diversi di razzi Lunga Marcia, 16 dei quali tuttora operativi, aumentando costantemente il ritmo dei lanci. L&amp;rsquo;evoluzione dei vettori riflette le crescenti ambizioni della Cina, che guarda anche alla Luna: il nuovo Lunga Marcia 10 &amp;egrave; destinato a missioni lunari con equipaggio e contribuir&amp;agrave; alla costruzione della International Lunar Research Station, una base scientifica al polo sud lunare che il colosso asiatico intende realizzare in collaborazione con la Russia e altri partner entro il 2035.

Con questi programmi, la Cina intende colmare rapidamente il divario tecnologico con i leader occidentali, sfruttando l&amp;rsquo;esperienza accumulata con i propri lanciatori e un piano di espansione sempre pi&amp;ugrave; ambizioso.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Episodio 1: “E se si spegnessero i satelliti?”</video:title>
            <video:description>Lo Spazio in Tasca: nel primo episodio Teodoro Valente ci racconta perch&amp;eacute;, senza lo Spazio, la Terra si fermerebbe. Un blackout nello Spazio bloccherebbe trasporti, comunicazioni, finanza e persino i soccorsi in caso di emergenza.​

Leggi la news sul sito ASI.

E se si spegnessero i satelliti?&amp;nbsp; (Versione estesa)

Immaginate se, di colpo, tutti i satelliti artificiali smettessero di funzionare, anche solo per poche ore. Quali potrebbero essere le conseguenze? Beh, gli effetti di un blackout totale sarebbero vastissimi, in alcuni casi drammatici, difficili da prevedere e tamponare nell&amp;rsquo;immediato.

Sarebbe un evento che certamente finirebbe sui libri di storia.

Pensiamo ai servizi di navigazione e posizionamento che ormai tutti noi utilizziamo attraverso i nostri smartphone. Con un blackout satellitare navi, treni, aerei, droni, automobili, cellulari - circa 10 miliardi di utilizzatori - perderebbero posizione geografica e sincronizzazione temporale. Una condizione che, se anche durasse solo poche ore, potrebbe essere causa di caos generalizzato e incidenti. Non solo. Banche e uffici internazionali legati alle borse e tutti quegli istituti che usano il GNSS, il sistema satellitare di navigazione globale per sincronizzare le transazioni in modo certificato, sarebbero impossibilitati ad operare e risulterebbero quindi &amp;lsquo;bloccati&amp;rsquo;.

Nel campo delle telecomunicazioni le conseguenze interesserebbero certamente le missioni spaziali, che usano i satelliti per comunicare dati e informazioni, con effetti a catena difficili da prevedere.

La TV satellitare sarebbe indisponibile per milioni di spettatori. Come pure le comunicazioni internazionali che risulterebbero gravemente compromesse. E anche se oltre il 90% della rete globale passa su cavi oceanici, per aerei e navi e per le aree remote che dipendono parzialmente o totalmente dal satellite, compreso l&amp;rsquo;Antartide e zone poco popolate, l&amp;rsquo;interruzione sarebbe totale.

Nel settore di Osservazione delle Terra il danno si tradurrebbe nella perdita di alcuni TB al giorno, dati preziosi, utili al monitoraggio ambientale delle infrastrutture e a garantire la sicurezza. Anche le previsioni del tempo sarebbero compromesse e si tornerebbe al meteo basato esclusivamente sulle stazioni a terra.

I satelliti per l&amp;rsquo;esplorazione dell&amp;rsquo;universo risentirebbero subito del blackout delle telecomunicazioni satellitari, la loro indisponibilit&amp;agrave; ci renderebbe &amp;lsquo;ciechi&amp;rsquo; sia nel campo della scienza dell&amp;rsquo;universo che della sorveglianza planetaria, rendendo impossibile l&amp;rsquo;individuazione di asteroidi o altri oggetti celesti che potrebbero costituire una minaccia per la Terra.

Nel campo della difesa questo evento comporterebbe l&amp;rsquo;attivazione dei piani B che si prevedono per operazioni critiche, come ponti radio temporanei, soluzioni alternative al satellite quali droni e palloni stratosferici.

Ma il settore che forse verrebbe pi&amp;ugrave; penalizzato sarebbe quello della gestione delle emergenze: durante un evento catastrofico, il solo utilizzo dei mezzi terrestri, senza il supporto dei satelliti, porterebbe la gestione emergenziale indietro di un secolo.

Lo spegnimento di tutti i satelliti avrebbe quindi certamente un impatto drammatico su scala globale, facendo piombare l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;, sotto certi aspetti, in un nuovo medioevo.

Ma quindi dobbiamo preoccuparci? &amp;Egrave; davvero possibile che, improvvisamente, tutti i satelliti smettano di funzionare contemporaneamente? Fortunatamente, siamo ben lungi da correre questo rischio. I satelliti oggi sono dotati di avanzati sistemi di ridondanza, cio&amp;egrave; di elementi e procedure di backup, che si attivano automaticamente in caso di necessit&amp;agrave; e scongiurano un blocco totale dei servizi anche in situazioni estreme, come una tempesta solare. Oltre a ci&amp;ograve;, molti satelliti sono progettati per &amp;lsquo;aiutarsi&amp;rsquo; tra loro in situazioni di emergenza: &amp;egrave; il caso dei sistemi di navigazione e posizionamento statunitense ed europeo, rispettivamente Gps e Galileo, che sono spesso utilizzati da altri sistemi per la ritrasmissione di dati. Senza contare che la popolazione satellitare opera su orbite diversificate, usa frequenze diverse, si differenzia per obiettivi di missione e durata di vita e molti satelliti sono spesso dotati di autonomia in caso di assenza di controllo, in modo da garantire l&amp;rsquo;operativit&amp;agrave; senza soluzione di continuit&amp;agrave;... Insomma, possiamo dormire sonni tranquilli: quando ci sveglieremo domattina, avremo ancora lo spazio&amp;hellip; in tasca.

Tutti gli episodi di "Lo Spazio in Tasca":

Episodio 1: &amp;ldquo;E se si spegnessero i satelliti?&amp;rdquo; - 21 ottobre&amp;nbsp;

Episodio 2: &amp;ldquo;Chi si prende cura di satelliti e astronavi dello spazio?&amp;rdquo; - 4 novembre

Episodio 3: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;Italia nel Sistema Solare&amp;rdquo; - 18 novembre

Episodio 4: &amp;ldquo;Quanto Spazio c&amp;rsquo;&amp;egrave; nella tua giornata?&amp;rdquo; - 2 dicembre

Episodio 5: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;AI nello Spazio&amp;rdquo; - 16 dicembre</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>Haven-1, ultime fasi prima del lancio</video:title>
            <video:description>La startup californiana Vast &amp;egrave; entrata nelle fasi finali di produzione della sua stazione spaziale privata Haven-1, che sar&amp;agrave; lanciata nel 2026. Nelle ultime settimane, &amp;egrave; stata completata sia la saldatura della struttura principale che la verniciatura del modulo. Ora si avvia alla fase conclusiva, nella quale verranno integrati il portello di accesso e una grande finestra a cupola, per offrire agli astronauti una vista panoramica sulla Terra.

Haven-1 verr&amp;agrave; lanciata a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, con un peso di circa 14 tonnellate, sar&amp;agrave; il veicolo pi&amp;ugrave; grande mai portato in orbita da questo vettore. Durante i tre anni previsti di vita operativa, la stazione ospiter&amp;agrave; fino a quattro missioni di breve durata, con equipaggi di quattro persone che trascorreranno circa dieci giorni a bordo.
Haven-1 si distingue per un design pi&amp;ugrave; confortevole e accogliente rispetto alla Stazione Spaziale Internazionale. Gli interni sono progettati con colori ispirati alla Terra, luci regolabili e soluzioni pensate per il benessere psicologico dell&amp;rsquo;equipaggio.
Anche il sonno sar&amp;agrave; diverso: un innovativo sistema di riposo gonfiabile sostituir&amp;agrave; quello tradizionale della Stazione Spaziale Internazionale, permettendo agli astronauti di regolare la pressione per simulare una leggera gravit&amp;agrave;.

Il progetto Haven-1 rappresenta il primo passo verso una nuova generazione di stazioni spaziali interamente private, destinate a sostituire in futuro le infrastrutture gestite dalle agenzie spaziali. Il lancio di Haven-1 stesso segna solo l&amp;rsquo;inizio di un progetto pi&amp;ugrave; ampio: Vast sta gi&amp;agrave; lavorando al suo successore, Haven-2, una stazione modulare pi&amp;ugrave; grande, con pi&amp;ugrave; portelli di attracco, pannelli solari fissi e nuovi moduli che potranno essere lanciati anche usando la Starship di SpaceX.
Haven-2 potrebbe un giorno rimpiazzare la Stazione Spaziale Internazionale, destinata a essere dismessa entro il 2030, e rappresenter&amp;agrave; un passo decisivo verso l&amp;rsquo;obiettivo pi&amp;ugrave; ambizioso di Vast: creare nello Spazio luoghi dove l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; possa vivere e lavorare stabilmente.

&amp;nbsp;

Crediti: Vast, SpaceX 
Musica: &amp;lsquo;Groovy Ambient Funk&amp;rsquo; - Moodmoode</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-17</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel-1D ’spinto‘ verso una tempesta solare da record</video:title>
            <video:description>Cosa accadrebbe se un satellite incontrasse una tempesta solare estrema subito dopo il suo lancio? Una risposta arriva dalla simulazione condotta dall&amp;rsquo;Esoc di Esa sul satellite Sentinel-1D, il quarto della missione Copernicus Sentinel-1 per l&amp;rsquo;Osservazione della Terra.

Allo spazioporto europeo di Kourou, dove verr&amp;agrave; lanciato il 4 novembre, si sta testando la capacit&amp;agrave; del team di controllo di affrontare una eventuale mancanza di comunicazione col satellite in condizioni di grave disturbo elettronico.
La simulazione si &amp;egrave; ispirata all&amp;rsquo;Evento di Carrington del 1859, la pi&amp;ugrave; forte tempesta geomagnetica mai registrata. Nel modello il satellite &amp;egrave; stato prima colpito da un brillamento solare con intense radiazioni X e ultraviolette, subendo disturbi ai sistemi radar e perdendo la capacit&amp;agrave; di navigazione e il contatto con le stazioni di Terra.

Pochi minuti dopo, si &amp;egrave; scontrato con una seconda onda, composta da particelle ad alta energia, subendodisturbi all'elettronica di bordo e potenziali guasti permanenti. Infine, 15 ore dopo il brillamento solare, una massiccia espulsione di massa coronale lanciata dal Sole a 2000 km/s si &amp;egrave; scontrata con la Terra innescando una catastrofica tempesta geomagnetica.
La tempesta simulata ha causato il gonfiamento dell'atmosfera terrestre, aumentando la resistenza aerodinamica del satellite e spingendolo fuori dalla sua traiettoria: obbligato a spendere pi&amp;ugrave; carburante del previsto per rimettersi sulla sua orbita, la sua durata di vita si&amp;nbsp;&amp;egrave; ridotta&amp;nbsp;inevitabilmente.
L&amp;rsquo;esercitazione fornir&amp;agrave; informazioni fondamentali per la costituzione di servizi operativi a livello europeo per affrontare eventi estremi di&amp;nbsp;Space Weather, contribuendo a perfezionare le procedure delle missioni.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-16</video:publication_date>
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            <video:title>Un robot per esplorare e costruire sulla Luna e oltre</video:title>
            <video:description>In vista di una presenza stabile dell&amp;rsquo;Uomo sulla Luna e di un&amp;rsquo;esplorazione robotica sempre pi&amp;ugrave; assidua su Marte, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Tedesca (Dlr) ha sviluppato un nuovo robot.
Il principio di partenza era la possibilit&amp;agrave; di trasportare carichi utili, ma anche di costruire infrastrutture.
Ci sono volute pi&amp;ugrave; di 1.500 simulazioni per giungere al buon compromesso che potesse andare incontro alle diverse necessit&amp;agrave;, tenendo conto che la stabilit&amp;agrave; del sistema e la sostenibilit&amp;agrave; del consumo energetico dovessero rimanere delle costanti.
Questo rover a sei gambe &amp;egrave; stato sviluppato per una navigazione autonoma basata sulla visione. Potrebbe essere in grado, per esempio, di individuare potenziale ghiaccio d&amp;rsquo;acqua. La sua struttura modulare permetterebbe cos&amp;igrave; di trasportare l&amp;rsquo;attrezzatura necessaria per l&amp;rsquo;estrazione e addirittura di portare il ghiaccio dove &amp;egrave; pi&amp;ugrave; necessario.
Sebbene non sia ancora previsto il lancio di questi rover, l&amp;rsquo;esperimento segna comunque un passo avanti nella tecnologia che sar&amp;agrave; utilizzata in un prossimo futuro.

&amp;nbsp;

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-15</video:publication_date>
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            <video:title>Starship conclude con successo il volo 11</video:title>
            <video:description>Ieri 13 ottobre, la Starship di SpaceX, il razzo pi&amp;ugrave; potente mai costruito, ha completato con successo un volo di prova suborbitale, replicando il risultato ottenuto alla fine di agosto. Il lancio, avvenuto dal sito texano di Starbase, &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;undicesimo del programma Starship e l&amp;rsquo;ultimo della versione 2 del veicolo che verr&amp;agrave; presto sostituita da una variante ancora pi&amp;ugrave; grande.

Per questa missione SpaceX ha introdotto alcune novit&amp;agrave;: il booster Super Heavy ha testato una nuova configurazione di atterraggio con l&amp;rsquo;accensione di cinque motori al posto dei soliti tre, configurazione che verr&amp;agrave; adottata nei prossimi voli dalla nuova versione del booster. Anche lo stadio superiore, Ship, &amp;egrave; stato modificato con la rimozione mirata di alcune piastrelle dello scudo termico per verificarne la resistenza.

Dopo la separazione degli stadi, avvenuta due minuti e mezzo dopo il decollo, il booster &amp;egrave; ammarato nel Golfo del Messico quattro minuti pi&amp;ugrave; tardi. Ship ha poi rilasciato otto satelliti dimostrativi Starlink a 192 chilometri di quota e ha riacceso uno dei suoi motori Raptor al trentottesimo minuto di volo. Il rientro atmosferico &amp;egrave; avvenuto senza problemi: la navicella ha completato la manovra di virata nelle fasi finali della discesa, ammarando con precisione nell&amp;rsquo;Oceano Indiano poco pi&amp;ugrave; di sessantasei minuti dopo il decollo.

Il volo ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti, confermando l&amp;rsquo;affidabilit&amp;agrave; del sistema e chiudendo con successo la fase operativa della versione 2. SpaceX si prepara ora alla successiva versione di Starship, aprendo la strada alle prossime missioni verso la Luna e, in futuro, verso Marte.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-14</video:publication_date>
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            <video:title>Lo Spazio in Tasca - Trailer</video:title>
            <video:description>Lo Spazio sta per atterrare sulla Terra! Il 21 ottobre esce Lo Spazio in Tasca, la miniserie condotta da Teodoro Valente, Presidente ASI, dedicata a rendere semplice la complessit&amp;agrave; dello Spazio. ​Satelliti, orbite, missioni, tecnologie quotidiane e intelligenza artificiale: 5 episodi per scoprire quanto il nostro presente (e futuro) dipenda dallo Spazio.​</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-14</video:publication_date>
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            <video:title>Sonda Plato, costruzione completata</video:title>
            <video:description>Plato sta procedendo con i test finali.
La sonda dell&amp;rsquo;Esa, il cui lancio &amp;egrave; previsto per dicembre 2026, &amp;egrave; progettata per individuare gli esopianeti terrestri che orbitano fino alla zona abitabile di stelle simili al Sole.
Plato &amp;egrave; arrivata a settembre al Centro Estec dell'Esa nei Paesi Bassi. Per giungere al completamento del veicolo spaziale, gli ingegneri lo hanno inserito in una camera bianca dedicata, sospendendo il modulo combinato di schermo e pannello solare a un dispositivo di sollevamento. Dopo averlo montato sulla sonda &amp;egrave; iniziato il test di apertura in cui l&amp;rsquo;assenza di gravit&amp;agrave; &amp;egrave; stata simulata grazie a un sistema di pulegge che si spostava insieme al dispiegamento dei pannelli.
Questi elementi sono vitali per la missione. Una volta in orbita, il pannello solare dovr&amp;agrave; generare l&amp;rsquo;energia che alimenta la sonda, mentre lo schermo riparer&amp;agrave; le apparecchiature scientifiche dai raggi solari.
L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana ha contribuito al finanziamento del cuore della missione: una serie di 26 telescopi ottimizzati per monitorare contemporaneamente oltre 150mila stelle.
Sotto la supervisione dell'Inaf, che ha anche ideato il progetto ottico, i telescopi sono stati costruiti e testati da Leonardo, Thales Alenia Space Italia e alcune piccole e medie imprese del nostro territorio.

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-13</video:publication_date>
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            <video:title>Inaugurata a Roma la Space Smart Factory di Thales Alenia Space</video:title>
            <video:description>Inaugurata a Roma presso il Tecnopolo Tiburtino la Space Smart Factory di Thales Alenia Space.
Lo stabilimento, tra i&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; grandi d&amp;rsquo;Europa, impiega sistemi di automazione flessibili e digitali per una elevata capacit&amp;agrave; produttiva dai microsatelliti alle grandi costellazioni.
Parte del progetto Space Factory 4.0, la fabbrica&amp;nbsp;&amp;egrave; un vero digital hub che produrr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; di 100 satelliti all'anno guidando lo sviluppo di nuovi prodotti.
Camere pulite modulari, ambienti riconfigurabili e impianti di ultima generazione con&amp;nbsp;utilizzo&amp;nbsp;di&amp;nbsp;digital twin per progettare, assemblare, testare e integrare satelliti.
La Space Smart Factory &amp;egrave; cofinanziata da ASI tramite il PNRR, con finanziamenti di Thales Alenia Space e&amp;nbsp;investimenti di Thales e Leonardo.</video:description>
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            <video:title>Il primo catalogo dei vortici di Marte</video:title>
            <video:description>Hanno addestrato un algoritmo d&amp;rsquo;intelligenza artificiale e setacciato vent&amp;rsquo;anni di dati delle sonde Mars Express ed ExoMars Trace Gas Orbiter. In questo modo, un gruppo di scienziati &amp;egrave; riuscito a costruire il primo catalogo globale dei diavoli di polvere, le caratteristiche colonne d&amp;rsquo;aria che spiraleggiano sulla superficie del Pianeta Rosso.

Oltre mille vortici registrati, di cui centinaia con direzione e velocit&amp;agrave; di movimento precise, rivelano che i venti di Marte sono molto pi&amp;ugrave; forti di quanto previsto. Sferzano fino a circa 160 chilometri orari, velocit&amp;agrave; che - a causa dell&amp;rsquo;atmosfera rarefatta - un essere umano percepirebbe appena.

Questi mini-tornado sono pi&amp;ugrave; comuni in primavera e in estate, nelle ore centrali del giorno. Molti si formano in regioni specifiche come Amazonis Planitia, dove il terreno sabbioso favorisce la nascita dei vortici. Possono modulare la temperatura, raffreddando le giornate e trattenendo calore durante la notte, favorire la formazione di nubi
e perfino facilitare la dispersione di vapore acqueo nello spazio.

Oltre a migliorare i modelli climatici di Marte, il catalogo sar&amp;agrave; cruciale per la pianificazione delle missioni future. Conoscere la direzione e l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; dei venti permette di scegliere siti di atterraggio pi&amp;ugrave; sicuri e di stimare quanta polvere potrebbe accumularsi sui pannelli solari dei rover. Non a caso, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea ha gi&amp;agrave; iniziato a utilizzare questi dati per preparare la missione del rover ExoMars Rosalind Franklin, il cui atterraggio &amp;egrave; previsto per il 2030, lontano dalla stagione delle grandi tempeste di polvere.</video:description>
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            <video:title>Dentro la luce del Sole</video:title>
            <video:description>La National Science Foundation e il New Jersey Institute of Technology hanno presentato nel maggio scorso le immagini pi&amp;ugrave; nitide mai ottenute della corona solare. Tra queste, per la prima volta, gli astronomi hanno potuto osservare da vicino un plasmoide coronale, una misteriosa struttura di plasma che si forma e si dissolve nell&amp;rsquo;atmosfera del Sole.
A rendere possibile questa scoperta &amp;egrave; stato Cona, il primo sistema al mondo di ottica adattiva dedicato alla corona solare, installato sul Goode Solar Telescope dell&amp;rsquo;Osservatorio Solare di Big Bear, in California.

Grazie ad anni di sviluppo, il team guidato dal National Solar Observatory ha completato la messa in funzione scientifica di Cona e ha condotto una campagna di osservazione di due settimane. I risultati,&amp;nbsp;&amp;nbsp;insieme ai dati dei test del 2023 e 2024, sono ora disponibili al pubblico.
Con una risoluzione straordinaria, capace di distinguere dettagli di appena 63 chilometri sulla superficie del Sole, gli astronomi hanno raccolto 80 osservazioni ad alta risoluzione di fenomeni spettacolari: protuberanze solari, pioggia coronale, spicole, plasmoidi e bolle di plasma in rapido movimento.
In totale, si tratta di 30 ore di osservazioni, pari a 8 terabyte di dati compressi in 170 gigabyte di immagini ricostruite. Un archivio prezioso e dettagliato sull&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; del Sole, mostrando come il plasma si muove, si raffredda e s'intreccia nei campi magnetici.

Le immagini sono state riprese con due strumenti principali: il Vis, che osserva la luce dell&amp;rsquo;idrogeno a 656 nanometri, e il Niris, che analizza la luce dell&amp;rsquo;elio a 1083 nanometri. Grazie agli spostamenti Doppler di queste linee spettrali, &amp;egrave; stato possibile misurare la velocit&amp;agrave; del plasma lungo la linea di vista.
Tutti i dati e i video sono disponibili online, presso il Big Bear Solar Observatory, per chiunque voglia esplorarli.

Crediti; Schmidt et al./Njit/Nso/Aura/Nsf
Musiche: 'Science Documentary&amp;rsquo; - Lexin Music</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-08</video:publication_date>
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            <video:title>Tiangong rafforza le difese contro i detriti spaziali</video:title>
            <video:description>La stazione spaziale cinese Tiangong ha rafforzato la propria protezione contro i detriti spaziali. Lo scorso 26 settembre, due taikonauti della missione Shenzhou 20, hanno completato una passeggiata spaziale di sei ore per installare nuovi scudi antidetriti e svolgere lavori di manutenzione esterna, mentre il terzo membro dell&amp;rsquo;equipaggio &amp;egrave; rimasto a bordo. L&amp;rsquo;operazione &amp;egrave; stata effettuata con il supporto del braccio robotico della stazione. Si tratta della quarta attivit&amp;agrave; extraveicolare della missione, che ha fatto del potenziamento della difesa di Tiangong una delle sue priorit&amp;agrave; principali, con interventi simili gi&amp;agrave; effettuati il 22 maggio e il 15 agosto. L&amp;rsquo;equipaggio di Shenzhou-20, operativo gi&amp;agrave; da cinque mesi ha effettuato diversi esperimenti scientifici nel campo della biologia.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-07</video:publication_date>
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            <video:title>Il cerchio radio anomalo più potente e distante</video:title>
            <video:description>Sono stati scoperti appena sei anni fa e ora, con un nuovo rilevamento, gli astronomi potrebbero spiegare l&amp;rsquo;origine dei &amp;lsquo;cerchi radio anomali&amp;rsquo; con i deflussi di supervento dalle radiogalassie a spirale che li ospitano.
Si tratta di anelli giganteschi, a emissione radio, che circondano le galassie; deboli strutture di plasma, le cui particelle di gas sono influenzate da potenti campi magnetici e si muovono quasi alla velocit&amp;agrave; della luce. Ricerche precedenti suggeriscono che questo fenomeno cosmico si sia generato a seguito delle onde d'urto provocate dalla fusione di buchi neri o galassie.
La collaborazione tra astronomi professionisti e astronomi amatoriali, i cosiddetti citizen scientist, ha reso possibile la scoperta del cerchio radio anomalo pi&amp;ugrave; distante e potente; una sorgente (J131346.9+500320), rilevata quando l&amp;rsquo;Universo aveva circa 8 miliardi di anni e che presenta addirittura due anelli intersecati.
Gli studiosi hanno utilizzato Lofar, il radiotelescopio con oltre 20mila antenne sparse per il territorio europeo che, al momento, ha la maggiore sensibilit&amp;agrave; nelle basse frequenze. Le analisi hanno mostrato getti di plasma provenienti dalle galassie di appartenenza e che parrebbero piegarsi per andare a formare dei cerchi. L&amp;rsquo;ipotesi quindi &amp;egrave; che il plasma magnetizzato scontrandosi con il plasma caldo di quella regione ricca di ammassi galattici, assuma la forma di anello.
I cerchi radio anomali potrebbero quindi far parte di quelle insolite strutture cosmiche modellate dai venti e dai loro ambienti, o da getti di buchi neri.

Crediti video: RAD@home, Nasa, Esa, Astron</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-06</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti gli occhi puntati su 3I/Atlas</video:title>
            <video:description>La cometa interstellare 3I/Atlas, individuata nel luglio 2025, &amp;egrave; il terzo oggetto interstellare scoperto a transitare nel nostro sistema planetario. La sua traiettoria e l&amp;rsquo;altissima velocit&amp;agrave;, oltre 200 mila chilometri orari, dimostrano la sua origine extrasolare.
Fino a qualche giorno fa l'abbiamo potuta osservare utilizzando i telescopi terrestri, ma ora la sua orbita l'ha portata oltre il Sole, rispetto al nostro punto di vista, rendendo impossibile puntarla con gli strumenti disponibili sul nostro pianeta.
Grazie a una flotta di sonde Esa e Nasa per&amp;ograve;, gi&amp;agrave; in missione nello spazio con altre finalit&amp;agrave;, potremo continuare a seguire la sua attivit&amp;agrave; anche mentre si trova in una posizione nascosta rispetto alla Terra.

Nei prossimi giorni gli orbiter dell'Agenzia Spaziale Europea Mars Express ed ExoMars Tgo la seguiranno dal Pianeta Rosso. Anche la missione Nasa Psyche, diretta verso l&amp;rsquo;asteroide omonimo situato nella fascia principale, ne catturer&amp;agrave; i dati.
Il momento pi&amp;ugrave; importante arriver&amp;agrave; nei primi di novembre quando la cometa avr&amp;agrave; superato il passaggio per il perielio, il punto pi&amp;ugrave; vicino al Sole. In questa fase, in cui toccher&amp;agrave; il suo picco di attivit&amp;agrave; grazie al calore accumulato dal Sole che vaporizzer&amp;agrave; i suoi ghiacci, entrer&amp;agrave; in gioco la missione europea Juice, ora in viaggio verso le lune di Giove, che punter&amp;agrave; i suoi strumenti verso 3I/Atlas all'inizio e soprattutto alla fine del mese, quando avr&amp;agrave; la possibilit&amp;agrave; di effettuare osservazioni pi&amp;ugrave; lunghe.

Grazie a questo monitoraggio continuo, gli scienziati potranno analizzare a fondo la composizione chimica del visitatore interstellare e confrontarla con le comete che fanno parte del Sistema Solare. Il risultato ci dir&amp;agrave; se gli ingredienti che formano i pianeti locali sono comuni in tutta la galassia o se 3I/Atlas porta con s&amp;eacute; elementi esotici, provenienti da un altro sistema stellare.
In ogni caso, si tratta di un'occasione unica in cui, per la prima volta, varie sonde gi&amp;agrave; operative lavoreranno insieme per carpire il pi&amp;ugrave; possibile i segreti del&amp;nbsp;&amp;nbsp;misterioso oggetto extrasolare.

&amp;nbsp;

Foto di copertina: 3I/Atlas catturata con il Gemini South Telescope. Crediti: International Gemini Observatory/NoirLab/Nsf/Aura/Shadow the ScientistImag. Processing: J. Miller &amp; M. Rodriguez, T.A. Rector, M. Zamani
Crediti video: Nasa, Esa, Eso
Musiche: Science Documentary, Lexin Music</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-03</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco il pianeta vagabondo più vorace di tutti</video:title>
            <video:description>6 miliardi di tonnellate di gas e polveri assorbiti al secondo: &amp;egrave; il tasso di crescita pi&amp;ugrave; elevato mai registrato per un pianeta fino a oggi ed &amp;egrave; stato registrato su Cha 1107-7626, un pianeta vagabondo, che fluttua cio&amp;egrave; liberamente nello spazio senza orbitare attorno a una stella, individuato dal Very Large Telescope di Eso.
La scoperta dimostra che la formazione di alcuni pianeti vagabondi potrebbe essere simile a quella delle stelle: in precedenza simili picchi di accrescimento, infatti, erano gi&amp;agrave; stati individuati ma solo in stelle giovani.
Questo vorace pianeta vagabondo ha una massa da cinque a dieci volte quella di Giove, e si trova a circa 620 anni luce di distanza, nella costellazione del Camaleonte.
Il suo accrescimento esplosivo, stimato di almeno due mesi, &amp;egrave; stato analizzato anche grazie ai dati del telescopio spaziale James Webb. Il pianeta &amp;egrave; passato da una fase di riposo tra aprile e maggio 2025 a un accrescimento straordinario tra giugno e agosto 2025, registrando un aumento record del suo tasso di accrescimento di massa da 6 a 8 volte.

Il processo &amp;egrave; stato studiato confrontando la luce emessa prima e durante l'esplosione: l'attivit&amp;agrave; magnetica del pianeta sembra aver avuto un ruolo determinante durante il picco di crescita, dimostrando che anche corpi planetari possono possedere forti campi magnetici in grado di alimentare grandi eventi di accrescimento.
Il team, inoltre, ha rilevato durante l'esplosione emissioni di vapore acqueo assenti nella fase di riposo.
La ricerca, pubblicata su The Astrophysical Journal Letters, vede la guida dell'Osservatorio Astronomico di Palermo di Inaf.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Starship si prepara per l’undicesimo volo</video:title>
            <video:description>Il gigante spaziale di SpaceX &amp;egrave; pronto a tornare in volo. L&amp;rsquo;undicesimo lancio&amp;nbsp;di Starship, il razzo pi&amp;ugrave; potente mai costruito, &amp;egrave; programmato per il 13 ottobre&amp;nbsp;dalla base di Starbase, in Texas. Sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;ultimo test della Versione 2&amp;nbsp;del veicolo, alto 121 metri, prima del debutto della Versione 3, ancora pi&amp;ugrave; imponente, che esordir&amp;agrave; con il prossimo volo.

Starship &amp;egrave; un sistema di trasporto completamente riutilizzabile, progettato per portare uomini e carichi nello spazio, verso la Luna e, come obiettivo finale, verso Marte.

Come nella precedente missione di agosto, conclusa con successo, il razzo sar&amp;agrave; composto dal booster Super Heavy e dalla navetta Ship. Entrambi termineranno il volo in mare: il primo nel Golfo del Messico, la seconda nell&amp;rsquo;Oceano Indiano, dopo aver rilasciato otto satelliti Starlink dimostrativi.

La missione servir&amp;agrave; anche a testare nuove soluzioni: SpaceX rimuover&amp;agrave; alcune piastrelle dello scudo termico di Ship per verificarne la resistenza, mentre Super Heavy prover&amp;agrave; una nuova configurazione di atterraggio, utilizzando cinque motori Raptor&amp;nbsp;invece del solito trio: un&amp;rsquo;anteprima della Versione 3 di Super Heavy.

Intanto, ad agosto scorso, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e SpaceX hanno firmato un importante accordo&amp;nbsp;per trasportare esperimenti italiani sulle prime missioni Starship destinate alla consegna di carichi commerciali sul Pianeta Rosso.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-10-01</video:publication_date>
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            <video:title>L’origine delle lune nell’occhio di Webb</video:title>
            <video:description>Come si formano lune? E quali sono gli ingredienti, i processi fisici e le scale temporali?

Il nostro Sistema Solare ha otto pianeti e 400 lune che si pensa si siano formate dall&amp;rsquo;aggregazione del materiale circumplanetario. Le ultime osservazioni di Webb aggiungono prove scientifiche alle teorie.

Il telescopio spaziale ha osservato per la prima volta in modo diretto il materiale di un disco attorno a un esopianeta in un sistema ancora in fase di formazione.

CT Cha b si trova a 625 anni luce dalla Terra e orbita intorno alla sua giovane stella di appena 2 milioni di anni. I due oggetti sono circondati da differenti dischi di accrescimento i quali distano circa 74 miliardi di chilometri.

Grazie alla sensibilit&amp;agrave; di Webb e alla perseveranza dei ricercatori che hanno studiato il sistema per oltre un anno, &amp;egrave; emerso che i due dischi di accrescimento hanno una chimica diversa: il materiale che ruota attorno al pianeta &amp;egrave; ricco di carbonio che, invece, &amp;egrave; completamente assente nel disco che circonda la stella.

La differenza tra i due dischi offre la prova della loro rapida evoluzione chimica nell'arco di soli due milioni di anni aiutando comprendere anche le origini del nostro Sistema Solare.

Nei prossimi anni, alle ricerche di Webb, si aggiungeranno anche i dati delle missioni che raggiungeranno le lune ghiacciate di Giove e una delle lune di Saturno: Juice, che &amp;egrave; gi&amp;agrave; in viaggio e vanta anche il contributo dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, ed Enceladus Orbilander.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-30</video:publication_date>
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            <video:title>Che tempo fa nell'universo? - Notte Europea dei Ricercatori</video:title>
            <video:description>Gioco a quiz interattivo con premiazione finale&amp;nbsp;condotto da&amp;nbsp;Valerio Vagelli e Andrea Marinucci durante la&amp;nbsp;Notte Europea dei Ricercatori.


&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Intervento del DG ASI LUCA SALAMONE - Notte Europea dei Ricercatori</video:title>
            <video:description>Intervento del Direttore Generale&amp;nbsp;dell'Agenzia Spaziale Italiana LUCA&amp;nbsp;SALAMONE&amp;nbsp;nel corso della&amp;nbsp;Notte Europea dei Ricercatori 2025.</video:description>
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            <video:title>JAKIDALE intervista l’astronauta WALTER VILLADEI</video:title>
            <video:description>Nel particolare contesto scientifico&amp;nbsp;della Notte Europea dei Ricercatori 2025,

presso l'Agenzia Spaziale Italiana lo youtuber e influencer&amp;nbsp;Jakidale&amp;nbsp;famoso a livello internazionale&amp;nbsp;intervista

l&amp;rsquo;astronauta italiano&amp;nbsp;dell'Aeronautica Militare Walter Villadei.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>JAKIDALE intervista SERENA PEZZILLI e LUCA DI FINO</video:title>
            <video:description>Nel particolare contesto scientifico&amp;nbsp;della Notte Europea dei Ricercatori 2025,

lo youtuber e influencer&amp;nbsp;Jakidale&amp;nbsp;famoso a livello internazionale&amp;nbsp;intervista

i ricercatori SERENA PEZZILLI e LUCA DI FINO dell'Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:title>Orchestra i Giovani Accademici - Notte Europea dei Ricercatori</video:title>
            <video:description>Prima esibizione dell'Orchestra&amp;nbsp;i&amp;nbsp;Giovani Accademici condotta&amp;nbsp;dal Maestro Paolo Angelucci


SHORT BIO ORCHESTRA

Fondata nel 2011, l'Orchestra I GIOVANI ACCADEMICI nasce come laboratorio di formazione e produzione orchestrale per giovani musicisti dai 12 ai 20 anni. Ha tenuto concerti in Belgio, Repubblica Ceca e Slovacchia. &amp;Egrave; vincitrice del Gran Prix del Concorso CHORUS INSIDE di Chieti. Nel 2017 ha vinto la Medaglia d'Oro al BHOEMIAN YOUNG MUSIC FESTIVAL di Praga. Nel 2022 ha vinto la Medaglia d'Oro allo YOUTH MUSIC FESTIVAL di Bratislava. Nel 2024 ha vinto il primo premio e la menzione di migliore orchestra al prestigioso concorso internazionale LASZLO SPEZZAFERRI di Verona. Sempre nel 2024 &amp;egrave; vincitrice assoluta con il punteggio di 100/100 del Premio Anxanum di Lanciano (Ch) e del&amp;nbsp;concorso nazionale ORTONA CITTA&amp;rsquo; D&amp;rsquo;ARTE &amp;ndash; LIONS CLUB di Ortona (Ch), ottenendo anche i premi speciali Fedele Fenaroli e F. P. Tosti. Nel 2024 consegue la Medaglia d&amp;rsquo;Oro all&amp;rsquo;International Festival of Advent and Christmas Music di Bratislava e nel 2025 l&amp;rsquo;EXCELLENT GOLD LEVEL con 98/100 al Golden Sardana Music Festival and Competition di Lloret de Mar.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-29</video:publication_date>
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            <video:title>“Il Tempo nello Spazio”  Notte Europea dei Ricercatori</video:title>
            <video:description>Conferenza deidcata allo Spazio, Velocit&amp;agrave; e&amp;nbsp;Tempo condotta nel corso della Notte Europea dei Ricercatori

dagli scienziati Mario Musmeci, Ettore Perozzi ed Edoardo Detoma a 37 anni dalla fondazione dell'Agenzia Spaziale Italiana.


&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-29</video:publication_date>
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            <video:title>IAC 2025, Sydney diventa la capitale dello spazio</video:title>
            <video:description>Qui a Sydney &amp;nbsp;lo spazio &amp;egrave; di casa: &amp;egrave; iniziato lo IAC 2025. La 76&amp;ordf; edizione del congresso porter&amp;agrave; qui ricercatori, rappresentanti delle principali agenzie spaziali e aziende da tutto il mondo per parlare di futuro, innovazione e di come prepararsi alle prossime sfide tra Terra, Luna e Marte.

Sydney &amp;egrave; il cuore pulsante dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale con IAC 2025, il pi&amp;ugrave; importante congresso mondiale dedicato al settore, in programma dal 29 settembre al 3 ottobre. Con il tema &amp;ldquo;Sustainable space: resilient Earth&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;evento, organizzato dalla International Astronautical Federation e ospitato dalla Space Industry Association of Australia, in collaborazione con l&amp;rsquo;Agenzia spaziale australiana e il Governo del Nuovo Galles del Sud, riunisce migliaia di esperti, ricercatori, agenzie e aziende di oltre 100 paesi per discutere di sostenibilit&amp;agrave;, innovazione e cooperazione internazionale nello spazio. Sostenibilit&amp;agrave; delle orbite, nuove tecnologie per l&amp;rsquo;esplorazione lunare e marziana, il ruolo dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale e l&amp;rsquo;importanza della cooperazione internazionale per costruire un futuro spaziale pi&amp;ugrave; accessibile e responsabile sono i punti chiave della manifestazione.

L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, tra i protagonisti, presenta le missioni di osservazione della Terra, utili per monitorare il clima, fino alle sfide verso la Luna e Marte. Con il supporto di un&amp;rsquo;industria nazionale tra le pi&amp;ugrave; avanzate al mondo, l&amp;rsquo;Italia conferma cos&amp;igrave; il suo ruolo da protagonista nel panorama spaziale internazionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-28</video:publication_date>
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            <video:title>10 anni fa la storica scoperta delle onde gravitazionali</video:title>
            <video:description>10 anni fa, il 14 settembre 2015, &amp;egrave; stato rilevato il primo segnale di onde gravitazionali aprendo all&amp;rsquo;astronomia multimessaggera.
Le onde gravitazionali sono oscillazioni dello spazio-tempo che si propagano nel cosmo alla velocit&amp;agrave; della luce.
Previste da Einstein nel 1916 esse sono prodotte da eventi celesti estremi come lo scontro fra buchi neri o stelle di neutroni.
Il loro primo segnale &amp;egrave; stato captato dai 3 interferometri della cooperazione tra gli esperimenti LIGO negli USA e Virgo in Italia.
L&amp;rsquo;Italia ha un ruolo di&amp;nbsp;leader in Virgo, rilevatore situato vicino a Pisa presso l&amp;rsquo;European Gravitational Observatory e fondato dall&amp;rsquo;Infn e il francese Cnrs.
L&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; inoltre candidata a ospitare in Sardegna l&amp;rsquo;Einstein Telescope: un grande rivelatore sotterraneo di onde gravitazionali di 3&amp;ordf; generazione.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-26</video:publication_date>
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            <video:title>Il cuore oscuro della Via Lattea brilla di nuove stelle</video:title>
            <video:description>Sagittarius B2 &amp;egrave; la nube di formazione stellare pi&amp;ugrave; grande e attiva della nostra galassia. Si trova vicino al centro della Via Lattea, in un'area estremamente densa, popolata da stelle, altre nubi molecolari e intensi campi magnetici, a poche centinaia di anni luce dal buco nero supermassiccio Sagittarius A*. Nonostante possieda soltanto il dieci per cento del gas disponibile nella regione, produce da sola la met&amp;agrave; delle nuove stelle che nascono nel cuore galattico.
Nello spettro della luce visibile, il centro della nostra galassia appare nascosto e misterioso, ma attraverso gli strumenti del telescopio spaziale James Webb, gli astronomi hanno ottenuto delle immagini senza precedenti di questa immensa fabbrica di stelle. Usando la luce infrarossa infatti, il Webb &amp;egrave; riuscito a penetrare parte delle spesse nubi di gas e polveri, rivelando giovani astri e il calore emesso dalla polvere che li avvolge.

Grazie allo strumento MIRI, sensibile al medio infrarosso, &amp;egrave; emersa la polvere riscaldata da stelle massicce appena formate con un livello di dettaglio mai raggiunto finora. In particolare, la porzione della nube chiamata Sagittarius B2 North, una delle regioni pi&amp;ugrave; dense di molecole che conosciamo.
Attraverso lo strumento NIRCam invece, che osserva nelle frequenze del vicino infrarosso, sono le stelle colorate a dominare la scena, mentre gas e polveri restano sullo sfondo. Gli astronomi le analizzeranno nei dettagli, determinandone massa ed et&amp;agrave; di ognuna per ricostruire la storia e i processi che stanno alimentando la formazione stellare locale.
Le nuove osservazioni mostrano anche zone che sembrano scure, vuote, ma in realt&amp;agrave; sono cos&amp;igrave; cariche di gas e polveri da risultare impenetrabili persino ai sofisticati occhi elettronici del Webb. Queste regioni oscure custodiscono stelle ancora troppo giovani per brillare.
Capire il ruolo di Sagittarius B2 &amp;egrave; fondamentale perch&amp;eacute; pur disponendo di immense quantit&amp;agrave; di gas, il centro galattico nel complesso &amp;egrave; poco produttivo, mentre questa nube, da sola, genera la met&amp;agrave; delle stelle della regione.
Uno dei grandi enigmi dell&amp;rsquo;evoluzione stellare nella nostra galassia che gli astronomi sperano di risolvere grazie agli strumenti pi&amp;ugrave; sofisticati oggi a disposizione, come il telescopio spaziale James Webb</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-25</video:publication_date>
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            <video:title>Starship, superato un altro test di accensione statica</video:title>
            <video:description>Proseguono i preparativi per il prossimo volo di Starship di SpaceX, il razzo pi&amp;ugrave; potente mai costruito. Dopo aver testato con successo il gigantesco booster 'Super Heavy', l&amp;rsquo;azienda ha effettuato un cosiddetto 'test di accensione statica', in cui i sei motori Raptor del secondo stadio vengono accesi per alcuni secondi mentre il razzo resta saldamente ancorato alla rampa di lancio. &amp;Egrave; una prova fondamentale per verificare che i motori e i sistemi di bordo funzionino correttamente, prima di tentare il decollo.
Finora il razzo Starship ha volato dieci volte. L&amp;rsquo;ultimo test, ad agosto scorso, &amp;egrave; stato un successo, il booster e la navetta sono rientrati come previsto e, per la prima volta, &amp;egrave; stato collaudato il sistema di rilascio dei carichi, che ha permesso di espellere in orbita otto payload dimostrativi. Un risultato importante, raggiunto dopo le anomalie riscontrate nei test precedenti.
La prossima missione sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;ultima con la Versione 2 di Starship. Il successore sar&amp;agrave; la Versione 3, ancora pi&amp;ugrave; grande e performante grazie ai nuovi motori Raptor, pi&amp;ugrave; longevi ed economici degli attuali, ma soprattutto capaci di generare il 20% di spinta in pi&amp;ugrave;: un aumento di potenza fondamentale per garantire il supporto necessario ai futuri viaggi verso Marte.
Intanto, ad agosto scorso, l'Agenzia Spaziale Italiana e SpaceX hanno firmato un importante accordo per trasportare esperimenti italiani sulle prime missioni Starship destinate alla consegna di carichi commerciali sul Pianeta Rosso.

Credits: SpaceX
Music: &amp;lsquo;Terminal&amp;rsquo; - Bransboynd</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-24</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco la nuova classe di candidati astronauti della Nasa</video:title>
            <video:description>La prossima generazione di astronauti Nasa prende forma con dieci nuovi candidati. La classe 2025, presentata luned&amp;igrave; presso il Johnson Space Center a Houston, affronter&amp;agrave; ora quasi due anni di addestramento prima di ricevere assegnazioni di volo a supporto di future missioni scientifiche e di esplorazione in orbita terrestre bassa, sulla Luna e su Marte.

Il programma di formazione include medicina spaziale, robotica, sopravvivenza in ambienti estremi, geologia, lingue straniere e simulazioni di passeggiate spaziali.

I nuovi selezionati, uomini e donne scelti tra oltre 8mila candidature, provengono da percorsi diversi: Ben Bailey, ufficiale dell&amp;rsquo;esercito e collaudatore di elicotteri; Lauren Edgar, geologa e ricercatrice per missioni lunari e marziane; Adam Fuhrmann, maggiore dell&amp;rsquo;aeronautica e pilota di caccia F-16 e F-35; Yuri Kubo, ingegnere elettronico con lunga esperienza in SpaceX; Rebecca Lawler, ex ufficiale della Marina e pilota collaudatrice; Anna Menon, ingegnere biomedico, gi&amp;agrave; nello spazio con la missione Polaris Dawn di SpaceX; Imelda Muller, con formazione in medicina subacquea e spaziale; Erin Overcash, tenente comandante della Marina e pilota di Super Hornet; Cameron Jones, maggiore dell&amp;rsquo;aeronautica ed esperto pilota collaudatore di F-22; Katherine Spies, ex pilota dei Marines e dirigente in Gulfstream Aerospace.

Dopo il percorso di addestramento, entreranno a far parte del corpo astronauti attivo della Nasa, gi&amp;agrave; impegnato nella ricerca scientifica a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, nella preparazione delle missioni Artemis e delle future esplorazioni marziane. Il loro contributo sar&amp;agrave; essenziale per far progredire l&amp;rsquo;esplorazione dello spazio profondo e garantire una presenza umana duratura oltre l&amp;rsquo;orbita terrestre bassa.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il buco nero che cresce a passi da gigante</video:title>
            <video:description>Non si era mai visto un buco nero crescere a ritmi cos&amp;igrave; elevati. Ci sono voluti due anni di rilevamenti con l&amp;rsquo;osservatorio a raggi X, Chandra della Nasa. I suoi dati, messi a confronto con modelli teorici, hanno mostrato che questo buco nero sembra crescere a una velocit&amp;agrave; che supera di 2,4 volte il limite ordinario per questi oggetti, il cosiddetto Limite di Eddinghton. Un dato che ha sconcertato gli stessi scienziati. La grande quantit&amp;agrave; di materia che attraversa l&amp;rsquo;orizzonte degli eventi, e cio&amp;egrave; il confine alla cui gravit&amp;agrave; non sfugge pi&amp;ugrave; nulla, alimenta un quasar, Racs J0320-35, un nucleo galattico estremamente luminoso. Gli astronomi lo avevano gi&amp;agrave; rilevato combinando i dati del radiotelescopio australiano Askap e quelli ottici della Dark Energy Camera, installata sul telescopio Victor Blanco dell&amp;rsquo;Osservatorio di Cerro Tololo in Cile. Poi, sempre dal Cile, il telescopio Gemini South ne ha misurato la distanza. Il buco nero si trova a 12,8 miliardi di anni luce dalla Terra. Lo stiamo quindi osservando nel momento in cui l&amp;rsquo;Universo aveva appena 920 milioni di anni. Pesa circa un miliardo di volte la massa del Sole e sta producendo pi&amp;ugrave; raggi X di qualsiasi altro buco nero mai rilevato nell'Universo primordiale. La scoperta fornir&amp;agrave; nuovi indizi che aiuteranno a spiegare come l'Universo abbia creato la prima generazione di buchi neri e come alcuni di essi abbiamo potuto raggiungere masse enormi in tempi relativamente brevi.

Crediti video: Nasa, NoirLab, Csiro</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-22</video:publication_date>
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            <video:title>Banchetto ghiacciato per una nana bianca</video:title>
            <video:description>C&amp;rsquo;&amp;egrave; una stella spenta che, nonostante abbia terminato il carburante, non ha perso l&amp;rsquo;appetito. A circa 260 anni luce da noi, una nana bianca &amp;ndash; il denso residuo di una stella simile al Sole &amp;ndash; sta infatti divorando i frammenti ghiacciati di un oggetto simile a Plutone.

Il fenomeno &amp;egrave; stato osservato dal telescopio spaziale Hubble, che con la sua sensibilit&amp;agrave; alla luce ultravioletta ha svelato un banchetto stellare altrimenti invisibile.

Grande quanto la Terra e con una massa pari a met&amp;agrave; del Sole, la nana bianca esercita una gravit&amp;agrave; potentissima, capace di catturare e distruggere gli oggetti circostanti. Ed &amp;egrave; proprio quello che &amp;egrave; successo: in una regione del suo sistema analoga alla Fascia di Kuiper - il vasto anello di detriti ghiacciati che si estende oltre l&amp;rsquo;orbita di Nettuno - la stella ha fatto a pezzi un oggetto ricco di ghiaccio, inglobandolo lentamente.

I frammenti sono sorprendentemente ricchi di acqua, azoto, carbonio e zolfo: elementi &amp;lsquo;volatili&amp;rsquo;, cio&amp;egrave; sostanze che evaporano facilmente e che non ci si aspetterebbe di trovare intorno a una nana bianca.

I resti sono composti per circa due terzi da ghiaccio d&amp;rsquo;acqua, segno che l&amp;rsquo;oggetto provenisse da un corpo molto pi&amp;ugrave; grande di una cometa, forse un vero e proprio pianeta nano. La presenza record di azoto rafforza inoltre il paragone con Plutone, la cui superficie &amp;egrave; ricoperta da ghiacci di questo elemento. Tra miliardi di anni,&amp;nbsp;anche il nostro Sole collasser&amp;agrave; in nana bianca e trasciner&amp;agrave;&amp;nbsp;a s&amp;eacute; gli oggetti ghiacciati della Fascia di Kuiper, dando vita a uno spettacolo simile a quello appena catturato da Hubble.</video:description>
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            <video:title>In 30 anni scoperti 6000 esopianeti</video:title>
            <video:description>Sale a 6000 il numero ufficiale degli esopianeti scoperti. Un traguardo raggiunto 30 anni dopo la scoperta di 51 Pegasi b, il primo pianeta identificato al di fuori del nostro sistema solare.

A monitorare il conteggio degli esopianeti ufficiali &amp;egrave; l'Exoplanet Science Institute di Nasa. Ad oggi sono, inoltre, 8000 gli esopianeti candidati in attesa di conferma.&amp;nbsp;

Nella Via Lattea si pensa ci siano miliardi di pianeti, eppure trovarli rimane una grande sfida.
Sono, infatti, meno di 100 gli esopianeti che sono stati osservati direttamente; tutti gli altri, cos&amp;igrave; deboli da perdersi nella luce della stella che li ospita, sono stati identificati con metodi di rilevamento indiretti. Per confermare la presenza di un pianeta diventa cos&amp;igrave;​&amp;nbsp;necessario un monitoraggio continuo e da parte di pi&amp;ugrave; telescopi, allungando i tempi d&amp;rsquo;attesa.

Tuttavia, negli ultimi anni il tasso di scoperte di esopianeti ha subito un'accelerazione, una tendenza che sembra continuare.
Questo grazie soprattutto alla missione Gaia dell'Esa, conclusa nel 2025, che ha creato la mappa tridimensionale pi&amp;ugrave; dettagliata della Via Lattea sfruttando la&amp;nbsp;tecnica astrometrica. Con un lancio previsto nel 2027, il telescopio spaziale Nancy Grace Roman punter&amp;agrave;, invece, sull'effetto della&amp;nbsp;lente gravitazionale&amp;nbsp;per scoprire migliaia di nuovi esopianeti.
La missione Nasa tester&amp;agrave;&amp;nbsp;un coronografo dimostrativo per bloccare la luce stellare e rendere visibili pianeti pi&amp;ugrave; deboli. Sar&amp;agrave; cos&amp;igrave; in grado di osservare direttamente un pianeta delle dimensioni e della temperatura di Giove in orbita attorno a una stella simile al Sole, potendo cos&amp;igrave; rilevare altri sistemi solari affini al nostro in tutta la Via Lattea.</video:description>
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            <video:title>Atlante 3D dei vivai stellari nella Via Lattea</video:title>
            <video:description>Immaginate di osservare porzioni della Via Lattea dall&amp;rsquo;alto, come se fossimo in un&amp;rsquo;altra galassia: un punto di vista inedito che non solo affascina, ma aiuta a capire come nascono le stelle e come influenzano l&amp;rsquo;ambiente che le circonda.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Grazie ai dati raccolti in oltre 10 anni di attivit&amp;agrave; scientifica dal telescopio spaziale Gaia, un gruppo di scienziati ha reso possibile questo scenario, realizzando la pi&amp;ugrave; grande e accurata mappa tridimensionale delle regioni di formazione stellare nella nostra galassia.

Rappresentare queste aree non &amp;egrave; facile: sono avvolte da dense nubi di gas e polvere che nascondono ci&amp;ograve; che accade al loro interno. Gaia non pu&amp;ograve; &amp;lsquo;vederle&amp;rsquo; direttamente, ma &amp;egrave; in grado di misurare la posizione di milioni di stelle e quanta della loro luminosit&amp;agrave; viene attenuata dalla polvere. Da qui, &amp;egrave; possibile ricostruire la distribuzione della materia interstellare e stimare la quantit&amp;agrave; di idrogeno ionizzato, individuando quindi i vivai stellari.

La mappa si basa sull&amp;rsquo;osservazione di milioni di stelle e si estende fino a 4mila anni luce dal Sole. Il risultato &amp;egrave; un viaggio 3D attraverso celebri nebulose come Orione, California e la superbolla Orione-Eridano. Non pi&amp;ugrave; immagini piatte, ma modelli che permettono di sorvolare e attraversare queste immense nubi, osservando come le stelle pi&amp;ugrave; massicce modellano il gas con la loro radiazione ultravioletta, aprendo varchi e creando gigantesche cavit&amp;agrave; nello spazio. E il meglio deve ancora venire: in futuro, questa mappa coprir&amp;agrave; un&amp;rsquo;area ancora pi&amp;ugrave; vasta della Via Lattea, svelando nuove informazioni sul ciclo vitale delle stelle e sull&amp;rsquo;evoluzione della nostra galassia.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-17</video:publication_date>
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            <video:title>Prevedere le aurore su Marte</video:title>
            <video:description>Anche Marte ha le sue aurore e gli astronomi stanno individuando un metodo per poterle prevedere.
Lo scorso anno la Nasa ci ha mostrato per la prima volta il fenomeno, innescato dalle eruzioni solari, osservato dalla superficie di un altro pianeta: il rover Perseverance ha scattato un&amp;rsquo;immagine del cielo di Marte colorato di verde qualche giorno dopo il rilevamento di un&amp;rsquo;espulsione di massa coronale.
Le aurore si presentano quando le particelle cariche di vento solare si scontrano con gli elementi dell&amp;rsquo;atmosfera, rilasciando energia luminosa. I colori che osserviamo variano a secondo degli atomi che vengono ionizzati e dalle altitudini, il verde &amp;egrave; generato dall&amp;rsquo;interazione con l&amp;rsquo;ossigeno.
Sulla Terra la previsione delle aurore &amp;egrave; supportata da decenni di studi e osservazioni; il fenomeno rispetta un processo guidato dal nostro campo magnetico che indirizza le particelle verso i poli.
Su Marte invece, che ha perso il suo campo magnetico, le aurore si manifestano sull&amp;rsquo;intera volta celeste. Concentrandosi sulle eruzioni solari pi&amp;ugrave; potenti, tra il 2023 e il 2024 i ricercatori sono riusciti a catturare lo spettacolo di luce verde due volte su 8 tentativi. Le osservazioni su Marte vanno programmate con tre giorni di anticipo per poter trasmettere i comandi diretti sul Pianeta.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-16</video:publication_date>
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            <video:title>Cygnus debutta in versione 'extra large'</video:title>
            <video:description>E' partita dalla Florida con un razzo Falcon 9 di SpaceX la missione Ng-23, che porter&amp;agrave; rifornimenti e materiale logistico agli occupanti della Stazione Spaziale Internazionale mediante la navetta cargo Cygnus di Northrop Grumman
Si tratta di un mezzo per il trasporto logistico altamente collaudato, che ha gi&amp;agrave; rifornito numerose volte la Stazione Spaziale e che per questo volo debutta in una nuova versione chiamata Cygnus Xl, extra large. La navetta cargo infatti &amp;egrave; stata potenziata e pu&amp;ograve; contenere una quantit&amp;agrave; maggiore di carico utile. Se i modelli precedenti trasportavano poco meno di quattro tonnellate, con Cygnus Xl &amp;egrave; possibile mettere in orbita quasi cinque tonnellate di materiali e rifornimenti.

L&amp;rsquo;ultimo lancio di un Cygnus risale all&amp;rsquo;agosto 2024, in seguito era prevista un'altra partenza per la missione Ng-22, programmata per gennaio scorso, ma &amp;egrave; stata prima rinviata per problemi avionici e poi cancellata perch&amp;eacute; la navetta aveva anche sub&amp;igrave;to danni durante il trasporto al sito di lancio.
Tra gli elementi caricati a bordo della nuova navetta ci sono apparecchiature per produrre cristalli semiconduttori nello Spazio, strumenti per migliorare i serbatoi criogenici di carburante, un sistema a luce ultravioletta per limitare la crescita microbica nei sistemi idrici e materiali per la produzione di cristalli farmaceutici, utili per lo sviluppo di nuove applicazioni nelle terapie contro il cancro e altre malattie.

Il veicolo &amp;egrave; stato battezzato S.s. William &amp;ldquo;Willie&amp;rdquo; McCool, in memoria di uno degli astronauti dello Shuttle Columbia, e raggiunger&amp;agrave; la Stazione tra due giorni. Come nelle missioni precedenti, il cargo Cygnus Xl non attraccher&amp;agrave; in modo autonomo, ma verr&amp;agrave; catturato dal braccio robotico Canadarm2, che poi provveder&amp;agrave; ad agganciarlo a un modulo del laboratorio orbitante.
Cygnus rimarr&amp;agrave; collegato alla Stazione fino a marzo 2026, per poi rientrare distruggendosi nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre.

CREDITS: Nasa, SpaceX, Northrop Grumman, Csa
MUSIC: Ecohes in Orbit - Amplify Musician

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-15</video:publication_date>
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            <video:title>Nasa certifica un nuovo corso di addestramento all’allunaggio</video:title>
            <video:description>Le spettacolari montagne del Colorado settentrionale sono diventate il &amp;ldquo;palcoscenico&amp;rdquo; ufficiale per gli addestramenti Nasa degli equipaggi impegnati nelle future missioni lunari del programma Artemis.
Nelle scorse settimane l&amp;rsquo;agenzia ha, infatti, concluso la fase di certificazione di questo nuovo corso di addestramento al volo e all'atterraggio.

Gli astronauti Nasa Mark Vande Hei e Matthew Dominick si sono alternati nel pilotare un elicottero e nel raggiungere le zone di atterraggio stabilite. Al loro fianco,&amp;nbsp;istruttori di volo,&amp;nbsp;esperti&amp;nbsp;che operano sui lander lunari e&amp;nbsp;responsabili del controllo missione&amp;nbsp;hanno invece valutato le istruzioni da fornire&amp;nbsp;agli astronauti, l'ambiente di addestramento e le applicazioni tecniche.

Insieme ai piloti istruttori addestrati della Guardia Nazionale dell'Esercito, gli astronauti hanno via via volato verso zone di atterraggio progressivamente pi&amp;ugrave; impegnative lungo tutto il percorso, facendo atterrare l'aereo in modo rapido ed efficiente anche sui terreni pi&amp;ugrave; impervi e polverosi.
Una delle sfide da affrontare sulla Luna sar&amp;agrave;, infatti, quella del sollevamento della regolite durante l&amp;rsquo;allunaggio: gli astronauti dovranno essere in grado di orientarsi durante le fasi di discesa lunare quando potrebbero perdere tutti i loro segnali visivi per la polvere lunare sollevata una volta vicini alla superficie lunare.

In fase di sviluppo dal 2021, il percorso di addestramento e simulazioni in Colorado ha visto la partecipazione complessiva di 24 astronauti Nasa e uno di Esa, diventando ora il corso ufficiale dove i futuri piloti lunari possono testare sulla Terra i processi decisionali necessari per controllare e manovrare il lander che li porter&amp;agrave; sulla Luna con&amp;nbsp;Artemis III.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>Il Webb cattura un gigantesco getto stellare</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale James Webb ha osservato un fenomeno inaspettato ai margini della nostra galassia: un immenso getto di gas in espansione prodotto da una stella in formazione. Le dimensioni sono sorprendenti, si estende infatti per otto anni luce, pi&amp;ugrave; di 75 mila miliardi di chilometri, quasi il doppio della distanza tra il Sole e Alpha Centauri, la stella a noi pi&amp;ugrave; vicina.
L'emissione &amp;egrave; stata prodotta da una protostella dieci volte pi&amp;ugrave; massiccia del Sole che si trova a circa 15.000 anni luce da noi nella nebulosa Sharpless 2-284, e comprende due getti contrapposti che si stanno espandendo nello Spazio alla velocit&amp;agrave; di milioni di chilometri orari. Questi fenomeni sono noti come oggetti di Herbig-Haro. In genere accompagnano la nascita delle stelle e riguardano soprattutto astri di piccola massa, per cui rilevarne uno cos&amp;igrave; esteso e regolare, prodotto da una stella gigante, &amp;egrave; considerato un evento raro dagli astronomi.
Nell'immagine all'infrarosso catturata con lo strumento NirCam del telescopio spaziale James Webb, gli imponenti getti di gas ionizzato, in espansione da circa centomila anni, sono mostrati con una colorazione rosso scuro. Non appaiono uniformi, il gas si distribuisce in sottili filamenti in alcune parti, e in piccoli nodi pi&amp;ugrave; densi in altre, a causa delle interazioni con il materiale interstellare circostante.

Questa scoperta &amp;egrave; importante perch&amp;eacute; dimostra che anche le stelle molto massicce possono formarsi attraverso un processo evolutivo stabile e ordinato, chiamato 'accrescimento del nucleo'. Fino a oggi, invece, la maggioranza degli scienziati pensava che gli astri pi&amp;ugrave; grandi si formassero soltanto attraverso un percorso differente chiamato 'accrescimento caotico'.

Studiare e conoscere a fondo la nascita di questi corpi giganti &amp;egrave; essenziale per la comprensione dell'evoluzione dell'Universo. Sono loro infatti che, con le esplosioni e i venti stellari, arricchiscono le galassie di elementi pesanti e influenzano numerosi processi, inclusa la nascita della vita. Inoltre, questa stella si trova in una regione povera di metalli, e cio&amp;egrave; simile agli ambienti dell&amp;rsquo;universo primordiale. Per questo pu&amp;ograve; essere considerata una sorta di modello locale per capire come si formavano le prime stelle.

CREDITI: Nasa, Jpl-Caltech, Alma, D. Guszejnov, M. Grudic, Starforge
MUSICHE: Nature Documentary - DELOSound</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-11</video:publication_date>
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            <video:title>Avvistato un misterioso e potente lampo di raggi gamma</video:title>
            <video:description>Gli astronomi hanno rilevato un fenomeno mai osservato prima, un&amp;rsquo;esplosione di raggi gamma (Grb) che si &amp;egrave; ripetuta pi&amp;ugrave; volte nell&amp;rsquo;arco di un giorno. Questi lampi sono i pi&amp;ugrave; energetici dell&amp;rsquo;Universo: il prodotto di eventi catastrofici come la morte di una stella o la distruzione di un buco nero. Per questo, normalmente, non durano mai pi&amp;ugrave; di alcuni millisecondi o al massimo qualche minuto. L&amp;rsquo;evento, classificato come Grb 250702B e il cui bagliore residuo &amp;egrave; durato diversi giorni, rimane quindi ancora un mistero, per cui sono moltissimi i telescopi terrestri e spaziali che stanno contribuendo alle ricerche.
Il 2 luglio, ad avvistare tre lampi in poche ore, &amp;egrave; stato il telescopio Fermi della Nasa. Successivamente i dati della sonda Einstein, lanciata l&amp;rsquo;anno scorso e frutto della collaborazione tra Europa e Cina, hanno mostrato che la sorgente era attiva gi&amp;agrave; dal giorno precedente. Inoltre, i rilevamenti da Terra con il Very Large Telescope (Vlt) dell&amp;rsquo;Osservatorio Europeo Australe, e dallo spazio con Hubble, mostrano la sua posizione all&amp;rsquo;esterno della Via Lattea. Il fatto che si possa trovare a qualche miliardo di anni luce di distanza indica la potenza estrema di questa esplosione.
Al momento gli astronomi ipotizzano che il raggio gamma pi&amp;ugrave; lungo della storia delle osservazioni, sia opera di un buco nero di massa intermedia che ha fatto a pezzi una nana bianca.

Crediti video: Eso, Nasa, Esa, Cas</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-10</video:publication_date>
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            <video:title>Dragonfly supera i primi test in vista del lancio</video:title>
            <video:description>La missione Dragonfly della Nasa,&amp;nbsp;il cui lancio &amp;egrave; previsto&amp;nbsp;per il 2028, ha gi&amp;agrave; superato alcuni test fondamentali.&amp;nbsp;Dragonfly &amp;egrave;&amp;nbsp;un grande drone a rotori, delle dimensioni di un&amp;rsquo;auto e alimentato a energia nucleare, che avr&amp;agrave; il compito di esplorare Titano, la luna di Saturno. Dopo un viaggio di circa sei anni nello spazio, Dragonfly operer&amp;agrave; per oltre tre anni sulla&amp;nbsp;superficie di Titano, spostandosi tra diversi siti di atterraggio grazie alla sua capacit&amp;agrave; di volare nell&amp;rsquo;atmosfera densa della luna.

La missione studier&amp;agrave; i processi chimici presenti e indagher&amp;agrave; la possibile abitabilit&amp;agrave; di Titano. Nel frattempo, il progetto ha gi&amp;agrave; superato le prime prove fondamentali: i test aerodinamici dei rotori, le verifiche sull&amp;rsquo;isolamento termico, la costruzione della parte centrale dello spettrometro di massa che analizzer&amp;agrave; i composti chimici,&amp;nbsp;il completamento&amp;nbsp;della radio per le comunicazioni nello spazio profondo e i primi test dello scudo protettivo per l&amp;rsquo;ingresso in atmosfera.

L&amp;rsquo;integrazione e i test finali inizieranno nel gennaio 2026, mentre il lancio &amp;egrave; programmato dal Kennedy Space Center in Florida a bordo del Falcon Heavy di SpaceX.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-09</video:publication_date>
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            <video:title>Tre missioni per studiare l'influenza del Sole nello spazio</video:title>
            <video:description>Studiare l&amp;rsquo;influenza del Sole sul Sistema Solare: &amp;egrave; l&amp;rsquo;obiettivo in comune di tre nuove sonde spaziali della Nasa e della Noaa in procinto di essere lanciate insieme nello spazio. Le missioni sono Imap di Nasa, il Carruthers Geocorona Observatory di Nasa e la sonda spaziale Space Weather Follow On-Lagrange 1 di Noaa.

Con un lancio previsto non prima del 23 settembre, tutte le sonde sono destinate al punto di Lagrange L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Da qui studieranno i diversi effetti del vento solare, il flusso di particelle cariche espulse dal Sole, sullo space weather, ossia i cambiamenti sull&amp;rsquo;ambiente spaziale causati dal Sole.

Imap di Nasa indagher&amp;agrave; i confini dell&amp;rsquo;eliosfera, la bolla alimentata dal vento solare che incapsula il sistema solare e lo protegge dai raggi cosmici galattici. La missione studier&amp;agrave; l&amp;rsquo;interazione tra l&amp;rsquo;eliosfera e lo spazio interstellare mappando le particelle energetiche che da qui provengono.

Il Carruthers Geocorona Observatory di Nasa studier&amp;agrave; la fisica fondamentale dell'esosfera, ossia lo strato pi&amp;ugrave; esterno dell'atmosfera terrestre:&amp;nbsp;traccer&amp;agrave; i suoi cambiamenti sotto l&amp;rsquo;influenza del Sole, con l&amp;rsquo;obiettivo di migliorare la nostra capacit&amp;agrave; di previsione degli impatti dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; solare.
Infine, Space Weather Follow On-Lagrange 1 della Nooa&amp;nbsp;monitorer&amp;agrave; costantemente l'atmosfera solare misurando in tempo reale il vento solare. Grazie a una suite di strumenti all'avanguardia, queste misure verranno fornite in tempi record ben prima che il vento solare impatti con la Terra.
Tutti questi servizi saranno cos&amp;igrave; fondamentali per una maggiore protezione degli astronauti in viaggio e delle tecnologie satellitari attorno al nostro pianeta dagli eventi estremi dello space weather.</video:description>
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            <video:title>Lo sguardo di Webb su un grembo stellare</video:title>
            <video:description>Sembra la cima di una montagna illuminata da stelle e avvolta da tenui nuvole: in realt&amp;agrave; &amp;egrave; un paesaggio di polvere cosmica, eroso dai venti e dalla radiazione di giovani stelle giganti.

Siamo nel cuore della Nebulosa Aragosta, nella costellazione dello Scorpione. Qui risplende Pismis 24, dimora di un vivace vivaio stellare e uno dei luoghi pi&amp;ugrave; vicini di formazione di stelle massicce. Al centro spicca Pismis 24-1, un tempo ritenuta la stella pi&amp;ugrave; grande mai osservata: oggi sappiamo che si tratta di un sistema di almeno due astri, ciascuno con una massa poco meno di 100 volte quella del nostro Sole.

L&amp;rsquo;immagine, acquisita nella luce infrarossa dal telescopio spaziale James Webb, rivela migliaia di stelle simili a gioielli: dalle pi&amp;ugrave; imponenti, con i caratteristici picchi di luce a sei punte, a quelle pi&amp;ugrave; piccole, avvolte da polvere che le colora di bianco, giallo o rosso. Sullo sfondo, decine di migliaia di stelle della Via Lattea si fanno strada oltre l&amp;rsquo;ammasso.

I venti impetuosi delle stelle neonate scavano cavit&amp;agrave; nella nebulosa, sollevando pennacchi e veli di gas e polvere. Dalle sue pareti emergono guglie alte diversi anni luce, che resistono alla radiazione e diventano al tempo stesso culle per nuove stelle. La guglia pi&amp;ugrave; alta si estende per oltre cinque anni luce dalla sua punta alla base dell&amp;rsquo;immagine. Alla sola estremit&amp;agrave; potrebbero entrare oltre 200 sistemi solari come il nostro fino all&amp;rsquo;orbita di Nettuno.

I colori dell&amp;rsquo;immagine raccontano la scena di questo mondo nascente: l&amp;rsquo;azzurro indica il gas di idrogeno ionizzato, l&amp;rsquo;arancione la polvere, il rosso l&amp;rsquo;idrogeno molecolare pi&amp;ugrave; freddo e compatto, fino al nero che svela il gas pi&amp;ugrave; denso, invisibile alla luce.</video:description>
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            <video:title>Studieremo la cometa interstellare 3I/Atlas da Marte</video:title>
            <video:description>Il miglior sguardo sulla cometa interstellare 3I/Atlas lo avremo da Marte. Il misterioso oggetto, scoperto dall&amp;rsquo;osservatorio Atlas lo scorso 1&amp;deg; luglio, passer&amp;agrave;, infatti, a soli 30 milioni di chilometri dal Pianeta Rosso il prossimo 3 ottobre: questa occasione permetter&amp;agrave; alle missioni di Esa in orbita intorno a Marte di osservarlo da quello che sar&amp;agrave; il miglior punto di osservazione nel sistema solare per la cometa interstellare, che nel suo tragitto si avviciner&amp;agrave; invece alla Terra soltanto fino a 270 milioni di km.

L'Esa utilizzer&amp;agrave; sia Mars Express sia ExoMars per effettuare osservazioni.
Nonostante 30 milioni di chilometri rimanga una distanza notevole, la High Resolution Stereo Camera a bordo di Mars Express potrebbe dirci se la cometa &amp;egrave; di una forma allungata, sferica o irregolare. Lo strumento Cassis su ExoMars potrebbe invece fornire informazioni sull'attivit&amp;agrave; volatile di 3I/ATLAS e sulla sua composizione.
Esa prevede inoltre di puntare sulla cometa anche gli occhi di Juice intorno a novembre, mentre la sonda continuer&amp;agrave; il suo viaggio verso il sistema di Giove.
Intanto le ultime osservazioni del misterioso ospite del sistema solare sono quelle di inizio agosto realizzate da Hubble e dal James Webb.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-04</video:publication_date>
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            <video:title>Nessun impatto nella formazione del nucleo di Giove</video:title>
            <video:description>Il cuore&amp;nbsp;di Giove riserva ancora sorprese. Per anni, gli scienziati hanno ipotizzato che un gigantesco impatto con un pianeta primordiale ne avesse mescolato la parte centrale, spiegando cos&amp;igrave; la sua struttura interna.
Il nucleo del pianeta, infatti, non ha un confine netto: sfuma gradualmente negli strati esterni di idrogeno, formando quello che viene definito un &amp;lsquo;nucleo diluito&amp;rsquo;.
Il nucleo di Giove, infatti, non ha un confine netto: sfuma gradualmente negli strati esterni di idrogeno, formando quello che viene definito un &amp;lsquo;nucleo diluito&amp;lsquo;.

Gli scienziati della Durham University per&amp;ograve;, insieme a ricercatori della Nasa, del Seti e di altre istituzioni, hanno recentemente&amp;nbsp;simulato&amp;nbsp;con i supercomputer diverse collisioni titaniche sul pianeta, scoprendo che anche quelle pi&amp;ugrave; violente non creano un nucleo diluito stabile.
Dopo lo scontro, il materiale denso di roccia e ghiaccio&amp;nbsp;tende a riassestarsi&amp;nbsp;nel tempo, formando un confine netto con l&amp;rsquo;idrogeno circostante.

Le simulazioni suggeriscono quindi che il nucleo di Giove si sia formato gradualmente, accumulando materiali pesanti e leggeri durante la crescita del pianeta, e non in seguito a un singolo evento catastrofico.
Giove potrebbe non essere l&amp;rsquo;unico caso, perch&amp;eacute; anche Saturno sembra possedere un nucleo diluito. Le&amp;nbsp;nuove ricerche&amp;nbsp;potrebbero spiegare l&amp;rsquo;evoluzione di entrambi,&amp;nbsp;rafforzando l&amp;rsquo;idea che tali strutture siano effettivamente il prodotto di processi lenti e continui.
Non solo, lo studio sulle origini e la formazione di pianeti come Giove e Saturno ci aiuta a comprendere meglio anche quella dei giganti gassosi che orbitano attorno ad altre stelle, perch&amp;eacute; probabilmente molti di essi hanno strutture interne di simile complessit&amp;agrave;.

CREDITS: Nasa, Jpl-Caltech, SwRi, Msss
MUSIC: Nature Documentary - DELOSound</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-03</video:publication_date>
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            <video:title>Mappare le macchie stellari per studiare gli esopianeti</video:title>
            <video:description>Gli scienziati&amp;nbsp;della Nasa hanno sviluppato StarryStarryProcess, un nuovo modello per mappare le macchie sulle stelle studiando i transiti planetari osservati dalle missioni Tess e Kepler. Integrando i dati dei transiti con la rotazione della stella, il modello offre informazioni pi&amp;ugrave; precise sulle propriet&amp;agrave; stellari, essenziali per comprendere meglio le atmosfere dei pianeti e il loro potenziale di abitabilit&amp;agrave;. Per testare il modello, il team ha analizzato&amp;nbsp;i transiti davanti alla propria stella del&amp;nbsp;pianeta Toi 3884 b, scoperto da Tess nel 2022. Si tratta di un gigante gassoso circa cinque volte pi&amp;ugrave; grande della Terra e con una massa 32 volte superiore.

&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;analisi&amp;nbsp;con il nuovo modello&amp;nbsp;suggerisce la presenza di macchie&amp;nbsp;sulla stella madre di&amp;nbsp;Toi 3884 b, in gran parte concentrate al polo nord&amp;nbsp;stellare, rivolto verso la Terra e sopra il quale il pianeta passa dalla nostra prospettiva. Attualmente, il modello pu&amp;ograve; essere applicato solo ai dati in luce visibile, ma la futura missione Pandoradi Nasa, con osservazioni a lungo termine e su pi&amp;ugrave; lunghezze d&amp;rsquo;onda&amp;nbsp;delle atmosfere planetarie&amp;nbsp;e delle attivit&amp;agrave; stellari, migliorer&amp;agrave; ulteriormente queste analisi, facilitando anche l&amp;rsquo;interpretazione&amp;nbsp;delle osservazioni infrarosse&amp;nbsp;provenienti dal telescopio spaziale James Webb.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-02</video:publication_date>
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            <video:title>Le origini turbolente di Cassiopea A</video:title>
            <video:description>Osservando la posizione degli elementi all&amp;rsquo;interno di un resto di supernova che si trova a 11mila anni luce da noi, gli scienziati hanno scoperto cosa pu&amp;ograve; essere accaduto poche ore prima della sua formazione.
Il telescopio spaziale Chandra osserva Cassiopea A da oltre 25 anni; grazie ai suoi dati &amp;egrave; emerso che poco prima di esplodere la stella abbia subito al suo interno un singolare e violento sconvolgimento.
Circa 300 anni fa Cassiopea A stava giungendo al termine della sua vita. Il suo nucleo di ferro era avvolto da strati ricchi di elementi come idrogeno, elio, carbonio, silicio, zolfo, calcio, neon, fino a quando &amp;egrave; esploso dopo essere cresciuto oltre una certa massa. La supernova nata da questo evento ha una forma a ciambella con una cavit&amp;agrave; decentrata.
I dati di Chandra mostrano che gli elementi non sono mescolati in modo uniforme nel residuo, in particolare il silicio e il neon.
Secondo i ricercatori, nelle ore precedenti il ​​collasso della stella, parte di uno strato ricco di silicio si &amp;egrave; spostata verso l'esterno, scontrandosi col vicino strato ricco di neon. Questa violenta rottura degli strati potrebbe aver creato flussi turbolenti che hanno facilitato l'esplosione della stella e dato origine alla forma irregolare della supernova.
Questa scoperta aiuta a comprendere meglio le dinamiche che accompagnano le stelle alla fine della loro vita e cosa succede a ci&amp;ograve; che resta di esse.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-09-01</video:publication_date>
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            <video:title>Lanciato Nisar, il radar più potente è nello spazio</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; stato lanciato con successo il sistema radar pi&amp;ugrave; sofisticato sviluppato fino ad ora per l&amp;rsquo;Osservazione della Terra.
Nato dalla collaborazione tra la Nasa e l&amp;rsquo;Isro, l&amp;rsquo;Agenzia spaziale indiana, NIsar &amp;egrave; partito il 30 luglio dal Centro Spaziale di Satish Dhawan in India, a bordo del razzo Gslv&amp;nbsp;che lo ha immesso nell&amp;rsquo;orbita prevista a 747 chilometri da Terra.
Da quest&amp;rsquo;altitudine Nisar dovr&amp;agrave; osservare la dinamica delle superfici terrestri e ghiacciate monitorando i cambiamenti con dettagli mai visti prima. Il satellite &amp;egrave; infatti in grado di rilevare movimenti con una precisione al centimetro. Questo &amp;egrave; possibile grazie ai suoi due radar che scansionano quasi tutto il pianeta a due differenti frequenze, la banda L ed S, passando per la stessa posizione due volte ogni 12 giorni. Il radar a banda L misura l'umidit&amp;agrave; del suolo, la biomassa forestale e il movimento delle superfici terrestri e ghiacciate, mentre il radar a banda S &amp;egrave; pi&amp;ugrave; specifico nel monitoraggio dell'agricoltura, degli ecosistemi delle praterie e del movimento delle infrastrutture.
&amp;Egrave; la prima volta che un solo satellite ha la capacit&amp;agrave; di rilevare entrambe le frequenze; ed &amp;egrave; la prima volta che Nasa e Isro collaborano, in una missione paritaria, per sviluppare insieme un hardware per l&amp;rsquo;Osservazione della Terra.
Ci vorranno circa tre mesi per la fase di collaudo e messa in servizio, mentre la missione ha una durata prevista di cinque anni. Con questo nuovo modo di scrutare la superficie del nostro pianeta, i ricercatori potranno osservare le variazioni che precedono i terremoti, le eruzioni vulcaniche, le inondazioni o gli incendi; Nisar aiuter&amp;agrave; a comprendere e prevedere i disastri naturali e altri cambiamenti che influenzano la vita della popolazione.

Crediti video: Isro, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-31</video:publication_date>
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            <video:title>Nasa incarica Firefly per la consegna di due rover lunari</video:title>
            <video:description>Firefly Aerospace si &amp;egrave; aggiudicata un contratto Nasa dal valore&amp;nbsp;di circa 177 milioni di dollari per la consegna sulla superficie lunare di due rover e tre strumenti scientifici. L&amp;rsquo;accordo &amp;egrave; stato siglato nell'ambito dell'iniziativa Commercial Lunar Payload Services (CLPS) dell&amp;rsquo;agenzia.

La consegna due nuovi rover lunari &amp;egrave; prevista nel 2029 e rappresenta la prima volta in cui la Nasa utilizzer&amp;agrave; sulla Luna pi&amp;ugrave; rover e una variet&amp;agrave; di strumenti fissi, questi finalizzati a studiare la composizione chimica del Polo Sud lunare, regione a cui saranno destinate le future missioni del programma Artemis.

La consegna verr&amp;agrave; effettuata dal lander Blue Ghost di Firefly, diventato a marzo di quest&amp;rsquo;anno il primo lander privato ad atterrare con successo sulla Luna.

Uno dei due nuovi rover lunari si chiama MoonRanger, microrover che tester&amp;agrave; le sue capacit&amp;agrave; autonome per l'esplorazione del Polo sud lunare.

Il secondo rover, realizzato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Canadese, dovr&amp;agrave; accedere ed esplorare aree remote vicino al Polo Sud, comprese le regioni permanentemente in ombra, con l&amp;rsquo;obiettivo di sopravvivere ad almeno una notte lunare.

Oltre ai due rover, tra i carichi utili di Blue Ghost saranno spettrometro di massa a ionizzazione laser, un array di otto retroriflettori laser e, infine, le telecamere stereo per gli studi sulla superficie del pennacchio lunare: tutte strumentazioni che hanno gi&amp;agrave; volato nella prima storica missione di Blue Ghost.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-30</video:publication_date>
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            <video:title>La Stazione Spaziale Internazionale è pronta ad accogliere la Crew-11</video:title>
            <video:description>Cambio di equipaggio sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss).&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Con un lancio previsto per gioved&amp;igrave; 31 luglio dal Kennedy Space Center, i quattro membri della Crew-11 di SpaceX e Nasa raggiungeranno il laboratorio orbitante, dando il via a una missione di sette mesi in orbita terrestre bassa.

Dopo un viaggio della durata di circa 39 ore, la comandante Zena Cardman e il pilota Mike Fincke della Nasa, insieme agli specialisti di missione Kimiya Yui dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale giapponese Jaxa e Oleg Platonov di Roscosmos, attraccheranno al modulo Harmony della stazione.

Una volta a bordo, si uniranno all&amp;rsquo;equipaggio della Expedition 73. Il team della Crew-10, che vive e lavora sulla Iss dallo scorso marzo, passer&amp;agrave; quindi ufficialmente il testimone, concludendo la propria permanenza nello spazio. Il quartetto far&amp;agrave; ritorno sulla Terra nei primi giorni di agosto, con una discesa a bordo della navetta Dragon e un ammaraggio assistito da paracadute.

Crew-11 segna l&amp;rsquo;undicesimo volo operativo di rotazione dell&amp;rsquo;equipaggio commerciale e il dodicesimo volo spaziale umano nell&amp;rsquo;ambito del Commercial Crew Program della Nasa. Questo avvicendamento garantisce la continuit&amp;agrave; delle operazioni scientifiche sulla stazione spaziale, portando avanti attivit&amp;agrave; di ricerca, manutenzione e dimostrazioni tecnologiche.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-29</video:publication_date>
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            <video:title>Chandra e Hubble identificano un buco nero di classe intermedia</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale Hubble e l&amp;rsquo;osservatorio a raggi X Chandra hanno individuato Ngc 6099 Hlx-1, un possibile buco nero di massa intermedia situato in un ammasso stellare compatto ai margini della galassia ellittica Ngc 6099, a circa 450 milioni di anni luce di distanza. I buchi neri di questa classe, con masse comprese tra alcune centinaia e centinaia di migliaia di volte quella del Sole, sono estremamente difficili da&amp;nbsp;rilevare&amp;nbsp;poich&amp;eacute; emettono pochissima radiazione.

Ngc 6099 Hlx-1 &amp;egrave; stato&amp;nbsp;'stanato'&amp;nbsp;per la prima volta nel 2009. Nel 2012 ha raggiunto la massima luminosit&amp;agrave;, per poi diminuire gradualmente fino al 2023. L&amp;rsquo;emissione di raggi X, con una temperatura di circa 3 milioni di gradi, suggerisce che l&amp;rsquo;oggetto abbia&amp;nbsp;fatto a pezzi&amp;nbsp;una stella vicina attraverso un evento di distruzione mareale, consumandone il materiale. Le osservazioni di Hubble hanno inoltre rivelato la presenza di un piccolo ammasso di stelle attorno al buco nero, che potrebbe fornire ulteriore materia per il suo accrescimento.

La formazione di questi insoliti oggetti pu&amp;ograve; essere spiegata da due teorie principali: la fusione di buchi neri di massa intermedia pi&amp;ugrave; piccoli oppure il collasso diretto di nubi di gas negli aloni di materia oscura. La scoperta di Hlx-1 rafforza l&amp;rsquo;ipotesi che le galassie possano ospitare buchi neri di classe intermedia anche nelle loro regioni periferiche.

In futuro, l&amp;rsquo;osservatorio Vera C. Rubin potr&amp;agrave; individuare un numero maggiore di eventi di distruzione mareale, consentendo studi statistici sulla popolazione di questi enigmatici buchi neri e sul loro ruolo nella crescita dei buchi neri supermassicci al centro delle galassie.</video:description>
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            <video:title>In volo su Marte i sei elicotteri di Skyfall</video:title>
            <video:description>Proprio come i sei personaggi di Pirandello vagano in cerca d&amp;rsquo;autore, uno sciame composto da sei piccoli esploratori voler&amp;agrave; sopra Marte, per esaminare i principali siti candidati per l&amp;rsquo;arrivo dei primi astronauti e senza utilizzare costose piattaforme di atterraggio. Non &amp;egrave; teatro, ma esplorazione spaziale: si tratta di Skyfall, la missione congiunta di AeroVironment e del Jet Propulsion Laboratory della Nasa.

Il progetto prende spunto dal successo di Ingenuity, il primo elicottero a volare su un altro pianeta, che dal 2021 ha compiuto 72 voli superando di gran lunga ogni aspettativa. Ora l&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; fare un passo avanti: con un lancio previsto per il 2028, sei elicotteri di nuova generazione potrebbero essere rilasciati direttamente dall&amp;rsquo;alto grazie alla cosiddetta &amp;ldquo;manovra Skyfall&amp;rdquo;.

Questa tecnica innovativa prevede che i velivoli vengano sganciati dal modulo d&amp;rsquo;ingresso durante la discesa nell&amp;rsquo;atmosfera marziana. Ogni elicottero accende i propri rotori e atterra autonomamente, riducendo costi, rischi e complessit&amp;agrave;.

I sei elicotteri opereranno in modo indipendente per trasmettere immagini ad alta risoluzione della superficie e dati radar sul sottosuolo marziano, informazioni fondamentali per scegliere i luoghi pi&amp;ugrave; sicuri per far atterrare gli equipaggi in aree che contengono acqua, ghiaccio e altre risorse vitali.

Ma non solo: se Ingenuity ha realizzato per la prima volta un volo a motore su un altro pianeta, Skyfall intende portare avanti questo sistema all&amp;rsquo;avanguardia fornendo, tra gli altri, dati utili alla ricerca di prove di vita su Marte.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>‘Alleanza’ di telescopi per una nuova collezione d’immagini</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;unione fa la forza, ma anche la bellezza quando si osserva il cosmo.
La Nasa ha infatti pubblicato nove immagini composite che uniscono i dati dei pi&amp;ugrave; potenti telescopi spaziali e terrestri. Mantenendo come base i fenomeni ad alta energia catturati da Chandra, la visione di questi strumenti a differenti lunghezze d&amp;rsquo;onda, consegna all&amp;rsquo;occhio umano la bellezza dello spazio altrimenti inaccessibile.
N79 &amp;egrave; una gigantesca regione di formazione stellare nella Grande Nube di Magellano. Tra le nubi di polvere e gas, in particolare domina un oggetto visibile da Chandra e che irradia fasci dorati catturati da Webb.
NGC 2146 &amp;egrave; una galassia a spirale visibile nella Costellazione della Giraffa. Oltre al braccio polveroso colto da Hubble e da Terra, con Chandra riusciamo a vedere anche i sistemi stellari e il gas caldo spinto da esplosioni di supernova
IC 348 &amp;egrave; una nebulosa della Costellazione di Perseo la cui intensa attivit&amp;agrave; di formazione stellare emessa a raggi x, &amp;egrave; testimoniata da Chandra, mentre il materiale interstellare &amp;egrave; ripreso da Webb.
M83, la Girandola del Sud, visibile nella Costellazione dell&amp;rsquo;Idra, &amp;egrave; una galassia a spirale il cui piano &amp;egrave; rivolto a favore della Terra. Chandra mostra gli effetti di esplosioni di stelle o supernove.
M82, o Sigaro, visibile nell&amp;rsquo;Orsa Maggiore, &amp;egrave; un esempio di galassia starbust, in cui le stelle si formano a un ritmo fuori dall&amp;rsquo;ordinario. Con Chandra osserviamo supernove che producono bolle di gas caldo che si allontanano dal disco galattico.
NGC 1068 si trova in direzione della Costellazione Balena. La materia espulsa dal suo buco nero supermassiccio &amp;egrave; visibile dai radiotelescopi terrestri, mentre il vento caldo da esso generato &amp;egrave; catturato da Chandra.
NGC 346 &amp;egrave; un ammasso nella Piccola Nube di Magellano che contiene migliaia di stelle neonate osservate da Hubble nell&amp;rsquo;ultravioletto e ottico. Chandra coglie invece le intense radiazioni generate da stelle massicce e supernove.
IC 1623 &amp;egrave; un sistema di due galassie che stanno fondendo. Gli infrarossi di Webb mostrano gli effetti delle forze generate dalla loro collisione, mentre i raggi X la potenza di questo processo.
Westerlund 1 &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; grande e giovane ammasso stellare vicino alla Terra scoperto di recente in direzione della Costellazione Altare. Questa immagine &amp;egrave; il prodotto delle osservazioni di Hubble, Chandra e Webb.

Crediti Immagini: Nasa, Esa, Csa, NoirLab</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-24</video:publication_date>
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            <video:title>Test superato per i paracadute di ExoMars</video:title>
            <video:description>Il sistema di paracadute della missione ExoMars, il pi&amp;ugrave; complesso mai progettato per un atterraggio su Marte, &amp;egrave; stato testato con successo in condizioni simili a quelle marziane. Il test si &amp;egrave; svolto il 7 luglio presso il centro spaziale Esrange, in Svezia, dove un pallone stratosferico a elio ha sollevato un modulo di discesa fino a quasi 30 chilometri di altitudine.

A quell'altitudine, l'atmosfera terrestre presenta caratteristiche simili a quelle che il modulo incontrer&amp;agrave; durante l'ingresso nella sottile atmosfera di Marte. Dopo circa 20 secondi di caduta libera, i due paracadute principali sono stati dispiegati in sequenza, permettendo di testare in modo realistico le prestazioni del sistema.

L&amp;rsquo;atterraggio su Marte rappresenta una fase delicata della missione: in soli sei minuti, il veicolo dovr&amp;agrave; passare da una velocit&amp;agrave; di circa 21.000 chilometri orari a una compatibile con un atterraggio morbido, indispensabile per proteggere il carico, il rover Rosalind Franklin. Per garantire un rallentamento efficace, ExoMars impiega un sistema integrato che combina uno scudo termico, due paracadute principali con relativi paracadute pilota e un sistema di retrorazzi che si attiva negli ultimi 20 secondi della discesa.

Il primo paracadute, con un diametro di 15 metri, &amp;egrave; basato su un modello utilizzato nella missione Cassini-Huygens su Titano. Il secondo, di 35 metri, &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; grande mai progettato per operare su Marte.

Lo sviluppo di questo sofisticato sistema di paracadute &amp;egrave; frutto di una collaborazione europea. L'Agenzia Spaziale Italiana coordina il contributo italiano alla missione sia dal punto di vista scientifico che industriale, supportando la realizzazione della strumentazione e delle tecnologie chiave.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-23</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco la compagna di Betelgeuse</video:title>
            <video:description>Chi la osserva sa che la sua luminosit&amp;agrave; varia nel tempo. Con la sua luce intensa e mutevole, Betelgeuse - la gigante rossa di Orione - si fa pi&amp;ugrave; fioca e pi&amp;ugrave; brillante seguendo due cicli: uno di circa 400 giorni, l&amp;rsquo;altro di sei anni. Ora sappiamo che non &amp;egrave; sola e cosa provoca questi sbalzi di luce.

Nonostante la stazza - con un raggio circa 700 volte quello del Sole - Betelgeuse &amp;egrave; una giovane stella di &amp;lsquo;soli&amp;rsquo; dieci milioni di anni. Eppure, sta gi&amp;agrave; affrontando la fase finale della sua vita, destinata a concludersi con un&amp;rsquo;esplosione in supernova.

Nel 2019 e 2020 la stella &amp;egrave; finita sotto i riflettori di tutto il mondo: la sua luminosit&amp;agrave; &amp;egrave; crollata all&amp;rsquo;improvviso in quella che &amp;egrave; passata alla storia come la &amp;ldquo;Grande attenuazione&amp;rdquo;. (Great Dimming). Creduta inizialmente la spia di un&amp;rsquo;esplosione imminente, si scopr&amp;igrave; poi che Betelgeuse aveva espulso un&amp;rsquo;enorme nube di polvere che le aveva &amp;lsquo;spento&amp;rsquo; la luce, almeno ai nostri occhi.&amp;nbsp;Risolto quel mistero, ne restava un altro: perch&amp;eacute; il ciclo di sei anni? Da tempo gli astronomi sospettavano che Betelgeuse potesse avere una stella compagna, capace con la sua gravit&amp;agrave; di influenzarne i tremolii di luce. Ma nessuno, neanche i telescopi Chandra e Hubble, era mai riuscito a vederla. Almeno fino a ora.

Ce l&amp;rsquo;ha fatta lo strumento &amp;lsquo;Alopeke, montato sul telescopio Gemini North, alle Hawaii. &amp;lsquo;Alopeke si avvale di una tecnica chiamata speckle imaging&amp;nbsp;che riesce a eliminare i disturbi dell'atmosfera terrestre: combinando tante brevi esposizioni, ricostruisce immagini ad altissima risoluzione a partire da macchie, ottenendo dettagli che altrimenti rimarrebbero sfocati. Grazie a questa tecnologia, &amp;egrave; stato finalmente possibile immortalare l&amp;rsquo;elusiva compagna di Betelgeuse: una stella giovane, calda, di colore bianco-azzurro, con una massa circa 1,5 volte quella del Sole e piccola, se confrontata alla supergigante a cui ruota intorno.

Questa compagna non se ne sta lontana: orbita a una distanza di appena quattro volte quella che separa la Terra dal Sole. In termini astronomici &amp;egrave; vicinissima, cos&amp;igrave; vicina da trovarsi immersa nell&amp;rsquo;atmosfera esterna della gigante rossa. Le forze mareali la trascineranno sempre pi&amp;ugrave; vicino e tra circa 10mila anni le due stelle finiranno per fondersi o distruggersi insieme, alimentando l&amp;rsquo;inevitabile esplosione che far&amp;agrave; brillare Betelgeuse come mai prima.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-22</video:publication_date>
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            <video:title>Tracers osserverà il vento solare nella magnetosfera terrestre</video:title>
            <video:description>Tutto pronto per approfondire i fenomeni generati dalla nostra stella e il loro impatto sulle attivit&amp;agrave; umane. Il 22 luglio, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, Tracers (Tandem Reconnection and Cusp Electrodynamics Reconnaissance Satellites) sar&amp;agrave; lanciata dalle base aerea di Vandenberg in California.
A differenza del Solar Orbiter e della Parker Solar Probe in orbita intorno al Sole, la nuova missione, proprio come la costellazione Punch, sar&amp;agrave; operativa dall&amp;rsquo;orbita terrestre bassa. Da qui i due satelliti Tracers studieranno come il flusso continuo di particelle cariche emesse dal Sole interagisce con il campo magnetico che circonda la Terra e ci protegge. I risultati di queste nuove osservazioni saranno utili per arricchire gli studi sulla Meteorologia spaziale e prevenire i danni del vento solare sui sistemi di navigazione e comunicazione.
Con lo stesso lancio spiccheranno il volo altri tre carichi utili supportati dalla NASA: il satellite Athena Epic (Economic Payload Integration Cost), un dimostratore di messa in orbita per strumenti di telerilevamento con procedimenti pi&amp;ugrave; rapidi ed economici; il Pext (Polylingual Experimental Terminal) anch&amp;rsquo;esso un dimostratore con tecnologia d&amp;rsquo;avanguardia che consentir&amp;agrave; alle missioni di spostarsi tra le diverse reti di comunicazione nello spazio; e infine Real (Relativistic Electron Atmospheric Loss) che osserver&amp;agrave; come le particelle del vento solare all'interno della magnetosfera vengano disperse nell'atmosfera in modo naturale.
Studiare la Meteorologia spaziale &amp;egrave; fondamentale nella nostra societ&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; guidata dalla tecnologia.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-21</video:publication_date>
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            <video:title>Alcune grandi scoperte del James Webb nei suoi primi 3 anni di scienza</video:title>
            <video:description>Il telescopio James Webb festeggia 3 anni di scienza avendo scattato le sue prime 5 immagini il 12 luglio 2022.

La prima foto ritrae l&amp;rsquo;ammasso di galassie&amp;nbsp;Smacs 0723 la cui lente gravitazionale mostra galassie dell&amp;rsquo;universo primordiale.

Grazie alla tecnica del transito a fine 2023 ha poi rilevato per la prima volta quarzo nell&amp;rsquo;atmosfera di un esopianeta, WASP-17 b.

A inizio 2024 Webb ha confermato il tasso di espansione dell&amp;rsquo;Universo misurato da Hubble da cui si stima l&amp;rsquo;et&amp;agrave; del cosmo a 13,8 miliardi di anni.

A maggio 2025 ha mostrato infine l&amp;rsquo;evoluzione delle aurore di Giove scoprendo inaspettate variazioni di pochi secondi nella luce emessa.

Con una vita stimata fino a 20 anni il potente telescopio James Webb sta rivoluzionando il nostro sguardo sul&amp;nbsp;sistema solare e il primo universo.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>Colossale eruzione solare</video:title>
            <video:description>Un&amp;rsquo;enorme eruzione ha scosso in questi giorni il bordo nord-orientale del Sole. Un colossale filamento di plasma si &amp;egrave; staccato dalla superficie, dando origine a un'imponente e spettacolare espulsione di massa coronale.

La potenza dell&amp;rsquo;evento &amp;egrave; stata tale da scavare una trincea incandescente sulla nostra stella lunga oltre 400.000 chilometri, pi&amp;ugrave; della distanza media tra la Terra e la Luna. Le immagini, catturate dal Solar Dynamics Observatory della Nasa, mostrano il filamento che si srotola nell&amp;rsquo;atmosfera solare, lasciando dietro di s&amp;eacute; un vero e proprio canyon di fuoco, con pareti alte almeno 20.000 chilometri.
Queste maestose fenditure si formano quando le linee del campo magnetico solare si spezzano e si ricompongono in seguito a un&amp;rsquo;eruzione, tracciando una ferita di plasma sulla superficie della stella.

I filamenti, che normalmente restano sospesi sopra la superficie solare grazie ai campi magnetici, sono composti da materia pi&amp;ugrave; fredda e densa. Quando diventano instabili, possono esplodere in modo violento, scagliando nello spazio getti di plasma in grado di provocare tempeste geomagnetiche sulla Terra.
In questo caso, per&amp;ograve;, non abbiamo nulla da temere: i dati raccolti dall'osservatorio spaziale Soho e dal satellite meteorologico Goes-19 confermano che il filamento ha prodotto un'espulsione di massa coronale, ma non in direzione del nostro pianeta.

CREDITS: Nasa, Esa, Sdo, Noaa, Soho
MUSIC: News Information - Sonican</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-17</video:publication_date>
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            <video:title>Ax-4: missione compiuta</video:title>
            <video:description>Dopo venti giorni, tredici ore e cinquantasette minuti passati in orbita, la missione Ax‑4, firmata da Axiom Space, si &amp;egrave; conclusa senza problemi con l&amp;rsquo;ammaraggio nell&amp;rsquo;Oceano Pacifico&amp;nbsp;della capsula Crew Dragon 'Grace' di SpaceX.
Una volta lasciata la Stazione Spaziale Internazionale a cui era attraccata, la navetta ha impiegato circa 22 ore per completare il rientro orbitale, aprendo in sequenza i paracadute per la frenata finale durante l'attraversamento atmosferico, prima dello splashdown.
Grace &amp;egrave; stata quindi caricata a bordo della nave Shannon, anch'essa di SpaceX, dove &amp;egrave; stato finalmente aperto il portellone per far uscire gli astronauti.
L'equipaggio di Ax-4 era composto dalla comandante Peggy Whitson, ex Nasa e ora direttrice dei voli umani per Axiom, pi&amp;ugrave; tre astronauti al battesimo di volo: Shubhanshu Shukla, pilota dell&amp;rsquo;Aeronautica Indiana, Sławosz Uznański-Wiśniewski, polacco, della riserva astronauti dell&amp;rsquo;Esa e Tibor Kapu, il primo astronauta del programma spaziale ungherese Hunor.

Con il completamento di questa missione, la sessantacinquenne Peggy Whitson ha accumulato un totale record di 695 giorni passati nello Spazio, superando qualunque altro astronauta americano.
Grazie anche al contributo di 31 Paesi, il team di Ax-4 ha eseguito oltre 60 esperimenti scientifici e dimostrazioni tecnologiche durante la permanenza in orbita, una quantit&amp;agrave; superiore alle missioni Axiom precedenti.
Dopo Ax-4, i prossimi visitatori della Stazione Spaziale Internazionale saranno i membri dell'equipaggio Crew-11, che partiranno non prima della fine del mese per sostituire gli attuali astronauti in accordo con la regolare rotazione degli occupanti, che avviene ogni sei-otto mesi.

Crediti: Axiom Space, Space X
Musiche: Global Tech News - MusicInVideo</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-16</video:publication_date>
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            <video:title>Le immagini di Parker Solar Probe a 6 milioni di chilometri dal Sole</video:title>
            <video:description>A quasi sette anni dal lancio, Parker Solar Probe continua a spingersi dove nessuna sonda era mai arrivata prima: sempre pi&amp;ugrave; vicina alla nostra stella, per svelare i misteri dell&amp;rsquo;atmosfera solare e del vento solare. Il 24 dicembre 2024, la sonda ha raggiunto un nuovo traguardo, volando a soli 6,1 milioni di chilometri dalla superficie del Sole&amp;nbsp;- la distanza pi&amp;ugrave; ravvicinata mai raggiunta - e toccando la velocit&amp;agrave; record di 690mila chilometri orari, diventando l&amp;rsquo;oggetto pi&amp;ugrave; veloce mai costruito dall&amp;rsquo;uomo.

&amp;nbsp;

Durante questo passaggio storico, Parker ha acquisito nuove straordinarie immagini grazie al suo strumento Wispr&amp;nbsp;(Wide-Field Imager for Solar Probe), rivelando una vista inedita della corona solare&amp;nbsp;- lo strato pi&amp;ugrave; esterno dell&amp;rsquo;atmosfera del Sole - e del vento solare&amp;nbsp;subito dopo il suo rilascio.

Le immagini hanno svelato un confine cruciale nell&amp;rsquo;atmosfera dove il campo magnetico solare inverte la direzione da nord a sud. E per la prima volta in alta risoluzione, sono state riprese collisioni tra molteplici espulsioni di massa coronale, mostrando come queste&amp;nbsp;enormi nubi di plasma si fondano e interagiscano tra loro. La sonda ha inoltre confermato la presenza diffusa degli switchbacks - schemi a zig-zag dei campi magnetici - osservati gi&amp;agrave; a circa 23,6 milioni di chilometri dal Sole,&amp;nbsp;e collegati alle origini di uno dei due principali tipi di vento solare, lento e veloce.

Insieme alle espulsioni di massa coronale e alle correnti magnetiche, il vento solare - un flusso costante di particelle elettricamente cariche che si propagano dal Sole attraverso il Sistema Solare - contribuisce a generare aurore, a modificare le atmosfere planetarie e a innescare correnti elettriche capaci di sovraccaricare le reti terrestri e influenzare le comunicazioni.

La prossima manovra ravvicinata di Parker Solar Probe &amp;egrave; prevista per il 15 settembre 2025&amp;nbsp;e fornir&amp;agrave; ulteriori dati utili a comprendere meglio l&amp;rsquo;influenza del Sole sul Sistema Solare e gli effetti che pu&amp;ograve; avere anche sulla vita quotidiana sulla Terra.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-15</video:publication_date>
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            <video:title>Sessant’anni di immagini da Marte</video:title>
            <video:description>Sessant&amp;rsquo;anni fa, la missione Mariner 4 della Nasa ha trasmesso le prime immagini di Marte, mostrando un paesaggio ricco di crateri e desolato. Quelle foto in bianco e nero, hanno segnato l&amp;rsquo;inizio di una nuova era nell&amp;rsquo;esplorazione planetaria.

Nel 1976, Viking 1 fu il primo veicolo a posarsi su Marte, inviando immagini nitide che hanno rivelato un terreno arido e privo di vita. Gli orbiter Viking hanno offerto in seguito mappe dettagliate del pianeta, tra cui la celebre panoramica&amp;nbsp;delle&amp;nbsp;Valles Marineris.

Con Pathfinder e il rover Sojourner, nel 1997, sono iniziate le prime esplorazioni robotiche, trasmesse via internet a un pubblico globale. Nel 2004, i rover Spirit e Opportunity hanno permesso di vedere Marte nel dettaglio, con immagini definite del suolo e delle rocce.

Nel 2006, la fotocamera Hirise a bordo della&amp;nbsp;sonda&amp;nbsp;Mars Reconnaissance&amp;nbsp;Orbiter&amp;nbsp;ha offerto immagini dettagliate di dune, crateri e possibili siti di atterraggio. Nel 2012, il rover Curiosity ha &amp;nbsp;portato sul&amp;nbsp;Pianeta&amp;nbsp;Rosso strumenti ancora pi&amp;ugrave; avanzati, seguiti nel 2021 da Perseverance, dotato di telecamere ad alta velocit&amp;agrave;, immagini a colori e capacit&amp;agrave; di analisi microscopica.

A bordo di Perseverance&amp;nbsp;c'era&amp;nbsp;anche Ingenuity, il primo elicottero&amp;nbsp;attivo&amp;nbsp;su un altro pianeta, che ha realizzato immagini aeree inedite e dimostrato le potenzialit&amp;agrave; del volo&amp;nbsp;nell'atmosfera marziana.

In sei decenni, l&amp;rsquo;evoluzione delle fotocamere spaziali ha trasformato Marte da un mondo sconosciuto a un luogo sempre pi&amp;ugrave; accessibile, preparando il terreno per le future esplorazioni umane.</video:description>
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            <video:title>3 anni di scienza per il James Webb</video:title>
            <video:description>Il James Webb festeggia 3 anni di attivit&amp;agrave;.
Lanciato il 25 dicembre 2021, il telescopio di Nasa, Esa e Csa ha rilasciato le sue prime cinque immagini il 12 luglio 2022. In occasione dei suoi primi 3 anni di scienza, Webb mostra ora in tutto il suo spettacolo la Nebulosa Zampa di Gatto, un'enorme regione di formazione stellare situata a circa 4.000 anni luce di distanza nella costellazione dello Scorpione.

La nitida risoluzione del Webb ne svela dettagli e caratteristiche strutturali mai visti prima: tramite lo strumento NirCam ha scrutato un singolo spicchio di questa regione, rivelando un sottoinsieme di piccoli granelli che sembrano contenere giovani stelle che modellano il gas e la polvere circostanti. La loro luce stellare produce un brillante bagliore diffuso riconoscibile in blu.

La Nebulosa Zampa di Gatto &amp;egrave; una delle strutture cosmiche migliori per lo studio in dettaglio del turbolento processo che porta da una nube a una stella.

I piccoli grumi rosso fuoco sparsi tra la polvere marrone sono, infatti, regioni in cui &amp;egrave; in corso la formazione di stelle massicce, sebbene rimangano un po&amp;rsquo; oscurate.

Questa piccola sezione gialla indica, invece, la posizione di una stella massiccia ancora avvolta dalla polvere ma che &amp;egrave; riuscita a brillare attraverso il materiale che la circonda.

Ci&amp;ograve; che risalta di pi&amp;ugrave; nell&amp;rsquo;immagine rilasciata dal Webb &amp;egrave; l'ovale acceso di colore rosso-arancio visibile in alto a destra. Il suo basso numero di stelle sullo sfondo implica che si tratta di un'area densa che sta appena iniziando il suo processo di formazione stellare.

Webb ci regala cos&amp;igrave; un nuovo sguardo su questo spettacolare processo cosmico, rivelando di nuovo aspetti dell'universo rimasti finora nascosti.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-11</video:publication_date>
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            <video:title>Vita su Venere, una sonda alla ricerca di biomarcatori</video:title>
            <video:description>Alla ricerca di forme di vita su Venere, alcuni scienziati inglesi stanno progettando Verve (Venus Explorer for Reduced Vapors in the Environment), una sonda da lanciare con la prossima missione diretta sul pianeta.
In collaborazione con la Nasa, nel 2031 l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea ha, infatti, in programma di lanciare EnVision allo scopo di studiare l&amp;rsquo;atmosfera del &amp;lsquo;gemello della Terra&amp;rsquo; e comprenderne le implicazioni con sua l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; geologica.
Solo recentemente, i ricercatori hanno rilevato sul pianeta la presenza di fosfina e ammoniaca, due potenziali biomarcatori che sulla Terra sono prodotti solo da attivit&amp;agrave; biologica o processi industriali. La loro presenza nelle nubi venusiane varia nel tempo e a seconda della zona, ma la loro esistenza non pu&amp;ograve; essere spiegata da fenomeni atmosferici o geologici conosciuti, per cui l'unico modo per cercarne l&amp;rsquo;origine &amp;egrave; andare sul posto.
Quando Envision arriver&amp;agrave; su Venere per esplorarne l'atmosfera, la superficie e il suo interno, Verve si staccher&amp;agrave; per effettuare un'indagine indipendente. Con questa sonda gli studiosi intendono cercare e mappare fosfina, ammoniaca e altri gas ricchi di idrogeno che non dovrebbero essere presenti su Venere.
Anche l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana parteciper&amp;agrave; alla missione EnVision realizzando un sistema radar fondamentale per la ricostruzione della storia geologica di Venere.

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-10</video:publication_date>
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            <video:title>Italy celebrates its journey with ESA</video:title>
            <video:description>On the occasion of the 50th anniversary of the founding of the European Space Agency, Italy celebrates its journey with ESA.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-08</video:publication_date>
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            <video:title>Ci sono due pianeti nel sistema Koi-134</video:title>
            <video:description>Un sistema solare, creduto un tempo privo di pianeti, ospita in realt&amp;agrave; due mondi davvero singolari, svelati grazie a una nuova analisi dei dati del telescopio spaziale Kepler.

Il primo, Koi-134 b, era stato scartato dieci anni fa come &amp;lsquo;falso positivo&amp;rsquo; perch&amp;eacute; i suoi passaggi davanti alla sua stella non avvenivano con la regolarit&amp;agrave; prevista. Oggi, invece, sappiamo che si tratta di un Giove caldo e che le anomalie orbitali osservate erano reali: il pianeta mostra infatti delle variazioni nei tempi di transito fino a 20 ore di anticipo o ritardo, provocate dall&amp;rsquo;influenza gravitazionale di un secondo pianeta. Proprio grazie a queste marcate irregolarit&amp;agrave;, infatti, &amp;egrave; stato scoperto Koi-134 c, poco pi&amp;ugrave; piccolo di Saturno e mai rilevato prima perch&amp;eacute; orbita su un piano inclinato di circa 15 gradi rispetto all&amp;rsquo;altro pianeta.

Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; di pi&amp;ugrave;: il periodo orbitale di uno &amp;egrave; esattamente il doppio di quello dell&amp;rsquo;altro: mentre Koi-134 b completa un'orbita attorno alla stella in 67 giorni, Koi-134 c ne compie due, una ogni 33 giorni circa. Questa danza orbitale segue uno schema che ricorda il dondolio di due cavallini su una vecchia giostra. Koi-134 &amp;egrave; il primo sistema di questo tipo mai scoperto e offre uno sguardo sulle dinamiche interne di un sistema planetario che non sempre &amp;egrave; possibile osservare.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-08</video:publication_date>
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            <video:title>Un nuovo visitatore interstellare</video:title>
            <video:description>Arriva dalla direzione della costellazione del Sagittario e probabilmente si &amp;egrave; formata da qualche parte nel centro galattico: &amp;egrave; la cometa 3I/Atlas, il terzo oggetto interstellare scoperto dagli astronomi mentre attraversa il Sistema Solare.
Il primo fu l'enigmatico 1I/Oumuamua nel 2017, poi arriv&amp;ograve; la cometa 2I/Borisov nel 2019 e ora 3I/Atlas, di nuovo un corpo cometario, dalle dimensioni incerte (si stima che potrebbe avere un diametro tra gli 0,8 e 24 chilometri), situato attualmente a circa 670 milioni di chilometri e in avvicinamento all'impressionante velocit&amp;agrave; di 221.000 chilometri orari.
E' proprio questa enorme rapidit&amp;agrave; di spostamento, unit&amp;agrave; a un'orbita con un'eccentricit&amp;agrave; iperbolica, a svelarci la natura extrasolare di questa cometa. Nei prossimi mesi taglier&amp;agrave; il nostro sistema planetario avvicinandosi al Sole fino a una distanza poco inferiore all'orbita di Marte, per poi riprendere ad allontanarsi. E' un corpo alla deriva, che probabilmente &amp;egrave; in viaggio da milioni di anni, forse miliardi. Non sappiamo nulla sulle sue origini e tanto meno sul suo destino, sappiamo per&amp;ograve; che &amp;egrave; una cometa perch&amp;eacute; il nucleo ghiacciato &amp;egrave; attivo, possiede gi&amp;agrave; una chioma e sta perdendo massa.

I3/Atlas &amp;egrave; stata scoperta inizialmente il 1&amp;deg; luglio da un sistema di rilevamento automatico di oggetti spaziali prossimi a passare molto vicino al nostro pianeta dell'osservatorio di Rio Hurtado, in Cile, confrontando i dati con osservazioni precedenti alla scoperta.
La conferma &amp;egrave; arrivata nelle settimane successive da altri telescopi, tra cui la Zwicky Transient Facility dell'osservatorio del monte Palomar in California,
gli astronomi per&amp;ograve; hanno ricalcolato la traiettoria escludendo qualsiasi tipo di rischio di impatto con Terra.
Al suo massimo avvicinamento infatti, 3I/Atlas sfiler&amp;agrave; a 240 milioni di chilometri da noi, una distanza che non pone alcun problema di sicurezza.
Il terzo visitatore interstellare passer&amp;agrave; i prossimi mesi nel Sistema Solare, dove potremo osservarlo quasi continuamente, per coglierne pi&amp;ugrave; caratteristiche possibili. A fine ottobre raggiunger&amp;agrave; il perielio, poi riprender&amp;agrave; ad allontanarsi per continuare il suo viaggio nel cosmo, fino a scomparire per sempre.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa, Esa, Eso, Caltech
MUSIC: Flash News Tech Music - Sonican</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-07</video:publication_date>
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            <video:title>La missione Biomass di Esa restituisce le sue prime immagini delle foreste del mondo</video:title>
            <video:description>Lanciata il 29 aprile 2025 la missione Biomass di Esa per il monitoraggio delle foreste ha diffuso le sue prime immagini.

Tra i suoi primi soggetti vi sono la deforestazione in Bolivia, la foresta amazzonica brasiliana e una foresta pluviale in Indonesia.

Biomass porta nello spazio il primo radar ad apertura sintetica in banda P in grado di penetrare nuvole e chiome e misurare cos&amp;igrave; la biomassa legnosa.

La missione determiner&amp;agrave; in tal modo quanto carbonio viene stoccato nelle foreste del mondo oltre alla perdita di habitat e biodiversit&amp;agrave;.&amp;nbsp;

Ancora in fase di messa in servizio le prime immagini confermano che Biomass sta operando come previsto promettendo un salto rivoluzionario.

Biomass &amp;egrave; in grado anche di mappare la geologia del sottosuolo nei deserti nelle strutture delle calotte glaciali e&amp;nbsp;nella topografia del suolo forestale.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>Nuove ipotesi sulla trasformazione di Marte</video:title>
            <video:description>Uno dei misteri principali per i planetologi che studiano Marte &amp;egrave; la sua trasformazione da pianeta umido al deserto gelido che vediamo oggi. Abbiamo sufficienti indizi per affermare che, in un lontano passato, le temperature su Marte fossero pi&amp;ugrave; alte e l'acqua liquida scorreva sulla superficie, o appena sotto. Questo clima pi&amp;ugrave; mite si doveva alla presenza nell'atmosfera di corpose quantit&amp;agrave; di anidride carbonica, che essendo un gas serra riusciva a trattenere il calore.

Circa tre miliardi e mezzo di anni fa per&amp;ograve; dev'essere successo qualcosa che ha cambiato radicalmente la situazione. L'ipotesi pi&amp;ugrave; accreditata &amp;egrave; che l'anidiride carbonica, insieme all'acqua, nel tempo abbia reagito chimicamente con le rocce marziane per formare minerali carbonacei, diminuendo sempre pi&amp;ugrave; nell'atmosfera fino a far scomparire l'effetto serra. Ma c'era un problema: nei campioni di roccia analizzati in questi anni dai rover non si trovavano tracce di minerali carbonacei.
Poi, un mese fa, il rover Curiosity ha scoperto della siderite sul monte Sharp, validando le teorie, ma dalle analisi chimiche di questo minerale carbonaceo &amp;egrave; emerso un nuovo modello.

Questo prevede che Marte abbia avuto un'alternanza tra cicli temporali brevi, in cui le temperature erano pi&amp;ugrave; alte e scorreva acqua liquida, con altri di aridit&amp;agrave; estrema, lunghi anche cento milioni di anni. Questi cicli erano dovuti al fatto che, durante le fasi pi&amp;ugrave; miti, le piogge torrenziali diminuivano l'anidride carbonica nell'atmosfera facendola cadere sul terreno, dove restava imprigionata nei minerali carbonacei, fino ad azzerare l'effetto serra. Periodiche variazioni orbitali e assiali del pianeta hanno pi&amp;ugrave; volte rialzato le temperature, avviando di nuovo il processo, ma&amp;nbsp;&amp;nbsp;per periodi sempre pi&amp;ugrave; brevi e intermittenti.

Fenomeni simili avvengono anche sulla Terra, ma qui l'attivit&amp;agrave; vulcanica ha sempre reimmesso nell'aria l'anidride carbonica sottratta, mantenendo una percentuale sufficiente a garantire un clima stabile e temperato.
L'assenza di vulcanismo su Marte, invece, ha portato a una diminuzione continua di Co2 nell'atmosfera, fino a quantit&amp;agrave; non pi&amp;ugrave; sufficienti a innescare l'effetto serra,&amp;nbsp;&amp;nbsp;trasformando lentamente il pianeta in un deserto globale.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa, Jpl. Nasa Goddard, Bbc
MUSIC: sad sorrowful documentary music - Mfcc</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-03</video:publication_date>
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            <video:title>Due esplosioni per spegnere una stella</video:title>
            <video:description>Una stella &amp;egrave; esplosa due volte prima di morire.
Di solito, le supernove nascono quando le stelle massicce arrivano alla fine della loro vita. Ce ne sono alcune, per&amp;ograve;, le supernove di tipo Ia, che hanno un&amp;rsquo;origine diversa. Tra le principali fonti di ferro sul nostro pianeta, incluso quello nel nostro sangue, queste supernove provengono da una nana bianca, cio&amp;egrave; il nucleo &amp;lsquo;spento&amp;rsquo; di una stella simile al Sole, che in un sistema binario pu&amp;ograve; rubare materiale a una compagna vicina fino a diventare instabile ed esplodere.&amp;nbsp;

Fino a poco tempo fa si pensava che queste stelle esplodessero in un unico colpo, una volta raggiunta una certa massa. Ora, grazie allo strumento Muse del Very Large Telescope dell'Eso,&amp;nbsp;&amp;egrave; stato confermato che, almeno in alcuni casi, la nana bianca pu&amp;ograve; subire una doppia esplosione prima di raggiungere quel limite. A incendiarsi per primo &amp;egrave; lo strato di elio &amp;lsquo;rubato&amp;rsquo; in precedenza: questa esplosione genera un&amp;rsquo;onda d&amp;rsquo;urto che viaggia intorno alla nana bianca e verso l&amp;rsquo;interno, innescando cos&amp;igrave; una seconda esplosione nel nucleo che crea infine la supernova.

La prova diretta di questo processo - due gusci concentrici di calcio - giace nei resti ancora luminosi della supernova, artefice di uno spettacolo cosmico di incredibile potenza.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-02</video:publication_date>
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            <video:title>Webb esplora le origini delle galassie a disco</video:title>
            <video:description>Un team di astronomi ha utilizzato i dati d&amp;rsquo;archivio del telescopio spaziale James Webb per studiare 111 galassie a disco viste di taglio, risalenti fino a 11 miliardi di anni fa, con l&amp;rsquo;obiettivo di comprendere l&amp;rsquo;origine della loro struttura.

I risultati mostrano che le galassie formano inizialmente un disco spesso, seguito successivamente da uno sottile. Il momento in cui avviene questa transizione dipende dalla massa della galassia: quelle pi&amp;ugrave; massicce hanno sviluppato il disco sottile circa 8 miliardi di anni fa, mentre quelle pi&amp;ugrave; piccole circa 4 miliardi di anni fa.

Il team ha confrontato i dati raccolti con le osservazioni sul moto dei gas provenienti dal telescopio Alma dell&amp;rsquo;Eso. I risultati confermano lo scenario del disco di gas turbolento: nelle fasi iniziali della vita di una galassia, il gas presente nel disco &amp;egrave; molto instabile, provoca la nascita di numerose stelle e e la formazione del disco spesso. Con il passare del tempo, l&amp;rsquo;evoluzione stellare aiuta a stabilizzare il gas, che da origine a un disco sottile sovrapposto a quello spesso.

Le galassie pi&amp;ugrave; massicce, pi&amp;ugrave; efficienti nel trasformare il gas in stelle, si stabilizzano pi&amp;ugrave; rapidamente, formando il disco sottile prima rispetto a quelle pi&amp;ugrave; piccole. Tuttavia, la crescita del disco spesso prosegue anche dopo l&amp;rsquo;inizio della formazione del disco sottile, seppure a un ritmo pi&amp;ugrave; lento.

Secondo lo studio, il periodo di transizione da disco spesso a doppio coincide con l&amp;rsquo;epoca in cui si sarebbe formato il disco sottile della Via Lattea. Grazie alla sensibilit&amp;agrave; del telescopio Webb, gli astronomi possono oggi osservare con chiarezza galassie pi&amp;ugrave; piccole e deboli in epoche molto remote.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-07-01</video:publication_date>
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            <video:title>Il Mars Reconaissance Orbiter espande le sue capacità</video:title>
            <video:description>[⚠️ Suspicious Content] Sono passati ormai venti anni dal lancio del Mars Reconnaissance Orbiter, la sonda spedita nel 2005 dalla Nasa per orbitare attorno a Marte, uno strumento di supporto fondamentale per l'esplorazione e lo studio del Pianeta Rosso.
Con i suoi cinque strumenti scientifici, l'Mro osserva la superficie marziana in altissima risoluzione, cercando acqua o ghiaccio; ci indica anche i siti di atterraggio pi&amp;ugrave; adatti per lander e rover, per i quali poi svolge un ruolo di ponte radio con i tecnici della Terra che possono cos&amp;igrave; pilotarli in superficie e istruirli per ricerche ed esperimenti scientifici.
A dispetto dei tanti anni di servizio svolti, la Nasa conta di avvalersi ancora dell'Mro almeno fino alla fine di questa decade e per questo ha recentemente applicato delle modifiche al software della sonda robotica per aumentarne le potenzialit&amp;agrave;. Gli ingegneri infatti hanno aggiornato il codice con nuovo set di istruzioni, per consentirle di ribaltarsi di 120&amp;deg; ed esporre direttamente alla superficie sottostante gli strumenti scientifici montati sulla parte superiore. Lo scopo &amp;egrave; quello di farli lavorare in condizioni migliori, aumentandone le prestazioni.Il Mars Reconaissance Orbiter fino a oggi non poteva girarsi oltre i 30&amp;deg;, offrendo una potenzialit&amp;agrave; osservativa notevole, ma non ai livelli massimi ottenibili. Con l'aggiornamento appena installato ora pu&amp;ograve; girarsi quasi completamente a testa in gi&amp;ugrave;, pur mantenendo i pannelli fotovoltaici rivolti verso il Sole e l'antenna ad alto guadagno puntata in direzione della Terra. La rotazione espande soprattutto le capacit&amp;agrave; del radar&amp;nbsp;Sharad, strumento primario fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana e costruito nel nostro Paese da Alenia Spazio, oggi Thales Alenia Space, che pu&amp;ograve; scandagliare il sottosuolo di Marte fino a un chilometro di profondit&amp;agrave;, distinguendo tra sabbia, roccia e ghiaccio.

Sebbene molto utile e promettente, la nuova manovra non &amp;egrave; comunque di facile attuazione e prevede un consumo extra di energia. Per questo non verr&amp;agrave; eseguita pi&amp;ugrave; di un paio di volte all'anno e sempre dopo un'attenta valutazione e pianificazione.

Un altro strumento che trarr&amp;agrave; grande beneficio dal ribaltamento quasi totale dell'Mro &amp;egrave; il Mars Climate Sounder, dedicato allo studio della meteorologia di Marte attraverso l'analisi dell'atmosfera in luce visibile e infrarossa, con la quale riesce a misurarne la temperatura, l'umidit&amp;agrave; e le concentrazioni di polveri.
Questo strumento ora vivr&amp;agrave; una seconda vita, il meccanismo che gli permetteva di girarsi autonomamente infatti aveva ha smesso di funzionare nel 2024, ma da oggi grazie al nuovo software di rotazione appena installato potr&amp;agrave; tornare ad essere puntato in pi&amp;ugrave; direzioni.

CREDITS: Nasa, Jpl
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            <video:publication_date>2025-06-30</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Lo sguardo inedito di Solar Orbiter svela i poli del Sole</video:title>
            <video:description>Sono le prime immagini dei poli del Sole fotografate con una prospettiva assolutamente inedita quelle scattate a marzo da Solar Orbiter. La missione dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha realizzato queste storiche osservazioni grazie all&amp;rsquo;inclinazione della propria orbita rispetto all&amp;rsquo;equatore solare, ottenuta con il passaggio ravvicinato a Venere dello scorso febbraio.

Solar Orbiter &amp;egrave; diventata cos&amp;igrave; la prima missione a osservare il Sole con un punto di vista non equatoriale, uscendo cio&amp;egrave; al di fuori del piano dell&amp;rsquo;eclittica: questo &amp;egrave; il piano su cui la Terra e gli altri pianeti ruotano attorno alla nostra stella. La missione Esa sta svelando cos&amp;igrave; lo spettacolo dei poli del Sole come non mai, regioni a noi finora quasi completamente sconosciute.

&amp;laquo;Solar Orbiter &amp;egrave; appena entrato in una fase nuova &amp;nbsp;&amp;ndash; afferma Marco Stangalini, ricercatore Asi e Project Scientist dello strumento Metis di Solar Orbiter &amp;ndash; una fase in cui lo spacecraft comincia ad inclinare la sua orbita rispetto al piano dell'eclittica, che &amp;egrave; il piano orbitale della Terra e dei pianeti, e quindi questo ci permette di cominciare a vedere il Sole da una prospettiva completamente nuova e quindi, per la prima volta, osserviamo i poli che non erano accessibili dalla prospettiva della Terra, del piano orbitale della Terra.

Solar Orbiter ha inclinato il proprio piano orbitale rispetto all'eclittica, arrivando a circa 17 gradi di inclinazione per il momento. Con il passare del tempo e con ulteriori manovre di gravity assist con Venere, quest'orbita si incliner&amp;agrave; maggiormente fino ad arrivare a un'inclinazione di circa 33 gradi nel 2029&amp;raquo;.

Mai assunta da altre missioni spaziali o telescopi terrestri, questa nuova prospettiva permetter&amp;agrave; alla sonda Esa di avere uno sguardo privilegiato sui poli solari, alla ricerca di informazioni fondamentali sui processi misteriosi che regolano le attivit&amp;agrave; del Sole, dal funzionamento del campo magnetico fino al susseguirsi dei cicli solari undecennali.

&amp;laquo;Il Sole ha delle ciclicit&amp;agrave; nella propria attivit&amp;agrave;: quella pi&amp;ugrave; famosa &amp;egrave; quella che ha un periodo di circa 11 anni. &amp;ndash; afferma Stangalini di Asi &amp;ndash; Questa periodicit&amp;agrave; &amp;egrave; governata da un motore all'interno del Sole, un motore che chiamiamo dinamo: un motore magnetico che governa questa attivit&amp;agrave;. Ora queste ciclicit&amp;agrave;, i meccanismi di funzionamento di questo motore interno al sole non sono ben noti, non sono ben compresi, ma quello che sappiamo &amp;egrave; che molte informazioni utili alla comprensione di questi meccanismi fisici possono derivare dall'osservazione proprio dei poli&amp;raquo;.

Con a bordo 10 strumenti complessivi, tra quelli in situ e quelli di remote sensing, nelle osservazioni di marzo Solar Orbiter ha attivato solo questi ultimi, in grado di osservare a distanza gli strati dell'atmosfera del Sole a diverse quote, dalla fotosfera fino alla corona solare, lo strato pi&amp;ugrave; esterno.

&amp;laquo;La radiazione proveniente da diversi strati dell'atmosfera del Sole ha, diciamo cos&amp;igrave;, frequenze diverse. &amp;ndash; afferma Stangalini di Asi &amp;ndash; &amp;nbsp;Questi strumenti che sono a bordo di Solar Orbiter operano innanzitutto a lunghezze d'onda diverse, quindi questo ci permette, se usati in modo combinato, di avere una mappatura tomografica dell'atmosfera. A questo poi aggiungiamo il fatto che lo spettro polarimetric image Phi, che &amp;egrave; uno degli strumenti appunto di cui sono stati rilasciati i primissimi dati dei poli, ha in aggiunta la possibilit&amp;agrave; di osservare anche in luce polarizzata e osservare in luce polarizzata Nel sole significa osservare indirettamente i campi magnetici, perch&amp;eacute; il campo magnetico induce una polarizzazione nella luce che emerge dagli strati fotosferici.

Tra gli strumenti di remote sensing &amp;egrave; stata attivata la fotocamera polarimetrica ed eliosismica Phi, sensibile alla luce visibile e in grado di mappare il campo magnetico superficiale del Sole. I suoi scatti hanno svelato la doppia polarit&amp;agrave; dei campi magnetici al polo sud del Sole, fenomeno temporaneo che accade durante il picco di attivit&amp;agrave; di ogni ciclo solare, quando il campo magnetico del Sole si capovolge.

&amp;laquo;Nelle prime immagini rilasciate dei poli vediamo questi campi magnetici diffusi di polarit&amp;agrave; sia positiva che negativa che sono appunto distribuiti e diffusi nella nelle regioni polari. &amp;ndash; afferma Stangalini di Asi &amp;ndash; L'importanza di osservare i poli sta nella possibilit&amp;agrave; eventuale di identificare meccanismi peculiari della dinamica di questi campi magnetici da cui potenzialmente possiamo trarre informazioni utili a comprendere i cicli di attivit&amp;agrave; del Sole sul lungo termine&amp;raquo;.

Grazie alla fotocamera spettrale dell&amp;rsquo;ambiente coronale&amp;nbsp;Spice, in queste osservazioni Solar Orbiter ha inoltre misurato per la prima volta la velocit&amp;agrave; con cui il plasma si muove all'interno di uno specifico strato del Sole. Un risultato in linea con uno degli obiettivi della missione: scoprire l&amp;rsquo;origine del vento solare, ossia il flusso di particelle cariche espulse dal Sole che alimenta l&amp;rsquo;eliosfera e produce gli eventi di space weather che investono anche la Terra.

&amp;laquo;Sar&amp;agrave; possibile ricavare le abbondanze chimiche nell'atmosfera del sole che possono essere utilizzate anche come tracciante del vento solare stesso. &amp;ndash; afferma Stangalini di Asi &amp;ndash; Quindi questa informazione sar&amp;agrave; molto utile a rintracciare nell'atmosfera del sole le sorgenti del vento solare e nel caso dei poli capire se i meccanismi di accelerazione del vento solare possono essere diversi rispetto ai meccanismi di accelerazione che sono attesi in altre regioni del Sole, quindi non polari.

In prospettiva sar&amp;agrave; anche possibile identificare le sorgenti di quello che &amp;egrave; all'origine del vento solare misurato l&amp;igrave; dove sta transitando lo Spacecraft e se i meccanismi di accelerazione di questo vento solare ai poli possono essere diversi da quelli che invece conosciamo nelle regioni pi&amp;ugrave; equatoriali.

Questa informazione &amp;egrave; utilissima anche per comprendere tutti quei meccanismi che sono alla base di questi processi fisici e che governano poi le condizioni fisiche su tempi scala pi&amp;ugrave; lunghe di anni o pi&amp;ugrave; e governano le condizioni dell'eliosfera, quindi con potenziali impatti anche sul clima terrestre e su tutto quello che ne consegue&amp;raquo;.

Durante questa nuova fase esplorativa di Solar Orbiter sar&amp;agrave; protagonista anche l&amp;rsquo;Italia grazie allo strumento Metis, coronografo realizzato da Inaf e finanziato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana in grado di osservare le regioni pi&amp;ugrave; esterne della corona fino a diversi raggi solari oscurando artificialmente il disco solare.

&amp;laquo;Questo ci permette di osservare la zona pi&amp;ugrave; tenue e pi&amp;ugrave; a bassa intensit&amp;agrave; che &amp;egrave; costituita appunto dalle regioni pi&amp;ugrave; esterne della corona solare, dove avvengono i meccanismi di accelerazione del vento solare e di tutte quelle che sono le perturbazioni che poi, viaggiando nello spazio interplanetario, potenzialmente possono dare fenomeni di space weather come quelli che abbiamo vissuto negli ultimi mesi e ultimi mesi che sono stati appunto caratterizzati da un'intensa attivit&amp;agrave; solare. Ecco lo strumento italiano avr&amp;agrave; la possibilit&amp;agrave; di osservare per la prima volta la propagazione di questi eventi che sono eventi di rilascio impulsivo dell'energia da parte dell'atmosfera solare osservati da una prospettiva nuova, diciamo cos&amp;igrave; dall'alto. in modo tale da regalarci, diciamo, una visione del tutto nuova della propagazione di questi eventi nello spazio interplanetario e capire sempre meglio il potenziale impatto che questi fenomeni possono avere in termini di space weather anche sulla Terra&amp;raquo;, conclude Stangalini di Asi.

Il primo set di dati completo da polo a polo di Solar Orbiter verr&amp;agrave; scaricato entro ottobre 2025; intanto la sonda Esa con il suo nuovo sguardo ha aperto la strada alle future missioni polari che saranno destinate allo studio dettagliato di queste regioni per comprendere meglio i misteri del Sole.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>Un ritratto a più mani per la Galassia di Andromeda</video:title>
            <video:description>La Nasa ha divulgato un'immagine della galassia di Andromeda ad altissima risoluzione, ottenuta utilizzando un&amp;rsquo;ampia gamma di dati. Con i suoi circa mille miliardi di stelle, Andromeda &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; grande struttura del cosiddetto 'Gruppo Locale', un ammasso di decine di galassie di cui fa parte anche la Via Lattea.

Trovandosi a due milioni e mezzo di anni luce di distanza da noi, quindi particolarmente vicina in termini astronomici, &amp;egrave; uno degli oggetti cosmici pi&amp;ugrave; studiati e osservati dagli astrofisici. La sua struttura presenta numerose similitudini con la Via Lattea, quindi approfondire le sue caratteristiche ci aiuta a conoscere meglio anche la nostra galassia, pi&amp;ugrave; difficile da studiare nella sua totalit&amp;agrave; perch&amp;eacute; ci troviamo al suo interno.

La galassia di Andromeda &amp;egrave; stata fotografata continuamente, nelle varie porzioni dello spettro luminoso, sin dagli albori dell'astronomia moderna. La foto appena diffusa dalla Nasa ha la particolarit&amp;agrave; di riunire in un'unica immagine i dati raccolti tra il 1999 e il 2012 da svariate fonti, costruendo la rappresentazione pi&amp;ugrave; dettagliata e accurata attualmente in nostro possesso.

Sono state utilizzate soprattutto le scansioni dell&amp;rsquo;osservatorio spaziale a raggi X Chandra, della Nasa, pi&amp;ugrave; quelle del telescopio Xmm-Newton dell'Esa, i dati in ultravioletto di Galex e quelli a infrarosso di Spitzer, telescopi spaziali da tempo dismessi dalla Nasa, gli scatti in luce visibile fatti da alcuni astrofotografi con i telescopi terrestri, quelli prodotti dai satelliti Cobe, Planck, Herschel e persino le emissioni di onde radio captate dal Westerbork Synthesis Radio Telescope, situato nei Paesi Bassi.

Ognuno ha rivelato una caratteristica precisa di Andromeda, che &amp;egrave; stata aggiunta alle altre per formare il composit.

&amp;nbsp;

La nuova immagine &amp;egrave; stata dedicata all'astronoma statunitense Vera Cooper Rubin, che proprio grazie a misurazioni accurate della rotazione della galassia di Andromeda ha dimostrato l'esistenza di quella che oggi chiamiamo 'materia oscura', aprendo di fatto una nuova era della ricerca astronomica sulle dinamiche e la composizione del cosmo.

&amp;nbsp;

Crediti: Nasa/Cxo/UMass/Z. Li &amp; Q.D. Wang, Esa/Xmm-Newton Jpl-Caltech, Wise, Spitzer, Iras, Herscel, Cobe, Gbt, Wsrt, Iram, Galex Infrared, Marcel Drechsler, Xavier Strottner, Yann Sainty &amp; J. Sahner, T. Kottary, L. Frattare, K. Arcand, J.Major
Musiche: - Universe Drama - MechBlizz</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-26</video:publication_date>
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            <video:title>Ax-4 è diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; partita nelle prime ore del mattino dal Kennedy Space Center, in Florida, la missione Axiom&amp;nbsp;Mission 4 (Ax-4),&amp;nbsp;diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss).&amp;nbsp;A bordo della navicella SpaceX Crew Dragon, un quartetto di astronauti che trascorrer&amp;agrave; due settimane in orbita per conto dell'azienda texana Axiom Space.

Al comando c&amp;rsquo;&amp;egrave; Peggy Whitson, veterana Nasa con il record americano di circa 700 giorni trascorsi nello spazio. Con lei debuttano l&amp;rsquo;indiano Shubhanshu Shukla, il polacco

Sławosz Uznański-Wiśniewski&amp;nbsp;e l&amp;rsquo;ungherese Tibor Kapu.&amp;nbsp;Per i tre si tratta del primo volo nello spazio e del primo viaggio verso la Iss per i rispettivi Paesi.

L&amp;rsquo;arrivo &amp;egrave; previsto per gioved&amp;igrave; 26 giugno&amp;nbsp;alle 13.00 ora italiana. Ad accoglierli ci saranno i sette membri dell&amp;rsquo;attuale equipaggio della Expedition 73, con cui lavoreranno fianco a fianco.

Durante la loro permanenza a bordo della stazione orbitante, gli astronauti condurranno oltre 60 esperimenti scientifici e tecnologici, 17 dei quali sostenuti dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea.

Il rientro sulla Terra &amp;egrave; previsto per la seconda settimana di luglio&amp;nbsp;con uno&amp;nbsp;splashdown&amp;nbsp;nell&amp;rsquo;Oceano Pacifico. La data esatta dipender&amp;agrave; anche dalle condizioni meteo nella zona di ammaraggio&amp;nbsp;della Dragon.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-25</video:publication_date>
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            <video:title>Le prime immagini dell’Osservatorio Vera Rubin</video:title>
            <video:description>Ecco le prime immagini rilasciate dall'Osservatorio Vera Rubin. Dalle montagne cilene e con la pi&amp;ugrave; grande fotocamera digitale mai costruita, l&amp;rsquo;Osservatorio segna l&amp;rsquo;inizio di una nuova era dell'astrofisica.
In dieci ore di osservazioni di prova ha scattato oltre 1100 immagini ritraendo milioni di galassie e migliaia di asteroidi su una scala senza precedenti. Qui in particolare vediamo la Nebulosa Laguna e la Nebulosa Trifida. Distano fino a&amp;nbsp;5mila anni luce da noi, ma con la combinazione di 678 immagini, riusciamo a vedere in dettaglio le nubi di gas e polvere che le compongono.
Con questi scenari l&amp;rsquo;Osservatorio ci d&amp;agrave; un&amp;rsquo;anteprima del suo potenziale, in attesa dell&amp;rsquo;inizio vero e proprio della sua missione, il Legacy Survey of Space and Time. Con l&amp;rsquo;intenzione di rinnovare la nostra comprensione dell&amp;rsquo;Universo, il Vera Rubin esplorer&amp;agrave; il cielo ogni notte per 10 anni per rilevarne i cambiamenti. Un time-lapse ultra-ampio e ad altissima definizione con nuovi asteroidi, comete, stelle, supernove, galassie lontane e magari anche fenomeni cosmici finora mai osservati.
Scrutando l&amp;rsquo;Universo in continua evoluzione gli astronomi intendono comprendere anche la natura dell&amp;rsquo;energia e della materia oscura, entit&amp;agrave; ancora misteriose che sembrano costituire il 95 percento dell&amp;rsquo;Universo. L&amp;rsquo;Osservatorio &amp;egrave; dedicato appositamente a Vera Rubin, la prima astronoma che prov&amp;ograve; l&amp;rsquo;esistenza di questa materia invisibile.
Per coinvolgere il pubblico l&amp;rsquo;Osservatorio ha sviluppato anche una piattaforma online da cui si possono scaricare risorse didattiche e partecipare come citizen scientist.

Crediti video: NOIRLab</video:description>
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            <video:title>Osservatorio Vera Rubin, in arrivo le prime immagini</video:title>
            <video:description>Oggi il Vera Rubin Observatory mostrer&amp;agrave; al mondo le sue prime immagini ufficiali in una diretta streaming prender&amp;agrave; il via alle 17:00, ora italiana. Situato sulle Ande cilene, l&amp;rsquo;osservatorio ospita la fotocamera digitale pi&amp;ugrave; grande mai costruita (3.200 megapixel) e dar&amp;agrave; inizio alla missione Legacy Survey of Space and Time che sar&amp;agrave; operativa per 10 anni. La missione produrr&amp;agrave; una quantit&amp;agrave; di dati senza precedenti sotto forma di enormi time-lapse dell&amp;rsquo;intero cielo.

&amp;nbsp;

Grazie al suo specchio da 8,4 metri e a un campo visivo ultra-ampio, l&amp;rsquo;osservatorio sar&amp;agrave; in grado di monitorare asteroidi, supernove e galassie lontane, aiutando anche a svelare i segreti di materia oscura ed energia oscura. Anche se le operazioni scientifiche complete per la missione inizieranno ufficialmente pi&amp;ugrave; avanti nel corso dell&amp;rsquo;anno, questa anteprima mostrer&amp;agrave; la potenza del telescopio e fornir&amp;agrave; una prova delle scoperte che ci attendono.</video:description>
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            <video:title>Cina, successo per il test di emergenza della navicella Mengzhou</video:title>
            <video:description>Continua con successo il progetto di esplorazione lunare da parte della Cina. Il 17 giugno, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Cinese (Cnsa) ha testato Mengzhou, che significa &amp;lsquo;Nave dei Sogni&amp;rsquo;, una navicella spaziale di nuova generazione destinata a inviare astronauti sia in orbita terrestre bassa, sia sulla Luna.
Si &amp;egrave; trattato di un test di volo di emergenza a quota zero o test di interruzione del lancio, eseguito al Centro Spaziale di Jiuquan, nel deserto del Gobi.
A circa 20 secondi dal lancio, la capsula di emergenza &amp;egrave; stata espulsa e i paracadute si sono aperti regolarmente. La navicella di ritorno &amp;egrave; atterrata in sicurezza, dopo circa due minuti, in un&amp;rsquo;area designata e grazie a un sistema di ammortizzazione di airbag, segnando il completo successo del test.
Rispetto alla tradizionale navicella Shenzhou, dove il razzo era responsabile dell&amp;rsquo;interruzione, mentre la navicella si occupava della messa in sicurezza degli astronauti, Mengzhou controlla invece tutto il processo.
Il test &amp;egrave; stato progettato, infatti, per verificare i tutti sistemi necessari per salvare gli astronauti in caso di emergenza: dal temporizzatore, alla separazione, fino alla traiettoria di fuga.
L&amp;rsquo;esito positivo dell'operazione ha confermato che Mengzhou diventer&amp;agrave; il principale veicolo con equipaggio a essere utilizzato per i lanci verso la stazione spaziale Tiangong e per le missioni di esplorazione lunare che dovrebbero iniziare entro il 2030.

Crediti video: CCTV - CNSA</video:description>
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            <video:title>Solar Orbiter svela i poli del Sole come mai fatto prima</video:title>
            <video:description>La missione Solar Orbiter di Esa &amp;egrave; la prima a fornire immagini dei poli del Sole fotografandoli al di fuori del piano dell&amp;rsquo;eclittica.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;eclittica &amp;egrave; il piano su cui la Terra ruota attorno al Sole e da cui le sonde precedenti hanno sempre osservato la nostra stella.

Acquisendo un&amp;rsquo;orbita inclinata Solar Orbiter ha mostrato il Sole dal punto di vista non equatoriale rivelando cos&amp;igrave; i poli come non mai.

Questa prospettiva cambier&amp;agrave; la nostra comprensione sul campo magnetico del Sole, ciclo solare e space weather.

Le inedite osservazioni finora hanno rivelato per la prima volta come il materiale solare si muove all'interno di uno strato del Sole.

Per ora con un angolo di 17 gradi Solar Orbiter nei prossimi 5 anni superer&amp;agrave; i 30 gradi di inclinazione svelando ancor di pi&amp;ugrave; i poli del Sole.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>La galassia dello Scultore in tutto il suo splendore</video:title>
            <video:description>Ngc 253, pi&amp;ugrave; nota come galassia dello Scultore: un'imponente struttura situata a soli 11,5 milioni di anni luce guardando in direzione del polo sud galattico. E' una tra le grandi galassie del nostro vicinato e per questo &amp;egrave; tra le pi&amp;ugrave; studiate dagli scienziati, che possono analizzarne sia il comportamento come oggetto astronomico nel suo insieme, sia la composizione e le dinamiche della struttura interna nelle diverse regioni che la formano.
Per questi motivi, la galassia dello Scultore &amp;egrave; stata recentemente scelta come obiettivo per una serie di nuove scansioni, in migliaia di colori, fatte dal Very Large Telescope dell'Osservatorio Europeo Australe. Le immagini prodotte, ognuna delle quali riguardava una ben precisa regione della galassia, sono state in seguito riunite dagli astronomi come un puzzle, per formare un'unica foto ultradefinita che mostra colori e dettagli mai ottenuti in precedenza. Un lavoro enorme, che ha richiesto pi&amp;ugrave; di cinquanta ore di osservazioni in oltre cento diverse esposizioni, sfruttando i 24 spettrografi dello strumento Muse, che sono in grado di separare la luce nelle sue componenti per realizzare immagini in alta risoluzione. Il risultato mostra l'intera galassia Ngc 253 , il cui diametro si estende per 65.000 anni luce.
Le stelle, la polvere e i gas che nell'insieme formano le galassie emettono luce in diversi colori, quindi pi&amp;ugrave; sfumature si raccolgono, pi&amp;ugrave; gli astronomi hanno a disposizione delle informazioni preziose per le loro analisi. L'alto livello di dettaglio del mosaico, inoltre, ha gi&amp;agrave; portato alla scoperta di circa 500 nuove nebulose planetarie, ammassi di gas e polveri emessi da una stella morente.
Sebbene l'immagine ad altissima definizione di Ngc 253 abbia gi&amp;agrave; prodotto numerose novit&amp;agrave;, siamo ancora alle prime ricerche. Nell'immediato futuro &amp;egrave; previsto uno studio approfondito sui gas, che punta a scoprire di cosa sono composti, come si comportano e quali sono le dinamiche attraverso le quali formano le nuove stelle di questa galassia.

&amp;nbsp;

CREDITS: Eso, Nasa, Esa
MUSIC: Beyond Horizon - CrabAudio</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-18</video:publication_date>
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            <video:title>La Cina testa nuove orbite per future infrastrutture Terra-Luna</video:title>
            <video:description>La corsa allo spazio della Cina prosegue in direzione della Luna, con il lancio di una serie di piccoli veicoli spaziali in orbite lunari e cislunari. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; costruire una rete di infrastrutture tra la Terra e il nostro satellite per facilitare comunicazioni, navigazione e operazioni scientifiche nei decenni a venire.

Tra i protagonisti di queste missioni ci sono i satelliti Dro-A e Dro-B, partiti a marzo 2024 e giunti in orbita retrograda distante intorno alla Luna lo scorso agosto. Nel frattempo, i satelliti Tiandu-1&amp;nbsp;e Queqiao-2&amp;nbsp;hanno raggiunto con successo l&amp;rsquo;orbita lunare in vista della missione di ritorno di campioni lunari Chang&amp;rsquo;e-6.

Da allora, Tiandu-1 e Dro-B sono stati inseriti in orbite di risonanza Terra-Luna: il primo compie tre orbite attorno alla Terra nello stesso tempo in cui la Luna ne compie una;&amp;nbsp;il secondo&amp;nbsp;completa tre giri intorno al pianeta&amp;nbsp;mentre la Luna ne fa due. Dro-B sta inoltre effettuando un &amp;lsquo;tour&amp;rsquo; dei punti di Lagrange L3, L4 e L5, zone di equilibrio gravitazionale considerate ideali per future basi spaziali o stazioni di comunicazione.

Sebbene non tutte le missioni siano andate secondo i piani, la Cina sta gi&amp;agrave; guardando avanti. I satelliti Queqiao-1 e Queqiao-2&amp;nbsp;sono attualmente in orbita lunare, pronti a supportare le missioni Chang&amp;rsquo;e-7 e Chang&amp;rsquo;e-8&amp;nbsp;che esploreranno, nei prossimi anni, il polo sud della Luna.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-17</video:publication_date>
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            <video:title>Osservare le tempeste dalla Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>Gli scienziati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale stanno studiando fenomeni elettrici rari che si verificano nell&amp;rsquo;alta atmosfera, come i blue jets, gli sprites e gli elves. Questi eventi, noti come Tle (eventi luminosi transitori) possono influenzare le comunicazioni a terra e rappresentare un rischio per aerei e satelliti.

Grazie all&amp;rsquo;esperimento Asim dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea, installato all&amp;rsquo;esterno della Iss, &amp;egrave; stato possibile osservare e analizzare queste scariche luminose che si sviluppano ben al di sopra delle nubi temporalesche. I dati hanno confermato l&amp;rsquo;esistenza di anelli luminosi - gli elves - e hanno fornito nuove informazioni sulle scariche a corona, brevi ma intense esplosioni elettriche che potrebbero essere legate all&amp;rsquo;innesco dei fulmini.

&amp;nbsp;

Un altro progetto dell&amp;rsquo;Esa,Thor-Davis, ha utilizzato una particolare fotocamera ad alta velocit&amp;agrave; per riprendere temporali dallo spazio, mentre il satellite giapponese Light-1 ha monitorato i lampi gamma terrestri, eventi ad altissima energia che possono rappresentare un pericolo per gli aerei. Queste ricerche stanno migliorando la comprensione del clima terrestre e spaziale e potrebbero contribuire a previsioni meteorologiche pi&amp;ugrave; accurate e a tecnologie di monitoraggio atmosferico pi&amp;ugrave; economiche ed efficienti.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-16</video:publication_date>
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            <video:title>Webb, la nebbia di Plutone esiste e ne regola il clima</video:title>
            <video:description>La nebbia su Plutone esiste davvero e contribuisce a regolare il clima del pianeta nano. A scoprirlo &amp;egrave; il telescopio James Webb che ha risolto uno dei grandi misteri di questo mondo ghiacciato.

Era il 2015 quando la sonda New Horizons di Nasa ha sorvolato Plutone e la sua luna pi&amp;ugrave; grande Caronte, scoprendo una rarit&amp;agrave; per il sistema solare: la fuga di una parte dell&amp;rsquo;atmosfera del pianeta a favore della sua luna. Ogni secondo, infatti, dall&amp;rsquo;atmosfera di Plutone fuoriesce oltre un kg di metano e circa il 2,5% di questo raggiunge Caronte, colorando cos&amp;igrave; i suoi poli di rosso.

Da anni gli scienziati suppongono che questa fuga atmosferica sia dovuta a un ipotetico strato di nebbia su Plutone, che assorbendo la luce ultravioletta del Sole fornirebbe cos&amp;igrave; l'energia alle molecole di metano per la loro spinta verso lo spazio. Mai rilevata finora, la presunta foschia innescherebbe anche un effetto di raffreddamento sull'atmosfera di Plutone.

Dopo anni di supposizioni, il James Webb fornisce ora le prime prove a supporto di questa ipotesi.

Grazie allo strumento Miri ha rilevato, infatti, l'emissione termica nel medio infrarosso della nebbia di Plutone rivelando che questa &amp;egrave; simile alla nebbia ricca di idrocarburi che avvolge Titano, la luna pi&amp;ugrave; grande di Saturno. I dati del Webb confermano inoltre che la foschia di Plutone controlla in gran parte l'equilibrio atmosferico del pianeta, influenzandone cos&amp;igrave; temperature e clima.
Una scoperta che ci ricorda quanto anche i mondi pi&amp;ugrave; lontani e freddi possano sorprenderci.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Punch osserva la sua prima eruzione solare</video:title>
            <video:description>Il sistema di satelliti Punch ha concluso da poco il processo di commissioning ed &amp;egrave; entrato nella fase operativa di osservazione del vento solare e della corona, lo strato esterno dell'atmosfera del Sole.
La mini-costellazione, composta da tre satelliti dotati di fotocamera a campo largo, che insieme producono immagini a 360&amp;deg; della corona solare, pi&amp;ugrave; un quarto su cui &amp;egrave; invece presente una fotocamera ad angolo stretto e un coronografo, ha registrato in questi giorni una gigantesca espulsione di massa coronale. Le immagini, montate in successione, mostrano l'evoluzione di una grande nube di plasma che si stacca dal Sole per poi espandersi nel Sistema Solare interno. La qualit&amp;agrave; e la quantit&amp;agrave; di dettagli raggiunta &amp;egrave; nettamente superiore a ci&amp;ograve; che si poteva ottenere dalle osservazioni del passato.
All'inizio della sequenza &amp;egrave; presente anche la Luna ed &amp;egrave; possibile individuare i pianeti Giove e Venere. Dalle sole immagini prodotte dalla camera a campo stretto, nelle quali il bagliore del disco solare viene occultato dal coronografo, &amp;egrave; possibile vedere dettagli sulle dinamiche interne alla nube di massa espulsa.
Con queste osservazioni tridimensionali del Sole prodotte dal sistema Punch, gli scienziati potranno trovare risposte sulla dinamica dei brillamenti solari, o su come si forma il vento solare partendo dalla materia espulsa dalla stella.
Punch permetter&amp;agrave; anche di studiare con efficacia i fenomeni pi&amp;ugrave; intensi dell'attivit&amp;agrave; solare, offrendo elementi per migliorare la previsione delle tempeste solari e valutare con accuratezza la loro entit&amp;agrave;. Questo conceder&amp;agrave; pi&amp;ugrave; tempo per attivare le necessarie contromisure di protezione dei satelliti, degli astronauti, dei sistemi di navigazione e di comunicazione terrestri.
La missione Punch, che rester&amp;agrave; operativa per i prossimi due anni, viene coordinata dal Southwest Research Institute in Texas e gestita dal Centro per il Volo Spaziale Goddard della Nasa.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa, Rsi, Nasa Goddard
MUSIC: Elisaveta Stoycheva</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-12</video:publication_date>
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            <video:title>Luci tra le ombre di Chamaeleon I</video:title>
            <video:description>Nascoste nelle profondit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;universo, esistono regioni cos&amp;igrave; dense e oscure da sembrare del tutto impenetrabili alla luce. Eppure, anche in questi luoghi apparentemente inaccessibili, la vita delle stelle prende forma. Una di queste regioni &amp;egrave; Chamaeleon I, una nube molecolare oscura situata a circa 500 anni luce dalla Terra, nella costellazione australe del Camaleonte.

Protagonista di una nuova immagine acquisita dalla Dark Energy Camera, montata sul telescopio V&amp;iacute;ctor M. Blanco, in Cile, Chamaeleon I appare come un paesaggio cosmico suggestivo, dominato da tenebrose nubi di gas e polvere dove si accendono piccoli nuclei di luce: le nebulose a riflessione, che brillano riflettendo la luce delle stelle appena nate. Tra queste spiccano la luminosa Cederblad 111 -&amp;nbsp;nel cuore della nube - e Cederblad 110, situata poco sopra e riconoscibile per la sua caratteristica forma a &amp;ldquo;C&amp;rdquo;. Pi&amp;ugrave; in basso, appare un'altra struttura: la nebulosa a infrarossi del Camaleonte, dalle delicate sfumature aranciate, e prodotta da getti di gas espulsi da una stella neonata.

Chamaeleon I - con circa 300 stelle&amp;nbsp;al suo interno e un&amp;rsquo;et&amp;agrave; stimata di due miliardi di anni - &amp;egrave; solo una parte di una regione molto pi&amp;ugrave; vasta, il Complesso del Camaleonte, che si estende su pi&amp;ugrave; costellazioni e include anche le nubi Chamaeleon II e III, attualmente molto meno attive. Questo laboratorio naturale permette di osservare da&amp;nbsp;vicino le prime fasi della nascita stellare&amp;nbsp;e di ricavare preziose informazioni sulle origini delle stelle, dei pianeti e del nostro stesso Sistema Solare.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-11</video:publication_date>
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            <video:title>Primo selfie di Tianwen 2</video:title>
            <video:description>Ecco la prima immagine che Tianwen 2 ha inviato a Terra.
In orbita da oltre dieci giorni e a pi&amp;ugrave; di 3 milioni di chilometri dal nostro pianeta, la sonda cinese ha inviato una foto dei suoi pannelli solari completamente dispiegati.
Tianwen 2 &amp;egrave; partita il 28 maggio per una prima missione in cui dovr&amp;agrave; esplorare, campionare e riportare a Terra frammenti dell&amp;rsquo;asteroide Kamoʻoalewa, una roccia che potrebbe essersi staccata dalla Luna dopo un forte impatto.
L&amp;rsquo;agenzia spaziale cinese, la Cnsa, fa sapere che il viaggio verso il primo obiettivo sta proseguendo con successo e grazie alla telecamera di bordo, la sonda ha mostrato uno dei due pannelli solari circolari, simili nell'aspetto a quelli della missione Lucy della Nasa.
Secondo le previsioni, la sonda dovrebbe raggiungere Kamo'oalewa a luglio 2026, mentre i campioni saranno inviati in una capsula di rientro alla fine del 2027. Tianwen 2 sfrutter&amp;agrave;, quindi, la gravit&amp;agrave; terrestre per riprendere un nuovo viaggio verso la cometa 311P/Panstarrs, nella fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove, che raggiunger&amp;agrave; intorno al 2035.

Crediti video: Cnsa, Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-10</video:publication_date>
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            <video:title>Mars Odyssey realizza uno scatto dell’Arsia Mons</video:title>
            <video:description>La sonda Mars Odyssey della Nasa ha catturato un&amp;rsquo;immagine di Arsia Mons, uno dei pi&amp;ugrave; grandi vulcani di Marte, ritratto mentre emerge da una coltre di nubi d&amp;rsquo;acqua ghiacciata. &amp;Egrave; la prima volta che un vulcano marziano viene fotografato all&amp;rsquo;orizzonte del pianeta, offrendo una prospettiva simile a quella visibile dalla Stazione Spaziale Internazionale sulla Terra. Arsia Mons, alto circa 20 chilometri &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; meridionale e nuvoloso dei Tharsis Montes, una catena vulcanica spesso avvolta da nubi nei mesi in cui Marte si trova in afelio, ovvero nel punto pi&amp;ugrave; lontano dal Sole.

Dal 2023 la sonda ha iniziato una nuova fase di osservazioni: ruota di 90 gradi in orbita per consentire alla sua fotocamera Themis di riprendere anche l&amp;rsquo;atmosfera e l&amp;rsquo;orizzonte marziano. Questa modalit&amp;agrave; ha permesso di osservare gli strati di polvere e le nuvole di ghiaccio, utili per monitorare le variazioni stagionali del clima marziano e prevedere eventi come le tempeste di polvere.

Themis inoltre continua a fornire dati cruciali anche sulla superficie e il sottosuolo di Marte, individuando riserve di ghiaccio e analizzando le due lune marziane, Phobos e Deimos, per comprenderne la composizione.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-09</video:publication_date>
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            <video:title>Spherex mapperà tutto il cielo in 102 colori per esplorare le origini del cosmo</video:title>
            <video:description>Lo scorso 1&amp;deg; maggio Spherex di Nasa ha iniziato a osservare l&amp;rsquo;universo avviando la sua missione di 2 anni per creare una mappa 3D del cosmo.

Lanciata l&amp;rsquo;11 marzo, Spherex fornir&amp;agrave; dati su oltre 450 milioni di galassie e 100 milioni di stelle nella Via Lattea per esplorare le origini dell'universo.

La missione fornir&amp;agrave; nuove informazioni sull&amp;rsquo;inflazione cosmica, l&amp;rsquo;evento che nei primi istanti dopo il Big Bang caus&amp;ograve; l&amp;rsquo;enorme espansione dell&amp;rsquo;universo.

Per farlo orbiter&amp;agrave; intorno alla Terra 11.000 volte in due anni osservando tutto il cielo visibile ogni 6 mesi e scattando 3.600 immagini al giorno.

Spherex &amp;egrave; la prima missione a mappare il cielo in tanti colori scomponendo la luce infrarossa in 102 lunghezze d'onda diverse.

Con questa tecnica della spettroscopia misurer&amp;agrave; il bagliore collettivo di tutte le galassie mai esistite e cercher&amp;agrave; i mattoni della vita nella Via Lattea.</video:description>
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            <video:title>Test antishock per il telescopio spaziale Roman</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale Nancy Gray Roman procede spedito verso le ultime fasi dell'assemblaggio. Il successore di Hubble, che cercher&amp;agrave; nuovi sistemi planetari, studier&amp;agrave; l'energia oscura e l'espansione dell'Universo, sta affrontando una serie di test per verificare la capacit&amp;agrave; di sopportare situazioni e condizioni ambientali estreme.
Il meccanismo principale &amp;egrave; stato sottoposto nei giorni scorsi a un test sulla resistenza ai forti scossoni e sollecitazioni che dovr&amp;agrave; subire durante il lancio. Il cuore del telescopio &amp;egrave; stato fatto vibrare a diverse frequenze, con una potenza paragonabile a quella di un forte terremoto. Durante il test, i tecnici hanno controllato la tenuta della struttura, che ha dimostrato di poter reggere a sollecitazioni il 125% superiori a quelle che effettivamente dovr&amp;agrave; sopportare quando si trover&amp;agrave; nel vano di carico del razzo. Per essere certi che il test sia stato completamente superato per&amp;ograve;, si dovr&amp;agrave; procedere a un'ispezione pi&amp;ugrave; accurata. Questa controller&amp;agrave; che non ci siano danni o disallineamenti alle parti pi&amp;ugrave; piccole e delicate del telescopio, o al meccanismo di apertura dell'antenna.

Per il prossimo futuro, il cuore principale del telescopio dovr&amp;agrave; superare altri test, con il fine di verificare sia l'integrit&amp;agrave; della parte elettronica alle condizioni del vuoto spaziale, sia la resistenza al calore.
Nel frattempo, si sta ultimando anche la parte esterna. Di recente sono stati montati i pannelli solari e sottoposto il parasole a un test termico. Se anche questa tornata di prove verr&amp;agrave; superata senza problemi, a novembre prossimo si proceder&amp;agrave; a unire finalmente le due sezioni del telescopio, che si potr&amp;agrave; considerare ultimato. Dopo l'assemblaggio ci saranno altri test, quelli finali prima del lancio, che al momento &amp;egrave; programmato per maggio 2027.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa, Nasa Goddard
MUSIC: Nikita Kondrashev</video:description>
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            <video:publication_date>2025-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>Traffico in orbita: l'Italia protagonista nella lotta ai detriti spaziali</video:title>
            <video:description>Era il 4 ottobre 1957 quando l'Unione Sovietica lanci&amp;ograve; con successo lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale a orbitare attorno alla Terra. Da allora, in meno di 70 anni oltre 21.000 satelliti sono stati mandati nello spazio, attraverso circa 7.000 lanci riusciti.

Di questi satelliti, pi&amp;ugrave; di due terzi si trovano ancora nello spazio circumterrestre, causando un affollamento delle orbite pi&amp;ugrave; gettonate. Un effetto collaterale della spinta esplosiva della&amp;nbsp;space economy&amp;nbsp;che negli ultimi anni ha portato la Terra a essere circondata da migliaia di satelliti che dallo spazio forniscono oggi servizi di telecomunicazione e navigazione, oltre a monitorare la superficie e l&amp;rsquo;atmosfera terrestre.

&amp;laquo;Fino al 2015 venivano lanciati circa 200 satelliti all'anno in media e poi invece un'improvvisa crescita esponenziale ha portato a 2600 i lanci nel 2023, cio&amp;egrave; pi&amp;ugrave; di 10 volte maggiore del periodo precedente - afferma Marco Castronuovo, Responsabile dell'Ufficio Osservazione e Sorveglianza di Asi - In particolare ci sono due regioni orbitali che presentano un grande affollamento. La regione Leo, cio&amp;egrave; le orbite basse che vanno tra i 300 e i 1000 km di quota, e l&amp;rsquo;orbita Geo, cio&amp;egrave; quella geostazionaria, che &amp;egrave; unica sia come quota, a 35.786 km, sia come propriet&amp;agrave;: un satellite in orbita geostazionaria viene visto da un osservatore a terra come fisso nel cielo, proprio perch&amp;eacute; gira alla stessa velocit&amp;agrave; angolare della Terra. E su questo anello a 35.000 km tutti i satelliti sono posti in fila uno dietro l'altro&amp;raquo;.

Degli oltre 14 mila satelliti oggi in orbita, solo 11.000 risultano ancora operativi. Gli altri sono infatti fuori servizio e fuori controllo, impossibili da manovrare da Terra perch&amp;eacute; privi di propellente. All&amp;rsquo;affollamento nelle orbite Leo e Geo si aggiunge cos&amp;igrave; un&amp;rsquo;altra criticit&amp;agrave;: un numero sempre maggiore di collisioni tra satelliti, che avvengono a velocit&amp;agrave; elevatissime e che generano nuvole di detriti, il cosiddetto&amp;nbsp;space debris, ovvero frammenti spaziali che possono a loro volta colpire e distruggere altri satelliti, alimentando cos&amp;igrave; incidenti a catena.

&amp;laquo;Il numero di satelliti non operativi o non funzionanti in orbita &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che raddoppiato in questi cinque anni - afferma Tiago Soares, Lead Engineer del Clean Space Office di Esa - Quindi vediamo un chiaro aumento del numero di oggetti che non sono controllati in orbita. Penso sia molto importante considerare ci&amp;ograve; che chiamiamo&amp;nbsp;space debris: questi frammenti possono provenire da esplosioni dei satelliti non pi&amp;ugrave; operativi o da collisioni. In questo contesto stiamo seguendo attivamente pi&amp;ugrave; di 40,000 di questi oggetti in orbita Leo; quelli che possiamo tracciare sono gli oggetti di circa 10 cm di dimensione: qualsiasi frammento pi&amp;ugrave; piccolo non riusciamo a vederlo e questi piccoli oggetti sono, a mio avviso, i veri protagonisti in termini di rischio. Stimiamo che ci siano pi&amp;ugrave; di 1 milione di oggetti di dimensione di 1 cm in orbita bassa terrestre. Ora un corpo di 1 cm di dimensione si muove in questa regione cos&amp;igrave; velocemente per stare in orbita che ha un&amp;rsquo;energia equivalente a quella di una bomba a mano e un impatto con uno di questi detriti molto piccoli sarebbe sicuramente in grado di distruggere una missione operativa: sono quelle che chiamiamo collisioni fatali e generano centinaia di nuovi piccoli detriti che, ancora una volta, potremmo non essere in grado di vedere. Questa &amp;egrave; quella che noi chiamiamo la sindrome di Kessler, ovvero questo effetto a cascata&amp;raquo;.

La presenza in orbita di satelliti in avaria e privi di capacit&amp;agrave; di manovra rende ancora pi&amp;ugrave; complesso interrompere l&amp;rsquo;effetto domino generato dalle collisioni. Anche quando i detriti sono tracciabili, infatti, non sempre &amp;egrave; possibile evitarli.

&amp;laquo;Gli oggetti tracciati modificano continuamente la loro orbita a causa delle cosiddette perturbazioni e ci&amp;ograve; rende necessario un monitoraggio continuo per mantenere un catalogo sempre aggiornato - afferma Marco Castronuovo, Responsabile dell'Ufficio Osservazione e Sorveglianza di Asi - Gli operatori satellitari quindi si preoccupano di calcolare autonomamente oppure di ricevere un servizio di allerta per il pericolo di collisioni e di mettere in atto le opportune manovre di evitamento. Non tutti i satelliti per&amp;ograve; hanno la capacit&amp;agrave; di manovra, non sono dotati tutti di sistemi di propulsione e anche questo, il fatto di fornire una manovrabilit&amp;agrave; agli oggetti che ne sono privi, &amp;egrave; un ambito di sviluppo che mira a limitare lo&amp;nbsp;space debris&amp;raquo;.

Per mitigare il problema dello&amp;nbsp;space debris&amp;nbsp;diventa quindi fondamentale rimuovere dalle orbite pi&amp;ugrave; congestionate i satelliti dismessi facendoli rientrare a Terra e bruciare una volta nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre, oppure portandoli su orbite cimitero prive di satelliti operativi.

&amp;laquo;Per i satelliti che si trovano entro i 2.000 chilometri di altitudine, la regola secondo gli standard odierni richiede di farli rientrare nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre e di farlo con il pi&amp;ugrave; basso rischio possibile a Terra - afferma Tiago Soares, Lead Engineer del Clean Space Office di Esa - Ma per i satelliti che si trovano al di sopra di questa altitudine, come nel caso dei satelliti geostazionari, molto utilizzati per le telecomunicazioni, viene utilizzata quella che si chiama orbita cimitero: ovvero si dispone il satellite in orbite che sappiamo non saranno utilizzabili nel lungo termine, quindi non necessarie a lungo termine. Ovviamente, questa non &amp;egrave; comunque l'opzione preferibile. Anche se si &amp;egrave; fuori dalla regione Leo, si dovrebbe fare attenzione a non lasciare satelliti o oggetti in orbita incustoditi. Tuttavia, se si &amp;egrave; sopra una certa altitudine, diventa molto difficile per una missione fare un rientro a Terra perch&amp;eacute; l'energia necessaria per questa manovra sarebbe molto elevata e ci&amp;ograve; influenzerebbe completamente la progettazione di questi satelliti&amp;raquo;.

Per ridurre il rischio di collisioni e la produzione di nuovi detriti spaziali, un&amp;rsquo;importante strategia &amp;egrave; prolungare la vita operativa dei satelliti in orbita. A questo scopo, entra in gioco il settore dell&amp;rsquo;In-Orbit Servicing (Ios): servizi prestati da veicoli spaziali specializzati che, come veri e propri &amp;lsquo;carri attrezzi&amp;rsquo; nello spazio, si agganciano saldamente ai satelliti in avaria per poter effettuare su di loro operazioni di assistenza in orbita.

&amp;laquo;Nello specifico, fra i servizi in orbita si annoverano: il&amp;nbsp;refueling, cio&amp;egrave; il rifornimento di propellenti che vanno ad alimentare i motori dei satelliti atti a garantire la manovrabilit&amp;agrave; degli stessi nello spazio; la riparazione, la manutenzione di eventuali guasti di un satellite che ne mette in pericolo la manovrabilit&amp;agrave; - afferma Marcello Di Costa, Responsabile di Settore Servizi in Orbita e Space based Traffic Management di Asi&amp;nbsp;- E la AOCS takeover, un acronimo inglese che vuol dire&amp;nbsp;attitude and control system, l'aggancio tra i due satelliti, il&amp;nbsp;servicer&amp;nbsp;e il cliente, affinch&amp;eacute; il&amp;nbsp;servicer&amp;nbsp;prenda direttamente il controllo del satellite cliente per effettuare manovre di vario tipo: manovre di&amp;nbsp;collision avoidance, cio&amp;egrave; evitare collisioni previste con altri satelliti; lo&amp;nbsp;station keeping, cio&amp;egrave; il mantenimento della posizione orbitale del satellite cliente; la&amp;nbsp;relocation, cio&amp;egrave; il cambio di orbita; il&amp;nbsp;reorbiting&amp;nbsp;o&amp;nbsp;graveyarding&amp;nbsp;anche detto, cio&amp;egrave; lo spostamento del satellite cliente in genere geostazionario da dismettere su un'orbita meno critica, cosiddetta orbita cimitero, che si trova a una quota pi&amp;ugrave; alta rispetto a quella geostazionaria. E infine il&amp;nbsp;deorbiting, cio&amp;egrave; il rientro controllato e sicuro in atmosfera dove per effetto della resistenza aerodinamica durante la caduta si generano dei carichi termomeccanici cos&amp;igrave; elevati che i satelliti, progettati volutamente anche per non resistere a tali condizioni, si disintegrano&amp;raquo;.

Nel settore dell&amp;rsquo;assistenza in orbita l&amp;rsquo;Italia si pone all&amp;rsquo;avanguardia, grazie al programma In-Orbit Servicing Demo Mission dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana. Finanziato nell&amp;rsquo;ambito del Pnrr, il progetto punta a sviluppare un veicolo spaziale per la prima missione dimostrativa italiana dedicata ai servizi in orbita, aprendo nuove prospettive per la gestione sostenibile dello spazio.

&amp;laquo;Asi ha firmato un contratto con un raggruppamento temporaneo di imprese di cui fanno parte le aziende Thales Alenia Space Italia, che &amp;egrave; la mandataria, Leonardo, Telespazio, Avio e D-Orbit, col fine di sviluppare una missione dimostrativa in orbita bassa, in orbita Leo, volta a qualificare le tecnologie critiche abilitanti, le competenze di sistema e le capacit&amp;agrave; operative peculiari per future missioni di servizi in orbita, eseguendo diverse operazioni robotiche su satelliti gi&amp;agrave; in orbita - afferma Marcello Di Costa, Responsabile di Settore Servizi in Orbita e Space based Traffic Management di Asi&amp;nbsp;- Si tratta di una missione ambiziosa, la prima e pi&amp;ugrave; avanzata nel suo genere in Europa. Le attivit&amp;agrave; contrattualizzate prevedono la progettazione, lo sviluppo della missione dimostrativa in orbita fino alla sua qualifica a terra e pi&amp;ugrave; nello specifico: la qualifica a terra del segmento spaziale costituito da due satelliti: un&amp;nbsp;servicer&amp;nbsp;cio&amp;egrave; il satellite che realizza i servizi, e un satellite cliente target, che verr&amp;agrave; lanciato insieme al satellite&amp;nbsp;servicer. Il&amp;nbsp;servicer&amp;nbsp;sar&amp;agrave; dotato di tecnologie robotiche abilitanti per queste applicazioni. Si susseguiranno delle fasi di ispezione e operazioni di prossimit&amp;agrave;, attracco in modalit&amp;agrave; cooperativa e non del satellite cliente, operazioni dimostrative di rifornimento di propellente, assemblaggio di un componente meccanico, la presa del controllo da parte del&amp;nbsp;servicer&amp;nbsp;del cliente target, per dimostrare le funzioni di stabilizzazione d'assetto di una&amp;nbsp;relocation, cio&amp;egrave; uno spostamento orbitale, e del&amp;nbsp;deorbiting&amp;nbsp;finale in condizioni di sicurezza. Il fine ultimo di tale investimento dell'Asi &amp;egrave; accrescere la capacit&amp;agrave; nazionale e la prontezza tecnologica a disposizione della filiera spaziale del nostro Paese&amp;raquo;.

Nello scenario dell&amp;rsquo;In-Orbit Servicing, Asi &amp;egrave; in prima fila anche in Europa finanziando in ambito Esa lo sviluppo della missione Rise. Guidata dall&amp;rsquo;industria italiana D-Orbit, co-finanziatrice e primo appaltatore, questa missione dimostrativa dovr&amp;agrave; agganciarsi a un satellite geostazionario, manovrarlo e infine rilasciarlo, garantendo sempre la continuit&amp;agrave; delle comunicazioni con la Terra e con il suo carico utile.

&amp;laquo;La missione sar&amp;agrave; condotta in orbita geostazionaria e prevede la dimostrazione di capacit&amp;agrave; di attracco e di&amp;nbsp;AOCS takeover di un satellite cliente geostazionario - afferma Marcello Di Costa, Responsabile di Settore Servizi in Orbita e Space based Traffic Management di Asi&amp;nbsp;- La presa del controllo delle funzioni di&amp;nbsp;AOCS&amp;nbsp;&amp;egrave; funzionale sia all'estensione di vita operativa del satellite cliente, contribuendo a mantenere lo slot assegnatogli sull'orbita geostazionaria; la presa di controllo serve anche allo smaltimento del satellite attraverso una manovra di&amp;nbsp;reorbiting&amp;nbsp;o&amp;nbsp;graveyarding, cio&amp;egrave; di spostamento del satellite cliente in orbita cimitero. Una volta completata la missione dimostrativa, con il&amp;nbsp;reorbiting&amp;nbsp;del satellite cliente da parte del satellite sviluppato da D-Orbit, quest'ultimo rimarr&amp;agrave; in orbita per ulteriori 7 anni a disposizione per missioni a carattere commerciale&amp;raquo;.

L&amp;rsquo;impegno di Asi ed Esa nella lotta allo&amp;nbsp;space debris&amp;nbsp;si concretizza anche attraverso la loro partecipazione allo Iadc, l&amp;rsquo;Inter-agency space debris coordination committee. Questo forum internazionale, composto da 13 agenzie spaziali, ha pubblicato le prime linee guida per la mitigazione dei detriti spaziali nel 2002, aggiornate poi nel 2021.

&amp;laquo;Le linee guida dello Iadc prevedono che i satelliti che terminano la loro vita operativa siano dismessi in modo opportuno e questo a seconda del regime orbitale che occupano - afferma Marco Castronuovo, Responsabile dell'Ufficio Osservazione e Sorveglianza di Asi - Ad esempio, i satelliti in orbita geostazionaria dovranno essere spostati su di un'orbita di parcheggio perenne, chiamata orbita cimitero, posizionata a 300 km al di sopra dell'anello geostazionario. I satelliti in orbita bassa invece dovranno essere rilasciati su di un'orbita tale che l'oggetto rientri in atmosfera entro 25 anni dal termine della missione. E questo pu&amp;ograve; essere ottenuto in due modi diversi e innanzitutto dotando l'oggetto di un sistema capace di provocare un rapido decadimento orbitale, ad esempio con il dispiegamento di una vela o di un superfici che aumentino il drag aerodinamico, oppure con lo sparo di propulsori che abbassino l'orbita. In secondo luogo, si pu&amp;ograve; rilasciare il satellite a una quota sufficientemente bassa che causi naturalmente il decadimento orbitale e il rientro atmosfera entro 25 anni&amp;raquo;.

Lo Iacd mira tuttavia a ridurre a 5 anni la permanenza in orbita per un satellite non pi&amp;ugrave; operativo, un obiettivo che anche Esa sta perseguendo con il suo paradigma chiamato&amp;nbsp;zero debris approach. Nel 2023 l&amp;rsquo;agenzia ha emesso 8 raccomandazioni con lo scopo di eliminare la produzione di detriti in orbite preziose entro il 2030.

&amp;laquo;Vogliamo essere d&amp;rsquo;esempio e, per questo motivo, abbiamo gi&amp;agrave; definito nuovi standard nel 2023 presentando i pi&amp;ugrave; avanzati e pi&amp;ugrave; rigorosi regolamenti in termini di&amp;nbsp;space debris a livello globale - afferma Tiago Soares, Lead Engineer del Clean Space Office di Esa - Esa vuole garantire che tutti i suoi satelliti in futuro saranno deorbitati e che non ci sia generazione di detriti in orbita. Questo &amp;egrave; ci&amp;ograve; che noi chiamiamo lo&amp;nbsp;zero debris approach. Tutto ci&amp;ograve; richiede ancora un avanzamento tecnologico e delle dimostrazioni. Ma l'obiettivo &amp;egrave; che entro il 2030 tutte le nostre missioni saranno concepite per generare zero detriti e per non essere abbandonate in orbita. Quindi questo approccio si &amp;egrave; tradotto in otto raccomandazioni, che hanno in qualche modo un impatto sulla progettazione futura dei satelliti&amp;raquo;.

Lo sguardo di Esa &amp;egrave; oggi molto lungimirante, lanciando la sfida della lotta allo&amp;nbsp;space debris&amp;nbsp;per una futura gestione sostenibile anche delle orbite extraterrestri.

&amp;laquo;Dobbiamo assicurarci di non replicare in altre orbite quello che sta accadendo oggi in orbita Leo, ovvero la sindrome di Kessler con la moltiplicazione dei detriti - afferma Tiago Soares, Lead Engineer del Clean Space Office di Esa - Avevamo gi&amp;agrave; protetto anche l'orbita Geo, ma ora vogliamo estendere tale protezione anche a tutto ci&amp;ograve; che si trova sulle cosiddette orbite terrestri medie, ma anche fino alle orbite lunari che saranno sempre pi&amp;ugrave; utilizzate in futuro.
Non vogliamo ripetere gli stessi errori del passato. Le funzioni di smaltimento dei satelliti, soprattutto alla fine della loro vita, dovranno essere monitorate da vicino e i satelliti dovranno essere progettati per essere resilienti e affidabili. Non solo, anche se si progettano per essere i pi&amp;ugrave; affidabili possibile, ci saranno ancora satelliti che falliranno in orbita, quindi dovremo essere pronti a rimuoverli&amp;raquo;.

La gestione dei detriti spaziali &amp;egrave; dunque una sfida globale sempre pi&amp;ugrave; urgente, che si estende oltre lo spazio circumterrestre e vede l&amp;rsquo;Italia gi&amp;agrave; oggi protagonista.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-30</video:publication_date>
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            <video:title>Arto protesico testato in microgravità</video:title>
            <video:description>Presto anche persone con protesi agli arti potranno partecipare a missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale.

L&amp;rsquo;ESA nell&amp;rsquo;ultima campagna di volo parabolica sul velivolo &amp;ldquo;Zero G&amp;rdquo;, ha valutato le prestazioni della protesi dell&amp;rsquo;arto inferiore dell&amp;rsquo;astronauta di riserva John McFall, che ha testato il dispositivo medico in microgravit&amp;agrave; camminando e correndo su un tapis roulant

L&amp;rsquo;esperimento, ideato dal team di ricerca di Fly! ha l&amp;rsquo;obiettivo di scoprire come si comporta il ginocchio meccatronico in condizioni di gravit&amp;agrave; ridotta o assente, per determinare la migliore configurazione della protesi nello spazio.

Sulla Terra, attivit&amp;agrave; come stare in piedi e camminare sollecitano le ossa, mantenendole forti e dense. Nello spazio, gli effetti della microgravit&amp;agrave; provocano un indebolimento molto pi&amp;ugrave; rapido delle ossa. Ed &amp;egrave; per questo che gli astronauti utilizzano tapis roulant, cyclette e pesi. Per combattere la perdita di massa ossea e muscolare.

Questa iniziativa innovativa mira a comprendere e superare le barriere operative che storicamente hanno impedito a persone prive di arti di partecipare a una missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Nuove ottiche adattive svelano i dettagli del Sole</video:title>
            <video:description>Grazie all'applicazione di tecnologie di ultima generazione, gli scienziati hanno appena ottenuto le pi&amp;ugrave; dettagliate immagini della corona solare acquisibili con un telescopio terrestre . Per produrle, il team ha utilizzato delle ottiche adattive all&amp;rsquo;avanguardia che sono in grado di rimuovere le sfocature dalle immagini e migliorare la definizione. Con questo inedito livello di dettaglio, sar&amp;agrave; possibile fare analisi pi&amp;ugrave; approfondite sul calore coronale, le eruzioni solari e la meteorologia spaziale, oltre ad offrire elementi che potrebbero aprire la strada a ulteriori scoperte sull'atmosfera solare.

La corona solare, lo strato pi&amp;ugrave; esterno dell'atmosfera del Sole, &amp;egrave; caratterizzata da violente eruzioni, temperature estreme e protuberanze, fenomeni che interessano da vicino i ricercatori, ma che sono in genere difficili da osservare da Terra a causa delle turbolenze dell'atmosfera, che limita la nitidezza e la quantit&amp;agrave; di particolari.

&amp;nbsp;

Le nuove ottiche adattive sono state installate sul telescopio Goode Solar Telescope in California e i risultati sono stati di grande rilievo. Usando la tecnica del time lapse, ad esempio, &amp;egrave; stato ricostruito il comportamento delle protuberanze con una risoluzione senza precedenti, mostrando anche dei getti di plasma di breve durata, la cui formazione &amp;egrave; tuttora oggetto di dibattiti scientifici.

In un altro filmato, si possono vedere i movimenti dei flussi di plasma, anche in questo caso la definizione &amp;egrave; sorprendente.

Nelle nuove osservazioni compare anche la 'pioggia coronale', un fenomeno provocato dal raffreddamento del plasma, che diventa pi&amp;ugrave; denso e ricade sulla fotosfera seguendo le linee del campo magnetico. Il magnetismo, infatti, ha il potere di veicolare i movimenti del plasma, come mostrato in particolare in un altro time lapse, che presenta una protuberanza in cui lo si vede danzare e avvolgersi.

&amp;nbsp;

Le lenti adattive hanno prodotto immagini con una definizione dieci volte superiore a quella del passato e hanno mostrato fenomeni inediti. Per ottenere dati ancora pi&amp;ugrave; approfonditi, si pensa di montare le nuove ottiche anche al Daniel K. Inouye Solar Telescope, il pi&amp;ugrave; grande telescopio solare terrestre, situato alle Hawaii.

&amp;nbsp;

CREDITS: Schmidt et al./Njit/Nso/Aura/Nsf
MUSIC: Space Ambient Cinematic Music - Mfcc</video:description>
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            <video:title>Prima passeggiata spaziale per l’equipaggio di Shenzhou-20</video:title>
            <video:description>Due taikonauti cinesi hanno completato con successo la loro prima passeggiata spaziale nell'ambito della missione Shenzhou-20, trascorrendo otto ore all&amp;rsquo;esterno della stazione spaziale Tiangong. I due membri dell&amp;rsquo;equipaggio sono usciti dal modulo Tianhe, utilizzando per la prima volta la camera di compensazione del modulo per un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; extraveicolare. Nel corso della Eva sono stati assistiti dal braccio robotico della stazione, hanno installato uno scudo protettivo sulla struttura esterna e&amp;nbsp; hanno svolto attivit&amp;agrave; di manutenzione.

Si tratta della diciannovesima attivit&amp;agrave; extraveicolare condotta a bordo della Tiangong. L&amp;rsquo;equipaggio della Shenzhou-20, in orbita dal 24 aprile, rester&amp;agrave; sulla stazione per sei mesi, proseguendo il lavoro iniziato dalle missioni precedenti. La Cina ha in programma almeno un&amp;rsquo;altra missione con equipaggio nel 2025, mentre la Tiangong, completata nel 2022, continuer&amp;agrave; ad essere abitata in modo permanente per almeno 10 anni, con la possibilit&amp;agrave; di espansione futura.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-27</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX, 450 atterraggi di successo per il Falcon 9</video:title>
            <video:description>Il Falcon 9 ha compiuto il suo 450&amp;deg; rientro di successo.
Il 23 maggio, il razzo di SpaceX, noto per la sua riusabilit&amp;agrave;, ha lanciato una serie di satelliti Starlink dalla base spaziale di Vandenberg, in California.
Il primo stadio di questa missione, il booster B1075, aveva gi&amp;agrave; compiuto altri 17 lanci. Dopo circa 2 minuti e mezzo di volo i nove motori del razzo si sono spenti e lo stadio superiore ha proseguito il suo viaggio verso l&amp;rsquo;orbita terrestre bassa (Leo) con il suo carico utile di 23 satelliti.
A otto minuti e mezzo dal decollo il primo stadio &amp;egrave; atterrato sulla piattaforma marina di SpaceX nell&amp;rsquo;Oceano Atlantico.
Il Falcon 9 ha concluso cos&amp;igrave; il suo 61&amp;deg; lancio del 2025. La rete Starlink supera i 7mila satelliti operativi fornendo agli utenti una copertura internet ad alta velocit&amp;agrave; su quasi tutto il pianeta.

Crediti video: SpaceX, SG video</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-26</video:publication_date>
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            <video:title>Punch, la prima missione per studiare insieme corona, vento solare ed eliosfera</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;11 marzo 2025 la Nasa ha lanciato la missione Punch, la prima che osserver&amp;agrave; insieme corona, vento solare ed eliosfera.

Punch porta in orbita eliosincrona 4 minisatelliti sincronizzati che creano&amp;nbsp;uno strumento virtuale per studiare eruzioni e tempeste solari.

Tre satelliti ad ampio campo visivo scruteranno l&amp;rsquo;eliosfera interna mentre il quarto osserver&amp;agrave; la corona coprendo il disco solare grazie a un coronografo.

Punch dovr&amp;agrave; scoprire come massa ed energia della corona solare&amp;nbsp;diventano vento solare, ovvero il flusso che alimenta l&amp;rsquo;eliosfera.

Punch &amp;egrave; progettata per studiare tutte queste regioni analizzando la&amp;nbsp;polarizzazione della luce e&amp;nbsp;creando immagini arcobaleno 3D.

La prospettiva di Punch mostrer&amp;agrave; cos&amp;igrave; traiettorie e velocit&amp;agrave; dei gas e della materia espulsi dal Sole monitorando lo Space Weather.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Perseverance, un autoscatto per i 1500 giorni di missione</video:title>
            <video:description>Il 10 maggio Perseverance ha celebrato, con un autoscatto, i 1500 giorni di esplorazione del pianeta rosso.
Un&amp;rsquo;occasione, per gli ingegneri della missione, per valutare lo stato del rover e dei suoi strumenti e osservare la quantit&amp;agrave; di polvere accumulata in questi anni di operativit&amp;agrave;.
Al momento dello scatto Perseverance si trovava sul bordo del cratere Jezero. La posizione del Sole ha reso la foto luminosa, mentre l&amp;rsquo;atmosfera limpida ha permesso di vedere in modo nitido anche dettagli distanti: la fotocamera ha infatti immortalato, a 5 chilometri di distanza, un fenomeno simile a dei tornado e che su Marte chiamiamo dust devil, diavoli di polvere. &amp;Egrave; visibile anche il buco dell&amp;rsquo;ultima trivellazione per la raccolta di campioni.
La foto &amp;egrave; il risultato di una composizione di 59 immagini scattate dalla camera posta in cima al braccio robotico che ha eseguito una serie di movimenti di precisione.
L'intero processo ha richiesto circa un'ora.
Nonostante la polvere accumulata, il Perseverance sembra essere in ottima forma. Tutti i sistemi e sottosistemi sono perfettamente funzionanti.
&amp;ldquo;Dopo 1500 giorni marziani, siamo un po&amp;rsquo; impolverati, ma la nostra bellezza non &amp;egrave; in superficie&amp;rdquo; hanno detto gli scienziati come a voler dare voce al rover marziano.

Crediti video:Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-22</video:publication_date>
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            <video:title>Problemi al terzo stadio dopo il lancio del vettore Pslv-C61</video:title>
            <video:description>Lo spazio &amp;egrave; un ambiente difficile e anche se hai festeggiato il centesimo lancio spaziale puo&amp;rsquo; accadere che qualcosa possa non andare a buon fine. E&amp;rsquo; il caso del lancio del razzo Pslv-C61 dell&amp;rsquo;agenzia spaziale Isro: un potente booster a quattro stadi che avrebbe dovuto portare in orbita polare il satellite per immagini radar Eos-09, ma circa sei minuti dopo il distacco dalla rampa di lancio i motori hanno iniziato a perdere potenza. I primi due stadi del razzo hanno funzionato correttamente, il problema si &amp;egrave; presentato subito dopo l&amp;rsquo;accensione del terzo, che non ha prodotto una spinta sufficiente per far mantenere il vettore sulla traiettoria prevista per l&amp;rsquo;inserzione orbitale.
Le cause dietro questo calo di potenza non sono state ancora chiarite dagli analisti e l&amp;rsquo;Isro ha comunicato che &amp;egrave; in corso un&amp;rsquo;investigazione per scoprire esattamente cosa abbia provocato l&amp;rsquo;evento.

Secondo il programma, il lanciatore Pslv avrebbe dovuto rilasciare il satellite Eos -09 18 minuti dopo il lancio, a un&amp;rsquo;altitudine di 535 chilometri che purtroppo non &amp;egrave; riuscito a raggiungere.
A gennaio scorso la Isro aveva festeggiato il centesimo lancio spaziale, con la messa in orbita del satellite per la navigazione Nvs-02. Un traguardo costellato di successi, l&amp;rsquo;agenzia spaziale indiana pu&amp;ograve; infatti vantare una bassissima percentuale di fallimenti, il mancato obiettivo di questa ultima partenza &amp;egrave; soltanto il terzo in 32 anni di attivit&amp;agrave;.

Il Pslv, Polar Satellite Launch Vehicle &amp;egrave; tra i principali razzi adottati dalla Isro e finora ha volato 63 volte. Nel 2017 ha stabilito un record, mettendo 104 satelliti in orbita eliosincrona con un solo lancio.
L&amp;rsquo;Eos-09, il satellite nel vano di carico che purtroppo &amp;egrave; andato perduto, era identico all&amp;rsquo;Eos-04, gi&amp;agrave; in orbita dal 2022. Dotato di un Radar ad Apertura Sintetica, avrebbe dovuto fare osservazioni e scansioni di vari settori del pianeta Terra e probabilmente, come il suo gemello, attivit&amp;agrave; di natura militare.

&amp;nbsp;

Credits: Isro
Music: Global Tech News - MusicInMedia</video:description>
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            <video:title>Innaffiare le piante in microgravità</video:title>
            <video:description>Garantirebbe agli astronauti un&amp;rsquo;alimentazione completa, variet&amp;agrave; nella dieta e benefici psicologici: coltivare piante nello spazio, per&amp;ograve;, &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;altro che semplice, anche dal punto di vista dell'apporto di acqua. In assenza di gravit&amp;agrave;, infatti, le bolle non salgono e le gocce d&amp;rsquo;acqua non cadono. Questo cambia il comportamento dei liquidi: si formano getti instabili e bolle d&amp;rsquo;aria vaganti, rendendo inefficaci anche i pi&amp;ugrave; semplici metodi di irrigazione utilizzati sulla Terra.

Per superare queste difficolt&amp;agrave;, la Nasa ha avviato nel 2021 una serie di esperimenti chiamati Plant Water Management, condotti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Il cuore del progetto &amp;egrave; lo sviluppo di sistemi di irrigazione idroponica &amp;ndash; basati su acqua e nutrienti, ma privi di suolo &amp;ndash; capaci di funzionare in microgravit&amp;agrave; senza componenti meccanici in movimento. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; sfruttare soltanto la geometria dei canali e le propriet&amp;agrave; fisiche dei fluidi, come la tensione superficiale e la capillarit&amp;agrave;. In altre parole, &amp;egrave; la forma stessa dei condotti a determinare il movimento del liquido, la separazione delle bolle d&amp;rsquo;aria e la distribuzione uniforme dei nutrienti alle radici.

L&amp;rsquo;ingegneria dei materiali e delle forme riproduce cos&amp;igrave;, in modo del tutto passivo, il ruolo che sulla Terra &amp;egrave; svolto dalla gravit&amp;agrave;. In un ambiente dove non esistono &amp;ldquo;alto&amp;rdquo; e &amp;ldquo;basso&amp;rdquo;, &amp;egrave; la struttura del sistema, insieme alle interazioni tra materiali e liquidi, a orientare il movimento dell&amp;rsquo;acqua.

I risultati ottenuti finora hanno dimostrato che &amp;egrave; possibile gestire con successo sia flussi liquidi continui sia quelli a &amp;ldquo;flusso e riflusso&amp;rdquo;, variando parametri come la portata delle pompe, il riempimento dei canali e la tipologia di radici artificiali utilizzate. &amp;nbsp;&amp;nbsp;
Il passo successivo sar&amp;agrave; osservare il comportamento di radice vive in crescita attiva e la loro reazione in questi sistemi, cos&amp;igrave; da rendere davvero autonomo e sostenibile il ciclo di coltivazione nello spazio.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-21</video:publication_date>
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            <video:title>Interlune svela il primo prototipo per estrarre elio-3 dalla Luna</video:title>
            <video:description>La &amp;nbsp;startup americana Interlune ha svelato il suo primo prototipo a grandezza naturale di una macchina per l&amp;rsquo;estrazione mineraria lunare, progettata per raccogliere elio-3, un isotopo raro sulla Terra ma abbondante sulla Luna e considerato una probabile fonte di energia per i futuri reattori a fusione.

&amp;nbsp;La macchina &amp;egrave; in grado di scavare fino a 110 tonnellate di regolite lunare all&amp;rsquo;ora, un risultato mai raggiunto finora con questa efficienza. L&amp;rsquo;elio-3 potrebbe rivoluzionare il settore energetico e trovare applicazioni anche in ambiti come la tecnologia quantistica e la medicina.

Il prototipo &amp;egrave; in grado di svolgere 4 funzioni: escavazione, selezione, estrazione e separazione. Interlune punta a dimostrare che &amp;egrave; possibile raccogliere risorse spaziali in modo efficiente e su larga scala, aprendo la strada alle missioni operative nel prossimo decennio.

&amp;nbsp;L&amp;rsquo;interesse per l&amp;rsquo;elio-3 &amp;egrave; cresciuto notevolmente negli ultimi anni, grazie ai progetti realizzati da Stati Uniti, Cina e Giappone volti a sviluppare tecnologie per la sua estrazione.</video:description>
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            <video:title>Moon to Mars (sottotitoli in italiano)</video:title>
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            <video:title>Moon to Mars (english version)</video:title>
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            <video:title>Video istituzionale (versione in italiano)</video:title>
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            <video:title>Con Swot, l’oceano nei minimi dettagli</video:title>
            <video:description>Troppo piccoli per essere osservati chiaramente dai satelliti tradizionali, ma troppo grandi per essere rilevati nella loro interezza dagli strumenti a bordo delle navi: onde, vortici e altri moti oceanici relativamente contenuti non sfuggono per&amp;ograve; a Swot (Surface Water and Ocean Topography). Frutto di una collaborazione tra la Nasa e l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Francese (Cnes), questo satellite &amp;egrave; in grado di osservare fenomeni meteorologici o oceanici che si verificano su un'estensione territoriale ridotta, generalmente da pochi metri a qualche chilometro.

Una recente analisi guidata dalla Nasa, e basata sui dati di Swot, indica che questi movimenti oceanici giocano un ruolo decisivo nel trasporto verticale di nutrienti, carbonio ed energia tra le profondit&amp;agrave; marine e la superficie. Oltre a sostenere le catene alimentari, influenzano anche gli scambi di gas e calore tra oceano e superficie, contribuendo al riscaldamento atmosferico.

La missione permette di osservare la superficie dell&amp;rsquo;oceano con una risoluzione dieci volte superiore rispetto ad altri sistemi e di intuire i movimenti delle masse d&amp;rsquo;acqua anche in profondit&amp;agrave;.

Swot misura l&amp;rsquo;altezza dell&amp;rsquo;acqua su quasi tutta la superficie terrestre, inclusi oceani e bacini idrici, almeno una volta ogni 21 giorni. Questo permette ai ricercatori di ottenere una visione multidimensionale dei livelli d&amp;rsquo;acqua, di calcolare l&amp;rsquo;inclinazione di un&amp;rsquo;onda o di un vortice e di dedurre la forza e la pressione esercitate sull&amp;rsquo;acqua. Da l&amp;igrave;, &amp;egrave; possibile determinare la velocit&amp;agrave; delle correnti, cosa le genera e - integrando altri dati - stimare la quantit&amp;agrave; di energia, calore e nutrienti trasportata.

Seppur minimi, questi movimenti contano. E aiutano i ricercatori a perfezionare i modelli di circolazione oceanica. Rappresentare grandi strutture come vortici larghi centinaia di chilometri, includendo anche elementi pi&amp;ugrave; piccoli, ma ugualmente influenti, permetter&amp;agrave; inoltre di prevedere la risposta degli ecosistemi marini ai cambiamenti climatici. &amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Le corone di Venere sono frutto di attività tettonica</video:title>
            <video:description>Venere possiede un'attivit&amp;agrave; geodinamica. Il pianeta pi&amp;ugrave; caldo del Sistema Solare, con la sua crosta monolitica, sembrava essere privo di processi tettonici in grado di rimodellare la superficie, come avviene sulla Terra. Una serie di nuove analisi per&amp;ograve; suggerisce che qualcosa succede anche l&amp;agrave;
Esaminando nuovamente le foto scattate pi&amp;ugrave; di trent'anni fa dalla sonda Nasa Magellan, che ha orbitato attorno a Venere dal 1990 al 1994, gli scienziati hanno osservato alcune formazioni tipiche, chiamate 'corone', scoprendo segni evidenti di attivit&amp;agrave; tettonica. Le corone sono vaste strutture superficiali comuni su Venere. Hanno forma ovale e presentano delle caratteristiche fratture concentriche. Sulla Terra non esistono mentre Venere ne possiede a centinaia, che si estendono anche per decine di chilometri. Si pensa che sotto queste corone ci siano pennacchi di materia incandescente, proveniente dal mantello, che risalendo spinge da sotto la litosfera, modellandola.

Le corone sono strutture enigmatiche e i processi che le formano sono rimasti per lungo tempo sconosciuti. Ora, con le nuove analisi, i dati sulla gravit&amp;agrave; e topografia venusiana raccolti da Magellan sono stati aggiunti ai modelli computerizzati di geodinamica tridimensionale, confermando la presenza di pennacchi nel sottosuolo in 52 corone sulle 75 analizzate. La lentezza estrema di questi processi impedisce di osservarli direttamente, quindi i modelli computerizzati sono l'unico modo per comprenderne la meccanica.
Se queste nuove ipotesi sono corrette, su Venere ci sono forme di rigenerazione della superficie anche in assenza di una tettonica a placche, presente invece sulla Terra. Processi noti come il gocciolamento litosferico o la subduzione potrebbero essere coinvolti nella geodinamica di Venere, per scoprirlo bisogner&amp;agrave; acquisire altri dati e immagini ad alta risoluzione. La missione Nasa Veritas, che raggiunger&amp;agrave; Venere all'inizio della prossima decade, fornir&amp;agrave; dati sulla gravit&amp;agrave; quattro volte pi&amp;ugrave; accurati di quelli attualmente a disposizione, oltre a mappe 3D e scansioni spettrometriche all'infrarosso.

Immagine: Alcune corone di Venere, Artemis, Quetzalpetlatl, Bahe e Fotla, fotografate dalla sonda Magellan
Crediti: Nasa/Jpl-Caltech</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-15</video:publication_date>
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            <video:title>La Nasa punta alla costruzione in loco su Luna e Marte</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;esplorazione della Luna e di Marte potrebbe essere favorita dall&amp;rsquo;utilizzo di risorse locali e di materiali da costruzione prelevati in situ per la creazione di infrastrutture.

Moduli abitativi, schermature contro le radiazioni, strade e rampe di lancio e atterraggio per i razzi.

Sono questi gli impianti che lo Space Technology Mission Directorate della Nasa punta a realizzare, utilizzando risorse in loco per offrire ai futuri esploratori ci&amp;ograve; di cui hanno bisogno.

Il progetto Moon to Mars Planetary Autonomous Construction Technology, finanziato dal programma Game Changing Development della Nasa e gestito dal Marshall Space Flight Center dell'agenzia, sta sviluppando le applicazioni della tecnologia di stampa 3D robotica su larga scala per la costruzione su altri pianeti.

Sebbene possa sembrare difficile da realizzarsi, gli esperimenti effettuati con materiali come la&amp;nbsp;regolite dimostrano&amp;nbsp;che l&amp;rsquo;ambizioso programma potrebbe diventare realt&amp;agrave;.

La Nasa ha valutato l&amp;rsquo;utilizzo di questi materiali per decenni, inizialmente collaborando con il pioniere della stampa 3D su larga scala Behrokh Khoshnevis, il quale ha sviluppato una tecnica di stampa, efficiente dal punto di vista energetico, che pu&amp;ograve; essere utilizzata sulle superfici planetarie e in ambienti di microgravit&amp;agrave; come le stazioni spaziali, per produrre elementi come piastrelle ad incastro e oggetti di ricambio.

Non mancheranno ricadute positive per il pianeta&amp;nbsp;Terra. Infatti sia Khoshnevis che un altro partner della Nasa nella produzione additiva, la Icon di Austin, Texas, stanno utilizzando le tecniche di stampa 3D per la costruzione di case sulla Terra, con robotica, software e materiali avanzati.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-14</video:publication_date>
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            <video:title>Aurore su Giove, nuovi dettagli da Webb</video:title>
            <video:description>Volevano osservare la velocit&amp;agrave; con cui cambiano le aurore su Giove per comprendere meglio la sua magnetosfera. I ricercatori hanno cos&amp;igrave; puntato il telescopio Webb sul gigante gassoso che ci ha fornito nuove informazioni e allo stesso tempo creato nuove domande.
Le aurore sono generate da una raffica di particelle ad alta energia che si scontrano con i gas dell&amp;rsquo;atmosfera di un pianeta seguendo i flussi del suo campo magnetico. Il vento solare &amp;egrave; all&amp;rsquo;origine delle aurore sulla Terra, mentre su Giove sono generate anche dalle particelle emesse dai vulcani della sua luna Io.
Ci&amp;ograve; che gli scienziati hanno scoperto, con la telecamera nel vicino infrarosso, &amp;egrave; che in tutta la regione delle aurore si crea una sorta di campo colmo di bollicine che si illuminano e mutano ogni secondo; aspettandosi che apparissero e scomparissero nell'arco di un quarto d'ora, hanno evidenziato che l&amp;rsquo;emissione di luce &amp;egrave; in realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; variabile di quanto ipotizzato.
Simultaneamente gli astronomi hanno utilizzato anche il telescopio Hubble e scattato foto nell'ultravioletto: questo ha reso l&amp;rsquo;osservazione ancora pi&amp;ugrave; interessante, ma misteriosa. La luce pi&amp;ugrave; brillante osservata da Webb non aveva un riscontro nelle immagini di Hubble, che da decenni tiene sotto controllo le aurore gioviane. Il fenomeno potrebbe essere legato a una combinazione di particelle in quantit&amp;agrave; elevate, ma a bassissima energia, che colpiscono la magnetosfera.
Le osservazioni aiuteranno gli scienziati a comprendere meglio come l'atmosfera superiore di Giove si riscalda e si raffredda.

Crediti video: Nasa, Esa, Csa, J: Nichols, M. Zamani</video:description>
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            <video:title>Proba-3 di Esa è la prima missione di volo in formazione di precisione al mondo</video:title>
            <video:description>Per la prima volta due veicoli spaziali in orbita si sono allineati in formazione con precisione millimetrica mantenendo autonomamente per ore l&amp;rsquo;allineamento.

Questo record &amp;egrave; stato raggiunto&amp;nbsp;dalle due navicelle che compongono la missione Proba-3 di Esa finalizzata a studiare in orbita la corona solare.

Il coronografo e l&amp;rsquo;occultatore di Proba-3 hanno volato a 150m di distanza l'uno dall'altro e in perfetta formazione&amp;nbsp;senza alcun controllo da terra.

Lo scopo finale &amp;egrave; allineare le 2 navicelle col Sole affinch&amp;eacute; una, l'occultatore, proietti un'ombra di 5 cm sull&amp;rsquo;altra, il coronografo, consentendo di studiare la corona solare.

L&amp;rsquo;uso di un fascio laser tra le navicelle e un sensore di posizione dell'ombra hanno permesso la pi&amp;ugrave; alta precisione mai ottenuta nei voli in formazione.&amp;nbsp;

Molti strumenti utilizzati dalle navicelle per ottenere l&amp;rsquo;allineamento autonomo&amp;nbsp;sono dimostrazioni tecnologiche testate da Proba-3 per future applicazioni spaziali.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-09</video:publication_date>
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            <video:title>Geo Global Forum 2025: promuovere l’Intelligenza della Terra per un futuro sostenibile</video:title>
            <video:description>Leader, scienziati, responsabili politici ed esperti da tutto il mondo si sono riuniti a Roma per il Geo Global Forum, un evento di rilievo dedicato al futuro dell&amp;rsquo;Intelligenza della Terra e al potenziale trasformativo dell&amp;rsquo;Osservazione della Terra dallo spazio. Organizzato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e dal Group on Earth Observations (Geo), con il supporto della Commissione Europea, il forum ha accolto oltre 700 partecipanti provenienti da quasi 100 Paesi.

Ministri, ambasciatori, leader di organizzazioni intergovernative e rappresentanti del settore industriale hanno preso parte alle sessioni plenarie e a 20 tavole rotonde tematiche, dedicate ad affrontare sfide globali di primaria importanza, come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversit&amp;agrave;, la sicurezza alimentare e il degrado ambientale. Nel corso del forum &amp;egrave; stato inoltre celebrato il 20&amp;ordm; anniversario del Geo, che rappresenta due decenni di collaborazione internazionale nell&amp;rsquo;utilizzo dei dati della Terra a supporto dello sviluppo sostenibile.

Yana Gevorgyan, direttrice del segretariato Geo, e Francesco Longo, vicedirettore dell&amp;rsquo;area ingegneria e tecnologia e responsabile dell&amp;rsquo;Osservazione della Terra presso l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, hanno preso parte alla cerimonia di apertura. Il 7 maggio si &amp;egrave; tenuta una sessione plenaria ministeriale&amp;nbsp; incentrata sulle strategie per utilizzare i dati geospaziali nella gestione degli eventi meteorologici estremi e per migliorare la risposta alle emergenze. Alla sessione di apertura erano presenti Anna Maria Bernini, Ministro dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; e della Ricerca, Luca Vincenzo Maria Salamone, direttore generale dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e Marc Lema&amp;icirc;tre, direttore generale per la ricerca e l&amp;rsquo;innovazione della Commissione Europea.

La sera del 7 maggio sono stati consegnati premi ai leader emergenti e i riconoscimenti alla carriera. Uno dei momenti pi&amp;ugrave; significativi del forum &amp;egrave; stata la presentazione del quadro di attuazione della Strategia Post-2025 del GEO, che mira a rendere l&amp;rsquo;Intelligenza della Terra accessibile a tutti. I partecipanti hanno inoltre approvato un Programma di Lavoro completo, che delinea azioni e iniziative specifiche per il prossimo decennio.

Il forum si &amp;egrave; concluso con l&amp;rsquo;intervento del presidente dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, che ha ribadito l&amp;rsquo;impegno dell&amp;rsquo;Italia a collaborare attivamente con GEO in settori strategici come il clima, l&amp;rsquo;energia e l&amp;rsquo;urbanizzazione. Valente ha inoltre sottolineato il contributo italiano attraverso i sistemi satellitari Cosmo-SkyMed e Prisma, nonch&amp;eacute; il rilevante know-how nazionale nelle applicazioni downstream.

Il 9 maggio, la Giornata degli Studenti ha offerto ai giovani partecipanti l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di confrontarsi con esperti internazionali, partecipare a sessioni scientifiche e presentare idee innovative per un futuro sostenibile grazie alle tecnologie di Osservazione della Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-09</video:publication_date>
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            <video:title>Il presidente dell'ASI Teodoro Valente interviene alla Closing Ceremony del GEO Global Forum 2025</video:title>
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            <video:publication_date>2025-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>Con Webb in viaggio tra le ‘scogliere cosmiche’</video:title>
            <video:description>Un viaggio all&amp;rsquo;interno della nebulosa della Carena per celebrare il centenario del primo planetario aperto al pubblico. Era il 7 maggio del 1925 a Monaco di Baviera.

Grazie ai dati del telescopio spaziale James Webb possiamo osservare in tre dimensioni questo scenario mozzafiato.

I gas e le polveri, contenuti all&amp;rsquo;interno della nebulosa, sembrano dipingere montagne e vallate permettendo agli spettatori di viaggiare sulle celebri Scogliere Cosmiche.

Questa regione di formazione stellare, gi&amp;agrave; osservata da Hubble e che ha segnato il battesimo di Webb nel 2022, fa parte del progetto Nasa &amp;lsquo;Un universo da imparare&amp;rsquo;. Un modo per avvicinare il pubblico alla scienza e permettere agli spettatori di esplorare il cosmo e sperimentare come si fa scienza.

Le immagini rielaborate della Nebulosa della Carena stanno facendo il giro del mondo. I video vengono proiettati in centinaia di musei e planetari, e i visitatori, nell&amp;rsquo;ambito di questo progetto, possono osservare anche immagini prodotte da altri telescopi spaziali con strumenti interattivi.

In Italia abbiamo oltre 100 planetari. Il pi&amp;ugrave; antico, e ancora funzionante, si trova a Milano, ma il primo fu inaugurato a Roma nella suggestiva Aula Ottagona presso le Terme di Diocleziano.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa, Museo Nazionale Romano</video:description>
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            <video:title>Verso Artemis II</video:title>
            <video:description>Il ritorno di un equipaggio sulla Luna &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; vicino. La Nasa &amp;egrave; in piena fase di test e integrazione dei componenti principali della missione Artemis II, il primo volo con equipaggio del programma Artemis che riporter&amp;agrave; i primi astronauti in orbita lunare dopo oltre 50 anni.&amp;nbsp;

Lo stadio superiore dello Space Launch System &amp;egrave; stato collegato al resto del razzo, gi&amp;agrave; assemblato all&amp;rsquo;interno del Vehicle Assembly Building. Nel frattempo, la navicella Orion &amp;egrave; stata trasferita dal suo stabilimento di assemblaggio alla struttura di rifornimento del Kennedy Space Center, in vista del volo. Qui i tecnici caricheranno propellenti, gas ad alta pressione, refrigeranti e altri fluidi essenziali per affrontare la missione della durata di 10 giorni attorno alla Luna. Successivamente, i quattro astronauti, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch della Nasa e Jeremy Hansen dell&amp;rsquo;agenzia spaziale canadese, saliranno a bordo per testare strumenti e attrezzature, indossando per la prima volta le tute del sistema di sopravvivenza Orion nella navicella definitiva.

Dopo questi test, Orion verr&amp;agrave; dotata del sistema di interruzione del lancio, progettato per garantire la sicurezza dell&amp;rsquo;equipaggio in caso di emergenza, e sar&amp;agrave; infine integrata con il razzo completo. Le esercitazioni proseguiranno per tutta l&amp;rsquo;estate: gli astronauti parteciperanno a operazioni pre-lancio e addestramento per scenari di emergenza, mentre i team di controllo missione, lancio e recupero simuleranno situazioni critiche, incluso l&amp;rsquo;annullamento del lancio al largo della Florida. Conclusa questa fase, a completamento della struttura, l&amp;rsquo;adattatore dello stadio di Orion sar&amp;agrave; installato sulla sommit&amp;agrave; del razzo.

Oltre agli aspetti tecnici, Artemis II sar&amp;agrave; una vetrina di cooperazione internazionale: la Nasa ha infatti siglato un secondo accordo con un&amp;rsquo;agenzia spaziale internazionale per far volare un cubesat a bordo, con l&amp;rsquo;obiettivo di promuovere esperimenti scientifici di rilevanza globale.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-07</video:publication_date>
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            <video:title>Il Direttore Generale di ASI al Geo Global Forum 25</video:title>
            <video:description>Intervento del Direttore Generale, Luca Salamone al Geo Global Forum 2025.</video:description>
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            <video:title>Il Ministro dell'università e della ricerca, Anna Maria Bernini al GEO Global Forum 2025</video:title>
            <video:description>Il Ministro dell'universit&amp;agrave; e della ricerca, Anna Maria Bernini ha preso parte alla cerimonia di apertura della plenaria del GEO Global Forum 2025.</video:description>
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            <video:title>Quanto inquina il rientro in atmosfera dei satelliti?</video:title>
            <video:description>Una prima risposta arriva dal monitoraggio in aereo del rientro atmosferico di Salsa, uno dei quattro satelliti della costellazione Cluster di Esa.

Alcuni satelliti in orbita,&amp;nbsp;quando non sono pi&amp;ugrave; operativi vengono fatti rientrare in atmosfera facendoli bruciare e disintegrare. Un processo distruttivo poco studiato e in grado di produrre sostanze inquinanti per l&amp;rsquo;atmosfera.
Per capire meglio tale impatto, &amp;egrave; stato monitorato il rientro atmosferico di Salsa, uno dei quattro satelliti della costellazione Cluster di Esa, rientrato l&amp;rsquo;8 settembre 2024.

A bordo di un aereo dotato di 26 telecamere, un team di scienziati ha&amp;nbsp;monitorato&amp;nbsp;il rientro in diverse lunghezze d'onda della luce, scoprendo che l&amp;rsquo;inquinamento prodotto dall&amp;rsquo;incenerimento del satellite si &amp;egrave; rivelato pi&amp;ugrave; debole di quanto atteso.
La disintegrazione del satellite Salsa &amp;egrave; avvenuta in meno di 50 secondi sopra l'Oceano Pacifico. Dopo la prima rottura a circa 80 km di quota, il team ha monitorato il processo di frammentazione del satellite per circa 25 secondi, perdendo le sue tracce a circa 40 km di quota.

Grazie ai filtri di diversi colori delle telecamere, il team ha rilevato durante la combustione il rilascio di litio, potassio e alluminio, non riuscendo tuttavia a svelare quanto di questi composti chimici sia rimasto in atmosfera o sia caduto sulla Terra sotto forma di minuscole goccioline.

Secondo i ricercatori, i serbatoi in titanio per il carburante del satellite, dal peso di 550 chilogrammi, potrebbero essere sopravvissuti al rientro, cadendo cos&amp;igrave; nell'Oceano Pacifico.

I risultati della ricerca sono stati presentati all'inizio di aprile in occasione della Conferenza europea sui detriti spaziali tenutasi a Bonn, in Germania.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-06</video:publication_date>
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            <video:title>Spherex ha iniziato la mappatura totale dell'universo</video:title>
            <video:description>Catturare 3.600 immagini al giorno per creare una mappa tridimensionale dettagliata dell'intero universo visibile, in 96 bande di colore: &amp;egrave; questo l'enorme lavoro affidato all'osservatorio spaziale della Nasa Spherex, che in questi giorni &amp;egrave; passato dalla fase di test e verifiche degli strumenti alla vera e propria attivit&amp;agrave; esplorativa.

La scansione del cosmo sar&amp;agrave; la pi&amp;ugrave; accurata di sempre. Spherex determiner&amp;agrave; la posizione di centinaia di milioni di galassie nelle tre coordinate cartesiane e cercher&amp;agrave; indizi utili a ricostruire la storia evolutiva dell'Universo. L'osservatorio rester&amp;agrave; operativo nei prossimi 25 mesi, percorrendo l'orbita polare in cui &amp;egrave; stato posizionato per pi&amp;ugrave; di undicimila volte. Per una scansione completa dell'universo, a colori e in ogni direzione, impiegher&amp;agrave; sei mesi.

Il telescopio montato a bordo di Spherex &amp;egrave; in grado di fare osservazioni in 102 lunghezze d'onda dell'infrarosso e, mediante tecniche spettroscopiche, pu&amp;ograve; anche determinare la composizione dei materiali. Quest'ultima caratteristica permetter&amp;agrave; all'osservatorio di cercare acqua e altri ingredienti base della vita dentro le nubi interstellari, per le quali sono previste oltre nove milioni di scansioni.

Questo piccolo ma potentissimo strumento, realizzato dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa e dal Caltech a Pasadena, in pochi giorni di attivit&amp;agrave; ha gi&amp;agrave; prodotto una corposa quantit&amp;agrave; di dati la cui analisi, insieme a quelli futuri, &amp;egrave; stata affidata a 13 diversi istituti scientifici negli Stati Uniti, Corea del Sud e Taiwan.
Presto saranno anche consultabili da chiunque, attraverso la pubblicazione sulla pagina web dell'Infrared Science Archive della Nasa.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Gateway, l’Italia protagonista per la prima stazione spaziale in orbita lunare</video:title>
            <video:description>Si chiama Lunar Gateway e sar&amp;agrave; la prima stazione spaziale a orbitare intorno alla Luna. L&amp;rsquo;avamposto umano pi&amp;ugrave; lontano di sempre verr&amp;agrave; inaugurato nel 2027 e sar&amp;agrave; il frutto della collaborazione tra le agenzie Nasa, Esa, Csa, Jaxa e gli Emirati Arabi. Fondamentale per la sua realizzazione &amp;egrave; anche il contributo dell&amp;rsquo;Italia, grazie ad Asi e all&amp;rsquo;industria italiana.L&amp;rsquo;avamposto funger&amp;agrave; come base per la ricerca scientifica nello spazio profondo e fornir&amp;agrave; un supporto fondamentale alle future missioni destinate alla superficie lunare previste dal programma Artemis.
Con una lunghezza di circa 20 metri, il Gateway sar&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; piccolo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). La futura stazione avr&amp;agrave; un&amp;rsquo;orbita lunare fortemente ellittica, stabile e facilmente raggiungibile dalla Terra, che permetter&amp;agrave; non solo l&amp;rsquo;accesso alla Luna ma anche di spingersi nel futuro fino a Marte.

&amp;laquo;Questo gateway, questa microstazione orbiter&amp;agrave; attorno alla Luna con un'orbita ellittica che va lontano dalla Luna fino a 70.000 km e vicino alla Luna fino a 2.000 km &amp;ndash; afferma Sara Pastor, responsabile del team lunare di Esa &amp;ndash; Da questi 2000 km si accede agevolmente con l'equipaggio sulla superficie lunare. L'orbita del gateway &amp;egrave; di 6-7 giorni. &amp;Egrave; un'orbita che permette una manutenzione orbitale molto buona, che vuol dire che non richiede tanto propellente per tenere l'orbita, quindi un'orbita altamente stabile; &amp;egrave; un'orbita che ha continuamente visibilit&amp;agrave; con la superficie della Terra. Ha accesso, come ho appena detto, sulla superficie lunare per gli astronauti vicino anche al Polo Sud, al South Pole, che &amp;egrave; un'area che &amp;egrave; stata identificata come strategica sia da un punto di vista scientifico, ma soprattutto da un punto di vista di esplorazione delle risorse che potrebbero poi essere utilizzate direttamente sulla superficie lunare. Ha un &amp;ldquo;accesso facile&amp;rdquo;, nel senso che dalla Terra si arriva in quest'orbita con praticamente quasi tutti i lanciatori che sono al momento disponibili; &amp;egrave; anche un'orbita che permette di fare delle escursioni verso Marte, quindi da l&amp;igrave; con un minimo consumo di propellente, quindi di combustibile, si riesce a fare delle escursioni, dei cambi orbitali e andare verso Marte e tornare indietro: si chiama proprio Mars Excursion, quindi permette anche di prepararsi per Marte. In pi&amp;ugrave;, essendo in deep space, &amp;egrave; un test bed perfetto per accedere e testare le tecnologie per deep space e in visione anche di esplorazioni del pianeta Marte&amp;raquo;.

La sua orbita lunare porter&amp;agrave; il Gateway 1000 volte pi&amp;ugrave; lontano dalla Terra rispetto alla Iss, distanza per cui la stazione verr&amp;agrave; abitata solo dai 30 ai 90 giorni all'anno vista la difficolt&amp;agrave; logistica di portarvi a bordo acqua e ossigeno dalla Terra e la mancanza di tecnologie per il riciclaggio delle risorse vitali in orbita.
Lontana dalle interferenze della gravit&amp;agrave; e del campo magnetico terrestre, il Gateway sar&amp;agrave; il laboratorio ideale per la ricerca in deep space, ma anche un ambiente estremo per gli equipaggi.

&amp;laquo;L'ambiente delle radiazioni sul gateway &amp;egrave; chiaramente diverso da quello della stazione spaziale &amp;ndash; afferma Sara Pastor, responsabile del team lunare di Esa &amp;ndash; perch&amp;eacute; siamo in un environment completamente diverso: le radiazioni sono molto pi&amp;ugrave; alte, ci sono le radiazioni cosmiche e quelle solari. Alcune sono prevedibili poche ore prima dell'impatto col Gateway e per queste si potr&amp;agrave; cercare di proteggere il pi&amp;ugrave; possibile gli astronauti. Altre non sono prevedibili e quindi gli astronauti verranno protetti permanentemente. Quello che stiamo facendo nella fase iniziale del Gateway &amp;egrave; di avere degli strumenti che misureranno le radiazioni fuori dal gateway e dentro al gateway, in modo da capire anche quant'&amp;egrave; la protezione naturale che viene data dalle strutture; e le prime misurazioni di queste radiazioni dovrebbero essere disponibili dopo i primi moduli che verranno lanciati, che sono Halo della Nasa e il Pppe, che &amp;egrave; il Power Propulsion Elements; perch&amp;eacute; a quel punto avremo gi&amp;agrave; due equipaggiamenti che sono costruiti dall'Esa: uno &amp;egrave; chiamato Ersa e misura le radiazioni esterne al modulo e uno che &amp;egrave; chiamato Ida che misura invece le radiazioni interne ai moduli. Gi&amp;agrave; quindi dalla prima missione noi saremo in grado di capire qual &amp;egrave; la protezione che i moduli danno&amp;raquo;.

&amp;nbsp;

Gateway sar&amp;agrave; composta da 5 moduli e verr&amp;agrave; assemblata in orbita lunare in diverse fasi: il primo modulo abitativo a essere lanciato sar&amp;agrave; Halo di Nasa, la cui struttura principale &amp;egrave; stata realizzata da Thales Alenia Space a Torino, grazie anche alla sinergia con l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana per la realizzazione di moduli pressurizzati.

&amp;nbsp;

&amp;laquo;L'industria italiana si &amp;egrave; assicurata il ruolo di leader per quanto riguarda tutte le parti pressurizzate, ovvero quelle parti della stazione che saranno poi destinate a ospitare l'equipaggio umano &amp;ndash; afferma Raffaele Mugnuolo, responsabile dell&amp;rsquo;Ufficio Esplorazione e Infrastrutture orbitanti di Asi &amp;ndash; Questo ovviamente grazie agli investimenti fatti nei decenni precedenti dal governo italiano e dall'Agenzia Spaziale Italiana che hanno creduto strategico investire nella realizzazione e nello sviluppo delle tecnologie per i moduli abitativi. L'Italia ha fornito grossi contributi alla realizzazione della stazione spaziale, quindi, grazie a questa esperienza adesso stiamo portando le nostre capacit&amp;agrave; anche sul Lunar Gateway&amp;raquo;.

&amp;laquo;Per Thales Alenia Space &amp;egrave; un momento molto importante &amp;ndash; afferma Giampiero di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia &amp;ndash; noi siamo protagonisti nell'esplorazione lunare con l'equipaggio e forniremo tecnologie fondamentali per la sicurezza, per il comfort degli astronauti in orbita e sulla superficie lunare. Noi, grazie a questi anni in cui abbiamo lavorato a contatto con l'Agenzia Spaziale Italiana, abbiamo acquisito una grande esperienza nel campo dei moduli abitati e abbiamo coinvolto moltissime aziende della filiera spaziale italiana e anche dell'Europa.
Grazie anche al nostro azionista Leonardo che ha investito tantissimo nella tecnologia per la Luna e ci ha sostenuto moltissimo in queste iniziative, oggi noi siamo un assetto fondamentale per lo spazio in Italia, in Europa e nel mondo&amp;raquo;.

A inizio 2025, Thales Alenia Space ha consegnato il modulo pressurizzato di Halo a Northrop Grumman in Arizona, dove verr&amp;agrave; collaudato, per poi essere integrato, presso il Kennedy Space Center della Nasa in Florida, con il Ppe, l&amp;rsquo;elemento che fornir&amp;agrave; l&amp;rsquo;alimentazione e la propulsione nella fase iniziale del Gateway.
Questi primi due moduli, Halo e Ppe, saranno lanciati insieme nel 2027 su un razzo Falcon Heavy di SpaceX.

&amp;laquo;Nello stesso modulo, nell'Halo, verranno anche installati degli equipaggiamenti che sono sviluppati dall'Agenzia Spaziale Europea, dall&amp;rsquo;Esa &amp;ndash; afferma Sara Pastor, responsabile del team lunare di Esa &amp;ndash; Il primo &amp;egrave; il cosiddetto Hlcs o Lunar Link che far&amp;agrave; da relay tra la Terra e la superficie lunare passando per il Gateway, mentre le comunicazioni dei dati, della telemetria, dei comandi dal gateway alla Terra avverranno tramite un sistema di comunicazioni che &amp;egrave; installato sul Ppe&amp;raquo;. 

Sar&amp;agrave; invece Artemis IV, la prima missione del Gateway con equipaggio prevista nel 2028, a portare il secondo modulo abitativo I-Hab ad agganciarsi ad Halo in orbita lunare, sfruttando come traino spaziale la navicella Orion.
I-Hab &amp;egrave; il contributo principale di Esa al Gateway e verr&amp;agrave; realizzato da Thales Alenia Space Italia, con l&amp;rsquo;importante collaborazione di Jaxa per i sistemi vitali.

&amp;laquo;I-Hab &amp;egrave; un modulo abitativo &amp;ndash; afferma Sara Pastor, responsabile del team lunare di Esa &amp;ndash; Avr&amp;agrave; parecchie delle funzioni abitative per gli astronauti, quindi i quarter, che sono delle aree private dove gli astronauti possono lavorare e riposarsi; avr&amp;agrave; una piccola zona cucina in cui ci sar&amp;agrave; una tavoletta per poter mangiare, ci sar&amp;agrave; un fornetto, ci sar&amp;agrave; il distributore dell'acqua: queste sono le funzioni principali. E poi &amp;egrave; il modulo che ha la maggior parte dei sistemi di controllo della dell'ambiente, quindi controllo di pressione, temperatura, umidit&amp;agrave;, la rimozione della CO2. La maggior parte di questi equipaggiamenti &amp;egrave; sviluppata dalle industrie giapponesi per la Jaxa&amp;raquo;.

&amp;laquo;Nel 2020 Thales Alenia Space &amp;egrave; stata selezionata dall'Agenzia Spaziale Europea come prime contractor della fornitura del Lunar I-Hab &amp;ndash; afferma Giampiero di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia &amp;ndash; Anche in questo caso noi siamo responsabili della gestione complessiva del programma, dell'ingegneria e della progettazione e realizzazione di importanti sistemi del modulo stesso, in particolare quelli legati agli aspetti ergonomici legati ai fattori umani. Inoltre, siamo responsabili di tutti i sistemi termici e meccanici e infine realizzeremo l'assemblaggio, l'integrazione e i test di sistema&amp;raquo;. 

I-Hab &amp;egrave; ancora in fase di sviluppo. Un suo modello in scala reale &amp;egrave; per&amp;ograve; attualmente testato nei laboratori torinesi, dove gli esperti di Thales e gli astronauti Luca Parmitano dell&amp;rsquo;Esa e Stanley G. Love di Nasa hanno valutato l'accessibilit&amp;agrave; e la manovrabilit&amp;agrave; all'interno del modulo sia per le attivit&amp;agrave; quotidiane sia per le operazioni straordinarie una volta in orbita.

&amp;laquo;&amp;Egrave; importante quello che abbiamo studiato per questo sistema &amp;ndash; afferma Giampiero di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia &amp;ndash; &amp;egrave; proprio l'aspetto ergonomico del modulo che orbiter&amp;agrave; intorno alla Luna che potr&amp;agrave; garantire la sicurezza e il comfort degli astronauti in orbita e garantire come si svolgeranno le operazioni quotidiane degli astronauti sul modulo stesso&amp;raquo;.

La missione Artemis V, prevista nel 2030, lancer&amp;agrave; invece il quarto modulo chiamato Lunar View, che si aggancer&amp;agrave; al Gateway sempre tramite la navicella Orion.
La struttura pressurizzata di Lunar View &amp;egrave; di nuovo realizzata da Thales Alenia Space a Torino. Il modulo fornir&amp;agrave; il propellente per la propulsione della stazione quando i serbatoi del Ppe si esauriranno. Grazie a sei finestre che permetteranno una vista a 360&amp;deg;, il Lunar View sar&amp;agrave; inoltre il punto di osservazione della Luna e dello spazio per gli equipaggi.

&amp;laquo;La parte pressurizzata &amp;egrave; molto simile a I-HAB e HALO da un punto di vista di struttura &amp;ndash; afferma Sara Pastor, responsabile del team lunare di Esa &amp;ndash; Internamente sar&amp;agrave; usata pi&amp;ugrave; per cargo storage; ma fondamentale ha le finestre, quindi sar&amp;agrave; il modulo che avr&amp;agrave; le finestre 360&amp;deg; per permettere agli astronauti di fare scienza utilizzando le camere, simile a cosa viene fatto sulla stazione spaziale internazionale. &amp;Egrave; un metodo per psicologicamente aiutare anche gli astronauti lontani dalla Terra in questo environment chiuso&amp;raquo;.

L&amp;rsquo;ultimo modulo pressurizzato del Gateway sar&amp;agrave; invece l&amp;rsquo;emiratino Airlock, che verr&amp;agrave; realizzato ancora da Thales Alenia Space Italia, grazie a un contratto siglato dall&amp;rsquo;industria italiana con il&amp;nbsp;Mohammed Bin Rashid Space Centre (MBRSC)&amp;nbsp;ad Abu Dhabi lo scorso febbraio.

&amp;laquo;Il modulo Airlock &amp;egrave; l'esempio di come la nostra azienda, con grande supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana &amp;egrave; in grado di posizionarsi non solo presso le istituzioni europee, le istituzioni italiane, ma anche nel mondo commerciale. &amp;ndash; afferma Giampiero di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia &amp;ndash;Questo sistema, questo modulo sar&amp;agrave; progettato per consentire attivit&amp;agrave; extra veicolari degli astronauti, migliorare le prestazioni e l'utilizzo del gateway e anche per offrire spazio per esperimenti scientifici. &amp;Egrave; un modulo pressurizzato, sar&amp;agrave; utilizzato per lo stoccaggio e la manutenzione delle tute e per lo stoccaggio degli strumenti e delle attrezzature relative, come una specie di deposito scientifico e quindi per il trasferimento degli strumenti scientifici e dell'hardware del gateway.&amp;nbsp; Consegneremo il modulo Airlock al Kennedy Space Center nel maggio 2030&amp;raquo;. 

Ma se il Gateway costituir&amp;agrave; la porta di accesso verso la Luna, sar&amp;agrave; il lander Argonaut di Esa a portare strumenti ed equipaggi dalla stazione orbitante fino al suolo lunare. Programma totalmente europeo, il lander Argonaut verr&amp;agrave; realizzato di nuovo da Thales Alenia Space a Torino e garantir&amp;agrave; all&amp;rsquo;Europa un accesso autonomo sulla superficie lunare.

&amp;laquo;Il programma riguarda appunto lo sviluppo della capacit&amp;agrave; di accedere alla superficie lunare tramite un lander che sar&amp;agrave; in grado di scendere sulla superficie della Luna &amp;ndash; afferma Raffaele Mugnuolo, responsabile dell&amp;rsquo;ufficio Ufficio Esplorazione e Infrastrutture orbitanti di Asi &amp;ndash; &amp;nbsp;e di trasportare una certa quantit&amp;agrave; di materiale per offrire questo servizio di cargo, che sar&amp;agrave; poi ovviamente a supporto della dell'architettura Artemis in senso pi&amp;ugrave; generale.

Questo programma dell'ESA che vede l'Italia come appunto paese leader &amp;egrave; molto importante perch&amp;eacute; consentir&amp;agrave; all'Europa di raggiungere quell'autonomia nell'accesso allo spazio, in particolare nell'accesso alla superficie lunare, Quindi non pi&amp;ugrave; la necessit&amp;agrave; di stabilire collaborazioni in internazionale con altri paesi, ma avere la capacit&amp;agrave; in Europa di accedere alla superficie umana e quindi aprire tutta una serie di prospettive sia per quanto riguarda la ricerca scientifica che per quanto riguarda lo sviluppo di tecnologie&amp;raquo;. 

&amp;laquo;Il primo volo di Argonaut &amp;egrave; previsto per il 2030 &amp;ndash; afferma Giampiero di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia &amp;ndash; e trasporter&amp;agrave; carichi di navigazione e telecomunicazione, e poi un sistema di stoccaggio dell'energia e quindi attrezzature per consentire alle aziende europee di esplorare il Polo sud lunare. Anche in questo caso &amp;egrave; stato fondamentale il supporto delle nostre istituzioni, di Leonardo ed anche dell'Agenzia Spaziale Italiana&amp;raquo;.

L&amp;rsquo;Italia sar&amp;agrave; protagonista anche nella realizzazione del primo avamposto stabile sul suolo lunare: il Multi-Purpose Habitat module. Asset strategico del programma Artemis, nato dagli accordi bilaterali tra Asi e Nasa, il primo modulo lunare permanente sar&amp;agrave; realizzato di nuovo da Thales Alenia Space a Torino.

&amp;laquo;Anche in questo caso stiamo sfruttando le competenze, il know how acquisito nel corso dei decenni scorsi &amp;ndash; afferma Raffaele Mugnuolo, responsabile dell&amp;rsquo;ufficio Ufficio Esplorazione e Infrastrutture orbitanti di Asi &amp;ndash; quando abbiamo sviluppato moduli pressorizzati per la stazione spaziale, adesso per il gateway, e adesso stiamo trasferendo questo tipo di tecnologia di conoscenza anche sulla superficie lunare; e saremo i primi a sviluppare questo tipo di eh infrastruttura permanente sulla superficie lunare che sar&amp;agrave; in grado di ospitare almeno tre astronauti per un minimo di 13 giorni. Il modulo sar&amp;agrave; in grado di ospitare una serie di esperimenti che potranno essere svolti in maniera autonoma o controllati da terra in modo che l'infrastruttura venga utilizzata per tutti i giorni dell'anno&amp;raquo;.

&amp;laquo;Possiamo anche definirlo come il primo avamposto permanente sulla superficie lunare &amp;ndash; afferma Giampiero di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia &amp;ndash; &amp;Egrave; dotato oltre alle strutture meccaniche, termiche, energetiche anche di una struttura intelligente che favorisce la mobilit&amp;agrave; e l'autonomia energetica. E non a caso esso un sistema che fornir&amp;agrave; e garantir&amp;agrave; la fornitura di acqua, energie e risorse vitali per gli astronauti. 

La societ&amp;agrave; Altec a Torino inoltre si occuper&amp;agrave; della gestione del mantenimento del centro operativo di controllo del modulo. Stiamo gi&amp;agrave; costruendo in Altec un simulatore dell'ambiente lunare, come gi&amp;agrave; era presente uno del terreno marziano. Ci sar&amp;agrave; infatti anche il centro di controllo della missione ExoMars su Marte proprio in Altec che grazie all'esperienza acquisita su questo programma noi faremo lo stesso centro per il controllo della missione sulla Luna&amp;raquo;.

La nuova conquista del territorio lunare, che vedr&amp;agrave; nelle prossime missioni permanenti sulla superficie del nostro satellite la sfida pi&amp;ugrave; grande, non pu&amp;ograve; quindi fare a meno del ruolo dell&amp;rsquo;Italia e del know how che la scienza spaziale e l&amp;rsquo;industria italiana sono oggi in grado di trasferire dall&amp;rsquo;orbita terrestre alla Luna.&amp;nbsp;&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-05-02</video:publication_date>
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            <video:title>Rientrano i taikonauti di Shenzhou 19</video:title>
            <video:description>L'equipaggio della missione Shenzhou 19 ha concluso il suo lavoro sulla stazione spaziale cinese Tiangong ed &amp;egrave; rientrato sulla Terra. I tre taikonauti Cai Xuzhe, Song Lingdong e Wang Haoze, hanno raggiunto il sito di atterraggio di Dongfeng, nella regione cinese autonoma della Mongolia Interna, dopo un viaggio di circa nove ore. Il rientro &amp;egrave; avvenuto senza problemi, dopo essere stato posticipato di 48 ore rispetto alla data inizialmente prevista per via delle condizioni meteo avverse.

La missione Shenzhou 19 &amp;egrave; entrata nella storia dell'astronautica per l'attivit&amp;agrave; extraveicolare pi&amp;ugrave; lunga mai eseguita. Per istallare uno scudo anti detriti, i taikonauti Cai Xuzhe e Wan Haoze sono rimasti all'esterno della stazione spaziale, immersi nel vuoto cosmico, per oltre nove ore.
Durante i sei mesi di permanenza l'equipaggio ha eseguito 86 esperimenti scientifici, tra i quali spicca un test su dei mattoni realizzati usando regolite lunare simulata. I prototipi sono stati esposti all'esterno della stazione per verificarne la resistenza al vuoto spaziale in, vista del primo avamposto lunare che la Cina intende realizzare entro la fine di questa decade, in collaborazione con l'agenzia russa Roscosmos.

L'equipaggio di Shenzhou 19 &amp;egrave; l'ottavo che soggiorna sulla Tiangong, da quando &amp;egrave; stata completata nel 2022. Prima di lasciare la stazione orbitante, il team ha accolto la squadra che prender&amp;agrave; il suo posto, la missione Shenzhou 20, cedendogli le consegne. I nuovi occupanti sono il comandante Chen Dong, alla sua terza esperienza nello Spazio, il pilota Chen Zhongrui e l'ingegnere Wang Jie, che invece sono al loro volo di battesimo.
L'equipaggio appena giunto, secondo quanto stabilito dal cronoprogramma, dovrebbe restare sulla Tiangong fino a novembre 2025.
&amp;nbsp;

CREDITI: Cctv, Cnsa, Cgtn
MUSICHE: White Dwarf - No_existingLibrary</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>Ezie è pronta a mappare gli elettrogetti aurorali</video:title>
            <video:description>Sotto il cielo notturno della California, lo scorso 14 marzo &amp;egrave; stata lanciata con successo la missione Ezie (Electrojet Zeeman Imaging Explorer) della Nasa. A bordo, un trio di piccoli satelliti, ora in orbita, disposti in una configurazione a &amp;ldquo;collana di perle&amp;rdquo;, seguendosi cio&amp;egrave; uno dopo l&amp;rsquo;altro mentre orbitano attorno alla Terra da polo a polo, a circa 550 chilometri di altitudine.

I cubesat hanno inviato i primi dati, confermando che gli strumenti funzionano come previsto e sono pronti a iniziare la loro missione della durata di 18 mesi: mappare gli elettrogetti aurorali. Queste intense correnti elettriche scorrono nella parte superiore dell&amp;rsquo;atmosfera terrestre, a circa 100 chilometri di altitudine, principalmente nelle regioni polari, dove brillano le aurore. E &amp;nbsp;vengono prodotte durante le tempeste solari, quando il vento solare &amp;ndash; un flusso di particelle cariche provenienti dal Sole &amp;ndash; riversa enormi quantit&amp;agrave; di energia sulla Terra.

Ezie &amp;egrave; la prima missione spaziale dedicata esclusivamente allo studio di questi fenomeni. E lo fa utilizzando una tecnica innovativa, analizzando cio&amp;egrave; il modo in cui i campi magnetici influenzano la radiazione elettromagnetica emessa dalle molecole. In particolare, il sofisticato strumento scientifico Mem (Microwave Electrojet Magnetogram), montato su ciascuno dei tre satelliti, osserver&amp;agrave; le microonde emesse dalle molecole di ossigeno che si trovano circa 16 chilometri al di sotto degli elettrogetti, misurando l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; e la direzione del campo magnetico generato dagli elettrogetti stessi.

Grazie a queste osservazioni, Ezie fornir&amp;agrave; nuovi indizi sui meccanismi che regolano l&amp;rsquo;interazione tra Sole e Terra, contribuendo inoltre a migliorare le previsioni del meteo spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Tute spaziali di prossima generazione in camera criogenica</video:title>
            <video:description>Modelli anatomici innovativi hanno permesso di testare, in modo pi&amp;ugrave; rapido ed economico, le tute spaziali di prossima generazione. Gli astronauti del programma Artemis si avventureranno in regioni con temperature estreme rispetto ai siti di atterraggio dell&amp;rsquo;era Apollo. Alla ricerca di risorse d&amp;rsquo;acqua, fondamentali per rimanere in modo stabile sulla Luna, dovranno trascorrere fino a due ore consecutive all'interno di crateri, nelle cosiddette regioni permanentemente in ombra e tra i luoghi pi&amp;ugrave; freddi del Sistema Solare. Testare guanti e stivali diventa fondamentale poich&amp;eacute; sono gli elementi che resteranno pi&amp;ugrave; a contatto con superfici e strumenti freddi. Al Jet Propulsion Laboratory della Nasa, una camera unica nel suo genere raggiunge temperature fino a -223 gradi centigradi. Si chiama Citadel (Cryogenic Ice Testing, Acquisition Development and Excavation Laboratory) una struttura costruita per supportare missioni di esplorazione robotica verso mondi oceanici ghiacciati e quindi potenzialmente adatti alla vita. Mentre in passato gli astronauti hanno partecipato ai test termici, gli scienziati di Citadel hanno utilizzato una mano e un piede di manichino costruiti su misura. Un sistema di circuiti ha simulato il flusso di sangue caldo, mentre decine di sensori di temperatura e flusso termico hanno fornito i dati dall'interno di guanti e stivali. Secondo i ricercatori della Nasa, grazie a questi test, siamo un passo pi&amp;ugrave; vicini al ritorno degli astronauti sulla Luna.

Crediti video: Nasa, Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>35 anni di scienza e bellezza</video:title>
            <video:description>Ha aperto una finestra sull'Universo, mostrandoci la sua bellezza e sondando i suoi misteri. Hubble, il telescopio spaziale pi&amp;ugrave; noto al mondo, festeggia 35 anni di attivit&amp;agrave; in orbita. Grazie alle meravigliose e affascinanti immagini prodotte nei decenni, Hubble non ha soltanto fornito un contributo importantissimo alla ricerca scientifica e all'esplorazione spaziale, ma ha cambiato la percezione del Cosmo di tutti noi, agendo come una potente fonte d'ispirazione.
Nato dalla collaborazione tra Nasa e Agenzia Spaziale Europea, e lanciato il 24 aprile del 1990 a bordo dello Shuttle Discovery, Hubble opera in orbita bassa, a un'altitudine poco oltre i 500 km. In questi decenni ha prodotto moltissimo: quasi un milione e settecentomila osservazioni, puntando 55.000 oggetti astronomici. Le sue scoperte hanno avviato 22.000 studi scientifici, con oltre 400 terabyte di dati. Tra le immagini pi&amp;ugrave; importanti spicca il celebre 'Ultra Deep Field', la pi&amp;ugrave; profonda scansione dell'Universo mai raccolta nello spettro della luce visibile. Diecimila galassie in una sola foto, incluse alcune antichissime, apparse oltre 13 miliardi di anni fa. Per ottenerla, furono necessarie ottocento esposizioni in un arco di tempo di 11 giorni, 400 orbite.

La foto pi&amp;ugrave; nota e premiata per&amp;ograve; &amp;egrave; 'I Pilastri della Creazione', del 1995, immense colonne di gas interstellare e polveri situate all'interno della Nebulosa Aquila.
Il telescopio spaziale ha fornito anche contributi scientifici di rilievo, come l'evidenza della presenza di un buco nero supermassiccio al centro della galassia M87, le prime analisi dell'atmosfera degli esopianeti, i diversi contributi allo studio dell'Energia Oscura e la misurazione della velocit&amp;agrave; di espansione dell'Universo.

Al di l&amp;agrave; dell'enorme valore scientifico comunque, le immagini di Hubble ci hanno svelato la bellezza del Cosmo, l'infinita variet&amp;agrave; di forme e colori che possono assumere i gas delle nebulose o le galassie.
Per celebrare i 35 anni di attivit&amp;agrave;, la Nasa ha rilasciato quattro nuove immagini: Marte, ripreso a fine dicembre scorso; le nuvole di gas dentro la nebulosa Rosetta; la nebulosa planetaria Ngc 2899, a 4.500 anni luce di distanza e la galassia a spirale Ngc 5335, con il suo braccio centrale in cui si formano le stelle

Il telescopio rester&amp;agrave; operativo ancora per molti anni, probabilmente fino al 2035, ma si sta gi&amp;agrave; lavorando al suo successore, chamato Habitable Worlds Observatory, che avr&amp;agrave; una definizione senza precedenti e una sensibilit&amp;agrave; cento volte superiore a Hubble.


CREDITS: Nasa, Esa, Hubble
MUSIC: Emotional Piano - Alex Grohl</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-24</video:publication_date>
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            <video:title>Urano occulta una stella nel cielo d’aprile</video:title>
            <video:description>Urano &amp;egrave; passato davanti a una stella distante circa 400 anni luce dalla Terra. Il raro evento di occultazione stellare, avvenuto lo scorso 7 aprile, &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;occasione per approfondire la conoscenza dell&amp;rsquo;atmosfera del settimo pianeta del Sistema Solare, dei suoi 13 anelli conosciuti e dell&amp;rsquo;orbita precisa del pianeta attorno al Sole. Nell&amp;rsquo;ambito della missione&amp;nbsp;Uranus Stellar Occultation Campaign 2025, un gruppo internazionale composto da pi&amp;ugrave; di 30 astronomi, al lavoro con 18 osservatori, ha seguito questo allineamento. I dati raccolti permettono, in particolare, di determinare la composizione della stratosfera di Urano, di capire come il pianeta sia cambiato negli ultimi 30 anni e come funzioni oggi la sua atmosfera.

Quando Urano ha iniziato a occultare la stella, la sua atmosfera ha rifratto la luce stellare, facendo apparire la stella sempre pi&amp;ugrave; fioca fino a farla scomparire alla vista. L&amp;rsquo;effetto inverso &amp;egrave; avvenuto alla fine dell&amp;rsquo;occultazione, quando la luce della stella, non pi&amp;ugrave; ostacolata dal pianeta, &amp;egrave; tornata a brillare. Misurando quest&amp;rsquo;attenuazione luminosa, o curva di luce, &amp;egrave; possibile definire le propriet&amp;agrave; atmosferiche di Urano, come temperatura, densit&amp;agrave; e pressione a varie altitudini.

L&amp;rsquo;evento - durato circa un&amp;rsquo;ora e visibile solo dal Nord America occidentale - si inserisce in un percorso di osservazioni che ha avuto inizio nel 1986 con Voyager 2: la prima e finora l&amp;rsquo;unica sonda della Nasa a sorvolare Urano, dieci anni prima dell&amp;rsquo;ultima brillante occultazione stellare del 1996.

La prossima brillante occultazione avverr&amp;agrave; nel 2031 e coinvolger&amp;agrave; una stella ancora pi&amp;ugrave; luminosa di quella osservata ad aprile: un&amp;rsquo;ulteriore opportunit&amp;agrave; d&amp;rsquo;analisi dell&amp;rsquo;atmosfera del gigante ghiacciato&amp;nbsp;in vista di future esplorazioni.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-23</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble 'rivede' un pilastro cosmico nella Nebulosa Aquila</video:title>
            <video:description>In occasione 35&amp;deg; anniversario del telescopio Hubble, l'Agenzia Spaziale Europea ha condiviso una nuova serie di immagini, che riproducono foto gi&amp;agrave; pubblicate in precedenza, con l'aggiunta di dati pi&amp;ugrave; recenti e con nuove tecniche di elaborazione.

&amp;nbsp;Questa&amp;nbsp;nuova immagine della Nebulosa Aquila, diffusa per la prima volta nel 2005, mostra&amp;nbsp;&amp;nbsp;in particolare, un pilastro di gas freddo e polvere, alto 9,5 anni luce.

Per quanto enorme, il pilastro &amp;egrave; solo una piccola parte della Nebulosa, chiamata anche Messier 16, dal nome dall'astronomo francese Charles Messier, cacciatore di comete e autore&amp;nbsp;nel 1781&amp;nbsp;di un&amp;nbsp;del primo&amp;nbsp;catalogo&amp;nbsp;astronomico&amp;nbsp;con oggetti del cielo profondo diversi da stelle.

Il nome Nebulosa Aquila &amp;egrave; stato ispirato dalla sua forma, che le conferisce l&amp;rsquo;aspetto di un rapace che spiega le ali.

Nel cuore di questa nube di gas e polvere troviamo un ammasso di giovani stelle, che hanno scavato una enorme cavit&amp;agrave; al centro, dando vita a pilastri e globuli di gas polveroso di dimensioni incredibili.

La Nebulosa Aquila,&amp;nbsp;visibile nella Costellazione del Serpente,&amp;nbsp;&amp;egrave; uno&amp;nbsp;dei&amp;nbsp;tanti&amp;nbsp;&amp;nbsp;oggetti&amp;nbsp;della Via Lattea, noti&amp;nbsp;per le loro nubi polverose, che assumono queste forme fantastiche quando sono esposti&amp;nbsp;alle potenti radiazioni e ai venti delle stelle nascenti.

Il telescopio Hubble&amp;nbsp;dal 1990&amp;nbsp;ci regala immagini sensazionali e continua a fornire agli scienziati dati rivoluzionari, che plasmano la nostra comprensione dell'universo.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-22</video:publication_date>
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            <video:title>Un pianeta, due nane brune e un'orbita polare</video:title>
            <video:description>Nell&amp;rsquo;universo non tutto segue le regole. A volte, anche i pianeti decidono di prendere strade alternative, proprio come 2M1510 (AB) b.

Questo esopianeta ruota attorno a una coppia di giovani nane brune, oggetti celesti a met&amp;agrave; fra stelle e giganti gassosi, ma lo fa con un&amp;rsquo;inclinazione di 90 gradi.

Le due nane brune formano una binaria a eclisse, cio&amp;egrave; si eclissano periodicamente a vicenda viste dalla Terra, facilitando l&amp;rsquo;osservazione delle loro orbite. &amp;Egrave; un sistema molto raro: finora, con queste caratteristiche, se ne conosceva solo un&amp;rsquo;altra coppia, senza per&amp;ograve; un pianeta a danzarvi attorno.

La maggior parte dei pianeti scoperti in orbita attorno a stelle doppie, come il celebre Tatooine di Star Wars, segue orbite che si trovano sullo stesso piano di quelle stellari. In altre parole, tutto gira &amp;lsquo;piatto&amp;rsquo; come un disco. Ma quella di 2M1510 (AB) b &amp;egrave; un&amp;rsquo;orbita polare, o perpendicolare, ovvero inclinata di circa 90 gradi rispetto al piano orbitale delle due stelle. &amp;Egrave; come se il pianeta non ruotasse lungo il bordo di un piatto, ma lungo il bordo verticale di un bicchiere.

Osservando variazioni insolite nel movimento delle due stelle, gli astronomi hanno dedotto la presenza di un terzo oggetto. L&amp;rsquo;unico scenario coerente con tutti i dati era proprio quello ipotizzato: un pianeta in orbita attorno a una binaria di nane brune, su un&amp;rsquo;orbita polare.

La scoperta, seppur casuale, &amp;egrave; stata compiuta con il Very Large Telescope dell&amp;rsquo;Eso e fornisce la prima prova concreta dell&amp;rsquo;esistenza di un esopianeta su un&amp;rsquo;orbita di questo tipo.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-17</video:publication_date>
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            <video:title>Webb svela nuovi dettagli di una nebulosa planetaria</video:title>
            <video:description>Il telescopio James Webb ha osservato con lo strumento&amp;nbsp;Miri&amp;nbsp;la nebulosa planetaria Ngc1514, delineandone un ritratto completo. Sebbene gli anelli intorno alla nebulosa siano stati scoperti nel 2010, oggi il telescopio Nasa/Esa/Csa permette agli scienziati di esaminare in modo completo la natura turbolenta dell&amp;rsquo;oggetto celeste. Lo strumento&amp;nbsp;Miri,&amp;nbsp;grazie alle sue osservazioni nel medio infrarosso, ha ripreso le sfumature della nebulosa, in particolare i suoi anelli polverosi &amp;ldquo;sfocati&amp;rdquo; e i &amp;ldquo;buchi&amp;rdquo; nella regione centrale di colore rosea.

&amp;nbsp;

Le due stelle centrali, avvolte da un arco di polvere arancione, che appaiono come una sola nella foto, hanno forgiato questo scenario nel corso di migliaia di anni - e continueranno a farlo ancora. Il gas e la polvere espulsi dalla stella morente nel cuore di Ngc 1514 sono stati messi completamente a fuoco grazie ai dati che Webb ha raccolto nel medio infrarosso.

Una di queste stelle, che un tempo era molto pi&amp;ugrave; massiccia del nostro Sole, ha avuto il ruolo da protagonista del produrre ci&amp;ograve; che vediamo. Essendo una stella nana bianca, i suoi venti hanno avuto movimenti contrastanti, prima accelerati, poi indeboliti, il che potrebbe aver spazzato via il materiale in sottili gusci. La forma di Ngc 1514 &amp;egrave;particolare, moltopi&amp;ugrave; simile a una clessidra che a una sfera.

&amp;nbsp;

Si possono infatti scorgere gli accenni del centro schiacciato. Quando la stella era al culmine della perdita di materiale, la sua compagna potrebbe essersi avvicinata molto, dando origine a queste forme insolite. Invece di produrre una sfera, questa interazione potrebbe aver formato degli anelli, conferendo una forma unica alla nebulosa.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-16</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin, un salto nello spazio di sole donne</video:title>
            <video:description>Pieno successo per la missione tutta al femminile di Blue Origin, il volo suborbitale NS-31 di New Shepard che ha portato nello spazio sei donne provenienti dal mondo dello spettacolo e della scienza, tra cui la popstar Katy Perry e la giornalista Lauren S&amp;aacute;nchez, compagna di Jeff Bezos. Si tratta del primo volo di un equipaggio tutto femminile da quando, nel 1963, l&amp;rsquo;Unione Sovietica invi&amp;ograve; la cosmonauta Valentina Tereshkova che divenne la prima donna nello spazio. La trentunesima missione del New Shepard, &amp;egrave; stata lanciata lo scorso 14 aprile. &amp;Egrave; la nona con equipaggio di Blue Origin, la compagnia di Jeff Bezos specializzata in voli suborbitali e turismo spaziale.

Poco dopo il decollo dal sito di lancio di Blue Origin in Texas, il razzo e la capsula del sistema di lancio riutilizzabile New Shepard si sono separati. Il razzo ha effettuato un perfetto atterraggio verticale dopo circa sette minuti. La capsula ha raggiunto un'altitudine massima di 106 chilometri, in cui l&amp;rsquo;equipaggio ha potuto sperimentare alcuni minuti di assenza di gravit&amp;agrave;, ed &amp;egrave; atterrata dopo 10 minuti a qualche chilometro dal sito di lancio.

I sei membri dell&amp;rsquo;equipaggio, appena usciti dalla navicella, hanno condiviso all&amp;rsquo;unisono commozione e gratitudine: &amp;ldquo;osservare il nostro pianeta dallo spazio &amp;egrave; un&amp;rsquo;esperienza di pace e invita a essere migliori e a dare il meglio&amp;rdquo;.

La missione NS-31 trasportava anche un piccolo carico utile: dei sensori per raccogliere dati da utilizzare in progetti educativi.

Crediti video: Blue Origin</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>Fram2, la prima missione con equipaggio a sorvolare la Terra su un'orbita polare</video:title>
            <video:description>La missione Fram 2 ha siglato il primo volo spaziale umano in orbita polare, sorvolando i poli Nord e Sud della Terra. La missione privata &amp;egrave; stata gestita da SpaceX che ha lanciato i 4 astronauti civili con un Falcon 9 il 1&amp;deg; aprile. A bordo della Crew Dragon il team ha fotografato i poli dall&amp;rsquo;orbita bassa e ha condotto con successo 22 esperimenti. Tra questi la prima lastra spaziale: una radiografia a una mano con un anello per omaggiare la prima immagine a raggi X della storia. L&amp;rsquo;equipaggio ha inoltre eseguito esercizi per il mantenimento della massa muscolare e scheletrica e&amp;nbsp;ha coltivato funghi in microgravit&amp;agrave;. Il 4 aprile l&amp;rsquo;equipaggio &amp;egrave; ammarato nell&amp;rsquo;oceano Pacifico per l&amp;rsquo;ultimo test: il riadattamento autonomo alla gravit&amp;agrave; senza un&amp;rsquo;assistenza medica e operativa.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-18</video:publication_date>
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            <video:title>La sonda Imap studierà l'Eliosfera</video:title>
            <video:description>Presso il Marshall Space Flight Center della Nasa a Huntsville, in Alabama, sono iniziati i test e le verifiche sulla sonda Interstellar Mapping and Acceleration Probe (Imap) per assicurarsi che tutto sia pronto e funzionante prima di procedere al lancio.
Una volta partita, la sonda si sposter&amp;agrave; in orbita solare nel punto di Lagrange L1, a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, per poi iniziare l'attivit&amp;agrave; di ricerca per la quale &amp;egrave; stata concepita: lo studio dell'eliofisica e della meteorologia spaziale.

Da questa zona di osservazione privilegiata, posta tra la Terra e il Sole, Imap potr&amp;agrave; misurare il vento solare locale e osservare i confini dell'eliosfera senza subire i disturbi provocati dai campi magnetici dei pianeti.
Grazie ai dieci strumenti scientifici di cui &amp;egrave; dotata, con questa sonda sar&amp;agrave; possibile studiare anche la composizione delle particelle interstellari che riescono a entrare nell'area d'influenza del Sole, nonch&amp;eacute; il loro comportamento e trasformazione una volta all'interno del Sistema Solare.
Non &amp;egrave; tutto: accanto all'attivit&amp;agrave; di ricerca, Imap invier&amp;agrave; continuamente, e in tempo reale, dati di meteorologia spaziale, raccogliendo informazioni che poi elabora applicando dei nuovi modelli predittivi.

I test e le prove al momento in corso hanno soprattutto il fine di verificare l'integrit&amp;agrave; della sonda in condizioni di stress, come ad esempio i drastici cambi di temperatura. Lo scopo &amp;egrave; simulare le condizioni durante il lancio e il viaggio verso il Sole, utilizzando una grande struttura in grado di ricreare il vuoto spaziale, in un ambiente quasi privo di particelle presenti per minimizzare il pi&amp;ugrave; possibile i rischi di contaminazione.
La Missione Imap verr&amp;agrave; lanciata con un razzo Falcon 9 di SpaceX dal Kennedy Space Center in Florida, non prima del prossimo settembre.

CREDITS: Nasa, Esa
MUSIC: &amp;nbsp;Relaxing Ambient Musica - IdoBerg</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Conclusa la 40ª edizione dello Space Symposium: Lo spazio protagonista globale, forte la presenza italiana</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; conclusa la 40&amp;ordf; edizione dello Space Symposium, organizzata a Colorado Springs dalla Space Foundation. Un traguardo importante per una manifestazione che, anno dopo anno, fotografa i progressi e le novit&amp;agrave; del panorama spaziale globale. L&amp;rsquo;edizione 2025 ha centrato pienamente questo obiettivo, radunando nella cittadina americana oltre 10.000 visitatori provenienti da circa 60 Paesi e registrando la piena occupazione degli spazi espositivi.&amp;nbsp;

A differenza delle edizioni precedenti, l&amp;rsquo;evento si &amp;egrave; svolto in un clima di attesa, influenzato dai cambiamenti in corso nell&amp;rsquo;amministrazione della Nasa e dall&amp;rsquo;evoluzione dei principali conflitti internazionali. Nonostante ci&amp;ograve;, lo spazio continua a imporsi come protagonista assoluto. A testimoniarlo &amp;egrave; stata la presenza al simposio di tutti i principali attori mondiali dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale: dai produttori di lanciatori a quelli di habitat, lander e rover.&amp;nbsp;

Molto variegata anche la presenza di tecnologie satellitari dedicate all&amp;rsquo;osservazione della Terra, alla navigazione e alla comunicazione, settori in forte espansione grazie alla miniaturizzazione dei sistemi, all&amp;rsquo;integrazione del processamento in tempo reale dei dati e all&amp;rsquo;adozione di soluzioni basate su intelligenza artificiale e quantum computing. A trainare queste innovazioni sono i programmi di esplorazione della Luna, di Marte e dell&amp;rsquo;orbita bassa terrestre, le crescenti esigenze di difesa planetaria, la gestione sostenibile delle orbite e, non da ultimo, le istanze del comparto difesa.&amp;nbsp;

Come da tradizione, il sistema spaziale italiano &amp;egrave; stato presente al simposio in tutte le sue articolazioni: grandi gruppi, piccole e medie imprese, startup e attori istituzionali, riuniti nello stand realizzato dall&amp;rsquo;Agenzia Ice, in collaborazione con l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana (Asi ) e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.&amp;nbsp;

Per l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, lo Space Symposium ha rappresentato un&amp;rsquo;importante occasione di confronto ai massimi livelli con le agenzie spaziali di tutto il mondo, finalizzato all&amp;rsquo;avvio e al consolidamento di relazioni di cooperazione internazionale. In questo contesto, il presidente Teodoro Valente ha firmato un Memorandum of Understanding con il suo omologo della Korea AeroSpace Administration, con l&amp;rsquo;obiettivo di rafforzare la collaborazione gi&amp;agrave; attiva tra Italia e Corea del Sud in ambito spaziale.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Proficui anche i numerosi incontri bilaterali, tra cui quelli con i vertici delle principali agenzie spaziali: la Nasa, la Canadian Space Agency (Csa), la Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa), la Saudi Space Agency (Ssa), l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea (Esa) e la UK Space Agency (Uksa).&amp;nbsp;

Con gli attori istituzionali e industriali, l&amp;rsquo;Agenzia ha portato avanti le interlocuzioni su programmi strategici, tra i quali le iniziative nel quadro degli Artemis Accords, il Piano Mattei per lo Spazio, i programmi di osservazione della Terra, quelli scientifici e di supporto alla space economy e alla filiera nazionale.&amp;nbsp;

Tra gli eventi degni di nota durante il simposio, anche la firma di un contratto quinquennale tra l&amp;rsquo;Esa e Altec per lo svolgimento delle attivit&amp;agrave; di Tlo (Training, Logistics and Operations), a supporto delle operazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale e delle future missioni di esplorazione.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>La Soyuz Ms-27 approda alla Stazione Spaziale</video:title>
            <video:description>La Soyuz Ms-27 lanciata ieri dal cosmodromo di Baikonur, con tre astronauti ha bordo, si &amp;egrave; unita alla Stazione Spaziale Internazionale. Dopo aver raggiunto l'orbita in meno di nove minuti, la Soyuz ha volato per quasi tre ore e mezza, completando due orbite, prima di avvistare la 'casa cosmica' e procedere alle manovre di attracco. L'agganciamento al boccaporto Nadir del modulo nodale Pritchal, nella sezione russa della Stazione Spaziale, &amp;egrave; avvenuto senza alcun problema.
Gli astronauti gi&amp;agrave; presenti hanno accolto i nuovi occupanti: il cosmonauta Sergej Nikolaevič Ryžikov, al suo terzo volo spaziale e comandante della missione; l'ingegnere russo Alexey Zubritsky, al battesimo di volo; l'astronauta americano di origini coreane Jonathan Yong Kim, anch'egli alla sua prima esperienza nello Spazio.

Con l'arrivo dei tre nuovi membri, il numero attuale degli occupanti della Stazione Spaziale sale a dieci. Gli astronauti appena arrivati si aggiungono ai componenti della missione Crew-10, gi&amp;agrave; presenti da met&amp;agrave; marzo scorso: le astronaute Nasa Anne McClain e Nichole Ayers; Takuya Ōnishi dell'agenzia giapponese Jaxa e il cosmonauta Kirill Peskov Con loro, si completer&amp;agrave; l'equipaggio della missione di lunga durata denominata Expedition 73, che prende il posto della precedente Expedition 72, i cui membri lasceranno la Stazione il 20 aprile per far ritorno sulla Terra.
I nuovi arrivati resteranno per 245 giorni e svolgeranno le comuni mansioni di conduzione e mantenimento della Stazione Spaziale. Jonathan Kim, in pi&amp;ugrave;, si occuper&amp;agrave; di alcune ricerche scientifiche e tecnologiche utili sia per la vita sulla Terra che per gli equipaggi delle future missioni spaziali.

&amp;nbsp;

Crediti: Nasa
Musiche: The World of Science - Crab Audio</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Su Marte, il diavolo di polvere fa uno spuntino</video:title>
            <video:description>Il rover della Nasa Perseverance ha immortalato una serie di mini-tornado sul Pianeta Rosso, ripresi in una danza turbinosa sul bordo occidentale del cratere Jezero.

Tra le forze in gioco nell&amp;rsquo;atmosfera di Marte, questi vortici di aria e polvere sono piuttosto comuni e si manifestano in forme spettacolari. Li chiamano diavoli di polvere (dust devil): nascono quando l&amp;rsquo;aria vicino al suolo, riscaldata dal terreno, sale rapidamente attraverso quella pi&amp;ugrave; fredda sopra di essa. Questo movimento crea un vortice: l&amp;rsquo;aria circostante viene risucchiata verso il centro e inizia a ruotare sempre pi&amp;ugrave; velocemente, sollevando la polvere dal suolo visibile in forma di spirale.

Nelle immagini acquisite il 25 gennaio da una delle telecamere del rover, un vortice largo circa 65 metri ne divora uno pi&amp;ugrave; piccolo, della larghezza approssimativa di 5 metri. Sullo sfondo, sono visibili altri due mulinelli d&amp;rsquo;aria. Hanno vita breve: durano solo 10 minuti e con molta probabilit&amp;agrave; il vortice pi&amp;ugrave; grande ha fatto la stessa fine di quello inghiottito qualche minuto prima.

Dal suo atterraggio nel 2021, Perseverance ne ha osservati diversi. Questi fenomeni forniscono informazioni sulle condizioni atmosferiche, come la direzione e la velocit&amp;agrave; dei venti, e contribuiscono in modo significativo alla presenza di polvere nell&amp;rsquo;atmosfera marziana.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>A Matera il futuro della geodesia spaziale</video:title>
            <video:description>Matera si conferma polo d&amp;rsquo;avanguardia per la ricerca spaziale con l&amp;rsquo;inaugurazione del nuovo sistema VLBI o interferometria a lunghissima base, una tecnica di osservazione avanzata utilizzata principalmente per rilevare la misura precisa della forma, dei movimenti e della rotazione della Terra, per la mappatura di oggetti celesti con altissima precisione, la navigazione delle sonde e la sincronizzazione di orologi atomici e supporto ai sistemi Gnss.

&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;inaugurazione ha rappresentato il momento clou della settimana dedicata all&amp;rsquo;European Vlbi Group for Geodesy and Astrometry.&amp;nbsp;Il convegno - organizzato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana con il supporto di Telespazio ed e-Geos&amp;nbsp;- ha riunito esperti da tutta Europa per discutere le ultime novit&amp;agrave; nel campo della geodesia spaziale.

&amp;nbsp;

La scelta di Matera non &amp;egrave; casuale: il centro spaziale dell&amp;rsquo;ASI &amp;egrave; da anni un polo d&amp;rsquo;eccellenza nel settore, con competenze che spaziano dal telerilevamento alle telecomunicazioni quantistiche 'free space', dal monitoraggio dei detriti spaziali alla metrologia del tempo e delle frequenze. Con il nuovo sistema Vlbi, Matera consolida il suo ruolo strategico nella rete scientifica internazionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>Fram2 è rientrata a Terra</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; conclusa la missione privata Fram 2. Il 4 aprile, dopo un viaggio di tre giorni e mezzo, la navicella Crew Dragon Resilience &amp;egrave; ammarata con successo al largo della costa californiana. Si &amp;egrave; trattato di una missione completamente privata, gestita da SpaceX ed &amp;egrave; stata la prima volta che un equipaggio ha sorvolato i poli terrestri. Le quattro persone a bordo di Resilience sono uscite dalla capsula circa 45 minuti dopo l&amp;rsquo;ammaraggio, una volta a bordo di una nave di recupero. &amp;Egrave; anche la prima volta che una Crew Dragon rientra nell&amp;rsquo;Oceano Pacifico. Negli ultimi sei anni, infatti, SpaceX aveva pianificato i rientri nei pressi della Florida poich&amp;eacute; pi&amp;ugrave; vicini al Kennedy Space Center dove viene condotto l&amp;rsquo;equipaggio al rientro.

La decisione di tornare ad ammarare sulla costa occidentale &amp;egrave; stata motivata dal fatto che i detriti del 'tronco' della Dragon, cio&amp;egrave; la struttura di servizio al di sotto della capsula, sono stati trovati sulla terraferma in pi&amp;ugrave; occasioni, nonostante l&amp;rsquo;azienda abbia rimodellato questa sezione per esser completamente bruciata in atmosfera.

I 22 esperimenti della missione sono stati tutti portati a termine con successo. Parte della ricerca prevedeva che l&amp;rsquo;equipaggio fosse in grado di lasciare la navicella anche senza l&amp;rsquo;aiuto di un team di recupero in vista dei futuri atterraggi sulla Luna e su Marte.

Crediti video: SoaceX</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-07</video:publication_date>
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            <video:title>Esa ha spento Gaia, madre della mappa più accurata della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Il 27 marzo 2025 Esa ha spento la missione GAIA trasferendola in un&amp;rsquo;orbita stabile intorno al Sole e sicura per la Terra per un secolo.

Lanciata nel 2013, la missione &amp;egrave; durata il doppio dei 5 anni previsti e ha mappato il cielo per studiare la Via Lattea e il cosmo circostante.

I due telescopi di Gaia hanno tracciato le posizioni, i movimenti, le propriet&amp;agrave; e il variare di luminosit&amp;agrave; di due miliardi di stelle e oggetti celesti della galassia.

Gaia ha fornito la pi&amp;ugrave; grande e accurata mappa tridimensionale della Via Lattea rivelandone la struttura e l'evoluzione con dettagli mai svelati in precedenza.

Inoltre ha anche permesso di creare la migliore visualizzazione di come la nostra galassia potrebbe apparire a un ipotetico osservatore esterno.

Essenziale il contribuito di Asi e Inaf che hanno co-finanziato il Gaia Dpac: consorzio con 450 ricercatori europei responsabili dell&amp;rsquo;elaborazione dei dati.

I cataloghi finali dell'eredit&amp;agrave; di Gaia previsti non prima della fine del 2030 continueranno a migliorare la nostra comprensione del cosmo per decenni.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>Una panoramica dell'ambiente spaziale in un nuovo report dell'Esa</video:title>
            <video:description>Il nostro pianeta &amp;egrave; circondato da satelliti, ognuno dei quali ha un compito specifico: osservazione dei cambiamenti climatici, ricerca scientifica e fornitura di servizi di comunicazione e navigazione da cui ormai dipende la maggior parte della popolazione terrestre.
L&amp;rsquo;Esa, nel suo ottavo Report sull&amp;rsquo;ambiente spaziale, apre con 10 punti chiave della situazione attuale e presenta statistiche che evidenziano un incremento di satelliti e detriti al punto che alcune regioni orbitali potrebbero esaurire lo spazio a disposizione.
Una situazione che, in un futuro non troppo lontano, mette a rischio l&amp;rsquo;invio di astronauti nello spazio, come anche la vita dei satelliti che consentono la nostra vita moderna.
Esa ha pubblicato anche un documentario in cui si pone la domanda se non ci sia gi&amp;agrave; una crisi in atto a causa dai detriti spaziali. Circa il 70 percento dei 20mila satelliti lanciati finora &amp;egrave; ancora in orbita accanto a centinaia di milioni di frammenti lasciati da collisioni, esplosioni e distruzioni intenzionali. Le manovre per evitare collisioni sono pari al doppio di quelle necessarie dieci anni fa. Ed entro il 2030 sono previsti 100mila satelliti attivi contro poco pi&amp;ugrave; di 10mila presenti nel 2024.
Nel 2023 l&amp;rsquo;Agenzia europea ha creato una Carta Zero Detriti, firmata da 19 Paesi con delle attivit&amp;agrave; da mettere in atto entro il 2030 per limitare la produzione di detriti.
Si mira a satelliti il cui deorbitamento preveda la disintegrazione in atmosfera, mentre gi&amp;agrave; sono in fase di sviluppo missioni per la rimozione dei detriti. L&amp;rsquo;obiettivo, tuttavia, &amp;egrave; passare dall&amp;rsquo;attuale economia lineare in cui si produce un prodotto che poi diventa rifiuto a un&amp;rsquo;economia circolare per cui, ad esempio, si punta a fare manutenzione e rifornimento in orbita.
L&amp;rsquo;eccessiva presenza di satelliti nello spazio mette a rischio anche l&amp;rsquo;astronomia &amp;ndash; lo spazio, infatti, ha un valore che va oltre i servizi satellitari - tutte le generazioni future meritano di poter ammirare il cielo notturno cos&amp;igrave; come hanno fatto i nostri antenati per cui lo spazio era parte integrante della loro cultura.

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-03</video:publication_date>
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            <video:title>I poli terrestri ripresi da Fram2</video:title>
            <video:description>L'equipaggio della missione Fram2 ha inviato le prime spettacolari immagini delle zone polari riprese dall'orbita bassa. Attraverso il portellone posto in cima alla navetta Crew Dragon Resilience di SpaceX, gli astronauti hanno potuto ammirare le immense distese di ghiaccio&amp;nbsp; che coprono le regioni pi&amp;ugrave; remote e ostili del nostro pianeta.
E' la prima volta che gli esseri umani sorvolano la Terra percorrendo un'orbita polare,&amp;nbsp; una rotta utilizzata fino a oggi soltanto dai satelliti meteorologici e osservativi.

Partita solo pochi giorni fa a bordo di un razzo Falcon 9, che ha impiegato una decina di minuti per raggiungere l'orbita bassa e rilasciare la navetta, Fram2 &amp;egrave; una missione privata di breve durata, interamente finanziata dall'imprenditore e magnate cinese delle criptovalute Chun Wang e gestita interamente da SpaceX.
Wang &amp;egrave; a bordo in veste di comandante della missione insieme ad altri tre astronauti: Jannike Jane Mikkelsen, filmaker norvegese e comandante del veicolo; Rabea Rogge, ingegnere e scienziata tedesca qui con il ruolo di pilota; Eric Philips, un esperto delle calotte polari che oltre ad essere specialista di missione &amp;egrave; anche responsabile medico.

Il nome Fram2 &amp;egrave; stato scelto per celebrare la storica nave norvegese Fram, che agli inizi del ventesimo secolo venne ampiamente usata per esplorare l'Artico e l'Antartide. Durante il volo sono previsti ventidue esperimenti scientifici, tra questi anche il tentativo di far crescere in microgravit&amp;agrave; dei funghi Pleurotus Ostreatus , una tra le specie pi&amp;ugrave; coltivate al mondo, nota in italia come 'Orecchioni', e le prime scansioni a raggi x fatte in orbita.
La missione Fram2 rester&amp;agrave; in orbita bassa ancora per qualche giorno, poi verr&amp;agrave; impostata una rotta per l'ammaraggio nelle acque dell'Oceano Pacifico, in accordo con le nuove direttive di SpaceX che non utilizzer&amp;agrave; pi&amp;ugrave; la zona&amp;nbsp; di Atlantico al largo della Florida per minimizzare i rischi di caduta dei detriti sui centri abitati.


Immagine: Un ricostruzione artistica della navetta Dragon di SpaceX in orbita sopra la Terra
Crediti musiche: HaumeaX27sOrbit - Primal House Music</video:description>
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            <video:publication_date>2025-04-02</video:publication_date>
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            <video:title>Sitael inaugura la sua Space Factory</video:title>
            <video:description>Ieri 31 marzo a Mola di Bari, Sitael ha inagurato il suo stabilimento nell&amp;rsquo;ambito del progetto Space Factory 4.0: una rete di fabbriche per la produzione di satelliti di nuova generazione.

All&amp;rsquo;inaugurazione erano presenti il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Teodoro Valente, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, insieme Chiara Pertosa e Marco Molina, rispettivamente CEO e Managing Director di Sitael, e al Presidente della Angel Holding Vito Pertosa.

La struttura, un hub ultramoderno e sostenibile, include una camera pulita di oltre 1.000 mq e un centro di qualifica spaziale, che consentono l&amp;rsquo;integrazione e il test dei satelliti in un ambiente simulato, riducendo i tempi e garantendo standard di qualit&amp;agrave; elevati.

Il primo satellite a lasciare lo stabilimento sar&amp;agrave; PLATiNO-1, sviluppato per Asi da Sitael in collaborazione con Leonardo, Thales Alenia Space Italia e Airbus Italia. Si tratta della prima piattaforma satellitare dell&amp;rsquo;Asi a propulsione elettrica, progettata per vari tipi di missioni, tra cui quelle di osservazione della Terra e telecomunicazioni.

Nelle camere pulite della Space Factory sono in costruzione altri sette satelliti, tra cui PLATiNO-2 MAIA, una missione congiunta Asi-Nasa dedicata al monitoraggio della qualit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;aria; PLATiNO Iperspettrale: un gruppo di 5 satelliti, parte della costellazione IRIDE con a bordo un payload iperspettrale dell&amp;rsquo;Asi sviluppato da Leonardo e la missione dell&amp;rsquo;Esa EAGLE-1 per le comunicazioni quantistiche.

L&amp;rsquo;investimento complessivo &amp;ndash; da parte della Holding Angel, con un co-finanziamento dall&amp;rsquo;Asi con fondi PNRR, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Regione Puglia &amp;ndash; supera i 40 milioni di euro e punta a consolidare le capacit&amp;agrave; italiane nel settore spaziale, attraverso la collaborazione tra istituzioni, centri di ricerca ma anche imprese interamente private.</video:description>
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            <video:title>Spectrum effettua il decollo dallo spazioporto di Andoya</video:title>
            <video:description>Il razzo commerciale europeo Spectrum, progettato e gestito da Isar Aerospace,&amp;nbsp;&amp;egrave; decollato&amp;nbsp;dallo spazioporto di And&amp;oslash;ya, in Norvegia. Il volo, durato circa 30 secondi, ha segnato&amp;nbsp;comunque&amp;nbsp;un traguardo&amp;nbsp;importante, dimostrando che il razzo &amp;egrave; stato in grado di superare una delle fasi pi&amp;ugrave; complesse del trasporto spaziale: il liftoff.

Il test ha permesso di raccogliere i dati necessari in vista del prossimo volo. Spectrum &amp;egrave; un razzo a due stadi alto 28 metri e con un diametro di 2 metri, dotato di dieci motori, progettato per trasportare carichi utili fino a 1000 kg in orbita terrestre bassa. Isar Aerospace, con sede in Germania, ne cura la realizzazione all&amp;rsquo;interno di strutture produttive all&amp;rsquo;avanguardia, basandosi su un processo di produzione interamente interno.

L&amp;rsquo;azienda &amp;egrave; sostenuta dall&amp;rsquo;Esa Business Incubation Centre attraverso il programma Boost, volto a promuovere iniziative commerciali nel settore del trasporto spaziale. Il supporto dell&amp;rsquo;agenzia spaziale europea proseguir&amp;agrave; anche nelle prossime fasi, accompagnando Isar Aerospace nella preparazione del secondo volo di prova del razzo e nell&amp;rsquo;ampliamento degli impianti produttivi presso la nuova sede di Vaterstetten, in Germania.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-31</video:publication_date>
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            <video:title>LuGRE, il primo ricevitore satellitare sulla Luna apripista del Gps Lunare</video:title>
            <video:description>Prevedere quando una navicella atterrer&amp;agrave; vicino a una base lunare proprio come oggi sulla Terra sappiamo quando il nostro autobus arriver&amp;agrave; a destinazione. Tutto ci&amp;ograve; sar&amp;agrave; consentito in futuro dal GPS lunare, un sistema del tutto simile alle costellazioni satellitari del sistema terrestre Gnss, come lo statunitense GPS e l&amp;rsquo;europeo Galileo, i cui segnali ci permettono di calcolare sulla Terra la posizione e il movimento dei mezzi di trasporto dotati di un ricevitore satellitare. Il primo passo concreto verso la frontiera di un GPS lunare &amp;egrave; stato effettuato dalla missione LuGRE (Lunar&amp;nbsp;Gnss&amp;nbsp;Receiver&amp;nbsp;Experiment),&amp;nbsp;il primo ricevitore satellitare che ha calcolato la sua posizione in orbita lunare e sulla superficie della Luna acquisendo segnali Gnss dai satelliti terrestri.

LuGRE &amp;egrave; un progetto congiunto dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e di Nasa, sviluppato in Italia dall&amp;rsquo;azienda Qascom con il supporto scientifico del Politecnico di Torino. LuGRE &amp;egrave; stato lanciato il 15 gennaio 2025 a bordo del lander Blue Ghost di Firefly Aerospace, allunato poi il 2 marzo nel Mare delle Crisi.

Primo ricevitore satellitare progettato per operare oltre l&amp;rsquo;orbita bassa terrestre, il primo grande traguardo di LuGRE &amp;egrave; stato siglato durante il suo viaggio verso la Luna, tracciando il segnale di cinque satelliti (3 GPS e 2 Galileo) a una distanza di 331.000 km dalla Terra. LuGRE ha battuto cos&amp;igrave; il precedente record raggiunto dalla missione Magnetospheric MultiScale di Nasa che nel 2019 ​ aveva captato segnali GPS a 186mila km dalla Terra.

Per calcolare la sua posizione e il suo movimento mentre si dirigeva verso la Luna, Lugre ha dovuto acquisire i segnali in doppia frequenza dai satelliti terrestri GPS e Galileo visibili e tracciabili dal ricevitore in base alle previsioni effettuate dal team di missione. Un supporto fondamentale nelle fasi operative della missione LuGRE &amp;egrave; quindi giunto dal gruppo di ricerca NavSAS (Navigation Signal Analysis and Simulation) del Politecnico di Torino, tra i primi al mondo a ricevere e a utilizzare nel 2013 il segnale Galileo e con una competenza sull&amp;rsquo;elaborazione dei segnali GNSS riconosciuta a livello internazionale. Presso il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni &amp;egrave; stato cos&amp;igrave; attivato il Remote Science Processing Center, centro di processamento scientifico, integrato con il segmento di terra della missione della Nasa.

Dopo la prima acquisizione di segnali del sistema GNSS a&amp;nbsp;331.000 km&amp;nbsp;di distanza dalla Terra, LuGRE segna un nuovo record acquisendo i segnali GPS e Galileo pi&amp;ugrave; lontani che mai a circa&amp;nbsp;410mila chilometri dalla Terra. Primo esperimento a dimostrare l&amp;rsquo;uso combinato dei segnali GPS e Galileo nello spazio lunare, il viaggio di LuGRE verso la Luna termina il 2 marzo quando il lander Blue Ghost atterra con successo in un piccolo cratere nel Mare delle Crisi.

Concluse le verifiche su tutti i sistemi di bordo e sui carichi del lander, il ricevitore viene acceso 24 ore dopo l'allunaggio, acquisendo alle 7:48 ora italiana del 3 marzo il primo segnale GPS dalla superficie della Luna. LuGRE diventa cos&amp;igrave; il primo esperimento a calcolare con successo la prima posizione PVT, ossia Posizione, Velocit&amp;agrave; e Tempo, sulla superficie lunare, e con l&amp;rsquo;invio a Terra di questi dati il primo strumento attivo italiano a operare sulla Luna, superando le criticit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;ambiente lunare.

L&amp;rsquo;impresa e i risultati di LuGRE sono stati permessi dall&amp;rsquo;ottimo taxi spaziale che lo ha trasportato con successo fino al suolo lunare, il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace, protagonista di un allunaggio ottimale. Allo stesso tempo per&amp;ograve; la missione LuGRE apre nuove opportunit&amp;agrave; sul tracciamento tramite satelliti dei lander nelle future discese verso la luna.</video:description>
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            <video:title>Hera testa il sistema di guida autonoma</video:title>
            <video:description>Durante il sorvolo ravvicinato di Marte effettuato lo scorso 12 marzo la sonda Hera dell'Esa ha testato con successo il sistema autonomo di tracciamento delle caratteristiche superficiali, fondamentale per la futura navigazione attorno agli asteroidi Dimorphos e Didymos. Il sistema ha identificato crateri e altri elementi della superficie marziana senza bisogno di mappe preesistenti, dimostrando un buon livello di precisione.

&amp;nbsp;

Lanciata il 7 ottobre scorso, Hera studier&amp;agrave; il sistema binario di asteroidi Didymos e Dimorphos. La sonda arriver&amp;agrave; nel 2026 per analizzare il cratere provocato dall&amp;rsquo;impatto della missione Nasa Dart e i cambiamenti orbitali risultanti. A bordo viaggia anche il cubesat italiano Milani, finanziato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e realizzato da Tyvak International con il supporto di partner italiani, finlandesi e cechi. Grande quanto una scatola di scarpe, Milani analizzer&amp;agrave; la composizione minerale della superficie di Dimorphos, contribuendo a chiarire natura e origine dell&amp;rsquo;asteroide.

&amp;nbsp;

Questo esperimento ha rappresentato un banco di prova per una tecnologia innovativa che Hera user&amp;agrave; durante la sua missione che la porter&amp;agrave; a orbitare a distanze ravvicinate dagli asteroidi. Il sistema elabora immagini in tempo reale e calcola posizione e traiettoria riducendo il carico computazionale.

&amp;nbsp;

Il sistema di guida autonoma sar&amp;agrave; essenziale durante le fasi critiche della missione, in particolare nell&amp;rsquo;osservazione del cratere causato dall&amp;rsquo;impatto di Dart.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Trovate grandi molecole organiche su Marte</video:title>
            <video:description>La ricerca della presenza di vita nel lontano passato di Marte si arricchisce di indizi sempre pi&amp;ugrave; promettenti. Grazie alle analisi su un campione di roccia raccolto dal rover Curiosity, sono state scoperte molecole organiche di grandi dimensioni, formate da lunghe catene di atomi di carbonio. Questo tipo di composti, mai rinvenuti finora sul Pianeta Rosso, potrebbero essere frammenti di acidi grassi e cio&amp;egrave; tra i costituenti pi&amp;ugrave; comuni della vita sulla Terra.

Il campione analizzato &amp;egrave; stato raccolto dal rover Nasa nel 2013 perforando una roccia chiamata 'Cumberland', nella zona di Yellowknife Bay, un luogo ritenuto l'alveo di un antico lago. Il rover ha eseguito le analisi nel piccolo laboratorio di cui &amp;egrave; dotato, chiamato Sam, scaldando la polvere di roccia fino a farle liberare delle grandi molecole, composte da dieci o pi&amp;ugrave; atomi di carbonio. Negli anni successivi, i dati sono stati rivisitati e analizzati in varie ricerche, giungendo a ipotizzare che le molecole rinvenute da Curiosity sono probabilmente frammenti di altre ancora pi&amp;ugrave; grandi e complesse.
Una scoperta entusiasmante perch&amp;eacute; dimostra, per la prima volta, che Marte in passato ha sviluppato una chimica organica avanzata, complessa abbastanza per dare origine alla vita.

Pur non essendo una prova certa dell'esistenza di esseri viventi primordiali nel passato marziano - gli acidi grassi possono infatti formarsi anche a seguito di processi chimici abiotici - il ritrovamento di queste molecole aumenta le probabilit&amp;agrave; che sul pianeta si possano trovare anche le cosiddette 'biofirme', composti chimici prodotti esclusivamente da processi biologici: una prova schiacciante dell'antica presenza di vita. Fino a oggi molti studiosi avevano il timore che strutture chimiche di questo genere potessero essere state distrutte da centinaia di milioni di anni di radiazioni e ossidazioni, ma ora abbiamo la prova che non tutto &amp;egrave; andato perduto.

Per analisi pi&amp;ugrave; approfondite e dettagliate, e forse nuove rivelazioni, bisogner&amp;agrave; scendere ancora pi&amp;ugrave; nei dettagli. Per questo scopo, l'avvio di una o pi&amp;ugrave; missioni di tipo&amp;nbsp;sample return sar&amp;agrave; fondamentale per svolgere le ricerche sui campioni nei laboratori terrestCREDITS: Nasa, Jpl, Nasa Goddard, Bbc MUSIC: The World of Science - Crab Audiori, in grado di fornire dati altrimenti impossibili da ricavare con gli strumenti di analisi montati a bordo del rover Curiosity.

&amp;nbsp;

CREDITS: Nasa, Jpl, Nasa Goddard, Bbc
MUSIC: The World of Science - Crab Audio</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-26</video:publication_date>
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            <video:title>Immersione 3D nel Tornado cosmico</video:title>
            <video:description>Inizia da qui il nostro viaggio verso Herbig-Haro 49/50 (HH 49/50), un flusso di materia prodotto dal getto di una stella ancora in formazione. Situato a circa 630 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Camaleonte, appare cos&amp;igrave; nella luce del vicino e medio infrarosso.

L&amp;rsquo;immagine, ottenuta combinando le osservazioni degli strumenti NirCam e Miri&amp;nbsp;del telescopio spaziale James Webb, esplora la struttura tridimensionale di HH 49/50, mostrando in dettaglio la sua attivit&amp;agrave; turbolenta.

In bella vista su questo &amp;lsquo;tornado cosmico&amp;rsquo;, detto cos&amp;igrave; per il suo aspetto elicoidale, molecole di idrogeno incandescente, molecole di monossido di carbonio e granelli di polvere riscaldata, rappresentati in tonalit&amp;agrave; arancione-rossastro. Lungo il flusso, che si allontana da noi a velocit&amp;agrave; comprese tra 100 e 300 chilometri al secondo, si osservano molteplici onde d&amp;rsquo;urto ad arco, segno di ripetuti episodi di attivit&amp;agrave; del getto.

Un fortunato allineamento prospettico in questa direzione del cielo crea una suggestiva sovrapposizione tra l&amp;rsquo;oggetto di Herbig-Haro e una galassia a spirale molto pi&amp;ugrave; distante. Seguendo il flusso di materia allontanarsi dalla protostella, una volta superata la punta del tornado,&amp;nbsp;l&amp;rsquo;immagine svela la galassia. Il suo sporgente rigonfiamento centrale, rappresentato in blu, indica la presenza di stelle pi&amp;ugrave; antiche, mentre gli addensamenti rossastri nei bracci a spirale rivelano la presenza di polvere calda e di gruppi di stelle in formazione. Nel corso di migliaia di anni, il bordo di HH 49/50 si espander&amp;agrave;, finendo per sovrapporsi alla galassia lontana.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Aurore per lo space weather</video:title>
            <video:description>Tre razzi della Nasa sono pronti a partire dall&amp;rsquo;Alaska per studiare le aurore.
La missione si chiama Awesome (Auroral Waves Excited by Substorm Onset Magnetic Events ) e punta a migliorare le previsioni della meteorologia spaziale, un settore di ricerca divenuto sempre pi&amp;ugrave; importante anche per salvaguardare i dispositivi satellitari dai quali ormai dipende la vita di tutti i giorni.
Le aurore che osserviamo sono il risultato dell'interazione tra particelle cariche solari e i gas dell&amp;rsquo;atmosfera terrestre. I processi e i cambiamenti che il fenomeno provoca nell&amp;rsquo;atmosfera sono l&amp;rsquo;oggetto di questo esperimento.
I razzi verranno lanciati uno dopo l&amp;rsquo;altro a diverse altitudini nell&amp;rsquo;arco di tre ore e rilasceranno dei vapori colorati, ognuno dei quali dovr&amp;agrave; tracciare il movimento del vento e le oscillazioni delle onde magnetiche.
Ci&amp;ograve; che ci si aspetta &amp;egrave; che i cambiamenti atmosferici causati dalle aurore potrebbero verificarsi su un'area molto pi&amp;ugrave; ampia di quanto si creda attualmente.
La finestra di lancio dell'esperimento &amp;egrave; compresa tra il 24 marzo e il 6 aprile. I razzi partiranno a una distanza specifica dopo l&amp;rsquo;inizio di una tempesta magnetica. Il momento pi&amp;ugrave; idoneo &amp;egrave; l&amp;rsquo;alba, con la luce del sole che colpisce le quote pi&amp;ugrave; elevate, ma con l'oscurit&amp;agrave; in superficie in modo che le telecamere a terra possano fotografare la risposta dei traccianti al movimento dell'aria.

Crediti video: Nasa, Uaf</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Sono rientrati a Terra gli astronauti Starliner bloccati sulla Iss da 9 mesi</video:title>
            <video:description>Il 18 marzo sono rientrati a terra Suni Williams&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Butch Wilmore, gli astronauti di Starliner rimasti &amp;lsquo;bloccati&amp;rsquo; sulla Iss per nove mesi.

Arrivano sulla Iss il 6 giugno 2024 con il primo test con equipaggio della capsula Starliner di Boeing per un soggiorno previsto di 8 giorni.

Finalizzato a ottenere la certificazione della capsula per trasportare equipaggi, il volo riscontra per&amp;ograve; 5 perdite di elio: prima e dopo il lancio, e dopo l&amp;rsquo;attracco.

Dopo molti test Nasa fa rientrare a terra a settembre&amp;nbsp;la Starliner senza equipaggio&amp;nbsp;e invia sulla Iss la Crew Dragon 9 con due posti vuoti per Wilmore e Williams.&amp;nbsp;

Inseriti quindi nella Expedition 72 della Iss, i due compiono anche passeggiate spaziali e la Williams stabilisce con 62 ore e 6 minuti il&amp;nbsp;record femminile di attivit&amp;agrave; extraveicolare.

Tornano a casa dopo 286 giorni in orbita,&amp;nbsp;anzich&amp;eacute; 8, con la&amp;nbsp;missione Crew-9 di SpaceX, ammarata al largo delle coste della Florida alle 22.57 ora italiana del 18 marzo 2025.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-21</video:publication_date>
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            <video:title>L’effetto della materia oscura sarà nell’occhio del Vera Rubin</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; la pi&amp;ugrave; grande fotocamera digitale mai costruita ed &amp;egrave; appena stata installata sul telescopio Vera Rubin in Cile.
La Lsst (Large Synoptic Survey Telescope) era l&amp;rsquo;ultimo componente necessario per iniziare l&amp;rsquo;ultima fase di test di questo potente strumento considerato una meraviglia dell&amp;rsquo;ingegneria. Uno degli obiettivi principali, infatti, &amp;egrave; indagare i misteri dell'energia oscura e della materia oscura: con un nuovo occhio il Vera Rubin osserver&amp;agrave; elementi ancora non compresi del cosmo, come la distribuzione della materia.
Il telescopio, situato all&amp;rsquo;Osservatorio del Monte Pach&amp;ograve;n a oltre 2500 metri di altitudine, sar&amp;agrave; in grado di esaminare il cielo creando in breve tempo una mappa dell&amp;rsquo;Universo ultra-ampia e ultra-definita; mostrer&amp;agrave; nuovi oggetti cosmici tra asteroidi, comete, stelle e supernove.
L&amp;rsquo;installazione della fotocamera Lsst &amp;egrave; stata decisamente impegnativa a causa delle sue dimensioni: il montaggio ha richiesto un&amp;rsquo;intensa pianificazione e un&amp;rsquo;esecuzione con precisione millimetrica.
Nelle prossime settimane tutti i sistemi saranno collegati per far in modo che il telescopio veda la sua prima luce entro la fine dell&amp;rsquo;anno.
L&amp;rsquo;osservatorio &amp;egrave; dedicato all&amp;rsquo;astronoma Vera Rubin. Fu proprio lei a fornire la prova dell&amp;rsquo;esistenza di una materia invisibile osservando come nella rotazione delle galassie, alcuni elementi infrangevano la fisica newtoniana e le leggi di Keplero sul moto planetario.

Crediti video: NOIRLab</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>Crew-9, missione compiuta</video:title>
            <video:description>La Crew 9 Freedom &amp;egrave; ammarata a largo delle coste della Florida, nel Golfo del Messico. L&amp;rsquo;equipaggio, composto dagli astronauti Nasa Nick Hague, Suni Williams e Butch Wilmore e dal cosmonauta Roscosmos Aleksandr Gorbunov, &amp;egrave; rientrato sulla Terra dopo mesi di attivit&amp;agrave; scientifiche a bordo della Stazione&amp;nbsp;Spaziale.&amp;nbsp;

Hague e Gorbunov, partiti il 28 settembre 2024 hanno trascorso 171 giorni nello spazio, mentre Williams e Wilmore, partiti con la missione Boeing Crew Flight Test il 5 giugno 2024, hanno completato 286 giorni in orbita. Durante la missione, sono stati condotti oltre 150 esperimenti scientifici, tra cui studi sulla crescita delle piante,&amp;nbsp;sulle&amp;nbsp;cellule staminali e&amp;nbsp;sull&amp;rsquo;adattamento umano alla microgravit&amp;agrave;. Williams ha inoltre stabilito il record di attivit&amp;agrave; extraveicolare per un&amp;rsquo;astronauta donna con 62 ore e 6 minuti.

L'obiettivo del Programma Commercial Crew della Nasa &amp;egrave; garantire un sistema di trasporto sicuro, affidabile da e verso la Stazione Spaziale e l'orbita terrestre bassa in preparazione alle prossime missioni dirette verso la Luna e Marte.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-19</video:publication_date>
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            <video:title>Tre missioni di supporto a Tiangong</video:title>
            <video:description>L'agenzia spaziale cinese Cmsa, ha pianificato i lanci necessari a garantire la prosecuzione delle attivit&amp;agrave; sulla stazione spaziale Tiangong, per il resto del 2025.
Saranno in totale tre missioni, di cui due con esseri umani a bordo. La prima &amp;egrave; chiamata Shenzhou 20 e porter&amp;agrave; sulla stazione orbitante una nuova squadra di taikonauti per sostituire l'equipaggio attualmente residente. Ogni team di lavoro, formato da tre persone, soggiorna sulla Tiangong per circa sei mesi. La partenza di Shenzhou 20 &amp;egrave; prevista per maggio e oltre a trasportare i nuovi occupanti riporter&amp;agrave; a casa la squadra Shenzhou 19, che ha concluso il soggiorno segnando il nuovo record di permanenza in attivit&amp;agrave; extraveicolare. I taikonauti Cai Xuzhe e&amp;nbsp;Song Lingdong infatti hanno fluttuato nel vuoto esterno alla stazione spaziale per ben nove ore, superando di poco il precedente record stabilito dagli americani nel 2001.
Prima della fine dell'anno ci sar&amp;agrave; nuovamente un cambio di equipaggio e la Tiangong verr&amp;agrave; occupata dalla nuova squadra, chiamata Shenzhou 21.

Il terzo lancio in programma entro la fine dell'anno sar&amp;agrave; quello della Tianzhou-9, una navetta cargo totalmente automatizzata che rifornir&amp;agrave; la stazione spaziale di carburante, viveri, abiti e strumenti utili alle attivit&amp;agrave; di ricerca o sperimentali. Le nuove versioni della Tianzhou hanno una capacit&amp;agrave; di carico superiore alle precedenti, consentendo di ridurre la frequenza delle consegne dei rifornimenti a tre soli viaggi ogni due anni.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Una volta effettuata la consegna, gli astronauti riempiranno la nave cargo dei rifiuti prodotti sulla stazione spaziale nei mesi passati, anche&amp;nbsp;&amp;nbsp;organici, e la rispediranno sulla Terra, dove tutto finir&amp;agrave; incenerito dagli attriti durante il rientro atmosferico.

&amp;nbsp;

CREDITS: Cmsa, Cgtn
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            <video:publication_date>2025-03-18</video:publication_date>
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            <video:title>Crew-10 è arrivata alla Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>Lanciata a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, la navicella Crew Dragon Endurance ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) ieri 16 marzo, agganciandosi al modulo Harmony intorno alle 05:00 ora italiana, 29 ore dopo il lancio dal Kennedy Space Center, nell&amp;rsquo;ambito della missione Crew-10.

A bordo, la comandante Anne McClain, la pilota Nichole Ayers e gli specialisti di missione Takuya Onishi dell&amp;rsquo;agenzia spaziale giapponese Jaxa e il cosmonauta russo Kirill Peskov di Roscosmos. Il quartetto, che trascorrer&amp;agrave; circa sei mesi sulla stazione, &amp;egrave; stato accolto dall'equipaggio della Expedition 72 composto, tra gli altri, da Suni Williams e Butch Wilmore, sulla stazione dallo scorso giugno, dopo essere arrivati con la navicella Starliner di Boeing. Quest&amp;rsquo;ultima &amp;egrave; rientrata a Terra senza equipaggio, per decisione della Nasa, a causa di problemi tecnici, tra cui &amp;ndash; complessivamente &amp;ndash; cinque perdite di elio riscontrate una prima del lancio, due poche ore dopo il decollo e altre due dopo l&amp;rsquo;attracco alla Iss.

L&amp;rsquo;arrivo della Crew-10 segna il cambio di equipaggio e prepara la partenza della Crew-9 a bordo della Crew Dragon Freedom. Williams e Wilmore rientreranno sulla Terra insieme ai colleghi Nick Hague e Aleksandr Gorbunov il 18 marzo, con un giorno di anticipo, approfittando delle condizioni meteorologiche favorevoli che potrebbero peggiorare nei giorni successivi.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-17</video:publication_date>
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            <video:title>Quartetto planetario per la stella di Barnard</video:title>
            <video:description>Uno era gi&amp;agrave; stato individuato: Barnard b, con una massa pari ad almeno la met&amp;agrave; di quella di Venere e dove un anno dura poco pi&amp;ugrave; di tre giorni terrestri. Ma la caccia agli esopianeti in orbita attorno alla stella di Barnard, la stella singola pi&amp;ugrave; vicina alla Terra dopo il sistema triplo di Alpha Cenaturi, non si &amp;egrave; mai fermata. Ci sono volute 112 notti di osservazione nell&amp;rsquo;arco di tre anni, ma l&amp;rsquo;attesa &amp;egrave; stata ripagata: attorno a questa nana rossa, situata a soli sei anni luce da noi, orbitano altri tre esopianeti.

La scoperta &amp;egrave; stata possibile grazie allo strumento Maroon-X, montato sul telescopio Gemini North, alle Hawaii, e progettato appositamente per cercare pianeti lontani attorno alle nane rosse. Maroon-X rileva gli esopianeti utilizzando la tecnica delle velocit&amp;agrave; radiali, osservando cio&amp;egrave; il &amp;lsquo;dondolio&amp;rsquo;, causato dall&amp;rsquo;attrazione gravitazionale che i pianeti esercitano sulla loro stella. Questo movimento provoca lievi oscillazioni nella lunghezza d&amp;rsquo;onda della luce emessa dalla stella, variazioni che lo strumento &amp;egrave; in grado di misurare con estrema precisione, permettendo di distinguere il numero e la massa degli esopianeti.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;

In totale, i mondi individuati - molto probabilmente rocciosi - sono quattro, uno dei quali &amp;egrave; il meno massiccio mai scoperto finora utilizzando la tecnica delle velocit&amp;agrave; radiali. Con una massa compresa tra il 20 e il 30 per cento di quella terrestre, queste mini-Terre completano un&amp;rsquo;orbita in pochi giorni. A causa, per&amp;ograve;, dell&amp;rsquo;angolazione da cui le osserviamo dalla Terra, non transitano mai davanti alla loro stella, rendendo difficile determinarne la composizione. Gli astronomi escludono, con buona certezza, la presenza di altri esopianeti con masse paragonabili a quella terrestre nella zona abitabile della stella di Barnard, dove le condizioni potrebbero consentire la presenza di acqua liquida in superficie.</video:description>
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            <video:title>Lancio rinviato per la Crew-10</video:title>
            <video:description>Lancio posticipato per la missione Crew 10. Il liftoff, inizialmente programmato per gioved&amp;igrave; 13 marzo, &amp;egrave; stato rinviato a causa delle avverse condizioni meteo, con forti venti e precipitazioni lungo la traiettoria della capsula Dragon. Inoltre, i tecnici stanno lavorando per risolvere un problema al sistema idraulico di un braccio di supporto a terra del razzo Falcon 9 presso il Kennedy Space Center in Florida.

L&amp;rsquo;equipaggio, composto dagli astronauti Nasa Anne McClain e Nichole Ayers, dall&amp;rsquo;astronauta giapponese Takuya Onishi e dal cosmonauta russo Kirill Peskov rester&amp;agrave; al Kennedy Space Center in attesa del nuovo tentativo di lancio. Il rendez-vous con la Stazione Spaziale Internazionale &amp;egrave; previsto nella notte di sabato 15 marzo.

L&amp;rsquo;arrivo della Crew-10 segner&amp;agrave; l&amp;rsquo;inizio del passaggio di consegne con Crew-9, la missione attualmente a bordo della Stazione Spaziale, composta dagli astronauti Nasa Nick Hague, Suni Williams e Butch Wilmore, insieme al cosmonauta Aleksandr Gorbunov. Il loro rientro sulla Terra &amp;egrave; previsto non prima del 19 marzo, compatibilmente con le condizioni meteorologiche nelle zone di ammaraggio al largo della Florida.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-13</video:publication_date>
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            <video:title>Partite due importanti missioni scientifiche</video:title>
            <video:description>Con un singolo volo a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, la Nasa ha avviato in queste ore due importanti missioni di studio e ricerca. La prima, chiamata SphereX, ha due obiettivi ambiziosi: il primo sar&amp;agrave; ricostruire la storia dell&amp;rsquo;Universo raccogliendo la luce primordiale, il secondo &amp;egrave; l&amp;rsquo;osservazione dell&amp;rsquo;intera sfera celeste in 102 diverse frequenze di luce infrarossa. Una volta posizionato in orbita eliosincrona, SphereX scansioner&amp;agrave; una striscia di cielo di 360&amp;deg; ogni 98 minuti, riuscendo a completare la mappatura di tutto l&amp;rsquo;universo visibile ogni sei mesi.

La seconda missione Nasa appena partita &amp;egrave; chiamata Punch e si occuper&amp;agrave; di scoprire con quali meccanismi l&amp;rsquo;atmosfera pi&amp;ugrave; esterna della nostra stella, la corona, produce il vento solare. Punch &amp;egrave; composta da quattro minisatelliti, tre dei quali faranno osservazioni ad ampio campo visivo mentre il quarto osserver&amp;agrave; esclusivamente la corona, occultando il bagliore del disco solare con un coronografo. Come l&amp;rsquo;osservatorio spaziale SphereX, anche Punch lavorer&amp;agrave; muovendosi in un&amp;rsquo;orbita eliosincrona, che passa sopra la linea del terminatore terrestre.
SphereX lavorer&amp;agrave; offrendo il dorso al Sole, cos&amp;igrave; gli scudi protettivi di cui &amp;egrave; dotata potranno bloccare i fotoni, evitando qualsiasi disturbo alle osservazioni nell&amp;rsquo;infrarosso. Al contrario, i satelliti Punch saranno sempre rivolti verso il Sole.
Al momento sia Punch che SphereX sono in viaggio per raggiungere le orbite finali. Una volta arrivate a destinazione, si proceder&amp;agrave; alle verifiche sulla corretta funzionalit&amp;agrave; degli strumenti scientifici, poi finalmente inizier&amp;agrave; l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; esplorativa.

Sphere X ha come obiettivo anche la raccolta di dati da 450 milioni di galassie e oltre 100 milioni di stelle della Via Lattea, che completer&amp;agrave; in un periodo di due anni. Anche per Punch &amp;egrave; prevista una durata di almeno due anni ma, come gi&amp;agrave; capitato in passato, si lascia aperta la possibilit&amp;agrave; di estendere l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; operativa oltre questo periodo.

Crediti: SpaceX. Nasa
Musiche: Flash Quiz Loop &amp;ndash; Sonican</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-12</video:publication_date>
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            <video:title>Hera verso il flyby di Marte</video:title>
            <video:description>Domani, 12 marzo, la sonda Hera effettuer&amp;agrave; un passaggio ravvicinato di Marte.
La missione per la difesa planetaria di Esa sfrutter&amp;agrave; l&amp;rsquo;attrazione gravitazionale del Pianeta Rosso per spostare la sua traiettoria in direzione del suo bersaglio: il sistema binario degli asteroidi Didymos e Dimorphos. Quest&amp;rsquo;ultimo &amp;egrave; l&amp;rsquo;asteroide colpito dalla sonda Dart di Nasa nel settembre 2022, sotto lo sguardo del nanosatellite LiciaCube di Asi, per il primo test di difesa planetaria finalizzato a deviare l&amp;rsquo;orbita di Dimorphos attorno a Didymos.
Lanciata il 7 ottobre 2024, Hera raggiunger&amp;agrave; Dimorphos nel 2026&amp;nbsp;per analizzare&amp;nbsp;con precisione&amp;nbsp;il cratere causato da Dart e i cambiamenti&amp;nbsp;orbitali indotti&amp;nbsp;dall&amp;rsquo;urto. Hera trasformer&amp;agrave; cos&amp;igrave; il metodo dell'impatto cinetico per la deviazione degli asteroidi testato da Dart in una tecnica potenzialmente utilizzabile a difesa della Terra in caso di necessit&amp;agrave;.

&amp;laquo;C'&amp;egrave; molta Italia sulla sonda Hera, infatti sono italiani il sistema di potenza elettrica, la propulsione e il trasmettitore per lo spazio profondo. &amp;ndash; afferma Marco Castronuovo, Responsabile dell&amp;rsquo;Ufficio Osservazione e Sorveglianza di ASI - A bordo della sonda Hera stanno viaggiando anche due piccoli Cubesat che, una volta rilasciati nello spazio, potranno sorvolare da vicino la superficie dell'asteroide. Uno dei due cubsat &amp;egrave; a guida italiana ed &amp;egrave; stato intitolato ad Andrea Milani, professore di meccanica orbitale dell'Universit&amp;agrave; di Pisa, nonch&amp;eacute; scienziato di fama internazionale. L'importanza di questa missione sta nel fatto che rappresenta il primo esperimento di difesa planetaria e apre la strada la possibilit&amp;agrave; che il genere umano si difenda da eventuali impatti di corpi celesti capaci di eventi catastrofici su scala planetaria&amp;raquo;.

Il flyby di domani permetter&amp;agrave; alla sonda di accorciare il viaggio di mesi e risparmiare molto carburante. Hera passer&amp;agrave; a circa 5000 km dalla superficie di Marte, e si spinger&amp;agrave; fino a soli 300 km da Deimos, la pi&amp;ugrave; piccola e pi&amp;ugrave; distante delle due lune del pianeta.

Questa manovra segna anche il primo utilizzo scientifico degli strumenti della missione che fotografer&amp;agrave; il lato di Deimos rivolto verso Marte.
Quando la sonda si allontaner&amp;agrave; da Marte, avr&amp;agrave; la possibilit&amp;agrave; di immortalare anche Phobos, la luna marziana pi&amp;ugrave; grande.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-11</video:publication_date>
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            <video:title>L’occhio di Webb su una culla stellare</video:title>
            <video:description>Si chiama Lynds 483, un oggetto celeste a 650 anni luce da noi visibile nella Costellazione del Serpente.
Se oggi riusciamo a vederne la sezione superiore con questi dettagli, lo dobbiamo al telescopio spaziale James Webb.
Protagoniste di questo scenario straordinario sono due stelle in formazione al centro dell&amp;rsquo;immagine. In un ambiente di gas e polvere le due protostelle creano getti di gas pi&amp;ugrave; o meno veloci che viaggiano nello spazio; si dispiegano in base alle reazioni chimiche generate da queste espulsioni e creano sagome a seconda della materia che incontrano sul loro percorso.
Gli strumenti ad alta risoluzione nel vicino infrarosso di Webb ci mostrano in dettaglio cosa accade. I raggi arancioni che partono dalle stelle neonate rivelano l&amp;rsquo;ambiente di polvere e gas di cui si nutrono. I fronti d&amp;rsquo;urto delle espulsioni stellari sono evidenti soprattutto sulla sommit&amp;agrave;, mentre il groviglio bianco e poi arancione e rosa nella parte inferiore mostra ancora la densit&amp;agrave; dei venti stellari.
Osservare simmetrie e sagome di questi ambienti protostellari, calcolare la quantit&amp;agrave; di materiale espulso, quali molecole si sono generante nello scontro, aiuta gli astronomi a ricostruire e aggiornare i modelli su come nasce una stella.
Questo oggetto celeste prende il nome dall&amp;rsquo;astronoma Beverly Turner Lynds che negli anni Sessanta pubblic&amp;ograve; un catalogo approfondito di nebulose oscure e luminose, risorsa fondamentale per la comunit&amp;agrave; scientifica prima dell&amp;rsquo;avvento di internet.

Crediti video: Nasa, Esa, Csa, Rodney Pommier</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-10</video:publication_date>
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            <video:title>LuGRE: la prima posizione sulla Luna calcolata utilizzando segnali terrestri GNSS</video:title>
            <video:description>LuGRE, missione congiunta ASI/NASA, &amp;egrave; il primo strumento ad acquisire i segnali dal sistema di navigazione terrestre GNSS trovandosi sulla superficie della Luna.&amp;nbsp;
Costruito per Asi&amp;nbsp;da Qascom col supporto scientifico del Politecnico di Torino, LuGRE &amp;egrave; allunato il 2 marzo a bordo del lander Blue Ghost di Firefly Aerospace.&amp;nbsp;
LuGRE si &amp;egrave; acceso il 3 marzo alle 7:10 e alle 7:48 ha captato il primo segnale agganciando e tracciando 4 satelliti: 2 del sistema GPS e 2 di Galileo.
Questa &amp;egrave; la prima volta che un ricevitore sulla Luna determina la sua posizione in tempo reale utilizzando un sistema terrestre.&amp;nbsp;
Durante il suo viaggio verso la Luna, LuGRE ha anche acquisito i segnali GPS e Galileo pi&amp;ugrave; lontani che mai a circa 410mila km dalla Terra.&amp;nbsp;
LuGRE sta gettando le basi per sistemi di navigazione e di comunicazione basati sul GNSS sulla superficie lunare a supporto di future missioni permanenti.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-07</video:publication_date>
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            <video:title>Voyager 2, la Nasa riduce i consumi per prolungare la missione</video:title>
            <video:description>La Nasa ha deciso di spegnere alcuni strumenti a bordo della sonda Voyager 2 per ottimizzare l&amp;rsquo;energia disponibile, che sta gradualmente diminuendo. L&amp;rsquo;ultimo dispositivo a essere disattivato, il prossimo 24 marzo, sar&amp;agrave; il Low-Energy Charged Particle Instrument, progettato per rilevare particelle cariche a bassa energia nello spazio. Le sonde Voyager, lanciate nel 1977, hanno superato di gran lunga la loro missione iniziale, che prevedeva cinque anni di esplorazione dei pianeti esterni. Oggi continuano a trasmettere preziosi&amp;nbsp;dati sullo spazio interstellare, ma la loro fonte di energia, un generatore termoelettrico a radioisotopi, sta lentamente esaurendosi.
&amp;nbsp;

Nonostante la disattivazione di alcuni strumenti, su ciascuna sonda restano operativi tre dispositivi scientifici, tra cui il magnetometro e il sottosistema delle onde al plasma. Questi strumenti sono fondamentali per lo studio del campo magnetico, del plasma e dei raggi cosmici. Grazie a un&amp;rsquo;attenta gestione dell&amp;rsquo;energia, le Voyager potrebbero continuare a operare con almeno uno strumento attivo fino agli anni 2030, sebbene l&amp;rsquo;invecchiamento dei sistemi di bordo potrebbe riservare sfide impreviste. Le due sonde restano gli oggetti costruiti dall&amp;rsquo;uomo pi&amp;ugrave; lontani dalla Terra: Voyager 1,&amp;nbsp;che nel 2012 &amp;egrave; diventata&amp;nbsp;la prima sonda a uscire dall&amp;rsquo;eliosfera, si trova a oltre 25 miliardi di chilometri di distanza, mentre Voyager 2,&amp;nbsp;fuoriuscita dall&amp;rsquo;eliosfera nel 2018, &amp;egrave; a pi&amp;ugrave; di 21 miliardi di chilometri. A causa di queste immense distanze, un segnale radio impiega pi&amp;ugrave; di 23 ore per raggiungere Voyager 1 e circa 19 ore e mezzo per Voyager 2.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-03-06</video:publication_date>
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            <video:title>Segnali da un pianeta distrutto</video:title>
            <video:description>Un mistero durato oltre quarant'anni potrebbe finalmente aver trovato una spiegazione. &amp;Egrave; dal 1980 che gli astronomi cercano di comprendere la natura di un'inusuale emissione di raggi X, proveniente dalla nebulosa planetaria dell'Elica e captata da varie missioni nei raggi X tra cui Einstein e Rosat.&amp;nbsp;

I segnali, nello specifico, nascono dalla nana bianca Wd 2226-210, posta al centro della nebulosa, e sono molto pi&amp;ugrave; potenti di quelli emessi da altre stelle di questo tipo. Si &amp;egrave; tentato inutilmente di formulare una spiegazione plausibile di questa anomalia finch&amp;eacute;, grazie all'analisi di altri dati raccolti dall'osservatorio Chandra della Nasa e dal telescopio Xmm-Newton dell'Esa, l'enigma potrebbe aver trovato finalmente una risposta.

Le misurazioni effettuate da queste missioni mostrano un'emissione di raggi X dalla nana bianca generalmente nella norma, tranne un singolare cambiamento di potenza che avviene ogni 2,9 ore, con sorprendente regolarit&amp;agrave;. All'inizio si &amp;egrave; pensato che questa variazione ciclica fosse riconducibile alla presenza di un disco di accrescimento attorno alla stella, formato da materia proveniente da comete e altri piccoli corpi giunti della Fascia di Kuiper. Analisi approfondite per&amp;ograve; suggeriscono che questo disco sia invece composto dai resti di un pianeta. Un corpo delle dimensioni simili a Nettuno, o Giove, che probabilmente in passato si trovava molto distante dalla stella madre, ma le interazioni con altri corpi del sistema lo hanno fatto avvicinare cos&amp;igrave; tanto da subire le devastanti forze mareali della nana bianca, fino a distruggersi. I resti, forse una parte del pianeta che ha resistito e sta continuando a perdere pezzi di materiale, alimentano il disco di detriti. Questo processo altera soprattutto la radiazione a raggi X emessa da Wd 2226-210, ma ha effetti rilevabili anche su quella nell'infrarosso.

Grazie alle osservazioni spettroscopiche a raggi X ad alta risoluzione della sonda giapponese Xrism, presto saranno disponibili nuove misurazioni e dati utili che potranno definire ancora pi&amp;ugrave; nei dettagli cosa stia realmente accadendo intorno alla nana bianca Wd 2226-210.</video:description>
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            <video:title>SpaceX, rinviato l'ottavo test di Starship</video:title>
            <video:description>SpaceX ha bloccato l&amp;rsquo;ottavo test di volo del megarazzo Starship. &amp;nbsp;Per un&amp;rsquo;anomalia nel booster Super Heavy, seguita da un problema nello stadio superiore Ship, SpaceX ha sospeso il conto alla rovescia per il decollo della missione Flight 8. Previsto nella giornata di ieri 3 marzo dal sito Starbase in Texas, il lancio &amp;egrave; stato definitivamente rinviato dopo un secondo tentativo fallito, con una possibile nuova finestra gi&amp;agrave; per il 4 marzo.

Questo test di volo, l&amp;rsquo;ottavo, &amp;egrave; il primo dopo il fallimento della missione Flight 7 dello scorso 16 gennaio, quando si &amp;egrave; perso il contatto con Starship circa otto minuti e mezzo dopo il decollo a causa di perdite di propellente che hanno generato incendi interni. Nel frattempo, SpaceX ha apportato modifiche hardware e operative per prevenire problemi simili in futuro, introducendo nuove prese d&amp;rsquo;aria e un sistema di spurgo con azoto gassoso per ridurre l&amp;rsquo;infiammabilit&amp;agrave; della &amp;ldquo;sezione di poppa&amp;rdquo; del veicolo.

Durante il settimo volo, Ship avrebbe dovuto rilasciare un set di satelliti Starlink fittizi, un obiettivo che SpaceX tenter&amp;agrave; nuovamente di raggiungere con il test numero otto.

Se tutto andr&amp;agrave; secondo i piani, Super Heavy torner&amp;agrave; alla base riaccolto dalle braccia meccaniche della torre di lancio, mentre Ship completer&amp;agrave; gran parte dell'orbita terrestre prima di effettuare un ammaraggio controllato nell'Oceano Indiano, al largo dell'Australia occidentale.</video:description>
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            <video:title>Completo successo per LuGRE, connessione stabilita</video:title>
            <video:description>Completo successo per LuGRE. Il 3 marzo quando in Italia erano le 7:48, il ricevitore italiano ha comunicato dalla Luna, divenendo il primo strumento in assoluto ad aver captato segnali dal sistema di navigazione terrestre Gnss trovandosi sulla superficie del nostro satellite.
LuGRE ha raggiunto la Luna&amp;nbsp;il 2 marzo alle 9:34 ora italiana a bordo del lander Blue Ghost di Firefly Aerospace.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;allunaggio della missione congiunta dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e della Nasa &amp;egrave; stato un momento molto partecipato che ha unito la squadra italiana in una diretta streaming dal centro di controllo al Goddard Space Center negli Stati Uniti, dal Politecnico di Torino che si &amp;egrave; occupato della parte scientifica e da Qascom, la societ&amp;agrave; che lo ha realizzato.
Alle 7:10 del 3 marzo, a meno di 24 ore dal landing, LuGRE &amp;egrave; stato acceso. Prima di attivare il ricevitore, il team ha dovuto attendere una serie di verifiche tra cui la calibrazione del Gimbal, il meccanismo posto sul lander che orienta le antenne verso la Terra.
38 minuti dopo &amp;egrave; arrivato il primo segnale GPS, indice che il ricevitore aveva superato l&amp;rsquo;atterraggio senza danni. Ma il momento pi&amp;ugrave; emozionante &amp;egrave; avvenuto poco dopo: LuGRE ha agganciato quattro satelliti, due del sistema GPS e due di Galileo, riuscendo a determinare per la prima volta nella storia la posizione di un ricevitore sulla Luna in tempo reale utilizzando un sistema terrestre.
Mai prima d&amp;rsquo;ora questi segnali erano stati ricevuti e processati con successo a una distanza cos&amp;igrave; elevata dalla Terra. Gi&amp;agrave; durante la sua orbita intorno al nostro satellite era stato acquisito il segnale pi&amp;ugrave; lontano a una distanza pari a circa 410mila chilometri.
Durante il giorno lunare, che corrisponde a 14 giorni terrestri LuGRE completer&amp;agrave; sulla superficie della Luna la fase finale del suo esperimento effettuando ripetuti collegamenti con il sistema GNSS terrestre prima di spegnersi definitivamente col sopraggiungere della notte lunare. La sua banca dati sar&amp;agrave; una risorsa fondamentale per sviluppare e ottimizzare i sistemi futuri di navigazione lunare per il programma Artemis

Crediti video: Firefly Aerospace, Nasa, Asi</video:description>
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            <video:title>Deep Space: I mattoni della vita scoperti sull’asteroide Bennu svelano le nostre origini</video:title>
            <video:description>Da dove arrivano gli elementi primordiali che hanno permesso sulla Terra l&amp;rsquo;origine della vita?

La risposta &amp;egrave; ormai quasi certa: a trasportare i mattoni della vita sul nostro pianeta sarebbero stati gli asteroidi.

Una prova nitida giunge dalle ultime analisi effettuate sui campioni rocciosi dell&amp;rsquo;asteroide Bennu, prelevati nel 2020 dalla sonda Osiris-Rex di Nasa per consegnarli alla Terra nel settembre del 2023.

I risultati di queste ricerche sono stati pubblicati in due articoli apparsi all&amp;rsquo;inizio del 2025 su&amp;nbsp;Nature&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Nature Astronomy.

Lo studio pubblicato su&amp;nbsp;Nature Astronomy&amp;nbsp;ha svelato la presenza nelle polveri di Bennu di migliaia di composti organici: tra questi sono compresi 33 amminoacidi, tra cui 14 dei 20 amminoacidi terrestri a noi conosciuti, e tutte e 5 le basi azotate che costituiscono il Dna e l&amp;rsquo;Rna, ossia le lettere dell&amp;rsquo;alfabeto alla base del codice della vita.

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John&amp;nbsp;Robert&amp;nbsp;Brucato&amp;nbsp;di Inaf

Siamo sicuri che gli organici, le molecole organiche, che sono stati&amp;nbsp;trovati sono originari dell'oggetto, del corpo. E questo che cosa significa? Significa che questi corpi, questi asteroidi hanno, durante la loro storia, sub&amp;igrave;to dei processi fisico-chimici che hanno permesso la formazione di composti organici complessi, e in particolare i mattoni della vita, come appunto gli amminoacidi o le nucleobasi.

&amp;nbsp;

Che gli asteroidi siano stati i &amp;lsquo;corrieri spaziali&amp;rsquo; dei mattoni della Vita lo ipotizziamo da tempo, da quando &amp;egrave; stata riscontrata la presenza di amminoacidi e di basi azotate nelle meteoriti, ossia i frammenti di asteroidi caduti dallo spazio sulla superficie terrestre.
Tuttavia, quelli di Bennu sono i primi campioni incontaminati a rivelare l&amp;rsquo;abbondanza di questi elementi fondamentali, come conferma Paola Caselli, astrochimica del Max Planck Institute e coautrice dello studio su&amp;nbsp;Nature Astronomy.

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Paola Caselli del Max Planck Insititute e coautrice dello studio su Nature Astronomy

Il valore di questa scoperta &amp;egrave; che effettivamente il campione siamo andati a prenderlo, quindi non &amp;egrave; stato contaminato come sono contaminati ovviamente tutti i materiali meteoritici che attraversano la nostra atmosfera e che poi rimangono per un periodo abbastanza lungo sulla superficie terrestre e quindi possono avere contaminazioni.

Quindi il fatto che ci sia questo materiale prebiotico, vuol dire che effettivamente questo materiale &amp;egrave; presente in asteroidi, che poi sono quelli che danno origine ai meteoriti che cadono sulla Terra.

Quindi s&amp;igrave;, effettivamente questo materiale che potrebbe essere all'origine della vita sulla Terra &amp;egrave; presente in materiale che risale alle primissime fasi evolutive del nostro sistema solare, quindi trattiene, diciamo, mantiene quasi intatta la composizione di quelli che erano i mattoncini primordiali da cui si sono formati poi i pianeti e specialmente pianeti terrestri di cui la nostra terra, che ora &amp;egrave; piena di vita.

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Se ora abbiamo una evidenza certa che gli asteroidi abbiano agito come vettori, ipotizziamo anche quando avrebbero consegnato alla Terra gli ingredienti grezzi per la vita: circa 4 miliardi di anni fa, durante la fase chiamata Intenso Bombardamento Tardivo.

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John&amp;nbsp;Robert&amp;nbsp;Brucato&amp;nbsp;di Inaf

La Terra si &amp;egrave; formata in un ambiente arido, quando appunto la regione in cui si &amp;egrave; formato il nostro pianeta era una regione molto calda, nella quale l'acqua e la materia organica erano scarsamente presenti se non addirittura assenti. E quindi inizialmente le condizioni per poter favorire la nascita della vita non erano ideali.

Questi corpi, questi asteroidi noi sappiamo che durante le prime fasi di formazione del nostro sistema solare sono appunto cascati sul nostro pianeta con una grande intensit&amp;agrave;: cio&amp;egrave; dopo circa 500 milioni di anni che la Terra si &amp;egrave; formata c'&amp;egrave; stato un forte bombardamento da parte di asteroidi e di comete. Cosa succede? Che durante questo periodo noi vediamo apparire la vita sulla Terra, quindi si ritiene appunto che ci sia stato un apporto di materia organica. Non stiamo parlando di organismi viventi, quindi sugli asteroidi non sono presenti organismi viventi, ma appunto queste molecole che una volta rilasciate sul pianeta Terra hanno trovato le condizioni ideali per poter dare origine alla vita.

&amp;nbsp;

Le analisi del materiale prelevato da Bennu, formatosi lontano dal Sole come tutti gli asteroidi, non rivelano solo ci&amp;ograve; che questi corpi hanno trasportato con s&amp;eacute; ma anche le condizioni ambientali delle regioni pi&amp;ugrave; esterne del Sistema solare da cui essi provengono.

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John&amp;nbsp;Robert&amp;nbsp;Brucato&amp;nbsp;di Inaf

Bennu &amp;egrave; il risultato dell'urto di due asteroidi genitori. &amp;Egrave; un ammasso di rocce, di sassi, di massi che si sono riaggregati a seguito appunto di un urto, e quindi andare ad analizzare questi materiali ci permette di studiare e di risalire a quelle che sono le condizioni e le propriet&amp;agrave; dei due oggetti genitori che si sono scontrati. Quindi il fatto che questi corpi abbiano all'interno una certa tipologia di molecole ci fa risalire alla storia di questi corpi genitori e possiamo capire quanto sono primitivi, cio&amp;egrave; quanto, in qualche maniera, rispecchiano quelle che sono le condizioni originarie nelle quali il nostro sistema solare si &amp;egrave; formato.

&amp;nbsp;

Lo studio su&amp;nbsp;Nature Astronomy&amp;nbsp;svela, inoltre, che nei campioni di Bennu vi &amp;egrave; anche una ricchezza di composti a base di azoto e ammoniaca, elementi che forniscono informazioni cruciali sulle origini di questo asteroide e sulla storia evolutiva del Sistema solare.

&amp;nbsp;

Paola Caselli del Max Planck Insititute e coautrice dello studio su Nature Astronomy

L'altra cosa molto interessante di Bennu, a differenza di tutti gli altri meteoriti che si sono trovati, studiati e anche di Riugu, che &amp;egrave; ricchissimo di azoto, ricchissimo di ammoniaca e quindi questo ci dice che deve essersi formato nella parte pi&amp;ugrave; esterna della nebulosa planetaria che ha dato poi origine al nostro sistema solare.

Quindi deve essersi formato in un ambiente estremamente ricco di ghiaccio, di materiale volatile che ovviamente rimane sul ghiaccio solo se le temperature sono estremamente basse.

Dal mio punto di vista, la cosa, diciamo, pi&amp;ugrave; affascinante &amp;egrave; che per la prima volta si vede questo ponte tra il nostro sistema solare e la nostra nube primordiale.

&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;altro studio apparso su&amp;nbsp;Nature&amp;nbsp;ha, invece, scoperto nei campioni di Bennu una variet&amp;agrave; di sali minerali molto rilevanti:&amp;nbsp;composti di carbonato di sodio mai osservati in nessun altro asteroide o meteorite, segno della presenza di acqua liquida nel passato di Bennu.

&amp;nbsp;

John&amp;nbsp;Robert&amp;nbsp;Brucato&amp;nbsp;di Inaf

I minerali presenti su Bennu ci raccontano una storia passata che &amp;egrave; fatta proprio della presenza di acqua liquida. Quest'acqua cosa ha fatto? Ha modificato un po' l'ambiente interno di questi corpi, quindi ha interagito con i minerali presenti creando nuovi minerali; nuovi minerali proprio che sono dovuti all'alterazione acquosa dei minerali preesistenti. Proprio asteroidi analoghi appunto a Bennu e ai genitori di Bennu cascando sulla Terra, nelle prime fasi, hanno portato l'acqua sul nostro pianeta. Quindi l'impatto da parte di asteroidi sul nostro pianeta nelle prime fasi di formazione ha portato non solo la materia organica, ma anche l'acqua. Quindi io dico spesso proprio che l'acqua che beviamo &amp;egrave; un'acqua extraterrestre, cio&amp;egrave; &amp;egrave; arrivata successivamente sul nostro pianeta.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

I composti salini inediti riscontrati su Bennu si sono formati probabilmente in seguito a un lento processo di evaporazione dell&amp;rsquo;acqua avvenuto moltissimo tempo fa sul corpo progenitore da cui l&amp;rsquo;asteroide &amp;egrave; nato. Un processo chiave per la genesi dei mattoni della vita.

&amp;nbsp;

Paola Caselli del Max Planck Insititute e coautrice dello studio su Nature Astronomy

Questi sali amorfi si possono formare soltanto attraverso evaporazione di acqua a temperature piuttosto basse. E una delle ipotesi, che &amp;egrave; stata scritta in questo articolo su Nature, &amp;egrave; proprio che in questa delicata evaporazione dell'acqua si possono combinare e formare molecole quali aminoacidi e nucleobasi che sono quelle che formano RNA e DNA.

&amp;Egrave; molto probabile che questa transizione tra chimica semplice a chimica che dar&amp;agrave; poi origine alla vita sia qualcosa che &amp;egrave; su tutte le nubi e quindi in tutto l'universo che noi conosciamo, insomma.

&amp;nbsp;

La scoperta su Bennu di questi residui salini, insieme alla presenza dei mattoni della vita, suggerisce cos&amp;igrave; agli scienziati di cercare i processi chimici fondamentali alla base dell'origine della vita negli ambienti extraterrestri ricchi di carbonato di sodio, come quelli gi&amp;agrave; rilevati sul pianeta nano Cerere o su Encelado, luna ghiacciata di Saturno.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Messaggio del presidente dell'ASI Teodoro Valente per la missione LuGRE</video:title>
            <video:description>Quello di LuGRE &amp;egrave; un percorso incredibile e pieno di soddisfazioni. Il nostro piccolo ma sofisticato ricevitore sta davvero mietendo record su record. Durante il viaggio e in orbita lunare l&amp;rsquo;acquisizione dei segnali dei satelliti Gps e Galileo &amp;egrave; stata secondo le aspettative e spesso oltre. Parliamo di calcolo della posizione in tempo reale a oltre 300mila chilometri dalla terra e della recente acquisizione dei segnali in orbita lunare a oltre 400mila chilometri. Mai nessuno mai aveva osato tanto con un navigatore satellitare.

LuGRE &amp;egrave; una sfida vinta, che non mi sorprende, anzi credo non ci sorprenda, &amp;egrave; frutto della capacit&amp;agrave; di tutto il nostro settore spaziale. Un settore, evoluto e maturo, di elevato profilo mondiale la cui expertise e competenza mostra ogni giorno i suoi frutti, a livello internazionale, in tutti i campi di questo mondo sfidante.

Capacit&amp;agrave; industriale e ricerca ci permettono di portare avanti queste spettacolari missioni, dove la guida dell&amp;rsquo;ASI &amp;egrave; sostanziale e la manifattura e la ricerca sono preziose. Lugre &amp;egrave; una missione congiunta tra ASI e NASA frutto di una lunga e strategica collaborazione tra le nostre due agenzie e i rispettivi Paesi. Un rapporto nato oltre sessanta anni fa agli inizi della corsa allo spazio, che si &amp;egrave; rafforzato nei decenni e consolidato con l&amp;rsquo;essere tra i primi firmatari degli Artemis Accords, il programma di ritorno del genere umano sulla Luna di cui LuGRE &amp;egrave; un essenziale e unico apri pista per i futuri sistemi di navigazione lunare.

E proprio nella direzione del ritorno sulla Luna che il made in Italy dello spazio sta mettendo a segno, in questi mesi, molti successi: dalla selezione della prima casa degli astronauti sul nostro satellite ai moduli abitativi della futura stazione cislunare, il Gateway. Lugre &amp;egrave;, quindi, un coronamento del nostro coinvolgimento in questo importante programma di esplorazione e permetter&amp;agrave;, dopo il completamento della missione, di studiare i moltissimi dati raccolti in due mesi di missione per tutta la comunit&amp;agrave; scientifica per futuri sviluppi e ricerca tecnologica.&amp;nbsp;Se ASI &amp;egrave; un perno importante, &amp;egrave; grazie alla nostra eccellenza della completa filiera spaziale, sia di manifattura sia scientifica.

I ringraziamenti vanno a tutto il team di Qascom, al Politecnico di Torino e in particolare a tutto il team di ASI, di cui siamo orgogliosi per il lavoro portato avanti instancabilmente per la conquista di questi primati straordinari. Lugre &amp;egrave; un elemento importante che sta aprendo la strada ai futuri sistemi di navigazione per l&amp;rsquo;esplorazione permanente della Luna. I futuri astronauti potranno, cos&amp;igrave;, trovare agevolmente la loro posizione anche oltre la Terra.

Complimenti di nuovo da parte mia e da parte di tutta l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:title>Europa Clipper incontra Marte</video:title>
            <video:description>Europa Clipper sta per incontrare Marte. La sonda esplorativa della Nasa, dedicata allo studio della luna gioviana Europa, prosegue il suo lungo viaggio sfruttando la gravit&amp;agrave; dei pianeti per modificare la rotta e cambiare velocit&amp;agrave;.
Grazie a questo flyby infatti, Europa Clipper ridurr&amp;agrave; la velocit&amp;agrave; di circa due chilometri al secondo e cambier&amp;agrave; la direzione di moto, puntando alla prossima manovra assistita dalla gravit&amp;agrave; con il pianeta Terra.

Dopo gli incontri ravvicinati con i due pianeti, la sonda si diriger&amp;agrave; finalmente verso Giove, per raggiungerlo nell'aprile 2030.
Grazie a questa fionda gravitazionale con Marte, e la prossima con il nostro pianeta, si riducono i tempi di viaggio e si risparmia carburante. Negli ultimi mesi, la sonda ha acceso i motori tre volte per rettificare la traiettoria, affinch&amp;eacute; l'incontro con Marte avvenisse a una distanza calcolata con precisione per sfruttare la gravit&amp;agrave; del pianeta non pi&amp;ugrave; di quel che serve a impostare il nuovo corso.
Quindici giorni dopo l'incontro ravvicinato con Marte &amp;egrave; prevista un'altra breve accensione di correzione, poi a dicembre 2026 con l'aiuto della gravit&amp;agrave; terrestre, la sonda effettuer&amp;agrave; l'ultimo drastico cambio di rotta.

Come spesso accade, le manovre assistite dalla gravit&amp;agrave; sono anche un'occasione per raccogliere un po' di dati scientifici, sempre utili, e testare la strumentazione di bordo. In questo incontro con Marte infatti verranno accesi due dei nove strumenti scientifici di cui &amp;egrave; dotata la sonda: la termocamera, che far&amp;agrave; una scansione integrale del Pianeta Rosso, e il radar, uno degli apparati pi&amp;ugrave; importanti della missione perch&amp;eacute; le sue onde potranno penetrare la superficie della luna di Giove fino a trenta chilometri di profondit&amp;agrave;, svelandoci finalmente l'eventuale esistenza di un immenso oceano sotterraneo di acqua salata liquida, come sospettano da decenni gli studiosi.

Questa infatti &amp;egrave; la finalit&amp;agrave; primaria della missione: scoprire se, oltre alla Terra, esistono altri corpi del Sistema Solare dotati di bacini d'acqua liquida, salata. In questi, con le giuste condizioni, potrebbero potenzialmente nascere forme di vita extraterrestre primordiale.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>Benessere psico-fisico e healthy ageing: una lezione dallo Spazio</video:title>
            <video:description>L'evento tenutosi Presso l'Auditorium &amp;ldquo;Luigi Broglio&amp;rdquo;&amp;nbsp;dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha rappresentato&amp;nbsp;un'opportunit&amp;agrave; unica per le classi del quarto e quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado e per gli studenti e studentesse universitarie di esplorare come le ricerche condotte nello spazio stiano cambiando la nostra comprensione del benessere e dell'invecchiamento sano. L'incontro si &amp;egrave;&amp;nbsp;proposto&amp;nbsp;di stimolare l'interesse dei giovani nei confronti della scienza e della tecnologia, evidenziando come la ricerca spaziale possa fungere da motore di innovazione per migliorare la qualit&amp;agrave; della vita.

Esperti del settore hanno esposto i vantaggi derivanti dalle missioni spaziali che&amp;nbsp;non solo contribuiscono al progresso scientifico, ma hanno anche un impatto diretto sulla vita quotidiana sulla Terra. Temi come la prevenzione delle malattie, l'invecchiamento in salute e le condizioni di vita degli astronauti saranno al centro del dibattito, mettendo in luce il potenziale delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) e SSH (Social Sciences and Humanities).

Nella&amp;nbsp;sessione di Q&amp;A, gli studenti hanno potuto interloquire&amp;nbsp;con gli esperti ed i divulgatori scientifici. Nel corso dell&amp;rsquo;evento &amp;egrave; stato proiettato un video realizzato dall&amp;rsquo;astronauta&amp;nbsp;Walter Villadei, in cui sono descritti gli esperimenti che ha condotto sulla Stazione Spaziale Internazionale nel corso della sua permanenza nel 2024.</video:description>
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            <video:title>Blue Ghost e LuGRE pronti per l'allunaggio</video:title>
            <video:description>Il 2 marzo alle ore 9:30&amp;nbsp;del mattino, ora italiana, &amp;egrave; previsto l'allunaggio di Blue Ghost, lander privato dell'azienda Firefly Aerospace parte del programma Nasa Clps. A bordo 10 strumenti scientifici, tra questi il ricevitore italiano LuGRE. Ecco tutto quello che c'&amp;egrave; da sapere sulla cruciale fase di atterraggio di questa missione, una tra le apripista del programma Artemis per il ritorno dell'uomo sulla Luna. LuGRE &amp;egrave; stato sviluppato in Italia da Qascom per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana con la collaborazione della NASA e il supporto scientifico del Politecnico di Torino.

&amp;nbsp;

Dopo 2 mesi di viaggio e 3 settimane in orbita lunare, Blue Ghost si trova a 130 km dalla superficie e completa un'orbita lunare in poche ore. I centri di controllo della&amp;nbsp;Nasa, di Qascom a Bassano del Grappa&amp;nbsp; e del Politecnico di Torino, seguono con grande attesa ogni fase della discesa. L&amp;rsquo;allunaggio avverr&amp;agrave; con una caduta libera controllata, grazie ai retrorazzi che guideranno il lander verso il&amp;nbsp;Mare delle Crisi.

L&amp;rsquo;atterraggio &amp;egrave; pianificato all&amp;rsquo;alba lunare,&amp;nbsp; che garantir&amp;agrave; al lander 16 giorni di esposizione solare, evitando cos&amp;igrave; il congelamento. LuGRE, inizialmente spento, verr&amp;agrave; riacceso circa 3 ore dopo il touchdown. Prima dell&amp;rsquo;attivazione, l&amp;rsquo;antenna fissata sul ponte superiore di Blue Ghost verr&amp;agrave; sollevata dal braccio automatico Gimbal, che la orienter&amp;agrave; con precisione verso il centro della Terra nel cielo lunare. Per tutta la durata della missione, l&amp;rsquo;antenna seguir&amp;agrave; il lento movimento terrestre con grande accuratezza, essenziale per captare i debolissimi segnali GPS e Galileo, fondamentali per testare la navigazione satellitare nello spazio profondo.

&amp;nbsp;

Le operazioni su Blue Ghost saranno intense: tutti i 10 payload eseguiranno esperimenti cruciali per il programma Artemis.

LuGRE completer&amp;agrave; la fase finale del suo esperimento dalla superficie, contribuendo a una vasta banca dati scientifica disponibile dopo 6 mesi. Tuttavia, n&amp;eacute; il lander n&amp;eacute; i payload sono progettati per sopravvivere alla notte lunare: senza energia solare, il freddo estremo segner&amp;agrave; la fine della missione. Sul Mare delle Crisi, il lander rester&amp;agrave; come testimone silenzioso, con LuGRE congelato a scrutare la Terra, nell&amp;rsquo;ultimo punto in cui ha captato segnali GNSS. Ma chiss&amp;agrave;,&amp;nbsp; forse dopo 16 giorni di notte lunare un tentativo di riaccensione ci riserver&amp;agrave; una sorpresa.</video:description>
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            <video:title>Verso la corona solare: Proba-3 supera il test di puntamento</video:title>
            <video:description>Lanciata lo scorso 5 dicembre, la missione Proba-3 dell&amp;rsquo;Esa ha l&amp;rsquo;obiettivo di realizzare eclissi solari artificiali, grazie a due satelliti che, volando in formazione, lavoreranno come un unico gigantesco osservatorio: uno con la funzione di coprire il Sole, l&amp;rsquo;altro di osservarlo. Operando lungo un&amp;rsquo;orbita ellittica che si estende fino a 60.000 chilometri dalla Terra, l&amp;rsquo;esperimento permetter&amp;agrave; di studiare la corona solare, la parte pi&amp;ugrave; esterna del Sole, come mai prima d&amp;rsquo;ora, generando eclissi su richiesta della durata di circa 6 ore e quasi una volta al giorno.

Durante il periodo in cui i satelliti sono rimasti uniti -&amp;nbsp;fino a poco pi&amp;ugrave; di un mese dopo il lancio - il team di controllo dell&amp;rsquo;Esa ha testato il sistema di puntamento utilizzando lo strumento Aspiics, dotato di un disco occultatore montato su Occulter e di un coronografo trasportato a bordo di Coronagraph. Il test ha coinvolto l&amp;rsquo;osservazione di un campo stellare: protagoniste due stelle brillanti della costellazione di Ofiuco. La nitidezza delle immagini acquisite, in cui si distinguono almeno otto stelle oltre a tracce di raggi cosmici, ha confermato la precisione del puntamento e la stabilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;intero sistema, risultato cruciale poich&amp;eacute; anche un minimo disallineamento tra i due satelliti comprometterebbe l&amp;rsquo;osservazione della corona solare, lasciando filtrare luce indesiderata.

La coppia di satelliti dovr&amp;agrave; infatti mantenere un allineamento estremamente preciso, volando a 150 metri di distanza con un margine di errore di appena un millimetro. In questo modo, il disco occultatore bloccher&amp;agrave; la luce diretta del Sole, proiettando un&amp;rsquo;ombra controllata su Coronagraph, che potr&amp;agrave; cos&amp;igrave; osservare la corona solare.

Il successo di questo test ha rafforzato l&amp;rsquo;ottimismo del team scientifico, che prevede di ottenere le prime immagini della corona gi&amp;agrave; da marzo 2025.</video:description>
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            <video:title>Difesa planetaria, due nuovi studi analizzano l’impatto della sonda Dart</video:title>
            <video:description>Due studi pubblicati su Nature Communications, frutto della collaborazione tra il Politecnico di Milano, il Georgia Institute of Technology e altri istituti internazionali, analizzano i risultati della missione Dart della Nasa, che ha colpito l&amp;rsquo;asteroide Dimorphos nel settembre 2022&amp;nbsp;per il primo test di difesa planetaria. L&amp;rsquo;impatto &amp;egrave; stato immortalato&amp;nbsp;da vicino&amp;nbsp;dal nanosatellite LiciaCube dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, realizzato da Argotec con il coordinamento scientifico dell&amp;rsquo;Inaf.

&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;impatto, osservato&amp;nbsp;anche&amp;nbsp;attraverso telescopi terrestri e spaziali come Hubble, ha prodotto una grande quantit&amp;agrave; di detriti, rivelando informazioni cruciali per migliorare l&amp;rsquo;efficacia di future missioni di deviazione degli asteroidi. Il team del primo studio, coordinato dal Politecnico di Milano, ha usato immagini di Hubble e simulazioni numeriche per stimare la massa, la velocit&amp;agrave; e la dimensione delle particelle espulse, evidenziando l&amp;rsquo;influenza della pressione della radiazione solare,&amp;nbsp;ovvero la spinta della luce del Sole sulle particelle espulse.

&amp;nbsp;

La seconda ricerca, coordinata dal Georgia Institute of Technology, ha dimostrato che la superficie arrotondata dell&amp;rsquo;asteroide riduce&amp;nbsp;la spinta generata dall&amp;rsquo;impatto del 56% rispetto a una superficie piatta, suggerendo che l&amp;rsquo;uso di diverse sonde pi&amp;ugrave; piccole&amp;nbsp;rispetto a Dart&amp;nbsp;per l&amp;rsquo;impatto potrebbe risultare pi&amp;ugrave; efficace e conveniente. Comprendere i processi di collisione e le loro conseguenze &amp;egrave; fondamentale per conoscere le propriet&amp;agrave; degli asteroidi, la loro evoluzione naturale e, in ultima analisi, per progettare azioni di mitigazione a scopo di difesa planetaria.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-24</video:publication_date>
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            <video:title>Cadre, i primi rover che coopereranno sulla Luna in autonomia</video:title>
            <video:description>Entro il 2026 Nasa lancer&amp;agrave; sulla Luna la prima squadra di mini rover che dimostrer&amp;agrave; la capacit&amp;agrave; dei robot lunari di cooperare senza controlli da Terra.

Il progetto del Jpl si chiama Cadre e porter&amp;agrave; un trio di mini robot a 4 ruote&amp;nbsp;a esplorare autonomamente la Luna, in squadra e senza l&amp;rsquo;intervento umano.

I rover comunicheranno tra loro eleggendo un robot leader che distribuir&amp;agrave; i compiti a ciascuno per ottenere uno scopo collettivo.

I rover useranno le proprie telecamere e i radar a penetrazione del suolo per&amp;nbsp;mappare in 3D la superficie lunare e il sottosuolo fino a 10 metri di profondit&amp;agrave;.

Restando attivi per circa 14 giorni terrestri, dimostreranno come le missioni multirobot siano in grado di permettere nuove ricerche tramite misurazioni simultanee in pi&amp;ugrave; punti.

Dopo aver superato una serie di test al Jpl, i mini rover saranno ora integrati a Nova-C, il lander di Intuitive Machines che a fine anno&amp;nbsp;decoller&amp;agrave; verso la Luna con la missione Im-3.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Imponente scoperta di rari buchi neri di massa intermedia</video:title>
            <video:description>Gli astronomi hanno trovato 2500 galassie nane che potrebbero ospitare un buco nero, il pi&amp;ugrave; grande campione mai scoperto finora. Mentre studi precedenti suggerivano che solo lo 0,5 per cento delle galassie nane potesse ospitare questi divoratori di mondi, ora sembrano essere circa il 2 per cento.

Il risultato &amp;egrave; stato ottenuto grazie a un programma di osservazione condotto da 900 scienziati provenienti da tutto il mondo. Il punto di forza di questa ricerca &amp;egrave; lo spettrometro d&amp;rsquo;avanguardia montato su uno dei telescopi dell&amp;rsquo;Osservatorio Kitt Peak in Arizona: il Dark Energy Spectroscopic Instrument, noto come Desi.

Con lo stesso strumento, gli astronomi hanno identificato 300 candidati buchi neri di massa intermedia. Mai fino ad ora ne erano stati identificati cos&amp;igrave; tanti, la maggior parte, infatti, sono classificati come buchi neri leggeri oppure supermassicci. Resta comunque il fatto che in confronto ne siano stati trovati pochissimi. L&amp;rsquo;ipotesi, al momento, &amp;egrave; che questi oggetti di massa intermedia siano i resti dei primissimi buchi neri dell'Universo primordiale o i semi dei buchi neri supermassicci che oggi si trovano al centro delle grandi galassie.

La quantit&amp;agrave; di dati ottenuti con Desi aiuter&amp;agrave; ad approfondire questi misteri, aumentando la nostra comprensione sui buchi neri e sul loro ruolo fondamentale nell'evoluzione delle galassie.

Il programma &amp;egrave; ora al suo quarto e penultimo anno di osservazione del cielo. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; osservare circa 40 milioni di galassie e quasar entro la fine del progetto.

Crediti video: Nsf NoirLab, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-20</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Ghost, correzioni di rotta in vista dell'atterraggio</video:title>
            <video:description>Proseguono le manovre del lander Blue Ghost per impostare la rotta ottimale in vista del prossimo atterraggio sulla Luna. Poche ore fa ha acceso i motori per 3 minuti e 18 secondi, in posizione retrograda, riducendo l'eccentricit&amp;agrave; per stringere l'orbita intorno al nostro satellite. Nelle prossime due settimane sono previste altre piccole correzioni e frenate per renderla sempre meno ellittica, finch&amp;eacute; non diverr&amp;agrave; perfettamente circolare e ancora pi&amp;ugrave; vicina alla superficie.

L'accensione dei motori per la frenata &amp;egrave; avvenuta mentre il lander si trovava sopra il versante nascosto della Luna per cui, una volta conclusa la manovra, si &amp;egrave; sfruttata la posizione privilegiata per riprendere la superficie ricca di crateri e meno conosciuta del nostro satellite, da un'altitudine di 120 chilometri.
A seguito della nuova traiettoria orbitale, molto pi&amp;ugrave; vicina alla superficie lunare, le comunicazioni con la Terra saranno impossibili quando il lander si trova sul lato nascosto della Luna, a causa della schermatura del satellite stesso, per cui &amp;egrave; stata impostata una nuova tabella oraria per le comunicazioni, che da ora possono avvenire soltanto quando il lander si trova sul versante lunare pi&amp;ugrave; vicino alla Terra.

Il controllo missione dovr&amp;agrave; sfruttare queste finestre in cui c'&amp;egrave; segnale per scaricare i dati raccolti, fornire le istruzioni per eventuali manovre o attivit&amp;agrave; di raccolta dati, ma soprattutto impostare tutti i parametri necessari per l'atterraggio, che al momento resta confermato per il 2 marzo.
Blue Ghost, che fa parte del programma Commercial Lunar Payload Services della Nasa, ha a bordo 10 esperimenti scientifici e tecnologici. Tra questi c&amp;rsquo;&amp;egrave; Lugre, un innovativo ricevitore di navigazione satellitare, frutto della collaborazione tra l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;e la Nasa e sviluppato da&amp;nbsp;Qascom&amp;nbsp;con il supporto scientifico del&amp;nbsp;Politecnico di Torino.


Musica: The Beauty of the Wild - Crab Audio</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-19</video:publication_date>
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            <video:title>Vele solari per le previsioni meteorologiche spaziali</video:title>
            <video:description>Le vele solari potrebbero rivoluzionare il monitoraggio dell'attivit&amp;agrave; solare e la previsione degli eventi meteorologici spaziali. Questa tecnologia innovativa - e pi&amp;ugrave; economica - consentirebbe ai satelliti di navigare sfruttando la luce del Sole, migliorando significativamente i tempi di preavviso nell&amp;rsquo;emettere allerte nel caso in cui un brillamento solare possa avere un impatto sulla Terra.

Il vento solare &amp;egrave; un flusso costante di particelle cariche provenienti dalla corona solare. Quando interagisce con il campo magnetico terrestre, pu&amp;ograve; generare le aurore vicino alle regioni polari ma anche tempeste geomagnetiche, dannose per reti elettriche, satelliti, GPS e sistemi di comunicazione. Attualmente, missioni come l'Advanced Composition Explorer della Nasa e il Deep Space Climate Observatory della Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) monitorano il vento solare da una posizione chiamata Punto di Lagrange L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Avvicinarsi di pi&amp;ugrave; al Sole permetterebbe di ottenere dati pi&amp;ugrave; precisi e con maggiore anticipo. Ed &amp;egrave; qui che entrano in gioco le vele solari. A differenza dei tradizionali sistemi a propulsione chimica per muoversi nello spazio, le vele solari sfruttano la pressione esercitata dai fotoni della luce solare per spingere i satelliti, proprio come il vento spinge una barca a vela.

Con l&amp;rsquo;obiettivo di compiere osservazioni pi&amp;ugrave; ravvicinate, la Noaa, in collaborazione con la Nasa, sta sviluppando una versione a grande scala di una vela solare nell'ambito del progetto Solar Cruiser. Una volta dispiegata, questa vela solare coprir&amp;agrave; un'area di 1.653 metri quadrati e permetter&amp;agrave; ai satelliti di navigare oltre L1. Il progetto prevede una navicella centrale con bobine e un sistema di dispiegamento, oltre a quattro vele costruite in quadranti separati. La costruzione di queste componenti &amp;egrave; gi&amp;agrave; in corso, con il completamento previsto per febbraio 2026 e un lancio entro il 2029.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-18</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Ghost è in orbita intorno alla Luna</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Blue Ghost, il lander lunare di Firefly Aerospace, ha completato con successo una manovra di inserimento in orbita lunare il 13 febbraio, accendendo i suoi motori per oltre quattro minuti. Il lander, lanciato il 15 gennaio a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, fa parte del programma Commercial Lunar Payload Services della Nasa e trasporta 10 esperimenti scientifici e tecnologici. Tra questi c&amp;rsquo;&amp;egrave; Lugre, un innovativo ricevitore di navigazione satellitare, frutto della collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la Nasa e sviluppato da Qascom con il supporto&amp;nbsp;scientifico&amp;nbsp;del Politecnico di Torino.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;Nei prossimi 16 giorni, Blue Ghost eseguir&amp;agrave; ulteriori accensioni per stabilizzare la sua orbita prima di tentare l&amp;rsquo;atterraggio nel Mare Crisium, il 2 marzo. Se tutto andr&amp;agrave; come previsto, diventer&amp;agrave; il secondo lander privato a toccare il suolo lunare dopo Odysseus di Intuitive Machines, che ha compiuto l'impresa nel febbraio dello scorso anno.

Blue Ghost ha viaggiato insieme a Resilience, lander giapponese di ispace, che impiegher&amp;agrave; circa 3,5 mesi per raggiungere la Luna. Nel frattempo, il 26 febbraio, Intuitive Machines lancer&amp;agrave; il suo secondo lander, Athena, sempre con il supporto del Clps.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>Prime-1, la prima missione sulla Luna di utilizzo delle risorse in loco</video:title>
            <video:description>Perforare il suolo lunare e analizzare i gas cos&amp;igrave; rilasciati. &amp;Egrave; la sfida che dovr&amp;agrave; superare Prime-1 di Nasa, prima dimostrazione sulla Luna per l&amp;rsquo;utilizzo delle risorse in loco che a fine febbraio verr&amp;agrave; lanciata a bordo della missione Im-2 di Intuitive Machines. Questa &amp;egrave; la seconda consegna lunare che&amp;nbsp;l&amp;rsquo;azienda fornir&amp;agrave; alla Nasa nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;iniziativa&amp;nbsp;Clps.
Agganciato al lander Athena che tenter&amp;agrave; l&amp;rsquo;allunaggio vicino al Polo Sud lunare, Prime-1 esplorer&amp;agrave; il sottosuolo della Luna nel luogo di atterraggio fino a un metro di profondit&amp;agrave;, per individuare dove potrebbero trovarsi risorse sotterranee, tra cui l&amp;rsquo;acqua ghiacciata.
Questo lo far&amp;ograve; grazie i suoi due strumenti che lavoreranno in tandem: la trivella Trident perforer&amp;agrave; la superficie lunare per estrarre campioni di circa 10 cm di lunghezza, fornendo dati quali la temperatura e le propriet&amp;agrave; della regolite nel sottosuolo.
A differenza delle precedenti trivelle lunari delle missioni Apollo, Trident verr&amp;agrave; controllata direttamente dalla Terra.
Lo spettrometro di massa Msolo analizzer&amp;agrave;, invece, qualsiasi gas rilasciato in profondit&amp;agrave; dal perforamento dalla trivella, cercando di determinare la loro composizione e di fornire agli scienziati la distribuzione di gas presenti a diverse profondit&amp;agrave; sotto la superficie lunare.
Prime-1 segner&amp;agrave; cos&amp;igrave; un passo fondamentale per il futuro utilizzo delle risorse lunari in situ, a supporto delle esplorazioni umane di lungo periodo previste sulla Luna dal programma Artemis.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-14</video:publication_date>
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            <video:title>Roman Telescope, installato il parasole</video:title>
            <video:description>Continua l&amp;rsquo;assemblaggio del Nancy Grace Roman Space Telescope. Dopo il coronografo e l&amp;rsquo;ottica, sul telescopio che studier&amp;agrave; l&amp;rsquo;evoluzione dell&amp;rsquo;Universo col suo ampio campo visivo a raggi infrarossi, gli ingegneri hanno montato anche il parasole.

Si tratta di una struttura formata da due coperte termiche, uno strato interno e uno esterno separati da circa 2,5 centimetri. Il parasole serve per proteggere il telescopio dalla luce diffusa, permettendo cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;osservazione di oggetti pi&amp;ugrave; deboli e lontani, ma anche per mantenere una temperatura adeguata o impedire possibili impatti con micrometeoriti. Uno dei due strati &amp;egrave; infatti rinforzato con il Kevlar, una fibra sintetica estremamente resistente sia agli strappi, sia alle alte temperature, utilizzata normalmente come rivestimento dei giubbotti antiproiettile.

Progettato per rimanere chiuso durante il lancio e dispiegarsi una volta in orbita, il parasole &amp;egrave; stato testato utilizzando un sistema di negazione della gravit&amp;agrave; in modo da compensare il peso dello strumento.

Dopo averli testati singolarmente, i tecnici hanno unito il parasole al barilotto esterno presso la camera bianca (o camera asettica) al Goddard Space Flight Center della Nasa.

La missione ha superato il cosiddetto Key Decision Point-D che segna ufficialmente il passaggio dalla fase di costruzione dei componenti, alla fase di assemblaggio, test e lancio. Se il montaggio sar&amp;agrave; completato come da programma per l&amp;rsquo;autunno del 2026, il Roman Telescope partir&amp;agrave; nel 2027 a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-13</video:publication_date>
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            <video:title>Cambio navetta per la missione 'Crew-10'</video:title>
            <video:description>La Nasa ha deciso insieme a Space X di usare la capsula Crew Dragon Endurance per la prossima missione 'Crew-10', invece del nuovo modello in fase di completamento.
La scelta di servirsi ancora del vecchio veicolo &amp;egrave; stata fatta per evitare ulteriori ritardi della partenza, prevista inizialmente per questi giorni ma poi posticipata di un mese proprio per dare il tempo a SpaceX di ultimare la nuova capsula.

L'azienda spaziale di Elon Musk per&amp;ograve; ha bisogno ancora di altro tempo, mentre la partenza di Crew-10 non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; rinviabile.
Da qui la scelta di utilizzare ancora una volta la Crew Dragon Endurance, che porter&amp;agrave; sulla Stazione Spaziale il nuovo equipaggio composto dalla comandante Anne McClain, dalla pilota Nichole Ayers, ambedue della Nasa, e dagli specialisti di missione Takuya Onishi dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa e Kirill Peskov, cosmonauta della Roscosmos.

Partire appena possibile &amp;egrave; importante soprattutto per riportare sulla Terra gli astronauti Suni Williams e Butch Wilmore, giunti a giugno scorso per restare appena otto giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale ma poi, per problemi di sicurezza della navetta Boeing Starliner, che avrebbe dovuto riportarli a casa, sono rimasti bloccati in orbita bassa per oltre otto mesi.

L'arrivo ormai imminente di Crew-10, e cio&amp;egrave; della settantatreesima missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale, segna anche il ritorno a casa dell'astronauta Nasa Nick Hague e del cosmonauta di Roscosmos Aleksandr Gorbunov, che sono parte dell'equipaggio numero nove che ha operato sulla Stazione nei mesi passati.

La nuova Crew Dragon, ancora in fase di ultimazione, dovrebbe essere utilizzata anche per l'imminente partenza della missione 'Ax-4', che porter&amp;agrave; sulla Stazione Spaziale quattro astronauti di varie nazioni per un soggiorno di due settimane.
Contrariamente a quanto deciso dalla Nasa per la partenza di Crew-10, per Ax 4 al momento non sono stati annunciati ritardi o cambi di navetta.


Foto: L'equipaggio della missione Crew-10 (chiamata anche Expedition 73), in procinto di partire per la Stazione Spaziale Internazionale. Da sinistra: Kirill Peskov, Nichole Ayers, Anne McClain, Takuya Onishi&amp;nbsp; (Crediti: Nasa)
Musica video: 'Global Tech News' - MusicinMedia</video:description>
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            <video:title>Gracie, il primo hopper lunare alla ricerca di acqua</video:title>
            <video:description>A fine febbraio, la missione Im-2 di Intuitive Machines, supportata dalla Nasa, lancer&amp;agrave; il lander Athena verso la Luna con l'obiettivo di esplorare la regione vicino al polo sud, potenzialmente ricca di ghiaccio d'acqua.

A bordo ci saranno diversi robot innovativi, tra cui Gracie,&amp;nbsp; progettato per esplorare ambienti estremi della Luna utilizzando un metodo di locomozione unico: i salti propulsivi.&amp;nbsp; Grazie a questo tipo di propulsione il robot sar&amp;agrave; in grado di superare ostacoli e raggiungere luoghi inaccessibili, come crateri profondi, senza il rischio di rimanere bloccato.

Nel dettaglio utilizzer&amp;agrave; i propulsori a gas per saltare sulla superficie lunare, effettuando 5 salti, con altezze progressive. Gracie comunicher&amp;agrave; tramite la prima rete 4G/Lte lunare, fornita da Nokia. Infine, se il contatto viene perso nel cratere, Gracie &amp;egrave; progettato per saltare fuori autonomamente dopo 45 minuti o quando la temperatura scende sotto una soglia critica. Athena atterrer&amp;agrave; il 6 marzo e operer&amp;agrave; per circa 10 giorni.

Attualmente, altri due lander privati sono in viaggio verso la Luna: Resilience, sviluppato dalla compagnia giapponese ispace e Blue Ghost, di Firefly Aerospace. Quest&amp;rsquo;ultimo trasporta Lugre, il ricevitore frutto di una collaborazione&amp;nbsp;tra l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;e la&amp;nbsp;Nasa&amp;nbsp; realizzato da Qascom con il contributo scientifico del Politecnico di Torino.&amp;nbsp;Lugre ha gi&amp;agrave; testato con successo la fattibilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;utilizzo dei segnali del sistema del sistema globale&amp;nbsp;Gnss durante il suo viaggio verso la Luna. Una volta atterrato, getter&amp;agrave; le basi per sistemi di navigazione e di comunicazione basati sul Gnss anche sulla superficie lunare a supporto di future missioni permanenti.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-11</video:publication_date>
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            <video:title>Idrogel contro le radiazioni cosmiche</video:title>
            <video:description>Nello spazio, fuori dal campo magnetico terrestre e dall&amp;rsquo;atmosfera terrestre, non ci sono scudi naturali a protezione dai raggi cosmici. In un solo giorno, un astronauta in viaggio pu&amp;ograve; ricevere la stessa dose di radiazioni di un intero anno sulla Terra, con seri rischi per il cervello, il cuore e il sistema nervoso.

Per questo motivo, c'&amp;egrave; una continua ricerca di materiali leggeri per schermare le navicelle dalle radiazioni. L'acqua &amp;egrave; fra i pi&amp;ugrave; efficaci: &amp;egrave; densa e ricca di atomi di idrogeno, che interagiscono con le particelle nocive rallentandole. Ma usarla nello spazio presenta delle sfide: contenitori voluminosi limiterebbero i movimenti degli astronauti, una distribuzione irregolare ridurrebbe la protezione e il rischio di fuoriuscite sarebbe disastroso per i componenti elettronici.&amp;nbsp;

Una soluzione promettente potrebbe arrivare per&amp;ograve; dagli idrogel realizzati da polimeri superassorbenti.&amp;nbsp;Si tratta di&amp;nbsp;un materiale&amp;nbsp;in grado di assorbire enormi quantit&amp;agrave; di acqua, trasformandola in una massa gelatinosa stabile.

Gi&amp;agrave; utilizzati in lenti a contatto, pannolini e materiali per l&amp;rsquo;igiene, gli idrogel trattengono l&amp;rsquo;acqua evitando perdite anche in caso di perforazioni e assicurando una distribuzione omogenea, quindi una protezione uniforme.

Ora, un gruppo di ricercatori dell'Universit&amp;agrave; di Ghent, in Belgio, sta testando queste potenzialit&amp;agrave; degli idrogel in 3D&amp;nbsp;come materiale alternativo per gli scudi antiradiazioni, pi&amp;ugrave; sicuro ed efficace della sola acqua.&amp;nbsp;Il team &amp;egrave; riuscito a dimostrare con successo che gli idrogel sono sicuri da usare in condizioni spaziali ed &amp;egrave; ora impegnato a sperimentare diverse tecniche per la modellazione del materiale in 3D.

L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; quello di ottenere scudi antiradiazioni altamente efficaci, per realizzare in futuro&amp;nbsp;protezioni uniformi&amp;nbsp;su misura e personalizzate sia per gli habitat spaziali che per le tute durante le attivit&amp;agrave; extraveicolari.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-10</video:publication_date>
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            <video:title>Nei campioni di Bennu sono presenti gli elementi base per la vita</video:title>
            <video:description>Una scoperta epocale svela che i campioni dall&amp;rsquo;asteroide Bennu consegnati alla Terra da Osiris-Rex contengono i mattoni della vita.
Un primo studio su Nature ha scoperto&amp;nbsp;nei frammenti una variet&amp;agrave; di sali minerali che indicano la possibile formazione di composti organici sul progenitore di Bennu.
Un altro studio su Nature Astronomy ha rilevato nei frammenti di Bennu 14 dei 20 amminoacidi terrestri e tutte e 5 le basi azotate di Dna e Rna.
Le scoperte dei due studi pubblicati sostengono cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;ipotesi secondo cui gli asteroidi potrebbero aver portato gli elementi base per la vita sulla Terra.
Finora erano stati rilevati amminoacidi in frammenti di asteroidi caduti sulla Terra esposti per&amp;ograve; a contaminazioni nel contatto con l&amp;rsquo;atmosfera e l&amp;rsquo;ambiente terrestre.
I campioni di Bennu raccolti nel 2020 da OSIRIS-REX e consegnati nel 2023&amp;nbsp;sono invece rimasti incontaminati e ora sono studiati da scienziati di tutto il mondo.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-07</video:publication_date>
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            <video:title>Punch scoprirà come la corona solare diventa eliosfera</video:title>
            <video:description>La nostra stella, oltre a illuminare e scaldare la Terra, &amp;egrave; un luogo di fenomeni inspiegabili che influenzano tutto il Sistema Solare. Per studiare tali enigmi, negli ultimi anni sono partite due sonde dedicate, il Solar Orbiter dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea e la Parker Solar Probe della Nasa. A fine mese la Nasa lancer&amp;agrave; anche Punch, una missione d&amp;rsquo;avanguardia che, secondo gli scienziati, aprir&amp;agrave; un nuovo capitolo per lo studio dell&amp;rsquo;elio fisica.
I fenomeni pi&amp;ugrave; sorprendenti finora osservati riguardano la corona e il vento solare. La prima &amp;egrave; un&amp;rsquo;atmosfera generata dai gas provenienti dalla superficie del Sole, ma con una temperatura molto pi&amp;ugrave; alta rispetto alla superficie stessa. Il vento, invece, consiste in particelle cariche che partono dal Sole e accelerano inspiegabilmente mentre attraversano lo spazio.
La missione di Punch &amp;egrave; scoprire come la corona si trasforma in vento, e come il vento crei questa bolla gigantesca in cui viviamo, e che racchiude tutto il Sistema Solare, nota come eliosfera.
Per tale scopo &amp;egrave; importante osservare il Sole sia da vicino sia da lontano. Gli scienziati hanno quindi concepito Punch con quattro telecamere che operano come un singolo strumento virtuale in orbita terrestre bassa per monitorare le eruzioni solari e le tempeste spaziali per tutto il sistema solare. Con il set di dati complementari delle tre missioni dedicate al Sole, gli scienziati si aspettano di rivoluzionare il modo in cui viene previsto il meteo spaziale.
Il lancio &amp;egrave; previsto per il 27 febbraio, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX. Nell&amp;rsquo;ambito del programma Nasa che mira a rendere le missioni spaziali pi&amp;ugrave; economiche, Punch sar&amp;agrave; lanciato insieme a SphereX, il nuovo telescopio spaziale che mapper&amp;agrave; l&amp;rsquo;Universo nel vicino infrarosso.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-06</video:publication_date>
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            <video:title>Volo suborbitale riuscito per il New Shepard Ns-29</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; concluso con un successo&amp;nbsp;il ventinovesimo volo del razzo New Shepard, dell'azienda spaziale americana Blue Origin. La missione, chiamata Ns-29, consisteva in un volo suborbitale senza astronauti, durante il quale sono stati svolti alcuni test con gravit&amp;agrave; simulata per conto della Nasa.

Con un lancio ottimale, il booster ha spinto la nuova capsula 'Karman Line' fino a un'altitudine di 105 chilometri, per poi sganciarla e riatterrare autonomamente. Durante la breve permanenza in orbita bassa, &amp;egrave; stato studiato il comportamento in condizioni di gravit&amp;agrave; lunare di una serie di materiali di test stipati nel carico e forniti dalla Nasa.
La gravit&amp;agrave; della Luna, che &amp;egrave; un sesto di quella terrestre, &amp;egrave; stata simulata dalla forza centrifuga creata facendo ruotare la capsula quasi 11 volte al minuto, per due minuti.

La Nasa ha potuto cos&amp;igrave; studiare il comportamento della polvere lunare e i suoi effetti sui materiali, mediante 29 esperimenti svolti contemporanemente, soprattutto per un tempo superiore a quello raggiungibile con lo Zero Gravity Research Facility. L'enorme e costoso simulatore del Glenn Research Center infatti non pu&amp;ograve; ricreare una gravit&amp;agrave; artificiale per un tempo superiore ai 20 secondi.
Oltre agli esperimenti per la Nasa, la missione Ns-29 ha condotto anche ricerche per conto della 'Honeybee Robotics', una divisione del gruppo Blue Origin dedicata alle attivit&amp;agrave; commerciali e attualmente impegnata a studiare come scavare, raccogliere e lavorare al meglio la regolite lunare.

Dopo gli esperimenti, la capsula &amp;egrave; rientrata e atterrata senza problemi. Sul finale, uno dei tre paracadute non si &amp;egrave; aperto completamente, ma Blue Origin ha spiegato che questo imprevisto non ha destato alcuna preoccupazione, perch&amp;eacute; per un atterraggio senza rischi sono sufficienti anche due soli paracadute.

&amp;nbsp;

Crediti: Blue Origin, Nasa.
Musica: On The Runway - SP Music</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>L’intelligenza artificiale rivela nuovi crateri su Marte</video:title>
            <video:description>La sonda Mro della Nasa ha svolto un ruolo chiave nella scoperta di un nuovo cratere d&amp;rsquo;impatto su Marte, correlato a un evento sismico rilevato dal lander InSight della Nasa. Grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato presso il Jet Propulsion Laboratory, Mro ha analizzato decine di migliaia di immagini della superficie marziana, individuando rapidamente i segni di nuovi impatti.

Tra i 123 crateri identificati, uno di 21,5 metri situato nell&amp;rsquo;area denominata Cerberus Fossae &amp;egrave; stato associato a un terremoto marziano rilevato dal sismometro di InSight. L&amp;rsquo;impatto &amp;egrave; stato identificato grazie al lavoro di Cassis, la camera ad alta risoluzione a bordo del Trace Gas Orbiter di Exomars. Cassis &amp;egrave; progettata per catturare immagini a colori e in modalit&amp;agrave; stereoscopica della superficie di Marte, ed &amp;egrave; stata realizzata con il contributo delll&amp;rsquo;Inaf &amp;ndash;Osservatorio Astronomico di Padova e dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.

Le immagini hanno permesso agli scienziati di comprendere meglio come le onde sismiche viaggiano attraverso la crosta e il mantello marziano, suggerendo che alcuni segnali attribuiti a terremoti interni potrebbero in realt&amp;agrave; derivare da impatti meteoritici. Il lavoro di Mro dimostra il valore dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale nell&amp;rsquo;analisi rapida dei dati planetari, accelerando la ricerca e migliorando la comprensione della struttura interna di Marte.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-04</video:publication_date>
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            <video:title>L’universo in 102 colori per la prima volta con Spherex</video:title>
            <video:description>Verr&amp;agrave; lanciato a fine febbraio a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9 e sar&amp;agrave; il primo telescopio spaziale a&amp;nbsp;osservare centinaia di milioni di stelle e galassie in 102 colori nel vicino infrarosso. Si tratta di una sonda conica chiamata Spherex (Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer), progettata dalla Nasa per mappare l&amp;rsquo;universo rilevando due tipi di luce cosmica: ottica e infrarossa.

Proprio come un prisma trasforma la luce solare in un arcobaleno, il telescopio utilizzer&amp;agrave; la tecnica della spettroscopia per analizzare le propriet&amp;agrave; della luce proveniente da oggetti lontani, scomponendola in singoli colori.

A differenza del James Webb Space Telescope - specializzato in osservazioni dettagliate di regioni altamente localizzate dell'universo limitate alla sezione infrarossa dello spettro elettromagnetico - Spherex scansioner&amp;agrave; l&amp;rsquo;intera volta celeste ogni sei mesi, raggiungendo un livello di risoluzione cromatica senza precedenti.

La missione mira a costruire una mappa tridimensionale della posizione di centinaia di milioni di galassie per approfondire la nostra comprensione dell'inflazione cosmica, l'evento che, nei primissimi istanti dopo il Big Bang, ha causato un'enorme espansione dell'universo.

Un altro obiettivo scientifico &amp;egrave; lo studio dell'evoluzione galattica, con particolare attenzione alla distribuzione di acqua ghiacciata, anidride carbonica e altre molecole per esplorare le origini della vita sulla Terra.

Per ottenere immagini accurate, per&amp;ograve;, Spherex non pu&amp;ograve; essere esposto al calore, che interferirebbe con i dati. Per questo motivo, operer&amp;agrave; in un&amp;rsquo;orbita sincrona con il Sole all'alba e al tramonto, sufficientemente lontano dalla luce solare per studiare le emissioni infrarosse.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>Parker e Solar Orbiter insieme per svelare i misteri del Sole</video:title>
            <video:description>Perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;atmosfera pi&amp;ugrave; esterna del Sole, chiamata corona, &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; calda della sua superficie?
Che cosa accelera il vento solare, ossia il flusso di particelle cariche espulse dalla nostra stella che investe anche la Terra?
Questi sono solo alcuni dei grandi quesiti a cui la fisica solare contemporanea sta cercando di rispondere da pi&amp;ugrave; di mezzo secolo. Le prime evidenze dirette stanno arrivando per&amp;ograve; solo da pochi anni, e questo grazie alle missioni Parker Solar Probe di Nasa, lanciata nel 2018, e Solar Orbiter di Esa, decollata nel 2020; due sonde spaziali che si stanno letteralmente tuffando nel Sole, arrivando dove nessuna prima di loro si &amp;egrave; mai spinta.
Solar Orbiter &amp;egrave; la sonda spaziale che ha portato dei telescopi pi&amp;ugrave; lontano che mai dalla Terra, fino a 43,5 milioni di km dalla superficie del Sole; la missione Parker, invece, ha siglato il 24 dicembre 2024 il record assoluto di avvicinamento al Sole, volando a 6,1 milioni di chilometri sopra la superficie del Sole e toccando la sua atmosfera, il tutto senza subire alcun danno.

&amp;laquo;In realt&amp;agrave; l'atmosfera del Sole non finisce alla superficie che si vede dalla Terra, la cosiddetta fotosfera, in realt&amp;agrave; la corona si estende e la Terra stessa &amp;egrave; immersa nell'atmosfera esterna del Sole. &amp;ndash; afferma Marco Velli, dell&amp;rsquo;Ucla Space Institute e membro del Parker Solar Probe Team &amp;ndash; Questa bolla di gas molto caldo &amp;ndash; anche in prossimit&amp;agrave; della Terra, la temperatura &amp;egrave; dell'ordine di 4-500.000&amp;deg; C anche se &amp;egrave; molto molto poco denso &amp;ndash; questa bolla si estende a una distanza fino a 100 volte la distanza della Terra dal Sole, 100 unit&amp;agrave; astronomiche. Questa atmosfera esterna del Sole si muove in maniera velocissima, supersonica; &amp;egrave; un gas in espansione, c&amp;rsquo;&amp;egrave; un vento solare, che poi quando incontra il mezzo interstellare cessa repentinamente attraverso un'onda d'urto. Allora la domanda che ci si &amp;egrave; sempre posti &amp;egrave;: com'&amp;egrave; possibile che una stella abbastanza tranquilla anche se ha un ciclo di attivit&amp;agrave; magnetica, come il Sole, possa produrre un vento con questa velocit&amp;agrave;, con queste altissime temperature quando la temperatura della superficie del Sole &amp;egrave; relativamente modesta - intorno ai 6000&amp;deg; Kelvin o &amp;deg;C &amp;egrave; la stessa cosa - e con queste temperature incredibili all'orbita della Terra, tali da scavare questa bolla, appunto, nel mezzo interstellare. Quindi si tratta di capire sostanzialmente come &amp;egrave; che nasce la corona solare, dove il gas &amp;egrave; stato misurato da molti anni, essere a temperature dell'ordine del milione di gradi. Chi &amp;egrave; che compie il lavoro necessario per riscaldare la corona? Si pensa che siano i campi magnetici&amp;raquo;.

Nel 2021, durante il suo ottavo flyby del Sole, Parker Solar Probe effettua il primo passaggio all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;atmosfera solare diventando cos&amp;igrave; il primo veicolo spaziale a toccare il Sole. In questa occasione la sonda Nasa ha effettuato anche il primo campionamento di particelle e campi magnetici di una stella. I dati di Parker hanno dato cos&amp;igrave; la prima misurazione diretta di dove si trova il confine tra la fine dell'atmosfera solare e l'inizio del vento solare, rilevato da Parker a circa 13 milioni di km dalla superficie del Sole.

&amp;laquo;La sonda aveva come scopo di avvicinarsi al Sole sufficientemente dove il campo magnetico &amp;egrave; pi&amp;ugrave; forte in qualche modo dell'energia cinetica media delle particelle, quindi l'energia magnetica &amp;egrave; pi&amp;ugrave; intensa &amp;ndash; afferma Marco Velli, dell&amp;rsquo;Ucla Space Institute e membro del Parker Solar Probe Team &amp;ndash; il campo magnetico del Sole decresce con la distanza, diventa sempre pi&amp;ugrave; basso mentre il vento accelera, e quindi c'&amp;egrave; a un certo punto un passaggio al di l&amp;agrave; del quale il campo magnetico diventa dominante e questa regione si chiama regione di Alfv&amp;eacute;n; e la sonda solare &amp;egrave; stata la prima a entrare all'interno di questa regione e cercare di osservare il motore che riscalda la corona, accelera il vento solare&amp;raquo;.

Fin dal suo primo passaggio vicino al Sole, avvenuto nel 2018, le indagini in situ di Parker hanno fornito fondamentali osservazioni del vento solare, svelando inaspettatamente come questo flusso di particelle cariche sia caratterizzato da particolari turbolenze.

&amp;laquo;Il vento solare, quindi questo gas che viene emesso in maniera cos&amp;igrave; veloce, &amp;egrave; in realt&amp;agrave; un mezzo estremamente turbolento e con onde di ampiezza enorme che si propagano allontanandosi dal Sole. &amp;ndash; afferma Marco Velli, dell&amp;rsquo;Ucla Space Institute e membro del Parker Solar Probe Team &amp;ndash; Queste onde particolari - potremmo parlare di cavalloni per fare l'equivalenza con le onde sul mare - fanno parte di una turbolenza generale: le onde sul mare ci sono sempre, ma ogni tanto si trovano onde anomale. Quello che si &amp;egrave; osservato &amp;egrave; che queste onde sono talmente di grande ampiezza da addirittura rovesciare il campo magnetico in forma di zigzag. Abbiamo capito che uno dei motivi per cui il vento poi arriva a spingersi a velocit&amp;agrave; cos&amp;igrave; alte lontano dal Sole, dai 700 agli 800 km/s, &amp;egrave; dovuto al fatto che questi cavalloni danno una spinta al vento medio&amp;raquo;.

Ma i record di Parker Solar Probe non finiscono qui: in occasione del flyby pi&amp;ugrave; ravvicinato al Sole di sempre, effettuato a fine 2024, la sonda Nasa &amp;egrave; diventata anche l&amp;rsquo;oggetto pi&amp;ugrave; veloce mai creato dall&amp;rsquo;uomo, sfrecciando attraverso l&amp;rsquo;atmosfera solare a 692mila km/h.&amp;nbsp;

&amp;laquo;Quando va cos&amp;igrave; veloce intorno al Sole, la sonda sostanzialmente fa una specie di istantanea della struttura della corona in un periodo brevissimo, in meno di un giorno sostanzialmente riesce ad attraversare tutta la corona. &amp;ndash; afferma Marco Velli, dell&amp;rsquo;Ucla Space Institute e membro del Parker Solar Probe Team &amp;ndash; Quando &amp;egrave; molto lontana invece si muove ruotando intorno al Sole alla stessa velocit&amp;agrave; con cui ruota il Sole, per cui riesce a misurare lo stesso vento su un percorso di grande distanza, quindi riesce a fare anche misure di come accelera il vento&amp;raquo;.

Questo flyby record di Parker &amp;egrave; solo il primo passaggio ravvicinato di una serie di sorvoli e di osservazioni in prossimit&amp;agrave; che la sonda effettuer&amp;agrave; ora ogni tre mesi, sempre alla stessa distanza dal Sole, 6,1 milioni di chilometri sopra la sua superficie. Questo grazie al raggiungimento di un&amp;rsquo;orbita ottimale dopo 7 sorvoli di Venere realizzati da Parker in oltre 6 anni.

&amp;laquo;E adesso accumuliamo misure. Perch&amp;eacute; vogliamo accumulare misure nel tempo? Perch&amp;eacute; il sole &amp;egrave; una stella magnetica e ha un ciclo di attivit&amp;agrave;. &amp;ndash; afferma Marco Velli, dell&amp;rsquo;Ucla Space Institute e membro del Parker Solar Probe Team &amp;ndash; Quando Probe &amp;egrave; stata lanciata nel 2018 il Sole era vicino al minimo di attivit&amp;agrave;, adesso nel 2025 siamo vicini al massimo di attivit&amp;agrave; e poi star&amp;agrave; scendendo nell'attivit&amp;agrave;. Ecco, misurando la struttura della corona e come funziona la corona in diversi momenti di attivit&amp;agrave; magnetica ci dar&amp;agrave; una immagine, come dire, anche temporalmente corretta dell'evoluzione della dinamica della corona e dell'eliosfera, quindi del vento solare, a diversi momenti del ciclo di attivit&amp;agrave; solare&amp;raquo;.

I successi e le scoperte della sonda Parker di Nasa arrivano anche grazie alla sinergia con Solar Orbiter di Esa, l&amp;rsquo;altra missione che in questi anni sta studiando da vicino il Sole. Nel 2022, quando erano rispettivamente a 9 milioni e a 89 milioni di km dal Sole, Parker e Solar Orbiter si sono allineate, venendo investite dallo stesso flusso di vento solare con due giorni di distanza, potendone cos&amp;igrave; studiare insieme l&amp;rsquo;evoluzione nello spazio.

&amp;laquo;Solar Orbiter &amp;egrave; la sonda che porta i telescopi pi&amp;ugrave; lontani da Terra mai costruita&amp;nbsp;&amp;ndash; afferma Marco Velli, dell&amp;rsquo;Ucla Space Institute e membro del Parker Solar Probe Team &amp;ndash; In questa prima fase &amp;egrave; riuscita, avendo un'orbita pi&amp;ugrave; lenta di Probe, ad avere quelle che si chiamano congiunzioni in cui Probe e Orbiter si trovano sulla stessa linea e quindi misurare come le onde, queste onde di cui vi ho parlato,&amp;nbsp;questi cavalloni magnetici, possono poi contribuire all'accelerazione del vento solare facendo misure dirette dello stesso pacchetto, dello stesso plasma proveniente dal Sole a due diverse distanze dal Sole. E questo &amp;egrave; stato un primo allineamento e ha dimostrato come queste onde effettivamente svolgono un ruolo fondamentale nell'accelerare il vento solare&amp;raquo;.

A differenza di Parker di Nasa, a bordo di Solar Orbiter si trovano strumenti per indagini in situ ma anche strumenti di telerilevamento in grado di osservare a distanza i diversi strati dell&amp;rsquo;atmosfera del Sole.

&amp;laquo;Solar Orbiter analizza simultaneamente le regioni, le sorgenti che sono origine del vento solare con degli strumenti di telerilevamento che sono in grado di fornire informazioni sia della fotosfera, quindi degli strati pi&amp;ugrave; bassi dell'atmosfera del sole dove l'energia viene immagazzinata, e fino agli strati pi&amp;ugrave; alti, quelli coronali, dove invece l'energia viene rilasciata anche in modo impulsivo. &amp;ndash; afferma Marco Stangalini, responsabile di programma ASI della missione Solar Orbiter &amp;nbsp;&amp;ndash; Simultaneamente in quel caso in cui ci sono allineamenti, quello che poco prima Solar Orbiter ha osservato sull'atmosfera del sole, nell'atmosfera del Sole si trova a transitare in prossimit&amp;agrave; di Parker Solar Probe ed eventualmente anche poi proseguendo il suo viaggio di allontanamento dal Sole del vento solare, quindi di espansione nel sistema interplanetario, ad arrivare anche a Solar Orbiter stesso. Quindi in quel in quel caso in cui si hanno allineamenti di questo tipo si ha la possibilit&amp;agrave; di studiare eh il comportamento e l'evoluzione del plasma durante la propagazione nello spazio interplanetario, ma allo stesso tempo cercare di studiare le sorgenti che hanno originato questo plasma e quindi in questo senso le due missioni sono estremamente sinergiche&amp;raquo;.

Pur rimanendo pi&amp;ugrave; distante dal Sole rispetto a Parker, la dotazione simultanea di telescopi e&amp;nbsp;strumenti in situ rende la missione Solar Orbiter unica e fondamentale per svelare l'origine dei fenomeni atmosferici solari sulla superficie del Sole.

&amp;laquo;La particolarit&amp;agrave; di Solar Orbiter &amp;egrave; che gi&amp;agrave; al suo interno possiede sia strumenti in situ, quindi del tutto analoghi a quelli che sono su Parker Solar Probe e quindi analizzano la composizione del plasma, il campo magnetico nel vento solare l&amp;igrave; dove si trova a passare lo spacecraft, ma allo stesso tempo ha strumenti di telerilevamento proprio per operare questa connessione di cui parlavo prima tra il vento solare in situ e le sorgenti, ed eventualmente anche rintracciare quali siano le sorgenti di quello che si osserva e si misura a pi&amp;ugrave; grande distanza. &amp;ndash; afferma Marco Stangalini, responsabile di programma ASI della missione Solar Orbiter &amp;nbsp;&amp;ndash; E questa &amp;egrave; una possibilit&amp;agrave; unica di studiare il Sole, se pensiamo che, fino a qualche anno fa, prima di Solar Orbiter non avevamo missioni che erano in grado non solo di osservare il Sole da una distanza riavvicinata, ma anche appunto di cercare di capire quale fosse la connessione tra quello che avviene in termini di processi fisici dentro l'atmosfera del Sole e quello che poi &amp;egrave; il risultato di questi processi e del loro impatto nello spazio interplanetario&amp;raquo;.

Le risposte ai misteri del Sole stanno arrivando quindi anche grazie all'Italia.&amp;nbsp; La missione Solar Orbiter di Esa vede, infatti, il contributo italiano sotto il coordinamento dell'Agenzia Spaziale Italiana, con il coinvolgimento dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, del Cnr e di diverse universit&amp;agrave; italiane, nonch&amp;eacute; dell'industria italiana, che ha fornito un intero strumento, Metis.

&amp;laquo;Metis &amp;egrave; il coronografo a bordo di Solar Orbiter, &amp;egrave; uno strumento che occultando la luce che arriva dal disco solare permette di osservare le regioni pi&amp;ugrave; esterne della corona solare e quindi quegli strati pi&amp;ugrave; esterni dell'atmosfera dove ha origine il vento solare. &amp;ndash; afferma Marco Stangalini, responsabile di programma ASI della missione Solar Orbiter &amp;nbsp;&amp;ndash; L'altro contributo italiano, sempre sotto la guida della il coordinamento dell'Agenzia Spaziale Italiana &amp;egrave; l'unit&amp;agrave; di processamento di bordo dello strumento Swa, che &amp;egrave; uno strumento che analizza il vento solare in situ.
E infine un altro contributo italiano &amp;egrave; dato dalla fornitura del software per l'imaging dello strumento Stix, strumento X che studia i flares solari. Ecco, quindi un contributo sostanzioso, mi verrebbe da dire, che vede il coinvolgimento sia della comunit&amp;agrave; scientifica, ma anche della comunit&amp;agrave; industriale italiana&amp;raquo;.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-31</video:publication_date>
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            <video:title>I buchi neri supermassicci si preparano il pasto</video:title>
            <video:description>Un nuovo passo &amp;egrave; stato fatto per comprendere meglio come agiscono i buchi neri e in particolare come si alimentano. Sembra come se questi divoratori cosmici soffiassero sul cibo rovente per raffreddarlo prima di mangiarlo.
I risultati di questa ricerca sono emersi osservando sette ammassi di galassie. Gli ammassi contengono le galassie pi&amp;ugrave; massicce dell&amp;rsquo;Universo le quali ospitano al proprio centro enormi buchi neri.
I getti che fuoriescono dai buchi neri supermassicci scavano grandi cavit&amp;agrave; scontrandosi con il gas caldo presente tra le galassie, un plasma incandescente chiamato mezzo intracluster (Icm). Lo scontro produce strutture filamentose di gas e quelle che si raffreddano ricadono nuovamente al centro del buco nero alimentandolo e innescando nuove esplosioni, per un nuovo nutrimento.
Tale processo di raffreddamento &amp;egrave; stato osservato con il telescopio spaziale Chandra che rileva i raggi X e da Terra con il Very Large Telescope (Vlt). Le immagini dell&amp;rsquo;ammasso di Perseo e dell&amp;rsquo;ammasso del Centauro mostrano in blu i filamenti di gas caldo rilevati con Chandra e in rosso i filamenti pi&amp;ugrave; freddi osservati dal Vlt.
Queste osservazioni sui meccanismi di alimentazione dei buchi neri, hanno aperto nuove strade anche sulla conoscenza dei meccanismi di crescita delle galassie. I filamenti di gas freddo, infatti, forniscono elementi per la nascita di nuove stelle. Mostrano, inoltre, una notevole somiglianza con le code delle &amp;lsquo;galassie medusa&amp;rsquo;; queste si formano quando la galassia attraversa il mezzo intracluster e il suo gas viene strappato via.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Ghost inquadra la Luna</video:title>
            <video:description>Prosegue senza problemi la Blue Ghost Mission 1. Il lander realizzato dell'azienda privata Firefly Aerospace con l'obiettivo di atterrare sulla Luna, si appresta a lasciare l'orbita terrestre per raggiungela. Nelle ultime due settimane sono state effettuate le necessarie rettifiche dell'orbita per impostare correttamente la rotta definitiva. Entro i prossimi dieci giorni, Blue Ghost accender&amp;agrave; i motori per la spinta finale che lo immetter&amp;agrave; nella rotta di Transito Lunare, iniziando un viaggio lungo 46 giorni per raggiungere il nostro satellite naturale.

In questi ultimi giorni di permanenza nell'orbita terrestre, il lander ha scattato alcune foto. La prima &amp;egrave; stata fatta al nostro pianeta, dopo una manovra di allontanamento per allargare il diametro dell'orbita.
Pi&amp;ugrave; di recente sono arrivati altri due scatti, stavolta fatti alla Luna. La prima immagine &amp;egrave; un ritratto, il nostro satellite appare piccolo e solitario, immerso nella vastit&amp;agrave; del Cosmo. La seconda &amp;egrave; un 'selfie', si vede in primo piano la parte superiore del lander illuminata dal Sole.

Gli scatti fanno parte della serie di test con cui i tecnici stanno verificando il corretto funzionamento degli strumenti che Blue Ghost ha in dotazione. Si tratta di dieci apparecchiature di vario genere, tra cui analizzatori della regolite, dei raggi X, un misuratore delle radiazioni, dell'attivit&amp;agrave; sismica e persino un nuovo retroriflettore su cui si potranno far rimbalzare fasci laser emessi dalla Terra per misurare le distanze.
Tra questi strumenti spicca anche l'italiano 'Lugre', un sofisticato e sensibile sistema di navigazione satellitare realizzato dalla startup 'Qascom' con il supporto del Politecnico di Torino, per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana.


Immagine: il 'selfie' di Blue Ghost, con la Luna sullo sfondo
Musiche: Space Chillout - Penguin Music</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-29</video:publication_date>
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            <video:title>I venti di Marte sotto la lente di Ingenuity</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; Nettuno a detenere il primato come pianeta pi&amp;ugrave; ventoso, ma correnti violente soffiano anche sugli altri pianeti del Sistema Solare.

Su Marte, per esempio, i venti possono essere estremamente potenti, scatenando tempeste di polvere che superano i 200 km/h, velocit&amp;agrave; simili a quelle dei grandi tornado sulla Terra. Tuttavia, a causa della bassa densit&amp;agrave; dell'atmosfera marziana - circa 100 volte pi&amp;ugrave; sottile di quella terrestre - queste tempeste, pur visivamente imponenti, non hanno la stessa forza distruttiva, risultando pi&amp;ugrave; simili a una forte brezza.

A tracciare un quadro dettagliato delle condizioni atmosferiche del Pianeta Rosso ci ha pensato Ingenuity. Grazie a sensori ingegneristici, telecamere e accelerometri, l&amp;rsquo;analisi dell&amp;rsquo;inclinazione del drone in volo stazionario ha permesso di misurare con precisione la velocit&amp;agrave; del vento su Marte a diverse altitudini, da 3 a 24 metri.

I droni generano spinta in avanti inclinando il loro corpo nella direzione desiderata. Se rimane stabile sospeso nell'aria e il vento soffia, il drone tende naturalmente a spostarsi nella sua direzione. Per contrastare questo spostamento, mantenendo la posizione rispetto al suolo, il drone si inclina controvento: pi&amp;ugrave; forte &amp;egrave; la corrente, maggiore sar&amp;agrave; l'inclinazione necessaria per restare fermo.

Nell&amp;rsquo;ambito della missione Mars 2020, il drone della Nasa &amp;ndash; molto pi&amp;ugrave; di una semplice dimostrazione tecnologica &amp;ndash; ha registrato velocit&amp;agrave; fino a 25 m/s.&amp;nbsp;Ingenuity ha cos&amp;igrave; dato concretezza ai rilevamenti, rispetto ai modelli precedenti che prevedevano che la velocit&amp;agrave; del vento su Marte non avrebbe superato i 15 m/s.

Sfruttando il successo di Ingenuity, anche il velivolo rotante Dragonfly - destinato a visitare Titano, satellite di Saturno - potrebbe ottenere risultati simili, delineando un profilo dei venti anche su quella luna.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-28</video:publication_date>
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            <video:title>BepiColombo ascolta i suoni di Mercurio</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;

Lo scorso 8 gennaio la sonda&amp;nbsp;BepiColombo&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;Esa&amp;nbsp;ha effettuato il sesto e ultimo flyby di&amp;nbsp;Mercurio. Nel corso di questa manovra lo strumento italiano&amp;nbsp;Isa (Italian Spring Accelerometer), sviluppato da&amp;nbsp;Thales Alenia Space&amp;nbsp;con il supporto dell&amp;rsquo;Inaf, ha misurato le vibrazioni della sonda in prossimit&amp;agrave; del pianeta. Il principale compito di Isa &amp;egrave; di misurare con estrema precisione le accelerazioni subite dalla sonda, fornendo cos&amp;igrave; dei dati fondamentali per studiare le forze non gravitazionali e migliorare la comprensione della dinamica orbitale attorno a Mercurio.

Queste vibrazioni sono state trasformate in suoni udibili dall&amp;rsquo;orecchio umano e il video realizzato dall&amp;rsquo;Esa comprende&amp;nbsp;diverse tipologie di suoni: il ronzio di sottofondo prodotto dalla sonda, le vibrazioni dei pannelli solari e il movimento del vapore nei tubi termici. Il video mostra una simulazione accurata della traiettoria della sonda durante il flyby, realizzata con lo strumento di visualizzazione spaziale&amp;nbsp;Spice-enhanced Cosmographia. L&amp;rsquo;inserto che appare nel video mostra scatti reali realizzati da una delle telecamere di monitoraggio di BepiColombo. L&amp;rsquo;obiettivo della missione &amp;egrave; studiare l&amp;rsquo;origine di Mercurio e analizzarne diverse caratteristiche come la magnetosfera, la mesosfera e il campo magnetico, L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;fornisce un contributo rilevante alla missione, con la responsabilit&amp;agrave; di 4 esperimenti sugli 11 presenti a bordo della sonda.

&amp;laquo;Le misurazioni effettuate da Isa durante il sesto e ultimo flyby di Mercurio rappresentano un&amp;nbsp;risultato scientifico significativo&amp;nbsp;per il team dello strumento &amp;ndash; afferma&amp;nbsp;Raffaele Pepe, Responsabile Asi per le attivit&amp;agrave; scientifiche degli strumenti Simbio-Sys, Isa e Phebus di BepiColombo &amp;ndash; L&amp;rsquo;analisi di questi dati, unita al confronto con quelli raccolti durante i flyby precedenti, fornir&amp;agrave; informazioni fondamentali per la calibrazione dello strumento, contribuendo a raggiungere la performance attesa per questo strumento e a garantire il successo della futura fase operativa della sonda BepiColombo in orbita attorno a Mercurio&amp;raquo;.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-27</video:publication_date>
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            <video:title>LuGRE, il primo strumento tutto italiano che atterrerà sulla Luna</video:title>
            <video:description>Il primo strumento tutto italiano che atterrer&amp;agrave; sulla Luna &amp;egrave; LuGRE, costruito&amp;nbsp;per ASI dall&amp;rsquo;azienda Qascom&amp;nbsp;col supporto scientifico del Politecnico di Torino.

LuGRE &amp;egrave; una missione congiunta ASI/NASA ed &amp;egrave; un ricevitore di navigazione satellitare per testare l&amp;rsquo;acquisizione e l&amp;rsquo;uso dei segnali GPS e Galileo ben oltre l&amp;rsquo;orbita terrestre.

Unico carico utile italiano sui dieci a bordo del lander privato Blue Ghost,&amp;nbsp;LuGRE &amp;egrave; stato lanciato il 15 gennaio e atterrer&amp;agrave; sulla Luna a inizio marzo.

Ha gi&amp;agrave; dimostrato l&amp;rsquo;uso dei segnali GNSS&amp;nbsp;per il posizionamento e la navigazione in viaggio verso la Luna e per la prima volta lo far&amp;agrave;&amp;nbsp;in orbita lunare&amp;nbsp;e&amp;nbsp;dal suolo lunare.

Durante il suo viaggio verso la Luna LuGRE ha stabilito un nuovo record acquisendo segnali GPS e GALILEO a&amp;nbsp;331.000 km&amp;nbsp;di distanza dalla Terra.

Captato in prossimit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;orbita lunare e&amp;nbsp;acquisito in due frequenze di 5 satelliti (3 GPS e 2 Galileo), il segnale conferma l&amp;rsquo;utilizzo del GNSS terrestre vicino alla Luna.

LuGRE getter&amp;agrave; le basi per sistemi di navigazione e di comunicazione basati sul GNSS sulla superficie lunare a supporto di future missioni permanenti.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-24</video:publication_date>
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            <video:title>La mini luna che viene dalla Luna</video:title>
            <video:description>2024 Pt5 &amp;egrave; l&amp;rsquo;asteroide di 10 metri che alla fine dello scorso anno &amp;egrave; stato catturato dalla gravit&amp;agrave; terrestre regalandoci una mini-luna per quasi due mesi.
Quando &amp;egrave; stato scoperto ad agosto, si ipotizzava provenisse dalla fascia di asteroidi che si trova tra Marte e Giove. Ora, dopo accurate osservazioni, sembra invece provenire proprio dalla Luna, un grande impatto avrebbe staccato questa roccia dalla sua superficie.
2024 Pt5, infatti, &amp;egrave; ricco di minerali di silicato, non del tipo rilevato sugli asteroidi, ma di quelli che sono stati trovati nei campioni di roccia lunare.
Sembra inoltre che abbia solo qualche migliaio di anni poich&amp;eacute; gli spettrometri non rivelano erosione spaziale e la luce riflessa corrisponde maggiormente alla roccia del nostro satellite.
Gli scienziati hanno anche escluso che possa trattarsi di spazzatura spaziale. Il suo movimento infatti suggerisce che si tratta di un oggetto pi&amp;ugrave; denso e pesante rispetto ai detriti.
2024 Pt5 e Kamo'oalewa, scoperto nel 2016, sono i due asteroidi individuati fino ad ora, che si ritiene si siano staccati dalla Luna.
Nonostante siano oggetti near Earth, quindi vicino alla Terra e per questo costantemente monitorati, non sono pericolosi per il nostro pianeta.

Crediti video: Nasa, Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Lega hi-tech per gli pneumatici dei rover</video:title>
            <video:description>'Lega a memoria di forma', si chiama cos&amp;igrave; il materiale che user&amp;agrave; la Nasa per costruire gli pneumatici dei futuri rover marziani.
Si tratta di una lega speciale in grado di adattarsi alle asperit&amp;agrave; del terreno rimodellando la sua forma, ma soltanto per il tempo necessario a superare la criticit&amp;agrave;. Una volta tornato sul terreno liscio, lo pneumatico riprende perfettamente la sua estetica precedente. Le leghe di questo tipo 'ricordano' la loro forma originale e dopo una qualsiasi deformazione ritornano sempre a quella.

Un materiale con queste caratteristiche &amp;egrave; perfetto per l'esplorazione spaziale: la Luna o Marte hanno una superficie rugosa e sofferta, che per un robot a guida autonoma &amp;egrave; complicato e pericoloso percorrere. Rocce e spuntoni sono ovunque, di norma si cerca di aggirarli, ma in alcuni casi devono essere per forza affrontati e scavalcati. Sono operazioni molto delicate e rischiose perch&amp;eacute; le ruote si potrebbero danneggiare o restare incastrate tra le rocce, mettendo fine alla missione.

Questi nuovi modelli ad altissima tecnologia hanno gi&amp;agrave; dimostrato nelle simulazioni di cavarsela meglio delle altre versioni di ruote a molle adottate finora.
Gli pneumatici a memoria di forma sono stati sviluppati dagli scienziati del centro di ricerche 'Glenn' della Nasa. L'uso di queste leghe dalle caratteristiche speciali non &amp;egrave; una novit&amp;agrave; per l'agenzia spaziale americana, ma applicarle alla costruzione delle ruote dei rover &amp;egrave; un'idea relativamente recente che sta mostrando risultati promettenti soprattutto in questi ultimi anni, grazie all'adozione di miscele sempre pi&amp;ugrave; adeguate.

Per l'ultimo prototipo realizzato ne &amp;egrave; stata usata una che unisce nickel e titanio, elementi che non solo sono particolarmente robusti, ma hanno anche un'elasticit&amp;agrave; tale da riuscire a deformarsi profondamente prima di danneggiarsi.
Inoltre, questa lega ha mostrato ottimi risultati sia nel garantire l'aderenza al suolo nelle discese, sia per limitare lo scivolamento laterale.

I materiali a memoria di forma si stanno rivelando sempre pi&amp;ugrave; una soluzione per l'esplorazione spaziale, in questi anni la Nasa sta finanziando numerose ricerche per estenderne l'uso anche in altri &amp;agrave;mbiti. Ad esempio, nella costruzione dei moduli abitativi, specialmente quelli lunari. Leghe con queste caratteristiche sarebbero infatti perfette per contrastare il bombardamento di micrometeoriti, potenzialmente in grado di deformarli fino a danneggiarli.
Con i materiali a memoria di forma qualsiasi 'ammaccatura' provocata dai colpi alla struttura si risolverebbe da sola.


Immagine: Prototipo di pneumatico fatto con una lega a memoria di forma sviluppato al Centro Ricerche Glenn della Nasa&amp;nbsp;
Musiche: 'Cinematics' - Devs</video:description>
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            <video:title>Un esopianeta con venti da record</video:title>
            <video:description>Ci spazzerebbe via in un istante, Wasp-127b. Poco pi&amp;ugrave; grande di Giove, questo gigante gassoso &amp;ndash; scoperto nel 2016 &amp;ndash; si trova a oltre 520 anni luce da noi. I suoi venti raggiungono velocit&amp;agrave; fino a 33mila chilometri orari, battendo il record dei movimenti di massa d'aria pi&amp;ugrave; veloci mai misurati su un pianeta.

Gli astronomi hanno utilizzato il Very Large Telescope (VLT) dell'Eso per mappare il clima e la composizione di questo esopianeta, misurando la luce della sua stella ospite mentre attraversava l&amp;rsquo;atmosfera superiore.

I risultati hanno confermato la presenza di vapore acqueo e molecole di monossido di carbonio ma, esaminando la velocit&amp;agrave; di questo materiale, il team ha osservato un doppio picco: una parte dell'atmosfera di Wasp-127b si sta muovendo verso la Terra, mentre un'altra si allontana da noi alla stessa velocit&amp;agrave;. Un chiaro segnale che venti estremamente potenti soffiano attorno all&amp;rsquo;equatore del pianeta. Con una velocit&amp;agrave; di nove chilometri al secondo, queste correnti superano perfino quelle di Nettuno che si muovono a mezzo chilometro al secondo, raggiungendo i 1800 chilometri orari.

Un quadro meteorologico complesso, dunque, quello di Wasp-127b: i poli sono pi&amp;ugrave; freddi rispetto al resto della superficie e le temperature mostrano leggere differenze tra il lato diurno e quello notturno. L&amp;rsquo;analisi delle dinamiche di questi mondi distanti permette di esplorare meccanismi come la redistribuzione del calore e i processi chimici, migliorando la nostra conoscenza della formazione dei pianeti e, potenzialmente, delle origini del nostro stesso Sistema Solare.</video:description>
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            <video:title>The Italian Space Industry (2025)</video:title>
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            <video:title>La filiera italiana dell'industria spaziale (2025)</video:title>
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            <video:title>Hubble svela i dettagli della galassia di Andromeda</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale Hubble ha realizzato il pi&amp;ugrave; grande fotomosaico della galassia di Andromeda (Messier 31), catturando il bagliore di 200 milioni di stelle in un'immagine di 2,5 miliardi di pixel, composta da oltre 600 scatti raccolti in pi&amp;ugrave; di un decennio. La galassia, con una popolazione stimata di 1 trilione di stelle, &amp;egrave; stata studiata nei dettagli attraverso i programmi PHAT e PHAST, che hanno mappato rispettivamente la met&amp;agrave; settentrionale e meridionale di Andromeda.

&amp;nbsp;

Questi studi hanno rivelato differenze significative rispetto alla Via Lattea, evidenziando una maggiore presenza di stelle giovani e segni di interazioni galattiche, probabilmente con la galassia satellite Messier 32. I dati forniscono indizi preziosi sull&amp;rsquo;evoluzione di Andromeda e sulla formazione stellare e contribuiscono anche alla comprensione della struttura della nostra galassia.

&amp;nbsp;

Le osservazioni di Hubble preparano il terreno per futuri studi con il telescopio James Webb, ampliando la nostra conoscenza dell&amp;rsquo;Universo e della sua evoluzione.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-20</video:publication_date>
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            <video:title>Starship: successo parziale per il settimo volo</video:title>
            <video:description>Test riuscito solo a met&amp;agrave; per il settimo volo di prova di Starship di SpaceX. Decollato&amp;nbsp;ieri alle 23:37 ora italiana&amp;nbsp;dal sito di Starbase, nel sud del Texas, il primo stadio Super Heavy ha acceso i suoi 33 motori Raptor e, dopo essersi separato&amp;nbsp;dalla navicella&amp;nbsp;Ship, &amp;egrave; tornato alla base. Sette minuti dopo il decollo, il booster &amp;egrave; stato riaccolto con successo dalle braccia meccaniche "chopstick" della torre di lancio, ripetendo l'impresa gi&amp;agrave; riuscita durante il quinto volo, avvenuto lo scorso ottobre.

Mentre il booster tornava, Starship ha continuato la sua ascesa, ma qualcosa &amp;egrave; andato storto. Circa otto minuti dopo il decollo, i dati telemetrici riportati sul display indicavano che soltanto uno dei sei motori Raptor era ancora attivo, e la velocit&amp;agrave; e l'altitudine del veicolo non venivano pi&amp;ugrave; aggiornate. Poco dopo, a seguito di un&amp;rsquo;anomalia, SpaceX&amp;nbsp;ha confermato&amp;nbsp;di aver perso il contatto con lo stadio superiore.

Ship, aggiornato e riprogettato nel design con un allungamento del veicolo di circa due metri, avrebbe dovuto rilasciare 10 satelliti simulati, simili ai futuri Starlink, prima di ammarare nell'Oceano Indiano, al largo delle coste australiane. Un incendio sviluppato nella capsula ha portato alla distruzione del veicolo, i cui detriti - ripresi in caduta - sono subito apparsi sul web.

Nonostante questa battuta d&amp;rsquo;arresto, l&amp;rsquo;azienda continua a pianificare voli di prova nel 2025, con l'obiettivo di rendere riutilizzabile l'intero sistema e di intraprendere missioni sempre pi&amp;ugrave; ambiziose,&amp;nbsp;per portare&amp;nbsp;equipaggi&amp;nbsp;e carichi utili in orbita terrestre, sulla Luna e&amp;nbsp;in futuro&amp;nbsp;su Marte.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-17</video:publication_date>
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            <video:title>New Glenn, decolla il razzo riutilizzabile di Blue Origin</video:title>
            <video:description>Missione compiuta per il New Glenn: il primo razzo riutilizzabile di Blue Origin &amp;egrave; volato oggi con successo per la prima volta nello spazio.
La missione Ng-1&amp;nbsp;&amp;egrave; decollata&amp;nbsp;alle 8:03 ora italiana dalla Space Force Station di Cape Canaveral, in Florida.

Come i veterani Falcon 9 e Falcon Heavy di SpaceX, anche il New Glenn di Blue Origin ha un primo stadio riutilizzabile, in grado di scendere autonomamente verso una nave di recupero in mare aperto.
Proprio le condizioni avverse previste in mare avevano bloccato finora il suo debutto, inizialmente atteso per il 10 gennaio.
Successivamente, il 13 gennaio, un problema al sottosistema del razzo ha lasciato il New Glenn sulla rampa di lancio nel primo vero tentativo di decollo. Inconveniente risolto come dimostra il volo di successo di questa mattina.

Circa 3 minuti e 15 secondi dopo il lift off &amp;egrave; avvenuta la separazione dei due stadi. 4 minuti pi&amp;ugrave; tardi, il primo stadio ha acceso i suoi motori iniziando cos&amp;igrave; le manovre di rientro. Il primo tentativo di recupero nella storia di Blue Origin si &amp;egrave; concluso per&amp;ograve; con la perdita del booster, che non ha raggiunto la chiatta nell&amp;rsquo;oceano Atlantico.
Il secondo stadio, invece, &amp;egrave; riuscito a completare la sua missione, portando in orbita con successo il carico utile ad esso agganciato, il Blue Ring Pathfinder, risultato operativo e in buone condizioni come previsto.
Per l'azienda di Jeff Bezos inizia quindi quasi alla perfezione la nuova avventura del New Glenn, razzo alto 98 metri, selezionato da Nasa per portare sulla Luna i lander Blue Moon Mark 1 e Mark 2 nelle future missioni del programma Artemis.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>Lugre è in viaggio verso la Luna</video:title>
            <video:description>Liftoff da manuale per il Lunar Gnss Receiver Experiment (Lugre), partito a bordo del razzo Falcon 9 di Space X il 15 gennaio alle ore 7:11 del mattino, dalla base Nasa di Cape Canaveral. Lugre, frutto della collaborazione tra l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e la Nasa, &amp;egrave; stato sviluppato dall&amp;rsquo;azienda italiana Qascom&amp;nbsp;con il supporto scientifico del Politecnico di Torino.&amp;nbsp;Soddisfazione per l&amp;rsquo;avvio della missione &amp;egrave; stato espresso dal presidente dell&amp;rsquo;ASI Teodoro Valente e dal Ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso

Il ricevitore, che viaggia a bordo del lander Blue Ghost della societ&amp;agrave; Firefly, &amp;egrave; concepito per testare l&amp;rsquo;uso dei segnali del sistema globale GNSS per la navigazione, il posizionamento e la sincronizzazione sulla superficie lunare. Dopo circa 10 ore dal lancio, il lander &amp;egrave; stato orientato verso la Terra, Lugre &amp;egrave; stato acceso e sono stati ricevuti i primi dati utili per la valutazione della performance del ricevitore.&amp;nbsp; La missione Lugre rappresenta un passo decisivo per le prossime missioni lunari e per il programma Artemis, che vede una notevole partecipazione del nostro Paese.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-15</video:publication_date>
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            <video:title>La cometa brillante come Venere è tornata dopo 160mila anni</video:title>
            <video:description>Scoperta nell&amp;rsquo;aprile dello scorso anno dall&amp;rsquo;Osservatorio Atlas (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) alle Hawaii, la cometa C/2024 G3 ha raggiunto il suo il suo massimo splendore il 13 gennaio.

Ieri, non solo era al suo perielio a quasi 14 milioni di chilometri dal Sole, ma anche nel punto del suo passaggio pi&amp;ugrave; vicino alla Terra.

L&amp;rsquo;ospite di ghiaccio ha raggiunto una magnitudine simile o superiore a quella di Venere, ma solo gli spettatori dell&amp;rsquo;emisfero meridionale hanno potuto osservarla a occhio nudo. Alle nostre latitudini, infatti, la sua visibilit&amp;agrave;, troppo bassa sull&amp;rsquo;orizzonte, in questi giorni &amp;egrave; stata &amp;ldquo;oscurata&amp;rdquo; dal chiarore dell&amp;rsquo;alba. Stasera dovrebbe essere l&amp;rsquo;ultima occasione per osservarla, dopo il tramonto.

In un primo momento i calcoli degli scienziati suggerivano che si trattasse di una nuova cometa proveniente dalla Nube di Oort, una fascia popolata da miliardi di oggetti ghiacciati che circonda il Sistema Solare. Perfezionando i calcoli sull&amp;rsquo;orbita invece, sembra che la nostra cometa possa avere un periodo orbitale di circa 160mila anni e che sia sopravvissuta a un precedente incontro con la nostra stella.

Crediti video: Nasa, Iss, N.Lafaudeux</video:description>
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            <video:title>Lugre, verso la Luna con Gps e Galileo</video:title>
            <video:description>Manca poco al lancio del&amp;nbsp;Lunar Gnss Receiver Experiment (Lugre), il ricevitore frutto di una collaborazione&amp;nbsp;tra l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e la Nasa&amp;nbsp;che ha l&amp;rsquo;obiettivo di testare la fattibilit&amp;agrave; dell'utilizzo dei segnali delle costellazioni Gps e Galileo&amp;nbsp;per la navigazione, il posizionamento e la sincronizzazione sulla Luna.&amp;nbsp;Lugre, sar&amp;agrave; il primo strumento italiano a raggiungere la Luna&amp;nbsp;ed &amp;egrave; posizionato a bordo del lander Blue Ghost della societ&amp;agrave; texana Firefly insieme ad altri 9 payload, parte del programma della Nasa Commercial Lunar Payload Program e verr&amp;agrave; lanciato dal vettore Falcon 9 di Space X dalla base Nasa di Cape Canaveral.

&amp;nbsp;

Lugre &amp;egrave; stato sviluppato nell&amp;rsquo;ambito di un contratto tra l&amp;rsquo;Asi e la societ&amp;agrave; Qascom e il ruolo di prime investigator &amp;egrave; affidato al Politecnico di Torino. Dopo il lancio, Blue Ghost trascorrer&amp;agrave; 25 giorni in orbita terrestre prima di effettuare una manovra di accensione del motore per poi inserirsi in una traiettoria di transito lunare che lo porter&amp;agrave; sulla Luna. Una volta giunto a destinazione, trascorrer&amp;agrave; 16 giorni in orbita lunare in attesa dell&amp;rsquo;allunaggio previsto nell&amp;rsquo;area del Mare Crisium.

&amp;nbsp;

Lugre&amp;nbsp;tester&amp;agrave; per la prima volta il posizionamento tramite i segnali Gps e Galileo oltre i 200.000 chilometri, ben oltre l'orbita terrestre. Gli obiettivi principali della missione includono: la ricezione e caratterizzazione dei segnali Gnss sulla Luna, con invio dei dati a Terra; la dimostrazione della navigazione in tempo reale&amp;nbsp;a grandi distanze e calcolo del tempo sulla Luna tramite Gnss e la raccolta dati per lo sviluppo di futuri ricevitori Gnss specifici per l&amp;rsquo;ambiente lunare.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;La finestra di lancio si aprir&amp;agrave; il 15 gennaio alle 7:11 del mattino, ora italiana. La diretta sar&amp;agrave; disponibile a partire dalle 6:30 su Asitv</video:description>
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            <video:title>Parker Solar Probe, mai così vicini al Sole</video:title>
            <video:description>Il 24 dicembre 2024 Parker Solar Probe di Nasa ha realizzato il passaggio pi&amp;ugrave; vicino al Sole della storia.

Battendo il suo precedente record si &amp;egrave; spinta fino a 6,1 milioni di km sopra la superficie solare senza subire alcun danno.

Ci&amp;ograve; grazie a uno scudo termico in grado di&amp;nbsp;affrontare temperature fino a 1500 &amp;deg;C che la protegge dal calore estremo quando si trova in prossimit&amp;agrave; del Sole.

La sonda ha inoltre sfrecciato attraverso l'atmosfera solare a 692mila km/h&amp;nbsp;diventando anche l&amp;rsquo;oggetto pi&amp;ugrave; veloce mai creato.

Lanciata nel 2018, sono serviti 7 sorvoli di Venere per raggiungere l&amp;rsquo;orbita ottimale che la avviciner&amp;agrave; al Sole a questa distanza ogni 3 mesi.

Volando attraverso la corona solare aiuter&amp;agrave; gli scienziati a capire perch&amp;eacute; questa regione si riscalda cos&amp;igrave; tanto e a tracciare l'origine del vento solare.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Un aspirapolvere lunare per la raccolta dei campioni</video:title>
            <video:description>Studiare pi&amp;ugrave; rapidamente&amp;nbsp;i campioni lunari, in vista delle missioni Artemis e delle future spedizioni su Marte: con questo obiettivo, uno strumento tecnologico dimostrativo voler&amp;agrave; sulla Luna nella prossima consegna prevista dall'iniziativa Clps (Commercial Lunar Payload Services) della Nasa.

Si chiama Lunar Planet Vac, Lpv, ed &amp;egrave; uno dei 10 carichi utili&amp;nbsp;che saranno trasportati dal lander Blue Ghost 1 a met&amp;agrave; gennaio. Funziona come un aspirapolvere: &amp;egrave; un sistema pneumatico alimentato a gas compresso, progettato per raccogliere e trasferire il suolo lunare verso contenitori per campioni o strumenti scientifici senza l'aiuto della gravit&amp;agrave;.

Fissato al lander, Lpv utilizza gas pressurizzato per agitare la regolite lunare, creando un piccolo tornado che convoglia il materiale sollevato in un contenitore. L&amp;rsquo;intera operazione, completamente autonoma, durer&amp;agrave; pochi secondi. I campioni raccolti, con dimensioni fino a un centimetro, verranno setacciati e fotografati, mentre i dati saranno trasmessi a Terra in tempo reale.

Secondo la Nasa, questa tecnologia potrebbe essere utile per fornire un quadro pi&amp;ugrave; chiaro dei materiali disponibili in situ&amp;nbsp;per la realizzazione di futuri habitat lunari.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>Tutto pronto per la manovra dei satelliti SpaDex</video:title>
            <video:description>I due satelliti della missione indiana SpaDex tenteranno una manovra di docking il 9 gennaio. &amp;nbsp;La missione ha lo scopo di dimostrare l&amp;rsquo;efficacia del sistema di attracco automatico che sar&amp;agrave; utilizzato per i veicoli spaziali in orbita intorno alla Terra e alla Luna. SpaDex &amp;egrave; stata lanciata il 30 dicembre e l'aggancio era inizialmente previsto per il 6 gennaio. Tuttavia l&amp;rsquo;agenzia spaziale indiana ha rinviato il rendez-vous per effettuare ulteriori verifiche. Nel dettaglio i due satelliti Chaser e Target, ciascuno del peso di 220 chili, tenteranno la manovra a circa 467 chilometri sopra la Terra. L&amp;rsquo;Isro sta testando anche altre tecnologie per una sua futura stazione spaziale nell'ambito della missione SpaDeX. Il razzo vettore Polar Satellite Launch Vehicle che ha lanciato i due satelliti ha trasportato anche una serie di altri esperimenti su una piattaforma chiamata Poem-4. Tra questi, vi &amp;egrave; un piccolo braccio robotico in grado simile al Canadarm2, gi&amp;agrave; operativo sulla Stazione Spaziale Internazionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-08</video:publication_date>
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            <video:title>BepiColombo, sesto incontro con Mercurio</video:title>
            <video:description>La sonda BepiColombo si prepara a incontrare Mercurio per la sesta volta. Si tratta del penultimo sorvolo ravvicinato previsto prima dell'ingresso in orbita, che avverr&amp;agrave; alla fine del 2026.

Questo flyby richieder&amp;agrave; un'attenta programmazione perch&amp;eacute; Bepicolombo, per la prima volta, raggiunger&amp;agrave; Mercurio entrando dal versante notturno e per 23 minuti rester&amp;agrave; immersa nel buio, a temperature estremamente basse.
Durante questo tempo avr&amp;agrave; a disposizione soltanto l'energia fornita dalle batterie, che dovr&amp;agrave; utilizzare con estrema parsimonia. Per questo motivo, si dovr&amp;agrave; provvedere a caricarle al massimo e attivare i circuiti di riscaldamento della sonda fino all'ultimo minuto utile prima d'immergersi nell'oscurit&amp;agrave;.

BepiColombo stavolta passer&amp;agrave; sopra il polo nord di Mercurio con lo scopo mirato di osservare l'interno di alcuni crateri su cui non batte il Sole da centinaia di milioni di anni. Sebbene la vicinanza estrema alla stella scaldi la superficie del pianeta fino a circa 450 &amp;deg;C, in questi crateri bui regna un gelo profondo.
Il radar della sonda 'Messenger' , tra il 2011 e il 2015 rilev&amp;ograve; nei crateri polari delle probabili formazioni di ghiaccio d'acqua che ora BepiColombo cercher&amp;agrave; di confermare analizzando i crateri Prokofiev, Kandisky e Tolkien.

Durante questo sesto sorvolo ravvicinato la sonda osserver&amp;agrave; e far&amp;agrave; foto anche ai crateri Stiglitz e Gaudi, ma soprattutto al pi&amp;ugrave; grande cratere da impatto del pianeta: il bacino 'Caloris', che ha un diametro di 1500 chilometri, e le estese pianure del nord chiamate 'Borealis Planitia'.

BepiColombo &amp;egrave; una sonda lanciata nel 2010 dall'agenzia spaziale europea Esa, in collaborazione con la giapponese Jaxa. L'italia &amp;egrave; presente con quattro strumenti scientifici sui sedici totali montati sulla sonda, che sono stati realizzati dall'Agenzia Spaziale Italiana insieme all'Istituto Nazionale di Astrofisica e l'universit&amp;agrave; di Roma 'La Sapienza'.
Due di questi saranno di particolare importanza in questo sesto passaggio ravvicinato, l'accelerometro 'Isa', da usare durante la fionda gravitazionale, e lo spettrometro 'Serena', che analizzer&amp;agrave; le particelle in prossimit&amp;agrave; dei poli.

&amp;nbsp;

Crediti: Esa, Nasa, Jaxa, Bbc
Musiche: Mercury - LofCosmos</video:description>
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            <video:publication_date>2025-01-07</video:publication_date>
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            <video:title>Con Vega C e Sentinel-1C l’Italia è di nuovo in orbita</video:title>
            <video:description>Con il ritorno al volo del Vega C, lanciato da Esa lo scorso 5 dicembre dallo spazioporto europeo in Guyana francese, e il rilascio in orbita del Sentinel-1C, satellite del programma europeo Copernicus di Osservazione della Terra, abbiamo assistito a un doppio trionfo per lo spazio: il ritorno in orbita terrestre sia per l&amp;rsquo;Europa sia per l&amp;rsquo;Italia.

Un evento molto importante con il ritorno al volo del lanciatore Vega C, che tra l'altro imbarcava un carico utile italiano, un satellite della rete Copernicus, il Sentinella 1C; Vega C fabbricato da un'azienda italiana, Avio, Sentinella 1C fabbricato da un'azienda italiana, Thales Alenia Space Italia. &amp;Eacute; quindi un momento importante per riguadagnare dal punto di vista europeo capacit&amp;agrave; indipendenti e autonome di accesso allo spazio, quantomeno per gli asset strategici, afferma Teodoro Valente, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.
Siamo tornati con il ritorno in volo di Vega C ad avere, insieme ad Ariane 6, un'autonomia in prospettiva europea, la possibilit&amp;agrave; di lanci autonomi dell'Europa nello spazio, che questo ha quindi un valore strategico e non solo economico per l'Europa in generale., afferma Simonetta Cheli, Direttore dei programmi di Osservazione della Terra di Esa.

Questo lancio, il terzo sia per il Vega C sia per un satellite della famiglia Sentinel-1, rappresenta un importante riscatto per due progetti europei di punta, entrambi con la firma del Made in Italy. Da un lato, l&amp;rsquo;immissione in orbita terrestre bassa del Sentinel-1C riporta il programma europeo per il monitoraggio terrestre alla piena operativit&amp;agrave;. Dall&amp;rsquo;altro, il successo nella missione VV25 del lanciatore Vega-C arriva due anni dopo l&amp;rsquo;anomalia riscontrata durante il volo precedente, la missione VV22 decollata nel dicembre 2022: un problema all&amp;rsquo;ugello del motore Zefiro 40 del secondo stadio del razzo, risolto come dimostrato prima dai due test a terra di maggio e ottobre 2024, ora dal successo del terzo volo di Vega C.

Sostanzialmente l'ugello durante il volo commerciale aveva avuto un problema nella zona sonica, in quella che si chiama gola dell'ugello. Abbiamo sostituito il materiale con un materiale di provenienza francese pi&amp;ugrave; resistente e pi&amp;ugrave; performante e con la sostituzione del materiale abbiamo anche ridefinito il progetto di questo componente del motore, dell'ugello di scarico, introducendo una architettura pi&amp;ugrave; robusta e in grado quindi di resistere meglio ai carichi termomeccanici., afferma Marco Biagioni, Direttore dei programmi di Avio.

Con il successo del terzo volo di Vega C e il lancio del Sentinel-1C si conferma cos&amp;igrave; il connubio vincente tra la famiglia dei lanciatori italiani Vega e carichi utili realizzati dall&amp;rsquo;industria italiana. Un&amp;rsquo;accoppiata trionfante inaugurata nel 2012 dal lancio del satellite Lares dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana con il primo lancio del Vega, connubio riproposto con successo poi nel 2022 con il lancio di&amp;nbsp;Lares2 in occasione del debutto del nuovo lanciatore Vega C.

Vega C ha una capacit&amp;agrave; di carico superiore a quella di Vega, quindi permette non solo la messa in orbita di satelliti pi&amp;ugrave; grandi, ma permette anche accoppiamenti di satelliti e rilasci di carichi utili multipli, quindi offre una vasta gamma di possibilit&amp;agrave; ai nostri ai nostri clienti., afferma Marco Biagioni, Direttore dei programmi di Avio.

In grado di immettere satelliti fino a tre orbite diverse, rispetto alle due di Vega, oppure fino a 20 satelliti sulla stessa orbita, per il Vega C si apre ora una nuova stagione promettente visto che il suo calendario di lanci &amp;egrave; gi&amp;agrave; pieno per i prossimi anni, con una cadenza prevista da Avio inizialmente di 4 lanci all&amp;rsquo;anno per salire a 6 nel 2028. Anno in cui &amp;egrave; previsto anche il debutto del suo successore, il Vega E.

&amp;Eacute; stato siglato in ambito Esa anche un contratto per gli sviluppi del Vega-E, il Vega Evolution, quindi il futuro lanciatore, che progressivamente incorporer&amp;agrave; anche elementi di natura green per quanto riguarda il tema della sostenibilit&amp;agrave; dei lanciatori stessi. In questo contesto l'Agenzia Spaziale Italiana ha dato un grandissimo contributo sia per quanto attiene il ritorno al volo con la sua expertise tecnica, sia per quanto riguarda, come dire, il supporto dal punto di vista economico per il nuovo lanciatore Vega E. afferma Teodoro Valente, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.

Vega E si inserisce nello stesso profilo di sviluppo di Vega e Vega C, aumentando leggermente la capacit&amp;agrave; di carico ma introducendo, diciamo, un risparmio in termini di numero di stadi, perch&amp;eacute; viene sostituito il terzo stadio a propulsione solido - il quarto stadio a propulsione liquido del vega C - viene sostituito con un unico stadio a propulsione liquido, metano liquido e ossigeno liquido. afferma Marco Biagioni, Direttore dei programmi di Avio. afferma Marco Biagioni, Direttore dei programmi di Avio.

Con l&amp;rsquo;immissione in orbita terrestre bassa del Sentinel-1C effettuata ora da Vega C, il programma europeo per il monitoraggio terrestre potr&amp;agrave; a breve operare a pieno regime.

Il satellite sostituir&amp;agrave;, infatti, il Sentinel-1B non pi&amp;ugrave; operativo dal 2021 affiancando cos&amp;igrave; il Sentinel-1A, capostipite della categoria lanciato nel 2014.

Le due sentinelle 1A e 1C lavoreranno insieme sulla stessa orbita sorvolando ogni 5 giorni lo stesso punto preciso della Terra.

Con a bordo tecnologia radar in banda C che permetter&amp;agrave; di osservare attraverso le nuvole, sia di notte sia di giorno, e con una risoluzione spaziale massima di 5x20 metri, la coppia di sentinel 1 supporter&amp;agrave; cos&amp;igrave; una serie di importanti applicazioni nel monitoraggio marino e terrestre.

Queste applicazioni sono chiaramente applicazioni legate alla deformazione del suolo. Si vedono movimenti millimetrici del terreno con passaggi successivi del satellite sentinella 1C e del radar sulle stesse zone. Questo aiuta anche a monitorare zone a rischio sismico, ad esempio. Sono applicazioni anche legate a tutto quello che &amp;egrave; la gestione delle crisi, crisi in situazioni di emergenza come le inondazioni nel caso di Valencia o dell'Emilia Romagna. Infatti abbiamo in questi casi fornito dati radar per vedere l'estensione dell'inondazione su queste zone. Serve anche a vedere tutto quello che &amp;egrave; legato al tracking degli iceberg, quindi all'evoluzione di tutto quello che &amp;egrave; il contesto in zona artica e antartica e serve anche a vedere la velocit&amp;agrave; dei ghiacciai, ma anche quello che &amp;egrave; legato all'inquinamento marino.

Il ritorno in orbita dell&amp;rsquo;Italia ha quindi un duplice valore: da un lato, garantisce l&amp;rsquo;accesso europeo allo spazio grazie al ritorno al successo del Vega C, dall&amp;rsquo;altro, rappresenta un passo fondamentale per il monitoraggio e la tutela degli ecosistemi terrestri, questo grazie anche alla tecnologia Prima sviluppata per Asi da Thales Alenia Space. Situata a bordo dei 3 Sentinel-1, questa permette di realizzare immagini radar della superficie terrestre per una vasta gamma di servizi scientifici e applicazioni volte a proteggere il nostro pianeta. afferma Simonetta Cheli, Direttore dei programmi di Osservazione della Terra di Esa.</video:description>
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            <video:title>Highlights 2024</video:title>
            <video:description>Un anno di successi festeggiando&amp;nbsp;il nuovo che avanza, Vi presentiamo le principali attivit&amp;agrave; svolte nel 2024.</video:description>
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            <video:title>Spazio, la parola ai giovani</video:title>
            <video:description>I giovani e lo Spazio: ascoltiamo le vostre voci.
Durante l&amp;rsquo;evento dedicato ai 60 anni dell&amp;rsquo;Italia nello Spazio, abbiamo dato voce ai veri protagonisti del futuro: gli studenti.
Alcuni di voi sognano di lavorare nel settore spaziale, altri immaginano una conquista dello Spazio nei prossimi 10 anni fatta di collaborazione, nuove tecnologie e viaggi verso Marte.
Il futuro dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale inizia da qui, insieme a voi 💡

#ASI #AgenziaSpazialeItaliana #GiornataNazionaleDelloSpazio2024 #GiornataNazionaleDelloSpazio #spazio #educazione #innovazione</video:description>
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            <video:title>Attività extraveicolare da record per la Cina</video:title>
            <video:description>Due astronauti cinesi, Cai Xuzhe e Song Lingdong, hanno completato un'attivit&amp;agrave; extraveicolare di 9 ore e 6 minuti al di fuori della stazione spaziale Tiangong, lo scorso il 17 dicembre. Durante l&amp;rsquo;Eva, &amp;egrave; stato utilizzato il braccio robotico per recuperare alcune attrezzature e sono stati installati alcuni dispositivi di protezione contro i detriti spaziali. &amp;nbsp;Infine &amp;egrave; stata effettuata un&amp;rsquo;ispezione delle strutture esterne. L'operazione assistita dall&amp;rsquo;astronauta Wang Haoze dall'interno e supportata dal centro di controllo a terra, ha superato il precedente record di durata per una passeggiata spaziale di 8 ore e 56 minuti stabilito dagli astronauti della Nasa James Voss e Susan Helms, durante la missione Sts-102 nel 2001. L'attivit&amp;agrave; &amp;egrave; stata svolta nell'ambito della missione Shenzhou-19, iniziata il 29 ottobre 2024, della durata prevista di sei mesi. La missione include 86 esperimenti scientifici, molti legati alle scienze della vita. Tiangong, completata nel 2022, sar&amp;agrave; ampliata nei prossimi anni.</video:description>
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            <video:title>Guardando al futuro: la quarta Giornata dello Spazio in Asi</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;E&amp;rsquo; stata una celebrazione particolarmente partecipata e costellata di interventi quella che si &amp;egrave; svolta in Asi per la quarta Giornata Nazionale dello Spazio, dedicata in particolare alla commemorazione dei 60 anni dal lancio del primo satellite italiano, il San Marco 1 e del programma San Marco ideato dal Professor Luigi Broglio.

Primo appuntamento: l&amp;rsquo;inaugurazione della mostra Avanguardia San Marco alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del presidente dell&amp;rsquo;Asi Teodoro Valente e del direttore generale, Luca Vincenzo Maria Salamone. Valente e Urso &amp;nbsp;hanno poi aperto l&amp;rsquo;evento dedicato agli studenti, moderato dal giornalista di Rainews24 Andrea Bettini.

A seguire il collegamento con l&amp;rsquo;astronauta riserva dell&amp;rsquo;Esa Anthea Comellini, che ha risposto alle numerose domande poste dagli studenti e quello con&amp;nbsp;Jahjah Munzer&amp;nbsp;dal Centro Luigi Broglio di Malindi. Successivamente &amp;egrave; stata la volta dello youtuber Jakidale e del divulgatore Astro Viktor, che hanno intrattenuto il pubblico con il racconto del progetto San Marco.

Dal Polo Sud &amp;egrave; poi arrivato il contributo di&amp;nbsp;Sofia Fatigoni, astrofisica e ricercatrice che ha descritto le analogie tra due ambienti estremi e simili: lo spazio e l&amp;rsquo;Antartide. Sofia ha concluso il suo intervento con un suggerimento per i ragazzi.

&amp;Egrave; stato poi il momento del quiz interattivo con gli studenti, condotto dal ricercatore&amp;nbsp;Valerio Vagelli e da dall'ingegner&amp;nbsp;Simone D&amp;rsquo;Alessandro&amp;nbsp;di ASI&amp;nbsp;che ha coinvolto e appassionato il pubblico in un'esperienza dinamica e partecipativa.

Entusiasmo, volont&amp;agrave;, impegno e passione: queste sono state le parole che, nel celebrare l'impresa del San Marco, hanno fatto da filo conduttore all'intera giornata, emergendo come gli ingredienti fondamentali per perseguire con successo ogni carriera, inclusa quella spaziale.

&amp;nbsp;


Crediti: Asi
Musiche: City Funk - Alana Jordan</video:description>
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            <video:title>Gns 2024 - 60 Anni dell’italia nello Spazio: dal Lancio del Satellite San Marco alla corsa alla Luna e a Marte</video:title>
            <video:description>In occasione del 60&amp;deg; anniversario del lancio del San Marco 1, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana ha&amp;nbsp;celebrato il&amp;nbsp;16 dicembre la ricorrenza della 4&amp;deg; Giornata Nazionale dello Spazio con l&amp;rsquo;evento &amp;ldquo;60 Anni dell&amp;rsquo;Italia nello Spazio: dal lancio del Satellite San Marco alla corsa alla Luna e a Marte&amp;rdquo;, organizzato presso la propria sede di Roma - Tor Vergata.</video:description>
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            <video:title>L'India si prepara per Gaganyaan</video:title>
            <video:description>Dopo Stati Uniti, Russia e Cina, l&amp;rsquo;India punta a dimostrare di avere la capacit&amp;agrave; di&amp;nbsp;volo umano indipendente attraverso il programma Gaganyaan. La missione principale, della durata di tre giorni e denominata H1, prevede il lancio di un modulo con tre astronauti in orbita terrestre bassa, a circa 400 chilometri di altitudine, con un rientro sicuro nelle acque territoriali indiane.

Il 6 dicembre scorso, l&amp;rsquo;agenzia spaziale indiana Isro&amp;nbsp;e la Marina Indiana hanno completato un&amp;rsquo;esercitazione per il recupero del modulo equipaggio al largo della costa di Visakhapatnam.Utilizzando una nave a pozzo, ovvero dotata di una piattaforma inondabile progettata per accogliere veicoli recuperati, &amp;egrave; stato simulato l&amp;rsquo;ammaraggio e il traino del modulo all'interno della nave, consentendo agli astronauti di uscire in sicurezza e comodit&amp;agrave;.

Il test ha validato l&amp;rsquo;intera sequenza operativa: aggancio della boa di recupero, traino, ingresso nella nave, posizionamento sulla piattaforma e drenaggio dell&amp;rsquo;acqua. Parte di un programma di esercitazioni iniziato anni fa, queste simulazioni sono essenziali per perfezionare le tecnologie e le procedure per il recupero in sicurezza, sia in condizioni normali che in emergenza.

Il primo volo con astronauti avverr&amp;agrave; dopo quattro voli di prova&amp;nbsp;senza equipaggio, il primo dei quali, G1, &amp;egrave; stato posticipato al 2026.</video:description>
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            <video:title>Perseverance è sulla cima del cratere Jezero</video:title>
            <video:description>Perseverance finalmente &amp;egrave; arrivato in cima al cratere Jezero. Ci sono voluti tre mesi e mezzo per scalarne il bordo. Il rover della Nasa ha percorso un tragitto di 500 metri con una pendenza del 20 percento, durante il quale si &amp;egrave; fermato pi&amp;ugrave; volte per le osservazioni scientifiche. Un&amp;rsquo;impresa sicuramente difficile, in cui gli ingegneri hanno dovuto sviluppare approcci innovativi per fronteggiare il territorio pi&amp;ugrave; complesso da quando Perseverance &amp;egrave; atterrato su Marte nel 2021.
Ora il rover &amp;egrave; pronto per la sua quinta campagna osservativa. Il percorso sar&amp;agrave; sicuramente pi&amp;ugrave; semplice, ma la regione &amp;egrave; diversa da qualsiasi altra che abbia mai esplorato prima.
Nei prossimi 6,4 chilometri il Perseverance si soffermer&amp;agrave; su quattro siti di enorme interesse geologico. La cima del cratere infatti &amp;egrave; composta da rocce che provenivano dal sottosuolo marziano e che sono state scaraventate in alto dopo l&amp;rsquo;impatto con il meteorite che ha creato l&amp;rsquo;avvallamento. Il rover scender&amp;agrave; dalla collina per raggiungere le pianure oltre il bordo di Jezero. Secondo i ricercatori, ogni strato che&amp;nbsp;osserver&amp;agrave;&amp;nbsp;rappresenta una pagina del libro della storia marziana.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-13</video:publication_date>
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            <video:title>Dal San Marco al futuro</video:title>
            <video:description>La storia del Programma San Marco che ha segnato l'avvio ufficiale delle attivit&amp;agrave; spaziali in Italia.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-12</video:publication_date>
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            <video:title>Nasa, pronto il report sull’incidente di Ingenuity</video:title>
            <video:description>La Nasa e AeroVironment stanno completando l'analisi dell'ultimo volo dell'elicottero marziano&amp;nbsp;Ingenuity, avvenuto il 18 gennaio scorso. Progettato per effettuare cinque voli sperimentali&amp;nbsp;su Marte&amp;nbsp;in 30 giorni, Ingenuity ha operato per quasi tre anni, portando a termine&amp;nbsp;72 voli.

Durante il volo di gennaio Ingenuity ha toccato il suolo con velocit&amp;agrave;&amp;nbsp;elevate causando&amp;nbsp;danni alle pale, che si sono spezzate per carichi eccessivi. Questo ha generato vibrazioni critiche e un eccessivo consumo di energia, interrompendo le comunicazioni. L'analisi preliminare indica che il fallimento &amp;egrave; stato causato dall'incapacit&amp;agrave; del&amp;nbsp;sistema di navigazione&amp;nbsp;di rilevare sufficienti caratteristiche visive su una porzione di terreno del cratere Jezero.

Nonostante l'incidente Ingenuity continua a trasmettere dati meteorologici al rover Perseverance, fornendo dati preziosi per i futuri elicotteri marziani.I dati raccolti stanno ispirando nuovi progetti, come il concept&amp;nbsp;Mars Chopper, un velivolo 20 volte pi&amp;ugrave; pesante di Ingenuity, capace di trasportare strumenti scientifici e percorrere autonomamente fino a 3 chilometri al giorno.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-12</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel-1C invia le prime immagini della Terra</video:title>
            <video:description>Il satellite Sentinel-1C del programma Copernicus, partito pochi giorni fa, ha inviato le prime scansioni della superficie del pianeta, dimostrando subito l'eccezionale qualit&amp;agrave; degli strumenti scientifici di cui &amp;egrave; dotato.

Si tratta di tre immagini ottenute con il radar ad apertura sintetica montato a bordo: un gioiello tecnologico che lavora in alta risoluzione sfruttando la banda C e pu&amp;ograve; operare sia di giorno che di notte, con qualsiasi condizione meteo.

La prima foto mostra l'arcipelago delle Svalbard, situato tra la Norvegia e il Polo nord, nel mar Glaciale Artico. Sentinel-1C ha mostrato le sue capacit&amp;agrave; nel monitorare i ghiacci delle zone remote del pianeta, informazioni utili per offrire un quadro sui cambiamenti climatici negli ecosistemi polari e per assistere la navigazione nelle zone artiche, rendendole pi&amp;ugrave; sicure.

La seconda immagine &amp;egrave; stata ottenuta passando sopra l'Olanda. Sono visibili la capitale Amsterdam e la regione del Flevoland, un'importante zona agricola formata da ampie coltivazioni e opere idriche.
Grazie al Sentinel-1C si potr&amp;agrave; misurare l'umidit&amp;agrave; del suolo e valutare sia l'andamento che la salute delle colture, ottenendo raccolti migliori.

Infine, la terza immagine mostra la citt&amp;agrave; di Bruxelles, la capitale del Belgio. Le zone urbane in verde chiaro sono ben distinte da quelle rurali circostanti, si riconoscono perfettamente anche i bacini idrici e le zone meno riflettenti, come le piste dell'aeroporto cittadino.

Sentinel-1C &amp;egrave; l'ultimo satellite del programma Copernicus, strumenti che da dieci anni osservano la Terra dallo Spazio, con particolare attenzione per il suolo, il mare e i ghiacci e forniscono informazioni di grande rilievo per il monitoraggio del cambiamento climatico e la gestione dei disastri naturali.

Il satellite, costruito principalmente negli stabilimenti Thales Alenia Space di Roma, &amp;egrave; stato portato in orbita dal vettore europeo Vega-C prodotto da Avio nei suoi stabilimenti di Colleferro. L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana finanzia in &amp;agrave;mbito ESA entrambi programmi.

Tutti i dati che Sentinel-1C produrr&amp;agrave; verranno pubblicati su Internet per essere consultati e usati liberamente da tutti, a titolo gratuito.

&amp;nbsp;

Crediti: Esa, Thales Alenia, Airbus Defence, Ariane

Musiche: Background Nature - DELOSound</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-11</video:publication_date>
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            <video:title>Il programma Opal di Hubble festeggia 10 anni</video:title>
            <video:description>Festeggia il suo primo decennio Opal, il programma di osservazione di Hubble dedicato a Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

Le indagini dall'ultravioletto al vicino infrarosso di Hubble hanno studiato i 4 giganti esterni del Sistema solare, osservandoli una volta all'anno quando sono pi&amp;ugrave; vicini alla Terra. La longevit&amp;agrave; di Opal ha permesso di tracciare i cambiamenti a lungo termine che segnano le loro atmosfere mentre orbitano intorno al Sole.

Nel caso di Giove, Hubble ha monitorato l'accelerazione dei suoi venti e la continua riduzione delle dimensioni della Grande Macchia Rossa, la tempesta atmosferica pi&amp;ugrave; grande del Sistema Solare.
Osservando Saturno, il telescopio ha seguito i cambiamenti di colore nella sua atmosfera, impercettibili variazioni, probabilmente causate dall'altezza delle nubi e dai venti, che si verificano con il cambio di stagione.

I dati Opal hanno mostrato che sono stagionali anche i raggi degli anelli di Saturno, scure chiazze transitorie scoperte nel 1981 da Voyager 2 che attraversano il piano degli anelli e che persistono solo per due o tre rotazioni attorno al pianeta.

Hubble ha mostrato poi la transitoriet&amp;agrave; delle grandi tempeste scoperte su Nettuno da Voyager 2 nel 1989. Rivelando che queste macchie scure durano tra i due e i sei anni ciascuna, Hubble ha monitorato l'intero ciclo di vita di una delle tempeste, mentre migrava verso l'equatore prima di dissiparsi.

Nel caso di Urano, la cui particolare inclinazione ne oscura completamente un emisfero, il programma Opal sta seguendo il polo nord del pianeta mentre si sta inclinando verso il Sole.

Urano ha un&amp;rsquo;orbita solare di 84 anni e Hubble sta monitorando le dimensioni della calotta del polo nord mentre diventa sempre pi&amp;ugrave; luminosa anno dopo anno. Nel 2028 sar&amp;agrave; ancora pi&amp;ugrave; illuminata e rivolta direttamente verso la Terra mostrandosi pi&amp;ugrave; che mai in tutto il suo spettacolo.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-10</video:publication_date>
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            <video:title>Messier 83, due cuori e una galassia</video:title>
            <video:description>Innumerevoli stelle neonate e tante altre in fin di vita. Si stima che Messier 83, teatro di almeno sei esplosioni stellari, contenga ancora centinaia di migliaia di resti di supernove.
Nota anche come Girandola del Sud, M83 &amp;egrave; una galassia a spirale molto pi&amp;ugrave; piccola della Via Lattea, ma con un tasso di formazione stellare pi&amp;ugrave; elevato.

Distante 12 milioni di anni luce, Messier 83 - protagonista di quest&amp;rsquo;immagine acquisita con la Dark Energy Camera montata sul telescopio Victor Blanco - mostra nubi rosa di gas idrogeno lungo i suoi bracci a spirale e ammassi blu di roventi giovani stelle. Nel suo cuore galattico, un rigonfiamento giallo di stelle pi&amp;ugrave; vecchie custodisce al centro un puntino luminoso.&amp;nbsp;L&amp;igrave; &amp;egrave; stato individuato, nel 2006, un fenomeno simile a un secondo nucleo, gi&amp;agrave; osservato diversi anni fa in Andromeda, la galassia a spirale pi&amp;ugrave; vicina a noi. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Come in quel caso, M83 non contiene due buchi neri centrali, ma il suo singolo buco nero supermassiccio &amp;egrave; circondato da un disco asimmetrico di stelle, che gli orbitano attorno creando l&amp;rsquo;aspetto di un doppio nucleo.&amp;nbsp;
L&amp;rsquo;ipotesi &amp;egrave; che questa concentrazione di massa sia il residuo di un&amp;rsquo;altra galassia in collisione &amp;mdash; forse responsabile dell&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; stellare di M83 &amp;mdash; che culminer&amp;agrave; con la fusione di due buchi neri nei prossimi 60 milioni di anni.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti i successi dei 6 voli di prova del megarazzo Starship</video:title>
            <video:description>Il megarazzo Starship di SpaceX ha effettuato finora 6 voli di prova: Nel 1&amp;deg; test ad aprile 2023 il razzo &amp;egrave; esploso in volo 4 minuti dopo il lancio.
A novembre 2023 si ottiene la prima separazione di successo tra 1&amp;deg; e 2&amp;deg;&amp;nbsp;stadio portando la navicella Ship a 148 km di quota e a superare il confine tra atmosfera e spazio.
Nel 3&amp;deg; test Ship raggiunge la velocit&amp;agrave; orbitale e si tenta di recuperare sia il 1&amp;deg; sia il 2&amp;deg;&amp;nbsp;stadio ma la navicella esplode a 65 km di altitudine mentre il booster viene distrutto a quota 462 m.
A giugno 2024 c&amp;rsquo;&amp;egrave; il primo volo tutto di successo&amp;nbsp;con i due stadi del razzo che rientrano integri: a 7 minuti dal lancio il booster rientra in mare e un&amp;rsquo;ora dopo Ship ammara nell'Oceano Indiano.
Nel 5&amp;deg; test di ottobre 2024 avviene il primo storico recupero a terra del booster di Starship: il Super Heavy rientra alla base di lancio agganciandosi a un sistema di bracci meccanici.
Nel 6&amp;deg; test il recupero al volo viene interrotto e il booster rientra in mare nel Golfo del Messico mentre Ship raggiunge quota massima di 192 km ed effettua un ammaraggio nell&amp;rsquo;oceano indiano.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Nuove scoperte nel protoammasso Spiderweb</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale James Webb ha puntato ancora una volta i suoi strumenti verso il protoammasso Spiderweb, una delle pi&amp;ugrave; grandi e dense strutture in formazione dell'Universo, svelandoci nuovi elementi.
Le immagini all'infrarosso ce lo mostrano come appariva poco pi&amp;ugrave; di 10 miliardi e mezzo di anni fa. Rispetto alle precedenti osservazioni, stavolta compaiono galassie finora sconosciute, in quantit&amp;agrave; superiori alle aspettative, che si vanno ad aggiungere alle oltre cento gi&amp;agrave; note in questa remota regione del Cosmo.
Con un'esposizione di tre ore e mezza il Webb ha permesso agli astronomi di studiare anche il comportamento dell'idrogeno presente, impossibile da rilevare con gli strumenti osservativi terrestri, fornendo informazioni inedite utili a comprendere l'evoluzione di questa megastruttura.
La regione dello Spiderweb prende il nome della galassia posta al suo centro, chiamata appunto Ragnatela. Il buco nero supermassiccio al suo interno &amp;egrave; molto potente e sta attirando a s&amp;eacute; le giovani galassie circostanti, che per effetto dell'attrazione creano grandi quantit&amp;agrave; di nuove stelle.
Il processo non &amp;egrave; raro, questo protoammasso &amp;egrave; sorprendentemente ricco di nuclei galattici attivi, mediamente uno ogni quattro protogalassie. Le nuove osservazioni rivelano per&amp;ograve; che non sono questi il motore principale dietro la grande formazione della massa stellare presente, come creduto finora.
I veri responsabili in realt&amp;agrave; sono le enormi concentrazioni di idrogeno gassoso, sparse ovunque nel protoammasso.
Dei vecchi nuclei galattici dell'universo conosciuto, molti oggi non sono pi&amp;ugrave; attivi, mentre lo erano durante la loro adolescenza'. Per capire a fondo la natura e attivit&amp;agrave; di questi nuclei, gli astronomi devono quindi studiarli com'erano miliardi di anni fa, mentre erano in piena attivit&amp;agrave;.
L'immenso protoammasso Spiderweb &amp;egrave; il luogo perfetto per questo genere di ricerche e infatti sono gi&amp;agrave; in programma altre osservazioni mirate, sempre mediante il potente telescopio James Webb.

&amp;nbsp;

Immagine: La nuova foto del protoammasso Spiderweb, in basso le nuove galassie scoperte
(ESA/Webb, NASA &amp; CSA, H. Dannerbauer)

Crediti video: Nasa/Goddard, Eso, Esa
Musiche: Atmospheric Piano - MusicForVideos</video:description>
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            <video:title>From the San Marco to the Future</video:title>
            <video:description>The history of the San Marco Program, which marked the official start of space activities in Italy.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>La base San Marco a Malindi</video:title>
            <video:description>Versione sottotitolata in italiano</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>La Cina testa i materiali per i futuri habitat lunari</video:title>
            <video:description>Gli scienziati cinesi stanno lavorando a un progetto che prevede l&amp;rsquo;uso della regolite lunare per realizzare materiali da costruzione destinati a futuri habitat sul nostro satellite. La missione Tianzhou 8, lanciata lo scorso 15 novembre, ha portato sulla stazione spaziale Tiangong dei mattoni sperimentali, realizzati per simulare la regolite, per testarne la resistenza alle condizioni estreme dello spazio. Il progetto da prevede l'uso della stampa 3D per costruire habitat lunari, affrontando le sfide legate a materiali e tecnologie.

I mattoni sono stati prodotti con cinque diverse composizioni simulate di suolo lunare, utilizzando tre metodi distinti di sinterizzazione, per valutare la tenuta nel corso del tempo e identificare la soluzione migliore. Nel 2028 la missione Chang'e 8, tester&amp;agrave; in loco la produzione di mattoni con regolite lunare. Questo progetto getter&amp;agrave; le basi per la costruzione dell&amp;rsquo;International Lunar Research Station&amp;nbsp;(Ilrs) che sorger&amp;agrave; al polo sud lunare.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>Né acqua né vita, su un pianeta secco come Venere</video:title>
            <video:description>A prima vista, Venere e Terra sembrano fratelli: vicini, simili per dimensioni ed entrambi rocciosi. Oltre una spessa coltre di nubi, Venere nasconde per&amp;ograve; un inferno, con temperature superficiali che raggiungono i 500 gradi centigradi. Nonostante queste condizioni estreme, per decenni, gli astronomi si sono chiesti se questo pianeta, come oggi la Terra, ospitasse un tempo oceani e quindi la vita.

Una nuova analisi sulla composizione chimica dell'attuale atmosfera venusiana suggerisce che questo mondo sia nato arido e inabitabile.

Esistono due principali teorie, basate su modelli climatici, su come Venere possa essersi evoluto in 4,6 miliardi di anni durante la formazione del Sistema solare.&amp;nbsp;La prima sostiene che le condizioni sulla superficie di Venere fossero un tempo abbastanza temperate da supportare acqua liquida, ma che un effetto serra incontrollato e innescato da un'intensa attivit&amp;agrave; vulcanica, lo abbia trasformato in un forno rovente. La seconda teoria &amp;egrave; che Venere sia nato gi&amp;agrave; caldo e che l'acqua liquida non sia mai riuscita a condensarsi sulla sua superficie.

Un gruppo di ricercatori ha calcolato quanto rapidamente molecole di acqua, anidride carbonica e solfuro di carbonile vengono distrutte nell'atmosfera di Venere. Questi gas, per mantenere l'atmosfera stabile, devono essere reintegrati da emissioni provenienti dall'interno del pianeta, rilasciate durante le eruzioni vulcaniche.

I dati raccolti indicano che i gas vulcanici su Venere contengono al massimo il 6% di acqua, un valore estremamente basso rispetto alla Terra, dove le eruzioni vulcaniche rilasciano principalmente vapore acqueo.

Le eruzioni &amp;ldquo;secche&amp;rdquo; su Venere suggeriscono dunque che anche l&amp;rsquo;interno del pianeta &amp;egrave; disidratato. Con riserve idriche cos&amp;igrave; scarse, &amp;egrave; difficile immaginare che Venere abbia ospitato oceani e una vita simile a quella terrestre. &amp;nbsp;Questi nuovi dati, uniti alla missione DAVINCI della Nasa - che partir&amp;agrave; entro la fine di questo decennio - potrebbero sciogliere ogni dubbio, restringendo la ricerca su pianeti che hanno maggiori probabilit&amp;agrave; di supportare la vita come la conosciamo.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-03</video:publication_date>
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            <video:title>Il Giappone ritenta l’allunaggio dopo Hakuto-R</video:title>
            <video:description>Dopo Hakuto-R il Giappone ci riprova. A gennaio lancer&amp;agrave; Resilience Missione 2, un nuovo lander privato diretto sulla Luna.
Venti mesi dopo il fallito tentativo di allunaggio di Hakuto-R, l&amp;rsquo;azienda giapponese ispace &amp;egrave; ora pronta al lancio del suo nuovo lander lunare, sviluppato sulla base dei dati raccolti dalla precedente missione. Nel 2023, infatti, Hakuto aveva superato brillantemente i primi otto obiettivi su nove della sua missione, conclusa per&amp;ograve; con la perdita della navicella. Durante la sua discesa verso la Luna, un sensore di altitudine aveva rilevato il bordo di un cratere scambiandolo per la superficie lunare, anticipando cos&amp;igrave; per errore le operazioni di allunaggio. Hakuto si &amp;egrave; quindi schiantato sul suolo lunare non riuscendo a effettuare un allunaggio morbido come previsto. Il primo veicolo privato ad allunare con successo &amp;egrave; stato invece Odysseus di Intuitive Machines nel febbraio 2024.
Resilience di ispace &amp;egrave; approdato ora in Florida e da qui partir&amp;agrave; a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, anche se la data del lancio ancora non &amp;egrave; nota. Il lander trasporter&amp;agrave; carichi commerciali e scientifici i cui risultati contribuiranno anche al programma Artemis dedicato al prossimo ritorno dell&amp;rsquo;Uomo sulla Luna.

&amp;nbsp;

Crediti video: ispace</video:description>
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            <video:publication_date>2024-12-02</video:publication_date>
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            <video:title>L’Italia su una cometa. Amalia Ercoli-Finzi ricorda lo storico atterraggio di Rosetta di 10 anni fa</video:title>
            <video:description>Se l&amp;rsquo;Italia dello spazio 10 anni fa &amp;egrave; arrivata fin sopra una cometa lo deve in gran parte a lei: Amalia Ercoli Finzi, classe 1937, prima donna in Italia a laurearsi in ingegneria aeronautica nel 1962, oggi conosciuta come &amp;ldquo;la signora delle comete&amp;rdquo;.
Amalia &amp;egrave; stata tra i grandi protagonisti di Rosetta, la missione robotica di Esa che il 12 novembre 2014 ha realizzato il primo e tuttora unico atterraggio di una sonda su una cometa nella storia dello spazio.
Un&amp;rsquo;impresa al limite ma superata con successo a oltre 500 milioni di km dalla Terra, che ha visto in prima linea il piccolo lander Philae, realizzato da un consorzio guidato dall'Agenzia spaziale italiana insieme a quella tedesca e francese.
Con a bordo 10 strumenti scientifici, tra cui la trivella spaziale realizzata sotto la responsabilit&amp;agrave; di Amalia Ercoli-Finzi, Philae &amp;egrave; atterrato sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-29</video:publication_date>
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            <video:title>Batteri terrestri nei campioni di Ryugu</video:title>
            <video:description>Un parte dei campioni di regolite riportati sulla terra dall'asteroide Ryugu &amp;egrave; stata contaminata da microrganismi.
I campioni erano stati raccolti nel 2018 dalla sonda Hayabusa 2, dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, che ha passato un anno a studiare Ryugu a distanza ravvicinata.

I campioni recuperati dalla sonda sono arrivati sulla Terra nel 2020, dove sono stati divisi in piccole porzioni da spedire agli scienziati per le analisi. In una di queste sono stati trovati dei microrganismi che, con sorpresa, hanno dimostrato di poter proliferare anche su un terriccio extraterrestre, senza troppi problemi.
Gli scienziati non hanno ancora appurato di quali microrganismi si tratta, per identificarli servir&amp;agrave; uno studio approfondito del Dna. Per ora i sospetti cadono sui batteri, in particolare si pensa a qualche tipo di 'bacillus' che in genere prolifica molto bene su rocce e terriccio.

Alcuni si sono chiesti se questi microrganismi fossero gi&amp;agrave; presenti sulla sonda al momento della partenza. Sono sopravvissuti all'ostile ambiente spaziale, oppure hanno colonizzato i campioni soltanto dopo essere giunti sul nostro pianeta?
Gli scienziati sono convinti di poter escludere la contaminazione della sonda prima del lancio. Grazie alle tomografie a raggi X infatti, vennero effettuate scansioni approfondite per accertarsi che l'Hayabusa 2 fosse totalmente priva di qualsiasi forma di vita prima di spedirla nello Spazio.

I campioni sono stati quindi contaminati una volta aperto il contenitore in cui erano stati conservati. Lo dimostra anche un test fatto con un frammento: dopo averlo esposto all'atmosfera per una settimana gi&amp;agrave; ospitava 11 microbi, che in poco tempo sono diventati 147. Dopotutto, basta una sola spora per dare il via a una colonia.

Gli scienziati sono comunque sbalorditi dal metabolismo di questi microrganismi, che dimostrano di avere una capacit&amp;agrave; di adattamento incredibile per riuscire a sopravvivere anche su materia aliena.
Questa estrema capacit&amp;agrave; pu&amp;ograve; rappresentare un problema per i viaggi spaziali verso corpi celesti, perch&amp;eacute; senza una purificazione profonda, i microrganismi terrestri sui lander potrebbero scatenare una vera e propria colonizzazione, contaminando per sempre l'ambiente originale e portando la vita dove ora non &amp;egrave; presente.

Il ritrovamento di organismi nei campioni delle missioni 'sample return', infine, ha dimostrato che le misure di profilassi attuali non sono sufficienti a garantire la purezza.
In molti casi non &amp;egrave; un problema, basta conoscere a fondo di che tipo di contaminazione si tratta, ma c'&amp;egrave; il rischio che le tracce rilevate vengano scambiate per vita extraterrestre primordiale, portando l'intera ricerca scientifica su una strada sbagliata.


Crediti Jaxa, Nasa, Esa
Musiche: Background Piano Cinematics - Laberchimus</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Dragonfly: con un razzo SpaceX verso Titano</video:title>
            <video:description>Sar&amp;agrave; SpaceX a lanciare Dragonfly, la missione scientifica della Nasa progettata per esplorare Titano, satellite naturale di Saturno. Il lancio, previsto per luglio 2028, avverr&amp;agrave; dal Kennedy Space Center utilizzando il potente razzo Falcon Heavy, gi&amp;agrave; impiegato per le missioni Psyche ed Europa Clipper.

Parte del programma New Frontiers, Dragonfly caratterizzer&amp;agrave; l'abitabilit&amp;agrave; di Titano. Questa luna &amp;ndash; la seconda pi&amp;ugrave; grande del Sistema solare - ospita composti organici, mari, laghi di idrocarburi e, si ipotizza, anche un oceano sotterraneo d&amp;rsquo;acqua liquida. Giunta l&amp;igrave; dopo un viaggio di sei anni, la sonda analizzer&amp;agrave; la superficie e il sottosuolo alla ricerca di molecole organiche e tracce chimiche di vita.

Grazie al suo sistema di rotori, Dragonfly si sposter&amp;agrave; tra diversi siti geologici, prelevando campioni cos&amp;igrave; da analizzare circa una dozzina di paesaggi. Sar&amp;agrave; dotata di un sensore a raggi gamma per rilevare elementi chiave come carbonio e idrogeno nei materiali organici e ossigeno in ghiaccio d&amp;rsquo;acqua. Tra i suoi strumenti avanzati, anche uno spettrometro a neutroni, un sistema di perforazione e uno spettrometro di massa per un'analisi dettagliata della composizione chimica di Titano, dove il drone operer&amp;agrave; per circa 2,5 anni terrestri.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-27</video:publication_date>
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            <video:title>Da sombrero a bersaglio, Webb punta M104</video:title>
            <video:description>Il telescopio Webb, questa volta, ha puntato una galassia dalla forma di un sombrero a 30 milioni di anni luce dalla Terra. Messier 104, nella costellazione della Vergine.
Osservata precedentemente anche dai telescopi Spitzer e Hubble, negli infrarossi di Webb somiglia pi&amp;ugrave; a un bersaglio per il tiro con l&amp;rsquo;arco, dove il nucleo che risultava luminoso nella luce visibile appare ora come un disco. Nonostante abbia una massa di 9 miliardi di masse solari, il nucleo galattico attivo, al centro della galassia &amp;egrave; piuttosto tranquillo, divora materia lentamente mentre emette un getto luminoso, relativamente piccolo.
Con la risoluzione degli strumenti di Webb, gli scienziati sono riusciti a osservare la distribuzione della polvere nel disco che circonda M 104. Sono presenti regioni di formazione stellare e circa 2mila ammassi globulari, e cio&amp;egrave; centinaia di migliaia di vecchie stelle tenute insieme dalla gravit&amp;agrave;. Questi sistemi sono un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; per gli astronomi, che possono fare studi comparativi su stelle della stessa et&amp;agrave; ma con caratteristiche differenti.
Sullo sfondo dell&amp;rsquo;immagine sono presenti altre galassie anch&amp;rsquo;esse diverse tra loro per forma e colori che ci danno un&amp;rsquo;indicazione sulla loro peculiarit&amp;agrave;.
Le potenzialit&amp;agrave; di Webb attraggono moltissimi ricercatori. Quest&amp;rsquo;anno ha raggiunto il record di candidature per le osservazioni del 2025, per un tempo di utilizzo di circa 9 volte superiore alla sua disponibilit&amp;agrave;. Le galassie lontane e le atmosfere di esopianeti sono i principali oggetti di studio. Seppure il tempo di Webb sia limitato, tutti i dati acquisiti, dopo un periodo di accesso esclusivo vengono archiviati e resi pubblici.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa, Esa, Csa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-26</video:publication_date>
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            <video:title>La Nasa testa i mini robot per la ricerca di vita nei mondi oceanici</video:title>
            <video:description>Mentre la sonda Europa Clipper &amp;egrave; in viaggio verso Giove, la Nasa sta testando alcuni minirobot chiamati Swim (Sensing With Independent Microswimmers) all&amp;rsquo;interno di una piscina del Caltech per simulare la ricerca di vita nell'oceano sotterraneo di Europa, luna di Giove, e di altri mondi acquatici. I robot saranno trasportati da un cryobot, in grado di rompere la spessa coltre di ghiaccio. Una volta raggiunto l'oceano sottostante, i minirobot saranno spinti da eliche e rileveranno segnali chimici e termici. I robot saranno dotati anche di un sistema di comunicazione subacquea e di un chip multisensore, in grado di analizzare la temperatura, la pressione e la composizione chimica ambientale.

Europa, con un oceano sotterraneo due volte pi&amp;ugrave; grande degli oceani terrestri, &amp;egrave; considerata un obiettivo ideale per la ricerca di vita al di fuori del nostro pianeta. La missione Europa Clipper, lanciata lo scorso ottobre, giunger&amp;agrave; nel sistema gioviano nel&amp;nbsp;2030&amp;nbsp;e fornir&amp;agrave; ulteriori dati nel prossimo decennio.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-25</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Rosetta, 10 anni fa il primo e unico atterraggio di una sonda su una cometa</video:title>
            <video:description>10 anni fa, il 12 novembre 2014, &amp;egrave; avvenuto il primo e unico atterraggio di una sonda umana sulla superficie di una cometa.
Protagonista &amp;egrave; stata la missione Rosetta di Esa che ha dispiegato il lander Philae sulla cometa&amp;nbsp;67P/Churyumov-Gerasimenko.

Partita il 2004, dopo 10 anni di viaggio, Rosetta &amp;egrave; diventata la prima sondaad avvicinarsi a una cometa e a seguirla nella sua orbita attorno al Sole.

Fornito da un consorzio guidato anche da Asi, il lander Philae durante lo storico atterraggio rimbalz&amp;ograve; sulla superficie della cometa e fin&amp;igrave; in una zona d&amp;rsquo;ombra entrando in ibernazione. Rosetta continu&amp;ograve; invece a studiare 67P, fornendo per la prima volta le immagini del risveglio di una cometa, ovvero quando il suo ghiaccio sublima avvicinandosi al Sole.

Rosetta ha rilevato nel vapore acqueo generato una composizione isotopica diversa da quello rilasciato dagli oceani terrestri non potendo cos&amp;igrave; confermare l&amp;rsquo;origine cometaria dell&amp;rsquo;acqua terrestre.

Essendo le comete di materiale primitivo, Rosetta ha fornito anche indizi fondamentali sulla storia e sull&amp;rsquo;evoluzione del Sistema Solare studiando le polveri e la struttura del nucleo di 67P.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-22</video:publication_date>
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            <video:title>Le spettacolari nuove immagini del Sole</video:title>
            <video:description>L'Esa ha diffuso quattro spettacolari immagini della superficie del Sole,&amp;nbsp;ricavate dalle scansioni in alta risoluzione fatte dalla sonda Solar Orbiter.
Si tratta delle foto pi&amp;ugrave; dettagliate mai fatte al disco solare nella sua interezza e sono state ottenute unendo in un collage le decine d'immagini acquisite dalla sonda quando si trovava a circa 74 milioni di chilometri di distanza, mediante lo strumento di bordo&amp;nbsp;'Phi' (polarimetric and helioseismic Imager), un doppio telescopio in grado di riprendere il Sole in luce visibile e di costruire mappe del suo campo magnetico.

La prima immagine mostra la superficie della nostra stella, chiamata 'fotosfera', come apparirebbe ai nostri occhi. Ha una temperatura tra i 4500 e i 6000 gradi centigradi e si mostra granulosa a causa del continuo ribollire del plasma sottostante.
Si vedono chiaramente anche alcune 'macchie', delle zone pi&amp;ugrave; fredde e profonde della superficie che variano di numero e grandezza in base all'intensit&amp;agrave; dell'attivit&amp;agrave; solare.

Osservando la seconda immagine, chiamata anche magnetogramma, si vedono i flussi del campo magnetico ripiegare e cadere dentro queste macchie, come evidenziato in rosso.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Altrove invece, nelle zone marcate in blu, avviene l'opposto.

La terza foto &amp;egrave; invece un 'tachiogramma' cio&amp;egrave; evidenzia la velocit&amp;agrave; e la direzione con cui si sposta la materia visibile, soprattutto a causa della rotazione. La parte sinistra, in blu, mostra la materia che si muove in direzione della sonda, quella rossa il contrario. In prossimit&amp;agrave; delle macchie solari sono presenti entrambe le condizioni: la materia da una parte viene inghiottita mentre viene espulsa da quella opposta.

L'ultima immagine, che fa una lettura in luce ultravioletta, ci offre una visione spettacolare dell'atmosfera del Sole, detta Corona, in cui possiamo vedere i gas in stato di plasma incandescente, circa un milione di gradi centigradi, che si muovono caotici intorno alla stella. Anche in questo caso, le zone in cui sono presenti macchie si rivelano essere quelle pi&amp;ugrave; turbolente e tormentate.

Il Solar Orbiter &amp;egrave; la macchina pi&amp;ugrave; sofisticata che abbiamo lanciato per studiare il Sole da vicino.
E' un programma sviluppato dall'Agenzia Spaziale Europea e porta con s&amp;eacute; un importante contributo italiano.
L'Agenzia Spaziale Italiana infatti ha collaborato alla realizzazione di 3 strumenti scientifici montati a bordo: il coronografo Metis, il misuratore di vento solare Swa e lo Stix, che rileva le emissioni a raggi X dei brillamenti solari.

&amp;nbsp;

Crediti:Esa, Nasa
Musiche: Ethereal Voice Boys Choir - Julius H</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-21</video:publication_date>
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            <video:title>Pannelli solari per generare energia sulla Luna</video:title>
            <video:description>Una fonte di energia continua per almeno un decennio e tecnologie che rendano la nostra presenza sulla Luna possibile, ma anche sostenibile. Per il programma Artemis, tre aziende selezionate dalla Nasa stanno progettando pannelli solari autosufficienti per operare sul Polo sud lunare. I prototipi sono attualmente in fase di test nella Camera A, una delle pi&amp;ugrave; grandi camere a vuoto termico al mondo, presso il laboratorio di simulazione ambientale spaziale del Johnson Space Center.

Originariamente costruito nel 1965 per i programmi Gemini e Apollo, questo laboratorio &amp;egrave; stato adattato per testare tecnologie come quelle del telescopio James Webb e sostiene oggi lo sviluppo delle missioni Artemis.

Il progetto combina tecnologie esistenti con soluzioni innovative per creare una rete energetica dinamica e robusta, capace di resistere alle rigide condizioni lunari e alle estreme variazioni di temperatura. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
I sistemi dovranno anche essere in grado di dispiegarsi su superfici curve, estendersi fino a 10 metri per catturare la luce solare, ritirarsi per eventuali spostamenti e gestire autonomamente eventuali interruzioni, garantendo una fornitura continua di energia.

Parte del progetto Vertical Solar Array Technology della Nasa, l&amp;rsquo;iniziativa punta a sviluppare sistemi energetici capaci di supportare operazioni a lungo termine sulla superficie lunare, immaginata come un hub strategico e un punto di lancio, aprendo nuove opportunit&amp;agrave; per l&amp;rsquo;esplorazione e l&amp;rsquo;industria spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-20</video:publication_date>
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            <video:title>Curiosity osserva una singolare formazione su Marte</video:title>
            <video:description>Il rover Curiosity della Nasa si prepara a un lungo viaggio verso una formazione chiamata "boxwork", una struttura simile a ragnatele sulla superficie di Marte, formata da minerali depositati nelle fratture della roccia. Al momento il rover sta studiando il canale Gediz Vallis, un'area che potrebbe svelare come l'acqua scorreva su Marte durante la transizione verso un clima pi&amp;ugrave; secco. Curiosity ha percorso circa 33 chilometri dal suo atterraggio nel 2012.

Il rover ha individuato la presenza di pietre di zolfo bianco all&amp;rsquo;interno del canale, invisibili ai satelliti, che racchiudono alcuni&amp;nbsp; cristalli gialli al loro interno. Questa composizione &amp;egrave; unica nel suo genere &amp;nbsp;e non &amp;egrave; associata alla presenza di vulcani o sorgenti termali come sulla Terra. Il team della Nasa sta ora tentando di capirne l&amp;rsquo;origine.

Questi studi potrebbero fornire indizi sulle condizioni di Marte miliardi di anni fa, quando sul pianeta era teoricamente possibile la presenza di vita microbica. Il boxwork, visibile anche dal Mars Reconnaissance Orbiter, rappresenta un'opportunit&amp;agrave; unica per studiare ambienti potenzialmente abitabili mentre l'acqua stava scomparendo dal pianeta.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-19</video:publication_date>
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            <video:title>Nuovi esperimenti per Tiangong</video:title>
            <video:description>Un nuovo cargo &amp;egrave; arrivato al Palazzo Celeste, la stazione spaziale cinese Tiangong operativa dalla fine del 2022.
La navicella Tianzhou-8 &amp;egrave; partita il 15 novembre dallo spazioporto di Wenchang su un razzo Lunga Marcia 7 e, a tre ore dal lancio, si &amp;egrave; agganciata a Tiangong. La missione segna per la Cina il 56&amp;deg; lancio di quest&amp;rsquo;anno.
Oltre ai rifornimenti di supporto ai taikinauti, il carico utile trasportato consiste in applicazioni scientifiche dedicate alla ricerca sulla Luna e all&amp;rsquo;esplorane spaziale a lungo termine.
Uno degli esperimenti prevede la collocazione di un set di mattoni, realizzati con materiale simile alla regolite lunare, su dei supporti esterni alla stazione. Per tre anni saranno esposti direttamente alle radiazioni e alle temperature dello spazio per poi esser riportati a Terra. Gli scienziati potranno cos&amp;igrave; ricavare ulteriori dati sull&amp;rsquo;ambiente spaziale in vista della costruzione di una base lunare (International Lunar Research Station), prevista negli anni Trenta con la partecipazione di Roscosmos, l&amp;rsquo;agenzia spaziale russa.
Altri esperimenti riguardano la comprensione di come i viaggi spaziali possano influenzare il comportamento, la riproduzione e la funzione cerebrale degli animali. I campioni biologici, una volta sottoposti alla microgravit&amp;agrave; e alla mancanza di campo magnetico, saranno congelati e inviati a Terra per esaminarne i cambiamenti genetici.
Nel frattempo la Cina &amp;egrave; impegnata a incrementare le attivit&amp;agrave; di Tiangong. Entro 10 anni la stazione potr&amp;agrave; supportare altri tre moduli, per un totale di sei e sar&amp;agrave; dotata, inoltre, anche di un telescopio spaziale con un campo visivo 300 volte pi&amp;ugrave; grande di Hubble.

Crediti video: CCTV</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-18</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble misura il resto del nostro scontro galattico</video:title>
            <video:description>Hubble ha indagato lo scontro galattico pi&amp;ugrave; vicino a noi, quello tra la Via Lattea e la Grande Nube di Magellano, anche detta Lmc. Questa &amp;egrave; una delle galassie nane pi&amp;ugrave; prossime alla Via Lattea, considerata una nostra galassia satellite e con la quale abbiamo una reciproca attrazione gravitazionale.
L&amp;rsquo;osservatorio spaziale si &amp;egrave; concentrato in particolare sull&amp;rsquo;alone galattico della nostra vicina, che testimonia lo scontro tra le due galassie. L&amp;rsquo;alone &amp;egrave; una regione ricca di gas, stelle e ammassi globulari che circondano ogni galassia a spirale,&amp;nbsp;e si pu&amp;ograve; osservare nella luce ultravioletta.&amp;nbsp;Questa frequenza viene per&amp;ograve; bloccata dalla nostra atmosfera, non riuscendo cos&amp;igrave; a raggiungere i telescopi a terra.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;osservatorio spaziale Hubble &amp;egrave; per questo motivo l&amp;rsquo;unico in grado di rilevare queste lunghezze d'onda e ha fornito ora la prima misurazione dell&amp;rsquo;alone galattico della Grande Nube di Magellano.
Il telescopio si &amp;egrave; servito di una luce di fondo prodotta da 28 quasar, il tipo pi&amp;ugrave; luminoso di nucleo galattico, ed &amp;egrave; riuscito a vedere i gas dell&amp;rsquo;alone della Lmc in modo indiretto, attraverso l'assorbimento della luce di fondo.
Ora sappiamo che questa regione ha un diametro di 50mila anni luce, un rilevamento singolare poich&amp;eacute;&amp;nbsp;risulta&amp;nbsp;10 volte pi&amp;ugrave; piccola&amp;nbsp;rispetto agli aloni di altre galassie con pari massa. Ma questo non &amp;egrave; un mistero. L&amp;rsquo;attrazione gravitazionale tra la Via Lattea e la nana Lmc genera una sorta di braccio di ferro che porta la galassia pi&amp;ugrave; grande, la nostra, a strappare i gas di quella pi&amp;ugrave; debole, con il risultato che la Grande Nube di Magellano sia considerata una galassia &amp;lsquo;sopravvissuta&amp;rsquo;. Tuttavia la sua massa &amp;egrave; tale&amp;nbsp;da riuscire&amp;nbsp;a trattenere sufficiente gas per la formazione di nuove stelle e poich&amp;eacute;&amp;nbsp;la galassia&amp;nbsp;ha gi&amp;agrave; superato il suo massimo avvicinamento alla Via Lattea, si prevede che&amp;nbsp;essa&amp;nbsp;manterr&amp;agrave; buona parte del suo alone.
Per questo motivo gli scienziati considerano la Grande Nube di Magellano un laboratorio straordinario di astrofisica,&amp;nbsp;grazie al&amp;nbsp;quale si potrebbero comprendere i processi di formazione dell&amp;rsquo;Universo primordiale in cui le galassie erano&amp;nbsp;molto&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; vicine tra loro.

Crediti video: Nasa, Esa, Nrao</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-15</video:publication_date>
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            <video:title>Due voraci buchi neri in un'immensa nuvola di gas</video:title>
            <video:description>Osservata per la prima volta una coppia di buchi neri supermassicci interagenti, avvolta da un'immensa nuvola di gas.
Uno scenario inedito per gli astronomi, che hanno faticato a lungo per capire la natura di una serie di misteriose emissioni radio, provenienti dal centro di una galassia della costellazione del Cigno.

La sorgente emana raggi X e ultravioletti con un andamento ciclico abbastanza regolare. Inizialmente questo evento, catalogato come At-2021hdr era stato scambiato per una supernova, poi i sospetti caddero su altro perch&amp;eacute; l'intensit&amp;agrave; dei picchi radio era riconducibile solo a quella di stelle collassate molto grandi. Difatti, dopo ulteriori analisi comparative durate due anni, gli studiosi hanno capito che quello era in realt&amp;agrave; un sistema binario formato da due buchi neri supermassicci, legati da un abbraccio gravitazionale e in rotta di collisione. Ma non era ancora tutto, in questo scenario stava sfuggendo altro perch&amp;eacute; le emissioni mostravano differenze e peculiarit&amp;agrave; rispetto a quelle dei buchi neri binari conosciuti.

Alla fine, con una certa sorpresa, gli scienziati hanno realizzato di trovarsi davanti a una novit&amp;agrave;, qualcosa che non avevano mai visto prima: i buchi neri si trovano all'interno un'immensa nuvola di gas, cos&amp;igrave; grande da riuscire ad avvolgerli entrambi.
I due buchi neri sono gi&amp;agrave; di dimensioni titaniche, insieme raggiungono una massa pari a 40 milioni di volte quella del nostro Sole. Al momento sono distanti tra loro 24 miliardi di chilometri ma si stanno lentamente avvicinando. Lo scontro e la successiva fusione avverr&amp;agrave; tra 70.000 anni.

La grande nuvola di gas in cui sono immersi probabilmente prima vagava libera, ma dev'essere passata cos&amp;igrave; vicino ai due buchi neri da finire imbrigliata dalla loro spaventosa attrazione gravitazionale.
La vicinanza l'ha prima deformata, stirandola in filamenti che hanno avvolto i buchi neri, poi la frizione ha iniziato a scaldarla e renderla sempre pi&amp;ugrave; densa.
I due buchi neri stanno inghiottendo parte dei gas, altri invece vengono sparati via a ogni ciclo di rotazione, producendo quelle emissioni radio che abbiamo captato, usando l'osservatorio 'Swift' della Nasa e quello storico di Monte Palomar.
Per scovare gli inediti segnali, queste strutture usano sia l'esperienza degli astronomi che delle nuove tecniche di osservazione del cielo basate sull'intelligenza artificiale.
Tra i partner coinvolti nella ricerca che&amp;egrave; anche l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Osservatorio Astronomico Inaf di Brera.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>Haolong, il nuovo cargo-shuttle cinese</video:title>
            <video:description>Si chiama Haolong ed &amp;egrave; il nuovo shuttle riutilizzabile per il trasporto di carichi da e verso la stazione spaziale cinese Tiangong. Facendo eco ai precedenti passi mossi dalla Nasa, la Cina intende promuovere opzioni a basso costo per riportare a terra esperimenti e altri carichi. Haolong, scelto fra due progetti selezionati in seguito a una call progettuale lanciata dall'agenzia spaziale cinese per il volo umano, risponde a queste richieste.

Ora in fase di test, il nuovo cargo-shuttle &amp;egrave; lungo 10 metri e largo 8, con un peso inferiore alla met&amp;agrave; di Tianzhou, la capsula attualmente in uso, che pu&amp;ograve; arrivare a 14.000 chilogrammi. A differenza di quest&amp;rsquo;ultima, che al rientro dalla stazione spaziale si disintegra nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre, Haolong eseguir&amp;agrave; un atterraggio su una pista aeroportuale.

Anche il suo aspetto ricorda quello di un aeromobile: con una fusoliera dal muso arrotondato e grandi ali a delta inclinate all'indietro, combina le caratteristiche sia dei veicoli spaziali che degli aerei. Una volta lanciato in orbita con un razzo, Haolong si aggancer&amp;agrave; alla stazione Tiangong, consentendo agli astronauti di raccogliere o riporre carico. Completato il trasporto, eseguir&amp;agrave; le manovre di rientro in atmosfera, atterrando orizzontalmente sulla pista designata.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-13</video:publication_date>
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            <video:title>Le anomalie di Urano sono in realtà un inganno a Voyager 2</video:title>
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            <video:title>Roman Telescope, installato il coronografo</video:title>
            <video:description>Un altro passo avanti verso la realizzazione del Roman Telescope. Presso il Goddard Space Flight Center, il team del Jet Propulsion Laboratory della Nasa ha installato il coronografo del telescopio, un dispositivo progettato per bloccare la luce stellare, che consentir&amp;agrave; agli scienziati di rilevare la debole luce emessa dai pianeti al di l&amp;agrave; del nostro Sistema Solare.

Il Roman Telescope verr&amp;agrave; lanciato nel 2027 e sar&amp;agrave; dotato di un campo visivo almeno 100 volte pi&amp;ugrave; ampio rispetto a quello di Hubble. Roman sar&amp;agrave; utilizzato per indagare i fenomeni legati all'energia oscura, agli esopianeti e all'astrofisica infrarossa.

&amp;nbsp;

Il coronografo a bordo &amp;egrave; una tecnologia dimostrativa che verr&amp;agrave; utilizzata per la ricerca di mondi abitabili e, eventualmente, di vita oltre la Terra. Nel dettaglio,&amp;nbsp;avr&amp;agrave; a bordo una serie di rilevatori e specchi flessibili per bloccare il bagliore stellare, consentendo l'osservazione dei pianeti extrasolari. Progettato per rilevare oggetti fino a 100 milioni di volte pi&amp;ugrave; deboli delle loro stelle, il telescopio rappresenta un miglioramento significativo rispetto ai coronografi esistenti. Roman lavorer&amp;agrave; in sinergia con gli osservatori terrestri&amp;nbsp;che contribuiranno a perfezionare l&amp;rsquo;identificazione dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; e dei processi evolutivi delle galassie.</video:description>
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            <video:title>Europa Clipper, il primo viaggio verso un mondo oceanico oltre la Terra</video:title>
            <video:description>La sonda Europa Clipper di Nasa &amp;egrave; stata lanciata il 14 ottobre 2024 per la prima missione destinata a un mondo oceanico oltre la Terra.

Studier&amp;agrave; l&amp;rsquo;abitabilit&amp;agrave; di Europa, luna ghiacciata di Giove che sotto il suo guscio potrebbe ospitare un oceano sotterraneo.

Salato e con pi&amp;ugrave; acqua di tutti gli oceani della Terra riuniti, questo oceano potrebbe avere le condizioni per sostenere la vita.

Dopo un viaggio di 2,9 miliardi di km, la sonda raggiunger&amp;agrave; Giove nel 2030 per poi effettuare 49 sorvoli di Europa spingendosi fino a 25 km dalla superficie.

Tra i 9 strumenti scientifici a bordo anche un radar, che penetra il ghiaccio per determinare lo spessore del guscio e l&amp;rsquo;interazione con l&amp;rsquo;oceano sottostante.

Per alimentare tutti questi strumenti la sonda ha i pannelli solari pi&amp;ugrave; grandi mai impiegati in una missione interplanetaria, che dispiegati superano i 30 metri di ampiezza.</video:description>
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            <video:title>Satelliti di legno: la soluzione per un futuro ecocompatibile?</video:title>
            <video:description>Il materiale pi&amp;ugrave; utilizzato per costruire i satelliti artificiali &amp;egrave; attualmente l'alluminio. La ragione principale di questa scelta sono le sue valide caratteristiche: &amp;egrave; un metallo che pesa poco, leggero ma robusto, &amp;egrave; versatile da lavorare e anche relativamente economico.
Purtroppo per&amp;ograve;, quando i satelliti vengono dismessi e ricadono sulla Terra bruciando nell'atmosfera, questo metallo rilascia ossido di alluminio, che &amp;egrave; particolarmente nocivo per l'ambiente.
Negli anni questa dispersione sta diventando sempre pi&amp;ugrave; preoccupante perch&amp;eacute; la popolazione satellitare in orbita, con la diffusione delle costellazioni, sta aumentando in maniera esponenziale.
L'alluminio dovr&amp;agrave; quindi essere sostituito il prima possibile con un materiale altrettanto performante che non abbia per&amp;ograve; ricadute ambientali negative.
Gli scienziati giapponesi hanno pensato a un'alternativa che apparentemente sembra assurda, ma che invece sta dimostrando di essere molto promettente: costruire satelliti di legno.

Nel carico portato giorni fa sulla Stazione Spaziale con la navetta Dragon c'&amp;egrave; il primo prototipo di satellite in legno della storia, costruito in Giappone dall'agenzia spaziale 'Jaxa'insieme ad altri partner. Verr&amp;agrave; presto messo in orbita e per sei mesi sar&amp;agrave; a disposizione degli scienziati, che potranno studiarne l'affidabilit&amp;agrave; e le prestazioni.
E' stato chiamato 'LignoSat', &amp;egrave; un cubo di 10 centimetri di lato e ha una struttura fatta di legno di Magnolia.
Al contrario dell'alluminio, questo legno non rilascia componenti chimici dannosi quando brucia, per cui il rientro atmosferico sarebbe completamente eco-compatibile.
Il Giappone studia da anni questa soluzione e prima del Lignosat aveva gi&amp;agrave; condotto esperimenti in orbita usando il legno, ad esempio esponendone 3 campioni diversi al vuoto cosmico per scoprire quale resiste meglio alle temperature estreme e al bombardamento radioattivo.

Oggi, finalmente, il primo prototipo &amp;egrave; al banco di prova. Se Lignosat manterr&amp;agrave; quanto promesso, avremo un materiale del nostro passato che potrebbe diventare anche quello del futuro. Non solo per l'orbita bassa, ma anche nei viaggi interplanetari verso la Luna o Marte.

&amp;nbsp;

Crediti foto: STR/JIJI PRESS/AFP via Getty Images
Crediti video: Nasa, Jaxa, Airbus, SpaceX, Reuters
Musiche: 'Tides' - Ak</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-07</video:publication_date>
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            <video:title>L’inondazione della Spagna osservata dallo spazio</video:title>
            <video:description>Nella notte tra il 29&amp;nbsp;e&amp;nbsp;il 30 ottobre, un fenomeno meteorologico noto come Dana (Depresi&amp;oacute;n Aislada en Niveles Altos) ha colpito duramente il sud e l'est della Spagna. Questo sistema di bassa pressione che si forma tra i 5.000 e i 9.000 metri, nasce quando una massa d'aria fredda incontra aria calda e umida, come quella presente sopra il Mediterraneo, creando le condizioni ideali per forti precipitazioni e aumentando il rischio di inondazioni.

In aree come la Costa del Sol e la regione di Valencia, le piogge hanno riversato in poche ore l&amp;rsquo;equivalente di un anno di precipitazioni. Le inondazioni hanno trasformato le strade dei villaggi in fiumi, distrutto abitazioni e spazzato via ponti e veicoli, provocando pi&amp;ugrave; di 200 vittime, migliaia di sfollati e molti dispersi.

In risposta all&amp;rsquo;emergenza, la Spagna ha attivato la Carta Internazionale per la gestione dei disastri, coordinando i dati satellitari provenienti da oltre 17 agenzie spaziali globali. Nel frattempo, grazie a immagini radar e satellitari, l&amp;rsquo;Esa e il Servizio di Mappatura d'Emergenza di Copernicus hanno fornito mappe dettagliate per individuare i danni, le aree allagate e i terreni saturi ulteriormente a rischio.

Le immagini dei satelliti Sentinel-1 e Sentinel-2, ad esempio, hanno documentato l'estensione delle inondazioni nell'area del Parco Nazionale dell&amp;rsquo;Albufera, una zona densamente abitata&amp;nbsp;vicino Valencia. I dati indicano che oltre 15.000 ettari e circa 190.000 persone sono stati potenzialmente danneggiati, mostrando l&amp;rsquo;entit&amp;agrave; del disastro e la drastica trasformazione del paesaggio.

La tecnologia satellitare ha svolto un ruolo cruciale nel monitorare le condizioni ambientali delle zone colpite e, fornendo i dati utili alla valutazione dei danni,&amp;nbsp;si evidenzia&amp;nbsp;il suo sostegno nelle operazioni di soccorso.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-06</video:publication_date>
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            <video:title>Un ingordo buco nero spiega l’Universo primordiale</video:title>
            <video:description>Un nuovo passo avanti nella comprensione dei buchi neri &amp;egrave; stato fatto grazie al James Webb, il pi&amp;ugrave; potente telescopio spaziale mai realizzato.

Mentre gli astronomi stavano mappando un campione di galassie con Chandra, il telescopio a raggi X per eccellenza, si sono imbattuti in un oggetto con un&amp;rsquo;emissione molto intensa: il buco nero supermassiccio al centro della galassia Lid-568, osservato quando l&amp;rsquo;Universo aveva appena 1,5 miliardi di anni.

La popolazione di galassie esaminata &amp;egrave; molto luminosa nella frequenza dei raggi X, ma invisibile nell'ottico e nel vicino infrarosso. La posizione esatta dello strano buco nero, quindi, non poteva essere determinata solo con queste osservazioni. E cos&amp;igrave;, con gli strumenti di Webb, gli unici in grado di rilevare la luce infrarossa delle prime stelle e galassie, gli astronomi si sono trovati di fronte a una scoperta inaspettata. Lid-568 si nutre di materia a una velocit&amp;agrave; 40 volte superiore il limite teorico. Questo limite porta il nome del fisico Arthur Eddington ed &amp;egrave; correlato alla luminosit&amp;agrave; massima che un buco nero pu&amp;ograve; raggiungere e alla velocit&amp;agrave; con cui pu&amp;ograve; assorbire materia. Rientrare nel limite equivale a un equilibrio tra la spinta verso l'interno generata dalla gravit&amp;agrave; e la pressione verso l'esterno generata dal calore della materia compressa. Una supernova, per esempio, superando il limite di Eddington riporta all&amp;rsquo;autodistruzione di una stella. Secondo gli studiosi, i potenti deflussi osservati in Lid-568 agiscono come valvola di rilascio per l'energia in eccesso generata dall'accrescimento estremo, impedendo al sistema di diventare troppo instabile.

Capire come questi misteriosi divoratori di mondi siano stati in grado di crescere cos&amp;igrave; tanto e cos&amp;igrave; rapidamente &amp;egrave; complesso, ma la scoperta di un super-Eddington suggerisce che buona parte della massa possa derivare da un singolo episodio di alimentazione rapida.

Questa scoperta offre la prima opportunit&amp;agrave; per spiegare la presenza di buchi neri cos&amp;igrave; pesanti all&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;Universo. Nuove osservazioni saranno pianificate con Webb.

&amp;nbsp;

Crediti video: NoirLab</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-05</video:publication_date>
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            <video:title>Dragon, completata la manovra di spostamento sulla Iss</video:title>
            <video:description>Lo scorso 3 novembre, i quattro astronauti della missione Crew-9 di SpaceX hanno spostato la capsula Dragon 'Freedom' su un altro attracco della Stazione Spaziale Internazionale, in modo da lasciare spazio libero per un cargo in arrivo, una Dragon senza equipaggio ma con rifornimenti. Se tutto procede come previsto, il lancio di&amp;nbsp;questa seconda navetta, che trasporter&amp;agrave; 3 tonnellate di materiale a bordo,&amp;nbsp;&amp;egrave; in programma per questa sera. La prima capsula sar&amp;agrave; attraccata fino al prossimo febbraio, quando riporter&amp;agrave; a terra anche gli astronauti della Starliner.

&amp;nbsp;

La Freedom con a bordo gli astronauti Hague, Wilmore e Williams e il cosmonauta Gorbunov, ha completato il trasferimento sganciandosi dall&amp;rsquo;attracco anteriore del modulo Harmony. Al momento dell'attracco la ISS e la Dragon stavano sorvolando il sud del Brasile.

&amp;nbsp;

Questo spostamento &amp;egrave; avvenuto dopo che la Nasa ha riassegnato gli ex astronauti dello Starliner alla missione Crew-9, a causa di problemi irrisolti con il sistema di propulsione della capsula Boeing, rilevati durante un tentativo di docking alla Iss il 6 giugno scorso.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-11-04</video:publication_date>
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            <video:title>La nuova conquista dello spazio: dalla fine della Iss al ritorno sulla Luna</video:title>
            <video:description>Manca ormai solo poco pi&amp;ugrave; di un lustro allo smantellamento della Stazione Spaziale Internazionale, il laboratorio in orbita terrestre nato dalla collaborazione di 15 differenti nazioni. Con i primi moduli messi in orbita nel 1998 e un assemblaggio concluso nel 2011, la fine della Iss prevista nel 2030 segner&amp;agrave; la conclusione di un&amp;rsquo;era fondamentale per la nostra conquista dello spazio, aprendo cos&amp;igrave; uno scenario radicalmente diverso a cui si affacceranno le nuove generazioni di astronauti.

&amp;nbsp;Andrea Patassa &amp;ndash; Capitano dell'Aeronautica&amp;nbsp;Militare Italiana e astronauta di riserva di Esa
Da quando ero piccolo, da quando seguo lo spazio, la Stazione Spaziale Internazionale &amp;egrave; sempre stata l&amp;igrave;. Sapere che tra qualche anno non ci sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; ovviamente fa effetto, ma quello che verr&amp;agrave; dopo comunque sar&amp;agrave; altrettanto eccitante. Ci sar&amp;agrave; una partnership molto stretta con il settore commerciale, permetter&amp;agrave; di incrementare il numero di stazioni, il numero di persone che andranno nello spazio e la quantit&amp;agrave; di scienze e di esperimenti che si potranno fare. Ma soprattutto, oltre all'orbita bassa, a quel punto, ci sar&amp;agrave; anche l'orbita lunare da &amp;ldquo;colonizzare&amp;rdquo; e la superficie della Luna sulla quale lavorare e fare esperimenti.

Con la fine della Iss, laboratorio orbitante unico nel suo genere, perderemo l&amp;rsquo;avamposto internazionale che, grazie al suo ambiente senza peso, ha fornito al mondo della ricerca la possibilit&amp;agrave; di svolgere attivit&amp;agrave; scientifica ed esperimenti in microgravit&amp;agrave; con una continuit&amp;agrave; di oltre due decenni.

Anthea Comellini - Ingegnera aerospaziale e astronauta di riserva di Esa
La cosa fondamentale &amp;egrave; che continuiamo a costruire su quello che abbiamo imparato durante questi 20 anni di utilizzo della Stazione Spaziale Internazionale e quindi che continuiamo a effettuare ricerca e scienza in microgravit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; questa condizione &amp;egrave; una condizione che difficilmente riusciamo a replicare sulla Terra e che ci permette di vedere dei fenomeni da un altro punto di vista, che ci permette di fare grandi scoperte che poi noi possiamo riportare sulla Terra per migliorare la vita dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; intera. Quindi finch&amp;eacute; la ricerca in microgravit&amp;agrave; avr&amp;agrave; questo impatto positivo sulla societ&amp;agrave;, noi dobbiamo continuare a farlo, &amp;egrave; un nostro dovere.

Eppure, in questa che ormai &amp;egrave; &amp;nbsp;l&amp;rsquo;ultima fase della Iss, gi&amp;agrave; ora si stanno moltiplicando le missioni in orbita a cui i nuovi astronauti possono partecipare, non solo tramite le agenzie pubbliche ma anche spinti dall&amp;rsquo;esplosione di quella che si chiama economia dell&amp;rsquo;orbita bassa.

&amp;nbsp;

Luca Parmitano &amp;ndash; Astronauta dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea (Esa)
Oggi un astronauta che entra nel mondo del volo spaziale umano ha un largo ventaglio di possibilit&amp;agrave;: da missioni di breve durata in orbita di poche settimane per missioni molto specialistiche, anche per astronauti privati, a missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale e poi quelle che verranno; perch&amp;eacute; oggi sono in fase di costruzione e di studio nuove stazioni spaziali di aziende private che permetteranno di continuare a fare scienza ed esplorazione in orbita bassa terrestre.

&amp;nbsp;

La nuova era&amp;nbsp;delle stazioni spaziali private verr&amp;agrave; inaugurata dall&amp;rsquo;industria statunitense: nei prossimi anni l&amp;rsquo;azienda Axiom aggancer&amp;agrave; alla Iss due moduli abitativi, di cui il primo nel 2026. In seguito questi si staccheranno per andare a comporre l&amp;rsquo;Axiom Station, la prima stazione spaziale commerciale&amp;nbsp;della storia.
Con l'orbita bassa consegnata ai privati, la prossima frontiera per le agenzie spaziali pu&amp;ograve; cos&amp;igrave; spostarsi oltre, verso la conquista dell'orbita e del suolo lunare, sotto il faro del programma della Nasa Artemis. Grazie all'expertise e alla credibilit&amp;agrave; acquisita nella realizzazione della ISS, l'Italia, attraverso l'Agenzia Spaziale Italiana &amp;egrave; un partner chiave del progetto.&amp;nbsp;&amp;nbsp;


Luca Parmitano &amp;ndash; Astronauta dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea (Esa)
Qui in Italia siamo all'avanguardia per le strutture aerospaziali. La Stazione Spaziale Internazionale &amp;egrave; stata costruita al 40% dei moduli abitativi qui in Italia, nelle industrie di Torino, Thales Alenia.
In questo momento sta costruendo due dei moduli abitativi del Gateway, la futura stazione spaziale orbitante intorno alla Luna, programma multinazionale in cui l'Italia fa parte. Per cui direi che continuiamo a essere presenti nello spazio e a essere un partner importante con delle industrie che tutto il mondo ci invidia.

Tra i tanti contributi italiani ad Artemis, la realizzazione del primo modulo abitativo di superficie lunare, il Multi Purpose Habitation Module, frutto di una collaborazione tra l'ASI e la NASA, e il futuro Centro di Simulazione e Controllo Missioni Robotiche Lunari dell'Agenzia Spaziale Italiana che avr&amp;agrave; sede presso Altec&amp;nbsp;a Torino

Vincenzo Giorgio - Amministratore Delegato di Altec
Qui gestiamo tutte le attivit&amp;agrave; che gli astronauti compiono in orbita e controlliamo che i parametri significativi dei moduli che sono su e che compongono l'ambiente all'interno del quale gli astronauti lavorano siano corretti e nel caso di problemi interveniamo attraverso i nostri collegamenti col centro di Houston.
Contrariamente all'orbita bassa, quando si parla di esplorazione planetaria - si comincia con Luna, si continua con Marte - quello che facciamo qua &amp;egrave; imparare: imparare come si fanno le operazioni su un terreno diverso da quello terrestre, che cosa c'&amp;egrave; bisogno per supportare le attivit&amp;agrave; in loco, siano esse robotiche oppure umane, e quindi capire che tipo di servizio e che tipo di supporto va fornito a coloro che operano sui pianeti. Con tutte le diversit&amp;agrave; del caso: la Luna &amp;egrave; molto vicina quindi non ci sono problemi di latenze di segnali, Marte &amp;egrave; gi&amp;agrave; pi&amp;ugrave; lontano e quindi bisogna convivere col fatto che i segnali impiegano fino a 20 minuti per arrivare e quindi per ritornare. Se dovessimo traguardare degli obiettivi pi&amp;ugrave; lontani, sto pensando ad asteroidi o altri satelliti dei pianeti del Sistema Solare, evidentemente questo problema si ingigantisce.
Noi quello che stiamo facendo &amp;egrave; costruire tutti i building blocks di quello che servir&amp;agrave; per supportare queste operazioni.

Uno dei terreni diversi su cui le future missioni opereranno sar&amp;agrave; sicuramente la superficie lunare. Qui torneremo, dopo oltre 50 anni di assenza, nel 2026 grazie alla terza missione del programma Artemis. Scopo a lungo termine del programma lunare &amp;egrave; quello di stabilire una permanenza continuativa sulla Luna, dovendo quindi risolvere nuove grandi sfide per sostenere i futuri coloni.

Anthea Comellini - ingegnera aerospaziale e astronauta di riserva di Esa
&amp;Egrave; necessario creare una sorta di economia lunare e farlo in maniera sostenibile. Cosa vuol dire? Vuol dire che noi non ci possiamo portare tutto da casa quando andiamo verso delle destinazioni cos&amp;igrave; lontane e quindi dobbiamo innanzitutto imparare a massimizzare le poche risorse che ci stiamo portando, istituendo un'economia circolare, ma poi anche imparare a usare quelle che troveremo nella nostra destinazione; che pu&amp;ograve; voler dire ad esempio sulla Luna utilizzare la regolite per produrre ossigeno che poi pu&amp;ograve; essere respirato, pu&amp;ograve; essere utilizzato come propellente per i razzi per tornare, oppure utilizzare la regolite per stampare in 3D vari utensili o anche dei mattoni per riparare le case degli astronauti dalle radiazioni.

Quindi quello che noi vogliamo imparare andando sulla Luna adesso &amp;egrave; veramente quello di sostenere la vita degli esseri umani in una destinazione cos&amp;igrave; lontana; e quindi poi tutto quello che impareremo da un lato potr&amp;agrave; essere riportato sulla Terra perch&amp;eacute; appunto tutto ci&amp;ograve; che riguarda riciclo e utilizzo di forme di energia che siano molto efficienti, efficaci, &amp;egrave; importantissimo anche per la vita su terra, ma poi ci permetter&amp;agrave; di allontanare sempre di pi&amp;ugrave; il limite di questa frontiera dell'esplorazione.

Spingere i voli umani sempre pi&amp;ugrave; oltre nello spazio e puntare a una nuova conquista della Luna significher&amp;agrave; quindi garantire un maggiore ritorno in termini di conoscenza e applicazioni qui sulla Terra. La nuova era spaziale sar&amp;agrave; cos&amp;igrave; la via extraterrestre per migliorare la nostra esistenza su questo pianeta.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-31</video:publication_date>
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            <video:title>Un Lupo Oscuro nei cieli del Sud</video:title>
            <video:description>A 5300 anni luce dalla Terra, osservando la Costellazione dello Scorpione nell&amp;rsquo;emisfero meridionale, si trova questa scura nebulosa che ha le sembianze di un lupo.
Il suo soprannome infatti &amp;egrave; Nebulosa del Lupo Oscuro. Questa immagine estremamente dettagliata &amp;egrave; stata realizzata dal Vst (Vlt Survey Telescope), un telescopio italiano costruito dall&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), che si trova presso l&amp;rsquo;Osservatorio dell&amp;rsquo;Eso nel deserto di Atacama, in Cile.
La sagoma del lupo, che sembra quasi in movimento, emerge da un drappo di nubi colorate costituite principalmente da idrogeno. I toni rossastri mostrano l&amp;rsquo;intensa energia messa in moto dai processi che, all&amp;rsquo;interno di queste nubi, danno vita a nuove stelle.
La Nebulosa del Lupo Oscuro &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;altro che vuota. Questo tipo di nebulose infatti sono ambienti cos&amp;igrave; densi di polvere che non lasciano passare la luce delle stelle dietro di loro. Sono nubi fredde i cui granelli invece di riflettere la luce, la assorbono. Gli astronomi studiano queste nubi di polvere congelata poich&amp;eacute; contengono stelle in formazione. In passato invece, gli animali disegnati dalle nebulose oscure, entravano a far parte delle tradizioni dei primi abitanti del continente australiano. La nebulosa Sacco di Carbone, per esempio, che ha le sembianze di un em&amp;ugrave; ha dato luogo a uno dei miti della Creazione, in cui il Sole fu generato dal lancio dell&amp;rsquo;uovo di em&amp;ugrave;.
L&amp;rsquo;immagine &amp;egrave; stata realizzata con pi&amp;ugrave; scatti e diversi filtri e fa parte di un progetto di mappatura della nostra galassia i cui dati sono a disposizione sul portale scientifico dell'Eso.

Crediti video: Eso</video:description>
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            <video:title>Shenzhou 19 raggiunge la stazione spaziale cinese</video:title>
            <video:description>Partita la missione Shenzhou 19 dell'agenzia spaziale cinese. Usando un lanciatore 'Lunga Marcia 2F', un equipaggio di tre taikonauti &amp;egrave; stato spedito sulla stazione spaziale Tiangong 3, che ha raggiunto e agganciato poco pi&amp;ugrave; di sei ore dopo la partenza. Il trio rester&amp;agrave; sulla stazione per sei mesi, durante i quali sar&amp;agrave; impegnato in varie attivit&amp;agrave;, tra cui numerose operazioni extraveicolari e soprattutto lo svolgimento di 86 esperimenti scientifici.

La missione infatti pone la ricerca scientifica come finalit&amp;agrave; primaria, in particolare si dedicher&amp;agrave; allo studio delle scienze biologiche e fisiche nello Spazio come la microgravit&amp;agrave;, l'analisi del comportamento dei materiali, la medicina spaziale e la creazione di nuove tecnologie.

L'equipaggio di Shenzhou 19 &amp;egrave; composto da due uomini e una donna. Il comandante Cai Xuzhe, che aveva gi&amp;agrave; volato nella missione Shenzou 14 ed &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; anziano ed esperto, e due taikonauti al battesimo di volo: Song Lingdon, un ex pilota di jet militari e Wang Haoze, esperta di ingegneria aeronautica.

Con Shenzhou 19 la Cina raggiunge lo Spazio per la 33esima volta. Tra pochi giorni verr&amp;agrave; lanciata anche la navetta cargo Tianzhou 8, un volo di routine necessario per rifornire la stazione spaziale di carburante e alimenti e che stavolta porter&amp;agrave; anche il materiale con cui si effettueranno i nuovi esperimenti. Con molta probabilit&amp;agrave; sulla navetta cargo verranno anche caricati 8 nanosatelliti 'cubesat', che una volta raggiunta la Tiangong saranno pian piano rilasciati in orbita.

L'equipaggio appena giunto assumer&amp;agrave; il comando effettivo della stazione spaziale tra pochi giorni, il tempo necessario per prendere le consegne dai taikonauti della missione precedente, che erano giunti a fine aprile scorso e che sono in procinto di ripartire e tornare a casa. Il loro rientro &amp;egrave; previsto entro i primi di novembre.

La stazione spaziale Tiangong 3, secondo il programma dell'agenzia spaziale cinese, rester&amp;agrave; in funzione ancora a lungo. Si prevede di utilizzarla per almeno altri 10 anni, nei quali verr&amp;agrave; ulteriormente ampliata con l'aggiunta di nuovi moduli.
Inoltre, sono in progetto modifiche per trasformarne una parte in un avamposto, che verr&amp;agrave; appositamente dedicato ad attivit&amp;agrave; di tipo commerciale.

&amp;nbsp;

Crediti immagine: China Central Television
Musiche: 'Action' - Retrositive</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-30</video:publication_date>
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            <video:title>Perseverance affronta un pendio scivoloso</video:title>
            <video:description>Il rover Perseverance della Nasa sta scalando il muro occidentale del cratere Jezero, puntando a raggiungerne il bordo entro dicembre. Durante la salita, ha catturato alcune immagini composite&amp;nbsp;del cratere, incluse le tracce lasciate dopo alcuni slittamenti delle ruote su un terreno sabbioso e friabile.

Per migliorare la trazione, il team ha testato diverse tecniche di guida, scoprendo che mantenere il rover vicino al bordo settentrionale del percorso fornisce maggiore stabilit&amp;agrave;.

Tra poche settimane, Perseverance raggiunger&amp;agrave; "Lookout Hill" sul bordo del cratere Jezero, per poi avanzare verso "Witch Hazel Hill", un'area ricca di strati di roccia chiara. Dei 43 tubi di campionamento giunti su Marte, 24 sono gi&amp;agrave; stati sigillati con campioni di roccia, regolite e atmosfera. L&amp;rsquo;obiettivo della Nasa &amp;egrave; raccoglierne&amp;nbsp; almeno 31. La missione Mars 2020 Perseverance fa parte del programma &amp;ldquo;Moon to Mars&amp;rdquo; della Nasa, che include le missioni Artemis verso la Luna, le quali contribuiranno a preparare l&amp;rsquo;esplorazione umana del Pianeta Rosso.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-29</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis IV: installato il simulatore interstadio</video:title>
            <video:description>Un altro passo importante per Artemis IV.&amp;nbsp;
Presso lo Stennis Space Center, la Nasa ha installato un simulatore interstadio sullo Space Launch System, il megarazzo del programma Artemis che riporter&amp;agrave; un equipaggio sulla Luna.

Questo componente da 103 tonnellate &amp;egrave; necessario per i futuri test dello stadio superiore Eus (Exploration upper stage): il simulatore verificher&amp;agrave; la protezione dei sistemi elettrici e di propulsione dell&amp;rsquo;Eus e assorbir&amp;agrave; la spinta di circa 44 tonnellate generata dall&amp;rsquo;accensione a caldo dei suoi quattro motori. L&amp;rsquo;Eus aumenter&amp;agrave; del 40% la capacit&amp;agrave; di carico utile, permettendo alla Nasa di inviare fino a 42 tonnellate verso la Luna.

Il team &amp;egrave; gi&amp;agrave; al lavoro per costruire i collegamenti meccanici ed elettrici tra il simulatore e la struttura di prova, assicurando che tutto sia pronto per il test finale dello stadio superiore.

Eus sar&amp;agrave; sottoposto a una serie di Green Run test, finalizzati a verificare il funzionamento di tutti i nuovi sistemi durante il loro collaudo simultaneo. L&amp;rsquo;ultimo test prevede un'accensione a caldo, simulando le condizioni di un lancio reale per garantire voli in sicurezza.&amp;nbsp;Lo Space Launch System cos&amp;igrave; potenziato decoller&amp;agrave; con la missione Artemis IV, prevista per il 2028.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-28</video:publication_date>
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            <video:title>Hera di Esa è in viaggio verso il primo asteroide deviato dall’uomo</video:title>
            <video:description>Hera&amp;nbsp;&amp;egrave; la prima sonda di&amp;nbsp;Esa dedicata alla difesa planetaria ed&amp;nbsp;effettuer&amp;agrave; la prima indagine dettagliata su un asteroide binario.
Lanciata il 7 ottobre 2024,&amp;nbsp;Hera raggiunger&amp;agrave; nel 2026 Dimorphos, il primo asteroide deviato dall&amp;rsquo;uomo grazie alla missione Dart di Nasa.

Nel 2022 Dart ha colpito Dimorphos nel primo test di difesa planetaria per modificare la sua orbita attorno all&amp;rsquo;asteroide principale Dydimos.
Il cono di detriti&amp;nbsp;causato dall&amp;rsquo;impatto &amp;egrave; stato fotografato in diretta&amp;nbsp;e&amp;nbsp;da vicino dal nanosatellite LiciaCube di Asi&amp;nbsp;rivelando alcune propriet&amp;agrave; di Dimorphos.

Una volta a destinazione&amp;nbsp;Hera&amp;nbsp;analizzer&amp;agrave; con precisione&amp;nbsp;il cratere causato da Dart e i cambiamenti&amp;nbsp;orbitali indotti&amp;nbsp;dall&amp;rsquo;urto rilasciando inoltre due piccoli cubesat: Juventas&amp;nbsp;eseguir&amp;agrave; il primo sondaggio radar del sottosuolo di un asteroide e Milani, realizzato in Italia, studier&amp;agrave; la composizione minerale di Dimorphos.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>Webb, alla ricerca di una nana bruna oltre la Via Lattea</video:title>
            <video:description>Gli astronomi sono sicuri di poter individuare la prima nana bruna oltre il confine della Via Lattea, un particolare corpo celeste a met&amp;agrave; tra un pianeta e una stella Un traguardo possibile solo grazie alla potenza e sensibilit&amp;agrave; del telescopio spaziale James Webb.
A 200mila anni luce dalla Terra, alla periferia della Piccola Nube di Magellano, la nostra galassia satellite, c&amp;rsquo;&amp;egrave; un giovane ammasso stellare. Si chiama Ngc 602 un luogo denso di polvere, ricco di idrogeno ed elio, povero di elementi pesanti. Un ambiente, dunque, molto simile a quello dell&amp;rsquo;Universo primordiale, ci&amp;ograve; che ha spinto gli scienziati ad analizzare i processi di formazione stellare in un ambiente molto diverso rispetto a ci&amp;ograve; che osservano normalmente. In particolare si sono concentrati nella ricerca delle nane brune, corpi con una massa maggiore rispetto a quella dei nostri giganti gassosi, ma che non raggiungono quella sufficiente per iniziare anche la fusione dell&amp;rsquo;idrogeno e diventare cos&amp;igrave; una stella vera e propria. Le nane brune, inoltre, non essendo legate gravitazionalmente a una stella, fluttuano liberamente come gli esopianeti.
E&amp;rsquo; con il telescopio Hubble che gli astronomi hanno individuato giovani stelle di piccola massa all&amp;rsquo;interno di Ngc 602. Adesso con Webb si potr&amp;agrave; scoprire la natura di queste formazioni substellari.
Fino ad ora sono state scoperte 3mila nane brune, ma tutte all&amp;rsquo;interno della nostra galassia. Prima di Webb non erano mai stati osservati oggetti simili a una tale distanza e resta ancora impossibile con i pi&amp;ugrave; potenti telescopi terrestri.

Crediti video:&amp;nbsp;Esa/Webb, Nasa, Csa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>Terzo tentativo di lancio per il New Shepard</video:title>
            <video:description>Il razzo New Shepard-27 &amp;egrave; di nuovo sulla rampa di lancio. Il veicolo realizzato da Blue Origin e destinato principalmente ai voli suborbitali con a bordo turisti spaziali, &amp;egrave; al terzo tentativo, dopo due rinvii dovuti a problemi tecnici al lanciatore e al sistema Gps.
L'Ns-27 &amp;egrave; il secondo modello realizzato dall'azienda del magnate Jeff Bezos e si pu&amp;ograve; considerare uno dei vettori pi&amp;ugrave; sostenibili al mondo.
E' composto da due parti principali: il primo stadio chiamato Booster 5 e una capsula che pu&amp;ograve; ospitare un equipaggio di massimo sei persone, battezzata 'RSS K&amp;aacute;rm&amp;aacute;n Line'.
Il lancio servir&amp;agrave; anche a testare delle nuove tecnologie, alcune mirate a migliorare la riusabilit&amp;agrave; e le prestazioni del primo stadio, altre invece tese a ottimizzare lo sfruttamento dei vani di carico utile.
Trattandosi di un lancio sperimentale, non ci saranno umani a bordo ma nel razzo sono presenti 12 strumenti scientifici nuovi, cinque montati nel vano apposito e sette nella capsula.
Tra questi, spicca un nuovo sistema di navigazione, che in caso di successo verr&amp;agrave; utilizzato anche per un altro razzo della flotta di Blue Origin, il New Glenn.
Inoltre, a bordo sono presenti due sensori Lidar, che emettono fasci di luce laser utili a misurare con precisione le distanze. Questi ultimi sono pensati principalmente per una futura attivit&amp;agrave; in ambiente lunare.
Blue Origin ha all'attivo 26 lanci di successo, di cui 8 con equipaggio a bordo. Oltre ai voli suborbitali destinati ai turisti spaziali, la cui domanda &amp;egrave; in crescita, l'azienda sta collaborando con la Nasa per il Programma Artemis, il ritorno di esseri umani sulla Luna, in cui si occuper&amp;agrave; di sistemi di trasporto in vista della realizzazione di una base permanente.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

Crediti Video: Blue Origin
Crediti musiche: 'Walk on the Moon' - No Battlecry</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-23</video:publication_date>
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            <video:title>Obiettivo Venere</video:title>
            <video:description>Mentre ci organizziamo per tornare sulla Luna e sogniamo di poter raggiungere un giorno Marte, ingegneri e scienziati stanno sviluppando nuove missioni robotiche per tornare a visitare Venere dopo oltre 40 anni.

La Nasa ha gi&amp;agrave; in cantiere le missioni DaVinci e Veritas, l&amp;rsquo;Esa &amp;egrave; impegnata con EnVision, e in lista d&amp;rsquo;attesa ci sono anche Cina, Russia e India. La questione &amp;egrave; comprendere come un pianeta cos&amp;igrave; simile alla Terra, sia per massa che dimensioni tanto da esser definito nostro &amp;ldquo;gemello&amp;rdquo;, abbia avuto un percorso evolutivo cos&amp;igrave; diverso.
Tra le missioni Nasa, la prima a partire sar&amp;agrave; DaVinci, nel 2030. Si tratter&amp;agrave; di una sonda atmosferica con una tecnologia in grado di raccogliere immagini fino a 40 chilometri dalla superficie, e cio&amp;egrave; al disotto delle caratteristiche nubi di Venere, spesse e opache. A quell&amp;rsquo;altitudine le immagini risulteranno distorte dai gas; saranno quindi rielaborate grazie all&amp;rsquo;aiuto dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale con la quale si prevede di raggiungere una risoluzione di circa un metro. Per la prima volta, quindi, saremo in grado di vedere i dettagli di rocce, fiumi e valli. Finora quattro sonde del programma sovietico Venera e una del progetto Pioneer Venus della Nasa sono riuscite nell&amp;rsquo;impresa di atterrare sul pianeta e trasmettere dati, venendo tuttavia distrutte in meno di un paio d&amp;rsquo;ore dalle condizioni insostenibili dell&amp;rsquo;ambiente.
Gli scienziati che guidano la missione DaVinci, per sviluppare i nuovi strumenti, stanno raccogliendo le conoscenze delle passate missioni Nasa con destinazione Venere. Lo scopo &amp;egrave; raggiungere il pianeta con il maggior numero di dettagli possibile, utilizzando le nuove tecniche di analisi per esaminare i vecchi dati. E cos&amp;igrave;, modellando al computer i dati delle sonde Explorer, Pioneer Venus, Magellano e del vecchio Osservatorio Arecibo a Porto Rico, i ricercatori sono riusciti a riprodurre nuove scale della superficie venusiana, fino a un chilometro di risoluzione.
Il primo obiettivo sar&amp;agrave; studiare la regione montuosa Alpha Regio che ha rilievi molto simili a quelli terrestri e stabilire se montagne e vulcani possano essersi formati con processi simili a quelli della Terra.

Crediti video: Nasa, Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-22</video:publication_date>
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            <video:title>Occhi puntati sulla cometa del secolo</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;La cometa non periodica C/2023 A3 Tsuchinshan-Atlas, &amp;egrave; attualmente visibile a occhio nudo, ma sta rapidamente diventando pi&amp;ugrave; debole poich&amp;eacute; si allontana dalla Terra e dal Sole. Per vederla dall'emisfero settentrionale, &amp;egrave; necessario guardare in direzione ovest, tra la costellazione del Serpente e quella di Ofiuco, a met&amp;agrave; strada tra Venere e la stella Arturo, circa 45 minuti dopo il tramonto. A partire da&amp;nbsp; domenica 20 ottobre,&amp;nbsp;visto che la Luna &amp;egrave; in fase calante,&amp;nbsp;il cielo sar&amp;agrave; gradualmente pi&amp;ugrave; scuro, offrendo un'ultima buona opportunit&amp;agrave; per vederla a occhio nudo. La cometa del secolo prende il nome dai due osservatori che l&amp;rsquo;hanno individuata per primi, il telescopio sudafricano del progetto Atlas e dall&amp;rsquo;Osservatorio Tsuchinshan, in Cina. La cometa raggiunger&amp;agrave; magnitudine 6, definita come la soglia limite di visione a occhio nudo in cieli estremamente bui, il prossimo 31 ottobre.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-21</video:publication_date>
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            <video:title>ASI e lo spazio italiano protagonisti a IAC 2024</video:title>
            <video:description>11.200 delegati, il 35% sotto i 35 anni provenienti da 120 paesi, 22000 mq di esposizione e 500 espositori di 46 nazioni. Numeri da record per lo IAC 2024, evento internazionale sulle tematiche spaziali pi&amp;ugrave; grande di sempre.&amp;nbsp;

Il MICO di Milano ha aperto le porte alla 75esima edizione dell&amp;rsquo;International Astronautical Congress, organizzato dall&amp;rsquo;International Astronautical Federation e ospitato dall&amp;rsquo;associazione Aidaa insieme ad ASI e Leonardo.&amp;nbsp;

Inaugurato il 14 ottobre alla presenza   del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e con la partecipazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del presidente di ASI Teodoro Valente, lo IAC2024 &amp;egrave; stato testimonianza dell&amp;rsquo;attenzione che lo spazio ha guadagnato nelle agende dei governi e dei Parlamenti.&amp;nbsp;

Tra gli eventi di rilievo, in presenza di ministri, il Summit dei capi di 62 agenzie spaziali &amp;ndash; tra i pi&amp;ugrave; partecipati di sempre. L&amp;rsquo;occasione dello IAC 2024 ha visto riunirsi i firmatari degli accordi ARTEMIS per le missioni sostenibili verso la Luna. A Milano si &amp;egrave; svolto il secondo Meeting promosso da ASI con gli Space leader africani, per la cooperazione in campo spaziale, nel quadro del Piano Mattei per l&amp;rsquo;Africa.&amp;nbsp;

Dei circa 7 mila paper proposti al Congresso, ben 2362 sono stati presentati in sessioni tecniche e oltre 2000 in sessioni interattive: una grande opportunit&amp;agrave; colta in pieno dal sistema spazio nazionale, che in questa occasione di visibilit&amp;agrave; globale ha riaffermato il ruolo dell&amp;rsquo;Italia quale potenza spaziale.&amp;nbsp;

Lo sviluppo di un settore spaziale pi&amp;ugrave; responsabile e sostenibile - tema centrale di questa edizione dello IAC- &amp;egrave; stato oggetto dello Statement for Responsible Space Sector sottoscritto tra Agenzia Spaziale Europea, ASI e altre agenzie: la decarbonizzazione e le tecnologie green tra i primi temi che i firmatari si impegnano a considerare nello sviluppo dei sistemi spaziali.&amp;nbsp;

Molti gli incontri bilaterali avuti dall&amp;rsquo;ASI per rafforzare i rapporti e lanciare nuove collaborazioni con le prestigiose agenzie presenti, tra cui NASA, ESA, CSA, ISRO e JAXA e con organismi di spicco quali IILA- Organizzazione Internazionale Italo-Latina-&amp;nbsp;

Tra i contratti di rilievo firmati dalle aziende italiane: Moonlight per la comunicazione e navigazione lunare; Rise per la realizzazione di &amp;lsquo;officine spaziali&amp;rsquo; in orbita, siglato alla presenza dei Ministri Urso e Crosetto; la seconda tranche dei contratti per la costellazione Iride, finanziata da ESA e ASI all'interno della sezione Spazio del Pnrr e Ramses, la missione di difesa planetaria dell&amp;rsquo;ESA che ha come obiettivo l&amp;rsquo;asteroide Apophis.&amp;nbsp;

Testimonial d&amp;rsquo;eccezione, trenta astronauti di ieri, oggi e domani, provenienti da cinque continenti, che hanno partecipato a un intenso programma di divulgazione e visite presso imprese, universit&amp;agrave; e scuole, durante IAC2024. Grande l&amp;rsquo;accoglienza da parte degli studenti dell&amp;rsquo;Istituto Tecnico Galilei-Luxembourg di Milano.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;ultimo giorno dello IAC &amp;egrave; stato dedicato al pubblico generico e alle nuove generazioni: incontri con gli astronauti, esperienze laboratoriali, visite all&amp;rsquo;esposizione e la premiazione della Call for Ideas per le scuole, una tra le molte iniziative volte a stimolare la creativit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;innovazione tra gli studenti, incoraggiandoli a proporre idee per il futuro dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale.&amp;nbsp;

Come da tradizione, durante l&amp;rsquo;ultima giornata della manifestazione, si &amp;egrave; tenuta l'assemblea generale dello Iaf, dove Gabriella Arrigo, direttore Affari Internazionali dell&amp;rsquo;ASI &amp;egrave; stata nominata presidente incoming dell'International Astronautical Federation con il nuovo Bureau, uno dei principali organi della federazione, composto dai membri eletti e nominati. La stessa Arrigo durante la cerimonia di apertura era stata insignita dello Iaf Excellence in Cooperation Award per il suo contributo alla cooperazione tra le agenzie spaziali.&amp;nbsp;

Sempre a Milano, nei giorni precedenti l&amp;rsquo;apertura di IAC 2024 si sono svolti eventi di grande rilievo internazionale. Il presidente dell&amp;rsquo;ASI Valente &amp;egrave; intervenuto al seminario dell&amp;rsquo;Unoosa, che promuove la cooperazione internazionale nello spazio e allo Space Generation Advisory Council, che coinvolge i giovani professionisti impegnati nel settore spaziale.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

A introdurre l&amp;rsquo;inaugurazione di IAC2024, la conferenza per i Ministri e i Membri del Parlamento, organizzata da Iaf presso la sede della Regione Lombardia con la partecipazione del Ministro Urso e di una delegazione di parlamentari italiani.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

Crediti musiche:
&amp;nbsp;&amp;lsquo;Gimme that Groove&amp;rsquo; - Moodmode
&amp;lsquo;Uptliftinpg Corporate Motivational Tech&amp;rsquo;-Digital-Drive&amp;rsquo; Ivan Luzan</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>La vita su Marte va cercata sotto il ghiaccio</video:title>
            <video:description>Come la Terra, Marte si trova nella zona abitabile&amp;nbsp;del Sole, la regione attorno a una stella in cui le temperature permettono l'esistenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta.
Oggi appare arido e desolato, ma sappiamo che il Pianeta rosso non &amp;egrave; sempre stato cos&amp;igrave;. Le caratteristiche geologiche esplorate dai rover Curiosity e Perseverance hanno infatti rivelato che, miliardi di anni fa, l'acqua liquida su Marte scorreva eccome.

Attualmente Marte possiede sia acqua,&amp;nbsp;sia anidride carbonica&amp;nbsp;ghiacciata. Il ghiaccio d'acqua &amp;egrave; formato da una miscela di polvere e neve, poi solidificata durante una serie di ere glaciali nell'ultimo milione di anni. La polvere scura assorbe luce solare, causando un riscaldando del ghiaccio e la sua fusione e creando pozze d'acqua sotto la superficie.

Secondo un nuovo studio della Nasa, la luce solare pu&amp;ograve; penetrare in queste pozze, consentendo la fotosintesi fino a una profondit&amp;agrave; di circa tre&amp;nbsp;metri dalla superficie e offrendo un potenziale habitat per la vita microbica. Un fenomeno analogo avviene sulla Terra, dove in cavit&amp;agrave; simili &amp;ndash; i cosiddetti buchi di crioconite &amp;ndash; ci sono forme di vita come alghe, funghi e cianobatteri.

In questo scenario, gli strati superiori di ghiaccio impediscono alle pozze d'acqua superficiali di evaporare e allo stesso tempo fanno da scudo alle radiazioni ultraviolette, nocive per le molecole complesse necessarie alla vita. Un aspetto fondamentale questo, poich&amp;eacute; Marte non possiede un campo magnetico sufficientemente forte da ripararlo dal vento solare.

I due ingredienti chiave per la fotosintesi &amp;ndash; una quantit&amp;agrave; adeguata di luce solare e acqua liquida &amp;ndash; potrebbero dunque trovarsi all'interno del ghiaccio polveroso marziano. I luoghi pi&amp;ugrave; promettenti in cui rintracciare delle pozze sotterranee sono le aree tropicali di Marte, tra i 30 e i 60 gradi di latitudine, i luoghi pi&amp;ugrave; facilmente accessibili per cercare la vita su Marte oggi.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-18</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis, presentate le tute lunari tra ingegneria e creatività</video:title>
            <video:description>Le tute spaziali che indosseranno i prossimi uomini che sbarcheranno sulla Luna sono state presentate ieri proprio in Italia, in occasione del Congresso Astronautico Internazionale (Iac) che quest&amp;rsquo;anno si svolge a Milano.
A due anni dalla firma del contratto con la Nasa, per la commissione di tute spaziali di prossima generazione, Axiom Space e Prada hanno mostrato per la prima volta le Axiom Exploration Extravehicular Mobility Unit (AxEmu) che verranno utilizzate dagli astronauti della missione Artemis III, prevista nel 2026.
Gi&amp;agrave; nei mesi scorsi l&amp;rsquo;azienda aerospaziale statunitense e la casa di moda italiana avevano presentato il prototipo, una tuta con un rivestimento scuro e applicazioni blu e arancioni che celavano gli elementi in via di sviluppo.
La versione attuale &amp;egrave; prevalentemente bianca, come la maggior parte delle tute spaziali. Il colore bianco riflette la luce solare proteggendo meglio chi le indossa dalle alte temperature, e aiuta inoltre, a ridurre la quantit&amp;agrave; di polvere lunare depositata su di essa, rendendola pi&amp;ugrave; visibile.
La AxEmu &amp;egrave; stata studiata per offrire maggiore flessibilit&amp;agrave;, prestazioni e sicurezza. Ha una potente tecnologia di raffreddamento, un&amp;rsquo;ampia visiera, un sistema di lavaggio all&amp;rsquo;anidride carbonica, guanti personalizzati. L&amp;rsquo;innovazione sta soprattutto in una tecnologia versatile che pu&amp;ograve; adattarsi alla diversa corporatura di astronauti o astronaute o ai diversi tipi di missioni da svolgere sia sulla superficie lunare che in orbita bassa.
La tuta ha gi&amp;agrave; superato con successo test di pressurizzazione e di permanenza in aree ricreate appositamente per riprodurre l&amp;rsquo;ambiente lunare.
Il prossimo anno la AxEmu entrer&amp;agrave; nella fase critica di revisione del design in vista della versione finale.

Crediti video: Axiom Space, Prada</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-17</video:publication_date>
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            <video:title>Il primo mosaico cosmico di Euclid</video:title>
            <video:description>Il primo pezzo della mappa del telescopio spaziale Euclid, rilasciato ieri in occasione del Congresso Internazionale di Astronautica, in corso a Milano, &amp;egrave; un mosaico di 208 gigapixel. Quest&amp;rsquo;immagine, frutto di 260 osservazioni effettuate tra marzo e aprile 2024, copre 132 gradi quadrati del cielo meridionale, una superficie oltre 500 volte quella della Luna piena. Rappresenta solo l'1% della mappa cosmica che Euclid costruir&amp;agrave; nei prossimi sei anni, durante i quali osserver&amp;agrave; le forme, le distanze e i movimenti di miliardi di galassie fino a 10 miliardi di anni luce, per creare la pi&amp;ugrave; grande mappa tridimensionale dell'universo.

Questo primo frammento contiene gi&amp;agrave; circa 100 milioni di sorgenti astronomiche, tra cui stelle della Via Lattea e galassie distanti fino a miliardi di anni luce. Di queste, 14 milioni saranno fondamentali per studiare l&amp;rsquo;invisibile materia oscura attraverso l'effetto di lente gravitazionale, che distorce la luce delle galassie e ne amplifica e deforma le immagini.

Le telecamere di Euclid, che lavorano nel visibile e nell&amp;rsquo;infrarosso, rivelano dettagli straordinari, come galassie a spirale e fioche nubi tra le stelle della Via Lattea. Frutto di una miscela di gas e polvere, queste nubi appaiono bluastre e sono chiamate "cirri galattici" per il loro aspetto simile a quello dei cirri presenti nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre.

La qualit&amp;agrave; e il dettaglio delle immagini raccolte da Euclid &amp;ndash; con zoom fino a 600 ingrandimenti &amp;ndash; permettono di vedere oggetti a diverse scale. Si distinguono le caratteristiche di singole galassie,&amp;nbsp;galassie che interagiscono fra loro ma anche grandi strutture cosmiche come l'ammasso di galassie Abell 3381, distante oltre 600 milioni di anni luce.&amp;nbsp;

Quest&amp;rsquo;immagine &amp;egrave; solo un&amp;rsquo;anteprima delle potenzialit&amp;agrave; di Euclid, che ha gi&amp;agrave; completato il 12% della sua survey cosmica. La missione dell&amp;rsquo;Esa, lanciata&amp;nbsp;a luglio 2023, vanta un forte contributo italiano attraverso l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, l&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Astrofisica, l&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare&amp;nbsp;e numerose universit&amp;agrave;. Il rilascio di una porzione dei dati, compresi quelli che includono le aree di osservazione pi&amp;ugrave; profonde, &amp;egrave; previsto per marzo 2025, mentre il primo anno di dati cosmologici sar&amp;agrave; reso pubblico nel 2026.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-16</video:publication_date>
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            <video:title>Hera, testate con successo alcune fotocamere di bordo</video:title>
            <video:description>Prosegue senza problemi la missione di difesa planetaria &amp;lsquo;Hera&amp;rsquo;, la sonda diretta verso Dimorphos, il primo asteroide spostato dalla sua traiettoria originale usando un impatto controllato.
A pochi giorni dalla partenza, i tecnici hanno acceso e puntato verso il sistema Terra-Luna tre degli strumenti scientifici di bordo, con lo scopo di verificarne il corretto funzionamento.
Il primo &amp;egrave; la fotocamera &amp;lsquo;Afc&amp;rsquo;, che ha fotografato il nostro pianeta e la Luna da una distanza di oltre un milione e mezzo di chilometri. Su Hera sono presenti due di queste telecamere, identiche e in grado di catturare immagini monocromatiche utili sia alla navigazione che alle attivit&amp;agrave; scientifiche.
Il secondo strumento che &amp;egrave; stato provato &amp;egrave; la fotocamera &amp;lsquo;Tiri&amp;rsquo;, che rilever&amp;agrave; le emissioni termiche dell&amp;rsquo;asteroide Dimorphos nel medio infrarosso. Grazie alle immagini ottenute con questo strumento si potr&amp;agrave; rilevare la sua inerzia termica, cio&amp;egrave; la velocit&amp;agrave; con cui varia la temperatura interna ed esterna. Da questa &amp;egrave; possibile ricavare altri dati come la ruvidezza e la porosit&amp;agrave; dei materiali di cui &amp;egrave; formato.
Altro strumento testato con successo &amp;egrave; l&amp;rsquo;&amp;lsquo;HyperScout H&amp;rsquo;, capace di catturare nelle immagini anche le minime differenze cromatiche e con queste determinare quali e quanti minerali compongono Dimorphos.
La composizione dei minerali, insieme all&amp;rsquo;analisi dell polveri, verr&amp;agrave; fatta in seguito anche con un sorvolo ravvicinato di Dimorphos e del compagno maggiore attorno a cui orbita, Didymos, impiegando due Cubesat che Hera sta portando con s&amp;eacute; e che rilascer&amp;agrave; al momento opportuno.
Uno di questi due nanosatelliti, che sar&amp;agrave; completamente a guida italiana, &amp;egrave; intitolato allo scienziato Andrea Milani, che &amp;egrave; stato uno dei &amp;lsquo;padri&amp;rsquo; del concetto di spostare asteroidi pericolosi attraverso uno o pi&amp;ugrave; impatti calcolati usando sonde spaziali.
L&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; tra i protagonisti di questa missione. L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana infatti vanta pi&amp;ugrave; di un importante contributo alla realizzazione, avendo fornito parte della strumentazione di bordo dedicata, come ad esempio i sistemi di propulsione e quelli di Potenza Elettrica.
Hera fa parte di un programma di sicurezza planetaria chiamato &amp;lsquo;Aida&amp;rsquo;, Asteroid Impact And Deflection Assessment, che combina i dati ottenuti dalla missione Nasa Dart del 2022, in cui una sonda ha colpito volutamente un asteroide per deviarlo, con quelli che Hera ricaver&amp;agrave; da dicembre 2026 sulle condizioni attuali sistema binario Didymos, come la variazione orbitale o l&amp;rsquo;analisi del cratere creato dall&amp;rsquo;impatto.

Crediti: Esa, Nasa, SpaceX
Musiche: 'Groovy Ambient Funk' - MoodMode</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-15</video:publication_date>
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            <video:title>Flight 5: Starship ha centrato il suo bersaglio</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; stato un doppio successo quello della missione Flight 5, lanciata il 13 ottobre da SpaceX. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Starship, il razzo pi&amp;ugrave; potente mai costruito, ha spiccato nuovamente il volo, ma questa volta &amp;egrave; anche tornato. Il razzo &amp;egrave; decollato con successo dal sito Starbase a Boca Chica, in Texas, e circa due minuti e tre quarti dopo, ha completato la separazione tra il primo stadio, il booster Super Heavy, e lo stadio superiore, Ship.

Questo volo ha visto l&amp;rsquo;introduzione di significative modifiche al design del veicolo, in particolare un completo rifacimento del suo scudo termico. Ma l&amp;rsquo;aspetto pi&amp;ugrave; innovativo di questo test &amp;egrave; stato il tentativo di recuperare il razzo Super Heavy. L&amp;rsquo;impresa &amp;egrave; riuscita: circa sette minuti dopo il decollo, il booster ha eseguito manovre precise per avvicinarsi alla piattaforma di lancio. Avvolto dalle fiamme arancioni, &amp;egrave; stato riaccolto dalle braccia meccaniche della torre di lancio, ottenendo al primo tentativo il recupero desiderato.

Contemporaneamente, Ship ha proseguito il suo volo verso l'alto, raggiungendo un&amp;rsquo;altitudine di 212 chilometri. Sebbene il suo recupero non fosse previsto, con una serie di manovre di discesa controllata, ha effettuato un ammaraggio nell'Oceano Indiano circa 65 minuti dopo il lancio, esplodendo pochi secondi dopo l'impatto.

La cattura del booster Super Heavy, un&amp;rsquo;operazione mai realizzata prima, permette un rapido ripristino del razzo per futuri lanci. SpaceX continua a ottimizzare il design e le prestazioni di Starship, avvicinandosi sempre di pi&amp;ugrave; all&amp;rsquo;obiettivo di sviluppare un sistema completamente riutilizzabile, fondamentale per le future missioni spaziali verso la Luna e Marte.

La Nasa crede in questo progetto e ha selezionato Starship come veicolo per fare atterrare gli astronauti sul suolo lunare. Secondo l&amp;rsquo;attuale tabella di marcia, l&amp;rsquo;evento &amp;egrave; previsto nel settembre 2026, con la missione Artemis III.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Il direttore generale dell'ASI: lo IAC2024 parla ai giovani</video:title>
            <video:description>Il direttore generale dell'ASI, Luca Vincenzo Maria&amp;nbsp;Salamone,&amp;nbsp;sottolinea l'importanza dello studio materie stem per il futuro delle attivit&amp;agrave; spaziali e invita i ragazzi a seguire i tanti eventi in programma a loro dedicati durante la kermesse di Milano.</video:description>
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            <video:title>Il presidente dell'ASI Teodoro Valente allo IAC</video:title>
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            <video:title>La sonda Mars Express ‘scioglie’ il clima di Marte</video:title>
            <video:description>Gli oltre 21 anni di Mars Express in orbita attorno a Marte hanno permesso di osservare in modo costante i mutamenti stagionali del pianeta e scoprire cos&amp;igrave; caratteristiche ancora misteriose.
Tra i diversi fenomeni uno &amp;egrave; stato osservato nella regione Australe Scopuli vicino al Polo Sud. I cicli stagionali di gelo e disgelo danno origine a una variet&amp;agrave; di caratteristiche superficiali, tra cui inspiegabili zone scure, rispetto al resto della calotta di ghiaccio, che si erano guadagnate il soprannome di &amp;lsquo;terreno criptico&amp;rsquo;.
Il 2 aprile di quest&amp;rsquo;anno la High Resolution Stereo Camera a bordo di Mars Express ha scattato delle immagini immortalando la primavera dell'emisfero australe aiutando i ricercatori a decifrare meglio le zone pi&amp;ugrave; scure della calotta.
Le calotte polari di Marte sono stagionali e composte principalmente da ghiaccio di anidride carbonica con un po' di ghiaccio d'acqua.
Quando la luce solare penetra attraverso lo strato di ghiaccio all'inizio della primavera, il ghiaccio sul fondo sublima, cio&amp;egrave; passa allo stato gassoso. Le sacche di gas creano pressione fino a far spaccare il ghiaccio sovrastante e trasportano polvere scura dal basso che si depone in superficie.
A questo punto il materiale scuro, che assorbe pi&amp;ugrave; luce solare rispetto al ghiaccio pi&amp;ugrave; chiaro, che al contrario la riflette, riscalda il ghiaccio su cui si &amp;egrave; depositato e la polvere scura affonda gradualmente creando un buco. Ora la nuova brina pu&amp;ograve; condensarsi sulla parte superiore dei granelli scuri dando origine a una zona luminosa al posto di quella inizialmente scura. Questo processo si osserva solo in primavera e finalmente il terreno criptico ha ora una spiegazione.
Studiare questo tipo di processi su Marte pu&amp;ograve; aiutare i ricercatori a comprendere la storia climatica del pianeta.

&amp;nbsp;

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:title>La Grande Macchia Rossa di Giove oscilla come una pallina antistress</video:title>
            <video:description>Un&amp;rsquo;oscillazione tipica di un dolce di gelatina o di una pallina antistress quando viene schiacciata. &amp;Egrave; il comportamento del tutto inatteso della Grande Macchia Rossa di Giove, il pi&amp;ugrave; grande vortice atmosferico del sistema solare, un anticiclone tanto grande da inghiottire la Terra.

Sebbene la osserviamo da 150 anni e lievi movimenti erano gi&amp;agrave; stati rilevati, grazie alle nuove immagini di Hubble raccolte per 90 giorni tra dicembre 2023 e marzo 2024, la famosa tempesta si mostra non cos&amp;igrave; stabile come &amp;egrave; sembrata finora.

Hubble monitora Giove e gli altri pianeti esterni del sistema solare tramite il programma Opal, partito 10 anni fa. Osservazioni specifiche di un programma dedicato alla Grande Macchia Rossa hanno permesso ora di osservare nel dettaglio le sue dimensioni, la sua forma e i sottili cambiamenti di colore.
L&amp;rsquo;alta risoluzione di Hubble ha rivelato cos&amp;igrave; una strana oscillazione del vortice, che si sta definitivamente schiacciando dentro e fuori allo stesso tempo, come un panino le cui fette di pane sono costrette a sporgere quando al centro c'&amp;egrave; troppo ripieno. Una evoluzione inaspettata per la quale al momento gli esperti non hanno spiegazioni idrodinamiche.

Le immagini ingrandite hanno, inoltre, mostrato che il nucleo del vortice diventa pi&amp;ugrave; luminoso quando la Macchia tocca le dimensioni maggiori nel suo ciclo di oscillazione, evento che indicherebbe un minore assorbimento della foschia nell'atmosfera superiore.

Per ora Hubble ha osservato un solo ciclo di oscillazione della Macchia; il team di ricerca&amp;nbsp;prevede che la tempesta continuer&amp;agrave; a ridursi, prima di assumere una forma stabile e meno allungata, quando i venti dell&amp;rsquo;atmosfera di Giove la terranno ferma nella sua posizione.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Una fotocamera lunare per le missioni Artemis</video:title>
            <video:description>Si chiama HULC (Handheld Universal Lunar Camera) e far&amp;agrave; parte dell&amp;rsquo;attrezzatura degli astronauti per le future missioni Artemis della Nasa. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&amp;Egrave; una fotocamera mirrorless modificata partendo da un modello Nikon. Con componenti adattati per ridurre i problemi causati dalle radiazioni, HULC &amp;egrave; progettata per operare sulla Luna e acquisire immagini nitide in condizioni di illuminazione variabile. &amp;Egrave; dotata di una coperta termica che la protegge dalla polvere e dalle temperature estreme sulla superficie lunare, da -200 a 120 gradi centigradi. Destinata all&amp;rsquo;uso manuale, i pulsanti sono stati riposizionati cos&amp;igrave; da facilitare l&amp;rsquo;utilizzo con i guanti spessi degli astronauti.

Durante l&amp;rsquo;ultimo addestramento geologico PANGAEA dell'Esa, a Lanzarote, in Spagna, astronauti, scienziati e ingegneri hanno testato teleobiettivi, flash e un oculare sia alla luce del giorno sia all&amp;rsquo;interno di grotte buie per simulare scenari realistici, simili a quelli lunari.

Le sessioni di test hanno incluso l&amp;rsquo;utilizzo di teleobiettivi da 70 a 200 mm per ingrandire il paesaggio e facilitare le decisioni sulle aree da esplorare. Un elemento importante, poich&amp;eacute; le ricerche basate sulle missioni Apollo hanno dimostrato che sulla Luna la percezione delle distanze e delle pendenze &amp;egrave; alterata.

Un altro miglioramento in fase di valutazione riguarda l&amp;rsquo;aggiunta di un oculare, per verificarne l&amp;rsquo;efficacia rispetto allo schermo posteriore, tenendo conto dei movimenti limitati indossando una tuta spaziale.

Con l'obiettivo finale di diventare una fotocamera certificata per lo spazio, HULC ha gi&amp;agrave; acquisito &amp;nbsp;&amp;nbsp;una grande quantit&amp;agrave; di dettagli, sia nelle aree pi&amp;ugrave; scure che in quelle fortemente illuminate: un aspetto cruciale per le future missioni e in vista di Artemis III, che prevede un atterraggio sul Polo Sud lunare, circondato da crateri permanentemente ombreggiati.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-09</video:publication_date>
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            <video:title>I pesci in orbita stanno bene</video:title>
            <video:description>I 4 esemplari di 'Danio Zebrato', o pesci zebra, che dal 26 aprile scorso vivono nella stazione spaziale cinese &amp;lsquo;Tiangong&amp;rsquo;, sono in ottime condizioni.

I pesci sono stati sistemati in una vasca speciale nella quale &amp;egrave; stato ricreato un vero e proprio ecosistema in miniatura in cui &amp;egrave; possibile studiare il loro adattamento fisico e il comportamento in condizioni di microgravit&amp;agrave;.

Nella vasca sono presenti anche delle alghe di tipo 'ceratofillo', la cui funzione &amp;egrave; quella di fornire un ambiente biologicamente compatibile mediante la conversione in ossigeno dell&amp;rsquo;anidride carbonica, prodotta dai pesci stessi.

Oltre a mantenerli in condizioni di salute, gli scienziati sperano che i pesci zebra si riproducano, offrendo ai taikonauti l'opportunit&amp;agrave; di osservare in orbita, il processo di sviluppo delle uova e degli embrioni.

Fino a oggi, i taikonauti hanno condotto sui pesci 90 esperimenti, di vario genere, fornendo i risultati all&amp;rsquo;Accademia Cinese delle Scienze e all'Istituto di Idrobiologia. I dati raccolti e le scoperte verranno usati insieme ad altri per uno studio generale sulle condizioni dei vertebrati nello Spazio in vista di futuri viaggi e permanenze di lunga durata.

Quelli nella Tiangong non sono i primi pesci ad essere allevati in orbita. Esemplari di varie specie erano gi&amp;agrave; stati studiati in pi&amp;ugrave; occasioni nei decenni passati, a cominciare dal 1973, quando la Nasa port&amp;ograve; sullo Skylab alcuni esemplari di 'Mummicog'.

Gli &amp;lsquo;zebra danio&amp;rsquo; in particolare erano finiti in orbita nel 1976, portati sulla stazione spaziale Salyut 5 dai sovietici, e ancora nel 2014, quando furono allevati nella Stazione Spaziale Internazionale per uno studio sviluppato dall'Agenzia Giapponese.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-08</video:publication_date>
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            <video:title>'Spazio, a caccia dell'asteroide' l'intervista al presidente dell'ASI Teodoro Valente a Unomattina</video:title>
            <video:description>Il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente intervistato a Unomattina, illustra i dettagli del lancio della missione dell'European Space Agency - ESA Hera, partita ieri pomeriggio da Cape Canaveral a bordo del razzo Falcon 9 di SpaceX. In collegamento dalla Florida Andrea Bettini, giornalista di Rai News 24.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-08</video:publication_date>
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            <video:title>Lanciata Hera, la missione europea di difesa spaziale</video:title>
            <video:description>La missione Hera dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea &amp;egrave; partita con successo alle 16.52, ora italiana, a bordo di un Falcon 9 da Cape Canaveral in Florida.
La sonda dovr&amp;agrave; studiare gli effetti del primo esperimento di difesa planetaria. Nel 2021, infatti, la Nasa lanci&amp;ograve; Dart per colpire la coppia di asteroidi Dydimos e Dimorphos a 11 milioni di chilometri dalla Terra. Il 26 settembre 2022 la sonda colp&amp;igrave; il satellite Dimorphos per deviarne l&amp;rsquo;orbita attorno al corpo principale Dydimos. A testimoniare l&amp;rsquo;evento in prossimit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;impatto c&amp;rsquo;era il nano satellite tutto italiano, LiciaCube.
Hera &amp;egrave; la prima navicella spaziale sviluppata nell'ambito del programma Space Safety dell'Esa. Contribuiscono 18 Paesi membri, ma anche Jaxa, l'Agenzia Spaziale Giapponese. Il nostro Paese in particolare, con il supporto dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, ha realizzato alcuni sistemi di bordo e uno dei due cubesat che osserver&amp;agrave; da vicino l&amp;rsquo;asteroide.
Secondo i piani di Esa, Hera raggiunger&amp;agrave; Dimorphos alla fine del 2026. La sonda valuter&amp;agrave; le dimensioni e la profondit&amp;agrave; del cratere creato da Dart e calcoler&amp;agrave; con precisione i cambiamenti orbitali e la morfologia dell&amp;rsquo;asteroide, in vista di futuri ulteriori test di difesa planetaria.

&amp;nbsp;

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-07</video:publication_date>
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            <video:title>La “seconda luna” della Terra sta viaggiando a braccetto con noi</video:title>
            <video:description>Dallo scorso 29 settembre &amp;egrave; come se la Terra avesse una seconda ma finta Luna: l&amp;rsquo;asteroide 2024 PT5.
Scoperto il 7 agosto 2024 dall&amp;rsquo;osservatorio ATLAS l&amp;rsquo;asteroide 2024 PT5 &amp;egrave;&amp;nbsp; un corpo di circa 10 metri.
2024 PT5 viagger&amp;agrave; a braccetto con la Terra per circa 53 giorni come un satellite temporaneo.

Distante 3,5 milioni di km da noi 2024 PT5 non entrer&amp;agrave; in realt&amp;agrave; nella nostra sfera gravitazionale mantenendo un&amp;rsquo;orbita eliocentrica.

Fino al 25 novembre la sua traiettoria sar&amp;agrave; parallela a quella della Terra senza per&amp;ograve; mai percorrere un&amp;rsquo;orbita completa attorno al nostro Pianeta.

Pi&amp;ugrave; che essere una seconda Luna l&amp;rsquo;asteroide 2024 PT5 &amp;egrave; dunque un breve compagno di viaggio che ci affiancher&amp;agrave; per circa due mesi.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-04</video:publication_date>
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            <video:title>Voyager 2, spento un altro strumento per risparmiare energia</video:title>
            <video:description>Un altro strumento &amp;egrave; stato disattivato a bordo della Voyager 2.
La sonda spaziale con pi&amp;ugrave; anni di attivit&amp;agrave; in assoluto si trova ora a 20 miliardi e mezzo di chilometri da noi, nello spazio interstellare, oltre l&amp;rsquo;eliosfera. Insieme alla sua gemella Voyager 1, lanciata solo due settimane dopo, riesce a inviare dati scientifici unici che permettono di studiare la regione del cosmo che si trova oltre la bolla protettiva generata dal campo magnetico solare.
Raggiunto lo scopo primario della missione alla fine degli anni Ottanta, che era quello di sorvolare i pianeti pi&amp;ugrave; remoti del Sistema Solare, gli ingegneri sono stati in grado di prolungare l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; delle sonde spegnendo di volta in volta gli strumenti non pi&amp;ugrave; necessari per proseguire il viaggio.
Il 26 settembre dal Deep Space Network della Nasa &amp;egrave; stato spento il Plasma Science instrument (Pls) il dispositivo che misura la quantit&amp;agrave; di plasma e la direzione in cui scorre. Nel 2018 si era rivelato fondamentale per determinare che Voyager 2 aveva superato il confine dell'eliosfera per entrare nello spazio interstellare, da quel momento, infatti, il flusso di plasma &amp;egrave; diminuito drasticamente.
Il comando di spegnimento ha impiegato 19 ore per raggiungere la Voyager 2 e altre 19 ce ne sono volute per ricevere il segnale di ritorno a Terra. Gli ingegneri ora possono confermare che l&amp;rsquo;operazione &amp;egrave; avvenuta senza incidenti ed effetti secondari.
Al momento gli strumenti attivi a bordo della sonda sono rimasti quattro sui dieci iniziali e la previsione &amp;egrave; di riuscire cos&amp;igrave; a ottenere dati almeno fino a 2030.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-03</video:publication_date>
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            <video:title>La Nebulosa Rosetta in posa</video:title>
            <video:description>La Dark Energy Camera, installata sul telescopio di 4 metri Victor Blanco, in Cile,&amp;nbsp;ha catturato l'immagine pi&amp;ugrave; dettagliata della Nebulosa Rosetta, e dell'ammasso stellare che alimenta il suo bagliore. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Si presenta come una gigantesca corona di gas e polvere e spicca nella costellazione dell'Unicorno, circondata dal Triangolo Invernale formato da Sirio e Procione, due tra le stelle pi&amp;ugrave; vicine al Sole, e dalla supergigante rossa Betelgeuse.

Cullato nel cuore della Nebulosa Rosetta si trova il giovane ammasso stellare NGC 2244, che contiene perlopi&amp;ugrave; stelle giovani e massicce nelle fasi iniziali della loro evoluzione. Le radiazioni provenienti da questo cluster sono responsabili dell&amp;rsquo;ionizzazione del gas presente nella nebulosa, che brilla e produce emissioni a lunghezze d&amp;rsquo;onda specifiche. Questi flussi di particelle hanno di fatto creato un vuoto al centro della struttura, formando una cavit&amp;agrave; che evidenzia la luminosit&amp;agrave; circostante.

I filtri utilizzati nell'immagine hanno catturato queste emissioni gassose.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
L'emissione dell'idrogeno &amp;egrave; rappresentata dal colore rosso ed &amp;egrave; visibile nelle aree pi&amp;ugrave; attive della nebulosa, dove il gas &amp;egrave; maggiormente ionizzato. Lungo le pareti della cavit&amp;agrave; centrale, la radiazione &amp;egrave; abbastanza energetica da ionizzare atomi pi&amp;ugrave; pesanti, come l'ossigeno, che brilla in sfumature di giallo e dorato. Infine, ai margini della nebulosa, si trovano dei sottili filamenti di colore rosa intenso, emessi dal silicio ionizzato.

Intorno al nucleo scavato della nebulosa si estende una serie di nubi scure di polvere impenetrabile, dette &amp;ldquo;proboscidi d'elefante&amp;rdquo; per il loro aspetto allungato e penzolante. Fra queste anche la &amp;ldquo;Wrench Trunk&amp;rdquo; (chiave inglese) che ricorda i Pilastri della Creazione della Nebulosa Aquila. A differenza di questi ultimi, che si innalzano come colonne dritte, la Wrench Trunk ha una forma insolita: la struttura sembra infatti avvolgersi in una spirale che segue le linee del campo magnetico della nebulosa.

Si stima che l'ammasso stellare della Nebulosa Rosetta abbia circa due milioni di anni. Alcune delle sue stelle pi&amp;ugrave; massicce esploderanno in supernova, liberando onde d'urto in grado di distruggere il resto della nebulosa, &amp;nbsp;lasciando il posto a stelle pi&amp;ugrave; simili al nostro Sole.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Nuovo stop per il Falcon 9 a pochi giorni dal lancio della missione Hera</video:title>
            <video:description>SpaceX ha deciso di fermare ancora una volta il Falcon 9.
Lo stop &amp;egrave; stato deciso in seguito al rientro anomalo del secondo stadio del razzo, usato giorni fa per mettere in orbita la capsula &amp;ldquo;Freedom&amp;rdquo;, con dentro due astronauti diretti alla Stazione Spaziale.
Una volta scarico, il secondo stadio si &amp;egrave; staccato e ha iniziato le normali manovre per il recupero nell&amp;rsquo;Oceano Pacifico, ma invece di un rientro in caduta controllata, come accade solitamente, &amp;egrave; finito per inabissarsi in un&amp;rsquo;area distante da quella designata.
Space X non ha fornito informazioni dettagliate sull&amp;rsquo;incidente, ma ha annunciato che il Falcon 9 non ripartir&amp;agrave; finch&amp;eacute; l&amp;rsquo;azienda non avr&amp;agrave; accertato le cause del mancato bersaglio.
Seppur affidabile, con un record di 344 lanci consecutivi senza problemi, negli ultimi mesi il Falcon 9 ha avuto inconvenienti in altre 2 occasioni.

All&amp;rsquo;inizio di luglio scorso un&amp;rsquo;improvvisa perdita di ossigeno liquido aveva ridotto la potenza di spinta dell&amp;rsquo;unico motore Merlin montato sul secondo stadio.
A fine agosto, in un lancio successivo, uno dei booster aveeva preso fuoco subito dopo aver toccato la piattaforma di recupero delle navi drone.
In entrambi i casi la Federal Aviation Adminstration, l&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; americana che regola il volo aereo e spaziale, ha imposto a SpaceX il divieto temporaneo ai lanci del Falcon 9, per ragioni di sicurezza.
Prima di riprendere le partenze l&amp;rsquo;azienda ha dovuto fornire all&amp;rsquo;ente del Ministero dei trasporti un resoconto dettagliato sulle cause di entrambi gli incidenti, oltre a un piano di migliorie per evitare che possano accadere di nuovo.
Il malfunzionamento di questi giorni &amp;egrave; di natura diversa dai due precedenti e come per gli altri non ha comportato alcun danno a esseri umani, ma l&amp;rsquo;azienda ha comunque l&amp;rsquo;obbligo di accertare le cause fin nei dettagli prima di rimettere il Falcon 9 sulla piattaforma di lancio.

SpaceX non ha comunicato quanto durer&amp;agrave; questo stop, ma il Falcon ha pi&amp;ugrave; di un appuntamento importante nei giorni a venire.
Il 7 ottobre prossimo sar&amp;agrave; impegnato nel lancio della missione &amp;lsquo;Hera&amp;rsquo;, la sonda diretta verso il sistema di asteroidi binario Didymos e parte del programma di difesa planetaria promosso dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea, con un importante contributo dell'Agenzia Spaziale Italiana.
A rischio di un rinvio &amp;egrave; anche il lancio della sonda &amp;lsquo;Europa Clipper&amp;rsquo;, che raggiunger&amp;agrave; la luna di Giove, perch&amp;eacute; si user&amp;agrave; un razzo Falcon Heavy che ha il secondo stadio identico al Falcon 9.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Luna, la Cina svela le nuove tute spaziali</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Lo scorso 28 settembre la China Manned Space Agency ha svelato le nuove tute spaziali che verranno utilizzate per le prossime missioni sulla Luna. Le tute offrono una protezione completa contro gli elevati sbalzi termici presenti sulla superficie della Luna e sono dotate di visiere panoramiche anti riflesso con telecamere annesse. La console di controllo &amp;egrave; fissata sulla parte anteriore e il design complessivo si ispira allo stile delle armature tradizionali cinesi. La Cina punta a far atterrare il suo primo gruppo di astronauti sulla Luna entro il 2030 e nel frattempo sta lavorando alla realizzazione di un lander, un rover e un nuovo lanciatore, il Lunga Marcia 10, ideato per le missioni nello spazio profondo. In preparazione alle missioni umane, la Cina invier&amp;agrave; una serie di missioni robotiche al polo sud lunare nel 2026 e nel 2028, per indagare sulle risorse in situ. L'International Lunar Research Station, una base lunare in fase di sviluppo,&amp;nbsp;a cui partecipano Roscosmos e la China National Space Administration,&amp;nbsp;sar&amp;agrave; costruita nel prossimo decennio e sar&amp;agrave; in grado di ospitare gli astronauti per missioni di breve durata.</video:description>
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            <video:title>L’ASI apre le porte per la Notte Europea dei Ricercatori</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana ha aperto le porte della sua sede per l&amp;rsquo;edizione 2024 della Notte Europea dei Ricercatori. Dal tardo pomeriggio di venerd&amp;igrave; 27 settembre i ricercatori e le ricercatrici dell&amp;rsquo;Asi hanno accolto il pubblico con una serie di percorsi guidati &amp;nbsp;e spettacoli, che hanno accompagnato gli spettatori nel viaggio alla scoperta del cosmo.

In programma, l&amp;rsquo;osservazione del cielo notturno, conferenze musicali dedicati alla scoperta del Sistema Solare e alla Luna, con una band composta dal personale dell&amp;rsquo;agenzia e percorsi di approfondimento dedicati allo studio della&amp;nbsp;&amp;nbsp;materia oscura, al viaggio della luce nell&amp;rsquo;Universo e all&amp;rsquo;osservazione degli oggetti celesti.

Spazio anche al mondo della scuola con l&amp;rsquo;evento dedicato ai risultati di &amp;ldquo;Infinity 2&amp;rdquo;, un progetto che prevede la realizzazione e il lancio di sonde con a bordo esperimenti scientifici e aerospaziali.

Ispirati dalla volont&amp;agrave; di affascinare il pubblico pi&amp;ugrave; giovane, molti i laboratori ideati per la serata: &amp;nbsp;radiazioni nello spazio, astrobiologia,&amp;nbsp;&amp;nbsp;lancio di razzi ad acqua, la scoperta di nuovi oggetti Neo,&amp;nbsp;&amp;nbsp;space slime, la costruzione di esopianeti con i Lego, la conducibilit&amp;agrave; termica e l&amp;rsquo;Italia sulla Luna con la missione Artemis.

Ad attendere i visitatori un oggetto speciale in mostra: il pi&amp;ugrave; grande meteorite marziano rinvenuto finora. Scoperta nel deserto del Sahara lo scorso anno, la roccia ha un peso di oltre 24 chilogrammi ed &amp;egrave; attualmente in fase di studio presso il Dipartimento di Scienza della Terra dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; degli Studi di Firenze.

La Notte Europea dei Ricercatori &amp;egrave; un&amp;rsquo;iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 con l&amp;rsquo;obiettivo di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e adatto a tutte le et&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-28</video:publication_date>
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            <video:title>Una mappa da record per la Via Lattea</video:title>
            <video:description>Realizzata l&amp;rsquo;immagine pi&amp;ugrave; dettagliata della Via Lattea. Grazie al telescopio Vista dell&amp;rsquo;Eso un team di astronomi ha osservato le regioni centrali della nostra galassia per pi&amp;ugrave; di 13 anni. La mappa da record comprende 200 mila immagini scattate dalla fotocamera a infrarossi Vircam, in grado di vedere attraverso le polveri e i gas che circondano la Via Lattea. Questo gigantesco archivio ha fornito una visione in 3D delle regioni interne della galassia e ha permesso di tracciare le stelle in rapido movimento e quelle appena nate. Il progetto ha preso il via nel 2010 e si &amp;egrave; concluso nella prima met&amp;agrave; del 2023,&amp;nbsp;effettuando osservazioni per&amp;nbsp;un totale di 420 notti. La grande quantit&amp;agrave; di dati raccolti e i nuovi strumenti che verranno installati sui telescopi Vista e Vlt&amp;nbsp;di Eso&amp;nbsp;permetteranno l'avanzamento di questo settore di studi per molti&amp;nbsp;anni&amp;nbsp;ancora.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-27</video:publication_date>
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            <video:title>La Luna sbarca in Europa con il simulatore Esa</video:title>
            <video:description>Da oggi si pu&amp;ograve; camminare sul suolo lunare rimanendo in Europa. Esa ha infatti inaugurato Luna, struttura unica nel suo genere che ricrea la superficie lunare. Realizzata con l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Tedesca, Luna servir&amp;agrave; per preparare astronauti, scienziati e tecnologie per future missioni destinate a operare sul nostro satellite. L&amp;rsquo;impianto si trova a Colonia accanto al Centro Europeo per gli Astronauti di Esa e si presenta come un enorme hangar bianco di 700 metri quadrati, pi&amp;ugrave; grande di tre campi da tennis.
Al suo interno vi &amp;egrave; una fedele replica della superficie lunare grazie a 900 tonnellate di granuli e rocce vulcaniche derivate dal basalto, lavorate per simulare la regolite lunare, la sabbia che ricopre la Luna.

Il pavimento sabbioso di LUNA potr&amp;agrave; essere congelato e perforato fino a una profondit&amp;agrave; di tre metri, potendo cos&amp;igrave; allenare gli astronauti a perforare il suolo lunare congelato alla ricerca di acqua ghiacciata.

Ma l&amp;rsquo;ambiente lunare non &amp;egrave; ricreato soltanto sotto i piedi: un simulatore solare riproduce, infatti, i cicli giorno-notte sulla Luna, incluse le difficili condizioni di illuminazione presenti nelle regioni polari lunari.

Pi&amp;ugrave; avanti Luna simuler&amp;agrave; anche la gravit&amp;agrave; lunare, pari a un sesto di quella terrestre. Un intricato sistema di imbracature consentir&amp;agrave;, infatti, agli astronauti di rimbalzare come se camminassero a gravit&amp;agrave; ridotta.

Progettata come hub aperto ad agenzie spaziali, universit&amp;agrave; e imprese di tutto il mondo, Luna rinforza cos&amp;igrave; la strada per gli astronauti europei verso il programma Artemis di Nasa, che entro questo decennio riporter&amp;agrave; un equipaggio sulla Luna dopo oltre 50 anni.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-26</video:publication_date>
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            <video:title>Draco, il satellite pensato per autodistruggersi</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Esa firma con l&amp;rsquo;azienda Deimos un accordo per lo sviluppo di Draco, il primo satellite dimostrativo per la disgregazione controllata in atmosfera</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-25</video:publication_date>
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            <video:title>Rientra dalla Stazione Spaziale la Soyuz dei record</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; conclusa con un atterraggio di successo nelle steppe del Khazakistan la missione Expedition 71
di ritorno dalla Stazione Spaziale Internazionale. La navetta Soyuz-MS25 ha toccato terra tre ore e mezza dopo aver liberato la porta di attracco della Iss denominata &amp;lsquo;Prichal&amp;rsquo; riportando a casa i tre occupanti: l&amp;rsquo;astronauta Nasa Tracy Caldwell Dyson e i due cosmonauti Roscosmos Oleg Kononenko e Nikolai Chub.


Rispetto agli atterraggi precedenti, questo &amp;egrave; un rientro che segna pi&amp;ugrave; di un record.
Innanzitutto quello di Oleg Kononenko, 60 anni compiuti da qualche mese, che diventa ufficialmente l&amp;rsquo;essere umano ad aver speso pi&amp;ugrave; tempo nello Spazio: 1.110 giorni, 14 ore e 56 minuti, accumulati in 5 missioni. Kononenko stacca di molto il record precedente di 878 giorni, raggiunto nel settembre 2015 dal cosmonauta Gennadij Padalka.
Un altro record messo a segno &amp;egrave; per il soggiorno pi&amp;ugrave; lungo nella Stazione Spaziale in una singola missione.&amp;nbsp;
Il protagonista &amp;egrave; di nuovo Oleg Kononenko, stavolta insieme al compagno Nikolai Chub. I due cosmonauti sono tornati dopo un aver passato ben 374 giorni fuori dall&amp;rsquo;atmosfera, e cio&amp;egrave; completando 5.984 orbite per un totale di oltre 255 milioni di chilometri percorsi.
L&amp;rsquo;americana Tracy Caldwell Dyson invece &amp;egrave; arrivata sulla Stazione Spaziale a fine marzo scorso ed &amp;egrave; rimasta in orbita per 184 giorni.
Dopo l&amp;rsquo;atterraggio, i tre occupanti della Soyuz sono stati trasferiti nella vicina citt&amp;agrave; di Karaganda. Da l&amp;igrave; Tracy Caldwell Dyson torner&amp;agrave; negli Stati Uniti a bordo di un aereo della Nasa, mentre i due cosmonauti russi verranno trasferiti al centro di addestramento di Star City, in Russia.

Crediti: Nasa Roscosmos
Musiche: Drift Action - Soul Prod Music</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-24</video:publication_date>
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            <video:title>I primi risultati scientifici di Xrism</video:title>
            <video:description>Il team del telescopio spaziale Jaxa- Nasa-Esa Xrism ha reso noti i primi risultati scientifici, rivelando dettagli senza precedenti sui resti di supernove e sulle regioni circostanti i buchi neri supermassicci. Nel dettaglio, lo strumento Resolve ha misurato la velocit&amp;agrave;, la temperatura e la struttura del plasma in ambienti estremi.

&amp;nbsp;

Una delle principali scoperte riguarda N132D, un residuo di supernova nella Grande Nube di Magellano. Contrariamente alle precedenti ipotesi che ne suggerivano una forma sferica, Xrism ha rivelato una struttura a forma di ciambella, con plasma che si espande a 1200 km/s e temperature che raggiungono i 10 miliardi di gradi Kelvin.

&amp;nbsp;

Xrism ha anche studiato la galassia a spirale Ngc 4151, mappando il materiale che circonda un buco nero supermassiccio con una massa di 30 milioni di volte quella del Sole. Nel corso della campagna di osservazione la sonda ha scoperto una sequenza di strutture: il disco che alimenta il buco nero e un toroide. Queste informazioni sono fondamentali per comprendere il processo di sviluppo dei buchi neri che crescono assorbendo la materia circostante.

&amp;nbsp;

Xrism, lanciato il 6 settembre 2023, ha gi&amp;agrave; osservato 60 oggetti e selezionato 104 nuovi obiettivi. I risultati preliminari promettono altre scoperte rivoluzionarie nel prossimo futuro.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-23</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti i record della missione privata Polaris Dawn</video:title>
            <video:description>La missione privata Polaris Dawn, lanciata il 10 settembre da SpaceX con 4 astronauti non professionisti, ha siglato diversi record e prime volte.

Spingendosi fino a quota 1.400 km ha stabilito l&amp;rsquo;orbita terrestre pi&amp;ugrave; alta mai raggiunta dall&amp;rsquo;uomo, battendo il record della missione Nasa Gemini 11.

Con Jared Isaacman e Sarah Gillis la missione ha realizzato la prima passeggiata extraveicolare privata e la prima da una navicella Dragon.

Con la depressurizzazione della navicella&amp;nbsp;prima della passeggiata, i 4 astronauti sono diventati le prime quattro persone esposte insieme al vuoto dello spazio.

Trasmessa dalla rete satellitare Starlink la missione ha visto la prima performance di violino nello spazio con Sarah Gillis che ha suonato Rey's Theme di Guerre Stellari.

L&amp;rsquo;equipaggio di Polaris Dawn ha contribuito insieme a quelli di Soyuz, Tiangong e Iss a stabilire il numero pi&amp;ugrave; alto di astronauti contemporaneamente in orbita terrestre.

Infine, rientrata a Terra il 15 settembre, la missione ha effettuato l'ammaraggio pi&amp;ugrave; a sud nel Golfo del Messico per un veicolo spaziale con equipaggio.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-20</video:publication_date>
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            <video:title>Due getti da record dal giovane Universo</video:title>
            <video:description>Si estendono per 23 milioni di anni luce,&amp;nbsp;una distanza pari a&amp;nbsp;140 galassie come la Via Lattea messe in fila,&amp;nbsp;e rappresentano la coppia di getti emessi da un buco nero pi&amp;ugrave; lunga mai osservata. La scoperta &amp;egrave; stata messa segno dal radiotelescopio europeo Lofar e lo studio &amp;egrave; stato condotto da un team internazionale di ricerca nel quale figurano due ricercatori dell&amp;rsquo;Inaf.

La megastruttura &amp;egrave; stata soprannominata Porfirione&amp;nbsp;e i getti risalgono all&amp;rsquo;epoca cui l'universo aveva 6,3 miliardi di anni e sono alimentati da un buco nero supermassiccio in una galassia lontana. Questi potenti getti, con un'energia pari a trilioni di soli, potrebbero aver influenzato la formazione delle galassie nell'universo primordiale.

L&amp;rsquo;origine di Porfirione &amp;egrave; un buco nero attivo in modalit&amp;agrave; radiativa che emette energia in forma di radiazioni e getti quando riscalda il materiale circostante. Si tratta di una novit&amp;agrave; per i ricercatori che fino ad ora non avevano ritenuto possibile la produzione di getti cos&amp;igrave; forti da questa tipologia di oggetto. In futuro gli astronomi continueranno ad analizzare queste megastrutture e la loro influenza nello spazio intergalattico.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-19</video:publication_date>
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            <video:title>Le prime immagini di Sentinel-2C</video:title>
            <video:description>Sentinel-2C si &amp;egrave; unito alla famiglia di satelliti di Copernicus gi&amp;agrave; in orbita e a meno di due settimane dal lancio, avvenuto lo scorso 5 settembre, ha gi&amp;agrave; rilasciato immagini di qualit&amp;agrave;.

La missione fa parte di Copernicus, il programma di monitoraggio ambientale europeo gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con l&amp;rsquo;Esa. Nel tempo, il suo campo di applicazione si &amp;egrave; ampliato e oggi include anche il monitoraggio della deforestazione e della qualit&amp;agrave; dell'acqua, di disastri naturali e delle emissioni di metano.

Come i suoi "fratelli" Sentinel-2A e Sentinel-2B, il satellite Sentinel-2C &amp;egrave; dotato di un imager multispettrale che genera immagini ottiche nel visibile, nell'infrarosso vicino e nell'infrarosso a onde corte dello spettro elettromagnetico. Dalla sua orbita a 786 km di altitudine cattura immagini a una risoluzione variabile da 10 a 60 metri e con una larga fascia di copertura di 290 km.

Qui navighiamo sul fiume Guadalquivir, tra i pi&amp;ugrave; lunghi della Spagna. Protagonista di quest&amp;rsquo;immagine una porzione di sud e Siviglia, capitale dell&amp;rsquo;Andalusia e sede dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale spagnola.

Nel mirino del satellite anche lunga striscia che si estende dalla Camargue e Montpellier, nel sud della Francia, fino al sud di Barcellona.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Da un continente all&amp;rsquo;altro, eccoci a sud di Los Angeles, in California. L'immagine &amp;egrave; stata elaborata utilizzando le diverse bande dell'imager multispettrale per evidenziare il fumo e la vasta area bruciata da uno degli incendi che lo stato della costa occidentali Usa sta attualmente combattendo.

Infine, il Lighthouse Reef, parte del grande sistema di barriere coralline al largo della costa del Belize, in America Centrale. Qui si pu&amp;ograve; vedere un'enorme dolina marina, una conca subacquea nota come &amp;nbsp;Great Blue Hole.

Nonostante sia ancora all'inizio della sua missione, lo strumento - ben calibrato gi&amp;agrave; prima del lancio - ha prodotto immagini qualitativamente sorprendenti. Dopo un breve periodo di osservazioni congiunte, Sentinel-2C sostituir&amp;agrave; il suo predecessore Sentinel-2A, assicurando una continuit&amp;agrave; di dati oltre il 2035.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Una seconda luna per la Terra (ma solo per un po')</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;hanno battezzata 2024 PT5 ed &amp;egrave; un corpo roccioso di circa 10 metri che si sta avvicinando sempre pi&amp;ugrave; al nostro pianeta. Tra pochi giorni verr&amp;agrave; catturato dalla gravit&amp;agrave; terrestre diventando l'ultima di quelle che definiamo &amp;lsquo;mini lune&amp;rsquo;
Le &amp;lsquo;mini lune&amp;rsquo; sono oggetti che si avvicinano cos&amp;igrave; tanto al nostro pianeta da iniziare a ruotargli intorno, pi&amp;ugrave; o meno come fa la nostra grande Luna, sebbene per un periodo di tempo limitato.

2024 PT5 &amp;egrave; un asteroide di tipo &amp;lsquo;Apollo&amp;rsquo; e fa parte di una famiglia di corpi particolarmente vicini chiamati &amp;lsquo;Arjuna&amp;rsquo;
Una volta catturato, 2024 PT5 graviter&amp;agrave; attorno al pianeta come una seconda, piccola, luna per 53 giorni. In questo tempo riuscir&amp;agrave; a percorrere un&amp;rsquo;orbita quasi completa
Come accaduto a tante altre mini lune passate, la distorsione gravitazionale forzer&amp;agrave; 2024 PT 5 a cambiare traiettoria seguendo un percorso nuovo definito &amp;lsquo;a ferro di cavallo&amp;rsquo;, in cui l&amp;rsquo;asteroide in &amp;nbsp;pratica curva in maniera drastica attorno alla Terra fino a invertire la rotta.
Si tratta del comportamento pi&amp;ugrave; comunemente osservato, le mini lune infatti solitamente non durano molto, invertono la rotta e si riallontanano, alcune di esse per&amp;ograve; ci hanno fatto compagnia per un po&amp;rsquo;, mini lune che potremmo definire &amp;lsquo;di lunga durata&amp;rsquo;.
Questi corpi, una volta catturati, sono rimasti in orbita anche qualche anno prima di abbandonare la sfera d&amp;rsquo;influenza terrestre.
2020 CD3, ad esempio, &amp;egrave; stata una mini luna terrestre per 3 o 4 anni. Esistono poi le mini lune periodiche, un caso &amp;egrave; 2022 NX 1: inizialmente scoperta nel 1981, poi tornata nel 2022 e attesa ancora per il 2051.
Anche 2024 PT5 sembra avere tutte le caratteristiche per essere definita periodica. Secondo i calcoli predittivi effettuati, dopo questo passaggio si attende ancora nel 2055.
La cattura temporanea di asteroidi da parte del nostro pianeta non &amp;egrave; un affatto un fenomeno raro
Una volta scoperti mentre sono in fase di avvicinamento, gli asteroidi&amp;nbsp;devono essere immediatamente sorvegliati e analizzati, innanzitutto per capire se sono in rotta di collisione e poi per accertare che abbiano un&amp;rsquo;origine naturale, dato che potrebbero anche essere rottami vaganti, rimanenze prodotte dall&amp;rsquo;esplorazione spaziale.
Infine, si deve capire la loro composizione ed il gruppo di appartenenza, catalogandoli, nel caso non fossero gi&amp;agrave; noti agli astronomi, tra gli oggetti etichettati come NEO, e cio&amp;egrave; asteroidi che si trovano a distanza ravvicinata dalla Terra e per questo da tenere costantemente sotto stretta osservazione.

&amp;nbsp;

Crediti: Nasa Jpl, Caltech
Musiche: Epic - Cinematic Orchestra</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-17</video:publication_date>
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            <video:title>L’orchestra spaziale di Polaris Dawn</video:title>
            <video:description>Tra i vari obiettivi e record raggiunti con Polaris Dawn, era incluso anche un concerto eseguito dallo spazio e da sei orchestre distribuite su tutto il pianeta.
Un&amp;rsquo;occasione, ha detto Sara Gillis in diretta dalla Crew Dragon con il suo violino, che simboleggia l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; e la speranza, per focalizzarsi sulle potenzialit&amp;agrave; dei giovani di tutto il mondo e sulla loro capacit&amp;agrave; di reagire ai traumi e alle difficolt&amp;agrave;.
Jared Isaacman, l&amp;rsquo;ideatore della missione, ha sempre affiancato il suo progetto alla raccolta fondi per l&amp;rsquo;ospedale St. Jude che si occupa della cura del cancro nei bambini e di ricerca scientifica.
Grazie al linguaggio universale della musica, al compimento dell&amp;rsquo;ambiziosa missione e proprio dallo spazio, ha voluto lanciare un messaggio per ispirare le nuove generazioni a guardare verso le stelle. &amp;lsquo;Non solo per sognare, ma per lottare e perseverare, e ottenere cos&amp;igrave; ci&amp;ograve; che sembra impossibile&amp;rsquo; come &amp;egrave; scritto sul sito della missione.
Le donazioni questa volta non erano dirette solo all&amp;rsquo;ospedale, ma anche a El Sistema, un programma di educazione musicale per i bambini.
All&amp;rsquo;indomani della prima attivit&amp;agrave; extraveicolare compiuta da privati cittadini, sul profilo X di Polaris Dawn &amp;egrave; apparso un messaggio curioso: &amp;lsquo;Collegamento confermato. Restate sintonizzati&amp;rsquo;. Poi un conto alla rovescia, dove note e strumenti musicali si univano al cielo stellato. E alla fine la sorpresa: un video di 4 minuti e mezzo in cui il Tema di Rey di Guerre Stellari veniva eseguito combinando strumenti di quattro continenti e un violino dallo spazio. Un suggestivo prodigio di sincronizzazione utile anche per testare i satelliti Starlink.
L&amp;rsquo;equipaggio della missione &amp;egrave; rientrato ieri sulla Terra con un ammaraggio nel Golfo del Messico.

Crediti video: Polaris Program, SpaceX</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-16</video:publication_date>
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            <video:title>Prima passeggiata privata nello spazio</video:title>
            <video:description>Quattro milioni di spettatori, e solo dalla pagina di SpaceX, hanno seguito la diretta della prima passeggiata spaziale di privati cittadini avvenuta nell&amp;rsquo;ambito della missione Polaris Dawn.
I membri dell&amp;rsquo;equipaggio non sono, infatti, astronauti professionisti, n&amp;eacute; lavorano per un&amp;rsquo;agenzia spaziale, ma sono piloti e ingegneri adeguatamente preparati per la missione.
L&amp;rsquo;imprenditore Jared Isaacman finanzia Polaris Dawn, mentre Sara Gillis si occupa dell&amp;rsquo;addestramento per astronauti per conto di SpaceX. Entrambi membri dell&amp;rsquo;equipaggio, sono stati i protagonisti dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; extraveicolare cominciata oggi quando in Italia erano le 12.12.
Dopo la verifica della tenuta stagna delle tute e la depressurizzazione della cabina, ha avuto inizio la procedura per l&amp;rsquo;apertura del portellone con una manovella. Alle 12.52 Isaacman si &amp;egrave; affacciato nello spazio. Ripreso e illuminato da una telecamera posizionata sul &amp;lsquo;naso&amp;rsquo; della Crew Dragon, sembra salutare il pianeta mentre testa la mobilit&amp;agrave; della tuta. Alle 13.05 &amp;egrave; uscita Gillis.
Tra le varie stazioni di Terra, a cui la missione si appoggia per fornire supporto alle comunicazioni con la navicella, c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche il Centro Spaziale Luigi Broglio di Malindi, in Kenya, gestito dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale italiana. Qui vediamo il segnale in diretta dal Centro Broglio mentre Isaacman e Gillis sono fuori dalla navicella.
Dopo poco pi&amp;ugrave; di un&amp;rsquo;ora il portellone &amp;egrave; stato richiuso, sono ricominciate le procedure di presurizzazione e alle 13.58 l&amp;rsquo;operazione &amp;egrave; stata dichiarata chiusa. E&amp;rsquo; durata 1.46 minuti, durante i quali gli altri due membri dell&amp;rsquo;equipaggio, il pilota Kidd Poteet e l&amp;rsquo;ufficiale medico Anna Menon, monitoravano i sistemi di supporto vitale.
Durante la passeggiata spaziale, la navicella si &amp;egrave; spostata dai 300 e ai 700 chilometri da Terra, una distanza sufficiente per non esporre l&amp;rsquo;equipaggio alle pericolose particelle cariche all&amp;rsquo;interno della Fascia di Van Allen. Ieri, invece, l&amp;rsquo;orbita particolare di Polaris Dawn ha permesso di testare l&amp;rsquo;effetto di queste radiazioni sulla Crew Dragon mentre viaggiava a 1.400 chilometri dalla Terra, una distanza record per l&amp;rsquo;essere umano, dall&amp;rsquo;epoca delle missioni Apollo.
La missione &amp;egrave; partita il 10 settembre e avr&amp;agrave; una durata di cinque giorni.

Crediti video: Polaris Program, SpaceX, Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>L’Agenzia Spaziale Italiana partecipa agli Stati Generali della Space Economy</video:title>
            <video:description>Affrontare insieme le sfide della New Space Economy. E&amp;rsquo;questo l&amp;rsquo;obiettivo degli Stati Generali della Space Economy, l&amp;rsquo;appuntamento promosso dall&amp;rsquo;Intergruppo Parlamentare per la Space Economy che si &amp;egrave; tenuto l&amp;rsquo;11 e il 12 settembre a Torino e a Milano. L&amp;rsquo;evento &amp;egrave; organizzato in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Agenzia Spaziale Italiana, Regione Lombardia, Regione Piemonte e Comune di Milano, con il supporto di Seb Lab Sda Bocconi, PwC e Inrete.

Il 12 settembre la citt&amp;agrave; di Milano ha ospitato, in diverse location, una serie di sessioni tematiche dedicate allo sviluppo del capitale umano, alle opportunit&amp;agrave; di finanziamento e crescita per le imprese e alle collaborazioni tra pubblico e privati.

Il presidente dell&amp;rsquo;ASI&amp;nbsp;Teodoro Valente&amp;nbsp;ha preso parte all&amp;rsquo;assemblea plenaria presso la Regione Lombardia con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Al centro dell&amp;rsquo;intervento le priorit&amp;agrave; italiane nel contesto delle politiche spaziali europee fino al 2034.

Il direttore generale dell&amp;rsquo;Asi&amp;nbsp;Luca Vincenzo Maria Salamone&amp;nbsp;ha partecipato al tavolo tematico organizzato da PwC, con un intervento dedicato alle iniziative di Asi in ambito di collaborazione tra pubblico e privato.

Augusto Cramarossa, responsabile dell&amp;rsquo;Ufficio Coordinamento Strategico dell&amp;rsquo;Asi e Vice presidente del Ctna &amp;egrave; intervenuto al panel organizzato da Sda Bocconi sulle opportunit&amp;agrave; per le aziende no-space e partenariato pubblico-privato nella space economy illustrando il ruolo dell&amp;rsquo;Asi che grazie alla sue attivit&amp;agrave; ha permesso di acquisire competenze e ha realizzato sistemi e servizi spaziali in tutti i settori applicativi.

Hanno preso parte all&amp;rsquo;evento anche&amp;nbsp;Elda Turco Bulgherini, vice presidente Asi al tavolo dedicato alle Regioni e Distretti Regionali Tecnologici Aerospaziali,&amp;nbsp;Mario Cosmo, direttore Scienza e Innovazione alla sessione sul capitale umano per la space economy e&amp;nbsp;Lorenzo Chessa, Direttore Sicurezza, sistemi informatici e digitalizzazione, al panel dedicato alla cybersicurezza.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>Voyager 1: propulsori ripristinati con successo</video:title>
            <video:description>Nessuna sonda si &amp;egrave; mai spinta tanto lontano quanto Voyager 1, la prima ad aver lasciato il Sistema solare per addentrarsi nello spazio interstellare.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Attiva da 47 anni, la sonda continua il suo viaggio rispetto al Sole a una velocit&amp;agrave; di circa 61.000 km/h, ma ogni tanto mostra qualche acciacco.

Voyager 1 utilizza i suoi propulsori per rimanere orientata verso la Terra, cos&amp;igrave; da ricevere e inviare dati ma, trascorsi tanti anni nello spazio, uno dei tubi del carburante si &amp;egrave; ostruito a causa di un accumulo di biossido di silicio, riducendo l'efficienza dei propulsori. Dopo settimane di pianificazione, gli ingegneri hanno deciso di passare a un altro set di propulsori, come gi&amp;agrave; fatto nel 2002 e nel 2018, quando altri gruppi avevano mostrato problemi simili.

Con l&amp;rsquo;et&amp;agrave; della sonda, per&amp;ograve;, sono sorte nuove difficolt&amp;agrave;: l'energia elettrica generata dal decadimento del plutonio si &amp;egrave; ridotta nel tempo e molti sistemi non essenziali, inclusi i riscaldatori, sono stati spenti per ridurre il consumo energetico. Questo ha per&amp;ograve; provocato un raffreddamento dei propulsori, che avrebbero potuto danneggiarsi se attivati a bassa temperatura. La soluzione &amp;egrave; stata riscaldarli prima dell'uso, accendendo temporaneamente i riscaldatori considerati non essenziali. Per farlo, &amp;egrave; stato necessario spegnere uno dei principali riscaldatori per circa un'ora, liberando cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;energia necessaria.

Il piano ha funzionato e il 27 agosto il gruppo di propulsori &amp;egrave; tornato operativo, permettendo a Voyager 1 di proseguire la sua missione. Il team sa che d'ora in poi ogni decisione richieder&amp;agrave; molta pi&amp;ugrave; analisi e cautela rispetto al passato, ma spera comunque che la sonda rimanga operativa il pi&amp;ugrave; a lungo possibile, per continuare a raccogliere e fornire dati sullo spazio interstellare, che sta esplorando gi&amp;agrave; dal 2012.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-11</video:publication_date>
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            <video:title>Rientrato il primo dei quattro satelliti 'Cluster'</video:title>
            <video:description>Alle 20 e 47 dell&amp;rsquo;8 settembre scorso si &amp;egrave; disintegrato rientrando sulla Terra il primo dei 4 satelliti della costellazione &amp;lsquo;Cluster&amp;rsquo;, ormai in via di dismissione.
Per l&amp;rsquo;occasione, l&amp;rsquo;Ente spaziale Europeo ha seguito il rientro da una distanza relativamente breve, usando per la prima volta un aereo dotato di apparecchiature per raccogliere dati specifici durante l&amp;rsquo;attraversamento atmosferico, specialmente nel momento in cui il satellite si frantuma.


Malgrado siano circa 10mila i satelliti ricaduti sulla Terra a fine missione, senza creare problemi, alcuni processi e dinamiche coinvolte restano ancora da chiarire.
Grazie all&amp;rsquo;osservazione ravvicinata, l&amp;rsquo;Esa pu&amp;ograve; finalmente scoprire cosa avviene nei dettagli, acquisendo informazioni preziose per migliorare i rientri futuri, sia in termini di sicurezza che di sostenibilit&amp;agrave;.
La costellazione Cluster &amp;egrave; stata una delle missioni storiche dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea.
Era composta da 4 satelliti identici, dei veri e propri minilaboratori orbitanti posti a distanze prestabilite per lavorare in squadra e produrre mappe tridimensionali.
Le finalit&amp;agrave; di &amp;lsquo;Cluster&amp;rsquo; sono state quelle di studiare a fondo gli effetti del vento solare sul nostro pianeta e le interazioni con il campo magnetico terrestre, operando tra i 200 e i 18mila chilometri di altitudine direttamente all&amp;rsquo;interno delle zone pi&amp;ugrave; critiche, come le cuspidi polari o la magnetocoda.


Cluster si pu&amp;ograve; considerare ben pi&amp;ugrave; che un successo, si tratta di un vero e proprio vanto tra le attivit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;agenzia spaziale europea: partita nel 2000 con una durata prevista di 2 anni, la missione ha servito egregiamente per ben 24, permettendoci di studiare in modo approfondito due cicli completi dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; solare.
Il lungo lavoro di Cluster &amp;egrave; parte di una ricerca molto pi&amp;ugrave; estesa e profonda sulla magnetosfera e sull&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; solare, che si affianca al lavoro del Solar Orbiter, dei satelliti Swarm, dell&amp;rsquo;osservatorio orbitante Soho e delle passate missioni Double Star e Ulysses.&amp;nbsp;
Grazie a questo grande impegno di ricerca e analisi, in opera da decenni, l&amp;rsquo;Esa si pu&amp;ograve; considerare leader mondiale nello studio dell&amp;rsquo;Eliofisica e della meteorologia spaziale.

Crediti: Esa, Nasa
Musiche: Space Journey - Hartzman</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-10</video:publication_date>
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            <video:title>Starliner torna a Terra senza equipaggio</video:title>
            <video:description>La capsula Starliner di Boeing ha fatto ritorno sul nostro pianeta senza equipaggio. Restano sulla Iss i due astronauti della Nasa Butch Wilmore e Suni Williams, che torneranno soltanto nel febbraio 2025</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-09</video:publication_date>
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            <video:title>BepiColombo completa il quarto sorvolo di Mercurio</video:title>
            <video:description>BepiColombo ha completato con successo il quarto dei sei sorvoli di assist gravitazionale su Mercurio. &amp;nbsp;Partito il 20 ottobre 2018, il programma &amp;egrave; frutto della collaborazione tra Esa e Jaxa, l&amp;rsquo;agenzia spaziale giapponese. Questa missione &amp;egrave; la terza a visitare Mercurio e vede un forte contributo italiano, con 4 dei 16 tra strumenti ed esperimenti a bordo, realizzati dall&amp;rsquo;Agenzia spaziale italiana.

L&amp;rsquo;obiettivo principale del sorvolo era ridurre la velocit&amp;agrave; della sonda rispetto al Sole, in modo che il suo periodo orbitale si avvicinasse agli 88 giorni del pianeta roccioso. Questa manovra ha permesso di raccogliere dati scientifici da angolazioni impossibili da ottenere una volta in orbita.

Il momento di massimo avvicinamento &amp;egrave; avvenuto alle 23:48 ora italiana di mercoled&amp;igrave; 4 settembre, quando la sonda &amp;egrave; scesa a circa 165 km dalla superficie, ottenendo con le sue tre telecamere, una chiarissima visuale della superficie del pianeta e del polo sud.

Mercurio &amp;egrave; fortemente segnato da crateri d&amp;rsquo;impatto. Due di essi sono stati immortalati durante questo sorvolo, mostrando dettagli mai visti prima.

Il primo a entrare nella visuale di BepiColombo &amp;egrave; stato Vivaldi, un grande bacino con picchi ad anello centrale di 210 km di diametro, un cratere da impatto che la sonda ha osservato vicino alla linea dell&amp;rsquo;alba, rivelando un paesaggio enfatizzato dalle ombre. Pochi minuti dopo, BepiColombo ha puntato gli occhi su un altro cratere di 155 km di diametro e ribattezzato Stoddart, in onore dell&amp;rsquo;artista neozelandese Margaret Olrog Stoddart. Questi due crateri, come molti altri sul pianeta Mercurio, sono stat&amp;nbsp;&amp;nbsp; i inondati da colate laviche vulcaniche molto tempo dopo l'impatto originale.

Le immagini, scattate alla distanza pi&amp;ugrave; ravvicinata fino ad oggi, mostrano la superficie di Mercurio segnata da 4,6 miliardi di anni di impatti di asteroidi e comete, offrendo indizi sul ruolo del pianeta nell'evoluzione del Sistema Solare. Questo quarto flyby prepara ora la sonda per i prossimi sorvoli, previsti per il 1&amp;ordm; dicembre 2024 e l'8 gennaio 2025, con l&amp;rsquo;obiettivo di allinearsi infine all'orbita di Mercurio intorno al Sole nel novembre 2026.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-06</video:publication_date>
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            <video:title>La voce del cosmo con i dati di Chandra</video:title>
            <video:description>Sono 25 anni che Chandra fornisce dati preziosi sui corpi celesti che emettono raggi X. Grazie a questo telescopio spaziale abbiamo approfondito la conoscenza di buchi neri, supernove e galassie.

Per celebrare il quarto di secolo di attivit&amp;agrave; del pi&amp;ugrave; potente osservatorio a raggi X, la Nasa ha realizzato la sonificazione di alcune delle immagini pi&amp;ugrave; note generate da Chandra. I dati astronomici, che normalmente sono codificati in foto, sono stati trasformati anche in suono, dove le parti pi&amp;ugrave; luminose sono rappresentate da suoni pi&amp;ugrave; acuti.

Al suo esordio, Chandra mostr&amp;ograve; con una risoluzione senza precedenti i resti di una stella esplosa circa 11mila anni fa, Cassiopea A: per la prima volta fu osservata una stella di neutroni al suo centro. Da qui parte la sonificazione con il contributo di dati anche di altri telescopi. I raggi X di Chandra sono elaborati al pianoforte; la polvere contenuta nel gas caldo osservato nell&amp;rsquo;infrarosso dai telescopi spaziali Webb e Spitzer si rivela con archi e ottoni; le stelle ritratte da Hubble con crotali e cembali.

Per una delle pi&amp;ugrave; grandi e luminose regioni di formazione stellare vicino alla Via Lattea, 30 Doradus, i dati di Chandra e Webb sono rielaborati col sintetizzatore. I raggi X mostrano il gas surriscaldato dalle onde d'urto generate dai venti delle stelle massicce, mentre nell&amp;rsquo;infrarosso abbiamo il gas pi&amp;ugrave; freddo con gli ingredienti per le future stelle.

Ngc 6872 &amp;egrave; una grande galassia a spirale con due bracci allungati, accompagnata da una pi&amp;ugrave; piccola che si trova in alto a sinistra. Entrambe sembrano contenere un buco nero supermassiccio al centro e si attraggono l&amp;rsquo;una all&amp;rsquo;altra. Nell&amp;rsquo;immagine in luce visibile di Hubble, il nucleo &amp;lsquo;emette&amp;rsquo; un ronzio dai toni bassi, mentre i bracci a spirale blu si riconoscono dai toni acuti. Dalle emissioni a raggi X nasce sia il cinguettio degli uccelli che rivela le galassie sullo sfondo, sia il suono simile al vento che rappresenta il gas all&amp;rsquo;interno di quella pi&amp;ugrave; grande.

Infine, una curiosit&amp;agrave;: il lancio del primo satellite interamente dedicato all&amp;rsquo;osservazione dei raggi X &amp;egrave; avvenuto da una piattaforma italiana situata in Kenya e dedicata al suo promotore Luigi Broglio, padre dell&amp;rsquo;astronautica del nostro Paese. Era il 1970 e il satellite si chiamava Uhuru.

Crediti video: Nasa, Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-05</video:publication_date>
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            <video:title>L'Asi all'Egypt International Airshow 2024</video:title>
            <video:description>Industrializzazione, digitalizzazione e globalizzazione dei settori della difesa, dello spazio e dell&amp;rsquo;aviazione commerciale in Africa e Medio Oriente. Sono questi i temi al centro dell&amp;rsquo;Egypt International Airshow, che si tiene all&amp;rsquo;aeroporto di El Alamein, dal 3 al 5 settembre.

L&amp;rsquo;evento &amp;egrave; supportato da diverse&amp;nbsp;&amp;nbsp;istituzioni della Repubblica Araba d&amp;rsquo;Egitto e dalla compagnia aerea nazionale, Egypt Air.&amp;nbsp;All&amp;rsquo;air show &amp;egrave; presente anche l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana con il proprio stand, che illustra le attivit&amp;agrave; istituzionali.

Il 2 settembre la delegazione Asi&amp;nbsp;&amp;nbsp;- composta dal presidente Teodoro Valente e dal Direttore Affari Internazionali&amp;nbsp;Gabriella Arrigo -&amp;nbsp;&amp;nbsp;ha partecipato alla conferenza "New Space Horizons - Africa and the Middle East&amp;rdquo; nel corso della quale Valente ha affrontato i temi della sostenibilit&amp;agrave; delle risorse da utilizzare nelle future missioni, della rimozione dei detriti spaziali e dello space traffic management.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-04</video:publication_date>
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            <video:title>Risolto il mistero degli strani suoni di Starliner</video:title>
            <video:description>'C'&amp;egrave; uno strano suono che esce dall'altoparlante, non so se potete connettermi allo Starliner e lasciare che lo sentiate.
Non so cosa lo provochi, non so se succede perch&amp;eacute; c'&amp;egrave; qualcosa che forse &amp;egrave; collegato tra qui e il resto, che lo genera...ma a ogni modo, potete farlo?'
Con queste parole l&amp;rsquo;astronauta Butch Wilmore ha comunicato al controllo di Terra la presenza di strani suoni che uscivano dagli altoparlanti della capsula Boeing Starliner, ormeggiata alla Stazione Spaziale Internazionale.

Al di l&amp;agrave; dei primi sospetti, la natura del suono era inizialmente incomprensibile, i tecnici Nasa lo avevano descritto come &amp;ldquo;pulsazioni&amp;rdquo; a intervalli regolari, che ricordano quelle dei Sonar.
Ma il mistero esplode sul Web quando l&amp;rsquo;astronauta veterano Chris Hadfield posta i rumori su X, insieme a un commento lievemente inquietante:
&amp;lsquo;Ci sono vari suoni che preferirei non sentire dentro la mia astronave, incluso quello che Starliner Boeing sta facendo in questo momento&amp;rsquo;.

In un comunicato successivo la Nasa annunciava che il suono si era interrotto di colpo, rendendo la faccenda ulteriormente intrigante.
La squadra di tecnici intanto era al lavoro e, come accade spesso, il mistero alla fine si &amp;egrave; dimostrato qualcosa di non grave e soprattutto facilmente risolvibile
All&amp;rsquo;origine delle anomale pulsazioni c&amp;rsquo;era soltanto una configurazione audio ridondante tra la capsula Starliner e la Stazione Spaziale, il segnale rimbalzava avanti e dietro, creando quelle pulsazioni regolari.
Sebbene sia una cosa semplice, nell'immediato pu&amp;ograve; sfuggire perch&amp;eacute; &amp;nbsp;le connessioni audio sono un groviglio nient'affatto lineare, collegano sia i vari moduli della Stazione Spaziale che le navette attraccate, come appunto la Starliner, le Progress o le Soyuz.

Quello che sembrava l&amp;rsquo;inizio di un film di fantascienza horror alla fine era un semplice collegamento atipico. A quanto pare, rumori di fondo e disturbi dagli altoparlanti sembrano rientrare nella pi&amp;ugrave; assoluta normalit&amp;agrave; della Stazione Spaziale.
Malgrado questo, la Nasa chiede comunque agli astronauti di segnalare ogni tipo di problema e Wilmore ha fatto il suo dovere.

L&amp;rsquo;agenzia spaziale americana ha infine sottolineato la pi&amp;ugrave; totale assenza di qualsivoglia anomalia, o guasto da riparare. Questi disturbi possono generare curiosit&amp;agrave;, ma tecnicamente non hanno alcun impatto sulle attivit&amp;agrave; della Stazione e dei suoi occupanti

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-03</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX riprende a lanciare Starlink in attesa di Polaris Dawn</video:title>
            <video:description>Dopo un breve stop per l&amp;rsquo;incendio di un booster in fase di rientro, SpaceX ha ripreso i lanci con il Falcon 9, con due voli di successo di satelliti Starlink a poco pi&amp;ugrave; di un&amp;rsquo;ora di distanza</video:description>
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            <video:publication_date>2024-09-02</video:publication_date>
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            <video:title>Starliner supera il test, ora si valuta il rientro</video:title>
            <video:description>Sabato 27 luglio &amp;egrave; stato eseguito con successo il test di accensione a caldo del sistema di controllo a reazione&amp;nbsp;di Starliner, in orbita ormai da quasi due mesi. Dopo l&amp;rsquo;esito positivo, Nasa e Boeing stanno valutando la data di rientro della navicella, prevista inizialmente dopo otto giorni di permanenza sulla Iss, e prolungata a causa delle perdite di elio e delle anomalie riscontrate sui propulsori.

Durante il test, sono stati accesi sequenzialmente 27 dei 28 propulsori di manovra di Starliner, ancora attraccata alla ISS, con brevi impulsi della durata massima di 1,2 secondi ciascuno. I propulsori hanno mostrato una spinta massima variabile tra il 97% e il 102%, e il sistema di elio si &amp;egrave; mantenuto stabile.

Starliner &amp;egrave; arrivata alla ISS il 6 giugno con gli astronauti della Nasa Butch Wilmore e Suni Williams a bordo, impegnati nel primo volo con equipaggio della missione Crew Flight Test. Questo volo fa parte del programma di Boeing per ottenere dalla Nasa la certificazione&amp;nbsp;per il trasporto regolare di equipaggi da e verso la stazione, compito che svolger&amp;agrave; insieme alla navicella Crew Dragon di SpaceX.

La sequenza di accensione dei motori &amp;egrave; stata finalizzata ed eseguita in sicurezza e prepara ora il terreno per una Flight Test Readiness Review da parte della Nasa. Questa revisione determiner&amp;agrave; quando Starliner sar&amp;agrave; sganciata dalla Iss e se Wilmore e Williams saranno a bordo per il rientro.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-31</video:publication_date>
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            <video:title>Tempesta geomagnetica in arrivo</video:title>
            <video:description>Una serie di brillamenti solari di medio-grande intensit&amp;agrave;, osservati nel fine settimana appena trascorso, fanno scattare l&amp;rsquo;allerta per l&amp;rsquo;imminente arrivo di una tempesta geomagnetica.
Sono state registrate infatti anche alcune espulsioni di massa coronale proprio in direzione del nostro pianeta, il cui arrivo &amp;egrave; previsto nelle prossime ore.
L&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; &amp;egrave; tale che si prevedono vari problemi tecnici e aurore boreali inusuali, visibili anche a latitudini di 50 gradi.
Le tempeste geomagnetiche sono il risultato dell&amp;rsquo;impatto di questa massa coronale espulsa con la magnetosfera terrestre, che fa da scudo di protezione del nostro pianeta deviandone la quasi totalit&amp;agrave; nello Spazio circostante.
Durante questo scontro, una quantit&amp;agrave; di particelle cariche provenienti dal Sole riesce comunque a interagire con i gas atmosferici, rilasciando energia in forma di luce e dando cos&amp;igrave; vita a quelle che chiamiamo comunemente &amp;lsquo;aurore polari&amp;rsquo;, boreale nell&amp;rsquo;emisfero nord e australe in quello sud.
La potenza di queste tempeste geomagnetiche viene misurata con una scala da 1 a 5, con intensit&amp;agrave; sempre crescente. Quella in arrivo &amp;egrave; stata classificata di valore 3, altrimenti detto &amp;lsquo;forte&amp;rsquo;, i cui effetti tipici sono falsi allarmi nelle reti elettriche, causati da sbalzi del voltaggio; problemi alle trasmissioni radio in bassa frequenza, usate per la navigazione terrestre; errori e intermittenza dei segnali nei sistemi di navigazione satellitare.
Inoltre, le tempeste provocano un&amp;rsquo;espansione delle dimensioni dell&amp;rsquo;atmosfera, il cui attrito pu&amp;ograve; raggiungere e disturbare le orbite dei satelliti artificiali, costringendo i controlli terrestri a fargli compiere una o pi&amp;ugrave; correzioni di rotta per rientrare nelle traiettorie prestabilite.
La tempesta geomagnetica in arrivo &amp;egrave; uno dei risultati dell'intensa attivit&amp;agrave; solare di questi mesi e, sebbene di corposa intensit&amp;agrave;, non dovrebbe essere in grado di creare alle tecnologie in uso problemi pi&amp;ugrave; seri o gravi di quelli previsti.
I suoi effetti non dovrebbero protrarsi oltre il primo agosto.

Crediti:&amp;nbsp;Nasa, Esa, Sdo, J.Jinton, Bbc, Pbs/Nov</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-30</video:publication_date>
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            <video:title>Sierra Space, nuovi test sul modulo gonfiabile</video:title>
            <video:description>Nuovo test per Sierra Space. L&amp;rsquo;azienda statunitense ha condotto una nuova prova su un modello a grandezza naturale del suo modulo gonfiabile, in corso di produzione per la futura stazione Orbital Reef. Il test denominato &amp;lsquo;ultimate burst pressure&amp;rsquo;, ha messo alla prova la sicurezza del modulo presso il Marshall Space Flight Center della Nasa.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-29</video:publication_date>
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            <video:title>Il Falcon 9 torna a volare</video:title>
            <video:description>A poco pi&amp;ugrave; di due settimane dalla sospensione dei lanci, il Falcon 9 potrebbe riprendere a volare. Space X ha inviato alla Federal Aviation Administration (Faa) un rapporto sull&amp;rsquo;incidente dell&amp;rsquo;11 luglio, che caus&amp;ograve; la perdita di 20 satelliti, indicando i provvedimenti presi per impedire il ripetersi del guasto.
Durante l&amp;rsquo;ultimo lancio il razzo di SpaceX aveva rilasciato dei satelliti Starlink in un orbita troppo bassa per cui in breve tempo si sono disintegrati nell&amp;rsquo;atmosfera.
Il rapporto sull&amp;rsquo;incidente riporta che il fallimento dell&amp;rsquo;immissione del carico utile in un&amp;rsquo;orbita adeguata &amp;egrave; stato causato da una perdita di ossigeno liquido nello stadio superiore. La crepa che ne ha causato la fuoriuscita si &amp;egrave; creata lungo la linea di rilevamento per un sensore di pressione. Questa &amp;egrave; normalmente bloccata da un morsetto che per&amp;ograve; si allentato a causa delle forti vibrazioni. La perdita del combustibile ha impedito una seconda accensione del motore, il cui raffreddamento eccessivo ne ha danneggiato l&amp;rsquo;hardware. E quindi, il mancato controllo dell&amp;rsquo;assetto dello stadio superiore non ha reso possibile il dispiegamento dei satelliti nell&amp;rsquo;orbita prestabilita.
La soluzione di SpaceX consiste nella rimozione della linea di rilevamento e del sensore di pressione &amp;nbsp;poich&amp;eacute; non vincolati al sistema di sicurezza del volo. Grazie a questa rapida modifica i lanci potrebbero riprendere il 27 luglio.
Il Falcon 9&amp;nbsp;&amp;egrave; uno dei razzi pi&amp;ugrave; affidabili; operativo dal 2010 ha incontrando rari casi di insuccesso. E&amp;rsquo; parzialmente riutilizzabile e adatto anche al trasporto umano. Solo quest&amp;rsquo;anno ha gi&amp;agrave; effettuato 71 lanci.

Crediti video: SpaceX</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-26</video:publication_date>
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            <video:title>La Nasa trasmette il primo video in 4k dalla Iss e viceversa</video:title>
            <video:description>Trasmesso per la prima volta un video in 4k da un aereo alla Stazione Spaziale Internazionale e viceversa. L&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; &amp;egrave; stata condotta dalla Nasa usando un sistema di comunicazioni laser. Questa tecnologia verr&amp;agrave; utilizzata per realizzare video sulla Luna nel corso delle missioni Artemis.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-25</video:publication_date>
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            <video:title>Così si muove l’anidride carbonica nell’atmosfera terrestre</video:title>
            <video:description>A livello globale, le principali emissioni di anidride carbonica provengono da centrali elettriche, impianti industriali, veicoli e incendi per poi diffondersi attraverso i continenti e gli oceani. Queste fonti, insieme ad altre&amp;nbsp;attivit&amp;agrave; umane come quelle minerarie, contribuiscono in modo significativo all'accumulo atmosferico di CO2,&amp;nbsp;il principale gas serra responsabile dell&amp;rsquo;aumento delle temperature sulla Terra. &amp;nbsp;

In una nuova mappa globale realizzata dallo Scientific Visualization Studio della Nasa, i dati satellitari elaborati da Geos - un modello meteorologico ad alta risoluzione - ci mostrano il movimento e la densit&amp;agrave; dell'anidride carbonica, sospinta dai venti e dalla circolazione delle correnti,&amp;nbsp;nell'atmosfera terrestre da gennaio a marzo 2020.&amp;nbsp;

La mappa sembra pulsare: il motivo risiede nel comportamento di piante, alberi e incendi che cambia tra il giorno e la notte. Durante il giorno, le piante assorbono CO2 dall'atmosfera e producono ossigeno attraverso la fotosintesi. Di notte, in assenza di luce solare, consumano l&amp;rsquo;ossigeno&amp;nbsp;e rilasciano CO2 attraverso la respirazione.

Anche gli incendi seguono un ciclo giornaliero: di solito si intensificano durante il giorno a causa di temperature pi&amp;ugrave; elevate e umidit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; bassa che favoriscono la combustione, e si attenuano di notte.

L'anidride carbonica &amp;egrave; presente ovunque nell'atmosfera. Pur non essendo dannosa per la qualit&amp;agrave; dell'aria, se immessa in grandi quantit&amp;agrave;&amp;nbsp;favorisce un riscaldamento della Terra eccessivo e troppo veloce,&amp;nbsp;come mostra questa immagine che indica il 2023 come l'anno pi&amp;ugrave; caldo mai registrato, aggiungendosi alla lista dei 10 pi&amp;ugrave; caldi dell&amp;rsquo;ultimo decennio.
&amp;nbsp;

Crediti video: Goddard Space Flight Center, Scientific Visualization Studio, Jet Propulsion Laboratory della Nasa

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-24</video:publication_date>
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            <video:title>L’Asi al Farnborough International Air Show 2024</video:title>
            <video:description>Al via l&amp;rsquo;edizione 2024 del&amp;nbsp;Farnborough International Air Show, uno dei pi&amp;ugrave; importanti appuntamenti per l&amp;rsquo;industria aerospaziale mondiale che si tiene nel Regno Unito dal 22 al 26 luglio. L'Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;partecipa alla manifestazione con il proprio stand, in cui vengono presentate le linee di attivit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;agenzia. Lo stand si articola in diverse aree, oltre a quella istituzionale, arricchite dall&amp;rsquo;esposizione di modellistica spaziale e video.&amp;nbsp;

Un&amp;rsquo;area &amp;egrave; dedicata alla&amp;nbsp;75esima edizione dell&amp;rsquo;International Astronautical Congress&amp;nbsp;di Milano, alla quale ASI parteciper&amp;agrave; in qualit&amp;agrave; di co-host.

Tra gli ospiti dello stand&amp;nbsp; il 22 luglio il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli.</video:description>
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            <video:title>Una nuova soluzione per la pipì nelle passeggiate spaziali</video:title>
            <video:description>In futuro potrebbero non essere pi&amp;ugrave; necessario per gli astronauti indossare i pannolini durante le passeggiate spaziali.

Pu&amp;ograve; far sorridere ma la pip&amp;igrave; &amp;egrave; uno dei problemi pi&amp;ugrave; complicati da gestire nelle spacewalk. Le attivit&amp;agrave; extra-veicolari possono, infatti, durare fino a 8 ore comportando una rilevante produzione di urina.

Finora, questo problema &amp;egrave; stato risolto grazie a pannolini usa e getta all'interno delle tute spaziali per raccogliere e immagazzinare l'urina. Una soluzione che per&amp;ograve; pu&amp;ograve; mettere a disagio gli astronauti e che li espone, inoltre, al rischio di irritazioni e infezioni della pelle.

Ora &amp;egrave; in fase di sperimentazione un nuovo dispositivo in grado nello spazio di catturare la pip&amp;igrave; e riciclarla in acqua potabile in pochi minuti.

Il sistema consiste in un nuovo indumento intimo che, grazie a un sensore, raccoglie e purifica in soli cinque minuti circa mezzo litro di acqua dall'urina espulsa all'interno di una tuta spaziale.

Quando il sensore rileva la presenza di urina si attiva una pompa a vuoto che aspira la pip&amp;igrave; in un dispositivo di filtraggio, portato sulla schiena dell&amp;rsquo;astronauta. Qui l&amp;rsquo;urina viene quindi trasformata in acqua purificata, da convogliare poi nella sacca dell&amp;rsquo;acqua della tuta spaziale.

In questo modo la quantit&amp;agrave; d'acqua espulsa tramite l&amp;rsquo;urina dal nostro corpo non verr&amp;agrave; persa e permetter&amp;agrave; agli astronauti di mantenersi pi&amp;ugrave; idratati.

Del dispositivo &amp;egrave; stato finora testato solo il sistema di filtraggio e nei prossimi anni saranno necessarie prove durante le passeggiate spaziali fuori dalla Iss, prima di permettere agli astronauti impegnati nelle future spacewalk di poter bere acqua purificata prodotta dalla loro pip&amp;igrave;.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-22</video:publication_date>
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            <video:title>Curiosity rivela zolfo puro su Marte</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Il 30 maggio scorso il rover Curiosity della Nasa, su Marte dal 2012, ha scoperto un campo di pietre fatte di cristalli gialli di zolfo elementare, qualcosa mai visto prima sul Pianeta rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-19</video:publication_date>
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            <video:title>Il precursore di Giove</video:title>
            <video:description>Gli astronomi hanno trovato un pianeta insolito e quindi difficile da scoprire che sar&amp;agrave; molto utile per comprendere la storia della formazione di Giove.
Questo esopianeta, chiamato Tic 241249530 b, rientra nella categoria dei gioviani caldi. Sono corpi simili a Giove, ma che orbitano molto vicini alla loro stella. Come questi giganti finiscano in orbite cos&amp;igrave; prossime &amp;egrave; un mistero. Intanto, grazie alla nuova scoperta, gli astronomi stanno iniziando a ipotizzare possibili dinamiche orbitali prima che questi corpi si dispongano su traiettorie pi&amp;ugrave; stabili.
Tic 241249530 b fu scoperto dal telescopio spaziale Tess nel 2020. Ora, con l&amp;rsquo;ausilio di telescopi terrestri, sappiamo che &amp;egrave; cinque volte pi&amp;ugrave; massiccio di Giove e che ha un&amp;rsquo;orbita piuttosto insolita. Se questo pianeta si trovasse nel nostro Sistema Solare, il suo perielio sarebbe dieci volte pi&amp;ugrave; vicino al Sole rispetto a Mercurio per raggiungere poi la sua massima distanza che oltrepasserebbe la posizione della Terra. Quest&amp;rsquo;orbita genera anche una variazione estrema della temperatura del pianeta con un&amp;rsquo;incidenza certa sulla sua evoluzione. Un&amp;rsquo;altra caratteristica rara da riscontrare nella maggior parte degli esopianeti &amp;egrave; che Tic 241249530 b orbita nel senso opposto alla rotazione della sua stella ospite.
Le caratteristiche orbitali di questo esopianeta danno un indizio su quale potr&amp;agrave; essere sua traiettoria futura.
Si prevede che le forze di marea, o forze gravitazionali esercitate dalla sua stella ospite, nel tempo &amp;lsquo;restringeranno&amp;rsquo; e &amp;lsquo;circolarizzeranno&amp;rsquo; l&amp;rsquo;orbita del pianeta, il quale si spinger&amp;agrave; in una posizione pi&amp;ugrave; centrale.
Scoprire questo esopianeta prima che lo spostamento abbia avuto luogo fornisce informazioni importanti su come i gioviani caldi si formano, si stabilizzano e si evolvono nel tempo.
Tra i 5600 esopianeti individuati fino ad ora circa 400 rientrano in questa categoria.

Crediti video: NoirLab, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2, lo stadio principale è in viaggio verso la Florida</video:title>
            <video:description>La missione&amp;nbsp;Artemis 2 continua la corsa verso la Luna. Lo stadio principale del lanciatore&amp;nbsp;Space Launch System della Nasa ha lasciato il suo impianto di produzione e sar&amp;agrave; portato al Kennedy Space Center per l'integrazione e l'assemblaggio del veicolo prima del suo lancio, in programma nel 2025. L&amp;rsquo;uscita dello stadio &amp;ndash; il 16 luglio &amp;ndash; ha coinciso con anniversario speciale, il 55&amp;deg;dal lancio dell&amp;rsquo;Apollo 11.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-17</video:publication_date>
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            <video:title>Italy-Africa Space Conference</video:title>
            <video:description>Space relations between Italy and Africa. The conference was organized by the Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation, the Italian Space Agency&amp;nbsp;and the Ministry of Enterprises and Made In Italy.</video:description>
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            <video:title>Webb, il Pinguino e l’Uovo a due anni dalla prima immagine</video:title>
            <video:description>Nuova immagine del Webb per festeggiare i due anni dalla sua prima foto: il telescopio ha fotografato Arp 142, coppia di galassie chiamate Pinguino e Uovo impegnate in una sorta di danza cosmica</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-15</video:publication_date>
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            <video:title>Da Chang'e-6 i primi campioni raccolti sul lato nascosto della Luna</video:title>
            <video:description>Il 25 giugno la sonda cinese Chang'e-6 ha consegnato alla Terra una capsula contenente i primi campioni rocciosi prelevati dal lato nascosto della Luna.
2 kg di rocce raccolte dal cratere Apollo sito di estremo interesse geologico trovandosi nel Bacino polo sud Aitken tra i crateri pi&amp;ugrave; antichi del Sistema Solare.
Chang'e-6 ha raccolto i frammenti lunari dalla regolite tramite una paletta&amp;nbsp;e dal sottosuolo utilizzando un trapano per poi lanciarli al veicolo rimasto in orbita.
Dallo studio dei campioni di Chang'e-6 potremmo ottenere indizi fondamentali sulla formazione della Luna e sul perch&amp;eacute; le sue due facce siano cos&amp;igrave; diverse tra loro.
Sul lato nascosto della Luna finora solo&amp;nbsp;la Cina &amp;egrave; atterrata con successo: prima di Chang'e-6, nel 2019 &amp;egrave; allunato il rover tuttora attivo Yutu 2 di Chang'e-4.
Ora la Cina prevede di lanciare nel 2026 Chang'e -7 e nel 2028 Chang'e-8 che tester&amp;agrave; tecnologie utili a stabilire una base lunare vicino al polo sud nel prossimo decennio.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-11</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble scopre un buco nero massiccio e vicino</video:title>
            <video:description>Ha una massa almeno 8200 volte quella del Sole e si trova al centro dell&amp;rsquo;ammasso stellare di Omega Centauri. Stiamo parlando del buco nero recentemente scoperto grazie ai dati del telescopio spaziale Hubble, un esemplare che appartiene alla classe media, di particolare interesse per la comunit&amp;agrave; scientifica.</video:description>
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            <video:title>Il lancio di Ariane 6 apre una nuova era per lo spazio europeo</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Europa va verso l&amp;rsquo;autonomia nell&amp;rsquo;accesso allo spazio grazie ad Ariane 6, il suo razzo di ultima generazione lanciato per la prima volta il 9 luglio dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana francese</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-10</video:publication_date>
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            <video:title>E’ l'inizio della fine di Neowise</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale della Nasa 'Neowise'&amp;nbsp;ha iniziato la sua lenta e inesorabile caduta verso la Terra.
L&amp;rsquo;espansione dell&amp;rsquo;atmosfera terrestre, causata dall&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; solare di questo periodo, ha raggiunto il telescopio, che essendo privo di un sistema di propulsione in grado di contrastare questo freno atmosferico, ha iniziato a diminuire la sua velocit&amp;agrave; orbitale, avviando una traiettoria a spirale che lo porter&amp;agrave; lentamente verso la Terra fino a disintegrarsi nell'atmosfera.

Lanciato nel 2009, il telescopio spaziale inizialmente era denominato Wise poich&amp;eacute; doveva solo scansionare il cielo nell'infrarosso, ma quando i ricercatori hanno utilizzato i suoi strumenti anche per scoprire vicini asteroidi, &amp;egrave; stato aggiunto Neo &amp;ndash; acronimo per Near Earth Objects.

Neowise ha cos&amp;igrave; analizzato le caratteristiche e la composizione di oltre 158.000 asteroidi, di cui 34.000 precedentemente sconosciuti.
Corpi classificati come Neo, oggetti che orbitano attorno al Sole a brevissima distanza dal nostro pianeta
Il telescopio Neowise ha inoltre scoperto il primo asteroide Troiano della Terra, &amp;ldquo;2010 Tk7&amp;rdquo;, che condivide il percorso orbitale del nostro pianeta a una distanza di 30 milioni di chilometri.

Neowise ha poi osservato numerose comete. Il 27 marzo 2020 ne ha scoperta una di lungo periodo, battezzata 'C/2020 F3 Neowise'che una volta raggiunto il perielio, si &amp;egrave; rivelata la pi&amp;ugrave; luminosa dell&amp;rsquo;emisfero nord dopo Hale Bopp del 1997
Il telescopio spaziale Neowise continuer&amp;agrave; ad essere operativo fino al 31 luglio, poi sar&amp;agrave; troppo basso per consentire le osservazioni e verr&amp;agrave; messo in ibernazione per affrontare il suo destino. Il costante calo di quota lo porter&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; vicino alla Terra, finch&amp;eacute;, a cavallo tra il 2024 e il 2025, finir&amp;agrave; incenerito dall&amp;rsquo;attrito atmosferico.</video:description>
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            <video:title>Prove marziane, equipaggio termina test lungo un anno</video:title>
            <video:description>Sono riemersi sabato scorso i quattro volontari che hanno vissuto per pi&amp;ugrave; di un anno in un ambiente marziano ricreato al Johnson Space Center della Nasa a Houston.
Lo scopo di riprodurre sulla Terra una missione su Marte &amp;egrave; quello di studiare le conseguenze sull&amp;rsquo;uomo delle future spedizioni sul pianeta rosso.
Kelly Haston, Anca Selariu, Ross Brockwell e Nathan Jones si sono prestati per questo esperimento. Hanno vissuto 378 giorni in un habitat di quasi 1.600 metri quadrati stampato in 3D. Hanno ricreato le possibili condizioni delle future operazioni su Marte, come le passeggiate spaziali, la coltivazione e la raccolta di verdure per integrare le provviste e come mantenere l'habitat e le attrezzature. Il tutto in un ambiente isolato, con poche risorse e ritardi nella comunicazione verso la Terra di circa 22 minuti.
La missione si chiama Chapea, l&amp;rsquo;acronimo che si traduce in &amp;lsquo;Salute e prestazioni di un equipaggio in esplorazione simulata&amp;rsquo;. E&amp;rsquo; la prima di tre missioni Chapea programmate e questa in particolare si &amp;egrave; concentrata sull&amp;rsquo;alimentazione e su come questa influenzi le prestazioni. A tal proposito, le prime dichiarazioni dell&amp;rsquo;equipaggio, sono state sull&amp;rsquo;importanza di vivere in modo sostenibile sulla Terra per il beneficio di tutti. Hanno ringraziato per l&amp;rsquo;esperienza sia i tecnici Nasa, sia i familiari e sottolineato che non si pu&amp;ograve; vivere, sognare ed esplorare altri mondi se non si mettono in pratica i principi della sostenibilit&amp;agrave;; e quindi l&amp;rsquo;importanza di utilizzare risorse non pi&amp;ugrave; velocemente del tempo che impiegano per essere ricostituite e produrre rifiuti non pi&amp;ugrave; velocemente del tempo necessario per trasformarli in risorse.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:title>Pushpak completa con successo il terzo test di atterraggio</video:title>
            <video:description>Lo scorso giugno alle 7:10 del mattino Pushpak ha completato il terzo e pi&amp;ugrave; complicato esperimento di atterraggio della missione RLV-LEX-03.

Questo sofisticato veicolo &amp;egrave; uno spazioplano riutilizzabile senza equipaggio che si aggiunge ai gi&amp;agrave; operativi X-37B della U.S. Space Force e al misterioso velivolo cinese Shenlong.</video:description>
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            <video:title>Polaris Dawn, pronti per la prima passeggiata spaziale privata</video:title>
            <video:description>Polaris Dawn, la prima missione privata che prevede una passeggiata spaziale, &amp;egrave; finalmente pronta per il lancio. Il programma spaziale finanziato dal miliardario americano Jared Isaacman vedr&amp;agrave; il suo debutto non prima del 31 luglio.
Isaacman stesso far&amp;agrave; parte dell'equipaggio in qualit&amp;agrave; di comandante, insieme con il pilota Scott Poteet e due ingegnere di Space X: Sarah Gillis e Anne Menon.

La missione inizier&amp;agrave; con il lancio a bordo di un razzo Falcon 9 e proseguir&amp;agrave; nella capsula Crew Dragon, entrambi forniti da SpaceX e dovrebbe avere una durata totale di 5 giorni.

Tra i principali obiettivi, la novit&amp;agrave; sar&amp;agrave; la prima passeggiata spaziale realizzata da astronauti privati. Questa attivit&amp;agrave; extraveicolare ha lo scopo di testare le nuove tute spaziali di SpaceX, ingegnerizzate appositamente per operare all&amp;rsquo;esterno della navetta.

La capsula Dragon si stabilir&amp;agrave; in un&amp;rsquo;orbita a 700 km dalla Terra, una distanza che gli astronauti non raggiungevano dal 1972 con Apollo 17. Quest&amp;rsquo;orbita ha la caratteristica di passare temporaneamente all&amp;rsquo;interno di porzioni delle fasce di Van Allen, un&amp;rsquo;occasione che verr&amp;agrave; sfruttata per effettuare ben 38 esperimenti, finalizzati a studiare gli effetti delle radiazioni sugli esseri umani, in vista delle future missioni di lunga durata.

Oltre alle tute per le attivit&amp;agrave; extraveicolari, la missione prevede l&amp;rsquo;utilizzo sperimentale delle comunicazioni con il laser, sfruttando la costellazione Starlink, sempre di propriet&amp;agrave; di SpaceX.

Il programma Polaris Dawn prevede in tutto tre lanci. L&amp;rsquo;ultimo di questi vedr&amp;agrave; l&amp;rsquo;impiego del razzo Starship, il pi&amp;ugrave; grande e potente mai costruito dall&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;, nel suo primo volo con astronauti a bordo.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>Che cosa sappiamo sul razzo cinese partito per errore durante un test</video:title>
            <video:description>La ricostruzione dell&amp;rsquo;incidente che ha coinvolto il primo stadio del razzo cinese di Space Pioneer Tianlong-3, partito per sbaglio durante un test e poi esploso</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-03</video:publication_date>
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            <video:title>Starliner rientrerà non prima di metà luglio</video:title>
            <video:description>Si complica ancora di pi&amp;ugrave; la strada per il rientro di Starliner.

La capsula di Boeing, protagonista del suo primo volo con equipaggio lo scorso 5 giugno, non si sgancer&amp;agrave; dalla Iss prima della seconda met&amp;agrave; di luglio. Nasa vuole, infatti, eseguire dei test in laboratorio su propulsori identici a quelli disattivati durante il docking dalla navicella. Questo problema ha&amp;nbsp;costretto Nasa e Boeing a continui rinvii nel tentativo di risolverlo in orbita.

Non riuscendoci finora, i test in laboratorio sottoporranno i propulsori alla stessa combustione utilizzata da Starliner durante l'avvicinamento alla Iss, cercando di replicare i problemi che hanno causato la loro disattivazione da parte della navicella.

Queste simulazioni permetterebbero a Nasa di eseguire ispezioni impossibili da realizzare sui propulsori in orbita, con l&amp;rsquo;obiettivo di rendere cos&amp;igrave; ancora pi&amp;ugrave; sicuro il prossimo rientro dell&amp;rsquo;equipaggio.

Tale passaggio fa per&amp;ograve; slittare a oltre met&amp;agrave; luglio il rientro di Starliner: i test, infatti, dovrebbero iniziare non prima del 2 luglio e durare un paio di settimane, dopodich&amp;eacute; Nasa dovr&amp;agrave; analizzare i dati ottenuti e fissare una nuova data per lo sgancio.

Intanto l&amp;rsquo;agenzia conferma che il&amp;nbsp;veicolo rimane in buone condizioni per affrontare il viaggio di ritorno e che il suo equipaggio, gli astronauti Nasa Butch Wilmore&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Suni Williams, non &amp;egrave; affatto bloccato sulla Iss.

I prossimi test a Terra, infatti, certificheranno ulteriormente le verifiche fatte fin qui sul veicolo agganciato alla Iss.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-07-01</video:publication_date>
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            <video:title>DEEP SPACE: Destination Earth: la lotta al cambiamento climatico passa per il digitale</video:title>
            <video:description>Destination Earth mira a un modello digitale della Terra completo entro il 2030 che grazie alle osservazioni pi&amp;ugrave; accurate del Pianeta monitora il cambiamento climatico e gli eventi meteorologici estremi

&amp;nbsp;

Coniugare le potenzialit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;era digitale con le osservazioni pi&amp;ugrave; accurate della Terra per monitorare il cambiamento climatico e rispondere efficacemente agli eventi meteorologici estremi. &amp;Egrave; il cuore di Destination Earth, ambiziosa iniziativa dell'Unione Europea che mira a completare entro il 2030 un gemello digitale della Terra alla portata di tutti: una simulazione altamente precisa per esplorare in modo interattivo, sui nostri smartphone e computer, le diverse componenti del sistema Terra in relazione ai cambiamenti ambientali sia naturali sia indotti dall'uomo.

Progetto lanciato dalla Commissione Europea con l'Agenzia Spaziale Europea, il Centro Europeo per le Previsioni Meteo a medio termine (Ecmwf) e l&amp;rsquo;Organizzazione europea per l'esercizio dei satelliti meteorologici (Eumetsat), lo scorso 10 giugno &amp;egrave; stata presentata e attivata la versione iniziale della piattaforma.
Ma cos&amp;rsquo;&amp;egrave; un gemello digitale della Terra?
Lo abbiamo chiesto a Peter Bauer direttore di Destination Earth presso il Centro Europeo per le Previsioni Meteo a medio termine (Ecmwf).

&amp;laquo;Un gemello digitale &amp;egrave; una replica digitale di qualcosa che esiste realmente nel mondo. Quindi un gemello digitale della Terra simula e osserva il nostro pianeta nel momento in cui sta avvenendo il cambiamento e consente a uno scienziato o a un decisore, ad esempio, di studiare diverse opzioni in termini di adattamento al cambiamento climatico o di risposta della societ&amp;agrave; a fenomeni meteorologici estremi e di sfruttare il gemello digitale per capire come sta avvenendo la trasformazione, quanto saranno gravi gli eventi estremi, quali sono le possibili soluzioni per adattarsi nel futuro e come possiamo proteggere al meglio la nostra societ&amp;agrave; dagli eventi estremi e dal loro impatto&amp;raquo;.

Finalizzato a potenziare le capacit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Europa di prevedere con la migliore precisione l&amp;rsquo;impatto dei fenomeni meteorologici estremi, i motori di Destination Earth sono la modellazione senza precedenti garantita dai computer EuroHPC e l&amp;rsquo;intelligenza artificiale.

&amp;laquo;Al centro di un gemello digitale c'&amp;egrave; un modello di simulazione che idealmente &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; accurato e realistico possibile. Simula tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; importante per la Terra: il tempo atmosferico, le nuvole, la pioggia, l'interazione del tempo atmosferico con la superficie terrestre, ma anche il modo in cui noi esseri umani lo modifichiamo, insieme al clima. Allo stesso tempo si vuole osservare il cambiamento. Nelle previsioni meteorologiche, ad esempio, disponiamo di dati satellitari. Utilizziamo fino a 100 milioni di osservazioni al giorno per avviare il nostro modello di previsione. Si tratta quindi della migliore stima di ci&amp;ograve; che sta accadendo attualmente, in modo da comprendere i cambiamenti, e della migliore previsione possibile di ci&amp;ograve; che potrebbe accadere in futuro. Questo riguarda le scale temporali del tempo atmosferico, quindi giorni, settimane e mesi, ma anche stagioni, anni e decenni a venire&amp;raquo;.

La versione iniziale attivata a giugno vede il lancio dei primi due gemelli digitali sviluppati da Ecmwf, uno sugli eventi meteo estremi e l&amp;rsquo;altro sull'adattamento ai cambiamenti climatici a supporto di politiche di adattamento e mitigazione dei fenomeni climatici. La grande differenza tra i modelli tradizionali di previsione meteorologica o climatica e questi gemelli digitali &amp;egrave;, infatti, il ruolo centrale delle componenti sociali, quindi la possibilit&amp;agrave; di monitorare come i sistemi umani interagiscono con il clima che cambia.

&amp;laquo;Non ci limitiamo a prevedere la temperatura e le precipitazioni, ma ci preoccupiamo degli impatti, della siccit&amp;agrave;, delle ricadute sui prezzi di mercato, delle quote assicurative e dei raccolti alimentari del futuro. Dobbiamo vedere la Terra per quello che &amp;egrave;: un sistema di sistemi che non si ferma al sistema fisico. Coinvolge anche la societ&amp;agrave; e i sistemi umani. Quindi, se parliamo del sistema fisico e della societ&amp;agrave;, dobbiamo portare una variet&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; ampia di osservazioni in un gemello digitale. Non ci si ferma solo a quelle satellitari meteorologiche operative, alle boe meteorologiche, ai palloni aerostatici e alle stazioni di superficie: dobbiamo osservare gli sviluppi del mercato. Dobbiamo utilizzare sensori specializzati dislocati in aziende agricole, parchi eolici o parchi solari. Ogni informazione relativa al sistema deve far parte del gemello digitale. E questo &amp;egrave; complesso perch&amp;eacute; molte di queste osservazioni pi&amp;ugrave; legate alla societ&amp;agrave; sono assai diverse. Alcune di esse non sono di propriet&amp;agrave; pubblica, ma delle aziende. L'ideale sarebbe quindi trovare un modo per riunire gli interessi pubblici e privati affinch&amp;eacute; il gemello digitale funzioni nel suo complesso&amp;raquo;.

La grande sfida abbracciata da Destination Earth si traduce dunque in un nuovo paradigma scientifico, in cui gli attori oggi in prima linea nell&amp;rsquo;osservazione della Terra, nell&amp;rsquo;analisi del cambiamento climatico e dei fenomeni sociali a esso legati dovranno acquisire uno sguardo a 360 gradi.

&amp;laquo;Dobbiamo riunire molte pi&amp;ugrave; osservazioni e la scienza di diverse discipline. Non si tratta solo di considerare separatamente il cibo, l'acqua, l'energia o le previsioni meteorologiche; non si tratta solo di uno sforzo multidisciplinare, ma di uno sforzo interdisciplinare: tutto dipende da tutto il resto. Il gemello digitale riunisce fisica e societ&amp;agrave; e quindi tutte le osservazioni di cui abbiamo bisogno devono coprire qualsiasi aspetto che rientra in questi due domini. E questo &amp;egrave; molto importante. Perci&amp;ograve; le agenzie spaziali, gli scienziati e gli ingegneri che sviluppano la strumentazione e le osservazioni, che trattano i dati e li analizzano, utilizzando sempre pi&amp;ugrave; l'apprendimento automatico, devono pensare oltre il loro angolo disciplinare individuale e considerare altre discipline, perch&amp;eacute; ogni aspetto &amp;egrave; importante per tutto il resto&amp;raquo;.

Aumentare la capacit&amp;agrave; di prevedere gli scenari futuri, ambientali e climatici, &amp;egrave; dunque solo uno degli obiettivi di Destination Earth, il cui modello digitale della Terra mira a diventare uno vero e proprio strumento per rafforzare l&amp;rsquo;adattamento al cambiamento climatico.&amp;nbsp;

&amp;laquo;Fondamentalmente, un gemello digitale &amp;egrave; uno strumento: quindi non produrr&amp;agrave; tutte le soluzioni, ma metter&amp;agrave; insieme tutte le informazioni e le nostre capacit&amp;agrave; alimentate dalle tecnologie digitali, in modo da avere il miglior sistema informativo possibile per affrontare, ad esempio, il cambiamento climatico o l'adattamento al cambiamento climatico. Questo adattamento riguarda specialmente i prossimi due decenni, quando sappiamo che sar&amp;agrave; inevitabile, che si verificher&amp;agrave;, e che gli eventi estremi cambieranno, cos&amp;igrave; come le ricadute sulla societ&amp;agrave;, e dovremo affrontare al meglio la situazione per ridurre il costo in termini economici e di vite umane. Si tratta quindi di un vero e proprio strumento di adattamento&amp;raquo;.

Uno strumento di adattamento che dovr&amp;agrave; essere alla portata di tutti. Altra grande differenza con i modelli climatici &amp;egrave;, infatti, quella di rendere accessibile la scienza e i dati su cui il gemello digitale si basa. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; rendere comprensibile la complessit&amp;agrave; che caratterizza il cambiamento climatico, fenomeno globale che ormai entra sempre pi&amp;ugrave; nelle nostre vite quotidiane.

&amp;laquo;Gran parte del gemello digitale, che &amp;egrave; destinato a persone normali, non esperti o scienziati, riguarda la disponibilit&amp;agrave; di informazioni e la possibilit&amp;agrave; di giocarci insieme ad altri dati usando strumenti molto semplici, magari sul proprio telefono o portatile, e di capire effettivamente ci&amp;ograve; che conta per noi, che si tratti di dove viviamo, dove lavoriamo, dove vogliamo andare, cosa fanno i nostri figli; per capire meglio cosa significa il cambiamento climatico, oppure quali sono le possibili soluzioni per&amp;nbsp; affrontare e risolvere alcune questioni.&amp;nbsp;Il non esperto probabilmente non &amp;egrave; in grado di interagire con un modello climatico, perch&amp;eacute; non ne conosce la scienza o non ha accesso a supercomputer molto grandi e costosi. Ma per i non addetti ai lavori, un gemello digitale &amp;egrave; soprattutto uno strumento molto comodo per trattare informazioni che al momento sono del tutto inaccessibili&amp;raquo;.

Con i due primi gemelli digitali ora attivi, le prossime tappe di Destination Earth saranno, entro il 2027, l'ulteriore potenziamento del sistema, ed entro il 2030, lo sviluppo completo del gemello digitale della Terra. L&amp;rsquo;Europa, con la sua eccellenza scientifica e la sua enorme potenza di calcolo, si conferma cos&amp;igrave; protagonista nella lotta al cambiamento climatico.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>I Pilastri della Creazione ritratti in 3D</video:title>
            <video:description>La straordinaria bellezza di questo luogo, dove si formano continuamente nuove stelle, prende il nome di Pilastri della Creazione.
Queste gigantesche colonne di gas e polvere&amp;nbsp;si trovano&amp;nbsp;nella Costellazione del Serpente e pi&amp;ugrave; precisamente all&amp;rsquo;interno della Nebulosa dell&amp;rsquo;Aquila.
Fotografati per la prima volta da Hubble nel 1995, sono oggetto d&amp;rsquo;indagine del nuovissimo e potente telescopio Webb.
Ora la Nasa offre una nuova visione in 3D di queste singolari e magnifiche strutture. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; andare incontro a un pubblico pi&amp;ugrave; ampio e mostrare come la scienza&amp;nbsp;stia&amp;nbsp;scoprendo l&amp;rsquo;Universo.
Ma non &amp;egrave; affatto un&amp;rsquo;interpretazione artistica. Queste immagini sono piuttosto la combinazione dei dati osservativi dai due potenti telescopi che insieme offrono un ritratto pi&amp;ugrave; completo dei Pilastri a differenti lunghezze d&amp;rsquo;onda. Hubble, infatti, osserva nella luce visibile gli oggetti che brillano a migliaia di gradi, mentre la visione a infrarossi di Webb, che &amp;egrave; sensibile agli oggetti pi&amp;ugrave; freddi, penetra attraverso la polvere per mostrare le stelle incastonate nelle colonne.
Nella visualizzazione in 3D sono evidenziate le diverse&amp;nbsp;fasi del processo di formazione stellare.
In cima al pilastro centrale il rosso brillante mostra una giovanissima protostella nella luce infrarossa. Nella colonna di sinistra un getto diagonale &amp;egrave; il materiale espulso da una stella appena nata che per&amp;ograve; non &amp;egrave; visibile. Infine, all'estremit&amp;agrave; di un rilievo sul pilastro sinistro c'&amp;egrave; una stella che brilla anch&amp;rsquo;essa nuovissima.
Mentre i Pilastri della Creazione offrono agli scienziati intuizioni sempre nuove sulla formazione delle stelle, con questa visualizzazione anche il grande pubblico pu&amp;ograve; sperimentare in un modo nuovo questo paesaggio ricco e affascinante.

Crediti: Nasa, Esa, Csa, STSci</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>L’Asi all’edizione 2024 dell’International Space Forum</video:title>
            <video:description>Osservazione della Terra, esplorazione spaziale, Space visions and policies. Sono queste le tematiche al centro della sesta edizione dell&amp;rsquo;International Space Forum at the Ministerial Level&amp;mdash;The Gulf Chapter, ospitata a Manama, capitale del Regno del Bahrain il 2 luglio. Il forum organizzato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e dall&amp;rsquo;International Astronautical Federation, in collaborazione con la National Space Science Agency del Bahrain, si &amp;egrave; tenuto presso il Gulf Convention Centre della capitale e ha visto la partecipazione di delegazioni ufficiali di numerosi paesi, di rappresentanti dell'accademia, centri di ricerca e agenzie spaziali.</video:description>
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            <video:title>Asteroid Day con doppio passaggio vicino alla Terra</video:title>
            <video:description>Due asteroidi sono in avvicinamento al nostro pianeta quasi in concomitanza con l&amp;rsquo;Asteroid Day. Ma nessun pericolo per la Terra</video:description>
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            <video:title>La Cina riporta sulla Terra un po’ di Luna nascosta</video:title>
            <video:description>Per i cinesi, Chang'e 6 non &amp;egrave; solo il nome della dea della Luna, ma anche di un successo che scrive la storia dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale mondiale.
Atterrata poche ore fa nella regione rurale del Siziwang, in Mongolia, la missione Chang'e 6 ha portato per la prima volta sulla Terra due chili di rocce e suolo, raccolti dal versante nascosto della Luna.
La missione &amp;egrave; stata molto articolata.&amp;nbsp;La sonda cinese ha lasciato il nostro pianeta il 3 maggio scorso, spinta dal potente lanciatore 'Lunga Marcia 5'. In seguito, il Modulo Orbitante ha raggiunto il polo sud lunare, dove ha sganciato il lander, che includeva anche il modulo di risalita e quello in cui conservare i campioni raccolti.
Diversamente dalle sonde robotiche sovietiche degli anni Sessanta&amp;nbsp;e Settanta, che tornavano direttamente sulla Terra dopo aver raccolto campioni, Chang'e 6 &amp;egrave; ripartita dal nostro satellite per riunirsi con l&amp;rsquo;orbiter, al quale ha consegnato la capsula con il materiale lunare, che poi &amp;egrave; arrivato sulla Terra con un apposito modulo di ritorno.
Era dal 1976, con la sonda Luna 24, che non si effettuava una raccolta di campioni lunari.
Chang'e 6 ha prelevato materiale dal cratere Apollo, posto a sua volta nel Bacino polo sud Aitken, uno dei crateri pi&amp;ugrave; antichi del Sistema Solare. Il meteorite che lo ha formato deve aver colpito la Luna con una potenza tale da riuscire spaccare la crosta fino a raggiungere il Mantello superiore e far emergere i materiali di cui &amp;egrave; composto.
Chang'e 6 fa parte di un programma spaziale pi&amp;ugrave; vasto,&amp;nbsp;che prevede nuove missioni verso il nostro satellite con sonde robotiche e infine l&amp;rsquo;atterraggio del primo taikonauta sulla Luna.

&amp;nbsp;

Crediti video: Cnsa. CCTV, Nasa, Associated Press</video:description>
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            <video:title>Quarto rinvio per Starliner</video:title>
            <video:description>Nuovo rinvio per il rientro della capsula Starliner, inzialmente programmato per il 13 giugno e poi spostato per quattro volte fino all&amp;rsquo;ultima data, il 26 giugno.</video:description>
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            <video:title>The Italian Space Agency at the International Space Forum 2024</video:title>
            <video:description>Earth observation, space exploration, space visions, and policies are the focal points of the sixth edition of the International Space Forum at the Ministerial Level - The Gulf Chapter. The event was hosted in Manama, the capital of the Kingdom of Bahrain on July the 2nd. The 2024 edition, themed "&amp;ldquo;Space as a game-changer for diplomacy and economic development in the region&amp;rdquo;was organized by the Italian Space Agency, the International Astronautical Federation, and the National Space Science Agency.ASI attended the event with a delegation led by President Teodoro Valente. The Forum targeted ministers and authorities responsible for space activities, research, science, technology, and education and heads of space agencies in the Gulf region. Space agencies from around the world and relevant organizations were also invited as observers. Following the Forum, the delegations endorsed a final declaration named "The Manama Page," representing the shared views of the participating countries. This declaration will be added to the legacy of previous years: Trento, Nairobi, Buenos Aires, Reggio Calabria and Panama.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>La sonda più lontana di sempre Voyager 1 è tornata a inviare dati</video:title>
            <video:description>A giugno la sonda Voyager 1 di Nasa &amp;egrave;&amp;nbsp;tornata di nuovo operativa dopo oltre sette mesi di problemi tecnici dal malfunzionamento di fine 2023.

Voyager 1 &amp;egrave; stata lanciata nel 1977 subito dopo la gemella Voyager 2 e il programma Voyager &amp;egrave; a oggi il pi&amp;ugrave; longevo tra le missioni Nasa.

Lanciate per studiare Giove e Saturno la loro missione &amp;egrave; stata poi estesa&amp;nbsp;rendendo Voyager 2 l&amp;rsquo;unica sonda ad aver sorvolato Urano e Nettuno.

Veicolo pi&amp;ugrave; lontano di tutti dalla Terra nell'agosto 2012 Voyager 1 &amp;egrave; diventata&amp;nbsp;la prima sonda a uscire dall&amp;rsquo;eliosfera confine superato da Voyager 2 nel 2018.

Entrambe finiranno la loro energia nel 2025 e fino ad allora invieranno dati per studiare l&amp;rsquo;interazione tra&amp;nbsp;l&amp;rsquo;eliosfera e lo spazio interstellare.

Con una memoria 3 milioni di volte inferiore a quella di uno smartphone inviano dati a una velocit&amp;agrave; 38.000 volte pi&amp;ugrave; lenta di una connessione Internet 5G.

Operative da 47 anni, le Voyager sono sopravvissute ad alcuni dei loro padri e&amp;nbsp;oggi forniscono&amp;nbsp;dati a ricercatori&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; giovani di queste storiche sonde.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-21</video:publication_date>
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            <video:title>Attività solare monitorata a 360 gradi con il Solar Orbiter</video:title>
            <video:description>La maggior parte delle missioni che studiano la nostra stella osservano il lato rivolto verso la Terra; il Solar Orbiter, invece, grazie alla sua attuale posizione, sta osservando il lato a noi opposto e proprio nel periodo di massima attivit&amp;agrave; nell&amp;rsquo;arco undecennale del ciclo solare.
La sonda dell'Esa, il cui coronografo &amp;egrave; sviluppato con il supporto dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, sta offrendo un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; straordinaria per rilevare le regioni attive che poi ruoteranno a favore della Terra, consentendo in questo modo la previsione delle tempeste geomagnetiche.
E cos&amp;igrave; gli scienziati hanno scoperto che la macchia solare AR3664 che tra il 10 e il 12 maggio ci ha regalato aurore a latitudini molto pi&amp;ugrave; basse del solito, &amp;egrave; ancora viva e vegeta anche fuori dalla vista della Terra.
Nei giorni successivi, mentre lasciava il nostro campo visivo, in questa regione attiva sono stati osservati almeno dieci nuovi brillamenti di classe X, la categoria pi&amp;ugrave; alta con cui si misurano questi fenomeni.
La pi&amp;ugrave; potente esplosione di massa coronale &amp;egrave; stata quella del 20 maggio. Il materiale espulso &amp;egrave; stato visto persino dal lato della Terra con la sonda Soho, mentre i computer di altre due missioni, BepiColombo e Mars Express, hanno registrato un enorme numero di errori di memoria.
Il nuovo set di dati consentir&amp;agrave; agli scienziati di tracciare il movimento delle particelle e dei campi elettromagnetici e migliorare, cos&amp;igrave;, la precisione delle simulazioni dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; solare.
Solar Orbiter esaminer&amp;agrave; per altri quattro mesi il lato del Sole non rivolto verso la Terra, condizione che si verificher&amp;agrave; solo altre tre volte durante la missione.
Comprendere il comportamento delle regioni attive durante tutta la loro esistenza aiuter&amp;agrave; a prevedere in che modo le esplosioni solari influenzano la Terra.

Crediti video: Esa, Nasa, UiO</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>La Nebulosa del Granchio vista dal Webb</video:title>
            <video:description>Il James Webb Space Telescope ha immortalato la Nebulosa del Granchio con un dettaglio senza precedenti, mettendo in rilievo le strutture interne a forma di gabbia dell'oggetto celeste</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-19</video:publication_date>
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            <video:title>Osservato in tempo reale il risveglio di un buco nero</video:title>
            <video:description>Molte galassie, compresa la Via Lattea, ospitano al loro centro enormi buchi neri con masse oltre centomila volte quella del Sole. Divoratori cosmici che di solito sono tuttavia dormienti e non si fanno vedere.

Ora, gli astronomi potrebbero aver assistito per la prima volta in tempo reale al risveglio di un buco nero galattico.

Lo suggerisce una nuova ricerca che ha analizzato una galassia a 300 milioni di anni luce da noi, nella costellazione della Vergine, protagonista nel 2019 di un drastico cambiamento di luminosit&amp;agrave;: un improvviso brillamento mai visto prima in una galassia e inspiegabile rispetto ai fenomeni astronomici fin qui osservati.

Per risolvere questo mistero, gli astronomi hanno studiato la galassia prima e dopo l&amp;rsquo;esplosione di luminosit&amp;agrave; con diversi osservatori spaziali e terrestri, tra cui il Very Large Telescope di Eso.

Le osservazioni hanno mostrato come la galassia diffonda ora molta pi&amp;ugrave; luce nelle lunghezze d'onda dell'ultravioletto, dell'ottico e dell'infrarosso, iniziando inoltre a emettere raggi X nel febbraio 2024. Un comportamento senza precedenti di cui gli astronomi propongono una spiegazione plausibile: abbiamo assistito al risveglio del buco nero ospitato al centro di questa galassia, che improvvisamente ha iniziato a divorare il gas disponibile nei suoi dintorni, diventando cos&amp;igrave; attivo e molto luminoso.

Questa ipotesi, seppure da confermare con nuove osservazioni, fornisce preziose informazioni su come i buchi neri crescono ed evolvono, mostrando quello che nel futuro potrebbe accadere anche a Sagittarius A*, il supermassiccio per ora dormiente ospitato al centro della Via Lattea.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-18</video:publication_date>
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            <video:title>Hera, completati i test sui cubesat</video:title>
            <video:description>La missione Hera dell&amp;rsquo;Esa &amp;egrave; stata sottoposta a nuovi test presso il centro Estec dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea. La sonda e i suoi due cubesat, Milani&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Juventas, hanno comunicato tra loro in una speciale struttura schermata che riproduce le condizioni dello spazio.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-17</video:publication_date>
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            <video:title>Il ritorno di Voyager 1</video:title>
            <video:description>Risolto il malfunzionamento di Voyager 1: la sonda della Nasa ha ripreso a inviare dati scientifici da tutti i suoi quattro strumenti</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-14</video:publication_date>
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            <video:title>Microgravità simulata, nuovo metodo con esoscheletro robotico</video:title>
            <video:description>Durante le missioni spaziali, il lavoro degli astronauti comporta abilit&amp;agrave; motorie complicate dall&amp;rsquo;assenza di gravit&amp;agrave;. Ci sono due possibilit&amp;agrave; per prepararsi a vivere in ambiente spaziale: i voli parabolici &amp;ndash; con aerei soprannominati &amp;lsquo;vomit comet&amp;rsquo; - e piscine di galleggiamento neutro che prevedono l&amp;rsquo;utilizzo di tute speciali con dei contrappesi regolabili.
Da tempo, gli scienziati del Centro tedesco di ricerca per l'intelligenza artificiale (Dfki) hanno sviluppato un esoscheletro robotico per le terapie riabilitative. Adesso, insieme ai ricercatori dell'Universit&amp;agrave; di Duisburg-Essen, hanno ideato, con l&amp;rsquo;esoscheletro, un metodo innovativo per simulare la microgravit&amp;agrave;. La tecnologia &amp;egrave; in grado di rilevare e compensare il peso delle braccia di una persona, facendole sentire senza peso o, per esempio, pi&amp;ugrave; leggere come sulla Luna.
Gli scienziati hanno avuto l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di eseguire il primo test alla 42&amp;deg; campagna di volo parabolico dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale tedesca iniziata a fine aprile in Francia, nella citt&amp;agrave; di Bordeaux.
Il progetto dell&amp;rsquo;esoscheletro &amp;egrave; stato uno degli undici esperimenti selezionati e portati a bordo dell&amp;rsquo;Airbus A310 Zero G di Novespace.e testato da sei soggetti.
Uno dei partecipanti &amp;egrave; stato sostituito per via della nausea, ma al termine della campagna durata dieci giorni, i ricercatori erano molto soddisfatti.
L&amp;rsquo;analisi dei dati determiner&amp;agrave; se l'addestramento con l'esoscheletro in assenza di gravit&amp;agrave; simulata sar&amp;agrave; poi efficace in assenza di gravit&amp;agrave; reale.
Il successo dell&amp;rsquo;esperimento non solo assicurerebbe un nuovo metodo per preparare gli astronauti alle condizioni estreme dello spazio, ma, grazie alla possibilit&amp;agrave; di compensazione individuale del peso, il sistema offrirebbe un supporto ancora pi&amp;ugrave; personalizzato alle persone fisicamente disabili.

Crediti video: Centro tedesco di ricerca per l'intelligenza artificiale (Dfki), Novespace, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Rientro ‘oceanico’ per Starship</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Lo scorso 6 giugno SpaceX ha lanciato per la quarta volta il razzo super pesante Starship dalla base di Boca Chica, nel Texas meridionale. Il test prevedeva che entrambi gli stadi della Starship - il booster del primo stadio Super Heavy e lo stadio superiore denominato Starship, o Ship - tornassero sulla Terra per effettuare un ammaraggio nell'oceano, rispettivamente nel Golfo del Messico e nell&amp;rsquo;Oceano Indiano.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-12</video:publication_date>
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            <video:title>Ghiaccio all’equatore, scoperta eccezionale su Marte</video:title>
            <video:description>La presenza di ghiaccio d&amp;rsquo;acqua vicino alla zona equatoriale del pianeta Marte sembrava impossibile, invece &amp;egrave; stata confermata.

La scoperta si deve a due missioni dell&amp;rsquo;Esa che hanno a bordo anche strumenti dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale italiana: Mars Express, che gi&amp;agrave; a gennaio aveva rilevato strati di ghiaccio nel sottosuolo equatoriale, ed ExoMars. A differenza di altre sonde, entrambe hanno un&amp;rsquo;orbita tale da permettere l&amp;rsquo;osservazione a qualsiasi ora del giorno.

Il ghiaccio infatti, in questo ultimo rilevamento, &amp;egrave; presente per alcune ore dell&amp;rsquo;alba prima di evaporare alla luce del Sole. Lo troviamo sotto forma di brina e si deposita soprattutto nelle regioni in ombra delle caldere, le cavit&amp;agrave; in cima ai vulcani. Ci troviamo infatti nella regione di Tharsis che contiene i vulcani pi&amp;ugrave; alti non solo di Marte, ma di tutto il Sistema Solare.

Mentre sulla Terra l&amp;rsquo;atmosfera renderebbe possibile la presenza di ghiaccio in cima alle montagne della regione equatoriale, su Marte &amp;egrave; cos&amp;igrave; rarefatta da rendere le temperature troppo alte. Il fenomeno tuttavia &amp;egrave; favorito dai venti che, risalendo i pendii delle montagne, portano aria relativamente pi&amp;ugrave; umida dalla superficie fino ad altitudini pi&amp;ugrave; elevate, dove si condensa e si trasforma in ghiaccio sottile.

La&amp;nbsp;brina nelle caldere &amp;egrave; spessa quanto un capello umano, ma ricopre una vasta area. La quantit&amp;agrave; di acqua che ogni giorno superficie e atmosfera si scambiano durante le stagioni fredde &amp;egrave; di circa 150mila tonnellate, l&amp;rsquo;equivalente di 60 piscine olimpioniche.

La scoperta evidenzia che ci sono processi eccezionali che consentono la formazione del gelo in questa regione. I nuovi dati saranno utili per comprendere ancora di pi&amp;ugrave; le complesse dinamiche atmosferiche del pianeta, conoscenze essenziali per la futura esplorazione di Marte e per la ricerca di possibili segni di vita.

&amp;nbsp;

Crediti video: ESA</video:description>
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            <video:title>Vss Unity ha firmato il suo ultimo volo</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;

Vss Unity &amp;egrave; arrivato a fine carriera.

Lo spazioplano di Virgin Galactic &amp;egrave; volato per l&amp;rsquo;ultima volta l&amp;rsquo;8 giugno decollando, quando in Italia erano le 16:31, dallo spazioporto America in New Mexico.

Il volo spaziale suborbitale di addio di Vss Unity ha toccato un'altitudine di 87,5 chilometri. A bordo il ricercatore turco Atasever, il cui volo &amp;egrave; stato organizzato da Axiom Space, e tre turisti spaziali, tra cui l&amp;rsquo;imprenditore italiano Giorgio Manenti.

Questa ultima missione commerciale &amp;egrave; la dodicesima complessiva per VSS Unity, la settima a trasportare ricerche in microgravit&amp;agrave;. Tra queste dei sensori per il monitoraggio dell'attivit&amp;agrave; cerebrale nello spazio e dei sistemi per esaminare la capacit&amp;agrave; di somministrazione in microgravit&amp;agrave; di dosi accurate di insulina.

Grazie al programma Flight Opportunities di Nasa, la missione ha anche ospitato due carichi utili indipendenti: un esperimento dell'Universit&amp;agrave; della California per testare una nuova tecnologia di stampa 3D in microgravit&amp;agrave; e uno della Purdue University per studiare il movimento del carburante nei serbatoi dei veicoli spaziali.

La fine carriera di Vss Unity arriva cos&amp;igrave; 6 anni dopo il suo primo volo supersonico del 2018, e 3 anni dopo lo storico volo suborbitale in cui lo spazioplano, nel 2021, ha portato nello spazio i suoi primi turisti spaziali, accompagnati nell&amp;rsquo;impresa dal fondatore di Virgin Galactic Richard Branson.

L&amp;rsquo;azienda si concentrer&amp;agrave; ora nel completamento del nuovo veicolo suborbitale Delta, pi&amp;ugrave; grande e pi&amp;ugrave; leggero e in grado di trasportare fino a 6 passeggeri. La sua entrata in servizio &amp;egrave; prevista per il 2026.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-10</video:publication_date>
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            <video:title>Chang'e-6 ci consegnerà i primi campioni lunari dal lato nascosto della Luna</video:title>
            <video:description>La missione cinese Chang'e-6&amp;nbsp;&amp;egrave; il primo tentativo in assoluto di consegna di campioni lunari dal lato nascosto della Luna.
Allunata con successo il 2 giugno, Chang'e-6&amp;nbsp;segue l&amp;rsquo;impresa del 2019 di Chang'e-4, la prima sonda terrestre atterrata sul lato oscuro della Luna.
Chang'e-6&amp;nbsp;ha raccolto circa 2 kg di frammenti lunari che ha lanciato poi al modulo di servizio in orbita&amp;nbsp;per consegnarli alla Terra entro giugno.
Prima di Chang'e-6, l&amp;rsquo;unica missione cinese di ritorno di campioni lunari &amp;egrave; stata Chang'e-5&amp;nbsp;che ha consegnato 1781 grammi di suolo lunare nel 2020.
Prima della Cina solo Usa e Urss hanno riportato campioni lunari sulla Terra con missioni spaziali realizzate tra il 1969 e il 1976.
Le 6 missioni Apollo di Nasa allunate hanno raccolto 382&amp;nbsp;kg mentre 326 g provengono da tre missioni robotiche&amp;nbsp;del Programma Luna inviate dall&amp;rsquo;Urss.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-07</video:publication_date>
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            <video:title>Gli astronauti della prima missione con equipaggio di Starliner sono sulla Iss</video:title>
            <video:description>Viaggio con il fiato sospeso per la prima missione con astronauti di Starliner, che ha portato gli astronauti della Nasa Butch Wilmore e Suni Williams&amp;nbsp; sulla Iss</video:description>
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            <video:title>Hubble rallenta ma non si ferma</video:title>
            <video:description>La Nasa ha deciso che il telescopio spaziale funzioner&amp;agrave; con un solo giroscopio, per poter continuare a osservare il cosmo almeno fino al 2030</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>L'India lancia il suo primo motore a razzo stampato in 3D</video:title>
            <video:description>La missione 01 della startup Agnikul Cosmos &amp;egrave; il primo volo a livello mondiale di un motore stampato in 3D in unico pezzo

&amp;Egrave; il primo lancio dall&amp;rsquo;India di un motore a razzo stampato in 3D ma anche il primo volo a livello mondiale di un motore stampato in 3D in unico pezzo.

Sono solo alcuni dei primati siglati dalla missione 01 della startup indiana Agnikul Cosmos lanciata il 30 maggio scorso.

Il razzo si chiama Agnibaan SOrTeD ed &amp;egrave; decollato dal Satish Dhawan Space Center della startup, segnando il primo decollo in India da una piattaforma di lancio privata.

Il volo &amp;egrave; durato 2 minuti e il razzo ha raggiunto un&amp;rsquo;altitudine di 8 km, prima di precipitare nel Golfo del Bengala.

Questo &amp;egrave; stato anche il primo lancio dall&amp;rsquo;India con motore semi-criogenico, soluzione che, sostituendo l'idrogeno liquido con cherosene raffinato, richiede uno spazio di stoccaggio minore aumentando cos&amp;igrave; la capacit&amp;agrave; di carico utile e la spinta del razzo.

Stampato in un unico pezzo, i sistemi di acquisizione dati e il computer di volo del razzo, compreso l&amp;rsquo;autopilota, sono progettati internamente al 100%.

La missione 01 segna cos&amp;igrave; una svolta per il settore spaziale indiano.

Agnikul Cosmos impiega, infatti, circa 75 ore per costruire un motore a razzo utilizzando la sua tecnologia di stampa 3D automatizzata, contro le 12 settimane necessarie per realizzare razzi simili con processi convenzionali. Questa riduzione dei tempi e dei costi saranno fondamentali per l&amp;rsquo;India visto che prevede di effettuare fino a 30 lanci civili e commerciali in poco pi&amp;ugrave; di un anno.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-04</video:publication_date>
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            <video:title>Starliner, nuovo rinvio al 5 giugno</video:title>
            <video:description>Nuovo rinvio per Starliner. Il liftoff della capsula di Boeing, con a bordo i due astronauti della Nasa Barry Wilmore e Suni Williams, &amp;egrave; stato bloccato lo scorso 1 giugno a pochi minuti dal lancio.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-06-03</video:publication_date>
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            <video:title>Sulla Luna estrarremo acqua e ossigeno dalla regolite</video:title>
            <video:description>Presto torneremo sulla Luna. La missione Artemis 3, prevista nel 2026, riporter&amp;agrave; dopo oltre 50 anni un equipaggio sul suolo lunare, la prima esplorazione umana destinata al Polo Sud del nostro satellite. Con le successive missioni lunari, l&amp;rsquo;obiettivo di diverse agenzie spaziali sar&amp;agrave; quello di stabilire basi permanenti sulla superficie della Luna, come l&amp;rsquo;Artemis Base Camp di Nasa o il Moon Village di Esa, che potranno permettere una presenza umana di lungo periodo.

Si aprir&amp;agrave; cos&amp;igrave; una nuova era per la scoperta della Luna che potr&amp;agrave; essere inaugurata solo dopo aver dimostrato la nostra capacit&amp;agrave; di fornire in loco le risorse vitali per gli astronauti, quindi ossigeno e acqua, e quelle necessarie a sostegno delle basi lunari.

Stiamo parlando dell&amp;rsquo;in situ resource utilization (Isru), ossia produrre questi beni fondamentali sfruttando le materie prime disponibili sulla Luna svincolandosi cos&amp;igrave; da costosi e complicati rifornimenti dalla Terra.

&amp;nbsp;

Mich&amp;egrave;le Lavagna (Professore Ordinario di Meccanica del Volo - Politecnico di Milano - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali)

Le risorse &amp;egrave; necessario prodursele in loco perch&amp;eacute;, pur avendo la Luna una gravit&amp;agrave; che &amp;egrave; un sesto di quella terrestre, per arrivare con un chilo di qualunque cosa sulla superficie lunare bisogna pensare di lanciare una quantit&amp;agrave; di massa - quindi mettere sul razzo che parte - una quantit&amp;agrave; che &amp;egrave; almeno 4 volte quella che si vuole lasciare sulla Luna, solo per poter arrivare alla Luna, frenare, rimanere catturati dalla gravit&amp;agrave; lunare e scendere sulla Luna in maniera soffice, quindi senza schiantarsi. Quindi tutto questo porta a delle masse improponibili.

Anche solo per le risorse primarie come possono essere le risorse energetiche, le risorse ovviamente di ossigeno e acqua se siamo in presenza umana nel momento in cui si prevede una permanenza di settimane e mesi, si deve cercare di essere autosufficienti in loco e di avere delle infrastrutture che siano anche resistenti agli agenti esterni, in questo caso l'ambiente critico spaziale di superficie, per lunghi periodi.

Si apre quindi l'immenso campo dello sviluppo tecnologico in situ.

Protagonista indiscusso per ottenere in loco risorse fondamentali sar&amp;agrave; la regolite lunare, ossia lo strato di polvere grigia che ricopre la Luna e su cui Neil Armstrong lasci&amp;ograve; l&amp;rsquo;impronta dello storico &amp;lsquo;grande passo per l'umanit&amp;agrave;&amp;rsquo;. Accumulatasi a seguito dei numerosi impatti da meteoriti che hanno colpito la Luna, questa sabbia contiene minerali che si trovano anche sulla Terra, ma soprattutto &amp;egrave; costituita per circa il 40% da ossigeno, presente nella regolite in forma solida.

&amp;nbsp;

Mich&amp;egrave;le Lavagna

Se guardiamo la Luna da Terra sembra abbastanza uniforme, in realt&amp;agrave; anche lei ha le sue regioni minerarie piuttosto che geologiche. Vero &amp;egrave; che c'&amp;egrave; un elemento, che &amp;egrave; l'ossigeno, che &amp;egrave; praticamente presente ovunque sulla superficie lunare perch&amp;eacute; si trova in alcuni componenti chimici chiamati ossidi - che sono compositi metallo-ossigeno -che a loro volta si aggregano nei minerali piuttosto che, a loro volta, nelle rocce che noi conosciamo anche sulla superficie terrestre, quindi in forma solida. Per cui va estratto con dei processi chimici adeguati, ma l'ossigeno &amp;egrave; praticamente dappertutto sulla superficie lunare. Ce n'&amp;egrave; abbondanza, verrebbe quasi da dire, all'infinito, sapendolo estrarre.

&amp;nbsp;

Questa preziosa dote porter&amp;agrave; la regolite lunare a essere il primo vero bacino da cui le future missioni di lungo periodo probabilmente estrarranno ossigeno e acqua; questo nonostante la possibile presenza di acqua ghiacciata nel sottosuolo del Polo Sud lunare, regione dove sono previste le prime basi permanenti. L&amp;rsquo;estrazione di elementi dal sottosuolo lunare &amp;egrave;, infatti, una sfida tecnologica molto ardua date le condizioni completamente differenti da quelli terrestri.

&amp;nbsp;

Mich&amp;egrave;le Lavagna

La luna non ha atmosfera, quindi appena una sostanza che &amp;egrave; in forma ghiacciata nel sottosuolo viene a contatto con la superficie non ha pi&amp;ugrave; la pressione a cui &amp;egrave; sottoposta quando &amp;egrave; nel sottosuolo e quindi facilmente, come ad esempio l'eventuale acqua ghiacciata, sublima, cio&amp;egrave; passa allo stato gassoso immediatamente, quindi diventa difficile anche raccoglierla. Quindi pu&amp;ograve; essere semplice perch&amp;eacute; ho gi&amp;agrave; l'elemento finale, l'acqua disponibile, diventa complicato tecnologicamente estrarlo senza perderlo, perch&amp;eacute; in un contesto di vuoto devo avere una tecnologia che sia in grado di raccogliere le singole particelle di gas che si vengono a creare immediatamente dal solido appena non ho pi&amp;ugrave; la pressione del sottosuolo.

L&amp;rsquo;ostacolo potrebbe essere tuttavia aggirato cercando di estrarre l&amp;rsquo;acqua dalla regolite lunare presente in superficie. La dimostrazione che ci&amp;ograve; sia possibile &amp;egrave; arrivata nel 2021 da alcuni esperimenti condotti dal Politecnico di Milano in collaborazione con Ohb Italia. Realizzati nell&amp;rsquo;ambito della missione dimostrativa Isru di Esa e con l&amp;rsquo;importante contributo dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, i test sono stati effettuati nei laboratori del Politecnico di Milano sottoponendo una sabbia che simula la regolite lunare a un particolare processo chimico-fisico a pi&amp;ugrave; fasi.

&amp;nbsp;

Mich&amp;egrave;le Lavagna

Si &amp;egrave; andati a sfruttare un processo che viene utilizzato nella chimica industriale fondamentalmente per l'estrazione del silicio. Il cuore della faccenda sta nella temperatura da una parte e nella miscela di gas con cui si investe la regolite. Il fatto di stare a temperature relativamente alte innesca la capacit&amp;agrave; dell'ossigeno - che &amp;egrave; attaccato ai metalli, nei minerali che ci sono nella regolite - di allentare il suo legame con questi metalli e di associarsi a parte delle sostanze gassose che vengono inserite nel reattore. In questo modo qualcosa che era intrappolato nel solido sotto forma solida si trasforma in particelle gassose che posso trasportare via.

E quindi c'&amp;egrave; un secondo stadio, che &amp;egrave; una semplice marmitta catalitica classica, per cui in questa altra reazione termochimica l'ossigeno si stacca dal carbonio e passa a essere trasportato dall'idrogeno che &amp;egrave; acqua, perch&amp;eacute; H2O non &amp;egrave; altro che acqua. Quindi all'uscita di questo secondo reattore ci si trova con un vapore, quindi un gas, che per&amp;ograve; contiene l'ossigeno in forma d'acqua, il carbonio che ritorna a essere metano e parte dell'idrogeno. Quindi l'ultimissimo compito da fare &amp;egrave; tirar fuori l'acqua da questo vapore. E questo viene fatto anche qui con un processo noto di distillazione.
La percentuale di ossigeno presente in una massa di regolite &amp;egrave; attorno al 40%, quindi intorno alla met&amp;agrave;, e la resa del processo &amp;egrave; intorno al 25% dell'ossigeno presente. e la resa del processo &amp;egrave; intorno al 25% dell'ossigeno presente.

&amp;nbsp;

La verifica positiva dell&amp;rsquo;impianto effettuata dal gruppo Astra guidato da Mich&amp;eacute;le Lavagna ha aperto cos&amp;igrave; la strada al progetto Oracle. Nato dall&amp;rsquo;accordo tra Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Politecnico di Milano, esso mira a sviluppare un secondo impianto dimostrativo dalle dimensioni ridotte con il fine di trasportarlo e testarlo sulla Luna entro la fine di questo decennio.

&amp;nbsp;

Mich&amp;egrave;le Lavagna

Il progetto si chiama Oracle ed &amp;egrave; sicuramente una grande soddisfazione e va un grande ringraziamento ad ASI per aver investito e creduto in quanto il gruppo ha sviluppato finora, perch&amp;eacute; consente davvero di fare un salto tecnologico importante. Lo scopo di questo studio &amp;egrave; di occuparsi, lato politecnico di Milano, delle prime fasi di un ciclo di vita di un equipaggiamento che voler&amp;agrave;; quindi noi al momento arriveremo fino alla chiusura di quella che in gergo tecnico si chiama fase B1, cio&amp;egrave; il consolidamento della progettazione e dei requisiti necessari per la realizzazione di uno strumento scientifico di test che riproduca tutta questa catena che vi ho raccontato - i due reattori, il condensatore, il sistema di stivaggio dei gas - ma in formato sufficientemente piccolo; perch&amp;eacute; qui lo scopo non &amp;egrave; la quantit&amp;agrave; che viene prodotta, ma la dimostrazione della fattibilit&amp;agrave; e dell'efficacia di questo processo con del terreno lunare vero, in una condizione ambientale termica vera lunare, sfruttando l'imbarco su uno dei lander commerciali o, eventualmente, opportunit&amp;agrave; anche lato Artemis. Quindi, in ogni caso sfruttare, il trasporto offerto da partner esterni per arrivare alla superficie.

&amp;nbsp;

Gli ostacoli che l&amp;rsquo;impianto dimostrativo di Oracle dovr&amp;agrave; superare in ambiente lunare vedono ancora una volta protagonista la mancanza di un&amp;rsquo;atmosfera, ma anche la particolare natura della regolite lunare stessa.

&amp;nbsp;

Mich&amp;egrave;le Lavagna

Sulla Luna siamo nel vuoto e quindi l'impianto deve essere a tenuta perfetta, quindi non ci devono essere punti in cui il gas pu&amp;ograve; riuscire, altrimenti mando in crisi tutto il processo. A questo si sposa il secondo aspetto che &amp;egrave; la regolite stessa, la regolite &amp;egrave; un aggregato che &amp;egrave; molto fine, aderisce elettrostaticamente parecchio alle superfici, &amp;egrave; molto abrasivo perch&amp;eacute; ha un alto contenuto di silicio, cio&amp;egrave; di quarzo, e quindi &amp;egrave; tagliente, diciamo. Quindi &amp;egrave; tutto quello che si pu&amp;ograve; pensare di peggio per dover interagire con un'impiantistica che ha bisogno di essere pulita dove ci sono le superfici che devono andare a tenuta, ha bisogno di non ingripparsi per la presenza di granelli nelle parti mobili. 

La validazione in ambiente lunare dell&amp;rsquo;impianto sar&amp;agrave; quindi un passo fondamentale per garantire l&amp;rsquo;autosufficienza degli esseri umani che si stabiliranno in futuro sulla Luna, e in seguito su Marte, dimostrando allo stesso tempo il ruolo di rilievo che l&amp;rsquo;Italia ricopre nella nuova era dell&amp;rsquo;esplorazione umana dello spazio.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Missione Lucy, nuovi dettagli sull’asteroide Dinkinesh</video:title>
            <video:description>Sempre pi&amp;ugrave; dettagli sull&amp;rsquo;asteroide Dinkinesh vengono&amp;nbsp;svelati&amp;nbsp;grazie alle immagini della sonda Lucy della Nasa.

La missione, partita a ottobre 2021,&amp;nbsp;&amp;egrave; stata ideata per&amp;nbsp;studiare&amp;nbsp;gli asteroidi&amp;nbsp;troiani, corpi celesti che condividono la stessa orbita di un pianeta, ma senza il rischio di impatti poich&amp;eacute; orbitano intorno agli stabili punti lagrangiani L4 e L5. I troiani sono ritenuti i fossili del materiale primordiale da cui hanno avuto origine i pianeti del Sistema Solare.

Lucy ha effettuato il primo sorvolo ravvicinato a Dinkinesh a novembre scorso. Le immagini avevano mostrato che l&amp;rsquo;asteroide &amp;egrave; accompagnato da una luna che a sua volta a &amp;egrave; composta da due oggetti che si toccano tra loro, una configurazione chiamata binario di contatto.

A distanza di qualche mese, lo studio delle immagini di Dinkinesh rivela una storia complessa e dinamica grazie a una struttura interna che si rivela molto solida. Gli scienziati si sono concentrati in particolare su una cresta. Ruotando attorno al Sole nel corso di miliardi di anni, se fosse stato pi&amp;ugrave; debole, le sue particelle si sarebbero gradualmente spostate verso l'equatore, la rotazione sarebbe aumentata disperdendo il materiale in piccoli pezzi. Le immagini invece mostrano delle depressioni e una cresta che suggeriscono un cedimento improvviso, come di una roccia pi&amp;ugrave; compatta che nel tempo si &amp;egrave; frantumata in pochi e grandi frammenti. I ricercatori ritengono che parte di questo materiale abbia creato la luna, ma in realt&amp;agrave; i dettagli su come si sia formato questo insolito oggetto rimangono misteriosi.

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:title>Attività extraveicolare da record per la Cina</video:title>
            <video:description>Otto ore e mezza al lavoro sulla stazione spaziale Tiangong. E&amp;rsquo; questo il nuovo record messo a punto da Ye Guangfu e Li Guangsu, due taikonauti della missione Shenzou 18, impegnati in quella che fino ad ora &amp;egrave; l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; extraveicolare pi&amp;ugrave; lunga per la Cina.</video:description>
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            <video:title>Prefire, partita la missione Nasa per studiare i poli terrestri</video:title>
            <video:description>Lanciata a bordo di un razzo Electron di Rocket Lab la missione Prefire della Nasa, che studier&amp;agrave; il clima del nostro pianeta misurando le emissioni di calore ai poli terrestri</video:description>
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            <video:title>Europa Clipper, al via gli ultimi controlli prima del lancio</video:title>
            <video:description>Europa Clipper &amp;egrave; giunta a Cape Canaveral in vista degli ultimi preparativi prima del lancio. La sonda della Nasa - che ha come obiettivo lo studio della luna ghiacciata di Giove Europa - &amp;egrave; stata trasportata in Florida a bordo di un aereo dell&amp;rsquo;aereonautica americana lo scorso 23 maggio.</video:description>
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            <video:title>Aurora boreale, perché l’abbiamo vista in Italia</video:title>
            <video:description>Nella notte tra il 10 e l&amp;rsquo;11 maggio nei cieli italiani si &amp;egrave; manifestato lo spettacolo dell&amp;rsquo;aurora boreale visibile anche a occhio nudo. Il fenomeno &amp;egrave; stato generato dalla tempesta geomagnetica di lunga durata pi&amp;ugrave; violenta osservata negli ultimi 21 anni.
Il telescopio spaziale SDO di Nasa ha osservato dal 3 al 9 maggio 82 brillamenti solari provenire&amp;nbsp;da due regioni attive del Sole. I pi&amp;ugrave; forti di questi brillamenti e&amp;nbsp;7 espulsioni di massa coronale si sono poi diretti verso la Terra viaggiando fino a 5 milioni di km/h.
Dall&amp;rsquo;urto tra getto e magnetosfera &amp;egrave; nata la forte tempesta geomagnetica generando brillanti aurore visibili a latitudini molto pi&amp;ugrave; basse del solito.
Tra fine 2024 e inizio 2025 il Sole sar&amp;agrave; al picco del suo ciclo attuale causando grandi tempeste solari con una frequenza molto pi&amp;ugrave; alta.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-24</video:publication_date>
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            <video:title>Sophie Adenot e Raphaël Liégeois sulla Iss nel 2026</video:title>
            <video:description>Sophie Adenot e Rapha&amp;euml;l Li&amp;eacute;geois&amp;nbsp; sono i primi due membri&amp;nbsp; della nuova classe europea di astronauti selezionati per una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Starship verso il quarto volo di prova</video:title>
            <video:description>Dopo il successo della&amp;nbsp;wet dress rehersal, si avvicina il quarto decollo per Starship, la navetta di SpaceX destinata al trasporto verso la Luna.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-22</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis, passeggiate lunari simulate nel deserto dell’Arizona</video:title>
            <video:description>Il deserto dell&amp;rsquo;Arizona &amp;egrave; diventato per una settimana la palestra per Artemis 3, missione prevista nel 2026 che riporter&amp;agrave; astronauti sulla Luna dopo oltre 50 anni.

Lo scenario &amp;egrave; il paesaggio vulcanico del San Francisco Volcanic Field dove &amp;egrave; si &amp;egrave; svolta la simulazione pi&amp;ugrave; fedele delle missioni Artemis mai realizzata finora.

Un test sul campo che ha simulato quattro passeggiate lunari, svolgendo sei dimostrazioni tecnologiche ed esercitazioni in vista delle future esplorazioni sul suolo lunare.

I protagonisti sono stati gli astronauti della Nasa Kate Rubins e Andre Douglas, che hanno esplorato il deserto indossando tute che simulavano quelle spaziali. Affiancati da ingegneri ed esperti Nasa, l&amp;rsquo;equipaggio &amp;egrave; stato guidato da remoto da un team di controllori di volo e un gruppo di scienziati del Johnson Space Center di Nasa, a Houston. Tra le tecnologie sperimentate un sistema di navigazione su un display che utilizza la realt&amp;agrave; aumentata, e dei fari luminosi per orientarsi. Oltre alle indagini geologiche da lontano e in tempo reale, la serie di test ha anche allenato la comunicazione tra il team di controllo e il team scientifico a Houston, in caso sia necessario prendere decisioni rapide.
Queste prove di moonwalking saranno cos&amp;igrave; fondamentali per il successo delle future attivit&amp;agrave; lunari degli equipaggi Artemis.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-21</video:publication_date>
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            <video:title>A Venezia per lo Space Meetings Veneto</video:title>
            <video:description>Al via la seconda edizione internazionale&amp;nbsp;"Space Meetings Veneto",&amp;nbsp;tre giorni di eventi dedicati allo spazio e all'innovazione.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-20</video:publication_date>
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            <video:title>Webb, ecco la fusione tra buchi neri più distante mai osservata</video:title>
            <video:description>Nuovo primato per James Webb. Il telescopio spaziale di Nasa, Esa e Csa ha individuato la fusione tra buchi neri pi&amp;ugrave; distante mai osservata prima d&amp;rsquo;ora. Questa fusione risale all&amp;rsquo;epoca dell&amp;rsquo;universo primordiale, quando il cosmo aveva appena 740 milioni di anni.</video:description>
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            <video:title>Dal MIT arti robotici per i moonwalkers</video:title>
            <video:description>Gli astronauti delle missioni Apollo sono stati protagonisti di storiche esplorazioni sul suolo lunare ma anche di cadute e inciampi. Questo perch&amp;eacute; sulla Luna la gravit&amp;agrave; &amp;egrave; un sesto di quella terrestre ma l'inerzia rimane la stessa.

Il Mit sta progettando ora dei bracci robotici per sostenere o fare rialzare dopo una caduta i futuri moonwalker che le missioni Artemis di Nasa porteranno sulla Luna.

I super arti si estendono da uno zaino, in cui sono situati &amp;nbsp;la batteria e i motori del robot ma anche il sistema di supporto vitale dell'astronauta. L&amp;rsquo;attivazione degli arti si basa sul feedback della persona che li indossa.

Per sviluppare il sistema, il team ha osservato alcuni volontari mentre si alzavano da varie posizioni di caduta, indossando una tuta rigida come quelle spaziali.

La mappatura dei movimenti ha svelato che ogni volontario ne eseguiva una sequenza comune a tutti. Il team ha quindi sviluppato un software per controllare un robot e fargli eseguire a una sequenza di azioni a sostegno di un essere umano per rimetterlo in piedi. Il sistema di controllo &amp;egrave; stato poi applicato a un braccio robotico, pesante e fisso, collegato a un grande zaino.

I test successivi con i volontari dotati del braccio robotico hanno quindi confermato che il sistema pu&amp;ograve; dirigere con successo un robot per aiutare una persona a rialzarsi dopo una caduta.

I ricercatori vogliono ora integrare il sistema di controllo a SuperLimbs, due bracci robotici multiarticolati contenuti in uno zaino che il team vuole realizzare presso il Jpl di Nasa.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>Volo umano, nuovo rinvio per Starliner</video:title>
            <video:description>Il debutto con equipaggio di Starliner &amp;egrave; stato rinviato al 21 maggio per una perdita di elio nel modulo di servizio della navicella</video:description>
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            <video:title>Amaltea nell'occhio di Juno</video:title>
            <video:description>Juno ha compiuto il 59&amp;deg; volo ravvicinato di Giove proprio nel momento in cui la piccola luna Amaltea si trovava a favore di camera.
E cos&amp;igrave;, mentre la sonda della Nasa ci mostrava da vicino le cinture colorate e le tempeste vorticose, guardando bene in dettaglio, &amp;egrave; apparsa Amaltea.
Se n&amp;rsquo;&amp;egrave; accorto un Citizen Scientist, Gerald Eichst&amp;auml;dt, che ha utilizzato le immagini grezze di Juno che la Nasa mette a disposizione dei semplici e appassionati cittadini che vogliono contribuire alla ricerca scientifica. &amp;nbsp;
Al momento del primo scatto Juno si trovava a circa 265mila chilometri di distanza dalle nuvole che ricoprono il pianeta. Amaltea ha un&amp;rsquo;orbita pi&amp;ugrave; interna rispetto alle 4 lune galileiane e impiega quasi mezza giornata terrestre per ruotare intorno a Giove. A causa della sua piccola massa non ha mai raggiunto una forma sferoidale, assomiglia quindi a una sorta di patata con una lunghezza di circa 260 chilometri. Scoperta nel 1892, le prime immagini ravvicinate ci sono giunte grazie alle sonde Voyager nel 1979. Successivamente con la missione Galileo, e dopo il 2000, si sono potute osservare alcune caratteristiche della superficie, tra cui crateri da impatto, colline e valli; il suo colore rossastro, anche pi&amp;ugrave; intenso rispetto a Marte, lo caratterizza come l'oggetto pi&amp;ugrave; rosso del Sistema Solare. Forse, a causa dell&amp;rsquo;attrazione gravitazionale o del potente campo magnetico di Giove, Amaltea ha anche la particolarit&amp;agrave; di emettere pi&amp;ugrave; calore di quello che riceve dal Sole.
La missione Juno, che ha a bordo due strumenti italiani, &amp;egrave; partita nel 2011 con lo scopo di studiare il campo magnetico di Giove; &amp;egrave; la seconda sonda, dopo Galileo, ad essersi inserita nell&amp;rsquo;orbita del gigante gassoso.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:title>Tenacity pronto per i test finali</video:title>
            <video:description>Lo spazioplano Tenacity ha superato una serie di test propedeutici al lancio di fine anno. Ora la navetta della Sierra Space &amp;egrave; pronta per il trasferimento presso il Kennedy Space Center della Nasa, dove affronter&amp;agrave; le ultime verifiche.</video:description>
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            <video:title>Perché gli astronauti fluttuano sulla Stazione Spaziale nonostante la gravità?</video:title>
            <video:description>La Stazione Spaziale Internazionale non &amp;egrave; un ambiente a gravit&amp;agrave; zero: allora perch&amp;eacute; vediamo gli astronauti e gli oggetti galleggiare a mezz&amp;rsquo;aria?
La Iss si trova a circa 400 km di altitudine dove il campo gravitazionale terrestre &amp;egrave; quasi il 90% della sua forza in superficie ma proprio la gravit&amp;agrave; la mantiene in orbita.

La sua velocit&amp;agrave; orizzontale di 28mila km/h &amp;egrave; per&amp;ograve; cos&amp;igrave; elevata che lo spostamento in avanti riesce a bilanciare la caduta&amp;nbsp; impedendo alla stazione di precipitare.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;avamposto si trova quindi stabilmente in uno stato di caduta libera costante in quanto non precipita verso la Terra ma intorno a essa riuscendo cos&amp;igrave; a orbitare.

Viaggiando insieme al laboratorio spaziale e avendo quindi la stessa velocit&amp;agrave; orbitale anche gli astronauti e gli oggetti a bordo&amp;nbsp; sono in uno stato di caduta libera costante. Questa circostanza permette di ottenere la condizione di mancanza di peso proprio come quando si &amp;egrave; sulle montagne russe&amp;nbsp; e si scende improvvisamente verso il basso.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>La navicella cinese Chang’e-6 è in orbita lunare</video:title>
            <video:description>Dopo un viaggio di 5 giorni Chang'e-6 &amp;egrave; entrata in orbita lunare. La navicella spaziale cinese &amp;egrave; partita il 3 maggio per una missione di 53 giorni&amp;nbsp;con destinazione il&amp;nbsp;lato nascosto della Luna.
Ieri l&amp;rsquo;Agenzia spaziale cinese&amp;nbsp;(Cnsa) ha annunciato il completamento delle operazioni per l&amp;rsquo;ingresso in orbita. Quando in Italia erano le 4.21, si sono accesi i motori per rallentare il veicolo in modo che la navicella potesse essere catturata dalla gravit&amp;agrave; della Luna.
Lo scopo principale di Chang'e-6 &amp;egrave; riportare a Terra i campioni&amp;nbsp;da&amp;nbsp;una zona ancora non investigata, l&amp;rsquo;antico bacino&amp;nbsp;Polo Sud-Aitken&amp;nbsp;che si pensa contenga materiale emerso dal mantello, in modo da fornire indizi sull'evoluzione della Luna.
Questa impresa sar&amp;ograve; compiuta in due giorni&amp;nbsp;per ottenere&amp;nbsp;un bottino di circa due chili di materiale&amp;nbsp;raccolto&amp;nbsp;fino a due metri di profondit&amp;agrave;.
Intanto prima che Chang'e-6 possa allunare bisogna attendere le condizioni ottimali di illuminazione del sito. Ora che la navicella &amp;egrave; entrata in orbita si dovr&amp;agrave; coordinare con il satellite Queqiao 2, lanciato di recente dalla Cina, che far&amp;agrave; da ponte per le comunicazioni tra la Terra e il lato nascosto della Luna.
Anche se non ancora confermato ufficialmente, il lander della missione si separer&amp;agrave; dalla navicella il 28 maggio e tenter&amp;agrave; di atterrare all&amp;rsquo;inizio di giugno, una volta che il Sole sar&amp;agrave; abbastanza alto nel cielo sulla superficie di allunaggio.
Oltre al compito di riportare campioni, Chang'e-6 trasporta carichi utili internazionali per ulteriori ricerche scientifiche in vista dell&amp;rsquo;obiettivo finale che &amp;egrave; quello di costruire una base lunare entro il 2030.

&amp;nbsp;

Crediti video: Cctv, Cgt</video:description>
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            <video:title>Una mano cosmica nell’occhio della DeCam</video:title>
            <video:description>La Dark Energy Camera del telescopio V&amp;iacute;ctor M. Blanco &amp;nbsp;ha immortalato una struttura dalla forma simile a&amp;nbsp; quella di una mano nella costellazione della Poppa. &amp;nbsp;Si tratta del globulo cometario Cg4, soprannominato la &amp;lsquo;mano di Dio&amp;rsquo; per via del suo singolare aspetto. Secondo gli astronomi la struttura &amp;egrave; stata plasmata dalle stelle massicce circostanti. Situato&amp;nbsp;a circa 1300 anni luce, da noi l&amp;rsquo;oggetto appare come una&amp;nbsp;mano spettrale visibile &amp;nbsp;dal mezzo interstellare</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>Oltre il baratro di un buco nero</video:title>
            <video:description>Si chiama orizzonte degli eventi ed &amp;egrave; il confine oltre il quale nulla pu&amp;ograve; scappare all&amp;rsquo;attrazione di un buco nero. Una nuova simulazione della Nasa porta ora gli spettatori oltre questo punto di non ritorno.

Grazie al supercomputer Discover del Nasa Center for Climate Simulation, l&amp;rsquo;astrofisico Jeremy Schnittman del Goddard Space Flight Center ha simulato un viaggio verso un buco nero supermassiccio con una massa pari a 4,3 milioni di volte quella del nostro Sole.

La simulazione parte da 640 milioni di chilometri di distanza; nell&amp;rsquo;avvicinarsi all&amp;rsquo;orizzonte degli eventi, simulato con un&amp;rsquo;estensione di circa 25 milioni di chilometri, si pu&amp;ograve; ammirare dapprima il disco di accrescimento, ossia la nube di gas incandescente che circonda il supermassiccio. Oltre a questo anello di fuoco &amp;egrave; visibile anche la sfera di fotoni, struttura luminosa che si forma pi&amp;ugrave; vicino al buco nero grazie alla luce che vi orbita una o pi&amp;ugrave; volte attorno.

Sempre pi&amp;ugrave; vicini all'orizzonte degli eventi, la luce del disco e della sfera di fotoni si altera sempre pi&amp;ugrave; a causa della deformazione dello spazio-tempo che attraversa. Questa deformazione &amp;egrave; percepibile dallo spettatore in quanto l'immagine della telecamera rallenta e sembra bloccarsi poco prima di raggiungere il punto di non ritorno. Una volta superato questo confine, la telecamera precipita, cos&amp;igrave; come lo spazio-tempo in cui si muove, verso il centro del buco nero distruggendosi definitivamente.
La simulazione offre per&amp;ograve; anche uno scenario alternativo, in cui invece la telecamera orbita vicino all'orizzonte degli eventi senza mai attraversarlo, riuscendo cos&amp;igrave; a fuggire e a rimanere incolume.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-07</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX presenta le nuove tute per le passeggiate spaziali</video:title>
            <video:description>SpaceX ha presentato al pubblico le sue nuove tute spaziali che verranno utilizzate nella prossima missione Polaris.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-06</video:publication_date>
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            <video:title>Cibo spaziale stellato</video:title>
            <video:description>Alla scoperta del cibo spaziale con Stefano Polato, il cuoco che ha cambiato il modo di mangiare in orbita bassa preparando piatti innovativi per gli astronauti europei Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano, Paolo Nespoli e Andreas Mogensen</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>Sulla Iss Dragon lascia il posto a Starliner</video:title>
            <video:description>Manovre di parcheggio sulla Stazione Spaziale Internazionale.

La navicella Dragon Endeavour &amp;egrave; stata, infatti, trasferita con successo a un&amp;rsquo;altra porta di attracco della Iss per fare posto alla navicella Starliner, protagonista nei prossimi giorni del suo primo volo con equipaggio.

Il trasferimento, supportato dal Johnson Space Center di Nasa e da SpaceX, &amp;egrave; stato guidato dall&amp;rsquo;equipaggio della missione Crew-8, a bordo della Iss dal 5 marzo.

Protagonisti del parcheggio spaziale sono stati gli astronauti Dominick, Barratt ed Epps di Nasa e Grebenkin di Roscosmos.
Dopo i cambi di porto effettuati durante le missioni Crew-1, Crew-2 e Crew-6, questo &amp;egrave; il quarto trasferimento che vede una Dragon con equipaggio cambiare la sua postazione.

La navicella di SpaceX si &amp;egrave; sganciata intorno alle 15:00 ora italiana lasciando la porta di prua del modulo Harmony della Iss per essere riparcheggiata alle 15:40 circa alla porta zenitale.

La porta di prua potr&amp;agrave; cos&amp;igrave; accogliere l&amp;rsquo;arrivo del primo equipaggio che raggiunger&amp;agrave; la Iss con Starliner. Butch Wilmore e Suni Williams di Nasa decolleranno con il Boeing Crew Flight Test il 6 maggio da Cape Canaveral per attraccare alla stazione orbitante l&amp;rsquo;8 maggio.

Questo test con equipaggio sar&amp;agrave; un passo fondamentale per Boeing per certificare il suo veicolo spaziale Starliner affinch&amp;eacute;, dal prossimo febbraio, possa affiancare le missioni Crew Dragon di SpaceX nella rotazione degli equipaggi a bordo della Iss.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-05-02</video:publication_date>
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            <video:title>Massimo solare e gli effetti su Marte</video:title>
            <video:description>Il Sole sta entrando nel suo picco di attivit&amp;agrave;, e in vista delle prossime missioni su Marte, i ricercatori ne approfittano per studiare gli effetti delle tempeste solari sul pianeta.
Possedendo un&amp;rsquo;atmosfera estremamente sottile, Marte risulta particolarmente vulnerabile alle radiazioni, mancando una conoscenza solida sulle conseguenze del loro impatto sul pianeta, &amp;egrave; importante indagare prima dell&amp;rsquo;arrivo degli astronauti.
In attesa di quello che gli scienziati chiamano &amp;lsquo;grande evento&amp;rsquo;, ovvero la possibilit&amp;agrave; di osservare un potente brillamento solare, su Marte ci sono gi&amp;agrave; gli strumenti idonei.
Parliamo di Maven e Curiosity. Il primo &amp;egrave; un orbiter in grado di catturare le particelle solari a bassa energia, il secondo &amp;egrave; un rover che ha l&amp;rsquo;unico strumento sensibile alle particelle ad alta energia che attraversano l&amp;rsquo;atmosfera e arrivano sulla superficie del pianeta. E cos&amp;igrave; quando Maven rileva un brillamento solare, il team dell&amp;rsquo;orbiter lo comunica al gruppo di controllo di Curiosity. Queste misurazioni forniranno dati cruciali su quale tipo di radioprotezione avrebbero bisogno gli astronauti.
Quest&amp;rsquo;anno intanto abbiamo anche un&amp;rsquo;altra importante coincidenza. Marte si trova nel punto della sua orbita pi&amp;ugrave; vicino al Sole e questo causa le tempeste di sabbia che strappano le molecole d&amp;rsquo;acqua dalla superficie che poi finiscono nell&amp;rsquo;atmosfera. Considerando che le tempeste solari a loro volta erodono l&amp;rsquo;atmosfera, sar&amp;agrave; anche una buona occasione per testare le teorie su ci&amp;ograve; che nel corso del tempo ha trasformato il pianeta rosso, da un mondo caldo umido a un deserto gelido.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>Due oggetti da record nel mirino di Chandra</video:title>
            <video:description>Due oggetti celesti iconici sono nel mirino di Chandra. Grazie ai dati raccolti negli ultimi 20 anni dal telescopio della Nasa sono stati realizzati due filmati in time-lapse della Nebulosa del Granchio e dei resti della supernova Cassiopea A. I filmati mettono in evidenza i cambiamenti nelle condizioni delle radiazioni e dei detriti emessi dalle stelle esplose.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Scoperto il secondo buco nero più vicino alla Terra</video:title>
            <video:description>La missione Gaia di Esa ha scoperto Gaia BH3 il&amp;nbsp;buco&amp;nbsp;nero&amp;nbsp;stellare pi&amp;ugrave; massiccio della Via Lattea.
I buchi neri stellari si formano dal collasso di stelle massicce e nella Via Lattea hanno in media masse 10 volte quella del Sole.
Massiccio 33 volte pi&amp;ugrave; del Sole Gaia BH3 ha superato Cygnus X-1 finora il re dei buchi neri stellari della galassia con 21 masse solari.
Distante 2000 anni luce da noi Gaia BH3 &amp;egrave; anche il&amp;nbsp;secondo buco&amp;nbsp;nero&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; vicino alla Terra preceduto soltanto da Gaia BH1.
Nella nostra galassia si&amp;nbsp;stimano cento milioni di buchi neri di dimensioni e masse diverse dominati dal supermassiccio Sgr A*.
Situato nel cuore della Via Lattea distante 27 mila anni luce da noi Sgr A* &amp;egrave; pari a 4 milioni di Soli ed &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; massiccio della galassia.
Nel 2022 la collaborazione Eht ha diffuso la prima immagine di SgrA* 3 anni dopo il primo storico scatto di un&amp;nbsp;buco&amp;nbsp;nero&amp;nbsp;con protagonista M87*.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-24</video:publication_date>
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            <video:title>Voyager 1 di nuovo in contatto con la Terra</video:title>
            <video:description>Sono 5 mesi che la sonda Voyager 1 non invia dati scientifici.
A una distanza di 24 miliardi di chilometri dalla Terra, nello spazio interstellare, oltre il Sistema Solare, i tecnici sono finalmente riusciti a ricevere informazioni sullo stato di salute di una delle due sonde pi&amp;ugrave; longeve della storia; l&amp;rsquo;altra &amp;egrave; la gemella Voyager 2 lanciata 46 anni fa a distanza di due settimane e in perfetto stato di salute.
Dal 14 novembre scorso, i tecnici della missione riuscivano solamente a tenere i contatti con la sonda, ma senza ricevere alcuna informazione sul suo stato e sui sistemi ingegneristici di bordo.
A marzo &amp;egrave; stato identificato il problema. Il computer che impacchetta i dati scientifici per inviarli sulla Terra non funzionava pi&amp;ugrave; correttamente. Un chip con il codice software del Flight Data Subsystem (Fds) era andato fuori uso ed era impossibile ripararlo.
Gli ingegneri avevano quindi pensato di inserire il codice in una nuova posizione, ma risultava troppo grande per la memoria a disposizione. Nelle settimane successive, e fino al buon esito di alcune prove, i tecnici hanno quindi diviso il codice interessato in sezioni da archiviare in posizioni diverse all&amp;rsquo;interno del Flight Data Subsystem. Un&amp;rsquo;operazione che richiede l&amp;rsquo;aggiornamento del computer di bordo e anche molto tempo. Il segnale radio inviato dalla Terra impiega infatti 22,5 ore per raggiungere la sonda e altrettante per rispondere.
Adesso Voyager 1 &amp;egrave; in grado di inviare dati sul suo stato di salute. Con i prossimi aggiornamenti la navicella inizier&amp;agrave; nuovamente a restituire dati scientifici.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-23</video:publication_date>
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            <video:title>Lo spettacolo scoppiettante della Cometa del Diavolo</video:title>
            <video:description>La Cometa del Diavolo ha raggiunto il suo picco di luminosit&amp;agrave;, risultando&amp;nbsp;in queste notti&amp;nbsp;visibile anche a occhio nudo. Il 21 aprile la cometa era, infatti, nel punto&amp;nbsp;della sua orbita&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; vicino al Sole, a circa 117milioni di km di distanza.

Nei mesi contigui al suo avvicinamento, questa palla di neve dal diametro di 34km ha iniziato a sublimare, trasformando il proprio ghiaccio in gas e creando cos&amp;igrave; la sua spettacolare coda.

Impiegando 71 anni per orbitare intorno alla nostra stella, l&amp;rsquo;ultima volta in cui l&amp;rsquo;abbiamo potuta ammirare era il 1954.

In questo nuovo passaggio, la cometa &amp;egrave; stata individuata nel 2020 ancora inattiva e a 1,8 miliardi di chilometri dal Sole. Il successivo avvicinamento ha innescato una serie di scoppi di attivit&amp;agrave;, emettendo ogni volta grandi quantit&amp;agrave; di gas e polvere.

Durante una delle prime esplosioni significative, il 20 luglio 2023, la cometa si &amp;egrave; illuminata di cento volte, rilasciando una quantit&amp;agrave; stimata di 10 milioni di tonnellate di polvere e ghiaccio.
Il vento solare ha poi spinto la polvere lontano dal Sole, dando alla cometa un aspetto vagamente demoniaco: da qui nasce l&amp;rsquo;appellativo di Cometa del Diavolo.

Uno spettacolo ancora per poco visibile dalla Terra a occhio nudo, prima che la cometa torni a occultarsi per altri 71&amp;nbsp;anni.

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-22</video:publication_date>
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            <video:title>Lo sguardo ravvicinato di Juno sul satellite di Giove Io</video:title>
            <video:description>Nuove cartoline dal sistema gioviano firmate Juno. La sonda della Nasa ha catturato una nuova immagine di Io, satellite naturale di Giove</video:description>
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            <video:title>Nasa conferma Dragonfly che studierà Titano</video:title>
            <video:description>Nasa compie un altro passo verso Titano. L&amp;rsquo;agenzia ha infatti confermato la missione Dragonfly, velivolo ad ala rotante che esplorer&amp;agrave; la luna di Saturno in cerca dell&amp;rsquo;origine della vita.

La missione, con un lancio ora previsto per il 2028, cercher&amp;agrave; su Titano i processi chimici che precedono lo sviluppo della vita come quelli che si sono manifestati sulla Terra primitiva.

La conferma della missione permette ora a Nasa di completare la progettazione finale per poi costruire e collaudare la navicella e gli strumenti scientifici.

La missione avr&amp;agrave; un costo totale di 3,35 miliardi di dollari, una spesa doppia rispetto a quando era stata originariamente selezionata nel 2019.

L&amp;rsquo;arrivo su Titano &amp;egrave; previsto per il 2034. Dopo la storica impresa su Marte dell&amp;rsquo;elicottero dimostrativo Ingenuity, Dragonfly sar&amp;agrave; il primo velivolo dotato di strumenti scientifici a volare su un altro corpo planetario.

Questo grande drone con otto rotori visiter&amp;agrave; decine di siti su Titano, indagando la superficie e il sottosuolo poco profondo della luna alla ricerca di molecole organiche e di possibili biosegnali.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-18</video:publication_date>
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            <video:title>Starliner pronta per il primo volo con equipaggio</video:title>
            <video:description>La navicella Starliner di Boeing &amp;egrave; pronta per il suo debutto con equipaggio: &amp;egrave; stata installata su un lanciatore Atlas 5, e partir&amp;agrave; a inizio maggio</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-17</video:publication_date>
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            <video:title>Scoperto il buco nero stellare più massiccio mai osservato nella Via Lattea</video:title>
            <video:description>Un nuovo buco nero &amp;egrave; stato individuato nella nostra galassia. Si trova a soli 2mila anni luce dalla Terra nella Costellazione dell&amp;rsquo;Aquila, e il fatto che non fosse ancora stato rilevato nonostante la sua vicinanza, non &amp;egrave; il motivo principale che lo rende speciale. Si chiama Gaia Bh3 e la sua scoperta conferma precedenti teorie ancora senza prove, che legano la massa di un buco nero alla quantit&amp;agrave; di metalli presenti nella stella madre.

Bh3, come la maggior parte dei buchi neri, &amp;egrave; nato del collasso di una stella massiccia, e la missione Gaia dell&amp;rsquo;Esa - cui contribuisce anche l&amp;rsquo;ASI - lo ha individuato grazie a uno strano movimento oscillante della sua stella compagna. Considerando che le stelle di uno stesso sistema tendono ad avere composizioni simili, gli astronomi hanno subito colto l&amp;rsquo;occasione per misurare la quantit&amp;agrave; di metalli della stella orbitante e dedurre cos&amp;igrave; la composizione di quella collassata. Sulla base di osservazioni effettuate su buchi neri massicci fuori dalla Via Lattea si era infatti assunto che questi si formino da stelle povere di metalli. Il motivo &amp;egrave; che perdono meno massa durante la loro vita che resta quindi a disposizione per produrre buchi neri di massa elevata dopo la loro morte.

Con l&amp;rsquo;ausilio di osservatori e telescopi terrestri tra cui il Very Large Telescope dell&amp;rsquo;Eso, gli astronomi hanno potuto verificare che la stella compagna &amp;egrave; effettivamente povera di metalli confermando cos&amp;igrave; le precedenti teorie.

Con la sua massa pari a circa 33 volte quella del Sole, Bh3 ha ora il primato di buco nero pi&amp;ugrave; massiccio scoperto nella nostra galassia, prodotto dal collasso di una stella. Altra tipologia di buco nero &amp;egrave; invece Sagittarius A*, nel cuore della Via Lattea: esso si nutre costantemente dal suo disco di accrescimento e ha raggiunto una massa pari a 4 milioni di Soli.

&amp;nbsp;

Crediti video: Eso, Nasa, Esa</video:description>
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            <video:title>Terminato l’addestramento della nuova classe di astronauti europea</video:title>
            <video:description>Selezionata tra 22.500 candidati provenienti dagli Stati membri dell'Esa, la classe di astronauti europea comprende 17 membri, inclusi i cinque effettivi Sophie Adenot, Pablo &amp;Aacute;lvarez Fern&amp;aacute;ndez, Rosemary Coogan, Rapha&amp;euml;l Li&amp;eacute;geois, Marco Sieber e 12 riserve. Tra questi gli italiani Anthea Comellini e Andrea Patassa. &amp;nbsp;Ai 5 si &amp;egrave; unita anche Katherine Bennell-Pegg dell&amp;rsquo;agenzia spaziale australiana, grazie a un accordo di cooperazione con l'agenzia spaziale europea.</video:description>
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            <video:title>Ecco lo spettacolo dell’eclissi solare totale del 2024</video:title>
            <video:description>Una eclissi solare totale avviene quando la Luna passando tra Sole e Terra copre tutto il disco solare. L'eclissi solare totale dell&amp;rsquo;8 aprile 2024 &amp;egrave; stata visibile lungo una fascia dal Messico al Canada. Nel nord del Messico&amp;nbsp;l&amp;rsquo;eclissi totale &amp;egrave; durata&amp;nbsp;fino a circa 4 minuti e 30 secondi, la pi&amp;ugrave; lunga da 100 anni. La copertura totale del Sole ha permesso di osservare a occhio nudo la corona solare nel suo massimo splendore. ll 2024 coincide infatti con il picco del ciclo solare quando l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; del Sole &amp;egrave; al massimo generando molte eruzioni e brillamenti solari. Una eclissi solare totale in Italia sar&amp;agrave; visibile il 2 agosto 2027 con un oscuramento del Sole al 98% in Sicilia e al 100% a Lampedusa.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-12</video:publication_date>
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            <video:title>Nasa, pronto il lancio di una vela solare di ultima generazione</video:title>
            <video:description>La Nasa &amp;egrave; pronta a testare una tecnologia di vela solare di nuova generazione, chiamata Advanced Composite Solar Sail System. Partir&amp;agrave; a bordo di un razzo Electron di Rocket Lab</video:description>
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            <video:title>L'Italia allo Space Summit di Colorado Springs</video:title>
            <video:description>Dialogo e prospettive future sono al centro degli incontri della 39 edizione dello #SpaceSymposium organizzato dalla Space Foundation a Colorado Springs.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>Moduli gonfiabili a supporto della Stazione Spaziale</video:title>
            <video:description>Una nuova impresa statunitense, Max Space, si &amp;egrave; data come obiettivo lo sviluppo di moduli gonfiabili per future stazioni spaziali con l&amp;rsquo;intenzione di ridurre costi e volumi in vista di un futuro nello spazio in cui vivere e lavorare.

L&amp;rsquo;idea di costruire ambienti adattabili ed espandibili, che permetterebbero lo svolgimento di nuove attivit&amp;agrave; sui laboratori orbitanti, &amp;egrave; nata da Aaron Kemmer, cofondatore di Max Space, grazie alla sua esperienza presso una societ&amp;agrave; che produce stampanti 3D utilizzate sulla Stazione Spaziale. Secondo Kemmer la parte pi&amp;ugrave; difficile non &amp;egrave; tanto far funzionare oggetti nello spazio, quanto farlo in un volume limitato.

Il concetto di moduli espandibili non &amp;egrave; nuovo. Dal 2016 sulla Stazione Spaziale &amp;egrave; presente il Bigelow Expandable Activity Module (Beam), un programma sperimentale che ha proprio lo scopo di testare questa tecnologia. Max Space sta comunque adottando un tessuto diverso rispetto ai sistemi precedenti, con tecnologia ad altissime prestazioni che garantisca al modulo pi&amp;ugrave; elasticit&amp;agrave; e quindi estensione.

L&amp;rsquo;obiettivo finale dell&amp;rsquo;azienda sar&amp;agrave; lanciare &amp;ldquo;a buon mercato&amp;rdquo; un modulo che al dispiegamento sia grande quanto la stazione spaziale. Intanto il primo passo &amp;egrave; creare moduli di stoccaggio.

Il primo test sar&amp;agrave; lanciato nel 2025. Si tratta del Max Space 20, compattato in 2 metri cubi per il lancio, ma che al dispiegamento raggiunger&amp;agrave; i 20 metri cubi, il pi&amp;ugrave; grande modulo espandibile mai lanciato nello spazio.

&amp;nbsp;

Crediti video: Max Space</video:description>
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            <video:title>Occhi puntati al cielo per l'eclissi solare</video:title>
            <video:description>E&amp;rsquo; uno degli eventi astronomici pi&amp;ugrave; affascinanti e rappresenta un&amp;rsquo;occasione unica per studiare la nostra stella. Stiamo parlando dell&amp;rsquo;eclissi solare, visibile oggi in un corridoio che va dal Messico agli Stati Uniti sud occidentali, passando per il &amp;nbsp;Midwest, il Nord Est e infine il Canada</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Agricoltura spaziale per gli astronauti del futuro</video:title>
            <video:description>Il ritorno dell&amp;rsquo;essere umano sulla Luna, questa volta con insediamenti a lungo termine, &amp;egrave; una delle grandi sfide del nostro secolo. Ma la costruzione di colonie lunari sostenibili pone una serie di difficolt&amp;agrave; che non si erano presentate con le missioni Apollo: ad esempio, fornire agli astronauti cibo fresco durante le lunghe permanenze sul nostro satellite. Ecco dunque che l&amp;rsquo;agricoltura spaziale avr&amp;agrave; un ruolo chiave per le missioni lunari del futuro. L'approfondimento con l'intervista a Micol Bellucci dell'Unit&amp;agrave; Volo Umano e Sperimentazione Scientifica dell'Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-06</video:publication_date>
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            <video:title>Verso una macchina lunare per Artemis V</video:title>
            <video:description>Presto torneremo a guidare un fuoristrada sulla Luna, a quasi 60 anni di distanza dalle escursioni del Lunar roving vehicle, la macchina adoperata sul suolo lunare nelle ultime tre missioni del programma Apollo.
Nasa ha, infatti, selezionato tre aziende, ossia Intuitive Machines, Lunar Outpost e Venturi Astrolab, per progettare e sviluppare dei rover per equipaggi da utilizzare in Artemis V.

Il contratto&amp;nbsp;chiamato Lunar terrain vehicle services&amp;nbsp;ha un valore massimo di 4,6 miliardi di dollari ma per ora gli ordini Nasa si limitano a studi di fattibilit&amp;agrave; su diversi concetti di rover lunare. L&amp;rsquo;agenzia si affider&amp;agrave; poi a una delle tre aziende selezionate per passare alla fase dimostrativa, con la consegna di un primo modello sulla superficie della Luna per convalidarne le prestazioni e la sicurezza prima di Artemis V.

Il Lunar terrain vehicle verr&amp;agrave; quindi realizzato da un solo fornitore e come servizio per Nasa, la modalit&amp;agrave; con cui l&amp;rsquo;agenzia sta acquistando anche tute spaziali e lander lunari.

Il nuovo veicolo lunare permetter&amp;agrave; agli astronauti di esplorare territori distanti e di effettuare ricerche e campionamenti coprendo zone della Luna pi&amp;ugrave; ampie di quanto potrebbero fare a piedi.

Il fuoristrada sar&amp;agrave;, inoltre, operativo anche da remoto permettendo il raggiungimento di obbiettivi scientifici anche senza la presenza di un equipaggio, e dando cos&amp;igrave; sempre pi&amp;ugrave; continuit&amp;agrave; alla scoperta della Luna.</video:description>
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            <video:title>Parker osserva le espulsioni di massa coronale</video:title>
            <video:description>La sonda Parker della Nasa &amp;egrave; riuscita a guardare per la prima volta all&amp;rsquo;interno di un&amp;rsquo;espulsione di massa coronale e ha osservato la presenza di vortici simili a quelli che sulla Terra si formano all&amp;rsquo;interno delle nuvole.</video:description>
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            <video:title>Curiosity sta arrivando alla Gediz Valley</video:title>
            <video:description>Curiosity ha iniziato a esplorare una nuova regione di Marte in cerca di indizi sull&amp;rsquo;antica presenza di acqua sul pianeta rosso.

Il rover della Nasa sta arrivando alla Gediz Valley, un canale che, visto dallo spazio, sembra il letto di un antico fiume.

I margini di questo solco, sono abbastanza ripidi da escludere che possa essere stato scavato dal vento, la cui azione eventualmente potrebbe averlo riempito di massi e detriti provenienti dell&amp;rsquo;Aeolis Mons.

In attesa di esaminare il canale, gli scienziati si stanno facendo un&amp;rsquo;idea con i dati ottenuti dal rover in questi anni.

Risalendo dal cratere Gale, dove atterr&amp;ograve; nel 2012, Curiosity ha osservato gli strati alle pendici dell&amp;rsquo;Aeolis Mons, che rispecchiano i cambiamenti climatici nel corso di milioni di anni. Mentre lo strato inferiore &amp;egrave; composto di minerali argillosi che mostrano come l&amp;rsquo;acqua un tempo interagiva con la roccia, lo strato superiore &amp;egrave; ricco di solfati, minerali salati che di solito si formano quando l&amp;rsquo;acqua evapora.

Se i massi e i detriti all&amp;rsquo;interno del canale fossero formati da acqua liquida significherebbe che abbastanza tardi nella storia dell&amp;rsquo;Aeolis Mons e dopo un lungo periodo di siccit&amp;agrave;, l&amp;rsquo;acqua &amp;egrave; tornata in abbondanza.

I detriti della Gediz Valley, dunque, potrebbero confermare che l&amp;rsquo;acqua non &amp;egrave; scomparsa gradualmente mentre il clima su Marte diventava pi&amp;ugrave; secco, ma ha subito diverse fasi.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-04-02</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti i voli del megarazzo Starship di SpaceX</video:title>
            <video:description>Starship di SpaceX &amp;egrave; il megarazzo riutilizzabile pi&amp;ugrave; grande al mondo, composto dal razzo Super Heavy e dalla navicella Starship per equipaggi.
Nel debutto del 20 Aprile 2023, il razzo esplode in volo 4 minuti dopo il lift off e dopo la mancata separazione tra primo e secondo&amp;nbsp; stadio.
La separazione avviene invece nel secondo&amp;nbsp;test a novembre 2023 in cui, a differenza del primo&amp;nbsp;volo, tutti i 33 motori del Super Heavy si avviano.
Prima della distruzione in volo sia del razzo sia della navicella Starship, questa raggiunge i 148 km di quota e supera il confine tra atmosfera e spazio.
Il terzo test del 14 marzo 2024 va oltre: la navicella Starship raggiunge per la prima volta la velocit&amp;agrave; orbitale dopo la separazione tra primo e secondo stadio.
In questo test si tenta anche il rientro sia di Starship sia del primo stadio ma la navetta esplode a 65 km di altitudine e il booster viene distrutto a quota 462 m.
Il quarto&amp;nbsp;test &amp;egrave; previsto a maggio 2024. In futuro Starship sar&amp;agrave; impiegato&amp;nbsp;per condurre gli equipaggi di Artemis verso la Luna e in seguito verso Marte.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-30</video:publication_date>
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            <video:title>Slim si risveglia per la seconda volta</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Giapponese (Jaxa) sta festeggiando il nuovo risveglio della navicella Slim, (Smart Lander for Investigating Moon) che ha superato la seconda notte lunare, equivalente a circa 14 giorni terrestri.Non &amp;egrave; solo una buona notizia, ma anche un traguardo inaspettato: il lander non era stato infatti progettato per sopportare le temperature che il nostro satellite raggiunge quando la sua superficie non &amp;egrave; illuminata dal Sole.Dopo due settimane terrestri, quando Slim ha mandato il nuovo segnale, gli scienziati hanno anche scattato una foto in bianco e nero della superfice rocciosa del cratere Shioli, sito di allunaggio del lander vicino all&amp;rsquo;equatore lunare.Il successo della missione con il suo atterraggio morbido &amp;egrave; valso a Slim il soprannome di Moon Sniper, che significa cecchino, per la sua tecnologia ad alta precisione.La missione giapponese aveva raggiunto la Luna il 19 gennaio, ma inizialmente il successo sembrava solo parziale. I pannelli solari erano infatti rivolti nella direzione sbagliata, e Slim &amp;egrave; stato messo in letargo per risparmiare energia.&amp;nbsp; Il team di missione sperava di poter ristabilire i contatti con il lander una volta che i suoi pannelli si fossero trovati a favore della luce del Sole, dopo la prima notte lunare, e cos&amp;igrave; &amp;egrave; stato. La missione Slim ha reso il Giappone il quinto Paese ad aver compiuto un allunaggio morbido.

Crediti video: Jaxa, All-Nippon News Network</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>L’Italia di Artemis, dalla Terra alla Luna</video:title>
            <video:description>La strada per il ritorno dell&amp;rsquo;essere umano sulla Luna passa anche per il nostro paese. Ecco i principali contributi del&amp;rsquo;Italia al programma di esplorazione lunare Artemis, dal futuro centro di controllo a terra ai servizi sul nostro satellite.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>Eclissi solare, la Nasa lancia tre razzi sonda</video:title>
            <video:description>La Nasa ha in programma il lancio di tre razzi sonda nel corso della prossima eclissi dell&amp;rsquo;8 aprile. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; &amp;nbsp;studiare come viene influenzata l&amp;rsquo;atmosfera superiore della Terra quando la luce solare si attenua momentaneamente su una parte del pianeta.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Luna, Odysseus si è spento definitivamente</video:title>
            <video:description>Il lander lunare Odysseus si &amp;egrave; spento definitivamente. Il veicolo di Intuitive Machines, che con lo storico allunaggio del 22 febbraio ha riportato gli Stati Uniti sulla Luna dopo quasi 52 anni, ha inviato il suo ultimo segnale il 20 marzo, dopo tre settimane di letargo durante la notte lunare.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-26</video:publication_date>
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            <video:title>Accesi per 500 secondi i nuovi motori di Artemis</video:title>
            <video:description>Proseguono i test di Nasa sul motore Rs-25 per i futuri voli dello Space Launch System, il mega razzo protagonista del programma Artemis che riporter&amp;agrave; nei prossimi anni un equipaggio sulla Luna.
Il 22 marzo presso lo Stennis Space Center di Nasa &amp;egrave; andata in scena l&amp;rsquo;accensione dei nuovi motori per 500 secondi, ossia il tempo necessario ai propulsori prima per avviarsi e poi contribuire al lancio nello spazio dello Space Launch System nelle missioni che prevedono un equipaggio a bordo della navicella Orion.

Questa prova di combustione &amp;egrave; il decimo di 12 test in programma finalizzati a certificare la produzione dei nuovi motori rs-25 da parte dell&amp;rsquo;azienda Aerojet Rocketdyne. Questi alimenteranno il megarazzo di Nasa nelle missioni verso la Luna a partire da Artemis V. 4 motori Rs-25 produrranno insieme oltre 900 tonnellate di spinta.

Durante la prova, i motori sono stati alimentati fino a un livello di potenza ulteriormente superiore a quella necessaria al lift off con equipaggio, testando cos&amp;igrave; una soglia che non solo permette ai propulsori di fornire una spinta aggiuntiva allo Space Launch System ma garantisce&amp;nbsp;anche&amp;nbsp;un margine di sicurezza operativa per il lancio.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Soyuz, lancio rinviato a 20 secondi dal decollo</video:title>
            <video:description>Rinviato a soli 20 secondi dal decollo il lancio della Soyuz russa che avrebbe dovuto portare l&amp;rsquo;equipaggio dell&amp;rsquo;Expedition 71 sulla Stazione Spaziale Internazionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>Orbital Reef, nuovi test per la stazione spaziale commerciale</video:title>
            <video:description>Nuovo passo verso l&amp;rsquo;orbita bassa per Orbital Reef. La futura stazione spaziale commerciale di Blue Origin, finanziata dalla Nasa, ha superato alcuni importanti test</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-21</video:publication_date>
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            <video:title>L’impatto di Dart ha cambiato la forma di Dimorphos</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;impatto della sonda Dart della Nasa ha cambiato non solo il movimento dell&amp;rsquo;asteroide Dimorphos, ma anche la forma. Lo afferma uno studio della Nasa che ha utilizzato tre diverse fonti per confermare questo risultato.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>Chandrayaan-3, un allunaggio senza polvere</video:title>
            <video:description>Lo storico allunaggio del lander lunare indiano nell'agosto 2023 ha sollevato la minore quantit&amp;agrave; di regolite tra tutte le missioni lunari

Quello di Chandrayaan-3 &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;allunaggio che ha sollevato la minore quantit&amp;agrave; di regolite tra tutte le missioni lunari. A confermarlo &amp;egrave; un nuovo studio presentato da Isro, l'Organizzazione indiana per la ricerca spaziale, alla Lunar and Planetary Science Conference tenutasi in Texas.
L&amp;rsquo;orbiter della missione precedente Chandrayaan-2 ha infatti scattato immagini prima e dopo lo storico allunaggio di Chandrayaan-3 del 23 agosto 2023, impresa che ha reso l&amp;rsquo;India il quarto&amp;nbsp;paese&amp;nbsp;ad aver inviato una sonda sul nostro satellite, dopo Unione Sovietica, Stati Uniti e Cina.
Il lavoro degli esperti Isro sottolinea come il lander lunare indiano abbia a malapena sollevato polvere lunare durante la sua discesa, questo grazie a una configurazione unica dei motori.

Accesi per ridurre la velocit&amp;agrave; di discesa e permettere cos&amp;igrave; un allunaggio morbido, sono infatti i motori coi relativi gas di scarico a sollevare dalla superficie la polvere lunare, che si espande creando un pennacchio a causa della bassa gravit&amp;agrave; e della mancanza di un&amp;rsquo;atmosfera sulla Luna.

Iniziando la sua frenata a 30 km di quota, Chandrayaan-3 ha potuto spegnere due dei suoi quattro motori quando ha raggiunto un&amp;rsquo;altitudine di 800 metri, lasciando operativi solo quelli diagonali. Questa loro posizione e la minor potenza di motori mai utilizzata durante un touchdown sulla Luna hanno creato un disturbo molto ridotto alla superficie lunare. La polvere sollevata &amp;egrave; stata cos&amp;igrave; limitata, probabilmente, ipotizzano i ricercatori,&amp;nbsp;grazie anche&amp;nbsp;alla massa del veicolo spaziale e alle propriet&amp;agrave; specifiche della regolite nel sito di atterraggio,&amp;nbsp;vicino al polo sud lunare.

La polvere si &amp;egrave; depositata poi in 145 metri quadrati intorno al lander, come confermato dalle immagini del rover Pragyan rilasciato da Chandrayaan-3. Ora, l'India sta pianificando la sua prossima missione lunare, Chandrayaan-4, che dovrebbe decollare nel 2028 con l'obiettivo di portare rocce lunari sulla Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-19</video:publication_date>
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            <video:title>Potente eruzione solare colpisce Mercurio</video:title>
            <video:description>Una nube di plasma proveniente dal Sole ha colpito Mercurio.

Il pianeta, essendo il pi&amp;ugrave; vicino alla nostra stella, &amp;egrave; spesso soggetto alle tempeste solari.

Ma quella del 9 marzo &amp;egrave; stata sicuramente un&amp;rsquo;espulsione di massa coronale (Cme) molto potente. Si &amp;egrave; trattato una gigantesca e violenta eruzione osservata dal Solar Dynamics Observatory della Nasa. Proveniva dal lato nascosto della nostra stella e a giudicare dalla quantit&amp;agrave; visibile, potrebbe aver avuto un&amp;rsquo;estensione di 500mila chilometri. I suoi elettroni hanno colpito il pianeta, che a causa della sua vicinanza al Sole, &amp;egrave; quasi privo un&amp;rsquo;atmosfera che possa proteggerlo.

Il plasma magnetizzato ha sgretolato la superficie rocciosa e rilasciato un&amp;rsquo;energia sotto forma di raggi X. Gli scienziati hanno infatti rilevato da Terra un fenomeno simile all&amp;rsquo;aurora, ma &amp;nbsp;evidente nei raggi X piuttosto che nella luce visibile.

Quest&amp;rsquo;anno l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; solare raggiunger&amp;agrave; il picco del suo ciclo undecennale, le tempeste magnetiche aumentano causando potenziali disagi alle reti elettriche e alle telecomunicazioni sulla Terra. Monitorare adeguatamente il lato nascosto del Sole, &amp;egrave; una delle maggiori preoccupazioni dei ricercatori: potrebbe ospitare macchie giganti e scatenare tempeste solari a sorpresa, come quella che ha appena colpito Mercurio.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa, Esa</video:description>
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            <video:title>Tutti i lander privati che hanno tentato di atterrare sulla Luna</video:title>
            <video:description>Fino a oggi sono 4 i lander privati che hanno tentato di effettuare&amp;nbsp;un atterraggio morbido sulla Luna e tra loro solo 1 ha avuto successo.
L&amp;rsquo;israeliano Beresheet di SpaceIL&amp;nbsp; l&amp;rsquo;11 aprile 2019 si schianta sul suolo lunare a causa di un guasto al motore in fase di avvicinamento.
Il giapponese Hakuto-R di ispace fallisce il 25 aprile 2023 a causa di&amp;nbsp;un errore del computer di bordo che lo fa precipitare da una quota di 5 km.
La sonda Peregrine di Astrobotic nel gennaio 2024 rientra e brucia in atmosfera terrestre per una perdita di carburante sub&amp;igrave;ta dopo il lancio.
Il 21 febbraio 2024 il lander Odysseus di Intuitive Machines diventa il primo veicolo privato ad atterrare con successo sulla Luna.
Pur ribaltandosi durante il touchdown Odysseus riesce a operare per 10 giorni attivando i suoi carichi utili e riportando esperimenti Nasa sulla Luna dopo 52 anni.</video:description>
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            <video:title>Starship, successo del terzo volo di prova</video:title>
            <video:description>Terzo volo di prova per Starship: SpaceX perde il Super Heavy e la navicella prima del previsto, ma il test &amp;egrave; un successo</video:description>
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            <video:title>Scoperto un vulcano nascosto su Marte</video:title>
            <video:description>Un vulcano gigantesco profondamente eroso si nasconde nei pressi dell&amp;rsquo;equatore di Marte. La scoperta &amp;egrave; stata annunciata nel corso della 55esima Lunar &amp; Planetary Science Conference,&amp;nbsp;in corso&amp;nbsp;in Texas. Secondo le prime rilevazioni, &amp;egrave; probabile la presenza di ghiaccio alla base del vulcano e le sue caratteristiche lo rendono un sito ideale per l&amp;rsquo;esplorazione robotica e per la ricerca di eventuali tracce di vita. Per lo studio sono stati utilizzati i dati di varie sonde Esa e Nasa tra cui Mariner 9, Viking, Mro e Mars Express.</video:description>
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            <video:title>Resti di supernova nell’immagine più grande mai rilasciata</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;onda d&amp;rsquo;urto di un&amp;rsquo;antica esplosione stellare &amp;egrave; stata ripresa in tutta la sua magnificenza dall&amp;rsquo;Osservatorio di Cerro Tololo in Cile. Lo strumento ad altissima risoluzione Dark Energy Camera (DECam) ha rilasciato l&amp;rsquo;immagine pi&amp;ugrave; grande&amp;nbsp;fino ad ora resa pubblica di questo oggetto celeste: i&amp;nbsp;resti della&amp;nbsp;supernova delle&amp;nbsp;Vele, una delle pi&amp;ugrave; vicine alla Terra situata a 800 anni luce di distanza.

Si tratta di detriti cosmici in espansione lasciati da una stella massiccia esplosa circa 11mila anni fa, la pulsar&amp;nbsp;delle Vele,&amp;nbsp;ora trasformata in stella di neutroni. Un oggetto ultra&amp;nbsp;denso&amp;nbsp;con una massa simile al Sole contenuta in una sfera di pochi chilometri di diametro; relativamente debole, che poco si distingue dalle vicine stelle, ma con un potente campo magnetico.

Il gas caldo ed energizzato prodotto dalla sua esplosione si comprime e interagisce con il mezzo interstellare, producendo i filamenti colorati di questa nebulosa gigante che si estende per quasi 100 anni luce nella Costellazione&amp;nbsp;delle Vele.

&amp;nbsp;

Crediti video:&amp;nbsp;Ctio/NoirLab/Doe/Nsf/Aura, Nasa

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-13</video:publication_date>
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            <video:title>Wi-fi sulla Luna, entro 2 anni i primi test</video:title>
            <video:description>Dai tempi del primo sbarco sulla Luna, la qualit&amp;agrave; delle trasmissioni verso la Terra

ha raggiunto una definizione tale, che le immagini di Apollo possono essere considerate primitive.

In vista del prossimi insediamenti a lungo termine sul nostro satellite la necessit&amp;agrave; &amp;egrave; quella di investire sulla comunicazione ad alta definizione.

La Nasa ha gi&amp;agrave; iniziato a indagare come le tecnologie 4G e 5G della Terra potrebbero essere trasposte in ambiente lunare, ma le sfide sono molteplici. Il polo sud, per esempio, &amp;egrave; la regione favorita per un soggiorno umano di lunga durata, grazie alle aree battute dal Sole e a enormi cavit&amp;agrave; viste come potenziali fonti d&amp;rsquo;acqua. Ma come disporre reti wireless in luoghi vasti e profondi e dove la fine regolite potrebbe comprometterne le prestazioni?

Alcune simulazioni sono state effettuate nel deserto dell&amp;rsquo;Arizona che &amp;egrave; solcato dai canyon, ma non &amp;egrave; ancora noto quanto il segnale possa degradarsi a causa delle temperature estreme e delle radiazioni riflesse dalla superficie lunare. Sul lato nascosto della Luna c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche il problema di mantenere le comunicazioni con la Terra quando questa non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; nel campo visivo. Ci penseranno i satelliti. La Cina ha messo in orbita il primo, Queqiao-1, mentre la Nasa sta lanciando Moon Relay e l&amp;rsquo;Esa ha in programma la missione Lunar Pathfinder nel 2025.

Entro l&amp;rsquo;anno la Intuitive Machines tester&amp;agrave; la prima rete cellulare sulla Luna tra un rover e un lander con la missione successiva a Odysseus. Ma la prima opportunit&amp;agrave; che un essere umano avr&amp;agrave; per testare le comunicazioni sulla superficie lunare sar&amp;agrave; con Artemis III nel 2026.

&amp;nbsp;

Crediti video: Esa, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-12</video:publication_date>
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            <video:title>Il messaggio in bottiglia di Europa Clipper verso Giove</video:title>
            <video:description>La forma d&amp;rsquo;onda della parola acqua pronunciata in 103 lingue e un componimento della poetessa statunitense Ada Lim&amp;ograve;n. &amp;Egrave; il cuore del messaggio che Europa Clipper di Nasa trasporter&amp;agrave; nello spazio per onorare il legame tra la Terra ed Europa, una delle lune di Giove.

Sotto la sua crosta ghiacciata, Europa potrebbe, infatti, nascondere un oceano di acqua grande due volte rispetto a tutti gli oceani terrestri messi insieme.

Con un lancio previsto il prossimo ottobre, dal 2030 Europa Clipper effettuer&amp;agrave; 49 sorvoli di questo mondo oceanico per determinare se esistono condizioni tali da supportare la vita.

La piastra metallica triangolare, con dimensioni di circa 18 x 28 centimetri, sigiller&amp;agrave; il caveau che custodisce l&amp;rsquo;elettronica degli strumenti a bordo a protezione dalle radiazioni di Giove.

Sul lato verso l&amp;rsquo;interno, al centro di una bottiglia illustrata in mezzo al sistema gioviano, la targa include anche un microchip di silicio su cui sono stati incisi pi&amp;ugrave; di 2,6 milioni di nomi inviati dal pubblico, selezionati da Nasa tramite la campagna &amp;ldquo;Message in a Bottle&amp;rdquo;.

In alto vi &amp;egrave; incisa anche l&amp;rsquo;equazione di Drake, formula matematica sviluppata dall&amp;rsquo;astronomo Frank Drake per stimare la possibilit&amp;agrave; di trovare civilt&amp;agrave; avanzate oltre la Terra; in basso invece, un riferimento alle frequenze radio, banda con cui ascoltiamo i messaggi dal cosmo.

Il ricco messaggio di Europa Clipper &amp;egrave; stato concepito nello spirito del Golden Record: due dischi in oro contenenti suoni e immagini del nostro pianeta, lanciati nel 1977 con le due sonde spaziali Voyager.

Con Europa Clipper continua cos&amp;igrave; la tradizione di portare nello spazio la ricchezza culturale che popola la Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-11</video:publication_date>
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            <video:title>Cadre, la Nasa manderà un trio di rover sulla Luna</video:title>
            <video:description>Tre piccoli rover in partenza verso la Luna entro la fine del 2024: &amp;egrave; il progetto Cadre della Nasa per supportare le future missioni lunari umane</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-08</video:publication_date>
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            <video:title>DEEP SPACE: Onde gravitazionali, la chiave di accesso all’universo oscuro</video:title>
            <video:description>Sono i segnali dell&amp;rsquo;Universo tra i pi&amp;ugrave; misteriosi e difficili da rilevare, e proprio per questo stanno rivoluzionando l&amp;rsquo;astronomia. Sono le onde gravitazionali, oscillazioni dello spazio-tempo che si propagano alla velocit&amp;agrave; della luce nel cosmo come onde in uno stagno generate dal lancio di un sasso.
Previste da Albert Einstein nel 1916 come conseguenza della sua teoria della Relativit&amp;agrave; Generale, le onde gravitazionali sono state rilevate per la prima volta solo un secolo pi&amp;ugrave; tardi, nel 2015, dopo oltre 50 anni di ricerche.
Eppure la loro natura sfuggevole &amp;egrave; la chiave per accedere all&amp;rsquo;Universo pi&amp;ugrave; oscuro.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Giovanni Losurdo
Dirigente di ricerca INFN e Collaborazione&amp;nbsp;Virgo
&amp;laquo;Le onde gravitazionali sono generate in modo significativo quando delle masse molto grandi e soprattutto molto compatte si muovono ad altissime velocit&amp;agrave;; quindi sono tipicamente associate a fenomeni catastrofici che avvengono nel nostro universo. Le onde gravitazionali, essendo una manifestazione della gravit&amp;agrave; che &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; debole delle forze che conosciamo, hanno un'interazione estremamente debole con la materia. Attraversano la materia praticamente indisturbate lasciando nella materia quantit&amp;agrave; infinitesimali di energia; questo fa s&amp;igrave; che &amp;egrave; molto difficile rivelarle, ma allo stesso tempo ci possono portare informazioni da zone estremamente remote del nostro universo, ma anche da zone estremamente dense e quindi opache al passaggio di radiazione elettromagnetica. Quindi queste propriet&amp;agrave; fanno delle onde gravitazionali un messaggero ideale per studiare il cosiddetto universo oscuro&amp;raquo;.

Completamente diverse dalla luce, per rilevare le tracce effimere lasciate dalle onde gravitazionali i fisici hanno sviluppato rilevatori molto sofisticati chiamati interferometri laser. I tre pi&amp;ugrave; grandi al mondo sono i due gemelli Ligo situati negli Stati Uniti e Virgo, fondato dall&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il francese Cnrs e collocato presso l&amp;rsquo;European Gravitational Observatory vicino a Pisa.
I segnali da loro capatati permettono di svelare la natura di buchi neri e stelle di neutroni in sistemi binari, le cui interazioni gravitazionali e fusioni sono i cataclismi da cui si generano appunto le onde gravitazionali.

Marica Branchesi
Ricercatrice GSSI e INFN - coordinatrice Einstein Telescope Observational Science Board
&amp;laquo;Un segnale di fusione di due buchi neri dura una frazione di secondo, ma riusciamo a ricostruire i parametri della sorgente. I segnali che riceviamo ci hanno svelato per la prima volta che i buchi neri vivono in sistemi binari, ci permettono di capire come ruotano, qual &amp;egrave; la loro distanza e ci hanno svelato appunto le loro masse. Quelli che stiamo vedendo sono buchi neri di masse che vanno da poche masse solari fino a circa 100 masse solari.
Nel caso delle stelle di neutroni questo segnale &amp;egrave; un po' pi&amp;ugrave; sporcato rispetto a quello dei buchi neri, che &amp;egrave; estremamente preciso e pulito, perch&amp;eacute; quello che avviene &amp;egrave; che, nella fase finale di due stelle di neutroni che ruotano una attorno all'altra, queste stelle si deformano e parte della materia viene distrutta e quindi anche il segnale risente di questo. Ma questa &amp;egrave; la parte pi&amp;ugrave; interessante perch&amp;eacute; poi da quella materia si sprigiona anche la luce, quindi possiamo studiare questo oggetto attraverso quella che &amp;egrave; chiamata l'astronomia multimessaggera; e attraverso proprio anche questa deformazione del segnale legata a questa materia che si distrugge noi possiamo capire, appunto, la natura delle stelle di neutroni&amp;raquo;.

Oltre alla difficolt&amp;agrave; nel rilevare le onde gravitazionali, un solo interferometro laser non &amp;egrave; sufficiente per determinare da dove il segnale arrivi. Questa tecnologia agisce, infatti, come un&amp;rsquo;antenna captando onde da ogni direzione del cosmo; per localizzare una sorgente di onde gravitazionali &amp;egrave; dunque necessaria la triangolazione di almeno tre interferometri posizionati in diversi punti della Terra.

Giovanni Losurdo
Dirigente di ricerca INFN e Collaborazione&amp;nbsp;Virgo
&amp;laquo;Una data storica &amp;egrave; quella del 2007, quando Ligo e Virgo, che sono nati come esperimenti in competizione, si mettono insieme per operare come se fossero un unico esperimento. Nasce una rete mondiale di interferometri che, oltre ad avere una copertura temporale del cielo molto migliore, riesce effettivamente, quando c'&amp;egrave; un evento, ad identificare la direzione e a fornire in tempi molto rapidi ai colleghi astronomi le coordinate utili per puntare i telescopi e vedere se oltre onde gravitazionali c'&amp;egrave; qualcos'altro. E questo &amp;egrave; esattamente quello che &amp;egrave; successo il 17 agosto del 2017&amp;raquo;.

In questa data storica, viene captata da Ligo e Virgo la prima onda gravitazionale associata a radiazione elettromagnetica, osservata invece dai telescopi a terra e nello spazio. Un segnale generato dalla fusione di due stelle di neutroni, il cui scontro ha emesso un lampo di luce sotto forma di raggi gamma, osservato circa due secondi dopo l&amp;rsquo;emissione delle onde gravitazionali.

Marica Branchesi
Ricercatrice GSSI e INFN - coordinatrice Einstein Telescope Observational Science Board
&amp;laquo;Le onde gravitazionali ci hanno fatto capire, con un evento storico, Gw 170817, che questi gamma ray burst, questi flash nel gamma brevissimi, sono collegati alla fusione di stelle e di neutroni. Siamo riusciti a unire le informazioni con l'emissione di onde gravitazionali ed elettromagnetiche e questo ha avuto un impatto nell'astrofisica relativistica. Oggi sappiamo meglio come si formano e qual &amp;egrave; la struttura di questi getti di energie e materia che si generano anche quando abbiamo i gamma ray burst. Abbiamo capito meglio la nucleosintesi di elementi pesanti nell'universo e questo attraverso la luce ottica che abbiamo visto nei primi dieci giorni con ad esempio i telescopi che abbiamo in Cile, i telescopi di ESO. Quello che abbiamo visto &amp;egrave; una luce che dal blu diventava rossa e in base alla luminosit&amp;agrave; e alla variazione di colore sappiamo che nella fusione di stelle di neutroni si formano elementi pesanti&amp;raquo;.

La rete mondiale di interferometri &amp;egrave; sottoposta a continui aggiornamenti con l&amp;rsquo;obiettivo di eliminare i rumori di fondo e permettere cos&amp;igrave; la rilevazione e lo studio di fenomeni che generano&amp;nbsp;onde gravitazionali&amp;nbsp;meno intense.

Giovanni Losurdo
Dirigente di ricerca INFN e Collaborazione&amp;nbsp;Virgo
&amp;laquo;Ci saranno degli upgrade molto importanti previsti, per Ligo A-Sharp e per Virgo Next. Il network di rivelatori continuer&amp;agrave; a progredire sia in termini di sensibilit&amp;agrave; angolare, capacit&amp;agrave; di identificare la direzione della sorgente, ma anche come capacit&amp;agrave; di guardare lontano nell'universo e far&amp;agrave; da ponte per quelli che saranno i rivelatori di terza generazione, l&amp;rsquo;Einstein Telescope in Europa e Cosmic Explorer negli Stati Uniti&amp;raquo;.

arica Branchesi
Ricercatrice GSSI e INFN - coordinatrice Einstein Telescope Observational Science Board
&amp;laquo;Aumentare la sensibilit&amp;agrave; significa aumentare il volume di universo che noi guardiamo e quindi questo ci permette poi di avere pi&amp;ugrave; segnali.
Se oggi abbiamo degli eventi che vediamo raramente in futuro avremo tantissimi eventi lungo la storia cosmica dell'universo si parla di 100.000 segnali all'anno provenienti dalla fusione di buchi nerii e 100.000 segnali all'anno provenienti dalla fusione di stelle e di neutroni questi con la nuova generazione di interferometri come Einstein Telescope&amp;raquo;.

Se i segnali osservati fino a oggi da Ligo e Virgo giungono da un universo abbastanza vicino, i futuri rilevatori di terza generazione riusciranno a captare onde gravitazionali attraverso tutto il cosmo, potendo cos&amp;igrave; indagare la fusione di buchi neri e altri cataclismi cosmici fino all'universo pi&amp;ugrave; profondo.

Marica Branchesi
Ricercatrice GSSI e INFN - coordinatrice Einstein Telescope Observational Science Board
&amp;laquo;Quello che incontreremo sono anche buchi neri che non nascono dalle stelle, ma che potrebbero nascere dalle fluttuazioni stesse della densit&amp;agrave; dell'universo, che sono i cosiddetti i buchi neri primordiali. Il James Webb Telescope ci ha fatto vedere che abbiamo dei buchi neri, in questo caso supermassivi, al centro delle galassie, gi&amp;agrave; formate, molto pi&amp;ugrave; lontane, molto pi&amp;ugrave; vicino al Big Bang di quello che ci aspettavamo. Ovviamente, le onde gravitazionali vanno a vedere buchi neri diversi, ma ci potrebbero spiegare il perch&amp;eacute; ci sono questi buchi neri cos&amp;igrave; distanti e cos&amp;igrave; indietro nel tempo, perch&amp;eacute; la fusione di buchi neri pi&amp;ugrave; piccoli potrebbe spiegare l'origine dei buchi neri supermassicci che troviamo all'interno delle galassie e che in particolare sono milioni e miliardi di volte il Sole. Quindi &amp;egrave; un'informazione complementare che ci potrebbe spiegare anche quello che oggi stiamo vedendo e che ci sta sorprendendo con il James Webb Telescope&amp;raquo;.

La nuova frontiera dell&amp;rsquo;astronomia gravitazionale passa ora anche dallo spazio.
Nel gennaio 2024 Esa ha approvato la missione Lisa, il primo osservatorio spaziale di onde gravitazionali. Con un lancio previsto a met&amp;agrave; del prossimo decennio, la missione vedr&amp;agrave; 3 satelliti scambiarsi raggi laser a una distanza reciproca di circa 2,5 milioni di km, una triangolazione di interferometri laser in orbita che annuller&amp;agrave; cos&amp;igrave; il rumore sismico.
Il cuore dei rilevatori gravitazionali a bordo dei tre satelliti sar&amp;agrave; realizzato in Italia mentre lo Space Science Data Center di Asi contribuir&amp;agrave; alle procedure di analisi dei dati.

Giovanni Losurdo
​​​​​​​Dirigente di ricerca INFN e Collaborazione&amp;nbsp;Virgo
&amp;laquo;L'Italia &amp;egrave; stata sempre molto presente nel settore delle onde gravitazionali e anche con ruoli di leadership. Virgo nel 2017 ha dimostrato di essere un pilastro della ricerca delle onde gravitazionali a livello internazionale e l'Italia in Virgo ha sempre avuto un ruolo di leadership.
Anche per la terza generazione con il progetto Einstein Telescope, l'Italia manterr&amp;agrave; questo ruolo perch&amp;eacute; &amp;egrave; al momento il paese pi&amp;ugrave; rappresentato nella collaborazione internazionale Einstein Telescope.
L'Italia &amp;egrave; candidata ad ospitare l'infrastruttura mettendo a disposizione un sito, quello di Sos Enattos in Sardegna, che dal punto di vista delle caratteristiche geofisiche &amp;egrave; di gran lunga il migliore dei siti candidati&amp;raquo;.

Marica Branchesi
Ricercatrice GSSI e INFN - coordinatrice Einstein Telescope Observational Science Board
&amp;laquo;Ma l'Italia ha giocato un ruolo fondamentale anche nell'astronomia multimessaggera, mettendo in campo strumenti eccezionali, partendo dallo spazio, e in questo caso dobbiamo fare riferimento all'Asi, e mettendo in campo anche tutti quelli che sono gli strumenti a terra, quindi telescopi a terra che vanno dall'ottico al radio. In questo ha giocato un ruolo fondamentale l'Istituto Nazionale di Astrofisica.
La sinergia e la collaborazione di questi enti di ricerca &amp;egrave; stata fondamentale per l'astronomia attuale, quindi per questa nuova esplorazione dell'universo e sar&amp;agrave; fondamentale per il futuro soprattutto perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;Einstein Telescope, quindi questo futuro strumento, lo vogliamo portare in Italia, e penso che l'asset che gli enti di ricerca italiani possono offrire &amp;egrave; un asset che altri paesi in questo momento non hanno&amp;raquo;.

30 anni dopo la costruzione di Virgo, la fisica e l&amp;rsquo;astronomia in Italia potrebbero avere quindi una nuova grande opportunit&amp;agrave; con l&amp;rsquo;Einstein Telescope, progetto internazionale per la realizzazione di un grande rivelatore di onde gravitazionali sotterraneo, tra i 100 e i 300 metri di profondit&amp;agrave;.
Questa tecnologia di terza generazione sar&amp;agrave; in grado di osservare un volume di universo mille volte maggiore rispetto agli attuali rivelatori gravitazionali di seconda generazione, aprendo cos&amp;igrave; il nostro sguardo a fenomeni astrofisici attesi ma ancora mai osservati.
​​​​​​​Uno dei siti canditati a ospitare l&amp;rsquo;Einstein Telescope &amp;egrave; la miniera metallifera dismessa&amp;nbsp;di Sos Enattos in Sardegna, la cui candidatura &amp;egrave; sostenuta dal Governo Italiano, dal Ministero dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; e della Ricerca, dalla Regione Autonoma della Sardegna e coordinata scientificamente dall&amp;rsquo;INFN, con la collaborazione di diversi enti di ricerca e universit&amp;agrave; di tutta Italia.
In tale contesto, il progetto Etic del MUR vede la partecipazione dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;a supporto della progettazione delle strutture di superficie e sotterranee di ET e per la realizzazione delle stazioni GNSS e meteo di ASI presso il sito dell&amp;rsquo;Einstein Telescope. Il ruolo che il nostro Paese assume storicamente nell&amp;rsquo;astronomia gravitazionale e multimessaggera &amp;egrave; dunque vivo pi&amp;ugrave; che mai e soprattutto proiettato verso le sfide del futuro.</video:description>
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            <video:title>Space Telescope Live: le immagini dallo spazio in tempo reale</video:title>
            <video:description>L'app della Nasa fornisce un accesso facile e veloce alla spettacolari immagini di Webb e Hubble</video:description>
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            <video:title>Asteroide Apophis, traiettoria sotto controllo</video:title>
            <video:description>Da quando &amp;egrave; stato scoperto, l&amp;rsquo;asteroide Apophis suscita interesse in quanto oggetto vicino alla Terra.

Il passaggio ravvicinato, e a soli 32mila chilometri, &amp;egrave; stato calcolato per il 13 aprile 2029. La traiettoria dell&amp;rsquo;asteroide comunque non indica alcuna possibilit&amp;agrave; di impatto con la Terra, ma se la sua orbita fosse deviata da altri oggetti spaziali? Nessun pericolo, almeno per i prossimi 100 anni. Gli scienziati hanno analizzato due diversi cataloghi con le orbite di asteroidi e comete, e assicurano che nulla sar&amp;agrave; in grado di modificarne il percorso. Nonostante il margine di sicurezza, Apophis &amp;egrave; sotto osservazione continua.

Le simulazioni sono state eseguite con i dati della Nasa e dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale europea e l&amp;rsquo;unica incognita emersa &amp;egrave; l&amp;rsquo;incontro ravvicinato di Apophis con l&amp;rsquo;asteroide Xanthus. A dicembre 2026 viaggeranno a una distanza di soli 500mila chilometri e a quelle velocit&amp;agrave;, qualsiasi particella di polvere oltre il centimetro espulsa da Xanthus, potrebbe modificare la traiettoria di Apophis.

Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora tempo, assicurano gli scienziati, per avviare campagne di osservazione e rilevare se Xanthus ha del materiale nella sua orbita.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-06</video:publication_date>
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            <video:title>Juno misura l’ossigeno di Europa</video:title>
            <video:description>Europa,&amp;nbsp;una delle lune di Giove,&amp;nbsp;produce molto meno ossigeno di quanto rilevato da studi precedenti. Lo conferma la missione Juno della Nasa, grazie ai dati raccolti durante il sorvolo ravvicinato di Europa nel settembre 2022.

La missione Juno ha tra i suoi scopi quella di studiare il campo magnetico di Giove, e ha evidenziato le complesse dinamiche tra il pianeta e la sua luna: Europa, infatti, si trova proprio nel mezzo delle cinture di radiazione del gigante gassoso.

Le particelle cariche che provengono&amp;nbsp;dal campo magnetico di Giove bombardano la superficie ghiacciata di Europa, causando cos&amp;igrave; la divisione delle molecole d&amp;rsquo;acqua in idrogeno e ossigeno&amp;nbsp;ed erodendo la sua crosta ghiacciata.

Gli scienziati della missione Juno stimano che Europa produca con questo processo circa 12 chili di ossigeno al secondo, una quantit&amp;agrave;&amp;nbsp;100 volte&amp;nbsp;inferiore a misure precedenti. Secondo la ricerca, parte dell&amp;rsquo;ossigeno potrebbe spingersi nell&amp;rsquo;oceano sotterraneo creando cos&amp;igrave; le condizioni a supporto della vita.

Investigare l&amp;rsquo;abitabilit&amp;agrave; di questo mondo oceanico sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;obiettivo di Europa Clipper, missione Nasa che partir&amp;agrave; alla fine di quest&amp;rsquo;anno.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-05</video:publication_date>
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            <video:title>I dati di Odysseus apriranno la strada ai lander del futuro</video:title>
            <video:description>Tutti i dati collezionati &amp;nbsp;da questa missione aiuteranno Intuitive Machines nella preparazione dei prossimi due progetti</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-04</video:publication_date>
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            <video:title>Lo scheletro di una galassia visto dal Webb</video:title>
            <video:description>Nuovo, spettacolare ritratto firmato James Webb. Questa volta il telescopio spaziale di Nasa, Esa e Csa ha immortalato la galassia a spirale barrata &amp;nbsp;NGC 1559, rivelando il suo scheletro di polvere illuminato dal bagliore di giovani stelle.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-03-01</video:publication_date>
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            <video:title>I suoni dell’Universo in un documentario della Nasa</video:title>
            <video:description>La Nasa ha&amp;nbsp;prodotto&amp;nbsp;tre nuove sonificazioni di immagini realizzate da un team&amp;nbsp;di&amp;nbsp;propri&amp;nbsp;telescopi&amp;nbsp;e&amp;nbsp;osservatori spaziali. La sonificazione &amp;egrave; il processo di trasformazione dei dati in suoni&amp;nbsp;per presentare temi scientifici in maniera accattivante.&amp;nbsp;In questo caso i dati scientifici prodotti dalle sonde vengono&amp;nbsp;raccolti&amp;nbsp;come segnali digitali per poi &amp;nbsp;essere convertiti in immagini visive.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-29</video:publication_date>
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            <video:title>ERS-2, nuove immagini del rientro</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Esa ha rilasciato alcune immagini di Ers-2 il satellite dedicato all&amp;rsquo;osservazione della terra rientrato il 21 febbraio scorso nel Pacifico Settentrionale dopo aver concluso la sua vita operativa.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Dart, la collisione potrebbe aver rimodellato l’asteroide</video:title>
            <video:description>Il 26 settembre del 2022 la missione Dart (Double&amp;nbsp;Asteroid&amp;nbsp;Redirection&amp;nbsp;Test) effettu&amp;ograve; con successo il primo test di difesa planetaria. La navicella della Nasa colp&amp;igrave; l&amp;rsquo;asteroide Dimorphos deviandone la traiettoria. Il tutto fu documentato dalla sonda LiciaCube dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, realizzata da Argotec sotto la guida scientifica dell'Inaf.

Per sapere cosa sia successo esattamente sull&amp;rsquo;asteroide dopo l&amp;rsquo;impatto, bisogner&amp;agrave; attendere la missione Hera dell&amp;rsquo;Esa, che partendo a ottobre, raggiunger&amp;agrave; Dimorphos alla fine del 2026. Ma gli scienziati si sono gi&amp;agrave; fatti un&amp;rsquo;idea, simulando la collisione con il codice d&amp;rsquo;impatto Sph (Smoothed Particle Hydrodynamics), un software progettato per replicare la disgregazione collisionale di corpi rocciosi. Inserendo i dati conosciuti, della navicella e dell'asteroide prima e dopo l&amp;rsquo;impatto, e variando quelli sconosciuti, come la disposizione delle rocce e la loro porosit&amp;agrave;, gli studiosi hanno eseguito circa 250 simulazioni, riproducendo le prime due ore dopo l&amp;rsquo;impatto. I risultati indicano che Dimorphos potrebbe non essere un solido blocco di pietre, ma un &amp;ldquo;mucchio di macerie&amp;rdquo; molto leggero, tenuto insieme da una debole gravit&amp;agrave;. La stessa scia di detriti, osservata anche da Hubble e Webb, ha un ampio cono d&amp;rsquo;espulsione, indice di una debole gravit&amp;agrave; e coesione del materiale.

Oltre a rafforzare l&amp;rsquo;ipotesi che Dimorphos si sia formato col materiale rilasciato dal vicino Didymos aggregatosi poi con la gravit&amp;agrave;, la simulazione suggerisce che non verr&amp;agrave; trovato alcun cratere d&amp;rsquo;impatto, ma che la collisione abbia invece rimodellato l&amp;rsquo;intero corpo: una scoperta significativa sia per la scienza degli asteroidi che per la difesa planetaria.

&amp;nbsp;

Crediti video:&amp;nbsp;Nasa, Esa, S.D.Raducan (Universitat Bern), C.Manzoni, B.H.May</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-27</video:publication_date>
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            <video:title>Luna, Odysseus è salvo anche se ribaltato</video:title>
            <video:description>Odysseus &amp;egrave; in buona salute pur essendo caduto sulla superficie lunare appoggiandosi su un fianco. Il ribaltamento del lander lunare &amp;egrave; stato confermato da Intuitive Machines durante una teleconferenza Nasa organizzata 24 ore dopo lo storico allunaggio del 22 febbraio, avvenuto a circa 300 chilometri dal polo sud lunare.

Odysseus, il&amp;nbsp;primo veicolo privato&amp;nbsp;a posarsi sulla Luna e per di pi&amp;ugrave; in una regione inesplorata, &amp;egrave; stato infatti protagonista di una discesa pi&amp;ugrave; brusca del previsto: il lander ha registrato una velocit&amp;agrave; tre volte superiore a quella pianificata, scendendo verso il suolo lunare non verticalmente ma con un movimento laterale non atteso.

Questo lo ha fatto inciampare una volta toccata la superficie, adagiandosi su un fianco a pochi chilometri dal sito di atterraggio previsto.

Il ribaltamento ha compromesso, tuuttavia, solo uno dei suoi 12 carichi utili. Tra questi sono in funzione i 6 esperimenti della Nasa, segnando cos&amp;igrave; la prima consegna lunare di successo del suo programma commerciale Clps.

Inoltre, lo strumento dimostrativo Nasa per atterraggi di precisione tramite il telerilevamento lidar &amp;egrave; stato fondamentale per l&amp;rsquo;allunaggio morbido di Odysseus: i suoi due laser hanno fornito dati al sistema di navigazione del lander andando cos&amp;igrave; a sostituire la telemetria laser di Odysseus, rivelatasi fuori servizio poche ore prima dello storico touchdown.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>Falcon 9 supera i 300 lanci</video:title>
            <video:description>SpaceX ha portato in orbita 22 satelliti Starlink a bordo di un razzo Falcon 9 nel suo 301esimo volo.</video:description>
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            <video:title>Odysseus è in orbita lunare, a breve l’allunaggio!</video:title>
            <video:description>Il&amp;nbsp;lander&amp;nbsp;Odysseus &amp;egrave; entrato ieri in orbita lunare

Con un&amp;rsquo;accensione del suo motore principale, si &amp;egrave; posizionato a un&amp;rsquo;altitudine di 92 chilometri dalla superficie compiendo solo due delle tre manovre calcolate. L&amp;rsquo;allunaggio &amp;egrave; atteso per oggi quando in Italia saranno le 23.49 e se tutto procede come previsto, Intuitive Machines&amp;nbsp;sar&amp;agrave; la prima azienda privata ad atterrare sul suolo lunare.

SpaceX ha lanciato Odysseus il 15 febbraio da Cape Canaveral. Trasporta 12 carichi utili di cui met&amp;agrave; sono della Nasa e rivolti a esaminare i rischi ambientali per gli astronauti in vista di mantenere una presenza umana a lungo termine sulla Luna, con il programma Artemis.

Il&amp;nbsp;veicolo&amp;nbsp;vanta un nuovo tipo di sistema di propulsione, a ossigeno e metano liquido super raffreddato, che ha permesso l&amp;rsquo;avvicinamento alla Luna in appena 6 giorni. Nel frattempo, lungo il viaggio, Odysseus ci ha regalato bellissime immagini della Terra e anche uno scatto della Luna a 3/4 del percorso.

La destinazione &amp;egrave; il cratere Malapert, vicino al&amp;nbsp;polo sud ritenuto ricco d&amp;rsquo;acqua. In assenza di un'atmosfera che supporti il paracadute, i&amp;nbsp;lander&amp;nbsp;devono fare affidamento sui propulsori per controllare la loro discesa. Negli ultimi momenti prima dell&amp;rsquo;atterraggio, la &amp;lsquo;EagleCam&amp;rsquo; guider&amp;agrave;&amp;nbsp;Odysseus&amp;nbsp;verso il sito pi&amp;ugrave; sicuro, tra rocce e cavit&amp;agrave; pericolose.

Ci vorranno 15 secondi prima che i controllori di volo potranno confermare il raggiungimento dell&amp;rsquo;obiettivo, il tempo necessario per il ritorno a Terra dei segnali radio.

I 15 secondi pi&amp;ugrave; lunghi di sempre &amp;ndash; ha detto il direttore tecnico di Intuitive Machines&amp;nbsp;&amp;ndash; in attesa che la luce verde ci indicher&amp;agrave; che siamo&amp;nbsp;giunti&amp;nbsp;sulla Luna.

&amp;nbsp;

Crediti video:&amp;nbsp; Intuitive Machines</video:description>
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            <video:title>Questo buco nero divora l’equivalente di un Sole ogni giorno</video:title>
            <video:description>Scoperto un buco nero da record: &amp;egrave; situato nel quasar distante&amp;nbsp;J0529-4351 ed &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; famelico mai osservato fino ad oggi. Ha una massa di 17 miliardi di soli e divora l&amp;rsquo;equivalente di un Sole al giorno.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Megarazzo in allestimento per Artemis III</video:title>
            <video:description>Mentre &amp;egrave; ancora in fase di preparazione il secondo lancio del programma Artemis, la Nasa sta gi&amp;agrave; predisponendo il megarazzo per Artemis III, la missione che riporter&amp;agrave; l&amp;rsquo;uomo a camminare sulla Luna dopo oltre 50 anni.

All'interno del Vertical Assembly Building (Vab) presso l'impianto di assemblaggio Michoud della Nasa a New Orleans, i tecnici hanno terminato di saldare la struttura del serbatoio minore di ossigeno liquido, dopo aver assemblato quello maggiore.

Il processo di preparazione include la fase di saldatura, di lavaggio e di rivestimento. La pulizia interna, garantisce che agenti contaminanti non penetrino nel complesso sistema di propulsione. Mentre sulla parte esterna del serbatoio, dopo aver dato un fondo di primer, i tecnici applicano una protezione termica a base di schiuma che ha un doppio ruolo: proteggere il razzo dalle temperature estreme che dovr&amp;agrave; affrontare durante il lancio e il volo, e mantenere al suo interno il propellente super-refrigerato e quindi allo stato liquido.

I due enormi serbatoi possono contenere quasi 3 milioni di litri di propellente per alimentare i quattro motori RS-25. Tutto questo dovr&amp;agrave; produrre una spinta tale da rendere l&amp;rsquo;Sls l'unico razzo in grado di inviare sulla Luna la navicella Orion, gli astronauti e i rifornimenti in un unico lancio.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:title>Lanciato il primo ispettore dei detriti spaziali</video:title>
            <video:description>Lanciato con successo il primo satellite che ispezioner&amp;agrave; da vicino un grande detrito spaziale.

L&amp;rsquo;ispettore si chiama Adras-J, missione sviluppata dalla giapponese Astroscale e selezionata da Jaxa per la prima fase del suo programma dimostrativo di rimozione dei detriti in orbita.

Decollata il 18 febbraio dalla Nuova Zelanda e rilasciata a un'altitudine di circa 600 chilometri,&amp;nbsp;Adras-J&amp;nbsp;&amp;egrave; la prima navicella che tenter&amp;agrave; di avvicinarsi a un detrito di grandi dimensioni: il suo obiettivo &amp;egrave; lo stadio superiore di un razzo H-2A, un corpo lungo 11 metri e con un diametro di 4 metri in orbita dal 2009.
Adras-J&amp;nbsp;dovr&amp;agrave; dimostrare la sua capacit&amp;agrave; di effettuare un rendezvous e operare in prossimit&amp;agrave; del detrito, con l&amp;rsquo;obiettivo di raccogliere informazioni sul suo stato per aiutare una futura missione di aggancio e deorbita.

La sfida non sar&amp;agrave; semplice in quanto lo stadio superiore non fornisce autonomamente alcun dato Gps sulla sua posizione orbitale, rendendo cos&amp;igrave; impossibile una sua localizzazione precisa&amp;nbsp;necessaria ad&amp;nbsp;Adras-J&amp;nbsp;per la fase di avvicinamento.L&amp;rsquo;ispettore sfrutter&amp;agrave; quindi le osservazioni da terra per determinare la posizione approssimativa del suo obiettivo e avvicinarsi a esso mantenendo una distanza di sicurezza basata su queste informazioni limitate, cercando di determinare se potr&amp;agrave; essere avvicinato e agganciato in sicurezza da una missione successiva, che avr&amp;agrave; l&amp;rsquo;obiettivo di guidarlo in un rientro controllato nell&amp;rsquo;oceano Pacifico.

Il successo di questo ispettore di 150 kg sar&amp;agrave; dunque fondamentale per i futuri spazzini spaziali che opereranno in orbita per limitare il problema dello&amp;nbsp;space debris.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-19</video:publication_date>
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            <video:title>Primo esperimento di chirurgia spaziale</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; stato svolto con successo spaceMIRA, primo test di chirurgia spaziale, grazie al collegamento con un team di medici che ha controllato a distanza un piccolo robot sulla Iss.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>Vele a propulsione solare per lo spazio profondo</video:title>
            <video:description>Prosegue lo sviluppo di una nuova tecnologia dedicata all&amp;rsquo;esplorazione dello spazio profondo: la propulsione di veicoli attraverso la radiazione solare.

All&amp;rsquo;interno&amp;nbsp;dei laboratori&amp;nbsp;della Redwire Space in Colorado, la Nasa ha dispiegato con successo uno dei quattro quadranti di un'enorme vela solare.

Completamente aperta ha la grandezza di un campo da basket; &amp;egrave; composta da un materiale polimerico rivestito da una lamina di alluminio dallo spessore inferiore alla larghezza di un capello. Sono leggere, non hanno bisogno di carburante e per questo l&amp;rsquo;utilizzo delle vele potrebbe promuovere missioni spaziali a basso costo e di lunga durata.

Come una barca a vela utilizza il vento per viaggiare, cos&amp;igrave; le vele solari utilizzano i fotoni. Queste particelle di luce, sebbene prive di massa, nel vuoto dello spazio e nel tempo, hanno la capacit&amp;agrave; di trasmettere grandi quantit&amp;agrave; di energia.

Questa tecnologia, con dimensioni ridotte, &amp;egrave; stata gi&amp;agrave; testata a partire dal 2010. Ha iniziato l&amp;rsquo;Agenzia spaziale giapponese con la missione Ikaros, poi la Nasa con le Nanosail-D e la Planetary Society di Carl Sagan con le Lightsail.

In futuro, l&amp;rsquo;idea &amp;egrave; quella di posizionare dei laser nello spazio che dirigano i loro raggi sulle vele, cos&amp;igrave; da renderle abbastanza veloci da raggiungere un'altra stella in una quantit&amp;agrave; ragionevole di tempo.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa, Redwire</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>Lancio rinviato per il lander di Intuitive Machines</video:title>
            <video:description>SpaceX ha rinviato al 15 febbraio il lancio del lander Odysseus, costruito da Intuitive Machines. Secondo quanto dichiarato dall&amp;rsquo;azienda il rinvio &amp;egrave; dovuto ad un problema con il metano liquido del lander, che alimenta i sistemi di propulsione e atterraggio</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-14</video:publication_date>
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            <video:title>Un’eclissi solare vista da Marte</video:title>
            <video:description>Perseverance ci regala una nuova eclissi solare. L&amp;rsquo;8 febbraio, il rover della Nasa ha catturato, con 68 immagini, il passaggio della sua luna Fobos davanti al Sole.

Le prime osservazioni di eclissi marziane risalgono al 2004 con i rover Spirit e Opportunity, ma fu Curiosity, che nel 2019, invi&amp;ograve; il primo video del fenomeno: entrambi i satelliti naturali del pianeta Rosso, Fobos e Deimos furono visti passare davanti al Sole a pochi giorni di distanza.

Queste osservazioni, nel tempo consentono agli scienziati di misurare i cambiamenti nell&amp;rsquo;orbita di Fobos. La luna si sta avvicinando sempre pi&amp;ugrave; al suo pianeta e tra alcuni milioni di anni ci sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;impatto. L&amp;rsquo;analisi dei mutamenti orbitali da anche informazioni sulla crosta e il mantello di Marte che subiscono gli effetti dalla pressione creata dalle forze mareali del satellite. Fobos dista infatti solo 9mila chilometri dal suo pianeta.

Scoperti nel 1877, le origini dei due satelliti naturali sono ancora ignote. Per questo l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Giapponese ha fissato per il 2026 il lancio di Martian Moons Exploration (Mmx), al fine di prelevare campioni da Fobos.

Come nota di curiosit&amp;agrave;, Fobos e Deimos prendono il nome dai figli di Ares, il dio greco della guerra, e significano rispettivamente Paura e Terrore.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa, Esa, Jaxa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-13</video:publication_date>
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            <video:title>La prima missione di Walter Villadei a bordo della Iss</video:title>
            <video:description>Venerd&amp;igrave; 9 febbraio &amp;egrave; rientrata dalla Iss la missione Axiom 3 con uno splashdown di successo al largo delle coste della Florida. L&amp;rsquo;equipaggio tutto europeo ha visto come pilota l&amp;rsquo;italiano Walter Villadei, Colonnello dell&amp;rsquo;Aeronautica Militare. Durante i 18 giorni sulla Iss, Villadei ha eseguito diversi esperimenti per conto di Asi e del Ministero della Difesa. Malattie neurodegenerative e fertilit&amp;agrave; al centro dei 4 studi Asi a cui si sommano 2 test a Terra per indagare la salute nello spazio. Villadei il 30 gennaio scorso ha dialogato collegandosi dalla Iss con 400 studenti riuniti nella sede Asi illustrando le ricerche Ax-3 in corso.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-12</video:publication_date>
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            <video:title>Juno osserva la superficie della luna Io</video:title>
            <video:description>Le suggestive immagini sono state catturate in due momenti differenti, il 30 dicembre 2023 e il 3 febbraio scorso</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-09</video:publication_date>
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            <video:title>Un oceano nascosto per Mimas</video:title>
            <video:description>I dati di Cassini rivelano la presenza di un oceano sotto la crosta ghiacciata della luna di Saturno</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-08</video:publication_date>
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            <video:title>Attività solare al picco, black out radio in Australia</video:title>
            <video:description>La scorsa notte, sulla nostra stella c&amp;rsquo;&amp;egrave; stata una potente eruzione le cui particelle&amp;nbsp;cariche&amp;nbsp;hanno raggiunto la Terra e generato un black out,&amp;nbsp;limitato alle sole onde corte radio.

L&amp;rsquo;eruzione &amp;egrave; avvenuta all&amp;rsquo;interno di una gigantesca macchia solare che ha poi causato un&amp;rsquo;espulsione di plasma. Quando le particelle hanno raggiunto il nostro pianeta, la ionosfera

&amp;nbsp;ha subito variazioni significative causando in Australia e nel sud est asiatico interruzioni nelle comunicazioni radio principalmente di radioamatori e marinai che utilizzano frequenze inferiori a 30 MHz.

I brillamenti solari si verificano quando l&amp;rsquo;energia magnetica che si accumula nell&amp;rsquo;atmosfera solare, viene rilasciata con un&amp;rsquo;intensa esplosione e vengono classificati in base alla luminosit&amp;agrave; e alla potenza che li caratterizza. Il fenomeno della scorsa notte era un brillamento di classe M, quindi molto potente e in grado di&amp;nbsp;far sentire la sua influenza&amp;nbsp;sulla Terra.

In questo momento, c&amp;rsquo;&amp;egrave; un&amp;rsquo;altra&amp;nbsp;regione del Sole particolarmente ricca di macchie, dalla quale potrebbero originarsi nei prossimi giorni nuovi brillamenti, anche pi&amp;ugrave; potenti di quelli di ieri. Ricordiamo, che da gennaio fino a ottobre, il Sole &amp;egrave; entrato nel culmine dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; del suo ciclo undecennale.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa, Swpc/Noaa, Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-07</video:publication_date>
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            <video:title>Nuovo record di permanenza nello spazio</video:title>
            <video:description>Lo scorso fine settimana il cosmonauta Oleg Kononenko, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha raggiunto il record mondiale per il maggior tempo trascorso nello spazio. Dal 2015 il primato era detenuto dal collega Gennady Padalka che, in 17 anni e cinque missioni, aveva raggiunto 878 giorni lontano dalla Terra.

Tra gli astronauti italiani &amp;egrave; Samantha Cristoforetti a detenere il record di permanenza nello spazio seguita da Luca Parmitano.

Kononenko ha tenuto a precisare che, al di l&amp;agrave; dei record, l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di vivere e lavorare in orbita era la sua aspirazione sin da bambino e tuttora la sua motivazione per continuare a volare.

Il cosmonauta, che &amp;egrave; un ingegnere di volo, fa parte dell&amp;rsquo;equipaggio Expedition 70. E&amp;rsquo; partito a settembre con la Sojuz MS-24 e rester&amp;agrave; a bordo del laboratorio spaziale per un anno; a fine febbraio ne prender&amp;agrave; comando quando ci sar&amp;agrave; il cambio di squadra tra la crew-7 e crew-8 di SpaceX.

Se tutto procede secondo i piani, a giugno Kononenko raggiunger&amp;agrave; i mille giorni in orbita, un bellissimo regalo per il suo sessantesimo compleanno che festegger&amp;agrave; proprio nello spazio!

&amp;nbsp;

Crediti video: Roscosmos, Esa, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-06</video:publication_date>
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            <video:title>Pace pronto al lancio per monitorare tutti gli oceani</video:title>
            <video:description>Il satellite Pace di Nasa sar&amp;agrave; lanciato questa settimana da un Falcon 9 di SpaceX con l'obiettivo di&amp;nbsp;riconoscere&amp;nbsp;le diverse tipologie di fitoplacton sulle superfici degli oceani del mondo monitorandone cos&amp;igrave; lo stato di salute.

Tutto pronto per il lancio della missione Pace di Nasa. Il satellite che mapper&amp;agrave; lo stato di salute degli oceani di tutto il mondo decoller&amp;agrave; il 6 febbraio a bordo di un Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral.

Pace orbiter&amp;agrave; intorno alla Terra a 677 chilometri di altitudine. Da qui investigher&amp;agrave; le molteplici sfumature dell&amp;rsquo;oceano. Con tre strumenti a bordo che operano dall'ultravioletto fino all'infrarosso, le osservazioni di Pace esploreranno 5 diversi colori degli oceani globali, permettendo cos&amp;igrave; di riconoscere e monitorare le diverse tipologie di fitoplacton, ossia l&amp;rsquo;insieme di alghe microscopiche e microrganismi che vivono sulle superfici marine.

Con Pace gli scienziati conosceranno la distribuzione globale dei fitoplacton dannosi e di quelli benefici, avendo cos&amp;igrave; informazioni utili per la salute della vita marina.

I dati di Pace aiuteranno anche a tracciare i diversi tipi di aerosol presenti nell'atmosfera, rivelando come questi possano alimentare la crescita dei diversi fitoplancton nell'oceano superficiale. Lo studio degli aerosol atmosferici permetter&amp;agrave; anche di monitorare la qualit&amp;agrave; dell'aria e il suo impatto sulla salute umana.
Costata quasi un miliardo di dollari, la missione Nasa ha una durata prevista inizialmente di tre anni, pur avendo propellente sufficiente per operare almeno un decennio. Tutti i dati che Pace raccoglier&amp;agrave; saranno infine disponibili pubblicamente, senza alcuna esclusivit&amp;agrave; per il team della missione.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>Lo spazioplano Dream Chaser ha superato il test di vibrazione</video:title>
            <video:description>Dream Chaser &amp;nbsp;ha superato un test sulle vibrazioni presso la &amp;nbsp;Mechanical Vibration Facility della Nasa, in Ohio.</video:description>
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            <video:title>Bert, il futuro cane spaziale</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;amico dell&amp;rsquo;uomo seguir&amp;agrave; gli astronauti anche nello spazio, ma sotto forma di robot.

Si chiama Bert ed &amp;egrave; stato testato per la prima volta da Marcus Wandt che si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale per la missione Axiom-3.

L&amp;rsquo;esperimento consiste nel controllare a distanza questi aiutanti considerando anche il tempo che il segnale inviato impiega per raggiungere l&amp;rsquo;obiettivo. Simulando una missione su Marte, dunque, l&amp;rsquo;astronauta ha controllato dallo spazio tre robot che si trovano sulla Terra: Bert, il cane a quattro zampe, il suo assistente umanoide&amp;nbsp;Rollin'&amp;nbsp;Justin che cammina sulle ruote, e il rover Interact dell&amp;rsquo;Esa. Il test, riuscito perfettamente, ha visto collaborare i tre robot che installavano insieme una tubatura.

Bert e i suoi compagni fanno parte del progetto Surface Avatar gestito dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Tedesca in collaborazione con l&amp;rsquo;Esa. Possedere gambe, invece di ruote, &amp;egrave; un&amp;rsquo;innovazione nel campo della robotica che consentirebbe a questi dispositivi di muoversi con pi&amp;ugrave; agilit&amp;agrave; su superfici lunari o marziane, tra terreni accidentati e caverne da esplorare.

&amp;nbsp;

Crediti video; DLR, ESA</video:description>
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            <video:publication_date>2024-02-01</video:publication_date>
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            <video:title>Il veicolo cargo Cygnus lanciato da SpaceX verso la Iss</video:title>
            <video:description>Il Falcon 9 di SpaceX ha portato con successo nello spazio il veicolo Cargo Cygnus, che adesso &amp;egrave; in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il liftoff &amp;egrave; avvenuto il 30 gennaio alle 18.07 italiane dalla Space Force Station a Cape Canaveral, in Florida. Si &amp;egrave; trattato della ventesima missione operativa di Cygnus, ma di un debutto per SpaceX: i precedenti 19 voli erano infatti avvenuti a bordo dei razzi Antares o Atlas V. Con questo lancio si apre dunque la collaborazione tra l&amp;rsquo;azienda di Elon Musk e la Northrop Grumman, societ&amp;agrave; produttrice di Cygnus.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-31</video:publication_date>
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            <video:title>Walter Villadei in collegamento con ASI</video:title>
            <video:description>L'intervento del Col. dell'Aeronautica Militare Walter Villadei con gli studenti presenti nell'auditorium dell'ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>Walter Villadei incontra gli studenti in ASI</video:title>
            <video:description>Pi&amp;ugrave; di 300 studenti si sono dati appuntamento presso la sede dell&amp;rsquo;Asi per il video collegamento con il Colonnello dell&amp;rsquo;Aeronautica Militare Walter Villadei, sulla Iss dal 20 gennaio con la missione Ax-3. L&amp;rsquo;evento &amp;ldquo;Missione Ax- 3. La scienza spaziale targata Italia&amp;rdquo; &amp;egrave; stato organizzato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e dall&amp;rsquo;Aeronautica Militare per permettere agli studenti di scoprire di pi&amp;ugrave; sulle attivit&amp;agrave; sperimentali che Villadei sta eseguendo in orbita.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>Il Giappone è il quinto paese a effettuare un allunaggio morbido</video:title>
            <video:description>Il lander Slim di Jaxa ha realizzato un atterraggio morbido sulla Luna il 19 gennaio ma sembra che si sia ribaltato causando cos&amp;igrave; problemi di alimentazione

Lo scorso 19 gennaio il lander giapponese Slim ha effettuato un atterraggio morbido sul suolo lunare.
Il Giappone &amp;egrave; diventato cos&amp;igrave; la quinta nazione dopo Usa,&amp;nbsp;ex URRS, Cina e India&amp;nbsp;ad aver compiuto un allunaggio morbido.
L&amp;rsquo;allunaggio di Slim &amp;egrave; avvenuto con una precisione inaudita a soli 55 metri dal sito previsto nel cratere equatoriale Shioli.
Eppure dopo il touchdown il lander &amp;egrave; entrato in letargo non riuscendo a caricarsi tramite i pannelli solari.
Dall&amp;rsquo;immagine scattata da uno dei due rover rilasciati da Slim il lander Jaxa appare infatti come se si fosse ribaltato.
Il contatto con Slim &amp;egrave; stato poi ristabilito dopo una settimana&amp;nbsp;riuscendo a ottenere dati utili per future missioni lunari Jaxa.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-29</video:publication_date>
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            <video:title>L'elicottero Ingenuity conclude la sua missione su Marte dopo 72 voli</video:title>
            <video:description>Addio a Ingenuity, il primo elicottero che ha sorvolato i cieli di Marte. La Nasa ha dichiarato la fine della missione dopo il danneggiamento di una delle pale del velivolo durante il suo ultimo volo, il numero 72. Un risultato che va ben oltre le pi&amp;ugrave; ottimistiche aspettative.&amp;nbsp; L'articolo su Global Science:&amp;nbsp;https://www.globalscience.it/48609/lelicottero-ingenuity-conclude-la-sua-missione-su-marte-dopo-72-voli/

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-26</video:publication_date>
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            <video:title>Virgin Galactic, tutto pronto per il sesto volo turistico</video:title>
            <video:description>Virgin Galactic &amp;egrave; pronta per la sua sesta missione.&amp;nbsp;

La finestra di lancio per il prossimo volo con turisti spaziali si aprir&amp;agrave; domani, 26 gennaio.&amp;nbsp;

Ancora non sono stati rivelati i nomi dei passeggeri, ma la compagnia dell&amp;rsquo;imprenditore britannico Richard Branson, ha comunque pubblicato lo stemma della missione che mostra alcuni indizi. Una stella per ogni membro dell&amp;rsquo;equipaggio e delle tracce dove si distinguono le nazionalit&amp;agrave; di appartenenza, Ucraina, Austria e Stati Uniti.&amp;nbsp; &amp;nbsp;

Se tutto va come previsto, domani dei privati cittadini diventeranno astronauti per circa 15 minuti. Il tempo di raggiungere un&amp;rsquo;altitudine di quasi 90 chilometri, sperimentare l&amp;rsquo;assenza di gravit&amp;agrave; e osservare l&amp;rsquo;orizzonte terreste immerso nell&amp;rsquo;oscurit&amp;agrave; dello spazio.&amp;nbsp;

I voli suborbitali di Virgin Galactic con il VSS Unity sono iniziati nel 2023 a una cadenza mensile. Quando nel 2026 l&amp;rsquo;aereo spaziale sar&amp;agrave; sostituito con gli apparecchi della classe Delta, si proceder&amp;agrave; con due lanci a settimana per accontentare tutti i passeggeri in lista d&amp;rsquo;attesa.

&amp;nbsp;

Crediti video: Virgin Galactic</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis, al via i test sulle tute spaziali di Axiom</video:title>
            <video:description>Le esigenze cambiano e cos&amp;igrave; anche gli indumenti. &amp;nbsp;

Per il programma Artemis, che ha come obiettivo la permanenza dell&amp;rsquo;uomo sulla Luna, la Nasa ha commissionato tute spaziali completamente nuove.&amp;nbsp;

A tale scopo, nel 2022 &amp;egrave; stata selezionata Axiom Space, l&amp;rsquo;azienda che ha organizzato il primo volo privato con equipaggio diretto verso la Iss&amp;nbsp;e ha in progetto la prima Stazione Spaziale commerciale. La carenza di finanziamenti, le sfide tecniche, l&amp;rsquo;impatto della pandemia hanno infatti spinto la Nasa a passare dal settore pubblico a quello privato per lo sviluppo delle tute spaziali del futuro. Pochi giorni fa Axiom ha annunciato che a giugno presenter&amp;agrave; quella che si chiama la &amp;ldquo;revisione critica del progetto&amp;rdquo; il cui prototipo fu presentato a marzo dello scorso anno. Le nuove tute spaziali si chiameranno Axiom Extravehicular Mobility Unit (AxEMU) e saranno pronte per il primo sbarco sulla Luna previsto per il 2026.&amp;nbsp;Tra i vari&amp;nbsp;partner&amp;nbsp;che collaborano al progetto, c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche la casa di moda di lusso italiana, Prada.&amp;nbsp;

A differenza delle tute del programma Apollo, che si svolgeva nella zona equatoriale del nostro satellite, queste avranno tessuti meno rigidi e adatti a operare nelle regioni pi&amp;ugrave; fredde e remote del Polo Sud lunare, dove la presenza d&amp;rsquo;acqua render&amp;agrave; possibile la permanenza dell&amp;rsquo;uomo.&amp;nbsp;

Le attuali tute spaziali, le Extravehicular Mobility Unit (Emu), risalgono agli anni Settanta. All&amp;rsquo;epoca progettate solo per costituzioni maschili, sono oggi utilizzate per le passeggiate spaziali sulla Iss. Sono state utilizzate solo da quattro donne e non sono comunque adatte per camminare o per convivere con la gravit&amp;agrave; lunare.&amp;nbsp;

Nei prossimi due anni le nuove tute saranno testate in camere a vuoto per simulare la temperatura e la mancanza di atmosfera dello spazio.

&amp;nbsp;

Crediti video: Axiom Space, Nasa

#spacesuit #axiom #artemis</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-24</video:publication_date>
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            <video:title>La prima immagine del campione di Bennu finora sigillato</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;

Scattata la prima immagine del campione di Bennu rimasto finora sigillato nel suo contenitore Tagsam. La fotografia ad alta risoluzione &amp;egrave; stata realizzata al Johnson Space Center di Nasa e svela nel dettaglio la gran parte dei 250 grammi totali prelevati dalla sonda Osiris Rex nell&amp;rsquo;ottobre 2020.

Consegnato alla Terra il 24 settembre 2023, il campione &amp;egrave; rimasto finora per lo pi&amp;ugrave; sigillato nel suo contenitore a causa di due bulloni che hanno opposto particolare resistenza.
Il team Nasa &amp;egrave; stato cos&amp;igrave; obbligato a individuare nuove strategie di apertura rispetto a quelle pianificate, pur sempre con l&amp;rsquo;obiettivo di preservare la purezza dei frammenti.

La custodia costante della maggior parte del campione &amp;egrave; avvenuta nonostante alcuni grandi frammenti avessero bloccato, durante il prelevamento, il meccanismo di chiusura del Tagsam. Un evento inaspettato che, fin sa subito, ha permesso a un po&amp;rsquo; di polvere di fuoriuscire dall&amp;rsquo;ambiente sigillato. Materiale per primo raccolto e analizzato 3 anni pi&amp;ugrave; tardi, ossia subito dopo l&amp;rsquo;apertura della capsula consegnata alla Terra da Osiris Rex. Ancor prima di liberare il contenitore principale, i ricercatori hanno quindi raccolto materiale per un totale di&amp;nbsp;70&amp;nbsp;grammi, superando i 60 grammi richiesti come soglia minima&amp;nbsp;per la missione Nasa.

Le prime analisi hanno rivelato nelle rocce di Bennu la presenza di acqua e carbonio in abbondanza, ossia gli elementi fondamentali che hanno portato all&amp;rsquo;origine della vita sulla Terra.

Ora, una volta rimosso il collare metallico rotondo del Tagsam, anche il campione finora sigillato potr&amp;agrave; essere raccolto, pesato, imballato e conservato al Johnson Space Center di Nasa, prima di essere spedito in parte ai diversi laboratori di tutto il mondo, tra cui quelli italiani, per essere studiato.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Al via la fase di studio per l’erede di Ingenuity</video:title>
            <video:description>Il velivolo Mars Aerial and Ground Intelligent Explorer ha ottenuto il primo finanziamento dalla Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-22</video:publication_date>
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            <video:title>20 anni dall’atterraggio di Spirit e Opportunity su Marte</video:title>
            <video:description>Sono passati 20 anni dallo storico atterraggio di Spirit e Opportunity su Marte, il primo passo di una nuova era di esplorazione robotica interplanetaria.

Nel gennaio del 2004, a tre settimane di distanza l'uno dall'altro, i due rover gemelli della Nasa hanno toccato i lati opposti del Pianeta Rosso, entrambi alla ricerca delle tracce lasciate dall&amp;rsquo;acqua che qui scorreva in passato. Le prime furono scovate da Opportunity con le rocce &amp;lsquo;mirtillo&amp;rsquo;, ciottoli sferici del minerale ematite formatisi nell'acqua acida. Spirit scopr&amp;igrave; invece segni di antiche sorgenti calde che avrebbero potuto essere l'habitat ideale per un&amp;rsquo;ipotetica vita microbica di miliardi di anni fa. Queste scoperte furono le prime prove di un antico Marte umido piuttosto che desertico come lo conosciamo oggi.

Da qui lo sviluppo a cascata dei robot successivi. Per primo il rover Curiosity, destinato a indagare se nel Marte umido di miliardi di anni fa vi fossero gli ingredienti chimici fondamentali per la vita. Elementi rilevati subito dopo il suo atterraggio nel 2012. Un successo che ha aperto la strada al rover Perseverance, atterrato nel 2021, e alla campagna Mars Sample Return di Nasa ed Esa, serie di missioni per riportare a Terra campioni rocciosi di Marte in cui cercare i segni di una antica vita microbica.

Progettati per durare pochi mesi ed esplorare regioni limitate di Marte, Spirit e Opportunity andarono ben oltre le caute aspettative. Specialmente Opportunity durato fino a quasi 15 anni prima di soccombere nel 2018 per una imponente tempesta di polvere. Con i suoi 45 chilometri totali, il rover detiene tuttora il record della distanza pi&amp;ugrave; lunga percorsa su un altro pianeta.</video:description>
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            <video:title>Il Giappone si prepara a tentare l’allunaggio con Slim</video:title>
            <video:description>Conto alla rovescia per il tentativo di allunaggio del lander giapponese Slim della Jaxa. La discesa verso il suolo lunare inizier&amp;agrave; il 19 gennaio alle 16 italiane</video:description>
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            <video:title>Ax-3 decolla verso la Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>Liftoff da manuale per Ax-3. La missione di Axiom Space&amp;nbsp;ha spiccato il volo verso la Stazione Spaziale Internazionale dal Kennedy Space Center della Nasa, in Florida il 18 gennaio</video:description>
            <video:duration>169</video:duration>
            <video:publication_date>2024-01-19</video:publication_date>
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            <video:title>Con Idex, la polvere di stelle svelerà i misteri dell’Universo</video:title>
            <video:description>Minuscoli frammenti di materia attraversano la Via Lattea, piccoli scampoli di ci&amp;ograve; che un tempo costituiva il tessuto iniziale del nostro Sistema Solare.

Alla ricerca delle origini, gli scienziati del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale (Lasp) dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Colorado Boulder, hanno sviluppato l&amp;rsquo;Interstellar Dust Experiment (Idex) uno strumento che accompagner&amp;agrave; la missione Interstellar Mapping and Acceleration Probe (Imap) della Nasa per lo studio dell&amp;rsquo;eliosfera.

Idex &amp;egrave; gi&amp;agrave; sul camion diretto verso il Maryland, il primo dei 10 strumenti che saranno installati a bordo del veicolo spaziale.

In due anni di missione, il dispositivo della Lasp dovr&amp;agrave; catturare e analizzare nel dettaglio la polvere che viaggia nel nostro Sistema Solare. Anche se alterate nel tempo, queste particelle ne racchiudono gli elementi originari.

Il laboratorio del Colorado &amp;egrave; specializzato nello studio della polvere: ha gi&amp;agrave; realizzato lo Student Dust Counter (Vbsdc) partito nel 2006 con New Horizon e che ora si trova alla periferia del nostro Sistema Solare, e il SUrface Dust Analyser (Suda) che partir&amp;agrave; con Europa Clipper a fine anno.

Il lancio di Imap &amp;egrave; previsto nel 2025, raggiunger&amp;agrave; il punto Lagrange 1 tra il Sole e la Terra. Da l&amp;igrave;, Idex registrer&amp;agrave; la provenienza, la velocit&amp;agrave; e la composizione della polvere interstellare.

&amp;nbsp;

Crediti video:&amp;nbsp;Universit&amp;agrave; del Colorado&amp;nbsp;Boulder, Nasa</video:description>
            <video:duration>77</video:duration>
            <video:publication_date>2024-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>Peregrine è in rotta verso la Terra</video:title>
            <video:description>Persa la corsa verso la Luna per un&amp;rsquo;anomalia, Peregrine concluder&amp;agrave; il suo sfortunato viaggio rientrando e bruciando in atmosfera terrestre nei prossimi giorni. Lo afferma l&amp;rsquo;azienda Astrobotic, il cui lander lunare privato era partito l&amp;rsquo;8 gennaio con l&amp;rsquo;obiettivo di un atterraggio morbido sulla Luna il 23 febbraio. Poco dopo il lancio, Peregrine ha sub&amp;igrave;to per&amp;ograve; una perdita di carburante che ha reso impossibile, neanche con uno schianto, il raggiungimento della sua meta.
Nonostante il guasto, il team di Astrobotic &amp;egrave; riuscito comunque a rendere operativi alcuni esperimenti scientifici che trasporta per Nasa e altre agenzie spaziali, rendendo cos&amp;igrave; meno amaro l&amp;rsquo;insuccesso.
Ora, l&amp;rsquo;ultima valutazione dell&amp;rsquo;azienda mostra che la sonda in avaria sarebbe in rotta verso la Terra. Nasa ha quindi raccomandato ad Astrobotic di lasciare che la navicella bruci durante il rientro nell'atmosfera terrestre, che avverr&amp;agrave; il 18 gennaio secondo analisti indipendenti. Peregrine utilizzer&amp;agrave; dunque il propellente rimanente per mantenere il suo assetto ed eseguire piccole manovre fino alla fine della missione.&amp;nbsp;

Una perdita preventivamente pesata da Nasa, la cui strategia&amp;nbsp;attuale&amp;nbsp;&amp;egrave; affidare&amp;nbsp;ad aziende private&amp;nbsp;il trasporto verso la Luna dei propri esperimenti, pagando cos&amp;igrave; molto meno ma rischiando di pi&amp;ugrave;.

Il prossimo viaggio lunare per Nasa sar&amp;agrave; effettuato dal lander privato Nova-C che l&amp;rsquo;azienda Intuitive Machines lancer&amp;agrave; a febbraio. A novembre, invece, Astrobotic ci riprover&amp;agrave; con il lander Griffin che trasporter&amp;agrave; il rover Viper di Nasa al polo sud lunare.&amp;nbsp;
&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-15</video:publication_date>
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            <video:title>Gravity-1, il razzo della Cina che parte dal mare</video:title>
            <video:description>Debutto per Gravity-1: il razzo costruito dall&amp;rsquo;azienda cinese Orienspace &amp;egrave; decollato dal ponte di una nave nel Mar Giallo</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-12</video:publication_date>
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            <video:title>Test di successo per il motore a razzo che si autoalimenta</video:title>
            <video:description>Si chiama Ouroboros-3 come il mitologico serpente che si mangia la coda. &amp;Egrave; il motore a razzo auto-alimentante che consuma parti del proprio corpo come carburante, producendo cos&amp;igrave; meno detriti spaziali dei razzi tradizionali.
Un prototipo &amp;egrave; stato testato con successo dall'Universit&amp;agrave; di Glasgow, che lo ha sviluppato, presso la base aerea di Machrihanish, in Scozia.
Quando il motore si riscalda, fonde la struttura di supporto del razzo, ossia un tubo di plastica, bruciandola insieme alla miscela di propellenti liquidi e gassosi principali.
La prova ha mostrato che la fusoliera in plastica &amp;egrave; in grado di bruciare in modo controllato e di alimentare il motore senza deformarsi, fornendo fino a un quinto del propellente totale utilizzato dal razzo. Bruciando la sua massa strutturale come carburante, il razzo auto-alimentante richiede meno propellente tradizionale nei serbatoi di bordo, guadagnando cos&amp;igrave; pi&amp;ugrave; spazio per il carico utile.
La serie di 5 test ha mostrato che il razzo pu&amp;ograve; essere accelerato, riacceso e alimentato a impulsi, producendo una spinta di 100 newton. Verificata la fattibilit&amp;agrave; di un razzo auto-alimentante, ora i ricercatori stanno gi&amp;agrave; lavorando a un prototipo successore ancora pi&amp;ugrave; potente.</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-11</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis, Nasa rinvia le missioni verso la Luna</video:title>
            <video:description>Rinviate le prossime missioni verso la Luna: Artemis 2 partir&amp;agrave; nel 2025, Artemis 3 nel 2026. Lo ha deciso la Nasa per svolgere ulteriori test e tutelare la sicurezza degli astronauti</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-10</video:publication_date>
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            <video:title>Webb e il mistero del ‘mostro verde’ della supernova</video:title>
            <video:description>Questi sono i resti di una supernova, Cassiopea A, una stella esplosa circa 11mila anni fa nell&amp;rsquo;omonima Costellazione di Cassiopea.&amp;nbsp;

Pochi mesi fa, i potenti strumenti di Webb hanno rivelato una zona mai osservata prima, una specie di cavit&amp;agrave; soprannominata il 'mostro verde'&amp;nbsp;per la forma simile alla parete di un antico stadio di Boston. La sua origine non era chiara, ma corrispondeva ad alcuni modelli teorici.&amp;nbsp;

Gli studiosi hanno messo a confronto le immagini a pi&amp;ugrave; lunghezze d&amp;rsquo;onda dei telescopi Chandra, Nustar e Webb, per osservare con i raggi X gli elementi radioattivi creati dall&amp;rsquo;esplosione e nell&amp;rsquo;infrarosso i detriti incontaminati a forma di ragnatela, e cio&amp;egrave; il materiale non influenzato dalle onde d&amp;rsquo;urto della supernova. Ci&amp;ograve; che &amp;egrave; emerso &amp;egrave; un&amp;rsquo;origine comune tra il 'mostro verde' e l&amp;rsquo;onda d&amp;rsquo;urto.

Il materiale radioattivo avrebbe formato la cavit&amp;agrave;, mentre plasmava i detriti incontaminati di gas e polveri che la stella aveva espulso prima di morire.

Questi risultati, ottenuti attraverso dati congiunti sulle esplosioni stellari, aiutano a comprendere nuovi aspetti sulla formazione ed evoluzione delle stelle e l&amp;rsquo;arricchimento di metalli e polvere nelle galassie.

&amp;nbsp;

Crediti video:&amp;nbsp;Nasa, Esa, Csa, Cxc

#webb #CassiopeaA #Chandra</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>Peregrine è in viaggio verso la Luna</video:title>
            <video:description>La sonda &amp;egrave; decollata questa mattina dal Cape Canaveral Space Force Station in Florida</video:description>
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            <video:publication_date>2024-01-08</video:publication_date>
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            <video:title>‘Spoke season’: raggi sugli anelli di Saturno</video:title>
            <video:description>Una nuova cartolina di Saturno firmata da Hubble mostra il fenomeno della spoke season: raggi temporanei apparsi sugli anelli del gigante gassoso</video:description>
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            <video:publication_date>2023-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>ASI Highlights 2023</video:title>
            <video:description>Lanci, nuove intese internazionali, eventi istituzionali e divulgativi, nuovi prodotti editoriali: il consueto bilancio in pillole dell'anno che va a&amp;nbsp;chiudersi&amp;nbsp;con i migliori auguri dell'Unit&amp;agrave; Multimedia Asi per un 2024 ancora pi&amp;ugrave; spaziale!</video:description>
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            <video:publication_date>2023-12-21</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin, successo per il 24° volo del New Shepard</video:title>
            <video:description>Successo per il lancio del veicolo suborbitale di Blue Orgin. Era da settembre del 2022 che non decollava a seguito di un guasto al modulo di propulsione. La compagnia di Jeff Bezos ha dovuto attendere la chiusura delle indagini e pianificare le azioni correttive.

Cos&amp;igrave;, il 19 dicembre, quando in Italia erano le 17.42, dallo spazioporto di Corn Ranch in Texas &amp;egrave; stato effettuato il 24&amp;deg; lancio del New Shepard. La missione NS-24 &amp;egrave; durata in totale 10 minuti e 13 secondi, quando la capsula, dopo aver raggiunto un&amp;rsquo;altitudine di 107 chilometri, ha toccato terra con l&amp;rsquo;aiuto dei paracaduti. Il razzo, invece, &amp;egrave; atterrato verticalmente tre minuti prima.

La missione senza equipaggio trasportava 33 carichi utili tra esperimenti e dimostrazioni tecnologiche per veicoli suborbitali, ma anche le cartoline di chi ha voluto mandare un messaggio nello spazio. In 38mila hanno potuto esaudire questo desiderio grazie all&amp;rsquo;iniziativa dell&amp;rsquo;associazione educativa &amp;lsquo;Club for Future&amp;rsquo; che ha restituito le cartoline agli autori con il timbro &amp;lsquo;Flown to space&amp;rsquo; (volate nello spazio).

Il successo di queste missioni funziona da richiamo per i turisti spaziali che continuano a prenotarsi. Fino a oggi la compagnia del fondatore di Amazon ha eseguito 6 voli con equipaggio, portando nello spazio 31 persone.

&amp;nbsp;

Crediti video: Blue Origin, Club for the Future

#newshepard #blueorigin #ns24</video:description>
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            <video:publication_date>2023-12-20</video:publication_date>
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            <video:title>Urano, ‘così lontano, così vicino’ con Webb</video:title>
            <video:description>Anelli, lune, tempeste e altri particolari di Urano, li possiamo guardare con gli occhi di Webb attraverso le sue nuove immagini.&amp;nbsp;

Avevamo visto il pianeta ghiacciato la prima volta grazie alla sonda Voyager 2 nel 1986, sembrava una semplice palla blu.&amp;nbsp;

Adesso, le lunghezze d&amp;rsquo;onda nell&amp;rsquo;infrarosso di&amp;nbsp;Webb stanno&amp;nbsp;rivelando uno strano e dinamico mondo pieno di entusiasmanti caratteristiche.&amp;nbsp;

Sorprendente &amp;egrave; la calotta settentrionale, unica nel suo genere, e maggiormente dettagliata rispetto alle foto scattate all&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;anno. Mostra una zona pi&amp;ugrave; luminosa al centro e una pi&amp;ugrave; buia verso le basse latitudini. Essa infatti diventa evidente quanto pi&amp;ugrave; il polo inizia a puntare verso il Sole. Sar&amp;agrave; nel 2028, per il prossimo solstizio, che ricever&amp;agrave; ancora pi&amp;ugrave; luce. Ricordiamo che Urano ha un&amp;rsquo;inclinazione tale che ruota su un fianco, l&amp;rsquo;orbita intorno al Sole dura 84 anni terrestri, per cui il suo inverno permane per circa 21 anni.&amp;nbsp;

Oltre a diverse tempeste luminose, la sensibilit&amp;agrave; di Webb ha catturato gli anelli di Urano, incluso il debole anello Zeta vicino al pianeta, e alcune delle 27 lune conosciute.&amp;nbsp;

Lo studio di &amp;ldquo;questo esopianeta nel nostro cortile&amp;rdquo;,&amp;nbsp;come lo chiamano gli astronomi, pu&amp;ograve; aiutare alla comprensione dei quasi 2mila pianeti simili scoperti nell&amp;rsquo;ultimo decennio.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa

#Urano #webb</video:description>
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            <video:title>Dream Chaser prende forma</video:title>
            <video:description>Prosegue la fase di costruzione di Dream Chaser, la navetta che avr&amp;agrave; il compito di trasportare&amp;nbsp; astronauti&amp;nbsp; e payload sulla Iss. Ideata dalla Nasa in collaborazione con Sierra Space, Dream Chaser dovrebbe effettuare il suo volo dimostrativo il prossimo anno.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-12-18</video:publication_date>
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            <video:title>L'ASI celebra la terza Giornata Nazionale dello Spazio</video:title>
            <video:description>L'Agenzia Spaziale Italiana &amp;egrave; stata protagonista di due eventi: l'inaugurazione della mostra a tema spazio presso il MIMIT e un talk con l'industria nella sua sede di Tor Vergata</video:description>
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            <video:title>Nasa sperimenta con successo il suo primo collegamento laser in orbita</video:title>
            <video:description>Il 5 dicembre Nasa ha realizzato il suo primo &amp;nbsp;collegamento laser in orbita scambiando dati tra il satellite Lcrd e lo strumento Illuma-T sulla Iss.

Lcrd e Illuma-T si scambiano ora dati a 1,2 gigabit al secondo che vengono inoltre inviati da Lcrd alle stazioni di terra in New Mexico e Maryland.

Queste comunicazioni ottiche utilizzano la luce infrarossa trasmettendo pi&amp;ugrave; dati per le missioni scientifiche e garantendo a futuri equipaggi il contatto con la Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-12-14</video:publication_date>
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            <video:title>È di 100 grammi il bottino bloccato di Osiris-Rex</video:title>
            <video:description>Osiris-Rex ha consegnato il 24 settembre scorso i campioni di Bennu. Traguardo della missione era raccogliere almeno 60 grammi di rocce di un asteroide nato insieme al nostro Sistema Solare in modo che queste&amp;nbsp;potessero&amp;nbsp;raccontarci di pi&amp;ugrave; sulle nostre origini.&amp;nbsp;Dopo sette anni di missione, la capsula con i frammenti &amp;egrave; arrivata a destinazione. Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; stato un problema, il dispositivo che la tiene sigillata non si riesce ancora ad aprire. Sulla parte esterna, tuttavia, sono stati raccolti poco pi&amp;ugrave; di 70 grammi di polvere e questo gi&amp;agrave; segna la riuscita della missione. Al suo interno per&amp;ograve; si pensava ci fossero altri 170 grammi, secondo la stima di quel 20 ottobre 2020 in cui Osiris-Rex tocc&amp;ograve; l&amp;rsquo;asteroide. Adesso, i ricercatori hanno pesato la capsula TagSam (Touch and Go Sample Acquisition Mechanism), di cui conoscevano gi&amp;agrave; la massa iniziale, e possono dire con certezza che il materiale bloccato al suo interno potrebbe pesare circa 100 grammi. Naturalmente si stanno progettando nuovi strumenti per aprire&amp;nbsp;il contenitore, che per&amp;ograve; non saranno testati prima del prossimo anno. D&amp;rsquo;altra parte &amp;ndash; dicono gli scienziati &amp;ndash; se le rocce hanno qualche miliardo di anni, potranno ben aspettare qualche altra settimana. A quel punto i campioni saranno inviati in tutto il mondo, inclusa l&amp;rsquo;Italia, per essere analizzati. Intanto, Osiris, dopo aver consegnato le rocce di Bennu, sta proseguendo il suo viaggio alla volta del suo nuovo obiettivo, l&amp;rsquo;asteroide Apophis.

Crediti video: Nasa

#osirisrex #bennu #campioni</video:description>
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            <video:publication_date>2023-12-13</video:publication_date>
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            <video:title>La ‘scomparsa’ del vento solare su Marte</video:title>
            <video:description>A dicembre dell&amp;rsquo;anno scorso, su Marte &amp;egrave; stato rilevato un avvenimento che gli scienziati hanno valutato &amp;ldquo;quasi incredibile&amp;rdquo;! La &amp;lsquo;scomparsa&amp;rsquo; del vento solare.

Succede quando sul Sole si verifica un evento cos&amp;igrave; potente da creare un flusso di particelle talmente veloce da spazzare via quello pi&amp;ugrave; costante e lento. In questo modo, sulla traiettoria, si crea un vuoto di vento solare che su Marte &amp;egrave; durato due giorni.

Per studiare l'episodio &amp;egrave; stato costituito un gruppo di lavoro apposito che ha utilizzato i dati di Maven (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN). La sonda della Nasa orbita da 9 anni intorno al pianeta rosso ed &amp;egrave; in grado di osservare simultaneamente sia l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; del Sole che la risposta dell&amp;rsquo;atmosfera marziana a questa influenza.

Quando la pressione del vento solare &amp;egrave; venuta a mancare, due sono stati gli effetti principali che gli scienziati hanno evidenziato: magnetosfera e ionosfera si sono espanse per migliaia di chilometri triplicando la loro dimensione, nello stesso tempo hanno perso il loro stato di magnetizzazione.

Osservare questi cambiamenti &amp;egrave; importante per comprendere meglio la fisica che ha portato nel tempo alla rarefazione dell&amp;rsquo;atmosfera su Marte e alla scomparsa di acqua liquida sulla sua superficie.

Intanto, Maven permette di osservare per la prima volta l&amp;rsquo;impatto di eventi estremi nella fase in cui il Sole si sposta verso il picco di attivit&amp;agrave; nel suo ciclo undecennale.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa

#Marte #ventosolare #mave</video:description>
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            <video:title>La cometa Halley riprende il suo viaggio verso il Sistema Solare</video:title>
            <video:description>La cometa sar&amp;agrave; visibile nei cieli dell'emisfero settentrionale nei prossimi mesi</video:description>
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            <video:publication_date>2023-12-11</video:publication_date>
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            <video:title>25 candeline per la Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>Sono passati 25 anni dal lancio dei primi componenti della Stazione Spaziale Internazionale.

Un laboratorio che testimonia come il lavoro di squadra e l&amp;rsquo;unione di culture diverse possa realizzare un servizio che possiamo ben definire &amp;lsquo;spaziale&amp;rsquo;.

Operativa dal 20 novembre del 2000, con la squadra di astronauti Expedition 1, il progetto venne sviluppato tra il 1984 e il 1993.

Fu proprio il 6 dicembre del 1998 che fu eseguito il primo collegamento tra moduli: Stati Uniti e Russia si unirono con i componenti Unity e Zarya.

Gli elementi dell'attuale Stazione Spaziale sono stati costruiti in vari Paesi del mondo e collegati nello spazio dagli astronauti grazie a complessi sistemi robotici.

L&amp;rsquo;Italia ha fornito alla Nasa tre componenti dedicati al trasporto di rifornimenti da e verso la Stazione Spaziale: i moduli logistici Leonardo, Raffaello e Donatello. Dal 2001 al 2011, quando il programma Shuttle &amp;egrave; stato interrotto, dei tre moduli italiani, solo Donatello, che era il pi&amp;ugrave; sofisticato, non &amp;egrave; mai stato impiegato, ma alcune sue parti si trovano ora su Leonardo, trasformato in modulo permanente. Il nostro Paese ha costruito i Nodi 2 e 3, elementi fondamentali di interconnessione, e la Cupola, la finestra che si affaccia nello spazio e sul nostro pianeta e da cui sono state realizzate immagini straordinarie; ha inoltre realizzato la struttura del modulo europeo Columbus che funziona da laboratorio.

In questi 25 anni la Stazione Spaziale, che oggi ospita l&amp;rsquo;Expedition 70, ha fatto da casa a 273 persone di 21 Paesi diversi, conducendo un totale di 3.700 esperimenti.

Immagine di copertina: foto dell'astronauta Kjell Lindgren fatta dalla Iss
Crediti video: Nasa, Esa, Thales Alenia Space

#iss #stazionespazialeinternazionale</video:description>
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            <video:title>Buco coronale senza precedenti sul Sole</video:title>
            <video:description>Sole, osservato un buco coronale che sta &amp;lsquo;sputando&amp;rsquo; un vento solare superveloce verso la Terra</video:description>
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            <video:title>Into Deep Space - Nello Spazio Profondo</video:title>
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            <video:title>Space Propulsion - Propulsione Spaziale</video:title>
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            <video:title>Nse Expoforum, al via l’edizione 2023</video:title>
            <video:description>Si aprono le porte del New Space Economy forum, l&amp;rsquo;appuntamento annuale organizzato da Fiera di Roma e Fondazione Amaldi &amp;nbsp;dedicato agli impatti economici del settore spaziale. Dal 5 al 7 dicembre i rappresentanti delle agenzie spaziali, delle grandi aziende, delle PMI e del mondo accademico, si ritroveranno per discutere delle potenzialit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;economia del sistema spaziale e delle opportunit&amp;agrave; di business a livello nazionale e internazionale</video:description>
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            <video:title>Satellite Navigation -  Navigazione e Telecomunicazioni</video:title>
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            <video:title>Peregrine alla scoperta della Luna</video:title>
            <video:description>Il lander &amp;egrave; stato realizzato dall&amp;rsquo;azienda statunitense Astrobiotic</video:description>
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            <video:title>Alma conferma il primo disco protoplanetario fuori dalla Via Lattea</video:title>
            <video:description>I potenti occhi del telescopio Alma dell&amp;rsquo;Eso hanno permesso di confermare la prima osservazione di un disco protoplanetario fuori dalla Via Lattea</video:description>
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            <video:title>Cheops svela un sistema di sei esopianeti in armonia</video:title>
            <video:description>Il satellite Cheops di Esa ha svelato un raro sistema planetario di sei mondi con orbite identiche a quando si &amp;egrave; formato, pi&amp;ugrave; di un miliardo di anni fa.
Il telescopio di Cheops, progettato da Inaf e realizzato da Leonardo con il supporto di Asi, &amp;nbsp;

&amp;egrave; riuscito cos&amp;igrave; a risolvere, dopo anni, il mistero degli esopianeti attorno alla stella Hd 110067, a circa cento anni luce di distanza da noi.&amp;nbsp;

Nel 2020, Tess di Nasa aveva rilevato dei cali di luminosit&amp;agrave; della stella che indicavano il transito di due pianeti. Tuttavia, due anni pi&amp;ugrave; tardi, questa interpretazione &amp;egrave; stata cancellata, suggerendo con maggiore certezza la presenza di altri due possibili pianeti, differenti da quelli originari. Eppure i dati raccolti continuavano a non avere senso.
Un team internazionale ha quindi iniziato a studiare il sistema stellare nel dettaglio con Cheops.
Il satellite Esa ha cos&amp;igrave; scoperto un terzo pianeta, mostrando inoltre che i tre mondi erano chiaramente in risonanza orbitale, ossia con orbite intorno alla loro stella in perfetta armonia. Quello pi&amp;ugrave; esterno orbitava in circa 20 giorni e mezzo, esattamente 1,5 volte il periodo orbitale del pianeta mediano che orbitava in 13 giorni e mezzo, a sua volta esattamente 1,5 volte il periodo orbitale del pianeta pi&amp;ugrave; interno, questo con un&amp;rsquo;orbita di 9 giorni.
La previsione di altre risonanze orbitali ha permesso, infine, di scoprire altri tre esopianeti sempre con orbite in armonia nello stesso sistema planetario, il secondo scovato da Cheops dei soli tre sistemi risonanti noti con sei pianeti.
Questa configurazione orbitale, molto rara nei sistemi multiplanetari pur essendo la loro configurazione originaria, &amp;egrave; la prova che questo sistema non ha subito perturbazioni dalla sua formazione, fornendo cos&amp;igrave; una finestra unica per comprendere l&amp;rsquo;evoluzione dei sistemi planetari.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>Dal Mars Odissey , una nuova prospettiva di Marte e la sua atmosfera</video:title>
            <video:description>Siamo in orbita attorno a Marte. A circa 400 chilometri di altitudine dalla sua superficie.

La prospettiva &amp;egrave; la stessa che hanno gli astronauti quando guardano la Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale. Un panorama di Marte e la sua atmosfera, mai giunto fino a ora sulla Terra.

Artefice di queste immagini &amp;egrave; Mars Odissey 2001, la sonda che orbita intorno al pianeta rosso per mapparne la superficie. Col fine di ottenere pi&amp;ugrave; informazioni sul tipo di struttura delle bellissime nuvole di anidride carbonica, acqua e sabbia, &amp;egrave; stata utilizzata Themis (Thermal Emission Imaging System), una fotocamera a infrarossi la cui sensibilit&amp;agrave; al calore consente di mappare oltre a roccia, ghiaccio e sabbia, anche i cambiamenti di temperatura.

Lo strumento per&amp;ograve;, &amp;egrave; ideato per osservare la superfice del pianeta, punta verso il basso, senza possibilit&amp;agrave; di variarne l&amp;rsquo;angolazione. Per rivolgere lo strumento all&amp;rsquo;orizzonte, gli ingegneri hanno dovuto ruotare l&amp;rsquo;intera navicella, mantenere i pannelli solari in direzione del Sole e assicurarsi che gli strumenti pi&amp;ugrave; delicati non si surriscaldassero. L&amp;rsquo;unico orientamento possibile si &amp;egrave; rivelato essere quello in cui l&amp;rsquo;antenna dell&amp;rsquo;Odissey puntava lontano dalla Terra, a scapito delle comunicazioni, che si sono quindi interrotte fino al completamento dell'impresa.

La navicella, che &amp;egrave; anche la pi&amp;ugrave; longeva in visita su Marte, a breve raggiunger&amp;agrave; le 100mila orbite. Osservare la relazione tra i diversi strati dell&amp;rsquo;atmosfera aiuter&amp;agrave; gli scienziati a migliorare i modelli sull'ambiente del pianeta rosso.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-29</video:publication_date>
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            <video:title>Da Eso il dettaglio dei resti di una massiccia esplosione stellare</video:title>
            <video:description>Eso ha fornito un&amp;rsquo;immagine ipnotica del resto della Nebulosa delle Vele, il residuo di un&amp;rsquo;esplosione stellare avvenuta circa 11.000 anni fa. Questa esplosione di supernova ha generato un&amp;rsquo;energia tale da&amp;nbsp;brillare 250 volte pi&amp;ugrave; di Venere e risultare cos&amp;igrave; visibile di giorno.
Del resto della Nebulosa delle Vele il Very Large Telescope ha catturato le nubi di polvere e il gas interstellare con un dettaglio unico e intricato. I filamenti gassosi del resto in rosa e le stelle in primo piano in blu appaiono cos&amp;igrave; perch&amp;eacute; OmegaCam&amp;nbsp;filtra la luce emessa in colori distinti.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Un lander per Europa</video:title>
            <video:description>Il Jet Propulsion Laboratory della Nasa ha realizzato un prototipo di lander che potrebbe essere utilizzato nel corso delle future missioni di esplorazione di Europa, la luna ghiacciata di Giove.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-27</video:publication_date>
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            <video:title>Ariane 6, test superato per il nuovo razzo europeo</video:title>
            <video:description>Il futuro razzo europeo Ariane 6 ha superato un importante test al motore Vulcain 2.1 in preparazione del primo volo, previsto nel 2024</video:description>
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            <video:title>Exploring Moon to Mars fa tappa a Torino</video:title>
            <video:description>La mostra dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana &amp;ldquo;Exploring Moon to Mars&amp;rdquo; fa tappa a Torino. L&amp;rsquo;esposizione dedicata alla Luna e a Marte &amp;egrave; patrocinata dal Comune di Torino e sar&amp;agrave; visitabile gratuitamente tutti i giorni dal 24 novembre al 1 dicembre.

La mostra&amp;nbsp; &amp;egrave; stata inaugurata&amp;nbsp; questa mattina dal presidente dell&amp;rsquo;Asi Teodoro Valente e della vice sindaca di Torino, Michela Favaro ed &amp;egrave; stata realizzata in collaborazione con l&amp;rsquo;Esa e l&amp;rsquo;Inaf&amp;nbsp; con&amp;nbsp;il supporto di Leonardo, Thales Alenia Space Italia e Altec.

Il percorso espositivo parte dalle osservazioni astronomiche di Galileo Galilei e di Schiaparelli, fino ad arrivare alle grandi produzioni musicali e cinematografiche che l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; ha dedicato a questi due corpi celesti.

Il cuore della mostra &amp;egrave; dedicato alle missioni spaziali che hanno rivelato le carsatteristiche del nostro satellite e di&amp;nbsp; Marte come Luna e Viking e i rover Curiosity e Perseverance. La parte finale della mostra offre una panoramica sull'esplorazione spaziale del prossimo futuro, con la presentazione del programma Nasa Artemis.

Presente anche un corner dedicato allo Iac 2024&amp;nbsp;e alla sua mascotte Mim&amp;igrave;, in attesa della prossima edizione dell&amp;rsquo;International Astronautical Congress che si terr&amp;agrave; a Milano dal 14 al 18 ottobre del prossimo anno.

Crediti video: Asi

#exploringmoontomars #torino #moon&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Successo per la comunicazione laser con lo spazio profondo</video:title>
            <video:description>Un collegamento di nuova generazione tra la Terra e lo spazio profondo ha appena segnato il futuro delle comunicazioni delle prossime missioni sulla Luna e su Marte.&amp;nbsp;

E&amp;rsquo; ancora in fase di test, ma ha gi&amp;agrave; dato i primi segnali il ricetrasmettittore Deep Space Optical Communications (Dsoc) montato sulla sonda Psyche della Nasa, che con il suo laser potrebbe accelerare le comunicazioni.&amp;nbsp;

Dall&amp;rsquo;Osservatorio della California Table Mountain, gli ingegneri hanno inviato un raggio laser nel vicino infrarosso nella direzione di Psyche, a 16 milioni di chilometri dalla Terra. Dopo appena 50 secondi la sonda ha ricevuto il segnale e lo ha ritrasmesso all&amp;rsquo;Osservatorio Palomar, anch&amp;rsquo;esso in California.&amp;nbsp;

Il passaggio dati tramite laser era gi&amp;agrave; stato testato con l&amp;rsquo;orbita terrestre e con la Luna, ma mai a queste distanze. Consente inoltre di inviare dalle 10 alle 100 volte pi&amp;ugrave; informazioni rispetto alle onde radio nella stessa unit&amp;agrave; di tempo, per una questione di lunghezze d&amp;rsquo;onda che per il laser sono pi&amp;ugrave; corte.&amp;nbsp;

Questo tipo di comunicazione richiede precisione astronomica e sistemi di guida automatizzati per il puntamento del laser, se i test proseguiranno con esiti positivi, i benefici saranno enormi.&amp;nbsp;

Intanto la sonda, lanciata poco pi&amp;ugrave; di un mese fa, sta proseguendo il suo viaggio verso l&amp;rsquo;omonimo asteroide, Psyche 16 che raggiunger&amp;agrave; nel 2029 dopo 2,2 miliardi di chilometri.

Crediti video: Nasa

#psyche #laser #dsoc</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-22</video:publication_date>
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            <video:title>Webb osserva le giovani stelle di Sagittarius C</video:title>
            <video:description>Il James Webb ha puntato i suoi occhi verso la zona centrale della Via Lattea e ha osservato in dettaglio l&amp;rsquo;area dove &amp;egrave; situata la nursery stellare Sagittarius C.</video:description>
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            <video:title>Secondo volo di Starship, la navetta esplode ma raggiunge lo spazio</video:title>
            <video:description>Secondo test con esplosione per il mega razzo Super Heavy e per la navicella Starship. Ma questa volta la navetta di SpaceX &amp;egrave; riuscita giungere a un&amp;rsquo;altezza di almeno 148 chilometri, superando cos&amp;igrave; il confine tra l&amp;rsquo;atmosfera e lo spazio.</video:description>
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            <video:title>Risolto l’enigma del frammento di razzo sulla Luna</video:title>
            <video:description>Il frammento di razzo che il 4 marzo 2022 si &amp;egrave; schiantato sulla Luna sembrerebbe appartenere a un vettore Lunga Marcia. I risultati in un nuovo studio guidato dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Arizona</video:description>
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            <video:title>La delegazione del Kenya in visita in Italia</video:title>
            <video:description>Tre giorni di incontri per la delegazione keniana guidata dal Ministro della Difesa Aden Duale, dopo la ratifica del nuovo accordo tra Italia e Kenya per il Broglio Space Centre (BSC) di Malindi, entrato in vigore il 16 dicembre 2020. L&amp;rsquo;accordo intergovernativo include cinque protocolli attuativi relativi a formazione e training per personale operativo presso il Broglio Space Center, l&amp;rsquo;istituzione di un Centro Regionale per l&amp;rsquo;Osservazione della Terra, accesso ai dati di Osservazione della Terra e scientifici, attivit&amp;agrave; di Telemedicina e supporto all&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Keniana.

La visita in Italia &amp;egrave; stata promossa e organizzata dall&amp;rsquo;ambasciata del Kenya in Italia in occasione del primo incontro del Joint Council of Ministers (JCM). L&amp;rsquo;incontro si &amp;egrave; svolto al Mimit in presenza del capo delegazione Adolfo Urso Ministro delle Imprese e del Made in Italy, affiancato dal presidente dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente e dalla responsabile della Direzione Affari Internazionali di ASI, Gabriella Arrigo. Tra gli argomenti oggetto di discussione ci sono stati la costruzione del Centro di Osservazione della Terra, le priorit&amp;agrave; della collaborazione Italia e Kenya per il Broglio Space Center di Malindi e la conferma degli indirizzi strategici congiunti.

La delegazione ha visitato, inoltre, la sede dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana dove sono stati affrontati dettagli operativi dopo le linee guida definite durante l&amp;rsquo;incontro al Mimit.

Anche le sedi degli stabilimenti di Leonardo Elettronica e di Thales Alenia Space sono state aperte per la delegazione del Kenya che &amp;egrave; stata ricevuta dai vertici della storica impresa aerospaziale presso la sede via Tiburtina-Roma. La tre giorni &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;occasione per un incontro anche tra da Aden Duale e Guido Crosetto a capo del Ministero della Difesa Italiana.

In occasione della tre giorni la delegazione keniana ha visitato anche la sede Esa Esrin a Frascati. Il prossimo meeting del Joint Steering Committee si svolger&amp;agrave; a Nairobi.

Crediti video: Asi</video:description>
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            <video:title>Luigi Broglio Malindi Space Center - no Sub</video:title>
            <video:description>Storia, presente e futuro di un asset strategico per Italia e il Kenya nelle tecnologie spaziali e la cooperazione internazionale.&amp;nbsp;

Lo Spazio italiano nasce&amp;nbsp;in Kenya. Dopo aver lanciato con&amp;nbsp;successo nel 1964 il satellite San Marco-1 dagli Stati Uniti, il Professor Luigi Broglio individua nell&amp;rsquo;area di Malindi l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; logistica e ambientale di stabilire una presenza scientifica di alto livello, costruendo, allo stesso&amp;nbsp;tempo, una partnership unica e strategica con il Kenya: nasce cos&amp;igrave; la Base di lancio equatoriale &amp;ldquo;San Marco&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

E'&amp;nbsp;dalle piattaforme&amp;nbsp;a largo di Malindi che nel 1967 il team di Broglio compie una nuova, storica impresa e manda nello spazio il satellite San Marco 2, primo oggetto della storia a raggiungere l&amp;rsquo;orbita da una piattaforma oceanica.&amp;nbsp;

Un traguardo storico ottenuto grazie alla collaborazione con il Kenya che ha saputo riconoscere in un piccolo gruppo di scienziati italiani un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; strategica per il paese e per il continente africano:&amp;nbsp;cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; divenuta il terzo Paese, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica, a lanciare autonomamente un proprio satellite.&amp;nbsp;

La Base, inizialmente sotto la gestione&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; La Sapienza di Roma, &amp;egrave; oggi un Centro operativo dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, a cui &amp;egrave; stata affidata con decreto nel 2004.&amp;nbsp;

Al Luigi Broglio &amp;ndash; Malindi Space Center, cos&amp;igrave; chiamato in onore del suo padre fondatore,&amp;nbsp;lavorano circa 200 persone, 192 delle quali sono kenyani. La presenza italiana &amp;egrave; regolata da un accordo intergovernativo tra Italia e&amp;nbsp;Kenya&amp;nbsp;e&amp;nbsp;5&amp;nbsp;protocolli tematici&amp;nbsp;

Oggi, sebbene non vengano pi&amp;ugrave; effettuati lanci, le attivit&amp;agrave; spaziali del Centro&amp;nbsp;hanno un indubbio valore strategico per l'Italia, il Kenya e l&amp;rsquo;intero continente africano, come&amp;nbsp;i progetti di ricerca e le attivit&amp;agrave; di formazione; tra questi&amp;nbsp;la Scuola Internazionale di formazione in discipline spaziali, che mira a rendere il Centro Luigi Broglio un hub di formazione per tutta l&amp;rsquo;Africa. &amp;nbsp;&amp;nbsp;

Il core business della Base&amp;nbsp;&amp;egrave;&amp;nbsp;costituito da attivit&amp;agrave; di ricezione dei dati satellitari e di telemetria e tracking dei vettori o altri oggetti spaziali, che rende la Base un Nodo importante nella rete di cooperazione con gli altri paesi e agenzie spaziali, come&amp;nbsp;le Nasa, le Agenzie spaziali Europea,&amp;nbsp;Esa, francese,&amp;nbsp;Cnes, argentina,&amp;nbsp;Conae, l&amp;rsquo;Agenzia spaziale kenyana e&amp;nbsp;gli altri Paesi dell&amp;rsquo;Africa, oltre agli operatori commerciali, come&amp;nbsp;SpaceX. La posizione equatoriale rende la Base un luogo dalle potenzialit&amp;agrave; uniche.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Exomars osserva le emissioni luminose nell'atmosfera di Marte</video:title>
            <video:description>Il Trace Gas Orbiter di Exomars ha osservato per la prima volta un bagliore notturno di colore verde, causato dalla combinazione di atomi di ossigeno. La scoperta, pubblicata su Nature Astronomy, fornisce informazioni sui processi che avvengono nell&amp;rsquo;atmosfera marziana. L&amp;rsquo;emissione &amp;egrave; stata registrata tra i 40 e i&amp;nbsp;60 chilometri di altitudine</video:description>
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            <video:title>L’Asi all’edizione 2023 dell’Earth Technology Expo</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana partecipa all&amp;rsquo;edizione 2023 dell&amp;rsquo;Earth Technology Expo Earth che si svolge dal 15 al 18 novembre a Firenze</video:description>
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            <video:title>Il 17 novembre Starship potrebbe volare di nuovo</video:title>
            <video:description>Venerd&amp;igrave; 17 novembre potrebbe andare in scena il secondo lancio di prova di Starship, il mega razzo riutilizzabile di SpaceX. L&amp;rsquo;ok al nuovo test in volo dipende dall&amp;rsquo;approvazione del governo federale in base alla valutazione ambientale delle modifiche che l&amp;rsquo;azienda di Elon Musk ha effettuato sul sistema di lancio. Il test arriverebbe, infatti, 7 mesi dopo il primo lancio di prova realizzato in aprile, concluso con un&amp;rsquo;esplosione intenzionale del razzo pochi minuti dopo il decollo&amp;nbsp;

In quell&amp;rsquo;occasione, dopo un lift off di successo, il team ha riscontrato diversi problemi su Starship che ha sub&amp;igrave;to un guasto nella separazione degli stadi, la perdita di alcuni dei 33 motori Raptor del primo stadio e altri inconvenienti.&amp;nbsp;

La nuova prova vedr&amp;agrave; il debutto degli aggiornamenti che lo sfortunato esordio ha dimostrato necessari. Sul razzo verr&amp;agrave; testato un nuovo processo di separazione a caldo in cui lo stadio superiore accender&amp;agrave; i suoi motori mentre &amp;egrave; ancora attaccato al primo stadio, il booster Super Heavy. Contemporaneamente si sperimenter&amp;agrave; un nuovo sistema di ventilazione che accompagner&amp;agrave; questa modalit&amp;agrave; di separazione.Il decollo metter&amp;agrave; inoltre alla prova i rinforzi effettuati alle fondamenta della rampa di lancio. Nel test del 20 aprile, il pennacchio dei motori del booster ha infatti scavato un enorme cratere sotto la rampa, sollevando cos&amp;igrave; detriti e pezzi di cemento.&amp;nbsp;Questi frammenti potrebbero&amp;nbsp;aver colpito il fondo del razzo causando il malfunzionamento di alcuni motori e altri inconvenienti determinanti per la fine prematura del volo.
Come soluzione SpaceX ha realizzato un sistema di&amp;nbsp;protezione della&amp;nbsp;rampa di lancio&amp;nbsp;a&amp;nbsp;diluvio d'acqua: un enorme getto che sotto il razzo scorre dal centro della rampa verso il perimetro esterno, facendo cos&amp;igrave; disperdere eventuali frammenti. La valutazione ambientale dovr&amp;agrave; accertare proprio l&amp;rsquo;impatto di questo sistema sulla fauna e la flora che circondano il sito di lancio di Boca Chica.

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            <video:publication_date>2023-11-13</video:publication_date>
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            <video:title>Il profondo Universo in un ‘albero di Natale’ a doppia firma</video:title>
            <video:description>Webb e Hubble insieme hanno generato l&amp;rsquo;immagine pi&amp;ugrave; colorata dell&amp;rsquo;Universo: l&amp;rsquo;ammasso di galassie Macs0416, soprannominato Albero di Natale sia per la variet&amp;agrave; di colori, sia per le luci tremolanti al suo interno.&amp;nbsp;

Questo ammasso, situato a circa 4,3 miliardi di anni luce dalla Terra, mostra una visione del profondo Universo senza precedenti. Grazie alla potenza di entrambi i telescopi spaziali, l&amp;rsquo;immagine racchiude pi&amp;ugrave; osservazioni distanziate nel tempo che hanno permesso di catturare anche gli eventi di breve durata, i cosiddetti oggetti transitori.&amp;nbsp;

Mentre Hubble ha aperto la strada alla ricerca di galassie pi&amp;ugrave; deboli e pi&amp;ugrave; giovani, Webb rafforza questo sguardo profondo andando ancora pi&amp;ugrave; lontano nell&amp;rsquo;universo primordiale con la sua visione a infrarossi.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;immagine composita dell&amp;rsquo;ammasso &amp;egrave; stata realizzata colorando le diverse lunghezze d&amp;rsquo;onda della luce investigata. Le&amp;nbsp;galassie che appaiono pi&amp;ugrave; blu sono quelle catturate da Hubble nello spettro visibile e con un tempo di esposizione pari a 122 ore. Esse sono relativamente vicine e spesso mostrano un&amp;rsquo;intensa formazione stellare. Mentre quelle che appaiono pi&amp;ugrave; rosse sono, invece, galassie tra le pi&amp;ugrave; distanti, indagate nell&amp;rsquo;infrarosso da Webb e le cui immagini sono state ottenute con sole 22 ore di esposizione.&amp;nbsp;

Tra gli oggetti transitori rilevati grazie alla variazione di luminosit&amp;agrave; nel tempo, uno si &amp;egrave; distinto in modo particolare poich&amp;eacute; ingrandito sensibilmente grazie al fenomeno della lente gravitazionale. Si tratta del sistema stellare di una galassia che esisteva quando l&amp;rsquo;Universo aveva appena 3 miliardi di anni.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

Crediti video: NASA, ESA, CSA, STScI

#webb #MACS0416 #hubble</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-10</video:publication_date>
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            <video:title>Dinkinesh, il raro asteroide binario a contatto osservato da Lucy</video:title>
            <video:description>Il primo flyby della sonda della Nasa Lucy ha rivelato che Dinkinesh &amp;egrave; un raro tipo di asteroide binario a contatto</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-08</video:publication_date>
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            <video:title>Space Smart Factory: ecco l’atelier italiano dello spazio</video:title>
            <video:description>Intelligente, evoluta e digitale. Cos&amp;igrave; sar&amp;agrave; la Space Smart Factory italiana.

Una nuova realt&amp;agrave; industriale 4.0 che mira a diventare il punto di riferimento nazionale nel campo della produzione di assetti spaziali, presentata oggi al Tecnopolo Tiburtino di Roma, luogo in cui avr&amp;agrave; sede lo stabilimento.

Finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, gestito dall&amp;rsquo;Agenzia spaziale italiana e affidato a un raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Thales Alenia Space, il progetto Space Factory ha l&amp;rsquo;ambizione di rendere operativa entro il 2025 una vera e propria fabbrica dello spazio allo stato dell&amp;rsquo;arte, un futuristico centro di produzione e integrazione di satelliti a disposizione di tutto il comparto industriale e che funzioni anche come incubatore di idee e di sviluppo di nuove tecnologie.

La formula &amp;egrave; quella del Partenariato Pubblico Privato, soluzione che garantisce l&amp;rsquo;accesso anche a tutte quelle piccole e medie e imprese e start up che non hanno capacit&amp;agrave; finanziarie per affrontare un investimento di questo tipo, ma che potranno comunque beneficiare dei servizi offerti.

Un progetto inclusivo e di ampie vedute, come si evince anche dalla composizione del Raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario che include una grande impresa, una media impresa, una Pmi e un centro di ricerca.

Robotica,&amp;nbsp;realt&amp;agrave; virtuale e aumentata, processi di test automatizzati,&amp;nbsp;impiego&amp;nbsp;di intelligenza artificiale, digital twin:&amp;nbsp;sar&amp;agrave; tutto questo la Space Smart Factory, con l&amp;rsquo;obiettivo di fornire agli utenti un servizio di ultima generazione, e di velocizzare le linee produttive diminuendo i tempi di realizzazione dei piccoli satelliti.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

Un progetto dal valore di 65 milioni di euro solo per la parte relativa all&amp;rsquo;infrastruttura Space Factory, a cui si aggiunge un ulteriore investimento di 28 milioni di euro per la realizzazione di nuove linee di produzione, al fine di creare una rete di fabbriche nazionale, connessa con tutta la filiera dedicata, in particolare, alla produzione di piccoli e medi satelliti e diffusa su tutto il territorio.

&amp;nbsp;

Con un&amp;rsquo;ambiziosa visione di fondo: creare un sistema integrato di tecnologie d&amp;rsquo;avanguardia che consenta al sistema Paese di cavalcare l&amp;rsquo;onda della Space Economy e affermarsi come un&amp;rsquo;eccellenza a livello internazionale nel comparto delle costellazioni satellitari.&amp;nbsp;

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&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-11-09</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco il buco nero che pesa quanto la galassia ospitante</video:title>
            <video:description>Gli astronomi hanno scoperto il buco nero pi&amp;ugrave; distante mai&amp;nbsp;individuato prima nei raggi X.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;oggetto, risalente&amp;nbsp;a un &amp;lsquo;giovane&amp;rsquo; Universo, ha&amp;nbsp;una caratteristica singolare: la sua massa &amp;egrave; simile a quella della galassia che lo ospita.

Si tratta di un buco nero supermassiccio nella fase sua iniziale. Appartiene alla galassia Uhz1 che il telescopio Webb ha scoperto a 13,2 miliardi di anni luce dalla Terra, ovvero quando l&amp;rsquo;Universo aveva solo il 3 per cento della sua et&amp;agrave; attuale.&amp;nbsp;All&amp;rsquo;indagine ha partecipato anche l&amp;rsquo;osservatorio a raggi X&amp;nbsp;Chandra, che&amp;nbsp;ha rilevato il gas intenso e caldo, segnale caratteristico di un buco nero supermassiccio in crescita.

L&amp;rsquo;osservazione &amp;egrave; stata inoltre semplificata dalla posizione di un ammasso galattico, Abell 2744, che si trova in direzione di Uhz1, e la cui materia ha dato luogo al fenomeno della lente gravitazionale.

Questo buco nero fuori misura,&amp;nbsp;identificato&amp;nbsp;nella sua breve fase in cui pesa quanto le stelle della sua galassia, conferma la teoria secondo la quale alcuni di essi si formino dal collasso di enormi nubi di gas, invece che dall&amp;rsquo;esplosione delle prime stelle della galassia ospite.

Crediti video: Nasa

#buconero #uhz1 #webb #chandra</video:description>
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            <video:title>Artemis 2 a un passo dalla Luna</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Procede la costruzione degli elementi dello Space Launch System per la missione Artemis 2. I due booster del razzo, realizzati da Northop Grunman, sono arrivati al Kennedy Space Center e i tecnici della Nasa stanno procedendo alla procedura di assemblaggio</video:description>
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            <video:title>La quarta passeggiata spaziale di sempre tutta al femminile</video:title>
            <video:description>Il 1&amp;deg; novembre sulla Iss &amp;egrave; andata in scena la quarta EVA di sempre&amp;nbsp;tutta al femminile con protagoniste le due astronaute Nasa Jasmin Moghbeli e Loral O'Hara.
Nella loro prima passeggiata spaziale le astronaute Nasa hanno trascorso&amp;nbsp;6 ore e 42 minuti fuori dalla Stazione&amp;nbsp;per diverse attivit&amp;agrave; di manutenzione.
Moghbeli ha liberato la strada&amp;nbsp;alla futura ala che verr&amp;agrave; installata&amp;nbsp;al fianco dei 5 pannelli solari attuali&amp;nbsp;per fornire pi&amp;ugrave; energia al laboratorio.
O'Hara avrebbe dovuto sostituire&amp;nbsp;un cuscinetto di traino riscontrando&amp;nbsp;per&amp;ograve; problemi nell&amp;rsquo;allentarne i bulloni&amp;nbsp;e necessitando cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;aiuto di Moghbeli.
Pur riuscendo insieme a rimuoverlo le due astronaute hanno accumulato&amp;nbsp;un'ora di ritardo sulla tabella di marcia&amp;nbsp;dovendo cos&amp;igrave; rinunciare ad altre attivit&amp;agrave;.
Finora solo la coppia di astronaute Nasa&amp;nbsp;composta da Christina Koch e Jessica Meir&amp;nbsp;contava passeggiate spaziali al femminile&amp;nbsp;avendone compiute tre tra il 2019 e il 2020.</video:description>
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            <video:title>‘Massimo solare’ in anticipo e anche più potente</video:title>
            <video:description>Sar&amp;agrave; nel 2024 che la nostra stella raggiunger&amp;agrave; il picco della sua attivit&amp;agrave; all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;attuale ciclo undecennale. Un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; che sulla Terra rileviamo con l&amp;rsquo;aumento delle tempeste geomagnetiche e che sul Sole osserviamo con l&amp;rsquo;aumento delle macchie.&amp;nbsp;

In realt&amp;agrave; le previsioni, che si basano su osservazioni storiche, statistiche e modelli della dinamo del Sole, avevano fissato il cosiddetto &amp;lsquo;massimo solare&amp;rsquo; del 25esimo Ciclo non prima del 2025. Invece, oltre ad arrivare in anticipo, il picco di attivit&amp;agrave; sar&amp;agrave; anche pi&amp;ugrave; intenso e duraturo.&amp;nbsp;

Sono dati importanti per chi si occupa di meteorologia spaziale anche perch&amp;eacute; permettono di adottare misure adeguate per proteggerci dall&amp;rsquo;aumento delle radiazioni. &amp;nbsp;

Nello spazio potrebbero causare danni alla salute degli astronauti o deviare l&amp;rsquo;orbita dei satelliti, mentre sulla Terra, le esplosioni di plasma mettono la magnetosfera a dura prova. Le interferenze sullo scudo terrestre generano infatti black out radio ed elettrici. Uno dei pi&amp;ugrave; noti avvenne in Canada nel 1989 e interruppe la corrente per circa 12 ore.&amp;nbsp;

Tuttavia, le interferenze della magnetosfera non sono sempre distruttive. Le particelle solari, seguendo le linee del campo magnetico, vengono indirizzate verso i poli; quando entrano in collisione con l&amp;rsquo;ossigeno o l&amp;rsquo;azoto dell&amp;rsquo;atmosfera terrestre, si genera il suggestivo spettacolo delle aurore. Inoltre, la prossima eclissi totale avverr&amp;agrave; durante il 'massimo solare' previsto tra gennaio e ottobre: gli astrofili pi&amp;ugrave; attrezzati saranno in grado di osservare i giganteschi anelli di plasma della corona non appena la Luna oscurer&amp;agrave; il disco solare.

&amp;nbsp;

Crediti video: Nasa, Esa

#sole #atttivitasolare #macchiesolari</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-31</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin, presentato il modello del lander lunare</video:title>
            <video:description>Blue Origin ha presentato un modello a grandezza naturale del suo lander lunare, Blue Moon, sviluppato per testare le tecnologie che saranno utilizzate per il trasporto di equipaggi sulla superficie della Luna</video:description>
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            <video:title>Le rocce di Bennu stanno già svelando il nostro passato</video:title>
            <video:description>Una capsula del tempo costituita&amp;nbsp;da materiale di 4 miliardi di anni fa, che pu&amp;ograve; svelare il passato e la storia del Sistema Solare. &amp;Egrave; il grande valore del campione di rocce raccolto dall&amp;rsquo;asteroide Bennu dalla sonda Osiris-Rex di Nasa nell&amp;rsquo;ottobre 2020 e consegnato alla Terra lo scorso 24 settembre.&amp;nbsp;

250 grammi di preziosi frammenti ora custoditi nei laboratori del Johnson Space Center di Nasa, all&amp;rsquo;interno di una camera specializzata sotto un flusso costante di azoto che li&amp;nbsp;protegge dai contaminanti terrestri.&amp;nbsp;

Durante il campionamento sulla superficie di Bennu del 2020, alcuni grandi frammenti avevano bloccato il meccanismo di chiusura del contenitore di Osiris-Rex, permettendo fin da subito a un po&amp;rsquo; di polvere di fuoriuscire dall&amp;rsquo;ambiente sigillato. Parte di questo materiale in fuga &amp;egrave; stato il primo a essere recuperato e analizzato sulla Terra, lasciando per ora ancora chiuso il contenitore principale, chiamato Tagsam.&amp;nbsp;

Da questi studi preliminari &amp;egrave; emersa la presenza di acqua e carbonio in abbondanza, ossia gli elementi fondamentali per l&amp;rsquo;origine della vita. &amp;nbsp;

Le analisi al microscopio elettronico a scansione hanno rilevato la presenza di minerali argillosi, caratterizzati da una struttura serpentina, nei quali &amp;egrave; contenuta l&amp;rsquo;acqua. La sua presenza nelle rocce di Bennu conferma l&amp;rsquo;origine extraterrestre di questo elemento fondamentale per la vita, giunta sul nostro pianeta a seguito degli impatti con asteroidi.&amp;nbsp;

In attesa di aprire il Tagsam, dalle rocce rimaste fuori sono stati raccolti finora frammenti per un totale di 70 grammi. Una quantit&amp;agrave;&amp;nbsp;gi&amp;agrave; superiore ai 60 grammi richiesti come soglia minima&amp;nbsp;per la missione Nasa. Dopo l&amp;rsquo;apertura del contenitore principale, parte del campione di Bennu, il pi&amp;ugrave; grande mai raccolto nello spazio, giunger&amp;agrave; anche in Italia per studi pi&amp;ugrave; specifici.&amp;nbsp;

Il contributo italiano prima all&amp;rsquo;impresa di Osiris-Rex di Nasa e nel prossimo futuro alle analisi specifiche previste sul campione di Bennu vede il ruolo fondamentale di Asi.&amp;nbsp;

Salvaguardare questo materiale primitivo dal rischio di una contaminazione terrestre &amp;egrave;, dunque, solo il primo passo per conoscere direttamente la storia del Sistema Solare, del pianeta Terra e della vita che lo abita.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-27</video:publication_date>
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            <video:title>Le comunicazioni mettono il ‘turbo’ con Illuma-T</video:title>
            <video:description>Lo strumento verr&amp;agrave; lanciato a bordo della capsula Dragon il 5 novembre</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>Una corazza per Europa Clipper</video:title>
            <video:description>Il lancio della missione &amp;egrave; in programma per ottobre 2024</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>Eclissi solare, lo spettacolare ‘anello di fuoco’ catturato in onde radio</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;eclissi solare del 14 ottobre &amp;egrave; stata documentata in modo spettacolare dall&amp;rsquo;Osservatorio Radio della Valle di Owens (Ovro-Lwa) in California, che ha recentemente potenziato la struttura.
Gli astronomi hanno rilevato le prime immagini campionate a migliaia di lunghezze d'onda radio, del famoso &amp;lsquo;anello di fuoco&amp;rsquo; di un&amp;rsquo;eclissi anulare.
Un effetto che si verifica quando la Luna, passando tra il Sole e la Terra, ha un diametro apparente pi&amp;ugrave; piccolo del Sole poich&amp;eacute; si trova in apogeo, nel punto pi&amp;ugrave; distante della sua orbita intorno a noi. Circostanza ideale per osservare da Terra la corona solare.
La serie di 352 antenne a lunghezze d&amp;rsquo;onda lunghe ha cos&amp;igrave; catturato le onde radio emanate dalla corona solare, la quale risulta circa due volte pi&amp;ugrave; grande del disco visibile. L&amp;rsquo;eclissi &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;occasione per studiare la corona sfruttando il bordo della Luna in movimento per avere un riscontro pi&amp;ugrave; marcato, tuttavia, con il nuovo strumento si potr&amp;agrave; osservare la corona da Terra, in ogni momento e in tutta la sua ampiezza, senza attendere un&amp;rsquo;eclissi totale.
La straordinariet&amp;agrave; dei dati rilevati in questo nuovo regime di lunghezze d&amp;rsquo;onda aprir&amp;agrave; la strada a nuove scoperte nell&amp;rsquo;ambito della scienza solare e della meteorologia spaziale, specialmente in questo periodo in cui ci avviciniamo al picco massimo del ciclo undecennale di attivit&amp;agrave; del Sole.
La nuova struttura radio, oltre alla nostra stella, &amp;egrave; in grado di studiare molti altri oggetti tra cui esopianeti, raggi cosmici, universo primordiale.

Crediti video: Sijie Yu, Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>Space Perspective, primi turisti ad alta quota nel 2024</video:title>
            <video:description>Continua la corsa al turismo spaziale. L&amp;rsquo;azienda statunitense Space Perspective effettuer&amp;agrave; il suo primo volo commerciale alla fine del 2024 con Spaceship Neptune

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-23</video:publication_date>
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            <video:title>Tecnologie e nanosatelliti al Maker Faire di Roma</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana partecipa all&amp;rsquo;undicesima edizione di Maker Faire la fiera dedicata alla diffusione della cultura dell&amp;rsquo;innovazione che si tiene dal 20 al 22 ottobre presso la Fiera di Roma</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-19</video:publication_date>
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            <video:title>Axiom-3, equipaggio d’eccellenza in addestramento</video:title>
            <video:description>La terza missione di Axiom Space sulla Stazione Spaziale Internazionale &amp;egrave; prevista per l&amp;rsquo;inizio del 2024 per cui l&amp;rsquo;equipaggio sta completando l&amp;rsquo;addestramento.&amp;nbsp;

Il programma di Axiom ha come fine l&amp;rsquo;installazione di moduli che col tempo dovranno sostituire l&amp;rsquo;attuale laboratorio orbitante. La prima missione si &amp;egrave; svolta nell&amp;rsquo;aprile del 2022, da allora l&amp;rsquo;addestramento dell&amp;rsquo;equipaggio &amp;egrave; stato cambiato e ottimizzato sulla base dell&amp;rsquo;esperienza delle missioni precedenti. Il programma di esperimenti di Axiom-3 sar&amp;agrave; ridotto a vantaggio di pratiche che dovranno rendere l&amp;rsquo;equipaggio meno dipendente dagli astronauti professionisti a bordo della stazione. A tal fine, il personale di bordo selezionato ha gi&amp;agrave; una notevole preparazione che ha favorito l&amp;rsquo;addestramento. Tutti e quattro i membri hanno un passato da piloti militari, ma non solo: il comandante della missione, Michael L&amp;oacute;pez-Alegr&amp;iacute;a, &amp;egrave; un ex astronauta della Nasa, Walter Villadei, che sar&amp;agrave; il pilota, &amp;egrave; gi&amp;agrave; stato nello spazio con Virgin Galactic, Marcus Wandt &amp;egrave; uno degli astronauti &amp;ldquo;di riserva&amp;rdquo; appena selezionato dall'Esa, mentre Alper Gezeravci ha passato la selezione dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale turca.&amp;nbsp;

Il lancio di Axiom-3 &amp;egrave; programmato per gennaio e il suo equipaggio rester&amp;agrave; a bordo della Stazione Spaziale per un periodo di due settimane.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-19</video:publication_date>
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            <video:title>12P, la cometa con le corna</video:title>
            <video:description>Una cometa vulcanica si sta avvicinando al Sole e quando erutta assume una particolare forma a due punte.

Si chiama 12P/Pons-Brooks, ha un diametro stimato di circa 30 chilometri e il suo nucleo contiene una miscela di gas, polvere e ghiaccio nota come criomagma.

Il 5 ottobre scorso la cometa presentava una luminosit&amp;agrave; circa 10 volte superiore alla media. Il viaggio verso il Sole aveva innalzato la sua pressione a tal punto da fare uscire dalle sue viscere un&amp;rsquo;enorme nube di gas. Secondo gli esperti sarebbe la struttura irregolare del nucleo ha dare alla chioma la forma di un gigantesco paio di corna.

E&amp;rsquo; la seconda volta quest&amp;rsquo;anno che viene osservata un&amp;rsquo;esplosione su 12P. Era accaduto anche a luglio e accadr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; frequentemente e con esplosioni di maggior ampiezza man mano che si avvicina al Sole.

12P raggiunger&amp;agrave; il suo punto pi&amp;ugrave; vicino alla Terra il 21 aprile 2024, e potremmo osservarla anche a occhio nudo. La cometa impiega 71 anni per compiere un&amp;rsquo;orbita attorno al Sole, per cui non la rivedremo fino al 2095.

&amp;nbsp;

Crediti foto e video: E.Herman (Utah Desert Observatory), I.Smolic e&amp;nbsp;M.Grozdanovic (Astronomical Station Vidojevica), Esa

#cometa #12P&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Webb rivela quarzo nelle nubi di un esopianeta</video:title>
            <video:description>Il James Webb ha identificato per la prima volta quarzo nell&amp;rsquo;atmosfera di un esopianeta. &amp;nbsp;

Oggetto dell&amp;rsquo;indagine &amp;egrave; stato WASP-17 b, situato a 1.300 anni luce dalla Terra, esopianeta estremamente caldo e tra i pi&amp;ugrave; grandi a noi noti.&amp;nbsp;

A identificare la presenza di silicio puro &amp;egrave; stato lo spettrografo Miri che ha osservato per quasi dieci ore WASP-17 b mentre passava davanti alla sua stella. Grazie alla tecnica della spettroscopia di trasmissione, si sono indagati gli effetti della luce stellare nel passaggio attraverso l&amp;rsquo;atmosfera del pianeta, captando nello spettro luminoso le firme degli elementi qui presenti.&amp;nbsp;

I ricercatori hanno cos&amp;igrave; individuato i nanocristalli di quarzo nelle nubi atmosferiche di WASP-17 b, completando le precedenti osservazioni di Hubble da cui era stata identificata la presenza di aerosol, ossia minuscole particelle, nel comporre le nubi del pianeta.&amp;nbsp;

La nuova scoperta di Webb segna la prima volta che una specie specifica di nube viene identificata in un esopianeta sfruttando il transito davanti alla sua stella.&amp;nbsp;

Capire di cosa sono fatte le nubi atmosferiche &amp;egrave; un passaggio fondamentale per comprendere il pianeta nel suo complesso.</video:description>
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            <video:title>A caccia di supernovae con l'intelligenza artificiale</video:title>
            <video:description>Si chiama Bright Transient Survey Bot e promette di rivoluzionare il settore dell&amp;rsquo;astronomia. Si tratta di un sistema basato sull&amp;rsquo;intelligenza artificiale che &amp;egrave; stato in grado di identificare e classificare per la prima volta una supernova senza l&amp;rsquo;aiuto della conoscenza umana</video:description>
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            <video:title>Acqua e carbonio nel campione di Bennu</video:title>
            <video:description>Le analisi preliminari del campione restituito da Osiris-Rex mostrano che nella roccia potrebbero trovarsi i mattoni che hanno portato alla vita sulla Terra

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            <video:title>Satelliti contro la malnutrizione</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;aumento della popolazione mondiale e la crisi climatica rendono sempre pi&amp;ugrave; essenziale garantire la qualit&amp;agrave; delle colture di base. Finora il processo prevede l&amp;rsquo;attesa del raccolto e l&amp;rsquo;analisi in laboratorio, un metodo quindi costoso e che richiede tempo prima di un intervento efficace. Per superare questi limiti, i ricercatori hanno studiato il potenziale dei satelliti per raccogliere i dati su vaste aree e dare modo di intervenire, prima del raccolto, con fertilizzanti o altre pratiche agricole. Dalla ricerca &amp;egrave; emerso che i satelliti con strumenti reattivi al contenuto nutrizionale sono Prisma dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e la costellazione Sentinel-2 del programma europeo Copernicus. L&amp;rsquo;esperimento &amp;egrave; stato condotto in Italia, nella Pianura Padana e si &amp;egrave; concentrato su quattro colture: mais, riso, soia e grano. I ricercatori hanno confrontato i segnali dei dati satellitari, relativi a fosforo, magnesio, zinco e potassio, con i nutrienti misurati in laboratorio. I risultati sono stati molto incoraggianti. Lo scopo della ricerca &amp;egrave; fare in modo che i governi e le organizzazioni per la sicurezza alimentare pianifichino attivit&amp;agrave; per garantire nutrienti sufficienti per le popolazioni vulnerabili, specie in Africa dove la carenza &amp;egrave; pi&amp;ugrave; diffusa. Oggi la malnutrizione colpisce oltre due miliardi di persone, in alcuni casi viene definita &amp;ldquo;fame nascosta&amp;rdquo; perch&amp;eacute; si consumano abbastanza calorie, ma non i nutrienti e le vitamine essenziali, provocando danni allo sviluppo fisico e mentale.

Crediti video: Esa, Asi, Fao

#Prisma #sentinel2 #malnutrizione</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-11</video:publication_date>
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            <video:title>Nuova perdita di liquido refrigerante dalla ISS</video:title>
            <video:description>Una nuova perdita di gas &amp;egrave; stata rilevata sulla Stazione Spaziale Internazionale. Proviene dal modulo Nauka, il componente russo che serve da laboratorio multiuso e consente anche l'aggancio temporaneo di navicelle cargo e con equipaggio.

La perdita riguarda il liquido refrigerante di un radiatore di riserva in orbita dal 2010. Roscosmos, l&amp;rsquo;agenzia spaziale russa, dopo i sopralluoghi, ha affermato che comunque il principale sistema di controllo termico di Nauka funziona correttamente e che sia la stazione sia il suo equipaggio non corrono alcun pericolo. In ogni caso, &amp;egrave; stata chiusa la saracinesca per prevenire eventuali contaminazioni.

E&amp;rsquo; la terza volta in meno di un anno che un veicolo russo subisce una perdita di liquido refrigerante. Era accaduto alla Soyuz Ms-22, lo scorso dicembre, evento che ha causato il prolungamento a un anno del soggiorno in orbita degli astronauti, invece dei consueti sei mesi. Un guasto simile, a febbraio, lo sub&amp;igrave; la navicella cargo Progress Ms-21.

Dopo alcuni esami, condotti indipendentemente sia da Roscosmos sia dalla Nasa, sembrerebbe che tali perdite siano causate da impatti con micrometeoroidi o detriti orbitali. Intanto le attivit&amp;agrave; extraveicolari, programmate per il 12 e il 20 ottobre, sono ancora confermate.

Crediti video: Roscosmos, Nasa, Esa

#iss #nauka #roscosmos</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-10</video:publication_date>
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            <video:title>Vega completa la missione numero 23</video:title>
            <video:description>Il lanciatore europeo &amp;egrave; decollato alle 3:36 del mattino del 9 ottobre</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-09</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco perché Luna-25 non ce l’ha fatta</video:title>
            <video:description>Il mancato allunaggio della missione russa Luna-25 &amp;egrave; stato causato da un funzionamento anomalo del computer di bordo della navicella, secondo una nuova analisi di Roscosmos</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-06</video:publication_date>
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            <video:title>Un buco dell’ozono da record nel 2023</video:title>
            <video:description>Grande circa tre volte il Brasile: sono le dimensioni da record raggiunte dal buco dell&amp;rsquo;ozono nel 2023, uno tra i pi&amp;ugrave; estesi mai registrati.

Osservato dal satellite Sentinel-5P, la prima sentinella del programma europeo Copernicus dedicata al monitoraggio della nostra atmosfera, lo scorso 16 settembre il buco dell&amp;rsquo;ozono ha registrato un&amp;rsquo;estensione pari a 26 milioni di km&amp;sup2; sopra l'Antartide.

Questa rilevazione &amp;egrave; stata effettuata dallo strumento Tropomi, un avanzato spettrometro a bordo del satellite in grado di rilevare i gas atmosferici con una risoluzione spaziale pi&amp;ugrave; elevata che mai dallo spazio.

Le dimensioni del buco dell&amp;rsquo;ozono fluttuano regolarmente, raggiungendo l&amp;rsquo;apice ogni anno tra settembre e ottobre. Tuttavia, secondo i ricercatori, il record del 2023 sarebbe stato alimentato dall'eruzione del vulcano Tonga avvenuta nel gennaio 2022.

L&amp;rsquo;eruzione sottomarina ha infatti lanciato un enorme pennacchio di vapore acqueo nella stratosfera terrestre, che potrebbe aver contribuito sostanzialmente al raffreddamento della stratosfera antartica. Pur non potendo rilevarne l'esatto impatto, l&amp;rsquo;esplosione del Tonga avrebbe cos&amp;igrave; alimentato indirettamente il buco dell&amp;rsquo;ozono: questo, infatti, trova nelle forti differenze di temperatura tra latitudini polari e moderate uno dei motori principali.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-05</video:publication_date>
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            <video:title>La Nebulosa Orione come non l’abbiamo mai vista</video:title>
            <video:description>Il nuovo capolavoro di James Webb, ci mostra le diverse sfumature della Nebulosa di Orione.

E&amp;rsquo; tra le nubi pi&amp;ugrave; brillanti del cielo notturno e gi&amp;agrave; il telescopio Hubble l&amp;rsquo;aveva ritratta in una delle sue immagini pi&amp;ugrave; dettagliate.

Si trova a circa&amp;nbsp;1300&amp;nbsp;anni luce dalla Terra, nella Costellazione di Orione che vediamo in inverno dal nostro emisfero. Pi&amp;ugrave; precisamente appare al centro della spada del cacciatore.

Con lo strumento nel vicino infrarosso NirCam di Webb, gli scienziati hanno realizzato due diverse immagini. Una a lunghezza d'onda corta, creata con 2400 scatti, mostra stelle e protostelle con una definizione nel vicino infrarosso senza precedenti. Quest&amp;rsquo;altra &amp;egrave; il risultato di 712 immagini a lunghezza d'onda lunga che rivela gas, polvere e molecole con una sensibilit&amp;agrave; finora inedita.

Nota anche come M42, &amp;egrave; la regione di formazione stellare pi&amp;ugrave; vicina alla Terra e per questo presenta sfumature cos&amp;igrave; variegate. Polveri e gas sono riscaldati e modellati dalla radiazione di stelle massicce, e allo stesso tempo sono la culla di protostelle e dischi di formazione planetaria;

Le nuove immagini di M42 sono state inserite in EsaSky, un&amp;rsquo;applicazione facile e intuitiva sviluppata dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea, dove &amp;egrave; possibile visualizzare e scaricare dati astronomici.

Crediti video: Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-04</video:publication_date>
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            <video:title>Costellazioni satellitari, allarme inquinamento elettromagnetico e luminoso</video:title>
            <video:description>Si chiama Blue Walker 3 ed &amp;egrave; il prototipo di un satellite che popoler&amp;agrave; una nuova costellazione dedicata alla telecomunicazione mobile.

Lanciato a settembre 2022 dall&amp;rsquo;Ast SpaceMobile degli Stati Uniti, con i suoi 64 metri quadrati, Blue Walker 3 &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; grande satellite mai schierato in orbita terrestre bassa; per questo &amp;egrave; stato oggetto di studio da parte di un gruppo di scienziati che si occupa della protezione del cielo dalle interferenze delle costellazioni satellitari.

Un cielo notturno incontaminato, oltre ad essere considerato &amp;lsquo;un patrimonio culturale condiviso dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;&amp;rsquo;, e per questo da proteggere anche per le generazioni future, &amp;egrave; fondamentale per condurre esperimenti che non possono essere gestiti in laboratori terrestri.

La campagna di osservazione internazionale, sia professionale sia amatoriale, ha dimostrato che Blue Walker 3 &amp;egrave; tra gli oggetti pi&amp;ugrave; luminosi del cielo. E non solo, utilizzando lunghezze d&amp;rsquo;onda vicine a quelle in cui osservano i radiotelescopi, potrebbe interferire anche sulla radioastronomia.

La Federal Communications Commission ha comunque rilasciato i permessi di schierare i 243 satelliti che comporranno la costellazione BlueBird. Grazie allo studio degli astronomi, l&amp;rsquo;impiego di questi satelliti dovrebbe essere condotto tenendo in considerazione misure di mitigazione per contrastare i loro effetti collaterali. Allo stesso tempo &amp;egrave; necessario sviluppare nuove strategie per proteggere dai satelliti, i telescopi esistenti e quelli futuri.

Crediti video: AST SpaceMobile, SRT - Inaf (A.Finazzi), Natura Senza Tempo - Riserva Torre Guaceto (Timeless Prod.)</video:description>
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            <video:publication_date>2023-10-03</video:publication_date>
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            <video:title>L'ASI allo IAC 2023 di Baku</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; inaugurata a Baku, capitale dell&amp;rsquo;Azerbaijan, la 74&amp;deg; edizione dell&amp;rsquo;International Astronautical Congress. Presente anche l'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Sold out in Asi per la Notte della ricerca 2023</video:title>
            <video:description>Siamo nella sede dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana per la Notte Europea dei Ricercatori, nata nel 2005 per favorire la conoscenza del mondo scientifico e dei suoi protagonisti. Siamo arrivati alla diciottesima edizione che nella sede Asi ha fatto registrare in pochi giorni il tutto esaurito.

In programma, l&amp;rsquo;osservazione del cielo notturno, spettacoli multimediali di astronomia, esperimenti a raggi x, laboratori di robotica e conferenze a tema spaziale.

Non potevano mancare gli astronauti. Luca Parmitano ha partecipato con le giovani leve italiane Anthea Comellini e Andrea Patassa, selezionati da Esa alla fine dello scorso anno. La conferenza &amp;lsquo;Da terrestri a marziani', introdotta dal presidente dell&amp;rsquo;Asi Teodoro Valente, &amp;egrave; stata anche l&amp;rsquo;occasione per presentare il volume 'Generazione Spazio', realizzato da Asi e Disney, in collaborazione con la Giunti editore.

Ispirati dalla volont&amp;agrave; di affascinare i pi&amp;ugrave; piccoli, molti i laboratori dedicati alle nuove generazioni.

I racconti delle ultime missioni spaziali come Euclid, Solar Orbiter, il potente James Webb Space Telescope sono stati al centro delle numerose conferenze che si sono svolte nel corso della serata.

Spazio anche per la musica con una band composta dal personale dell&amp;rsquo;agenzia che si &amp;egrave; esibita accompagnando gli scienziati nei vari racconti della conquista dello spazio.

Tour guidati nella sede dell&amp;rsquo;Asi hanno condotto il pubblico alla scoperta dei programmi che vedono coinvolta l&amp;rsquo;Italia dello spazio.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-30</video:publication_date>
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            <video:title>Una ‘cipolla’ galattica</video:title>
            <video:description>Immortalata dal telescopio Blanco in Cile NGC 3923, spettacolare esempio di galassia a guscio</video:description>
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            <video:title>Artemis II, collocati i 4 potenti motori sullo Space Launch System</video:title>
            <video:description>Proseguono i preparativi per il ritorno dell&amp;rsquo;uomo in orbita lunare.

La Nasa ha dichiarato che lo Space Launch System di Artemis II ha adesso i quattro potenti motori a bordo.

Mentre l&amp;rsquo;equipaggio eseguiva con successo il primo di una serie di test al Kennedy Space Center in Florida, i tecnici dell&amp;rsquo;Sls hanno installato sul razzo il quarto e ultimo motore Rs-25 in uno degli impianti di produzione della Nasa che si trova a New Orleans. Due dei motori provengono dal programma dello Space Shuttle, addirittura uno di essi fu utilizzato in una delle missioni di servizio che hanno raggiunto il telescopio spaziale Hubble per gli ordinari aggiornamenti e riparazioni. Gli altri due motori sono nuovi seppur corredati di hardware riciclati.

I prossimi passi nel lungo processo di preparazione del razzo, includono il fissaggio completo dei motori alla struttura e l'integrazione dei sistemi elettrici e di propulsione. L&amp;rsquo;Sls sar&amp;agrave; poi spedito al Kennedy Space Center a bordo di una chiatta per eseguire vari i test.

Al momento, il lancio di Artemis II &amp;egrave; previsto per la fine del 2024.

&amp;nbsp;

Crediti: Nasa</video:description>
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            <video:title>Saturno, nuove ipotesi sulla formazione delle lune e degli anelli</video:title>
            <video:description>Un team dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Durham ha utilizzato i dati raccolti dalla sonda Nasa-Esa-Asi Cassini per realizzare una nuova simulazione. Secondo quest&amp;rsquo;ultima, i detriti derivanti dalla collisione di due lune ghiacciate&amp;nbsp;avrebbero&amp;nbsp;portato alla formazione dei celebri anelli che circondano il pianeta e il materiale residuo si sarebbe addensato fino a formare nuovi satelliti&amp;nbsp;naturali</video:description>
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            <video:title>Colonie fungine nello spazio tra rischi e opportunità</video:title>
            <video:description>I funghi nello spazio ci sono sempre stati. Intendiamo la presenza di spore in luoghi chiusi come la Stazione Spaziale Internazionale.

In parte provengono dalla Terra, ma sembra che essi nascano anche in condizioni di gravit&amp;agrave; differente.

Per questo motivo l&amp;rsquo;Onu (Unoosa - Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico) ha sponsorizzato uno studio di Astromicologia.

Con una centrifuga a rotazione rapida (Ldc - Large Diameter Centrifuge) sviluppata dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea, un gruppo di astrobiologi ha testato la crescita di colonie fungine in ipergravit&amp;agrave;.

Quattro bracci lunghi otto metri ruotano fino a 67 giri al minuto; le specie fungine sono posizionate lungo bracci all&amp;rsquo;interno di cosiddette gondole. Una volta sottoposte a una gravit&amp;agrave; fino 20 volte superiore a quella terrestre, sono esaminate per verificare la presenza di reazioni o alterazioni. La presenza di funghi pu&amp;ograve; dar origine a conseguenze molto serie sia per la navicella, sia per gli astronauti: nel tempo oscurano gli obl&amp;ograve;, corrodono metalli e plastica provocando malfunzionamenti; sugli esseri umani generano infezioni e allergie.

Tuttavia sulla Terra i funghi sono utilizzati in numerosi campi: per produrre cibo, medicine, enzimi chimici per l&amp;rsquo;industria.

Studiare la loro crescita e riproduzione, potrebbe aprire nuove finestre riguardo al loro impiego nello spazio: l&amp;lsquo;aspettativa &amp;egrave; che essi possano ricoprire diversi tipi di esigenze, come la riconversione di materiali e l&amp;rsquo;estrazione di minerali da superfici planetarie, e ridurre cos&amp;igrave; i costi e garantire la sostenibilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale con equipaggio.</video:description>
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            <video:title>Sono arrivate sulla Terra le rocce dall’asteroide Bennu</video:title>
            <video:description>La missione Osiris-Rex di Nasa&amp;nbsp;ha restituito con successo alla Terra la capsula con i campioni rocciosi prelevati nel 2020 sull&amp;rsquo;asteroide Bennu.

Dopo un viaggio di 6,2 miliardi di km&amp;nbsp;per raggiungere Bennu e fare ritorno,&amp;nbsp;Osiris-Rex ha rilasciato la capsula&amp;nbsp;a circa 101.000 km sopra la Terra.

Il 24 settembre alle 16:52 ora italiana&amp;nbsp;la capsula con 250g di roccia &amp;egrave; atterrata&amp;nbsp;nel deserto dello Utah in un&amp;rsquo;area 58x14 km&amp;nbsp;vicino allo Utah Test and Training Range.&amp;nbsp;

In circa 90 minuti la squadra di recupero&amp;nbsp;ha individuato e impacchettato la capsula ancora integra&amp;nbsp;e l&amp;rsquo;ha trasportata in elicottero&amp;nbsp;verso una camera bianca temporanea.

Qui un flusso continuo di azoto &amp;egrave; stato&amp;nbsp;collegato all&amp;rsquo;interno della capsula per&amp;nbsp;tenere lontano i contaminanti terrestri&amp;nbsp;e lasciare il campione puro per le analisi.

Solo al Johnson Space Center di Nasa&amp;nbsp;il campione di rocce verr&amp;agrave; estratto e pesato&amp;nbsp;per poi essere distribuito in piccole parti&amp;nbsp;a scienziati ed esperti di tutto il mondo.

Dai campioni raccolti su Bennu avremo&amp;nbsp;informazioni sull&amp;rsquo;origine sia dei pianeti&amp;nbsp;sia degli elementi organici e dell'acqua&amp;nbsp;che hanno portato alla vita sulla Terra.&amp;nbsp;

Forte il contributo italiano a questa impresa:&amp;nbsp;Asi partecipa alla missione Osiris-Rex dal 2013&amp;nbsp;&amp;nbsp;mentre un laboratorio dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Torino&amp;nbsp;&amp;egrave; tra quelli che analizzeranno i campioni da Bennu.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-25</video:publication_date>
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            <video:title>Detriti spaziali, nuove regole dagli USA</video:title>
            <video:description>La Faa americana ha proposto una serie di regole per lo smaltimento dei detriti in orbita</video:description>
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            <video:title>Test esplosivo per un modulo gonfiabile per stazioni spaziali</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; stato un test esplosivo quello che ha fatto saltare in aria intenzionalmente il prototipo di un modulo spaziale gonfiabile dell&amp;rsquo;azienda Sierra Space.&amp;nbsp;

Eseguito il 17 agosto presso il Marshall Space Flight Center della Nasa, il test Ultimate Burst Pressure ha visto come protagonista una versione in scala di un terzo del rivoluzionario habitat gonfiabile Life di Sierra Space. L'azienda del Colorado mira a realizzare infrastrutture spaziali a prezzi accessibili.

Questo &amp;egrave; il quinto test di pressione realizzato in poco pi&amp;ugrave; di un anno su prototipi Life, realizzati con un particolare materiale chiamato softgood, ossia tessuti cuciti e intrecciati che diventano rigidi quando vengono gonfiati. Le prove sono finalizzate a preparare successivi test su scala reale. &amp;nbsp;

Questa prova ha visto anche una struttura metallica inserita nel tessuto gonfiabile per emulare una finestra o un braccio robotico.&amp;nbsp;

Con questi test Sierra Space mira ad avere il modulo pronto nel 2030 per la stazione spaziale Orbital Reef guidata da Blue Origin. Nel 2021, l&amp;rsquo;azienda di Jeff Bezos ha ricevuto, al fianco di Nanoracks e Northrop Grumman, finanziamenti dalla Nasa per lo sviluppo di stazioni spaziali commerciali utilizzabili sia da aziende private che da astronauti dell&amp;rsquo;Agenzia, in previsione della fine della Iss prevista per il 2030.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Juice: loading 5%</video:title>
            <video:description>Ha percorso 370 milioni di chilometri, ma &amp;egrave; soltanto al 5% del suo percorso. Continua il lunghissimo viaggio di Juice dell&amp;rsquo;Esa, che arriver&amp;agrave; intorno a Giove nel 2031</video:description>
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            <video:title>Curiosity conquista la cresta Gediz Vallis</video:title>
            <video:description>Dopo 3 tentativi falliti Curiosity ha finalmente raggiunto la Gediz Vallis, una cresta prodotta dall&amp;rsquo;accumulo di detriti lasciati dall&amp;rsquo;acqua, parte del Monte Sharp</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-19</video:publication_date>
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            <video:title>Gli astronauti ‘in ritardo’ della Soyuz sono sulla Iss</video:title>
            <video:description>Arrivato sulla Iss l'equipaggio della Soyuz Ms-24:&amp;nbsp;Oleg Kononenko e Nikolai Chub di Roscosmos e Loral O&amp;rsquo;Hara della Nasa. Il loro viaggio era stato rimandato a causa della perdita della Soyuz Ms-22</video:description>
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            <video:title>Il terremoto in Marocco visto dai satelliti</video:title>
            <video:description>Ecco le immagini satellitari del violentissimo terremoto di magnitudo 6.8 che lo scorso 8 settembre ha colpito il Marocco. Dati ottenuti dall'International Charter Space and Major Disasters e dal sistema Ems di Copernicus</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-15</video:publication_date>
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            <video:title>I fantastici 5 svelati da Chandra</video:title>
            <video:description>Cinque brillanti protagonisti che emergono dalla luce invisibile. &amp;Egrave; la nuova straordinaria raccolta che conferma le capacit&amp;agrave; dell'osservatorio Chandra di Nasa di mostrare ci&amp;ograve; che nel cosmo si nasconde all&amp;rsquo;occhio umano.

Nelle immagini, i dati a raggi X di Chandra sono unti alle osservazioni all&amp;rsquo;infrarosso e radio dei telescopi pi&amp;ugrave; potenti del mondo.

La prima immagine mostra il Centro Galattico della Via Lattea, regione distante 26.000 anni luce da noi e che ospita il buco nero supermassiccio Sagittarius A*. Il Centro appare come una nuvola rosa, arancione, rossa e viola circondata da numerose stelle luminose.

Nella seconda immagine, i resti della supernova di Keplero sembrano una palla annodata. Chandra mostra in blu la potente onda d'urto generata dall&amp;rsquo;esplosione con cui una nana bianca ha concluso il suo ciclo vitale. Le strisce rosse e le macchie turchesi tracciano, invece, i detriti della stella distrutta.

Il terzo ritratto &amp;egrave; della galassia Eso 137-001: spostandosi a 1,5 milioni di chilometri all'ora, lascia dietro di s&amp;eacute; due code di gas surriscaldato che Chandra rivela qui in blu. Accanto alle code fluenti vi sono anche degli ammassi di punti rossi, ovvero atomi di idrogeno.

La galassia a spirale NGC 1365 &amp;egrave; invece il quarto protagonista. Essa contiene un buco nero supermassiccio alimentato da un flusso costante di materiale, i vortici grigi visibili nell&amp;rsquo;infrarosso. Anche parte del gas caldo rivelato da Chandra e mostrato in viola &amp;egrave; destinato a essere divorato dal buco nero.

La serie cosmica si chiude con la Pulsar&amp;nbsp;delle&amp;nbsp;Vele, una stella collassata ed esplosa da cui un getto di particelle viene lanciato nello spazio. La pulsar, che appare come un fagiolo di color lavanda, &amp;egrave; avvolta in una bolla di gas blu da cui il getto di raggi X sembra fuoriuscire perdendosi nello spazio.</video:description>
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            <video:title>Webb, cambio di stagione per Saturno</video:title>
            <video:description>Come sulla Terra, l&amp;rsquo;inclinazione sul proprio asse crea stagioni anche su Saturno.

Con il telescopio Webb, un gruppo di scienziati planetari ha osservato la fine dell&amp;rsquo;estate nell&amp;rsquo;emisfero nord del gigante gassoso: enormi flussi d&amp;rsquo;aria, su scala planetaria, hanno invertito la direzione e si stanno raffreddando con l&amp;rsquo;avvicinarsi dell&amp;rsquo;autunno.

Il bollettino interplanetario di Webb ha mostrato come la distribuzione delle temperature e dei gas, in questo ciclo stagionale, sia piuttosto diversa da quella osservata dalla missione Cassini durante l&amp;rsquo;inverno e la primavera dello stesso emisfero.

Ricordiamo, che rispetto a noi Saturno, poich&amp;eacute; sesto pianeta del Sistema Solare, impiega 30 anni per fare un giro completo attorno alla nostra stella: le sue stagioni durano quindi 7,5 anni terrestri, invece di tre mesi.

Oltre alle temperature, lo strumento Miri ha misurato una ricca variet&amp;agrave; di sostanze chimiche dell&amp;rsquo;atmosfera di Saturno, con una lunghezza d&amp;rsquo;onda inaccessibile a Cassini.

Per questo motivo gli scienziati ritengono che i nuovi dati di Webb siano semplicemente mozzafiato: con una breve serie di osservazioni, siamo stati in grado di analizzare una stagione saturniana completamente nuova, osservando come la circolazione atmosferica risponde ai cambiamenti della luce solare.

Crrediti:&amp;nbsp;Nasa, Esa, and Amy Simon, Alyssa Pagan

#webb #Saturno #jwst</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-13</video:publication_date>
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            <video:title>Un pianeta sub-nettuniano nell’occhio di Webb</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale James Webb ha posato i suoi occhi su K2-18 b, un esopianeta sub-nettuniano situato nella Costellazione del Leone,&amp;nbsp;8,6 volte pi&amp;ugrave; massiccio della Terra&amp;nbsp;e&amp;nbsp;gi&amp;agrave; osservato in passato da Hubble</video:description>
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            <video:title>Ecco come Osiris Rex ci consegnerà il campione da Bennu</video:title>
            <video:description>Il 24 settembre Osiris-Rex di Nasa consegner&amp;agrave; al pianeta Terra il campione dall&amp;rsquo;asteroide Bennu, situato a 320 milioni di km da noi. Con 250 grammi prelevati nel 2020, questo &amp;egrave; il primo campione Nasa da un asteroide e il pi&amp;ugrave; grande campione mai raccolto nello spazio. Una volta a 102mila km dalla Terra, Osiris-Rex rilascer&amp;agrave; la capsula verso l&amp;rsquo;atmosfera terrestre e poi devier&amp;agrave; oltre il nostro pianeta.&amp;nbsp; Dopo 4 ore nello spazio e quando in Italia saranno le 16:42, la capsula entrer&amp;agrave; in atmosfera a 44.500 km/h diventando cos&amp;igrave; una palla di fuoco. Sar&amp;agrave; compito dello scudo termico&amp;nbsp;proteggere il campione nella capsula mantenendolo a una temperatura simile a quella superficiale di Bennu. 2 minuti dopo l'ingresso in atmosfera si dispiegher&amp;agrave; un primo paracadute e 6 minuti pi&amp;ugrave; tardi quello principale frenando la capsula alla velocit&amp;agrave; di 18 km/h. La capsula impiegher&amp;agrave; 13 minuti per attraversare tutta l&amp;rsquo;atmosfera e atterrare nel deserto dello Utah 7 anni dopo il decollo di Osiris-Rex.</video:description>
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            <video:title>Swift osserva il ‘pasto’ di un buco nero</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;osservatorio Swift della Nasa ha individuato un buco nero che sta letteralmente rosicchiando una stella con caratteristiche simili al nostro Sole. L&amp;rsquo;evento, denominato Swift J0230, si &amp;egrave; verificato in una galassia a circa 500 milioni di anni luce da noi ed &amp;egrave; stato osservato grazie allo Swift X-ray Transient Detector a bordo del satellite.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-08</video:publication_date>
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            <video:title>Un lander lunare e un telescopio a raggi X sul lancio doppio di Jaxa</video:title>
            <video:description>Doppio colpo per Jaxa che ieri, 6 settembre, con un solo lancio ha inviato l&amp;rsquo;osservatorio Xrism in orbita terrestre e la missione Slim verso la Luna.

Il decollo &amp;egrave; avvenuto dal centro spaziale giapponese di Tanegashima a bordo di un razzo H-2A della Mitsubishi Heavy Industries.

14 minuti dopo il lift off, si &amp;egrave; separato Xrism, un nuovo telescopio spaziale a raggi X frutto della collaborazione Jaxa/Nasa con la partecipazione di Esa

L&amp;rsquo;innovativo satellite per lo studio delle alte energie raccoglier&amp;agrave; per tre anni dati ad alta risoluzione spettrale sul plasma caldo negli ammassi di galassie; inoltre, studier&amp;agrave; fenomeni cosmici estremamente energetici come le supernove e i buchi neri supermassicci in fase di accrescimento.

Circa 30 minuti dopo Xrism, &amp;egrave; avvenuta la separazione di Slim, lander lunare che dovr&amp;agrave; affrontare un viaggio complesso di 4 mesi per raggiungere l&amp;rsquo;orbita lunare, risparmiando cos&amp;igrave; energia.

Un mese dopo l&amp;rsquo;entrata in orbita, tenter&amp;agrave; un allunaggio di precisione, cercando di atterrare entro 100 metri dal punto prescelto utilizzando una navigazione ottica.

Dopo lo storico allunaggio della missione indiana Chandrayaan-3, il Giappone ambisce con Slim a diventare il quinto Paese ad atterrare in modo morbido sulla Luna, e riscattare cos&amp;igrave; il fallimento del lander giapponese Hakuto-r di quest&amp;rsquo;anno.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-07</video:publication_date>
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            <video:title>Scoperto il campo magnetico di una galassia primordiale</video:title>
            <video:description>Alcuni astronomi hanno individuato il campo magnetico di una galassia lontanissima. La sua luce ha impiegato infatti pi&amp;ugrave; di 11 miliardi di anni per raggiungerci, il che significa che stiamo osservando la galassia 9io9 come appariva quando l&amp;rsquo;universo aveva appena 2,5 miliardi di anni.

Si poteva raggiungere questo obiettivo solo con Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), il radiointerferometro situato a 5mila metri d'altitudine nel deserto del Cile che vanta numerosi partner tra cui Europa, Stati Uniti, Giappone e Taiwan.

I campi magnetici sono comuni a molti oggetti dell'Universo, dai pianeti alle stelle, ma anche alle galassie.

Non &amp;egrave; chiaro in che momento nella vita dell&amp;rsquo;Universo si siano formati e con quale velocit&amp;agrave;, poich&amp;eacute; finora sono stati mappati solo i campi delle galassie vicine a noi.

Con Alma gli astronomi hanno osservato che il campo magnetico di 9io9 &amp;egrave; gi&amp;agrave; completamente formato e con una struttura simile alle galassie pi&amp;ugrave; vicine. E&amp;rsquo; circa mille volte pi&amp;ugrave; debole rispetto al campo magnetico terrestre, ma si estende per oltre 16mila anni luce.

Gli scienziati ritengono quindi che l&amp;rsquo;intensa formazione stellare nell&amp;rsquo;Universo primordiale potrebbe aver avuto un ruolo nell&amp;rsquo;accelerare lo sviluppo dei campi che a loro volta ha influenzato il modo in cui si sono formate le generazioni successive di stelle.

Analizzando la polvere stellare della galassia 9io9, gli scienziati hanno osservato che la luce che emette oscilla in una precisa direzione invece che in modo casuale. Questo dettaglio ha determinato la presenza del campo magnetico. Il collegamento tra campi magnetici e formazione stellare in una galassia primordiale ha aperto una nuova finestra sui meccanismi interni e l&amp;rsquo;evoluzione dell&amp;rsquo;Universo.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-06</video:publication_date>
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            <video:title>Chandrayaan-3, attività in pausa per la notte lunare</video:title>
            <video:description>Il Sole tramonta sulla Luna e gli strumenti di Chandrayaan-3 sospendono le proprie attivit&amp;agrave;.

Il 23 agosto, dopo un viaggio di 40 giorni, la sonda indiana ha toccato il polo sud lunare, divenendo la prima missione a esplorare questa regione potenzialmente ricca di ghiaccio d&amp;rsquo;acqua. Per l&amp;rsquo;occasione, il primo ministro indiano Narendra Modi ha istituito, in questa data storica, la Giornata nazionale dello Spazio.

In appena due settimane Chandrayaan-3 ha completato le missioni programmate: un atterraggio sicuro e morbido, gli spostamenti sulla superficie e la conduzione di esperimenti scientifici in situ, con il rilascio dei primi dati.

Dopo aver condotto analisi sulla temperatura del suolo, il lander Vikram ha anche eseguito un salto propulsivo: ha acceso i motori riuscendo ad atterrare a circa 40 centimetri dal punto di partenza. Vikram ha cos&amp;igrave; segnato il secondo decollo compiuto su un altro corpo planetario, il primo avvenne nel 1967 quando il lander Surveyor 6 della Nasa si spost&amp;ograve; di 2,5 metri.

Il rover Pragyan, prima di entrare in pausa, ha percorso una distanza di 101,4 metri rilevando una numerosa quantit&amp;agrave; di minerali. Il suo pannello solare &amp;egrave; ora orientato in modo ricevere la luce della prossima alba prevista per il 22 settembre.

N&amp;eacute; Vikram n&amp;eacute; Pragyan trasportano unit&amp;agrave; riscaldanti, utilizzate spesso nelle missioni lunari, per mantenere caldi i componenti e sopravvivere al freddo intenso della notte. Secondo i dati della missione cinese Chang&amp;rsquo;e-4, raccolti sul lato nascosto della Luna, la temperatura arriva a toccare i meno 190 gradi Celsius.

Contemporaneamente alla missione sulla Luna, l&amp;rsquo;Organizzazione spaziale di ricerca indiana, ne ha avviata un&amp;rsquo;altra dedicata al Sole: Aditya-L1 &amp;egrave; partita sabato per un viaggio di circa 125 giorni per raggiungere il punto 1 di Lagrange situato tra la Terra e la sua stella.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-05</video:publication_date>
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            <video:title>Il rientro della Crew-6</video:title>
            <video:description>Tornati sulla Terra gli astronauti della Crew-6 Stephen Bowen, Woody Hoburg, Sultan Al Neyadi e Andrey Fedyaev con uno splashdown della Crew Dragon di SpaceX</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-04</video:publication_date>
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            <video:title>Starlink, lanciati altri 22 satelliti della costellazione</video:title>
            <video:description>Lancio riuscito per Falcon 9. Il vettore di SpaceX ha spiccato il volo dalla rampa di lancio della Cape Canaveral Space Force Station alle 4:21 italiane di questa mattina, portando in orbita 22 satelliti Starlink</video:description>
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            <video:publication_date>2023-09-01</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble osserva il deflusso atmosferico di un esopianeta</video:title>
            <video:description>Il pianeta &amp;egrave; stato scoperto dai telescopi spaziali della Nasa Spitzer e Tess nel 2020</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-31</video:publication_date>
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            <video:title>L’eruzione del vulcano islandese Litli-Hrútur vista dallo spazio</video:title>
            <video:description>I satelliti di Copernicus hanno immortalato dallo spazio l&amp;rsquo;eruzione del vulcano islandese Litli-Hr&amp;uacute;tur&amp;nbsp;Dopo circa 800 anni di silenzio, quest&amp;rsquo;area vulcanica ha ripreso vita con due eruzioni nel marzo 2021 e nell&amp;rsquo;agosto 2022. La nuova eruzione sembra ancora pi&amp;ugrave; potente ed &amp;egrave; in corso ancora oggi, passate quasi tre settimane dall&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;emissione di lava</video:description>
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            <video:title>Il film di ‘Barbie’, un fenomeno …spaziale!</video:title>
            <video:description>A una settimana dall&amp;rsquo;uscita nelle sale cinematografiche &amp;lsquo;Barbie&amp;rsquo; &amp;egrave; diventato un vero e proprio fenomeno.

Lo scorso weekend, al botteghino americano, ha registrato il miglior debutto dell'anno e il migliore di sempre per una regista donna, Greta Gerwig al suo terzo film.

La prima trasposizione cinematografica live-action della bambola pi&amp;ugrave; famosa della storia ha stimolato anche la fantasia di diverse agenzie spaziali che si sono sbizzarrite pubblicando post colorati di rosa.

La prima in assoluto &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;Agenzia spaziale australiana che condivide la nazionalit&amp;agrave; con l&amp;rsquo;attrice protagonista Margot Robbie; ha pubblicato un ammasso stellare fotografato da Hubble e una Barbie astronauta della Mattel. A seguire, il caratteristico colore &amp;egrave; stato ripreso dall&amp;rsquo;Agenzia spaziale europea ipotizzando di scoprire grazie alla Iss la porta di servizio per entrare a Barbie Land. La Nasa ha mostrato due Barbie astronaute all'interno del laboratorio orbitante al fine di incoraggiare le ragazze allo studio delle materie scientifico tecnologiche con il progetto Stem. Ricordiamo che l&amp;rsquo;agenzia americana collabora dal &amp;lsquo;65 con la Mattel creando Barbie a tema e che anche l&amp;rsquo;Esa ha fatto ricorso alla Barbie per rendere omaggio alla nostra Samantha Cristoforetti.

Alla ricerca di Barbie Land si &amp;egrave; impegnato anche il programma Copernicus, che con il satellite Sentinel 2 ha fotografato la riserva naturale della Camargue dimora degli animali pi&amp;ugrave; rosa del mondo, i fenicotteri. E infine, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana ha colto l&amp;rsquo;occasione per ricordare l&amp;rsquo;astronomo Schiaparelli, noto per i suoi studi su Marte, e la sua celebre nipote e stilista Elsa: fu proprio lei, infatti, a inventare la caratteristica sfumatura &amp;lsquo;Rosa Shocking&amp;rsquo;.

&amp;nbsp;

Crediti: Warner Bros, Mattel, Esa, Archivio Schiaparelli

&amp;nbsp;

#barbie #agenziespaziali #warnerbros #mattel</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-27</video:publication_date>
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            <video:title>Osservato come potrebbero nascere i pianeti giganti</video:title>
            <video:description>Anche i pianeti giganti come Giove, in origine, erano solo polvere, quella che circonda le stelle. Ma come da essa prendano forma rimane ancora un mistero.

Due sono le teorie principali: quella dell&amp;rsquo;accrescimento del nucleo, in cui un granello alla volta si ottiene un accumulo graduale di materia, e quella dell&amp;rsquo;instabilit&amp;agrave; gravitazionale, ossia quando grandi frammenti di materia si contraggono e collassano.

Una nuova immagine rilasciata dall&amp;rsquo;Eso svela ora il primissimo avvistamento,&amp;nbsp;intorno a una giovane stella,&amp;nbsp;di grumi di materia che, in linea con questa seconda teoria, potrebbero dare origine a pianeti giganti.

Utilizzando il Very Large Telescope di Eso e l&amp;rsquo;osservatorio Alma, queste grandi masse di polvere sono state individuate intorno a V960 Mon, una giovane stella a oltre 5000 anni luce di distanza da noi nella costellazione dell'Unicorno.

Studiata dal 2014 per un improvviso radicale aumento di luminosit&amp;agrave;, lo strumento Sphere installato sul Vlt ha mostrato come il materiale che orbita intorno a V960 Mon si sta raccogliendo in una serie di bracci a spirale, estesi pi&amp;ugrave; dell'intero Sistema Solare. Alma, invece, ha reso evidente che questi bracci stanno subendo una frammentazione, mostrando cos&amp;igrave;, per la prima volta, le tracce di una vera instabilit&amp;agrave; gravitazionale da cui potrebbero nascere pianeti massicci.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-26</video:publication_date>
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            <video:title>Pathfinder, il sistema innovativo di droni tutto italiano</video:title>
            <video:description>Prova inaugurale del sistema Pathfinder sull&amp;rsquo;isola di Stromboli e nella Riserva Naturale degli Astroni, in un cratere vulcanico dei Campi Flegrei a Napoli. Le aree sono state scelte in base alla loro natura complessa per testare missioni di soccorso.

Pathfinder &amp;egrave; un sistema di droni, tutto italiano, in sviluppo dal 2021 grazie all&amp;rsquo;impulso del Centro di Protezione Civile dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze e dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea.

Il gruppo Sistematica, insieme a un consorzio di imprese, guida il progetto per monitorare situazioni di emergenza in rapida evoluzione. Lo scopo &amp;egrave; quello di supportare le squadre di soccorso e la protezione civile; accelerare i soccorsi, identificare persone o animali in difficolt&amp;agrave;, il tutto attraverso un sistema innovativo di posizionamento, navigazione e sincronizzazione (PNT) che prevede la comunicazione in tempo reale e indipendente rispetto all&amp;rsquo;attuale standard che utilizza satelliti in orbita terrestre.

Il presupposto infatti &amp;egrave; che le classiche infrastrutture di comunicazione possano non essere a disposizione durante un disastro. Pathfinder usa in modo coordinato di droni e rover terrestri, o veicoli acquatici, che seguono una tecnica di posizionamento cooperativo: il drone principale svolge la funzione di 'pseudo satellite', di centro di comunicazione, evitando allo stesso tempo potenziali conflitti con il traffico aereo; parallelamente altre unit&amp;agrave; raccolgono i dati consentendo la pianificazione della missione.

Il progetto Pathfinder &amp;egrave; stato selezionato dall&amp;rsquo;Esa nell&amp;rsquo;ambito del programma di innovazione e supporto alla navigazione, Navisp.

&amp;nbsp;

#droni #Pathfinder #emergenza #esa</video:description>
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            <video:title>Estate 2023, le ondate di calore misurate dai satelliti</video:title>
            <video:description>Come ogni estate, si torna a parlare delle ondate di calore che attraversano gran parte del globo. In Italia, quest&amp;rsquo;anno &amp;egrave; la volta di Caronte bis, che in questi giorni sta causando picchi massimi di temperature fino a 48&amp;deg; al sud. Gli effetti dell&amp;rsquo;anticiclone africano si alternano poi a temporali e addirittura violente grandinate a nord: queste manifestazioni sempre pi&amp;ugrave; estreme del meteo sono strettamente legate all&amp;rsquo;intensificarsi dei cambiamenti climatici. Lo dimostrano i dati provenienti dai satelliti di Osservazione della Terra, che anno dopo anno ci mostrano un quadro globale delle temperature in continuo aumento su tutto il pianeta.</video:description>
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            <video:title>Hubble fotografa rocce volate via dopo l’impatto di Dart</video:title>
            <video:description>Il telescopio Hubble ha osservato uno stuolo di sassi attorno a Dimorphos, l&amp;rsquo;asteroide Neo potenzialmente pericoloso per la Terra, oggetto della prima missione di difesa planetaria.

Sono 37 massi che potrebbero essersi staccati dopo che il 27 settembre scorso la sonda Dart (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa, aveva colpito l&amp;rsquo;asteroide a oltre 22mila chilometri orari, riuscendo con successo nel suo tentativo di deviarne l&amp;rsquo;orbita.

Ora, i massi, che hanno una dimensione compresa tra uno e sette metri circa, sembra che non si siano frantumati a seguito della collisione, ma che esistessero gi&amp;agrave; sulla superficie. Lo dimostrerebbero le immagini scattate un paio di secondi prima dell&amp;rsquo;impatto e quelle successive inviate da Liciacube (Light Italian CubeSat for Imaging of Asteroids), il satellite dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, realizzato da Argotec sotto la guida scientifica dell&amp;rsquo;Inaf (Istituto nazionale di astrofisica).

Queste rocce si sarebbero quindi staccate e allontanate. Poich&amp;eacute; stanno viaggiando a meno di un chilometro orario, saranno ancora visibili quando nel 2026 la missione Hera dell&amp;rsquo;Esa raggiunger&amp;agrave; Dimorphos&amp;nbsp; per studiare gli effetti dell&amp;rsquo;impatto.

Nel frattempo, diversi telescopi sia spaziali che terrestri, stanno monitorando la situazione. In particolare, le future osservazioni di Hubble potrebbero fornirci con esattezza le traiettorie di questi sassi.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Luna, piani futuri a 54 anni dall'impresa dell'Apollo 11</video:title>
            <video:description>Il 20 luglio 1969 Neil Armstrong scendeva la scala del modulo lunare Eagle, diventando il primo essere umano a mettere piede su un corpo celeste al di fuori della Terra</video:description>
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            <video:title>Psyche si prepara per il viaggio verso il nucleo di un planetesimo</video:title>
            <video:description>Tutto pronto o quasi per il lancio di Psyche, la sonda della Nasa che analizzer&amp;agrave; l&amp;rsquo;omonimo asteroide ricco di metalli. 16 Psyche potrebbe essere il nucleo di un planetesimo. Non potendo studiare quello terrestre, n&amp;eacute; di altri pianeti, a causa dell&amp;rsquo;alta temperatura e pressione, questo oggetto metallico risulta essere un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; per ricevere informazioni cruciali sulla formazione del Sistema Solare.

Squadre di tecnici e ingegneri stanno lavorando 24 ore su 24 per terminare assemblaggio e collaudo. Intanto sono gi&amp;agrave; andati a buon fine i test sul software di volo a causa del quale fu rimandato il lancio fissato per il 2022. A breve sar&amp;agrave; testato il dispiegamento dei pannelli solari e a met&amp;agrave; agosto inizieranno a rifornire il veicolo di xenon, il propellente a gas neutro.

Al momento, il decollo di Psyche &amp;egrave; previsto per il 5 ottobre da Cape Canaveral su un Falcon Heavy, inaugurando cos&amp;igrave; il primo lancio interplanetario del super vettore riutilizzabile di SpaceX.

La sonda ha la caratteristica di andare a propulsione solare elettrica (Sep) grazie ai suoi giganteschi pannelli solari, dopo aver utilizzato l&amp;rsquo;orbita terrestre e di Marte come fionda gravitazionale, sfrutter&amp;agrave; il suo maestoso sistema fotovoltaico per compiere un viaggio di sei anni verso la fascia degli asteroidi. In quello spazio tra Marte e Giove, incontrer&amp;agrave; 16 - Psyche da cui si terr&amp;agrave; a una distanza di sicurezza di circa 280 chilometri.

&amp;nbsp;

Immagine: Psyche al complesso Astrotech Space Operations vicino il Kennedy Space Center di Cape Canaveral il 26 giugno 2023 - Crediti: Nasa/Frank Michaux</video:description>
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            <video:title>Xcrism alla scoperta dei fenomeni oscuri del cosmo</video:title>
            <video:description>Nasa e Jaxa insieme per lo studio delle alte energie. Stiamo parlando di Xcrism, un innovativo satellite che promette di fare luce sui fenomeni pi&amp;ugrave; violenti e misteriosi del cosmo. La missione partir&amp;agrave; dal Tanegashima Space Center in Giappone</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>In orbita gli ultimi 54 Starlink V 1.5</video:title>
            <video:description>Lanciati gli ultimi 54 satelliti Starlink V 1.5. D&amp;rsquo;ora in poi SpaceX lancer&amp;agrave; soltanto la categoria successiva, i V2 Mini</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-17</video:publication_date>
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            <video:title>La filiera dello spazio italiano- Ita breve</video:title>
            <video:description>Le alte competenze tecnologiche e di leadership dell'industria italiana nel comparto dello Spazio e dell'Aerospazio illustrate nel filmato realizzato grazie a una collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per favorire la promozione dell&amp;rsquo;internazionalizzazione delle imprese.</video:description>
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            <video:title>La Cina lancia il primo razzo a metano</video:title>
            <video:description>Zhuque-2 &amp;egrave; partito dal Jiuquan Satellite Launch Center lo scorso 11 luglio</video:description>
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            <video:title>Un "ritratto di casa" realizzato da Marte</video:title>
            <video:description>E' la Luna che orbita intorno alla Terra. Un "ritratto di casa"&amp;nbsp;scattato da Marte, a una distanza di 300 milioni di chilometri.
Si tratta di una sequenza d&amp;rsquo;immagini, con un valore pi&amp;ugrave; romantico che scientifico, ad opera di Mars Express, la sonda Esa lanciata 20 anni fa per studiare il pianeta rosso. &amp;nbsp;
Proprio per celebrare la ricorrenza, il team scientifico ha voluto riprendere un puntino bianco che orbita attorno a uno pi&amp;ugrave; grande per rievocare la famosa immagine &amp;lsquo;The Pale Blue Dot&amp;rsquo;, il &amp;ldquo;puntino sul quale ci sono tutti coloro che amate&amp;rdquo;, scattata dal Voyager 1 nel 1990. &amp;nbsp;
I membri del team di Mars Express hanno cos&amp;igrave; ricordato la celebre riflessione di Carl Sagan, pi&amp;ugrave; attuale che mai, in cui l&amp;rsquo;astronomo esortava a &amp;laquo;preservare e proteggere, con responsabilit&amp;agrave; e gentilezza gli uni verso gli altri, quel pallido puntino blu, un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto&amp;raquo;. &amp;nbsp;
Per celebrare i due decenni di Mars Express &amp;egrave; stata organizzata una diretta da Marte e quindi unica nel suo genere, dove una camera a bordo della sonda Esa puntava sulla Terra e un&amp;rsquo;altra sul pianeta rosso. &amp;nbsp;
Ricordiamo che la prima immagine della missione, scattata a 8 milioni di chilometri lungo il viaggio verso Marte, fu proprio la coppia Terra Luna.&amp;nbsp;

Immagine di copertina: la Terra e la Luna visti da Mars Express nel luglio 2003 - Crediti: ESA/DLR/Freie Universit&amp;auml;t Berlin

&amp;nbsp;

#MarsExpress #PaleBlueDot #Luna #CarlSagan</video:description>
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            <video:title>La filiera dello spazio italiano - versione integrale</video:title>
            <video:description>Le alte competenze tecnologiche e di leadership dell'industria&amp;nbsp;italiana&amp;nbsp;nel comparto dello Spazio e dell'Aerospazio&amp;nbsp;illustrate&amp;nbsp;nel filmato realizzato grazie a una collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana e il&amp;nbsp;Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionaleper favorire la promozione dell&amp;rsquo;internazionalizzazione delle imprese. Versione integrale</video:description>
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            <video:title>Esplorazione lunare, non solo rover ma anche robot</video:title>
            <video:description>Quando torneremo sulla Luna, sar&amp;agrave; per restarci. Le materie prime del nostro satellite sono alla base di una lunga permanenza. Per raccogliere e studiare pietre e minerali abbiamo sempre utilizzato i rover.

Ora, una quadra di ricercatori guidati dal Politecnico Federale di Zurigo e dall&amp;rsquo;Istituto di ricerca tedesco per l&amp;rsquo;informatica applicata, sta testando dei robot. Si chiamano ANYmal, hanno le gambe e sono dotati di diversi strumenti di misurazione e analisi.

Perfezionati per lavorare su terreni rocciosi e ripidi, i robot sviluppati sono tre: uno identifica con precisione le rocce con uno spettrometro e un microscopio, un altro mappa il terreno con un laser e diverse fotocamere per le analisi spettrali, un terzo svolge i compiti dei precedenti, seppur con minore precisione. Il vantaggio &amp;egrave; che possono lavorare contemporaneamente e in modo specializzato; inoltre, se un robot fallisce, il compagno di squadra lo sostituisce al fine di completare la missione.

In un futuro prossimo e secondo le caratteristiche del terreno da esplorare, saranno realizzati anche robot con le ruote o in grado di volare; robot guidati dal centro di controllo o semi-autonomi.

&amp;nbsp;

Crediti video: UZH Space Hub

Crediti immagine:&amp;nbsp;Eth Zurich / Takahiro Miki</video:description>
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            <video:title>Una galassia primordiale nell’obiettivo di Webb</video:title>
            <video:description>Le galassie sono state osservate nell'ambito del Cosmic Evolution Early Release Science Survey</video:description>
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            <video:title>Euclid è in viaggio per fare luce sull’universo oscuro</video:title>
            <video:description>Il detective dell&amp;rsquo;universo oscuro &amp;egrave; in viaggio: la missione Euclid di Esa &amp;egrave; stata lanciata il 1&amp;deg; luglio 2023 da Cape Canaveral in Florida a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX.

Indagher&amp;agrave; due componenti arcane del cosmo: la materia oscura e l&amp;rsquo;energia oscura che seppur invisibili costituiscono il 95% della composizione dell&amp;rsquo;universo.

Gli scienziati non sanno bene cosa siano ma ritengono che l&amp;rsquo;energia oscura acceleri l&amp;rsquo;espansione del cosmo e che la materia oscura governi la crescita delle sue strutture.

Euclid osserver&amp;agrave; innumerevoli galassie distanti fino a 10 miliardi di anni luce creando la pi&amp;ugrave; grande mappa 3D del cosmo con il tempo come terza dimensione.

Riveler&amp;agrave; come l&amp;rsquo;universo si &amp;egrave; espanso e l&amp;rsquo;evoluzione della sua struttura facendo luce su ruolo e propriet&amp;agrave; dell&amp;rsquo;energia e della materia oscura.

Il telescopio a specchio dal diametro di 1,2 m studier&amp;agrave; con inedita accuratezza un terzo del cielo a lunghezze d&amp;rsquo;onda visibili con la camera Vis e nel vicino infrarosso con lo strumento Nisp.

Prevista della durata di 6 anni, la missione &amp;egrave; stata interamente progettata in Europa e coinvolge 13 paesi con l&amp;rsquo;Italia tra i primi protagonisti attraverso Asi, Inaf e Infn.</video:description>
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            <video:title>Cheops scopre il pianeta più luminoso del cielo</video:title>
            <video:description>La missione Cheops di Esa ha scoperto il pianeta pi&amp;ugrave; scintillante del cielo notturno. Si chiama LTT9779b ed &amp;egrave; in grado di riflettere l&amp;rsquo;80% della luce irradiata dalla sua stella ospite; un&amp;rsquo;albedo pi&amp;ugrave; forte di quella di Venere, il pianeta pi&amp;ugrave; luminoso del Sistema Solare.

Dalle dimensioni di Nettuno, l&amp;rsquo;esopianeta orbita attorno alla sua stella in 19 ore, raggiungendo sul lato diurno una temperatura di circa 2000 &amp;deg;C.

Questo clima torrido fa s&amp;igrave; che la sua atmosfera ricca di silicati e metalli formi una copertura diffusa di nubi metalliche, proprio come quando si crea la condensa durante una doccia calda.

Da questo strato di vapore metallico dipende la grande capacit&amp;agrave; di riflessione dell&amp;rsquo;esopianeta, il quale senza le nubi non esisterebbe neanche: riflettendo la luce, esse impediscono, infatti, che il pianeta si riscaldi troppo finendo per evaporare.

Il cacciatore di esopianeti dell&amp;rsquo;Esa, missione che vede un&amp;rsquo;importante partecipazione dell&amp;rsquo;Italia con Asi, Inaf e Universit&amp;agrave; di Padova, &amp;egrave; riuscito a misurare la capacit&amp;agrave; di riflessione di questo mondo brillante osservandolo quando era nascosto: data la forte riflessione dell&amp;rsquo;esopianeta, stella e pianeta insieme inviano, infatti, pi&amp;ugrave; luce verso il telescopio spaziale; a Cheops &amp;egrave; bastato quindi rilevare la luce quando il pianeta si muoveva dietro la sua stella ospite, ottenendo cos&amp;igrave; prima la radiazione stellare e poi, per differenza, la capacit&amp;agrave; di riflessione dell&amp;rsquo;esopianeta.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-10</video:publication_date>
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            <video:title>Viper testa con successo la discesa sulla superficie lunare</video:title>
            <video:description>Viper di Nasa ha superato con successo le simulazioni della sua discesa sulla superficie lunare.

Il test &amp;egrave; stato effettuato presso l'Ames Research Center e ha interessato una delle azioni pi&amp;ugrave; critiche per il robot: la manovra egress con cui Viper scender&amp;agrave; dal lander lunare Astrobotic Griffin che lo trasporter&amp;agrave; fino al Polo Sud del nostro satellite, alla fine del 2024.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>Rilasciate le prime immagini del Lighting Imager</video:title>
            <video:description>Esa&amp;nbsp;ed&amp;nbsp;Eumetsat&amp;nbsp;hanno rilasciato le&amp;nbsp;prime immagini&amp;nbsp;raccolte dal&amp;nbsp;Lighting Imager, lo strumento a bordo&amp;nbsp;del primo satellite&amp;nbsp;Meteosat di terza generazione&amp;nbsp;che &amp;egrave; in grado di osservare i&amp;nbsp;fulmini&amp;nbsp;nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre.

Nel dettaglio questo &amp;ldquo;acchiappafulmini&amp;rdquo; spaziale, progettato&amp;nbsp; e realizzato in&amp;nbsp;Italia&amp;nbsp;da&amp;nbsp;Leonardo, riesce a intercettare anche un solo fulmine a 36 mila chilometri dalla terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>Dallo spazio occhi e risposte per la siccità</video:title>
            <video:description>Alternanza di siccit&amp;agrave; e piogge eccezionali. &amp;Egrave; la ricetta che identifica sempre pi&amp;ugrave; gli effetti del cambiamento climatico anche sui nostri territori. In altre parole, l&amp;rsquo;estremizzazione del clima. Dopo un 2022 da record, anno pi&amp;ugrave; caldo di sempre per l&amp;rsquo;Italia e il secondo per l&amp;rsquo;Europa secondo i dati del programma Copernicus dell&amp;rsquo;Unione Europea, anche il 2023 sembrava ripetere lo stesso scenario, portando il fiume Po e il lago di Garda ai loro minimi storici. Una crisi idrica prolungata solamente allentata dalle piogge eccezionali cadute negli ultimi due mesi, come spiega Luca Brocca, dirigente di ricerca dell&amp;rsquo;Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (Irpi) del Cnr. Quello della siccit&amp;agrave; rappresenta, infatti, un fenomeno complesso e a diversi livelli e per questo studiato dalla ricerca scientifica sempre pi&amp;ugrave; attraverso uno sguardo interdisciplinare e multidisciplinare. Lo sguardo dallo spazio &amp;egrave; oggi una pedina fondamentale per monitorare le riserve idriche terrestri superficiali, compresa l&amp;rsquo;umidit&amp;agrave; del suolo, un fattore chiave misurato per esempio dai sensori specializzati delle missioni Smap di Nasa e Smos di Esa. La frontiera delle prossime missioni satellitari finalizzate allo studio del ciclo dell&amp;rsquo;acqua terrestre, come la partnerhip tra Esa e Nasa dal nome Magic, &amp;egrave; un monitoraggio tanto precisione quanto in profondit&amp;agrave;, indagando fino alle falde acquifere. Unire i dati raccolti alla modellazione avanzata permette, invece, di intravedere gli scenari futuri per le risorse idriche, come quanto realizzato dal progetto DTE Hydrolgy di Esa guidato da Luca Brocca. Cos&amp;igrave; il monitoraggio preciso, accurato e ad alta risoluzione diventa sempre pi&amp;ugrave; la base per una nuova gestione dell&amp;rsquo;acqua, come dimostra il progetto Irrigation+ di Esa finalizzata alla mappatura dell&amp;rsquo;irrigazione e alla quantificazione del relativo consumo di acqua.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-30</video:publication_date>
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            <video:title>Dal VLT, i colori di un vivaio stellare della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Questa magnifica immagine &amp;egrave; stata realizzata con i dati del Very Large Telescope in Cile.&amp;nbsp;

Si tratta della nebulosa Sh2-284,&amp;nbsp;situata&amp;nbsp;all&amp;rsquo;interno della Via Lattea, nella Costellazione dell&amp;rsquo;Unicorno a 15mila anni luce da noi.&amp;nbsp;

I colori di questa immagine rappresentano l&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; che si svolge in un giovane vivaio stellare. Una nube di polvere e gas che aggregandosi forma nuovi soli. Un ammasso di giovani stelle, visibili nella parte pi&amp;ugrave; luminosa, produce forti radiazioni e venti. &amp;nbsp;

Questi a loro volta spingono via gas e polvere creando i pilastri che si vedono ai margini della nebulosa.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;immagine fa parte di una mappatura del cielo australe sotto la guida dell&amp;rsquo;Inaf-Istituto Nazionale di Astrofisica.&amp;nbsp;Il programma ha gi&amp;agrave; studiato 500 milioni di oggetti che aiutano a comprendere la nascita, la vita e l'eventuale morte delle stelle all'interno della nostra Galassia.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>Webb scopre una molecola di carbonio primordiale</video:title>
            <video:description>Il James Webb Space Telescope rileva per la prima volta nello spazio un nuovo composto di carbonio, il catione metile (CH3+).&amp;nbsp;

La scoperta &amp;egrave; importante perch&amp;eacute; questa particella formata da carbonio e idrogeno favorisce la formazione di molecole pi&amp;ugrave; complesse che sono alla base di ogni forma di vita conosciuta.&amp;nbsp;

Il catione metilico &amp;egrave; stato rilevato in un giovane sistema stellare, d203-506, a circa 1.350 anni luce dalla Terra, nella Nebulosa di Orione. Il disco protoplanetario di questa nana rossa &amp;egrave; bombardato da una potente luce ultravioletta (Uv) che proviene da vicine stelle, calde, giovani e massicce. Ci si aspetterebbe che queste radiazioni distruggano le molecole organiche. Sembra piuttosto che i raggi Uv forniscano l&amp;rsquo;energia necessaria proprio per la formazione di CH3+. &amp;nbsp;

Il gruppo di ricerca ha rilevato inoltre, nel disco protoplanetario osservato, una composizione chimica differente dai dischi tipici. Ci&amp;ograve; dimostra chiaramente come le radiazioni Uv possano cambiare la composizione di gas e polveri che orbitano attorno a una protostella, influendo quindi sulla chimica del sistema planetario in formazione.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>Il sistema di riciclo sulla Iss passa il test</video:title>
            <video:description>Nuovo record a bordo della Iss. Gli astronauti sono riusciti a riciclare il 98 percento dei liquidi presenti a bordo, una svolta significativa per le missioni spaziali umane.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-26</video:publication_date>
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            <video:title>Primo pilota europeo per la Crew-7</video:title>
            <video:description>Il danese Andreas Mogensen assumer&amp;agrave; anche il comando della Stazione nel corso dell&amp;rsquo;Expedition 70</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-22</video:publication_date>
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            <video:title>Webb, anche Trappist-1 c è privo di atmosfera</video:title>
            <video:description>I pianeti che orbitano attorno alle nane rosse, le stelle pi&amp;ugrave; comuni della nostra galassia, possono sostenere il tipo di atmosfera necessaria alla vita?

Con il telescopio Webb possiamo rispondere a questa domanda. Mentre in passato potevamo studiare solo pianeti con atmosfere spesse e ricche di idrogeno, adesso possiamo rilevare anche atmosfere dominate da ossigeno, azoto e anidride carbonica.

L&amp;rsquo;oggetto del nuovo studio &amp;egrave; ancora il sistema Trappist-1, visibile nella Costellazione dell&amp;rsquo;Acquario a 40 anni luce da noi: sette pianeti rocciosi, simili per dimensioni e temperatura a quelli del Sistema Solare, in orbita attorno a una nana rossa.

Dopo aver verificato l&amp;rsquo;assenza di atmosfera su Trappist-1 b, il pianeta pi&amp;ugrave; interno, Webb ha puntato Trappist-1 c, simile a Venere per dimensioni e quantit&amp;agrave; di radiazioni che riceve dalla sua stella, ma con una distanza 50 volte inferiore.

Lo strumento MIRI ha misurato la quantit&amp;agrave; di luce nel medio infrarosso emessa dal pianeta. La luce &amp;egrave; correlata alla temperatura che &amp;egrave; a sua volta influenzata dall'atmosfera.

Con i suoi 107 gradi Celsius sul lato diurno Trappist-1 c &amp;egrave; l'esopianeta roccioso pi&amp;ugrave; freddo osservato fino ad ora. Non &amp;egrave; stata rilevata un'atmosfera densa di anidride carbonica come su Venere, anzi ne sembra del tutto privo.

L&amp;rsquo;ipotesi &amp;egrave; che possa essersi formato con poca acqua, considerando anche che le nane rosse durante il primo miliardo di anni della loro vita, emettono radiazioni ultraviolette che possono consumare una giovane atmosfera planetaria.

Gli scienziati tuttavia, per un responso definitivo, sono in attesa di studiare anche il lato notturno di Trappist-1 c.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>L’Asi al Paris Air Show di Le Bourget</video:title>
            <video:description>Partita la 54esima edizione del Salone internazionale dell&amp;rsquo;aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget. La manifestazione, che si tiene con cadenza biennale, si svolge presso l &amp;lsquo;Aeroporto di Parigi-Le Bourget, dal 19 al 25 giugno, ed &amp;egrave; stata inaugurata oggi dal presidente della repubblica francese, Emmanuel Macron.

Il Paris Air Show &amp;egrave; organizzato dall&amp;rsquo;ente che riunisce le industrie francesi del settore, ed &amp;egrave; tra i pi&amp;ugrave; importanti appuntamenti internazionali per l&amp;rsquo;industria dell&amp;rsquo;Aeronautica e dello Spazio.

L&amp;rsquo;ASI&amp;nbsp;&amp;egrave; presente con una delegazione guidata dal&amp;nbsp;presidente&amp;nbsp;Teodoro Valente&amp;nbsp;e con il proprio stand istituzionale &amp;ldquo;Space to our dreams&amp;rdquo;. Ricco il programma della settimana parigina a partire dalla mattinata di luned&amp;igrave; 19, con la visita presso lo stand ASI&amp;nbsp;del&amp;nbsp;Ministro della Difesa,&amp;nbsp;Guido Crosetto,&amp;nbsp;e del Viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale,&amp;nbsp;Edmondo Cirielli.

Nel corso della giornata Teodoro Valente ha incontrato i vertici di importanti gruppi. Allo stand di Leonardo il Ceo, Roberto Cingolani,&amp;nbsp;e il presidente, Stefano Pontecorvo. Al padiglione Thales, il&amp;nbsp;presidente dell&amp;rsquo;ASI&amp;nbsp;ha incontrato il Ceo di Thales Alenia Space Italia, Massimo Comparini.

Nel pomeriggio il presidente Valente e la delegazione Asi hanno partecipato al meeting con l&amp;rsquo;Agenzia spaziale europea, incontrando il direttore generale,&amp;nbsp;Josef Aschbacher,&amp;nbsp;&amp;nbsp;e la delegazione Esa per discutere dei progetti attuali e dei futuri impegni comuni.

A fine giornata, l&amp;rsquo;astronauta&amp;nbsp;italiana dell&amp;rsquo;Esa&amp;nbsp;Samantha Cristoforetti&amp;nbsp;ha fatto&amp;nbsp;visita allo stand dell&amp;rsquo;Asi.</video:description>
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            <video:title>Tracce di fosforo nell’oceano di Encelado</video:title>
            <video:description>Un team di scienziati europei e americani ha individuato&amp;nbsp;tracce di fosforo&amp;nbsp;nei granelli di ghiaccio espulsi dai geyser di&amp;nbsp;Encelado. La scoperta &amp;egrave; stata effettuata grazie alle analisi dei dati ottenuti dalla missione Nasa-Esa- Asi&amp;nbsp;Cassini&amp;nbsp;e raccolti all&amp;rsquo;interno del&amp;nbsp;Planetary Data System.</video:description>
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            <video:title>200 recuperi di successo per SpaceX</video:title>
            <video:description>SpaceX&amp;nbsp;raggiunge i&amp;nbsp;200 atterraggi di successo.
Uno storico traguardo siglato con un razzo&amp;nbsp;Falcon 9, atterrato perfettamente al termine della&amp;nbsp;missione Transporter-8. Quarantesima missione lanciata nel 2023 dall&amp;rsquo;azienda di Elon Musk, Transporter-8 &amp;egrave; decollata il 12 giugno alle 23.35 ora italiana, dalla&amp;nbsp;base spaziale di Vandenberg, in California, portando con successo in orbita 72 satelliti.

2 minuti e 21 secondi dopo il lift off, il primo stadio si &amp;egrave; separato iniziando cos&amp;igrave; il suo rientro a Terra. La sua discesa si &amp;egrave; conclusa a 7 minuti e 50 secondi dopo il decollo, atterrando nella Landing Zone-4 a poca distanza dalla rampa di lancio. Pochi secondi prima, il booster ha dispiegato le sue quattro gambe di atterraggio permettendo al veicolo di toccare dolcemente la superficie terrestre.

Il lancio e l&amp;rsquo;atterraggio sono andati in scena in un cielo eccezionalmente limpido per l&amp;rsquo;area di Vandenberg, solitamente nascosta da una fitta nebbia. Si &amp;egrave; mostrata cos&amp;igrave; chiaramente l&amp;rsquo;indiscussa capacit&amp;agrave; di SpaceX di recuperare i propri razzi. Dei 200 atterraggi di successo, 189 sono i recuperi di un razzo Falcon 9, mentre 11 quelli di un Falcon Heavy. L&amp;rsquo;abbattimento dei costi dei voli commerciali che ne deriva e l&amp;rsquo;aumento dell&amp;rsquo;affidabilit&amp;agrave; hanno permesso all&amp;rsquo;azienda di aumentare costantemente il numero dei lanci: nel 2023 SpaceX sta viaggiando, infatti, al ritmo da record di un volo ogni 4 giorni, nettamente meglio del primato segnato nel 2022 con un decollo ogni 6 giorni.</video:description>
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            <video:title>La fotosintesi artificiale per l’agricoltura del futuro</video:title>
            <video:description>Un team internazionale di ricercatori guidato dall&amp;rsquo;Esa ha dimostrato che la fotosintesi artificiale potrebbe essere utilizzata per produrre ossigeno sulla Luna e su Marte.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco un nuovo sistema multiplanetario simile a Tatooine</video:title>
            <video:description>Vi ricordate&amp;nbsp;Tatooine, il famoso mondo con due soli della saga di Star Wars?
Pianeti circumbinari&amp;nbsp;come questo, ossia che orbitano intorno a due stelle, sono molto rari e individuarli &amp;egrave; una delle sfide pi&amp;ugrave; ardue per l&amp;rsquo;astronomia: fino a oggi ne conoscevamo appena 14.
Scovarli con&amp;nbsp;il metodo dei transiti&amp;nbsp;&amp;egrave;, infatti, molto difficile, in quanto non si riesce a discernere se a passare davanti a uno dei due soli sia un pianeta o la stella compagna, dato che i due soli possono eclissarsi a vicenda.
Oggi, una ricerca guidata dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Birmingham&amp;nbsp;annuncia su&amp;nbsp;Nature Astronomy&amp;nbsp;la scoperta di un nuovo Tatooine, sfruttando per la prima volta esclusivamente&amp;nbsp;il metodo della velocit&amp;agrave; radiale. Sono stati cio&amp;egrave; rilevati nello spettro luminoso della stella i segni delle perturbazioni gravitazionali per mano del pianeta.
Bebop-1c, cos&amp;igrave; si chiama il quindicesimo pianeta circumbinario, &amp;egrave; stato scovato dagli spettrografi&amp;nbsp;Harps&amp;nbsp;ed&amp;nbsp;Espresso&amp;nbsp;gestiti dall&amp;rsquo;Eso. Ha un periodo orbitale di 215 giorni e una massa 65 volte superiore a quella della Terra, mentre le sue dimensioni potranno essere stimate solo grazie al metodo dei transiti.
Individuato a circa 1300 anni luce da noi&amp;nbsp;nello stesso sistema di&amp;nbsp;Toi-1338b, ossia&amp;nbsp;il primo pianeta circumbinario scoperto&amp;nbsp;nel 2020 dal telescopio&amp;nbsp;Tess&amp;nbsp;di Nasa, con la rilevazione di&amp;nbsp;Bebop-1c questo diventa il secondo sistema multiplanetario a noi noto attorno a una stella binaria.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-12</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco come vengono assegnati nomi e soprannomi al paesaggio di Marte</video:title>
            <video:description>Jezero, Belva, Ubajara, Bonanza King, bacon strip: la storia dei nomi ufficiali e non assegnati al paesaggio di Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-09</video:publication_date>
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            <video:title>Gemini ritrae l’esplosione più vicina alla Terra degli ultimi 5 anni</video:title>
            <video:description>A quasi 21 milioni di anni luce dalla Terra in direzione della costellazione dell'Orsa Maggiore si trova la Girandola, una delle galassie pi&amp;ugrave; fotografate del cielo notturno.&amp;nbsp;

In uno dei bracci galattici, un oggetto brilla particolarmente. E&amp;rsquo; la supernova&amp;nbsp;scoperta&amp;nbsp;meno di un mese fa dall&amp;rsquo;astronomo giapponese Koichi Itagaki,&amp;nbsp;che non &amp;egrave; sfuggita allo &amp;lsquo;sguardo&amp;rsquo; acuto del telescopio Gemini Nord alle Hawaii. Un&amp;rsquo;osservazione&amp;nbsp;entusiasmante dopo sette mesi d&amp;rsquo;interruzione delle&amp;nbsp;attivit&amp;agrave;&amp;nbsp;per un problema allo specchio primario.&amp;nbsp;

SN 2023ixf &amp;egrave; la supernova pi&amp;ugrave; vicina scoperta da cinque anni a questa parte ed &amp;egrave; la seconda che si mostra negli ultimi 15 all&amp;rsquo;interno della Girandola. &amp;nbsp;

Gli astronomi ritengono che si tratti di una supernova di tipo II,&amp;nbsp;che si verifica&amp;nbsp;quando a esaurire il proprio combustibile, collassare su se stessa e a esplodere, &amp;egrave; una stella con una massa che va dalle 8 alle 50 volte quella del nostro Sole. In dieci secondi, l'esplosione rilascia la stessa energia che il Sole libererebbe durante i suoi 10 miliardi di anni di vita.&amp;nbsp;

Insieme al telescopio gemello dell&amp;rsquo;emisfero meridionale (Gemini South) situato sulle Ande del Cile, l&amp;rsquo;Osservatorio Gemini fornisce una copertura completa degli emisferi celesti utilizzando le pi&amp;ugrave; avanzate tecnologie per l&amp;rsquo;esplorazione celeste.&amp;nbsp;

Nei prossimi mesi Gemini Nord proseguir&amp;agrave; i rilevamenti della supernova per studiare come svanisce la sua luce e come nel tempo cambia lo spettro.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin, New Shepard torna a volare</video:title>
            <video:description>Blue Origin &amp;egrave; pronta a riprendere i lanci di New Shepard entro le prossime settimane.

Lo ha annunciato ieri l&amp;rsquo;amministratore delegato Bob Smith a un evento del Financial Times dedicato allo spazio, sebbene ancora in attesa dell'approvazione della Federal Aviation Administration (Faa).

Il veicolo spaziale, completamente riutilizzabile della compagnia fondata da Jeff Bezos, non era pi&amp;ugrave; decollato dopo il fallimento del 23&amp;deg; lancio a settembre scorso.

Un guasto al motore del razzo aveva fatto alzare la temperatura oltre il limite per cui si era attivato il sistema di emergenza, la capsula dell&amp;rsquo;equipaggio, che trasportava solo carichi utili, si &amp;egrave; staccata raggiungendo il suolo con il paracadute e senza subire danni.

Sembra che proprio questo successo del Launch Escape System della missione Ns-23 abbia dato fiducia ai clienti di Blue Origin sull&amp;rsquo;effettiva sicurezza dei voli suborbitali che la compagnia dedica al turismo spaziale. Per cui l&amp;rsquo;elenco degli iscritti, di cui ha gi&amp;agrave; fatto parte William Shatner il capitano di Star Trek, &amp;egrave; andato a incrementarsi nonostante lo stop ai voli degli ultimi nove mesi.

Nessun aggiornamento invece, da parte di Smith, sul primo lancio del New Glenn, il nuovo e pi&amp;ugrave; potente razzo della compagnia, in fase di sviluppo dal 2012.

&amp;nbsp;

Immagine in apertura: piattaforma di atterraggio del New Shepard nel deserto del Texas - Crediti: Blue Origin</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-07</video:publication_date>
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            <video:title>Nasa vuole un’auto robotica per l’esplorazione della Luna</video:title>
            <video:description>Un incrocio tra il rover lunare delle missioni Apollo e i rover marziani senza equipaggio, come Perseverance e Curiosity. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;identikit del&amp;nbsp;Lunar terrain vehicle, o Ltv, innovativo rover che Nasa vuole sviluppare per le prossime esplorazioni umane previste con Artemis, nel polo sud del nostro satellite.

Per realizzarlo l&amp;rsquo;agenzia si affida all&amp;rsquo;industria chiedendo di presentare proposte entro il 10 luglio.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; avere un veicolo a due posti per gli spostamenti in superficie, ma anche un robot in grado di svolgere attivit&amp;agrave; scientifiche autonomamente senza equipaggio.

I primi guidatori del nuovo rover arriveranno sulla Luna non prima di Artemis 5, nel 2029, ma Nasa vuole qualcosa di pi&amp;ugrave; di un fuoristrada lunare da utilizzare prima del loro arrivo, cos&amp;igrave; come tra una missione con equipaggio e l&amp;rsquo;altra.

Ltv dovr&amp;agrave; avere una serie di strumenti scientifici, compreso un braccio robotico e strumenti per indagare il suolo lunare in autonomia: come Perseverance o Curiosity su Marte, il nuovo veicolo raccoglier&amp;agrave; campioni lunari ed eseguir&amp;agrave; analisi appoggiandosi a operatori remoti per prendere decisioni.

Questo permetter&amp;agrave; di trovare in modo pi&amp;ugrave; efficiente risorse importanti nel suolo del polo sud lunare, regione ricca di risorse tra cui acqua allo stato ghiacciato: da questa si potr&amp;agrave; ricavare acqua potabile per gli astronauti e propellente per i razzi lunari.

Ltv dovr&amp;agrave; affrontare anche condizioni ambientali e escursioni termiche estreme, oltre a lunghi periodi di oscurit&amp;agrave; durante i quali i suoi pannelli solari non potranno ricaricare il rover.

Il contratto verr&amp;agrave; assegnato da Nasa entro novembre 2023 e preveder&amp;agrave; un servizio completo dallo sviluppo fino alla consegna sulla superficie lunare, compresa l&amp;rsquo;esecuzione delle operazioni.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-06</video:publication_date>
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            <video:title>Fritto nello spazio, l’Esa presenta il progetto Flying Frying</video:title>
            <video:description>Questa tecnologia potrebbe essere usata anche per comprendere come avviene la produzione di idrogeno da energia solare in microgravit&amp;agrave;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: L’intelligenza artificiale è già decollata nello spazio</video:title>
            <video:description>Autonomia dei robot, ottimizzazione delle traiettorie interplanetarie ma anche una nuova capacit&amp;agrave; di elaborazione dei dati che garantisce l&amp;rsquo;interoperabilit&amp;agrave; tra diversi strumenti e missioni: sono solo alcuni dei grandi vantaggi che l&amp;rsquo;intelligenza artificiale sta gi&amp;agrave; fornendo alle attivit&amp;agrave; spaziali. Una fase di innovazione che vede la tecnologia intelligente diffondersi orizzontalmente dai centri di controllo a Terra fino allo spazio profondo a bordo di nanosatelliti, passando per l&amp;rsquo;orbita terrestre. Uno dei problemi complessi che l&amp;rsquo;intelligenza artificiale pu&amp;ograve; risolvere &amp;egrave; la determinazione, con la massima precisione, delle traiettorie ottimali che le sonde interplanetarie potranno seguire nello spazio profondo. Condizione necessaria &amp;egrave; portare l&amp;rsquo;autonomia a bordo dei satelliti. Questo verr&amp;agrave; sperimentato nel progetto DeepNav di Asi che, simulando scenari di navigazione in prossimit&amp;agrave; di asteroidi, tester&amp;agrave; tecniche di determinazione orbitale autonoma per piccoli satelliti attraverso osservazioni ottiche. Ne abbiamo parlato con Francesco Rossi di Aiko. Elaborare grandi quantit&amp;agrave; di dati in tempi stretti &amp;egrave; il punto di forza dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale, in grado di unire i dati forniti dai diversi strumenti di una sonda o da differenti missioni, permettendo cos&amp;igrave; un&amp;rsquo;interazione tra sistemi e tecnologie finora indipendenti. Studiare le Lune di Giove sar&amp;agrave; il compito della missione Juice di Esa, lanciata lo scorso 14 aprile. L&amp;rsquo;antenna Rime, tra i tre strumenti italiani sui 10 totali a bordo di Juice, vede il Professor Bruzzone come principal investigator. L&amp;rsquo;intelligenza artificiale sar&amp;agrave; fondamentale anche per le missioni in orbita terrestre specialmente per quanto riguarda la manutenzione e la riparazione di tecnologie satellitari. Aumentare l&amp;rsquo;autonomia dei satelliti in orbita sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;obiettivo del progetto Future di Asi, sviluppato da Tyvak International, con la collaborazione di Aiko, Altec e Politecnico di Milano. Future mira a sviluppare una capacit&amp;agrave; di stima autonoma della posizione riducendo la dipendenza del satellite dal controllo a terra, il tutto sfruttando l&amp;rsquo;intelligenza artificiale. L&amp;rsquo;intelligenza artificiale ricopre un ruolo fondamentale nelle missioni orbitali di Osservazione della Terra, sfruttata in numerosi ambiti applicativi: dall&amp;rsquo;agricoltura al monitoraggio degli eventi estremi e dei cambiamenti climatici. La nuova scienza dello spazio basato sulle tecnologie intelligenti &amp;egrave; dunque gi&amp;agrave; realt&amp;agrave; e il suo sviluppo ci porter&amp;agrave; in pochi anni a una nuova conoscenza del nostro Pianeta e di ci&amp;ograve; che lo circonda.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-06-02</video:publication_date>
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            <video:title>Webb scopre una 'marea' d’acqua che alimenta Saturno</video:title>
            <video:description>Questa volta Webb ha puntato Encelado, una delle lune ghiacciate di Saturno, definita anche mondo oceanico, e ne ha svelato una caratteristica sorprendente. &amp;nbsp;

Un getto di vapore acqueo, diverso dai geyser osservati fino ad ora, lungo circa 20 volte la luna stessa.&amp;nbsp;

Orbitando in meno di 33 ore nell&amp;rsquo;anello esterno di Saturno, il vapore acqueo emesso dal polo sud si estende come una ciambella o toroide attorno al pianeta per circa 9,7mila chilometri.&amp;nbsp;

Ma non solo, grazie all&amp;rsquo;ampia copertura e alla sensibilit&amp;agrave;&amp;nbsp;della lunghezza d'onda del telescopio spaziale, gli scienziati hanno misurato anche la quantit&amp;agrave; di acqua che questo getto rilascia: 300 litri al secondo di cui 70 percento alimenta il sistema idrico di Saturno.&amp;nbsp;

Encelado &amp;egrave; stato scoperto da&amp;nbsp;Herschel&amp;nbsp;nel 1789, ma&amp;nbsp;solo&amp;nbsp;con le due sonde Voyager - e successivamente con Cassini&amp;nbsp; la missione congiunta Nasa-Esa-Asi - abbiamo ottenuto informazioni pi&amp;ugrave; dettagliate sulla sua natura. Gli scienziati si aspettano ora che le straordinarie scoperte di Webb, unite alle prossime missioni, possano rivelare possibili forme di vita nella composizione dell'oceano sottostante.

Crediti: Nasa, Esa, Csa</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-31</video:publication_date>
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            <video:title>Tiangong, successo per il lancio del terzo equipaggio</video:title>
            <video:description>E&amp;rsquo; in viaggio il terzo equipaggio di Tiangong, la stazione spaziale cinese che ha iniziato le attivit&amp;agrave; lo scorso novembre.

Il nuovo equipaggio &amp;egrave; partito con la missione Shenzhou 16 alle 3.31 di stanotte, ora italiana, da Jiuquan, il cosmodromo cinese situato nel deserto del Gobi.

I tre taikonauti a bordo della navicella rimarranno su Tiangong per sei mesi; dopo il passaggio di consegne, daranno il cambio ai colleghi della Shenzhou 15, pronti a rientrare sulla Terra ai primi di giugno.

I nomi della nuova missione erano stati annunciati appena un giorno prima del lancio. Il comandante Haipeng &amp;egrave; stato gi&amp;agrave; tre volte nello spazio per la costruzione del Stazione, mentre &amp;egrave; il primo lancio sia per Yangzhu, ingegnere del volo spaziale, sia per Haichao, specialista del carico utile.

Tiangong, la cui traduzione &amp;egrave; Palazzo Celeste, proseguir&amp;agrave; gli esperimenti in orbita bassa per almeno 10 anni, rimanendo l&amp;rsquo;unico laboratorio operativo quando la Stazione Spaziale Internazionale cesser&amp;agrave; le attivit&amp;agrave; nel 2030. &amp;nbsp;

L&amp;rsquo;agenzia spaziale cinese (Cnsa) ha intenzione di aprire le porte di Tiangong anche ad astronauti stranieri ed eventualmente al turismo spaziale.

Crediti:&amp;nbsp;CNSA, CGTN</video:description>
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            <video:title>Crisi climatica, monito dall’amplificazione artica</video:title>
            <video:description>Un nuovo monito sul problema del riscaldamento globale arriva dall&amp;rsquo;amplificazione artica, un processo per cui quell&amp;rsquo;area si riscalda a un ritmo pi&amp;ugrave; veloce rispetto alla media globale.

I dati ci arrivano dal programma Copernicus dell&amp;rsquo;Esa.

Il rapido riscaldamento, oltre a destabilizzare il delicato equilibrio dell'ecosistema della regione, ha profonde implicazioni a livello globale.

La causa principale dell&amp;rsquo;amplificazione artica &amp;egrave; la riduzione del ghiaccio marino. Questo &amp;egrave; legato ai processi di formazione di acqua dolce e salina che guidano le correnti oceaniche. Inoltre lo scioglimento del permafrost, oltre a esporre l&amp;rsquo;oceano a un maggior assorbimento di calore, innalza il livello del mare e libera metano e anidride carbonica nell&amp;rsquo;atmosfera creando un pericoloso circolo vizioso. I risultati li stiamo osservando con gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni.

Se fino a poco tempo fa le missioni satellitari in questa regione remota erano relativamente sporadiche, il problema dell&amp;rsquo;amplificazione artica ha reso indispensabile il monitoraggio continuo. Per questo il sistema Copernicus sar&amp;agrave; implementato con nuovi strumenti, che insieme ad altri progetti che misurano le tendenze e le variazioni degli ultimi 40 anni, supporteranno i governi e la comunit&amp;agrave; scientifica nel favorire una gestione ambientale pi&amp;ugrave; sostenibile.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-25</video:publication_date>
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            <video:title>Pronti a ricevere un messaggio marziano?</video:title>
            <video:description>E se davvero ricevessimo un messaggio dagli alieni? Come reagiremmo? Cosa significherebbe per l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; avere la certezza di non essere soli?

Da stasera potremmo farcene un&amp;rsquo;idea. Alle 21 di oggi (ora italiana) &amp;ldquo;un segno dallo spazio&amp;rdquo; verr&amp;agrave; inviato da Marte.

Si tratta in realt&amp;agrave; di una performance che con una sonda spaziale e tre radiotelescopi potr&amp;agrave; coinvolgere tutti gli abitanti della Terra.

&amp;ldquo;A sign in Space&amp;rdquo;, che fa eco a un racconto delle Cosmicomiche di Italo Calvino, &amp;egrave; stato ideato da un&amp;rsquo;operatrice radio, Daniela De Paulis. che &amp;egrave; anche un&amp;rsquo;artista residente presso il Seti, l&amp;rsquo;Istituto di Ricerca di Intelligenza extraterrestre, e l'Osservatorio Green Bank dove si trova un gigantesco radiotelescopio. In 4 anni ha riunito artisti e scienziati allo scopo di simulare un messaggio extraterrestre per osservare la reazione dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;.

Il messaggio partir&amp;agrave; dalla sonda Trace Gas Orbiter (Tgo) dell&amp;rsquo;Esa, in orbita dal 2016 intorno al pianeta rosso e dopo 16 minuti il segnale raggiunger&amp;agrave; la Terra, captato dai radiotelescopi di Medicina a Bologna, gestito dall'Inaf, del Seti in California e dal Green Bank in Virginia.

Per partecipare a questa sfida planetaria e decodificare il messaggio alieno, bisogner&amp;agrave; attendere la sua divulgazione e unirsi alla discussione sulla piattaforma online del progetto col supporto dell&amp;rsquo;artista e degli scienziati che contribuiranno con dei seminari.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-24</video:publication_date>
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            <video:title>Testato con successo il gravimetro della missione Hera</video:title>
            <video:description>Testato il primo strumento per misurare la gravit&amp;agrave; degli asteroidi. Si tratta di Grass, un gravimetro&amp;nbsp;che fa parte degli strumenti&amp;nbsp;della missione Hera&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;ESA&amp;nbsp;che ha come obiettivo lo studio di Dimorphos.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Con Axiom-2 la prima donna araba nello spazio</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;equipaggio di Axiom-2, la seconda missione commerciale dell&amp;rsquo;azienda Axiom Space, &amp;egrave; giunto sulla la Stazione Spaziale Internazionale.

Il 21 maggio dal Kennedy Space Center della Nasa, quando in Italia erano le 23.37, un vettore&amp;nbsp;Falcon 9&amp;nbsp;di SpaceX ha portato in volo la navicella&amp;nbsp;Crew Dragon Freedom con a bordo 4 astronauti. L&amp;rsquo;attracco alla Iss &amp;egrave; avvenuto oggi alle 15.12, ora italiana.

Al comando della missione vi &amp;egrave; la ex astronauta Nasa Peggy Whitson, detentrice del record americano di permanenza continuativa pi&amp;ugrave; lunga nello spazio con 665 giorni, ora anche la prima donna a comandare una missione spaziale privata.

Al suo fianco il pilota John Shoffner, astronauta privato addestrato come riserva per la missione Axiom-1 lanciata nell&amp;rsquo;aprile del 2022.

Completano l&amp;rsquo;equipaggio Ali Alqarni e Rayyanah Barnawi, i primi cittadini sauditi ad andare nello spazio 38 anni dopo il principe Sultan bin Salman Al Sa'ud, il primo astronauta arabo e musulmano della storia, volato nel 1985 su uno Space Shuttle.

Con Axiom-2, la ricercatrice biomedica Barnawi diventa invece la prima donna araba a orbitare intorno alla Terra.

Prevista inizialmente di 10 giorni, la missione &amp;egrave; stata accorciata a 8 dopo un lancio slittato a causa delle due settimane di ritardo con cui un Falcon Heavy &amp;egrave; decollato lo scorso 30 aprile.

La missione Axiom 2, decimo volo con equipaggio per SpaceX, dovr&amp;agrave; cos&amp;igrave; organizzare e selezionare al meglio le attivit&amp;agrave; di ricerca che impegneranno l&amp;rsquo;equipaggio su pi&amp;ugrave; di 20 esperimenti scientifici, oltre a dimostrazioni tecnologiche per lo sviluppo dei moduli commerciali Axiom da agganciare nel futuro alla Iss.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-22</video:publication_date>
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            <video:title>Terran-1, lancio rimandato</video:title>
            <video:description>Il lancio &amp;egrave; stato rimandato a causa di un problema di temperatura nello stadio superiore</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-09</video:publication_date>
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            <video:title>Dart, il Vlt analizza la nube generata dalla collisione</video:title>
            <video:description>Il Very Large Telescope dell&amp;rsquo;Eso ha osservato le conseguenze della collisione tra la sonda Dart della Nasa e l'asteroide Dimorphos</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-21</video:publication_date>
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            <video:title>Un ‘rifacimento’ completo per il buco nero</video:title>
            <video:description>Cambio di look per&amp;nbsp;M87. Il buco&amp;nbsp;nero supermassiccio&amp;nbsp;situato al centro della galassia&amp;nbsp;Messier 87&amp;nbsp;ha ricevuto un restyling grazie&amp;nbsp;alla&amp;nbsp;nuova tecnica di apprendimento automatico Primo,&amp;nbsp;che migliora la qualit&amp;agrave; delle immagini dell&amp;rsquo;interferometria radio</video:description>
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            <video:publication_date>2023-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>Buon quinto compleanno Tess!</video:title>
            <video:description>Il cacciatore di esopianeti Tess festeggia il suo quinto anno in orbita</video:description>
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            <video:publication_date>2023-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>Una lega in rame per i lanciatori del futuro</video:title>
            <video:description>Abbattere tempi e costi di produzione mantenendo alti gli standard di sicurezza: &amp;egrave; questa la sfida da vincere per le nuove generazioni di lanciatori. Lo sa bene la Relativity Space che lo scorso 23 marzo ha lanciato,&amp;nbsp;dalla base Nasa di Cape Canaveral in Florida,&amp;nbsp;Terran 1, un razzo costituito all&amp;rsquo;85 percento da parti stampate in 3D</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>Un robot serpente per l'esplorazione planetaria</video:title>
            <video:description>C&amp;rsquo;&amp;egrave; vita su altri pianeti? Un nuovo progetto ideato dalla&amp;nbsp;Nasa&amp;nbsp;potrebbe aiutarci a scoprirlo. Stiamo parlando di&amp;nbsp;Eeels&amp;nbsp;(&amp;nbsp;Exobiology Extant Life Surveyor )&amp;nbsp;un robot- serpente estremamente versatile, in grado di raggiungere luoghi considerati inaccessibili.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-10</video:publication_date>
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            <video:title>Uno scudo origami riutilizzabile</video:title>
            <video:description>Si piega come un origami ed &amp;egrave; in grado di proteggere i veicoli spaziali nella delicata fase di rientro in atmosfera. Stiamo parlando di&amp;nbsp;Pridwen, uno scudo termico riutilizzabile ideato dall&amp;rsquo;azienda Space Forge nell&amp;rsquo;ambito del programma di sviluppo tecnologico dell&amp;rsquo;Esa in collaborazione con l&amp;rsquo;agenzia spaziale britannica.</video:description>
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            <video:title>Webb penetra la polvere della misteriosa Fomalhaut</video:title>
            <video:description>Il telescopio James Webb ha immortalato nuove strutture nella cintura asteroidale intorno alla misteriosa stella Fomalhaut situata a 25 anni luce di distanza dal Sole. Nello sguardo all&amp;rsquo;infrarosso di Miri Fomalhaut risulta avere 3 anelli di polvere che si estendono fino a 23 miliardi di km 150 volte la distanza della Terra dal Sole.

L&amp;rsquo;anello pi&amp;ugrave; esterno e pi&amp;ugrave; freddo dei 3 era stato gi&amp;agrave; osservato da Hubble e Alma risultando il doppio della fascia di Kuiper regione con corpi minori del Sistema Solare. Nella polvere calda pi&amp;ugrave; prossima alla stella Webb ha ora svelato 2 nuovi anelli interni composti da plausibili detriti di collisioni tra asteroidi e comete ma privi di pianeti.

Un presunto pianeta era stato individuato nell&amp;rsquo;anello esterno da Hubble nel 2008, scomparso misteriosamente nel 2014 e risultato una nube in espansione di particelle. Questa assenza &amp;egrave; un mistero per Fomalhaut dato che nel sistema solare Marte e Giove delimitano la fascia principale degli asteroidi mentre Nettuno demarca la fascia di Kuiper.

Anche Webb ha catturato una nube di polveri&amp;nbsp;generata dallo scontro&amp;nbsp;tra due corpi ghiacciati.&amp;nbsp;Le collisioni e gli anelli di polvere rilevati sono le firme di un ipotetico sistema planetario.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Webb, il ghiaccio d'acqua del primo sistema solare può essere conservato nella fascia degli asteroidi</video:title>
            <video:description>Una nuova svolta per la scienza arriva dal telescopio spaziale James Webb. Puntando il&amp;nbsp;suo&amp;nbsp;strumento NirSpec&amp;nbsp;sulla cometa 238P/Read, gli astronomi hanno rilevato del vapore acqueo. E&amp;rsquo; la prima volta che viene osservato direttamente su una cometa della&amp;nbsp;Fascia&amp;nbsp;Principale degli asteroidi. Questi oggetti infatti sono piccoli e deboli, ma lo spettrografo nel vicino infrarosso di Webb continua a oltrepassare precedenti limiti e ad aggiungere cos&amp;igrave; un tassello nella comprensione di come, nel tempo, l&amp;rsquo;acqua possa essersi distribuita all&amp;rsquo;interno del Sistema Solare.&amp;nbsp;

238P/Read &amp;egrave; un raro esempio di cometa che risiede nella Fascia Principale. Scoperta nel 2005 dall&amp;rsquo;astronomo Michael Read, insieme ad altre due comete ha stabilito una nuova categoria: in passato infatti si riteneva che questi oggetti composti da gas ghiacciati e rocce potessero sopravvivere solo oltre l&amp;rsquo;orbita di Nettuno, lontano dal Sole, nella Fascia di Kuiper e nella Nube di Oort.&amp;nbsp;

La missione, tuttavia, ha aperto un nuovo mistero: 238P/Read non possiede l&amp;rsquo;anidride carbonica che normalmente costituisce circa il 10 percento del materiale volatile delle comete: si &amp;egrave; dunque formata in una zona del Sistema Solare priva di questo gas o lo ha perso nel tempo a causa delle alte temperature? Restiamo in attesa di scoprire cosa altro possono raccontarci le comete della fascia principale.</video:description>
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            <video:title>L’Asi a Space Meetings Veneto</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana partecipa a&amp;nbsp;Space Meetings Veneto,&amp;nbsp;l&amp;rsquo;evento internazionale ospitato a Venezia dedicato alla space economy. Space Meetings riunisce i principali operatori globali del settore spazio e si svolge in tre giornate, ognuna con un focus differente.

Il primo forum &amp;egrave; dedicato agli&amp;nbsp;investimenti, per approfondire le opportunit&amp;agrave; che favoriscono lo sviluppo dei settori aeronautico e spaziale. Il secondo riguarda gli &amp;lsquo;space suppliers&amp;rsquo; la catena di fornitura dell&amp;rsquo;industria spaziale, mentre il terzo, &amp;lsquo;Wine space and tech&amp;rsquo;, mira a far conoscere le applicazioni di tecnologie spaziali nel settore vitivinicolo.

Il saluto di benvenuto &amp;egrave; stato affidato al presidente della rete innovativa regionale &amp;ldquo;Aerospace Innovation and Research&amp;rdquo;, Federico Zoppas, che ha presentato il distretto dello spazio veneto, una delle principali regioni in Italia nella filiera dell&amp;rsquo;aerospazio, con pi&amp;ugrave; di 5000 addetti ai lavori e 260 aziende.

Nel corso della giornata i rappresentanti dell&amp;rsquo;Asi hanno partecipato ai diversi talk sui temi dell&amp;rsquo;osservazione della Terra, sui programmi di esplorazione spaziale, sostenibilit&amp;agrave;, applicazioni per il settore alimentare e per l&amp;rsquo;agricoltura e cybersecurity.

Space Meetings &amp;egrave; nato dalla collaborazione la Regione Veneto e la Rete Innovativa Regionale Air, che hanno creato un collegamento tra tutte le eccellenze del territorio. Lo scopo della manifestazione &amp;egrave; costruire un ecosistema che promuova la sinergia tra enti pubblici, universit&amp;agrave;, centri di ricerca e aziende.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>Dal gas alle stelle, con il telescopio Vista</video:title>
            <video:description>Ecco alcune spettacolari immagini di culle stellari, paesaggi cosmici, non troppo distanti da noi, dove nascono le stelle. &amp;nbsp;

Ci troviamo nelle costellazioni di Orione, Ofiuco, Camaleonte, Corona Australe e Lupo che distano meno di 1500 anni luce&amp;nbsp;dalla Terra. &amp;nbsp;

Chiazze scure di polvere, nuvole luminose, stelle appena nate, visibili&amp;nbsp;grazie alla&amp;nbsp;sensibilit&amp;agrave;&amp;nbsp;nelle&amp;nbsp;lunghezze d&amp;rsquo;onda dell&amp;rsquo;infrarosso&amp;nbsp;della fotocamera Vircam, installata sul telescopio Vista dell&amp;rsquo;Osservatorio europeo meridionale (Eso) situato in Cile.

Questo tipo di luce permette di guardare oltre le nubi di gas e polvere, proprio dove si formano le stelle. Ci sono voluti 5 anni e un milione di scatti per realizzare queste immagini.&amp;nbsp;

Ma l&amp;rsquo;obiettivo degli astronomi &amp;egrave; misurare il movimento delle stelle nascenti e comprendere come lasciano le nuvole madri, per cui i rilevamenti proseguiranno nel corso degli anni.&amp;nbsp;

E&amp;rsquo; un progetto ambizioso poich&amp;eacute; lo spostamento apparente di questi corpi visti dalla Terra &amp;egrave; grande quanto un capello umano visto a 10 chilometri di distanza.&amp;nbsp;

Le misurazioni dei moti stellari completano quelle gi&amp;agrave; ottenute&amp;nbsp;nelle&amp;nbsp;lunghezze d&amp;rsquo;onda del visibile&amp;nbsp;dalla missione Gaia dell'Agenzia spaziale europea, dove le giovani stelle sono nascoste da nubi di polvere.&amp;nbsp;

Il&amp;nbsp;diametro del&amp;nbsp;campo visivo&amp;nbsp;della fotocamera Vircam&amp;nbsp;&amp;egrave; ampio quanto tre Lune piene, per cui permette di mappare regioni immensamente grandi. Fondata come organizzazione intergovernativa oltre 60 anni fa,&amp;nbsp;l&amp;rsquo;Eso&amp;nbsp;promuove la collaborazione internazionale nel campo dell'astronomia e la diffusione del suo fascino. L&amp;rsquo;Osservatorio europeo oggi conta 16 Stati Membri, tra cui l&amp;rsquo;Italia.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-11</video:publication_date>
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            <video:title>Una mappa globale di Marte</video:title>
            <video:description>La missione cinese Tianwen-1 ha realizzato la prima mappa globale a colori di Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-05</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2, tecnologia laser per trasmettere dati dalla Luna</video:title>
            <video:description>Trasmettere dati dalla Luna in tempi rapidi &amp;egrave; una grande sfida. Ecco perch&amp;eacute; con Artemis 2 la Nasa sperimenter&amp;agrave; un sistema di comunicazione laser</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>Astronauti ‘Classe 2022’, prima conferenza: da talenti individuali a competenze collettive</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; svolta oggi la prima conferenza stampa dei futuri astronauti dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea.

Siamo al Centro&amp;nbsp;Europeo&amp;nbsp;Astronauti&amp;nbsp;di Colonia in Germania, dove esattamente un mese fa, cinque allievi hanno iniziato un addestramento di 13 mesi per le future missioni sulla ISS.

&amp;Egrave; il loro mesiversario, raccontano, e sono ancora pi&amp;ugrave; emozionati di quando hanno iniziato il training. Sono gi&amp;agrave; affiatati, il lavoro insieme sta trasformando i loro talenti individuali a competenze collettive, grazie alla guida della precedente classe di astronauti.

Rose, Marco, Pablo, Sophie e Raphael fanno parte della &amp;lsquo;Classe 2022&amp;rsquo;, in cui, per la prima volta, sono state selezionate anche 12 riserve, tra cui 2 italiani e un parastronauta, a novembre scorso, dopo quasi due anni&amp;nbsp;dall'avvio del bando, tra&amp;nbsp;oltre&amp;nbsp;22mila candidati.

Il presidente dell&amp;rsquo;Esa Josef Aschbacher&amp;nbsp;&amp;nbsp;ha accolto i futuri astronauti ricordando le interviste durante le selezioni e la luce negli occhi di ognuno di loro; un modo per ricordare quanto sia importante ispirare le nuove generazioni per attuare il programma Revolution Space, dove l&amp;rsquo;Europa, con il suo bagaglio tecnologico, non deve svolgere solo il ruolo di partner di altre Agenzie, ma puntare all&amp;rsquo;autonomia.

I cinque allievi astronauti si stanno formando in varie aree, sistemi di veicoli spaziali, ingegneria di volo, robotica, sistemi di supporto vitale, addestramento medico e di sopravvivenza, fino a quando la prossima primavera riceveranno la certificazione di astronauta dell'ESA, e passeranno a una formazione pi&amp;ugrave; specifica.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Il polo sud lunare esce dal buio grazie a ShadowCam</video:title>
            <video:description>Avverr&amp;agrave; nei pressi del polo sud lunare l&amp;rsquo;allunaggio di Artemis III, la missione che riporter&amp;agrave; l&amp;rsquo;essere umano sulla Luna dopo oltre 50 anni. Questa &amp;egrave; una delle regioni pi&amp;ugrave; oscure del nostro satellite, uscita ora dal buio grazie a ShadowCam, telecamera di Nasa 200 volte pi&amp;ugrave; sensibile dello sguardo del Lunar Reconnaissance Orbiter. ShadowCam &amp;egrave; a bordo della sonda koreana Danuri in orbita lunare da dicembre 2022. La prima immagine rilasciata a gennaio mostra la parete sempre oscura del cratere Shackleton svelando la traccia di un masso che ha rotolato lungo la stessa. Lo studio di questa scia fornir&amp;agrave; informazioni su forma e velocit&amp;agrave; dei massi oltre alle caratteristiche della regolite lunare. Lo scivolamento del terreno lunare &amp;egrave; stato invece immortalati nel cratere Bruce, situato invece nella regione equatoriale lunare. Questa seconda fotografia ha testato la capacit&amp;agrave; di ShadowCam di fotografare sfruttando la luce riflessa dalla terra, ossia il fenomeno chiamato Earthshine. Con la stessa tecnica &amp;egrave; stato immortalato anche il cratere Aristarchus, il cui picco centrale proietta sulla superficie lunare la sua ombra dovuta al bagliore della Terra: le diverse tonalit&amp;agrave; sono causate dai differenti tipi di roccia che compongono il cratere. In un&amp;rsquo;altra immagine, il bordo del cratere Marvin viene illuminato dagli elementi geologici lunari vicini, montagne o pareti di crateri che si ergono abbastanza in alto da riflettere la luce solare diretta. Le diverse inclinazioni delle ombre nei piccoli crateri sul bordo di Marvin rispetto ai crateri interni testimoniano che l&amp;rsquo;area &amp;egrave; illuminata da una sorgente diversa dalla luce solare diretta. Nuove tecniche per svelare e studiare il palcoscenico delle future missioni lunari con equipaggio.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-05-02</video:publication_date>
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            <video:title>La ISS sarà operativa fino al 2030</video:title>
            <video:description>Le attivit&amp;agrave; della Stazione Spaziale Internazionale saranno estese fino al 2030. I partner di questo laboratorio, che orbita da 25 anni a 400 chilometri circa dalla Terra, si sono impegnati a proseguire le ricerche oltre la data di fine fin qui prevista.

Stati Uniti, Giappone, Canada, i paesi dell'Esa e anche la Russia, hanno confermato il loro sostegno per il proseguimento delle operazioni.

L'estensione consente di raccogliere i frutti di oltre due decenni di esperimenti e dimostrazioni tecnologiche. Nel suo terzo decennio di attivit&amp;agrave;, la stazione sta ottenendo, infatti, il massimo ritorno scientifico.

Gli esperimenti condotti dagli equipaggi che ruotano sulla Iss sono tutti rivolti a benefici di cui l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; potr&amp;agrave; godere sulla Terra. Riguardano diverse discipline, che vanno da applicazioni di tecnologia avanzata per le future missioni spaziali, a cure innovative per il trattamento del cancro, della distrofia muscolare, della vista. Migliaia di esperimenti che, sfruttando l&amp;rsquo;ambiente della microgravit&amp;agrave;, non potrebbero essere eseguiti sulla Terra. A questi si sommano anche le attivit&amp;agrave; a scopo educativo in cui gli astronauti si collegano in diretta o registrano lezioni per gli studenti.

La stazione spaziale &amp;egrave; una delle collaborazioni internazionali pi&amp;ugrave; complesse mai tentate. E&amp;rsquo; un progetto interdipendente in cui il contributo di ciascun partner risulta indispensabile. Inoltre, &amp;ldquo;anche in momenti di aspri conflitti sulla Terra &amp;ndash; come ha detto Samantha Cristoforetti &amp;ndash; la Iss rimane un&amp;rsquo;oasi di collaborazione pacifica&amp;rdquo;.

Tra le grandi potenze, ne resta fuori solo la Cina che in compenso ha da pochi mesi attivato una propria stazione spaziale permanente, il palazzo celeste chiamato Tiangong.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>Tutta l’energia per prolungare le missioni Voyager</video:title>
            <video:description>Il nuovo piano energetico rimanda al 2026 lo spegnimento del primo strumento scientifico di Voyager 2 consentendo ulteriori rivelazioni dallo spazio interstellare</video:description>
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            <video:publication_date>2023-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>Incontro di bilancio 2019-2023</video:title>
            <video:description>Il 27 aprile il presidente dell'ASI Giorgio Saccoccia ha presentato il resoconto sulle attivit&amp;agrave; del quadriennio 2019-2023</video:description>
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            <video:title>Hakuto-R, allunaggio non riuscito</video:title>
            <video:description>Perduti i contatti con Hakuto-R, il lander giapponese dell&amp;rsquo;azienda ispace che aveva l&amp;rsquo;ambizione di diventare il primo veicolo privato a giungere sulla superficie della Luna</video:description>
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            <video:title>L’eclissi solare ibrida, nei cieli australi</video:title>
            <video:description>Era notte in Italia, quando alle 4.37 del 20 aprile la Luna ha oscurato il Sole in una fascia del nostro pianeta comunque molto lontana da noi.&amp;nbsp;

In Australia, Indonesia e Timor Est, appassionati e non, hanno assistito a uno degli eventi pi&amp;ugrave; affascinanti che il cielo possa offrire, un&amp;rsquo;eclissi totale di Sole.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;evento per l&amp;rsquo;esattezza, &amp;egrave; classificato come eclissi ibrida, e cio&amp;egrave; varia&amp;nbsp;a seconda del&amp;nbsp;punto di osservazione e della dimensione apparente del nostro satellite che cambia secondo la curvatura della Terra.&amp;nbsp;

Mentre l&amp;rsquo;ombra della Luna cammina sulla superficie terrestre, il satellite in alcuni luoghi occulter&amp;agrave; completamente l&amp;rsquo;intero disco del Sole, con il verificarsi di un'eclissi totale, mentre in altri luoghi il la Luna, pi&amp;ugrave; lontana e apparentemente pi&amp;ugrave; piccola, non riuscir&amp;agrave; a coprire l&amp;rsquo;intero disco solare, per cui si potr&amp;agrave; ammirare l&amp;rsquo;anello esterno della nostra Stella e quindi la cosiddetta eclissi anulare.&amp;nbsp;

Durante l&amp;rsquo;evento del 20 aprile, il giorno si &amp;egrave; tramutato in notte per poco pi&amp;ugrave; di un minuto. L&amp;rsquo;anello di fuoco che il nostro satellite ha lasciato visibile si &amp;egrave; potuto ammirare solo nell&amp;rsquo;Oceano Indiano e Pacifico, mentre sulla terra ferma la Luna ha coperto totalmente il Sole. &amp;nbsp;

Per osservare un&amp;rsquo;eclissi totale in Europa dobbiamo attendere l&amp;rsquo;estate del 2026, o altrimenti volare in centro America ad aprile del prossimo anno.</video:description>
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            <video:title>Webb fotografa un oggetto che brilla come 3mila miliardi di Soli</video:title>
            <video:description>Sembra una stella vista da vicino. E&amp;rsquo; invece il risultato di un&amp;rsquo;esplosione a 250 milioni di anni luce da noi. Si trova nella Costellazione del Serpente ed &amp;egrave; l&amp;rsquo;ultimo capolavoro del telescopio Spaziale James Webb.

L&amp;rsquo;esplosione &amp;egrave; stata provocata dalla collisione di due galassie iniziata 700 milioni di anni fa. Si chiama Arp 220, e risplende nell&amp;rsquo;infrarosso con una luminosit&amp;agrave; di 3mila miliardi di Soli, in paragone, la Via Lattea brilla con una luminosit&amp;agrave; di non pi&amp;ugrave; di 10 miliardi di Soli.

Lo scontro delle galassie ha creato una regione densa e polverosa, ideale per la formazione di nuove stelle. L&amp;rsquo;area infatti &amp;egrave; sede di 200 enormi ammassi stellari e in precedenza, le osservazioni con i radiotelescopi, avevano rivelato circa 100 resti di supernovae.

L&amp;rsquo;arancione mostra i flussi di materia, mentre il blu il materiale estratto dalla gravit&amp;agrave;. Il reticolo a punte &amp;egrave; disegnato dalla luce abbagliante, chiamata anche starbust, emessa dagli anelli rotanti generati dai nuclei delle galassie.

&amp;nbsp;

Crediti:&amp;nbsp;NASA, ESA, CSA, STScI</video:description>
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            <video:title>Destinazione Giove: inizia l'avventura di Juice</video:title>
            <video:description>La missione&amp;nbsp;Juice&amp;nbsp;di&amp;nbsp;Esa&amp;nbsp;&amp;egrave; finalmente nello spazio. La sonda ha incominciato il suo lungo viaggio interplanetario che la porter&amp;agrave; nel 2031 a studiare&amp;nbsp;Giove e le sue lune ghiacciate&amp;nbsp;a caccia di mondi potenzialmente abitabili. Posticipato di un giorno per maltempo, il lancio &amp;egrave; avvenuto con successo&amp;nbsp;oggi alle 14.15 ora italiana, dallo spazioporto europeo di&amp;nbsp;Kourou, in Guyana francese. La missione Esa &amp;egrave; decollata a bordo di un razzo&amp;nbsp;Ariane 5&amp;nbsp;sul volo VA 260.
Il&amp;nbsp;centro spaziale "Luigi Broglio" di Asi&amp;nbsp;a Malindi &amp;egrave; stato protagonista di questa fase, acquisendo il vettore 22 minuti dopo il lift off e seguendolo per circa 1 ora.
Dopo il distacco dello stadio principale dello stadio principale,&amp;nbsp;Juice si &amp;egrave; separata con successo&amp;nbsp;dal secondo stadio di Ariane 5 a circa 28 minuti dal lancio e a un&amp;rsquo;altitudine di 1500 km dalla superficie terrestre, macinando cos&amp;igrave; i suoi primi passi nello spazio. La gioia esplosa tra il team Esa presente a Kourou ha visto per&amp;ograve; momenti di sospensione dato il&amp;nbsp;ritardo di 18 minuti&amp;nbsp;con cui l&amp;rsquo;Esoc, l&amp;rsquo;European Space Operations Centre, ha agganciato Juice. Il suo&amp;nbsp;primo segnale&amp;nbsp;&amp;egrave; stato, infatti, catturato solo a circa 50 minuti dal lancio dalla stazione di terra di New Norcia, una delle antenne della rete Estrack con cui Esa monitora le sonde nello spazio profondo.
Nessuna suspence invece per il&amp;nbsp;dispiegamento dei pannelli solari: Juice ha infatti iniziato il fatidico processo a circa 75 minuti dal lancio potendo cos&amp;igrave; cominciare a caricare le proprie batterie. Inizia cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;avventura di Juice nello spazio, una sfida tecnologica e scientifica che, come ha ricordato il Direttore Generale di Esa,&amp;nbsp;Josef Aschbacher, &amp;egrave; il frutto della collaborazione tra Esa e le agenzie nazionali europee, tra cui il fondamentale contributo italiano dell'Asi&amp;nbsp;che ha realizzato 4 dei 10 strumenti di bordo. Per questo motivo, come ha affermato il presidente dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;Giorgio Saccoccia, &amp;ldquo;la missione rappresenta un motivo di orgoglio per il nostro Paese&amp;rdquo;.
Tra le collaborazioni vi &amp;egrave; anche l&amp;rsquo;importante supporto di Nasa, Jaxa e dell&amp;rsquo;agenzia spaziale israeliana.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Juice alla conquista di Giove e delle sue lune</video:title>
            <video:description>Guarda il replay dell'evento organizzato dall'Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;con le aziende, gli enti di ricerca e le universit&amp;agrave; che partecipano alla missione alla missione ESA Juice</video:description>
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            <video:title>Ingenuity vola sempre più in alto</video:title>
            <video:description>Ingenuity continua a sorprenderci. Si trova sul Pianeta rosso da due anni e gli scienziati stanno testando sempre di pi&amp;ugrave; i limiti dell&amp;rsquo;elicottero che puntualmente supera le attese. Il 2 aprile, per il suo 49&amp;deg; volo, il drone della Nasa ha stupito tutti portandosi a un&amp;rsquo;altitudine massima di 16 metri e raggiungendo una velocit&amp;agrave; di 6,5 metri al secondo. Numeri notevoli che superano i 14 metri di altitudine raggiunti a dicembre e i 6 metri al secondo di febbraio scorso. Ingenuity era atterrato su Marte con il rover Perseverance per verificare la possibilit&amp;agrave; di volare su un pianeta con un&amp;rsquo;atmosfera rarefatta. Superato egregiamente il mese previsto per il lavoro di sperimentazione, grazie alle sue due telecamere Ingenuity compie ora voli di perlustrazione, sia per precedere e facilitare il cammino di Perseverance, sia per mostrarci dall&amp;rsquo;alto l&amp;rsquo;aspetto del terreno marziano. La presenza di questo piccolo elicottero permette dunque di ottenere immagini uniche e osservare e analizzare le straordinarie capacit&amp;agrave; della sua tecnologia.</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Juice è pronto a conquistare Giove con l’Italia a bordo</video:title>
            <video:description>Previsto per il 13 aprile il lancio della missione Esa che studier&amp;agrave; Giove e le sue lune ghiacciate come un sistema solare in miniatura.

Il lancio &amp;egrave; previsto il 13 aprile!&amp;nbsp;Tanta Italia in Juice con il fondamentale contributo di Asi, Inaf Leonardo e Thales Alenia Space</video:description>
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            <video:publication_date>2023-04-01</video:publication_date>
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            <video:title>La nascita di un ammasso di galassie nel giovane universo</video:title>
            <video:description>Osservato grazie ai dati di Alma dell&amp;rsquo;Eso un ammasso di galassie ancora in formazione. Corrisponde a un&amp;rsquo;epoca in cui l&amp;rsquo;universo aveva solo 3 miliardi di anni</video:description>
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            <video:title>Soyuz, rientra a Terra la navetta senza equipaggio danneggiata</video:title>
            <video:description>Tornata a Terra la Soyuz Ms-22 senza equipaggio, danneggiata a dicembre da una perdita al suo serbatoio</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 2, il 3 aprile l’annuncio dell’equipaggio</video:title>
            <video:description>Tre americani e un canadese prenderanno parte alla missione Artemis 2 in orbita intorno alla Luna</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>Tutto pronto per accogliere i campioni di Osiris-Rex</video:title>
            <video:description>Il 24 settembre 2023 &amp;egrave; previsto lo storico rientro sulla Terra della capsula contenente i campioni dell&amp;rsquo;asteroide Bennu raccolti dalla missione Osiris-Rex della Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Conferenza stampa di presentazione della missione Spei Satelles</video:title>
            <video:description>Il Cubesat costruito dal Politecnico di Torino ed operato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana sar&amp;agrave; lanciato il 10 giugno ed entrer&amp;agrave; in orbita per portare un messaggio di speranza e pace custodito in un nanobook realizzato dal CNR.

La missione spaziale, la sua genesi, i particolari e le sue prospettive sono stati&amp;nbsp; comunicati il 27 marzo, terzo anniversario della Statio Orbis e nel decennale del pontificato di Papa Francesco.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble, il telescopio meteorologo</video:title>
            <video:description>Tra le varie missioni di Hubble c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche quella di osservatore meteorologico interplanetario.

In questa recente immagine di Giove, con la luna Io che proietta la sua ombra sul pianeta, &amp;egrave; evidente una serie di tempeste alle basse latitudini settentrionali, lungo quella che gli astronomi chiamano la via dei vortici: cicloni e anticicloni che, con il loro moto alternato simile a un ingranaggio meccanico, impediscono la fusione e la creazione di una tempesta come la Grande Macchia Rossa. Questo gigante vortice spicca in un&amp;rsquo;altra immagine di Giove, in cui a transitare &amp;egrave;, invece, la luna ghiacciata Ganimede. Le osservazioni dimostrano che la Grande Macchia Rossa si sta riducendo nel tempo.

Ed ecco Urano, che,&amp;nbsp;invece di ruotare in una posizione verticale come la Terra, ruota su un asse pi&amp;ugrave; orizzontale. In questa&amp;nbsp;sua&amp;nbsp;foto del 2014 si vedono le tempeste con nuvole di cristalli di ghiaccio di metano sulle latitudini medio-settentrionali. Il sistema di anelli appare di taglio rispetto all&amp;rsquo;immagine del 2022 che,&amp;nbsp;meno distante dal&amp;nbsp;prossimo&amp;nbsp;solstizio del 2028, mostra in modo pi&amp;ugrave; completo gli anelli e il Polo Nord. Su questo polo, la foschia della calotta diventa pi&amp;ugrave; luminosa e diverse piccole tempeste sono visibili in prossimit&amp;agrave; del confine della foschia polare.

Da quando &amp;egrave; stato lanciato nel 1990,&amp;nbsp;Hubble integra le esplorazioni di altri veicoli spaziali come Voyager, Cassini o Juno e dal 2014 partecipa al programma Opal (Outer Planet Atmospheres Legacy) che offre panorami annuali sulla continua evoluzione dell&amp;rsquo;atmosfera dei giganti gassosi.

Crediti: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Webb, nubi di sabbia su un giovane esopianeta</video:title>
            <video:description>Nuovo traguardo per il telescopio spaziale James Webb. Puntando il suo obiettivo su un pianeta distante 40mila anni luce, &amp;egrave; riuscito a identificare un&amp;rsquo;atmosfera densa di silicati e a individuare in poche ore, molecole di acqua, metano, monossido di carbonio e anidride carbonica. Gi&amp;agrave; altri telescopi avevano rilevato la firma di queste molecole su pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare, ma mai tutte in una volta.

Il nuovo bersaglio di Webb &amp;egrave; Vhs1256b, un pianeta nella Costellazione del Corvo che orbita attorno a due stelle. Dista da esse, circa cento volte lo spazio che divide la Terra dal Sole, impiegando, cos&amp;igrave;, un periodo di rivoluzione di 10mila anni. E&amp;rsquo; un pianeta molto giovane in termini astronomici, ha 150 milioni di anni ed &amp;egrave; il motivo per cui i suoi cieli appaiono oltremodo turbolenti. La sua atmosfera cresce costantemente e le sue nuvole, dense di minerali ad alte temperature, generano intensi cambiamenti di luminosit&amp;agrave;.

In virt&amp;ugrave; delle condizioni meteorologiche e della distanza dalle sue stelle, i ricercatori sono stati in grado di osservarlo direttamente, invece di utilizzare il coronografo o la tecnica del transito.

In pochi miliardi di anni, Vhs1256b diventer&amp;agrave; pi&amp;ugrave; freddo e i suoi cieli potrebbero variare da nuvolosi a sereni.</video:description>
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            <video:title>‘Oumuamua, una ‘semplice’ cometa?</video:title>
            <video:description>Il misterioso visitatore interstellare &amp;lsquo;Oumuamua sarebbe una cometa spinta nello spazio dall&amp;rsquo;idrogeno prodotto dalle radiazioni cosmiche. Il nuovo studio su Nature</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>Un nuovo batterio terrestre per scoprire vita aliena</video:title>
            <video:description>Scoperta nelle profondit&amp;agrave; degli oceani artici e antartici una nuova specie di batteri che potrebbe aiutare la ricerca di vita aliena. Il nuovo microrganismo, scovato dai ricercatori del Max Planck Institute, si chiama USulfurimonas pluma.
Questo batterio prospera in pennacchi idrotermali freddi e ricchi di ossigeno. Un ambiente inedito per le specie della sua famiglia che, al contrario, non tollerano alti livelli di ossigeno e perci&amp;ograve; vivono in prossimit&amp;agrave; delle bocche vulcaniche sui fondali marini.

Da qui i pennacchi caldi, tuttavia, salgono per centinaia di metri e si diffondono poi orizzontalmente, miscelandosi con l'acqua marina circostante, ricca di ossigeno.
Secondo i ricercatori &amp;egrave; in questa seconda fase che avviene gran parte della crescita microbica.

A differenza dei suoi simili, USulfurimonas pluma &amp;egrave; in grado di ricavare energia da diverse fonti, per questo &amp;egrave; presente sia in pennacchi ricchi di idrogeno sul fondo del mare sia in pennacchi ricchi di ossigeno a migliaia di chilometri di distanza.

La sua scoperta &amp;egrave; fondamentale in quanto ora aumenta la probabilit&amp;agrave; di rilevare su altri mondi tracce di organismi a lui simili.

Per esempio, la missione Cassini di Nasa, Esa e Asi ha trovato nei fondali oceanici di Encelado, una delle lune di Saturno, potenziali sfiati idrotermali ricchi di idrogeno. Gli astronomi si aspettano per questi pennacchi vulcanici proprio lo stesso processo a due fasi riscontrato nei pennacchi degli oceani terrestri.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>Gps lunare</video:title>
            <video:description>Il ricevitore italiano LuGRE andr&amp;agrave; sulla Luna nel 2024 per mettere alla prova le comunicazioni lunari del futuro. &amp;Egrave; un primo passo verso il futuro Gps lunare. con interviste a Claudia Facchinetti, Project Manager LuGRE e Mario Musmeci, coordinatore delle attivit&amp;agrave; ingegneristiche cooperazione Asi - Nasa per Artemis</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-17</video:publication_date>
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            <video:title>In Italia il test da record di ExoMars</video:title>
            <video:description>Il rover gemello di Rosalind Franklin di Esa ha perforato a Torino un terreno simile a quello marziano fino a 1,7 metri di profondit&amp;agrave;</video:description>
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            <video:title>Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Luigi Broglio Malindi Space Center</video:title>
            <video:description>Prima visita di Stato del Presidente Mattarella in Kenya</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-15</video:publication_date>
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            <video:title>Monitoraggio del clima, in aumento piogge e siccità</video:title>
            <video:description>Gli eventi climatici estremi in continuo aumento sono sotto gli occhi di tutti. L&amp;rsquo;animazione riprodotta sulla base delle osservazioni satellitari mostra la presenza e l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; di siccit&amp;agrave; e piogge persistenti dal 2002 al 2021.

In Brasile la grande siccit&amp;agrave; del 2015 e 2016 ha svuotato i bacini idrici e portato al razionamento d&amp;rsquo;acqua in alcune citt&amp;agrave;. L'evento pluviale pi&amp;ugrave; intenso, invece, &amp;egrave; iniziato nel 2019 in Africa e, tuttora in corso, ha fatto innalzare di oltre un metro il lago Vittoria, il pi&amp;ugrave; grande del continente.

I dati provengono dai satelliti Grace e poi Grace-Follow On della missione congiunta della Nasa e dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale tedesca (Dlr), lanciati per misurare l&amp;rsquo;interazione tra il campo gravitazionale della Terra e il movimento delle masse d&amp;rsquo;acqua. Lo studio dimostra e conferma come gli eventi estremi, calcolati per estensione, durata e gravit&amp;agrave;, siano strettamente legati al riscaldamento terrestre.

Con l&amp;rsquo;aumento costante della temperatura globale, gli scienziati prevedono che siccit&amp;agrave; e inondazioni diventeranno pi&amp;ugrave; frequenti e gravi, con un impatto economico simile in tutto il mondo, ma pi&amp;ugrave; devastante nei Paesi in via di sviluppo. Il monitoraggio &amp;egrave; importante per prepararsi agli eventi futuri, mitigarne gli impatti e soprattutto, adattarsi.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-14</video:publication_date>
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            <video:title>Luigi Broglio Malindi Space Center</video:title>
            <video:description>Storia, presente e futuro di un asset strategico per Italia e il Kenya nelle tecnologie spaziali e la cooperazione internazionale.&amp;nbsp;

Lo Spazio italiano nasce&amp;nbsp;in Kenya. Dopo aver lanciato con&amp;nbsp;successo nel 1964 il satellite San Marco-1 dagli Stati Uniti, il Professor Luigi Broglio individua nell&amp;rsquo;area di Malindi l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; logistica e ambientale di stabilire una presenza scientifica di alto livello, costruendo, allo stesso&amp;nbsp;tempo, una partnership unica e strategica con il Kenya: nasce cos&amp;igrave; la Base di lancio equatoriale &amp;ldquo;San Marco&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

E'&amp;nbsp;dalle piattaforme&amp;nbsp;a largo di Malindi che nel 1967 il team di Broglio compie una nuova, storica impresa e manda nello spazio il satellite San Marco 2, primo oggetto della storia a raggiungere l&amp;rsquo;orbita da una piattaforma oceanica.&amp;nbsp;

Un traguardo storico ottenuto grazie alla collaborazione con il Kenya che ha saputo riconoscere in un piccolo gruppo di scienziati italiani un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; strategica per il paese e per il continente africano:&amp;nbsp;cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; divenuta il terzo Paese, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica, a lanciare autonomamente un proprio satellite.&amp;nbsp;

La Base, inizialmente sotto la gestione&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; La Sapienza di Roma, &amp;egrave; oggi un Centro operativo dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, a cui &amp;egrave; stata affidata con decreto nel 2004.&amp;nbsp;

Al Luigi Broglio &amp;ndash; Malindi Space Center, cos&amp;igrave; chiamato in onore del suo padre fondatore,&amp;nbsp;lavorano circa 200 persone, 192 delle quali sono kenyani. La presenza italiana &amp;egrave; regolata da un accordo intergovernativo tra Italia e&amp;nbsp;Kenya&amp;nbsp;e&amp;nbsp;5&amp;nbsp;protocolli tematici&amp;nbsp;

Oggi, sebbene non vengano pi&amp;ugrave; effettuati lanci, le attivit&amp;agrave; spaziali del Centro&amp;nbsp;hanno un indubbio valore strategico per l'Italia, il Kenya e l&amp;rsquo;intero continente africano, come&amp;nbsp;i progetti di ricerca e le attivit&amp;agrave; di formazione; tra questi&amp;nbsp;la Scuola Internazionale di formazione in discipline spaziali, che mira a rendere il Centro Luigi Broglio un hub di formazione per tutta l&amp;rsquo;Africa. &amp;nbsp;&amp;nbsp;

Il core business della Base&amp;nbsp;&amp;egrave;&amp;nbsp;costituito da attivit&amp;agrave; di ricezione dei dati satellitari e di telemetria e tracking dei vettori o altri oggetti spaziali, che rende la Base un Nodo importante nella rete di cooperazione con gli altri paesi e agenzie spaziali, come&amp;nbsp;le Nasa, le Agenzie spaziali Europea,&amp;nbsp;Esa, francese,&amp;nbsp;Cnes, argentina,&amp;nbsp;Conae, l&amp;rsquo;Agenzia spaziale kenyana e&amp;nbsp;gli altri Paesi dell&amp;rsquo;Africa, oltre agli operatori commerciali, come&amp;nbsp;SpaceX. La posizione equatoriale rende la Base un luogo dalle potenzialit&amp;agrave; uniche.&amp;nbsp;

La rilevanza del Centro Luigi Broglio &amp;egrave; riconosciuta dal Piano Mattei, definito dal governo italiano, in cui la Base rientra a pieno titolo e che fa dell&amp;rsquo;Africa uno dei centri di attenzione e priorit&amp;agrave; della politica estera dell&amp;rsquo;Italia insieme ai paesi africani e, tra questi, il Kenya primo partner spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-14</video:publication_date>
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            <video:title>AstroSamantha porta gli studenti verso lo spazio</video:title>
            <video:description>Un&amp;rsquo;ovazione carica di entusiasmo ed emozione: cos&amp;igrave; Samantha Cristoforetti &amp;egrave; stata accolta da numerosi studenti giunti da tutta Italia al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano in occasione dell&amp;rsquo;evento &amp;lsquo;&amp;rsquo;Verso lo spazio con Samantha.

Organizzato da Asi ed Esa, in collaborazione con Esero Italia, la conferenza ha riunito gli studenti delle scuole primarie e secondarie che hanno partecipato alle attivit&amp;agrave; educative promosse&amp;nbsp;dalle due agenzie per la missione Minerva, conclusa lo scorso ottobre.
Creato per avvicinare le giovani generazioni alle discipline scientifico-tecnologiche STEM, l&amp;rsquo;evento, trasmesso in streaming su AsiTv, ha visto l&amp;rsquo;astronauta italiana di Esa condividere i momenti salienti e le difficolt&amp;agrave; vissute nei quasi 6 mesi di permanenza sulla Iss durante Minerva, per poi rispondere alle tante curiosit&amp;agrave; degli studenti e dei docenti presenti in sala.
Un modo per condividere la fatica ma anche le soddisfazioni che il mestiere di astronauta pu&amp;ograve; regalare specialmente sulla stazione spaziale internazionale.
Dopo aver salutato studenti e docenti, AstroSamantha ha avuto modo di raccontare ad AsiTv quale sar&amp;agrave; il destino della Iss e della ricerca scientifica in microgravit&amp;agrave; a fine decennio, quando ormai la Stazione non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; operativa.</video:description>
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            <video:title>Juice in mostra a Campi di Bisenzio</video:title>
            <video:description>Leonardo ha aperto &amp;nbsp;le porte del suo stabilimento di Campi di Bisenzio per mostrare alla stampa i modelli degli strumenti che voleranno a bordo della missione Juice</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-09</video:publication_date>
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            <video:title>Raggi di sole su Marte</video:title>
            <video:description>La sabbia e le tempeste marziane rendono i tramonti piuttosto pallidi.

Ma, a oltre dieci anni dal suo atterraggio, Curiosity fotografa dei raggi solari sul Pianeta Rosso.

Le nuove immagini del rover sono il frutto di una campagna di osservazione sulle nuvole crepuscolari, meglio dette &amp;ldquo;nottilucenti&amp;rdquo;.

Mentre la maggior parte delle nuvole marziane si trova a non pi&amp;ugrave; di 60 chilometri dal suolo e sono composte da ghiaccio d'acqua, le nuvole delle ultime immagini appaiono a una maggiore altitudine e sembrano piuttosto composte da ghiaccio di anidride carbonica, detto anche ghiaccio secco. Come sulla Terra, lo studio di questi fenomeni fornisce informazioni chiave per comprendere la meteorologia di un pianeta.

Curiosity ha ripreso anche una serie di nuvole a forma di piuma; se illuminate dalla luce del Sole, alcuni tipi di nuvole possono creare uno spettacolo simile a un arcobaleno chiamato &amp;ldquo;iridescenza&amp;rdquo;.

Il rilievo, iniziato a gennaio, si concluder&amp;agrave; a met&amp;agrave; marzo, e mostrer&amp;agrave; agli scienziati come si evolvono le particelle di nuvole nel tempo sul pianeta Marte.</video:description>
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            <video:title>Spaceops esordisce a Dubai</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; aperta oggi la diciassettesima edizione di SpaceOps.

Quando &amp;egrave; nata e perch&amp;eacute; ce lo spiega Claudio Canu, delegato dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.

&amp;laquo;Si apre oggi il congresso a Dubai, negli Emirati Arabi uniti. Questo congresso verdr&amp;agrave; la partecipazione di 54 nazionalit&amp;agrave; diverse e la partecipazione soprattutto del comitato esecutivo che &amp;egrave; composto da 13 agenzie spaziali dei rispettivi Paesi, tra cui l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.

SpaceOps &amp;egrave; nato negli anni 90'&amp;nbsp;per promuovere le operazioni spaziali soprattutto nel periodo in cui stava nascendo tutta l&amp;rsquo;impresa dovuta alla Stazione Spaziale Internazionale.

In quell&amp;rsquo;epoca si &amp;egrave; ritenuto di cercare di diffondere in modo pi&amp;ugrave; significativo l&amp;rsquo;importanza delle missioni spaziali da un punto di vista pi&amp;ugrave; tecnico e non divulgativo soltanto&amp;raquo;.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-03-06</video:publication_date>
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            <video:title>Cina e spazio, dal sogno alla realtà in una mostra</video:title>
            <video:description>30 anni di programmi dedicati al volo spaziale umano, La Cina celebra con una mostra al Museo Nazionale di Pechino.

A pochi mesi dall&amp;rsquo;inaugurazione della propria Stazione Spaziale o Palazzo Celeste (Tiangong) l&amp;rsquo;esposizione ha come titolo: &amp;ldquo;Inseguendo i sogni nell&amp;rsquo;Universo e chiedendo al Cielo: trent&amp;rsquo;anni di successi nell&amp;rsquo;ingegneria dei voli spaziali con equipaggio&amp;rdquo;.&amp;nbsp;

Prossimo traguardo, la Luna. Gi&amp;agrave; nel 2021 la Cina aveva annunciato il piano per la costruzione di una Stazione internazionale di ricerca lunare&amp;nbsp;(ILRS) in collaborazione con la Russia. &amp;nbsp;

In mostra, le tecnologie chiave per il programma che vedr&amp;agrave; la luce nel prossimo decennio: un nuovo razzo di Lunga Marcia 10, un veicolo spaziale di nuova generazione che sostituir&amp;agrave; l&amp;rsquo;attuale Shenzhou, una tuta lunare e un lander d&amp;rsquo;avanguardia. Quest&amp;rsquo;ultimo, dotato di propulsori appositi, servir&amp;agrave; anche come mezzo di trasporto per i taikonauti tra la superficie del satellite e la navicella in orbita lunare.&amp;nbsp;

La missione iniziale prevede un soggiorno di poche ore in cui si effettueranno anche una serie di studi preliminari in vista di una permanenza a lungo termine che include lo sviluppo e l'utilizzo delle risorse lunari.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>La Terra protagonista della mostra Looking Beyond</video:title>
            <video:description>La mostra realizzata con le immagini acquisite dalla costellazione COSMO-SkyMed &amp;egrave; stata presentata a Milano</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>Pronti gli ‘occhi’ di Hera</video:title>
            <video:description>Le due telecamere della sonda Hera di Esa sono giunte al centro di Ohb in Germania. Saranno integrate a bordo della sonda che nel 2026 studier&amp;agrave; l&amp;rsquo;asteroide Dimorphos colpito da Dart di Nasa, scontro ad oggi testimoniato solo da LiciaCube di Asi</video:description>
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            <video:title>Coltivazioni lunari</video:title>
            <video:description>Esa e Solsys Mining stanno elaborando un progetto per estrarre nutrienti essenziali per le piante dalla regolite lunare</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Perseverance, due anni su Marte</video:title>
            <video:description>Due anni dallo storico touchdown di Perseverance su Marte: ecco i principali traguardi e i prossimi obiettivi. Con Raffaele Mugnuolo di Asi e Teresa Fornaro di Inaf</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-18</video:publication_date>
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            <video:title>L’esopianeta leggero di AF Leporis</video:title>
            <video:description>Scovato con i dati di Hipparcos, Gaia e Vlt un nuovo esopianeta in orbita intorno alla stella AF Leporis. L&amp;rsquo;intervista a Dino Mesa dell&amp;rsquo;Osservatorio Astronomico di Padova, Inaf</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-22</video:publication_date>
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            <video:title>Il Sole e Mercurio, insieme di fronte al Solar Orbiter</video:title>
            <video:description>Il Sole come sfondo e Mercurio che procede nella sua orbita davanti all&amp;rsquo;obiettivo del Solar Orbiter.

Le immagini risalgono al 3 gennaio. La sonda, sviluppata dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea e lanciata nel 2020 per studiare il Sole, ha utilizzato tre strumenti di telerilevamento: una fotocamera polarimetrica ed eliosismica (Phi), una nell&amp;rsquo;estremo ultravioletto (Eui) e una spettrale per la corona che ha rilevato Carbonio, Idrogeno, Neon e Ossigeno a differenti temperature (Spice).

Dedicato alla corona solare e al vento che si genera in essa, Solar Orbiter dispone anche di Metis, sviluppato dall&amp;rsquo;Inaf con il supporto dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale italiana.

Questo transito permetter&amp;agrave; al Solar Orbiter di calibrare ulteriormente gli strumenti, con l&amp;rsquo;analisi della diffrazione causata dal passaggio di Mercurio, e migliorare quindi la qualit&amp;agrave; dei suoi dati.

Mentre in passato, i transiti planetari aiutavano a calcolare le dimensioni del Sistema Solare, oggi sono il metodo pi&amp;ugrave; efficace per scoprire pianeti intorno ad altre stelle. In tale direzione l&amp;rsquo;Esa &amp;egrave; operativa dal 2019 con la missione Cheops, prossimamente con Plato e dal 2029 con Ariel.

Per quanto riguarda lo studio di Mercurio, il pianeta pi&amp;ugrave; piccolo e interno del Sistema Solare, &amp;egrave; in corso la missione BepiColombo che a giugno far&amp;agrave; il terzo sorvolo ravvicinato del pianeta.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Come il cervello si adatta all’assenza di gravità</video:title>
            <video:description>Vivere nello spazio &amp;egrave; un&amp;rsquo;esperienza che lascia il segno, anche nel nostro cervello.

Lo dimostra una nuova ricerca&amp;nbsp;dell'Universit&amp;agrave; di Anversa e dell'Universit&amp;agrave; di Liegi che ha scoperto come, dopo una permanenza di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, il cervello umano si adatti alle condizioni di assenza di gravit&amp;agrave;.

Lo studio si basa sui dati del progetto Brain-Dti dell&amp;rsquo;Esa in cui 14 astronauti sono stati sopposti a risonanza magnetica prima cos&amp;igrave; come pi&amp;ugrave; volte dopo la loro missione sulla Iss. Studiati sempre in condizioni di riposo, i loro dati cerebrali hanno mostrato se la configurazione del nostro cervello cambi o meno dopo l&amp;rsquo;esperienza della microgravit&amp;agrave;.
L&amp;rsquo;indagine ha rilevato sia alterazioni transitorie, frutto di un veloce ma temporaneo adattamento al cambiamento dei livelli di gravit&amp;agrave;, sia mutamenti pi&amp;ugrave; duraturi. Questi hanno investito la connettivit&amp;agrave; funzionale, un indicatore di come l'attivit&amp;agrave; di alcune aree cerebrali sia correlata a quella di altre aree. Un cambiamento del modello della comunicazione cerebrale radicato nelle regioni che supportano l'integrazione di diversi tipi di informazioni e che, secondo la ricerca, pu&amp;ograve; persistere anche fino a 8 mesi dopo il rientro sulla Terra, chiaro segno di un effetto di apprendimento.

Lo studio non ha indagato le conseguenze comportamentali di questo mutamento, tuttavia rappresenta una prima risorsa fondamentale per preparare i nuovi astronauti, come quelli della generazione Artemis, che esploreranno lo spazio profondo in future missioni di lunga durata.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-20</video:publication_date>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti ha restituito il Tricolore al Presidente Mattarella</video:title>
            <video:description>Il Tricolore &amp;egrave; stato portato a bordo dall'astronauta in occasione della missione ESA Minerva</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>L'ammasso di Pandora nell'occhio del Webb</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale James Webb ha osservato l&amp;rsquo;ammasso di Pandora, una regione dello spazio nota anche come Abell 2744, con dettagli mai visti prima.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>Quanto rumore ha fatto Artemis 1?</video:title>
            <video:description>Il lancio di Artemis 1 &amp;egrave; stato pi&amp;ugrave; rumoroso del previsto. Lo conferma un recente studio che ha misurato il rombo generato dallo Space Launch System nel suo decollo di debutto, andato in scena il 16 novembre 2022.

Il primo forte boato del razzo pi&amp;ugrave; potente del mondo &amp;egrave; stato registrato da diversi microfoni, posizionati a una distanza compresa tra 1,5 e 5,2 km dalla rampa di lancio del Kennedy Space Center.

Situate al di fuori dell&amp;rsquo;area di pericolo, le cinque stazioni di registrazione hanno rilevato livelli massimi di rumore superiori a quelli previsti in una valutazione preliminare.

Se a 1,5 km di distanza il boato di Artemis 1 ha raggiunto i 136 decibel, a 5,2 km il rumore ha subito solo una piccola diminuzione: esso &amp;egrave; sceso a 129 decibel, 20 di pi&amp;ugrave; di quanto previsto dal modello ambientale pre-lancio, ed &amp;egrave; stato percepito dall&amp;rsquo;uomo equivalente al rumore di una motosega.

Inoltre, i crepitii generati dalle onde d&amp;rsquo;urto di Artemis 1 sono stati circa 40 milioni di volte superiori a quelli di una ciotola di riso soffiato.

Il rumore pi&amp;ugrave; elevato riscontrato dalla ricerca rende ora necessaria una revisione dei modelli predittivi non solo a tutela dell&amp;rsquo;orecchio umano. Questi sono, infatti, utili per proteggere anche le apparecchiature e l'ambiente circostante, risultando dunque fondamentali per lo sviluppo di futuri razzi ancora pi&amp;ugrave; potenti di quello che ci riporter&amp;agrave; sulla Luna.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>Meteorite 2023 CX1, impatto annunciato</video:title>
            <video:description>E&amp;rsquo; il meteoroide 2023 CX1. E&amp;rsquo; entrato nell&amp;rsquo;atmosfera terrestre, illuminato i cieli del nord della Francia e, se qualche frammento &amp;egrave; sopravvissuto, &amp;egrave; caduto sulle coste della Normandia.&amp;nbsp;

Oltre a non aver provocato danni, la bella notizia &amp;egrave; che &amp;egrave; stato intercettato e poi previsto l&amp;rsquo;orario dell&amp;rsquo;impatto.&amp;nbsp;

Alle 21.18 ora italiana del 12 febbraio, l&amp;rsquo;Osservatorio Piszk&amp;eacute;steto in Ungheria lo ha ripreso per la prima volta e segnalato al Minor Planet Center che ha il catalogo completo dei corpi minori del Sistema Solare. Da quel momento, i sistemi di valutazione hanno calcolato la traiettoria e una probabilit&amp;agrave; d&amp;rsquo;impatto pari al 100%, ma nessuna minaccia per persone o cose.&amp;nbsp;

L'oggetto, stimato con un diametro di circa un metro, &amp;egrave; stato osservato fino a dieci minuti dall'impatto, cio&amp;egrave; prima di entrare nell'ombra della Terra diventando invisibile.&amp;nbsp;

Alle 3.59, nella fascia oraria e nel luogo previsto, una palla di fuoco &amp;egrave; stata osservata dal Regno Unito, Francia, Belgio, Olanda e Germania.&amp;nbsp;

I sistemi di rilevamento stanno diventando sempre pi&amp;ugrave; efficaci: &amp;egrave; la settima volta che un asteroide viene scoperto prima della collisione con la Terra. Qualora ne arrivasse uno molto pi&amp;ugrave; pericoloso, la missione DART ha dimostrato che siamo comunque in grado di proteggerci.

&amp;nbsp;

Immagine in apertura: L'asteroide 2023 CX1 o Sar2667 avvistato da Brabante nei Paesi Bassi - Crediti: Gijs De Reijke, Hensie Pieper, Calvin Musch</video:description>
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            <video:publication_date>2023-02-14</video:publication_date>
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            <video:title>PnuemoPlanet, habitat gonfiabili sulla Luna</video:title>
            <video:description>Future basi lunari, ecco il progetto PnuemoPlanet per un habitat gonfiabile che pu&amp;ograve; ospitare fino a 32 astronauti e 16 serre sulla Luna</video:description>
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            <video:title>Curiosity, nuovi indizi sul passato di Marte</video:title>
            <video:description>Il rover della Nasa, su Marte dal 2012, ha raggiunto un&amp;rsquo;area ricca di solfati sul Monte Sharp</video:description>
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            <video:title>Scoperti anelli di un planetoide che confutano la teoria di Roche</video:title>
            <video:description>Un nuovo sistema di anelli &amp;egrave; stato scoperto attorno a un pianeta&amp;nbsp;nano&amp;nbsp;che orbita oltre Nettuno, ai confini del Sistema Solare.&amp;nbsp;

Il planetoide si chiama Quaoar,&amp;nbsp;&amp;egrave; stato&amp;nbsp;avvistato per la prima volta nel 2002 e fa parte della categoria degli Oggetti trans-nettuniani (Tno) a cui appartiene anche Plutone.&amp;nbsp;

La particolarit&amp;agrave; di questa scoperta non &amp;egrave; tanto il sistema di anelli attorno a piccoli corpi quanto la&amp;nbsp;sua&amp;nbsp;lontananza&amp;nbsp;rispetto a Quaoar: i detriti orbitano a una distanza di sette raggi planetari, circa il doppio del cosiddetto &amp;lsquo;limite di Roche&amp;rsquo; considerato fino ad ora la soglia massima dove si pensava che&amp;nbsp;tali strutture&amp;nbsp;fossero in grado di sopravvivere. Oltre i due raggi planetari e mezzo, un sistema di anelli si distruggerebbe per condensarsi in piccole lune nel giro di qualche decennio.&amp;nbsp;

Per osservare un oggetto troppo lontano per essere visto con un'immagine diretta, gli scienziati hanno utilizzato il metodo dell&amp;rsquo;occultazione attendendo che la luce della stella target diminuisse al passaggio di Quaoar. L'evento &amp;egrave; durato meno di un minuto, ed &amp;egrave; stato inaspettatamente preceduto e seguito da due cali di luce, indicativi di un sistema ad anelli&amp;nbsp;attorno al pianeta.&amp;nbsp;

Strumenti di altissima qualit&amp;agrave;, sia dalla Terra sia dallo spazio, hanno permesso lo studio: fondamentale la telecamera ad alta velocit&amp;agrave; Hipercam montata sul pi&amp;ugrave; grande telescopio ottico al mondo che si trova sull&amp;rsquo;isola di La Palma alle Canarie. Notevole anche il contributo italiano con il telescopio spaziale Cheops dell&amp;rsquo;Esa,&amp;nbsp;progettato&amp;nbsp;e collaudato dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e dall&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Astrofisica.&amp;nbsp;

Questa scoperta getta le basi per mettere in discussione le attuali teorie su come si formano i sistemi ad anelli, fino a ora convalidate dai modelli nati con le osservazioni dei giganti gassosi, ma anche di planetoidi come Chariklo e Haumea.</video:description>
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            <video:title>Ingenuity è giunto al 41° volo sul pianeta rosso</video:title>
            <video:description>Il 27 gennaio Ingenuity ha percorso una distanza di 183 metri in 109 secondi. A un&amp;rsquo;altitudine di 10 metri ha sorvolato il cratere Jezero, antico delta fluviale e quindi area cruciale per la ricerca di vita microbica.

Il piccolo elicottero della missione Mars 2020, il primo a volare su Marte, era stato progettato solamente per cinque voli, ma superando ogni aspettativa dal punto di vista tecnologico e scientifico, la missione &amp;egrave; stata estesa e ha iniziato a far da apripista nell&amp;rsquo;esplorazione del rover Perseverance.

Il rover della Nasa, impegnato nella ricerca di segni dell'antica vita su Marte, in questi ultimi giorni ha rilasciato sul suolo marziano 10 tubi di campioni geologici, una sorta di backup&amp;nbsp;delle&amp;nbsp;copie esatte che conserva al suo interno.

Perseverance consegner&amp;agrave; i campioni a un lander della Nasa nell'ambito di una missione sample return congiunta con l'Esa&amp;nbsp;entro il 2033; nel caso&amp;nbsp;il rover si fermasse e non fosse pi&amp;ugrave; in grado di consegnare i reperti, due nuovi elicotteri di tipo Ingenuity serviranno come squadra di soccorso, prelevando i campioni dalla superficie per consegnarli al lander.</video:description>
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            <video:title>Nasa convalida il nuovo motore 3D a detonazione</video:title>
            <video:description>Il successo della missione senza equipaggio Artemis 1 ha aperto una nuova era dell&amp;rsquo;esplorazione umana nello spazio profondo. &amp;nbsp;Obiettivi futuri sono ora il nostro ritorno sulla Luna per spingersi poi fino a Marte, raggiungibile con la tecnologia attuale in circa 10 mesi.

&amp;Egrave; in questo scenario che assume un valore rivoluzionario il nuovo progetto di propulsione supersonica testato da Nasa e ora convalidato: un motore a razzo a detonazione rotante.
A differenza dei motori a razzo tradizionali, questo propulsore futuristico risulta pi&amp;ugrave; efficiente riuscendo a produrre una combustione supersonica risparmiando carburante e aumentando le capacit&amp;agrave; di carico.

Nei test effettuati nel 2022 al Marshall Space Flight Center della Nasa, il motore &amp;egrave; stato acceso pi&amp;ugrave; di dodici volte, per una durata complessiva di quasi 10 minuti di propulsione.
A pieno regime ha prodotto una spinta da 1,8 tonnellate dimostrando la sua capacit&amp;agrave; di resistere al calore estremo e agli ambienti di pressione generati dalle detonazioni.

Una sfida per nulla scontata per una tecnologia stampata in 3D ma basata sulla lega di rame GRCop-42, sviluppata dalla Nasa affinch&amp;eacute; il motore operi a lungo senza surriscaldarsi.
Nei test si sono superate cos&amp;igrave; diverse accensioni di almeno un minuto ciascuna.
Il prossimo passo per avvicinare questa tecnologia a un suo concreto futuro utilizzo sar&amp;agrave; lo sviluppo di un motore di classe superiore, con circa 4,5 tonnellate di spinta.</video:description>
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            <video:title>L’intelligenza artificiale sbarca sulla Luna</video:title>
            <video:description>Il dispositivo si trova a bordo del rover degli Emirati Arabi Uniti Rashid partito lo scorso 11 dicembre</video:description>
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            <video:publication_date>2023-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Monitorare i ghiacciai alpini dallo spazio</video:title>
            <video:description>I ghiacciai alpini stanno scomparendo a causa del cambiamento climatico.&amp;nbsp;Il processo di deglaciazione delle nostre montagne, costante negli ultimi decenni, &amp;egrave; ormai inarrestabile e si &amp;egrave; mostrato con tutta la sua forza nel 2022, anno drammatico per il surriscaldamento globale. Un inverno particolarmente secco e un&amp;rsquo;estate afflitta da temperature elevate e ondate di calore hanno avuto un impatto rilevante su gran parte dell&amp;rsquo;Europa cos&amp;igrave; come sullo stato di salute dei ghiacciai alpini. I giganti bianchi rappresentano, infatti, veri e propri termometri del cambiamento climatico. Il monitoraggio dei ghiacciai offre dunque una finestra sull&amp;rsquo;evoluzione del clima. Tuttavia, il loro ritiro ad altitudini maggiori e la frammentazione in corpi pi&amp;ugrave; piccoli rendono i rilevamenti tradizionali in situ sempre pi&amp;ugrave; complicati e meno efficienti, oltre che rischiosi. Diventa cos&amp;igrave; fondamentale il supporto delle osservazioni satellitari.&amp;nbsp; Integrazione &amp;egrave; dunque la nuova parola d&amp;rsquo;ordine, con un monitoraggio dei ghiacciai basato sempre pi&amp;ugrave; su numerosi satelliti e su dati ottenuti da differenti tecniche di osservazione.&amp;nbsp; A partire dalla collaborazione al progetto Polar Space Task Group dell'Organizzazione&amp;nbsp;meteorologica mondiale, Asi vanta ormai un&amp;rsquo;esperienza quasi decennale nel monitoraggio dallo spazio dei ghiacciai, grazie soprattutto alla costellazione Cosmo Skymed e ai suoi satelliti dotati di radar ad apertura sintetica.&amp;nbsp; Nelle immagini radar di Cosmo Skymed la neve e il ghiaccio appaiono in modo completamente diverso. Un monitoraggio dettagliato dei ghiacciai alpini permesso anche dai sensori multispettrali della missione Prisma di Asi. Dettaglio, precisione e integrazione di diverse osservazioni: punti di forza dell&amp;rsquo;innovativo sguardo dallo spazio sui ghiacciai che non potr&amp;agrave; per&amp;ograve; cambiare il loro destino sotto gli effetti del cambiamento climatico.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-01-28</video:publication_date>
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            <video:title>Un nuovo obiettivo per Lucy</video:title>
            <video:description>Nuovo obiettivo per la sonda Lucy. La missione Nasa, dedicata all&amp;rsquo;esplorazione degli asteroidi troiani, osserver&amp;agrave; da vicino l&amp;rsquo;oggetto 1999 VD57.</video:description>
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            <video:title>Webb osserva il ghiaccio prestellare</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale Webb continua a far da chiave di volta nel cammino della ricerca scientifica.

Questa volta ha puntato il suo sguardo sulla Nube del Camaleonte, a circa 500 anni luce dalla Terra, nell&amp;rsquo;omonima Costellazione, un luogo di formazione stellare.

E&amp;rsquo; una regione particolarmente fredda, densa e difficile da studiare: la luce stellare al di l&amp;agrave; della nube viene assorbita dalle molecole di ghiaccio all'interno di essa a specifiche lunghezze d'onda infrarosse.

Grazie al Webb un gruppo internazionale di astronomi ha ottenuto il censimento pi&amp;ugrave; completo degli ingredienti ghiacciati disponibili per creare le future generazioni di stelle e pianeti, prima che vengano riscaldati durante la formazione di giovani stelle.

I ghiacci sono infatti un ingrediente vitale in quanto principale fonte di elementi chiave, come carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e zolfo.

Gli studiosi hanno osservato alcune molecole semplici, ma anche quelle complesse e ci&amp;ograve; dimostra per la prima volta, che le molecole complesse alla base della vita si formano nelle gelide profondit&amp;agrave; delle nubi prima che nascano stelle e dischi proto planetari.

La ricerca fa parte del progetto Ice Age, uno dei 13 programmi di Webb, che studia gli elementi dei ghiacci per comprendere la loro evoluzione sui pianeti terrestri, gassosi e ghiacciati.</video:description>
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            <video:title>Lavori in corso sulla capsula Dragon Endurance</video:title>
            <video:description>Grandi manovre sulla Stazione Spaziale.&amp;nbsp;La capsula&amp;nbsp;Dragon Endurance,&amp;nbsp;che ha portato sulla &amp;lsquo;casa cosmica&amp;rsquo; l&amp;rsquo;equipaggio della&amp;nbsp;Crew-5, verr&amp;agrave; modificata in orbita per ospitare&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; astronauti in caso di necessit&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-01-19</video:publication_date>
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            <video:title>L’esplosione di Hunga Tonga trasformata in suono</video:title>
            <video:description>E&amp;rsquo; passato un anno esatto dall&amp;rsquo;esplosione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha'apai sull&amp;rsquo;omonima isola del Pacifico. E&amp;rsquo; stata la pi&amp;ugrave; grande eruzione del 21&amp;deg; secolo e uno degli eventi naturali pi&amp;ugrave; straordinari dell'osservazione dell'era moderna. I satelliti hanno raccolto dati prima, durante e dopo l'eruzione: uno tsunami di quasi 15 metri, materiale vulcanico fino a 58 chilometri di altitudine, un boom sonico che ha fatto due volte il giro del mondo, mentre il pennacchio ha circumnavigato la Terra in una sola settimana e si &amp;egrave; disperso quasi da polo a polo in tre mesi.

L'interesse per la straordinaria eruzione ha spinto un artista del suono a sonificare l&amp;rsquo;evento in una gamma armonica che si estende su sei ottave di pianoforte. Jamie Perera ha utilizzato i segnali dell&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; del vento raccolti dalla missione Aeolus campionando un&amp;rsquo;onda d'urto che ha superato i 20 chilometri. Il satellite dell'Esa, lanciato nel 2018, &amp;egrave; il primo in grado di misurare la velocit&amp;agrave; del vento a livello globale e ha lo scopo di sviluppare modelli climatici sempre pi&amp;ugrave; attendibili.La forza dell&amp;rsquo;esplosione ha creato un calo nel segnale di Aeolus sopra la regione dell'eruzione suggerendo che la cenere doveva aver raggiunto un'altitudine superiore al raggio di osservazione della sonda che &amp;egrave; stato aumentato fino a raggiungere il punto pi&amp;ugrave; alto del pennacchio nella stratosfera.

Secondo Perera, la sonificazione pu&amp;ograve; aiutare a esplorare eventi come questo, sia a livello di fatti concreti sia emotivi,evocando un&amp;rsquo;immagine ideale dei vulcani.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-01-17</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble immortala il pasto di un buco nero</video:title>
            <video:description>Hubble ha immortalato i momenti finali di una stella che &amp;egrave; stata inghiottita da un buco nero. Gli elementi espulsi dall&amp;rsquo;oggetto hanno poi formato una sorta di ciambella intorno al buco nero. Questo processo, chiamato evento di distruzione mareale, &amp;egrave; stato a lungo studiato dagli astronomi. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; comprendere cosa accade quando una stella precipita nell'abisso gravitazionale generato da un buco nero.</video:description>
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            <video:publication_date>2023-01-13</video:publication_date>
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            <video:title>L'anno che verrà - Conferenza stampa del presidente Giorgio Saccoccia</video:title>
            <video:description>Il Presidente dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, ha incontrato la stampa per fare il punto sulle attivit&amp;agrave; spaziali.</video:description>
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            <video:title>TOI 700 e, scoperto un nuovo esopianeta potenzialmente abitabile</video:title>
            <video:description>Il cacciatore di pianeti Tess della Nasa ha scovato TOI 700 e, nuovo esopianeta di dimensioni terrestri nel sistema TOI 700</video:description>
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            <video:publication_date>2023-01-11</video:publication_date>
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            <video:title>Rientro in sicurezza per il satellite Erbs</video:title>
            <video:description>L'Earth Radiation Budget Satellite &amp;egrave; stato lanciato a bordo dello shuttle Challenger nel 1984</video:description>
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            <video:publication_date>2023-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 1, cronaca del primo viaggio lunare di Orion</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;

Un viaggio andata e ritorno verso la Luna di 25 giorni, per un totale di oltre 22 milioni di chilometri percorsi: ecco la cronaca dettagliata della storica missione Artemis 1. Con i commenti dell'Astronauta italiana dell'Esa Samantha Cristoforetti e del Presidente dell'Asi Giorgio Saccoccia</video:description>
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            <video:title>Le ipotesi su cause e conseguenze della perdita Soyuz</video:title>
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            <video:title>Il 2022 dell'Asi: sfide e successi di un anno da ricordare</video:title>
            <video:description>Eventi, lanci, missioni di successo, risultati scientifici di rilevanza internazionale, accordi storici: con il 2023 alle porte &amp;egrave; tempo di bilanci anche per lo spazio italiano che si lascia alle spalle un 2022 tutto da ricordare.

A cominciare da Ixpe, primo osservatorio spaziale dedicato allo studio della polarizzazione dei raggi X. Nato dalla collaborazione esclusiva tra la&amp;nbsp;Nasa&amp;nbsp;e l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, l&amp;rsquo;11 gennaio, un mese dopo il lancio, il telescopio vede la prima luce, puntando i suoi telescopi su Cassiopea A, prima di una lunga serie di sorgenti che Ixpe ha studiato nel corso di quest&amp;rsquo;anno.

Il 1&amp;deg; febbraio segna il primo liftoff con carico italiano: a bordo di un vettore Falcon 9 della SpaceX, raggiunge l&amp;rsquo;orbita il secondo satellite di CosmoSky-Med second generation. &amp;nbsp;La costellazione per l&amp;rsquo;osservazione della Terra dell&amp;rsquo;Asi e del Ministero della Difesa sale cos&amp;igrave; a quota 6 esemplari, un &amp;lsquo;upgrade&amp;rsquo; che consente tempi di rivisitazione ancora pi&amp;ugrave; rapidi e rende il sistema radar uno strumento ancora pi&amp;ugrave; efficace nella gestione delle emergenze.

Torna in orbita Samantha Cristoforetti il 27 aprile con la missione Minerva. L&amp;rsquo;astronauta italiana dell&amp;rsquo;Esa trascorre 170 giorni sulla Iss, &amp;egrave; la prima donna europea a fare&amp;nbsp;una passeggiata spaziale&amp;nbsp;e a diventare comandante della Iss, oltre ad essere la prima astronauta italiana a volare a bordo della capsula crew Dragon della SpaceX.

Ha un nome e un logo il nuovo programma dell&amp;rsquo;Asi dedicato ai nanosatelliti. Si chiama Alcor e viene presentato il 26 maggio nella sede di Roma dell&amp;rsquo;Agenzia. Con 20 progetti gi&amp;agrave; scelti nell&amp;rsquo;ambito del bando Future Missioni Cubesat, il nostro &amp;egrave; tra i Paesi che cavalca l&amp;rsquo;onda della small revolution.

Destinazione Luna: il 16 giugno Asi e Nasa firmano un accordo per uno&amp;nbsp;studio preliminare dedicato alla progettazione dei futuri moduli lunari, i&amp;nbsp;Lunar Surface Multi-Purpose Habitation (MPH) Module(s)&amp;nbsp;proposti da Asi per il programma Artemis. Siglano l&amp;rsquo;intesa il Presidente dell'Asi,&amp;nbsp;Giorgio Saccoccia&amp;nbsp;e l'Amministratore della Nasa,&amp;nbsp;Bill Nelson.

Il 13 luglio il nuovo lanciatore Esa Vega-C co-sviluppato in Italia completa con successo il suo volo inaugurale.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il razzo &amp;egrave; un&amp;rsquo;evoluzione potenziata dell&amp;rsquo;originale e permetter&amp;agrave; di recapitare in orbita fino a 2200 kg di carico, payload di diverse forme, dimensioni e peso.

Successo assoluto per la missione forse pi&amp;ugrave; sperimentale dell&amp;rsquo;anno, Dart, in combinazione con il satellite italiano LiciaCube. Il 27 ottobre la sonda Nasa si scaglia con l&amp;rsquo;asteroide Dymorphos e riesce a deviarne la traiettoria. Spettatore unico di questa prima assoluta &amp;egrave; LiciaCube, un cubesat dell&amp;rsquo;Asi realizzato dall&amp;rsquo;azienda italiana Argotec, le cui camere, Leia e Luke, documentano l&amp;rsquo;impatto.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;evento pi&amp;ugrave; atteso del 2022 &amp;egrave; il decollo della prima missione del nuovo programma lunare della Nasa, il 16 novembre. Artemis I compie con successo i suoi obiettivi: porta la capsula Orion in orbita retrograda attorno alla Luna e certifica per il volo umano il nuovo sistema di trasporto statunitense, ammarando l&amp;rsquo;11 dicembre.

A bordo il cubesat&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;Asi&amp;nbsp;ArgoMoon&amp;nbsp;e tanta tecnologia italiana nel Modulo di Servizio Europeo.

Il 22 e il 23 novembre l&amp;rsquo;Europa dello spazio siede al tavolo della Conferenza Ministeriale 2022 e affida all&amp;rsquo;Esa 16,9 miliardi di euro per i prossimi tre anni, il&amp;nbsp;16,6% in pi&amp;ugrave;&amp;nbsp;rispetto al triennio precedente. L&amp;rsquo;Italia, primo contributore dei programmi opzionali, investe 3,083 milioni di euro.

Il 13 dicembre &amp;egrave; la volta del satellite Mtg-1: tanta tecnologia italiana a bordo del primo cacciatore di fulmini europeo.

E, a chiusura di un anno costellato da importanti traguardi per lo spazio italiano, il 16 dicembre, ricordando il lancio del primo satellite San Marco, l&amp;rsquo;Asi celebra la seconda Giornata Nazionale dello Spazio insieme a istituzioni, imprese, ricerca e scuole: oltre 80 iniziative nel Paese e 50 nelle sedi diplomatiche italiane registrano il tutto esaurito.</video:description>
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            <video:title>La passione spaziale della 5^A, Scuola Primaria "C. Collodi" di Bivona (Agrigento)</video:title>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti alla mostra “Exploring Moon to Mars” a Roma</video:title>
            <video:description>A due mesi dal suo ritorno sulla Terra, AstroSamantha &amp;egrave; arrivata nel centro di Roma, alla chiusura della mostra &amp;ldquo;Exploring Moon to Mars&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana. L&amp;rsquo;astronauta dell&amp;rsquo;Esa ha fatto la sua apparizione nella capitale durante la seconda Giornata Nazionale dello Spazio, il 16 dicembre. Il presidente dell&amp;rsquo;Asi Giorgio Saccoccia ha ricevuto Samantha Cristoforetti e il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, accompagnandoli nella visita alla mostra dedicata all&amp;rsquo;esplorazione passata e futura di Luna e Marte.</video:description>
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            <video:title>Giornata Nazionale dello Spazio 2022, un pieno di successi</video:title>
            <video:description>In occasione dell'evento l'ASI ha aperto le porte della sua sede a 200 studenti impegnati in attivit&amp;agrave; ludiche e didattiche</video:description>
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            <video:title>Un braccio robotico per gelide esplorazioni</video:title>
            <video:description>Si chiama ColdArm ed &amp;egrave; il nuovo braccio robotico che Nasa sta testando per future esplorazioni a temperature estremamente basse, come quelle di Europa, la luna ghiacciata di Giove, o del polo sud del nostro satellite durante la notte lunare, un periodo di buio di circa 14 giorni terrestri.

Ora in fase di sviluppo presso il Jet Propulsion Laboratory, ColdArm, a differenza dei bracci robotici di Curiosity e Perseverance, &amp;egrave; in grado di condurre attivit&amp;agrave; scientifiche in ambienti criogenici fino a 173 gradi Celsius sotto zero. Il suo segreto &amp;egrave; utilizzare una combinazione di tecnologie chiave: ingranaggi in vetro metallico sfuso che non richiedono riscaldamento per funzionare al freddo, cos&amp;igrave; come i controllori del motore e i sensori criogenici che ne regolano il movimento.

Il nuovo braccio di due metri e mezzo pu&amp;ograve; ospitare alla sua estremit&amp;agrave; una serie di accessori, tra cui una paletta in titanio stampata in 3D per la raccolta di campioni dalla superficie di un corpo celeste. Non avendo tecnologie da scaldare ColdArm consentir&amp;agrave; da un lato la raccolta di materiali volatili senza influenzare significativamente la temperatura dei campioni, e dall&amp;rsquo;altro un risparmio di circa due ore e del 30% dell&amp;rsquo;energia giornaliera rispetto ai rover tradizionali.

Grazie a tecnologie gi&amp;agrave; collaudate a bordo di Ingenuity, il piccolo elicottero marziano, ColdArm potrebbe, infine, operare autonomamente senza l'intervento in tempo reale dei controllori da Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-12-06</video:publication_date>
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            <video:title>“Exploring Moon to Mars”, la mostra a Roma</video:title>
            <video:description>Dalla Luna verso Marte, tra passato e futuro. La mostra &amp;ldquo;Exploring Moon to Mars&amp;rdquo; di Asi dal 5 al 16 dicembre a piazza San Silvestro Roma, ingresso libero</video:description>
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            <video:publication_date>2022-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Lares 2 pronto a salire sul primo volo di Vega C</video:title>
            <video:description>Via libera a lasciare l&amp;rsquo;Italia per la missione Lares 2 dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;(Asi). Il satellite a forma di sfera &amp;egrave; installato sul Lares System, piattaforma sviluppata da Ohb Italia con il coordinamento di Asi che ha superato con successo gli ultimi controlli effettuati il 23 e il 24 marzo, presso i laboratori di OHB Italia a Milano. Lares 2 &amp;egrave; ora pronto per essere imbarcato verso la base di lancio di Kourou, in Guyana Francese per salire a bordo del primo volo di Vega C.

&amp;laquo;Il payload rispetta i requisiti scientifici molto stretti compresi quelli di interfaccia con il lanciatore Vega C&amp;raquo;, afferma&amp;nbsp;Elisabetta Cavazzuti, membro della Commissione di collaudo del Lares System per Asi.

Sfera dal diametro di 42 cm con una massa di quasi 300 kg, il satellite Lares 2 &amp;egrave; fatto di lega di nickel a elevata densit&amp;agrave;. Un bersaglio perfetto per i laser che ne tracceranno con grande accuratezza l&amp;rsquo;orbita, permettendo cos&amp;igrave; la verifica sperimentale della teoria relativistica di Einstein.
Concepito e progettato dal team scientifico del&amp;nbsp;Centro Fermi&amp;nbsp;e&amp;nbsp;dalla Universit&amp;agrave; La Sapienza di Roma, il satellite &amp;egrave; stato realizzato dall&amp;rsquo;INFN.
Lares 2 sar&amp;agrave; il primo passeggero del nuovo lanciatore Esa, il cui volo inaugurale &amp;egrave; previsto da Kourou per il maggio 2022. Il secondo satellite della serie segue cos&amp;igrave; le orme del suo capostipite, Lares, satellite Asi operativo ormai da 10 anni, portato in orbita nel 2012 come carico principale con il primo volo del lanciatore europeo Vega.

&amp;laquo;I principali attori del comparto aerospaziale italiano coinvolti nel lancio del Lares del 2012 sono presenti anche nella missione del Lares2 a ulteriore garanzia dell&amp;rsquo;affidabilit&amp;agrave; e robustezza del team e dei risultati attesi&amp;raquo;, afferma&amp;nbsp;Simone Pirrotta, Program Manager Asi della missione Lares 2.

&amp;nbsp;Lares 2 allogger&amp;agrave;&amp;nbsp;fino al rilascio&amp;nbsp;nella piattaforma Lares System, al fianco di altri 6 piccoli satelliti selezionati da Esa,&amp;nbsp;di cui tre italiani: tra questi, Astrobio&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Greencube sono stati realizzati da Asi.&amp;nbsp;La realizzazione&amp;nbsp;del Lares System&amp;nbsp;&amp;egrave; avvenuta parallelamente allo sviluppo del nuovo vettore Esa che lo ospiter&amp;agrave;, il razzo alto 35 m costruito in Italia da&amp;nbsp;Avio.

&amp;laquo;Abbiamo dovuto sviluppare una piattaforma che si adattasse a modifiche di interfaccia, lato lanciatore, che potessero occorrere anche all&amp;rsquo;ultimo momento. Flessibilit&amp;agrave; &amp;egrave; stata la nostra parola d&amp;rsquo;ordine&amp;raquo;, afferma&amp;nbsp;Alessandro Bursi, Project Manager del Lares System per Ohb Italia.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Solar Orbiter in marcia verso il Sole</video:title>
            <video:description>Continua inesorabile la marcia di&amp;nbsp;Solar Orbiter&amp;nbsp;verso la nostra stella. La sonda frutto della partnership tra&amp;nbsp;Esa&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Nasa&amp;nbsp;ha infatti superato la met&amp;agrave; distanza tra la Terra e il Sole e ora sta accelerando verso quest&amp;rsquo;ultimo per il suo primo storico passaggio ravvicinato.

Lanciata a inizio 2020, la missione Solar Orbiter &amp;egrave; finalizzata allo studio del plasma e del campo magnetico&amp;nbsp;del Sole, cos&amp;igrave; come del vento solare: il flusso costante di particelle che la nostra stella rilascia nello spazio; una tempesta magnetica in grado di interagire con i pianeti e di interferire pesantemente con la tecnologia satellitare in orbita terrestre.

Solar Orbiter sta studiando lo&amp;nbsp;Space Weather, cos&amp;igrave; si chiama questo fenomeno, mentre attraversa i 150 milioni di chilometri che separano la Terra dal Sole

Attualmente situata circa a met&amp;agrave; di questo intervallo, il prossimo 26 marzo la sonda sar&amp;agrave; a meno di un terzo della nostra distanza dal Sole, sostando per qualche settimana all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;orbita di Mercurio.

Progettata per sopravvivere cos&amp;igrave; vicino alla nostra stella per periodi relativamente lunghi, porter&amp;agrave; i suoi telescopi ad alta risoluzione a lavorare pi&amp;ugrave; prossimi che mai al Sole.&amp;nbsp;Nel&amp;nbsp;passaggio ravvicinato del&amp;nbsp;26 marzo&amp;nbsp;tutti e dieci gli strumenti della sonda funzioneranno simultaneamente per raccogliere pi&amp;ugrave; dati possibili.

Denise Perrone,&amp;nbsp;ricercatrice e ASI Project Scientist per lo strumento Swa&amp;nbsp;a bordo di Solar Orbiter, spiega nel video come lavoreranno gli strumenti durante questo passaggio in prossimit&amp;agrave; del Sole.

Tra le domande a cui dovranno rispondere vi &amp;egrave; se il vento solare vede un potenziale ruolo dei&amp;nbsp;campfires, minuscole eruzioni onnipresenti sulla superficie solare fotografate nella prima immagine di Solar Orbiter rilasciata a met&amp;agrave; 2020.

Connessioni rese possibili anche dall&amp;rsquo;importante contributo italiano, visto che il&amp;nbsp;coronografo&amp;nbsp;Metis&amp;nbsp;e l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; di elaborazione dati&amp;nbsp;Swa&amp;nbsp;a bordo della sonda sono stati realizzati da&amp;nbsp;Inaf&amp;nbsp;con il&amp;nbsp;supporto di&amp;nbsp;Asi.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-08</video:publication_date>
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            <video:title>Al via Tiangong, la stazione spaziale cinese</video:title>
            <video:description>Tre taikonauti sono appena arrivati a bordo di Tiangong, la stazione spaziale cinese, per il primo passaggio di consegne dopo il completamento del Palazzo Celeste. L&amp;rsquo;evento segna una tappa fondamentale nella storia dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale della Cina: l&amp;rsquo;inizio delle operazioni scientifiche del proprio laboratorio orbitante.&amp;nbsp;

I taikonauti da sei mesi a bordo del modulo centrale Tianhe e pronti al rientro nei prossimi giorni, hanno assemblato la stazione con i due laboratori Wentian e Mengtian arrivati rispettivamente a luglio e a novembre. Coloro che subentrano daranno il&amp;nbsp;via a 24 esperimenti scientifici.&amp;nbsp;

Era dal 1992 che la Cina pianificava lo sviluppo di una stazione spaziale. Dopo il veto della Nasa che ha impedito la partecipazione alla ISS, la Cina ha messo in atto il proprio programma Tiangong. Iniziato nel 2017, e ritardato per ottimizzare i razzi di Lunga Marcia, la Cina ha costruito la sua stazione in 18 mesi con 10 lanci di carico utile. L&amp;rsquo;idea &amp;egrave; di mantenerla attiva per almeno 10 anni, sopravvivendo cos&amp;igrave; alla Stazione Spaziale Internazionale. In caso altri Paesi aderissero al progetto, Tiangong &amp;egrave; predisposta per l&amp;rsquo;attracco di altri tre moduli. Al momento la stazione &amp;egrave; in attesa di un telescopio sullo stile di Hubble e sviluppa competenze per costruire una base lunare insieme alla Russia, l&amp;rsquo;International Lunar Research Station (Ilrs).</video:description>
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            <video:title>Stelle killer sorvegliate speciali</video:title>
            <video:description>Da oggi le stelle killer, in grado di inghiottire pianeti nelle loro vicinanze lasciando pochissime tracce, potranno essere identificate con pi&amp;ugrave; facilit&amp;agrave;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-11-29</video:publication_date>
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            <video:title>Nuovo carico per la ISS: pannelli solari ma anche il gelato</video:title>
            <video:description>La capsula Dragon di SpaceX si &amp;egrave; agganciata ieri alla Iss,quando in Italia erano le 13.30 e sorvolavano entrambe l&amp;rsquo;Oceano Pacifico.

Con un nuovo carico di rifornimenti, la navicella &amp;egrave; partita sabato dal Kennedy Space Center in Florida,a bordo di un Falcon 9 e dopo alcuni rinvii per il maltempo; &amp;egrave; la ventiseiesima missione (Crs-26) che SpaceX compie per conto della Nasa verso la stazione orbitante.

Il carico di 3,500 chili include una nuova coppia di pannelli solari iROSE, esperimenti scientifici e, tra le provviste alimentari, anche il gelato!

Tra i diversi esperimenti che gli astronauti dovranno eseguire dal laboratorio orbitante, la coltivazione di pomodori nani nel tentativo di aumentare la produzione extraterrestre; inoltre un&amp;rsquo;indagine in microgravit&amp;agrave; su un tessuto cardiaco, servir&amp;agrave; per testare varie terapie e rallentare o prevenire le malattie del cuore.

Una volta al completo, i pannelli solari di nuova generazione, insieme a quelli vecchi saranno in grado di produrre molti pi&amp;ugrave; kilowatt al giorno; per permettere l&amp;rsquo;installazione di questa coppia con una nuova attivit&amp;agrave; extraveicolare, la navicella Dragon rimarr&amp;agrave; attraccata alla Iss per 45 giorni invece di 30 per poi rientrare a Terra. La capsula di SpaceX &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica delle tre navi cargo attive verso l&amp;rsquo;Iss, progettata per il rientro; la statunitense Cygnus e Progress della Russia si disintegrano in atmosfera a fine missione.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>La nuova classe di astronauti europei</video:title>
            <video:description>Ecco i nuovi volti dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale europea. &amp;Egrave; la classe 2022 di astronauti dell&amp;rsquo;Esa: Sophie Adenot dalla Francia, Pablo &amp;Aacute;lvarez Fern&amp;aacute;ndez dalla Spagna, Rosemary Coogan dalla Gran Bretagna, Rapha&amp;euml;l Li&amp;eacute;geois dal Belgio e Marco Sieber dalla Svizzera. Oltre ai 5 'career astronauts' anche 12 riserve, tra cui&amp;nbsp;gli italiani Anthea Comellini e Andrea Patassa.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>Un caricatore wireless per i rover lunari</video:title>
            <video:description>Stells Space ha progettato un rover caricabatterie in grado di fornire energia ai robot che esplorano i crateri ombreggiati sul polo sud della Luna</video:description>
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            <video:publication_date>2022-11-22</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 1 in viaggio verso la Luna</video:title>
            <video:description>Partita la missione senza equipaggio Artemis 1 verso la Luna: inizia cos&amp;igrave; una nuova era di esplorazione lunare</video:description>
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            <video:publication_date>2022-11-16</video:publication_date>
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            <video:title>Alla Luna e ritorno</video:title>
            <video:description>Orion proseguir&amp;agrave; il suo percorso verso la Luna, grazie alla spinta impressa dai propulsori del Modulo di Servizio Europeo, la cui struttura &amp;egrave; realizzata in Italia. Questa fase potr&amp;agrave; durare tra i 2 e i 5 giorni. Orion entrer&amp;agrave; nell'orbita distante retrograda attorno alla Luna dopo un sorvolo del satellite attraverso la tecnica della fionda gravitazionale. Durante la permanenza in orbita, gli ingegneri testeranno i sistemi di Orion, la prima navicella nata per volare a oltre 450mila km dalla Terra e in grado di ospitare esseri umani per pi&amp;ugrave; di tre settimane. Dopo circa sette giorni i motori si riaccenderanno per prepararsi alle manovre inverse e tornare sulla Terra. Il rientro in sicurezza di Orion &amp;egrave; uno dei traguardi principali della missione che dovr&amp;agrave; poi ospitare gli astronauti e iniziare una nuova era dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-11-15</video:publication_date>
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            <video:title>I Cubesat di Artemis</video:title>
            <video:description>La missione Artemis 1, oltre a testare il nuovo sistema di trasporto Nasa per l'esplorazione della Luna, porta con s&amp;eacute; dieci cubesat con uno specifico compito tecnico scientifico.&amp;nbsp;A circa due ore dal lancio la capsula Orion si separer&amp;agrave; dal secondo stadio del lanciatore. Quest&amp;rsquo;ultimo, chiamato ICPS, rilascer&amp;agrave; i piccoli satelliti in 3 diverse fasi, dette bus stop. Tra i primi, ci sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;italiano Argomoon, incaricato di produrre immagini dettagliate dell'Icps e poi della Luna e della Terra. Unico cubesat europeo a bordo di Artemis 1, Argomoon &amp;egrave; un satellite dell'Asi realizzato dalla societ&amp;agrave; Argotec di Torino. Degli altri 9, 7 americani e due giapponesi, 4 sono dedicati allo studio della Luna, e si occuperanno in particolare, della raccolta dati per la ricerca di siti di allunaggio e della presenza di acqua sul satellite. Uno di essi, un lander in miniatura, atterrer&amp;agrave; sulla superficie del satellite per studiare le radiazioni al suolo. Il tutto in vista di future missione umane.</video:description>
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            <video:title>Artemis 1, non solo un viaggio di andata e ritorno</video:title>
            <video:description>La missione Artemis 1, oltre a testare il nuovo sistema di trasporto Nasa per l'esplorazione della Luna, porta con s&amp;eacute; dieci cubesat con uno specifico compito tecnico scientifico.&amp;nbsp;A circa due ore dal lancio la capsula Orion si separer&amp;agrave; dal secondo stadio del lanciatore. Quest&amp;rsquo;ultimo, chiamato ICPS, rilascer&amp;agrave; i piccoli satelliti in 3 diverse fasi, dette bus stop. Tra i primi, ci sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;italiano Argomoon, incaricato di produrre immagini dettagliate dell'Icps e poi della Luna e della Terra. Unico cubesat europeo a bordo di Artemis 1, Argomoon &amp;egrave; un satellite dell'Asi realizzato dalla societ&amp;agrave; Argotec di Torino. Degli altri 9, 7 americani e due giapponesi, 4 sono dedicati allo studio della Luna, e si occuperanno in particolare, della raccolta dati per la ricerca di siti di allunaggio e della presenza di acqua sul satellite. Uno di essi, un lander in miniatura, atterrer&amp;agrave; sulla superficie del satellite per studiare le radiazioni al suolo. Il tutto in vista di future missione umane.

Orion proseguir&amp;agrave; il suo percorso verso la Luna, grazie alla spinta impressa dai propulsori del Modulo di Servizio Europeo, la cui struttura &amp;egrave; realizzata in Italia. Questa fase potr&amp;agrave; durare tra i 2 e i 5 giorni. Orion entrer&amp;agrave; nell'orbita distante retrograda attorno alla Luna dopo un sorvolo del satellite attraverso la tecnica della fionda gravitazionale. Durante la permanenza in orbita, gli ingegneri testeranno i sistemi di Orion, la prima navicella nata per volare a oltre 450mila km dalla Terra e in grado di ospitare esseri umani per pi&amp;ugrave; di tre settimane. Dopo circa sette giorni i motori si riaccenderanno per prepararsi alle manovre inverse e tornare sulla Terra. Il rientro in sicurezza di Orion &amp;egrave; uno dei traguardi principali della missione che dovr&amp;agrave; poi ospitare gli astronauti e iniziare una nuova era dell&amp;rsquo;esplorazione spaziale.</video:description>
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            <video:title>Le prime ore di volo di Artemis 1</video:title>
            <video:description>Artemis 1&amp;nbsp;decoller&amp;agrave; dalla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center di&amp;nbsp;Nasa,&amp;nbsp;a Cape Canaveral in Florida.

La prima missione senza equipaggio del programma Nasa di esplorazione lunare accender&amp;agrave; i suoi&amp;nbsp;motori RS-25&amp;nbsp;circa sei secondi prima del lift off.

Una volta lanciato, lo Space Launch System raggiunger&amp;agrave;&amp;nbsp;dopo un minuto e dieci secondi&amp;nbsp;il&amp;nbsp;Max Q, ossia il punto di massima pressione dinamica.

Due minuti dopo il lift off, i&amp;nbsp;Solid Rocket Boosters, i pi&amp;ugrave; grandi e potenti razzi a propellente solido mai costruiti, si staccheranno dallo stadio principale per effettuare, circa 3 minuti pi&amp;ugrave; tardi, uno splashdown nell&amp;rsquo;oceano Atlantico.

A 3 minuti e mezzo dal lancio verr&amp;agrave; espulso il&amp;nbsp;Launch Abort System, sistema in grado di allontanare la navicella Orion dal razzo Sls in caso di avaria e di garantire cos&amp;igrave; agli astronauti un atterraggio sicuro.

Superati gli otto minuti di volo, il motore principale si spegner&amp;agrave; e, pochi secondi dopo,&amp;nbsp;lo&amp;nbsp;stadio centrale&amp;nbsp;dello Space Launch System si separer&amp;agrave; iniziando la sua caduta verso l&amp;rsquo;oceano Pacifico.

Trascorsi 18 minuti di missione, incomincer&amp;agrave; la fase di dispiegamento dei&amp;nbsp;pannelli solari di&amp;nbsp;Orion. La prima manovra correttiva &amp;egrave;, invece, prevista a circa 51 minuti dal lift off, finalizzata a inserire in un&amp;rsquo;orbita terrestre sicura la combinazione con la navicella Orion.&amp;nbsp;

A circa un&amp;rsquo;ora e trenta dal lancio verr&amp;agrave; avviata la&amp;nbsp;Trans-Lunar Injection, una manovra propulsiva di circa 20 minuti che imposter&amp;agrave; la navicella Orion, la cui separazione &amp;egrave; prevista due ore dopo il lift off, su una traiettoria che la porter&amp;agrave; in pochi giorni a raggiungere la Luna.</video:description>
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            <video:title>Deep Space: La scienza italiana di LiciaCube ha trionfato nello spazio</video:title>
            <video:description>Flussi di frammenti e getti di polvere che riflettono la luce solare brillando nel nero cosmico come dei lampi pirotecnici.&amp;nbsp;&amp;Egrave; il cono di detriti, o&amp;nbsp;plume, generato dall&amp;rsquo;impatto della sonda Dart contro l&amp;rsquo;asteroide Dimorphos, documentato dalle storiche immagini del nanosatellite LiciaCube di Asi,&amp;nbsp;la prima missione nello spazio profondo gestita da un team tutto italiano.&amp;nbsp;

Progetto gestito da Asi e con la realizzazione affidata ad Argotec, il successo di LiciaCube ha visto il fondamentale contributo di Inaf che ha coordinato il team scientifico della missione sotto la responsabilit&amp;agrave; di Elisabetta Dotto.

I suoi oltre 600 scatti realizzati in prossimit&amp;agrave; costituiscono un&amp;rsquo;indagine accurata del primo test di difesa planetaria, realizzato da Nasa nella notte tra il 26 e il 27 settembre&amp;nbsp;a 12 milioni di chilometri dalla Terra a scapito del doppio sistema asteroidale Dydimos.

La testimonianza oculare di LiciaCube &amp;egrave; avvenuta a cavallo dell&amp;rsquo;impatto e, grazie a una strategia di successo, &amp;egrave; riuscita a mostrarci tutta la dinamica della collisione cosmica transitando affianco a Dimorphos a una velocit&amp;agrave; di 6 km al secondo.

Grande quanto una scatola di stivali, la sfida di LiciaCube &amp;egrave; iniziata subito dopo il rilascio di Dart, avvenuto due settimane prima dell&amp;rsquo;impatto. Il cubesat ha infatti navigato autonomamente nello spazio profondo grazie al know how della comunit&amp;agrave; scientifica nazionale.&amp;nbsp;

Osservando Dimorphos per pochi minuti, LiciaCube non ha fornito le prove dirette di una eventuale nuova orbita dell&amp;rsquo;asteroide, la cui conferma &amp;egrave; arrivata a Nasa piuttosto da osservatori da Terra o in orbita terrestre. Un cambiamento di circa 32 minuti del periodo orbitale, stima che l&amp;rsquo;indagine di LiciaCube permetter&amp;agrave; per&amp;ograve; di affinare, facendo comprendere le propriet&amp;agrave; fisiche dell&amp;rsquo;asteroide.

Sfruttando il Deep Space Network di Nasa, le immagini di LiciaCube sono state scaricate dal Mission Control Centre di Argotec a Torino, per poi essere condivise sia con lo Science Operation Center della missione in Asi sia con il team Nasa di Dart.&amp;nbsp;

Un patrimonio che mostra al mondo tutto il valore della tecnologia nanosatellitare italiana.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Artemis 1, tempesta in arrivo a Cape Canaveral</video:title>
            <video:description>Difficolt&amp;agrave; in vista per Artemis che dal 4 novembre &amp;egrave; pronto sulla rampa di lancio 39B a Cape Canaveral in Florida per il lancio previsto luned&amp;igrave; 14 all&amp;rsquo;alba.&amp;nbsp;

Si chiama Nicole ed &amp;egrave; al momento una tempesta sub tropicale. Si sta sviluppando nell&amp;rsquo;Oceano Atlantico e si dovrebbe abbattere sulla costa orientale della penisola, dove si trova il Kennedy Space Center, gi&amp;agrave; da domani. Il Centro Nazionale Uragani degli Stati Uniti prevede venti che supereranno i 90 chilometri orari per cui la Nasa ha posto lo spazioporto in stato d&amp;rsquo;allerta ed ha attivato i relativi protocolli di controllo e preparazione.&amp;nbsp;

Al momento non &amp;egrave; previsto il rientro dell&amp;rsquo;Sls e di Orion al Vab (Vehicle Assembly Building) cos&amp;igrave; come accadde a fine settembre a causa dell&amp;rsquo;uragano Ian.&amp;nbsp;

Mentre prosegue, dunque, il monitoraggio di Nicole, l&amp;rsquo;appuntamento per il primo test che dovr&amp;agrave; riportare l&amp;rsquo;uomo sulla Luna resta per luned&amp;igrave;; successive finestre di lancio sarebbero comunque programmabili a breve termine: mercoled&amp;igrave; 16 o sabato 19 novembre.</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Anche l’Universo ha il suo lato oscuro</video:title>
            <video:description>Tutto ci&amp;ograve; che possiamo osservare attraverso i telescopi, dalle piccole comete agli ammassi di galassie, &amp;egrave;, infatti, solo una piccola parte del cosmo. Circa l&amp;rsquo;85% della sua massa &amp;egrave;, invece, composta da una forma misteriosa di materia, che, a differenza di quella ordinaria di cui pianeti e stelle sono fatti, non emette n&amp;eacute; assorbe radiazione luminosa. Questa componente prende il nome di materia oscura la quale, seppur invisibile lungo tutto lo spettro elettromagnetico, non &amp;egrave; affatto assente nell&amp;rsquo;Universo.

Concetto coniato negli anni '30 da Fritz Zwicky, l&amp;rsquo;astronomo svizzero trov&amp;ograve; la prima evidenza sperimentale dell&amp;rsquo;esistenza della materia oscura osservando le galassie nell&amp;rsquo;Ammasso della Chioma.

Non solo &amp;egrave; presente, ma, secondo i modelli cosmologici attuali, la materia oscura avrebbe avuto un impatto determinante lungo tutte le fasi dell&amp;rsquo;evoluzione dell&amp;rsquo;Universo.

Pur risultando ancora oggi a noi sconosciuta la vera natura della materia oscura, tuttavia, la comunit&amp;agrave; scientifica &amp;egrave; concorde nel ritenere che essa sia composta da particelle elementari differenti dai mattoncini fondamentali che costituiscono la materia ordinaria. Sono diversi i candidati tra le nuove particelle che possono spiegare i fenomeni osservati. Tra le teorie pi&amp;ugrave; consolidate vi &amp;egrave; quella che la Materia Oscura sia composta dalle cosiddette WIMP.

Molto improbabile ma non impossibile: ecco perch&amp;eacute; sono diverse e molteplici le tecniche di ricerca con le quali si spera un giorno di riuscire a rilevare sulla Terra le particelle Wimp.

Questa sfida include anche indagini spaziali, con cui ricercare nel cosmo le tracce lasciate da particolari interazioni tra due particelle di materia oscura. Queste, quando si autodistruggono, producono, infatti, particelle di materia ordinaria che noi siamo in grado di rilevare. Sono numerose le ricerche in questo campo che vedono la partecipazione di Asi.

A livello cosmologico, invece, la missione Euclid di Esa ci fornir&amp;agrave; la mappa pi&amp;ugrave; approfondita della materia oscura su circa un terzo del cielo. Con un lancio previsto nel 2023, Euclid mostrer&amp;agrave; tridimensionalmente dove e con quale profondit&amp;agrave; essa si trova nel cosmo. Una sfida che vede l&amp;rsquo;importante contributo italiano.

La nostra conoscenza della materia oscura risulta dunque dicotomica: da un lato non abbiamo alcuna chiara evidenza della sua natura e in particolare di che tipo di particella si tratti, dall&amp;rsquo;altro ci &amp;egrave; chiara la sua distribuzione su larga scala nell&amp;rsquo;Universo. Una forbice ancora molto aperta per un enigma tutto da risolvere.</video:description>
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            <video:title>Il suono del campo magnetico terrestre</video:title>
            <video:description>Oggi possiamo ascoltare il campo magnetico del nostro pianeta.

Gli scienziati dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Tecnica della Danimarca hanno sviluppato un progetto unendo la scienza con l&amp;rsquo;arte; hanno convertito i segnali magnetici in suoni e creato la rappresentazione sonora del campo magnetico terrestre che stiamo ascoltando.

I dati provengono dalla missione Swarm dell&amp;rsquo;Esa che studia il campo magnetico per approfondire la conoscenza del clima e della parte interna del nostro pianeta.

I tre satelliti Swarm misurano quindi con precisione i segnali magnetici che provengono dal nucleo terrestre, dal mantello, dalla crosta e dagli oceani, dalla ionosfera e dalla magnetosfera.

La magnetosfera &amp;egrave; una bolla complessa e dinamica che ci protegge dalle radiazioni cosmiche e dal vento solare; &amp;egrave; generato dal vortice di ferro liquido e rovente, che costituisce il nostro nucleo e che come una dinamo genera correnti elettriche.

Non &amp;egrave; qualcosa che possiamo effettivamente sentire o vedere, ma capita che quando le particelle cariche del vento solare vengono fermate dalla magnetosfera, queste cadono verso i poli seguendo le linee del campo magnetico, si scontrano con gli atomi della nostra atmosfera e l&amp;rsquo;energia prodotta dalle collisioni si trasforma nella luce verde-blu tipica delle aurore polari.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>Moonwalking in Arizona</video:title>
            <video:description>Mentre il mondo attende il ritorno di Artemis 1 sul launch pad, la Nasa torna fare prove di moonwalking in Arizona con le missioni D-Rats e Jett 3</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>La Luna, 2.5 miliardi di anni fa, era 60mila km più vicina</video:title>
            <video:description>Da quando nel &amp;rsquo;69 la missione Apollo 11 ha installato pannelli riflettenti sulla Luna, sappiamo che questa si allontana dalla Terra 3,8 centimetri all&amp;rsquo;anno.

Se applichiamo questo tasso di recessione indietro nel tempo, una collisione Terra Luna sarebbe avvenuta 1,5 miliardi di anni fa. I conti per&amp;ograve; non tornano perch&amp;eacute; la formazione del nostro satellite risale a 4,5 miliardi di anni fa.

In un nuovo&amp;nbsp;studio&amp;nbsp;che indaga l&amp;rsquo;evoluzione della Luna, un gruppo di scienziati svizzero olandesi &amp;egrave; partito dall&amp;rsquo;Australia. Le rocce del Parco Nazionale di Karijini mostrano sedimenti di 2,5 miliardi di anni stratificati a intervalli regolari.

Considerando che i cambiamenti climatici rimangono registrati nelle rocce, gli studiosi hanno scoperto la distanza Terra-Luna dell&amp;rsquo;epoca applicando le conoscenze sui cicli di Milancovic. Questi cicli condizionano il clima perch&amp;eacute; seguono le variazioni della forma dell&amp;rsquo;orbita terrestre e l&amp;rsquo;orientamento del suo asse, influenzando cos&amp;igrave; la distribuzione della luce solare sulla Terra. I cambiamenti che ne derivano alterano quindi le condizioni della superficie terrestre, come la distribuzione e quantit&amp;agrave; di acqua e l&amp;rsquo;evoluzione della flora e della fauna. La durata di questo moto, cosiddetto di precessione, adesso &amp;egrave; di circa 21mila anni, ma quando la Luna era pi&amp;ugrave; vicina, questo periodo doveva essere pi&amp;ugrave; breve.

Combinando l&amp;rsquo;ampiezza degli strati delle antiche rocce australiane, con la velocit&amp;agrave; con cui si depositavano i sedimenti, gli studiosi hanno scoperto che queste variazioni cicliche avvenivano ogni 11mila anni. Il risultato &amp;egrave; che 2,5 miliardi di anni fa la Luna era 60mila chilometri pi&amp;ugrave; vicina alla Terra e un giorno terrestre durava pi&amp;ugrave; o meno 17 ore.

Questi dati concreti sull&amp;rsquo;evoluzione del nostro sistema solare sono cruciali per ottenere nuovi modelli del sistema Terra-Luna pi&amp;ugrave; vicini alla realt&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-18</video:publication_date>
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            <video:title>Bentornata AstroSamantha!</video:title>
            <video:description>Finalmente a casa. Dopo quasi sei mesi in orbita, l&amp;rsquo;astronauta dell&amp;rsquo;Esa Samantha Cristoforetti &amp;egrave; rientrata a Terra nella serata del 14 ottobre.&amp;nbsp;La Cristoforetti &amp;egrave; atterrata nel pomeriggio del 15 ottobre a Colonia ed &amp;egrave; stata accolta da un comitato d&amp;rsquo;eccellenza composto dal direttore generale dell&amp;rsquo;Esa Josef Aschbacher, dal presidente dell&amp;rsquo;ASI Giorgio Saccoccia, dal Console Generale a Colonia, Luis Cavalieri e dal&amp;nbsp;Generale di Brigata Aerea Fabio Giunchi, che ha avuto la responsabilit&amp;agrave; di organizzare il volo di ritorno dell&amp;rsquo;astronauta.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-17</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Satelliti contro la crisi climatica</video:title>
            <video:description>Incendi, alluvioni, siccit&amp;agrave;: gli eventi estremi che sempre pi&amp;ugrave; spesso colpiscono il nostro pianeta sono la prova inequivocabile della crisi climatica che stiamo vivendo. E la pi&amp;ugrave; accurata fotografia del clima che cambia &amp;egrave; quella che ci arriva dallo sguardo dei satelliti. L&amp;rsquo;ultimo report dell&amp;rsquo;Ipcc, che ancora una volta ha acceso i riflettori sull&amp;rsquo;origine antropica della crisi climatica, &amp;egrave; basato in grandissima parte su dati satellitari. Ma oltre a fornire dati scientifici sullo stato di salute del pianeta, i satelliti per l&amp;rsquo;Osservazione della Terra potrebbero essere anche parte degli strumenti utili per approntare le possibili soluzioni per mitigare gli effetti del clima che cambia, con le sue gravi conseguenze per l&amp;rsquo;essere umano. &amp;Egrave; quanto mostrano alcuni progetti pilota supportati dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana e recentemente presentati a Firenze nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;Earth Technology Expo 2022 - la pi&amp;ugrave; grande esposizione italiana della tecnologia applicata alla tutela del nostro pianeta.

Video approfondimento con interviste a: Deodato Tapete (Agenzia Spaziale Italiana), Roberta Bruno (e-Geos), Paoloa Pagliara (Protezione Civile), Valentina Nocente (Vigili del Fuoco), Guido Levrini (Agenzia Spaziale Europea), Michele Rinaldi (Crea), Francesco Lovergine (Cnr-Irea). #climatechange #satelliti #Ete2022</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-16</video:publication_date>
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            <video:title>Stelle di neutroni, misurata la velocità del getto dopo la collisione</video:title>
            <video:description>Un&amp;rsquo;enorme esplosione, denominata GW170817, &amp;egrave; stata osservata nel 2017 e studiata da 70 osservatori spaziali e terrestri, che ne hanno determinato la posizione a una distanza di 130 milioni di anni luce, ma ci sono voluti anni per ottenere dati sulla sua velocit&amp;agrave;.

Il getto mostrava un movimento apparente sette volte la velocit&amp;agrave; della luce. Ma superarla non pu&amp;ograve; che essere illusorio. Il getto che vediamo da Terra si avvicina quasi alla velocit&amp;agrave; della luce, mentre la luminosit&amp;agrave; che emette in un secondo momento ha una minore distanza da percorrere e da idea che il getto insegua la propria luce producendo una sovrastima della velocit&amp;agrave;.

Combinando i dati di Hubble e dei radiotelescopi gli astronomi sono riusciti a misurare una velocit&amp;agrave; di GW170817 pari al 99,97% la velocit&amp;agrave; della luce.

Questi dati rafforzano la presunta connessione tra le fusioni di stelle di neutroni e lampi di raggi gamma corti. I modelli prevedono infatti, la genesi di un getto in rapido movimento come quello osservato.

Questa esplosione ha segnato il primo rilevamento di onde gravitazionali e radiazioni su un'ampia gamma dello spettro elettromagnetico su una fusione di stelle di neutroni. Combinando i diversi segnali, detti &amp;ldquo;messaggeri&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;evento ha spianato la strada all&amp;rsquo;astronomia multi-messaggio e all&amp;rsquo;analisi del Dominio del Tempo.

Queste misurazioni saranno utili, unite a successive indagini su nuovi campioni, per rilevare il tasso di Espansione dell&amp;rsquo;Universo e colmare la discrepanza tra i valori della Costante di Hubble, stimati per l'universo primordiale, e il vicino universo, uno dei pi&amp;ugrave; grandi misteri dell'astrofisica odierna.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-13</video:publication_date>
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            <video:title>Il primo asteroide deviato dall’uomo visto da LiciaCube</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;uomo &amp;egrave; in grado di deviare la traiettoria di un asteroide. Lo ha confermato la&amp;nbsp;Nasa&amp;nbsp;ieri sera, ufficializzando in una conferenza online il successo della&amp;nbsp;DartMission: il primo test di difesa planetaria che ha visto la sonda Dart impattare contro l&amp;rsquo;asteroide Dimorphos nel tentativo di modificarne l&amp;rsquo;orbita.

15 giorni dopo la collisione, avvenuta lo scorso 26 settembre a 12 milioni di km dalla Terra,&amp;nbsp;le&amp;nbsp;osservazioni post-impatto&amp;nbsp;di diversi&amp;nbsp;telescopi&amp;nbsp;terrestri&amp;nbsp;confermano che&amp;nbsp;Dimorphos ha accorciato di circa 32 minuti il suo periodo orbitale: se prima di scontrarsi con Dart orbitava intorno all&amp;rsquo;asteroide maggiore Didymos in 11 ore e 55 minuti, ora ne impiega 11 ore e 23 minuti. Un risultato&amp;nbsp;oltre 25 volte maggiore le attese di Nasa&amp;nbsp;che aveva stabilito un cambiamento minimo di 73 secondi per decretare il successo della missione. Una chiara dimostrazione che la tecnica dell&amp;rsquo;impattore cinetico possa essere in futuro un&amp;rsquo;arma concreta a difesa della Terra.

Per affinarla &amp;egrave; comunque necessario definire ora con la massima precisione il nuovo periodo orbitale di Dimorphos, e ci&amp;ograve; verr&amp;agrave; fatto analizzando in dettaglio il materiale espulso dalla superficie dell&amp;rsquo;asteroide, ossia il cono di detriti lanciati nello spazio dalla collisione. Questa grande nube di polvere &amp;egrave; stata fotografata in prossimit&amp;agrave; dalla missione&amp;nbsp;LiciaCube&amp;nbsp;di&amp;nbsp;Asi. Il nanosatellite realizzato da Argotec ha infatti testimoniato l&amp;rsquo;impatto di Dart avvicinandosi&amp;nbsp;a Dimorphos&amp;nbsp;fino a soli 55 km&amp;nbsp;di distanza. Delle 627 immagini realizzate, 326 sono gi&amp;agrave; giunte a Terra. Dopo i primi scatti rilasciati poche ore dopo l&amp;rsquo;impatto, ieri sono state mostrate nuove immagini di LiciaCube. La sua preziosa testimonianza &amp;egrave; fondamentale per comprendere la struttura e le propriet&amp;agrave; fisiche dell&amp;rsquo;asteroide oltre a definire la quantit&amp;agrave; di detriti espulsi dall&amp;rsquo;impatto.&amp;nbsp;Da queste informazioni potremo stabilire quanto il&amp;nbsp;contraccolpo del cono di detriti, come il getto d&amp;rsquo;aria che esce da un palloncino, abbia aumentato in modo sostanziale la spinta di Dart contro Dimorphos.

Immagine in evidenza: &amp;nbsp;LiciaCube di Asi ha acquisito questa immagine poco prima del suo massimo avvicinamento all&amp;rsquo;asteroide Dimorphos, dopo che Dart ha avuto un impatto intenzionale il 26 settembre 2022. Sono chiaramente visibili Didymos, Dimorphos e il pennacchio che si stacca dall&amp;rsquo;asteroide bersaglio dopo l&amp;rsquo;impatto con la sonda Nasa. Crediti: Asi/Nasa</video:description>
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            <video:title>Conferenza stampa Nasa sulla missione DART</video:title>
            <video:description>Presentati, durante la conferenza Stampa della NASA, gli aggiornamenti dedicati alla missione DART,&amp;nbsp;la prima missione di difesa planetaria con forte contributo dell&amp;rsquo;ASI grazie al satellite LICIACube.

L&amp;rsquo;incontro, aperto dall&amp;rsquo;amministratore della NASA, Bill Nelson, che ha confermato la deviazione dell'asteroide, ha visto la partecipazione del presidente dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana,&amp;nbsp;Giorgio Saccoccia, che ha mostrato le&amp;nbsp;ultime immagini&amp;nbsp;elaborate provenienti dal satellite LICIACube.</video:description>
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            <video:title>La luna di Giove decorata dai Citizen Scientists</video:title>
            <video:description>Spettatori, amanti del cosmo, hanno rielaborato le immagini grezze di Europa,&amp;nbsp;uno dei satelliti&amp;nbsp;di Giove,&amp;nbsp;ottenute&amp;nbsp;dopo il recente sorvolo della sonda Juno.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

I cosiddetti Citizen Scientists&amp;nbsp;hanno fatto emergere in questo modo&amp;nbsp;nuovi particolari attraverso prospettive e intuizioni ispirate dalla creativit&amp;agrave;,&amp;nbsp;riportati&amp;nbsp;anche&amp;nbsp;dalla comunit&amp;agrave; scientifica nelle proprie pubblicazioni.&amp;nbsp; &amp;nbsp;

La regione dell&amp;rsquo;Annwn Regio &amp;egrave; stata fotografata a circa 1500 chilometri di distanza e rielaborata da Bj&amp;ouml;rn J&amp;oacute;nsson con una risoluzione di un chilometro per pixel; i toni e il contrasto rimarcano le venature create dai movimenti tettonici e il cratere di Callanish. &amp;nbsp;&amp;nbsp;

Un primo piano esotico lo ha realizzato Navaneeth Krishnan proiettando le ombre della caratteristica nervatura della luna.&amp;nbsp;

&amp;ldquo;Colori d&amp;rsquo;autunno su Europa&amp;rdquo; &amp;egrave; il titolo che Fernando Garcia Navarro ha dato all&amp;rsquo;immagine riproducendola con toni psichedelici.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Queste creazioni, che la Nasa chiama &amp;ldquo;manifestazioni d&amp;rsquo;amore&amp;rdquo;, sono incoraggiate dall&amp;rsquo;agenzia spaziale che mette a disposizione un archivio d&amp;rsquo;immagini, invitando i cittadini a rielaborarle e a condividerle.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

La prossima tappa di Juno, nel 2023, sar&amp;agrave; Ganimede, il maggiore dei satelliti di Giove e anche il pi&amp;ugrave; grande del Sistema Solare.</video:description>
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            <video:title>#ETE2022, i satelliti di oggi e di domani per la gestione delle emergenze</video:title>
            <video:description>Utilizzare le tecnologie satellitari per migliorare la gestione delle emergenze. &amp;Egrave; uno dei temi trattati durante gli eventi organizzati dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana nell&amp;rsquo;ambito della seconda edizione dell&amp;rsquo;Earth Technology Expo, inaugurata il 5 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Ieri pomeriggio &amp;egrave; stata la volta dell&amp;rsquo;atelier tecnologico &amp;ldquo;Incendi&amp;rdquo;, che ha presentato alcuni prototipi per migliorare attraverso i dati del satellite dell&amp;rsquo;Asi Prisma la gestione di queste gravi e purtroppo sempre pi&amp;ugrave; diffuse emergenze ambientali. L&amp;rsquo;evento ha visto anche la partecipazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, i primi potenziali utilizzatori di queste tecnologie satellitari a servizio della gestione degli incendi. E guardando al domani, i futuri programmi di osservazione della Terra potrebbero essere sempre pi&amp;ugrave; integrati nella gestione delle emergenze. &amp;Egrave; il caso di Iride, la futura costellazione satellitare italiana presentata questa mattina durante un evento dell&amp;rsquo;Asi e dell&amp;rsquo;Esa. L'evento si &amp;egrave; concluso con un dibattito con il pubblico e l&amp;rsquo;invito a votare il logo della futura costellazione satellitare made in Italy.</video:description>
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            <video:title>#ETE2022, spazio al territorio e alle scuole</video:title>
            <video:description>Chiusura dell'Earth Technology Expo di Firenze con un evento sull&amp;rsquo;osservazione satellitare e i buoni consigli per la Terra dedicato alle scuole</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-08</video:publication_date>
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            <video:title>#ETE2022, satelliti per l’agricoltura e upstream</video:title>
            <video:description>Terza giornata di ETE2022, l&amp;rsquo;Earth Technology Expo che mette in mostra le tecnologie applicate alla tutela dell&amp;rsquo;ambiente</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-07</video:publication_date>
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            <video:title>Earth Technology Expo 2022 al via</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Dal 5 all'8 ottobre torna a Firenze la pi&amp;ugrave; grande esposizione italiana della tecnologia applicata alla tutela del nostro pianeta</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-05</video:publication_date>
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            <video:title>Origine della Luna: l’impatto al supercomputer</video:title>
            <video:description>Sulla&amp;nbsp;formazione della Luna&amp;nbsp;ci sono diverse ipotesi.Quella pi&amp;ugrave; verosimile &amp;egrave; la teoria dell&amp;rsquo;Impatto Gigante, una collisione avvenuta quattro miliardi e mezzo di anni fa tra una giovane Terra e un corpo con le dimensioni simili a Marte, chiamato Theia. Le simulazioni di questo scenario mostrano una Luna formata soprattutto dal progressivo accumulo dei detriti di Theia causati dall&amp;rsquo;impatto.Tuttavia i campioni riportati dagli astronauti della missione Apollo, dimostrano che la composizione delle rocce lunari &amp;egrave; invece simile a quella del mantello terrestre.Come conciliare questa differenza? Ricercatori inglesi del Computational Cosmology dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Durham hanno utilizzato simulazioni molto pi&amp;ugrave; raffinate, rispetto alle risoluzioni standard e pubblicato i&amp;nbsp;risultati&amp;nbsp;su&amp;nbsp;The Astrophysical Journal Letters. Ed ecco&amp;nbsp;una Luna gi&amp;agrave; in embrione che viene generata non da un anello di detriti, ma dall&amp;rsquo;impatto; un satellite che &amp;egrave; anche in grado di sopravvivere alle forze di marea della gravit&amp;agrave; terrestre. La somiglianza all&amp;rsquo;attuale sistema Terra-Luna, &amp;egrave; frutto di simulazioni d&amp;rsquo;impatti diversi, variazione di angoli e velocit&amp;agrave; di collisione, di masse e rotazioni dei due corpi.Questo nuovo scenario apre a nuove ipotesi sui tempi di fusione e solidificazione della crosta lunare che potrebbero spiegare la somiglianza tra le rocce del nostro satellite e il mantello terrestre.Restiamo dunque in attesa delle nuove missioni verso la Luna che ci racconteranno presto anche la storia della nostra Terra.

Questi calcoli sono stati eseguiti utilizzando il codice di simulazione open source SWIFT, eseguito sul servizio DiRAC Memory Intensive (&amp;ldquo;COSMA&amp;rdquo;), alla Durham University per conto della struttura DiRAC High-Performance Computing. Simulazioni a cura di Jacob Kegerreis.

Immagine in apertura: illustrazione della nascita della Luna &amp;ndash; Crediti: Jacob Kegerreis</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-04</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Notte della Ricerca 2022, una serata spaziale</video:title>
            <video:description>Porte aperte dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana per l&amp;rsquo;edizione 2022 della Notte Europea dei Ricercatori. Venerd&amp;igrave; 30 settembre, dalle 18:30 alle 24, la sede dell&amp;rsquo;Asi di Roma a Tor Vergata ha accolto i visitatori con una serata spaziale fatta di conferenze, tour dell&amp;rsquo;agenzia, mostre, osservazioni guidate del cielo, quiz e laboratori per grandi e piccoli. Oltre 1500 le prenotazioni, con un tutto esaurito nel giro di pochi giorni.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;evento ha visto la presenza dell&amp;rsquo;astronauta Paolo Nespoli, in una conversazione con il presidente dell&amp;rsquo;Asi Giorgio Saccoccia.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-10-01</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis 1, il lancio potrebbe slittare a novembre</video:title>
            <video:description>Con lo Space Launch System al sicuro al sicuro dall&amp;rsquo;uragano Ian all&amp;rsquo;interno del veicolo di assemblaggio, la Nasa pensa alle prossime finestre di lancio per Artemis 1.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-09-29</video:publication_date>
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            <video:title>AstroSamantha al comando della Iss</video:title>
            <video:description>AstroSamantha al timone della Iss. L&amp;rsquo;astronauta italiana dell&amp;rsquo;Esa, sull&amp;rsquo;avamposto spaziale dall&amp;rsquo;aprile scorso con la missione Minerva, ha assunto il ruolo di comandante Comandante dell'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, subentrando al compagno dell&amp;rsquo;Expedition 67, il cosmonauta Oleg Artemyev</video:description>
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            <video:title>Le prime immagini di LiciaCube che immortalano l’impatto di Dart</video:title>
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            <video:title>#IAC2022, l’ASI incontra Nasa, Canada e Australia</video:title>
            <video:description>Il quarto giorno dello IAC ha visto l&amp;rsquo;ASI impegnata in tre&amp;nbsp; bilaterali con il Jet Propulsion Laboratory della Nasa e le agenzie spaziali candese e australiana</video:description>
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            <video:title>#IAC2022, all’insegna della Sostenibilità</video:title>
            <video:description>Terza giornata dell&amp;rsquo;International Astronautical Congress, in corso a Parigi, dedicata al Diversity Day dove si &amp;egrave; parlato di come la tecnologia spaziale pu&amp;ograve; aiutare ad affrontare i cambiamenti climatici e proteggere la Terra. Proprio di sostenibilit&amp;agrave; si &amp;egrave; parlato ieri in occasione del lancio dell&amp;rsquo;edizione&amp;nbsp;IAC del 2024&amp;nbsp;che si terr&amp;agrave; a Milano. l&amp;rsquo;International Austronautical Congress dopo 12 anni torna in Italia nel segno del &amp;ldquo;Responsive Space and Sustainability&amp;rdquo;. La presentazione ieri al gotha mondiale dello Spazio nell&amp;rsquo;ambasciata di Italia a Parigi. Accolti dall&amp;rsquo;ambasciatrice&amp;nbsp;Teresa Castaldo, erano presenti insieme al presidente dell&amp;rsquo;Asi&amp;nbsp;Giorgio Saccoccia,&amp;nbsp;Erasmo Carrera&amp;nbsp;presidente dell&amp;rsquo;Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica (Aidaa),&amp;nbsp;Luigi Pasquali&amp;nbsp;per Leonardo e Telespazio e&amp;nbsp;Pascale Ehrenfreund&amp;nbsp;presidentessa della Federazione Astronautica Internazionale (Iaf). Un saluto e un augurio particolare sono giunti anche dalla stazione spaziale internazionale con un video messaggio di&amp;nbsp;Samantha Cristoforetti. Nella giornata di oggi, invece, la conferenza stampa di presentazione del&amp;nbsp;New Space Economy Forum che si svolger&amp;agrave; a Roma dal 1 al 3 dicembre. Introdotta dall&amp;rsquo;astrofisica&amp;nbsp;Fiorella Coliolo,&amp;nbsp;la manifestazione &amp;egrave; organizzata dalla Fondazione Amaldi, e patrocinata dall&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.&amp;nbsp;Maria Cristina Falvella&amp;nbsp;di Asi e organizzatrice nella veste di presidente della Fondazione Amaldi ha sottolineato le potenzialit&amp;agrave; della new space economy a supporto delle sfide sociali, mentre&amp;nbsp;Roberto Formaro&amp;nbsp;direttore dei programmi di Asi, ha posto la collaborazione tra istituzioni e agenzie spaziali come fondamento della Sostenibilit&amp;agrave;. Quattro i temi chiave del Forum: i cambiamenti della Terra, l&amp;rsquo;inquinamento spaziale, la salute dell&amp;rsquo;uomo, le imprese spaziali innovative. Appuntamento dunque, il primo dicembre alla Fiera di Roma.</video:description>
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            <video:title>Notte Europea dei Ricercatori in ASI, il teaser 2022</video:title>
            <video:description>Torna la Notte Europea dei Ricercatori all'Agenzia Spaziale Italiana. Dalle 18 alle 23:30 gli spazi dell'ASI ospiteranno laboratori, mostre, incontri, giochi, osservazioni al telescopio. Per registrarsi: www.asi.it. Disponibilit&amp;agrave; fino a esaurimento posti. #NEdR</video:description>
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            <video:title>#IAC2022, a Parigi l’incontro tra i firmatari di Artemis</video:title>
            <video:description>Seconda giornata dell'International Astronautical Congress&amp;nbsp;di Parigi, che ha visto un incontro tra i partner del programma Artemis per l&amp;rsquo;esplorazione della Luna</video:description>
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            <video:title>Al via lo IAC 2022 a Parigi</video:title>
            <video:description>Si &amp;egrave; alzato il sipario a Parigi sulla 73esima edizione dell&amp;rsquo;International Astronautical Congress</video:description>
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            <video:title>Perseverance trova molecole organiche su Marte</video:title>
            <video:description>I nuovi campioni raccolti da Perseverance sul suolo di Marte mostrano la presenza di molecole organiche</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti al comando della Iss</video:title>
            <video:description>Il 28 settembre&amp;nbsp;Samantha Cristoforetti&amp;nbsp;diventer&amp;agrave; comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Sar&amp;agrave; la prima astronauta donna italiana ed europea a ricoprire questo ruolo</video:description>
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            <video:title>Blue Origin, anomalia in volo per il razzo New Shepard</video:title>
            <video:description>Lancio fallito per il 23esimo volo del New Shepard di Blue Origin</video:description>
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            <video:publication_date>2022-09-13</video:publication_date>
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            <video:title>AstroSamantha al lavoro su Nutriss e Acoustic Diagnostics</video:title>
            <video:description>Nel corso della sua permanenza a bordo della Iss&amp;nbsp;con la missione Minerva, Samantha Cristoforetti ha svolto una serie di esperimenti che coprono diversi settori e preparano il terreno per l&amp;rsquo;esplorazione spaziale del futuro</video:description>
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            <video:title>Solar Orbiter controvento solare durante il flyby di Venere</video:title>
            <video:description>Un&amp;rsquo;espulsione di massa coronale (Cme) ha raggiunto domenica 4 settembre il Solar Orbiter, la sonda dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea che studia l&amp;rsquo;origine e gli effetti dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; solare. Il plasma espulso in direzione di Venere ha colpito la sonda durante il flyby del pianeta senza tuttavia recare danni; la navicella &amp;egrave; infatti studiata per resistere e misurare le violente esplosioni che si verificano sulla nostra stella. L&amp;rsquo;atmosfera di Venere, invece, viene lentamente erosa da questi fenomeni.&amp;nbsp;

L&amp;rsquo;orbita della sonda, lanciata nel 2020, &amp;egrave; stata studiata per utilizzare, in particolare, l&amp;rsquo;energia gravitazionale di Venere e ricevere cos&amp;igrave; la spinta verso il Sole consentendo un enorme risparmio di carburante. Domenica si trovava al terzo flyby del pianeta, a circa 6mila chilometri dalla superficie, e durante il sorvolo alcuni strumenti hanno registrato un forte aumento delle particelle energetiche solari.&amp;nbsp;

Il Solar Orbiter analizzer&amp;agrave; la nostra stella proprio durante gli undici anni del suo 25esimo ciclo, il cui calcolo inizia a partire 1775 col primo rilevamento di macchie solari, che raggiunger&amp;agrave; il suo picco a luglio 2025.&amp;nbsp;

Queste analisi offrono un'eccellente opportunit&amp;agrave; per comprendere il meteo spaziale, confrontando i modelli con le osservazioni reali. Inoltre, mentre ci prepariamo a tornare sulla Luna, &amp;egrave; fondamentale capire come le radiazioni possano influenzare il corpo umano, i robot e i sistemi di comunicazione.&amp;nbsp;

Tra i dieci strumenti a bordo, il coronografo Metis &amp;egrave; realizzato dall&amp;rsquo;Inaf con il supporto dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-09-06</video:publication_date>
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            <video:title>Hera si prepara a raccogliere l’eredità di Dart</video:title>
            <video:description>La missione Esa avr&amp;agrave; a bordo due cubesat e partir&amp;agrave; alla volta del sistema Didymos nel 2024</video:description>
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            <video:publication_date>2022-09-02</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Artemis 1 , il ruolo dell'Italia</video:title>
            <video:description>Il presidente dell'ASI, Giorgio Saccocia&amp;nbsp;parla della partecipazione italiana alla missione #Artemis1 e del futuro dell'esplorazione spaziale #ForwardToTheMoon</video:description>
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            <video:publication_date>2022-08-28</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Alcor, la scommessa italiana sui nanosatelliti</video:title>
            <video:description>L'Italia punta sui cubesat con il programma Alcor dell'Agenzia Spaziale Italiana. Il primo progetto classificato &amp;egrave; il progetto BISS di IMT, servizio satellitare per l'Internet of Things. Approfondimento con interviste a Silvia Natalucci, Responsabile Unit&amp;agrave; Sviluppo di Micro e Nano Satelliti di ASI, e Massimo Perelli, CEO di IMT Srl.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-30</video:publication_date>
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            <video:title>Mars Sample Return, Perseverance in primo piano</video:title>
            <video:description>Novit&amp;agrave; in vista per Mars Sample Return. La Nasa ha presentato al mondo una modifica strutturale dell&amp;rsquo;ambiziosa missione, in programma per il 2027</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-28</video:publication_date>
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            <video:title>AstroSamantha, prima spacewalker europea - Seconda parte</video:title>
            <video:description>Il 21 luglio alle ore&amp;nbsp;16:58&amp;nbsp;AstroSamantha ha preso parte a un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; extraveicolare&amp;nbsp;(Eva) insieme al cosmonauta russo&amp;nbsp;Oleg Artemyev,&amp;nbsp;comandante della&amp;nbsp;Expedition 67, la missione attualmente in corso sulla Stazione Spaziale Internazionale. L'evento &amp;egrave; stato seguito e commentato in diretta dalla sede dell'Agenzia Spaziale Italiana da&amp;nbsp;&amp;nbsp;Gabriele Mascetti, Responsabile dell'ufficio volo umano dell&amp;rsquo;ASI, da&amp;nbsp;Barbara Negri, responsabile dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; Volo umano e Sperimentazione Scientifica e da&amp;nbsp;Paolo D&amp;rsquo;Angelo, giornalista della Direzione Comunicazione Istituzionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-22</video:publication_date>
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            <video:title>AstroSamantha, prima spacewalker europea - Prima parte</video:title>
            <video:description>Il 21 luglio alle&amp;nbsp;ore 16:58&amp;nbsp;AstroSamantha ha preso parte a un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; extraveicolare&amp;nbsp;(Eva) insieme al cosmonauta russo&amp;nbsp;Oleg Artemyev,&amp;nbsp;comandante della Expedition 67, la missione attualmente in corso sulla Stazione Spaziale Internazionale.&amp;nbsp;L'evento &amp;egrave; stato seguito e commentato in diretta da&amp;nbsp;Gabriele Mascetti, Responsabile dell'ufficio volo umano dell&amp;rsquo;ASI, da&amp;nbsp;Barbara Negri, responsabile dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; Volo umano e Sperimentazione Scientifica e da&amp;nbsp;Paolo D&amp;rsquo;Angelo, giornalista della Direzione Comunicazione Istituzionale.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-22</video:publication_date>
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            <video:title>A Farnborough anche il programma Alcor di Asi</video:title>
            <video:description>Continuano gli appuntamenti al&amp;nbsp;salone aerospaziale di Farnborough, la fiera internazionale che mette in mostra l&amp;rsquo;industria aeronautica e la ricerca spaziale.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;Airshow ha attirato numerosissimi visitatori, anche grazie a un intenso programma di eventi. Lo stand dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;&amp;egrave; stato tra i pi&amp;ugrave; apprezzati, anche grazie agli&amp;nbsp;Asi Space Talks, un ciclo di 3 conferenze su diverse tematiche&amp;nbsp;afferenti allo&amp;nbsp;Spazio, che lo hanno animato nei primi tre giorni.&amp;nbsp;Dopo&amp;nbsp;i talk sull&amp;rsquo;osservazione della Terra e&amp;nbsp;l&amp;rsquo;esplorazione spaziale, il terzo e ultimo appuntamento&amp;nbsp;&amp;egrave; stato dedicato ai&amp;nbsp;nanosatelliti,&amp;nbsp;settore&amp;nbsp;ad alta innovazione e potenzialit&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:title>Farnborough Airshow, il ruolo dell’Italia</video:title>
            <video:description>Giornate ricche di eventi al salone aerospaziale di Farnborough. La fiera dedicata all&amp;rsquo;industria aeronautica e spaziale che si tiene ogni due anni presso l&amp;rsquo;aeroporto della cittadina inglese, &amp;egrave; stata inaugurata ieri e si chiuder&amp;agrave; venerd&amp;igrave;.&amp;nbsp;

La mostra internazionale &amp;egrave; uno degli eventi pi&amp;ugrave; importanti per presentare prodotti e siglare accordi.&amp;nbsp;

Gli appuntamenti del 19 luglio hanno visto l&amp;rsquo;Italia impegnata su pi&amp;ugrave; fronti. La mattina &amp;egrave; iniziata con la firma del contratto tra Leonardo e l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Europea per il progetto &amp;ldquo;Sample Transfer Arm&amp;rdquo;, dove l&amp;rsquo;impresa italiana si occuper&amp;agrave; di realizzare un braccio robotico in grado di raccogliere campioni dal suolo marziano,&amp;nbsp;anche grazie al grande contributo dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana. A seguire,&amp;nbsp;partner istituzionali e industriali del Lazio hanno partecipato&amp;nbsp;alla Tavola rotonda &amp;ldquo;Colleferro&amp;nbsp;capitale europea dello spazio, si proietta nel futuro a partire da un grande passato&amp;rdquo;. La cittadina alle porte di Roma infatti vanta&amp;nbsp;da oltre 50 anni&amp;nbsp;un ruolo fondamentale a livello europeo&amp;nbsp;nella storia del settore aerospaziale, in particolare nell&amp;rsquo;ambito dei propulsori; &amp;egrave; sede,&amp;nbsp;tra gli altri,&amp;nbsp;degli stabilimenti Avio, dove&amp;nbsp;sono nati&amp;nbsp;Vega e Vega-C,&amp;nbsp;quest&amp;rsquo;ultimo&amp;nbsp;lanciato con successo appena cinque giorni fa.&amp;nbsp;

All&amp;rsquo;Airshow&amp;nbsp;2022&amp;nbsp;l&amp;rsquo;Asi&amp;nbsp;ha introdotto gli&amp;nbsp;Space Talks&amp;nbsp;per discutere&amp;nbsp;di attivit&amp;agrave; e progetti con esponenti del settore spaziale.&amp;nbsp;Nel secondo talk della serie&amp;nbsp;il presidente Giorgio Saccoccia ha&amp;nbsp;descritto&amp;nbsp;l&amp;rsquo;impegno dell&amp;rsquo;Italia in prima linea nell&amp;rsquo;esplorazione dello spazio,&amp;nbsp;e le collaborazioni con Esa e&amp;nbsp;la Nasa, per la futura colonizzazione della Luna e di Marte.&amp;nbsp;

Tra gli accordi&amp;nbsp;siglati a Farnborough, anche quello di cooperazione tra Asi e&amp;nbsp;Regione Puglia&amp;nbsp;per lo sviluppo di progetti di osservazione della Terra, telecomunicazioni e navigazione satellitare&amp;nbsp;e di iniziative congiunte.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-20</video:publication_date>
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            <video:title>Farnborough 2022 al via</video:title>
            <video:description>Inaugurato il 18 luglio il Farnborough International Airshow, uno degli appuntamenti pi&amp;ugrave; attesi del settore aerospaziale. Presente anche l'Italia, con lo stand dell'Asi nella Space Zone e un programma di conferenze tematiche.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-19</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Con Vega-C decolla l’Italia dello spazio</video:title>
            <video:description>Accessibilit&amp;agrave; allo spazio, competitivit&amp;agrave; nella&amp;nbsp;Space Economy&amp;nbsp;ma anche un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; per la ricerca spaziale italiana. Sono i futuri frutti della nuova fase per lo spazio europeo avviata dal&amp;nbsp;debutto di Vega-C, il nuovo lanciatore di Esa dal cuore tutto italiano, decollato per la prima volta il 13 luglio da Kourou, in Guyana Francese; 10 anni dopo il suo predecessore Vega.</video:description>
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            <video:title>La Cina vuole deviare un asteroide nel 2026</video:title>
            <video:description>Anche la Cina si prepara a una missione dedicata alla deviazione di corpi celesti&amp;nbsp;vicini alla&amp;nbsp;Terra.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

Il bersaglio sar&amp;agrave; 2020 PN1, un asteroide&amp;nbsp;scoperto nel 2020&amp;nbsp;e che ha un diametro stimato di circa 40 metri.

&amp;Egrave;&amp;nbsp;classificato tra i near earth object o&amp;nbsp;Neo, corpi&amp;nbsp;che passano a una distanza minima dalla Terra di 45 milioni di chilometri e per questo considerati potenzialmente pericolosi.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

La Cina ha annunciato che la missione potr&amp;agrave; realizzarsi nel 2026, prevedendo la deviazione dell&amp;rsquo;orbita di 2020 PN1 tramite impatto da parte di una sonda e un satellite che ne osservi la dinamica. I ricercatori stanno studiando impattatori cinetici d&amp;rsquo;avanguardia. Tra questi il &amp;ldquo;Deviatore di Asteroidi Avanzato&amp;rdquo; che dovrebbe raccogliere campioni di roccia dall&amp;rsquo;oggetto prima che l&amp;rsquo;impatto ne cambi la traiettoria. &amp;nbsp;&amp;nbsp;

La metodologia proposta dalla Cina &amp;egrave; molto simile alle applicazioni utilizzate da Nasa ed Esa con la missione Dart che ha come obiettivo l&amp;rsquo;asteroide&amp;nbsp;Dimorphos, luna del sistema binario Didymos. Questo sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; vicino alla Terra il prossimo ottobre,&amp;nbsp;quando la sonda Dart di Nasa si scaglier&amp;agrave; contro Dimorphos&amp;nbsp;mentre il nanosatellite LiciaCube dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana si occuper&amp;agrave; di documentare l&amp;rsquo;impatto.&amp;nbsp;&amp;nbsp;

La missione cinese fa parte di un nuovo programma di difesa planetaria annunciato ad aprile dalla China National Space Administration (Cnsa) che include un sistema di allerta precoce e un software per simulare le operazioni contro gli oggetti vicini alla Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-14</video:publication_date>
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            <video:title>Vega-C, il lancio inaugurale</video:title>
            <video:description>Volo inaugurale da manuale per&amp;nbsp;Vega-C. Il vettore europeo di progettazione e realizzazione italiana &amp;egrave; partito il&amp;nbsp;13 luglio&amp;nbsp;alle ore 15:13 italiane dallo spazioporto ESA di Kourou, in Guyana Francese. A bordo il satellite per studi geodetici dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;LARES2&amp;nbsp;e 6 cubesat, tra cui Astrobio e Greencube, realizzati per l&amp;rsquo;ASI da&amp;nbsp;INAF&amp;nbsp;e Universit&amp;agrave; 'La Sapienza' di Roma</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-13</video:publication_date>
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            <video:title>Il primo scatto del Webb</video:title>
            <video:description>&amp;Egrave; un&amp;rsquo;immagine spettacolare, che offre uno sguardo senza precedenti sul cosmo primordiale. Si tratta dell&amp;rsquo;ammasso di galassie SMACS 0723, protagonista della prima, attesissima immagine a colori dell&amp;rsquo;universo scattata dal James Webb Space Telescope.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-12</video:publication_date>
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            <video:title>Il rover Interact conquista l'Etna</video:title>
            <video:description>Prova superata per il rover Interact, che ha messo alla prova una serie di tecniche utili per una futura missione di sample return sul suolo lunare.&amp;nbsp;Il progetto &amp;egrave;&amp;nbsp;sviluppato dall&amp;rsquo;agenzia spaziale tedesca Dlr in collaborazione con Esa. Interact fa parte di una squadra composta da due rover della Dlr e da un lander&amp;nbsp;fisso, che fornisce Wi-Fi ed energia ai rover, oltre a un drone per la mappatura della superficie. Interact ha solcato le pendici del vulcano siciliano guidato da remoto dall&amp;rsquo;astronauta Esa Thomas Reiter, di stanza nella citt&amp;agrave; di Catania, a circa 23 chilometri.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-11</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando Vega-C, la conferenza stampa pre-lancio</video:title>
            <video:description>La conferenza stampa pre-lancio in attesa del liftoff di Vega-C previsto per il 13 luglio.&amp;nbsp;Hanno partecipato: Mario Cosmo, Direttore Scienza e Ricerca ASI, Stefano Bianchi, ESA Head of Flight Programmes Department, Benoit Pouffary, ESA Vega &amp; Space Rider Launch System Engineering Manager, Ettore Scardecchia, Avio Head of Engineering&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-07</video:publication_date>
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            <video:title>Materia oscura, nuova ipotesi sulla composizione</video:title>
            <video:description>Un team di fisici della New York University ha sviluppato un metodo per prevedere la composizione della materia oscura, invisibile e rilevata solo dalla sua attrazione gravitazionale sulla materia ordinaria.&amp;nbsp;La ricerca si &amp;egrave; focalizzata sulle&amp;nbsp;&amp;lsquo;firme cosmologiche&amp;rsquo;&amp;nbsp;della matteria oscura,&amp;nbsp;che vengono rilevate quando quest&amp;rsquo;ultima modifica le temperature delle particelle o altera la velocit&amp;agrave; di espansione dell'universo</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-07</video:publication_date>
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            <video:title>Primi fotoni di stelle per Webb</video:title>
            <video:description>Primi fotoni catturati dal telescopio spaziale James Webb che inaugura l&amp;rsquo;allineamento di tre mesi dei 18 segmenti del suo specchio</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: COSMO-SkyMed di Seconda Generazione</video:title>
            <video:description>Le innovazioni e le applicazioni dei satelliti di seconda generazione della missione italiana di Osservazione della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2022-02-01</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: L’Italia del Webb #1: Il primo contatto</video:title>
            <video:description>Il contributo italiano al James Webb Space Telescope &amp;egrave; iniziato pochi minuti dopo il liftoff: ecco come la base Asi di Malindi in Kenya ha intercettato la prima voce del telescopio spaziale pi&amp;ugrave; atteso di sempre.&amp;nbsp;Approfondimento con intervista a Munzer Jahjah, Responsabile Unit&amp;agrave; Capo Sito Malindi-UCM dell&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-11</video:publication_date>
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            <video:title>L'impronta dell'Italia su Euclid</video:title>
            <video:description>Un'opera d'arte riproduce le impronte di 250 scienziati sulla sonda Esa tra cui spicca la partecipazione italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-06</video:publication_date>
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            <video:title>L'anello di fuoco di Sagittarius A*</video:title>
            <video:description>Con Ciriaco Goddi di Inaf, Infn e Universit&amp;agrave; di Cagliari approfondiamo la ricerca Eht della prima immagine del buco nero al centro della Via Lattea&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-11</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Solar Orbiter a due passi dal Sole</video:title>
            <video:description>Il Sole. La nostra stella, il punto di riferimento dei nostri antenati, il cuore del nostro sistema planetario, il primo oggetto di studio degli astronomi e oggi l&amp;rsquo;obiettivo di missioni spaziali internazionali. &amp;Egrave; qui, in questo ambiente cosmico estremo, che si aggira Solar Orbiter, la sonda Esa-Nasa arrivata, astronomicamente parlando, a due passi dal Sole</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>Perseverance, lo strumento MEDA è ancora operativo</video:title>
            <video:description>Il rover della Nasa Perseverance ha subito alcuni danni per via dei piccoli sassi che hanno danneggiato il suo sensore del vento. I colpi ricevuti hanno diminuito la sensibilit&amp;agrave; dello strumento Meda, deputato a tenere traccia del vento marziano grazie a due sensori collegati a un braccio robotico.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>Il Roman Telescope si prepara al mezzogiorno cosmico</video:title>
            <video:description>Mancano ancora cinque anni al lancio, ma cresce l&amp;rsquo;entusiasmo per il Nancy Grace Roman Space Telescope della Nasa.&amp;nbsp;

Il telescopio spaziale, intitolato alla grande scienziata e madrina di Hubble, andr&amp;agrave; a indagare un momento importante nella storia dell'universo, il cosiddetto mezzogiorno cosmico. Circa due o tre miliardi di anni dopo il&amp;nbsp;Big&amp;nbsp;Bang, la maggior parte delle galassie ha subito uno scatto di crescita: le stelle si formavano a una velocit&amp;agrave; centinaia di volte superiore rispetto all&amp;rsquo;andamento&amp;nbsp;attuale, plasmando le galassie all&amp;rsquo;incirca come le vediamo oggi.&amp;nbsp;

Molte le domande aperte: la causa di questo picco, l&amp;rsquo;eventuale contribuito di altri eventi galattici, il diverso comportamento di alcune galassie rispetto ad altre. L&amp;rsquo;ideale sarebbe osservare,&amp;nbsp;su larga scala,&amp;nbsp;un abbondante campione di sistemi stellari di quel periodo. Proprio Roman Telescope, con un campo visivo cento volte pi&amp;ugrave; ampio di quello di Hubble, potr&amp;agrave; fotografare migliaia di oggetti in un'unica immagine. Questo permetter&amp;agrave; ai ricercatori di osservare come gli scatti di crescita delle galassie e i successivi rallentamenti&amp;nbsp;varino&amp;nbsp;a seconda della loro posizione all'interno della "rete" cosmica. La funzione del Roman&amp;nbsp;Telescope, che &amp;egrave; identificare e caratterizzare gli oggetti pi&amp;ugrave; interessanti in ampi campi visivi, sar&amp;agrave; completata dai telescopi terrestri; questi, attraverso i differenti esami spettroscopici, contribuiranno a perfezionare l'identificazione dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; e dei processi evolutivi delle galassie.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>Etna, prove tecniche per il rover lunare</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;Etna gemello della Luna. Le pendici del vulcano siciliano saranno solcate dal rover&amp;nbsp; Interact che metter&amp;agrave; alla prova una serie di tecniche utili per una futura missione di sample return sul suolo lunare.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>Paesaggi mutevoli per Curiosity</video:title>
            <video:description>Celebrer&amp;agrave; il suo decimo anno su Marte il prossimo 5 agosto ed &amp;egrave; ancora in ottima forma. Stiamo parlando del rover Nasa Curiosity, che sta attualmente attraversando una zona di transizione, passando da un&amp;rsquo;area ricca di argilla a una con abbondanti solfati</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-23</video:publication_date>
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            <video:title>Iss, nuova manovra per schivare detriti di Cosmos 1408</video:title>
            <video:description>Il satellite sovietico Cosmos 1408 &amp;egrave; di nuovo protagonista delle manovre di emergenza della Stazione Spaziale Internazionale. Il 16 giugno un frammento ha rischiato di colpire la Iss.

Lanciato nel 1982 e operativo per due anni, lo scorso novembre l&amp;rsquo;agenzia spaziale russa lo ha utilizzato come bersaglio per un test antisatellite (Asat), creando almeno 1500 detriti tra quelli rilevabili.

Ironia della sorte, &amp;egrave; stato proprio un modulo russo a eseguire le operazioni di spostamento del laboratorio orbitante. I propulsori della navicella di rifornimento Progress MS-20, ancorata il 3 giugno scorso, sono stati attivati. Una manovra durata 4 minuti e 34 secondi che ha permesso di allontanare la stazione spaziale dalla traiettoria dei detriti. L&amp;rsquo;ammasso di frammenti sarebbe dovuto passare a una distanza inferiore al chilometro, secondo la Nasa dunque, l'equipaggio non &amp;egrave; mai stato in pericolo e lo spostamento di precauzione non ha avuto alcun impatto sulle operazioni della stazione.

Differente fu il caso dello scorso novembre, per cui i detriti appena prodotti dal test, intersecavano sistematicamente l&amp;rsquo;orbita della stazione spaziale. I sette astronauti dovettero rifugiarsi nelle navicelle di emergenza, pronti a lasciare la Iss in caso di necessit&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>Appuntamento con lo spazio</video:title>
            <video:description>Gli astronauti della Crew 4&amp;nbsp;hanno parlato&amp;nbsp;con i leader&amp;nbsp;di NASA, ASI ed ESA&amp;nbsp;in collegamento&amp;nbsp;dall&amp;rsquo;Ambasciata USA di Roma.&amp;nbsp;Presenti l'amministratore della NASA&amp;nbsp;Bill Nelson, il vice amministratore&amp;nbsp;Pam Melroy, il presidente dell'ASI&amp;nbsp;Giorgio Saccoccia, il direttore generale dell&amp;rsquo;ESA&amp;nbsp;Josef Aschbacher&amp;nbsp;e i dirigenti delle ambasciate statunitensi e l&amp;rsquo;astronauta&amp;nbsp;Paolo Nespoli.</video:description>
            <video:duration>1334</video:duration>
            <video:publication_date>2022-06-17</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble, testimone oculare dell'agonia di una stella</video:title>
            <video:description>Una nana bianca sta letteralmente distruggendo il suo sistema planetario, durante gli ultimi momenti della sua vita. E&amp;rsquo; questo il violento spettacolo immortalato dal telescopio spaziale Hubble</video:description>
            <video:duration>102</video:duration>
            <video:publication_date>2022-06-16</video:publication_date>
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            <video:title>Un’eruzione solare di classe M, durata 3 ore</video:title>
            <video:description>Un&amp;rsquo;eruzione solare di grandi dimensioni &amp;egrave; stata osservata il 13 giugno&amp;nbsp;sulla nostra stella.

Il brillamento (flare) &amp;egrave; durato circa tre ore e ha provocato un&amp;rsquo;enorme espulsione di massa coronale (Cme), una nuvola di plasma incandescente che si allontana dal Sole ad altissima velocit&amp;agrave;. Questa potente energia liberata dal Sole, quando raggiunge l&amp;rsquo;atmosfera terrestre, pu&amp;ograve; dar luogo al fenomeno ottico delle aurore boreali e disturbare le reti elettriche. Secondo gli esperti, tuttavia, l&amp;rsquo;eruzione di ieri non era in direzione della Terra, ma alcune particelle di vento solare hanno comunque causato un black out radio nella regione dell&amp;rsquo;Asia Pacifico.

Il fenomeno &amp;egrave; stato registrato come M3.4, collocandolo nella classe media delle esplosioni solari. In base alla loro luminosit&amp;agrave; e quindi alla potenza, i brillamenti sono identificati con classi differenti: le eruzioni di classe A, B e C, sono quelle che si osservano abitualmente, quelle di classe M avvengono in prossimit&amp;agrave; della massima attivit&amp;agrave; solare, quelle di classe X si presentano durante i picchi del ciclo undecennale.

L&amp;rsquo;evento &amp;egrave; stato ripreso da due veicoli spaziali, con differenti orbite: il Solar Dynamics Observatory (Sdo), che dal 2010 studia il Sole dall'orbita terrestre, e il Solar and Heliospheric Observatory (Soho) lanciato nel 1995 che gira intorno al Sole al Punto 1 di Lagrange, un punto gravitazionale stabile a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

In questa fase del ciclo undecennale della nostra stella, i picchi di attivit&amp;agrave; magnetica dovrebbero verificarsi nel 2025.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-14</video:publication_date>
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            <video:title>James Webb sotto attacco meteoroidi</video:title>
            <video:description>Gli scienziati lo avevano previsto, il telescopio spaziale pi&amp;ugrave; grande e potente mai inviato nello spazio, prima o poi sarebbe stato colpito da particelle di polvere cosmica. E cos&amp;igrave; tra il 23 e il 25 maggio scorso un frammento di meteoroide, non pi&amp;ugrave; grande di due millimetri, ha centrato uno dei segmenti dello specchio primario di James Webb.

Eventi simili naturalmente erano attesi e dunque, simulazioni e impatti reali erano gi&amp;agrave; stati eseguiti in fase di costruzione; test che hanno dato agli ingegneri un&amp;rsquo;idea di come rafforzare il funzionamento degli specchi dopo il lancio. Eppure un impatto, come quello appena avvenuto sul segmento C3, &amp;egrave; stato pi&amp;ugrave; forte di ogni aspettativa. I tecnici, dopo le prime valutazioni, rassicurano comunque che Webb &amp;egrave; in ottima salute.

Ricordiamo che il telescopio orbita a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, in un ambiente ricco di micro meteoroidi. Ma, la possibilit&amp;agrave; di poter regolare a distanza la posizione degli specchi, oltre a ridurre l&amp;rsquo;effetto degli impatti, permette anche di proteggere l&amp;rsquo;ottica dagli sciami meteorici prima che accadano.

Queste collisioni, che continueranno per tutta la permanenza di Webb nello spazio, nel tempo porteranno al deterioramento del telescopio; tuttavia le analisi di questi impatti aiuteranno a sviluppare nuovi approcci operativi.

La forte collisione non ha comunque modificato il piano delle operazioni in programma per Webb, che mantiene ancora un livello di prestazioni che supera i requisiti della missione.

Restiamo dunque in trepida attesa della prima immagine a colori del pi&amp;ugrave; grande osservatorio spaziale, che attendiamo per il 12 luglio.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-09</video:publication_date>
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            <video:title>SLS, il 19 giugno la prova più attesa</video:title>
            <video:description>Appuntamento al 19 giugno per la prova pi&amp;ugrave; attesa dell&amp;rsquo;estate. Stiamo parlando della wet dress&amp;nbsp;rehearsal&amp;nbsp;dello Space Launch System della Nasa, che prevede il riempimento dei serbatoi e un conto alla rovescia in preparazione del lancio; il test&amp;nbsp;si interromper&amp;agrave; subito prima dell&amp;rsquo;accensione dei potenti motori Rs-25 dello stadio principale.

&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-06-07</video:publication_date>
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            <video:title>Space mining, l’ultima frontiera dell’esplorazione spaziale</video:title>
            <video:description>Gli astronauti che popoleranno le future basi sulla Luna avranno bisogno di risorse a portata di mano, dato che i costi per l&amp;rsquo;invio di materiale sul nostro satellite non sarebbero sostenibili per lungo tempo</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-31</video:publication_date>
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            <video:title>Un passaggio sicuro per l’asteroide più grande del 2022</video:title>
            <video:description>Occhi puntati al cielo nel pomeriggio del 27 maggio, precisamente alle 16:26, &amp;nbsp;quando &amp;nbsp;l&amp;rsquo;asteroide 7335 effettuer&amp;agrave; un passaggio ravvicinato con la Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-27</video:publication_date>
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            <video:title>Supereroi microscopici per salvare gli astronauti</video:title>
            <video:description>Una ricerca sulla ISS analizzer&amp;agrave; come i tardigradi tollerano l'ambiente spaziale per escogitare nuove contromisure per la salute degli astronauti</video:description>
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            <video:title>Studiarne l’ombra per far luce sui buchi neri</video:title>
            <video:description>Una ricerca di Event Horizon Telescope dimostra che le osservazioni dell'ombra di M87 sono in accordo con la teoria della relativit&amp;agrave; generale di Einstein</video:description>
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            <video:title>Una danza di buchi neri per osservazioni future</video:title>
            <video:description>Una simulazione del Goddard Space Flight Center della NASA permette lo studio di sitemi binari di buchi neri</video:description>
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            <video:title>Le più affascinanti simulazioni della nascita di stelle</video:title>
            <video:description>Il progetto STARFORGE della Northwestern University rappresenta un laboratorio virtuale per simulazioni 3D realistiche e ad alta risoluzione sull&amp;rsquo;evoluzioni primordiali delle stelle</video:description>
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            <video:title>Affollamento sull'Iss</video:title>
            <video:description>L&amp;rsquo;equipaggio sulla Stazione Spaziale Internazionale &amp;egrave; salito a 11 astronauti dopo l'arrivo di Crew Dragon 2&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>La vita su Marte? Sulla Terra è possibile sperimentarla</video:title>
            <video:description>Al centro del documentario "Space Traveler" il sito di ricerca HI-SEAS dove &amp;egrave; possibile sperimentare le condizioni ambientali e l'esperienza di vita su Marte</video:description>
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            <video:title>Starliner, attracco riuscito</video:title>
            <video:description>La capsula di Boeing ha finalmente raggiunto la ISS</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Minerva, gli esperimenti italiani di Samantha Cristoforetti</video:title>
            <video:description>Ecco tutti gli esperimenti italiani della missione Minerva di AstroSamantha, per la seconda volta nella sua seconda casa tra le stelle. Con l&amp;rsquo;&amp;rsquo;intervista a Marino Crisconio di Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-20</video:publication_date>
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            <video:title>Tute sicure: sospensione temporanea delle passeggiate spaziali</video:title>
            <video:description>La Nasa ha temporaneamente sospeso le consuete attivit&amp;agrave; extraveicolari (Eva) sulla Stazione Spaziale Internazionale. Lo ha deciso la Commissione consultiva per la sicurezza aerospaziale (Asap), a seguito di un episodio di fuoriuscita di acqua nell&amp;rsquo;elmetto delle tute avvenuto lo scorso marzo in una Eva eseguita da Raja Chari e Matthias Maurer. Mentre proseguono le indagini, saranno permesse dunque le uscite strettamente necessarie o di emergenza, dopo un&amp;rsquo;attenta valutazione di bilanciamento del rischio. Intanto, per qualsiasi evenienza sono stati progettati dei cuscinetti in grado di assorbire le fuoriuscite d&amp;rsquo;acqua e gi&amp;agrave; a disposizione sulla Stazione orbitante. Per analisi pi&amp;ugrave; dettagliate sulle Emu, o Unit&amp;agrave; di mobilit&amp;agrave; extraveicolare, che &amp;egrave; la definizione propria delle tute per attivit&amp;agrave; esterne, bisogner&amp;agrave; attendere che rientrino dallo spazio; ai primi di giugno, con il prossimo cargo di SpaceX diretto sulla Iss, le Emu saranno riportate a Terra per la revisione. La Commissione non ha ancora stimato quanto tempo ci vorr&amp;agrave; per l'indagine, ma operazioni extraveicolari non erano comunque state pianificate per l&amp;rsquo;anno in corso. Le perdite d'acqua nei caschi, ha spiegato la Nasa, sono state per anni un problema intermittente; quella pi&amp;ugrave; pericolosa avvenne nel 2013 a scapito dell&amp;rsquo;astronauta italiano Luca Parmitano. La Commissione per la Sicurezza valuta gi&amp;agrave; da tempo di sostituire le attuali tute, con le X-Emu, che in previsione dei prossimi sbarchi sulla Luna permettono anche una maggiore mobilit&amp;agrave;. Mentre lo sviluppo delle nuove tute prende forma, l&amp;rsquo;utilizzo delle Emu &amp;egrave; esteso fino al 2028.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Orbita del Gateway Lunare, a breve il lancio di un tester</video:title>
            <video:description>Si attende a giorni il lancio di un&amp;nbsp;CubeSat&amp;nbsp;che dovr&amp;agrave; verificare l&amp;rsquo;orbita pi&amp;ugrave; adatta per il Lunar Gateway, una stazione di attracco sia per le missioni sul nostro satellite&amp;nbsp;naturale, sia per il transito dei futuri programmi&amp;nbsp;esplorativi&amp;nbsp;verso Marte.&amp;nbsp;

A partire dal 31 maggio, si aprir&amp;agrave; la finestra di lancio per il CubeSat&amp;nbsp;Capstone,&amp;nbsp;che con una missione di nove mesi, tester&amp;agrave; per la prima volta l&amp;rsquo;orbita&amp;nbsp;del&amp;nbsp;Gateway. Il viaggio verso la Luna e le manovre per entrare nella sua orbita dureranno quattro mesi e poi inizier&amp;agrave; ci&amp;ograve; che in meccanica orbitale &amp;egrave; noto come &amp;ldquo;orbita ad alone quasi rettilineo&amp;rdquo; (Nrho), un percorso da polo a polo attorno alla Luna. Per completare un&amp;rsquo;orbita, il satellite impiegher&amp;agrave; quasi una settimana e avr&amp;agrave; un percorso ovale che arriver&amp;agrave; a una distanza di circa 76mila chilometri dal Polo Nord e 3.400 dal Polo Sud. Con un&amp;rsquo;orbita quasi rettilinea si prevede un notevole risparmio di carburante: il satellite sfrutter&amp;agrave; la spinta naturale con poche correzioni attraverso i motori. L&amp;rsquo;esperimento convalider&amp;agrave; quindi i requisiti di potenza e propulsione per il mantenimento di un&amp;rsquo;orbita stabile come previsto dai modelli realizzati dalla Nasa, ma non solo.&amp;nbsp;Capstone&amp;nbsp;&amp;nbsp;porter&amp;agrave; con s&amp;eacute; un innovativo software di navigazione - Cislunar Autonomous Positioning System (Caps) - che sar&amp;agrave; in grado di trasmettere la posizione del CubeSat in tempo reale.&amp;nbsp;

Gli ingegneri prevedono che questo tipo di orbita permetter&amp;agrave; alle stazioni una permanenza di circa quindici anni attorno alla Luna.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-17</video:publication_date>
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            <video:title>Una rete elettrica sulla Luna</video:title>
            <video:description>Elettricit&amp;agrave; sulla Luna: Nasa e Sandia National Laboratories lavorano insieme a un progetto di microgrid per alimentare le basi lunari del futuro</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-13</video:publication_date>
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            <video:title>Agricoltura sulla Luna, i primi passi</video:title>
            <video:description>Esperimento riuscito, dei germogli sono apparsi su un terreno lunare. E&amp;rsquo; il risultato di un&amp;nbsp;test&amp;nbsp;guidato da alcuni scienziati dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; della Florida che hanno utilizzato i campioni raccolti durante le missioni Apollo 11, 12 e 17. La regolite, che &amp;egrave; l&amp;rsquo;elemento principale della superficie lunare, &amp;egrave; stata inserita in piccoli contenitori in cui sono stati piantati semi di arabetta, una pianta molto utilizzata dalla comunit&amp;agrave; scientifica poich&amp;eacute; il suo corredo genetico &amp;egrave; stato gi&amp;agrave; mappato.&amp;nbsp;Per integrare l&amp;rsquo;esperimento, i ricercatori hanno piantato arabetta anche in vasetti con terreni pi&amp;ugrave; simili a quello terrestre e completato cos&amp;igrave; il giardino lunare con un gruppo di controllo per confrontare i risultati. Con grande stupore degli&amp;nbsp;studiosi, luce, acqua e sostanze nutritive con il tempo hanno generato delle piantine. Innanzitutto &amp;egrave; emerso che i campioni riportati dalla Luna non contengono agenti patogeni e che questi terreni non impediscono la produzione di ormoni e dei segnali coinvolti nella germinazione. Tuttavia osservandone la crescita molto lenta rispetto al gruppo di controllo, gli scienziati hanno dedotto che&amp;nbsp;le piantine lunari&amp;nbsp;siano sottoposte a stress per far fronte alla composizione chimica e strutturale del suolo lunare.&amp;nbsp;I risultati di questi esperimenti hanno un rilievo centrale in vista delle prossime missioni in cui si mira a creare insediamenti umani in pianta stabile sulla Luna e oltre.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-12</video:publication_date>
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            <video:title>Telescopi, direttori d’orchestra di buchi neri</video:title>
            <video:description>Stiamo ascoltando il buco nero al centro dell’ammasso di Perseo.&amp;nbsp;Se è vero che lo spazio è vuoto e quindi il suono non può propagarsi, il gas che avvolge e compone&amp;nbsp;gli ammassi stellari&amp;nbsp;fornisce un ottimo mezzo di diffusione per le onde sonore.&amp;nbsp;In realtà l’orecchio umano non riuscirebbe ad ascoltare le onde di pressione emesse dalle galassie: hanno una frequenza pari a circa 57 ottave sotto il Do centrale.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Grazie a un progetto guidato dal Chandra X-ray Center (Cxc) della Nasa e con il supporto di musicisti, questi segnali sono stati sintetizzati nuovamente nella gamma dell'udito umano.&amp;nbsp;Nella sonificazione del buco nero di Perseo le onde sonore sono state estratte dal centro verso l’esterno. Mentre il buco nero M87, visibile nella costellazione della Vergine, è stato ‘ascoltato’ simultaneamente,&amp;nbsp;da sinistra verso destra,&amp;nbsp;con gli strumenti di due telescopi spaziali e uno terrestre. I raggi X rilevati da Chandra sono mappati sui toni alti, i dati ottici di Hubble sui toni medi e le onde radio di Alma sui toni più bassi.&amp;nbsp;Anche la missione Ixpe della Nasa ha recentemente pubblicato una base musicale trasformando in note i fotoni rilevati dai resti di una supernova nella Costellazione di Cassiopea. I suoi telescopi, finanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana, misurano la polarizzazione dei raggi X emessi da sorgenti galattiche.&amp;nbsp;Con il processo di sonificazione di dati, gli scienziati intendono utilizzare il sistema uditivo come un ulteriore metodo per interpretare e comprendere la natura e incentivare nuove ricerche.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-05</video:publication_date>
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            <video:title>La Nasa studia i campioni raccolti da Apollo 17</video:title>
            <video:description>Gli scienziati del Goddard Space Flight Center della Nasa hanno ricevuto i campioni di materiale proveniente dalla Luna raccolto nel corso della missione Apollo 17, nel 1972</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti presenta le attività del programma educativo ESERO</video:title>
            <video:description>L'astronauta italiana presenta le attività relative al progetto educativo ESERO, il programma educativo congiunto di ESA ed ASI&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti parla del progetto IPAZIA</video:title>
            <video:description>L'astronauta italiana parla del Progetto Ipazia e saluta glin studenti e gli insegnanti che hanno partecipato all'iniziativa</video:description>
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            <video:publication_date>2022-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>AstroSamantha è di nuovo sulla Stazione Spaziale</video:title>
            <video:description>Gli astronauti della capsula Crew Dragon di SpaceX sono sulla Stazione Spaziale Internazionale.&amp;nbsp;Decollata ieri&amp;nbsp;alle 9:52 italiane&amp;nbsp;da Cape Canaveral in Florida, la navicella, ribattezzata Freedom, ha raggiunto in meno di 16 ore il laboratorio orbitante che gravitava a 420 chilometri sopra l’Oceano Pacifico. Il viaggio più veloce&amp;nbsp;di una capsula Dragon&amp;nbsp;compiuto fino ad ora verso la Iss.&amp;nbsp;Dopo le operazioni di attracco al modulo Harmony durate quasi due ore, si sono aperti i portelli e i sette astronauti a bordo della Iss hanno dato il benvenuto ai nuovi ospiti: Samantha Cristoforetti dell’Agenzia Spaziale Europea, il comandante Kjell Lindgren, il pilota Robert Hines e Jessica Watkins della Nasa; quest’ultima è la prima donna di colore selezionata per una missione a lungo termine sulla Stazione Spaziale.&amp;nbsp;Tutto pronto dunque per la Missione Minerva. Samantha Cristoforetti è impegnata su numerosi esperimenti scientifici, alcuni dei quali, sviluppati dell'Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>Partita Samantha Cristoforetti, missione Minerva al via</video:title>
            <video:description>L'astronauta dell'Esa Samantha Cristoforetti vola per la seconda volta nello spazio. Il liftoff della missione Crew-4 di Nasa e SpaceX è avvenuto con successo a bordo di un razzo Falcon 9 da Cape Canaveral, in Florida, quando in Italia erano le 9:52 del 27 aprile</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>La Missione Minerva di Samantha Cristoforetti, un'avventura italiana ed europea</video:title>
            <video:description>A poche ore dal lancio della missione Minerva di Samantha Cristoforetti, il presidente Asi Giorgio Saccoccia e il direttore generale Esa Josef Aschbacher condividono il valore di questa nuova avventura italiana ed europea</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-26</video:publication_date>
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            <video:title>Zaino in spalla sulla Luna</video:title>
            <video:description>Come si muoveranno sul nostro satellite i futuri astronauti lunari? Utilizzando KNaCK, uno zaino high-tech in grado di mappare la superficie della Luna sviluppato dalla Nasa&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>L’oceano nascosto di Europa rivela nuovi dettagli sull’abitabilità</video:title>
            <video:description>Le doppie creste ghiacciate della luna di Giove hanno caratteristiche simili a quelle individuate in Groenlandia</video:description>
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            <video:title>A tutto sprint dopo una doccia su Marte</video:title>
            <video:description>Produrre carburante riciclando acqua su Marte.&amp;nbsp;E’ questo il progetto che&amp;nbsp;Tekniker, una società spagnola che si dedica alla ricerca e allo sviluppo, ha presentato all’Esa sulla piattaforma che raccoglie idee innovative per applicazioni nello spazio.&amp;nbsp;In futuro, gli astronauti dovranno vivere e lavorare in modo sostenibile sulla Luna e su Marte. Con queste distanze sarà impossibile dipendere dalle missioni di rifornimento che provengono dalla Terra, per cui l’uomo sarà obbligato a sfruttare le risorse locali.&amp;nbsp;L’idea di Tekniker è quella realizzare un reattore, alimentato dalla luce solare, che con un sistema fotoelettrochimico, ricicla l’acqua e utilizza l’aria del pianeta composta al 95% da anidride carbonica. Le molecole d’acqua vengono scomposte in idrogeno molecolare e ossigeno gassoso, e poi raffreddate fino a divenire idrogeno e ossigeno liquidi, ovvero un propellente.&amp;nbsp;Le recenti esplorazioni sul pianeta rosso hanno confermato un’abbondante presenza di ghiaccio. Sarà cura delle missioni selezionare i siti di atterraggio più adatti.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble immortala una cometa da record</video:title>
            <video:description>Hubble ha determinato le dimensioni di Bernardinelli-Bernstein, una cometa da record per la sua grandezza</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>Lo spazio, tra sviluppo economico e rispetto per l’ambiente</video:title>
            <video:description>La Nasa ha intenzione di impiegare la Stazione Spaziale Internazionale anche per uso commerciale e dunque per un ritorno economico. La recente missione Axiom-1 ne è un esempio. Le potenziali opportunità di creare reti industriali e commerciali all'interno dell'orbita terrestre bassa ampliano ulteriormente il dibattito sull’impatto ambientale dell’attività spaziale. Tra le rivali sul mercato commerciale Blue Origin asserisce che i suoi razzi siano i più ecologici grazie ai propellenti a base d’idrogeno e ossigeno liquido, mentre la Virgin Galactic usa carburane ibrido composto da carbonio solido, butadiene e azoto. Il più inquinante, a base di kerosene e ossigeno liquido sarebbe il Falcon 9 di SpaceX, appena utilizzato da Axiom Space, ma che in compenso ritorna sulla Terra.&amp;nbsp;Il carburante dei razzi genera sottoprodotti pericolosi per l'ambiente e fuliggine nera; questa assorbe i raggi solari e contribuisce a riscaldare l’atmosfera terrestre.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Nell’intento ecologico di creare propulsori riutilizzabili, bisogna anche fare i conti con gli inquinanti rilasciati al rientro: Il booster di SpaceX raggiunge un'altitudine di circa 140 km prima di tornare sulla Terra. I gas prodotti possono rimanere per anni negli strati superiori dell’atmosfera, mentre nello strato inferiore l’inquinamento è più contrastato dagli eventi meteorologici e da maggiori reazioni chimiche. Tuttavia le emissioni prodotte sulla Terra dall’industria aeronautica, al momento risultano molto più inquinanti della space economy: per esempio le emissioni&amp;nbsp;totali della missione Axiom-1, in rapporto, sono 100 volte inferiori di quelle prodotte quotidianamente dai&amp;nbsp;passeggeri del trasporto aereo.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-12</video:publication_date>
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            <video:title>Turisti spaziali sulla Iss con Axiom Space</video:title>
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            <video:title>The Italian Space Agency for the Italian Research Day in the World</video:title>
            <video:description>April 15 date of birth of Leonardo da Vinci is the Day of Italian Research in the World</video:description>
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            <video:title>L'ASI per la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo</video:title>
            <video:description>Il 15 aprile si celebra la&amp;nbsp;Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, istituita nel 2018 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il contributo dei ricercatori italiani al mondo e l’immagine dell’Italia che produce scienza e innovazione di qualità.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Psyche al via: test superati</video:title>
            <video:description>Il modulo Psyche della Nasa ha superato i test che lo rendono idoneo al lancio che lo condurrà sull’asteroide che porta il suo stesso nome, nella fascia principale tra Marte e Giove. Il decollo è previsto in agosto dalla base di Cape Canaveral in Florida.</video:description>
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            <video:title>Perseverance ascolta i suoni di Marte</video:title>
            <video:description>Il team del rover Perseverance della Nasa ha effettuato la prima analisi dei suoni rilevati&amp;nbsp; sul Pianeta Rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2022-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble presenta: Earendel, la stella più lontana</video:title>
            <video:description>La Nasa ha appena annunciato che Earendel è la stella più lontana dell'Universo. Dista 12,9 miliardi di anni luce dalla Terra, sarebbe quindi apparsa circa un miliardo di anni dopo il Big Bang. Il telescopio spaziale Hubble l'ha identificata grazie al fenomeno della lente gravitazionale che ha potenziato la luminosità della stella.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-31</video:publication_date>
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            <video:title>I criovulcani di Plutone potrebbero essere ancora attivi</video:title>
            <video:description>Secondo uno studio realizzato grazie ai dati di New Horizons l’interno di Plutone sarebbe stato caldo per un periodo più lungo di quanto ritenuto in precedenza</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-30</video:publication_date>
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            <video:title>SPHEREx, il telescopio che andrà alle origini del cosmo</video:title>
            <video:description>Scandagliare l’intera volta celeste ogni 6 mesi e fare un salto indietro nel tempo fino al primo secondo dopo il Big Bang: è il nuovo telescopio SPHEREx della Nasa, in partenza nel 2025</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>Un traghetto per Artemis</video:title>
            <video:description>Entro l’estate la Nasa formalizzerà una richiesta d’offerta per lo sviluppo di un lander d’avanguadia: un vero e proprio traghetto che condurrà gli astronauti e i loro strumenti dal Gateway Lunare alla superficie del satellite. L’agenzia sta seguendo due percorsi paralleli, uno che richiede lavoro aggiuntivo a SpaceX e un altro, definito contratto di&amp;nbsp;‘Sostegno allo Sviluppo Lunare’, aperto a tutte le altre aziende.</video:description>
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            <video:title>Starship, primo volo orbitale a maggio?</video:title>
            <video:description>Starship, la navicella che un giorno porterà esseri umani sulla Luna e su Marte, potrebbe partire per il suo primo volo orbitale entro il mese di maggio</video:description>
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            <video:title>Traguardo cosmico, oltre 5000 esopianeti scoperti</video:title>
            <video:description>Sono oltre 5000 gli esopianeti scoperti fino ad ora dal 1992, anno in cui è iniziata ufficialmente la caccia ai mondi extrasolari da parte della comunità scientifica</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>La polvere zodiacale nel mirino del Roman Space Telescope</video:title>
            <video:description>Misurare la&amp;nbsp;polvere zodiacale&amp;nbsp;disseminata all’interno delle zone abitabili dei sistemi planetari vicini. E’ quanto sarà in grado di fare il&amp;nbsp;Nancy Grace Roman Space Telescope&amp;nbsp;della&amp;nbsp;Nasa. Nel nostro Sistema Solare questa polvere – composta da piccoli granelli rocciosi prodotti da comete e altri oggetti– si estende dal Sole alla&amp;nbsp;cintura di asteroidi&amp;nbsp;tra Marte e Giove. Nei sistemi extrasolari prende il nome di&amp;nbsp;polvere esozodiacale&amp;nbsp;e crea una foschia che oscura la visione dei pianeti perché disperde la luce dalla stella ospite.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Missione grotte lunari: Esa è la pioniera</video:title>
            <video:description>Dopo aver esaminato tecnologie innovative per la prima missione dedicata all’esplorazione delle grotte lunari, il Concurrent Design Facility dell'Agenzia Spaziale Europea, ha approvato due applicazioni: RoboCrane, una gru robotica e Daedalus, la sonda che mapperà le cavità della Luna. Destinazione Oceanum Procellarium, ma non prima del 2033.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-17</video:publication_date>
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            <video:title>Uno sguardo nel passato dell’Antartide</video:title>
            <video:description>Le origini e la geologia&amp;nbsp; dell’antico supercontinente Mawson, da cui si è formata l'Antartide orientale, sono state oggetto di diversi dibattiti nella comunità scientifica. Ora uno studio congiunto - condotto grazie ai dati del satellite Esa Goce e del team Polar Gap -&amp;nbsp; ha fatto chiarezza sulla questione</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-10</video:publication_date>
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            <video:title>Esplosioni su una magnetar: crosta in movimento?</video:title>
            <video:description>Il telescopio Nicer (Neutron Star Interior Composition Explorer), a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha individuato delle macchie altamente energetiche sulla superficie di una magnetar, che con il tempo si sono spostate e poi unite. Secondo gli studiosi, il fenomeno ricorda il moto delle placche tettoniche che accompagna l'attività sismica sulla Terra.</video:description>
            <video:duration>167</video:duration>
            <video:publication_date>2022-03-09</video:publication_date>
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            <video:title>L'ASI per la Giornata Internazionale della Donna 2022</video:title>
            <video:description>Che cosa significa essere donna e lavorare ‘tra le stelle’? Sei professioniste dell'ASI raccontano le&amp;nbsp; ambizioni e i successi di una vita dedicata allo spazio #SpazioalleDonne</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-08</video:publication_date>
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            <video:title>Immaginando lo scontro tra una sonda e un asteroide</video:title>
            <video:description>Che cosa ci si aspetta dallo scontro tra Dart e l’asteroide Dimorphos? È difficile prevederlo con assoluta certezza, ma all’Università del Maryland il team di Harrison Agrusa ci sta provando con le simulazioni</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-04</video:publication_date>
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            <video:title>Il buco nero che non c’è</video:title>
            <video:description>Come una disputa scientifica può portare a nuove scoperte: l’affascinante storia di HR 6819, il sistema stellare con il buco nero che non c’è</video:description>
            <video:duration>148</video:duration>
            <video:publication_date>2022-03-03</video:publication_date>
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            <video:title>Astrobees, le ‘operaie’ spaziali</video:title>
            <video:description>I robot astrobee della Nasa potrebbero riparare satelliti danneggiati o rifornirli di carburante. Completato con successo un esperimento dell’istituto di Tecnologia del Massachusetts e dell’Agenzia Spaziale Tedesca basato su algoritmi studiati per elaborare traiettorie non lineari in accordo con il movimento e l’inerzia del potenziale target.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-03-01</video:publication_date>
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            <video:title>Oadr, un nuovo progetto contro gli impatti in bassa orbita</video:title>
            <video:description>L’agenzia americana Noaa ha presentato il prototipo di un congegno per monitorare e cambiare la traiettoria di oggetti spaziali in fase di collisione.</video:description>
            <video:duration>132</video:duration>
            <video:publication_date>2022-03-01</video:publication_date>
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            <video:title>Luca Parmitano presenta l'esperimento Xenogriss</video:title>
            <video:description>L'astronauta italinao dell'ESA Luca Parmitano presenta l'esperimento Xenogriss</video:description>
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            <video:publication_date>2022-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Fiamme in microgravità, arriva l’esperimento Sofie</video:title>
            <video:description>Comprendere la propagazione delle fiamme e il comportamento dei materiali solidi in diversi ambienti nello spazio, è fondamentale per la sicurezza dei futuri astronauti. E’ questo l’obiettivo del progetto Solid Fuel Ignition and Extinction (Sofie) una serie di 5 esperimenti che verrano svolti sulla Iss all’interno della camera Cir (Combustion Integrated Rack)</video:description>
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            <video:publication_date>2022-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>Isaacman e Musk, ancora insieme tra viaggi spaziali e umanitari</video:title>
            <video:description>Polaris Program è un piano di tre lanci per approfondire lo studio del volo umano spaziale e sostenere la ricerca sul cancro infantile. Presentato dall'imprenditore Jared Isaacman, artefice di Inspiration4, il primo lancio è previsto per la fine del 2022 con una missione di SpaceX.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>Elon Musk mette in mostra Starship</video:title>
            <video:description>Si prepara il primo volo orbitale per Starship, la navicella di SpaceX che porterà l’essere umano su Luna e Marte. La scenografica presentazione di Elon Musk a Starbase</video:description>
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            <video:publication_date>2022-02-11</video:publication_date>
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            <video:title>Dallo spazio, la superficie di Venere in luce visibile</video:title>
            <video:description>La missione Parker Solar Probe, accostandosi a Venere, ha inviato la prima immagine del pianeta visto dallo spazio, così come lo percepirebbe l’occhio umano.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-02-10</video:publication_date>
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            <video:title>Lo space weather minaccia Starlink</video:title>
            <video:description>I satelliti Starlink di SpaceX distrutti da una tempesta geomagnetica dimostrano una volta di più l’importanza di occuparsi di space weather, come sta facendo in questi giorni il Congresso della Swico all’Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2022-02-09</video:publication_date>
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            <video:title>Le antiche ‘supermontagne’ della Terra</video:title>
            <video:description>Scoperte le tracce due antiche catene montuose colossali, perdute durante l’evoluzione della Terra ma che potrebbero aver avuto un ruolo chiave nell’evoluzione del nostro pianeta</video:description>
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            <video:title>Juno e il suo ‘team’: Io spiega le aurore di Giove</video:title>
            <video:description>La forte attività vulcanica di Io, la luna più vicina a Giove, influenzando la magnetosfera, è connessa all’intensità delle aurore del gigante gassoso.</video:description>
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            <video:title>2020 XL5, un nuovo compagno per la Terra</video:title>
            <video:description>Individuato un nuovo asteroide troiano terrestre. Si chiama 2020xl5ed è stato scoperto nel 2020 dalla&amp;nbsp;survey&amp;nbsp;Pan-Starrs 1.&amp;nbsp;Questo tipo di&amp;nbsp;asteroide,&amp;nbsp;che si muove insieme al nostro pianeta, è il secondo ad essere stato&amp;nbsp;individuato&amp;nbsp;e ha un diametro di circa 1 chilometro</video:description>
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            <video:title>Vita su Marte, indizi dalle sorgenti idrotermali</video:title>
            <video:description>Alcune particolari specie di microbiterrestri sopravvivono a condizioni analoghe a quelle presenti su Marte molto tempo fa. Lo afferma una ricerca dell’Università del Colorado che ha analizzato l’ecosistema presente nel cratere idrotermale del vulcano Poás in Costa Rica, uno dei luoghi più ostili alla vita sulla Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-28</video:publication_date>
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            <video:title>Luna-Falcon 9, impatto traumatico in vista</video:title>
            <video:description>Il secondo stadio di un razzo Falcon 9 impatterà sul lato nascosto della Luna, il prossimo 4 marzo. Il booster è stato impiegato nel 2015 per mettere in orbita un satellite della Nasa, il Deep Space Climate Observatory</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-27</video:publication_date>
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            <video:title>L’evoluzione di Hunga Tonga-Hunga Ha'apai, secondo i satelliti</video:title>
            <video:description>Dalla sua nascita nel 2015 alla sua esplosione nel 2022, gli scienziati hanno monitorato i mutamenti dell’isola di Hunga Tonga - Hunga Haʻapai in Polinesia, attraverso i satelliti per l’osservazione della Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Nea Scout pronto al lancio</video:title>
            <video:description>Il cubesat della Nasa volerà a bordo della missione di prova Artemis 1 in programma a marzo</video:description>
            <video:duration>85</video:duration>
            <video:publication_date>2022-01-21</video:publication_date>
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            <video:title>Mimas agli esami. Promosso da satellite ghiacciato a mondo oceanico?</video:title>
            <video:description>Utilizzando i modelli di riscaldamento delle maree e i dati della sonda Cassini, gli scienziati hanno ipotizzato che la crosta di Mimas, la luna più interna di Saturno, ricopra un oceano liquido. Questa scoperta amplia il numero di mondi, finora ipotizzati, che potrebbero ospitare tracce di vita.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-20</video:publication_date>
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            <video:title>Starlink, un nuovo studio sull’inquinamento luminoso</video:title>
            <video:description>Uno studio&amp;nbsp; realizzato&amp;nbsp; sulle immagini d'archivio della Zwicky Transient Facility mostra un aumento delle striature provocate dalla presenza dei satelliti Starlink</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-18</video:publication_date>
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            <video:title>Anteprima Spazio 2022</video:title>
            <video:description>Dalla Luna a Marte, passando per Vega-C si prospetta un anno ricco di appuntamenti importanti per lo spazio italiano. Il testo completo su GlobalScience</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-15</video:publication_date>
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            <video:title>Avvistata irruzione su un disco protoplenetario</video:title>
            <video:description>Dall'osservatorio ALMA in Cile e dal VLA in Nuovo Messico, per la prima volta i ricercatori hanno registrato una perturbazione provocata da un oggetto esterno in un ambiente dove si sviluppano le stelle e i loro pianeti. L'osservazione del disco protoplenetario&amp;nbsp;della stella binaria&amp;nbsp;Z Canis Majoris, ha confermato ciò che fino a ora era emerso solo da simulazioni al computer. L'impatto può avere conseguenze sull’evoluzione termica delle stelle ospiti e quindi sullo sviluppo del sistema stellare.</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-13</video:publication_date>
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            <video:title>Riposo forzato per Insight</video:title>
            <video:description>Il lander della Nasa è entrato in modalità provvisoria lo scorso 7 gennaio, a causa di una tempesta di sabbia che ha coperto parzialmente i suoi pannelli solari</video:description>
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            <video:publication_date>2022-01-12</video:publication_date>
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            <video:title>Alla ricerca dei pianeti vagabondi</video:title>
            <video:description>I dati dei telescopi Eso e del satellite gaia dell'Esa hanno permesso di individuare 70 nuovi pianeti vagabondi&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>E’ Natale anche per le comete</video:title>
            <video:description>Dopo nove mesi di esperimenti, gli scienziati hanno 'partorito' il mistero sulla tinta verde della chioma che non colora anche la coda. Si tratterebbe di carbonio biatomico, una sostanza gassosa che non si trova sulle comete, ma viene creato dall'interazione tra luce solare e materia organica. Gli scienziati hanno riprodotto, per la prima volta sulla Terra, le complesse reazioni cosmiche.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-21</video:publication_date>
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            <video:title>Juno ascolta i suoni di Ganimede</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;La sonda Nasa ha registrato una traccia audio di 50 secondi che riproduce i suoni raccolti durante il flyby della luna Ganimede</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-20</video:publication_date>
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            <video:title>Giornata Nazionale dello Spazio: il replay</video:title>
            <video:description>Il replay dell'evento inaugurale della prima Giornata Nazionale dello Spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-16</video:publication_date>
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            <video:title>Giornata Nazionale dello Spazio: gli astronauti italiani</video:title>
            <video:description>I sette astronauti italiani sono i protagonisti di un video realizzato in occasione della prima  #GiornataNazionaledelloSpazio</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-16</video:publication_date>
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            <video:title>Osservazioni della Terra, nuove missioni Nasa entro il 2022</video:title>
            <video:description>Una flotta di nuovi satelliti della Nasa, Tropics, Emit, Jpss-2 e Swot, fornirà agli scienziati maggiori informazioni su sistemi e processi climatici fondamentali per la salute del pianeta come le tempeste estreme, le acque di superficie e degli oceani, la polvere atmosferica.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-14</video:publication_date>
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            <video:title>Lanciato Lcrd, il laser che licenzia le onde radio</video:title>
            <video:description>Con la comunicazione ottica, i dati dallo spazio verranno inviati sulla Terra a una velocità 100 volte maggiore rispetto alla radiofrequenza. Dopo un collaudo di due anni, il Laser Communications Relay Demonstration (LCRD) partito oggi da Cape Canaveral, inizierà la sua  missione trasmettendo dati dalla ISS attraverso il terminale ILLUMA-T.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>IXPE, alla scoperta delle frontiere dell'astronomia a raggi X</video:title>
            <video:description>La missione NASA vanta un notevole contributo italiano sviluppato&amp;nbsp;da un team di scienziati dell'INFN e dell’INAF, con il finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2021-12-06</video:publication_date>
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            <video:title>Space Weather, come la Terra sconvolge il cielo</video:title>
            <video:description>Secondo i dati della missione Icon, è la Terra e non il Sole, il maggiore 'influencer' del meteo spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Satelliti salvavita</video:title>
            <video:description>I satelliti oggi hanno un impatto sempre più rilevante nella nostra quotidianità, e in alcuni casi possono addirittura salvarci la vita. Francesco Longo dell’Agenzia Spaziale Italiana racconta come</video:description>
            <video:duration>359</video:duration>
            <video:publication_date>2021-11-26</video:publication_date>
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            <video:title>Lanciato con successo Prichal, il nuovo modulo russo della Iss</video:title>
            <video:description>La nuova unità permanente accresce le possibilità di attracco alla Stazione spaziale con i suoi sei portelli. Si aggancerà entro due giorni dal lancio portando rifornimenti con la navicella Progress M-UM.</video:description>
            <video:duration>152</video:duration>
            <video:publication_date>2021-11-25</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: LICIACube, missione interplanetaria tutta italiana</video:title>
            <video:description>Testimoniare da vicino lo scontro tra una sonda e un asteroide nello spazio profondo. Questo &amp;egrave; l&amp;rsquo;obiettivo di LICIACube, nanosatellite al 100% made in Italy protagonista della prima missione interplanetaria italiana.</video:description>
            <video:duration>520</video:duration>
            <video:publication_date>2021-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>Don’t Look Up, fantascienza ma non troppo</video:title>
            <video:description>E se una cometa colpisse il nostro pianeta?&amp;nbsp; Don’t Look Up è il film di Netflix “basato su eventi reali che non sono ancora accaduti”. Ne parliamo a due giorni dal lancio della missione Dart della Nasa</video:description>
            <video:duration>191</video:duration>
            <video:publication_date>2021-11-22</video:publication_date>
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            <video:title>Primo obiettivo di Webb: i pianeti sub-nettuniani</video:title>
            <video:description>James Webb, il&amp;nbsp;telescopio spaziale della prossima generazione, con la sua prima missione aspira a chiarire il mistero sulla natura dei pianeti sub-nettuniani. Con strumenti d’avanguardia e il suo potente scudo termico, si avvicinerà a GJ1214b e TOI-421b per studiarne l’atmosfera nebbiosa.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-18</video:publication_date>
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            <video:title>Bennu, l’asteroide che non ti aspetti</video:title>
            <video:description>La missione Osiris-Rex aveva previsto di trovarsi al cospetto di una superficie ricoperta di regolite fine. Invece...</video:description>
            <video:duration>417</video:duration>
            <video:publication_date>2021-11-18</video:publication_date>
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            <video:title>Vita nello Spazio cercasi, astrobiologi al lavoro</video:title>
            <video:description>Claudia Pacelli (Asi): "Prima si riteneva che le condizioni fuori dalla Terra fossero proibitive per la vita come la conosciamo, adesso sappiamo che potrebbe non essere così"</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-18</video:publication_date>
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            <video:title>Fragilità e bellezza, lo Spazio contro i cambiamenti climatici</video:title>
            <video:description>A Milano la mostra 'Fragility and Beauty - Uno sguardo alla Terra con l'occhio dei satelliti'. Luca Parmitano: "I dati satellitari ci hanno permesso di capire e seguire l'evoluzione climatica"</video:description>
            <video:duration>270</video:duration>
            <video:publication_date>2021-11-18</video:publication_date>
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            <video:title>Lavori in corso su Marte (e sulla Terra)</video:title>
            <video:description>Il gemello del rover Rosalind Franklin, finanziato dall'Italia, ha effettuato con successo la sua prima perforazione nell'ambiente marziano simulato</video:description>
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            <video:title>Alla ricerca di un’altra Terra nell’Universo (ma non ci abiteremo)</video:title>
            <video:description>Nel 1995 Michel Mayor trovò il primo pianeta al di fuori del Sistema Solare: all'epoca sembrava incredibile, oggi ne sono stati censiti quasi cinquemila</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-18</video:publication_date>
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            <video:title>Radiazioni marziane, test in corso per Curiosity</video:title>
            <video:description>I tunnel di lava e le grotte potrebbero fungere da&amp;nbsp;rifugi per i futuri astronauti in missione su Marte? Gli scienziati stanno cercando&amp;nbsp;di&amp;nbsp;scoprirlo grazie allo strumento Rad, posizionato a bordo del rover Curiosity</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-17</video:publication_date>
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            <video:title>Il test rapido di Tess sui sistemi circumbinari</video:title>
            <video:description>Si chiama TIC 172900988, il primo pianeta che orbita intorno a due stelle, scoperto da Tess. La nuova tecnica sviluppata dagli astronomi del Goddard Space Flight Center della Nasa, individua transiti multipli in una congiunzione, riducendo così i tempi di scoperta di nuovi pianeti circumbinari.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-11</video:publication_date>
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            <video:title>Piattaforme express per allunaggi sicuri</video:title>
            <video:description>Tra i progetti in esame alla Nasa, un sistema che permetterebbe di spruzzare ossido di alluminio sul suolo lunare. Un basamento istantaneo accoglierebbe la navicella per evitare la formazione di crateri e nuvole di polvere.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-10</video:publication_date>
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            <video:title>La vista arcobaleno di Rosalind Franklin</video:title>
            <video:description>Testata con successo al centro Altec di Torino la suite PanCam, la tripla telecamera installata a bordo del rover di Exomars che permetterà uno sguardo dettagliatissimo sulla superficie di Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-08</video:publication_date>
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            <video:title>Ingorghi spaziali</video:title>
            <video:description>Il lancio della Crew 3 slitta per la terza volta e il calendario dei rientri sulla Iss diventa sempre più complicato col passare dei giorni</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-05</video:publication_date>
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            <video:title>Habitat spaziali al grafene</video:title>
            <video:description>La vita dell’uomo nello spazio potrebbe essere facilitata grazie agli habitat al grafene,&amp;nbsp; un materiale già utilizzato per applicazioni terrestri in diversi settori. Lo afferma uno studio dell’Università di Manchester che ha collaborato con lo studio di architettura Skidmore, Owings &amp; Merrill per la ricerca di materiali adatti per gli habitat spaziali del futuro</video:description>
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            <video:publication_date>2021-11-03</video:publication_date>
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            <video:title>#Iac 2024, appuntamento a Milano</video:title>
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            <video:title>#IAC2021, alleanza spaziale tra Italia e Canada</video:title>
            <video:description>Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia e il presidente dell’Agenzia Spaziale Canadese Lisa Campbell hanno siglato un accordo per un’esplorazione e un utilizzo dello spazio a scopi pacifici</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-28</video:publication_date>
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            <video:title>#IAC2021, tra accordi e scienza</video:title>
            <video:description>Continua il networking tra agenzie spaziale allo IAC 2021 di Dubai, nella cornice di un fitto programma scientifico</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-28</video:publication_date>
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            <video:title>#IAC2021, l’Italia rafforza i suoi legami spaziali</video:title>
            <video:description>Seconda giornata per lo IAC, occasione internazionale di networking spaziale. Il ruolo dell’Italia&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>#IAC2021 al via</video:title>
            <video:description>Al via l’Internationa Astronautical Congress di Dubai: una prima giornata all’insegna degli incontri tra agenzie e della cooperazione internazionale nello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando #IAC2021 a Dubai</video:title>
            <video:description>Tutto pronto per la 72esima dell’International Astronautical Congress, che si terrà dal 25 al 29 ottobre per la prima volta a Dubai&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-22</video:publication_date>
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            <video:title>Cercasi cacciatori di esopianeti</video:title>
            <video:description>Il Next-Generation Transit Survey dell’Eso chiede aiuto ai citizen science per completare la survey sugli esopianeti individuati dai telescopi</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-21</video:publication_date>
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            <video:title>Urano a infrarossi</video:title>
            <video:description>Il gigante ghiacciato è stato osservato nello spettro a infrarossi dal telescopio Infrared Telescope Facility della Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>Mercurio multisensoriale per BepiColombo</video:title>
            <video:description>Diffusa dall’Esa la prima rielaborazione visiva e sonora dei dati raccolti da BepiColombo durante l’incontro ravvicinato con Mercurio</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-14</video:publication_date>
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            <video:title>James Webb è arrivato a destinazione</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale&amp;nbsp; ha raggiunto lo spazioporto europeo di Kourou. Lancio in programma il 18 dicembre</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-13</video:publication_date>
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            <video:title>L'ASI all'Earth Technology Expo</video:title>
            <video:description>L'ASI partecipa all'Earth Technology Expo a Firenze dal 13 al 16 ottobre</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-12</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin, slitta il volo di William Shatner</video:title>
            <video:description>Partenza rimandata per il Capitano Kirk e la sua crew che decolleranno il 13 ottobre dallo spazioporto di Blue Origin in Texas</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-11</video:publication_date>
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            <video:title>Un orologio atomico per VERITAS</video:title>
            <video:description>Conclusa la missione dell'orologio atomico progettato dalla Nasa. Prossima tappa Venere, a bordo della missione Veritas</video:description>
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            <video:publication_date>2021-10-06</video:publication_date>
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            <video:title>Lucy pronta al lancio</video:title>
            <video:description>Mancano pochi giorni al lancio della missione Nasa&amp;nbsp;Lucy&amp;nbsp;che avrà il compito di studiare gli&amp;nbsp;asteroidi troiani di Giove. Il liftoff è previsto per il prossimo 16 ottobre e Lucy sarà impegnata in un lungo viaggioche la porterà ad osservare otto asteroidi mai visti prima in una&amp;nbsp;missione di 12 anni&amp;nbsp;con un&amp;nbsp;singolo veicolo spaziale</video:description>
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            <video:title>Nubi molecolari in 3D</video:title>
            <video:description>Una gigantesca cavità&amp;nbsp;si estende&amp;nbsp;nello spazio per quasi 500 anni luce tra le costellazioni di Perseo e Toro. Lo ha scoperto un team di ricercatori di Harvard, grazie ai dati raccolti dalla sonda Esa Gaia</video:description>
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            <video:title>Inspiration4, splashdown: verso lo spazio per tutti</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;L’equipaggio di Inspiration4 torna a casa dopo tre giorni nello spazio, prima missione orbitale di soli civili. Così SpaceX rivoluziona il turismo spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2021-09-20</video:publication_date>
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            <video:title>Stazione satellitare di servizio</video:title>
            <video:description>Rifornire i satelliti direttamente in orbita per allungarne la vita operativa: è il progetto della startup statunitense Orbit Fab, ora appoggiato anche da Lockheed Martin</video:description>
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            <video:title>Hubble cattura l'ultimo scatto di Requiem</video:title>
            <video:description>Hubble ha catturato un set di immagini della supernova Requiem.&amp;nbsp;&amp;nbsp;La scoperta è connessa all’effetto lente gravitazionale</video:description>
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            <video:title>Passeggiata spaziale euro-nipponica</video:title>
            <video:description>Prima Eva euro-nipponica della storia della Iss: a svolgere la passeggiata spaziale sono stati Thomas Pesquet dell’Esa Akihiko Hoshide della Jaxa. Continua così l’installazione dei nuovi pannelli solari della stazione</video:description>
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            <video:title>Volo fortunato per Ingenuity</video:title>
            <video:description>Il rotorcraft della missione&amp;nbsp; Nasa Mars2020 ha completato con successo il tredicesimo volo </video:description>
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            <video:title>1001 asteroidi e oltre</video:title>
            <video:description>Superati i 1000 asteroidi individuati dalla Nasa grazie alla tecnologia radar. Ma i NEA conosciuti sono molti di più, e il loro monitoraggio è costante.</video:description>
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            <video:title>Così ExoMars toccherà Marte</video:title>
            <video:description>L’Europa è sempre più vicina a Marte. A quasi un anno esatto dalla partenza di ExoMars, l’Agenzia spaziale europea mostra di essere pronta anche per il passaggio forse più delicato dell’intera missione: la discesa sul suolo marziano. </video:description>
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            <video:title>Nuovi indizi sull’evoluzione geologica di Vesta</video:title>
            <video:description>Le depressioni e i bacini d'impatto su Vesta sono al centro di un nuovo studio realizzato grazie ai dati della sonda Nasa Dawn</video:description>
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            <video:publication_date>2021-09-02</video:publication_date>
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            <video:title>‘Incidente’ fortunato per la citizen science</video:title>
            <video:description>La nana bruna soprannominata The Accident scoperta per caso dal cittadino scienziato Dan Caselden getta una nuova luce su questa particolare famiglia di oggetti celesti</video:description>
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            <video:publication_date>2021-09-01</video:publication_date>
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            <video:title>L’Italia sulla sonda Nasa con Liciacube per catturare lo schianto sull’asteroide</video:title>
            <video:description>Il microsatellite LiciaCube, costruito a Torino da Argotec, volerà sulla missione Dart</video:description>
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            <video:title>Missione Ariel, dimmi che atmosfera hai e ti dirò che esopianeta sei</video:title>
            <video:description>Una Terra proprio come la nostra, con la presenza di forme di vita, è il Sacro Graal della ricerca planetaria. La troveremo? Ci prova (anche) la missione Ariel dell'Esa, con un forte contributo di Asi&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Tutti i mondi possibili: le scoperte di Cheops, il cacciatore europeo di esopianeti</video:title>
            <video:description>L'ultima è di qualche giorno fa: la missione europea, con un grande contributo italiano, ha individuato un sistema di tre pianeti attorno a una stella brillante</video:description>
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            <video:title>La missione Plato alla ricerca dei gemelli di Terra e Sole</video:title>
            <video:description>La missione dell'Agenzia spaziale europea (Esa) fa parte del programma Cosmic Vision. Capirà quanto è probabile che si formino pianeti come la Terra intorno a stelle come il Sole, fondamentale il contributo dell'Italia&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>La Luna più grande: Juno svela i segreti di Ganimede</video:title>
            <video:description>La Luna più grande: Juno svela i segreti di Ganimede  La missione della Nasa esplora il sistema gioviano con a bordo anche due strumenti italiani&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Jeff Bezos e il primo volo da turista spaziale</video:title>
            <video:description>Il fondatore di Amazon volerà sulla New Shepard insieme al fratello Mark. Il terzo biglietto è andato all'asta...&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Lampi di luce dal lato nascosto di un buco nero</video:title>
            <video:description>Gli osservatori Esa e Nasa hanno osservato un fascio di fotoni &amp;nbsp;X provenienti dal lato non visibile&amp;nbsp; del buco nero nella galassia a spirale&amp;nbsp; I Zwicky 1</video:description>
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            <video:title>Fermi individua il lampo gamma sbiadito di una supernova</video:title>
            <video:description>La scoperta di emissione di supernova associata al gamma-ray burst breve Grb 200826A dimostra che la&amp;nbsp; sola durata di un lampo non indica in modo univoco la sua origine</video:description>
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            <video:title>La prima ecografia di Marte</video:title>
            <video:description>Il lander della Nasa InSIght svela con un dettaglio senza precedenti la struttura interna di Marte. I risultati su tre studi usciti su Science</video:description>
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            <video:publication_date>2021-07-23</video:publication_date>
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            <video:title>Jeff Bezos nello spazio: primo volo umano per Blue Origin</video:title>
            <video:description>Successo del primo volo con equipaggio di Blue Origin: Jeff Bezos vola nello spazio con il fratello Mark, l’aviatrice 82enne Kelly Funk e il 18enne olandese Oliver Daemen. Il nuovo turismo spaziale diventa realtà</video:description>
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            <video:title>L'intervento del Ministro dell'Università e della Ricerca Maria Cristina Messa</video:title>
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            <video:title>L'intervento dell'On. Bruno Tabacci</video:title>
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            <video:title>L'intervento del presidente ASI Giorgio Saccoccia</video:title>
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            <video:title>Una nuova vita per Hubble</video:title>
            <video:description>Dopo aver tenuto tutti con il fiato sospeso per oltre un mese per via di un guasto al computer, Hubble torna a fare scienza.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-07-19</video:publication_date>
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            <video:title>Tecnologie e servizi dell'industria aerospaziale del futuro - Intervento del presidente ASI Giorgio Saccoccia</video:title>
            <video:description>Intervento del presidente ASI Giorgio Saccoccia al webinar del Sole 24 ore&amp;nbsp; 'Space economy Tecnologie e servizi dell'industria spaziale del futuro'</video:description>
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            <video:title>Pianeti vagabondi? Parola di Kepler</video:title>
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            <video:title>Branson inaugura Branson</video:title>
            <video:description>Il volo di Richard Branson a bordo dello spazioplano Vss Unity della Virgin Galactic inaugura una nuova era per il turismo spaziale</video:description>
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            <video:title>IceSat-2, uno sguardo ai laghi sotterranei dell’Antartide</video:title>
            <video:description>Scovati dal satellite IceSat-2 della Nasa due nuovi laghi nascosti sotto la coperta di ghiaccio dell’Antartide. Continua così il monitoraggio dall’alto dello stato di salute delle zone più fredde della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2021-07-08</video:publication_date>
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            <video:title>La Cina a passeggio sull’armonia celeste</video:title>
            <video:description>Due taikonauti cinesi hanno completato la prima delle due passeggiate spaziali previste su Tianhe, il modulo centrale della nuova stazione spaziale cinese lanciato a fine aprile.&amp;nbsp;L’attività extraveicolare è stata effettuata da Hongbo e Boming,&amp;nbsp;arrivati a bordo dell’avamposto assieme al comandante Hasheng lo scorso 17 giugno</video:description>
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            <video:publication_date>2021-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>Luci e ombre sui laghi nascosti di Marte</video:title>
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            <video:title>Selfie marziani per Perseverance e Zhurong</video:title>
            <video:description>I rover Perseverance e Zhurong hanno realizzato alcuni selfie che mostrano i dettagli dell'ambiente in cui si trovano ad operare</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Spazio ai beni culturali</video:title>
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            <video:title>Hubble e Spitzer testimoni dell'alba cosmica</video:title>
            <video:description>Secondo uno studio britannico&amp;nbsp;l’alba cosmica, il periodo in cui si sono formate le prime stelle, si sarebbe verificata da 250 a 350 milioni di anni dall’origine dell’Universo</video:description>
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            <video:title>Al via lo sguardo sugli oceani di Sentinel-6</video:title>
            <video:description>Il satellite Sentinel-6 di Esa e Nasa diventa operativo: mapperà oltre il 90% degli oceani, misurando l’innalzamento del livello del mare</video:description>
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            <video:publication_date>2021-06-22</video:publication_date>
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            <video:title>Habitat lunari, le proposte di NASA ed ESA</video:title>
            <video:description>Le proposte di habitat lunare Lunar Lantern e Lunar Village sono state presentate nel corso della 17esima Mostra della Biennale di Venezia</video:description>
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            <video:title>Ecco il primo satellite di legno</video:title>
            <video:description>Sarà il primo satellite di legno: WISA della finlandese Arctic Astronautics potrebbe rivoluzionare il mondo dei cubesat. Partirà entro la fine del 2021, grazie anche alla collaborazione con l'Agenzia spaziale europea</video:description>
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            <video:title>Primo equipaggio in arrivo per Tianhe</video:title>
            <video:description>I tre taikonauti sono partiti a bordo della navetta Shenzhou-12 e hanno effettuato il docking con Tianhe</video:description>
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            <video:title>Da Valentina Tereshkova in poi: le donne nello spazio</video:title>
            <video:description>Oggi il 58esimo anniversario dal volo di Valentina Tereshkova, prima donna in orbita. E presto Samantha Cristoforetti sarà la prima comandante europea della Iss. Ma quanto manca per raggiungere davvero la parità di genere nello spazio?</video:description>
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            <video:title>Filamenti cosmici rotanti nell’occhio dello Sloan Digital Sky Survey</video:title>
            <video:description>Secondo lo studio pubblicato su Nature Astronomy alcuni filamenti si estenderebbero fino a centinaia di milioni di anni luce</video:description>
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            <video:title>Perseverance, al via le operazioni scientifiche</video:title>
            <video:description>Il rover della missione Mars 2020 ha dato il via alla sue prima campagna scientifica</video:description>
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            <video:title>Razzi riciclabili, Relativity Space si unisce alla squadra</video:title>
            <video:description>L’azienda Relativity Space annuncia la costruzione di un razzo interamente riutilizzabile grazie alla stampa 3D, da lanciare nel 2024. Aumentano così i competitor di SpaceX nel mondo dei lanciatori riciclabili </video:description>
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            <video:title>Un flusso stellare allungato per la Via Lattea</video:title>
            <video:description>Grazie ai dati di Gaia dell'Esa e di Tess della Nasa un gruppo di astronomi ha scoperto nuovi dettagli sul comportamento delle stelle negli ammassi aperti</video:description>
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            <video:publication_date>2021-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Il gemello avvelenato della Terra: l’Italia (con la Nasa) su Venere</video:title>
            <video:description>La missione Veritas della Nasa partirà dopo il 2026, avvalendosi di scienza e tecnologia italiane. ne abbiamo parlato con Barbara Negri, responsabile dell’unità Volo Umano e Sperimentazione Scientifica dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2021-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Sos ghiacci, l’Artico in pericolo (anche) per l’Atlantificazione</video:title>
            <video:description>La combinazione dei dati dei satelliti ha finora mostrato come la riduzione di ghiaccio dell’inverno 2020-2021 sia la più massiccia da dieci anni a questa parte&amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>185</video:duration>
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            <video:title>Expo Dubai, l’Italia dello Spazio c’è con tutte le sue eccellenze</video:title>
            <video:description>Unire le menti e preparare il futuro sono gli obiettivi, insieme alla visibilità su scala mondiale, dell'accordo tra Agenzia spaziale italiana e Padiglione Italia&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2021-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Acqua sulla Luna e ossigeno su Marte: il futuro è qui (anche grazie all’Italia)</video:title>
            <video:description>Un progetto italiano, nato da una collaborazione tra l’azienda Ohb Italia e il Politecnico di Milano, con il forte supporto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dell’Agenzia spaziale europea (Esa), estrarrà acqua dalla sabbia lunare</video:description>
            <video:duration>318</video:duration>
            <video:publication_date>2021-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Collins, l'uomo più solo intorno alla Luna</video:title>
            <video:description>L'astrofisico Masi: "Rimanere in orbita da solo intorno alla Luna con tutte le incertezze che una missione pionieristica come quella comportava, rivela delle doti straordinarie dell’uomo Collins"</video:description>
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            <video:publication_date>2021-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Pulizie innovative per InSight</video:title>
            <video:description>I tecnici del Jpl sono riusciti a far compiere al lander un’innovativa operazione di pulizia dei pannelli solari, guadagnando tempo prezioso per raccogliere nuovi dati scientifici sulla geologia marziana</video:description>
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            <video:publication_date>2021-06-04</video:publication_date>
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            <video:title>Stazione spaziale cinese, presto i primi astronauti</video:title>
            <video:description>La missione Shenzhou-12 porterà i primi tre astronauti a bordo della nuova stazione spaziale cinese Tianhe entro fine giugno</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-31</video:publication_date>
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            <video:title>La Via Lattea è una trottola cosmica?</video:title>
            <video:description>La curvatura della nostra galassia ruota è più complessa di quanto si pensasse. Lo studio dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie grazie ai dati di Gaia dell’Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-26</video:publication_date>
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            <video:title>Getti di plasma rivelatori nell’ammasso galattico</video:title>
            <video:description>Uno studio dell'Università di Nagoya ha analizzato l'interazione tra i getti di plasma nell'ammasso galattico Abell 3376</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-25</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceShipTwo, volo suborbitale di successo per Virgin Galactic</video:title>
            <video:description>Lo spazioplano di Virgin Galactic ha completato con successo il volo suborbitale con due piloti a bordo. Diventa sempre più vicino il turismo spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-24</video:publication_date>
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            <video:title>Obiettivo Europa: l'Italia e il futuro dello spazio: le conclusioni dell'On. Bruno Tabacci</video:title>
            <video:description>Le conclusioni del Sottosegretario con delega per le politiche spaziali ed aerospaziali e Presidente del COMINT, On.&amp;nbsp;Bruno Tabacci</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Diritto dello spazio, che cosa ci insegna il Lunga Marcia</video:title>
            <video:description>L’episodio del Lunga Marcia cinese ci deve far riflettere sul diritto dello spazio e sul futuro del traffico spaziale. Mettendo a fuoco prima che sia troppo tardi i problemi che stanno nascendo da un’espansione sempre più massiccia delle attività spaziali, in mancanza di un’adeguata regolamentazione internazionale.&amp;nbsp;L'intervista a Nicoletta Bini, Ufficio Affari Legali Asi, ed Ettore Perozzi, Unità Indirizzo Strategico Asi.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-21</video:publication_date>
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            <video:title>I dintorni pesanti delle comete</video:title>
            <video:description>Scoperti per la prima volta vapori di elementi pesanti come nichel e ferro nelle atmosfere delle comete. Lo studio su Nature</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Appetito equivalente per buchi neri differenti</video:title>
            <video:description>Uno studio del Mit e dell’Eso ha rilevato che il processo di accrescimento dei buchi neri è indipendente dalle loro dimensioni</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-18</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti i voli di Ingenuity</video:title>
            <video:description>Cinque voli, cinque successi: ecco tutte le imprese del primo elicottero marziano</video:description>
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            <video:title>OSIRIS-REx dice addio a Bennu</video:title>
            <video:description>La sonda ha iniziato il viaggio di due anni che la riporterà sulla Terra.&amp;nbsp; A bordo i campioni recuperati dalla superficie dell'asteroide Bennu</video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-11</video:publication_date>
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            <video:title>Il suono di Ingenuity nei cieli di Marte</video:title>
            <video:description>Ecco il primo suono di un elicottero su Marte: è il rumore di Ingenuity mentre sorvola il pianeta rosso, registrato dal rover Perseverance</video:description>
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            <video:title>Atterraggio morbido per SN15</video:title>
            <video:description>Il prototipo numero 15 di Starship è riuscito nell'impresa atterrando sulla rampa di lancio di Boca Chica dopo aver raggiunto quota 10 chilometri di altezza</video:description>
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            <video:title>L’Italia a caccia di alieni</video:title>
            <video:description>Il Sardinia Radio Telescope partecipa al progetto Seti per la ricerca di vita extraterrestre, un’impresa che da sempre affascina l’essere umano. L’intervista a Emilio Molinari, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari dell’Inaf</video:description>
            <video:duration>186</video:duration>
            <video:publication_date>2021-05-05</video:publication_date>
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            <video:title>Star Wars Day 2021</video:title>
            <video:description>Il 4 maggio è ufficialmente lo Star Wars Day, ricorrenza in cui i fan della principessa Leila, del Jedi Luke Skywalker e del maestro Yoda celebrano la famosa saga di George Lucas, Guerre Stellari</video:description>
            <video:duration>125</video:duration>
            <video:publication_date>2021-05-05</video:publication_date>
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            <video:title>Crew Dragon (quasi) internazionale</video:title>
            <video:description>Splashdown di successo per l’equipaggio della Crew-1. Intanto SpaceX ha all’attivo lanci che rappresentano le agenzie spaziali di Usa, Giappone ed Europa, ma all’appello manca la Russia </video:description>
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            <video:publication_date>2021-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Deep space: Sorvolando Marte</video:title>
            <video:description>Far volare un elicottero su Marte era un’impresa tecnologica senza precedenti. Che cosa c’è dietro al successo di Ingenuity, il primo velivolo marziano? E quali sono le sfide future? Le interviste a Paolo Bellutta e due scienziati italiani alla Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>Piccolo è bello: il volo di Ingenuity su Marte indica la strada del futuro</video:title>
            <video:description>Vi siete chiesti come mai sia così importante essere riusciti in quest’impresa? Per almeno due motivi: grazie a un drone-elicottero come Ingenuity si possono raggiungere zone remote e inaccessibili per i rover. E poi usare un mezzo così piccolo è il futuro: le agenzie spaziali sono al lavoro sulla miniaturizzazione, una sfida scientifica e tecnologica che consentirà missioni intelligenti anche in termini economici. Ne abbiamo parlato con Eleonora Ammannito, ricercatrice dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), esperta di Scienze Planetarie.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>Addio a Michael Collins</video:title>
            <video:description>Protagonista della conquista della Luna pur non avendo mai messo piede sul nostro satellite. Michael Collins, l’astronauta della Nasa che ha guidato l’Apollo 11 nella storica missione del 1969 ci ha lasciato a 90 anni</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Brillamenti in miniatura nell'occhio di Solar Orbiter</video:title>
            <video:description>Icampfires, minuscole eruzioni solari, sono probabilmente guidati da un processo che può contribuire in modo significativo al riscaldamento della corona, l’atmosfera esterna del Sole. Lo ha scoperto la sonda Esa Solar Orbiter e, se confermato, questo dato&amp;nbsp; potrebbe essere fondamentale per la risoluzione di uno dei grandi misteri della fisica solare: la differenza di temperatura tra la&amp;nbsp;corona&amp;nbsp;e la&amp;nbsp;superficie&amp;nbsp;del Sole</video:description>
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            <video:title>Zhurong, il dio del fuoco cinese che andrà su Marte</video:title>
            <video:description>Annunciato il nome del rover della missione cinese Tianwen-1, che intorno a metà maggio tenterà la discesa su Marte: di chiama Zhurong, dio del fuoco per la Cina</video:description>
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            <video:title>Buon compleanno Agile</video:title>
            <video:description>14 candeline per Agile. Nuovo traguardo del piccolo satellite tutto made in Italy per l’osservazione dell’universo in raggi gamma realizzato dall’Asi in collaborazione con Inaf e Infn</video:description>
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            <video:title>La lunga strada verso la neutralità climatica</video:title>
            <video:description>Alla vigilia della Giornata della Terra, Gli Usa si preparano al summit virtuale sul clima e l’Europa punta alla neutralità climatica entro il 2050. Un traguardo che verrà monitorato dai satelliti</video:description>
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            <video:title>La città sulla Luna, le imprese italiane mettono i primi mattoncini</video:title>
            <video:description>L'Agenzia spaziale italiana (Asi) e Thales Alenia Space hanno firmato un accordo per lo studio di fattibilità di sedici progetti per la Luna. Ecco di cosa si tratta</video:description>
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            <video:title>Che fine ha fatto l’acqua di Marte?</video:title>
            <video:description>Un tempo il pianeta rosso era ricoperto da mari e oceani. Dove si trova, oggi, tutta quell'acqua? Ecco le ultime teorie</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-22</video:publication_date>
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            <video:title>Dallo Spazio le mappe delle biomasse forestali</video:title>
            <video:description>Le biomasse vegetali, spiegano dall'Esa, sono una variabile essenziale per comprendere l'evoluzione e il cambiamento del clima, sia su scala locale che più ampia</video:description>
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            <video:title>Da Frascati a Marte e alla Luna</video:title>
            <video:description>Nato nei laboratori dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn) su impulso dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), lo strumento Lara è l'unico italiano a bordo del rover della Nasa Perseverance.</video:description>
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            <video:title>AAA Astronauti cercasi, l’Esa a caccia di nuove leve</video:title>
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            <video:title>L'impresa di Ingenuity oltre le difficoltà di Marte</video:title>
            <video:description>Centodiciassette anni dopo i fratelli Wright - e a distanza di 280 milioni di chilometri -&amp;nbsp; con l’impresa di Ingenuity l’uomo ha sperimentato il primo volo a motore fuori dalla Terra</video:description>
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            <video:title>SpaceX porterà i prossimi astronauti sulla Luna</video:title>
            <video:description>L’umanità è pronta a tornare sulla Luna, in vista del primo sbarco su Marte. E lo farà con lo Human Landing System sviluppato da SpaceX: lo ha annunciato la Nasa, che ha selezionato Starship come veicolo per il prossimo allunaggio</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>Pas de deux per buchi neri</video:title>
            <video:description>Si studiano da lontano, si girano intorno, sembrano quasi abbracciarsi e poi si fondono. È l’ipnotica danza di due buchi neri in una nuova simulazione realizzata dalla Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-16</video:publication_date>
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            <video:title>Un test su drone per Hera</video:title>
            <video:description>Tempo di prove per Hera, la missione Esa dedicata all’esplorazione della coppia binaria di asteroidi&amp;nbsp;Didymos A&amp;nbsp;e&amp;nbsp;B.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il prototipo del cubesat Juventas, che volerà a bordo della sonda, è stato sottoposto a un test su drone per poter verificare la potenza delle sue antenne.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>Roman, il cacciatore di esopianeti e buchi neri</video:title>
            <video:description>Il telescopio futuro erede di Hubble e Webb verrà lanciato entro questo decennio</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Volo rinviato: redini corte per Ingenuity</video:title>
            <video:description>Ingenuity è in queste ore in fase di screening. Il piccolo elicottero su Marte ha riscontrato un problema durante l’ultimo test prima del volo inaugurale, previsto per l’11 aprile ma poi rinviato dalla Nasa. L’intervista a Paolo Bellutta del Jet Propulsion Laboratory</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>Gagarin 60 anni dopo</video:title>
            <video:description>Il 12 aprile 1961 il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin diventa il primo uomo a volare nello spazio. 60 anni dopo la sua impresa continua a ispirare l’esplorazione spaziale, in vista del futuro sbarco su Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-12</video:publication_date>
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            <video:title>Il Granchio che non ti aspetti</video:title>
            <video:description>Il telescopio Nicer installato sulla Iss ha scoperto una fonte di raggi X nella Nebulosa del Granchio. Lo studio su Science</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Esopianeta migrante</video:title>
            <video:description>Svelata l’antica migrazione di un esopianeta a partire dalla composizione chimica della sua atmosfera. L’intervista al primo autore dello studio su Nature, Paolo Giacobbe di Inaf</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-08</video:publication_date>
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            <video:title>Doppio quasar per Hubble</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale Hubble della Nasa ha scovato a 10 miliardi di anni luce da noi una coppia di quasar talmente vicini l’uno all’altro da sembrare un unico oggetto</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-07</video:publication_date>
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            <video:title>Ingenuity affronta la notte marziana</video:title>
            <video:description>Il velivolo si è staccato dal rover Perseverance in attesa di spiccare il primo volo in programma per la sera dell'11 aprile</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-06</video:publication_date>
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            <video:title>Nuove scosse marziane per InSight</video:title>
            <video:description>Il lander della Nasa ha registrato due nuovi terremoti sul pianeta rosso. Salgono così a oltre 500 le scosse registrate dall’inizio della missione</video:description>
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            <video:publication_date>2021-04-02</video:publication_date>
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            <video:title>Urano a raggi X</video:title>
            <video:description>Urano, il settimo inquilino del Sistema solare, emette raggi X. A scoprirlo è stato il potente occhio di Chandra, l’osservatorio spaziale della Nasa, che per la prima volta ha registrato queste particolari emissioni provenienti dal gigante mondo ghiacciato ai confini del nostro sistema planetario</video:description>
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            <video:title>Marte, un lago craterico unico nel suo genere</video:title>
            <video:description>Scoperto dai dati di Mro della Nasa, il lago presenta caratteristiche lacustri diverse da tutte quelle osservate finora sul mondo rosso&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Psyche pronta per l'assemblaggio</video:title>
            <video:description>La sonda ha come obiettivo l'esplorazione dell'omonimo asteroide situato nella fascia tra Marte e Giove. Il lancio è in programma per l'estate del 2022</video:description>
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            <video:publication_date>2021-03-30</video:publication_date>
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            <video:title>Apophis, nessun rischio di impatto con la Terra</video:title>
            <video:description>L’asteroide - osservato da un team internazionale di astronomi lo scorso 6 marzo -&amp;nbsp; non rappresenta più un pericolo per la Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2021-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>Correnti tumultuose nell’oceano di Encelado?</video:title>
            <video:description>Secondo uno studio del Caltech, realizzato grazie ai dati della sonda NASA-ESA-ASI Cassini, l'oceano della luna di Saturno potrebbe essere caratterizzato da correnti analoghe a quelle dei mari terrestri</video:description>
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            <video:publication_date>2021-03-26</video:publication_date>
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            <video:title>Iadi sotto attacco, i dati di Gaia</video:title>
            <video:description>Gaia ha rivelato che le Iadi, l'ammasso stellare più vicino al Sole, viene probabilmente distrutto&amp;nbsp;in parte&amp;nbsp;dall'influenza gravitazionale di un'entità&amp;nbsp;massiccia ma invisibile nella nostra galassia, i sub aloni di materia oscura</video:description>
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            <video:title>Ingenuity, si avvicina il primo volo</video:title>
            <video:description>Il test, il primo per un prototipo di un velivolo a motore controllato su un altro pianeta, dovrebbe essere effettuato non prima dell’8 aprile</video:description>
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            <video:title>Capstone, un cubesat esploratore</video:title>
            <video:description>La sonda precursore andrà a posizionarsi in orbita cislunare e verrà lanciata da un razzo Electron della neozelandese Rocket Lab</video:description>
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            <video:title>InSight rivela le dimensioni del nucleo di Marte</video:title>
            <video:description>Un team di ricercatori ha utilizzato i dati della sonda Nasa per stimare le dimensioni del nucleo di Marte. I risultati dello studio verranno illustrati nel corso della  Lunar and Planetary Science Conference</video:description>
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            <video:publication_date>2021-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>SLS supera la prova del fuoco</video:title>
            <video:description>Lo Space Launch System della Nasa ha superato il secondo hot fire test che ha messo alla prova i 4 motori dello stadio principale</video:description>
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            <video:publication_date>2021-03-19</video:publication_date>
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            <video:title>Scoperta l’origine del viaggiatore interstellare ‘Oumuamua</video:title>
            <video:description>Secondo un nuovo studio si tratterebbe di un frammento di un pianeta simile a Plutone, fatto di ghiaccio d'azoto</video:description>
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            <video:title>L'Italia dello spazio, una stella tra le stelle- versione integrale</video:title>
            <video:description>Frutto di una collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per favorire la promozione dell’internazionalizzazione delle imprese, il filmato promuove le eccellenze spaziali italiane in ambito scientifico, tecnologico e dell'innovazione</video:description>
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            <video:title>Italy in Space, a star among the stars - short version</video:title>
            <video:description>Dreams can reveal the unknown. If you can imagine, you can do it</video:description>
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            <video:title>Italy in Space, a star among the stars</video:title>
            <video:description>Dreams can reveal the unknown. If you can imagine, you can do it</video:description>
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            <video:title>Juno rivela l’origine delle tempeste aurorali su Giove</video:title>
            <video:description>Lo spettrografo a ultravioletti a bordo della sonda Nasa ha rivelato i dettagli del fenomeno che fino a d ora era stato osservato solo da osservatori terrestri e da Hubble</video:description>
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            <video:title>Nuovo traguardo per il Falcon 9</video:title>
            <video:description>Il&amp;nbsp; primo stadio del lanciatore di SpaceX ha effettuato 9 voli consecutivi e si avvicina all'obiettivo dei dieci&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>L'Italia dello spazio, una stella tra le stelle</video:title>
            <video:description>Frutto di una collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana e il&amp;nbsp;Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale&amp;nbsp;per favorire la promozione dell’internazionalizzazione delle imprese,&amp;nbsp;il filmato promuove le eccellenze&amp;nbsp;spaziali italiane in ambito scientifico, tecnologico e dell'innovazione.</video:description>
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            <video:title>Cina a quota sei lanci nel 2021</video:title>
            <video:description>Nuovo lancio per il razzo Lunga Marcia 7A che ha portato in orbita il satellite sperimentale Shiyan-9</video:description>
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            <video:title>L’esopianeta trasformista</video:title>
            <video:description>Da mondo gassoso, con una spessa atmosfera di idrogeno e elio, a pianeta roccioso con una nuova impenetrabile coltre composta da gas vulcanici.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Supercam ascolta i suoni di Marte</video:title>
            <video:description>La camera a bordo del rover Perseverance ha utilizzato il laser dello spettrometro Raman per analizzare la composizione di alcune rocce</video:description>
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            <video:title>Chandra e il buco nero da record</video:title>
            <video:description>L'osservatorio a raggi X della Nasa ha individuato un getto emesso da un quasar che infrange ben due record astronomici</video:description>
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            <video:title>Plato mette alla prova la sua fotocamera</video:title>
            <video:description>Il modello strutturale della camera è stato testato nella camera a vuoto termico presso il centro ESA ESTEC</video:description>
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            <video:title>ExoMars, prove generali per Marte</video:title>
            <video:description>Proseguono con successo i test dell’Esa su ExoMars, in partenza nel 2022 con l’obiettivo di portare finalmente anche l’Europa sulla superficie di Marte</video:description>
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            <video:title>Touchdown pirotecnico per SN10</video:title>
            <video:description>Decimo tentativo per il prototipo della navetta Starship che ha raggiunto la maggior parte degli obiettivi previsti dal test</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti torna nello spazio</video:title>
            <video:description>Seconda volta tra le stelle per Samantha Cristoforetti. Dopo la missione Futura dell’Asi nel 2014, l’astronauta italiana dell’Esa è stata selezionata per un nuovo volo in programma per la primavera del 2022</video:description>
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            <video:title>C’è ‘Dante’ a spasso fra le stelle, l’asteroide del poeta compie 40 anni</video:title>
            <video:description>Erano i primi di febbraio nel 1981 quando Norman G. Thomas dall'osservatorio di Lowell, in Arizona, scova un asteroide 'nuovo' e decide di battezzarlo come il Sommo Poeta.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-03-02</video:publication_date>
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            <video:title>Perseverance, touchdown ok: alla ricerca di vita su Marte</video:title>
            <video:description>Il rover della Nasa ha superato con successo i 'sette minuti di terrore'. A bordo anche uno strumento italiano.</video:description>
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            <video:title>Apophis, sorvegliato speciale</video:title>
            <video:description>L'asteroide scoperto nel 2004 sarà osservato da un gruppo di astronomi provenienti da tutto il mondo durante il&amp;nbsp; suo prossimo passaggio previsto il 6 marzo</video:description>
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            <video:title>Turismo spaziale: ecco l'hotel gravitazionale</video:title>
            <video:description>La stazione toroidale di Von Braun potrebbe diventare realtà: partita la vendita delle azioni della Orbital Assembly Corporation per la realizzazione della Voyager Station Music: Johann Strauss II - An der schönen, blauen Donau - Walzer, Op. 314</video:description>
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            <video:title>Hubble osserva il pit stop di una cometa</video:title>
            <video:description>Un gelido visitatore si è fermato temporaneamente nelle vicinanze degli asteroidi troiani.&amp;nbsp;I telescopi #Hubble e #Spitzer hanno analizzato le  sue caratteristiche </video:description>
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            <video:title>Suoni da Marte</video:title>
            <video:description>Il microfono posizionato sul rover Perseverance ha registrato una serie di suoni provenienti dall'ambiente marziano</video:description>
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            <video:title>Coppie di stelle per Gaia</video:title>
            <video:description>Una dettagliatissima ricostruzione 3D di 1,3 milioni di sistemi binari: il risultato dell’Università della California Berkeley grazie ai dati dell’osservatorio europeo Gaia</video:description>
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            <video:title>Ingenuity pronto al volo</video:title>
            <video:description>Il rotorcraft della missione Mars 2020 ha inviato i dati sullo stato delle batterie grazie a una connessione con la sonda Mars Reconnaisance Orbiter</video:description>
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            <video:publication_date>2021-02-22</video:publication_date>
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            <video:title>Il primo scatto marziano di Perseverance</video:title>
            <video:description>Touchdown confirmed. Dopo la sequenza acrobatica di manovre di discesa su Marte svolte ieri da Perseverance, la conferma dell’ammartaggio è stata coronata dalla prima, emozionante immagine marziana inviata dal rover</video:description>
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            <video:title>Perseverance tocca Marte!</video:title>
            <video:description>Il rover della missione Nasa Mars 2020 ha superato i sette minuti di terrore approdando sul pianeta rosso. I segnali inviati in fase di discesa sono stati registrati dal Sardinia Deep Space Antenna dell'ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2021-02-19</video:publication_date>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 15</video:title>
            <video:description>Episodio 15 -&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il modulo space-spasso</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 14</video:title>
            <video:description>Episodio 14 -&amp;nbsp;Blackout marziano</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 13</video:title>
            <video:description>Episodio 13- Natale su Marte</video:description>
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            <video:title>Perseverance, guida all’ammartaggio</video:title>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 12</video:title>
            <video:description>Episodio 12 -&amp;nbsp;&amp;nbsp;Sapore di casa</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte- Episodio 11</video:title>
            <video:description>Episodio 11 -&amp;nbsp;La gita</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte- Episodio 10</video:title>
            <video:description>Episodio 10 - Un compleanno marziano</video:description>
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            <video:title>Perseverance a un passo da Marte</video:title>
            <video:description>Il rover di Mars 2020 atterrerà nel cratere Jezero il 18 febbraio quando in Italia saranno le 21.55</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 9</video:title>
            <video:description>Episodio 9 -&amp;nbsp;&amp;nbsp;Abbronzatissimo</video:description>
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            <video:publication_date>2021-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 8</video:title>
            <video:description>Episodio 8 - Tutto torna</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 7</video:title>
            <video:description>Episodio 7 -&amp;nbsp;Puzze marziane</video:description>
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            <video:title>Starlink, successo a metà per SpaceX</video:title>
            <video:description>Altri 60 satelliti in orbita per la megacostellazione Starlink, ma questa volta SpaceX non riesce a recuperare il primo stadio del suo Falcon 9</video:description>
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            <video:publication_date>2021-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>Un lanciatore per Europa Clipper</video:title>
            <video:description>La missione interplanetaria della Nasa diretta verso il satellite di Giove, Europa verrà lanciata nel 2024</video:description>
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            <video:publication_date>2021-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 6</video:title>
            <video:description>Episodio 6 -&amp;nbsp;Il giorno della luna</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 5</video:title>
            <video:description>Episodio 5 -&amp;nbsp;Sfida all'ultimo ketchup</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 4</video:title>
            <video:description>Episodio 4 - Space Rudy</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 3</video:title>
            <video:description>Episodio 3 'L'alieno'</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 2</video:title>
            <video:description>Episodio 2 ' Messaggi da Marte'</video:description>
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            <video:title>Rudy on Tour - vacanze su Marte  - Episodio 1</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Episodio 1 ' Super Steve'</video:description>
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            <video:title>Cosmo-Skymed, l'Italia mette nuovi occhi addosso alla Terra</video:title>
            <video:description>Operativo il primo satellite della nuova generazione di Cosmo-Skymed: ne abbiamo parlato con Francesco Longo dell'Agenzia spaziale italiana (Asi).</video:description>
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            <video:title>Lunar Gateway,  due moduli  in orbita con il  Falcon Heavy</video:title>
            <video:description>Il lanciatore per carichi pesanti di Spacex porterà in orbita il modulo logistico e quello abitativo del Lunar Gateway</video:description>
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            <video:title>Hope, la prima sonda araba intorno a Marte</video:title>
            <video:description>Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati il quinto paese a raggiungere Marte. La sonda Hope è ora in orbita marziana e studierà il pianeta rosso dall’alto</video:description>
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            <video:title>Betelgeuse, nuove ipotesi sulla gigante oscurata</video:title>
            <video:description>Un nuovo studio ha rivelato nuovi dettagli sulla supergigante rossa protagonista di un notevole calo di luminosità all'inizio del 2020</video:description>
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            <video:title>Capodanno su Marte, 3 sonde in avvicinamento</video:title>
            <video:description>È appena iniziato il 36esimo anno su Marte, e 3 sonde si apprestano a raggiungere il pianeta rosso: Hope degli Emirati Arabi, Tianwen-1 della Cina e Mars2020 degli Stati Uniti</video:description>
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            <video:title>Piccoli buchi neri dal comportamento anomalo</video:title>
            <video:description>La survey Gleam ha osservato l'insolito comportamento di alcuni baby buchi neri al centro di alcune radio galassie&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Frane marziane</video:title>
            <video:description>Utilizzando i dati della sonda MRO, un team di scienziati del SETI Institute della Nasa ha trovato la possibile causa di un evento meno noto eppure piuttosto rilevante: le frane marziane</video:description>
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            <video:title>Starship, ‘hop’ con esplosione per SN9</video:title>
            <video:description>SN9 come SN8: salto perfetto ma atterraggio esplosivo per il secondo test ad alta quota della navicella Starship di SpaceX, che un giorno dovrebbe portare l’uomo sulla Luna e su Marte. E intanto si prepara SN10</video:description>
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            <video:title>Sami svela i dettagli di oltre 3000 galassie</video:title>
            <video:description>Lo strumento dell'osservatorio australiano di Side Spring ha svelato i dettagli di oltre 3000 galassie&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Studenti scienziati alla scoperta degli esopianeti</video:title>
            <video:description>Ci sono anche due liceali tra gli autori del nuovo studio pubblicato su Astronomical Journal che identifica per la prima volta 4 nuovi pianeti oltre il nostro Sistema solare</video:description>
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            <video:title>Test lunari: Sls avanza, Starship rallenta</video:title>
            <video:description>Successo per l’hot fire test su un motore che alimenterà lo Space Launch System della Nasa. Battuta d’arresto invece per il test di Starship di SpaceX, che non ha ricevuto l’autorizzazione a lanciare dalla FAA</video:description>
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            <video:title>Il clima del futuro visto da Copernicus</video:title>
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            <video:title>L'Italia sulla Luna con il programma Artemis della Nasa</video:title>
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            <video:title>ExoMars, a Torino prove tecniche di atterraggio su Marte</video:title>
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            <video:title>Comet Interceptor, viaggio sulla cometa sconosciuta</video:title>
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            <video:title>Verso la Luna e oltre, il 2021 dello Spazio</video:title>
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            <video:title>Laghi sotterranei su Marte: la scoperta italiana sul pianeta rosso</video:title>
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            <video:title>Rendez-vous con il Sole, Solar Orbiter svela campi di lucciole</video:title>
            <video:description>Il lungo viaggio di Solar Orbiter intorno al Sole è appena cominciato, ma i suoi occhi acuti hanno già mostrato dettagli inaspettati della nostra stella</video:description>
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            <video:title>Guarda che lune: la sonda Juno su Giove per altri cinque anni</video:title>
            <video:description>Avventuroso viaggio della sonda Juno intorno a Giove durerà altri cinque anni. Lo ha deciso la Nasa, madre della missione, dopo aver consultato un team di scienziati indipendenti che ha sancito l’importanza dei risultati raggiunti finora e raccomandato di andare avanti. E allora si prosegue, cercando di svelare i misteri del gigante gassoso, sulle tracce dell’origine del Sistema Solare. La novità dell’estensione della missione è che non sarà più solo Giove oggetto di studio, ma anche le sue lune.&amp;nbsp;  Sulla missione Juno volano anche due strumenti italiani, KaT e Jiram, che hanno contribuito a rivelare caratteristiche ignote di Giove. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Sindoni dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), responsabile di progetto per Jiram.&amp;nbsp;  “Giove è un pianeta fortemente composto da nubi, turbolenze, vortici, cicloni, è un pianeta in tempesta. Vedere cosa c’è sotto la coltre di nubi non è banale– spiega Sindoni-. Noi italiani abbiamo lo strumento adatto per farlo. Si chiama KaT: utilizza un sistema particolare di microonde e ci permette in modo indiretto di capire come è fatto Giove. A bordo di Juno c’è anche un altro strumento italiano, Jiram, uno spettrometro nell’infrarosso. Ci permette di vedere la luce emessa dal pianeta nelle sequenze dell’infrarosso, una luce invisibile all’occhio umano emessa da corpi caldi. Attraverso lo studio di questa luce infrarossa siamo in grado di capire la composizione chimica dell’atmosfera di Giove. Sappiamo che Giove è un pianeta gassoso- ricorda Sindoni-, non siamo certi che ci sia un nucleo solido al suo interno. È formato da idrogeno ed elio, come il nostro Sole, e poi ci sono elementi meno concentrati come acqua e metano, e altri ancora. Lo strumento italiano Jiram è riuscito per primo a scoprire l’esistenza di strutture cicloniche gigantesche nei poli di Giove. Queste strutture sono stabili, stanno sempre nello stesso posto e permangono per anni. Questa è un’enorme scoperta che noi italiani abbiamo fatto attraverso la missione Juno”.&amp;nbsp;  Proprio in virtù di scoperte come questa il viaggio di Juno prosegue. La missione, partita nel 2011 e arrivata nell’orbita di Giove dopo cinque anni di viaggio, continuerà a studiare non solo il pianeta, ma anche le sue lune.  “Juno è stata progettata per studiare Giove e segue un’orbita polare, cioè che si avvicina molto al pianeta. Gli strumenti a bordo sono però in grado di studiare anche le lune, che non erano tra gli obiettivi principali. Parliamo di quelle galileiane, &amp;nbsp;Io, Europa, Callisto e &amp;nbsp;Ganimede– specifica Sindoni, a colloquio con la Dire-. Occasionalmente ci si avvicina a questi satelliti e gli strumenti sono in grado di studiare questi corpi, lo abbiamo visto in passato. Quando ci siamo accorti che eravamo in grado di ottenere risultati scientificamente rilevanti abbiamo deciso di proporre durante l’estensione degli studi mirati. Faremo piccole modifiche nella traiettoria del satellite per avvicinarci il più possibile alle lune. Questa è la grande novità“.&amp;nbsp;  Lo studio delle lune farà da apripista anche per la strada che percorrerà la missione Juice dell’Agenzia spaziale europea (Esa), il cui lancio è previsto per il prossimo anno con arrivo nel 2028. Raccoglierà il testimone di Juno, che, alla fine della sua vita operativa si schianterà tra le nebbie di Giove per disintegrarsi senza rischio di contaminare altri corpi celesti.  “Giove è considerato lo spazzino del Sistema Solare. Quello che forse non tutti sanno è che Giove ci protegge da tanti asteroidi: essendo così grande riesce a attirare gravitazionalmente oggetti potenzialmente pericolosi, che poi cadono all’interno di Giove e si distruggono”. Così sarà anche per Juno, da cui però, prima di allora, aspettiamo ancora tante risposte.</video:description>
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            <video:title>Einstein Telescope, dal cuore della Terra all’esplorazione dell’Universo</video:title>
            <video:description>Per scrutare l’Universo e indagare i misteri ancora oscuri di cosmologia, fisica e astrofisica bisognerà andare sottoterra. Non è una contraddizione: l’Einstein Telescope, futuristico osservatorio di onde gravitazionali, avrà bisogno di essere installato in un ambiente protetto, ovattato, che ne permetta la precisione delle rilevazioni senza interferenze. Sottoterra, appunto. L’Italia aspira a ospitarlo e candida le miniere (dismesse) di Sos Enattos, cuore della Sardegna nelle vicinanze di Lula, provincia di Nuoro. Pochi giorni fa sono stati installati i sensori per la campagna di misure geofisiche volta a individuare l’entità del rumore sismico della zona. L’obiettivo è dimostrare il ‘silenzio’ dell’area, requisito fondamentale per ospitare l’Einstein Telescope, che avrà non solo dimensioni maggiori rispetto agli strumenti oggi in uso, ma anche una tecnologia più sviluppata per cogliere i più deboli segnali dell’Universo. Ne abbiamo parlato con Enzo Brocato, astrofisico dell’Inaf e direttore dell’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo.  Propriamente lo strumento che osserva e misura le onde gravitazionali è un interferometro, che raccoglierà il testimone di Virgo– installato a Cascina, provincia di Pisa- e Ligo, le collaborazioni internazionali che hanno permesso di osservare per la prima volta in maniera diretta le onde gravitazionali descritte da Einstein. Era il 14 settembre del 2015 e si apriva una nuova porticina attraverso cui scrutare l’Universo.  “Abbiamo due “binari”, due raggi laser perpendicolari-nel caso di Virgo- in cui la luce viene fatta riflettere su degli specchi in modo continuo- spiega Brocato, illustrando il funzionamento dell’interferometro-. La luce va avanti e indietro su questo cammino ottico. Nel momento in cui passa un’onda gravitazionale la Terra subisce una distorsione dello spazio-tempo. Noi ci accorgiamo di questa piccolissima variazione dal cammino ottico della luce. Semplificando molto, un braccio rimane invariato, l’altro ha una piccolissima variazione: dal confronto tra questi due cammini ottici possiamo vedere qual è questo spostamento e seguirlo nel tempo (frazioni di secondo), quindi capire qual è la forma dell’onda gravitazionale. Al momento, l’interferometro di Virgo ha una base di 3 km, mentre quella dell’Einstein Telescope sarà dell’ordine di una decina di km, potremo quindi avere una sensibilità estremamente superiore. Si pensa, &amp;nbsp;inoltre, di fare tre bracci invece che due e di costruire sottoterra, perché questo abbatte il rumore sismico. Per fare un esempio della sensibilità, Virgo stesso è in grado di rilevare il “rumore” prodotto dalle onde del mare che si infrangono sulla spiaggia del Tirreno, benchè sia installato nell’interno della Toscana. Anche una minima vibrazione fa sì che gli specchi si muovano, ecco perché è fondamentale abbattere il rumore sismico ed è proprio sotto la superficie terrestre che questo rumore viene abbattuto in modo molto importante”.  La Sardegna, luogo ottimale per Einstein Telescope con pochissima attività sismica sia naturale (terremoti) che antropica (attività umane), è in competizione con un sito individuato in Olanda, al confine con Germania e Belgio. La scelta sarà effettuata con il contributo di una commissione che ha il delicato compito di valutare i dati per misurare la qualità del sito che ospiterà l’Einstein Telescope.  “I primi microscopi consentivano di scoprire batteri e globuli rossi, oggi vediamo la struttura tridimensionale del DNA o – riflette Brocato, a colloquio con la Dire- con il suo telescopio Galileo Galilei scopriva le lune di Giove, oggi con i moderni telescopi osserviamo galassie distanti oltre 13 miliardi di anni luce dalla Terra“. Adesso assistiamo a un’evoluzione tecnologica e scientifica, al limite della nostra conoscenza, e con Einstein Telescope “avremo un nuovo eccezionale strumento per esplorare l’Universo &amp;nbsp;studiando questo nuovo mondo delle onde gravitazionali che possiamo dire di aver appena iniziato ad intravedere con Virgo e LIGO. Senza dimenticare che gli astrofisici dell’Inaf saranno pronti a osservare e studiare la luce emessa dalle sorgenti scoperte da ET con la nuova generazione di telescopi (Eso-Elt, Vera Rubin Observatory, Cta, Ska) e missioni spaziali (Athena, Jwst, Theseus, Hermes) in grado di osservare il cielo in tutto lo spettro elettromagnetico. Una sinergia entusiasmante da cui ci aspettiamo straordinarie scoperte scientifiche nell’ambito dell’astrofisica, della cosmologia e della fisica fondamentale”, sottolinea Brocato.  L’obiettivo dell’Einstein Telescope, la cui messa in funzione è attesa per la metà degli anni Trenta, è quello di fare un salto in avanti. Più misure, più precise. Per la sua realizzazione l’Italia punta sulle competenze dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare, che guida il progetto, sul supporto dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia e delle università. Uno sforzo nazionale per realizzare il progetto europeo di una scienza nuova, intersettoriale e lungimirante.</video:description>
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            <video:title>Vita su Venere, il mistero si infittisce</video:title>
            <video:description>Secondo una nuova ipotesi la fosfina rilevata dallo studio dell'Università di Cardiff sarebbe in realtà anidride solforosa un composto che non viene considerato tra i 'mattoni della vita'</video:description>
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            <video:title>La nuova era del turismo spaziale targata Axiom-SpaceX</video:title>
            <video:description>Reso noto l'equipaggio della prima missione umana interamente commerciale, dalla crew al mezzo di trasporto. Volerà nel 2022</video:description>
            <video:duration>108</video:duration>
            <video:publication_date>2021-01-27</video:publication_date>
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            <video:title>Roman, esopianeti e non solo</video:title>
            <video:description>Hubble, Kepler Tess, Cheops: sono tanti i telescopi spaziali che nel tempo hanno portato alla scoperta di migliaia di esopianeti. Presto si aggiungerà la missione Roman della Nasa, per cercare mondi distanti e non solo</video:description>
            <video:duration>202</video:duration>
            <video:publication_date>2021-01-26</video:publication_date>
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            <video:title>Trappist-1, nuove rivelazioni sui 7 pianeti</video:title>
            <video:description>Secondo uno studio della Nasa i pianeti del sistema hanno densità simili un dato che fornisce indizi sulla loro composizione</video:description>
            <video:duration>110</video:duration>
            <video:publication_date>2021-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Starlink, primo lancio del 2021</video:title>
            <video:description>Sedicesimo lancio per la megacostellazione di SpaceX e ottavo lancio consecutivo del primo stadio del Falcon 9</video:description>
            <video:duration>93</video:duration>
            <video:publication_date>2021-01-21</video:publication_date>
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            <video:title>La Via Lattea fa la ola</video:title>
            <video:description>La nostra galassia non è un disco piatto ma presenta una lieve curvatura. I dettagli nello studio presentato al 237esimo Meeting dell'American Astronomical Society</video:description>
            <video:duration>113</video:duration>
            <video:publication_date>2021-01-20</video:publication_date>
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            <video:title>Orion si avvicina alla Luna</video:title>
            <video:description>Mentre il sistema di lancio Sls subisce una battuta d’arresto, tutto va a gonfie vele per la capsula Orion, ormai pronta a volare in vista del ritorno sulla Luna</video:description>
            <video:duration>117</video:duration>
            <video:publication_date>2021-01-19</video:publication_date>
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            <video:title>Tempo di prove per Nasa e Virgin</video:title>
            <video:description>La Nasa ha testato i motori dello Space Launch System mentre la Virgin Orbit ha messo in orbita 10 cubesat grazie al Launcher One</video:description>
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            <video:publication_date>2021-01-18</video:publication_date>
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            <video:title>Un corvo nei cieli marziani</video:title>
            <video:description>Raven verrà testato sui terreni vulcanici dell'Islanda per via della somiglianza con quelli marziani</video:description>
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            <video:publication_date>2021-01-14</video:publication_date>
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            <video:title>Il Giappone entra nel Gateway</video:title>
            <video:description>La Nasa e il governo giapponese hanno firmato un accordo che definisce il ruolo della Jaxa nel progetto della stazione lunare</video:description>
            <video:duration>100</video:duration>
            <video:publication_date>2021-01-13</video:publication_date>
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            <video:title>Fusione galattica fatale</video:title>
            <video:description>La fusione tra due galassie massicce nell’Universo primordiale potrebbe aver fermato il processo di formazione stellare. Lo afferma uno studio, che vede anche la partecipazione di ricercatori italiani, condotto grazie ai dati del telescopio cileno Alma</video:description>
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            <video:publication_date>2021-01-12</video:publication_date>
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            <video:title>Marte oscillante</video:title>
            <video:description>Nella sua danza attorno al Sole, il pianeta rosso non si muove in modo perfettamente omogeneo. È quanto ha scoperto un team di ricerca guidato dal Jpl della Nasa, che combinando i dati raccolti da diverse sonde ha individuato per la prima volta la cosiddetta oscillazione di Chandler su Marte.</video:description>
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            <video:publication_date>2021-01-11</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX inaugura i lanci del 2021</video:title>
            <video:description>Il Falcon 9 ha messo in orbita il satellite turco Turksat 5A mentre continuano i preparativi per un nuovo lancio del prototipo di Starship</video:description>
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            <video:publication_date>2021-01-08</video:publication_date>
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            <video:title>Due anni di Yutu 2 sul lato nascosto della Luna</video:title>
            <video:description>All'inizio del 2019 il rover cinese Yutu 2 trasportato dalla sonda Chang’e 4 atterrava sul lato nascosto della Luna. Oggi, due anni dopo, il Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa ne mostra dall’alto il percorso</video:description>
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            <video:publication_date>2021-01-07</video:publication_date>
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            <video:title>Riutilizzabile made in China</video:title>
            <video:description>La Cina lancia il nuovo vettore Lunga Marcia-8, primo razzo di Pechino sviluppato per il business dei riutilizzabili</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il primo ritratto di un nanoflare solare</video:title>
            <video:description>Grazie ai dati del satellite Iris della Nasa gli scienziati hanno ottenuto il primo ritratto di un nanoflare, piccolo brillamento nella corona del Sole</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>C / 2020 X3, la cometa disintegrata dal Sole</video:title>
            <video:description>Mentre il Cile e l'Argentina assistevano all’eclissi solare totale del 14 dicembre scorso, un piccolo puntino luminoso volava oltre il Sole. Si tratta C / 2020 X3 una cometa&amp;nbsp; avvistata da un astronomo dilettante e&amp;nbsp; successivamente osservata dall’osservatorio Esa-Nasa Soho</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-21</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Bishop, un alfiere sulla casa spaziale</video:title>
            <video:description>La casa spaziale ora ha una stanza privata: è Bishop, il primo modulo commerciale permanente a bordo della Iss gestito da Nanoracks.   Si tratta di una pietra miliare nella nuova corsa allo spazio, che vede un’alleanza sempre più stretta tra agenzie spaziali e aziende private per uno sfruttamento più inteso dell’orbita bassa in vista delle future missioni di lunga durata verso Luna e Marte. Ma come funziona l'airlock Bishop e come verrà utilizzato in futuro? L’intervista a Veronica La Regina, che attualmente è amministratore unico di Nanoracks Europe dopo aver lavorato all'Agenzia Spaziale Europea e all'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-18</video:publication_date>
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            <video:title>Un cocktail all’idrogeno nell’oceano di Encelado</video:title>
            <video:description>La sonda Cassini ha rilevato la presenza di idrogeno molecolare nell’oceano sotterraneo della luna di Saturno</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-17</video:publication_date>
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            <video:title>Michele Mossa- Politecnico di Bari</video:title>
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            <video:title>Antichissima e distante, ecco il ritratto di GN-z11</video:title>
            <video:description>Svelati nuovi dettagli sulla natura dell’oggetto astrofisico più distante mai conosciuto. Stiamo parlando di GN-z11, una galassia situata a 13,4 miliardi di anni luce dalla Terra, formatasi solo 400 milioni di anni dopo il Big Bang e osservata dal telescopio spaziale Hubble nel 2016</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-16</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco le polveri di Ryugu</video:title>
            <video:description>Hayabusa2 ha portata a casa il suo tesoro. Ad annunciarlo via Twitter la stessa agenzia giapponese che ha confermato la presenza di un grande numero di particelle nella camera di campionamento A.</video:description>
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            <video:title>Luca Parmitano presenta LIDAL</video:title>
            <video:description>L'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano presenta l'esperimento LIDAL</video:description>
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            <video:title>Test fallito per Virgin Galactic</video:title>
            <video:description>Il volo sperimentale dallo spazioporto nel New Mexico è stato interrotto per un problema al computer della SpaceshipTwo</video:description>
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            <video:title>L’esopianeta gemello di Planet 9</video:title>
            <video:description>Hubble ha scovato un esopianeta con caratteristiche simili a quelle ipotizzate per Planet 9, l’ultimo inquilino del Sistema solare</video:description>
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            <video:title>Salto perfetto e atterraggio col botto per SN8</video:title>
            <video:description>L'ottavo prototipo della navetta Starship di SpaceX ha raggiunto quota 12,5 chilometri&amp;nbsp; di altezza e ha portato a termine la maggior parte degli obiettivi prefissati per questo volo</video:description>
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            <video:title>Space Rider, al via i segmenti di volo e di terra</video:title>
            <video:description>Space Rider avanti tutta: firmati due contratti con l’Esa per la realizzazione dei segmenti di volo e di terra dello shuttle europeo. Fondamentale il ruolo italiano</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Hayabusa 2, missione compiuta</video:title>
            <video:description>La capsula contenente i campioni recuperati dall'asteroide Ryugu è atterrata a Woomera, in Australia</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: La filiera della Luna italiana</video:title>
            <video:description>In che modo l’Italia parteciperà alla futura esplorazione lunare nell’ambito del programma Artemis? Dai contributi scientifici a quelli industriali, ecco quali saranno i prossimi passi. Con interviste a Gabriele Mascetti e Roberto Formaro dell’Agenzia Spaziale Italiana, e Massimo Comparini Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>Viaggio in 3D ai confini della Galassia con Gaia</video:title>
            <video:description>Quasi 2 miliardi di stelle: è il ricco bottino della missione dell'Esa incaricata di censire il cielo della Via Lattea e il suo vicinato</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-03</video:publication_date>
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            <video:title>Chang'e 5 atterra sulla Luna</video:title>
            <video:description>La missione cinese è atterrata il 1 dicembre e ora si accinge al recupero di circa 2 chilogrammi di materiale scavando fino a 2 metri di profondità</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-02</video:publication_date>
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            <video:title>L'Universo in musica</video:title>
            <video:description>Il nuovo trio in concerto è composto dal Bullet Cluster,&amp;nbsp;dalla nebulosa del Granchio e dalla Grande Nube di Magellano</video:description>
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            <video:publication_date>2020-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>No Lup, la stella che sprigiona polvere di cometa</video:title>
            <video:description>Un rapidissimo getto di gas sparato fuori da una giovane stella a una velocità mai registrata prima: potrebbero essere i resti di una cometa ghiacciata. I risultati dai dati di Alma</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>Space Beyond, il trailer</video:title>
            <video:description>Il trailer del documentario che ha come protagonista l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano.&amp;nbsp;Il documentario racconta dei sei mesi di missione sulla Stazione Spaziale Internazionale degli esperimenti scientifici svolti e delle attività extraveicolari che sono state effettuate durante la permanenza a bordo&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-27</video:publication_date>
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            <video:title>Tour virtuale dell’Agenzia Spaziale Italiana</video:title>
            <video:description>Al via la 15esima edizione della Notte Europea dei Ricercatori, quest’anno in versione online. Tra le offerte dell’Agenzia Spaziale Italiana, un tour virtuale della sede: entra con noi nel quartier generale dell'Asi a Tor Vergata, Roma, e scopri le principali tappe italiane ed europee dell'esplorazione spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-27</video:publication_date>
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            <video:title>Borexino svela i misteri dei neutrini solari</video:title>
            <video:description>L’esperimento&amp;nbsp; - situato nel Laboratori del Gran Sasso dell’Infn - ha individuato per la prima volta i neutrini prodotti nel Sole dal ciclo carbonio-azoto-ossigeno</video:description>
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            <video:title>Rosalind e Perseverance: preparando il soggiorno marziano</video:title>
            <video:description>L’Esa ha testato con successo al Rocc di Torino la sequenza di operazioni che effettuerà il rover europeo Rosalind Franklin una volta atterrato su Marte. Intanto la Nasa sta mettendo alla prova lo strumento Moxie installato sul rover Perseverance per la produzione di ossigeno sul mondo rosso, per una sua possibile applicazione anche nelle future missioni umane</video:description>
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            <video:title>La Cina vuol prendere la Luna</video:title>
            <video:description>E' decollata la prima missione cinese di sample return.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Lunedì scorso un razzo Lunga Marcia 5 ha lanciato in orbita la&amp;nbsp;missione spaziale Chang’e&amp;nbsp;5. Il suo obiettivo: raggiungere il nostro satellite e riportare sulla Terra, per la prima volta dagli anni ‘70, dei&amp;nbsp;campioni di suolo lunare.L’agenzia cinese non ha rilasciato una timeline ufficiale, ciò che è noto è che la spedizione durerà&amp;nbsp;23 giorni&amp;nbsp;e&amp;nbsp;il 27 novembre la sonda effettuerà l’inserimento in orbita lunare&amp;nbsp;a un’altezza di circa 200 km, mentre l’atterraggio è previsto nei giorni successivi.Secondo la stampa cinese le attività di campionamento dureranno circa&amp;nbsp;due giorni terrestri. La missione punterà a prelevare due chilogrammi di materiale che sarà poi condotto in orbita da un veicolo di ascesa. Con una procedura automatizzata dovrà poi avvicinare e agganciare il modulo di servizio. I campioni verranno poi trasferiti in una capsula di rientro collegata al modulo di servizio.Il luogo scelto per il prelievo si ritiene che possa contenere unità di roccia basaltica di appena&amp;nbsp;1,2 miliardi di anni,&amp;nbsp;ben più recenti quindi dei campioni raccolti dalle missioni Apollo che hanno un’età compresa tra 3,1 e 4,4 miliardi di anni.La Cina ha dichiarato che seguiranno ulteriori missioni di esplorazione lunare con atterraggi in superficie. L’obiettivo è quello di creare una stazione internazionale di ricerca entro la fine degli anni ’20 in vista degli sbarchi con equipaggio.</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-24</video:publication_date>
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            <video:title>Ottimismo e Scienza al National Geographic Festival 2020</video:title>
            <video:description>La 15esima edizione del Festival sarà ospitata sui canali social e sui siti del National Geographic e dell’Auditorium Parco della Musica</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>Cha aria tira sulla Luna?</video:title>
            <video:description>Hermes e Ersa, due suite di strumenti targati Nasa ed Esa saranno in grado di fornire una previsione anticipata delle condizioni meteo lunari</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-20</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars, continuano i test sui paracadute</video:title>
            <video:description>Rosalind Franklin ha completato il primo test di caduta ad alta quota dei suoi paracadute. Si tratta della prima prova che ha messo alla prova il nuovo design di alcuni elementi, dopo i due fallimenti dello scorso anno</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-19</video:publication_date>
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            <video:title>Artemis: il ruolo dell’Italia</video:title>
            <video:description>Un webinar organizzato dall’ASI per discutere le opportunità e le sfide della partecipazione italiana alla futura esplorazione lunare con il programma Artemis. Per saperne di più:&amp;nbsp;https://www.asi.it/2020/11/artemis-il-ruolo-dellitalia/</video:description>
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            <video:title>Vent'anni vissuti nello spazio</video:title>
            <video:description>Il 2 novembre del 2000 si apriva per la prima volta il portellone del modulo russo Zvezda. Due cosmonauti e un astronauta facevano ingresso nella Stazione spaziale internazionale. Prendeva vita così il più importante progetto di cooperazione internazionale mai intrapreso dall’uomo: la Stazione spaziale internazionale&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2020-11-02</video:publication_date>
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            <video:title>I pianeti fratelli delle stelle</video:title>
            <video:description>Più che madri e figli, dovremmo considerare stelle e pianeti come fratelli cosmici: un nuovo studio su Nature rivela che la loro evoluzione avviene quasi in contemporanea. L’intervista a Paola Caselli, a capo del dipartimento di studi astrochimici del Max Planck che ha condotto lo studio</video:description>
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            <video:title>Costanzo Manes - Università dell'Aquila</video:title>
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            <video:title>Una rete di laghi su Marte</video:title>
            <video:description>Al polo sud marziano esiste un complesso sistema di laghi di acqua salata: lo afferma un nuovo studio su Nature Astronomy, che conferma la prima scoperta di un lago marziano fatta nel 2018. Entrambe le ricerche possibili grazie al radar italiano Marsis</video:description>
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            <video:title>Italian Space Agency</video:title>
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            <video:title>Vega porta l’Europa nel futuro</video:title>
            <video:description>Successo del vettore Vega dell’Esa, che ha inviato in orbita 53 piccoli satelliti inaugurando il trasporto europeo di cubesat in rideshare con il nuovo sistema SSMS</video:description>
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            <video:title>Ligo e Virgo rilevano la fusione di buchi neri più distante mai osservata</video:title>
            <video:description>Il segnale registrato è il più distante mai rilevato, a 7 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, e il buco nero è il più massiccio osservato finora tramite onde gravitazionali, con massa 142 volte quella del Sole</video:description>
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            <video:publication_date>2020-09-02</video:publication_date>
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            <video:title>Il pioniere di Saturno</video:title>
            <video:description>Pioneer 11 ha batturo sul tempo le sonde Voyager sorvolando il gigante ad anelli da soli 21mila chilometri di distanza nel 1979</video:description>
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            <video:title>Un razzo è per sempre</video:title>
            <video:description>I viaggi nello spazio diventeranno prima di quanto avessimo immaginato il vissuto del nostro quotidiano. Ce lo dimostrano già oggi le imprese di attori spaziali privati come SpaceX e Rocket Lab</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: Spazio allo sviluppo sostenibile</video:title>
            <video:description>Scienza, tecnologia, innovazione, inclusione e diversità.&amp;nbsp;Un approccio multidisciplinare per un futuro sostenibile.&amp;nbsp;Il contributo dell’ASI agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.&amp;nbsp;Di Fiorella Coliolo, assegnista di ricerca, Unita’ Tecnica di Presidenza ASI, e Luisa Santoro, Unità Relazioni Internazionali dell'Agenzia&amp;nbsp;Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:title>Lo splashdown della Crew Dragon</video:title>
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            <video:title>Spazio senza confini: La scoperta della radiazione infrarossa</video:title>
            <video:description>La radiazione infrarossa è una radiazione elettromagnetica non visibile all'occhio umano. La scoperta di tale radiazione e l'uso di strumenti in grado di misurarla, hanno permesso con le missioni spaziali come Herschel,  di osservare l'Universo primordiale e studiare la formazione delle galassie più lontane e la loro evoluzione.  Il team Herschel dello Space Science Data Center di ASI, Dr.ssa F. Faustini (INAF) e Dr. R. Oliveira da Silva (INAF),  continuano ancora oggi il loro supporto alla comunità scientifica sui dati della missione.  Per saperne di più visita:   https://herschel.ssdc.asi.it https://www.asi.it/esplorazione/cosmologia/herschel/ https://www.asitv.it/media/vod/v/2792  https://www.facebook.com/216796748846067/videos/310570549468686    I contenuti del video e come poter rifare l'esperimento https://www.asdc.asi.it/ndr2016/doc/herchel-brochure_new.pdf</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Marte e gli alieni terrestri</video:title>
            <video:description>La lunga storia dell'esplorazione robotica marziana parte dagli anni 60 e arriva fino ad oggi con gli ultimi lanci del 2020 in attesa delle missioni di prossima generazione</video:description>
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            <video:title>Destinazione Marte: partito il nuovo rover Perseverance</video:title>
            <video:description>Inizia con successo il 30 luglio alle 13.50 italiane la missione Mars 2020 della Nasa, che trasporta il nuovo rover Perseverance. A bordo anche uno strumento italiano, il microriflettore Asi-Infn LaRA</video:description>
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            <video:title>La vita al di là della Terra</video:title>
            <video:description>Astrobiologia: origine, evoluzione e distribuzione della vita nell’universo.&amp;nbsp; A cura di&amp;nbsp;Claudia Pacelli, ricercatrice, unità ricerca scientifica, ASI</video:description>
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            <video:title>Vita su Marte, la ricerca parte dai crateri</video:title>
            <video:description>I luoghi migliori dove cercare tracce di vita su Marte sono i crateri. È quanto farà Perseverance, rover della missione Mars 2020 in programma il 30 luglio</video:description>
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            <video:title>SpaceX ricicla l’ogiva del Falcon 9</video:title>
            <video:description>E' il primo recupero completo dell'ogiva per l'azienda di Elon Musk ora c'è attesa per il rientro della Crew Dragon Endevour previsto per il 2 agosto</video:description>
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            <video:publication_date>2020-07-27</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri Ravvicinati: Il Catalogo dell’industria spaziale italiana 2020</video:title>
            <video:description>Puntata dedicata al nuovo Catalogo dell'industria spaziale made in Italy. Ospite Silvia Ciccarelli dell'Unità strategie e politiche industriali dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:title>Paolo Tortora - Università di Bologna</video:title>
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            <video:title>La Cina in viaggio verso Marte</video:title>
            <video:description>Tianwen-1 è stata lanciata alle 6.41 italiane dal centro spaziale di Wenchang nella Cina meridionale</video:description>
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            <video:title>Un sistema planetario attorno ad una stella simile al Sole</video:title>
            <video:description>La scoperta è merito del&amp;nbsp;Very Large Telescope&amp;nbsp;(Vlt) dell’Eso che ha catturato per la prima volta in assoluto un’immagine diretta&amp;nbsp;di un sistema planetario di questo tipo.</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: le tecnologie robotiche per lo spazio</video:title>
            <video:description>La robotica spaziale è relativa alle applicazioni e all'impiego di robot fuori dall'atmosfera terrestre. Esempi di questi robot sono le sonde di esplorazione del sistema solare impiegate in diverse missioni sui pianeti del sistema solare o il famoso braccio manipolatore dello Space Shuttle. La pillola introduce alcune missioni spaziali con capacità di autonomia, i manipolatori Canadarm ed infine gli assistenti robotici umanoidi.&amp;nbsp;A cura di Luigi Ansalone, tecnologo dell’Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:title>Le tecnologie marziane del futuro</video:title>
            <video:description>Da lander gonfiabili a laboratori mobili, passando per tute spaziali high-tech: ecco le più innovative tecnologie per la futura conquista umana di Marte, impresa che richiederà una grande collaborazione internazionale</video:description>
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            <video:publication_date>2020-07-21</video:publication_date>
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            <video:title>Hope in viaggio verso Marte</video:title>
            <video:description>La sonda degli Emirati Arabi - frutto di una collaborazione internazionale -&amp;nbsp; è partita alla volta di Marte per studiare il clima del pianeta&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: Solar Orbiter, le prime immagini del Sole</video:title>
            <video:description>Puntata dedicata alla missione europea Solar Orbiter che ha rilasciato le prime immagini ravvicinate della nostra Stella. A bordo della sonda dieci strumenti, tre dei quali italiani, finanziati da Asi e realizzati grazie ad una collaborazione tra enti di ricerche, università ed industria.Ospiti&amp;nbsp;Marco Stangalini, Project Scientist dell’Asi per lo strumento Metis e&amp;nbsp;Marco Romoli, Professore di astrofisica dell'Università di Firenze e Principal Investigator di Metis.Conducono Ilaria Marciano e Manuela Proietti.</video:description>
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            <video:title>Solar Orbiter mostra il Sole come non l'abbiamo mai visto</video:title>
            <video:description>#SolarOrbiter ha rivelato il Sole come mai visto prima scattando le prime immagini ravvicinate della nostra stella a una distanza di 77 milioni di chilometri #SunUpClose</video:description>
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            <video:publication_date>2020-07-17</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio senza confini: LICIACube porta l'Italia verso un asteroide</video:title>
            <video:description>Tutto quello che c'è da sapere su LICIACube, il cubesat italiano che documenterà l'impatto della sonda Dart sull'asteroide Dimorphos, missione Nasa per lo studio di tecniche di deflessione degli asteroidi.&amp;nbsp; Di&amp;nbsp;Simone Pirrotta, Gabriele Impresario, Marilena Amoroso e Angelo Zinzi&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>New Horizons 5 anni dopo: le principali scoperte su Plutone</video:title>
            <video:description>Dal misterioso cuore ghiacciato del pianeta nano al poetico cuore dipinto sulla sua superficie. Ecco tutto quello che ha scoperto la sonda Nasa New Horizons, a 5 anni dallo storico flyby su Plutone</video:description>
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            <video:title>La Luna è più giovane di quanto ipotizzato</video:title>
            <video:description>Secondo un nuovo studio, il nostro satellite avrebbe avuto origine 4,425 miliardi di anni fa, circa 140 milioni di anni dopo la nascita del Sistema Solare</video:description>
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            <video:title>I canyon di Marte e la lunga avventura umana per la sua conquista</video:title>
            <video:description>Il 15 luglio 1965 la sonda Mariner 4 immortalava per la prima volta Marte e ora tre missioni targate Emirati Arabi, Cina e Usa si preparano al rendez vous con il Pianeta Rosso</video:description>
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            <video:title>Buchi neri: le ultime novità sui signori oscuri del cosmo</video:title>
            <video:description>Famelici, imponenti, potenti ma soprattutto misteriosi: i buchi neri sono tra gli oggetti celesti più affascinanti dell’universo. Ecco le ultime novità sui signori oscuri del cosmo</video:description>
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            <video:title>Francesco Valentini - Università della Calabria</video:title>
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            <video:title>Spazio sperimentale</video:title>
            <video:description>La sperimentazione europea a bordo della Iss acquista spazio con l'istallazione di una nuova facility all'interno del laboratorio Columbus</video:description>
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            <video:title>Trento Space Center - Università di Trento</video:title>
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            <video:title>Marte e Venere, due mondi al prezzo di uno</video:title>
            <video:description>Arrivare su Marte sorvolando Venere: è la proposta di un team di astronomi, che propone due missioni planetarie al prezzo di una</video:description>
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            <video:title>Missione fallita per il razzo Electron</video:title>
            <video:description>Il tredicesimo lancio di Rocket Lab è fallito a causa di un'anomalia ancora da chiarire</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Spazio privato presente e futuro</video:title>
            <video:description>Il potenziale economico delle attività spaziali &amp;nbsp;ha rivoluzionato totalmente la nostra concezione di conquista dello spazio, affiancando gli attori principali di questa corsa al cosmo, le agenzie spaziali, le aziende private</video:description>
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            <video:title>Il bene dell’acqua, una lezione spaziale</video:title>
            <video:description>L’acqua è la base della vita: se sulla Terra spesso viene sprecata, nello spazio ogni goccia è essenziale e gli astronauti hanno imparato a riciclarla. Dalla Iss alla Luna e Marte, l’esperienza dell’esplorazione spaziale</video:description>
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            <video:title>Stefano Debei - Università di Padova</video:title>
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            <video:title>Mariangela Lombardi - Politecnico di Torino</video:title>
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            <video:title>Spazio senza confini: L'Universo visto attraverso i raggi gamma</video:title>
            <video:description>Da circa 13 anni stiamo assistendo tramite gli “occhi a raggi gamma” dei satelliti AGILE e Fermi ad un impressionante spettacolo in continua evoluzione di brillamenti e lampi di origine cosmica, osservando alcuni dei fenomeni più energici dell'Universo. Enormi buchi neri che divorano materia, esplosioni di raggi gamma, esplosioni stellari e resti di supernova, stelle di neutroni e pulsar: esploriamo insieme l'Universo estremo, utilizzando anche gli strumenti online dello Space Science Data Center dell’ASI (ASI-SSDC) e le tecniche utilizzate nella ricerca reale. Di Carlotta Pittori, ASI-SSDC INAF-OAR&amp;nbsp;coordinatore centro dati Agile</video:description>
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            <video:title>Kelt-9b, l'esopianeta bollente con due estati</video:title>
            <video:description>L'esopianeta bollente e la sua bizzarra stella sono al centro di uno studio condotto dalla Nasa&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Gli effetti del coronavirus dallo spazio</video:title>
            <video:description>La Earth Observation Dashboard unisce i dati dai satelliti di Nasa, Esa e Jaxa per rendere accessibile a tutti i cittadini l’impatto globale della pandemia di Covid-19. Ecco come funziona</video:description>
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            <video:title>IIT - Giornate della Ricerca Accademica spaziale</video:title>
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            <video:title>Teodoro Valente - Università di Roma "La Sapienza"</video:title>
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            <video:title>Roberto Camussi - Università degli Studi Roma Tre</video:title>
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            <video:title>Giorgio Metta - Istituto Italiano di Tecnologia</video:title>
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            <video:title>Un robot a vapore su Europa ed Encelado</video:title>
            <video:description>Sparrow è un robot che utilizzerà il vapore per saltellare sulle superfici ghiacciati delle lune del Sistema Solare</video:description>
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            <video:title>Ingenuity, ecco come un elicottero volerà su Marte</video:title>
            <video:description>Iniziati al Jpl della Nasa i test per il rilascio di Ingenuity, il primo elicottero che volerà su Marte. Partirà quest’estate e arriverà sul pianeta rosso nel febbraio 2021</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: Viaggiare nello spazio</video:title>
            <video:description>Per andare nello spazio servono mezzo di trasporto adatti: i lanciatori. Ne parla Marco Pizzarelli, ricercatore dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:title>Carlo Baccigalupi - SISSA</video:title>
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            <video:title>Beidou, il Gps cinese</video:title>
            <video:description>La Cina ha lanciato l’ultimo satellite del sistema di navigazione Beidou, concorrente dello statunitense Gps&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2020-06-23</video:publication_date>
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            <video:title>Massimo Florio e Valentina Morretta - Analisi costi-benefici delle politiche pubbliche nel settore spaziale, Università degli studi di Milano,</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Il Prof. Massimo Florio e la ricercatrice Post-Doc Valentina Morretta, ci presentano le attività condotte in un progetto congiunto tra UniMI e l'ASI sull'analisi costi-benefici delle politiche spaziali</video:description>
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            <video:title>Italian Space Research Showcase -  Francesco Giordano</video:title>
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            <video:title>Italian Space Research Showcase - Bruna Bertucci e Helios Vocca</video:title>
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            <video:title>Anna Gregorio- Università degli Studi di Trieste - Attività in ambito Space</video:title>
            <video:description>La Prof.ssa Anna Di Gregorio ci mostra le numerose attività dell'Università di Trieste, da sempre molto attiva in questo settore, con iniziative che spaziano dall'Ingegneria e la Fisica e la medicina</video:description>
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            <video:title>Vega, il debutto di SSMS</video:title>
            <video:description>Vega è pronto a riprendere il volo. E in grande stile: il razzo dell’Esa ideato e realizzato in Italia da Avio inaugurerà il nuovo SSMS, servizio per il lancio di nanosatelliti in rideshare</video:description>
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            <video:title>Turisti spaziali nella stratosfera</video:title>
            <video:description>Cresce l’offerta nel mercato del turismo spaziale. Una nuova proposta arriva da Space Perspective: la compagnia mira a inviare i propri clienti nella stratosfera a bordo della Spaceship Neptune, un pallone dotato di capsula pressurizzata che può ospitare fino a otto passeggeri</video:description>
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            <video:title>4.000 comete per Soho</video:title>
            <video:description>Record di osservazioni raggiunto dall’osservatorio solare Nasa-Esa, grazie all’aiuto di un cittadino scienziato</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: Il Centro di Geodesia spaziale di Matera</video:title>
            <video:description>Tutte le attività del Centro di Geodesia spaziale di Matera dell'Asi nella nuova pillola di Spazio senza confini,&amp;nbsp; a cura di Doreen Hagemeister,&amp;nbsp;referente comunicazione e attività didattiche CGS</video:description>
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            <video:title>Marte andata e ritorno</video:title>
            <video:description>Mars Sample Return è un programma Nasa-Esa che prevede l'invio di tre missioni che lavoreranno in sinergia per riportare sulla Terra campioni di terreno marziano&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Il quinto stato dalla Terra allo spazio</video:title>
            <video:description>A 70 anni dall’intuizione di Einstein e Bose e a 25 anni dalla prima osservazione in laboratorio, il quinto stato della materia viene ora ottenuto anche nello spazio grazie a un esperimento del Cold Atom Lab a bordo della Stazione spaziale internazionale</video:description>
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            <video:title>Solar Orbiter e il primo flyby del Sole</video:title>
            <video:description>La sonda Esa si avvicina a 77 milioni di chilometri dal Sole e a breve inizierà a testare i dieci strumenti a bordo</video:description>
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            <video:title>Italian Space Research Showcase - Giorgio Boni e Flavio Gatti</video:title>
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            <video:title>Italian Space Research Showcase - Vito Pascazio e Alessandra Rotundi</video:title>
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            <video:title>Spazio senza confini: L'evoluzione della navigazione satellitare</video:title>
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            <video:title>Lampi radio veloci in loop</video:title>
            <video:description>Scovato grazie ai dati del telescopio Lovell un nuovo fast radio burst ripetitivo: il suo ciclo di vita dura 157 giorni</video:description>
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            <video:title>Tutti i rover di Marte</video:title>
            <video:description>A luglio tre nuove missioni targate Usa, Cina ed Emirati Arabi partiranno alla volta del pianeta rosso</video:description>
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            <video:title>Fabio Dell'Acqua - Presentazione delle attività di ricerca spaziale dell'Università di Pavia</video:title>
            <video:description>Il Prof. Fabio Dell'Acqua ci guiderà nelle competenze spaziali dell'Università di Pavia, un'università con una lunga tradizione ed un occhio al futuro.</video:description>
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            <video:publication_date>2020-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>Raffaele Savino - Attività istruttive e di ricerca spaziale dell'Università Federico II di Napoli</video:title>
            <video:description>Il Prof. Raffaele Savino dell'Università Federico II di Napoli, ci illustra alcune delle principali attività di ricerca dell'ateneo in ambito spaziale, dall'accesso allo spazio all'osservazione della terra, dal volo umano all'osservazione dell'universo…</video:description>
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            <video:publication_date>2020-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio senza confini: Il lato oscuro dell'Universo</video:title>
            <video:description>Nuova pillola di Spazio senza confini per esplorare antimateria e materia oscura. A cura di Valerio Vagelli ricercatore dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2020-06-02</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: L’era del Drago</video:title>
            <video:description>Con il volo della capsula Crew Dragon, frutto della partnership pubblico-privata tra Nasa e SpaceX, gli Stati Uniti riconquistano l'indipendenza nel lancio di astronauti dello spazio e inaugurano l'era del volo umano commerciale. Ne parliamo con Roberto Battiston, professore di Fisica sperimentale all'Università di Trento, e Giovanni Caprara, giornalista del Corriere della Sera</video:description>
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            <video:title>Italian Space Research Showcase - Gabriele Ricchiardi</video:title>
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            <video:title>Gian Gabriele Ori- Università G. D’Annunzio Chieti Pescara</video:title>
            <video:description>Il Prof. Gian Gabriele Ori dell' International Research School of Planetary Sciences dell'Università D’Annunzio ci illustra le principali attività dell'Ateneo sui temi dell'esplorazione planetaria, della geologia planetaria e astrofisica e sulla microgravità e fisiologia umana</video:description>
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            <video:publication_date>2020-05-29</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio senza confini: Occhio agli asteroidi</video:title>
            <video:description>I Near Earth Objects, gli oggetti che transitano vicino alla Terra, sono il tema della nuova pillola di 'Spazio senza confini', a cura di Ettore Perozzi, responsabile ASI per la sorveglianza spaziale</video:description>
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            <video:title>#LaunchAmerica, ritorno al futuro per il volo umano</video:title>
            <video:description>Mancano poche ore all’evento che cambierà la storia del volo spaziale umano. Oggi 27 maggio alle 22.33 italiane la Nasa porterà due astronauti sulla Iss con la capsula Crew Dragon di SpaceX, primo volo dal suolo statunitense dopo 9 anni</video:description>
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            <video:title>Pianeta nove, una nuova ipotesi</video:title>
            <video:description>Da anni la sua esistenza viene messa in dubbio e poi confermata da nuove intuizioni, ma finora, nessuna è riuscita a dimostrare l’esistenza dell’enigmatico&amp;nbsp;pianeta nove che dovrebbe nascondersi al di là di Nettuno. Ora uno studio della Cornell University ha ipotizzato una teoria molto più radicale delle precedenti: e se il pianeta nove non fosse mai stato osservato proprio perché non è pianeta ma un buco nero primordiale?</video:description>
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            <video:title>#LaunchAmerica, al via il countdown</video:title>
            <video:description>Tutto pronto per il lancio degli astronauti Nasa Doug Hurley e Bob Behnken a bordo di Crew Dragon di SpaceX. Il liftoff mercoledì 27 maggio alle 22.33 italiane</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: Il tricolore tra le stelle</video:title>
            <video:description>Tutte le missioni degli astronauti nella nuova pillola di Spazio senza confini, realizzata da Paolo D'angelo dell'ufficio stampa dell'ASI.</video:description>
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            <video:publication_date>2020-05-25</video:publication_date>
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            <video:title>Neve verde in Antartide</video:title>
            <video:description>L’Antartide si sta tingendo di verde: un nuovo studio guidato dall’Università di Cambridge grazie ai dati del satellite Sentinel-2 dell’Esa mostra l’espansione delle alghe sulla neve come effetto dei cambiamenti climatici</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: C'è spazio in casa?</video:title>
            <video:description>In questo numero di Spazio senza Confini, Anilkumar D. Dave, responsabile dell'Innovazione e Trasferimento tecnologico dell'ASI spiega come le tecnologie spaziali hanno migliorato la nostra vita&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Le galassie satelliti fanno luce sulla materia oscura</video:title>
            <video:description>Due studi basati sui dati del Dark Energy Survey ipotizzano che ci siano circa un centinaio di galassie mancanti ancora da osservare che, se individuate, potrebbero confermare il legame che collega la formazione galattica alla materia oscura</video:description>
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            <video:publication_date>2020-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Fango marziano</video:title>
            <video:description>I misteriosi canali sulla superficie di Marte che sembravano antichi flussi di lava sono in realtà il prodotto di imponenti fiumi fangosi  </video:description>
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            <video:title>Luna 2024, Artemis in evoluzione</video:title>
            <video:description>Aggiustamento di rotta in vista per la Nasa in materia di conquista lunare. L’agenzia statunitense ha annunciato la possibilità di rivedere alcune tappe del programma Artemis, che punta a inviare un equipaggio sulla Luna e mettere in orbita il Lunar Gateway entro il 2024</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: Deep Space Antenna</video:title>
            <video:description>Seconda pillola di Spazio senza confini,&amp;nbsp;una serie di testimonianze da parte di tecnici e ricercatori dell’ASI su tematiche che vanno dallo studio dell’Universo all’esplorazione di Marte. Oggi è la volta di&amp;nbsp;Salvatore Viviano, responsabile del SDSA, che ci porta alla scoperta del Sardinia Deep Space Antenna</video:description>
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            <video:publication_date>2020-05-18</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio senza confini: L'eco della luce</video:title>
            <video:description>Prima pillola del progetto Spazio senza confini realizzata dal ricercatore Asi Daniele Dequal e dedicata alla telemetria laser lunare e di satelliti. Di seguito una serie link suggeriti da Daniele per approfondire i temi trattati nel video: Immagini programma Apollo:  https://www.nasa.gov/mission_pages/apollo/images.html  Articoli su telemetria laser di satelliti:  https://www.asi.it/scienze-della-terra/lares/  https://www.asimmetrie.it/trascinati-dalla-gravita Articoli divulgativi su telemetria laser lunare http://edu.lnf.infn.it/linseguimento-laser-dei-satelliti-e-della-luna/ https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_Lunar_Laser_Ranging https://www.nasa.gov/mission_pages/LRO/multimedia/lroimages/lroc-20100413-apollo15-LRRR.html In inglese </video:description>
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            <video:title>A caccia di un rifugio sicuro su Marte</video:title>
            <video:description>Come sopravvivere sul pianeta rosso? La proposta di un team di scienziati: far stabilire gli astronauti nei canali di lava sotto la superficie di Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2020-05-12</video:publication_date>
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            <video:title>Cina, la capsula torna sulla Terra</video:title>
            <video:description>La capsula a bordo del Long March 5b, destinata al trasporto dei taikonauti sulla futura stazione spaziale permanente, ha fatto ritorno lo scorso 9 maggio dopo aver testato una serie di sistemi essenziali in orbita&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Spazio senza confini: Giorgio Saccoccia presenta l'iniziativa</video:title>
            <video:description>Il presidente dell'Agenzia spaziale italiana presenta l'iniziativa Spazio senza confini: una serie di pillole video realizzate da tecnici e ricercatori dell'ente durante il lockdown per raccontare il ruolo dell'Italia nell'universo dello spazio</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: cinema a gravità zero</video:title>
            <video:description>Tom Cruise sulla Stazione spaziale internazionale per una nuova Mission Impossible. Lo ha annunciato il numero uno della Nasa Jim Bridenstine. Con l’avvento dei viaggi crew di SpaceX il mondo dello spazio commerciale ingloba anche gli astronauti. La ISS è una realtà che va verso l’uso privato principalmente e il possibile suo uso come un set non fa che accelerare un processo già in atto, la privatizzazione dello spazio. La nuova frontiera tecnologica è la Luna e poi Marte, ma l’orbita bassa, ce lo insegna anche l’esperienza starlink, è un mercato ipoteticamente prospero.&amp;nbsp;Ne parliamo con il regista Marco Spagnoli, Marinio Crisconio dell'Unità Volo Umano e Microgravità dell'Asi, Anilkumar Dave Responsabile Unità Innovazione e Trasferimento Tecnologico di Asi e il Ceo Di Thales Alenia Space - Italia, Massimo Comparini.</video:description>
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            <video:title>La nuova era del volo spaziale cinese</video:title>
            <video:description>La Cina accelera i tempi di costruzione della sua stazione spaziale permanente che potrebbe essere completata entro il 2022. L’annuncio è arrivato dopo il successo del volo inaugurale del Long March-5B</video:description>
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            <video:title>Un ciak sulla Iss per Tom Cruise</video:title>
            <video:description>Nuova Mission Impossible per Tom Cruise. Questa volta l’attore statunitense farà ciò che fino a qualche anno fa sarebbe stato considerato davvero impossibile: girare un film direttamente nello spazio, a bordo della Iss</video:description>
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            <video:title>Traffico intenso nel sistema solare</video:title>
            <video:description>In attesa del passaggio dell'asteroide 1998 OR2, nel sistema solare sono in circolo moltissimi oggetti celesti osservabili dalla Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2020-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>L’inquinamento ai tempi del Covid-19</video:title>
            <video:description>Settimana dopo settimana, i dati provenienti dai satelliti ci mostrano una riduzione delle aree inquinate dopo il lockdown per contenere la diffusione del Covid-19 in tutto il mondo</video:description>
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            <video:publication_date>2020-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>Una mappa del volto lunare</video:title>
            <video:description>L’Usgs americano ha prodotto una dettagliata mappa della geologia del nostro satellite. Ci aiuterà a comprendere l’evoluzione della Luna e prepararci per le future missioni lunari</video:description>
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            <video:title>Due pesi massimi per Ligo e Virgo</video:title>
            <video:description>Rilevato per la prima volta il segnale di onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri con masse differenti</video:description>
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            <video:title>La nuova era dello Human Space Flight</video:title>
            <video:description>La Nasa annuncia il primo volo di astronauti con la capsula Dragon: partirà il 27 maggio dal suolo statunitense, tappa che segnerà un cambio di paradigma nella storia spaziale</video:description>
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            <video:title>Attorno al buco nero a passo di danza</video:title>
            <video:description>Il Very Large Telescope dell’Eso ha osservato una stella danzare intorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea</video:description>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: Astronomia e satelliti: una convivenza necessaria</video:title>
            <video:description>Come è possibile, se lo è, conciliare lo studio del cielo con il proliferare di nuove costellazioni satellitari? Ne parliamo con Piero Benvenuti, Advisor Executive Committee dell' International Astronomical Union (IAU)</video:description>
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            <video:publication_date>2020-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>#iorestoacasa di Luca Parmitano</video:title>
            <video:description>Il videomessaggio di Luca Parmitano https://www.globalscience.it/18028/iorestoacasa-di-astro_luca promosso dalla Presidenza del Consiglio e in particolare dal Sottosegretario Riccardo Fraccaro. Un messaggio nel quale si raccomanda di stare a casa, come loro fanno la quarantena prima e dopo un viaggio nello spazio per tutelare le persone accanto a loro</video:description>
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            <video:title>Anche le nane bianche fanno le onde</video:title>
            <video:description>Prevista per la prima volta l’emissione di onde gravitazionali da un sistema binario di stelle nane bianche con orbita vorticosa</video:description>
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            <video:title>La sfida alla costante di Hubble</video:title>
            <video:description>Nuovi dubbi sull’accelerazione dell’universo: secondo un nuovo studio di Harvard l’espansione cosmica è variabile, ed è per questo che la costante di Hubble è così difficile da calcolare</video:description>
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            <video:publication_date>2020-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Pensando a Marte</video:title>
            <video:description>Il dodici marzo l’agenzia spaziale europea ha annunciato al mondo il nuovo rinvio della missione ExoMars. Il rover Rosalind Franklin atteso al debutto nel luglio di quest’anno, dovrà attendere il settembre del 2022 per iniziare il suo viaggio verso il pianeta rosso. Il rinvio dettato dalla necessità di ulteriori test per l’ammartaggio, complicato dalla difficolta di spostamento degli scienziati in tempi di corona virus. D’altronde atterrare sul suolo marziano rappresenta una sfida difficile a cui solo la Nasa sembra aver trovato la soluzione.  https://www.globalscience.it/17910/deep-space-pensando-a-marte/ ‎</video:description>
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            <video:publication_date>2020-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space:  coltivazioni spaziali</video:title>
            <video:description>Il fututo dell'esplorazione umana dello spazio passa inevitabilmente sulla capacità di produrre cibo in situ, cioè nel luogo dell'esplorazione. In questo approfondimento facciamo il punto sullo stato dell'arte della ricerca tecnologica in questo settore  https://www.globalscience.it/17557/deep-space-coltivazioni-spaziali/</video:description>
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            <video:publication_date>2020-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space  missioni spaziali lungimiranti</video:title>
            <video:description>Provate allora ad immaginare quale visione del futuro si deve avere a pensare una missione che diverrà reale dieci anni dopo e che troverà il suo obiettivo, in alcuni casi, dopo ancora altri dieci anni. La tecnologia da mettere a bordo della sonda deve essere talmente avanzata che anche se arretrata al momento dell’arrivo non debba essere obsoleta e di pari passi la capacità di analisi dei dati ricevuti deve crescere tecnologicamente in maniera esponenziale così da permettere di compensare quell’inevitabile ritardo innovativo che viene a crearsi in una missione di così lunga durata.  E per ricordarci di questa visione pioneristica del futuro proponiamo una breve panoramica delle prossime missioni dedicate allo studio dell’universo, dei sistemi stellari della nostra galassia e dei pianeti del nostro sistema solare, in cui la scienza italiana ha un ruolo rilevante se non determinante.</video:description>
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            <video:publication_date>2020-02-14</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: Antonio Serra racconta Nathan Never</video:title>
            <video:description>Esce oggi in edicola l'albo Stazione spaziale internazionale della Bonelli Editore, realizzato in collaborazione con l'Asi e l'Esa in occasione della missione Beyond, albo che vede Luca Parmitano a fianco di Nathan Never in un'avvenura inedita. L'intervista di Manuela Proietti ad Antonio Serra, uno dei papà del noto fumetto Bonelliano di fantascienza  https://www.globalscience.it/18135/incontri-ravvici…nta-nathan-never/ #nathannever #lucaparmitano #bonelli</video:description>
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            <video:publication_date>2020-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Luca Parmitano presenta Mini-Euso</video:title>
            <video:description>Mini-Euso, il quarto dei sei esperimenti dell’Agenzia Spaziale Italiana ad arrivare in orbita a bordo della Iss per la missione Beyond di Luca Parmitano. L'esperimento, attivato ad ottobre, ha raccolto i suoi primi risultati. Leggi l'articolo completo su Global Science: https://www.globalscience.it/17078/mini-euso-ecco-i-primi-dati/</video:description>
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            <video:title>Deep Space: il futuro privato della ISS</video:title>
            <video:description>È solo di ieri l’annuncio da parte della Nasa di aver affidato la realizzazione di un nuovo modulo abitativo, nell’ambito del programma Next Step, alla società Axiom. Moduli abitativi destinati ad usi commerciali. Scelta che va a braccetto con il commercial crew programme, voli da effettuarsi con la starliner della boeing o dalla dragon della spacex con destinazione la ISS, per portare nello spazio turisti spaziali, certamente, ma anche sperimentazioni o altre attività per investitori privati. I turisti sulla stazione spaziale non sono mai mancati, dal primo dennis tito all’ultimo il canadese Guy Laliberté. Ma qui non siamo più di fronte all’eccentricità del mega miliardario, ma a un mondo diverso, dove l’esclusivo resta esclusivo ma non è più unico. https://www.globalscience.it/17042/il-futuro-privato-della-iss/</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-31</video:publication_date>
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            <video:title>AstroLuca parla alle scuole</video:title>
            <video:description>Luca Parmitano si è collegato dalla Iss per parlare con gli studenti delle scuole presenti oggi all'auditorium dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-17</video:publication_date>
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            <video:title>Una colonia marziana di... funghi</video:title>
            <video:description>Un progetto Nasa prevede di usare tecnologie in grado di far crescere habitat da funghi in sostituzione dei materiali tradizionali. Leggi l'articolo su Global Science https://www.globalscience.it/16700/su-marte-ledilizia-del-futuro/</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>Atterraggio Huygens, svelato il mistero</video:title>
            <video:description>Il 14 gennaio di 15 anni fa la sonda Huygens della missione Nasa-Esa-Asi Cassini fu il primo oggetto terrestre ad atterrare con successo su altro mondo del sistema solare esterno, Titano, luna di Saturno. Non tutto sanno, però, che nel corso della discesa qualcosa andò storto: il lander iniziò a ruotare nel verso sbagliato.</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-15</video:publication_date>
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            <video:title>La pistola fumante Nu Indi</video:title>
            <video:description>Agli inizi della sua storia la Via Lattea è stata coinvolta in un “incidente” con un’altra galassia, nota come Gaia-Encelado. Testimone di questo antico incidente galattico Nu Indi (ν Indi), una luminosa stella singola situata nella costellazione dell’Indiano, visibile per lo più nell'emisfero australe. I risultati dello studio, a cui hanno preso parte anche diversi ricercatori in forze all’Istituto nazionale di astrofisica, sono stati pubblicati su Nature Astronomy.  https://www.globalscience.it/16610/la-pistola-fumante-nu-indi/</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-13</video:publication_date>
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            <video:title>#Spacetalk. Colloquio spaziale per il Premier Conte</video:title>
            <video:description>La versione registrata del programma andato in diretta. Ci scusiamo ancora per i problemi tecnici, riproponiamo tutto il programma registrato in backup con il commento di Francesca Ferranti e Gabriele Mascetti, la conduzione di Manuela Proietti e Francesco Rea, ai social Manuela Di Dio  https://www.globalscience.it/16581/il-premier-a-col…io-con-parmitano/</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-10</video:publication_date>
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            <video:title>2020: 4 sonde con destinazione Marte</video:title>
            <video:description>Che il 2020 sia l’anno di Marte per il settore spaziale è cosa nota. A luglio la distanza tra la Terra e il Pianeta rosso sarà ai minimi. Ai colossi dello spazio, Nasa, Esa, Roscomos e Cina, si aggiungono i sorprendenti Emirati Arabi Uniti che negli ultimi decenni hanno messo a frutto le loro notevoli risorse puntando su innovazione e tecnologia  https://www.globalscience.it/16558/2020-4-sonde-con…stinazione-marte/</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>Il mistero dei Fast Radio Burst ripetitivi</video:title>
            <video:description>Individuata la seconda sorgente dei FRB ripetitivi, questa volta una galassia molto simile alla Via Lattea e assai vicina più vicina. resta il mistero di questi fenomeni con ogni probabilità attribuibili alla fusione di stelle di neutroni https://www.globalscience.it/16487/il-mistero-dei-f…burst-ripetitivi/ ‎</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-07</video:publication_date>
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            <video:title>Asi vi augura buone feste</video:title>
            <video:description>Il video del giorno di oggi è il personale ASI, che augura a tutti coloro che ci seguono, che sono interessati al settore spaziale, incuriositi dalle nostre attività o anche solo affascinati dal cosmo, buone feste e un felice anno nuovo  https://www.globalscience.it/16370/video/il-video-del-giorno/lagenzia-spazial…gura-buone-feste/</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-20</video:publication_date>
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            <video:title>#Spacetalk: Buon compleanno e-Geos!</video:title>
            <video:description>Compie dieci anni e-Geos, società che rappresenta una tra le prime espressioni in Italia della New Space Economy. Frutto di una joint venture tra Asi e Telespazio, e-Geos si occupa di sviluppo, produzione e commercializzazione di servizi, prodotti e applicazioni nel settore dell'Osservazione della Terra. In studio Massimo Comparini, Ceo e-Geos e Anilkumar Dave, responsabile Asi unità Innovazione e Trasferimento tecnologico Conducono Francesco Rea e Manuela Proietti</video:description>
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            <video:title>La mostra Lunar City esposta a Venezia</video:title>
            <video:description>La mostra Lunar City, vivi l’esperienza, che prende spunto dal documentario della regista Alessandra Bonavina, patrocinato e supportato da ASI, sarà aperta al pubblico dal 20 dicembre al 3 maggio offrendo ai suoi visitatori una esperienza di vissuto usufruendo della realtà virtuale ed aumentata, oltre alle immagini fotografiche e video che grazie agli spazi ampi di questa bella e recentissima struttura museale trovano la condizione migliore per esprimere tutto il fascino delle attività spaziali.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-19</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Cosmo e Cheops l'Italia raddoppia</video:title>
            <video:description>Lanciati i satelliti dell'Agenzia Spaziale Italiana, Cosmo e dell'ESA Cheops. Dopo il rinvio tutto nominale per il lanciatore Soyuz di Arianespace. Puntata straoprdinaria di Deppe Space su questo importante appuntamento per il settore spaziale italiano ed europeo con la nostra inviata a Korou, Ilaria Marciano</video:description>
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            <video:title>Via Lattea, le stagioni della formazione stellare</video:title>
            <video:description>La storia della formazione delle stelle nelle regioni centrali della nostra Galassia, la Via Lattea, va riscritta. È quanto suggerito da un o studio basato su dati raccolti dal Very large Telescope dell’ESo da un team di ricercatori spagnoli coadiuvati da santi Cassini dell’INAF. https://www.globalscience.it/16259/cosmo/via-lattea/</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-16</video:publication_date>
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            <video:title>New Shepard a quota sei</video:title>
            <video:description>ll razzo riutilizzabile di Blue Origin, pensato per lanciare i futuri turisti spaziali. ha eseguito un nuovo test di volo</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-12</video:publication_date>
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            <video:title>Roma: palcoscenico europeo della Space Economy</video:title>
            <video:description>Giornata numero due del New Space Economy Expo Forum in svolgimento a Roma che oggi ha visto la presenza del ministro del Miur Lorenzo Fioramonti</video:description>
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            <video:publication_date>2020-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Detriti spaziali: i nuovi programmi Esa e Nasa</video:title>
            <video:description>Da anni le agenzie spaziali europea ed americana stanno attuando nuove strategie per ridurre l’inquinamento dovuto principalmente ai resti di satelliti dismessi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-10</video:publication_date>
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            <video:title>Agenzia Spaziale Italiana: Lo spazio per tutti</video:title>
            <video:description>Resoconto in musica per due manifestazioni culturali a Roma, Più libri e più liberi e l'Isola della sostenibilità, a cui l'ASI ha preso parte con incontri nel primo caso e con un allestimento per i ragazzi nel secondo. Buona visione a tutti https://www.globalscience.it/16087/video/il-video-del-giorno/agenzia-spaziale…spazio-per-tutti/</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Esopianeti al setaccio</video:title>
            <video:description>Ai nastri di partenza l'era 2.0 della caccia agli esopianeti che avrà come obiettivo principale la caratterizzazione dei più promettenti tra gli oltre 4000 esomondi scoperti fino a oggi. Ad aprire le danze il 17 dicembre sarà Cheops, missione europea a forte partecipazione italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-06</video:publication_date>
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            <video:title>Parker in cerca della corona solare</video:title>
            <video:description>Un anno fa, la sonda Nasa Parker si è avvicinata al Sole più di quanto non abbia mai fatto nessun’altra missione in precedenza. Grazie a questo fly-by da record, la sonda è riuscita ad ottenere una serie di dati sulla corona solare.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>La nana bianca e il nettuniano</video:title>
            <video:description>Stelle come il nostro Sole bruciano idrogeno nei loro nuclei per la maggior parte della loro vita. Una volta esaurito questo carburante, si gonfiano in giganti rosse per poi perdere i loro strati esterni, lasciando solo un nucleo bruciato, una nana bianca. Tali resti stellari possono ancora ospitare pianeti https://www.globalscience.it/15970/video/il-video-del-giorno/la-nana-bianca-e…neta-prigioniero/</video:description>
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            <video:publication_date>2019-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: Il Sole, questo sconosciuto</video:title>
            <video:description>Nuovo appuntamento con Incontri ravvicinati. In studio Barbara Negri, Responsabile Osservazione Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana. Oggetto dell'intervista la missione Nasa-Esa Solar Orbiter lanciata recentemente da Cape Canaveral, i suoi obiettivi e il ruolo italiano. Intervista di Francesco Rea, in regia Ilaria Marciano</video:description>
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            <video:publication_date>2020-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Un supercomputer per scovare asteroidi pericolosi</video:title>
            <video:description>Tre astronomi dell’Università di Leida&amp;nbsp;hanno dimostrato che alcuni&amp;nbsp;asteroidi, al momento considerati innocui, potrebbero risultare pericolosi per la terra, in futuro. Gli astronomi hanno utilizzato il supercomputer Alice per tracciare le orbite del Sole e dei pianeti del Sistema Solare nel futuro, più precisamente, nei prossimi 10.000 anni.</video:description>
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            <video:publication_date>2020-02-13</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: Parmitano accende AMS</video:title>
            <video:description>Nuova puntata dedicata all’ultima attività extra-veicolare di Luca Parmitano che riguarderà l'attivazione e la verifica dello strumento Ams-02, un importante esperimento con una forte partecipazione italiana, installato sulla Iss per lo studio dell’antimateria nello spazio.Ospite di Ilaria Marciano, Giovanni Ambrosi, dell’Infn, responsabile del tracciatore di Ams, coinvolto in prima persona nella qualifica spaziale dell’UTTPS durante la fase di sviluppo e ora nelle operazioni di riaccensione e verifica dello strumento.</video:description>
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            <video:publication_date>2020-01-24</video:publication_date>
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            <video:title>#Spacetalk: Il Premier a colloquio con Parmitano</video:title>
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            <video:title>#SpaceTalk: speciale sulle ultime news spaziali</video:title>
            <video:description>Buchi neri che non dovrebbero esistere, pianeti attorno a buchi neri, insetti su Marte e Ministeriale ESA. Una speciale puntata di commento sulle ultime news a tema spaziale.</video:description>
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            <video:title>Un’esplosione da record</video:title>
            <video:description>Catturato l’afterglow più luminoso di sempre di un lampo gamma.</video:description>
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            <video:title>Europa al vapore</video:title>
            <video:description>C’è vapore d’acqua su Europa. Lo conferma un team di ricerca internazionale facente capo al Goddard Space Flight Center della NASA che ha rilevato per la prima volta acqua sotto forma di vapore attorno alla luna gioviana</video:description>
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            <video:title>Hayabusa 2 torna a casa</video:title>
            <video:description>L’arrivo è atteso entro la fine del 2020 nel deserto australiano con un carico speciale: si tratta del primo campione del sottosuolo di un asteroide, raccolto nel corso di due touchdown avvenuti rispettivamente a febbraio e a luglio di quest’anno. La notizia è stata comunicata con un tweet dall’Agenzia spaziale giapponese Jaxa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>Buon Compleanno Alan Shepard</video:title>
            <video:description>Il primo uomo nello spazio è stato il russo Yuri Gagarin il 12 aprile del 1961. Ma gli americani non tardarono ad imitare gli antagonisti russi. Non troppo dopo, neanche un mese, il 5 maggio dello stesso anno l’americano Alan Spepard raggiunse quota 186km in un volo suborbitale</video:description>
            <video:duration>90</video:duration>
            <video:publication_date>2019-11-19</video:publication_date>
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            <video:title>#Spacetalk: passeggiata spaziale per Ams</video:title>
            <video:description>In studio Silvia Mari dell'Unità volo umano dell'Asi e Bruna Bertucci deputy spokesperson Ams e responsabile nazionale Infn di Ams. In collegamento via skype Roberto Battiston, promotore del progetto Ams insieme al Nobel Ting, già responsabile dell'esperimento per Asi e Infn. Conducono Manuela Proietti e Francesco Rea</video:description>
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            <video:publication_date>2019-11-21</video:publication_date>
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            <video:title>Battuta d'arresto per Sharship</video:title>
            <video:description>Il test statico sul primo prototipo della navetta Starship è stato negativo. Musk intende proseguire con la realizzazione del MK3 progettato per voli orbitali con il fine ultimo di portare l'uomo su Luna e Marte&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-11-21</video:publication_date>
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            <video:title>I dinosauri e l'altra parte della nostra galassia</video:title>
            <video:description>Che i dinosauri si siano estinti più o meno 65 milioni di anni or sono è cosa risaputa, come è cosa nota e accreditata che il motivo della loro prematura scomparsa sia stata la caduta sul nostro pianeta di un enorme asteroide il cui impatto ha provocato un cambiamento climatico talmente repentino e sconvolgente da produrre l’estinzione del 75% degli esseri viventi della terra. Primi fra tutti i dominatori di quell’era: i dinosauri.   Quello che non si conosce è che l’era dei dinosauri è stata talmente lungo da far compiere al nostro sistema solare un’orbita quasi intera della via lattea. Insomma quando vissero i dinosauri il nostro sistema solare era dall’altra parte della nostra galassia.  A dimostrarlo una simulazione dell’esperta della NASA di archeologia galattica Jessie Christiansen che ha postato su twitter. L'animazione è il risultato del confronto fra i dati relativi allo spostamento del Sistema Solare nella Via Lattea, la durata del dominio dei dinosauri sulla Terra e il periodo trascorso dalla comparsa dell'uomo a oggi.  Il Sole impiega circa 230 milioni di anni a compiere un giro completo attorno al centro della Via Lattea, viaggiando a una velocità di circa 200 chilometri al secondo. La cosa curiosa è che il sistema solare ha attraversato almeno due bracci della Via Lattea, Perseo e Centauro, rischiando collisioni stellari e uscendo indenne da questo passaggio. Il che ha salvato il nostro pianeta ma non i dinosauri che hanno pagato la collisione di un singolo asteroide.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-11-13</video:publication_date>
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            <video:title>Starlink e il Falcon 9 usato</video:title>
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            <video:publication_date>2019-11-12</video:publication_date>
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            <video:title>Vega sullo skyline di Milano</video:title>
            <video:description>L’installazione è frutto dell’iniziativa di Esa – Agenzia spaziale europea, in collaborazione con Asi – Agenzia spaziale italiana, Avio S.p.A. e con il contributo di Regione Lombardia.Con i suoi 30 metri di altezza per 3 metri di diametro, il modello è stato collocato negli spazi esterni del Museo accanto a un altro enorme oggetto di grande richiamo come il sottomarino Toti. Il “nuovo arrivato” è diventato quindi una delle icone del Museo contribuendo ad arricchire lo skyline della città di Milano.Il lanciatore Vega, progetto fortemente voluto dall’Agenzia Spaziale Italiana e portato in Europa quale lanciatore della famiglia lanciatori dell’ESA, rappresenta una delle eccellenze del settore spaziale italiano. Grazie anche a tale vettore l’Italia è uno dei pochi paesi al mondo, non più di una decina, capaci di essere autonomi per l’intera filiera spaziale, dalla costruzione del satellite alla sua messa in orbita.Alla cerimonia inaugurale aperta dal Direttore Generale del Museo, Fiorenzo Galli, hanno preso parte Stefano Bianchi, Responsabile per lo Sviluppo dei Sistemi di Trasporto Spaziale all’Agenzia spaziale europea, Enrico Russo, Direttore Tecnico Asi, Giulio Ranzo, Amministratore Delegato di Avio quali promotori dell’iniziativa.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-11-12</video:publication_date>
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            <video:title>Voyager 2 chiama Terra</video:title>
            <video:description>I dati inviati dalla sonda Nasa che lo scorso 5 ottobre ha varcato i confini del nostro sistema planetario hanno permesso di ricostruire l'ambiente nel quale si trova, con risultati inediti</video:description>
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            <video:publication_date>2019-11-05</video:publication_date>
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            <video:title>Testa a testa per Boeing e SpaceX</video:title>
            <video:description>SpaceX ha testato l'apertura simultanea dei tre paracadute Mark 3 a bordo della capsula Crew Dragon&amp;nbsp;mentre Boeing ha testato i sistemi di sicurezza della sua Cst-100 Starliner&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-11-04</video:publication_date>
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            <video:title>Numeri spaziali al Lucca Comics</video:title>
            <video:description>L’edizione 2019 del Lucca Comics si aprirà con tre ospiti d’eccezione: Nathan Never, Rat-man e Topolino</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-31</video:publication_date>
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            <video:title>Incendi e clima, il termometro dei satelliti</video:title>
            <video:description>Scarsità d’acqua e clima rovente sono fattori che incidono negativamente sulla salute delle foreste e, a causa del cambiamento climatico che stiamo vivendo, sono condizioni sempre più diffuse con conseguenze a volte devastanti per il nostro ecosistema</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-29</video:publication_date>
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            <video:title>Hygiea, probabile pianeta nano</video:title>
            <video:description>Lo strumento Sphere del telescopio Eso Vlt ha permesso di osservare la superficie dell'asteroide con una risoluzione senza precedenti</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-28</video:publication_date>
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            <video:title>Oriana Fallaci: il dibattito in ASI</video:title>
            <video:description>Avete visto il documentario su Oriana Fallaci su Rai 3 ieri sera? Una buona occasione per vedere l'approfondimento sul tema tenutosi in ASI dopo la proiezione dell'anteprima del film</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>Costante di Hubble, una nuova stima</video:title>
            <video:description>Una nuova misurazione della costante di Hubble -ottenuta grazie ai dati del telescopio Keck - ha prodotto un risultato diverso dall'ultima stima effettuata da Hubble&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>Oriana Fallaci si racconta</video:title>
            <video:description>Anteprima in Asi del docu-film sulla scrittrice e giornalista Oriana Fallaci, interpretata da Sabrina Impacciatore</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-23</video:publication_date>
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            <video:title>L'Asi all'edizione record di Maker Faire</video:title>
            <video:description>L'Agenzia Spaziale Italiana ha partecipato all'edizione 2019 del Maker Faire con un ricco programma di eventi di divulgazione scientifica e di approfondimento&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>Sfilata spaziale per Virgin Galactic</video:title>
            <video:description>Richard Branson ha presentato la linea di abbigliamento firmata Virgin Galactic, pensata per i  per i turisti spaziali e creata in collaborazione con Under Armour</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-17</video:publication_date>
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            <video:title>Borisov, ecco il primo identikit</video:title>
            <video:description>Sono passati solo pochi mesi dalla sua scoperta ma Borisov, ha già rapito l’attenzione degli astronomi di tutto il mondo. Ora, uno studio pubblicato su Nature Astronomy, ha confermato la sua provenienza interstellare grazie a un software utilizzato per tracciarne l’orbita</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-15</video:publication_date>
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            <video:title>I bagliori di un buco nero</video:title>
            <video:description>Un'animazione ricreata utilizzando dati reali mostra i potenti getti luminosi di un buco nero&amp;nbsp;scoperto nel 2018 e successivamente osservato dallo strumento Nicer a bordo della ISS</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-14</video:publication_date>
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            <video:title>La bistecca sbarca sulla Iss</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;La&amp;nbsp;prima bistecca spaziale è stata&amp;nbsp;creata grazie ad una stampante 3D sulla Stazione Spaziale Internazionale. La carne, è stata creata a partire da poche cellule di bovino ottenuta quindi senza la macellazione e adatta al consumo umano.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-10</video:publication_date>
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            <video:title>Chandrayaan-2, in arrivo i primi dati</video:title>
            <video:description>La sonda indiana ha raggiunto l'orbita lunare poco più di un mese fa e sta iniziando ad inviare a Terra le prime immagini e i primi dati</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-09</video:publication_date>
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            <video:title>L'Universo dei record</video:title>
            <video:description>Ecco quali sono gli oggetti più grandi del cosmo</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-07</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri Ravvicinati: Dalla Basilicata alla Luna</video:title>
            <video:description>Puntata dedicata al racconto di Renato Cantore "Dalla Terra alla Luna" edito da Rubettino. Nel libro del giornalista Rai, la storia di Rocco Petrone, americano di origine lucana e del suo ruolo nella conquista umana della Luna. In&amp;nbsp; studio lo stesso Cantore intervistato da Manuela Di Dio, regia di Francesco Rea, ai social Fulvia Croci</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-04</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin, ritardi per i voli con equipaggio</video:title>
            <video:description>A pochi giorni dall’annuncio di Musk, dedicato agli imminenti voli di prova della sua Starship, Blue Origin rompe il silenzio sui progressi del veicolo suborbitale New Shepard</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-03</video:publication_date>
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            <video:title>Luca Parmitano comandante!</video:title>
            <video:description>AstroLuca ha assunto il comando della Iss, ruolo ricoperto per la prima volta da un italiano e per la terza volta da un europeo.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Ascensori per la Luna, nuova call Nasa</video:title>
            <video:description>Architetture riutilizzabili, partner commerciali e internazionali... Il tutto con lo scopo ultimo di stabilire una presenza umana sostenibile entro il 2028,&amp;nbsp;assicurando un&amp;nbsp;sistema di landing lunare innovativo e sicuro.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-10-01</video:publication_date>
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            <video:title>Musk: Starship a tutto gas</video:title>
            <video:description>SpaceX punta tutto su Starship. Secondo l’ultimo annuncio del numero uno dell’azienda Elon Musk, la navetta che porterà l’uomo sulla Luna e su Marte darà il via ai voli di prova tra uno-due mesi ed effettuerà il primo volo orbitale tra soli sei mesi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-30</video:publication_date>
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            <video:title>Buco nero sbrana stella</video:title>
            <video:description>Il cacciatore di esopianeti della Nasa ha osservato un evento rarissimo: una stella ridotta a spaghetto cosmico e divorata da un buco nero</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-27</video:publication_date>
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            <video:title>Anatomia di un buco nero</video:title>
            <video:description>Una simulazione della Nasa mostra l’anatomia di un buco nero con un’estrema precisione nei dettagli. La ricostruzione è stata realizzata a partire dalla prima ‘foto’ di un buco nero, quello della galassia Messier 87</video:description>
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            <video:title>Luna 2024, ecco l'outfit lunare</video:title>
            <video:description>La Nasa sta lavorando ad un restyling delle attuali tute degli astronauti per renderle utilizzabili sulla Luna</video:description>
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            <video:title>Grb più veloci della luce</video:title>
            <video:description>Le esplosioni che generano i gamma ray burst possono superare la velocità della luce nelle nubi di gas circostanti, senza però violare la teoria della relatività di Einstein. Intervista a Valerio Delia, ricercatore dello Space Science Data Center dell'ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-24</video:publication_date>
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            <video:title>Euclid, interview with Paolo Musi</video:title>
            <video:description>Thales Alenia Space Euclid project manager. From Thales Alenia Space - Cannes</video:description>
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            <video:title>Euclid, interview with Giuseppe Racca</video:title>
            <video:description>ESA Euclid project manager. From Thales Alenia Space - Cannes</video:description>
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            <video:title>Venere un tempo abitabile?</video:title>
            <video:description>Per circa 3 miliardi di anni Venere potrebbe aver ospitato oceani sulla sua superficie, prima di un possibile disastroso effetto serra</video:description>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: La scommessa di Euclid</video:title>
            <video:description>Puntata dedicata alla missione Euclid che avrà il compito di dare un volto a una delle componenti più le elusive dell'Universo: la materia oscura. Ospite, Vincenzo Cardone del team Euclid -Inaf, condotto da Manuela Proietti, regia di Fulvia Croci, ai social Agnese Cerroni</video:description>
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            <video:title>Euclid, il satellite svelato</video:title>
            <video:description>Compongono il 95% dell’universo ma non abbiamo idea di come siano fatte . Sono materia ed energia oscura, le due componenti più abbondanti nel cosmo. Per provare a fare luce su questa grande parte oscura del nostro Universo, l’Agenzia spazia europea lancerà nel 2021 la missione spaziale Euclid che vanta una forte partecipazione italiana tra industre e enti di ricerca tra cui Asi.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-19</video:publication_date>
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            <video:title>Terra 2.0, una corsa a ostacoli</video:title>
            <video:description>K2-18b, l’esopianeta a 110 anni luce da noi con vapore acqueo nella sua atmosfera scoperto da Hubble, è l’ultimo esemplare della collezione di mondi potenzialmente abitabili. Ma la caccia alla Terra gemella resta un percorso difficile e pieno di ostacoli</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-13</video:publication_date>
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            <video:title>Il secondo visitatore interstellare</video:title>
            <video:description>Omuamua, il misterioso visitatore interstellare scoperto nell'ottobre 2017,&amp;nbsp;potrebbe non essere l’unico ad aver attraversato il Sistema Solare.Di recente, infatti, è stato individuato un secondo oggetto a spasso nel nostro sistema planetario che si pensa possa provenire da molto lontano.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>La Via Lattea fa le bolle</video:title>
            <video:description>Giganti bolle che sprigionano onde radio sembrano essere il risultato di un’esplosione energetica avvenuta nei pressi del buco nero supermassiccio della nostra galassia, milioni di anni fa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-11</video:publication_date>
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            <video:title>Cemento spaziale</video:title>
            <video:description>Quale materiale utilizzeremo per costruire le future colonie lunari? Secondo la Nasa, il cemento: semplice da assemblare e resistente alla microgravità, come dimostra un esperimento condotto sulla Iss&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-09-10</video:publication_date>
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            <video:title>The Mediterranean Chapter</video:title>
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            <video:title>Parmitano presenta Nutriss</video:title>
            <video:description>Il video girato presso il centro di addestramento astronauti Eac dell'Esa sull'esperimento Nutriss dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2019-08-06</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: satelliti e crateri</video:title>
            <video:description>Il primo atlante di tutti i crateri terrestri da impatto realizzati con la tecnologia radar di Cosmo SkyMed. Ne abbiamo parlato con Alessandro Coletta, Resp. Unità Osservazione della Terra di ASI e direttore della missione Cosmo SkyMed ed Enrico Flamini ex chief scientist di ASI e ora Professore di esplorazione del sistema solare presso l'Università di Pescara-Chieti</video:description>
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            <video:publication_date>2019-08-02</video:publication_date>
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            <video:title>Ritratto a infrarossi per Tritone</video:title>
            <video:description>Tritone come non l’avete mai visto grazie alle osservazioni del Gemini Telescope. Il telescopio cileno ha puntato i suoi occhi verso la luna di Nettuno e ha individuato la firma della luce a infrarossi prodotta quando il monossido di carbonio e le molecole di azoto si uniscono e vibrano all’unisono.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-08-01</video:publication_date>
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            <video:title>Tutte le incertezze della Iss</video:title>
            <video:description>Quale futuro attende la Stazione spaziale internazionale? Mentre si avvicina il 2024, data ventilata per il pensionamento della stazione, si parla di estenderne l’operatività grazie al supporto delle aziende private. Ma sono ancora molte le incertezze da affrontare</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-31</video:publication_date>
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            <video:title>Galassia con aureola</video:title>
            <video:description>La rete di radiotelescopi Lofar nei paesi Bassi ha rivelato l'aureola di onde radio della galassia situata nella costellazione della Chioma di Berenice</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-30</video:publication_date>
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            <video:title>La promessa di Beyond</video:title>
            <video:description>Si è tenuta oggi 29 luglio presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Miliano la prima inflight call dell’astronauta Esa Luca Parmitano collegato in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-29</video:publication_date>
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            <video:title>Luna 2024, una sfida continua</video:title>
            <video:description>Il ritorno dell'uomo sul nostro satellite deve fare i conti con i problemi tecnici e i tagli al budget pubblico che rendono poco fattibile un allunaggio nel 2024</video:description>
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            <video:title>LightSail 2 a vele spiegate</video:title>
            <video:description>LightSail 2 ha spiegato le proprie vele solari con successo. Ora dovrà dimostrare la fattibilità della propulsione solare</video:description>
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            <video:title>Luna andata e ritorno: il rientro dell’Apollo 11</video:title>
            <video:description>Il 24 luglio 1969 Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins ammaravano con la loro navicella spaziale nel Pacifico, dopo un viaggio di 8 giorni di andata e ritorno sulla Luna. Era il successo completo della missione Apollo 11</video:description>
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            <video:title>Chandrayaan-2 in rotta verso la Luna</video:title>
            <video:description>La sonda indiana, parte dell'omonimo programma, tenterà l’allunaggio al polo sud del nostro satellite il prossimo 7 settembre</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-23</video:publication_date>
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            <video:title>Nello spazio e... Beyond, l'evento integrale al Maxxi</video:title>
            <video:description>Il lancio della missione Beyond di Luca Parmitano e le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna in diretta dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo</video:description>
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            <video:title>Stazione lunare, svelata l'orbita</video:title>
            <video:description>Mentre Nasa ed Esa scelgono l'orbita per il Lunar Gateway, i progetti per rendere i futuri habitat lunari vanno avanti all'insegna della sotenibilità.&amp;nbsp; Tra questi quello di Azimut Space,&amp;nbsp; che sta realizzando dei mattoncini fatti di regolite che dovrebbe essere in grado di assorbire il calore solare e di rilasciarlo durante le gelide notti lunari per garantire il funzionamento delle basi sul nostro satellite.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Vino spaziale</video:title>
            <video:description>Durante le missioni spaziali non è permesso consumare alcolici, ma le cose potrebbero cambiare in vista dei futuri viaggi verso Marte: un po’ di vino rosso nello spazio potrebbe persino essere benefico, secondo i uno studio di Harvard</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>Gaia rivela la barra di stelle della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Gaia ha realizzato la prima misurazione diretta della barra di stelle della Via Lattea. La panoramica, fa parte del secondo set di dati collezionati dal satellite Esa, che da informazioni sulla luminosità, posizione e distanza di più di un miliardo di stelle presenti nella nostra galassia.</video:description>
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            <video:title>Il gel che renderà Marte abitabile</video:title>
            <video:description>Vivere su Marte: secondo una nuova ricerca un giorno sarà possibile grazie all’aerogel, un materiale in grado di riprodurre l’effetto serra e isolare alcune zone marziane rendendole abitabili. Lo studio su Nature Astronomy</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-16</video:publication_date>
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            <video:title>La pulsar post-punk dei Joy Division</video:title>
            <video:description>Nel 1979 fa usciva Unknown Pleasures, album dei Joy Division che sarebbe diventato un’icona del post-punk britannico. Quarant’anni anni dopo, un team di astronomi analizza l’oggetto che aveva ispirato la copertina del disco: la prima pulsar mai scoperta</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-15</video:publication_date>
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            <video:title>#DeepSpace: Asteroidi, ultima frontiera</video:title>
            <video:description>Vagano nello spazio interplanetario, testimoni silenti del nostro passato più remoto. Sono gli asteroidi, tra gli oggetti celesti che più affascinano l’uomo non solo per ragioni scientifiche, ma anche economiche</video:description>
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            <video:title>Hayabusa2, successo per il secondo touchdown</video:title>
            <video:description>La sonda giapponese è riuscita nell'impresa per la seconda volta, raccogliendo campioni di materiale dalla superficie irregolare di Ryugu</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-11</video:publication_date>
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            <video:title>La Borsa del turismo spaziale</video:title>
            <video:description>Virgin Galactic vola verso l’orbita di Wall Street. La società di Richard Branson diventerà la prima compagnia di turismo spaziale quotata in borsa, grazie alla fusione con l’azienda &amp;nbsp;Social Capital Hedosophia per un valore di un miliardo e mezzo di dollari. Per saperne di più</video:description>
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            <video:title>Tecnologie lunari che hanno cambiato la nostra vita</video:title>
            <video:description>Le tecnologie sviluppate per portare l’uomo sulla Luna hanno influenzato anche la vita di chi non ha mai messo piede su una navetta spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-09</video:publication_date>
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            <video:title>Spacebok, un salto tra i corpi celesti</video:title>
            <video:description>Che aspetto e caratteristiche avranno i robot che nel futuro percorreranno la superficie della Luna o degli asteroidi? Se lo sono chiesto all'Eht di zurigo dove un team di ricerca è al lavoro sul progetto Spacebok un nuovo esemplare di robot che non cammina ma saltella, per aggirare gli ostacoli in ambienti a bassa gravità come la Luna o gli asteroidi</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: La ISS nel mirino dei privati</video:title>
            <video:description>Una corsa allo spazio 2.0 dove i protagonisti sono i privati: ne abbiamo parlato con Veronica La Regina di NanoRacks e l’astronauta Roberto Vittori</video:description>
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            <video:title>Psyche: alla scoperta dell’asteroide d’oro</video:title>
            <video:description>Una nuova missione Nasa, programmata per il 2022, verso il più prezioso tra gli asteroidi che si pensa possa contenere circa 700 quintilioni di dollari di metalli pensanti preziosi tra cui oro e platino. Per saperne di più</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>Orion, go per i sistemi di sicurezza</video:title>
            <video:description>Orion passa a pieni voti l’abortion test. La capsula è stata sottoposta al test Ascent Abort 2 lo scorso 2 luglio, &amp;nbsp;a Cape Canaveral e &amp;nbsp;durante la prova durata in tutto 3 minuti, Orion ha viaggiato &amp;nbsp;a un’altitudine di poco meno di 10 chilometri per poi dare il via alla sequenza di interruzione che ha portato la capsula a staccarsi dal razzo. Orion ha riposizionato il suo assetto grazie al motore di bordo ed ha effettuato come previsto uno splashdown nell’oceano</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-03</video:publication_date>
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            <video:title>Insight, operazione talpa</video:title>
            <video:description>Effettuata con successo la prima manovra per estrarre dal suolo marziano la talpa, strumento della sonda Nasa InSight che si era bloccato cercando di penetrare la superficie del mondo rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2019-07-02</video:publication_date>
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            <video:title>Oumuamua, mistero risolto</video:title>
            <video:description>Il misterioso viaggiatore interstellare potrebbe sere stato espulso da un pianeta gigante gassoso in orbita intorno a una stella lontana</video:description>
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            <video:title>#DeepSpace: Da Santorini all’Oman, i luoghi marziani sulla Terra</video:title>
            <video:description>Si moltiplicano sul nostro pianeta i luoghi che ricordano Marte, con rocce basaltiche oppure sabbie marine simili a quelle che possiamo trovare sul mondo rosso. Santorini, Panarea, il vulcano dell’Etna, i deserti dell’Etiopia e dell’Oman: un tour marziano senza muoversi dalla Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: metano marziano</video:title>
            <video:description>Durante una misurazione effettuata il 19 giugno, il rover della Nasa&amp;nbsp;Curiosity&amp;nbsp;ha rilevato il picco massimo di metano più elevato di sempre. Ne parliamo con Eleonora Ammannito, ricercatrice dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>Individuati i fast radio burst</video:title>
            <video:description>Per la prima volta nella storia dell’astronomia è stata individuata la precisa provenienza di alcuni fast radio burst, i potenti bagliori di onde radio provenienti dallo spazio profondo scoperti nel 2007</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>Vela solare in orbita</video:title>
            <video:description>LightSail 2 è in orbita. La vela spaziale che dovrà dimostrare la fattibilità della propulsione solare è partita a bordo del super razzo Falcon Heavy di SpaceX nella serata del 25 giugno: a bordo anche anche 24 satelliti &amp;nbsp;progettati dalla difesa americana.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-26</video:publication_date>
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            <video:title>X-57 Maxwell, il primo aereo elettrico della Nasa</video:title>
            <video:description>L’agenzia spaziale statunitense ha ultimato con successo il primo test di utilizzo dei motori di X-57 Maxwell, un velivolo elettrico che potrebbe cambiare il futuro del trasporto aereo. Per saperne di più</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-25</video:publication_date>
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            <video:title>Nuove tracce di metano marziano</video:title>
            <video:description>Il rover della Nasa Curiosity ha rilevato il picco massimo di metano più elevato di sempre, pari a 21 parti per miliardo di unità di volume, rispetto alla media di 10. Per saperne di più</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Dialoghi dallo spazio profondo</video:title>
            <video:description>A Cagliari si riunisce il gotha del Deep Space Network. Ne abbiamo parlato a #SpaceTalk venerdì 21 giugno in diretta dall'evento "Sardegna: una porta per lo spazio" al Teatro Massimo di Cagliari.&amp;nbsp;Ospiti Maurizio Martisciello, autore del progetto musicale "Apollo 11 Reloaded", Giorgio Saccoccia, Presidente dell'Agenzia spaziale italiana, Nichi D'Amico, Presidente dell'Istituto nazionale di astrofisica e Massimo Vanzi dell'Università di Cagliari.&amp;nbsp;Conduce Ilaria Marciano.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-21</video:publication_date>
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            <video:title>Grb, ecco le prime onde radio polarizzate</video:title>
            <video:description>Rilevata per la prima volta la polarizzazione delle onde radio all’interno di un Gamma Ray Burst. I Grb, tra le esplosioni più energetiche dell’Universo, sono ancora poco compresi e questa scoperta potrebbe fornire qualche indizio in più per rivelare i processi che interessano questi fenomeni ultra violenti. Per saperne di più</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>Così ti sciolgo il detrito spaziale</video:title>
            <video:description>L’Esa ha effettuato dei test su parti di satellite per capire il loro comportamento nell’atmosfera durante il rientro controllato. L’esperimento nell’ambito dell’iniziativa Clean Space contro i detriti spaziali. Per saperne di più</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-19</video:publication_date>
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            <video:title>Una giornata da Premier</video:title>
            <video:description>Al Salone dell'aerospazio di Parigi il Presidente ASI Saccocia con Macron e Conte che ha sottolienato come l'aerospazio sia un comparto in continua espansione</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-18</video:publication_date>
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            <video:title>Valentina, prima nello spazio</video:title>
            <video:description>Il 16 giugno 1963, Valentina Tereshkova divenne la prima donna ad andare nello spazio. A soli 26 anni la cosmonauta russa ha inaugurato la carriera femminile nello spazio a bordo della navetta Volstok 6, parte dello stesso programma che portò il primo essere umano nello spazio Yury Gagarin, due anni prima</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-17</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo, la navigazione si fa app</video:title>
            <video:description>Il sistema europeo di posizionamento globale gestito dall’agenzia dell’Unione europea Gsa, fornisce non solo servizi di posizionamento e localizzazione accessibili gratuitamente ma della sua applicazione si beneficia in diversi settori specifici: il mercato degli smartphone è quello che ha raggiunto i numeri più elevati, arrivando al miliardo di utenti compatibili con il sistema</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-14</video:publication_date>
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            <video:title>Ombrellone stellare per mondi lontani</video:title>
            <video:description>La Nasa punta a costruire un gigante scudo spaziale in grado di deviare la luce degli astri e svelare così la presenza di esopianeti. Il progetto, chiamato Starshade, consiste in un vero e proprio ombrellone stellare da inviare nello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-12</video:publication_date>
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            <video:title>Esopianeti, la caccia continua</video:title>
            <video:description>Mentre il numero degli esopianeti abitabili si restringe, un nuovo strumento montato a bordo del telescopio Vlt dell'Eso scruta le stelle A e B di Alfa Centauri alla ricerca di pianeti simili alla Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-11</video:publication_date>
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            <video:title>Nasa, obiettivo privatizzazione ISS</video:title>
            <video:description>Entro il 2020 il segmento Usa del laboratorio orbitante sarà accessibile anche alle compagnie private.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Periodo di permanenza massimo trenta giorni per un costo pari a 35.000 dollari a notte, al quale si aggiungeranno decide di milioni di dollari per il viaggio di andata e ritorno.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-10</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Il clima che cambia</video:title>
            <video:description>Scioglimento dei ghiacciai, avanzamento dei deserti e temperature in continuo aumento: il Climate Change è uno dei problemi più urgenti a livello globale. Quali sono le cause e le conseguenze del riscaldamento globale? E in che modo il monitoraggio satellitare può aiutare a tenere sotto controllo il clima che cambia? Ne abbiamo parlato oggi a #SpaceTalk con Marina Baldi del Cnr e Luca Fasano di Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-07</video:publication_date>
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            <video:title>La Cina verso la Luna e oltre</video:title>
            <video:description>La Cina lancia per la prima volta da una piattaforma marina e procede con i suoi piani. Dal ritorno in orbita bassa con una stazione spaziale permanente, alle missioni lunari fino ad arrivare a una missione robotica che studierà un asteroide e una cometa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-06</video:publication_date>
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            <video:title>Vega avanti tutta</video:title>
            <video:description>Il lanciatore europeo Vega si prepara al lancio di una quarantina di satelliti, trasportati con un innovativo sistema modulare che ricorda i mattoncini del Lego. E intanto prosegue la tabella di marcia per il debutto di Vega C, in programma nel 2020 con il lancio del satellite Lares-2 dell’Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>Lightsail 2, vela solare in partenza</video:title>
            <video:description>La navicella spaziale alimentata dalla luce solare è pronta al lancio programmato per il prossimo 22 giugno dal Kennedy Space Center, per mezzo di un razzo vettore Falcon di SpaceX</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-04</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti al cinema per Gagarin</video:title>
            <video:description>Più di 200 persone hanno assistito alla proiezione di Gagarin - Primo nello spazio. Il film, parte della rassegna #SpazioCinema è stato proiettato venerdì scorso presso la sede dell’Asi e racconta la vita personale e professionale di&amp;nbsp; Jurij&amp;nbsp;Gagarin il primo uomo ad essere andato nello spazio, il 12 aprile 1961</video:description>
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            <video:publication_date>2019-06-03</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Ecco l'Italia che andrà su Marte</video:title>
            <video:description>ExoMars 2020: una missione a guida italiana, di nome e di fatto. Le operazioni di guida e controllo del rover saranno gestite dal Rocc, sito ad Altec, Torino. Poco distante si trovano i laboratori che ospitano i modelli di volo della trivella e del laboratorio marziano, anch'essi italiani.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-31</video:publication_date>
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            <video:title>Ready to Rocc</video:title>
            <video:description>Il centro di controllo della missione euro-russa ExoMars è a Torino, presso il centro Altec, joint venture tra Thales Alenia Space e Agenzia Spaziale Italiana. Il riconoscimento al grande contributo, finanziario ma soprattutto scientifico e tecnologico che l’Italia, attraverso l’Asi, ha dato e sta dando a questo importante progetto di esplorazione marziana</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-30</video:publication_date>
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            <video:title>Alla conquista dell'orbita bassa</video:title>
            <video:description>L'industria spaziale privata è alla conquista dell’orbita bassa terrestre: un nuovo mercato di espansione commerciale</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-29</video:publication_date>
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            <video:title>Il presidente Saccoccia saluta il personale</video:title>
            <video:description>Il presidente dell'Asi Giorgio Saccoccia ha incontrato il personale</video:description>
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            <video:title>Gagarin a #SpazioCinema</video:title>
            <video:description>Manca poco al prossimo appuntamento con #SpazioCinema che vedrà sugli schermi dell'ASI la proiezione del film Gagarin - Primo nello spazio. 31 maggio ore 20:00.&amp;nbsp;&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-28</video:publication_date>
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            <video:title>I lampi non fermano la Soyuz</video:title>
            <video:description>Il vettore Soyuz è stato colpito da un fulmine durante il lancio, mentre portava in orbita un satellite di navigazione. Il razzo non ha riportato danni</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-28</video:publication_date>
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            <video:title>Satelliti in fila per SpaceX</video:title>
            <video:description>Elon Musk entra a pieno merito nel settore delle telecomunicazioni. Sabato scorso il vettore di SpaceX, Falcon 9 ha portato in orbita i&amp;nbsp; primi 60 satelliti di Starlink costruiti dalla compagnia di Elon Musk. Starlink è un ambizioso progetto ideato da Musk che&amp;nbsp; conta di portare in orbita una costellazione di 12000 satelliti, con l’obiettivo di garantire la copertura internet a banda larga su scala planetaria</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-27</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Luna 2024</video:title>
            <video:description>Torneremo sulla Luna entro i prossimi cinque anni, e questa volta per restare. Lo ha chiesto ufficialmente qualche settimana fa l’amministrazione Trump. Quanto è realistico questo traguardo? E quali sono le tappe principali per raggiungerlo? Ne abbiamo parlato a #SpaceTalk</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-24</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando l'allunaggio</video:title>
            <video:description>Apollo 10 fu la quarta missione dell'omonimo programma, il suo obiettivo era&amp;nbsp;il collaudo del modulo che avrebbe portato l’uomo sulla Luna con l’Apollo 11, nel luglio dello stesso anno, il 1969.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Viaggi spaziali, una bio-sentinella per valutare i rischi</video:title>
            <video:description>Quanto sono rischiosi i viaggi nello spazio per la salute degli astronauti? L’ipotesi di uno studio che valuta l’effetto delle radiazioni su muscoli e cartilagine, e il tentativo della Nasa di trovare nuove risposte grazie al cubesat BioSentinel, che sarà lanciato nel 2020</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-22</video:publication_date>
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            <video:title>First Lego League, la premiazione in Asi</video:title>
            <video:description>Oltre 200 i ragazzi presenti in Asi&amp;nbsp; alla premiazione&amp;nbsp;dell’ottavo campionato FIRST® LEGO® League Italia 2019.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Tra i giovani presenti, anche la squadra vincitrice proveniente direttamente dalle finali mondiali di Houston, in Texas, dove si è classificata al primo posto su una competizione che ha visto partecipare 40.000 squadre, di 90 diverse nazioni, per un totale di oltre 300.000 ragazzi. A vincere la competizione la squadra TECH-NO-LOGIC dell’Istituto Don Bosco di Verona. Nella versione nazionale, coordinata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-21</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri ravvicinati: Gagarin-Primo nello Spazio</video:title>
            <video:description>Paolo di Reda, giornalista e scrittore parla del film Gagarin- Primo nello Spazio che&amp;nbsp; narra la storia del cosmonauta sovietico Jurij Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio il 12 aprile 1961, all’interno della navicella Vostok-1. Il film verrà proiettato il 31 maggio alle 20 durante la rassegna mensile SpazioCinema dell'Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-20</video:publication_date>
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            <video:title>Fragile e bella: la Terra si mostra a Milano</video:title>
            <video:description>Al Museo della scienza di Milano ha preso il via la mostra Fragility and Beauty, esposizione a cura di Viviana Panaccia promossa dall’Agenzia spaziale europea in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-17</video:publication_date>
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            <video:title>Ultima Thule, primo identikit</video:title>
            <video:description>Dai dati di Ultima Thule che New Horizons ha trasmesso sulla Terra arriva un primo identikit del corpo celeste più lontano mai esplorato da una sonda. I risultati su Science</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>Atmosfera marziana al setaccio</video:title>
            <video:description>Hubble e Maven hanno osservato la fuga degli atomi di idrogeno dall'atmosfera superiore marziana nello spazio esterno e il modello costruito sui loro dati, è in grado di spiegare molti degli enigmatici fenomeni legati all’atmosfera di Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-15</video:publication_date>
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            <video:title>2024: obiettivo Luna</video:title>
            <video:description>Trump fa sul serio. La Luna è una priorità per il presidente americano che ha proposto un emendamento che dovrebbe concedere alla Nasa un finanziamento aggiuntivo pari a 1,6 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2020, sommati ai 21 miliardi già ottenuti precedentemente dall’agenzia spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-14</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio a Open House 2019</video:title>
            <video:description>Quarta edizione di Open House per l’Agenzia spaziale italiana, che tra sabato 11 e domenica 12 maggio ha aperto al pubblico la sua sede di Tor Vergata a Roma con un percorso inedito tra architettura e scienza</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-13</video:publication_date>
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            <video:title>Ultimo tagliando per Luca Parmitano</video:title>
            <video:description>L'astronauta ha presentato la missione che lo vedrà protagonista sulla Iss dal 20 luglio 2019, durante una conferenza stampa presso l'Esa-Esrin</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: Fragility and Beauty</video:title>
            <video:description>Cambiamento climatico, meteorologia spaziale, obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e molto altro. Ne abbiamo parlato con Alessandro Coletta di Asi e Simonetta Cheli di Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-10</video:publication_date>
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            <video:title>Rosalind, pronto il laboratorio di ExoMars</video:title>
            <video:description>Integrato e testato il “cuore” di ExoMars, missione europea destinata a cercare tracce di vita su Marte. È il laboratorio installato da Thales Alenia Space nel rover Rosalind Franklin</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-09</video:publication_date>
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            <video:title>La Nasa scommette sui robot morbidi</video:title>
            <video:description>Dimenticate i soliti robot fatti di ingranaggi metallici e rigidi perché ,in un futuro prossimo, potrebbero essere sostituiti da esemplari morbidi e flessibili. E’ questa l’idea di due stagisti del centro Langley della Nasa che stanno sviluppando una serie di attuatori -&amp;nbsp;ovvero dei dispositivi per il controllo dei meccanismi dei movimenti&amp;nbsp;- fruibili per robot morbidi in grado di muoversi con la stessa facilità di un essere umano.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>Space debris, il punto in Asi</video:title>
            <video:description>Al via la prima giornata dell’Inter-Agency Space Debris Coordination Committee (IADC) un forum governativo internazionale per il coordinamento a livello mondiale delle attività relative ai problemi dei detriti spaziali</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-07</video:publication_date>
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            <video:title>#SpazioCinema, Blade Runner Final Cut</video:title>
            <video:description>Sono passati 37 anni dalla prima uscita di Blade Runner nelle sale. Il film era ambientato nel 2019, lo abbiamo riproposto all’Agenzia Spaziale Italiana durante la rassegna #SpazioCinema nella sua versione Final Cut</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-06</video:publication_date>
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            <video:title>Blade Runner in Asi, il dibattito</video:title>
            <video:description>Torna #SpazioCinema con Blade Runner versione Final Cut, proiettato il 3 maggio all 21 all'Auditorium dell'Agenzia Spaziale Italiana. Ecco il dibattito che ha seguito il film, con il giornalista Paolo Di Reda e in collegamento il giornalista Nicola Nosengo e il Direttore dell'IIT di Genova Roberto Cingolani. Moderatore Francesco Rea, Responsabile Relazioni Esterne Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-06</video:publication_date>
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            <video:title>Dragon a quota 17</video:title>
            <video:description>Lancio numero 17 per Dragon. Sabato mattina, quando in Italia erano le 8.48, la capsula di Space X si è staccata dal Kennedy Space Center a bordo di un razzo Falcon 9.&amp;nbsp; A bordo più di 2,5 tonnelate di esperimenti e materiali tra cui&amp;nbsp;Nano Antioxidans, dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova che sarà condotto nel modulo Columbus dell'Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-06</video:publication_date>
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            <video:title>#DeepSpace: Blade Runner 2019, tra fantascienza e realtà</video:title>
            <video:description>Era il 1982 quando usciva nelle sale Blade Runner, capolavoro di Ridley Scott che immaginava un futuro fantascientifico popolato da replicanti. Nel 2019, anno di ambientazione del film, gran parte di questo scenario ci sembra ancora fantascienza, ma non tutto</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Asteroidi, la firma dell'acqua</video:title>
            <video:description>La ricerca dell’origine dell’acqua nei corpi celesti del Sistema Solare è tra gli obiettivi principali di molte tra le ultime missioni spaziali. L’ultima scoperta ha come protagonista una serie di frammenti dell’asteroide Itokawa, raggiunto dalla prima delle due sonde Haybusa nel 2005</video:description>
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            <video:publication_date>2019-05-02</video:publication_date>
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            <video:title>Apophis, asteroide in visita alla Terra</video:title>
            <video:description>Il 13 aprile 2029 un asteroide di 340 metri di diametro si troverà a sorvolare il nostro pianeta, un evento raro per una roccia di tali dimensioni ma non periocoloso per la Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>I getti superveloci di V404 Cygni</video:title>
            <video:description>Getti di plasma emessi da un buco nero ruotano alla velocità della luce in molteplici direzioni. È l’inusuale fenomeno che coinvolge V404 Cygni, un buco nero situato a circa 7800 anni luce dalla Terra, osservato da un un team di scienziati della Curtin University grazie ai dati forniti dal Very Long Baseline Array</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: In diretta dal Comicon i fumetti dello spazio</video:title>
            <video:description>Da&amp;nbsp;Nathan Never&amp;nbsp;a&amp;nbsp;Rat-Man&amp;nbsp;per arrivare a Topolino: puntata speciale di&amp;nbsp;#SpaceTalk&amp;nbsp;in live streaming dal Comicon di Napoli per raccontare le nuove iniziative editoriali a tema spaziale. Con Michele Masiero, Direttore Editoriale Bonelli e Marco Iafrate, Direttore Emmei/ADV per Panini/Disney. Conducono&amp;nbsp;Francesco Rea&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Manuela Proietti</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-26</video:publication_date>
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            <video:title>InSight, prima scossa sismica marziana</video:title>
            <video:description>Il primo evento sismico mai registrato sul mondo rosso è stato catturato dalla sonda Nasa InSight, il cui sismografo ha rilevato un debole tremore proveniente dai meandri del pianeta. Il commento di Angelo Zinzi, Space Science Data Center dell’Asi</video:description>
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            <video:title>Crew Dragon, test fallito per SpaceX</video:title>
            <video:description>Una grave anomalia verificatasi sabato 20 marzo durante alcune prove di collaudo motori ha causato l’esplosione della Crew Dragon, la capsula progettata per il trasporto di astronauti da e verso la Iss</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-23</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Beyond: carico bio-medico per Cygnus</video:title>
            <video:description>La ISS si prepara ad accogliere i primi esperimenti dell’Agenzia spaziale italiana che coinvolgeranno l’astronauta Esa Luca Parmitano nel corso della missione Beyond</video:description>
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            <video:title>#DeepSpace: I balzi della scienza</video:title>
            <video:description>Da sempre le grandi scoperte scientifiche che hanno caratterizzato la storia dell’umanità sono state frutto di salti e intuizioni che appaiono quasi incredibili che hanno cambiato la nostra percezione del mondo, al contrario delle fasi evolutive che hanno riguardato l’uomo e il cosmo, contraddistinte da un moto lento e costante.</video:description>
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            <video:title>Stelle di neutroni, un nuovo segnale</video:title>
            <video:description>Scovata con l’osservatorio spaziale Chandra della Nasa un’insolita esplosione di raggi X proveniente da una galassia a 6.6 miliardi di anni luce da noi: la causa è la fusione di due stelle di neutroni</video:description>
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            <video:title>Un tuffo in profondità nei laghi di Titano</video:title>
            <video:description>Sulla più grande luna di Saturno, Titano, un team internazionale di ricerca ha trovato la prima conferma della presenza di laghi di metano profondi oltre 100 metri</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-16</video:publication_date>
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            <video:title>65000 presenze: la scienza si inventa</video:title>
            <video:description>Record di presenze per il&amp;nbsp; National Geographic Festival delle Scienze di Roma che si è concluso all’Auditorium Parco della Musica. Sono 65 mila i visitatori degli oltre 500 appuntamenti sul tema dell’Invenzione, distribuiti tra Auditorium e i luoghi off del festival.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: il Festival dell'invenzione</video:title>
            <video:description>L'edizione 2019 del National Geographic Festival delle Scienze è dedicata al tema dell'invenzione. Ne abbiamo parlato a #SpaceTalk con alcuni dei protagonisti di questo appuntamento annuale,&amp;nbsp; Vittorio Bo, direttore del festival, Simona Cives, delle Biblioteche di Roma, Rossella Panarese di Radio Tre Scienza e Francesco Rea di Asi.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-12</video:publication_date>
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            <video:title>Astronomia, fisica e fumetti al National Geographic Festival delle Scienze</video:title>
            <video:description>Continua il National Geographic Festival delle Scienze di Roma con oltre 200 eventi, conferenze, mostre e spettacoli, alcuni a tema spaziale. Tra mercoledì 10 e giovedì 11 aprile l’Agenzia spaziale italiana è tornata all’Auditorium parco della musica con due incontri sul nostro Universo e con l’evento “Roma città dell’intelligenza”, programma del comune capitolino in collaborazione con le biblioteche</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>Buco nero in posa</video:title>
            <video:description>E’ stata definita ‘la foto del secolo’,&amp;nbsp; una pietra miliare nell’astronomia, presentata oggi per la prima volta durante sei conferenze stampa internazionali.&amp;nbsp; Si tratta della prima immagine di un buco nero, realizzata grazie all’osservazione simultanea di otto radiotelescopi disposti a livello globale, del progetto Event Horizon Telescope.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nel cuore della space economy a Colorado Springs</video:title>
            <video:description>35esima edizione dello Space Symposium di Colorado Springs per la prima con una partecipazione italiana grazie alla collaborazione tra l'Italian Trade Agency e l'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Nomina dei nuovi organi ASI</video:title>
            <video:description>Il Commissario straordinario Piero Benvenuti si è rivolto ai dipendenti Asi per comunicare la ratifica della nomina del nuovo presidente Giorgio Saccoccia da parte del Comint e di tre membri del Consiglio di Amministrazione, Maurizio Cheli, Luisa Riccardi e Alessandra Celletti</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Festival delle Scienze 2019, va in scena l'invenzione</video:title>
            <video:description>Si alza il sipario sull’edizione 2019 del National Geographic Festival delle Scienze dedicato al tema dell'invenzione il principale motore del progresso e della conoscenza. L'Asi è anche quest'anno tra gli organizzatori e parteciperà con una serie di incontri dai temi più vari:&amp;nbsp; dal Big Bang alle onde gravitazionali, fino ad arrivare all'esplorazione di Marte e&amp;nbsp; della Luna.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-08</video:publication_date>
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            <video:title>Ragnatele spaziali</video:title>
            <video:description>A parità di peso, la tela di ragno è più resistente dell’acciaio. Una caratteristica che potrebbe risultare preziosa nelle missioni spaziali, come suggerisce un team di ricerca dell’università di Washington</video:description>
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            <video:title>Double check per il metano marziano</video:title>
            <video:description>Dopo sei anni di attesa dalla prima rilevazione ottenuta dal rover Curiosity, arriva la conferma ufficiale della presenza di metano nell’atmosfera del pianeta rosso, da parte di un team targato Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>Un donut per Cygnus A</video:title>
            <video:description>Una struttura polverosa caratteristica tipica delle galassie radio è stata osservata per la prima volta dal telescopio Very Large Array. Più precisamente, la ciambella di polvere circonda il buco nero supermassiccio al centro di una delle più potenti galassie radio dell’Universo: Cygnus A</video:description>
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            <video:title>#SpazioCinema tra scienza e fantascienza</video:title>
            <video:description>“Conversazioni atomiche” di Felice Farina e “113 Degrees” di Sabrina Doyle, prodotto da Matilde Barbagallo: due cortometraggi per una serata dedicata al dialogo tra scienza e fantascienza</video:description>
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            <video:publication_date>2019-04-02</video:publication_date>
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            <video:title>A caccia di vita su Europa</video:title>
            <video:description>Un lander per cercare la vita sulla luna di Giove: il nuovo progetto Nasa, dopo la missione Clipper pianificata per il 2023</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: Spazio 4.0</video:title>
            <video:description>Lo “Spazio 4.0” porterà tante novità nel settore a partire da nuovi lanciatori, meno costosi e in grado di soddisfare le nuove e sigenze del mercato come Ariane 6 e Vega C passando per le nuove tecnologia edi osservazione della Terra di Cosmo-SkyMed seconda generazione fino alle missioni dedicate alla scopereta degli esopianeti come Cheops.&amp;nbsp;Ne parliamo a #SpaceTalk con&amp;nbsp;Claudia Facchinetti ed Enrico Cavallini di Asi e Roberto Ragazzoni di Inaf. Conducono Francesco Rea e Fulvia Croci, alla regia Giulia Bonelli e ai social Manuela Proietti</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>L'Asi si veste di nuovo</video:title>
            <video:description>L’Agenzia Spaziale Italiana fa il punto sulle prossime tappe da affrontare in attesa della Ministeriale di novembre e presenta la sua nuova identità visiva rappresentata dal rinnovato sito istituzionale e dal nuovo logo</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>Luna 2024</video:title>
            <video:description>Torneremo sulla Luna entro i prossimi cinque anni. Lo ha dichiarato l’amministratore della Nasa Bridenstine in risposta alla richiesta ufficiale del vice Presidente Pence, riconquistare il suolo lunare nel 2024. Ben quattro anni prima rispetto alla tabella di marcia dell’agenzia spaziale statunitense</video:description>
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            <video:title>Groenlandia, un freno allo scioglimento dei ghiacci</video:title>
            <video:description>Sembra aver subito una battuta d’arresto il pericoloso fenomeno dello scioglimento dei ghiacci in Groenlandia, uno dei motivi principali dei cambiamenti climatici dell’Atlantico. Ad annunciarlo un team di ricerca della Nasa, che ha monitorato il ghiacciaio Jakobshavn -&amp;nbsp;7% di tutto il ghiaccio dell’isola</video:description>
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            <video:title>Una palla di fuoco per Terra</video:title>
            <video:description>Un meteorite ha illuminato i cieli sfrecciando sopra il Mare di Bering a 32 chilometri al secondo. E’ successo lo scorso 18 dicembre e l’evento è stato immortalato dal satellite Terra della Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Dal satellite al lanciatore, il made in Italy di nome Prisma</video:title>
            <video:description>Prisma è&amp;nbsp;in orbita ed è pronto ad iniziare la sua missione. Nella notte&amp;nbsp; tra il 21 e il 22 marzo, quando in Italia erano le 2.50 il satellite dell'Agenzia Spaziale Italiana si è staccato dalla base europea di Kourou in Guyana Francese, a bordo del lanciatore Vega. Prisma ora, affronterà te mesi di verifiche che lo porteranno alla piena operatività a metà giugno e subito dopo sarà pronto per osservare la Terra utilizzando la tecnologia iperspettrale.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>Le colonne della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Due colonne di gas caldo si estendono per alcune centinaia di anni luce nelle regioni centrali della Via Lattea. Tali strutture potrebbero trasportare materia ed energia dal nucleo della galassia fino alla sua periferia. E’ l’ultima scoperta di un team di ricerca a guida italiana, che ha utilizzato i dati del satellite di Xmm Newton dell’Esa.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-21</video:publication_date>
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            <video:title>J0002, la pulsar che ha messo la quarta</video:title>
            <video:description>Sfreccia a una velocità di oltre 4 milioni di chilometri orari e con un ritmo del genere potrebbe impiegare solo 6 minuti per percorrere il tragitto dalla Terra alla Luna: è J0002, una pulsar scoperta nel 2017 e ora analizzata da Fermi e dal Vla</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>Hayabusa2, all'origine del Sistema Solare</video:title>
            <video:description>Il team della sonda giapponese atterrata sull'asteroide Ryugu ha pubblicato i primi studi basati sulle recenti scoperte della missione</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-19</video:publication_date>
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            <video:title>L'Esa punta su Sabre</video:title>
            <video:description>L' Esa in partnership con la&amp;nbsp; Uk Space Agency&amp;nbsp; e la Reaction Engines sta sviluppando Sabre (Synergistic Air-Breathing Rocket Engine) un innovativo motore che dovrebbe&amp;nbsp; abbattere notevolmente i costi di lancio&amp;nbsp; aumentando la velocità degli stessi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-18</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Spazioporto lunare internazionale</video:title>
            <video:description>Una nuova puntata di #SpaceTalk dedicata alle sfide del Lunar Gateway, il futuro avamposto in orbita cislunare. Con Silvia Ciccarelli e Giovanni Caprara</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-15</video:publication_date>
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            <video:title>Destinazione Luna per Orion ed Esprit</video:title>
            <video:description>Orion potrebbe volare a bordo di un lanciatore commerciale. E’ quanto dichiarato dal numero uno della Nasa Bridenstine durante una riunione al Senato dove si è discusso del futuro della navetta parte dello Space Launch System</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-14</video:publication_date>
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            <video:title>Tecnologie lunari</video:title>
            <video:description>Una nuova era di esplorazione della Luna è alle porte. Mentre continua il lavoro della Nasa per la realizzazione del Lunar Gateway, arrivano le nuove proposte per lo sviluppo di tecnologie necessarie alla riconquista del nostro satellite</video:description>
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            <video:title>Eucise 2020 alla Farnesina</video:title>
            <video:description>Il progetto Eucise 2020 concluderà la sua attività il prossimo 31 marzo e ha messo a disposizione della Commissione Europea e delle autorità marittime i risultasti raggiunti durante una conferenza appositamente dedicata, presso la Farnesina</video:description>
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            <video:title>Gocce d’acqua lunare</video:title>
            <video:description>Molecole d’acqua che danzano sul lato visibile della Luna. È l’ultima scoperta fatta grazie al Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, che ha individuato uno strato sottile di molecole di H2O temporaneamente intrappolate vicino alla superficie del nostro satellite</video:description>
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            <video:title>DeepSpace: la nuova era del volo umano</video:title>
            <video:description>Si è conclusa con un tuffo nell'Oceano Atlantico la missione&amp;nbsp;della prima navicella spaziale privata per il trasporto umano da e verso la Stazione Spaziale Internazionale</video:description>
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            <video:title>Fioramonti in visita alla sede dell'ASI</video:title>
            <video:description>Il vice ministro&amp;nbsp;dell'Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti ha visitato la sede dell'Agenzia Spaziale ricevuto dal commissario straordinario Piero Benvenuti e dal direttore generale Anna Sirica</video:description>
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            <video:title>I giganti di Juno e Cassini</video:title>
            <video:description>Juno, in orbita attorno a Giove da due anni e mezzo, e Cassini, che ha orbitato attorno a Saturno per 13 anni, svelano nuovi sorprendenti dati sull’evoluzione dei giganti gassosi</video:description>
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            <video:title>Kepler-1658b, 10 anni dopo</video:title>
            <video:description>Kepler-1658b ha finalmente ottenuto lo status ufficiale di esopianeta. Scoperto dall’omonimo telescopio Nasa, il pianeta extrasolare era stato inizialmente ritenuto un falso positivo. Oggi, un gruppo di scienziati coordinato dall’Università delle Hawaii ha dato l’ok definitivo sul suo status, un via libera che lo fa rientrare appieno nella lista dei pianeti extrasolari scoperti dall’infaticabile telescopio Nasa</video:description>
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            <video:title>Hayabusa2, i segni del touchdown</video:title>
            <video:description>La navicella giapponese Hayabusa2, che lo scorso 22 febbraio ha effettuato uno storico touchdown sulla superficie dell’asteroide Ryugu, ha scattato un’immagine dove sono visibili i segni dell’atterraggio</video:description>
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            <video:title>Crew Dragon approda sulla Iss</video:title>
            <video:description>SpaceX ce l’ha fatta. Per la prima volta una capsula&amp;nbsp;privata&amp;nbsp;progettata per il trasporto di astronauti ha agganciato la Stazione Spaziale. Il docking della Crew Dragon con la Iss è avvenuto il 3 marzo alle 11.50, ora italiana. La manovra di rendez-vous è stata del tutto automatica e non ha avuto bisogno del braccio robotico che solitamente cattura le altre navette cargo. Ora la capsula resterà agganciata alla Iss&amp;nbsp; fino al ritorno, che prevede uno splashdown nell’oceano, previsto per il pomeriggio dell’8 marzo.</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: Oltre Ultima Thule</video:title>
            <video:description>Da Plutone ai confini del sistema solare, passando per FarFarOut e Planet X: una puntata alla scoperta della fascia di Kuiper e di missioni come New Horizons</video:description>
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            <video:publication_date>2019-03-01</video:publication_date>
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            <video:title>I misteri della fascia di Kuiper</video:title>
            <video:description>Oltre i confini dell’orbita di Nettuno si estende una regione del Sistema Solare popolata da corpi minori composti principalmente da sostanze volatili congelate, come ammoniaca, metano e acqua</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Il nuovo volto di Caronte</video:title>
            <video:description>Il principale satellite naturale di Plutone da oggi ha un ritratto nuovo: grazie ai dati della sonda Nasa New Horizons, un team di ricerca statunitense ha ottenuto la più dettagliata mappa 3D della superficie di Caronte</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-27</video:publication_date>
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            <video:title>Passeggeri interstellari al cinema dell'ASI</video:title>
            <video:description>Secondo appuntamento del 2019 con la pellicola Passengers di Morten Tyldum a #SpazioCinema, la rassegna cinematografica organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione col giornale dello spettacolo</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>Beresheet accende i motori per la Luna</video:title>
            <video:description>Beresheet ha già eseguito la prima di una serie di manovre, un’accensione dei motori di 30 secondi, per posizionarsi in un’orbita ellittica che lo allontanerà dalla Terra fino a farlo entrare in orbita lunare. Successivamente, Beresheet trascorrerà sei giorni in orbita intorno alla Luna per poi tentare l’allunaggio l'11 aprile.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>ASI Diversity Day: l'evento integrale</video:title>
            <video:description>L’Agenzia spaziale italiana celebra la diversità e l’inclusione durante il Diversity Day, una giornata appositamente dedicata alle differenze che caratterizzano ogni persona in tutti gli ambienti lavorativi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-25</video:publication_date>
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            <video:title>L'Asi celebra il Diversity Day</video:title>
            <video:description>L’Asi celebra la diversità e l’inclusione durante il Diversity Day, una giornata appositamente dedicata alle differenze che caratterizzano ogni persona in tutti gli ambienti lavorativi</video:description>
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            <video:title>Opportunity e Spirit, i gemelli marziani</video:title>
            <video:description>Dopo 15 anni di onorato servizio, il rover della Nasa Opportunity ha raggiunto il suo gemello Spirit nel letargo marziano. Un bilancio sulla durata della più longeva missione marziana, con il commento di Raffaele Mugnuolo dell’Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-22</video:publication_date>
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            <video:title>Hera, probabile poker</video:title>
            <video:description>In programma per il 2023, la missione Esa diretta verso gli&amp;nbsp; asteroidi Didymos A e B potrebbe visitare anche&amp;nbsp; 2021 Sebastopoli una coppia di asteroidi della fascia principale&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Aipas, le sfide di una nuova space economy</video:title>
            <video:description>Si è svolto il 20 febbraio alla sede dell'Asi il workshop "New space economy: sfide e opportunità per armonizzare politica, industria e ricerca nel settore spaziale". Presente il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-20</video:publication_date>
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            <video:title>La notte della superluna</video:title>
            <video:description>Protagonista indiscussa del 2019, questa sera ci apparirà più vicina e molto più luminosa per il fenomeno conosciuto come superluna. L’espressione indica la ‘coincidenza’ che si verifica quando la Luna piena è nella posizione di massimo avvicinamento alla Terra, ovvero il perigeo</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-19</video:publication_date>
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            <video:title>Un fiume di stelle per Gaia</video:title>
            <video:description>Almeno 4.000 stelle viaggiano unite e compatte nel cielo meridionale, tanto da far pensare a un fiume di astri che solca lo spazio. È la scoperta di un team di astronomi dell’Università di Vienna, che ha individuato questo flusso stellare grazie ai dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-18</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Quando le bufale sono piatte</video:title>
            <video:description>Con il Direttore del laboratorio scienza dei dati e complessità  dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Walter Quattrociocchi e l’ingegnere aerospaziale Francesco Longo di Asi. Ad un mese dal lancio del nuovo satellite italiano di osservazione della Terra Prisma, un’analisi del fenomeno del terrapiattismo e non solo, tra bufale e connotazioni sociali. Conducono Ilaria Marciano e Fulvia Croci.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>Esero, al via il polo Stem italiano</video:title>
            <video:description>Il nuovo European Space Education Resource Office italiano è stato inaugurato oggi durante un evento presso l’agenzia spaziale italiana alla presenza di circa 200 studenti. &amp;nbsp;Esero è un progetto congiunto tra ASI ed ESA che intende migliorare le abilità e le competenze degli studenti italiani nelle discipline tecnico-scientifiche.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-14</video:publication_date>
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            <video:title>Sonde Van Allen, capitolo finale</video:title>
            <video:description>Le due sonde Van Allen della Nasa hanno iniziato la discesa verso il punto più basso delle loro orbite. Comincia così l’ultimo capitolo della missione, che ha esplorato i misteri delle fasce elettricamente cariche attorno al nostro pianeta</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-13</video:publication_date>
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            <video:title>Groenlandia, cratere da guinness</video:title>
            <video:description>Scoperto un secondo cratere da impatto meteoritico sotto le calotte polari in Groenlandia, misura ben cinque chilometri in più di Hiawatha individuato dalla Nasa lo scorso novembre&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-12</video:publication_date>
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            <video:title>Curiosity saluta il Vera Rubin Ridge</video:title>
            <video:description>Curiosity si lascia alle spalle il crinale di Vera Rubin Bridge dopo quasi più di anno di esplorazioni. La nuova destinazione del rover sarà la depressione di Glen Torridon sul fondo del Cratere Gale</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Obiettivo asteroidi</video:title>
            <video:description>Da Oriente o Occidente l’esplorazione degli #asteroidi è un tema di primo piano per le agenzie spaziali. Questi misteriosi oggetti celesti sono la popolazione più numerosa del Sistema Solare e lo studio della loro composizione può dirci molto molto sul nostro passato. Per questo motivo due missioni #Hayabusa2 della Jaxa e #OsirisRex della Nasa hanno lasciato la terra rispettivamente alla volta di #Ryugu e #Bennu due fossili del Sistema Solare</video:description>
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            <video:title>ExoMars, un rover di nome Rosalind</video:title>
            <video:description>L'Esa ha annunciato il nome del rover di ExoMars 2020, si chiamerà Rosalind Franklin, in onore della scienziata che per prima ha scoperto la doppia elica del Dna</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-07</video:publication_date>
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            <video:title>MarCO perso oltre Marte</video:title>
            <video:description>Terra chiama MarCO: nessuna risposta. Da oltre un mese si sono perse le tracce dei due nanosatelliti gemelli parte della missione Mars Cube One, che ha accompagnato la sonda Nasa InSight nella sua avvincente discesa verso il pianeta rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-06</video:publication_date>
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            <video:title>Prova di fuoco per Raptor</video:title>
            <video:description>Space X accende i motori per il viaggio su Marte. Lo scorso 3 febbraio la compagnia di Elon Musk ha effettuato un test statico di accensione d Raptor,&amp;nbsp; il motore del&amp;nbsp; sistema di lancio Starship con cui Musk intende portare l’uomo su Marte, lo stesso che utilizzerà per i turisti spaziali</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>Via Lattea in ‘curva’</video:title>
            <video:description>Piegato e distorto: è questo il vero aspetto della Via Lattea in base alla sua prima mappatura tridimensionale, realizzata da un team di astronomi guidato dall’Accademia Cinese delle Scienze.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-04</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Giardini spaziali</video:title>
            <video:description>I viaggi spaziali del futuro sono destinati ad allungarsi nel tempo e si proiettano verso la colonizzazione di altri pianeti. Si lavora a missioni per costruire una base sulla Luna o in orbita cislunare per poi toccare il suolo marziano e costruirvi una colonia.&amp;nbsp;Ma come fornire&amp;nbsp;cibo&amp;nbsp;in modo sostenibile ai futuri esploratori spaziali? Ne abbiamo parlato&amp;nbsp;a #SpaceTalk con&amp;nbsp;Marino Crisconio, Unità Volo Umano e Microgravità dell’Agenzia Spaziale Italiana, ed&amp;nbsp;Eugenio Benvenuto, Responsabile del laboratorio di biotecnologie dell’Enea.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-02-01</video:publication_date>
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            <video:title>Emergenza Antartide: enorme cavità sotto i ghiacci</video:title>
            <video:description>Continua l’emergenza ghiacci al polo sud. Una gigantesca cavità, estesa circa 40 km2, quasi due terzi del territorio di manhattan e alta circa 300 metri, si sta aprendo al di sotto del ghiacciaio Thwaites nell’Antartide occidentale. Questo è quanto emerge da uno studio della Nasa pubblicato su Science, condotto grazie ai dati provenienti da osservazioni satellitari, tra cui quelle della costellazione Cosmo-SkyMed dell’Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-31</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti i crateri del Columbus</video:title>
            <video:description>Qualche mese fa, il braccio robotico di 17 metri collegato alla Iss ha iniziato a muoversi: il suo obiettivo era quello di ispezionare dall’esterno una parte fondamentale della casa spaziale, il laboratorio europeo Columbus</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>Un asteroide in HD</video:title>
            <video:description>Osiris Rex sempre più vicino a Bennu. La sonda Nasa giunta in orbita intorno all’asteroide lo scorso 3 dicembre ha realizzato un’istantanea dell’oggetto alla distanza da record di 1,6 chilometri regalandoci una vista mozzafiato della superficie di Bennu. Le immagini risalgono al 17 gennaio e sono state scattate dalla Navcam da un’angolazione che permette di avere la visuale sul polo sud dell’asteroide</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-29</video:publication_date>
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            <video:title>#SpazioCinema, Arrival apre il 2019</video:title>
            <video:description>Con il nuovo anno riprende #SpazioCinema, la rassegna cinematografica organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione col giornale dello spettacolo. Primo appuntamento del 2019: Arrival di Denis Villeneuve, che racconta l’apparizione di dodici misteriose navi extraterrestri</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-28</video:publication_date>
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            <video:title>L'anno della Luna</video:title>
            <video:description>Dalla sonda cinese Chang’e-4 arrivata per la prima volta sul lato nascosto del nostro satellite ai nuovi bandi europei per la tecnologia lunare: è aperta la nuova corsa alla Luna, con l’obiettivo di raggiungere lo spazio profondo&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>LiciaCube testimone oculare</video:title>
            <video:description>Il nanosatellite italiano LiciaCube sarà il primo testimone dello scontro cosmico tra una sonda e un asteroide, per testare una nuova idea di difesa planetaria. Patirà insieme alla missione Nasa Dart nel 2021</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-24</video:publication_date>
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            <video:title>Starliner, equipaggio definitivo</video:title>
            <video:description>La NASA annuncia il nuovo equipaggio per il volo di prova della capsula Starliner della Boeing</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il cuore nero della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Dai dati del telescopio Alma arriva un ritratto inedito del buco nero supermassiccio Sagittarius A*al centro della Via Lattea: secondo il nuovo studio l’emissione dal nostro black hole galattico proviene da una regione di spazio più piccola del previsto, e potrebbe puntare quasi direttamente al nostro pianeta</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-22</video:publication_date>
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            <video:title>Guida sicura per ExoMars 2020</video:title>
            <video:description>Il software per la navigazione di ExoMars 2020 installato a bordo del prototipo Exoter, ha superato suo primo esame di guida autonoma.&amp;nbsp;Il test, effettuato presso il centro Esa Estec ha testato il sistema di navigazione autonoma sul Mars Yard, un terreno sabbioso e irto di rocce che ricrea lo scenario che Exomars si troverà davanti una volta giunto su Marte.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-21</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Matera 2019 dà Spazio alla cultura</video:title>
            <video:description>Spacetalk torna con il primo appuntamento del 2019, dedicato al programma di eventi ed iniziative che animeranno la città di Matera, scelta come capitale europea della cultura di quest'anno. Tra le molteplici iniziative previste, uno spazio anche a quelle dedicate al settore spaziale con una serie di iniziative che si svolgeranno presso il Centro di Geodesia Spaziale. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Bianco, Responsabile del centro di Geodesia spaziale di Matera. Conducono Manuela Proietti e Francesco Rea in collegamento da Matera</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-18</video:publication_date>
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            <video:title>New Horizons oltre Ultima Thule</video:title>
            <video:description>Cosa farà New Horizons una volta superato Ultima Thule? Nei prossimi 20 mesi, la sonda processerà le immagini e i primi dati permetteranno la mappatura della superficie dell’oggetto</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-17</video:publication_date>
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            <video:title>Su Marte il vino è doc</video:title>
            <video:description>In Georgia si studiano tecniche per vinificazioni marziane</video:description>
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            <video:title>Cotone sulla Luna</video:title>
            <video:description>Nuova prima volta per l’agenzia spaziale cinese. Dopo il primo sbarco della sonda Chang'e-4 sul lato oscuro della Luna, avvenuto con successo la notte del 3 gennaio, giungono ora le immagini del primo inizio di coltivazione sul nostro satellite.</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-15</video:publication_date>
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            <video:title>Il futuro retrò di Elon Musk</video:title>
            <video:description>Per Musk il futuro dello spazio è...vintage. Di recente il magnate di Spacex ha svelato con un tweet l’identikit del prototipo della nuova navicella con cui intende portare i turisti attorno alla Luna: il suo nome è Starship, ed è una navicella del futuro ma dall’aspetto retrò.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-14</video:publication_date>
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            <video:title>Un faro nell'Universo primordiale</video:title>
            <video:description>È l’oggetto cosmico più luminoso mai scoperto nel cosmo primordiale e la luce che giunge fino a noi risale a quasi 13 miliardi di anni fa, quando l’universo era ancora bambino</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-10</video:publication_date>
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            <video:title>New Shepard stampa i biglietti</video:title>
            <video:description>Blue Origin da il via al countdown per lo spazio con New Shepard. La compagnia del numero uno di Amazon, Jeff Bezos, ha dichiarato che, a partire da quest’anno, inizierà a commercializzare i voli suborbitali</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>Lo spazio sorge a Oriente</video:title>
            <video:description>L’India invierà tre astronauti nello spazio entro il 2022, diventando il quarto paese dopo Russia, Stati Uniti e Cina a tentare l’impresa</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-08</video:publication_date>
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            <video:title>Galassie in manovra</video:title>
            <video:description>Nell’arco di due miliardi di anni la Via Lattea e la Grande Nube di Magellano potrebbero entrare in collisione. Lo afferma uno studio di Monthly Notices of the Royal Astronomical Society</video:description>
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            <video:publication_date>2019-01-07</video:publication_date>
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            <video:title>Premio #SpazioCinema, all’Auditorium la seconda edizione</video:title>
            <video:description>Si è svolta ieri 19 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma la seconda edizione del premio Spazio Cinema, iniziativa dell’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con Il Giornale dello Spettacolo</video:description>
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            <video:publication_date>2018-12-20</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: l'anno spaziale che verrà</video:title>
            <video:description>Spacetalk torna con l'ultimo appuntamento del 2018 dedicato alle sfide e ai progetti di esplorazione spaziale che ci attendono nel 2019. Ne abbiamo parlato con Piero Benvenuti, commissario straordinario Asi, Luciana Papa di Askanews, Andrea Bettini di Rainews, Enrica Battifoglia dell'Ansa e Giovanni&amp;nbsp; Caprara del Corriere della Sera</video:description>
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            <video:title>Bepi Colombo accende i motori</video:title>
            <video:description>Dopo un meticoloso test dei suoi propulsori, il 17 dicembre BepiColombo ha acceso i motori, iniziando così la sua traversata del Sistema Solare interno, che durerà poco più di sette anni</video:description>
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            <video:title>Un anello non è per sempre</video:title>
            <video:description>Gli anelli di Saturno sono destinati a scomparire prima di quanto previsto. &amp;nbsp;E’ quanto emerge da uno studio realizzato grazie ai dati forniti da Cassini durante la sua lunga avventura alla scoperta del pianeta e delle sue lune</video:description>
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            <video:title>10 cubesats per Electron</video:title>
            <video:description>Missione compiuta per Electron. Lo scorso 16 dicembre, il razzo della compagnia neozelandese con sede in California Rocket Lab, ha effettuato il primo lancio per conto del programma Nasa Venture Class Launch Service, dedicato ai piccoli payload. A bordo del vettore, 10 cubesat realizzati da 250 studenti provenienti da università ed istituti di ricerca statunitensi.</video:description>
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            <video:title>Deep Space: Un’agenzia unica per la ricerca?</video:title>
            <video:description>La ricerca italiana è un settore in crescita che appare frammentato. Un maggiore coordinamento sembra necessario anche in vista del nuovo programma quadro Horizon Europe. Global Science ha intervistato il l'attuale viceministro alla ricerca del MIUR&amp;nbsp; Lorenzo Fioramonti e&amp;nbsp; Francesco Profumo, già presidente del CNR e ministro della ricerca</video:description>
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            <video:title>Vss Unity mette le ali</video:title>
            <video:description>Virgin Galactic raggiunge lo spazio. Per la prima volta il velivolo spaziale dell'azienda di Richard Branson che trasporterà i turisti nello spazio si è spinto oltre gli 80 chilometri di altitudine, superando il confine oltre il quale per convenzione inizia lo Spazio</video:description>
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            <video:title>Un bow shock neonato per Rosetta</video:title>
            <video:description>Rosetta continua a stupirci con nuove scoperte astronomiche. &amp;nbsp;L’ultima riguarda la scoperta di segni di un bow shock allo stadio iniziale intorno alla cometa 67P, il primo ad essere stato osservato dall’uomo nel Sistema Solare.</video:description>
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            <video:title>Passeggiata spaziale col buco</video:title>
            <video:description>Conclusa dopo quasi 8 ore l’Eva all’esterno della Soyuz svolta dagli astronauti russi Sergey Prokopyev e Oleg Kononenko, per esaminare il buco di 2 millimetri trovato lo scorso agosto sulla navicella russa</video:description>
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            <video:title>Diritti nello Spazio</video:title>
            <video:description>All’auditorium dell’ASI si è svolto #Donnedavvero evento dedicato alle pari opportunità</video:description>
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            <video:title>Voyager 2 si tuffa nello spazio interstellare</video:title>
            <video:description>Per la seconda volta nella storia dell’esplorazione spaziale, un veicolo creato dall’uomo ha lasciato il Sistema Solare raggiungendo lo spazio interstellare. Stiamo parlando di Voyager 2, la sonda Nasa che lo scorso 5 ottobre ha varcato i confini del nostro sistema planetario, seguendo le orme della gemella Voyager 1</video:description>
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            <video:title>La Cina verso il volto nascosto  della Luna</video:title>
            <video:description>Il lato nascosto della Luna. E’ questo l’ambizioso obiettivo di Chang e 4, la missione cinese che allunerà per prima sulla parte del nostro satellite invisibile dalla Terra, precisamente nel cratere di Von Karman nel bacino del Polo sud Aitken</video:description>
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            <video:publication_date>2018-12-10</video:publication_date>
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            <video:title>#Climadicambiamento al Macro di Testaccio</video:title>
            <video:description>Api urbane, spiagge verdi, orti spaziali ma anche innovative strategie di sopravvivenza ed ecodesign, fino alle future colonie marziane. Questi alcuni dei protagonisti dell’edizione 2018 dell’Isola della sostenibilità, una tre giorni dedicata ai temi dello sviluppo sostenibile, organizzata a Roma al Macro di Testaccio</video:description>
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            <video:publication_date>2018-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Le comunicazioni nell'era dei quanti</video:title>
            <video:description>Coniugare ricerca di base e tecnologia di frontiera per lo sviluppo di prodotti innovativi basati sulle leggi della fisica quantistica. E' l'obiettivo di Qombs progetto a guida italiana selezionato dall'Ue nell'ambito della Quantum Flagship. Dalla trasmissione sicura dell’informazione, alla creazione di computer ultra-performanti sfruttando le peculiarità della meccanica quantistica: ne abbiamo parlato a #SpaceTalk con Augusto Smerzi dell’Istituto Nazionale di Ottica del Cnr e Mario Siciliani de Cumis, coordinatore Asi del progetto Qombs</video:description>
            <video:duration>1905</video:duration>
            <video:publication_date>2018-12-06</video:publication_date>
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            <video:title>Sulla via per Ultima Thule</video:title>
            <video:description>La sonda Nasa New Horizons ha effettuato una correzione della manovra per dirigirsi verso Ultima Thule dove effetuerà, il 1 gennaio,&amp;nbsp; il fly by più lontano nella storia delle esplorazioni spaziali</video:description>
            <video:duration>94</video:duration>
            <video:publication_date>2018-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Cielo d’ottobre a #SpazioCinema</video:title>
            <video:description>Continua #SpazioCinema, la rassegna cinematografica all’Agenzia Spaziale Italiana, con Cielo d’ottobre: pellicola del ’99 ispirata alla storia vera dell’ingegnere della Nasa Homer Hickam, che a 17 anni comincia a inseguire il sogno di costruire razzi dopo aver visto il passaggio in cielo dello Sputnik</video:description>
            <video:duration>103</video:duration>
            <video:publication_date>2018-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>La Soyuz torna nello spazio</video:title>
            <video:description>Il 3 dicembre la Soyuz con a bordo i membri dell’Expedition 58 è tornata ad agganciarsi alla Iss. Scongiurato così il rischio di vedere la casa spaziale disabitata, dopo l’atterraggio di emergenza dello scorso 11 ottobre</video:description>
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            <video:publication_date>2018-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia dello spazio si promuove a Houston</video:title>
            <video:description>Al via l'edizione 2018 di SpaceCom, uno degli eventi più importanti negli Stati Uniti, dedicato alle applicazioni commerciali delle tecnologie spaziali. Presente anche l'Italia con l'Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con AID e ICE Agenzia</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>Cambiamenti climatici, la prova dallo spazio</video:title>
            <video:description>Il riscaldamento globale è uno dei problemi più urgenti del nostro pianeta, come dimostra un video prodotto dalla Nasa che raccoglie i dati satellitari degli ultimi 20 anni. E intanto continua più acceso che mai il dibattito sul web, con alcuni esempi di diffusione virale tra scienza e pseudoscienza</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-29</video:publication_date>
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            <video:title>InSight tocca Marte</video:title>
            <video:description>Il lander della Nasa ha toccato la superficie marziana alle 20:54 italiane del 26 novembre: sarà la prima missione a studiare ciò che si nasconde nel cuore di Marte usando strumenti al suolo. I dati della discesa raccolti anche dal Sardinia Deep Space Antenna</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Prova su strada per ExoMars 2020</video:title>
            <video:description>Prova su strada riuscita per il prototipo del rover di Exomars 2020. Charlie, questo è il nome dato dal team al veicolo, è stato trasportato nel deserto di Tabernas in Spagna, per una serie di test che hanno coinvolto il radar, lo strumento per la realizzazione delle immagini e il trapano costruito in Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Una Soyuz per due missioni</video:title>
            <video:description>Cheops e Cosmo-Skymed condivideranno lo stesso razzo Soyuz che li porterà a posizionarsi nelle rispettive orbite. Lancio in programma tra il 15 ottobre e il 14 novembre 2019</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-26</video:publication_date>
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            <video:title>Black Friday spaziale</video:title>
            <video:description>Lo shopping impazzito del Black Friday arriva anche al settore spaziale: costumi da astronauta e magliette a prezzi scontati e gadget di ogni tipo, per una modalità di acquisto prevalentemente online. Ecco alcune offerte delle principali agenzie spaziali, con uno sguardo al futuro verso i biglietti per i primi turisti dello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Iss, vent'anni in orbita</video:title>
            <video:description>Il 20 novembre la Stazione spaziale internazionale ha celebrato il 20esimo anniversario dalla posa della 'prima pietra', il modulo russo Zarja. Negli anni, il contributo dell'Italia alla Iss si è fatto sempre più determinante. Come è accaduto che il nostro Paese abbia costruito circa la metà degli ambienti abitabili di questo grande progetto di respiro internazionale? Di questo e molto altro abbiamo parlato a SpaceTalk&amp;nbsp; con Gabriele Mascetti, responsabile Asi dell'Unità volo umano e microgravità e l'ingegnere Roberto Somma.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-22</video:publication_date>
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            <video:title>Che tempo fa sui mondi di Trappist-1?</video:title>
            <video:description>Quali potrebbero essere i climi dei sette mondi di Trappist 1? E’ questa la domanda a cui sta cercando di rispondere uno studio condotto dall’Università di Washington,&amp;nbsp; che prova a fare il punto sulle diverse tipologie di atmosfere che potrebbero caratterizzare l’ormai celebre sistema planetario</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-21</video:publication_date>
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            <video:title>Buon compleanno Iss!</video:title>
            <video:description>Era il 20 novembre del 1998, quando veniva mandato in orbita il primo elemento della Stazione spaziale internazionale, il modulo russo Zarija. Tutto quello che c'è da sapere sul più importante progetto di cooperazione internazionale mai intrapreso dall’umanità</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-20</video:publication_date>
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            <video:title>I saluti di ingresso del Prof. Piero Benvenuti</video:title>
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            <video:publication_date>2018-11-20</video:publication_date>
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            <video:title>Nello spazio a testa in giù #3</video:title>
            <video:description>Il primo volo commerciale di Rocket Lab dalla piattaforma privata in Nuova Zelanda ha segnato l’ingresso della terra dei Maori nel mondo alla space economy. Il lancio del vettore Electron e le prospettive future nella terza puntata di #DeepSpace dedicata allo spazio a testa in giù, con intervista al Presidente dell’Agenzia spaziale neozelandese Peter Crabtree</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-16</video:publication_date>
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            <video:title>Orion, rientro sotto controllo</video:title>
            <video:description>La navetta destinata al trasporto di astronauti del programma Nasa Space Launch System ha effettuato con successo il test di rientro e recupero, con uno splashdown&amp;nbsp;avvenuto a largo dell’Oceano Pacifico da parte di una portaerei della marina statunitense</video:description>
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            <video:title>Space Rider scalda i motori</video:title>
            <video:description>Space Rider volerà nel 2021. Lo ha annunciato l’Esa durante la Phi Week, una cinque giorni dedicata all’osservazione della terra in corso all’Esrin di Frascati. Space Rider, è un mini shuttle automatizzato riutilizzabile nato dall’implementazione di Ixv, un veicolo spaziale sperimentale testato nel 2015, in grado di compiere un rientro atmosferico controllato da&amp;nbsp;orbita terrestre bassa</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>Supereroi spaziali</video:title>
            <video:description>Supereroi nello spazio, è questo il titolo della nuova raccolta di fumetti storici della Marvel, frutto della collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana e Panini Comics presentato durante l’ultima edizione di Lucca Comics</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-13</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars, destinazione Oxia Planum</video:title>
            <video:description>È questo il nome del sito marziano scelto per l’atterraggio del rover europeo nel 2021. La località è stata scelta dagli esperti poiché mostrerebbe evidenti segni della presenza in passato di acqua allo stato liquido, che può aver giocato un ruolo determinante per ospitare forme elementari di vita</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-12</video:publication_date>
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            <video:title>Radiazioni cosmiche, dagli smartphone alle navicelle</video:title>
            <video:description>Che cosa hanno in comune uno smartphone e una navicella spaziale? Entrambi sono sensibili alle radiazioni cosmiche: è quanto si può toccare con mano al centro Estec dell’Agenzia spaziale europea, dove vengono svolti test ad altissima energia per rendere i viaggi spaziali sempre più sicuri</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-09</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: L'eredità di Dawn</video:title>
            <video:description>La missione della sonda spaziale Dawn della Nasa, a cui l’Italia ha dato un importante contributo, si è conclusa pochi giorni fa dopo 11 anni di attività. A #SpaceTalk un primo bilancio sull’eredità di questa importante impresa scientifica</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-08</video:publication_date>
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            <video:title>Un Palazzo Celeste permanente</video:title>
            <video:description>Entro quattro anni la Cina avrà la sua stazione spaziale permanente. La notizia è stata resa pubblica durante l’Airshow di Zhuhai, dove è stato presentato il prototipo dell’avamposto. La stazione, progettata per restare in orbita per almeno dieci anni, dovrebbe essere operativa dal 2022</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-07</video:publication_date>
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            <video:title>Il saluto del presidente Battiston</video:title>
            <video:description>Dopo la revoca dall'incarico di Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, il cui incarico ha avuto inizio nel 2014, ha voluto salutare i dipendenti interni ed esterni dell'Asi.</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-07</video:publication_date>
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            <video:title>Faro terrestre per alieni</video:title>
            <video:description>La tecnologia laser esistente potrebbe essere utilizzata per costruire un gigante fascio di luce da utilizzare per attirare eventuali civiltà aliene in un raggio di 20mila anni luce di distanza. La proposta dell’MIT statunitense</video:description>
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            <video:title>Gli otto volti di Bennu</video:title>
            <video:description>Osiris Rex, la terza missione del programma New Frontiers targata Nasa, ha realizzato le prime ravvicinate immagini dell'asteroide Bennu</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-05</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio Tanghero</video:title>
            <video:description>Atteso per il 1 novembre a Buenos Aires, in Argentina il terzo Forum Internazionale sullo spazio (ISF), organizzato dall'Asi, dallo Iaf e dalla Conae. Alta formazione, gestione delle risorse naturali e prevenzione dei disastri, cooperazione spaziale, sono i 3 argomenti chiave che verranno discussi dai rappresentanti delle 14 nazioni che parteciperanno al forum</video:description>
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            <video:publication_date>2018-11-01</video:publication_date>
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            <video:title>Incontri scottanti da record</video:title>
            <video:description>Parker Solar Probe sale sul podio aggiudicandosi il primo posto come veicolo spaziale che più si è avvicinato al Sole in assoluto</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-30</video:publication_date>
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            <video:title>Mars 2020, atterraggio collaudato</video:title>
            <video:description>Effettuato con successo un importante test di atterraggio per Mars 2020, il rover della Nasa che tra due anni partirà alla volta del pianeta rosso a caccia di antiche tracce di vita</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-29</video:publication_date>
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            <video:title>First man, l’anteprima in Asi</video:title>
            <video:description>Sala piena giovedì 25 ottobre all’Auditorium dell’Agenzia spaziale italiana per la proiezione di First Man, nuovo film di Damien Chazelle dedicato al primo uomo ad aver messo piede sulla Luna. Il film, proiettato in anteprima in Asi nell'ambito della rassegna #SpazioCinema, sarà nelle sale italiane dal 31 ottobre.</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-27</video:publication_date>
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            <video:title>La scienza in mostra a Genova</video:title>
            <video:description>E' stata inaugurata ‪il 25 ottobre‬ la&amp;nbsp;sedicesima edizione del Festival della Scienza di Genova, tra i maggiori eventi di divulgazione scientifica a livello internazionale, che fino al ‪4 novembre‬ avrà lo scopo di rendere la scienza accessibile a tutti, con particolare riguardo ai giovani. &amp;nbsp;L’Agenzia Spaziale Italiana è presente alla manifestazione con diversi&amp;nbsp;contributi</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: La via europea allo spazio</video:title>
            <video:description>Il 25 ottobre l'Europa dello spazio si dà appuntamento a Madrid per quello che viene chiamato l'Incontro Ministeriale Intermedio, propedeutico al Consiglio dell'Esa che si svolgerà il prossimo anno. Due momenti importanti in cui i ministri competenti alle attività spaziali dei paesi membri dell'Esa sono chiamati a decidere il futuro delle attività spaziali europee dei prossimi anni. Eventi a cui l'UE, che pure oggi partecipa alle politiche spaziali nell'ambito di alcuni programmi quali Copernicus e Galileo, non è chiamata a intervenire. Delle scelte fatte e degli scenari futuri parliamo nella puntata di #SpaceTalk, ospiti in collegamento via Skype Andrea Bettini di Rainews24 e Giovanni Caprara del Corriere della Sera. In studio Manuela Proietti e Giulia Bonelli. Regia Ilaria Marciano, collegamenti e social Fulvia Croci</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>Neutrini senza segreti per Borexino</video:title>
            <video:description>Borexino – l’esperimento di fisica delle particelle dei laboratori Infn del Gran Sasso, ha svelato per la prima volta lo spettro completo dei neutrini emessi dal Sole. I risultati dello studio condotto dall’Università di Amherst&amp;nbsp; sono di notevole importanza e potranno essere utilizzati per la creazione di un modello sul comportamento del Sole</video:description>
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            <video:title>Alla ricerca del Pi greco di Hubble</video:title>
            <video:description>L'universo in cui viviamo è in continua espansione. Questa scoperta, conosciuta da quasi un secolo come legge di Hubble, ha cambiato completamente la cosmologia moderna. Ora un nuovo studio dell’Università di Chicago, pubblicato su Nature, afferma che l’accelerazione dell’universo potrà essere misurata con esattezza nel giro di una decina d’anni grazie alle onde gravitazionali</video:description>
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            <video:title>1200 cervelli per Space Apps</video:title>
            <video:description>Si è conclusa la settima edizione del il più grande hackathon mondiale promosso e organizzato dalla Nasa.&amp;nbsp; Una vera e propria maratona di cervelli lunga 48 ore, che ha coinvolto Milano, Torino, Vicenza, Trieste, Napoli e Roma grazie al ruolo di coordinamento svolto dall’Ambasciata USA in Italia e il supporto di ASI ed Esa, oltre al contributo di aziende come Thales Alenia Space.</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-22</video:publication_date>
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            <video:title>Incidente Soyuz, quanto è rischioso mandare un razzo nello spazio?</video:title>
            <video:description>Una media di circa 90 voli all’anno, 564 astronauti mandati nello spazio e circa 5.700 razzi lanciati fino ad oggi: ormai far partire un razzo è diventata un’operazione quasi di routine, eppure incidenti come quello avvenuto lo scorso 11 ottobre alla Soyuz riaprono la questione della sicurezza dei lanciatori. Alla vigilia del lancio di Bepi Colombo a bordo del vettore europeo Ariane 5, un bilancio dei rischi del volo spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>La scienza è un gioco a Settimo Torinese</video:title>
            <video:description>Anche quest’anno Torino si trasforma nella capitale della divulgazione scientifica con la sesta edizione del Festival dell’innovazione e della Scienza</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-18</video:publication_date>
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            <video:title>Chili di Kilonove</video:title>
            <video:description>Le kilonove, immense esplosioni cosmiche che producono oro, argento e platino, sono più comuni di quanto pensassimo. Lo afferma un nuovo studio che ha individuato un evento molto simile a quello registrato il 16 ottobre 2017 a seguito della fusione di due stelle di neutroni&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-16</video:publication_date>
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            <video:title>Iss, attività a rischio dopo l'incidente</video:title>
            <video:description>L’atterraggio di emergenza della Soyuz con a bordo due astronauti avvenuto ieri 11 ottobre potrebbe complicare le attività future sulla Iss.&amp;nbsp;&amp;nbsp;È ancora presto per pronunciarsi sulle cause, ma la Nasa sta già lavorando a un piano di emergenza per far fronte ai probabili ritardi sulle future missioni. L'incidente è avvenuto proprio nel giorno dell'anniversario del lancio dell'Apollo 7, l'11 ottobre 1968, una missione&amp;nbsp; che ha aperto la astrada alla conquista della Luna.</video:description>
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            <video:title>Soyuz, atterraggio d’emergenza</video:title>
            <video:description>Sono salvi e in buone condizioni i due astronauti rientrati oggi in Kazakistan con un atterraggio di emergenza a seguito di un guasto alla navicella Soyuz che doveva portarli sulla Stazione spaziale internazionale</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-11</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Nel segno di Marte</video:title>
            <video:description>A novembre la sonda Nasa InSight arriverà su Marte. Il 20 ottobre l'europea BepiColombo si lancerà alla scoperta di Mercurio. Nel frattempo Voyager 2 sta per raggiungere lo spazio interstellare... Ne abbiamo parlato oggi con Eleonora Ammannito, Enrico Flamini e Raffaele Mugnuolo</video:description>
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            <video:title>Procedura d'emergenza Soyuz: il commento di Roberto Battiston</video:title>
            <video:description>Presidente dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-11</video:publication_date>
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            <video:title>Come ti dipingo il rover marziano</video:title>
            <video:description>Mars 2020, il rover che tra due anni partirà alla volta del pianeta rosso, sta prendendo forma nei laboratori della Nasa. Non senza un tocco artistico: la fase della colorazione ha richiesto moltissime ore di attività e un artigianale lavoro di fino. Ecco le tappe principali</video:description>
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            <video:title>I poli vagabondi di Cerere</video:title>
            <video:description>Attraverso i dati della missione Nasa Dawn, un team di scienziati del Planetary Science Institute, ha scoperto un dettaglio interessante: il pianeta nano, nel corso del tempo, ha subito un ri-orientamento dei poli di circa 36 gradi</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-09</video:publication_date>
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            <video:title>Un alleato per COSMO-SkyMed</video:title>
            <video:description>I due satelliti Saocom 1A e Saocom 1B insieme alla costellazione italiana COSMO-SkyMed formeranno il sistema SIASGE (Sistema Italo-Argentino di Satelliti per la Gestione delle Emergenze)</video:description>
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            <video:publication_date>2018-10-08</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Luca Parmitano va oltre</video:title>
            <video:description>L'astronauta italiano dell'Esa si racconta in una lunga video intervista girata tra Houston e Colonia durante le prime fasi di addestramento per la missione Beyond, il cui nome e logo sono stati svelati il 27 settembre scorso a Roma nella sede Esa Esrin.</video:description>
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            <video:title>IAC 2018: Interview with Dmitry Loskutov</video:title>
            <video:description>Director of International Cooperation Department, Roscosmos</video:description>
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            <video:title>Un passo verso Planet 9</video:title>
            <video:description>Scovato un nuovo oggetto celeste ai confini del sistema solare: si chiama 2015 TG387, è più piccolo di un pianeta nano e la sua esistenza sembra un prezioso indizio nella ricerca del misterioso Planet X. Il commento di Amalia Ercoli Finzi, prima donna italiana ingegnere aeronautico</video:description>
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            <video:title>Bremen tells about the Moon</video:title>
            <video:description>Artificial intelligence, space economy, commercial space, virtual and robotic reality, space station, Moon and Mars are the topics of IAC 2018 edition.  In particular, return to the Moon has been the key point of Jim Brindenstione intervention during the space agencies opening plenary.</video:description>
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            <video:title>Brema racconta la Luna</video:title>
            <video:description>Intelligenza artificiale, space economy, spazio commerciale, realtà virtuale, robotica, stazione spaziale, Luna e Marte sono i topic di questa edizione 2018 dello IAC.&amp;nbsp;Il ritorno alla Luna, in particolare è stato al centro dell’intervento di Jim Bridenstine durante la plenaria di apertura delle agenzie spaziali.</video:description>
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            <video:title>La scienza fa le ore piccole</video:title>
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            <video:title>Parmitano, da Eva 23 a Beyond</video:title>
            <video:description>Annunciato ieri 27 settembre alla sede Esrin dell’Agenzia Spaziale Europea a Frascati il nome della seconda missione di Parmitano. La giornata si è conclusa alla sede dell’Asi dove è stato presentato in anteprima assoluta il documentario Eva 23, dedicato alla camminata spaziale da brivido sperimentata dall'astronauta</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-27</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Da Parmitano alla Luna</video:title>
            <video:description>In questa nuova puntata abbiamo svelato nome e logo della nuova missione dell'astronauta Luca Parmitano, e abbiamo parlato del futuro dell'esplorazione umana in vista del grande salto dalla Iss alla Luna.&amp;nbsp;In collegamento da Esrin Luca Parmitano e Thomas Pesquet</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-27</video:publication_date>
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            <video:title>4 stelle per Oumuamua</video:title>
            <video:description>Nuovo capitolo per l’avvincente storia diOumuamua: i dati del satellite Gaia dell’Esa individuano 4 stelle nane che potrebbero essere la casa natale del visitatore interstellare&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-26</video:publication_date>
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            <video:title>Aria nuova sulla ISS</video:title>
            <video:description>La navetta cargo giapponese Htv-7 è partita alla volta della Stazione Spaziale che raggiungerà il&amp;nbsp; prossimo 27 settembre: a bordo, 10 tonnellate di rifornimenti e sistemi tra cui un sistema di recupero ossigeno dall’anidride carbonica per gli astronauti della Iss realizzato in Europa dall’Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-25</video:publication_date>
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            <video:title>#SpazioCinema, nuova stagione con L’arrivo di Wang</video:title>
            <video:description>È stata inaugurata all’Auditorium dell’Agenzia Spaziale italiana la nuova stagione di Spazio Cinema, rassegna cinematografica su scienza e fantascienza. Titolo di apertura, un film di fantascienza all’italiana: L’arrivo di Wang dei Manetti Bros</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-25</video:publication_date>
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            <video:title>Dawn, il capitolo finale</video:title>
            <video:description>Sono passati undici anni da quel 27 settembre 2007, giorno in cui Dawn, parte del programma Discovery della Nasa, ha dato il via alla sua missione alla scoperta dell’asteroide Vesta e del pianeta nano Cerere. La sonda, ormai giunta al capitolo finale del suo viaggio, è stata la prima ad aver orbitato intorno a due corpi celesti distinti. A bordo, un significativo contributo italiano, lo spettrometro Vir, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana con la leadership scientifica dell’Inaf</video:description>
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            <video:title>Una ragnatela per i detriti spaziali</video:title>
            <video:description>Un netturbino spaziale ha dimostrato la possibilità di catturare con una rete un detrito in orbita terrestre. Si chiama RemoveDEBRIS e punta a risolvere così il problema della spazzatura cosmica</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-20</video:publication_date>
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            <video:title>Scovato il pianeta di Spock</video:title>
            <video:description>Quando la fantascienza diventa realtà.&amp;nbsp; Per gli appassionati di Star Trek di tutto il mondo, arriva una notizia memorabile. Il pianeta Vulcano, la casa ancestrale di Spock e della sua specie, sembra esistere davvero. A confermarlo, un nuovo studio</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-19</video:publication_date>
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            <video:title>Il primo turista lunare</video:title>
            <video:description>Il primo turista spaziale da oggi ha un nome e un cognome. Si chiama Yusaku Maezawa, è un miliardario giapponese ed è il primo ad aver acquistato con SpaceX un biglietto turistico per la Luna</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-18</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio in primo piano alla Farnesina</video:title>
            <video:description>'L'Italia dello&amp;nbsp;Spazio', questo&amp;nbsp;è il tema della conferenza organizzata dal MAE per discutere delle novità sulla riorganizzazione del settore spaziale in seguito all'approvazione del Ddl Spazio. Presenti i principali attori istituzionali e i rappresentanti delle industrie del settore.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-16</video:publication_date>
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            <video:title>Obiettivo Luna</video:title>
            <video:description>SpaceX&amp;nbsp; e NASA stanno concentrando le loro risorse per tornare sulla Luna. La prima con lo sviluppo del super lanciatore Big Falcon Rocket e la seconda con gli ultimi test sui paracadute della navetta Orion parte del programma Space Launch System</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-14</video:publication_date>
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            <video:title>Avvistamenti, cinema nel Parco Peppino Impastato</video:title>
            <video:description>È una nuova idea di cinema, quella promossa dalla rassegna “Avvistamenti” organizzata dall'8 al 22 settembre in uno dei simboli della lotta alla Mafia: il Parco Peppino Impastato vicino alla Biblioteca Collina della Pace, zona confiscata alla Banda della Magliana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-13</video:publication_date>
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            <video:title>Due alleati per la sicurezza della Terra</video:title>
            <video:description>Sono migliaia gli asteroidi la cui orbita è vicina a quella della Terra.&amp;nbsp; La necessità di prevenire i pericoli derivanti da questi incontri ravvicinati ha portato la Nasa a concepire due missioni, Osiris Rex e Dart, appositamente dedicate allo studio di questi corpi celesti</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>Iss sabotata? Era una fake news</video:title>
            <video:description>Fake news ad alta quota. Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia di un fantomatico sabotaggio della Iss, a causa di un foro di due millimetri trovato sulla Soyouz dagli astronauti a bordo della casa spaziale. Ma è tutto falso: ecco com’è andata</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-11</video:publication_date>
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            <video:title>Un 'occhio di mosca' sugli asteroidi</video:title>
            <video:description>Darà la caccia agli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra tenendo sotto controllo i detriti spaziali. È questo lo scopo di&amp;nbsp; Fly-Eye Telescope un telescopio composito “a occhio di mosca”,&amp;nbsp;&amp;nbsp;frutto di una collaborazione tra Asi e Esa. Situato sulla sommità del Monte Mufara a pochi passi dal polo astronomico Gal Hassin nel Parco nazionale delle Madonie, il telescopio prenderà il via nel 2019</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-10</video:publication_date>
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            <video:title>Venezia città lunare</video:title>
            <video:description>Presentato alla 75esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia il secondo capitolo della trilogia Expedition, Lunar City, docufilm di Alessandra Bonavina dedicato al futuro dell'esplorazione umana della Luna. Presenti anche Dylan Mathis, ISS Communication Manager Nasa e gli astronauti Roberto Vittori e Paolo Nespoli</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-07</video:publication_date>
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            <video:title>Lunar City in anteprima a Venezia</video:title>
            <video:description>E' stato presentato oggi in anteprima alla mostra del cinema di Venezia, il docufilm di Alessandra Bonavina dedicato alle future missioni lunari in occasione del 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna</video:description>
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            <video:title>Coppia esagonale su Saturno</video:title>
            <video:description>Svelato un doppio esagono tra le nubi del gigante ad anelli: i dati provenienti da Cassini rivelano una struttura esagonale al polo nord di Saturno, oltre a quella già nota agli astronomi</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-05</video:publication_date>
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            <video:title>COSMO-SkyMed sorveglia le scuole</video:title>
            <video:description>Il Ministro Bussetti si è rivolto ai presidenti di ASI e CNR per l'utilizzo dei dati della costellazione. Obiettivo, il monitoraggio di 40mila plessi scolastici sul teritorio nazionale</video:description>
            <video:duration>88</video:duration>
            <video:publication_date>2018-09-04</video:publication_date>
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            <video:title>Bepi Colombo verso il lancio</video:title>
            <video:description>I due orbiter Mpo dell’Esa e Mmo della Jaxa, sono stati configurati a bordo della sonda Bepi Colombo.&amp;nbsp; Prossima tappa, il rifornimento di propellente in attesa del lancio fissato per il 19 ottobre alle 3.45 ora italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-09-03</video:publication_date>
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            <video:title>Ecco gli equipaggi di Dragon e Starliner</video:title>
            <video:description>La Nasa ha nominato i 9 astronauti che voleranno a bordo delle navette Dragon di SpaceX e Starliner di Boeing. La cerimonia a Houston</video:description>
            <video:duration>75</video:duration>
            <video:publication_date>2018-08-03</video:publication_date>
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            <video:title>Un rilevatore di bolidi</video:title>
            <video:description>Gli oggetti celesti che entrano nell’atmosfera del nostro pianeta possono costituire una minaccia. Un aiuto inaspettato arriva&amp;nbsp;per il&amp;nbsp;loro monitoraggio</video:description>
            <video:duration>68</video:duration>
            <video:publication_date>2018-08-02</video:publication_date>
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            <video:title>Iss, futuro privato?</video:title>
            <video:description>Il destino della Stazione spaziale internazionale dopo il 2024 è ancora incerto, tra progetti di privatizzazione e proposte della Nasa di estendere le missioni scientifiche. Ecco cosa potrebbe succedere</video:description>
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            <video:publication_date>2018-08-01</video:publication_date>
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            <video:title>Dragon e Starliner, semaforo rosso?</video:title>
            <video:description>Se da un lato il trasporto commerciale privato sembra essere ad un passo dal debutto, dall’altro - secondo quanto riportato da un safety board - alcuni problemi tecnici potrebbero ritardare la tabella di marcia della Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-31</video:publication_date>
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            <video:title>VSS Unity supera Mach 2</video:title>
            <video:description>Virgin Galactic mette a segno il terzo successo in appena 4 mesi. Lo scorso 26 luglio Dave Mackay e Mike Masucci piloti della Space Ship Two Vss Unity Hanno superato la soglia del mach 2 spingendosi a 52 chilometri dal suolo e raggiungendo così per la prima volta la mesosfera</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-30</video:publication_date>
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            <video:title>Sapore di sale su Marte</video:title>
            <video:description>C’è acqua salata su Marte. Per la prima volta ne abbiamo la certezza grazie al radar italiano Marsis a bordo di Mars Express. Ecco l’idintikit di questo lago salmastro sotterraneo, che potrebbe anche ospitare la vita</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-27</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo a quota 26</video:title>
            <video:description>Galileo a quota 26. Quattro satelliti del sistema di navigazione europeo sono stati lanciati a bordo di un razzo Ariane 5 dallo spazioporto europeo di Kourou ieri,  quando in Italia erano le 13 e 25.&amp;nbsp;Il lancio - &amp;nbsp;il numero 99 per Ariane 5 - &amp;nbsp;porta la costellazione omonima da 22 a 26 satelliti necessari per la piena operatività del sistema, migliorando ulteriormente la precisione e la copertura globale.</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-26</video:publication_date>
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            <video:title>Latest news from MARSIS radar</video:title>
            <video:description>Il radar italiano MARSIS individua la presenza di acqua liquida su Marte. L'annuncio è avvenuto oggi durante una conferenza stampa congiunta, presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-25</video:publication_date>
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            <video:title>Acqua su Marte</video:title>
            <video:description>Acqua su Marte: liquida e salata. È questa l’importante scoperta pubblicata oggi su Science e annunciata durante una conferenza stampa internazionale presso la sede dell’Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-25</video:publication_date>
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            <video:title>80 milioni per l'innovazione</video:title>
            <video:description>Presentato oggi&amp;nbsp;'Innova Venture', il nuovo bando della Regione Lazio rivolto alle piccole e medie imprese e ai promotori di PMI. L’obiettivo è quello di sviluppare l’offerta di venture capital nel Lazio per investimenti nel capitale di rischio di startup e PMI localizzate o che intendono localizzarsi nella regione Lazio</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-24</video:publication_date>
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            <video:title>Titano senza veli</video:title>
            <video:description>Il satellite di Saturno mostra con un dettaglio senza precedenti il suo vero volto, emerso oltre la spessa atmosfera gassosa che lo circonda grazie ai dati dello spettrometro Vims a bordo di Cassini</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-23</video:publication_date>
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            <video:title>Luna 49 anni dopo: verso il ritorno</video:title>
            <video:description>La missione Apollo 11 che ha portato i primi uomini a mettere piede sul nostro satellite è arrivata al suo 49esimo anniversario. E intanto ci si prepara alla riconquista della Luna, in vista del futuro sbarco su Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-20</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Taxi per l'orbita bassa</video:title>
            <video:description>Nella nuova puntata di #SpaceTalk, abbiamo parlato dei futuri veicoli per la Stazione Spaziale Internazionale insieme a Gabriele Mascetti, Responsabile dell'Unità Volo Umano di ASI e Stefania Cantoni, Project Scientist di Iperdrone del Cira</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-19</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin, spinta oltre i limiti</video:title>
            <video:description>Il razzo New Shephard di Jeff Bezos ha completato il volo suborbitale numero due dell’anno con l’obiettivo di testare la sicurezza dei suoi motori</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>Il ministro Trenta in visita al Salone dell'Aerospazio di Farnborough</video:title>
            <video:description>Giornata intensa la seconda del Salone inglese, con la presentazione della piattaforma Seonse da parte di E-Geos e Leonardo e la visita del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta</video:description>
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            <video:title>Farnborough 2018, lo spazio in mostra</video:title>
            <video:description>Al via il Salone Internazionale dell'Aerospazio di Farnborough nel Regno Unito.&amp;nbsp; Inaugurato dalla premier britannica Theresa May il salone è alla sua 51esima edizione</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-16</video:publication_date>
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            <video:title>Dune fantasma su Marte</video:title>
            <video:description>Una ricerca pubblicata sul Journal of Geophysical Research mostra che le dune fantasma disseminate sulla superficie di Marte possono fornire indizi sul passato del pianeta</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-12</video:publication_date>
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            <video:title>Gli ingredienti di Ross 128b</video:title>
            <video:description>Un clima temperato e una natura rocciosa: ecco i segni particolari di Ross 128b, l’esopianeta scoperto l’anno scorso che oggi fornisce nuovi indizi grazie a un’analisi chimica della sua stella madre</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-11</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini, melodia tra gli anelli</video:title>
            <video:description>Un suono a metà tra un sibilo e un fruscio, che sembra contenere tutto il mistero della melodia dell’Universo. È quanto ottenuto da un team di astronomi statunitensi grazie ai dati di Cassini, la sonda Nasa-Esa-Asi che lo scorso 15 settembre si è tuffata tra gli anelli di Saturno dopo 13 anni di onorato servizio</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-10</video:publication_date>
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            <video:title>Droni su Venere</video:title>
            <video:description>Studiare il passato di Venere attraverso l’utilizzo di un drone, capace di sopravvivere ai forti venti che imperversano nell’atmosfera del pianeta. È questo l’ambizioso piano della Nasa che intende portare avanti insieme a Black Swift Technologies, società specializzata in sistemi aerei senza equipaggio, alla quale l’agenzia ha assegnato un contratto iniziale di sei mesi per lo sviluppo del progetto</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-09</video:publication_date>
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            <video:title>ALBE, l’anteprima al nuovo Auditorium Broglio</video:title>
            <video:description>Presentato il 5 luglio in anteprima alla sede dell’Agenzia Spaziale Italiana, ALBE di Elisa Fuksas è un film-documentario che racconta la storia di sette persone convinte di essere in contatto con gli alieni.&amp;nbsp;Continua così la rassegna Spazio Cinema, all'indomani dell'evento che ha celebrato 30 anni dell'Asi intitolandone l'Auditorium - dove ALBE è stato proiettato - a Luigi Broglio</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-06</video:publication_date>
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            <video:title>Mezzo secolo di spazio italiano</video:title>
            <video:description>Nel 2018 l'Agenzia Spaziale Italiana ha celebrato trent'anni di attività. Ma la storia dello spazio made in Italy inizia negli anni '60, con il lancio del primo satellite italiano San Marco. Ecco le principali tappe di oltre mezzo secolo di spazio italiano</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Alieni al cinema</video:title>
            <video:description>Siamo soli nell’universo? Questa domanda, antica quasi quanto la storia dell’uomo, spazia tra cinema e letteratura, scienza e fantascienza. Ne abbiamo parlato a #SpaceTalk con&amp;nbsp;Stelio Montebugnoli, ingegnere del programma SETI, Marco Spagnoli, critico cinematografico, e Matilde Barbagallo, produttrice del film Tito e gli Alieni.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>Eva 23, la passeggiata da brivido di Parmitano in un film</video:title>
            <video:description>In uscita il documentario dedicato alla passeggiata spaziale di Luca Parmitano del 2013, quando l’astronauta italiano ha rischiato di annegare a causa di un guasto al casco della tuta</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-03</video:publication_date>
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            <video:title>A vele spiegate verso l'asteroide</video:title>
            <video:description>C’è un nuovo alleato per lo studio degli asteroidi vicini alla Terra. Si chiama&amp;nbsp;Near-Earth Asteroid Scout, ed è una missione del tipo&amp;nbsp;cubesat&amp;nbsp;che prevede lo sviluppo di un veicolo spaziale munito di una innovativa vela solare, capace di intercettare gli asteroidi che si trovano nei pressi del nostro pianeta. La Nasa, dopo anni di sperimentazione su tecnologie del genere, ha concluso con successo un test sul dispiegamento delle vele del piccolo satellite</video:description>
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            <video:publication_date>2018-07-02</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio privato</video:title>
            <video:description>Razzi di ultima generazione e colonie sulla Luna, navette per turisti miliardari e progetti di vita su Marte: il nostro secolo sta vedendo una nuova corsa allo spazio dove le aziende private sono sempre più in prima linea. Da SpaceX a Virgin Galactic passando per Blue Origin, ecco le sfide dei principali attori dello spazio privato</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-29</video:publication_date>
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            <video:title>Oumuamua cambia pelle</video:title>
            <video:description>Oumuamua, il misterioso oggetto spaziale avvistato per la prima volta nell’ottobre dello scorso anno e inizialmente definito un esoasteroide, poiché proveniente da un altro sistema stellare, è stato infine catalogato come cometa. Autori della scoperta, un team di scienziati guidati da&amp;nbsp;Marco Micheli&amp;nbsp;del&amp;nbsp;Centro Neo Esa&amp;nbsp;di Frascati che si sono serviti di diverse osservazioni, ottenute da centri a terra e dal veterano&amp;nbsp;Hubble</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>Il Giappone conquista Ryugu</video:title>
            <video:description>Dopo aver percorso ben 3,2 miliardi di chilometri, la missione giapponese Hayabusa 2 ha finalmente stabilizzato la sua orbita attorno all’asteroide Ryugu ad una distanza di circa 20 chilometri, dove vi rimarrà per circa un anno e mezzo</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>Destinazione Didymoon</video:title>
            <video:description>Hera è la prima missione ad essere destinata verso un sistema di asteroidi binari per scoprirne la caratteristiche e mettere a punto alcune tecniche di difesa planetaria.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Hera,&amp;nbsp; visiterà&amp;nbsp;&amp;nbsp;Didymos A il corpo principale, dal diametro di 780 metri e Didymos B, di 160 metri noto anche come Didymoon, obiettivo principale della sonda</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-26</video:publication_date>
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            <video:title>A caccia di maser</video:title>
            <video:description>Lo studio delle emissioni laser è fondamentale in astronomia, ma esiste un fenomeno collegato e meno conosciuto: i maser, gemelli dei laser ma visibili alla lunghezza d’onda radio. Perché cercarli?</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-26</video:publication_date>
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            <video:title>Centomila scatti per Rosetta</video:title>
            <video:description>La missione&amp;nbsp;Rosetta&amp;nbsp;ha finalmente un archivio fotografico completo che racchiude tutti i momenti clou del suo incredibile viaggio alla scoperta della cometa&amp;nbsp;Churyumov-Gerasimenko</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: 30 anni di ASI</video:title>
            <video:description>L’Agenzia spaziale italiana compie 30 anni. Com’è cambiato l’ente nel corso del tempo e quali sono le sfide future? Ne abbiamo parlato a #SpaceTalk con Enrico Flamini, Chief scientist di ASI ed Enrico Cavallini, Responsabile Unità di ricerca scientifica di ASI</video:description>
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            <video:title>A Vienna va in scena Unispace+50</video:title>
            <video:description>50 anni fa la prima conferenza mondiale per l'uso pacifico dello spazio, a Vienna si celebra l'avvenimento guardando al futuro, sostenibile</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>AstroPeggy in pensione</video:title>
            <video:description>L’astronauta Peggy Whitson ha concluso una carriera alla Nasa da record: la pensione dopo essere stata la prima donna al comando della Iss e aver trascorso 665 giorni in orbita</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-19</video:publication_date>
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            <video:title>L'ESA pensa al futuro</video:title>
            <video:description>L’esplorazione spaziale umana e robotica è al centro dei&amp;nbsp;piani futuri&amp;nbsp;dell’Esa. I 22 stati membri si sono riuniti in una serie di workshop che hanno anticipato la riunione del Consiglio dell’Agenzia che ha delineato una serie di obiettivi da raggiungere, basandosi sullo&amp;nbsp;European Exploration Envelope Program&amp;nbsp;(E3P)</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-18</video:publication_date>
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            <video:title>Alieni italiani</video:title>
            <video:description>Un viaggio nel cinema di fantascienza made in Italy alla sede dell’Asi. ‘Alieni italiani’ nasce nell’ambito della rassegna #SpazioCinema, iniziativa promossa in collaborazione con il Giornale dello Spettacolo e giunta quest’anno alla sua seconda edizione. Titoli di punta del 2018, due anteprime assolute: Tito e gli Alieni di Paola Randi, presentato il 4 giugno, e Albe di Elisa Fuksas, in programma il 5 luglio. Continua così l'appuntamento mensile all'Agenzia Spaziale Italiana, con l'obiettivo di promuovere il dialogo tra cinema, scienza e fantascienza.</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-15</video:publication_date>
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            <video:title>Marte, tempesta perfetta</video:title>
            <video:description>Aria di tempesta su Marte. Una bufera di sabbia, una delle più fitte mai registrate finora, sta imperversando su una porzione di superficie pari a circa 30 milioni di chilometri quadrati. Testimoni dal vivo della violenta tempesta, due rover Opportunity e Curiosity situati rispettivamente nella Perseverance Valley e nel Cratere di Gale e tre sonde, in orbita intorno al pianeta Mro, Mars Odissey e Maven</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-14</video:publication_date>
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            <video:title>Volo emancipato per Ikhana</video:title>
            <video:description>Prova superata per Ikhana. Il velivolo a pilotaggio remoto targato Nasa, ha completato la sua prima missione nell’Ambito del National Airspace System. Il volo di prova, che ha portato Ikhana a volare a circa 6000 metri di altitudine sopra i cieli della California, è stato eseguito senza l’ausilio di un caccia designato per seguire il velivolo nello spazio aereo di classe A, lo stesso utilizzato dai voli commerciali.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Le gemme del Sistema solare</video:title>
            <video:description>Quali sono gli ingredienti che 4,6 miliardi di anni fa hanno dato vita al Sistema solare? Un nuovo studio individua nelle cosiddette ‘particelle gems’ i primi semi della nostra dimora cosmica</video:description>
            <video:duration>97</video:duration>
            <video:publication_date>2018-06-12</video:publication_date>
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            <video:title>Su Proxima Centauri a vele spiegate</video:title>
            <video:description>Al via lo sviluppo delle vele laser dirette verso Proxima Centauri. Di recente, la Breakthrough Initiatives ha emesso una call rivolta a potenziali offerenti per lo sviluppo delle vele laser, grazie alle quali quale&amp;nbsp; le StarChip,&amp;nbsp; mini-astronavi grandi quanto un francobollo, viaggeranno&amp;nbsp; ad una velocità massima pari a un quinto di quella della luce</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-11</video:publication_date>
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            <video:title>Caccia all'abitabilità</video:title>
            <video:description>Alpha Centauri, K2-239 e K2-240&amp;nbsp; sono entrati nel mirino delle missioni Nasa Kepler e Chandra, obiettivo:&amp;nbsp; indagare se i pianeti che orbitano al loro interno possono essere potenzialmente abitabili</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Nuova Terra cercasi</video:title>
            <video:description>Da Kepler a Tess, continua la ricerca di mondi distanti nella speranza di trovare un pianeta simile al nostro. Ne abbiamo parlato a #SpaceTalk con Mario Salatti, program manager di Asi per Cheops e Plato e Isabella Pagano, primo ricercatore Inaf e responsabile scientifico di Plato e Cheops</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-07</video:publication_date>
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            <video:title>ICE Cubes, microgravità a portata di mano</video:title>
            <video:description>Al via gli esperimenti tascabili per tutti in microgravità. E’ stata installata ieri, sul laboratorio spaziale europeo&amp;nbsp;Columbus, la prima&amp;nbsp;facility&amp;nbsp;europea per ricerche commerciali sulla&amp;nbsp;Stazione Spaziale Internazionale. Con il servizio “International Commercial Experiments”,&amp;nbsp;ICE Cubes, si apre l’opportunità per università, centri di ricerca, aziende di sviluppare ricerche in microgravità in modo semplice, accessibile e non troppo costoso</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-06</video:publication_date>
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            <video:title>Tito e gli Alieni, l’anteprima in Asi</video:title>
            <video:description>E tu ci credi agli alieni? La risposta originale del nuovo film di Paola Randi, presentato il 4 giugno in anteprima all’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito della rassegna Spazio Cinema</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>Cambio della guardia sulla ISS</video:title>
            <video:description>Domenica 3 giugno, i tre membri dell’Expedition 55 -&amp;nbsp; Scott Tingle, Norishige Kanai e&amp;nbsp; Anton Shkaplerov - sono atterrati a bordo della capsula Soyuz nelle steppe del Kazkhistan, lasciando il testimone ai compagni della Expedition 56.</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-04</video:publication_date>
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            <video:title>Rivoluzione 5G</video:title>
            <video:description>Il traffico dati di quinta generazione potrebbe cambiare il modo in cui comunichiamo, grazie all’aiuto della tecnologia satellitare. Ecco le future sfide del 5G</video:description>
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            <video:publication_date>2018-06-01</video:publication_date>
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            <video:title>A caccia di esolune</video:title>
            <video:description>Fino ad oggi, la ricerca di mondi extrasolari potenzialmente abitabili ha riguardato sostanzialmente gli esopianeti. Ma cosa sappiamo sull'abitabilità delle esolune?</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-31</video:publication_date>
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            <video:title>Colonie attorno e sopra la Luna</video:title>
            <video:description>La nuova corsa alla Luna ha posto una domanda strategica fondamentale per il futuro dell'esplorazione umana dello spazio: avamposto o colonie lunari?</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-30</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Apericena lunare</video:title>
            <video:description>Vivere sulla Luna e oltre cambierà le nostre abitudini alimentari e anche sociali di terrestri? Ne abbiamo parlato oggi con la nutrizionista Laura Di Renzo dell'Università di Roma Tor Vergata e il medico Vittorio Cotronei dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-28</video:publication_date>
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            <video:title>Soyuz, astronauti Usa fino al 2020</video:title>
            <video:description>La Nasa, ha annunciato che continuerà a utilizzare la navetta Soyuz per il trasporto dei suoi astronauti verso la Iss fino all’inizio del 2020, quando avverrà il debutto del Commercial Crew Program, che prevede l’utilizzo delle capsule Cts-100 Starliner di Boeing e Dragon di Space X</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-28</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Dialogo con le sonde</video:title>
            <video:description>Da oltre cinquant’anni la rete di antenne della NASA permette lo scambio di comunicazioni tra la Terra e le sonde che operano nello spazio. Oggi, grazie alla collaborazione tra ASI, INAF, NASA e la Regione Sardegna anche l’Italia giocherà un ruolo cruciale in questo campo</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-25</video:publication_date>
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            <video:title>Forum PA: dai detriti spaziali ai satelliti intelligenti</video:title>
            <video:description>Anche quest’anno l’ASI ha preso parte al consueto appuntamento con il Forum PA, la manifestazione dedicata all'innovazione nella Pubblica Amministrazione a Roma, nell’ambito di un convegno centrato su una delle tematiche-chiave dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-24</video:publication_date>
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            <video:title>Grace-Fo, tutta l’acqua del mondo</video:title>
            <video:description>Da oggi il nostro pianeta ha due nuovi occhi che dall’alto terranno sotto controllo mari, fiumi e oceani: i satelliti gemelli della missione Nasa Grace-Fo, partita ieri 22 maggio su un razzo Falcon 9</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Asteroide adottato dal Sistema solare</video:title>
            <video:description>Scoperto il primo asteroide migrante ad essersi trasferito nel nostro Sistema solare: è 2015 BZ509, proveniente dalla costellazione del Triangolo a 2,7 milioni di anni luce da noi. Ha fissato la sua nuova residenza nell’orbita di Giove</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-22</video:publication_date>
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            <video:title>Protoni ad alta pressione</video:title>
            <video:description>Le stelle di neutroni sono note per essere oggetti molto densi e compatti nelle dimensioni. Eppure stando a un nuovo studio, pubblicato su Nature, i protoni presenti nel nucleo di un atomo hanno una pressione interna dieci volte superiore al nucleo di una stella di neutroni</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-21</video:publication_date>
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            <video:title>Luna tossica</video:title>
            <video:description>Il mal di luna esiste, e ha una causa ben precisa: la polvere. È il risultato di un nuovo studio, secondo cui la superficie lunare è ricoperta di particelle dannose per la salute</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-18</video:publication_date>
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            <video:title>Sole, mai così vicini</video:title>
            <video:description>Sfiorare il Sole, una avventura rovente per NASA ed ESA. Le due agenzie sono pronte a sfidare temperature inaccessibili per studiare la nostra stella. Con un viaggio di sola andata verso regioni mai esplorate prima dall’umanità, le missioni Parker Solar Probe, della NASA, e Solar Orbiter, dell’Agenzia Spaziale Europea, cercheranno risposte a misteri sinora insoluti</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-17</video:publication_date>
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            <video:title>Cina, prossimo obiettivo Luna</video:title>
            <video:description>Il prossimo 21 maggio la Cina lancerà Queqiao, un satellite per le comunicazioni che verrà usato dalla missione lunare Chang’e 4 prevista per la fine dell'anno. Il piano spaziale cinese per&amp;nbsp; i prossimi anni prevede una nuova stazione spaziale la Tiangong-3, lo sviluppo di vettori riutilizzabili e i voli suborbitali entro il 2035</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>Europa al vapore</video:title>
            <video:description>Pennacchi che s’innalzano fino a 200 chilometri dalla superficie ghiacciata di Europa, luna di Giove: è la conferma arrivata ieri da uno studio su Nature Astronomy, che ha dimostrato una volta per tutte la presenza di enormi sbuffi di vapore sul satellite</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-15</video:publication_date>
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            <video:title>Un elicottero per Mars 2020</video:title>
            <video:description>Mars Elicopter volerà a bordo della missione Nasa Mars 2020.&amp;nbsp;Il suo compito è fungere da dimostratore tecnologico per veicoli dello stesso tipo che potrebbero essere usati per le missioni esplorative del futuro</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-14</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Due miliardi di stelle per Gaia</video:title>
            <video:description>Il 25 aprile scorso la missione Gaia ha rilasciato la sua seconda release di dati, grazie alla quale ora conosciamo luminosità e posizione di quasi due miliardi di stelle. Questo risultato è stato ottenuto anche grazie al contributo dello Space Science Data Center dell'Agenzia Spaziale Italiana. Conosciamo meglio il lavoro dei ricercatori che si occupano di Gaia all'interno del nostro centro dati</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-11</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Sassi da Marte</video:title>
            <video:description>Le sfide di #iMars e delle future missioni marziane. Ne abbiamo parlato oggi a #SpaceTalk con Raffaele Mugnuolo dell'Unità Esplorazione e Osservazione dell'Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-10</video:publication_date>
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            <video:title>SDSA, dalla Sardegna all'Universo profondo</video:title>
            <video:description>Sardinia Deep Space Antenna,&amp;nbsp; la nuova unità scientifica dell'Asi situata a San Basilio, Cagliari&amp;nbsp; sarà in grado di offrire servizi di supporto per le missioni interplanetarie e lunari e consentirà lo sviluppo di attività di radioscienza, nella quale l’Italia eccelle</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-09</video:publication_date>
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            <video:title>InSight in rotta verso Marte</video:title>
            <video:description>La missione Nasa InSight è in rotta verso Marte. Il lancio è avvenuto il 5 maggio alle 13.05 ora italiana, dalla base di&amp;nbsp; Vandenberg in California. Obiettivo: esaminare nel profondo la struttura interna del Pianeta Rosso e&amp;nbsp;i processi che hanno contribuito alla sua formazione</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-07</video:publication_date>
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            <video:title>Corsa alla Luna ieri e oggi</video:title>
            <video:description>Dal "piccolo passo per l'uomo ma grande balzo per l'umanità"&amp;nbsp; effettuato nel 1969 da Neil Armstrong, fino alla futura costruzione di un avamposto lunare nel 2022: le tappe principali dell'esplorazione del nostro satellite</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio alla sicurezza</video:title>
            <video:description>Benessere&amp;nbsp;dei lavoratori e cultura della&amp;nbsp;sicurezza&amp;nbsp;in tutti gli ambiti della vita quotidiana: sono questi i temi portanti che hanno contraddistinto&amp;nbsp;“Uno spazio tra salute e sicurezza”, il workshop che l’Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;ha organizzato per celebrare la&amp;nbsp;Giornata Mondiale della Salute e della Sicurezza sul Lavoro.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>L'elio che non c'era</video:title>
            <video:description>Sull’esopianeta WASP-107b c’è elio. Lo hanno scoperto gli astronomi dell’Università di Exter, in Gran Bretagna, con Hubble, il primo grande telescopio spaziale dedicato all’astronomia, frutto di una impresa congiunta NASA-ESA. E’ la prima volta che viene individuato l’elio nell’atmosfera di un pianeta esterno al Sistema Solare. La scoperta dimostra anche l’importanza dell’uso dello spettroinfrarosso per studiare l’atmosfera degli esopianeti</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Turismo spaziale: New Shepard pronto al via</video:title>
            <video:description>Blue Origin punta sempre più sul turismo spaziale. La compagnia di Jeff Bezos ha portato in orbita lo scorso 29 aprile la Crew Capsule 2.0 una capsula panoramica destinata al trasporto di sei persone. Per questa volta nessun passeggero in carne e ossa a bordo, ma un manichino chiamato Skywalker in onore del celebre protagonista della saga di Star Wars.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-05-02</video:publication_date>
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            <video:title>Scienza e Filosofia Oversize</video:title>
            <video:description>Si è conclusa l'ottava edizione della Festa di Scienza e Filosofia dedicata all'avventura umana. una edizione oversize per i numerosissimi appuntamenti. Il bilancio con l'ideatore e organizzaore della festa Pierluigi Mingarelli</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Festival di Scienza e Filosofia: vita extraterrestre</video:title>
            <video:description>Seconda giornata al Festival di Scienza e Filosofia di Foligno dedicato all’avventura umana. Il tema di oggi è la vita extraterrestre in particolare sul pianeta Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>Foligno prende VITA</video:title>
            <video:description>Al via la prima giornata del festival di Scienza e Filosofia di Foligno. Nella giornata di ieri tutto esaurito per Paolo Nespoli, protagonista dell’incontro svoltosi all’Auditorium San Domenico sul tema Spazio all’ingegno</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Terra piatta, tra storia e follia del web</video:title>
            <video:description>Le credenze sulla Terra piatta hanno origini remote nella storia dell’umanità e negli ultimi anni sono tornate alla ribalta alimentate dalla bassa qualità delle informazioni reperibili sul web</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando BepiColombo</video:title>
            <video:description>È iniziato il countdown per BepiColombo, prima impresa europea di esplorazione di uno dei pianeti più estremi del Sistema solare: Mercurio. La missione, una collaborazione Esa-Jaxa a forte contributo italiano, partirà a ottobre di quest’anno e giungerà a destinazione alla fine del 2025. Ma quali sono le sfide dell’esplorazione del mondo più vicino alla nostra stella? E cosa andrà a cercare Bepi? Ne abbiamo parlato in diretta su SpaceTalk con Valentina Galluzzi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e Marilena Amoroso dell’Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-26</video:publication_date>
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            <video:title>Il diamante che voleva essere un pianeta</video:title>
            <video:description>Un tempo era un pianeta vicino al nostro, oggi di lui restano solo frammenti di diamanti. Una ricerca getta una nuova luce sul passato del nostro sistema solare</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-24</video:publication_date>
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            <video:title>Il Festival delle Scienze di Roma raddoppia</video:title>
            <video:description>Giornata conclusiva per il National Geographic Festival delle Scienze di Roma. Sette giorni di incontri, concerti, mostre, spettacoli con un unico filo conduttore: 'Le cause delle cose'</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-23</video:publication_date>
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            <video:title>Scienza da leggere e da ridere</video:title>
            <video:description>Si è chiusa con la Space Economy la sesta giornata del National Geographic festival delle scienze di Roma.  Tra gli appuntamenti della giornata, un vulcanico Andrea Rivera, attore e cantautore, ha condotto la conversazione tra la scrittrice fantasy Licia Troisi e il curatore editoriale Fabrizio Farina. il tema: l’incontro tra letteratura e scienza</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-22</video:publication_date>
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            <video:title>Mondi lontani e ritmi cosmici al Festival delle Scienze</video:title>
            <video:description>Dalla caccia agli esopianeti alle melodie dell'universo: ricca anche la quinta giornata del Festival delle Scienze di Roma, che continua a unire arte e scienza nella ricerca delle cause (Pianoforte: Lara Leccisi; Sand artist: Gabriella Compagnone)</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-21</video:publication_date>
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            <video:title>#NGFS day 4: tra comunicazioni quantistiche e divagazioni cosmiche</video:title>
            <video:description>Giornata numero quattro del National Geographic Festival delle Scienze, tra gli eventi in programma la conferenza sulle trasmissioni quantistiche via satellite e lo spettacolo serale con il presidente dell'Asi, Roberto Battiston e il presidente dell'Infn Fernando Ferroni</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-20</video:publication_date>
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            <video:title>Donne e Picasso al Festival delle Scienze</video:title>
            <video:description>Numeri da record anche per la terza giornata del National Geographic Festival delle Scienze. Incontro di punta della giornata "Storie di donne di successo nella scienza",&amp;nbsp;moderato dalla giornalista scientifica Enrica Battifoglia. La serata è proseguita con l'evento di lancio di Genius Picasso, serie diretta da Ron Howard e interpretata da Antonio Banderas</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>Nuova caccia di mondi con Tess</video:title>
            <video:description>Ha preso il volo la notte del 19 aprile il telescopio Tess della Nasa, a bordo del razzo razzo Falcon 9. Raccoglierà l’eredità di Kepler nella ricerca di esopianeti, e scoverà nuovi mondi potenzialmente abitabili</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>Il Festival delle Scienze presenta l'arca di Joel Sartore</video:title>
            <video:description>Mostrare la posta in gioco e far sì che le persone se ne curino finchè c’è tempo. Questo è il messaggio che Joel Sartore fotografo e ideatore della Mostra Photo Ark, vuole tramettere al mondo col suo lavoro. Un’opera monumentale quella di Sartore, che nel corso di 12 anni ha deciso di ritrarre più di 7.400 specie ai quattro angoli del mondo in oltre 300 zoo</video:description>
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            <video:title>Festival delle Scienze, l'astrofisica suona il jazz</video:title>
            <video:description>Grande successo per la prima conferenza spettacolo del Festival delle scienze, inaugurato ieri all'Auditorium di Roma. "Lights and Waves Rhapsody" ha raccontato in musica la nascita dell’astronomia multimessaggero</video:description>
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            <video:title>L'Auditorium di Roma si veste di scienza</video:title>
            <video:description>Si alza il sipario sul National Geographic Festival delle Scienze dal 16 al 22 aprile a Roma. 11.000 studenti registrati, oltre 340 eventi tra spettacoli, incontri e conferenze e più 200 attività educational</video:description>
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            <video:title>Nello spazio a testa in giù #2</video:title>
            <video:description>Nuova Zelanda e Italia si trovano ai due punti opposti della Terra, ma un possibile ponte è il settore spaziale. Un dialogo tra le agenzie spaziali italiane e neozelandese, nella seconda puntata dell’approfondimento dedicato all’esplorazione dello spazio a testa in giù</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Da Gagarin alla Luna</video:title>
            <video:description>Puntata di #SpaceTalk dedicata al futuro del volo umano spaziale, nel giorno in cui ricorre un doppio anniversario per lo spazio:&amp;nbsp; il volo di Gagarin e la prima missione dello Space Shuttle.&amp;nbsp;  Ne abbiamo parlato con Franco Fenoglio, responsabile dello Human Space Flights di Thales Alenia Space Torino e Claudio Sollazzo, manager Volo Umano dell'Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-12</video:publication_date>
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            <video:title>Donne al Maxxi(mo)</video:title>
            <video:description>L'astronauta Esa Samantha Cristoforetti e l'ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli Finzi sono state le protagoniste dell’evento “Spazio chiama Terra” organizzato al Maxxi, nell’ambito della mostra "Gravity, immaginare l'universo dopo Einstein"</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>La causa delle cose al Festival delle scienze di Roma</video:title>
            <video:description>Presentato oggi all'Auditorium Parco della Musica di Roma l'edizione 2018 del National Geographic Festival delle scienze</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars a caccia di gas traccia</video:title>
            <video:description>Dopo un anno di aerobraking, una tecnica che ha permesso la riduzione della velocità sfruttando l’attrito dell’atmosfera marziana, Il Trace Gas Orbiter di ExoMars è pronto a dare il via alla fase scientifica</video:description>
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            <video:publication_date>2018-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>Futuro supersonico per Virgin Galactic</video:title>
            <video:description>La  SpaceShipTwo Vss Unity ha completato con successo il primo volo supersonico dopo il tragico incidente del 2014.  Unity ha sorvolato il deserto del Mojave in California in coppia con il velivolo WhiteKnightTwo VMS Eve</video:description>
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            <video:title>Zoom nelle prime stelle del cosmo</video:title>
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            <video:title>Volo supersonico, ritorno al futuro</video:title>
            <video:description>Velocissimo e silenzioso. E’ l’identikit dell’X Plane l’aereo supersonico targato Nasa che promette di ridurre drasticamente il caratteristico boom sonico prodotto dal velivolo</video:description>
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            <video:title>Il testamento di Tiangong</video:title>
            <video:description>Cosa ci lascia in eredità l’esperienza del Palazzo Celeste cinese? La ricostruzione del più grande sforzo internazionale per il monitoraggio di un detrito spaziale</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: Conto alla rovescia per Tiangong</video:title>
            <video:description>Conto alla rovescia per la caduta del palazzo celeste: ne abbiamo parlato in questa puntata di #SpaceTalk, dedicata al rientro in atmosfera della stazione spaziale cinese. Con Claudio Portelli, esperto di detriti spaziali dell’Asi,&amp;nbsp; Giorgio Pacifici, giornalista Rai, Enrica Battifoglia, giornalista Ansa e Ettore Perozzi Asi del Centro di Geodesia di Matera</video:description>
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            <video:title>Italy and Mars</video:title>
            <video:description>Video istituzionale in inglese dedicato all'esplorazione italiana del pianeta rosso</video:description>
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            <video:title>The International Space Station</video:title>
            <video:description>Video istituzionale in inglese dedicato alla Stazione Spaziale Internazionale</video:description>
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            <video:title>Earth Observation</video:title>
            <video:description>Video istituzionale dell'Asi in inglese dedicato all'osservazione della Terra</video:description>
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            <video:title>Italy and the International Space Station</video:title>
            <video:description>Video istituzionale in inglese sull'Italia e la Stazione Spaziale Internazionale</video:description>
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            <video:title>Exploring the Universe</video:title>
            <video:description>Il video istituzionale dell'Asi "Exploring the Universe" in inglese</video:description>
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            <video:title>Post-flight tour: Nespoli incontra l'ASI</video:title>
            <video:description>Giornata conclusiva del post-flight tour dell'astronauta dell'ESA Paolo Nespoli. Oggi presso la sede dell'Agenzia Spaziale Italiana ha raccontato la missione VITA dell'ASI che lo ha visto impegnato da luglio a dicembre dello scorso anno sulla ISS</video:description>
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            <video:title>Palazzo celeste sotto osservazione</video:title>
            <video:description>A pochi giorni dalla sua caduta verso la Terra, la stazione spaziale cinese Tiangong-1 si trova a circa 200 chilometri di altezza da noi. Il rientro nell’atmosfera è previsto per l’1 aprile, con un margine di incertezza di circa 48 ore. Continua intanto il monitoraggio del Palazzo Celeste</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>Gagarin, storia di un mito</video:title>
            <video:description>Il 12 aprile 1961, a bordo della capsula Vostok-1, il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin&amp;nbsp;diventa il primo uomo a viaggiare nello spazio</video:description>
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            <video:title>Global Science va in biblioteca</video:title>
            <video:description>Il trimestrale dell'ASI presentato nell'ambito del progetto Eureka, promosso dal Comune di Roma in collaborazione con il Festival della Scienza della Capitale</video:description>
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            <video:title>2000 sol per Curiosity</video:title>
            <video:description>Duemila albe e duemila tramonti su Marte. Li ha visti Curiosity, il rover della Nasa che da oltre cinque anni esplora i misteri del pianeta rosso scovando le tracce dell’antica abitabilità marziana</video:description>
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            <video:title>Nello spazio a testa in giù #1</video:title>
            <video:description>Come si osserva l’universo nell’altro emisfero? E quali sono le sfide dello spazio “a testa in giù”? L’esperienza di Rocket Lab e dell’agenzia spaziale neozelandese, in questa prima puntata dell’approfondimento dedicato all’esplorazione spaziale dall’altra parte del mondo</video:description>
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            <video:title>Occhio al detrito</video:title>
            <video:description>Il problema dei rifiuti spaziali&amp;nbsp;sta avendo sempre più risonanza nelle agende delle agenzie spaziali di tutto il mondo, che stanno attuando nuovi programmi per salvaguardare l'ambiente terrestre e orbitale</video:description>
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            <video:title>La stella del Pleistocene</video:title>
            <video:description>Circa 70.000 anni fa, quando la specie umana già popolava la Terra, una piccola stella rossastra si avvicinò al nostro sistema solare cambiando per sempre la traiettoria di alcune comete preistoriche</video:description>
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            <video:title>L’origine di 'Oumuamua</video:title>
            <video:description>Da dove proviene 'Oumuamua, il curioso visitatore interstellare proveniente da un altro sistema planetario? Secondo un nuovo studio l’asteroide ha avuto origine in un lontano sistema binario</video:description>
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            <video:title>Acqua e lava su Marte</video:title>
            <video:description>Gli antichi fiumi, laghi e oceani marziani potrebbero aver avuto origine dopo la formazione dei vulcani. La missione InSight, in partenza il 5 maggio, aiuterà a svelare i misteri legati al passato del pienata rosso</video:description>
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            <video:title>Stephen Hawking, scienziato del tutto</video:title>
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            <video:title>#SpaceTalk: Il cibo spaziale</video:title>
            <video:description>Cosa mangiavano i primi astronauti nello spazio? Quali sono le sono le nuove frontiere dello space food? Con Vittorio Cotronei, medico Asi, Virginia Delle Piane, tecnologa alimentare Argotec e Sara Piccirillo, biologa Asi</video:description>
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            <video:title>La scuola scommette sullo spazio</video:title>
            <video:description>Da una&amp;nbsp;app&amp;nbsp;per essere sempre informati sulle attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, fino ad arrivare a un programma di yoga per astronauti. Questi alcuni dei progetti premiati oggi nell'ambito del concorso nazionale "Spazio al futuro.&amp;nbsp;La ISS: Innovatio, Scientia, Sapientia”</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-14</video:publication_date>
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            <video:title>Galassie interrotte</video:title>
            <video:description>Possiede il doppio delle stelle della via Lattea ma fisicamente è grande quanto un quarto delle sue dimensioni: ecco l'identikit della galassia rimasta bambina</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-13</video:publication_date>
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            <video:title>Eruzioni solari in 3D</video:title>
            <video:description>Un modello 3D per ricostruire le eruzioni solari: è il risultato ottenuto combinando i dati di tre satelliti, con l’obiettivo di studiare meglio gli effetti del Sole sul clima spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-12</video:publication_date>
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            <video:title>Psg #74, l'arte di Cassini al Maxxi</video:title>
            <video:description>Si è svolto ieri al Museo Maxxi di Roma il 74° convegno del Project Science Group della missione Cassini. Il bilancio di una missione spettacolare è avvenuto nella cornice della mostra Gravity - Immaginare l’Universo dopo Einstein, organizzata da Maxxi, Asi e Infn</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-10</video:publication_date>
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            <video:title>La ragnatela di Orione</video:title>
            <video:description>Un mosaico di luci e colori brillanti: è la culla stellare immortalata dai potenti occhi di Alma, che ha prodotto la più grande mappa ad alta risoluzione mai realizzata della Nebulosa di Orione</video:description>
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            <video:title>Invito sul Sole con Parker</video:title>
            <video:description>Un biglietto con destinazione Sole. È la nuova iniziativa della Nasa per coinvolgere tutti i cittadini nella missione Parker Solar Probe, che punta a ‘toccare’ la nostra stella. Basta inviare il proprio nome, che sarà inserito in un microchip e viaggerà insieme alla sonda</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-07</video:publication_date>
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            <video:title>Ritorno alla vita della stella zombie</video:title>
            <video:description>Una fiammata improvvisa&amp;nbsp;nel punto più affollato della via Lattea. Una gonfia&amp;nbsp;gigante rossa&amp;nbsp;sospinge una potente ventata verso la sua compagna di rotazione, una&amp;nbsp;stella morta,&amp;nbsp;riportandola in vita. La scena si è svolta sotto lo sguardo di&amp;nbsp;Integral, il telescopio&amp;nbsp;dell’Agenzia Spaziale Europea</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-06</video:publication_date>
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            <video:title>Pioneer, verso l'infinito e oltre</video:title>
            <video:description>Più di 40 anni fa le sonde Pioneer inaugurarono l'inizio di una nuova era per esplorazione spaziale, sorvolando per la prima volta nella storia Saturno e Giove</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-05</video:publication_date>
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            <video:title>Rischio asteroide, cosa significa?</video:title>
            <video:description>Segni particolari: ‘potenzialmente pericoloso’. È stato classificato così l’asteroide 2018 DV1, in passaggio oggi 2 marzo vicino alla Terra. Ma non c’è da preoccuparsi, rassicura la Nasa: ecco perché&amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>88</video:duration>
            <video:publication_date>2018-03-02</video:publication_date>
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            <video:title>Deep Space: Fermi sulle onde</video:title>
            <video:description>Il satellite Fermi riceve ben quattro volte il premio internazionale Bruno Rossi. L’ultimo assegnato agli inizi di questo nuovo anno va al team dello strumento GBM per aver registrato un gamma ray burst&amp;nbsp;coincidente con l’onda gravitazionaleintercettata dall’alleanza LIGO e VIRGO, triggerando l’informazione</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-02</video:publication_date>
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            <video:title>Marte. Incontri ravvicinati col Pianeta rosso - Lo spot</video:title>
            <video:description>Dopo Roma e Matera fa tappa a MIlano la mostra dedicata a Marte, visitabile dal 9 febbraio al 3 giugno al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.&amp;nbsp;Lo spot per National Geographic channel. Musica Davide Calisse</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-02</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Rientra il Palazzo Celeste. Guida all'uso - Parte 2</video:title>
            <video:description>Seconda parte della puntata speciale dedicata al rientro in atmosfera della stazione spaziale cinese Tiangong-1. Ospiti in studio Claudio Portelli ed Ettore Perozzi dell'Agenzia spaziale italiana e i giornalisti Giovanni Caprara, Enrica Battifoglia, Elena Dusi, &amp;nbsp;Elisa Anzaldo e Andreana D'Aquino.&amp;nbsp;Conducono Francesco Rea, Giuseppina Piccirilli e Manuela Proietti. Schede e contributi video a cura di Paolo D'Angelo e Ilaria Marciano. Guarda la prima parte</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-01</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Rientra il Palazzo Celeste. Guida all'uso - Parte 1</video:title>
            <video:description>Prima parte della puntata speciale dedicata al rientro in atmosfera della stazione spaziale cinese Tiangong-1. Ospiti in studio Claudio Portelli ed Ettore Perozzi dell'Agenzia spaziale italiana e i giornalisti Giovanni Caprara, Enrica Battifoglia, Elena Dusi, &amp;nbsp;Elisa Anzaldo e Andreana D'Aquino.&amp;nbsp;Conducono Francesco Rea, Giuseppina Piccirilli e Manuela Proietti. Schede e contributi video a cura di Paolo D'Angelo e Ilaria Marciano.&amp;nbsp;Guarda la seconda parte</video:description>
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            <video:publication_date>2018-03-01</video:publication_date>
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            <video:title>La prima stella del firmamento</video:title>
            <video:description>Quando sono nate le stelle? La risposta in uno studio su Nature, che ha individuato la più antica antenata nel nostro albero genealogico cosmico: una stella massiccia nata 180 milioni di anni dopo il Big Bang</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Expedition lands in Usa</video:title>
            <video:description>For the first time in the history of the Italian Space Agency, which will soon celebrate its 30th anniversary, an italian documentary about an Asi mission, Vita, was presented in Usa to the eleven thousand workers of the Nasa Johnson Space Center, in Houston, Texas</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Brillamenti letali per Proxima b</video:title>
            <video:description>I potenti bagliori stellari emessi da Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole, mettono in dubbio la possibile abitabilità di Proxima b, l’esopianeta a noi più vicino</video:description>
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            <video:title>Premiere Nasa per Expedition</video:title>
            <video:description>Proiezione del documentario dedicato alla missione VITA dell'ASI al Johnson Space Center della NASA a Houston</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>InSight dritto al cuore di Marte</video:title>
            <video:description>Che cosa c’è dentro Marte? La missione InSight della Nasa, in partenza il prossimo 5 maggio, è nata per rispondere a questa domanda: sarà il primo lander a studiare i misteri che si nascondono sotto la superficie marziana&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Sardinia Deep Space Antenna, a un passo dal debutto</video:title>
            <video:description>Il Presidente dell'ASI Roberto Battiston e il Direttore Generale Anna Sirica hanno visitato oggi la nuova unità scientifica dell'agenzia situata a Cagliari, che sarà inaugurata ufficialmente a maggio. L'Italia entra così nel Deep Space Network</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-22</video:publication_date>
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            <video:title>Marte senza segreti per Webb</video:title>
            <video:description>Marte senza segreti per il James Webb Telescope: il telescopio Nasa erede di Hubble in partenza il prossimo anno studierà il pianeta rosso per fornire informazioni sull’abitabilità presente e passata.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>La Iss affonda le radici nella Mir</video:title>
            <video:description>Si celebra quest’anno il 32° anniversario dalla messa in orbita della&amp;nbsp;Mir,&amp;nbsp;l’avamposto spaziale russo che è stato una fondamentale nella storia dell’esplorazione spaziale umana</video:description>
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            <video:title>Expedition, a scuola con Nespoli</video:title>
            <video:description>Un giorno di scuola fuori dall'ordinario quello vissuto questa mattina da un gruppo di studenti che hanno avuto l'opportunità di partecipare alla proiezione del docufilm Expedition in compagnia di Paolo Nespoli</video:description>
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            <video:title>NEO, cinque anni dopo Cheliabinsk</video:title>
            <video:description>A cinque anni dall’episodio di Cheliabinsk, la necessità di dotarsi di un sistema di difesa dai Near Earth Objects è sempre più crescente e molti paesi hanno messo in atto strategie per contenere i rischi</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>The future African space</video:title>
            <video:description>On February 14th 2018 the 29 delegations from the African countries that attended in Nairobi the International Space Forum, named “The African Chapter”, visited the Italian Space Agency base in Malindi.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Euclid, a caccia di materia ed energia oscura</video:title>
            <video:description>Euclid è la missione spaziale europea che si propone di indagare i misteri della materia e dell’energia oscura, le componenti più abbondanti, ma ancora sconosciute, del nostro Universo. Per conoscerla meglio ne parliamo con Gianluca Polenta dell’ASI e Luca Valenziano dell’INAF</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>Il futuro dell'Africa è spaziale</video:title>
            <video:description>Visita al centro di Malindi dell'Agenzia spaziale italiana per le delegazioni che hanno preso parte al secondo International Space Forum che si è svolto a Nairobi. Tema del 'capitolo africano', organizzato da Iaf e Asi,&amp;nbsp;Scienza spaziale e università per lo sviluppo sostenibile in Africa</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-14</video:publication_date>
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            <video:title>La frenetica danza di ʻOumuamua</video:title>
            <video:description>L’asteroide proveniente da un sistema planetario distante che lo scorso ottobre ha fatto visita al nostro sistema solare segue un moto caotico e vorticoso: ecco perché</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-13</video:publication_date>
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            <video:title>Un aiuto spaziale per le Olimpiadi invernali</video:title>
            <video:description>Le Olimpiadi invernali 2018 iniziate il 9 febbraio a PyeongChang sono le più fredde degli ultimi tempi. Ecco come la Nasa studierà la neve olimpica per aiutare le future previsioni meteo</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-12</video:publication_date>
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            <video:title>Crociera sottomarina su Titano</video:title>
            <video:description>Sembra fantascienza, ma il progetto targato Nasa e Università di Washington per l'invio di un sottomarino che avrà il compito di esplorare i mari di Titano,&amp;nbsp; è concreto. Per verificare la fattibilità del progetto, gli scienziati hanno ricostruito in laboratorio le condizioni dei mari della luna di Saturno</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-09</video:publication_date>
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            <video:title>Marte in mostra a Milano</video:title>
            <video:description>Inaugurata oggi a Milano, nelle sale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia,&amp;nbsp; la mostra Marte, incontri ravvicinati con il pianeta rosso, ideata da Viviana Panaccia della Vivi&amp;Partners e promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-08</video:publication_date>
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            <video:title>Falcon Heavy: un'auto orbita intorno al Sole</video:title>
            <video:description>Il lanciatore pesante di SpaceX ha debuttato dal launch pad 39A di Cape Canaveral portando in orbita una Tesla prodotta dallo stesso Elon Musk</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-07</video:publication_date>
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            <video:title>Galassia che vai, esopianeta che trovi</video:title>
            <video:description>La caccia della ‘Terra gemella’, un pianeta simile al nostro nascosto da qualche parte nell’Universo, è uno degli obiettivi principali dell’astronomia moderna. A che punto siamo?</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-06</video:publication_date>
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            <video:title>Sls, nuovo semaforo verde</video:title>
            <video:description>Lo Space Launch System della Nasa, destinato all’esplorazione dello spazio profondo, ha superato con successo il secondo test di quest’anno. &amp;nbsp;SpaceX si appresta intanto a mandare in orbita la Tesla destinata a Marte, mentre continua la sua sfida con Boeing per aggiudicarsi il primo volo del 2018</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>Passeggiata spaziale offresi</video:title>
            <video:description>Le passeggiate spaziali potrebbero non essere più un compito esclusivo degli astronauti. La&amp;nbsp;&amp;nbsp;compagnia russa Energia potrebbe essere la prima ad organizzare spacewalk per turisti intorno alla Stazione Spaziale già dal prossimo anno</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-02</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: L'anno di Galileo</video:title>
            <video:description>Con il prossimo lancio di satelliti, la costellazione europea per la navigazione satellitare sale a quota 26. Come cambierà la nostra esperienza di navigazione una volta che Galileo sarà operativo?&amp;nbsp;Quali applicazioni deriveranno da quello che promette di essere il sistema di navigazione più preciso di sempre? Ne abbiamo parlato oggi con Giuseppe Lenzo, responsabile Marketing and Sales di Telespazio, e Mario Musmeci, Telecomunicazione e Navigazione di ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2018-02-01</video:publication_date>
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            <video:title>Asgardia, utopia spaziale?</video:title>
            <video:description>Un progetto di una nazione, basata nello spazio, con lo scopo di unire la futura umanità rendendola trans-etnica, transnazionale, transreligiosa, etica e pacifica</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-31</video:publication_date>
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            <video:title>Webb prende forma</video:title>
            <video:description>Un viaggio da Houston a Los Angeles in un container inespugnabile: è l’ultimo passaggio prima dell’assemblaggio finale del telescopio spaziale James Webb, che partirà nel 2019</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>L'ultimo allenamento del Falcone</video:title>
            <video:description>Conclusa con successo la prova di accensione statica del razzo per carichi pesanti targato SpaceX. Manca sempre meno al primo vero e proprio test di volo, programmato per il prossimo 6 febbraio, dalla piattaforma 39 A del Kennedy Space Center della Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-29</video:publication_date>
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            <video:title>Ariane annuncia: satelliti in orbita</video:title>
            <video:description>Le stazioni di tracking non sono riuscite a rilevare la telemetria del lanciatore europeo, alla prima missione prevista per il 2018. Arianespace dichiara in una nota che i due satelliti a bordo sono stati portati in orbita,&amp;nbsp; anche se non è chiaro se si tratta dell'orbita prestabilita.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Rientro monitorato per Tiangong-1</video:title>
            <video:description>Il rientro della stazione spaziale cinese Tiangong-1,&amp;nbsp; lanciata sette anni fa, è costantemente monitorato da una serie di istituzioni tra cui è presente anche l'ASI con il Centro di Geodesia Spaziale di Matera</video:description>
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            <video:title>Luna senza segreti per Lumio</video:title>
            <video:description>Lumio,&amp;nbsp;&amp;nbsp;Lunar Meteoroid Impacts Observer ,&amp;nbsp; &amp;nbsp;un cubesat realizzato da un consorzio composto da Politecnico di Milano, Leonardo e da entri di ricerca europei e americani è stato uno dei vincitori della competizione Esa Sysnova per la selezione di missioni lunari future</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-24</video:publication_date>
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            <video:title>Nuovo test per Virgin Galactic</video:title>
            <video:description>La navicella Vss Unity dell’azienda aerospaziale inglese appartenente al Gruppo Virgin del magnate Richard Branson&amp;nbsp;ha portando a termine un nuovo test, in vista del primo volo turistico suborbitale</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Orion: presentato il primo logo</video:title>
            <video:description>Presentato al Kennedy Space center di Cape Canaveral il logo che rappresenterà l'Exploration Mission-1, volo inaugurale del razzo Space Launch System e della capsula Orion</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-22</video:publication_date>
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            <video:title>Kilopower per Marte</video:title>
            <video:description>La Nasa sta testando una nuova tecnologia per produrre energia in ambienti estremi utile a stabilire colonie umane sulla Luna o su Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-19</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Fermi fa poker di Rossi</video:title>
            <video:description>Il satellite Nasa a forte connotazione italiana si aggiudica il quarto Bruno Rossi Prize. Ne abbiamo parlato oggi a #SpaceTalk con Angelo Antonelli, direttore dell'Osservatorio astronomico di Roma e Paolo Giommi, senior scientist dell'Asi</video:description>
            <video:duration>2344</video:duration>
            <video:publication_date>2018-01-18</video:publication_date>
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            <video:title>Ariane 5 non molla</video:title>
            <video:description>Il lanciatore europeo ha iniziato la sua carriera nel 1996 e si prepara ad affiancare il suo successore Ariane 6 nel triennio 2020-2023. Tra le sue prossime missioni figurano&amp;nbsp; la messa in orbita della sonda Esa Bepi Colombo e il lancio del James Webb Telescope, erede di Hubble</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-17</video:publication_date>
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            <video:title>L'ultimo volo del Columbia</video:title>
            <video:description>Il 16 gennaio del 2003 lo shuttle Columbia, il veterano della flotta di navicelle spaziali riutilizzabili che hanno fatto la storia della conquista umana dello spazio, si alzava verso l’orbita bassa terrestre per l’ultima volta</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>Mattarella celebra la scienza</video:title>
            <video:description>È un mandato con un’attenzione particolare al mondo della scienza quello dell’attuale Presidente della Repubblica</video:description>
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            <video:title>L'uomo sulla Luna sarà underground</video:title>
            <video:description>Dove e come sarà il primo avamposto umano su un corpo alieno? Sembrerebbe, con ogni probabilità, sulla Luna, o meglio nel suo sottosuolo</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-12</video:publication_date>
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            <video:title>Viaggio al centro della Via Lattea</video:title>
            <video:description>Un video realizzato grazie ai dati raccolti dall'osservatorio Nasa Chandra e dal telescopio VLT dell'Eso accompagna gli spettatori in un suggestivo tour al centro della nostra galassia</video:description>
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            <video:title>Gravity vince la scommessa</video:title>
            <video:description>Un 2018 all’insegna dei grandi numeri per ‘Gravity immaginare l’Universo dopo Einstein’, la mostra organizzata al Maxxi risultato di un’inedita collaborazione tra Asi e Infn con il museo romano</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-10</video:publication_date>
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            <video:title>Il lungo puzzle di ELT</video:title>
            <video:description>Al via la fusione dei primi segmenti esagonali che andranno a formare lo specchio primario del telescopio ottico infrarosso più grande al mondo&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>L'anno spaziale di SpaceX</video:title>
            <video:description>Elon Musk annuncia gli ambiziosi programmi che vedranno la sua azienda protagonista per i prossimi dodici mesi</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-08</video:publication_date>
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            <video:title>ASI 2017 in 10 punti + 1</video:title>
            <video:description>Il 2017 per l'ASI, i mattoni per il futuro dello spazio italiano</video:description>
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            <video:publication_date>2018-01-02</video:publication_date>
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            <video:title>Il video dell'anno di AsiTv</video:title>
            <video:description>Eventi, mostre, nuove edizioni, collegamenti in tutto il mondo e con lo spazio: il 2017 è stato ricco di emozioni, trasmesse ogni giorno su AsiTv. Eccole raccontate in 5 minuti nel nostro video dell'anno</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>Il nuovo look del Falco</video:title>
            <video:description>Conto alla rovescia per SpaceX.&amp;nbsp; A circa un mese dal debutto di Falcon Heavy arrivano le prime immagini del lanciatore per carichi pesanti della compagnia rilasciate in un tweet</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-21</video:publication_date>
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            <video:title>Bentornato Paolo! Nespoli parla con la stampa</video:title>
            <video:description>Primo collegamento da terrestre di Paolo Nespoli dopo la conclusione della missione Vita. L'astronauta, in diretta da Houston, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti all'auditorium dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:title>Prove generali per Orion</video:title>
            <video:description>Dopo la verifica del funzionamento dei motori dello Space Launch System di Orion, è toccato ora al sistema di paracadute della capsula. Continua così la nuova corsa allo spazio della Nasa, che punta a ricominciare a giocare un ruolo attivo nel trasporto degli astronauti.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-19</video:publication_date>
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            <video:title>Traffico intenso verso la ISS</video:title>
            <video:description>La capsula di SpaceX è stata lanciata alla volta della Stazione Spaziale lo scorso 16 dicembre, giungendo a destinazione in circa 5 ore. Si rinnova l'equipaggio dell'avamposto con l'Expedition 54, partita il 17 dicembre</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-18</video:publication_date>
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            <video:title>Expedition prende VITA</video:title>
            <video:description>Che cosa deve fare un astronauta per poter andare nello spazio? Il docufilm Expedition di Alessandra Bonavina, presentato ieri in anteprima all'Auditorium Parco della Musica di Roma, risponde a questa domanda con una prospettiva europea.&amp;nbsp;Music: Stefan's Funky rock by Martijn de Boer (NiGiD) CC license</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-16</video:publication_date>
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            <video:title>Expedition, la premiazione</video:title>
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            <video:title>#SpaceTalk: Torna a casa Nespoli</video:title>
            <video:description>Puntata speciale dedicata al rientro sulla Terra dell'astronauta Paolo Nespoli insieme agli altri membri della Expedition 52/53. Ospiti Gabriele Mascetti, responsabile volo umano dell'Asi, e il giornalista Paolo Ricci Bitti de Il Messaggero.it</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-14</video:publication_date>
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            <video:title>Blue Origin e la capsula spaziale 2.0</video:title>
            <video:description>New Shepard torna a solcare i cieli. Dopo un anno di pausa, il vettore di Blue Origin ha effettuato una&amp;nbsp;prova di volo per testare la&amp;nbsp; versione 2.0 della capsula Crew che ospiterà i turisti spaziali del futuro. Lancio riuscito anche per Ariane 5ES che ha portato in orbita un quartetto di satelliti Galileo</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-13</video:publication_date>
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            <video:title>Inflight call in concerto</video:title>
            <video:description>Arte e scienza: è la doppia anima dell’evento “Spazio alla musica” svolto l’11 dicembre all’Agenzia spaziale italiana. Un collegamento spaziale – l’ultimo di Paolo Nespoli durante la missione Vita – e un concerto di cori giovanili</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-12</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio alla musica: il replay</video:title>
            <video:description>Musica e spazio stringono un connubio nella giornata che vedrà protagonisti i ragazzi delle scuole superiori e musicisti, in occasione del collegamento del Ministro del Miur Valeria Fedeli con l’astronauta Paolo Nespoli dalla Iss</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-11</video:publication_date>
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            <video:title>Paolo Nespoli: l'ultima Inflight call</video:title>
            <video:description>L'ultimo collegamento di Paolo Nespoli dalla ISS a colloquio con il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-11</video:publication_date>
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            <video:title>La costellazione dei record fa 10</video:title>
            <video:description>Decima candelina per COSMO-SkyMed. A dieci anni dal primo lancio, i quattro satelliti rappresentano oggi una delle maggiori realizzazioni a livello mondiale nel campo dell’Osservazione della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>Viaggiare sicuri con SpaceX e Boeing</video:title>
            <video:description>Dopo essersi dedicate allo sviluppo delle navicelle Dragon e CTS-100 Starliner le due aziende dovranno essere in grado di garantire i requisiti di sicurezza specificati nel&amp;nbsp; contratto stipulato con la NASA per il trasporto commerciale da e verso la Stazione Spaziale.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-06</video:publication_date>
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            <video:title>Tesla va su Marte</video:title>
            <video:description>Elon Musk ha annunciato di voler inviare nello spazio la sua Tesla Roadster a gennaio...</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Voyager esce dal letargo</video:title>
            <video:description>Dopo un letargo durato 37 anni, Voyager 1, si è svegliata: la Nasa ha inviato un comando che ha riacceso i motori della sonda per alcuni millesimi di secondo, un’operazione che sarà presto ripetuta e che prolungherà la durata della missione</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>Gravity, tra arte e scienza con il Ministro Fedeli</video:title>
            <video:description>Apre i battenti Gravity, immaginare l'universo dopo Albert Einstein presso il MAXXI. La mostra, frutto della collaborazione tra ASI, INFN, MIUR e e il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma è stata inaugurata ieri dal Ministro Valeria Fedeli</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-02</video:publication_date>
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            <video:title>Un nuovo umanesimo al MAXXI</video:title>
            <video:description>Il modello dell'antenna di Cassini e un'installazione di Tomas Saraceno accolgono i primi visitatori giunti al Maxxi per l'anteprima stampa di "Gravity, immaginare l'universo dopo Einstein"</video:description>
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            <video:publication_date>2017-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Prossimo domicilio Luna</video:title>
            <video:description>Vivere sulla Luna, in una base spaziale come Sam Bell, si può? Torna d'attualità il tema affrontato nella pellicola Moon del 2009 di Duncan Jones, torna in auge la conquista umana della Luna, tra gli obiettivi di Russia, Europa e Stati Uniti. Ne abbiamo parlato oggi a #SpaceTalk. Ospiti di questa puntata Vittorio Cotronei, medico e tecnologo presso l'Agenzia spaziale italiana e l'ingegnere Walter Piperno dell'Unità Strategie e Politica Industriale dell'Agenzia spaziale italiana#SpaceTalk è il video magazine di approfondimento di AsiTv. Conducono Francesco Rea e Manuela Proietti.&amp;nbsp;Regia a cura di Ilaria Marciano, Giulia Bonelli e Fulvia Croci</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>Muse svela la Fornace</video:title>
            <video:description>Lo strumento installato sul Very Large Telescope dell'ESO ha osservato, con una precisione mai ottenuta finora, una porzione della Costellazione della Fornace, già oggetto di studio dell'Hubble Ultra Deep Field</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-29</video:publication_date>
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            <video:title>Connessione intergalattica</video:title>
            <video:description>Quale sarà il futuro delle telecomunicazioni? Secondo la Nasa, la rete interplanetaria del futuro estenderà le nostre connessioni al sistema solare e oltre: ecco la sfida del&amp;nbsp; “Disruption Tolerant Networking”</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio Cinema: Moon chiude il ciclo</video:title>
            <video:description>L’ultima proiezione del 2017 si terrà questo giovedì e sarà dedicata alla riscoperta del pluripremiato Moon, film d’esordio di Duncan Jones&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-27</video:publication_date>
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            <video:title>Satelliti col freno</video:title>
            <video:description>Il dispositivo paracadute per piccoli veicoli spaziali è stato sperimentato a bordo del satellite TechEdSat-6</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-24</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Cervelli di ritorno</video:title>
            <video:description>Che opportunità di studio e di lavoro arrivano dallo spazio nell'era della space economy? Ne parliamo con Andrea Zanini portavoce del presidente Asi e Alfonso Lamanna, responsabile Attività formative Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>IceCube, Terra 'spugna' di neutrini</video:title>
            <video:description>Ecco come il nostro pianeta assorbe i neutrini, piccolissime particelle subatomiche ad alta energia. Lo ha scoperto per la prima volta il rivelatore antartico IceCube</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-22</video:publication_date>
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            <video:title>ʻOumuamua, il messaggero dal passato</video:title>
            <video:description>Un nome che sembra uno scioglilingua, e una storia misteriosa: è ʻOumuamua, il primo asteroide proveniente dallo spazio interstellare individuato nel nostro sistema planetario</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-21</video:publication_date>
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            <video:title>Verso Alfa Centauri senza freni</video:title>
            <video:description>Sonde per viaggi interstellari? Sì, a patto che abbiano buoni freni a bordo. Per le mini sonde come quelle ipotizzate dal progetto Breaktrough Starshot, una soluzione ci sarebbe</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-20</video:publication_date>
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            <video:title>Gli enigmi di 55 Cancri e</video:title>
            <video:description>L' esopianeta, grande due volte la Terra, potrebbe avere un'atmosfera dalla composizione simile a quella della Terra, ma più spessa. Autore della scoperta, il telescopio Spitzer della Nasa, che aveva già osservato il gigante caldo nel 2013</video:description>
            <video:duration>76</video:duration>
            <video:publication_date>2017-11-17</video:publication_date>
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            <video:title>Computer universale</video:title>
            <video:description>E se l’universo fosse un gigante computer, capace di darci soluzioni a problemi complessi? Se l’è chiesto un fisico del NIST, che immagina una delle sfide tecnologiche del futuro: svelare il potere computazionale del cosmo</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-16</video:publication_date>
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            <video:title>Ross il vicino del futuro</video:title>
            <video:description>Si chiama Ross 128 b e un giorno sarà l’esopianeta più vicino a noi, strappando il record a Proxima b. Lo ha scoperto il cacciatore di pianeti Harps dell’Eso</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-15</video:publication_date>
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            <video:title>Tutela ambientale, Cina in pole position</video:title>
            <video:description>Secondo uno studio targato Nasa e Università del Maryland la Cina ha tagliato notevolmente le emissioni di anidride solforosa al contrario dell'India, che le ha aumentate nel corso dell'ultimo decennio</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>La scienza mette le ali con Cygnus</video:title>
            <video:description>La navetta della Orbital Atk è decollata lo scorso 12 novembre dalla base NASA di Wallops Island in Virginia. A bordo, un carico di circa 3300 chili composto da esperimenti scientifici e rifornimenti per gli astronauti</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-13</video:publication_date>
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            <video:title>Odissea spaziale in musica per Voyager-1</video:title>
            <video:description>Pentagramma di raggi cosmici per il compleanno di Voyager 1, la sonda spaziale della NASA che ha battuto ogni record dell’esplorazione spaziale. Per celebrare i 40 anni della missione è stato creato un brano musicale composto interamente con i dati teletrasportati dalla sonda spaziale.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-10</video:publication_date>
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            <video:title>I Sassi di Marte</video:title>
            <video:description>Inaugurata a Matera, nelle sale del Museo Nazionale di Palazzo Ridola, la mostra&amp;nbsp;Marte, incontri ravvicinati con il pianeta rosso, ideata da Viviana Panaccia della Vivi&amp;Partners e promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-09</video:publication_date>
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            <video:title>Identikit di una stella mostro</video:title>
            <video:description>Uno studio su Nature&amp;nbsp;fornisce un nuovo identikit della misteriosa&amp;nbsp;stella ‘zombie’ iPTF14hls, che mette in discussione le teorie scientifiche sul ciclo di vita stellare</video:description>
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            <video:title>Palla di cristallo sul Sole</video:title>
            <video:description>Come sarà il Sole tra cinque miliardi di anni? Una possibile risposta arriva dal telescopio Alma, che ha osservato la gigante rossa W Hydrae: una stella che sembra la nostra, ma nel futuro</video:description>
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            <video:publication_date>2017-11-07</video:publication_date>
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            <video:title>Esercitazione anti-asteroide</video:title>
            <video:description>L’asteroide 2012 TC4, che lo scorso 12 ottobre è passato a meno di 44mila chilometri dalla Terra, è stato molto speciale per gli astronomi: ha permesso il primo test internazionale di difesa planetaria realizzato con un vero asteroide</video:description>
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            <video:title>Gentiloni chiama Nespoli</video:title>
            <video:description>Palazzo Chigi chiama Iss. Il primo ministro Paolo Gentiloni in collegamento con l'astronauta dell''Esa Paolo Nespoli nello spazio con Vita, missione dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:title>Deep Space, viaggio nella conoscenza del cosmo</video:title>
            <video:description>E' dedicato al "mistero della vita extraterrestre" il primo numero del video approfondimento mensile frutto della collaborazione tra Asi Tv e MediaInaf Tv</video:description>
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            <video:title>Pianeta che vai, magnetosfera che trovi</video:title>
            <video:description>La magnetosfera, uno scudo protettivo che respinge i raggi cosmici proteggendo la superficie dei pianeti è da tempo oggetto di studio delle sonde in orbita nel Sistema Solare e oltre</video:description>
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            <video:title>SpaceX: chi si ferma è perduto</video:title>
            <video:description>L'azienda di Elon Musk in un solo anno ha messo a segno sedici lanci riusciti, il doppio rispetto a quelli effettuati nel 2016. Nella giornata di ieri,&amp;nbsp;dalla base dal Kennedy Space Center in Florida, il vettore di SpaceX Falcon 9 ha preso il volo per mettere in orbita Koreasat-5A, il satellite geostazionario costruito da Thales Alenia Space.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-31</video:publication_date>
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            <video:title>Aurore gioviane a schema libero</video:title>
            <video:description>Una luce che pulsa in modo indipendente, come se ci trovassimo su due pianeti diversi. È quanto avviene su Giove passando dall’emisfero nord a quello sud, e osservando lo spettacolare fenomeno delle aurore gioviane</video:description>
            <video:duration>90</video:duration>
            <video:publication_date>2017-10-30</video:publication_date>
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            <video:title>Alieni con la coda</video:title>
            <video:description>Avvistato il primo alieno del Sistema Solare. A/2017 U1 non ha le sembianze di un visitor anche se la sua natura è circondata da un alone di mistero</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-27</video:publication_date>
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            <video:title>Papa Francesco in collegamento con Paolo Nespoli</video:title>
            <video:description>Dal Vaticano alla Iss: il Santo Padre parla con l'astronauta Paolo Nespoli, nello spazio nell'ambito della missione italiana Vita</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: La natura quantistica della luce viaggia nello spazio</video:title>
            <video:description>Oggi a SpaceTalk&amp;nbsp; Daniele Dequal ci parlerà di come la misteriosa natura quantistica della luce sopravvive ai viaggi nello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>Vita nello spazio, esperimenti in corso</video:title>
            <video:description>Gli studi sul genoma umano e sulla resistenza delle piante a zero G sono al centro di due ricerche targate Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>Parker che si tufferà nel Sole</video:title>
            <video:description>Osservare il Sole a una distanza così ravvicinata da non poter sopravvivere. È ciò che accade a uno dei protagonisti di Sunshine di Danny Boyle, film del 2007 che giovedì 26 ottobre sarà trasmesso all’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito della rassegna Spaziocinema. E intanto la Nasa si prepara a lanciare la sua sonda Parker Solar Probe, che nel 2018 si tufferà sul Sole</video:description>
            <video:duration>82</video:duration>
            <video:publication_date>2017-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>Il Cuore freddo del Gran Sasso</video:title>
            <video:description>È il più grande rivelatore criogenico mai costruito concepito per studiare le proprietà dei neutrini. Stiamo parlando di Cuore l'esperimento dell'Infn inaugurato oggi presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-23</video:publication_date>
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            <video:title>Dawn fa il bis</video:title>
            <video:description>La sonda Nasa osserverà nel dettaglio la superficie del pianeta nano effettuando fly-by a quote mai raggiunte prima. Dawn sarà anche attiva durante la fase di perielio di Cerere, il punto più vicino al Sole</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>Come vivremo da E.T.</video:title>
            <video:description>Scovare angoli di Universo potenzialmente abitabili e al tempo stesso raggiungibili&amp;nbsp;dall’uomo. È una delle sfide principali delle future missioni nello spazio, che nei prossimi anni punteranno a individuare i luoghi del cosmo più adatti alla vita.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-19</video:publication_date>
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            <video:title>2016 H03 veglia sulla Terra</video:title>
            <video:description>Uno studio dell’Università dell’Arizona ha confermato che 2016 H03 è un Near Earth Object che scorta la Terra orbitando intorno al Sole, uno dei cinque quasi satelliti scoperti fino ad oggi</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-18</video:publication_date>
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            <video:title>L'universo sensoriale</video:title>
            <video:description>La pagina di scienza scritta a partire dall’osservazione delle onde gravitazionali sarà studiata sui libri di scuola, e ieri ne abbiamo avuto definitiva conferma. Ma cosa significa esattamente questo nuovo modo di studiare il cosmo?&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-17</video:publication_date>
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            <video:title>L'era dell'astrofisica multimessaggero</video:title>
            <video:description>Vedere L'universo e ascoltarne il respiro, simultaneamente. Per la prima volta nella storia dell'osservazione del cosmo è stata rilevata un'onda gravitazionale prodotta dalla fusione di sue stelle di neutroni, e captata nelle onde radio fino ai raggi gamma</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-16</video:publication_date>
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            <video:title>Emissioni vulcaniche, un aiuto dallo spazio</video:title>
            <video:description>Un nuovo studio descrive come individuare attraverso i sistemi di telerilevamento di un satellite in orbita terrestre bassa le fonti localizzate di anidride carbonica nell’atmosfera. Un metodo fondamentale per prevedere le eruzioni vulcaniche, come nel caso del vulcano Agung a Bali</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-13</video:publication_date>
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            <video:title>Il terzo riciclo di un falco</video:title>
            <video:description>Dall’Atlantico al Pacifico, l’usato sicuro di SpaceX è ormai rodato. In soli tre giorni l’azienda di Elon Musk ha recuperato con successo il primo stadio di due razzi Falcon 9, atterrati sulle basi galleggianti dei due oceani, e ha raggiunto il record di terzo riutilizzo di uno stesso stadio</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-12</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Ritorno alla Luna</video:title>
            <video:description>La Russia ha presentato il suo programma di conquista umana della Luna, l'Esa ci sta pensando da tempo e anche gli Usa, pirma interessati solo all'orbita cislunare sembrano aver cambiato idea. Tutti sulla Luna, dunque? E Marte? Ospiti della puntata Antonella Ferri, responsabile Planetary Exploration- Advanced Exploration Programs di Thales Alenia Space e Nicola Nosengo, giornalista scientifico</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-12</video:publication_date>
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            <video:title>Una giornata spaziale per Mattarella</video:title>
            <video:description>Sperimentazione scientifica, biomedica, tecnologia, collaborazione internazionale sono stati i temi che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme al Presidente dell'ASI Roberto Battiston,&amp;nbsp; ha condiviso con l'astronauta italiano del corpo ESA Paolo Nespoli, impegnato sulla Stazione Spaziale Internazionale nella missione dell'Agenzia Spaziale Italiana denominata VITA.</video:description>
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            <video:title>Mattarella chiama Nespoli</video:title>
            <video:description>Collegamento con Iss dal Quirinale: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a colloquio con l'astronauta dell'Esa Paolo Nespoli, nello spazio da luglio scorso nell'ambito della missione italiana Vita</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-11</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio Cinema: Blade runner 2049, il talk show</video:title>
            <video:description>il commento al film di Enrico Alleva, etologo, e Marco Spagnoli, critico cinematografico,&amp;nbsp; durante il talk show che ha seguito la proiezione del film presso l'Agenzia Spaziale Italiana nell'ambito della rassegna Spazio Cinema</video:description>
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            <video:title>Gas vulcanici nel passato della Luna</video:title>
            <video:description>La Luna, in passato, aveva un’atmosfera. A dimostrarlo un nuovo studio condotto attraverso le analisi dei dati raccolti dalla missione Apollo. La scoperta apre nuovi scenari per la futura esplorazione lunare</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-06</video:publication_date>
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            <video:title>Tabby, nessun E.T.</video:title>
            <video:description>L’enigmatica stella di Tabby, a 1.500 anni luce dalla Terra, ha sollevato negli ultimi due anni varie ipotesi di vita extraterrestre a causa della sua insolita e intermittente luminosità. Ora un nuovo studio svela il mistero: forse la causa è una nube di polveri attorno alla stella, ma in ogni caso non c’è nessun alieno</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-05</video:publication_date>
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            <video:title>Sputnik: l'alba dell'era spaziale</video:title>
            <video:description>Era il 4 ottobre di 60 anni fa, quando per la prima volta nella storia dell'umanità, un oggetto terrestre superava l'atmosfera e entrava in orbita intorno alla Terra. Si chiamava Sputnik, compagno di viaggio e segnava la fine dell'era astronomica moderna</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-04</video:publication_date>
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            <video:title>IAC2017 the state of art. Interview with Roberto Battiston</video:title>
            <video:description>IAC2017 is going to an end, after seven days the state of art of world space strategies</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-04</video:publication_date>
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            <video:title>Il Nobel alle onde gravitazionali</video:title>
            <video:description>Protagoniste del tanto atteso Nobel per Fisica sono le onde gravitazionali, increspature dell’universo prodotte da violenti eventi come la fusione di buchi neri.&amp;nbsp; I tre vincitori sono i teorici Rainer Weiss, Barry Barish e Kip Thorne, premiati questa mattina a Stoccolma per il loro contributo decisivo al rilevatore Ligo e all'osservazione delle onde gravitazionali. Un premio anche italiano grazie alla collaborazione di VIRGO dell'INFN</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-03</video:publication_date>
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            <video:title>Ariane 5 a quota 95</video:title>
            <video:description>Quinto lancio nel 2017 e 95 voli in totale: è il bilancio provvisorio di Ariane 5, il vettore europeo che venerdì scorso ha messo in orbita due nuovi satelliti</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Una notte all’Agenzia spaziale</video:title>
            <video:description>Oltre 600 visitatori e un programma ricco di eventi. Venerd&amp;igrave; 29 settembre l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana ha aperto le porte alla Notte Europea dei Ricercatori: conferenze, mostre, laboratori, letture sotto le stelle e molto altro</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Cinque marziani a confronto</video:title>
            <video:description>Intervista quintupla al team FATO del Politecnico di Torino premiato alla 19esima convention della Mars Society per il progetto di una missione umana sul pianeta rosso.&amp;nbsp;I cinque sono: Gianluca Benedetti, Erik Garofalo, Francesco Marino, Luigi Mascolo e Dario Riccobono</video:description>
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            <video:publication_date>2017-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Marte visto dalla Luna</video:title>
            <video:description>Dallo IAC 2017</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-29</video:publication_date>
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            <video:title>Tanti auguri, Dawn!</video:title>
            <video:description>La sonda, che vanta un forte contributo italiano, ha tagliato il traguardo di 10 anni nello spazio. Target della missione, l’asteroide Vesta e il pianeta nano Cerere</video:description>
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            <video:title>Lo strano caso della nebulosa di Saturno</video:title>
            <video:description>Un team internazionale di scienziati attraverso lo strumento MUSE sul Very Large Telescope dell’ESO ha scoperto una piccola stella nel ‘cuore’ della nebulosa. L’analisi ha rivelato inoltre particolare caratteristica delle polveri che la compongono</video:description>
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            <video:title>Roscosmos straight ahead to the moon</video:title>
            <video:description>From IAC 2017</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-26</video:publication_date>
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            <video:title>IAC 2017 al via</video:title>
            <video:description>Si è aperta questa mattina la 68esima edizione dell'International Astronautical Congress, la più importante conferenza a livello mondiale dedicata al settore spaziale, quest'anno ospitata nel Convention Centre di Adelaide, in Australia.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-25</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando la Notte della Ricerca 2017</video:title>
            <video:description>Tutto pronto per la ormai consueta maratona europea della scienza: venerd&amp;igrave; 29 settembre &amp;egrave; di scena la Notte della Europea dei Ricercatori giunta quest'anno alla dodicesima edizione. Porte aperte all'ASI con un ricco programma di iniziative</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-22</video:publication_date>
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            <video:title>Cometa o asteroide? Il mistero di 288P</video:title>
            <video:description>Il telescopio Hubble ha osservato un oggetto dalla natura ambivalente</video:description>
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            <video:title>I tuffi sui giganti</video:title>
            <video:description>Cassini e Galileo: due sonde che hanno segnato la storia dell’esplorazione del sistema solare. Terminate a poco più di 14 anni di distanza l’una dall’altra, le due missioni hanno contribuito ad aumentare la nostra conoscenza dei giganti gassosi Saturno e Giove</video:description>
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            <video:title>Effetto farfalla spaziale</video:title>
            <video:description>Può il battito d’ali di una farfalla in Costa Rica influenzare un uragano in California? Secondo un nuovo studio nello spazio questa metafora non è lontana dal vero: il controverso effetto farfalla troverebbe così conferma cosmica nel legame tra vento solare e uragani spaziali</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-19</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini-Huygens, il commento di Battiston su NASA TV</video:title>
            <video:description>Il presidente dell'ASI e il direttore scientifico dell'ESA Alvaro&amp;nbsp;Giménez&amp;nbsp;Cañete ai microfoni della NASA per un commento a caldo dopo il Grand Finale&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Dragon, dodicesima missione compiuta</video:title>
            <video:description>Dopo aver trasportato sulla Stazione Spaziale Internazionale più di due tonnellate tra rifornimenti e materiali per condurre nuove indagini scientifiche, la capsula Dragon è ritornata a terra portando con sé esperimenti di biomedicina che saranno analizzati dagli scienziati per lo sviluppo di nuove terapie</video:description>
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            <video:title>Cassini-Huygens, la storia. 15 ottobre 1997 - 15 settembre 2017</video:title>
            <video:description>Cassini si è unita a Saturno. La sonda interplanetaria che per 13 anni ha sfrecciato tra il pianeta gigante e le sue lune ha scritto oggi l’ultimo atto della sua straordinaria avventura esplorativa. Alle 13:55 sui monitor del JPL il segnale di Cassini si è spento, decretando la fine di una tra le più importanti missioni spaziali mai realizzate</video:description>
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            <video:title>Cassini Grand Finale, l'evento integrale</video:title>
            <video:description>La sonda Cassini si è tuffata su Saturno dopo vent'anni di missione. Il replay dell'evento che si è svolto nella sede dell'Asi in occasione del Grand Finale</video:description>
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            <video:title>Verso il Sistema solare e oltre</video:title>
            <video:description>L'esplorazione dell'Universo entro e oltre i confini del nostro Sistema solare: ecco le tappe principali a cui ha contribuito l'Italia, ripercorse in occasione del Grand Finale di Cassini - missione in cui il nostro paese ha svolto un ruolo di primo piano</video:description>
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            <video:title>Lo spazio profondo fa tappa a Cagliari</video:title>
            <video:description>Prende il via il Sardinia Deep Space Antenna, il nuovo centro dell’Agenzia Spaziale Italiana a Cagliari inaugurato oggi durante la fase finale della missione Cassini con l'ultimo tuffo della&amp;nbsp;sonda Nasa-Esa-Asi&amp;nbsp;nell'atmosfera di Saturno.&amp;nbsp;L’Italia entra così ufficialmente nel Deep Space Network</video:description>
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            <video:title>Tutti i numeri di Cassini</video:title>
            <video:description>7.9 miliardi di chilometri percorsi in totale.&amp;nbsp;2.5 milioni di comandi eseguiti.&amp;nbsp;294 orbite completate. Sono solo alcuni dei numeri di Cassini, missione da record che domani metterà in scena il Grand Finale</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-14</video:publication_date>
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            <video:title>La rete dello spazio profondo</video:title>
            <video:description>È una rete internazionale di radiotelescopi in grado di tracciare sonde nel Sistema Solare ed oltre. Stiamo parlando del Deep Space Network, il centro della NASA che si occupa delle comunicazioni tra missioni interplanetarie e la Terra</video:description>
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            <video:title>Expedition 53, salute ad alta quota</video:title>
            <video:description>Utilizzando tecniche di bioingegneria avanzate i tre membri dell’Expedition 53 in orbita sulla Iss hanno dato il via ad una serie di nuovi studi. Completati i quattro esperimenti di Asi Biomission. Il 14 settembre sarà la volta di ARTE</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>Effetto fionda per Osiris-Rex</video:title>
            <video:description>Il Large Binocular Telescope situato sul Monte Graham, in Arizona ha catturato la sonda Osiris-Rex mentre si trovava a circa 12 milioni di chilometri dalla Terra in attesa della fionda gravitazionale che la porterà nella giusta traiettoria verso l'asteroide Bennu</video:description>
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            <video:title>Lo shuttle segreto di SpaceX</video:title>
            <video:description>Falcon 9 di SpaceX ha portato in orbita X37-B, un mini shuttle progettato dall'Air Force americana con caratteristiche simili a quelle della storica navetta della NASA</video:description>
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            <video:title>Passerella in blu per Nespoli</video:title>
            <video:description>Si chiama&amp;nbsp;Expedition&amp;nbsp;ed è il primo docufilm dedicato ad una missione spaziale umana. Presentato per la prima volta ieri con una conferenza stampa in occasione del festival del cinema di Venezia, il documentario ha come narratore l’astronauta italiano dell’ESA Paolo Nespoli che racconta il suo viaggio dietro le quinte della missione VITA dell’Agenzia Spaziale Italiana.</video:description>
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            <video:title>Cartoline da Encelado</video:title>
            <video:description>A poco più di una settimana dalla fine della sua missione, il veterano dello spazio Cassini&amp;nbsp;continua a monitorare Encelado, una delle lune più affascinanti e misteriose di Saturno. Attraverso sei immagini scattate dalla sonda lo scorso 1 agosto, ad una distanza di 181.000 chilometri, &amp;nbsp;è stato possibile ricreare un’animazione dell’ultimo flyby sulla luna ghiacciata</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-06</video:publication_date>
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            <video:title>Onda d’urto letale</video:title>
            <video:description>Perché alcune nove, le esplosioni di nane bianche che rendono le piccole stelle improvvisamente brillanti, sono più luminose di altre? Un team di ricerca dell’Università del Michigan risolve il mistero, dando la colpa a una potentissima onda d’urto sprigionata in alcuni casi dopo lo scoppio</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-05</video:publication_date>
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            <video:title>L'uragano fa aspettare Peggy</video:title>
            <video:description>Dopo il loro soggiorno sulla Stazione Spaziale Internazionale, il trio dell’Expedition 52,&amp;nbsp; Jack Fischer e Peggy Whitson della Nasa e Fyodor Yurchikhin di Roscosmos,&amp;nbsp; è ritornato sulla Terra.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-09-04</video:publication_date>
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            <video:title>Virgin Galactic guarda all'Italia</video:title>
            <video:description>Intervista Richard DalBello, vicepresidente sviluppo commerciale e affari di governo di Virgin Galactic</video:description>
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            <video:title>Primo collegamento con Paolo Nespoli</video:title>
            <video:description>A soli cinque giorni dall'arrivo sulla ISS, Paolo Nespoli risponde alle domande dei giornalisti sui primi momenti nello spazio con la missione VITA</video:description>
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            <video:publication_date>2017-08-01</video:publication_date>
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            <video:title>Malerba, 25 anni fa il primo italiano spaziale</video:title>
            <video:description>Era il 31 luglio 1992 quando alle 15 e 56, lo Space Shuttle Atlantis si staccava dalla rampa di lancio di Cape Canaveral. A bordo, Franco Malerba, primo astronauta italiano ad andare in orbita nello spazio.</video:description>
            <video:duration>90</video:duration>
            <video:publication_date>2017-07-31</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Vita, l'evento integrale</video:title>
            <video:description>Paolo Nespoli è in orbita. Il replay dell'evento che si è svolto nella sede dell'Asi in occasione del lancio della missione italiana Vita</video:description>
            <video:duration>6229</video:duration>
            <video:publication_date>2017-07-28</video:publication_date>
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            <video:title>VitaMissionLive #1</video:title>
            <video:description>Primo collegamento della maratona live dall'Agenzia Spaziale Italiana per la missione Vita di Paolo Nespoli. Interviste a Marta Meli, Sky Tg24, Roberto Battiston, Presidente dell'ASI, e Giuseppe Lentini, PI dell'esperimento Aramis</video:description>
            <video:duration>582</video:duration>
            <video:publication_date>2017-07-28</video:publication_date>
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            <video:title>Viaggi spaziali, Italia da record</video:title>
            <video:description>Malerba. Cheli. Guidoni. Vittori. Nespoli. Parmitano. Cristoforetti. È la squadra di 7 astronauti italiani che a partire dal 1992 hanno viaggiato nello spazio. Alla vigilia del terzo volo tra le stelle di Paolo Nespoli, ripercorriamo la storia dell’esplorazione spaziale italiana – e i suoi record</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-27</video:publication_date>
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            <video:title>NASA, spazio al finanziamento</video:title>
            <video:description>Il Senato statunitense ha incrementato i finanziamenti destinati alla NASA, per consentire al settore spaziale di portare avanti progetti per future esplorazioni e &amp;nbsp;sostenere la scienza e l’innovazione, mantenendo un sistema spaziale equilibrato</video:description>
            <video:duration>60</video:duration>
            <video:publication_date>2017-07-26</video:publication_date>
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            <video:title>Street view della ISS</video:title>
            <video:description>A tre giorni dal terzo volo tra le stelle dell’astronauta italiano Paolo Nespoli, una visita speciale alla stazione spaziale: attraverso lo street view di Google è ora possibile immergersi nella ISS direttamente dal computer di casa (Music cc: ‘Spring of Healing’)</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-25</video:publication_date>
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            <video:title>Marte: Elon Musk rilancia</video:title>
            <video:description>SpaceX pensa in grande. La compagnia di Elon Musk non intraprenderà più il suo primo viaggio verso Marte con la capsula Red Dragon, almeno non nella sua attuale versione</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-24</video:publication_date>
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            <video:title>Un drago e un cigno per il dopo Shuttle</video:title>
            <video:description>A sette anni dall’ultimo volo dello space shuttle la Nasa annuncia un prossimo ritorno di voli umani dal proprio territorio a partire dal 2018</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-21</video:publication_date>
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            <video:title>Sette giorni di separazione</video:title>
            <video:description>Tra una settimana, Paolo Nespoli partirà alla volta della ISS con la missione VITA. Il lancio sarà trasmesso in diretta streaming dalla sede ASI, tra gli ospiti il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli e Leo Ortolani, autore dell'albo "C'è spazio per tutti"</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-21</video:publication_date>
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            <video:title>HERA, viaggio virtuale nello spazio profondo</video:title>
            <video:description>Volete vivere come un'astronauta nello spazio? Il prezzo da pagare è il sonno. Ne sanno qualcosa i quattro membri dell’equipaggio della tredicesima missione della Human Exploration Research Analog, un programma di ricerca della NASA volto a sperimentare il volo umano nello spazio profondo, attraverso delle simulazioni a terra</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-19</video:publication_date>
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            <video:title>Dai sassi allo spazio, Mattarella a Matera</video:title>
            <video:description>Il Presidente della Repubblica ha visitato il centro spaziale, tra le più significative realtà del Mezzogiorno per ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>A spasso con New Horizons</video:title>
            <video:description>Lo scorso&amp;nbsp;14 luglio&amp;nbsp;ha celebrato il secondo anniversario&amp;nbsp;dallo storico vis-à-vis con&amp;nbsp;Plutone&amp;nbsp; e ha proseguito la sua attività di ricerca immergendosi nelle pieghe recondite della&amp;nbsp;Fascia di Kuiper: stiamo parlando di&amp;nbsp;New Horizons, la sonda della&amp;nbsp;NASA che per prima ci ha permesso di svelare al mondo le caratteristiche del pianeta nano più distante dal&amp;nbsp;Sole.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-17</video:publication_date>
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            <video:title>Trappist, la vita che non c'è</video:title>
            <video:description>Due gruppi di ricerca guidati dall’Harvard Smithsonian Center for Astrophisycs hanno identificato le principali problematiche relative allo sviluppo della vita nell’ormai celebre sistema planetario Trappist-1</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-14</video:publication_date>
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            <video:title>Fabbrica stellare svelata da Chandra</video:title>
            <video:description>A circa 17.000 anni luce da noi si annida una delle più grandi culle stellari del nostro vicinato galattico. Si tratta della nube molecolare gigante W51, ora immortalata in una nuova immagine scattata da Chandra</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-13</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Ai confini della fascia di Kuiper</video:title>
            <video:description>Cosa c'è su Urano e Nettuno? Il nono pianeta esiste? Ne parliamo con Barbara Negri astrofisica dell'Agenzia spaziale italiana e Diego Turrini planetologo dell'Inaf</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-13</video:publication_date>
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            <video:title>Larsen C prende il largo</video:title>
            <video:description>L’Antartide dice addio a Larsen C,&amp;nbsp; uno dei più grandi colossi del polo sud. Grande quanto tutta la Liguria e antico almeno 10 mila anni il ghiacciaio si è separato definitivamente dalla piattaforma orientale.</video:description>
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            <video:title>Morte di una stella in 3D</video:title>
            <video:description>E se dalla morte di una stella nascessero i semi per una nuova generazione di astri? È l’ipotesi di un team di scienziati che ha utilizzato i dati di ALMA per osservare i resti della supernova 1987A, in una ricostruzione in 3D dell’esplosione stellare (Animazioni: NRAO. Musica: Geodesium e Mark Mercury)</video:description>
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            <video:title>A Venezia i colori di Higgs</video:title>
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            <video:title>Un varco su Cambridge</video:title>
            <video:description>L’Agenzia Spaziale Italiana si fa più vicina. Questa mattina è stato inaugurato il varco&amp;nbsp; pedonale di accesso alla sede dell’agenzia da Via Cambridge, riservato ai dipendenti&amp;nbsp;che usano i mezzi pubblici per recarsi al lavoro.&amp;nbsp;Presenti al taglio del nastro il Presidente Roberto e Battiston e il Direttore Generale Anna Sirica.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-07</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX a quota dieci</video:title>
            <video:description>Decimo traguardo per SpaceX. Dopo il duplice rinvio del lancio a causa di problemi tecnici, l’azienda di Elon Musk ha finalmente portato in orbita con successo il satellite per le telecomunicazioni Intelsat 35E. &amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>71</video:duration>
            <video:publication_date>2017-07-06</video:publication_date>
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            <video:title>Giove, un anno dopo Juno</video:title>
            <video:description>Un anno è già trascorso dallo storico incontro tra Juno con Giove. Il viaggio della sonda verso il gigante gassoso è durato 5 anni e i chilometri percorsi sono stati circa tre miliardi.&amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>76</video:duration>
            <video:publication_date>2017-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>Nato il 4 luglio</video:title>
            <video:description>Era il 4 luglio di cinque anni fa quando l’esistenza del bosone di Higgs, la&amp;nbsp;cosiddetta “particella di Dio” capace di trasformare l’energia in massa, teorizzata nel 1964 dal fisico teorico Peter Higgs è stata annunciata come dimostrata sperimentalmente&amp;nbsp;al Cern di Ginevra.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>All'ASI arrivano i prof!</video:title>
            <video:description>Primo giorno di riprese per “Arrivano i prof’. Il nuovo film di Ivan Silvestrini batte oggi il primo ciak negli spazi dell’Agenzia spaziale italiana. &amp;nbsp;Nel cast Claudio Bisio, Maurizio Nichetti, Andrea Pennacchi e Giusi Buscemi. L’uscita nelle sale è attesa all’inizio del 2018</video:description>
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            <video:publication_date>2017-07-03</video:publication_date>
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            <video:title>Geco robot, netturbino cosmico</video:title>
            <video:description>Un robot che sfrutta un meccanismo adesivo simile a quello dei gechi per aderire ai detriti spaziali e imprigionarli: ecco come si potrebbe ridurre il problema della spazzatura spaziale. La proposta di team di scienziati dell’Università di Stanford e della NASA</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-30</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Alieni in vista</video:title>
            <video:description>Puntata di #SpaceTalk dedicata agli alieni, come sono e come erano nei film di fantascienza, il rapporto abbiamo con loro. E poi Anonymous, le tecniche di 'ascolto' e i messaggi che stiamo inviando noi nello spazio, per essere trovati. Ne parliamo con l'astronomo&amp;nbsp;Giuseppe Bianco, responsabile del Centro di Geodesia Spaziale dell'ASI e il critico cinematografico&amp;nbsp;Marco Spagnoli&amp;nbsp;del Giornale dello spettacolo</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>Ballando con i buchi neri</video:title>
            <video:description>Una danza vorticosa si svolge tra le stelle, a più di 750 milioni di anni luce dalla Terra. Protagonisti due speciali ballerini. Sono due giganti del cielo. Una coppia di buchi neri supermassicci. La loro massa è, infatti, circa 15 miliardi di volte superiore a quella del Sole. Il loro periodo orbitale, invece, di 24 mila anni.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>Sei stelle in viaggio</video:title>
            <video:description>Sono solo sei puntini luminosi in movimento nel cielo, eppure portano con sé preziose informazioni sulla nostra galassia. Si tratta di sei stelle osservate da Gaia e analizzate con un software che sfrutta le reti neurali per riprodurre il comportamento del cervello umano: il loro viaggio è stato ricostruito per oltre un milione di anni, dal centro alla periferia della Via Lattea</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>Falcon 9 fa il bis in 48 ore</video:title>
            <video:description>Due liftoff in poco più di due giorni. Un week end da ‘record’ per SpaceX, che il 23 e il 25 giugno scorsi, ha lanciato con successo BulgariaSat-1, satellite per le comunicazioni bulgaro e 10 satelliti della costellazione Iridium NEXT</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-26</video:publication_date>
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            <video:title>31 piccoli indiani</video:title>
            <video:description>Sono 31 i piccoli satelliti lanciati dall’agenzia spaziale indiana: un nuovo traguardo verso l’obiettivo di rendere l’India il primo paese per la fornitura servizi spaziali low-cost</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-23</video:publication_date>
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            <video:title>Primo contratto commerciale per VEGA C</video:title>
            <video:description>Stagione di annunci per il settore lanciatori. Dopo la scelta di Ariane 5 come vettore che porterà in orbita l’erede di Hubble, il James Webb Telescope, ora è il turno di VEGA C</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-22</video:publication_date>
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            <video:title>Platone cacciatore di mondi</video:title>
            <video:description>Il futuro cacciatore di mondi entra in fase di realizzazione. PLATO, missione ESA con forte contributo italiano, ha ricevuto il via libera dal comitato scientifico e partirà quindi nel 2026 alla ricerca di pianeti simili al nostro</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-21</video:publication_date>
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            <video:title>IXPE, missione USA cuore italiano</video:title>
            <video:description>Seconda giornata del salone dell'aerospazio di Le Bourget, durante la quale è stato firmato l'accordo per IXPE: missione NASA con partecipazione italiana dedicata allo studio della polarizzazione di sorgenti celesti che emettono raggi X</video:description>
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            <video:title>Orion messo alla prova</video:title>
            <video:description>L’estate si preannuncia piena di lavoro per il team di Orion, e l’arrivo di giugno ha dato il via a un’intensa attività per mettere alla prova i sistemi di sicurezza del veicolo spaziale che dovrà esplorare gli asteroidi e lo spazio cislunare fino ad arrivare su Marte</video:description>
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            <video:title>Istruzioni per Webb</video:title>
            <video:description>Lune ghiacciate, ammassi di galassie e mondi distanti: inizia a comporsi il manuale di istruzioni per il James Webb Telescope, il cui lancio è previsto nel 2018</video:description>
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            <video:title>Roma capitale dello Spazio</video:title>
            <video:description>La politica spaziale come simbolo dell'integrazione europea. Questo è il tema portante dell'evento 'Space policy for Eu integration', organizzato a Roma dalla Commissione Europea per la celebrazione dei programmi spaziali dell'UE in occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma.</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk: Big data per il pianeta Terra</video:title>
            <video:description>La puntata di SpaceTalk di oggi è dedicata ai big data per l'osservazione della Terra. Ospiti in studio, Simona Zoffoli e Alessandro Coletta di ASI</video:description>
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            <video:title>WOW va in tilt</video:title>
            <video:description>Era il 15 agosto 1977 quando un segnale estremamente forte e chiaro, che sembrava provenire dalla Costellazione del Sagittario, venne captato dal radiotelescopio Big Ear dell’Università dell’Ohio.&amp;nbsp;Dopo molte ipotesi si fece strada l’idea che la sua origine dipendesse dalla volontà di una qualche forma di vita aliena di volere entrare in contatto con la Terra.&amp;nbsp;Dopo quarant’anni il caso torna agli onori della cronaca grazie allo studio dell’astronomo Antonio Paris</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-14</video:publication_date>
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            <video:title>La ‘spugna’ dell’effetto serra</video:title>
            <video:description>Esiste in natura uno spazzino silenzioso, in grado di rallentare le conseguenze dannose dell’effetto serra. Si tratta dell’oceano, che come una gigante spugna svolge un ruolo cruciale nell’assorbire il calore o i gas nocivi dall’atmosfera: lo studio di NASA e MIT</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Il futuro di Orione nell'occhio di Gaia</video:title>
            <video:description>Si avvicina l'estate e le stelle sembrano essere più affascinanti, soprattutto se ci si trova lontani dall'inquinamento luminoso delle nostre città. Riconoscere le costellazioni è un modo divertente per orientarsi nel cielo, ma la loro forma è tale solo per noi, poiché viste da un altro punto della galassia apparirebbero del tutto diverse. Inoltre, le stelle che le compongono ci sembrano immobili nel cielo, ma non sarà sempre così.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-12</video:publication_date>
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            <video:title>Il sistema TRAPPIST letto dal computer</video:title>
            <video:description>Un supercomputer ha svelato la composizione dei pianeti del sistema TRAPPIST-1. Si tratta di Pleiades della NASA che ha analizzato attraverso una serie di simulazioni numeriche il sistema planetario concludendo che solo uno dei sette, TRAPPIST-1e, potrebbe essere abitabile</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-09</video:publication_date>
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            <video:title>La Cina chiede Spazio</video:title>
            <video:description>Per tre giorni la Cina è stata al centro del dibattito sull'esplorazione spaziale e il suo futuro. Nella capitale cinese si è infatti svolta Glex 2017, convegno sull'esplorazione&amp;nbsp;organizzato dall’International Austronautical Federation</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>COSMO primo fa dieci anni</video:title>
            <video:description>Decima candelina per COSMO-SkyMed. A dieci anni dal primo lancio, i&amp;nbsp;quattro satelliti, in piena operatività, rappresentano oggi una delle maggiori realizzazioni a livello mondiale nel campo dell’Osservazione della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-07</video:publication_date>
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            <video:title>Viaggi marziani, la protezione non basta</video:title>
            <video:description>Secondo un nuovo studio, per gli astronauti che intraprenderanno futuri viaggi sul Pianeta Rosso o missioni di lunga durata al di fuori della protezione del campo magnetico della Terra è previsto un drastico aumento della possibilità di contrarre tumori</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-06</video:publication_date>
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            <video:title>Da e per la ISS</video:title>
            <video:description>Cambio di guardia sulla casa spaziale: rientra l'equipaggio dell'Expedition 51 e si inaugura l'Expedition 52, che a breve porterà sulla ISS tre nuovi astronauti tra cui Paolo Nespoli. Nel frattempo SpaceX riesce a far attraccare alla stazione la prima navicella Dragon al suo secondo utilizzo nello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-05</video:publication_date>
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            <video:title>Il codice spaziale frena SpaceX e Boeing</video:title>
            <video:description>Nuova sfida per Boeing e SpaceX. Dopo essersi dedicate allo sviluppo delle navicelle Dragon e CTS-100 Starliner le due aziende potrebbero non essere in grado di garantire i requisiti di sicurezza specificati nel Commercial Crew Transportation Capability il contratto stipulato con la NASA &amp;nbsp;per il trasporto commerciale da e verso la Stazione Spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-06-01</video:publication_date>
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            <video:title>Una missione italiana che si chiama VITA</video:title>
            <video:description>Due mesi ancora coi piedi per terra e poi Paolo Nespoli tornerà nello spazio con la missione VITA dell'ASI. Lo abbiamo raggiunto a Colonia, nel Centro addestramento astronauti dell'ESA dove ta svolgendo le fasi finali del suo training europeo</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-31</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Una Colonia di astronauti</video:title>
            <video:description>In trasferta al Centro Europeo degli astronauti dell''Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Colonia</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-30</video:publication_date>
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            <video:title>Prima candelina per BEAM</video:title>
            <video:description>Il modulo abitativo estendibile a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha festeggiato il primo anno di missione. Sviluppato dalla Bigelow Aerospace in partnership con la NASA, &amp;nbsp;BEAM ha fornito dati importanti sul comportamento dei materiali e delle strutture espandibili nell’ambiente spaziale.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-29</video:publication_date>
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            <video:title>Il nuovo volto del gigante</video:title>
            <video:description>Nove mesi dopo il primo faccia a faccia della sonda NASA Juno con il gigante del nostro Sistema solare, arrivano sulle pagine di Science i primi, attesissimi risultati scientifici. Che mostrano un volto di Giove prima sconosciuto</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-26</video:publication_date>
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            <video:title>Paxi - Il giorno, la notte e le stagioni</video:title>
            <video:description>Join Paxi as he explores why we have day and night, and learn why the Earth has seasons</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-26</video:publication_date>
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            <video:title>L'importante è dematerializzare</video:title>
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            <video:title>Un CAST per gli assioni</video:title>
            <video:description>Gli ultimi dati pubblicati dall'esperimento CAST del CERN fissano alcuni paletti alla caccia delle materia oscura</video:description>
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            <video:title>FORUM PA, spazio all'innovazione</video:title>
            <video:description>Sostenibilità, innovazione, flessibilità: sono alcune delle parole chiave del FORUM PA 2017, il convegno della Pubblica Amministrazione che si svolge a Roma dal 23 al 25 maggio. Con la sfida di allineare l'Italia agli obiettivi ONU dello sviluppo sostenibile</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Accesso allo spazio, la sfida è aperta</video:title>
            <video:description>Accesso allo spazio avanti tutta. Nel corso degli ultimi anni il settore è stato protagonista di importanti cambiamenti che hanno visto i privati emergere sempre in modo sempre più competitivo.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-22</video:publication_date>
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            <video:title>Come ti predico lo tsunami</video:title>
            <video:description>È possibile prevedere in anticipo l’arrivo di uno tsunami? La risposta arriva dai laboratori dell’Università di Roma La sapienza in collaborazione con il JPL della NASA, dando vita a VARION, un algoritmo che utilizza le osservazioni satellitari per rivelare in tempo reale l’arrivo di tsunami.</video:description>
            <video:duration>52</video:duration>
            <video:publication_date>2017-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Clima spaziale: l’effetto antropico</video:title>
            <video:description>L’attività umana ha il potere di influenzare il clima del cosmo. La prova dal capitolo storico della guerra fredda, che mostra come i test nucleari ad alta quota realizzati da Stati Uniti e Unione Sovietica abbiano avuto un impatto sul meteo spaziale</video:description>
            <video:duration>75</video:duration>
            <video:publication_date>2017-05-18</video:publication_date>
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            <video:title>Ammirando Cerere controsole</video:title>
            <video:description>Dawn osserva Cerere da un’insolita prospettiva. La sonda NASA, posizionata tra il sole e il pianeta nano, ha prodotto&amp;nbsp;una panoramica di Cerere che mostra&amp;nbsp;un nuovo scorcio del cratere di Occator, celebre per la presenza della&amp;nbsp;macchia più luminosa osservata al suo interno.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-17</video:publication_date>
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            <video:title>Il meteo di Proxima b</video:title>
            <video:description>Da mesi gli scienziati si interrogano sull'abitabilità di Proxima b, l'esopianeta che ruota attorno alla nostra 'vicina' Proxima Centauri. Ma ora la domanda è: qual è il clima su questa possibile Terra 2.0?</video:description>
            <video:duration>68</video:duration>
            <video:publication_date>2017-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>EVA fa 200</video:title>
            <video:description>Passeggiata spaziale numero 200 nella storia della Stazione Spaziale Internazionale.&amp;nbsp; Quattro ore e tredici minuti durante le quali il comandante dell’Expedition 51 Peggy Whitson e il tecnico di volo Jack Fischer sono stati impegnati in una lunga serie di attività extraveicolari</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-15</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk racconta il Festival delle Scienze</video:title>
            <video:description>Con Giovanni Bignami e Vittorio Bo per parlare del Festival delle Scienze di Roma, dello spettacolo Bignami - Cruciani&amp;nbsp;http://www.auditorium.com/eventi/festival/6195870/1494453600e dello spettacolo promosso da ASI-INFN The Jackal and The Presidents&amp;nbsp;http://www.auditorium.com/eventi/festival/6195870/1494453600</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-12</video:publication_date>
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            <video:title>Io dal lago infernale</video:title>
            <video:description>Il più grande lago di lava presente su Io, la scoppiettante e vulcanica luna di Giove, mappato con un dettaglio senza precedenti: lo studio su Nature potrebbe aiutarci a comprendere&amp;nbsp;il complesso e affascinante vulcanesimo del satellite gioviano</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-11</video:publication_date>
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            <video:title>Falcon Heavy alla prova del fuoco</video:title>
            <video:description>SpaceX accorcia le distanze dalla Luna.&amp;nbsp; Falcon Heavy, il lanciatore per carichi pesanti della compagnia, ha infatti superato il primo test statico che ha visto l’accensione dei motori del booster con il lanciatore fermo a terra. La compagnia di Elon Musk, ha dichiarato in un tweet che il test si è svolto nel sito di Mc Gregor, in Texas senza però rendere nota&amp;nbsp; la data e la durata.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-10</video:publication_date>
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            <video:title>Passeggiate spaziali in 4K</video:title>
            <video:description>Vi ricordate le prime immagini dello spazio di Jurij Gagarin o quelle delle prime passeggiate sulla Luna, talmente sgranate che hanno dato adito a molte teorie del complotto?&amp;nbsp;Sono passati solo 40 anni e le immagini che oggi ci accompagnano dell'avventura umana nello spazio non danno adito a dubbi.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-09</video:publication_date>
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            <video:title>Open House, ASI a porte aperte</video:title>
            <video:description>Sono stati circa 450 i visitatori che il 6-7 maggio ci sono venuti a trovare all’Agenzia Spaziale Italiana in occasione della seconda edizione di Open House Roma. Visite guidate, una mostra, un filmato, spiegazioni scientifiche e suggestioni architettoniche per un weekend all’insegna dello spazio e dell’arte</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>Millennium Falcon nell'iperspazio</video:title>
            <video:description>Vestire i panni di un ingegnere aerospaziale e pilotare un mini satellite all'interno della Stazione Spaziale Internazionale.&amp;nbsp;È questa la sfida che ha visto protagoniste le scuole italiane che hanno partecipato al campionato Zero Robotics, un programma educativo in collaborazione con il MIT di Boston.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars: Six months in orbit</video:title>
            <video:description>Six months after its arrival at Mars (on 19 October 2016), Mission controllers of ESA’s Trace Gas Orbiter have begun the challenging process of adjusting the spacecraft’s orbit. This involves using the shifting Martian atmosphere to gradually slow the satellite in a process known as aerobraking.Meanwhile, as the final design of the rover nears completion, the team developing the ExoMars 2020 mission has shortlisted two final landing sites, in areas where they believe traces of life are most likely to be found.This report contains new animation showing orbits of the Trace Gas Orbiter, animation of designs for the final configuration of the 2020 rover, the ExoMars control area at ESOC and interviews recorded at ESA centres of ESOC and ESTEC</video:description>
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            <video:title>Ritratto corale per galassie</video:title>
            <video:description>La grande famiglia di galassie che costituiscono l’ammasso Abell 370 in posa per l’obiettivo del telescopio Hubble&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Cassini: che spettacolo</video:title>
            <video:description>Finalmente disponibili le spettacolari immagini immortalate da Cassini durante il suo primo tuffo tra gli anelli di Saturno. In totale 22 rocambolesche immersioni condurranno la sonda al Grand Finale, il 15 settembre 2017</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>Onda verde marziana</video:title>
            <video:description>Traffico eccezionale&amp;nbsp;in vista sul pianeta rosso.&amp;nbsp;Nel 2021&amp;nbsp;cinque missioni raggiungeranno&amp;nbsp;la superficie o l'orbita di Marte&amp;nbsp;mettendo a dura prova&amp;nbsp;il&amp;nbsp;Deep Space Network, il centro della NASA che si occupa delle comunicazioni tra le sonde e la Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX 'fa la spia'</video:title>
            <video:description>Primo lancio militare per SpaceX. Il primo maggio, l’azienda di Elon Musk&amp;nbsp;ha messo in orbita un satellite spia del National Reconnaissance Office, agenzia del Dipartimento&amp;nbsp;della Difesa statunitense</video:description>
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            <video:publication_date>2017-05-02</video:publication_date>
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            <video:title>Festa Scienza e Filosofia fa 7</video:title>
            <video:description>11 mila le presenze per 108 relatori e 140 conferenze. Si avvia a chiudersi la settima edizione della Festa di Scienza e Filosofia quest'anno dedicata all'Innovazione</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Industria e ricerca: dialogo 4.0</video:title>
            <video:description>A Foligno in occasione della settima edizione della Festa di Scienza e Filosofia per la prima volta a confronto il presidente di Confindustria e i presidenti di due enti di ricerca: ASI e CNR. Un dialogo 4.0 per il futuro del Paese.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>Grand Finale, primo atto</video:title>
            <video:description>La sonda interplanetaria Cassini si prepara all'addio definitivo effettuando il primo dei ventidue "tuffi" previsti tra gli anelli di Saturno. Le immersioni la condurranno sempre più vicina al gigante gassoso fino al tragico epilogo, lo schianto con l'atmosfera previsto per il 15 settembre prossimo &amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>70</video:duration>
            <video:publication_date>2017-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>La base San Marco celebra i 50</video:title>
            <video:description>Era il 26 aprile del 1967 quando il San Marco B prendeva il volo, diventando il primo satellite italiano a partire dalla base di Malindi in Kenya. Sono passati 50 anni da quel giorno e la facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza ha celebrato la ricorrenza ospitando l’evento "L'Italia dal progetto San Marco alla Space Economy".</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-26</video:publication_date>
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            <video:title>Cento giorni stratosferici</video:title>
            <video:description>Saranno cento giorni stratosferici per l'esperimento NASA EUSO-SPB, &amp;nbsp;Extreme Universe Space Observatory – Super-Pressure Ballon. Il pioneristico osservatorio per raggi cosmici di altissima energia è stato lanciato con successo dalla NASA a mezzanotte e 50 del 25 aprile dalla base di Wanaka, Otago, in Nuova Zelanda</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-26</video:publication_date>
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            <video:title>Working in BEAM</video:title>
            <video:description>ESA astronaut Thomas Pesquet inspecting the Bigelow Expandable Activity Module (BEAM) and taking photographs for processing on ground. BEAM is a new type of space habitat that is launched in a compressed form and expands once connected to the International Space Station. This uses less payload volume on a rocket, but could provide a larger and comfortable area for astronauts to live and work.After a two-year test period, BEAM will be jettisoned from the space station, leaving orbit to burn during its descent through Earth’s atmosphere—much like many cargo spacecraft do.This video is sped up 30 times.&amp;nbsp;During his Proxima mission, Thomas will perform around 50 scientific experiments for ESA and France’s space agency CNES as well as take part in many research activities for the other Station partners.&amp;nbsp;The mission is part of ESA’s vision to use Earth-orbiting spacecraft as a place to live and work for the benefit of European society while using the experience to prepare for future voyages of exploration further into the Solar System</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-26</video:publication_date>
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            <video:title>Cina spaziale avanti tutta</video:title>
            <video:description>Nuovo tassello per la costruzione della stazione spaziale cinese con il lancio di Tianzhou-1, il primo cargo che andrà ad agganciarsi al Palazzo Celeste cinese Tiangong-2</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-21</video:publication_date>
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            <video:title>The motion of two million stars</video:title>
            <video:description>This video reveals the changing face of our Galaxy, tracing the motion of two million stars five million years into the future using data from the Tycho-Gaia Astrometric Solution, one of the products of the first Gaia data release. This provides a preview of the stellar motions that will be revealed in Gaia’s future data releases, which will enable scientists to investigate the formation history of our Galaxy.The stars are plotted in Galactic coordinates and using a rectangular projection: in this, the plane of the Milky Way stands out as the horizontal band with greater density of stars.The video starts from the positions of stars as measured by Gaia between 2014 and 2015, and shows how these positions are expected to evolve. The frames in the video are separated by 750 years, and the overall sequence covers five million years. The stripes visible in the early frames reflect the way Gaia scans the sky and the preliminary nature of the first data release; these artefacts are gradually washed out in the video as stars move across the sky.The shape of the Orion constellation can be spotted towards the right edge of the frame, just below the Galactic Plane, at the beginning of the video. As the sequence proceeds, the familiar shape of this constellation (and others) evolves into a new pattern. Two stellar clusters – groups of stars that were born together and consequently move together – can be seen towards the left edge of the frame: these are the alpha Persei (Per OB3) and Pleiades open clusters.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-21</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Donne per la scienza</video:title>
            <video:description>Ospiti di questa puntata Anna Sirica, direttore generale dell'Agenzia Spaziale Italiana, e Licia Troisi astrofisica e scrittrice di romanzi fantasy</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-20</video:publication_date>
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            <video:title>Ritratto di Space Girls &amp; Space Women</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;“Space Girls, Space Women – Lo Spazio visto dalle Donne” è il titolo della mostra fotografica promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana e inaugurata a Milano dove sarà esposta al museo nazionale della scienza e della tecnica fino a giugno.  Presenti all'inaugurazione, il direttore del Museo Fiorenzo Galli, il Direttore Generale dell'ASI, Anna Sirica, gli Assessori alla Cultura della Regione, Valentina Aprea e del Comune, Anna Scavuzzo. Per l'Agenzia Spaziale Europea Ersilia Vaudo. Da Nairobi a Mosca, da Bangalore a Monaco, da Milano a Colonia fino al deserto dell’Atacama si narra del punto di vista femminile dello spazio, di oggi e di quello di domani. Un’originale esposizione fotografica e multimediale per mostrare il nuovo spirito della ‘Conquista’ spaziale delle donne, raccontata dall’occhio fotografico di artiste. L’esibizione milanese sarà accompagnata da un pari allestimento a Roma nella sede ASI in occasione dell'iniziativa Open House.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>L'esopianeta che respira</video:title>
            <video:description>E' poco più grande della Terra ma ha una massa molto maggiore rispetto al nostro mondo. Per questo potrebbe aver conservato una parte della sua atmosfera anche nella fasi più 'difficili' dell'evoluzione della sua stella madre. &amp;nbsp;Si chiama&amp;nbsp;LHS 1140b e i suoi scopritori l'hanno definito "il miglior candidato per&amp;nbsp;la ricerca di prove dell'esistenza di vita oltre la Terra". L'ultima parola a E-ELT e a James Webb</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>L'Auditorium di Roma scommette sulla scienza</video:title>
            <video:description>Torna all’Auditorium Parco della Musica di Roma il&amp;nbsp;Festival delle Scienze&amp;nbsp;giunto alla sua dodicesima edizione.&amp;nbsp;Il tema di quest’anno è&amp;nbsp;il cambiamento, chiave di lettura non solo della natura che ci circonda ma della società in cui viviamo.&amp;nbsp;Protagonista la grande ricerca scientifica italiana e internazionale, messa a confronto con filosofi, psicologi, giornalisti e artisti.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>LISA sensibile alla polvere</video:title>
            <video:description>LISA Pathfinder verrà utilizzata dalla NASA per la mappatura della distribuzione delle polveri cosmiche rilasciate nello spazio da comete e asteroidi</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-18</video:publication_date>
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            <video:title>Vita termale su Encelado</video:title>
            <video:description>C’è vita oltre la Terra nel nostro sistema solare? Secondo un nuovo studio basato sui dati della sonda Cassini, Encelado, una delle lune più affascinanti e misteriose di Saturno, potrebbe ospitare condizioni favorevoli al suo sviluppo nell'oceano nascosto sotto i ghiacci.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Il giorno di Yuri</video:title>
            <video:description>12 aprile 1961. A bordo della capsula Vostok, il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin&amp;nbsp;diventa il primo uomo a viaggiare nello spazio. Nel 56° anniversario di questa grande impresa, il mondo ricorda Yuri con la giornata internazionale del volo umano nello spazio, istituita dalle Nazioni Unite</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>Un brivido sul volto di Giove</video:title>
            <video:description>Una macchia caratterizzata da temperature glaciali è stata individuata nell’alta atmosfera del gigante gassoso. Il fenomeno è stato probabilmente originato dalle aurore polari</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-12</video:publication_date>
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            <video:title>La febbre dell’asteroide</video:title>
            <video:description>E se un giorno il nostro pianeta venisse colpito da un asteroide? Questa antica paura è sempre più smentita dalle moderne tecniche per controllare la traiettoria degli oggetti celesti potenzialmente pericolosi. Ma la febbre dell'asteroide non passa</video:description>
            <video:duration>74</video:duration>
            <video:publication_date>2017-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>DeepCon diventa maggiorenne</video:title>
            <video:description>Si è conclusa sabato la diciottesima edizione della&amp;nbsp;manifestazione DeepCon, convention dedicata alla fantascienza organizzata come ogni anno dall'associazione culturale Deep Space One. Numerosi ospiti italiani e stranieri hanno caratterizzato, insieme ai molti appassionati di scienza e fantascienza, questa edizione che ha avuto sede nella&amp;nbsp;cittadina di Fiuggi.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>#Spacetalk: C'è spazio per tutti</video:title>
            <video:description>Presentato oggi a Romics il nuovo fumetto di Leo Ortolani il geniale creatore di Ratman. Fumetto dedicato allo Spazio e ad uno dei suoi protagonisti: Paolo Nespoli. I due ospiti di questa puntata speciale di #SpaceTalk</video:description>
            <video:duration>462</video:duration>
            <video:publication_date>2017-04-07</video:publication_date>
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            <video:title>Come ti ritraggo il buco nero</video:title>
            <video:description>Una rete di radiotelescopi sparsi su tutto il nostro pianeta a formare un occhio grande quanto l’intera Terra puntato al centro della nostra galassia. È la titanica impresa Event Horizon, che ha promesso di realizzare il primo ritratto diretto di un buco nero, il supermassiccio Sagittarius A* nel cuore della Via Lattea -  Music: They're coming... by Zapac copyright 2011 Licensed under a Creative Commons Attribution Noncommercial&amp;nbsp; (3.0) license Ft: greg_baumont &amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-06</video:publication_date>
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            <video:title>Finale... col tuffo</video:title>
            <video:description>Un 'tuffo'&amp;nbsp;spettacolare per chiudere in bellezza una carriera da record: la sonda internazionale&amp;nbsp;Cassini, in orbita attorno al gigante&amp;nbsp;Saturno&amp;nbsp;dal 2004, si prepara a scrivere la parola 'fine'&amp;nbsp;alla sua storia di successo.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-05</video:publication_date>
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            <video:title>Sisma schedato dai satelliti</video:title>
            <video:description>Il terremoto di Kaikoura del novembre 2016, in Nuova Zelanda, è stato uno dei più complessi mai misurati fino ad oggi. Per 'schedarlo' e tracciarne l'identikit un team internazionale di scienziati ha combinato le informazioni GPS con i dati raccolti dai satelliti. Ce lo racconta Elisabetta D'Anastasio, ricercatrice al GNS Science neozelandese e co-autrice dello studio appena pubblicato su Science</video:description>
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            <video:publication_date>2017-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>EVA, non è una passeggiata</video:title>
            <video:description>Nonostante un totale di quasi 1.250 ore trascorse nel vuoto cosmico dagli astronauti nel corso delle varie EVA, passeggiare a 400 chilometri di quota non è una banalità. E qualche volta i rischi delle escursioni a gravità zero si fanno sentire, come è successo recentemente agli astronauti&amp;nbsp;Kimbrough e Whitson e in passato a Parmitano e Kopra</video:description>
            <video:duration>97</video:duration>
            <video:publication_date>2017-04-03</video:publication_date>
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            <video:title>L' usato sicuro di SpaceX</video:title>
            <video:description>Nuovo successo per SpaceX. La compagnia di Elon Musk è riuscita nell’impresa di lanciare il satellite con un vettore già utilizzato in precedenza, il primo stadio del Falcon 9. Recuperata anche la carenatura del payload dopo lo splashdown nell' Atlantico</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-31</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Luna e dintorni</video:title>
            <video:description>Si moltiplicano gli annunci di progetti che hanno come obiettivo la Luna: dal Moon village promosso dall'ESA, all’avamposto cislunare rilanciato dalla NASA fino ad arrivare ai viaggi spaziali annunciati da SpaceX. Ma perché l'esplorazione della Luna. o meglio della sua orbita, è diventata così strategica per l'esplorazione umana dello spazio? Ne parliamo con Enrico Flamini, responsabile scientifico ASI e Antonella Salini, giornalista dell'Agenzia Dire</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-31</video:publication_date>
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            <video:title>Asteroide anarchico per Giove</video:title>
            <video:description>Piccolo e temerario, l'asteroide troiano di Giove Bee-Zed affronta la sua marcia intorno al Sole incurante del rischio scontro: gira contromano schivando ogni volta l'impatto con il gigante gassoso che procede sulla stessa rotta in senso opposto assieme al suo entourage</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-30</video:publication_date>
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            <video:title>Sfida marziana all'ultimo touchdown</video:title>
            <video:description>Scelti i siti d'atterraggio finalisti per il rover Exomars. Sarà Mawrth Vallis, una tra le valle più antiche di Marte, il secondo candidato che andrà a contendersi con Oxia Planum il landing della missione europea del 2020. Chi la spunterà? Lo sapremo nel 2019</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>Vademecum per il turista spaziale</video:title>
            <video:description>Immergersi tra le stelle, scoprire il lato nascosto della Luna e contemplare dall’alto la curvatura della Terra. Sono in tanti ormai ad aver promesso viaggi intergalattici privati: ecco alcune possibilità, oltre a qualche piccolo consiglio per aspiranti turisti dello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>Generazione buco nero</video:title>
            <video:description>La vita può nascere anche negli ambienti più estremi. La riprova in un nuovo studio condotto da un team europeo di astronomi presso l’Osservatorio dell’Eso in Cile, che ha rilevato per la prima volta processi di formazione stellare all’interno di potenti flussi energetici prodotti da un buco nero supermassiccio, nel cuore di due galassie in collisione.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars rover 360</video:title>
            <video:description>This visualisation presents a 360º view of the ExoMars 2020 rover.The 310 kg rover will traverse the martian landscape on six wheels. It will be the first rover capable of drilling down 2 m, where ancient biomarkers may still be preserved from the harsh radiation environment on the surface. The drill is housed in the large grey box at the front of the rover.Navigation cameras (at the top of the mast) and ‘localisation’ cameras (at the base of the mast) are used to determine where the rover is and where it will move.Power is supplied to the rover by solar panels. These are folded during the journey to Mars and opened once the rover is on the surface</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Il calcio del buco nero</video:title>
            <video:description>Un colpo potentissimo che l'ha 'sparato' al di fuori della sua galassia: è quello ricevuto dal buco nero individuato dal telescopio spaziale Hubble. Responsabili potrebbero essere le onde gravitazionali, come ci spiega Marco Chiaberge dello&amp;nbsp;Space Telescope Science Institute, leader del team che ha condotto la ricerca</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Earth from Space: Rome</video:title>
            <video:description>Earth from Space is presented by Kelsea Brennan-Wessels from the ESA Web-TV virtual studios. Ahead of the 60th anniversary of the Treaty of Rome, Sentinel-2 takes us over the Eternal City in the 222nd edition.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Lithospheric magnetic field</video:title>
            <video:description>After three years of collecting data, the highest resolution map of Earth’s lithospheric magnetic field from space to date has been released. The dataset combines measurements from ESA’s Swarm satellites with historical data from the German CHAMP satellite using a new modelling technique that allowed scientists to extract tiny magnetic signals from Earth’s outer layer. Red represents areas where the lithospheric magnetic field is positive, while blues show areas where it is negative.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Scatto in 3D di Pan-STARRS e APOGEE</video:title>
            <video:description>Una nuova mappa 3D delle polveri della Via Lattea è stata realizzata da un team dell’Università di Berkeley sulla base dei dati raccolti dagli osservatori Pan-STARRS&amp;nbsp; e APOGEE. Lo studio&amp;nbsp;sarà essenziale per ricostruire le distanze che ci separano dalle galassie più lontane.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-23</video:publication_date>
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            <video:title>La vita che non ti aspetti</video:title>
            <video:description>Anteprima del film Life, non oltrepassate il limite, ieri sera presso l’auditorium dell’Agenzia Spaziale Italiana.&amp;nbsp;Ospite remoto in collegamento da Houston il protagonista della missione VITA, Paolo Nespoli</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>Mappa magnetica</video:title>
            <video:description>Ecco la più dettagliata cartina geografica 'magnetica' in alta risoluzione del nostro pianeta: è la mappa prodotta da&amp;nbsp;Swarm, missione spaziale ESA che nel 2013 ha lanciato un trio di satelliti per lo studio del campo geomagnetico</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-21</video:publication_date>
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            <video:title>Plutone e la carica dei 100</video:title>
            <video:description>Una nuova classificazione astronomica, proposta da un team di dottorandi della John Hopkins mette in discussione la retrocessione di Plutone a pianeta nano e potrebbe far riscrivere libri di scuola, imponendo alla nostra memoria uno sforzo titanico.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>Da Zero all'Infinito... in pallone</video:title>
            <video:description>Portare in quota piccoli satelliti con l’ausilio di un pallone aerostatico. Questo è l’obiettivo di Zero2Infinity, società privata spagnola fondata nel 2009, che lo scorso 1° marzo ha testato con successo il suo sistema</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-17</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: C'è vita e vita</video:title>
            <video:description>Puntata dedicata alla vita, da quella aliena che potremmo scoprire su un altro pianeta, alle implicazioni, per l'uomo, di una lunga permanenza oltre l'atmosfera, in colonie marziane o in orbita cislunare, fino ad arrivare alla terraformazione di Marte. Ospiti in studio Amedeo Balbi, astrofisico, e Daniela Billi, entrambi docenti di astrobiologia presso l'Università di Roma Tor Vergata</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-16</video:publication_date>
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            <video:title>Una road map per Marte</video:title>
            <video:description>Il presidente Trump ha dato la sua aaprovazione al NASA Transistion Authorization Act of 2017 che mette&amp;nbsp; a disposizione dell'agenzia spaziale statunitense un budget di 19,5 mliardi di dollari</video:description>
            <video:duration>89</video:duration>
            <video:publication_date>2017-03-15</video:publication_date>
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            <video:title>Space Station fitness</video:title>
            <video:description>ESA astronaut Thomas Pesquet gives a guided tour of the International Space Station’s exercise machines. Staying fit is important on Earth but even more so in space as bones and muscle are used less in microgravity and tend to waste away. Astronauts spend around two hours every day doing fitness routines.The Space Station has three types of exercise machines: a treadmill (T2), an exercise bicycle (CEVIS) and a weight-lifting machine (ARED).Thomas is spending six months on the International Space Station as part of his Proxima mission. During Proxima, Thomas will perform around 50 scientific experiments for ESA and France’s space agency CNES as well as take part in many research activities for the other Station partners.&amp;nbsp;The mission is part of ESA’s vision to use Earth-orbiting spacecraft as a place to live and work for the benefit of European society while using the experience to prepare for future voyages of exploration further into the Solar System.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-15</video:publication_date>
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            <video:title>A tu per tu col buco nero</video:title>
            <video:description>Una stella che gira due volte in un’ora attorno ad un buco nero. È lo straordinario spettacolo al quale si sono trovati davanti i telescopi spaziali Chandra e Nustar e il radiotelescopio terrestre ATCA</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-14</video:publication_date>
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            <video:title>Doppio compleanno nel Sistema Solare</video:title>
            <video:description>13 marzo 1781 - 13 marzo 1930: tra queste due date passano esattamente 149 anni, e oggi cade l’anniversario di entrambe: la scoperta di due pianeti, Urano e Plutone, due tappe fondamentali per lo studio del nostro Sistema Solare</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-13</video:publication_date>
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            <video:title>Alla ricerca delle sonde perdute</video:title>
            <video:description>Rintracciare&amp;nbsp;veicoli spaziali abbandonati&amp;nbsp;in orbita o&amp;nbsp;rifiuti&amp;nbsp;che galleggiano senza meta,costituisce una sfida tecnologica di sicuro interesse per gli esperti. E se trovare tracce delle missioni oramai in pensione, che muovono in maniera confusa intorno alla Terra, è un compito difficile, il gioco si complica quando le sonde orbitano anarchiche nei pressi della Luna.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-10</video:publication_date>
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            <video:title>Navigando su Titano</video:title>
            <video:description>La NASA sogna la luna più grande di Saturno, Titano. L’obiettivo è studiare la sua superficie con palloni sonda e rover. E inviare capsule capaci di navigare i suoi laghi di idrocarburi. In cerca di segni di vita</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-09</video:publication_date>
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            <video:title>Polvere di stelle all'alba dell'universo</video:title>
            <video:description>Un'equipe internazionale di astronomi ha usato il telescopio&amp;nbsp;ALMA&amp;nbsp;per osservare&amp;nbsp;A2744_YD4, la galassia più giovane e più distante mai studiata dallo strumento cileno dell'ESO. Sorprendentemente, gli scienziati hanno visto che questo gruppo di stelle "adolescenti" contiene molta polvere interstellare, &amp;nbsp;formata dalla morte di una generazione precedente di astri.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-08</video:publication_date>
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            <video:title>La prova del nove per Vega</video:title>
            <video:description>Si inaugura con un lancio in notturna la stagione 2017 di Vega. Il Vettore Europeo di Generazione Avanzata, progettato, sviluppato e realizzato in Italia da Avio, ha portato a termine con successo la sua nona missione.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-07</video:publication_date>
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            <video:title>Le ali di Bepi</video:title>
            <video:description>BepiColombo ha dispiegato le ali, e si prepara a volare verso Mercurio. Sono iniziati gli ultimi test in preparazione della missione europea che partirà nell’ottobre 2018, e che metteranno alla prova la grande struttura di sette metri e mezzo a pannelli solari del Mercury Planetary Orbiter</video:description>
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            <video:publication_date>2017-03-06</video:publication_date>
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            <video:title>Terraformando Marte</video:title>
            <video:description>L'acqua potrebbe tornare a scorrere su Marte rendendolo (forse, di nuovo) un mondo abitabile e perfino, in futuro, abitato. Uno scenario da fantascienza? Non secondo Jim Green, direttore della Planetary Science Division NASA e del suo team. Leggi la notizia</video:description>
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            <video:title>Balzo indietro per la vita</video:title>
            <video:description>Potremmo essere costretti a ripensare alle tempistiche e alle modalità di debutto della&amp;nbsp;vita sulla Terra&amp;nbsp;e, strizzando l’occhio al cielo, addirittura immaginare un passato simile anche per&amp;nbsp;Marte.</video:description>
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            <video:title>#SpaceTalk : Come andremo su Trappist-1?</video:title>
            <video:description>Roberto Battiston e Giovanni Bignami, ospiti di #SpaceTalk, parlano di come raggiungere il sistema stellare composto da sette pianeti, di cui tre, nella fascia abitabile</video:description>
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            <video:title>SpaceX parte dalla Luna</video:title>
            <video:description>Turismo spaziale? Si comincerà dalla Luna: SpaceX annuncia che manderà i primi due cittadini privati in un viaggio intorno al nostro satellite entro la fine del 2018</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>SLS-Orion: debutto con equipaggio?</video:title>
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            <video:title>Il diritto di contare, il cinema in ASI</video:title>
            <video:description>Anteprima all’Agenzia Spaziale Italiana del film Il diritto di contare la storia di tre donne afroamericane che in una america segregazionista e sessista forniscono un contributo fondamentale per la riuscita della missione friendship 7 che permise a John Glenn di compiere tre orbite nello spazio e eguagliare così il primato di Yuri Gagarin. Una storia di donne e di spazio, una storia, ha notato il critico Marco Spagnoli ospite della serata, nata evidentemente nell’era di Barack Obama e che nell’auditorium dell’asi, come sottolineato da suo direttore Anna Sirica, ha trovato collocazione naturale.  Ad organizzare la serata l’Agenzia Spaziale Italiana e la Fox, presenti il presidente Roberto Battiston e per la Fox il responsabile della comunicazione Giancarlo Sozi, in collaborazione con l’Associazione BIS e l’Agenzia Spaziale Europea. Sul palco, oltre al critico cinematografico, tre donne della ricerca spaziale: Alessandra Tassa e Cinzia Cossu dell’ESA e Elisabetta Cavazzuti dell’ASI  L’anteprima de Il diritto di Contare rientra nell’iniziativa Spazio Cinema, un film al mese da commentare cinematograficamente e scientificamente, prossimo appuntamento Wall-e con doppio proiezione il 30 marzo, la mattina per le scuole e la sera per il pubblico. Ma è in arrivo una nuova anteprima Life… restate collegati.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-25</video:publication_date>
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            <video:title>Sette 'sorelle' a 40 anni luce</video:title>
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            <video:publication_date>2017-02-23</video:publication_date>
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            <video:title>Fermi, segnali di materia oscura?</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale della NASA ha catturato un’intensa emissione gamma proveniente dal centro della galassia Andromeda. Una delle ipotesi è che a generarla sia la sfuggente materia oscura, cui gli scienziati danno la caccia da tempo</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-22</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #12</video:title>
            <video:description>Tutto sulla missione VITA. Questa settimana parliamo di Hamvideo il sistema italiano di trasmissione video a bordo della ISS installato nel laboratorio Columbus</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Advanced VIRGO, finestra sul cosmo</video:title>
            <video:description>Una finestra spalancata sull'Universo, per ascoltare i sussurri del cosmo. Advanced VIRGO è il nuovo interferometro inaugurato il 20 febbraio 2017 all'European Gravitational Observatory di Pisa, e si unirà a LIGO nello studio delle onde gravitazionali</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-20</video:publication_date>
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            <video:title>Il 39A battezza Dragon</video:title>
            <video:description>Si torna a volare dalla storica rampa 39A. La piattaforma del Kennedy Space Center in Florida da cui partirono per la Luna gli astronauti delle missioni Apollo,&amp;nbsp;lo scorso 19 febbraio&amp;nbsp;è stata protagonista del liftoff del&amp;nbsp;vettore Falcon 9 che ha portato in orbita la navicella cargo Dragon, entrambi di Space X.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-20</video:publication_date>
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            <video:title>ESA Euronews - Plutone: il mistero ghiacciato</video:title>
            <video:description>Questo mese Space vi porta alle propaggini del nostro sistema solare, verso il "pianeta nano Plutone." Si è scoperto che è decisamente più strano di quanto ci si attendesse, con fenomeni inspiegabili di diversi generi sulla superficie. Jeremy Wilks ha incontrato alcuni dei migliori esperti dei 'pianeti di ghiaccio' per saperne di più.&amp;nbsp;Fin dal 1930, quando venne scoperto, "Plutone" è rimasto un mistero. Prima venne definito pianeta poi, nel 2006, riclassificato come pianeta nano. Più ne sappiamo, più l'immaginazione di scienziati come Elliot Sefton-Nash dell' ESA viene catturata</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>Navigatore per rendezvous spaziali</video:title>
            <video:description>Si chiama Raven ed è il modulo che la NASA ha sviluppato per testare tecnologie di navigazione e docking completamente automatizzate per future missioni nello spazio. Il sistema raggiungerà la ISS a bordo della prossima missione cargo Dragon&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: Fedeli allo spazio</video:title>
            <video:description>Quarto appuntamento con&amp;nbsp;#SpaceTalk. Nella puntata di oggi abbiamo seguito in diretta Facebook l'incontro tra l'astronauta Paolo Nespoli e il Ministro del MIUR Valeria Fedeli alla mostra su Marte - incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso al Museo delle Terme di Diocleziano di Roma</video:description>
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            <video:title>SPAC3: A long journey begins</video:title>
            <video:description>A glimpse of the Spac3 project with ESA astronaut Paolo Nespoli and Italian artist Michelangelo Pistoletto</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>La carica dei 104</video:title>
            <video:description>Centoquattro satelliti in orbita grazie a un solo lancio. È il nuovo record assoluto raggiunto dall’ISRO, l’agenzia spaziale indiana, che ha utilizzato un unico razzo per lanciare verso il cielo una squadra di satelliti che monitoreranno la Terra a 360°</video:description>
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            <video:title>VITA social con Spac3</video:title>
            <video:description>La scienza è vita e non a caso proprio "Vita" è il nome scelto per la nuova missione che l'ASI ha affidato a Paolo Nespoli e che presto si arrichirà di un'app, Spac3 per favorire la partecipazione di tutti gli appassionati di spazio.Credits: Giuseppe di Feo - Askanews</video:description>
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            <video:title>L'isola "trasformista"</video:title>
            <video:description>La costellazione italiana di satelliti italiani con 'occhi' radar, ha osservato le attività esplosive del vulcano Bogoslof, nel mare di Bering. Le immagini mostrano i cambiamenti imposti dagli eventi eruttivi alla morfologia della piccola isola</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-13</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti pazzi per Giove</video:title>
            <video:description>Un’animazione del gigante gassoso costruito a partire da immagini reali di Giove scattate da appassionati di astronomia sparsi per il mondo: è un nuovo progetto di citizen science, nato sull’onda di iniziative di massa come JunoCam&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-10</video:publication_date>
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            <video:title>Lampi spaziali blu elettrico</video:title>
            <video:description>Scariche elettriche sfuggenti provenienti dalla stratosfera. Stiamo parlando dei blue jet, un particolare fenomeno che tende a manifestarsi al di sopra di temporali molto violenti, la cui origine è ancora oggetto di studio</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-09</video:publication_date>
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            <video:title>Galassie ‘a braccetto’</video:title>
            <video:description>Le due Nubi di Magellano appaiono collegate da un ponte ‘stellare’. Lo sostiene un recente studio coordinato dall’Università di Cambridge e basato sui dati di Gaia, missione che vede l’Italia in primo piano con ASI e INAF</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-08</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio avanti tutta</video:title>
            <video:description>La Space Economy al centro di un incontro organizzato dalle riviste Airpress e Formiche presso il Centro Studi Americani di Roma</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-07</video:publication_date>
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            <video:title>Il netturbino dello spazio dà forfait</video:title>
            <video:description>Missione fallita&amp;nbsp;per il netturbino cosmico made in Japan,&amp;nbsp;KITE&amp;nbsp;( Kounotori Integrated Tethered Experiment).&amp;nbsp;Il &amp;nbsp;dispositivo sperimentale aveva lo scopo di spostare i detriti spaziali verso un’orbita più bassa per farli disintegrare a contatto con l’atmosfera</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-06</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #11</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti della missione VITA di Paolo Nespoli. Oggi è la volta di Orthostatic Tolerance, ne parliamo con&amp;nbsp;Ferdinando Iellamo dell'IRCCS San Raffaele Pisana Roma</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>BepiColombo status</video:title>
            <video:description>BepiColombo, Europe’s first mission to Mercury, is currently being put through its paces at ESA’s European Space Research and Technology Centre (ESTEC) in the Netherlands. Mechanical and vibration tests will get underway in April with a view to a launch in October 2018. BepiColombo will arrive at Mercury, the smallest planet in our Solar System, in December 2025.The ESA-led joint European and Japanese mission consists of two spacecraft - the Mercury Planetary Orbiter (MPO) and the Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) - as well as a sunshield and a Mercury Transfer Module, which will power its seven year journey using its solar electric propulsion engine. It will be a mission of further discovery after NASA’s Messenger spacecraft uncovered a number of surprises - including evidence of water ice at the closest planet to the Sun and a magnetic dipole field.This video covers the mission status as well and its plan to follow up on Mercury’s unexpected features and properties. It includes an interview with Johannes Benkhoff, ESA BepiColombo project scientist.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: il backstage</video:title>
            <video:description>Il nuovo talk show di AsiTV #SpaceTalk nasce con l'idea di raccontare ogni due settimane le novità dello spazio per lo spazio. Ma cosa c'è dietro le quinte della redazione? Ecco il backstage di #SpaceTalkMusica: Maf - Astrosplit, Creative Commons License</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>Il primo tocco alla Luna</video:title>
            <video:description>Il 3 febbraio 1966 la sonda russa Luna 9 atterrava sul suolo lunare, raggiungendo il doppio record di prima sonda ad arrivare sul nostro satellite e prima capsula spaziale a compiere un touchdown su un corpo celeste extraterrestre. Oggi, nel cinquantunesimo anniversario di questo evento, il mondo aspetta la ‘riconquista’ della Luna&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk: esplorando Giove e le sue lune</video:title>
            <video:description>Terzo appuntamento con #SpaceTalk. Argomento di oggi l'esplorazione di Giove e delle sue lune. Ospiti: Barbara Negri responsabile Unità Esplorazione e Osservazione dell'Universo ASI e Federico Tosi ricercatore INAF-IAPS.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-02</video:publication_date>
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            <video:title>Il 'bestiario' cosmico di VST</video:title>
            <video:description>Incontri cosmici tra il 'gatto' e l’'aragosta'. Il Very Large Telescope Survey Telescope dell’ESO ha immortalato le due nebulose dalle incredibili forme da cui derivano i loro nomi, posizionate rispettivamente a 5500 e 8000 anni luce dalla Terra. &amp;nbsp;Entrambe appartengono alla costellazione dello Scorpione,&amp;nbsp;nei pressi dell'aculeo velenoso della coda.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-02-01</video:publication_date>
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            <video:title>Universo remoto a tutta energia</video:title>
            <video:description>Lampi potentissimi nel cielo a raggi gamma. Li ha visti lo strumento LAT&amp;nbsp; a bordo del telescopio Fermi e i risultati della ricerca a cui hanno preso parte alcuni ricercatori dell’ASI Science Data Center sono&amp;nbsp; stati resi noti al meeting dell’American Physical Society a Washington. Il telescopio della NASA ha osservato i più lontani blazar mai individuati, sorgenti altamente energetiche variabili e molto compatte associate alla presenza di buchi neri supermassicci.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-31</video:publication_date>
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            <video:title>Il paradosso dei Kelly</video:title>
            <video:description>Viaggiare nello spazio potrebbe modificare il patrimonio genetico degli astronauti. È quanto affermato dagli scienziati &amp;nbsp;NASA, che hanno presentato i primi risultati di un esperimento davvero unico: l’analisi degli effetti della microgravità sul DNA di gemelli, gli astronauti Scott e Mark Kelly</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-30</video:publication_date>
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            <video:title>È un cinema spaziale</video:title>
            <video:description>Tutti al cinema… all’ASI. Al via ieri pomeriggio, Spazio Cinema, la rassegna cinematografica a tema spaziale organizzata dall’Agenzia Spaziale in collaborazione con Globalist - il Giornale dello Spettacolo. Questo primo appuntamento è stato dedicato alla riscoperta di un classico del genere di fine anni 60: Doppia Immagine nello Spazio di Robert Parrish. Ospiti Marco Spagnoli e Giancarlo Magni.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-27</video:publication_date>
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            <video:title>ESA's Earth Observation Programmes: an introduction</video:title>
            <video:description>High above us, satellites are looking down at our Earth. This video provides an introduction to ESA's Earth observation programmes.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-26</video:publication_date>
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            <video:title>Starliner, sfilate in orbita</video:title>
            <video:description>Nuovo outfit spaziale. &amp;nbsp;Mercoledi 25 gennaio, la Boeing ha presentato la nuova linea di tute spaziali che gli astronauti utilizzeranno a bordo della proprie navicelle per equipaggio, le Starliner, in fase di sviluppo nell'ambito del Crew Commercial Program NASA.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-26</video:publication_date>
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            <video:title>Oppy teenager</video:title>
            <video:description>Buon tredicesimo compleanno, Opportunity! Dall'indipendenza alla crescente curiosità, ecco i motivi per cui il rover della NASA è entrato nell'età dell'adolescenza</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Citizens' debate 2016: Io e lo Spazio</video:title>
            <video:description>On 10 September 2016, about 2000 Europeans helped to shape the future of space by taking part in a world first: the Citizens’ Debate on Space for Europe. The future of ESA's space missions were discussed and the different debate sites connected via video conferencing.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Ariane 6</video:title>
            <video:description>Decided in Luxemburg by the European Space Agency council meeting at Ministerial level, Ariane 6 is a modular three-stage launcher (solid–cryogenic–cryogenic) with two configurations using: four boosters (A64) or two boosters (A62).</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #10</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti della missione VITA. Oggi è la volta di Mini-EUSO,&amp;nbsp;(Multiwavelength Imaging New Instrument of Extreme Universe Space Observatory). Ne parliamo con&amp;nbsp;Marco Casolino dell'INFN ‐ Sezione di Roma Tor Vergata</video:description>
            <video:duration>60</video:duration>
            <video:publication_date>2017-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Meteoriti, occhio alla chimica</video:title>
            <video:description>Più di 460 milioni di anni fa,&amp;nbsp;si verificò&amp;nbsp;una violenta collisione nello Spazio: un oggetto colpì un asteroide, mandandolo in pezzi. Fu un evento spartiacque che generò molte delle meteoriti che ancora oggi cadono sulla Terra.&amp;nbsp;Ma prima di quell’impatto che tipo di rocce colpivano il nostro pianeta?</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-24</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline da Plutone</video:title>
            <video:description>Plutone&amp;nbsp;a 360 gradi. La sonda&amp;nbsp;New Horizons&amp;nbsp;ha realizzato una&amp;nbsp;mappa a colori, basata su un set di tre immagini ottenute dalla&amp;nbsp;Ralph/Multispectral Visual Imaging Camera&amp;nbsp;durante il sorvolo ravvicinato del luglio 2015</video:description>
            <video:duration>83</video:duration>
            <video:publication_date>2017-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #9</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti della missione VITA di Paolo Nespoli. Oggi è la volta di ARTE - Thermal Exchange,&amp;nbsp;sviluppato da Argotec in collaborazione con il Politecnico di Torino. Ne parliamo con Anna Frosi</video:description>
            <video:duration>40</video:duration>
            <video:publication_date>2017-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Ritorno alla Luna, primo amore dell'esplorazione spaziale</video:title>
            <video:description>Il 16 gennaio del 2017 è morto Eugene Cernan, l'ultimo uomo a camminare sulla Luna. Si è chiusa un'epoca, hanno commentato in tanti, guardando forse con malinconia ad anni in cui la corsa alla Luna evocava il futuro.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Leonardo "vola" ai Capitolini</video:title>
            <video:description>Il prezioso "Codice sul volo degli uccelli"sarà esposto per la prima volta a Roma presso i&amp;nbsp;Musei Capitolini, accompagnato da un’esperienza multimediale che permetterà di ‘toccare’ il Codice e di ‘volare’ con le macchine di Leonardo. La mostra si aprirà al pubblico il 21 gennaio.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-20</video:publication_date>
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            <video:title>#SpaceTalk presenta Spazio Cinema</video:title>
            <video:description>Tutti al cinema… all’ASI. &amp;nbsp;Al via la prima rassegna di cinema d’essai promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana e realizzata in collaborazione con il Giornale dello Spettacolo: un titolo al mese di fantascienza spaziale d’autore proiettato sul grande schermo dell’auditorium dell’ASI. L’iniziativa è gratuita, dovrete solo essere veloci a prenotare il vostro posto in sala. Ne parliamo con Gianni Cipriani, direttore di Globalist - Giornale dello Spettacolo e&amp;nbsp;Fabrizio Zucchini, responsabile Eventi dell’ASI&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-19</video:publication_date>
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            <video:title>ALMA guarda il Sole</video:title>
            <video:description>L’osservatorio cileno dell’ESO&amp;nbsp;ALMA -&amp;nbsp;Atacama Large Millimeter/submillimeter Array&amp;nbsp;– si è lanciato in una nuova sfida: testare la sua capacità “visiva” nel millimetrico e nel sub millimetrico &amp;nbsp;per studiare l’attività della nostra stella.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-18</video:publication_date>
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            <video:title>L'uomo che disse addio alla Luna</video:title>
            <video:description>"Siamo veramente nell'epoca delle sfide. E le sfide diventano opportunità. Il cielo non è un limite. La parola 'impossibile' non appartiene più al&amp;nbsp;nostro vocabolario". Sono le parole di Gene Cernan, l'ultimo uomo ad aver camminato sulla Luna. Era il 1972 e si trovava al comando della missione Apollo 17.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-17</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX riparte da Falcon 9</video:title>
            <video:description>Falcon 9 è tornato sulla rampa di lancio dopo lo stop forzato causato dall'incidente del 1 settembre scorso. Il vettore di SpaceX ha portato in orbita i primi dieci satelliti della costellazione Iridium che sarà completata entro i primi mesi del 2018</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>Lo Spazio nel 2017, ecco che anno sarà</video:title>
            <video:description>L'esplorazione spaziale non si ferma mai e anche il 2017 sarà un anno ricco di esperienze oltre atmosfera: dalla missione di Paolo Nespoli sulla Stazione Spaziale Internazionale all'addio di Cassini con 'tuffo' su Saturno, passando per i viaggi sperimentali delle compagnie private, vediamo insieme che anno sarà.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #8</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti della missione VITA di Paolo Nespoli. Oggi parliamo di ARAMIS con il P.I. Giuseppe Lentini. Finanziato dall'ASI, Augmented Reality Application for Maintenance, Inventory and Stowage è frutto di una collaborazione tra Thales Alenia Space Italia, ALTRAN e ALTEC</video:description>
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            <video:title>Planet X: il pianeta orfano</video:title>
            <video:description>Planet 9, l’ultimo misterioso&amp;nbsp;inquilino del Sistema Solare la cui esistenza è stata teorizzata&amp;nbsp;nel Gennaio 2016&amp;nbsp;potrebbe&amp;nbsp;essere in realtà un cosiddetto "pianeta orfano", adottato dalla forza gravitazionale esercitata dalla&amp;nbsp;nostra stella.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-13</video:publication_date>
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            <video:title>Non chiedere alla Luna l’età</video:title>
            <video:description>Una vecchia signora elegante, che pur portandoseli piuttosto bene ha niente meno che&amp;nbsp;4.51 miliardi di anni.&amp;nbsp;È la Luna, la cui età è stata definita da un team di astronomi grazie ai dati della missione Apollo 14</video:description>
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            <video:title>Batterie nuove per la ISS</video:title>
            <video:description>Proseguono i lavori di aggiornamento al sistema di alimentazione della Stazione Spaziale Internazionale.&amp;nbsp; Dopo la “passeggiata” del 6 Gennaio che ha visto gli astronauti Shane Kimbrough e Peggy Whitson impegnati sul canale di potenza 3A, il 13 gennaio sarà la volta – la prima da spacewalker - di Thomas Pesquet, all’opera sul canale 1A.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-11</video:publication_date>
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            <video:title>Alfa Centauri sorvegliata speciale</video:title>
            <video:description>La caccia ai mondi extrasolari ha un alleato in più. l’ESO ha firmato un accordo con l’associazione Breakthrough Initiative per adattare la strumentazione del Very Large Telescope, alla ricerca di pianeti extrasolari potenzialmente abitabili intorno ad Alfa Centauri, il sistema stellare più vicino alla Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-10</video:publication_date>
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            <video:title>Navigatore spaziale</video:title>
            <video:description>Una sorta di Google map per orientarsi nel cosmo. È quanto stanno realizzando il telescopio spaziale Hubble e le due sonde Voyager, che viaggiano oltre i confini del Sistema Solare e potrebbero fornirci la prima mappa dello spazio interstellare</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #7</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti italiani della missione VITA. Oggi è la volta di PERSEO. Ne parliamo con Giorgio Baiocco dell'Università di Pavia</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #6</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti italiani della missione VITA. Oggi è la volta di IN-SITU. Ne parliamo con il PI Aldo Roda dell'Università di Bologna, Dipartimento di Chimica</video:description>
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            <video:publication_date>2017-01-02</video:publication_date>
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            <video:title>Space in Italy: la top ten</video:title>
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            <video:publication_date>2016-12-30</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #5</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti italiani della missione VITA. Oggi è la volta di MULTI-TROP. Ne parliamo con il PI Giovanna Aronne dell'Università Federico II di Napoli, Dipartimento di Agraria</video:description>
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            <video:title>Come un fiore che sboccia</video:title>
            <video:description>Concluso, con l’integrazione delle ottiche e dei 4 strumenti scientifici, l’assemblaggio del telescopio a infrarossi James Webb Space Telescope. Dal 2018 studierà la prima luce dell’Universo dopo il Big Bang</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-23</video:publication_date>
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            <video:title>Nasce #SpaceTalk</video:title>
            <video:description>Prima puntata del nuovo talk show di AsiTV #SpaceTalk. Nasce con l'idea di raccontare settimanalmente le novità dello spazio per lo spazio. Ospite di oggi, il Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston </video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>La ragnatela di HiRISE</video:title>
            <video:description>Caccia al ragno per MRO. La sonda NASA, operativa nell’orbita del pianeta Marte dal 2006, ha realizzato un nuovo album con cartoline ad alta risoluzione del suolo alieno: attraverso un decennio di osservazioni effettuate con la camera HiRISE è stato possibile individuare lo sviluppo di strutture depressive radiali, generate dai lunghi processi di erosione, che rappresentano la versione primordiale del “ragni” del Sud.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-21</video:publication_date>
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            <video:title>Luna underground</video:title>
            <video:description>Abitare i 'sotterranei' della Luna? Secondo un gruppo di astronomi si può, sfruttando i tunnel di lava individuati dalla missione GRAIL della NASA</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-20</video:publication_date>
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            <video:title>Exomars mette Marte in mostra</video:title>
            <video:description>Ha aperto i battenti la mostra“Marte - Incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso”&amp;nbsp;in programma nella capitale dal 16 dicembre al 28 febbraio. &amp;nbsp;L' esposizione, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;e dal&amp;nbsp;Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con&amp;nbsp;ESA&amp;nbsp;e&amp;nbsp;INAF,&amp;nbsp;è visitabile presso l’Aula Ottagona&amp;nbsp;del&amp;nbsp;Museo Nazionale Romano&amp;nbsp;alle Terme di Diocleziano</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-19</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #4</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti italiani della missione VITA. Oggi parliamo di CORM con il PI Matteo Lulli dell'Università di Firenze, Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche</video:description>
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            <video:title>Su Marte alle Terme di Diocleziano</video:title>
            <video:description>La troupe di ASITV in diretta su Facebook ha incontrato Viviana Panaccia che ha mostrato e spiegato in anteprima la mostra "Marte - Incontri ravvicinati col pianeta rosso, da lei curata. Uno sguardo approfondito sul pianeta, dall'antichità al futuro, passando per mito, storia, scienza spaziale, fantascienza e futuro dell'esplorazione del nostro sempre affascinante vicino mondo rosso</video:description>
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            <video:title>Polvere di stelle</video:title>
            <video:description>Ricercatori dell’Istituto Niels Bohr hanno sfruttato la “vista” aguzza del telescopio ALMA per osservare le prime fasi di un neonato sistema solare. Per la prima volta è stato possibile studiare le potenti raffiche sparate fuori dal disco di polvere e gas che circonda un astro in formazione</video:description>
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            <video:title>ISS a 600 mega</video:title>
            <video:description>Annunciata una rivoluzione sulle potenzialità del 'wi-fi' della ISS: nel 2017 il sistema di trasmissione dati Space Network sarà in grado di inviare in un singolo secondo il doppio delle informazioni rispetto al passato</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-14</video:publication_date>
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            <video:title>Caccia ai troiani</video:title>
            <video:description>Nel mese di febbraio 2017 la navicella OsirisRex andrà alla ricerca di asteroidi troiani nell'orbita terrestre, mentre continua il suo viaggio verso l'asteroide Bennu</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-13</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #3</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti italiani della missione VITA. Questa settimana è la volta di MYOGRAVITY, uno dei quattro progetti 'Biomission' dell'ASI. Ne parliamo con il PI Stefania Fulle dell'Università G. D'Annunzio di Chieti</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-12</video:publication_date>
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            <video:title>Addio a John Glenn</video:title>
            <video:description>Fu il primo americano ad andare nello spazio, nel 1962 e ad oggi è l'astronauta più anziano ad essere stato in orbita: Con la missione STS 95 nel 1998, aveva 77 anni. Nel suo viaggio post volo venne in Italia poiché a bordo c'era l'esperimento Uv-Star</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>La grande illuminazione</video:title>
            <video:description>Era il 7 dicembre 1676 quando avvenne una delle più grandi illuminazioni della scienza: la scoperta della velocità della luce, da parte dell’astronomo danese Ole Rømer.&amp;nbsp;Ecco come si arrivò a questo traguardo, esattamente 340 anni fa.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>Luna, viaggiare sicuri</video:title>
            <video:description>La prima missione con equipaggio di Orion, la Exploration Mission 2, durerà meno di quanto previsto. La decisione è stata presa dalla NASA per testare i sistemi di supporto vitale per la sicurezza degli astronauti.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-06</video:publication_date>
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            <video:title>Spazioporto: economia del futuro</video:title>
            <video:description>La sperimentazione di voli suborbitali in Italia. È questo l’accordo raggiunto tra la società ALTEC S.p.A., società partecipata da ASI e Thales Alenia Space e la VIRGIN GALACTIC LLC., l’azienda aerospaziale americana appartenente al Gruppo Virgin, del magnate Richard Branson</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #2</video:title>
            <video:description>Tutti gli esperimenti italiani della missione VITA. Questo lunedì è la volta di SERiSM, dedicato allo studio del metabolismo osseo. Il progetto è stato messo a punto per l'ASI dall'Università Campus Bio-Medico di Roma, l'Università di Roma Tor Vergata e l'Università degli Studi di Teramo&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>Ministeriale ESA: L'ASI fa 4.0</video:title>
            <video:description>ExoMars Luca Parmitano Space Riders telecomunicazione:&amp;nbsp; sono questi i 4 grandi obieetivi raggiunti dall’Italia qui a Lucerna  Su ExoMars l’Italia con l’ASI ha compensato la titubanza della germania, portando il nostro paese a contribuire al 45% del costo complessivo del programma ExoMars, rafforzando la propria leadeship e con possibili ulteriori ritorni industriali per il nostro paese.   Buone notizie anche per lo sviluppo di Space Riders con l’Italia a guidare l’evoluzione dell’IXV, l’unico veicolo spaziale europeo riutilizzabile. È probabile una partecipazione significativa della Francia visto l’investimento registrato nella ministeriale. La scelta dell’Italia fa parte di un quadro più ampio che riguarda l’evoluzione di Vega, vettore destinato al trasporto in orbita anche dei satelliti radar come quelli della costellazione Cosmo SkyMed o Copernicus.  Raddoppia invece l’investimento italiano nel settore delle telecomunicazioni e della navigazione, settore dove l’Italia ha sempre svolto un ruolo di leadership in Europa.  Ciliegina sulla torta la formalizzazione della richiesta ufficiale che ESA farà alla NASA per l’assegnazione di Luca Parmitano al prossimo volo di lunga durata per la ISS dell’Agenzia Spaziale Europea. Una bella notizia per l’astronauta italiano già protagonista della missione volare, e una conferma del ruolo italiano per quanto riguarda il volo umano in orbita bassa e l’utilizzo scientifico della Stazione Spaziale Internazionale.   Tra le decisioni assunte dall’ESA, la proroga della propria partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024, al pari di Stati Uniti, Russia, Giappone e Canada.   Bilancio totale per il futuro dello spazio europeo, oltre dieci miliardi di euro e passaggio di consegne tra la Svizzera e la Spagna che tra due anni ospiterà il vertice ministeriale ESA.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-02</video:publication_date>
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            <video:title>Quando Hubble mise gli occhiali</video:title>
            <video:description>2 dicembre 1993. 23 anni fa partiva da Cape Canaveral la prima missione di manutenzione del telescopio spaziale Hubble. A dispetto del nome era molto più di un’ordinaria spedizione di servizio, in ballo c’era un bel pezzo del futuro dell’astronomia spaziale dei successivi decenni</video:description>
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            <video:publication_date>2016-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>I mille volti di una stella di neutroni</video:title>
            <video:description>Il telescopio VLT dell'ESO ha&amp;nbsp; osservato una stella di neutroni rivelando&amp;nbsp; i primi indizi di un insolito fenomeno quantistico: la birifrangenza del vuoto</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>Marte si fa bello per CaSSIS</video:title>
            <video:description>La stereo camera CaSSIS a bordo del Trace Gas Orbiter di Exomars ha inviato alla Terra le prime immagini al alta risoluzione del pianeta rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-29</video:publication_date>
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            <video:title>Ministerial 2016: Launchers</video:title>
            <video:description>Decisions about the future of the Europe’s space programme will be made at the ESA Ministerial Council meeting on 1-2 December.Ministers from the 22 ESA member states and Canada will gather in Lucerne, Switzerland to agree on future spending priorities. As well as funding a core programme, ESA members can subscribe to optional programmes. These range from future astronomy missions to the development of new satellite communications systems.Before the meeting, each ESA directorate has drawn-up a list of priorities to be considered by ministers</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Pillole di VITA #1</video:title>
            <video:description>Appuntamento ogni lunedì con i responsabili scientifici degli esperimenti italiani di VITA, la missione che porterà Paolo Nespoli a bordo della ISS nel 2017. Si parte con NANOROS</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-28</video:publication_date>
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            <video:title>Nespoli porta VITA nello spazio</video:title>
            <video:description>Svelati nome e logo della prossima missione italiana sulla Stazione Spaziale Internazionale. Affidata all'astronauta ESA Paolo Nespoli, si chiamerà VITA e il suo logo&amp;nbsp;è ispirato al&amp;nbsp;Terzo Paradiso&amp;nbsp;dell'artista Michelangelo Pistoletto</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-25</video:publication_date>
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            <video:title>Paolo Nespoli presenta VITA - il Replay</video:title>
            <video:description>Si chiamerà VITA - Vitality, Innovation, Technology, Ability - e il logo a cui è abbinato è ispirato al lavoro dell'artista Michelangelo Pistoletto: è la nuova missione dell'astronauta italiano dell'ESA Paolo Nespoli, al suo terzo "soggiorno" sulla ISS. Guarda il replay dell'evento di presentazione presso il quartier generale dell'ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-24</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini: rendez-vous con gli anelli</video:title>
            <video:description>A meno di 10 mesi dal Grand Finale, la longeva missione ASI/ESA/NASA si appresta a completare l'ultimo tour serrato degli anelli, a partire dal 30 novembre prossimo, per svelare i residui misteri di Saturno e del suo sistema</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>Large antenna deployment</video:title>
            <video:description>A 5 m-diameter antenna reflector, designed for orbital operations, seen after a test deployment during ESA’s latest Large Deployable Antenna Workshop.Large-scale antenna reflectors are increasingly required for telecommunications, science and Earth observation missions.&amp;nbsp;This metal mesh reflector has a ‘double pantograph’ design to form a deployable ring. Once deployed it tensions two opposing, but connected, parabolic shaped nets, one on the top and one on the bottom</video:description>
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            <video:title>United Space in Europe</video:title>
            <video:description>European spirit, identity and cohesion are the overarching aspects for Europe to achieve the best of outcomes for its states and citizens in space and for a globally successful European space sector.United Space in Europe describes the intensive cooperation of different European entities for the sake of a strengthening of Europe. With this strengthened European cooperation in space, the 2016 Ministerial Council will further ESA’s breadth and strength of action to cover its mandate as laid out in the ESA Convention through enhanced partnership with its Member States, with other institutional actors and with space actors worldwide.The conference takes place in the advent of the Space 4.0 era, a time when space is evolving from being the preserve of the governments of a few spacefaring nations to a situation in which there is the increased number of diverse space actors around the world, including the emergence of private companies, participation with academia, industry and citizens, digitalisation and global interaction.Space 4.0 represents the evolution of the space sector into a new era, characterised by a new playing field. This era is unfolding through interaction between governments, private sector, society and politics. Space 4.0 is analogous to, and is intertwined with, Industry 4.0, which is considered as the unfolding fourth industrial revolution of manufacturing and services.To meet the challenges and to proactively develop the different aspects of Space 4.0, the European space sector can become globally competitive only by fully integrating into European society and economy. This requires a sustainable space sector closely connected with the fabric of society and economy. For this to happen, space must be safe, secure and easily and readily accessible, and built on a foundation of excellence in science and technology – broadly and continuously over time.ESA will table proposals at the meeting to meet the common European goals for space in this exciting and challenging new era</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>Nespoli presenta l'Expedition 52/53</video:title>
            <video:description>Giovedì 24 novembre in diretta streaming dalla sede ASI di Tor Vergata sarà svelato nome, logo ed esperimenti della prossima missione italiana di lunga durata</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-22</video:publication_date>
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            <video:title>La crew della ISS si completa</video:title>
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            <video:title>Menù francese sulla ISS</video:title>
            <video:description>La Soyuz MS-03 è partita alla volta della ISS con a bordo il terzetto di astronauti composto da da Thomas Pesquet dell'ESA , dal cosmonauta russo&amp;nbsp; Oleg Novitsky e dall'americana&amp;nbsp; Peggy Whitson</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-18</video:publication_date>
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            <video:title>Plutone del cuore matto</video:title>
            <video:description>Il “cuore” ghiacciato di Plutone potrebbe avere un’’anima vagabonda’ e nascondere un oceano sotto la sua superficie. È quanto affermano due studi pubblicati su Nature questa settimana</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-17</video:publication_date>
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            <video:title>Supermoon over Baikonur</video:title>
            <video:description>At the Baikonur Cosmodrome in Kazakhstan, the moon, or supermoon, rises above the launch pad at Launch Complex 1 Nov. 14, where the Soyuz MS-03 spacecraft stands poised to liftoff following its transport to the pad for final pre-launch preparations. A supermoon occurs when the moon’s orbit is closest, or at perigee, to Earth. The Soyuz will launch Nov. 18, Baikonur time, to send Expedition 50-51 crewmembers Peggy Whitson of NASA, Oleg Novitskiy of the Russian Federal Space Agency (Roscosmos) and Thomas Pesquet of the European Space Agency to the International Space Station for a six-month mission.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-16</video:publication_date>
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            <video:title>L'Universo stratosferico di SOFIA</video:title>
            <video:description>L'osservatorio spaziale NASA DLR, imbarcato su un volo 747, perseguirà nuovi obiettivi nel 2017: dallo studio di oggetti alla periferia del Sistema Solare fino alle frontiere più remote, lo sguardo all'infrarosso di SOFIA terrà d'occhio pianeti, corpi minori e buchi neri. Tra i target anche la luna di Nettuno, Tritone e i pennacchi di acqua di Europa</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-16</video:publication_date>
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            <video:title>Luna in realtà aumentata</video:title>
            <video:description>La superluna. La protagonista indiscussa di queste ore. Ma è davvero un evento così straordinario?&amp;nbsp;Anche se è la più vicina dal 1948 la differenza tra una normale luna piena al perigeo e la versione super è talmente minima da essere praticamente impercettibile a occhio nudo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-15</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo, quattro per uno</video:title>
            <video:description>Il vettore veterano Ariane V si avvia al debutto in orbita con i satelliti 15,16,17 e 18 della costellazione europea di navigazione Galileo. Sarà il primo volo con i payload di Galileo nella "pancia" per Ariane V e il primo lancio a quattro</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo system status</video:title>
            <video:description>Next Thursday 17 November at 10.06 Kourou Time/14.06 CET an Ariane 5 will launch&amp;nbsp;Galileo satellites for the first time. Equipped with a specially designed dispenser, the European launcher will deploy four satellites: Galileo Sat 15, 16, 17 and 18. This video explains the current status of the Galileo system</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>Chi risveglierà Beagle 2?</video:title>
            <video:description>Lanciato nel 2003, non ha mai inviato a terra dati né segnali, tanto che, per il team di missione, la storia marziana di Beagle è un rebus tutto ancora da risolvere. Oggi una collaborazione tra scienziati e designer digitali aggiunge una nuova tessera al puzzle</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-11</video:publication_date>
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            <video:title>Una cometa per due</video:title>
            <video:description>67P è più giovane del previsto. La cometa, osservata per due anni dalla sonda Rosetta, &amp;nbsp;ha raggiunto il suo aspetto attuale non 4,5 miliardi di anni fa, come creduto finora, ma in epoca più recente</video:description>
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            <video:title>Che caos, per Giove!</video:title>
            <video:description>Secondo un gruppo di ricercatori del Laboratoire d'astrophysique de Bordeaux, l'attuale configurazione del Sistema Solare sarebbe riconducibile al comportamento ballerino del gigante gassoso. La sua orbita caotica, assieme a quella di Saturno, avrebbe creato un squilibrio nell'architettura del cielo, trascinando gli asteroidi esterni nella grande famiglia del Sistema Solare</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-09</video:publication_date>
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            <video:title>Hillary vs Donald: una sfida spaziale</video:title>
            <video:description>Hillary o Donald? La sfida tra democratici e repubblicani per chi guiderà gli Stati Uniti nei prossimi 4 anni si gioca anche nello spazio. Chiamatelo pure il voto per corrispondenza ‘estremo’ in cui la preferenza viene espressa in zero-g a 400 km di distanza. Non dagli States, ma dal pianeta</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-08</video:publication_date>
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            <video:title>Prepararsi all'impatto</video:title>
            <video:description>NASA e FEMA, l’agenzia USA di protezione civile, simulano l’impatto di un asteroide con la Terra nel 2020. Per non farsi trovare impreparati</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-07</video:publication_date>
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            <video:title>Aperto l'asilo nido dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:title>
            <video:description>Inaugurato nella mattinata di oggi nella sede di Tor Vergata dell'Agenzia Spaziale Italiana l'asilo nido Piccoli Pulcini. La struttura gestita dalla cooperativa 'Nasce un sorriso', realizza una progetto fortemente voluto dall'ente pensato per sostenere la genitorialità in un’ottica di conciliazione lavoro-vita familiare</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-04</video:publication_date>
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            <video:title>16 anni di Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>La Stazione Spaziale Internazionale compie 16 anni e la NASA celebra la ricorrenza con 16 foto animate&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-11-03</video:publication_date>
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            <video:title>Pilastri al vapore</video:title>
            <video:description>Colonne altissime, imponenti muri di gas e polveri: qui, tra le nubi della Nebulosa Carena, nascono le stelle. Le nuove immagini di queste spettacolari megastrutture, distanti circa 7500 anni luce da noi, nascondo però un terribile segreto del quale è stato testimone un gruppo di astronomi</video:description>
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            <video:title>Sorella Luna</video:title>
            <video:description>Non più madre e figlia, ma sorelle: un nuovo studio propone una vera rivoluzione nel legame di parentela tra Terra e Luna, che potrebbero essere nate a seguito della stessa esplosione</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-31</video:publication_date>
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            <video:title>La fenice di Genova</video:title>
            <video:description>Primo weekend per il Festival della Scienza di Genova, nuova gestione. Un festival affaticato dalle ultime vicende ma che è risorto rapidamente. E se le premesse sono queste c'è di che ben sperare. A Genova fino al 6 novembre</video:description>
            <video:duration>373</video:duration>
            <video:publication_date>2016-10-30</video:publication_date>
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            <video:title>Bersaglio lunare</video:title>
            <video:description>Svelato il mistero del cratere da impatto del Mare Orientale, un gigantesco bacino composto da tre anelli concentrici di roccia situato sul bordo sud occidentale della Luna</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-28</video:publication_date>
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            <video:title>A caccia di alieni su Tabby</video:title>
            <video:description>Mistero ai limiti della fantascienza: si chiama Tabby ed è una stella da mesi associata a ipotesi di vita extraterrestre a causa della sua bizzarra luminosità. Ora l'enigma è arrivato fino all'Università di Berkeley</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-27</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars Science</video:title>
            <video:description>On Mars there are dust storms, polar ice caps and four distinct seasons. This dynamic world has the largest volcanic mountain in our Solar System and a canyon stretching over 5000 kilometres. Its atmosphere also includes methane, which could result from geological processes or be signatures of current biological activity on the planet.&amp;nbsp;The joint European and Russian ExoMars mission will test key exploration technologies and search for evidence of methane and other rare gases in the Martian atmosphere.&amp;nbsp;This film is a recap of the science aims of the ExoMars 2016 mission, building on the findings of Europe’s Mars Express spacecraft.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>Quasar a tutto gas</video:title>
            <video:description>Il telescopio VLT e lo strumento MUSE dell'ESO hanno osservato 19 galassie attive remote, oggetti brillanti e distanti meglio noti come quasar. I dati rivelano la presenza di un alone di gas luminoso che avvolge tutti i soggetti presi di mira. Le temperature poi, inspiegabilmente rigide, sono in contrasto con le attuali teorie sulla genesi delle galassie nell'Universo primordiale</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>Musk. come conquisterò Marte</video:title>
            <video:description>di Fulvia Croci: Elon Musk&amp;nbsp;torna a parlare di Marte&amp;nbsp;fornendo altri dettagli sulle&amp;nbsp;tecnologie chiave&amp;nbsp;da testare nel prossimo futuro. Le&amp;nbsp; dichiarazioni&amp;nbsp; fanno seguito a quelle dell'ultima edizione dello&amp;nbsp;IAC di Guadalajara&amp;nbsp;dove&amp;nbsp; Il numero uno di&amp;nbsp;SpaceX&amp;nbsp;aveva illustrato le fasi che porteranno l'uomo verso la colonizzazione di Marte.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-25</video:publication_date>
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            <video:title>A Trento si fa sinergia spaziale</video:title>
            <video:description>Si è svolta il 23 e 24 ottobre a Trento la prima edizione dell'International Space Forum. Per la prima volta Ministeri della Scienza, dell'Università e della Ricerca, enti e agenzie spaziali, rappresentanti di organizzazioni internazionali, esperti dello spazio di 36 paesi si sono riuniti nel capoluogo trentino per discutere assieme nuove strategie di sinergia tra agenzie spaziali e università</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>Cultura periferica</video:title>
            <video:description>Si avvia alla conclusione la quarta edizione del Festival dell’Innovazione e della scienza di Settimo Torinese, una realtà in crescita nell’interland di Torino che può registrare numerosi sostenitori e patrocinanti, tra i quali l’ESA, l’ASI e l’INAF.   Tema di quest’anno la robotica, dal lander schiaparelli che in questi giorni si è posato sul suolo marziano, ai robot e il cinema.Agenzia Spaziale Italiana e Istituto Nazionale di Astrofisica hanno costruito uno spazio insieme nell’area dedicata ai ragazzi delle scuole elementari e medie inferiori e superiori, con planetario e una piccola mostra dedicata a Marte, il pianeta protagonista del 2016.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-21</video:publication_date>
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            <video:title>Stazione spaziale per sei</video:title>
            <video:description>E'in viaggio verso la ISS il secondo equipaggio della Expedition 49 che si unirà alla crew già in orbita riportando a sei i residenti della casa orbitante. Il liftoff è avvenuto il 19 ottobre. Docking previsto per domani</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars, l'attesa continua</video:title>
            <video:description>Missione compiuta per l'orbiter TGO che si è inserito correttamente nell''orbita marziana. Sono invece attese per domattina notizie sul lander Schiaparelli</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-19</video:publication_date>
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            <video:title>Lunga Marcia nello spazio</video:title>
            <video:description>E' iniziata con un liftoff dal deserto del Gobi la missione dei due taikonauti a bordo della capsula Shenzhou-11. Destinazione: il Palazzo Celeste, laboratorio a bordo del quale gli astronauti cinesi resteranno per 30 giorni segnando il record di permanenza nazionale nello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-18</video:publication_date>
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            <video:title>I tesori di Chandra</video:title>
            <video:description>Ammassi di giovani stelle, galassie distanti, pulsar, esplosioni di supernova: sono le 'modelle' di Chandra, l’Osservatorio a raggi X della NASA,&amp;nbsp;immortalate in questo nuovo book fotografico del cielo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-17</video:publication_date>
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            <video:title>Schiaparelli: la discesa finale</video:title>
            <video:description>Tutte le fasi dell'atterraggio del lander italiano, dalla separazione dalla sonda madre al touchdown su Marte. L'arrivo a destinazione della missione ExoMars 2016, in programma per il prossimo 19 ottobre,&amp;nbsp;sarà trasmesso in diretta streaming su ASITV. L'#ItaliaVaSuMarte</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-14</video:publication_date>
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            <video:title>L’Italia atterra su Marte, è arrivato il giorno di Schiaparelli</video:title>
            <video:description>Il conto alla rovescia è quasi scaduto: mercoledì 19 ottobre il lander europeo Schiaparelli toccherà la superficie di Marte. Il Vecchio Continente arriva sul pianeta rosso con uno strumento a supervisione italiana alto un metro e ottanta per 600 chili di peso.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-14</video:publication_date>
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            <video:title>Come ti scovo il pianeta nano</video:title>
            <video:description>Trovato un nuovo inquilino alla periferia del Sistema Solare. Si tratta di un pianeta nano oltre l'orbita di Plutone, scoperto grazie ad un software che traccia la posizione degli oggetti celesti con rilevazione per punti</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-13</video:publication_date>
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            <video:title>Sacro GRA ... retrogrado</video:title>
            <video:description>Dischi planetari come quelli che cingono Saturno, ma al contrario. Secondo un recente studio, l'esopianeta in orbita legato alla stella J1407 sarebbe circondato da anelli che "girano" in senso opposto rispetto al senso in cui il pianeta orbita intorno all'astro di riferimento</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-12</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars arrival seen by Mars Express</video:title>
            <video:description>This animation shows the view of the arrival of ESA's ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) and the Schiaparelli Entry, descent and landing Demonstrator Module as seen from ESA's Mars Express on 19 October 2016.More specifically, it shows the field of view as 'seen' by the Melacom radio receiver on Mars Express, which will be receiving signals from Schiaparelli beginning at&amp;nbsp;13:22&amp;nbsp;GMT (15:22&amp;nbsp;CEST) and ending at&amp;nbsp;15:08&amp;nbsp;GMT (17:08&amp;nbsp;CEST). The record of these signals from Schiaparelli will provide a critical indication of the module's descent progress, trajectory and landing.At the start of the animation, TGO and Schiaparelli are shown already separated, which is set to occur at&amp;nbsp;14:42&amp;nbsp;GMT (16:42&amp;nbsp;CEST) on 16 October.The animation covers the time period between approximately&amp;nbsp;13:35&amp;nbsp;GMT (15:35&amp;nbsp;CEST) and&amp;nbsp;15:27&amp;nbsp;GMT (17:27&amp;nbsp;CEST) on 19 October, including the expected time of Schiaparelli touch down at&amp;nbsp;14:47&amp;nbsp;GMT (16:47&amp;nbsp;CEST).At the end of the animation, Melacom has stopped recording signals from Schiaparelli and the view rotates as Mars Express slews into an Earth-pointing orientation to transmit the recorded signals to mission controllers at ESA's ESOC operations centre in Darmstadt, Germany.</video:description>
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            <video:title>OSIRIS scalda i motori</video:title>
            <video:description>La sonda NASA OSIRIS-REx ha effettuato la sua prima manovra di correzione di traiettoria, accendendo i motori e imprimendo una spinta alla propria marcia verso l'asteroide Bennu</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-11</video:publication_date>
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            <video:title>Oppy a caccia d’acqua marziana</video:title>
            <video:description>Il rover della NASA Opportunity, veterano dell'esplorazione di Marte, sta per avventurarsi nei meandri di un cratere marziano per cercare di antiche tracce di acqua</video:description>
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            <video:title>Un difficile touchdown per Schiaparelli</video:title>
            <video:description>Mercoledì 19 ottobre non prendete impegni. L'Italia va su Marte. Dopo un viaggio durato sette  mesi per la missione europea e russa ExoMars si avvicina l'ora x, quella in cui sarà chiamata a 'prendere' il pianeta rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-07</video:publication_date>
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            <video:title>Schiaparelli’s descent to Mars</video:title>
            <video:description>Visualisation of the ExoMars Schiaparelli module entering and descending through the martian atmosphere to land on Mars.Schiaparelli will enter the atmosphere at about 21 000 km/h and in less than six minutes it will use a heatshield, a parachute and thrusters to slow its descent before touching down in the Meridiani Planum region close to the equator, absorbing the final contact with a crushable structure.The entire process will take less than six minutes: the animation has been sped up.Schiaparelli is set to separate from the Trace Gas Orbiter on 16 October, after a seven-month cruise together through space, and will enter the atmosphere on 19 October at&amp;nbsp;14:42&amp;nbsp;GMT.For an overview of the key timings and altitudes corresponding to the events portrayed in this animation see the Schiaparelli descent sequence graphic:&amp;nbsp;http://www.esa.int/spaceinimages/Imag...Both Schiaparelli and the Mars scenery in this animation were computer generated.</video:description>
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            <video:title>Ariane 5 gimme 6</video:title>
            <video:description>Quinto successo dell'anno e 74esimo lancio per Ariane 5 che eguaglia il record stabilito dal suo predecessore Ariane 4 nel 2003 aprendo la strada alla versione numero 6 del vettore ESA</video:description>
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            <video:title>VISTA oltre le polveri... di stelle</video:title>
            <video:description>L'occhio all'infrarosso del telescopio ESO svela gli astri nascosti di Messier 78, realizzando un ritratto senza veli della nebulosa a riflessione situata nella costellazione di Orione</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-05</video:publication_date>
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            <video:title>Curiosity atto secondo</video:title>
            <video:description>Il rover NASA ha iniziato il nuovo biennio di missione&amp;nbsp;il 1 ottobre&amp;nbsp;scorso per esplorare un crinale ricoperto di&amp;nbsp;ematite&amp;nbsp;che dista&amp;nbsp;2,5 chilometri&amp;nbsp;dal luogo in cui si trova ora &amp;nbsp;per poi spostarsi verso un’area ricca di&amp;nbsp;rocce argillose</video:description>
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            <video:title>Il clima ha bisogno di PACE</video:title>
            <video:description>La NASA progetta una nuova sentinella del pianeta: si chiamerà PACE e il suo compito sarà monitorare la&amp;nbsp;fioritura oceanica del plancton, una miriade di organismi microscopici alla base della catena alimentare marina, per studiarne l’impatto sul clima terrestre</video:description>
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            <video:publication_date>2016-10-03</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta abbraccia Philae</video:title>
            <video:description>Impatto confermato alle 13:19 dal centro ESOC di Darmstadt, si conclude una missione entrata nella storia dell'esplorazione spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-30</video:publication_date>
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            <video:title>Sguardi extragalattici</video:title>
            <video:description>L'osservatorio dell'ESO ALMA studia il nucleo molecolare caldo e denso di particelle complesse che avvolge la neonata ST11, una stella sbocciata nella vicina galassia nana Grande Nube di Magellano. E' il primo oggetto extragalattico di questo genere individuato e la sua firma chimica peculiare fornirà informazioni sui processi di formazione in corso oltre la Via Lattea</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-29</video:publication_date>
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            <video:title>Once upon a time... Rosetta's grand finale</video:title>
            <video:description>Rosetta revisits the exciting scientific discoveries she made during her time at Comet 67P/Churyumov-Gerasimenko, including the successful search to find Philae. Finally, she starts preparing to descend to the comet for the end of her extraordinary mission</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-28</video:publication_date>
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            <video:title>Marte secondo Elon Musk</video:title>
            <video:description>E' stato il protagonista della giornata Elon Musk che dal palco di un auditorium gremito ha spiegato al mondo come arriverà su Marte e quando. Tra le visioni future anche una idea diversa della Terra, al sicuro dal cambiamento climatico</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-28</video:publication_date>
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            <video:title>Europa al vapor d'acqua</video:title>
            <video:description>Pennacchi di vapore acqueo alti fino a 200 chilometri sulla superficie di&amp;nbsp;Europa,&amp;nbsp;la luna di Giove che nasconde un oceano sotto la crosta ghiacciata. E' quanto avrebbe osservato il telescopio ESA-NASA Hubble durante un transito della luna davanti a Giove. La scoperta confermerebbe&amp;nbsp;Europa come uno dei corpi celesti maggiormente indicati per ospitare la vita nel Sistema solare e apre nuovi scenari per le future missioni di esplorazione</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-27</video:publication_date>
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            <video:title>IAC 2016, si alza il sipario</video:title>
            <video:description>Giornata inaugurale per la&amp;nbsp;67esima edizione dell’International Astronautical Congress&amp;nbsp;che raccoglierà fino al 30 settembre, a Guadalajara, nella regione messicana di Jalisco, il mondo aerospaziale mondiale</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-27</video:publication_date>
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            <video:title>Plutone dal cuore sciolto</video:title>
            <video:description>Il cuore di Plutone potrebbe contenere una sorpresa... allo stato liquido.&amp;nbsp;È&amp;nbsp;l’ipotesi di un team di ricerca coordinato dalla Brown University americana, che confermerebbe la presenza, già intravista nei mesi scorsi, di un oceano sotto la crosta ghiacciata del pianeta nano</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-26</video:publication_date>
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            <video:title>Missione Cassini, un anno dalla fine</video:title>
            <video:description>L'odissea spaziale di Cassini è giunta al suo epilogo. Dopo 12 anni di straordinaria attività, è stato diffuso l'annuncio di fine missione, che avverrà nel settembre del 2017, quando la sonda si dissolverà nell'atmosfera di Saturno, come una piccola meteora.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-26</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando la Notte della Ricerca</video:title>
            <video:description>Tutto pronto per l'undicesima edizione della notte europea tutta dedicata alla scoperta. Progetto promosso dalla Commissione Europea coinvolge quest'anno oltre 250 citt&amp;agrave; del Vecchio Continente. Trenta i comuni aderenti in Italia, tantissime le iniziative. La mappa su nottedeiricercatori.it. Il programma dell'evento in ASI. Appuntamento al 30 settembre</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il ritorno di Antares</video:title>
            <video:description>Il razzo di Orbital ATK torna sulla rampa di lancio dopo due anni di assenza. A bordo la navetta Cygnus che trasporterà esperimenti e rifornimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale</video:description>
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            <video:title>Le star del Blob</video:title>
            <video:description>Il radiointerferemotro dell'ESO - European Southern Observatory - ALMA ha osservato un oggetto raro e misterioso collocato a 11.5 miliardi di anni luce dalla Terra. Si tratta di una nube di idrogeno gassoso nota come Blob Lyman Alpha -1, struttura remota che nasconde una fucina di stelle</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-21</video:publication_date>
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            <video:title>Gaia scanning the sky</video:title>
            <video:description>The first release of the Gaia catalogue (Gaia DR1) is based on observations collected between 25 July 2014 and 16 September 2015 by the astrometric satellite Gaia, launched by the European Space Agency ESA in December 2013.The Gaia data release 1 is published on September 14, 2016 at&amp;nbsp;12:30&amp;nbsp;CEST, at archives.esac.esa.int/gaiaThis video explains the Gaia mission and some important parts of the Gaia DR1: Positions and brightnesses of more than 1.1 billion stars in our galaxy and additionally parallaxes (distance measurements) and proper motions of more that 2 million stars.The GENIUS movie by Klaus Jäger and Stefan Jordan explains the main goals of the Gaia mission. It also contains statements from several scientists directly involved in the analysis of the Gaia data.&amp;nbsp;Financial support was provided by the FP7 Gaia-GENIUS project. The Gaia outreach work in Heidelberg is supported by the German Aerospace Center (DLR)</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-21</video:publication_date>
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            <video:title>A universe to explore</video:title>
            <video:description>ESA is exploring Earth’s immediate surroundings, from low-Earth orbit with the International Space Station to the Moon, Mars and beyond.ESA scientists and engineers René Demets, Guan-Lu Zhang, Vinita Marwaha, Jorge Vago and James Carpenter together with Argotec’s Anna Frosi share what inspired them to join the voyage of exploration</video:description>
            <video:duration>273</video:duration>
            <video:publication_date>2016-09-21</video:publication_date>
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            <video:title>Plutone 'on the rocks'</video:title>
            <video:description>E' un cocktail di tre diverse tipologie di ghiaccio quello che ricopre la superficie dell'ex nono pianeta. Lo rivela un nuovo studio apparso su Nature basato sui dati della sonda NASA New Horizons</video:description>
            <video:duration>94</video:duration>
            <video:publication_date>2016-09-20</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini, lo sprint finale</video:title>
            <video:description>Si prepara l’ultimo atto della straordinaria parabola di Cassini, la missione NASA-ESA-ASI che per 12 anni ha studiato i misteri di Saturno. La conclusione è pianificata per settembre 2017</video:description>
            <video:duration>103</video:duration>
            <video:publication_date>2016-09-19</video:publication_date>
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            <video:title>Google vola con Vega</video:title>
            <video:description>Il lanciatore ESA dal cuore italiano ha portato In orbita 4 satelliti della costellazione Terra Bella di Big-G e un satellite OT peruviano</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-16</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta in rotta verso 67P, la sfida più grande della missione</video:title>
            <video:description>Dopo quasi 12 anni passati dall’inizio della missione, il 30 settembre Rosetta raggiungerà il suo lander Philae sulla superficie della cometa 67P Churyumov Gerasimenko. La discesa controllata avverrà nella regione di Ma’at, un’area ricca di crateri in attività, situata sul lobo inferiore della cometa.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-15</video:publication_date>
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            <video:title>Il cuore nero di una galassia</video:title>
            <video:description>Un gruppo di astronomi tedeschi è riuscito a identificare il centro esatto di NGC 1052, una galassia attiva che si trova a circa 60 milioni di anni luce da noi: è un buco nero supermassiccio dalle caratteristiche molto particolari</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-15</video:publication_date>
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            <video:title>Il vaso di...Gaia</video:title>
            <video:description>La missione ESA, lanciata nel 2013, è pronta a svelare i segreti della Via Lattea</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-14</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta - advancing cometary science</video:title>
            <video:description>Rosetta was the first mission to orbit a comet and the first mission to land on a comet. Since its arrival at Comet 67P/Churyumov-Gerasimenko on 6 August 2014, Rosetta’s data has also transformed cometary science.This film showcases some of the Rosetta’s scientific highlights before the orbiter shuts down operations and joins Philae on the surface of the comet on 30 September. This includes findings by the OSIRIS, VIRTIS, ROSINA and ALICE instruments. The mission results so far have made scientists rethink our picture of comets as dirty snowballs due to a lack of strong evidence for ice on the comet surface. Instead the ice is buried beneath the surface, covered by a layer of dust. This dust layer means that the comet is very dark, only reflecting a few per cent of the light that falls on it.Although the spacecraft mission will end, the data obtained by Rosetta will provide enough work to keep scientists busy for decades.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-14</video:publication_date>
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            <video:title>Space science: everything starts here</video:title>
            <video:description>How did it all begin? What are the origins of our planet? To understand our place in the Universe we need to explore space.&amp;nbsp;Find out how we're doing this with ESA's incredible fleet of space science missions to study our Sun and chart the stars around us, probe the dark matter and dark energy of the Universe, and tour various planets, moons and other small bodies in our Solar System.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-08-23</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta’s journey around the comet</video:title>
            <video:description>Animation visualising Rosetta’s two-year journey around Comet 67P/Churyumov–Gerasimenko.The animation begins on 31 July 2014, during Rosetta’s final approach to the comet after its ten-year journey through space. The spacecraft arrived at a distance of 100 km on 6 August whereupon it gradually approached the comet and entered initial mapping orbits that were needed to select a landing site for Philae. These observations also enabled the first comet science of the mission. The manoeuvres in the lead up to, during and after Philae’s deployment on 12 November are seen, before Rosetta settled into longer-term science orbits.In February and March 2015 the spacecraft made several flybys. One of the closest flybys triggered a ‘safe mode’ event that forced it to retreat temporarily until it was safe to gradually draw closer again. The comet’s increased activity in the lead up to and after perihelion in August 2015 meant that Rosetta remained well beyond 100 km distances for several months.In June 2015, contact was restored with Philae again – albeit temporary, with no permanent link able to be maintained, despite a series of dedicated trajectories flown by Rosetta for several weeks.Following perihelion, Rosetta performed a dayside far excursion some 1500 km from the comet, before re-approaching to closer orbits again, enabled by the reduction in the comet’s activity. In March–April 2016 Rosetta went on another far excursion, this time on the night side, followed by a close flyby and orbits dedicated to a range of science observations.The animation finishes at 9 August 2016, before the details of the end of mission orbits were known. A visualisation of the trajectories leading to the final descent to the surface of the comet on 30 September will be provided once available.The trajectory shown in this animation is created from real data, but the comet rotation is not. An arrow indicates the direction to the Sun as the camera viewpoint changes during the animation.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-08-10</video:publication_date>
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            <video:title>Paso doble magnetico</video:title>
            <video:description>Uno studio basato sui dati della missione NASA THEMIS evidenzia il legame tra il fenomeno delle aurore e le perturbazioni nel campo magnetico terrestre generate dalle particelle cariche trasportate dal vento solare</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-13</video:publication_date>
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            <video:title>Così nacque la Luna</video:title>
            <video:description>Da dove viene il nostro satellite? Molte le teorie che si sono susseguite nel corso degli anni, ma l'ipotesi prevalente è quella di un violento scontro tra la Terra e un corpo celeste delle dimensioni di Marte, che avrebbe dato origine alla Luna. Una nuova conferma arriva ora dalla chimica</video:description>
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            <video:title>Il minatore OSIRIS-REx</video:title>
            <video:description>E'&amp;nbsp;partita con destinazione Bennu la prima missione NASA di ‘sample return’ verso un asteroide. L’obiettivo: mappare in dettaglio la superficie del corpo celeste,&amp;nbsp;prelevare almeno 60 grammi&amp;nbsp;di materiale e riportare il&amp;nbsp;campione&amp;nbsp;collezionato sulla Terra.</video:description>
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            <video:title>Aspettando Bepi</video:title>
            <video:description>Mercurio si fa sempre più vicino: l’ESA ha completato un altro traguardo fondamentale nel programma BepiColombo, prima missione europea di esplorazione del pianeta più piccolo del Sistema solare</video:description>
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            <video:publication_date>2016-09-08</video:publication_date>
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            <video:title>Ipotizzato il Bosone di Madala</video:title>
            <video:description>Le analisi dei dati prodotti dal superacceleratore LHC del CERN di Ginevra portano un team di studiosi sudafricani a ipotizzare l’esistenza di un nuovo bosone in grado d’interagire con l’elusiva materia oscura</video:description>
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            <video:title>Tana per Philae</video:title>
            <video:description>A meno di un mese della fine della missione OSIRIS - la camera ad alta risoluzione a bordo di Rosetta -&amp;nbsp; ha finalmente individuato la posizione di Philae sul lobo inferiore della cometa nell'area denominata Abydos</video:description>
            <video:duration>95</video:duration>
            <video:publication_date>2016-09-06</video:publication_date>
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            <video:title>Aurore nell'occhio di JIRAM</video:title>
            <video:description>Arrivano le prime significative immagini di Giove raccolte dalla sonda della&amp;nbsp;NASA JUNO, ottenute grazie ad uno dei due fondamentali strumenti italiani a bordo della sonda statunitense: il&amp;nbsp;JIRAM</video:description>
            <video:duration>108</video:duration>
            <video:publication_date>2016-09-05</video:publication_date>
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            <video:title>Paxi - I segreti del Pianeta Rosso</video:title>
            <video:description>Seguite Paxi nel suo viaggio su Marte, all’esplorazione dei vulcani, degli alvei asciutti dei fiumi e delle calotte polari del pianeta</video:description>
            <video:duration>306</video:duration>
            <video:publication_date>2016-08-03</video:publication_date>
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            <video:title>Guida spaziale per viaggiatori interplanetari</video:title>
            <video:description>Estate, tempo di vacanze e di viaggi. E se tra le proposte dei tour operator trovassimo anche il sistema solare dove potremmo andare? Dal Monte Olimpo marziano ai laghi di Titano, ecco una selezione di luoghi assolutamente da non perdere per gli amanti di destinazioni esotiche, ambienti estremi e mete ancora poco battute</video:description>
            <video:duration>179</video:duration>
            <video:publication_date>2016-07-29</video:publication_date>
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            <video:title>La tempesta termica di Giove</video:title>
            <video:description>Un nuovo studio pubblicato su Nature ipotizza che la Great Red Spot, tempesta anticiclonica che da 300 anni imperversa su Giove, sia l’ingrediente misterioso necessario per riscaldare l’atmosfera superiore del gigante gassoso</video:description>
            <video:duration>90</video:duration>
            <video:publication_date>2016-07-28</video:publication_date>
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            <video:title>Rigenerante Cerere</video:title>
            <video:description>Sul pianeta nano Cerere i crateri sono meno grandi del previsto, testimonianza di una capacità del pianeta nano di lenire le proprie ferite. Lo studio, pubblicato su Nature Communications</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-27</video:publication_date>
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            <video:title>Paxi - I marziani esistono?</video:title>
            <video:description>Partite con Paxi nel suo viaggio sul pianeta rosso, per scoprire se esistono i marziani e per saperne di più sulle missioni ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea</video:description>
            <video:duration>282</video:duration>
            <video:publication_date>2016-07-27</video:publication_date>
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            <video:title>Ma quanto è grande il cielo gamma</video:title>
            <video:description>Ventimila nuove sorgenti gamma per Fermi. Le ha individuate il Large Area Telescope  a bordo dell’osservatorio NASA grazie all’utilizzo di una nuova tecnica  statistica sviluppata&amp;nbsp; proprio per identificare la presenza di sorgenti molto deboli nel cielo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-26</video:publication_date>
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            <video:title>Ritorno alla Luna</video:title>
            <video:description>Il 24 luglio 1969 si concludeva con un ammaraggio nell'oceano pacifico la storica impresa dell'Apollo 11, la missione che per prima portò l'uomo sulla Luna.&amp;nbsp; Il ritorno di un equipaggio in orbita attorno alla Luna è previsto per il 2021, per mezzo del nuovo sistema di trasporto NASA, lo Space Launch System. Mentre tra il 2017 e il 2018 SpaceX e Boeing hanno in calendario la prima missione crew, &amp;nbsp;volo che dovrebbe segnare la riconquista umana a stelle e strisce dell'orbita bassa</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-25</video:publication_date>
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            <video:title>L'ordine  cosmico attende Rosetta</video:title>
            <video:description>Scelta la destinazione finale della cacciatrice di comete su 67P: Rosetta effetuerà la discesa controllata sulla regione di Ma'at, che nella religione egiziana rappresenta l'ordine cosmico .</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-22</video:publication_date>
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            <video:title>Pianeti nani e crateri lunari</video:title>
            <video:description>Man in the Moon, 'uomo nella Luna', è l'illusione ottica sul nostro satellite immortalata per la prima volta negli anni ’70 dalla missione Apollo 15. Ora uno studio su Nature fornisce un nuovo identikit dell'asteroide il cui impatto ha 'disegnato' l'occhio destro del volto lunare spaventato</video:description>
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            <video:title>Viking, i miei primi 40 anni</video:title>
            <video:description>Il 20 luglio 1976 la sonda Viking 1 atterrava su Marte.&amp;nbsp; Nel corso della missione la sonda ha collezionato immagini della superficie marziana e dati scientifici sulla composizione dell'atmosfera e del suolo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-20</video:publication_date>
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            <video:title>Viking 40th Anniversary</video:title>
            <video:description>July 20, 1976, 7 years to the day after the Apollo 11 moon landing, the first successful landing on Mars by NASA's Viking spacecraft took place. The ambitious Viking missions continue to evoke pride and enthusiasm for future space exploration.NASA's Viking 1 and 2 missions to Mars, each consisting of an orbiter and a lander, became the first space probes to obtain high resolution images of the Martian surface; characterize the structure and composition of the atmosphere and surface; and conduct on-the-spot biological tests for life on another planet.Viking provided the first measurements of the atmosphere and surface of Mars. These measurements are still being analyzed and interpreted. The data suggested early Mars was very different from the present day planet. Viking performed the first successful entry, descent and landing on Mars. Derivations of a Viking-style thermal protection system and parachute have been used on many U.S. Mars lander missions since.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Esopianeti, l'unione fa la forza</video:title>
            <video:description>Nasce dalla sinergia tra una missione spaziale &amp;nbsp;– la&amp;nbsp;K2, messa a punto a seguito di un restyling del&amp;nbsp;telescopio Kepler&amp;nbsp;– e uno schieramento di osservatori terrestri dai due emisferi, l’ultimo aggiornamento in tema di ricerca di esopianeti</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-19</video:publication_date>
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            <video:title>Dragon riapre l'approdo umano alla NASA</video:title>
            <video:description>Il portellone IDA-2 è in viaggo con la capsula Dragon per la Stazione Spaziale Internazionale, pronto a riaprire le porte al volo umano statunitense a partire dal 2017 con la Dragon Crew di SpaceX</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>L'inarrestabile perdita di ghiaccio della Groenlandia</video:title>
            <video:description>Tra il 2011 e il 2014 la Groenlandia ha perso un bilione di tonnellate di ghiaccio. Significa che ogni anno lo scioglimento dei suoi ghiacci ha fatto innalzare il livello del mare di 0,75 millimetri, cioè esattamente il doppio degli ultimi vent'anni. Una situazione grave e inarrestabile, di cui è disponibile la mappa più dettagliata mai realizzata grazie ai dati del satellite CryoSat dell'Esa.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>Plutone, la hit parade</video:title>
            <video:description>Oggi un anno fa la sonda NASA New Horizons eseguiva il sorvolo ravvicinato di Plutone. Il team di missione celebra l'anniversario con una top ten delle immagini più significative del pianeta nano e la sua luna Caronte</video:description>
            <video:duration>148</video:duration>
            <video:publication_date>2016-07-15</video:publication_date>
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            <video:title>Neve protoplanetaria</video:title>
            <video:description>Il telescopio ALMA dell'ESO ha individuato  il punto in cui la temperatura del disco protoplanetario di una stella scende sufficientemente fino a formare neve</video:description>
            <video:duration>85</video:duration>
            <video:publication_date>2016-07-14</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando Tim</video:title>
            <video:description>Giro di boa al "Farnoboro'" International Airshow, il salone dell'aerospazio a sudovest di Londra. Una edizione che appare in tono minore rispetto alle precedenti, probabilmente per il clima economico ancora incerto. Come il clima meteorologico che ha costretto gli organizzatori ha chiudere in anticipo la giornata inaugurale, a causa di un&amp;nbsp;acquazzone che ha messo a rischio gli impianti elettrici.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-13</video:publication_date>
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            <video:title>La Groenlandia perde ghiaccio</video:title>
            <video:description>Tra il 2011 e il 2014, la Groenlandia ha perso circa tremila miliardi di tonnellate di ghiaccio. Un numero che contribuisce alla crescita del livello globale delle acque di 0,75 millimetri,  circa il doppio rispetto alla media dei due decenni precedenti. Crediti&amp;nbsp;Planetary Visions/CPOM/ESA</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-13</video:publication_date>
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            <video:title>James Webb si mette in posa</video:title>
            <video:description>Nell’enorme camera pulita al NASA Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland, il successore di Hubble e Spitzer sembra girarsi a favore della camera per mostrare l’enorme superficie specchiata ricoperta d’oro&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-12</video:publication_date>
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            <video:title>Le piccole luci di Orione</video:title>
            <video:description>Il Very Large Telescope dell'ESO osserva il ventre della celebre Nebulosa, svelando una regione popolata da un numero di oggetti di piccola taglia dieci volte maggiore del previsto</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-12</video:publication_date>
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            <video:title>Lo Spazio è green, dieci anni di 'orto' sulla ISS</video:title>
            <video:description>Sono ormai dieci anni che vengono condotti studi nello Spazio per capire come far germogliare le piante oltre atmosfera. L'obiettivo non è solo quello di sfamare gli equipaggi in orbita sulla ISS, ma anche quello di capire se sarà possibile esportare coltivazioni su pianeti diversi dalla Terra, per esempio su Marte.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-11</video:publication_date>
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            <video:title>Lo spazio vien giocando</video:title>
            <video:description>Quattro minuti di viaggio tridimensionale dalla Luna a Marte sono il cuore della prima attrazione europea a carattere scientifico in un parco divertimenti, Cinecittà World a sud della capitale. Si chiama SpacExpress. Realizzata con il patrocinio di Agenzia Spaziale Italiana e Agenzia Spaziale Europea. &amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-11</video:publication_date>
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            <video:title>COSMO-SkyMed: il mondo in Banda X</video:title>
            <video:description>Le immagini collezionate nel corso degli anni dai quattro satelliti della costellazione italiana verranno rese disponibili sul sito dell'ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-08</video:publication_date>
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            <video:title>Tre soli e una capanna</video:title>
            <video:description>Una tripla alba e un triplo tramonto salutano le giornate di questo pianeta, appena individuato dall'ESO. La sua orbita corrisponde a 550 anni terrestri, e con i suoi tre soli è uno degli esopianeti più interessanti scoperti fino ad oggi&amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>80</video:duration>
            <video:publication_date>2016-07-08</video:publication_date>
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            <video:title>Impresso sulla 'pupilla'</video:title>
            <video:description>Un battito di ciglia quasi impercettibile, ma sufficiente per mandarci dati preziosi: ecco la breve storia di Hitomi, il satellite JAXA che prima di perdere i contatti con le basi di Terra è riuscito a osservare un enorme ammasso di galassie nella costellazione di Perseo, inviando informazioni sui giganti buchi neri nei loro centri.  &amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-07</video:publication_date>
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            <video:title>Un algoritmo per Kepler</video:title>
            <video:description>Kepler, la caccia ai nuovi mondi continua. Nonostante il guasto meccani nel 2013, il telescopio spaziale NASA non arresta la sua missione e svela 5 nuovi mondi con l'aiuto della matematica</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-06</video:publication_date>
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            <video:title>JUNO nella fauci del mostro</video:title>
            <video:description>Orbita agganciata. Per JUNO si aprono le danze… attorno a Giove. Alle 5:53 italiane di questa mattina, quando negli States era ancora festa nazionale per il 4 luglio, la sonda Nasa dopo una frenata lunga 35 minuti veniva risucchiata nell’orbita del gigante del sistema solare, portandosi più vicino al mondo di gas di qualunque altro veicolo spaziale.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>C’era una volta… Il secondo anno di Rosetta intorno alla cometa</video:title>
            <video:description>Rosetta racconta le entusiasmanti scoperte compiute durante il suo secondo anno intorno alla Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, dopo che la cometa aveva raggiunto il punto più vicino al Sole lungo la sua orbita. Ci parla anche dei suoi tentativi di contattare Philae, ed inizia il conto alla rovescia verso il gran finale della missione.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-05</video:publication_date>
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            <video:title>Arrivato il 5 luglio</video:title>
            <video:description>Nelle prime ore di martedì 5 luglio, a 450 milioni di chilometri da noi, la sonda spaziale Juno accenderà il suo motore principale per rallentare la sua corsa iniziata cinque anni fa e mettersi in orbita intorno a Giove, il più grande pianeta del Sistema Solare.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>Italia: sole, mare e turismo... spaziale</video:title>
            <video:description>Quota 100 km. Linea di Kármán. E' l'altezza che segna idealmente il confine tra l'atmosfera e lo spazio esterno. Ed è probabilmente il luogo in cui si giocherà una delle partite più importanti dello sfruttamento commerciale dello spazio. Quella del volo suborbitale. E l'Italia si candida a ospitare il primo spazioporto d'oltreoceano&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Migranti in mare, dallo Spazio un aiuto per salvarli</video:title>
            <video:description>Attraversa acque territoriali diverse e non sempre i mezzi dei migranti sono visibili dalle navi impegnate nel pattugliamento per la sicurezza delle coste che si affacciano sul Mediterraneo. Ma un aiuto arriva dallo Spazio, attraverso un sistema integrato di competenze per monitorare il mare. Negli ultimi tre anni è stato sperimentato Closeye, questo il nome del sistema finanziato dalla Commissione europea che mette a sistema tecnologie dell'aerospazio, operazioni della Marina militare e decisioni del ministero dell'Interno</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-30</video:publication_date>
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            <video:title>SLS fa il check: tutto ok per il 2018</video:title>
            <video:description>Superato&amp;nbsp;la fase di qualifica finale per i&amp;nbsp;booster laterali&amp;nbsp;del&amp;nbsp;futuro vettore&amp;nbsp;della&amp;nbsp;NASA, Space Launch System. Si concludono&amp;nbsp;così i test&amp;nbsp;per questa parte del nuovo sistema di trasporto dell’agenzia statunitense in vista del primo&amp;nbsp;lancio con a bordo la&amp;nbsp;capsula Orion&amp;nbsp;previsto nella seconda parte del&amp;nbsp;2018.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-30</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta status</video:title>
            <video:description>Rosetta has another three months of science to collect before its historic mission comes to an end. But the mission is not resting on its laurels. It has just broken a new record by flying an orbit 7 kms from the comet’s centre – just 5 kms from the surface – and there are more breathtaking manoeuvres to come.This film describes the orbits that Rosetta will undertake around comet 67P/Churyumov-Gerasimenko, the changes in the amount of gas coming off the comet, and examines the importance of finding phosphorus and glycine - an amino acid that is essential for life.It also discusses the mission’s most recent discoveries of Xenon and Krypton, together with most of their isotopes. These noble gases were detected by the ROSINA instrument during the period when Rosetta was flying extremely close to the comet. More important science is expected to be released during the next few months.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-29</video:publication_date>
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            <video:title>Emergenza migranti, un aiuto dallo spazio</video:title>
            <video:description>Si chiama Closeye ed è un&amp;nbsp;un sistema tecnologico innovativo dedicato al monitoraggio dei confini marittimi meridionali dell’UE. Finanziato dall'Unione europea, il progetto integra l'utilizzo dei sistemi spaziali italiani con un software di processamento dati per fornire informazioni tempestive alle&amp;nbsp;unità marittime che operano gli interventi nei casi di emergenze migratorie nel Mediterraneo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-28</video:publication_date>
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            <video:title>La Brexit non ferma lo spazio</video:title>
            <video:description>Mentre la Gran Bretagna ha espresso la volontà di uscire dall’Unione Europea, il suo impegno nei programmi spaziali europei è crescente: da Skylon ad Exomars passando per Galileo, &amp;nbsp;lo spazio made in UK non si ferma</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>Juno in viaggio verso l'ignoto</video:title>
            <video:description>Dopo cinque anni di viaggio la missione Juno della NASA arriva al suo appuntamento più atteso. Il 4 luglio è la data del rendez-vous con l'orbita di Giove, gigante gassoso del Sistema Solare. Juno si inserirà in un'orbita polare attorno al pianeta, orbita che percorrerà 37 volte in venti mesi.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-27</video:publication_date>
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            <video:title>Gli alieni fanno ridere</video:title>
            <video:description>Esattamente 69 anni il ricco affarista americano Kenneth Arnold riportava il primo avvistamento di oggetti volanti non identificati. Il caso diede il via a una vera e propria 'ufomania'. Parlare di invasioni aliene fu subito di moda al cinema. E c'è chi sugli omini verdi ci scherza su, anche sul grande schermo italiano</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>Cercasi Alka-Seltzer per buco nero</video:title>
            <video:description>Un banchetto consumato cinque anni fa ai danni di una stella e un processo di “digestione” ancora in corso: è quanto ha osservato un gruppo di astronomi grazie al telescopio spaziale Swift della NASA, che ha individuato un buco nero gigante prima addormentato e poi intento a divorare materiale stellare</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-23</video:publication_date>
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            <video:title>Gli esami non finiscono mai</video:title>
            <video:description>Il presidente dell'ASI Roberto Battiston corregge lo scritto di un maturando molto speciale che ha scelto il tema: "L'uomo nello spazio". Si tratta dell' astronauta Paolo Nespoli che il prossimo anno tornerà sulla ISS per la terza volta</video:description>
            <video:duration>80</video:duration>
            <video:publication_date>2016-06-23</video:publication_date>
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            <video:title>La maturità va in orbita</video:title>
            <video:description>L'avventura umana nell'Universo, l'esperienza in orbita degli astronauti Guidoni e Cristoforetti: lo spazio atterra a scuola nella prima prova scritta dell'esame di maturità</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-22</video:publication_date>
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            <video:title>Soyuz TMA-19M landing</video:title>
            <video:description>ESA astronaut Tim Peake, NASA astronaut Tim Kopra and commander Yuri Malenchenko landed in the steppe of Kazakhstan on Saturday, 18 June in their Soyuz TMA-19M spacecraft. The trio spent 186 days on the International Space Station. The landing brings Tim Peake’s Principia mission to an end but the research continues. Tim is the eighth ESA astronaut to complete a long-duration mission in space. He is the third after Alexander Gerst and Andreas Mogensen to fly directly to ESA’s astronaut home base in Cologne, Germany, for medical checks and for researchers to collect more data on how Tim’s body and mind have adapted to living in space.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-22</video:publication_date>
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            <video:title>Palazzo Celeste 2, la Cina è pronta</video:title>
            <video:description>La Cina si prepara a costruire una nuova stazione spaziale. Tiangong-2 sarà il secondo "Palazzo Celeste" orientale, in orbita a partire dal 2018</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-21</video:publication_date>
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            <video:title>L'esopianeta in fasce</video:title>
            <video:description>Si chiama K2-33b e ha un’età compresa tra cinque e 10 milioni di anni,&amp;nbsp;è lui il più giovane tra i mondi alieni finora scoperti. Vive ancora la sua prima infanzia e gli astronomi sono convinti di poterlo studiare per comprendere le fasi evolutive dei pianeti extrasolari.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>Marte, esplorare il pianeta rosso è questione di feeling</video:title>
            <video:description>In questi mesi è in viaggio verso il pianeta rosso la missione europea a supervisione italiana ExoMars: l'arrivo è previsto per il 19 ottobre, arrivo a cui seguirà l'attesissima discesa del lander Schiaparelli sulla superficie del quarto pianeta del Sistema Solare, mentre il Trace Gas Orbiter si occuperà dei gas dell'atmosfera</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>Alle porte dal Gigante</video:title>
            <video:description>Inizia il conto alla rovescia per JUNO. Il 4 luglio prossimo la sonda accenderà il motore principale per 'agganciare' l'orbita di Giove tramite la manovra detta JOI, Jupiter Orbit Insertion. Sarà uno dei momenti più delicati della missione. Poi inizieranno i 20 mesi di scienza 'estrema', con i 37 flyby in programma che porteranno la sonda NASA a partnership italiana più vicina al Gigante di ogni altro veicolo spaziale</video:description>
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            <video:title>Asteroid 2016 HO3 - Earth's Constant Companion</video:title>
            <video:description>A small asteroid has been discovered in an orbit around the sun that keeps it as a constant companion of Earth, and it will remain so for centuries to come</video:description>
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            <video:title>Danzando con l'asteroide</video:title>
            <video:description>Scovato un quasi-satellite della Terra. Si tratta di un asteroide di piccole dimensioni che da circa un secolo accompagna il nostro pianeta nel suo eterno viaggio attorno al Sole danzando con lui... a debita distanza</video:description>
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            <video:title>ASI festeggia i dieci anni di MRO</video:title>
            <video:description>Nel giorno nel quale l'Agenzia Spaziale Europea annuncia che il consueto check della strumentazione della sonda ExoMars è andato a buon fine, l'Agenzia Spaziale Italiana celebra i dieci anni della missione Mars Recoinaissance Orbiter (MRO) della NASA.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-15</video:publication_date>
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            <video:title>Un 'fratello' gigante per Tatooine</video:title>
            <video:description>E' il più grande pianeta in orbita a due stelle mai osservato prima. Si chiama Kepler&amp;nbsp;1647-b, scovato grazie all'omonimo 'cacciatore' di esppianeti&amp;nbsp;NASA</video:description>
            <video:duration>91</video:duration>
            <video:publication_date>2016-06-14</video:publication_date>
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            <video:title>Chi ha spento la Via Lattea?</video:title>
            <video:description>La&amp;nbsp;luce degli astri&amp;nbsp;impegnata in un confronto impari con la sua ‘rivale’&amp;nbsp;artificiale&amp;nbsp;che ha raggiunto valori alle stelle: è questa la realtà che emerge dal&amp;nbsp;“New World Atlas of Artificial Night Sky Brightness”, uno studio&amp;nbsp;realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori e pubblicato lo scorso 10 giugno sulla rivista Science Advances</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Dai satelliti all'aria condizionata: inventato sistema a zero emissioni</video:title>
            <video:description>Un sistema di condizionamento dell'aria a zero emissioni in grado di raffreddare un ambiente fino a 60 gradi sotto zero e riscaldarlo fino a 200 gradi usando solo l'energia del Sole: lo hanno creato quattro ingegneri spaziali di Thales Alenia Space al lavoro, a Cannes, su sofisticate tecnologie di satelliti a marchio ESA. Grazie a questo progetto ecofriendly, battezzato Helioclim, è possibile controllare la temperatura all'interno degli edifici senza inquinare.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Buco nero? Terribile ma non troppo</video:title>
            <video:description>Non tutto ciò che entra nel buco nero è perduto per sempre. Lo sostiene un nuovo studio condotto tra gli altri da Stephen Hawking secondo cui alcune informazioni realtive alla materia ingerita dai 'mostri celesti' sarebbe individuabile sull'orizzonte degli eventi</video:description>
            <video:duration>231</video:duration>
            <video:publication_date>2016-06-10</video:publication_date>
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            <video:title>Pioggia galattica per buchi neri</video:title>
            <video:description>Un'equipe internazionale di astronomi ha assistito, usando il telescopio ALMA, ad una pioggia cosmica che cade su un buco nero supermassiccio. Lo studio su Nature</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-09</video:publication_date>
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            <video:title>Mondi d'asfalto</video:title>
            <video:description>Mondi potenzialmente abitabili formati da composti del carbonio,grafite e diamanti. Secondo uno studio condotto dall’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics sarebbero queste le caratteristiche dei primi esopianeti, nati quando l’Universo era ancora agli albori.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>LISA Pathfinder results</video:title>
            <video:description>Launched in December 2015, LISA Pathfinder travelled to its operational orbit, 1.5 million km from earth towards the Sun, where it started its scientific mission on 1 March.At the core of the spacecraft, two identical gold-platinum cubes, are being held in the most precise free-fall ever produced in space.Placing the test masses in a motion subject only to gravity is the challenging condition needed to build and operate a future space mission to observe gravitational waves. Predicted by Albert Einstein a century ago, gravitational waves are fluctuations in the fabric of space-time, which were recently detected directly for the first time by the Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory.Over the first two months of scientific operations, the LISA Pathfinder team has performed a number of experiments on the test masses to prove the feasibility of gravitational wave observation from space.These results are explained in this video with interviews of Paul McNamara, LISA Pathfinder Project scientist, ESA and two LISA Pathfinder Principal investigators : Rita DOLES, University of Trento and Martin Hewitson, University of Hannover.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando eLISA</video:title>
            <video:description>Risultati inaspettati per LISA Pathfinder. La sonda dell’ESA realizzata dall’ASI, INFN e Università di Trento, prototipo di quella che sarà la missione e-LISA ha infatti dimostrato la fattibilità tecnologica della costruzione di un osservatorio spaziale per le onde gravitazionali. L'obiettivo è stato&amp;nbsp;raggiunto con una precisione cinque volte maggiore di quella richiesta in fase di progetto</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-07</video:publication_date>
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            <video:title>L'Universo va di corsa</video:title>
            <video:description>Si espande tra il 5 e il 9% più velocemente di quanto calcolato finora: l'Universo "corre" al ritmo di 73,2 km al secondo per megaparsec secondo i calcoli di un'equipe internazionale di ricercatori. Lo studio, condotto attraverso l'osservazione di variabili cefeidi e supernovae IA, potrebbe svelare dettagli sulle componenti ignote del cosmo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-06</video:publication_date>
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            <video:title>Chi ha acceso il campo magnetico?</video:title>
            <video:description>Il campo magnetico terrestre è uno scudo invisibile che ci protegge dai raggi dannosi. Ma da dove&amp;nbsp;viene? E qual è l’interruttore che per primo lo ha “acceso”? Uno studio su Nature risponde a queste&amp;nbsp;domande grazie alla riproduzione in laboratorio delle condizioni di pressione e temperatura&amp;nbsp;verificate nel centro della giovane Terra per dare origine al campo geomagnetico</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-03</video:publication_date>
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            <video:title>Pianeta X, un alieno nel Sistema Solare</video:title>
            <video:description>Uno straniero in orbita alla periferia del Sistema Solare,sottratto alla sua stella madre dal Sole in virtù di un'attrazione gravitazionale fatale. Il misterioso pianeta X, un alieno con massa 10 volte maggiore della Terra che immaginiamo in orbita ai confini del cielo, sarebbe stato sottratto alla sua stella 4.5 miliardi di anni fa per restare vittima del fascino del nostro astro</video:description>
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            <video:publication_date>2016-06-01</video:publication_date>
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            <video:title>AIM: Asteroid touchdown</video:title>
            <video:description>ESA's next landing on a small body since Rosetta's Philae lander touched down on its comet in 2014 is proposed to take place as part of the Agency's Asteroid Impact Mission.In 2022 the Mascot-2 microlander would be deployed from the main AIM spacecraft to touch down on the approximately 170-m diameter ‘Didymoon’, in orbit around the larger 700-m diameter Didymos asteroid.The 15 kg Mobile Asteroid Surface Scout-2 (Mascot-2) is building on the heritage of DLR’s Mascot-1 already flying on Japan’s Hayabusa-2. Launched in 2014, the latter will land on asteroid Ryugu in 2018.Mascot-2 would be deployed from AIM at about 5 cm/s, and remain in contact with its mothership as it falls through a new inter-satellite communications system. Didymoon’s gravity levels will only be a few thousandths of Earth’s, so the landing would be relatively gentle, although multiple bounces may take place before it comes to rest.Light-emitting diodes (LEDs) would help AIM to pinpoint its microlander’s resting place from orbit. In case of a landing in a non-illuminated area, a spring-like ‘mobility mechanism’ would let the microlander jump to another location. Onboard GNC ‘guidance navigation and control’ sensors would gather details of the landing both for scientific reasons and to determine the microlander’s orientation for deployment of the solar array to keep it supplied with sufficient power for several weeks of surface operations.As well as a solar array, AIM would also deploy its low frequency radar LFR instrument, while cameras perform visible and thermal surface imaging. LFR would send radar signals right through the body, to be detected by AIM on Didymoon’s far side, to provide detailed subsurface soundings of an asteroid’s internal structure for the first time ever.&amp;nbsp;Then Mascot-2 would repeat these measurements after Didymoon has been impacted by the NASA’s DART (Double Asteroid Redirection Test) probe, to assess the extent of structural changes induced by this impact event. AIM and DART together are known as the Asteroid Impact &amp; Deflection Assessment mission.</video:description>
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            <video:title>Rosetta: un tranquillo weekend di paura</video:title>
            <video:description>Fine settimana col brivido per Rosetta e il suo team. Mentre&amp;nbsp;si trovava a circa 5 km dalla superficie di 67P/Churyumov-Gerasimenko, la sonda ha interrotto le comunicazione con la Terra entrando in safe-mode. Dopo quasi 24 ore di blackout sono ripresi i contatti e ora si lavora per riprendere le normali operazioni</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-31</video:publication_date>
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            <video:title>NASA - ASI, collaborazione di antica data</video:title>
            <video:description>Al&amp;nbsp;JPL, la&amp;nbsp;delegazione dell’ASI&amp;nbsp;guidata dal presidente&amp;nbsp;Roberto Battiston, è stata ricevuta dal direttore&amp;nbsp;Charles Elachi&amp;nbsp;che tra pochi mesi lascerà il suo incarico. Entrato a&amp;nbsp;JPL&amp;nbsp;negli anni ’70,Elachi&amp;nbsp;è una leggenda dello spazio, avendo diretto e coordinato alcuni tra i progetti più importanti, da ultimo il lancio di&amp;nbsp;Curiosity. Non solo ma è &amp;nbsp;testimone trentennale di come&amp;nbsp;i rapporti tra il NASA JPL e l'ASI siano sempre stati di profonda collaborazioneCharles ElachiLa delegazione dell’ASI, di cui facevano parte il capo della scienza&amp;nbsp;Enrico Flamini&amp;nbsp;e l’attaché spaziale a Washington,&amp;nbsp;Roberto Vittori, ha visitato alcune delle facilities dove vengono progettate le più importanti&amp;nbsp;missioni robotiche&amp;nbsp;della&amp;nbsp;NASA&amp;nbsp;e vengono realizzate&amp;nbsp;le&amp;nbsp;sonde e i rover spediti su Marte. La NASA è infatti impegnata nella preparazione di una nuova missione marziana, la Mars Sample Return che avrà il compito di analizzerà il suolo marziano anch'essa con un trapano carotatore, compagna di analisi dell'europea exomars. Data di partenza per entrambe il 2020. E la conquista umana di Marte è stato uno dei temi della visita.Roberto Battiston</video:description>
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            <video:title>Pallone gonfiabile ... spaziale</video:title>
            <video:description>La&amp;nbsp;ISS&amp;nbsp;ha un stanza in più. Il&amp;nbsp;Bigelow Expandable Activity Module, o&amp;nbsp;BEAM, è stato espanso e pressurizzato con successo.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-30</video:publication_date>
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            <video:title>KET-Lab, la tecnologia è in circolo</video:title>
            <video:description>Dallo Spazio alla vita di tutti i giorni: le tecnologie innovative messe a punto per affrontare l'esplorazione oltre atmosfera sono utili anche per i 'terrestri', a patto che il mondo della ricerca e quello delle imprese mettano in comune le loro conoscenze e capacità. In Italia succede al KETLab.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-30</video:publication_date>
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            <video:title>Il 4 luglio di JUNO</video:title>
            <video:description>Sarà un ingresso trionfale quello di&amp;nbsp;JUNO&amp;nbsp;nell'orbita di&amp;nbsp;Giove, salutato sulla Terra&amp;nbsp;con fuochi d'artificio&amp;nbsp;il prossimo&amp;nbsp;4 luglio&amp;nbsp;perché cade nel giorno che celebra i&amp;nbsp;240 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza&amp;nbsp;degli&amp;nbsp;Stati Uniti</video:description>
            <video:duration>204</video:duration>
            <video:publication_date>2016-05-27</video:publication_date>
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            <video:title>Il 'bacio fugace' di OSIRIS-REx</video:title>
            <video:description>Partirà il prossimo 8 settembre la missione NASA OSIRIS-REx alla volta di Bennu, un piccolo asteoride errante, così antico da nascondere importanti informazioni sulla storia del nostro sistema solare. Obiettivi: raccogliere un campione di materiale superficiale e riportarlo sulla Terra</video:description>
            <video:duration>103</video:duration>
            <video:publication_date>2016-05-26</video:publication_date>
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            <video:title>E-ELT, una commessa astronomica</video:title>
            <video:description>Va all’Italia la più grande commessa mai assegnata per un progetto di Astronomia da Terra: si tratta del contratto per la costruzione della cupola e della struttura meccanica di supporto dello European Extremely Large Telescope</video:description>
            <video:duration>120</video:duration>
            <video:publication_date>2016-05-25</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo 13 &amp; 14 - Liftoff replay</video:title>
            <video:description>Europe’s 13th and 14th Galileo satellites lifted off at&amp;nbsp;08:48&amp;nbsp;GMT (05:48&amp;nbsp;local time,&amp;nbsp;10:48&amp;nbsp;CEST) on 24 May from Europe’s Spaceport in French Guiana atop a Soyuz launcher.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-25</video:publication_date>
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            <video:title>La stagione dell'innovazione</video:title>
            <video:description>Si è svolta oggi la prima edizione della Primavera dell'Innovazione organizzata da Consorzio Hypatia, in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana. Obiettivo: far crescere un sistema funzionante di trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca e quello dell’industria</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-24</video:publication_date>
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            <video:title>Countdown per Galileo</video:title>
            <video:description>Ancora una manciata di ore di attesa per Danielè e Alizè. Il lancio della settima coppia Galileo è previsto alle 10:48 del 24 maggio dallo spazioporto ESA di Kourou, Guyana Francese per mezzo di un vettore Soyuz. I&amp;nbsp;satelliti numero 13 e 14 del sistema europeo per la navigazione satellitare raggiungeranno il resto della costellazione già in orbita, 12 esemplari di cui 9 operativi.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Intervista doppia Nespoli-Parmitano</video:title>
            <video:description>In esclusiva su AsiTV l'intervista in parallelo a Paolo Nespoli,&amp;nbsp;prossimo astronauta italiano a partire per la ISS e alla terza esperienza in orbita, e Luca Parmitano, protagonista nel 2013 della missione 'Volare'</video:description>
            <video:duration>268</video:duration>
            <video:publication_date>2016-05-20</video:publication_date>
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            <video:title>Stelle cannibali</video:title>
            <video:description>Un gruppo internazionale di astronomi ha osservato con il VLT in Cile il sistema binario J1433, scoprendo che una delle due stelle ha quasi divorato la sua compagna e l’ha trasformata in nana bruna</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Il cocktail vitale di Europa</video:title>
            <video:description>La luna ghiacciata di Giove potrebbe essere in grado di ospitare la vita anche in assenza di attività vulcanica o idrotermale</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-18</video:publication_date>
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            <video:title>Couture in orbit: from spacewalk to catwalk</video:title>
            <video:description>ESA and the Science Museum in London are working with five leading fashion schools around Europe to design clothes for the space age with their ‘Couture in Orbit’ project.&amp;nbsp;Between 2014 and 2016, five ESA astronauts from the UK, France, Italy, Denmark and Germany are visiting the International Space Station. To mark the missions, European fashion schools from the astronauts’ home countries are designing and developing clothes that are both desirable and practical, while incorporating high-tech innovations.The participating schools are Fashion Design Akademiet in Denmark, the Politecnico di Milan in Italy, Ravensbourne in UK and ESMOD in France and Germany.&amp;nbsp;Each is assigned a theme for its clothing, ranging from technology, environment and innovation to health and nutrition, and has to consider the applications of their designs in daily life.ESA provides space-certified textiles for the students to use in the project, which is supported by the companies Bionic Yarn and Sympatex. In addition, national corporate sponsors offer technical advice.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-18</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo Sat 13 and 14 overview</video:title>
            <video:description>Another pair of Galileo navigation satellites is scheduled for launch by a Soyuz rocket this 24 May from Europe’s Spaceport in French Guiana, bringing the Galileo system a step closer to operational use.The European Commission asked ESA to speed up the deployment of the constellation and to increase it’s robustness for delivering initial services.A total of 12 satellites has been deployed into orbit during the last four years –six in the last year alone.This video gives an overview of Galileo and shows Galileo 13 and 14 in preparation in Kourou. It includes an interview with&amp;nbsp;Paul Verhoef, ESA&amp;nbsp;Director of the Galileo Programme and Navigation-related Activities.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-18</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo vede Terra</video:title>
            <video:description>Galileo accelera. L’Agenzia Spaziale Europa è pronta a mandare in orbita Danielè e Alizée, satelliti numero 13 e 14 del programma europeo per la localizzazione e la navigazione satellitare. Il liftoff è previsto per il 24 maggio dallo spazioporto di Kourou, Guyana francese a bordo di un vettore Soyuz&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-17</video:publication_date>
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            <video:title>Menomale che c'è Copernicus</video:title>
            <video:description>Dati preoccupanti sullo stato di salute del pianeta Terra: crescono i livelli di emissione di gas effetto-serra. Lo confermano i satelliti deputati all'osservazione del nostro mondo, validi alleati per la salvaguardia del nostro habitat. Tra questi il programma Copernicus, una flotta di vedette poliedriche il cui completamento è previsto per il 2021</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>Kepler dà supercaccia a nuovi pianeti, nove forse abitabili</video:title>
            <video:description>Il 10 maggio la NASA ha destato molto stupore nella comunità astronomica rivelando la quantità di esopianeti individuati dal cacciatore Kepler. Naturalmente non tutti sono candidati papabili per essere una nuova 'Terra', ma il dato resta stupefacente</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>Il punto luminoso di Hubble</video:title>
            <video:description>Porta la firma del telescopio spaziale per antonomasia il ritratto ultra ravvicinato di Linear, una delle comete più vicine mai passate nei pressi del nostro pianeta</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-13</video:publication_date>
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            <video:title>La danza sincrona dei mini Nettuno</video:title>
            <video:description>Il cacciatore di esopianeti Kepler punta gli obiettivi su un sistema stellare alieno in cui 4 pianeti, simili a Nettuno, orbitano attorno alla stella madre al ritmo di risonanza orbitale.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-12</video:publication_date>
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            <video:title>E' boom di mondi alieni</video:title>
            <video:description>Confermati 1284 nuovi pianeti fuori dal nostro sistema solare, nove dei quali, presumibilmente rocciosi, si troverebbero nella zona abitabile della propria stella: è l'ultimo, ricchissimo bottino del telescopio NASA Kepler, ottenuto grazie a un nuovo metodo di calcolo statistico</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-11</video:publication_date>
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            <video:title>Transit of Mercury seen by Proba-2</video:title>
            <video:description>As the smallest planet in the Solar System crossed the face of the Sun on Monday 9 May, one of ESA’s smallest satellites was watching.&amp;nbsp;Proba-2, smaller than a cubic metre, monitors the Sun from Earth orbit with an extreme-ultraviolet telescope. It was able to spot Mercury’s transit of the Sun as a small black disc roughly four pixels in diameter.The Mercury transit was visible from Earth starting at&amp;nbsp;11:13&amp;nbsp;GMT and ending at&amp;nbsp;18:42&amp;nbsp;GMT. The total transit time was about 7 hours and 31 minutes.Solar transits – where a celestial body is seen to pass across the solar disc from the perspective of Earth – are relatively rare events. Mercury undergoes around 13 transits a century, and Venus two transits every 120 years.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-11</video:publication_date>
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            <video:title>Codice deontologico... per satelliti</video:title>
            <video:description>La conquista dello spazio ha visto la messa in orbita di satelliti di ogni genere. Nonostante il problema del 'traffico in orbita' sia reale, secondo un articolo apparso sul sito Spacenews lo spazio è più vuoto e vasto di quanto si pensi: dal lancio dello Sputnik le collisioni note sono state 'appena' 14. Il problema però non va sottovalutato e gli addetti stanno lavorando a una sorta di codice della strada... per satelliti, in funzione anti-space debris</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-10</video:publication_date>
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            <video:title>Mercurio in controluce</video:title>
            <video:description>Mentre la NASA pubblica la prima mappa topografica di Mercurio, ottenuta attraverso il lavoro della sonda Messenger, il primo pianeta del Sistema Solare dà spettacolo, esibendosi in un transito dinanzi al Sole visibile dalla nostra prospettiva.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-09</video:publication_date>
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            <video:title>Esopianeti, istruzioni per l'uso</video:title>
            <video:description>Abitabile&amp;nbsp;o&amp;nbsp;non abitabile?&amp;nbsp;Questo è il problema per gli scienziati impegnati nella caccia&amp;nbsp;all’esopianeta, quello con la E maiuscola su cui potrebbe essersi sviluppata una qualche forma di&amp;nbsp;vita</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-06</video:publication_date>
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            <video:title>LAGEOS: i miei primi 40 anni</video:title>
            <video:description>Il satellite dedicato allo studio di alcuni aspetti della relatività generale ha compiuto quarant'anni</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-05</video:publication_date>
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            <video:title>Famelab, l'astrofisica fa il bis</video:title>
            <video:description>La scienza è un gioco da ragazzi! Nella cornice dell'Auditorium dell'ASI premiati i giovani ricercatori di Famelab, l'X Factor per scienziati in erba con il pallino della comunicazione</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars is on its way</video:title>
            <video:description>After a successful launch from Kazakhstan’s Baikonur Cosmodrome in March, the ExoMars spacecraft is making good progress on its 500 million km trip to Mars.The joint European and Russian mission will perform science, test lander and descent technology, and may help solve the mystery of why there is methane on Mars. The gas could indicate a geological origin or past or present life - most likely from microbes. The mission carries four scientific packages with Russia developing one of the three spectrometers on board the orbiter’s Atmospheric Chemistry Suite.This film provides an update of ExoMars’ journey. It includes the first test image from the Trace Gas Orbiter’s high-resolution camera and looks ahead to a major course correction manoeuvre in July. The spacecraft will then be lined up for arrival at Mars on 19 October 2016.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia va a razzo</video:title>
            <video:description>La strada verso lo spazio fa tappa a Roma: dal 2 al 6 maggio va in scena lo Space Propulsion 2016, &amp;nbsp;incontro biennale dedicato al tema della propulsione e del trasporto spaziale, un settore in cui l'Italia si distingue per merito dell'industria nazionale</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel 1B, il nuovo custode del nostro pianeta è in orbita</video:title>
            <video:description>Lunedì 25 aprile è stato lanciato in orbita il satellite Sentinel 1B: secondo della famiglia Sentinel- il 'gemello' 1A è in orbita dal 2014-, fa parte del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus. Si tratta di un satellite radar che permette di vedere in tutte le condizioni, sia di notte che in caso di maltempo, e che fornisce dati utili per il monitoraggio del clima, per la sicurezza e la difesa e in caso di catastrofi naturali.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Amarcord BeppoSax</video:title>
            <video:description>I vent'anni di BeppoSax. La comunità scientifica ha ricordato il ventennale del lancio del satellite che per primo ha dato risposta ai misteriosi fenomeni dei lampi gamma</video:description>
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            <video:publication_date>2016-05-02</video:publication_date>
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            <video:title>Benvenuti al Sud</video:title>
            <video:description>In Italia vi sono ben 11 distretti tecnologici dedicati all’aerospazio e alcuni di questi, tra i più importanti, sono dislocati nelle regioni del sud. In Puglia, con diramazioni in Basilicata, e in Campania, fino a Roma dove opera il distretto aerospaziale del Lazio.&amp;nbsp;E allora abbiamo approfittato di un tour nel meridione di un meridionale di eccezione, l’astronauta dell’ESA Luca Parmitano, siciliano di nascita per fare un giro tra le eccellenze spaziali - ma non solo - dislocate nel Mezzogiorno.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Vostochny, la Città delle Stelle del futuro</video:title>
            <video:description>Inaugurata la nuova base di lancio russa con il liftoff di un vettore Soyuz 2.1a. Dal cosmodromo di Vostochny partiranno anche le missioni con equipaggio</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-28</video:publication_date>
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            <video:title>Guarda che luna, Makemake</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale Hubble avvista una nuova luna alla periferia del Sistema Solare: il suo nome è MK2 ed incede a braccetto con il pianeta nano Makemake. Future osservazioni potranno chiarirne l'origine, svelando alcuni dei tanti misteri che nascondono i pianeti in miniatura</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>ESA Euronews: Egnos, salvavita nel cielo</video:title>
            <video:description>I sistemi di navigazione satellitare ci guidano lungo un cammino, annunciando educatamente quante svolte fare per arrivare a destinazione. Ma, la loro potenzialità va ben oltre.Alla Danish Air Ambulance base di Billund, la navigazione satellitare è un vero salvavita, nel cielo.Il suono dell’allarme chiama all’azione l’equipaggio dell’elisoccorso. Qualcuno nell’area deve essere aerotrasportato in un ospedale il più velocemente possibile. L’equipaggio resta perfettamente calmo, ma non perde tempo: ha meno di 5 minuti per decollare, anche se le condizioni meteorologiche non sono perfette.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>In orbita la Sentinella custode del pianeta</video:title>
            <video:description>Lancio effettutato e perfettamente riuscito. Dopo due rinvii, il maltempo ha concesso una tregua alla base dell'ESA di Kourou, in Guyana Francese, permettendo al vettore Soyuz di portare in orbita&amp;nbsp;Sentinel-1B, uno dei due satelliti&amp;nbsp;radio che compongono la costellazione di Osservazione della Terra dell'Unione Europea.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-26</video:publication_date>
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            <video:title>Herschel mappa la Via Lattea</video:title>
            <video:description>Questo nuovo video dell’Herschel Space Observatory dell'ESA rivela nel minimo dettaglio il disegno intricato di gas, polvere e i fulcri di questa materiale che addensandosi dà via alla formazione stellare, lungo il piano della nostra Galassia, la Via Lattea.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-22</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble-Bubble, compleanno con 'bolla di sapone'</video:title>
            <video:description>Si prepara a festeggiare il suo 26esimo compleanno in orbita il 24 aprile e come da tradizione, per celebrare la ricorrenza è stato realizzato con i suoi scatti un particolare ritratto di un oggetto celeste. Il festeggiato è lo storico telescopio spaziale Hubble, frutto della collaborazione tra NASA ed ESA, il soggetto della foto è la Nebulosa Bolla</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-21</video:publication_date>
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            <video:title>Mission X: in forma con Luca Parmitano</video:title>
            <video:description>Gran finale con l’astronauta&amp;nbsp;Luca Parmitano&amp;nbsp;per&amp;nbsp;Mission X,&amp;nbsp;il progetto didattico internazionale sul tema dell'attività fisica e della corretta alimentazione.&amp;nbsp;La giornata conclusiva si è svolta presso il&amp;nbsp;Centro di Geodesia spaziale&amp;nbsp;dell’Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;di&amp;nbsp;Matera.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-20</video:publication_date>
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            <video:title>ESA’s Asteroid Impact Mission: the reason why</video:title>
            <video:description>ESA’s Asteroid Impact Mission, currently under study for launch in 2020 and arrival in 2022, would be humanity’s first probe to a double asteroid system. Targeting an approximately 180-m diameter asteroid – around the same size as the Great Pyramid of Giza – AIM would spend a busy six months gathering data on its surface and inner structure.It would then perform before-and-after measurements as the NASA-led Double Asteroid Redirection Test spacecraft impacts straight into it, in an attempt to change the asteroid’s orbital period – marking the very first time that humanity shifts a Solar System object in a measurable way. Success would make it possible to consider carrying out such an operation again if an incoming asteroid ever threatened our planet. The two missions combined are called the Asteroid Impact &amp; Deflection Assessment, or ‘AIDA’ for short.But why do we need to plan such a ground-breaking experiment? Astrophysicist and Queen guitarist Brian May, ESA astronaut Luca Parmitano, the UK’s Astronomer Royal Sir Martin Rees and Canadian astronaut Chris Hadfield share their own thoughts.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-20</video:publication_date>
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            <video:title>Dai Caraibi alle Piramidi - Cartoline dalla Cupola #16</video:title>
            <video:description>Obiettivi puntati sul pianeta. Dagli iceberg dell'Himalaya ai coralli dei Caraibi fino alle Piramidi: ecco le ultime viste suggestive catturate dagli astronauti Tim Kopra e Tim Peake in orbita a 400 km di quota</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-21</video:publication_date>
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            <video:title>Dove 'nascono' le onde gravitazionali</video:title>
            <video:description>Il team del satellite NASA Fermi, a forte partecipazione italiana, sta cercando di puntare il telescopio nella giusta direzione per avere più possibilità di osservare in  diretta un altro evento super energetico in grado di far vibrare seppur  lievissimamente le maglie dell’Universo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-19</video:publication_date>
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            <video:title>Oltre le nebbie di Plutone</video:title>
            <video:description>Gli occhi dello strumento LORRI di New Horizons puntati sugli strati di foschia che avvolgono il pianeta nano Plutone. La sua complessa atmosfera presenta variazioni di lucentezza</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-18</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta e la cometa: 67P ha cambiato colore</video:title>
            <video:description>La sonda Rosetta ha visto cambiare il colore della cometa 67P Churyumov Gerasimenko durante la fase di avvicinamento al Sole. Lo hanno scoperto gli scienziati analizzando i dati dello strumento Virtis, lo spettrometro a immagine visibile, infrarosso e termico a guida italiana.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-18</video:publication_date>
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            <video:title>Il coraggio di conoscere... Foligno</video:title>
            <video:description>Sesta edizione della Festa di Scienza e Filosofia, Virtute e Conoscenza, dedicata al coraggio di conoscere. Prime due giornate con Roberto Battiston, Nichi D'Amico, Edoardo Boncinelli e il patron della manifestazione Pierluigi Mingarelli</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars apre gli occhi</video:title>
            <video:description>Procede secondo i piani la lunga marcia verso il pianeta rosso della sonda Exomars, la missione congiunta&amp;nbsp;ESA/Roscosmos, che il&amp;nbsp;7 aprile&amp;nbsp;ha puntato gli obiettivi sulle deboli luci del sud, realizzando&amp;nbsp;la prima immagine di test&amp;nbsp;delle regioni a ridosso del polo sud celeste, a conferma del suo ottimo stato di salute in vista del lavoro che la attende su Marte</video:description>
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            <video:title>Occhio al cuore della Fornace</video:title>
            <video:description>Porta la firma di VST l'ultimo ritratto del cluster della Fornace, un ammasso di galassie che vanta ospiti d'eccezione come la galassia cannibale o quella a spirale barrata, legate tra loro da una formidabile attrazione gravitazionale</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel-1B services: tracking sea ice</video:title>
            <video:description>On 22 April, ESA will launch the Sentinel-1B satellite on top of a Soyuz rocket from Kourou, French Guiana.It is the twin of Sentinel-1A, launched in 2014, and the fourth satellite of the Copernicus Sentinel series.With Sentinel-1, ESA and the European Union can already showcase the importance and interest of the space component of the Copernicus programme.The Sentinel-1 satellites offer numerous services covering applications in the marine environment with oil-spill monitoring or ship detection for maritime security, monitoring land-subsidence, and mapping of forests, water and soils as well as supporting humanitarian aid and crisis situations management.This video shows a good example of Sentinel services for monitoring Arctic sea-ice and iceberg mapping with the Danish Meteorological Institute in Copenhagen.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-13</video:publication_date>
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            <video:title>A scuola da Gagarin</video:title>
            <video:description>55 anni or sono, oggi 12 aprile, la conquista umana dello spazio diventava realtà. Certo eravamo agli albori, un po’ come i primi scopritori delle americhe, ancora ben lungi dall’esplorarle tutte. Ma l’uomo nel buio del cosmo diveniva realtà e aveva un nome, Yuri Gagarin, classe 1934. Gagarin non è una leggenda solo per l’ex unione sovietica ma è un’icona dello spirito di avventura umana. E allora, seppur in breve, ripercorriamo alcune delle tappe storiche di una conquista ancora ben lungi dall’essersi conclusa.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-12</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio verticale: Dragon e l'era low cost</video:title>
            <video:description>Nuovo successo in casa SpaceX. L'azienda di Elon Musk conquista la ISS agganciando al modulo Harmony la capsula Dragon mentre il vettore Falcon 9 atterra nell'Oceano Atlantico. E' l'era del trasporto spaziale formato low cost</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>La stella di neutroni custodita da Andromeda</video:title>
            <video:description>La chiamano la galassia 'gemella' della Via Lattea: Andromeda, oggetto da decenni di osservazioni astronomiche, è una galassia a spirale visibile a occhio nudo dalla Terra nelle notti buie senza Luna. Gli scienziati, grazie al coordinamento italiano, hanno scoperto che Andromeda custodisce una stella di neutroni, un tipo di corpo celeste molto sfuggente e difficile da individuare</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>Dragon, contatto!</video:title>
            <video:description>La nave cargo commerciale di SpaceX ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 10 aprile, due giorni dopo il suo lancio dalla Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida. A bordo oltre a rifornimenti ed esperimenti il modulo espandibile BEAM della Bigelow</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>FameLab, a Roma la sfida finale</video:title>
            <video:description>Sarà la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana ad ospitare la quinta edizione di FamLab Italia, la talent show dedicato alla divulgazione scientifica. Ad annunciarlo è stato il presidente di Psiquadro – Perugia Science Fest, Leonardo Alfonsi in una conferenza stampa svoltasi a Perugia</video:description>
            <video:duration>292</video:duration>
            <video:publication_date>2016-04-08</video:publication_date>
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            <video:title>Un buco nero da record</video:title>
            <video:description>Trovato un buco nero supermassiccio in una galassia non lontana dalla nostra. La scoperta mostra che questi oggetti celesti sono forse più diffusi del previsto: è quanto afferma il gruppo internazionale di astronomi che ha firmato lo studio, apparso su Nature. Il buco nero gigante ha una massa di 17 miliardi di volte quella del sole</video:description>
            <video:duration>102</video:duration>
            <video:publication_date>2016-04-07</video:publication_date>
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            <video:title>Avio? Non è solo questione di business</video:title>
            <video:description>La strada verso l'orbita parte dagli stabilimenti di Colleferro: a testimoniarlo il Ministro dell'Istruzione Università e Ricerca Stefania Giannini, in visita ufficiale assieme al Presidente ASI Battiston presso il quartier generale di Avio, per confermare l'impegno del Governo per l'Italia dello spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-06</video:publication_date>
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            <video:title>67P in controluce</video:title>
            <video:description>Nuove immagini della NavCam scattate il 27 marzo scorso mostrano la cometa allineata quasi perfettamente con il Sole</video:description>
            <video:duration>104</video:duration>
            <video:publication_date>2016-04-05</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio verticale: terzo successo per New Shepard</video:title>
            <video:description>Sale a quota tre il numero di voli con rientro a terra completati da New Shepard, il razzo messo a punto dalla Blue Origin di Jeff Bezos. Il vettore ha superato il terzo test consecutivo equipaggiato con il medesimo modulo propulsivo, rendendo realtà il sogno di ottimizzare i costi attraverso il riutilizzo delle tecnologie e più verosimile la prospettiva di un viaggio spaziale in forma privata entro il 2018</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>Earth Observatory, le otto missioni 'terrestri' della NASA</video:title>
            <video:description>Quanto sappiamo davvero della Terra? Vista dallo Spazio, grazie agli occhi dei satelliti, rivela molti cambiamenti in corso.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>Le stanze di Bigelow... gonfiabili</video:title>
            <video:description>Partirà il prossimo&amp;nbsp;8 aprile il primo modulo abitativo gonfiabile che sarà agganciato alla ISS, il BEAM della società Bigelow. Il primo progetto Nasa per una stazione gonfiabile risale agli anni 60, l'idea fu ripresa negli anni '90 con il progetto TransHab a cui partecipò anche l'Italia e da cui derivarono i primi prototipi. Leggeri e compatti al lancio e quindi più economici dei moduli tradizionali, gli ambienti espandibili potrebbero rappresentare il futuro dei sistemi abitativi spaziali, dall'orbita bassa alla Luna e oltre</video:description>
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            <video:publication_date>2016-04-01</video:publication_date>
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            <video:title>Maritime security: al via il progetto PROFUMO</video:title>
            <video:description>Uno studio di fattibilità atto a&amp;nbsp;definire le caratteristiche di un&amp;nbsp;servizio per la navigazione marittima&amp;nbsp;che identifichi le rotte sicure e di minor consumo di carburante. E' al via PROFUMO, il progetto cofinanziato all'interno del programma ESA ARTES</video:description>
            <video:duration>133</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-31</video:publication_date>
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            <video:title>Mappata la culla delle stelle</video:title>
            <video:description>Presentati i risultati del progetto Hi-GAL: ecco la mappa dell'intero piano galattico nel lontano infrarosso ottenuta con i dati del satellite ESA Herschel</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-30</video:publication_date>
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            <video:title>ESA Euronews- alla ricerca di tracce di vita su Marte</video:title>
            <video:description>Al cosmodromo di Bajkonur, in Kazakhstan, Euronews ha seguito l'avvio di ExoMars, missione sviluppata dall'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea e da Roscosmos, Agenzia Spaziale Russa.&amp;nbsp;L'obiettivo di ExoMars è lo studio dell'ambiente biologico della superficie del pianeta ma anche la ricerca di eventuali tracce di vita, passata o presente.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>Hitomi batti un colpo</video:title>
            <video:description>Misterioso silenzio stampa da parte del telescopio HITOMI. L’osservatorio spaziale a raggi X noto dell’Agenzia Spaziale Giapponese JAXA ha mancato l’appuntamento con la Terra, fissato per le 8.40 di sabato 26 marzo. Il JSpoc ha osservato&amp;nbsp;detriti spaziali nei pressi della sonda, ma resta qualche speranza per la missione</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>La complicata lotta contro lo stress nello Spazio</video:title>
            <video:description>Osservare il mondo da una prospettiva privilegiata è affascinante e apre la mente. Quello che in tanti non sanno è che trascorrere alcuni mesi in orbita a 400 chilometri da Terra, come avviene per gli equipaggi della Stazione spaziale internazionale, è molto faticoso e stressante per il corpo umano</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>La Space Economy sale sul razzo</video:title>
            <video:description>Space rocket. Una volta averne uno determinava la supremazia politica di una nazione sul piano dell'esplorazione. Oggi possedere un proprio sistema di lancio fa di un paese una potenza leader della space economy. E l'Italia con il lanciatore Vega è nella rosa degli 11 big del pianeta ad avere accesso indipendente allo spazio. Almeno per il momento</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Moon Village</video:title>
            <video:description>Almost 50 years since man first walked on the lunar surface, the head of the European Space Agency explains his vision for living and working on the Moon.Johann-Dietrich Woerner believes the next giant leap for humankind could be an international collaboration of space faring nations in the form of a Moon village. This village would be a permanent lunar base for science, business, tourism or even mining.Woerner explains how using the Moon’s own natural resources could help build and sustain a base by 3D printing a structure or building element. Robotic rovers could inflate protective domes for astronauts. He also discusses the potential hazards of living on the Moon as well as the possible locations of he lunar base and the advantages of a new global space project.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>E la Luna andò in tilt</video:title>
            <video:description>Il nostro satellite tre miliardi di anni fa avrebbe infatti inclinato il proprio asse di cinque centimetri, mostrandoci da allora la stessa faccia rivolta verso la Terra. È quanto afferma uno studio pubblicato da Nature e finanziato dalla NASA che si è avvalso dei dati ottenuti con le sonde LRO, LCROSS, Lunar Prospector.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Il Cigno vola con... ARTE</video:title>
            <video:description>E' partita questa notte dalla base NASA di Cape Canaveral la capsula di rifornimento della Orbital ATK Cygnus. A bordo oltre 3 mila chilogrammi di esperimenti, tra cui il paylod italiano Thermal Exchange, progettato e realizzato da Argotec e Politecnico di Torino nell'ambito del progetto dell'ASI ARTE</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-23</video:publication_date>
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            <video:title>Come muoiono le stelle</video:title>
            <video:description>Il telescopio spaziale della NASA ha immortalato per la prima volta l’esatto momento in cui due stelle esplodono in supernove</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>Arrivano le comete di primavera</video:title>
            <video:description>A poche ore dall'equinozio precoce di primavera, due stelle con la coda si apprestano ad effettuare un volo nei pressi del nostro pianeta. Si tratta di due comete dalle orbite straordinariamente simili, forse legate da un vincolo "parentale"</video:description>
            <video:duration>106</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-21</video:publication_date>
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            <video:title>Iter, l'energia del futuro è come quella del Sole</video:title>
            <video:description>Il sogno degli scienziati che studiano il Sole e le stelle è quello di riuscire a creare anche sulla Terra il meccanismo di fusione nucleare che le alimenta, all'interno di un reattore da cui poter attingere come fonte infinita di energia sostenibile. Per questo è nato il progetto internazionale Iter</video:description>
            <video:duration>211</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-21</video:publication_date>
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            <video:title>Scene da Baikonur</video:title>
            <video:description>Il giorno del lancio della missione ExoMars con il vettore russo Proton in alcune immagini realizzate con il gruppo della stampa che avrebbe narrato l'evento, dalle 6 del mattino alle 15.40 (ore di Baikonur) del 14 marzo&amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>352</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-18</video:publication_date>
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            <video:title>Campo magnetico a protezione 50 per la Terra</video:title>
            <video:description>Gli studi condotti sulla giovane stella Kappa Ceti simile al nostro Sole, mostrano che la Terra, anche agli albori della propria storia, era sufficientemente protetta dalla magnetosfera. Il campo magnetico terrestre di allora, anche se più debole rispetto a oggi, avrebbe potuto&amp;nbsp;schermare il pianeta da un vento stellare fino a&amp;nbsp;50 volte più potente&amp;nbsp;di quello generato dalla nostra stella</video:description>
            <video:duration>90</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-17</video:publication_date>
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            <video:title>Così cambiano gli strani bagliori di Cerere</video:title>
            <video:description>Porta la firma dello spettrometro HARPS l'ultimo ritratto a Cerere e alle sue misteriose macchie brillanti. Secondo lo studio condotto con lo spettrometro ESO, le variazioni di luminosità nelle aree superficiali più chiare, sarebbero riconducibili alla foschia generata dall'evaporazione di sostanze volatili</video:description>
            <video:duration>101</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-16</video:publication_date>
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            <video:title>Segnali dallo spazio, l'Italia in ascolto</video:title>
            <video:description>Da Malindi verso Exomars 2018, il nostro Paese gioca un ruolo fondamentale nel l'analisi dei dati e nel controllo da terra sulle missioni spaziali, esercitato attraverso le basi. Una raccolta di informazioni &amp;nbsp;per scrivere in italiano la storia dell'esplorazione del cosmo</video:description>
            <video:duration>121</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-15</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars 2016: il replay del liftoff</video:title>
            <video:description>Replay of the ExoMars 2016 liftoff on a Proton-M rocket from Baikonur, Kazakhstan at&amp;nbsp;09:31&amp;nbsp;GMT on 14 March 2016</video:description>
            <video:duration>41</video:duration>
            <video:publication_date>2016-03-15</video:publication_date>
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            <video:title>Buon viaggio ExoMars!</video:title>
            <video:description>Bye bye ExoMars, l'Italia dello spazio ti saluta. Dal centro Altec di Torino sede dell'evento italiano, dal cosmodromo di Baikonur che ha scandito il conto alla rovescia per Marte, ma anche da Piazza del popolo a Roma e attraverso i nodi della rete unita dall'hashtag ItaliaVaSuMarte: un popolo di scienziati, ingegneri e appassionati ti augura buon viaggio</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-14</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nel sistema solare</video:title>
            <video:description>Pianeta che vai, italiano che trovi. Dal Sole a Saturno passando per comete, pianeti nani e asteroidi: c'è uno strumento made in Italy in quasi ogni angolo del nostro sistema solare. E il prossimo 14 marzo al gruppo di viaggiatori interplanetari che parlano italiano si aggiunge ExoMars che ha come obiettivo ultimo la ricerca di vita, passata o presente, sul mondo rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-11</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia va su Marte - L'approfondimento</video:title>
            <video:description>Cosa unisce l'Italia a Marte dal punto di vista scientifico? Tralasciando Galileo da Schiaparelli in poi l'Italia ha avuto sempre un rapporto di "interesse" con il pianeta rosso, passando per Mars EXPRESS, via MRO e ora pronti con EXOMARS.&amp;nbsp;Di Manuela Proietti e Francesco Rea, con la voce narrante di Cristiano Bucchi e la collaborazione di Thales Alenia Space Italia, Finmeccanica e Telespazio</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-10</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia va su Marte</video:title>
            <video:description>Per un mese Piazza del Popolo a Roma ospiterà l'installazione dedicata alla doppia missione europea ExoMars per l'esplorazione del pianeta rosso. Attraverso il maxi-schermo lunedì 14 marzo alle 10:30 sarà possibile seguire in diretta il lancio della spedizione 2016 incaricata di portare su Marte un orbiter e un modulo di atterraggio con a bordo scienza e tecnologia italiane. Diretta streaming&amp;nbsp;su AsiTV. Hashtag #ItaliaVaSuMarte</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-10</video:publication_date>
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            <video:title>Polvere di stella... senescente</video:title>
            <video:description>Un disco di polvere attorno ad un astro in età avanzata, del tutto simile a quelli che cingono stelle giovani ed entro cui esordiscono nuovi mondi. La panoramica porta la firma del VLTI dell'ESO: l'anello avvistato ad una risoluzione senza precedenti apre la strada alla ricerca di pianeti di seconda generazione nell'orbita di stelle mature</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-09</video:publication_date>
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            <video:title>ExoMars, la scienza italiana a bordo di TGO</video:title>
            <video:description>ExoMars 2016,&amp;nbsp;missione congiunta europea e russa, testerà tecnologie chiave per l'esplorazione e cercherà le prove della presenza di metano e di altri rari gas nell'atmosfera marziana. Questi gas potrebbero derivare da processi geologici o essere il segno di attività biologiche in corso sul pianeta. Questo video prende in esame i due strumenti europei a bordo del Trace Gas Orbiter, entrambi con contributo italiano: Cassis e NOMAD</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-09</video:publication_date>
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            <video:title>Il lato oscuro di Mercurio</video:title>
            <video:description>Uno studio su Nature Geoscience potrebbe aver svelato le macchie scure che caratterizzano il terreno del pianeta usando la sonda NASA MESSENGER</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-08</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceX successo a metà</video:title>
            <video:description>Missione compiuta o quasi per Falcon 9. Il razzo targato SpaceX ha portato in orbita geostazionaria il satellite Ses-9 deputato al broadcasting televisivo e alle comunicazioni marittime. Tuttavia il vettore ha mancato il rientro guidato sulla nave-drone rendendo il riutilizzo delle navette prossimo obiettivo della società</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-07</video:publication_date>
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            <video:title>L'ossigeno sulle altre Terre, come liberarsi dalle false illusioni</video:title>
            <video:description>Il desiderio di trovare forme di vita extraterrestri caratterizza parte della ricerca spaziale e popola i sogni di milioni di persone, affascinate dall'idea di un incontro come quello immaginato da Steven Spielberg in E.T. La vita di cui sono a caccia gli scienziati è però molto diversa da quella personificata dal tenero extraterrestre di celluloide. La ricerca punta ai mattoncini base della vita: idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-07</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel-3A si prepara al liftoff</video:title>
            <video:description>Questo video timelapse mostra Sentinel - 3A, dagli ultimi preparativi al decollo a bordo di un lanciatore Rockot dal cosmodromo di Plesetsk nel nord della Russia</video:description>
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            <video:title>Aspettando ExoMars</video:title>
            <video:description>Conto alla rovescia per ExoMars. L'Europa è pronta a scrivere il primo capitolo della doppia&amp;nbsp;avventura di conquista del Pianeta Rosso. La missione 2016, a cui seguirà l'invio di un robot&amp;nbsp;carotatore nel 2018, sarà lanciata il prossimo 14 marzo da Baikonur, in Kakazistan. Diretta streaming su AsiTV e a Piazza del Popolo a Roma</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-04</video:publication_date>
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            <video:title>Primi risultati per Ket Lab</video:title>
            <video:description>La presentazione dei primi risultati di &amp;nbsp;Nanobiotech del polo scientifico Ket Lab progetto congiunto del Consorzio Hypatia e dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-03</video:publication_date>
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            <video:title>Giganti tra le nuvole</video:title>
            <video:description>Porta la firma del telescopio per survey VST, l'ultimo scatto al cielo della Norma. L'osservatorio ESO ha individuato giovani stelle dal comportamento peculiare all'interno della nube RCW 106, porzione di cielo solitamente oscurata da una densa coltre di gas e polvere&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-02</video:publication_date>
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            <video:title>SDO guarda il Sole</video:title>
            <video:description>La sonda SDO della NASA, con l'obiettivo di catturare i fenomeni più intriganti che interessano la nostra stella, osserva da una prospettiva privilegiata l'inizio della stagione delle eclissi</video:description>
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            <video:publication_date>2016-03-01</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini a caccia del Pianeta X</video:title>
            <video:description>Cassini alla ricerca del misterioso Pianeta X.&amp;nbsp;L’idea di arruolare la missione congiunta&amp;nbsp;NASA-ESA-ASI&amp;nbsp;tra le file degli investigatori è nata dagli autori di uno studio pubblicato su&amp;nbsp;Astronomy and Astrophysics.</video:description>
            <video:duration>110</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-29</video:publication_date>
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            <video:title>'Balle spaziali': la top 5</video:title>
            <video:description>Quando la bufala diventa virale: dal recente caso delle 'voci dalla Luna' al presunto 'falso' disastro del Challenger, passando per i 'misteriosi avvistamenti' su Marte, Nibiru e il primo porno spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-25</video:publication_date>
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            <video:title>La prima volta per un Fast Radio Burst</video:title>
            <video:description>Individuata per la prima volta l'origine di un lampo radio, enigmatici segnali radio, della durata di appena qualche millisecondo. La scoperta conferma il modello teorico cosmologico sulla cosiddetta materia mancante John Rowe Animation (CASS/SKAO/Swinburne/MPIfR/INAF)</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-25</video:publication_date>
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            <video:title>Nuovo ritratto della Via Lattea firmato APEX</video:title>
            <video:description>Va ad Apex - il telescopio da 12 metri di diametro dello European Southern Observatory - il merito per la realizzazione della mappa più dettagliata del piano della nostra galassia nel submillimetrico. ATLASGAL, questo il nome della survey completata dall'osservatorio, svela l'Universo freddo e censisce le aree in cui si stanno aggregando nuove stelle</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-24</video:publication_date>
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            <video:title>Il viaggio di ExoMars</video:title>
            <video:description>Il percorso dell' ExoMars Trace Gas Orbiter 2016 (TGO) e del modulo Schiaparelli che arriveranno su Marte a ottobre&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-24</video:publication_date>
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            <video:title>Voci dalla Luna, quando lo scoop diventa bufala</video:title>
            <video:description>Il caso del tv show complottista lanciato dallo Science Channel, intitolato NASA’s Unexplained Files, che ripescando la storia della 'strana musica' avvertita dagli astronauti della missione lunare Apollo 10, ne fa un x-file montato ad arte</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-23</video:publication_date>
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            <video:title>SpaceShipTwo, Hawking tifa Branson</video:title>
            <video:description>A due anni dall'incidente di SpaceShipTwo Enterprise, il colosso Virgin Galactic presenta la navetta per turisti spaziali del futuro. Unity - questo il nome scelto da Stephen Hawking in persona - &amp;nbsp;potrà lanciare fino a sei avventurieri nello spazio disposti a spendere cifre a sei zeri per pochi minuti in assenza di gravità</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-22</video:publication_date>
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            <video:title>Space Weather, è italiana la banca dati per i pericoli che arrivano dal Sole</video:title>
            <video:description>Università e industria vanno a braccetto per difendere la Terra dalle insidie che arrivano dal Sole. E' iniziata la collaborazione tra il gruppo 'Space Weather' del dipartimento di Fisica dell'Università di Tor Vergata e le industrie high tech, con il finanziamento della Regione Lazio</video:description>
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            <video:title>E la Luna bussò... alle porte di Marte</video:title>
            <video:description>Passa per la Luna il viaggio dell'umanità verso Marte e più precisamente per un 'Moon Village'. Almeno secondo il numero uno dell'ESA Jan Woerner che ha lanciato l'idea di realizzare una base spaziale internazionale sul nostro satellite. Una sorta di banco di prova, frutto della cooperazione tra nazioni, dove testare capacità e tecnologie utili alla conquista umana del Pianeta rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-19</video:publication_date>
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            <video:title>Così muore un asteroide</video:title>
            <video:description>Vita e morte di un asteroide. Una nuova scoperta scrive l’ultimo capitolo di questa storia: spiegando per la prima volta come avviene la fine degli asteroidi. Almeno di quelli più vicini a noi</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-18</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel-3 for oceans</video:title>
            <video:description>Coprendo il 70 % del pianeta gli oceani sono direttamente collegati al nostro tempo e al nostro clima.&amp;nbsp;Essi sono inoltre essenziali per il trasporto globale e rappresentano un patrimonio di risorse.&amp;nbsp;Ciò che accade nel mare ha un effetto diretto sulle società di tutto il mondo.&amp;nbsp;Sentinel-3 fornisce osservazioni cruciali dei nostri oceani e ci aiuta a comprendere la salute generale del nostro pianeta.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>Vola la sentinella degli oceani</video:title>
            <video:description>E' cominciato alle 18.57 di ieri il viaggio della sentinella degli oceani: la missione Sentinel 3A, terzo step del programma europeo di Osservazione della Terra Copernicus, segue l'invio dei "fratelli" radar e ottico 1 e 2, dedicati al monitoraggio ambientale. L'ultimo arrivato punterà i suoi occhi elettronici sui mari per effettuare misurazioni sullo stato di salute delle acque</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-17</video:publication_date>
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            <video:title>'Astrosamantha' al cinema</video:title>
            <video:description>Presentato alla stampa il docufilm che racconta con la voce di Giancarlo Giannini l'avventura di Samantha Cristoforetti nello spazio, dall'addestramento al ritorno a terra</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>OK Go, rock a zero-G</video:title>
            <video:description>Sembra arrivare direttamente dallo spazio il video della canzone&amp;nbsp;Upside Down &amp; Inside Out&amp;nbsp;degli OK Go:&amp;nbsp;i rocker statunitensi hanno battuto la forza di gravità girando l'ultimo clip musicale in zero-g&amp;nbsp;a bordo di un aereo della S7 Airlines</video:description>
            <video:duration>105</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>L'annuncio del secolo: osservate le onde gravitazionali teorizzate da Einstein</video:title>
            <video:description>“We detected for the first time gravitational waves”. L'annuncio storico arriva in tutto il mondo alle 16.30, ora italiana, dell'11 febbraio 2016. “Abbiamo visto le onde gravitazionali”.</video:description>
            <video:duration>224</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-15</video:publication_date>
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            <video:title>LIGO Gravitational Wave Chirp</video:title>
            <video:description>Il suono delle onde gravitazionali rilevate da LIGO il 14 settembre 2015</video:description>
            <video:duration>12</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-12</video:publication_date>
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            <video:title>Onda su onda l'Universo ci porterà</video:title>
            <video:description>Le onde gravitazionali teorizzate un secolo fa da Einstein esistono e le abbiamo ascoltate per la prima volta. L'increspatura nel tessuto dello spazio-tempo registrata dall'interferometro LIGO è stato generata dalla fusione di due buchi neri. Ma perché ci è voluto tanto per captarle? Cosa ci raccontano dell'Universo remoto?&amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>311</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-12</video:publication_date>
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            <video:title>Il gigante addormentato</video:title>
            <video:description>Nel cuore della galassia NGC 4889 si nasconde un buco nero da record, ora dormiente, osservato dal telescopio spaziale Hubble</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-11</video:publication_date>
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            <video:title>Attrazione fatale per galassie nascoste</video:title>
            <video:description>Un gruppo internazionale di ricercatori ha utilizzato i dati del radiotelescopio CSIRO individuando per la prima volta centinaia di galassie nascoste dalla Via Lattea. La scoperta potrebbe spiegare l’anomalia gravitazionale del Grande Attrattore</video:description>
            <video:duration>101</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-10</video:publication_date>
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            <video:title>Lo specchio d'oro del JWST</video:title>
            <video:description>Installato l’ultimo segmento che compone la grande superficie riflettente del telescopio. Il progetto coinvolge NASA, ESA e CSA. Considerato l’erede di Hubble, il Webb sarà lanciato da Kourou ad ottobre 2018</video:description>
            <video:duration>94</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-09</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio, l'economia del futuro</video:title>
            <video:description>Dall'opportunità al business: mentre al quartier generale dell'ESA si parla di colonizzare la Luna e in Lussemburgo di estrarre minerali dagli asteroidi, lo spazio diviene sempre più il settore in cui si investe per profitto diretto</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-08</video:publication_date>
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            <video:title>Da dove veniamo e dove andremo? Una EVA per le risposte</video:title>
            <video:description>A cosa servono le attività extraveicolari? Uno dei compiti dell'astronauta che lascia la Stazione per avventurarsi nello Spazio è quello di provvedere alla manutenzione dei vari moduli che compongono l''astronave'. Ma un altro aspetto per cui le EVA sono indispensabili è quello degli esperimenti. E' proprio questo il caso della ultima che ha avuto luogo sulla ISS</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-08</video:publication_date>
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            <video:title>I droni dello spazio</video:title>
            <video:description>Sono tredici i CubeSat scelti dalla NASA per debuttare nell’esplorazione dello spazio profondo, tra questi l'italiano ArgoMoon. Il&amp;nbsp;piccolo esercito di nano-satelliti sarà rilasciato in orbita lunare dalla navicella Orion nel 2018 nell'ambito della Exploration Mission 1. &amp;nbsp;La missione sarà il banco di prova dei 'mini-esploratori' nel deep space, in vista di obiettivi ancora più remoti, come gli asteroidi e Marte</video:description>
            <video:duration>330</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>Viaggi spaziali, la parola a BIOMEX</video:title>
            <video:description>Si conclude con una passeggiata tra le stelle il lavoro di BIOMEX. L'esperimento di microbiologia, messo a punto con il contributo del nostro Paese ed effettuato attraverso l'esposizione prolungata all'ambiente spaziale di organismi e macromolecole, aiuterà gli esperti a testare le possibilità di viaggi verso altri mondi, formulare la teoria della litopanspermia &amp;nbsp;e mettere a punto bonus alimentari che migliorino la salute degli astronauti</video:description>
            <video:duration>96</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-04</video:publication_date>
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            <video:title>EDRS-A: il replay del lancio</video:title>
            <video:description>Il primo elemento del Sistema Euroepo di Trasmissione Dati è partito a bordo del satellite Euteslat-9B. Ha preso il volo esattamente come previsto, a bordo del razzoProton lanciato nella notte del 29 gennaio (in Italia erano le 23.20) dal cosmodromo russo di Baikonur in Kazakistan.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello spazio stampa in 3D</video:title>
            <video:description>Realizzato sulla ISS il primo oggetto tridimensionale italiano con la Portable on Board Printer, la stampante 3D progettata e realizzata  nel nostro Paese</video:description>
            <video:duration>91</video:duration>
            <video:publication_date>2016-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini vuole te</video:title>
            <video:description>Scienziati per un giorno con l'edizione 2015 del concorso NASA-ESA dedicato agli studenti di scuole medie e superiori</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-02</video:publication_date>
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            <video:title>Cerere a colori</video:title>
            <video:description>Un mini mondo in falsi colori, in cui le strutture superficiali sono ben evidenti con crateri profondi e aree prominenti. Questo il ritratto video del pianeta nano Cerere elaborato a partire dalle immagini raccolte dalla sonda NASA Dawn durante la sua crociera nell'orbita alta del corpo celeste</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-01</video:publication_date>
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            <video:title>Il test dell'Esa per chi sogna una vita da astronauta</video:title>
            <video:description>“Da grande voglio fare l'astronauta”. E' una delle frasi più ricorrenti tra i bambini, che, affascinati, immaginano avventurose esplorazioni dell'Universo. E tanti di loro, una volta diventati grandi, non smettono di inseguire il sogno di volare oltre l'atmosfera. Ma quanti hanno le carte in regola per farlo?</video:description>
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            <video:publication_date>2016-02-01</video:publication_date>
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            <video:title>Parmitano e lo strano caso della tuta 3011</video:title>
            <video:description>E' il 15 gennaio 2016. La passeggiata spaziale dell'astronauta NASA Tim Kopra viene interrotta a causa di una perdita d'acqua nel casco. Un episodio che riporta alla mente l'incidente che ha coinvolto Luca Parmitano. Ma i due eventi hanno in comune molto di più.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-29</video:publication_date>
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            <video:title>La tragedia del Challenger</video:title>
            <video:description>Il 28 gennaio 1986, pochi secondi dopo il decimo decollo, il tragico incidente che causava la morte dei sette membri dell’equipaggio</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-28</video:publication_date>
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            <video:title>L'ultima danza di Cassini</video:title>
            <video:description>In attesa del gran finale, previsto per settembre 2017, la sonda internazionale Cassini sta effettuando una serie di manovre propulsive allo scopo di inclinare la propria orbita al di fuori del piano degli anelli di Saturno</video:description>
            <video:duration>87</video:duration>
            <video:publication_date>2016-01-27</video:publication_date>
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            <video:title>'Shepard' torna dallo spazio</video:title>
            <video:description>Blue Origin colpisce ancora&amp;nbsp;l'azienda del CEO di Amazon Jeff Bezos ha riutilizzato lo stesso veicolo suborbitale cui riuscì lo storico atterraggio verticale lo scorso novembre dando una prima prova che questa tecnologia può diventare realtà.</video:description>
            <video:duration>107</video:duration>
            <video:publication_date>2016-01-26</video:publication_date>
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            <video:title>Ciao Philae, ciao</video:title>
            <video:description>Rosetta ha salutato Philae dopo gli ultimi tentativi di contatto con il robottino. La sonda ha infatti lasciato l'emisfero nord di 67P dove si ritiene sia atterrato il lander il 12 novembre 2014, per spostarsi nella parte sud della cometa</video:description>
            <video:duration>108</video:duration>
            <video:publication_date>2016-01-25</video:publication_date>
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            <video:title>Dove sei 'Planet X'?</video:title>
            <video:description>Caccia aperta al pianeta numero nove del nostro sistema solare. Un nuovo studio ha dimostrato l'esistenza teorica di un mondo lontanissimo e gigante, situato molto oltre l'orbita di Nettuno. La sua presenza in quella zona spiegherebbe molti fenomeni che interessano la fascia di Kuiper. Ma l'ultima parola spetta ai telescopi</video:description>
            <video:duration>312</video:duration>
            <video:publication_date>2016-01-22</video:publication_date>
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            <video:title>Dieci candeline per New Horizons</video:title>
            <video:description>Dai criovulcani, alla danza disordinata dei suoi satelliti, Plutone è meno misterioso grazie alla sonda americana in ricognizione alla periferia del Sistema Solare che da un decennio è all'opera per svelare l'identità del pianeta nano con uno sguardo verso nuovi orizzonti</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-21</video:publication_date>
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            <video:title>La danza dei pianeti</video:title>
            <video:description>Il cielo di gennaio regala uno spettacolo straordinario, con Venere, Marte, Giove, Saturno e Mercurio allineati in una fila visibile a occhio nudo.&amp;nbsp;Come? Svegliandosi prima che il Sole sorga, e guardando in direzione della Luna: se il cielo non è troppo coperto, sarà possibile individuare una linea immaginaria di puntini luminosi, i cinque pianeti.&amp;nbsp;Il fenomeno non si verificava dal 2005.</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-20</video:publication_date>
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            <video:title>Primavera spaziale</video:title>
            <video:description>L'astronauta Scott Kelly ha mostrato la prima fioritura di zinnie avvenuta per la prima volta in condizioni di microgravità. L'esperimento è propedeutico alla coltivazione di frutta e ortaggi sulla ISS</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-19</video:publication_date>
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            <video:title>EVA da brivido: Kopra come Parmitano</video:title>
            <video:description>Si è conclusa in anticipo sulla tabella di marcia la prima passeggiata spaziale del 2016 che ha visto impegnati l’astronauta della NASA Tim Kopra e il collega britannico Tim Peake. L'EVA è stata interrotta a causa di una perdita di liquido nel casco di Tim Kopra, proprio come avvenne nel 2013 a Luca Parmitano&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>67P e il ghiaccio, storia di un'evoluzione</video:title>
            <video:description>Tra i tanti misteri che la missione dell'Esa Rosetta sta cercando di risolvere c'è anche quello del ghiaccio sulla superficie della cometa 67P Churyumov Gerasimenko</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-18</video:publication_date>
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            <video:title>Life on Mars: ricordando Bowie</video:title>
            <video:description>Da Space Oddity a Blackstar: il tributo spaziale di AsiTV all'alieno del rock scomparso lo scorso 11 gennaio</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-15</video:publication_date>
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            <video:title>Juno, aspettando il 4 luglio</video:title>
            <video:description>793 milioni di chilometri di distanza dal Sole, questo il record registrato dalla sonda NASA Juno che durante la sua crociera verso Giove ha battuto la "collega" Rosetta, diventando la missione alimentata con energia solare che si è spinta più lontano dalla nostra stella</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-14</video:publication_date>
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            <video:title>Ghiaccio a vista su Chury</video:title>
            <video:description>Individuati due depositi di acqua ghiacciata sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko grazie allo strumento italiano VIRTIS a bordo della sonda Esa Rosetta</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-13</video:publication_date>
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            <video:title>Philae: ultima chance di contatto</video:title>
            <video:description>Si carica di attesa la lunga notte della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko: gli ingegneri del team del lander Philae tentano una manovra rischiatutto per ripristinare le comunicazioni tra il robot e la sonda prima che cali il silenzio definitivo</video:description>
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            <video:publication_date>2016-01-12</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio 2016:  tra Marte, Giove e fiori in zero-g</video:title>
            <video:description>Sarà l'anno della conquista di Marte e Giove, quello in cui Rosetta spegnerá i motori, la NASA dará la caccia ad un nuovo asteroide e sulla Stazione Spaziale Internazionale sbocceranno le zinnie: da Exomars a Juno fino ai confini del Sistema Solare, comincia la nuova avventura dello spazio 2016&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>L'Italia su Marte, da Schiaparelli a ExoMars</video:title>
            <video:description>L'avventura italiana su Marte inizia nel 1893 con le prime osservazioni dei "canali" ad opera dell 'astronomo lombardo Giovanni Schiaparelli. Oltre un secolo di missioni spaziali dedicate al pianeta rosso con il nostro Paese in prima linea, un percorso in cui l'ennesima tappa si chiama Exomars 2016&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>TEDxTrento: destinazione Marte con nuovi materiali bioispirati</video:title>
            <video:description>Un botta e risposta tra il presidente dell'Asi, Roberto Battiston e Nicola Pugno scienziato delle costruzioni e dei materiali,&amp;nbsp;sui temi dell’esplorazione spaziale e della biomimetica, per trovare soluzioni innovative osando con nuovi materiali bioispirati</video:description>
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            <video:title>Marte "made in Italy": ExoMars pronto al via</video:title>
            <video:description>Partirà a marzo la missione ExoMars, un'impresa di conquista in due atti del pianeta rosso da parte dell'Europa spaziale, in cui l'Italia recita da protagonista con un fondamentale contributo scientifico, tecnologico e industriale. coordinato dall'ASI</video:description>
            <video:duration>190</video:duration>
            <video:publication_date>2016-01-04</video:publication_date>
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            <video:title>Un anno nello spazio: il meglio del 2015</video:title>
            <video:description>Dai Pilastri della creazione immortalati da Hubble al lancio di LISA Pathfinder: 12 mesi costellati di eventi spaziali che hanno lasciato il segno&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-26</video:publication_date>
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            <video:title>2015, un anno spaziale</video:title>
            <video:description>Il 2015 è stato l'anno del primo caffè bevuto nello Spazio, quello in cui abbiamo visto il volto di Plutone a distanza ravvicinata e abbiamo avuto la conferma che su Marte c’è acqua salata allo stato liquido</video:description>
            <video:duration>315</video:duration>
            <video:publication_date>2015-12-24</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #15 - Christmas 'Earth Art'</video:title>
            <video:description>Il Pianeta blu: un'opera d'arte straordinaria e mutevole la cui eccezionale bellezza è immortalata negli scatti suggestivi di Scott Kelly, reporter spaziale a 400 chilometri di quota</video:description>
            <video:duration>82</video:duration>
            <video:publication_date>2015-12-24</video:publication_date>
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            <video:title>Il Falco atterra a Cape Canaveral</video:title>
            <video:description>Traguardo storico per SpaceX: la compagnia di Elon Musk ha compiuto il primo landing verticale di un proprio vettore, il Falcon 9, &amp;nbsp;atterrato con successo in Florida</video:description>
            <video:duration>93</video:duration>
            <video:publication_date>2015-12-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il passato della Via Lattea si svela agli occhi di Hubble</video:title>
            <video:description>Il telescopio ESA/NASA cattura un'istantanea dell'ammasso globulare Terzan-1 dove si trovano alcune delle stelle più antiche della nostra galassia</video:description>
            <video:duration>76</video:duration>
            <video:publication_date>2015-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>Earthrise 2015: la Terra (ri)sorge dalla Luna</video:title>
            <video:description>Quasi mezzo secolo dopo il celebre scatto alla Terra firmato dalla crew dell'Apollo 8, la sonda NASA LRO realizza un nuovo ritratto in chiave moderna sulla falsa riga del precedente</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-22</video:publication_date>
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            <video:title>Addio Encelado, l'ultimo fly-by di Cassini</video:title>
            <video:description>Era il 2005 quando la sonda Cassini scoprì delle eruzioni di materiale ghiacciato su Encelado. Oggi, a dicembre 2015, siamo arrivati all'ultimo, attesissimo fly-by. Non sarà il più ravvicinato. Quello avvenne il 9 ottobre del 2008, quando Cassini si abbassò fino ad arrivare ad appena 25 chilometri da Encelado</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-21</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Cassini, l’addio a Encelado</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Cassini, l’addio a Encelado -&amp;nbsp;Natale con l’asteroide -&amp;nbsp;Esplosioni medioevali a raggi gamma</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-17</video:publication_date>
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            <video:title>Arriva la Luna di Natale</video:title>
            <video:description>Vigilia al chiaro di luna: dopo quasi 40 anni il nostro satellite torna a illuminare la notte di Natale. Per rivederla dovremo aspettare fino al 2034. Previsto un altro evento astronomico sotto le feste: la gigante arancione Aldebaran sarà oscurata dal passaggio della nostro satellite. Leggi l'articolo su Asi.it</video:description>
            <video:duration>92</video:duration>
            <video:publication_date>2015-12-17</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: Principia, gli highlights del lancio</video:title>
            <video:description>E' iniziata la missione del trio Malechenko-Kopra-Peake. I tre hanno lasciato il cosmodromo di Baikonur in Kazakistan a bordo di una navetta Soyuz con destinazione ISS, dove resteranno per circa sei mesi.&amp;nbsp;La notizia sul sito dell'ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-16</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: Expedition 45, il ritorno a Terra</video:title>
            <video:description>le immagini dell'atterraggio&amp;nbsp;nelle steppe del Kazakhistan&amp;nbsp;della Soyuz con a bordo l'equipaggio della Expedition 45 , di rientro sulla Terra dopo 141 giorni trascorsi nello spazio a bordo della ISS</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-12</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #14 - Speciale 'Partenze e arrivi'</video:title>
            <video:description>Navicella che arriva, navicella che va: le immagini di questa settimana raccontano il docking della navetta cargo Cygnus, la partenza della Soyuz TMA-17M e l'arrivo della 19M con a bordo il trio Malechenko-Peake-Kopra. Scott Kelly dedica un'immagine anche ai delegati del Cop21 e allo storico accordo raggiunto sul clima&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-15</video:publication_date>
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            <video:title>Hubble, Spitzer e il mistero (risolto) dell'H2O</video:title>
            <video:description>Un'equipe internazionale ha incrociato i dati raccolti attraverso i due telescopi spaziali relativi a dieci pianeti extrasolari simili a Giove, stilando il più completo catalogo delle atmosfere aliene mai realizzato. Il team ha scoperto che i mondi remoti contengono più acqua del previsto, nascosta sotto forma di nubi</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-15</video:publication_date>
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            <video:title>Aida, così Esa e Nasa difendono la terra dagli asteroidi</video:title>
            <video:description>La Terra ha bisogno di difendersi. E' esposta non solo ad azioni umane spesso dannose, ma deve fronteggiare anche insidiosi pericoli che arrivano dallo Spazio. Uno dei più temuti è l'impatto violento con asteroidi, impossibili da intercettare e fermare.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-13</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - LISA, cinque sesti al via</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: LISA Pathfinder, cinque sesti al via - La rivincita solitaria di Akatsuki - New Horizons, meteorologo del Sistema Solare</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-11</video:publication_date>
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            <video:title>Sapore di sale e ammoniaca su Cerere</video:title>
            <video:description>Due studi sulla rivista Nature svelano nuovi indizi sulla storia evolutiva del pianeta nano. Il primo rivela che i depositi di materiali brillanti osservati su numerose aree di Cerere sono probabilmente costituiti&amp;nbsp;da un particolare tipo di sali. Il secondo, a guida italiana, ha evidenziato la presenza di ammonica sul pianeta nano, suggerendo nuove teorie sulle sue origini</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-10</video:publication_date>
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            <video:title>Il Cygnus si posa sulla ISS. Lo spazio è POP</video:title>
            <video:description>Catturato e agganciato: il Cigno spaziale n.4 in versione extra-large ha raggiunto la sua destinazione ed è ora saldamente ancorato alla porta fronte Terra dell'avamposto orbitale. Tra le oltre 3 tonnellate di rifornimenti ed esperimenti recapitati ai residenti della ISS dalla navetta targata Orbital ATK, la Portable On-Board Printer, una stampante 3D interamente realizzata in Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Plutone in posa per New Horizons</video:title>
            <video:description>La sonda NASA restituisce una collezione di scatti realizzati durante il sorvolo su Plutone del 14 luglio scorso. Le immagini, le più dettagliate di sempre, forniscono un ritratto completo della geologia del pianeta nano in corrispondenza di un'area vasta 80 chilometri a nord-ovest della pianura Sputnik. Altopiani ghiacciati, pianure frastagliate e profondi crateri, un panorama eterogeneo che fa capolino sotto gli occhi della camera di bordo LORRI</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>Titano, uno sguardo attraverso le nebbie</video:title>
            <video:description>Una nuova vista composita all'infrarosso prodotta dal reporter Cassini e realizzata grazie allo strumento VIMS penetra la densa atmosfera della luna saturniana e mostra alcune aree di Titano. come il cratere da impatto Minerva, con un dettaglio inedito</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>Lisa Pathfinder, la storica avventura è cominciata</video:title>
            <video:description>E' partito all'alba del 3 dicembre dalla base di Kourou, in Guyana francese, il viaggio del satellite europeo Lisa Pathfinder, la speranza dell'astrofisica che punta tutto sulla caccia alle onde gravitazionali</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-06</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Spazio verticale: è sfida PayPal-Amazon</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel notiziario:&amp;nbsp;Spazio verticale: PayPal vs Amazon - Promessi sposi spaziali: Orion e SLS a nozze nel 2018 -&amp;nbsp;Caccia storica alla Luna n.9</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-04</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #13 - Speciale Earth Art</video:title>
            <video:description>In arrivo una carrellata di poster spaziali firmati Scott Kelly per completare l'album #EarthArt: l'astronauta NASA ha realizzato una serie di nuovi suggestivi ritratti alla Terra cogliendo i profili piu' bizzarri e colorati. Delle opere d'arte che hanno come soggetto gli straordinari panorami offerti dal nostro pianeta, catturati dalla Cupola della ISS</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-02</video:publication_date>
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            <video:title>LISA mette all'angolo Einstein</video:title>
            <video:description>Ha lasciato la base europea di Kourou a bordo del vettore Vega e ora è in viaggio verso il primo punto di equilibrio tra Sole e Terra, LISA Pathfinder la sonda europea incaricata di aprire la strada a una nuova era dell'astronomia basata sullo studio delle onde gravitazionali, predette un secolo fa da Einstein ma finora mai rilevate&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Replay: #COSMOsmHack, ecco i vincitori</video:title>
            <video:description>La giuria del primo hackathon basato sui dati di COSMOSkyMed pronuncia il verdetto: vince il team GreenTech.&amp;nbsp;Menzione speciale alla squadra&amp;nbsp;EL-ISA</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: #COSMOsmHack, la presentazione dei progetti</video:title>
            <video:description>Le squadre illustrano le app sviluppate durante la maratona di coding basata sui dati di COSMOSkyMed svoltasi a Roma nella sede dell'ASI il 28 e il 29 novembre</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>Conto alla rovescia per LISA: al via la caccia alle onde gravitazionali</video:title>
            <video:description>Scatta il countdown per LISA Pathfinder: la missione europea realizzata con un importante contributo scientifico e tecnologico del nostro Paese, sta per partire a bordo del razzo Vega dallo spazioporto di Kourou. Il progetto aprirà la strada all'osservatorio eLISA per la rilevazione delle onde gravitazionali</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: #COSMOsmHack, l'apertura dei lavori</video:title>
            <video:description>Una sfida fino all'ultimo dato andata in scena il 28 e 29 novembre nella sede dell'Agenzia Spaziale Italiana. E' #COSMOsmHack, una vera e propria maratona basata sui dati della costellazione di COSMO-SkyMed</video:description>
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            <video:publication_date>2015-12-01</video:publication_date>
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            <video:title>La Terra vista da lassù, come salvare il pianeta dallo spazio</video:title>
            <video:description>Viviamo in un pianeta che cambia. Lo fa, impercettibilmente, sotto i nostri occhi e spesso proprio per causa nostra. Lo hanno ricordato tante volte gli astronauti, loro che hanno ammirato la Terra dalla prospettiva privilegiata della cupola della Stazione spaziale internazionale: il nostro pianeta, visto da lassù, appare in tutta la sua fragilità e bellezza</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>#COSMOsmHack: hanno vinto i verdi</video:title>
            <video:description>Con la vittoria del team GreenTech si è concluso il primo hackathon dedicato allo sviluppo di app innovative su dati COSMO-SkyMed</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-30</video:publication_date>
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            <video:title>Battiston su LISA Pathfinder</video:title>
            <video:description>Una panoramica sulla missione europea incaricata di aprire la strada a una nuova era dell'osservazione dello spazio basata sulle onde gravitazionali</video:description>
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            <video:title>Pulsar - ExoMars fa i bagagli per Marte</video:title>
            <video:description>Le news di questo numero: Exomars fa i bagagli per Marte -&amp;nbsp;Nel cuore di LISA -&amp;nbsp;Staffetta Hubble-Webb, primo step completato</video:description>
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            <video:title>Da Phobos un anello per Marte</video:title>
            <video:description>E' un'attrazione fatale quella che vede protagonista la più grande delle lune marziane, Phobos, destinata nell'arco di qualche decina di milioni di anni a finire in briciole sotto l'influenza gravitazionale del pianeta rosso. Facendo dono a Marte di un effimero anello di detriti&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Buon compleanno Universo relativo</video:title>
            <video:description>25 novembre 2015, Albert Einstein espone il suo lavoro sulla relatività generale, riscrivendo l'abc della fisica. Un genio indiscusso del secolo scorso che con le sue teorie ha cambiato la storia dell'Universo e a cui non mancava neanche il senso dell'umorismo&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Volo umano privato: sfida aperta tra Boeing e SpaceX</video:title>
            <video:description>La NASA ha assegnato alla compagnia Space X il secondo dei quattro contratti previsti dal Commercial Crew Transportation Capability,&amp;nbsp;per i voli privati con equipaggio verso la ISS. Ora Dragon e CST-100 Starliner competono per aggiudicarsi la pole position</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-24</video:publication_date>
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            <video:title>Arriva #COSMOsmHack, la maratona di coding dedicata  allo Spazio</video:title>
            <video:description>Una sfida fino all'ultimo dato andra' in scena il 28 e 29 novembre nella sede dell'Agenzia Spaziale Italiana. E' #COSMOsmHack, una vera e propria maratona basata sui dati della costellazione di COSMO-SkyMed</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-23</video:publication_date>
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            <video:title>A spasso nello spazio: da Palermo una pagina dell'esplorazione del cosmo</video:title>
            <video:description>La strada per lo spazio parte dalla Sicilia e ci conduce nel ventre dell'Universo profondo: con "A spasso nello spazio", il primo di una serie di incontri dedicati alla scienza realizzati da Focus, ASI, ESA e INAF, gli esperti del settore raccontano la straordinaria avventura di esplorazione del cielo</video:description>
            <video:duration>190</video:duration>
            <video:publication_date>2015-11-21</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Fuoriclasse in caduta libera: countdown per LISA</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Fuoriclasse in caduta libera: countdown per LISA -&amp;nbsp;ISS in fiore nel 2016. Ma lo spazio fa male alla vista -&amp;nbsp;Flex, la nuova vedetta ESA al servizio dell'ambiente</video:description>
            <video:duration>516</video:duration>
            <video:publication_date>2015-11-20</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla ISS #12</video:title>
            <video:description>Camera con vista sul pianeta blu: l'astronauta Kjell Lindregren realizza un reportage in prospettiva di un mondo meraviglioso, &amp;nbsp;caratterizzato da oceani, fondali impreziositi da coralli rubino e paesaggi solcati da fiumi tortuosi. Un mondo unico perché ricco di un elemento prezioso per la vita, l'acqua. Quel mondo straordinario, sorvegliato dagli astronauti, che si chiama Terra&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-19</video:publication_date>
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            <video:title>Buon compleanno Apollo 12</video:title>
            <video:description>Un tributo al nostro satellite firmato LRO -&amp;nbsp;Lunar Reconnaissance Orbiter - il programma NASA che ha fotografato in maniera dettagliata i luoghi chiave delle missioni di esplorazione lunare. Un book fotografico per festeggiare il quarantaseiesimo anniversario dello sbarco del secondo equipaggio umano sulla Luna, avvenuto con l' Apollo 12 il 19 novembre 1969</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-19</video:publication_date>
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            <video:title>Asteroide al cubo: cinque vedette per Didymos</video:title>
            <video:description>Selezionato il quintetto di microsatelliti che scorterà la sonda AIM nella sua perlustrazione del sistema binario di asteroidi Didymos e che assisterà in prima fila alla deviazione di un corpo celeste del Sistema Solare</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-17</video:publication_date>
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            <video:title>XENON1T, parte dal cuore del Gran Sasso la caccia alla materia oscura</video:title>
            <video:description>'Illuminare l'oscurità' è la poetica formula scelta dai ricercatori per essere ispirati nella caccia alla materia oscura. Seguendo questo motto un team internazionale proverà a catturare ciò che finora è sempre sfuggito: le particelle di quella materia che compone il 25% dell'Universo e che noi non vediamo.</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-16</video:publication_date>
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            <video:title>Fermi 'cattura' la prima pulsar extragalattica</video:title>
            <video:description>Lo strumento LAT dell'osservatorio NASA ha individuato per la prima volta un intenso flusso di raggi gamma provenienti da una stella di neutroni in rapida rotazione fuori dalla nostra galassia</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Philae e Rosetta, da un 'landing' all'altro: la missione Esa verso il gran finale</video:title>
            <video:description>Le news di questa settimana: Philae e Rosetta da un landing all'altro: la missione Esa verso il gran finale - Nubi di ghiaccio sui cieli di Titano - Destino di morte tra le pieghe di Phobos</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-13</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla ISS #11</video:title>
            <video:description>Un numero a tripla firma interamente dedicato alle due passeggiate spaziali della Expedition 45, fra panorami mozzafiato, selfie spaziali e scorci non convenzionali della ISS, catturati dagli spacewalker Scott Kelly e Kjell Lindgren e da Kimiya Yui che ha dato supporto alle attività dall'interno della Cupola</video:description>
            <video:duration>100</video:duration>
            <video:publication_date>2015-11-12</video:publication_date>
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            <video:title>Philae un anno dopo, il replay dell'atterraggio</video:title>
            <video:description>Il 12 novembre 2014 Rosetta rilasciava il lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. L'animazione ESA ricostruisce le fasi dello storico atterraggio, focalizzandosi in particolare sul primo rimbalzo di Philae sulla cometa, un lungo volo durato circa due ore che ha portato il veicolo dal luogo del primo touchdown,&amp;nbsp;Agilkia, al sito denominato&amp;nbsp;Abydos. La ricostruzione è stata realizzata combinando le informazioni raccolte da Philae e da Rosetta attraverso gli strumenti ROMAP, RPC-MAG, OSIRIS, ROLIS, CIVA CONSERT, SESAME and MUPUS, insieme ai dati del centro di controllo del lander della DLR&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-12</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta: la mia vita con la cometa</video:title>
            <video:description>Cosa ha scoperto Rosetta studiando 67P? Ce lo racconta la sonda stessa&amp;nbsp;dopo aver accompagnato per un anno la cometa Churyumov-Gerasimenko nel suo viaggio intorno al sole. Video di animazione ESA (in inglese)</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-11</video:publication_date>
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            <video:title>Lunokhod 1: l'altra faccia della Luna</video:title>
            <video:description>Era il 10 novembre di quarantacinque anni fa e il primo rover comandato a distanza partiva alla volta di un altro mondo: il robottino russo Lunokhod 1 avviava la sua conquista della Luna segnando un punto a favore dell'ex URSS nella corsa allo spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-10</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta, un anno fa l'atterraggio di Philae. E ora?</video:title>
            <video:description>Era il 12 novembre 2014: la missione Rosetta dell'Agenzia spaziale europea è entrata nella storia grazie al rilascio sulla cometa 67P Churyumov Gerasimenko del robottino Philae...</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-08</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Speciale: 15 anni sulla ISS. Verso il debutto le navicelle del futuro</video:title>
            <video:description>Edizione speciale per celebrare l'anniversario del primo ingresso nell'ISS. Parliamo delle future navette per equipaggio e dei numeri dell'avamposto orbitante internazionale. In questa edizione: Alla conquista dell’ISS e oltre - Buon compleanno astro-esploratori!</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-06</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla ISS #10</video:title>
            <video:description>Un numero da brivido, con aurore dal volto sinistro e scorci spettrali del pianeta: così Scott Kelly celebra Halloween dallo spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-05</video:publication_date>
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            <video:title>The International Space Station: a Musical</video:title>
            <video:description>E' la casa dell'umanità abitata da 15 anni, iniziata con un solitario modulo russo e diventata nel tempo una gigantesca opera di ingegneria grande come un campo da calcio. La ISS ha ospitato oltre 200 persone provenienti da 17 diversi paesi ed è stata teatro di oltre 1700 esperimenti scientifici. In occasione del 15esimo anniversario dall'ingresso del primo equipaggio tra le 'mura' spaziali dell'avamposto orbitante, la Nasa celebra l'astronave più grande mai costruita con un musical di animazione. Video in inglese</video:description>
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            <video:title>Da Laika a Mercurio: un viaggio verso il Sole lungo mezzo secolo</video:title>
            <video:description>Doppio anniversario spaziale: la partenza della cagnetta russa Laika, primo essere vivente nello spazio e il lancio della sonda americana Mariner 10, la missione che &amp;nbsp;ha battuto tutti nella corsa a Mercurio</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-03</video:publication_date>
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            <video:title>Dallo spazio al fondo del mare, le 'mani' ipertecnologiche dei robot</video:title>
            <video:description>Lo Spazio e il mare: due affascinanti ambienti che hanno in comune misteri ancora celati agli occhi dell'uomo e innumerevoli difficoltà di esplorazione</video:description>
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            <video:publication_date>2015-11-02</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Tuffo da record per Cassini</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Tuffo da record per Cassini -&amp;nbsp;Nuove giovanissime inquiline&amp;nbsp;nel grembo della Via lattea - Segnali di luce&amp;nbsp;da un buco nero</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-30</video:publication_date>
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            <video:title>Un tuffo attraverso i geyser di Encelado - Intervista a Charles Elachi</video:title>
            <video:description>Cosa 'vedrà' la sonda Cassini durante il sorvolo più ravvicinato di sempre sopra la ghiacciata luna saturniana? Dove potrebbe nascondersi la vita nel nostro sistema solare? Ne parliamo&amp;nbsp;in esclusiva con il numero uno del Jet Propulsion Laboratory NASA, Charles Elachi</video:description>
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            <video:title>Universo a tutta energia: CALET apre le danze del cielo violento</video:title>
            <video:description>La missione, nata dalla cooperazione tra NASA, JAXA e ASI ha iniziato il suo lavoro di rilevazione di fenomeni ad alto indice energetico. Con il suo contributo l'Universo violento non avrà più segreti</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-27</video:publication_date>
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            <video:title>Astronauti e cervello, un faro per gli scienziati</video:title>
            <video:description>Il corpo degli astronauti subisce una quantità tale di tensioni stressanti da mandare fuori controllo la coordinazione tra cervello e corpo... Ce ne parla Enrico Alleva, Presidente del Consiglio Tecnico Scientifico dell’ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-26</video:publication_date>
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            <video:title>In volo su Encelado</video:title>
            <video:description>Il 28 ottobre la sonda Cassini volerà sopra la luna saturniana raggiungendo la distanza di appena 49 km dalla superficie.&amp;nbsp;Durante il flyby la sonda passerà attraverso i getti di Encelado e ne studierà la composizione, raccogliendo importanti dati anche sull'oceano d'acqua nascosto sotto la crosta ghiacciata. L'animazione Nasa mostra come avverrà l'approccio</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-28</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla ISS #9</video:title>
            <video:description>'Sorvolando il Sahara': un numero speciale interamente dedicato al grande deserto africano con le straordinarie immagini scattate dell'astronauta Nasa Scott Kelly dalla SSI</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Destinazione Oxia Planum: ecco il candidato migliore per ExoMars</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Destinazione Oxia Planum: ecco il candidato migliore per ExoMars -&amp;nbsp;Asteroidi e comete nel mare di Europa -&amp;nbsp;La danza dell'amore nel cielo della Tarantola</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-22</video:publication_date>
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            <video:title>Space tools for Earth</video:title>
            <video:description>Gli strumenti spaziali sono fondamentali per capire il nostro pianeta. Della loro efficacia si parlerà durante la conferenza sul clima delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre</video:description>
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            <video:title>Stelle cadenti e minacciosi asteroidi nel cielo di ottobre</video:title>
            <video:description>Una processione di meteore e il volo ravvicinato di un asteroide extra large, l'autunno in orbita si popola di luci e pericolosi massi spaziali</video:description>
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            <video:title>Spazio, ricerca e emozioni: AstroSamantha si racconta all'Italia</video:title>
            <video:description>Un tour da Nord a Sud per raccontare a studenti e appassionati di Spazio la missione Futura: Samantha Cristoforetti racconta l'avventura di quei duecento giorni a bordo della Stazione spaziale internazionale.</video:description>
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            <video:title>Pulsar -  Tour della Grande Macchia Rossa</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Tour in 4K della Grande Macchia Rossa -&amp;nbsp;Fiumi alieni sotto i piedi di Curiosity -&amp;nbsp;Luci oscure nella Nebulosa Carbone</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla ISS #8</video:title>
            <video:description>La poesia delle immagini e delle parole di Scott Kelly raccolte in un numero carico di emozioni, dove le istantanee del nostro pianeta ricordano delle vere e proprie opere d'arte</video:description>
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            <video:title>Giove in 4K ultra HD</video:title>
            <video:description>Nuove immagini del telescopio spaziale Hubble rivelano dettagli mai visti prima di Giove. Le mappe ad alta risoluzione rese nel formato 4K Ultra HD sono i primi frutti di un programma che prevede la realizzazione di un album fotografico dei pianeti esterni del sistema solare. Credits: NASA/ESA/Goddard/UCBerkeley/JPL-Caltech/STScI</video:description>
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            <video:title>Orizzonti terrestri nel cielo del mini mondo</video:title>
            <video:description>La sonda NASA New Horizons invia nuove cartoline dall'atmosfera di Plutone, il pianeta nano ai margini del Sistema Solare che danza al cospetto delle sue cinque lune in un cielo blu intenso</video:description>
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            <video:title>Gli astronauti dopo lo spazio - cosa succede?</video:title>
            <video:description>Gli astronauti sono allenati da professionisti esperti, sono degli atleti e hanno delle nozioni profonde sull'alimentazione, sulla fisiologia muscolare e sull'esercizio fisico e quindi sono pronti a controbilanciare eventuali rischi per la salute.</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-12</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Cercasi idee per vivere su Marte</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine:&amp;nbsp;Cercasi idee per vivere su Marte -&amp;nbsp;Archi in fuga nel cielo del Microscopio -&amp;nbsp;Caccia aperta alle terre aliene</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla ISS #7</video:title>
            <video:description>E' l'acqua la protagonista principale di questa serie di immagini a firma di Kjell Lindgren. L'astronauta Nasa, dall'alto della Stazione spaziale, dedica anche un ringraziamento a chi si è occupato del suo addestramento</video:description>
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            <video:title>Marte, l'atterraggio è più vicino grazie anche ad ExoMars</video:title>
            <video:description>E' stata la settimana del Pianeta Rosso. Ce ne parlano gli esperti dell'Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:title>Tour fotografico sul set di The Martian firmato MRO</video:title>
            <video:description>La camera di bordo HiRISE invia un book di immagini dei luoghi in cui il Robinson Crusoe di Ridley Scott affronta la sfida della sopravvivenza in solitaria su Marte</video:description>
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            <video:title>Pulsar -Robinson Crusoe marziano a caccia di acqua</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Robinson Crusoe marziano a caccia di acqua - Incontro al bacio su 67P - Stelle a tutto gas nel cielo di Orione</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-02</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La terra vista dalla ISS #6</video:title>
            <video:description>Il testimone torna nelle mani dell'astronauta Nasa Kjell Lindgren che ci regala delle immagini mozzafiato: dalla bellezza di un lago di montagna al fascino della Londra notturna vista dall'alto della Iss</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-01</video:publication_date>
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            <video:title>L'uomo su Marte - Aspettando 'The Martian'</video:title>
            <video:description>Talk show scientifico condotto da Antonio Polito in occasione dell'anteprima italiana del film The Martian di Ridley Scott.&amp;nbsp;Ospiti sul palco dell'auditorium dell'Agenzia Spaziale Italiana l'astronauta Samantha Cristoforetti, il presidente dell'ASI Roberto Battiston,&amp;nbsp;il responsabile del coordinamento delle missioni scientifiche e di esplorazione robotica dell’ESA&amp;nbsp;Fabio Favata, il capo della comunicazione dell’Aeronautica Militare, generale&amp;nbsp;Claudio Salerno e&amp;nbsp;il rappresentante della 20th Century Fox,&amp;nbsp;Andrea Cuneo</video:description>
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            <video:publication_date>2015-10-01</video:publication_date>
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            <video:title>Acqua salata su Marte - L'animazione NASA</video:title>
            <video:description>Il rendering diffuso dal JPL simula un sorvolo dell'Hale Crater dove gli scienziati hanno osservato delle striature scure scendere lungo i pendii causate probabilmente&amp;nbsp;dal passaggio di acqua liquida e salata. Le strisce sono lunghe approssimativamente quanto un campo da calcio</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-30</video:publication_date>
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            <video:title>Scienza sotto le stelle - Notte dei Ricercatori 2015</video:title>
            <video:description>Un viaggio in notturna nei meandri della scienza: il quartier generale dell'Agenzia Spaziale Italiana aderisce all'iniziativa internazionale e guida i suoi ospiti alla scoperta dell'Universo</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-29</video:publication_date>
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            <video:title>Zoomando nella nebulosa Velo</video:title>
            <video:description>Il video si apre con una panoramica del cielo notturno centrata sulla costellazione del Cigno. Ingrandiamo poi verso una zona dalla caratteristica forma a ciambella chiamata nebulosa Velo. E' una bolla fatta di detriti derivanti dall'esplosione di una stella avvenuta circa 8000 anni fa e che si è espansa per circa 110 anni luce. Lo zoom continua fino a 2 anni luce mostrando un segmento così come visto dal telescopio Hubble</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-27</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar -  Il ciclo del ghiaccio su 67P</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Il ciclo del ghiaccio su 67P - Marte ad alto potenziale - Bocciolo spaziale da copertina</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-25</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La terra vista dalla ISS #5</video:title>
            <video:description>Tornano le immagini di Scott Kelly, il quale sembra avere una predilezione per le isole Bahamas, meta ideale per rigenerarsi dopo una missione di lunghissima durata nello spazio come quella che sta impegnando l'astronauta Nasa</video:description>
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            <video:title>Salvare l'arte dallo spazio</video:title>
            <video:description>Il mondo della cultura e la tecnologia aerospaziale diventano alleati per tutelare il patrimonio artistico e archeologico italiano</video:description>
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            <video:title>Tour aereo al cuore di Plutone</video:title>
            <video:description>Un video composit firmato New Horizons per raccontare il misterioso mondo nano alla periferia del Sistema Solare: un viaggio spaziale dal cuore del mini pianeta alle vette vertiginose della catena del Norgay</video:description>
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            <video:title>AsiTV 2015 - L'editoriale</video:title>
            <video:description>Il presidente dell'ASI Robeto Battiston&amp;nbsp;presenta le novità introdotte nel portale di video-informazione dell'Agenzia&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Un oceano globale abbraccia Encelado</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Un oceano globale abbraccia Encelado -&amp;nbsp;Prova del fuoco in microgravità -&amp;nbsp;Uno scultore in miniatura nell’occhio dell’Eso</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La terra vista dalla ISS #4</video:title>
            <video:description>Secondo appuntamento con le immagini dell'astronauta Nasa Kjell Lindgren, il quale ci regala anche uno raro filmato della luna che tramonta in una splendida aurora</video:description>
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            <video:title>Dal deserto al polo sud: ritratto marziano a doppia firma</video:title>
            <video:description>Le sonde Curiosity della NASA e Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea, ci inviano una panoramica a tutto tondo del pianeta rosso. Deserti di arenaria e ghiacci antartici, queste le cartoline spedite a terra dalle esploratrici terrestri</video:description>
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            <video:title>Da dove arrivano i suoni della cometa di Rosetta?</video:title>
            <video:description>I suoni emessi dalla cometa derivano dalle ha oscillazioni generate nel campo magnetico che intorno...</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-13</video:publication_date>
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            <video:title>Manda il tuo disegno nello spazio con Cheops</video:title>
            <video:description>Il concorso dedicato ai più piccoli legato alla missione Esa incaricata di dare la caccia a pianeti simili alla Terra&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-14</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo: in orbita i satelliti 9 e 10</video:title>
            <video:description>Il replay del lancio della quinta coppia di satelliti del programma europeo per il posizionamento e la navigazione satellitare. Il lifoff è avvenuto alle 23:08, ora italiana, del 10 settembre dallo spazioporto Esa di Kourou in Guyana francese</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Gli enigmatici bagliori di Cerere</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Gli enigmatici bagliori di Cerere -&amp;nbsp;Vernissage impressionista firmato Planck -&amp;nbsp;Il banchetto freddo di una nana</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La terra vista dalla ISS #3</video:title>
            <video:description>Le aspre montagne dell’Iran, &amp;nbsp;Leipzig, in Germania, con la sua grande stazione ferroviaria, un forte lampo che illumina la Stazione spaziale: sono alcune delle suggestioni offerte dall’obiettivo dell'astronauta Nasa Kjell Lindgren</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-10</video:publication_date>
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            <video:title>Andreas Mogensen controlla un rover dallo spazio</video:title>
            <video:description>Il 7 settembre 2015 l'astronauta dell'ESA Andreas Mogensen ha manovrato un rover e il suo braccio robotico a terra&amp;nbsp;mentre era in orbita a bordo della Iss a 400 km di altezza</video:description>
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            <video:title>Vintage space fiction</video:title>
            <video:description>Da Star Trek a The Martian, lo spazio va onda dall'8 settembre 1966, giorno in cui capitan Kirck entra nelle case degli americani</video:description>
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            <video:title>In volo sulle enigmatiche luci di Occator</video:title>
            <video:description>L'animazione Nasa mostra la mostra la topografia del cratere in cui si concentrano molte delle misteriose macchie brillanti osservate su Cerere. Image credit:&amp;nbsp;NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Una rossa super nel cielo di settembre</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: &amp;nbsp;Una rossa super nel cielo di settembre - Tutti a bordo della Iss - Autostop sulla fascia di Kuiper</video:description>
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            <video:title>Animazione del lancio del LISA Pathfinder</video:title>
            <video:description>Rappresentazione artistica del lift-off della missione ESA che aprirà la strada per i futuri osservatori di onde gravitazionali nello spazio</video:description>
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            <video:title>Il "pioniere" del gigante ad anelli</video:title>
            <video:description>Nel 1979 la sonda NASA Pioneer 11 effettuava per la prima volta nella storia il sorvolo di Saturno, inaugurando l'era di esplorazione del pianeta</video:description>
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            <video:title>Space Station Live: What Happens When You Move a Soyuz</video:title>
            <video:description>On the eve of the next relocation of a Soyuz spacecraft at the International Space Station, NASA Commentator Crawford Jones talks with Luca Parmitano, a European Space Agency (ESA) astronaut who performed the last such maneuver, in November of 2013.</video:description>
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            <video:title>Tour Weird Ceres: Bright Spots and a Pyramid-Shaped Mountain</video:title>
            <video:description>Take a tour of weird Ceres! Visit a 2-mile-deep crater and a 4-mile-tall mountain in the video narrated by mission director Marc Rayman. Get your red/blue glasses ready for the finale - a global view of the dwarf planet in 3D</video:description>
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            <video:title>50 anni di esplorazione marziana</video:title>
            <video:description>Il 2015 segna mezzo secolo di esplorazione Nasa verso il pianeta rosso. A partire dal&amp;nbsp;Mariner 4 del 1965 ben 15 missioni robotiche hanno raggiunto Marte preparando il terreno per la futura conquista umana del suolo marziano. La Nasa celebra questa ricorrenza con un video</video:description>
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            <video:title>Mangiare lattuga spaziale</video:title>
            <video:description>Un piccolo morso per un uomo, un grande passo per l'umanità: gli astronauti residenti sulla Iss assaggiano il primo cibo fresco cresciuto in microgravità</video:description>
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            <video:publication_date>2015-08-13</video:publication_date>
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            <video:title>About Italian Space Agency</video:title>
            <video:description>The Italian Space Agency was founded in 1988. Its purpose was to coordinate all of Italy's efforts and investments in the space sector that had begun in the 1960s</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - Veicoli in volo</video:title>
            <video:description>Dagli aeroplani ai sottomarini, come viaggiano i corpi in equilibrio? Scopriamolo in una nuova puntata di Spazio alle scuole</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - Assorbimento della luce</video:title>
            <video:description>Assorbimento e riflessione: &amp;nbsp;come si comporta la luce quando si propaga all'interno di un materiale</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - Lo spettro elettromagnetico</video:title>
            <video:description>Cos'è lo spettro elettromagnetico? Oggi scopriamo come funzionano questi trasferimenti di energia sotto forma di onde</video:description>
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            <video:title>Curiosity Rover Report: Three Years on Mars!</video:title>
            <video:description>After three action-packed years on Mars, the Curiosity rover is ready to take on higher slopes of Mount Sharp</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - Le onde e gli strumenti ottici di osservazione</video:title>
            <video:description>Alla scoperta dei fenomeni fisici più importanti alla base della vita sulla Terra. Oggi scopriamo cosa sono le onde e con quali gli strumenti ottici con le osserviamo</video:description>
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            <video:title>ASI in stop motion fa il bis</video:title>
            <video:description>Secondo capitolo di storia spaziale in stop-motion. leo Gali, la mascotte di plastilina, si trasforma in "posteggiatore" per raccontare il ruolo italiano nella Stazione Spaziale Internazionale</video:description>
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            <video:title>Franco Malerba a lezione sulla ISS</video:title>
            <video:description>Il primo astronauta italiano che nel 1992 è salito a bordo dello Shuttle Atlantis con la missione STS 46 ci parla di spazio, di progresso e di tecnologia, raccontandoci la sua personale esperienza&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>L'Italia e l'osservazione della Terra</video:title>
            <video:description>L'utilizzo dei satelliti, dai servizi meteo alle comunicazioni passando per le emergenze ambientali e il controllo delle coste. L'Italia e&amp;nbsp;COSMO-SkyMed, la costellazione di satelliti radar interamente realizzata nel nostro paese</video:description>
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            <video:publication_date>2015-08-17</video:publication_date>
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            <video:title>Lanciatori, l'Italia alla conquista dello spazio</video:title>
            <video:description>L'Italia e l'accesso allo spazio: il ruolo del nostro Paese nel campo della propulsione spaziale, dalle imprese pionieristiche di Luigi Broglio alla realizzazione dei vettori Esa di ultima generazione</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - Dall'aeroplano all'equilibrio</video:title>
            <video:description>Lo studio della fisica è un gioco da ragazzi: nella puntata di oggi parliamo di equilibrio in volo</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - La matematica delle onde</video:title>
            <video:description>Come vengono rappresentate le onde? In questa puntata parliamo di lunghezza, periodo e frequenza</video:description>
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            <video:title>Luca Parmitano a lezione sulla ISS</video:title>
            <video:description>Benvenuti a bordo della Stazione Spaziale internazionale! Luca Parmitano ci invita a lezione sulla ISS, la straordinaria ‘casa orbitante’ che ‘gira’ ininterrottamente intorno al nostro pianeta</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - La geometria delle onde</video:title>
            <video:description>Cos'è l'effetto della diffrazione? Il fronte d'onda e il principio di Huygens? Le risposte in questo speciale dedicato alle onde</video:description>
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            <video:title>Spazio alle scuole - L'equilibrio dinamico</video:title>
            <video:description>Perchè la Stazione spaziale internazionale non cade sulle nostre teste? Scopriamolo in questa puntata, analizzando il concetto di equilibrio dinamico e quello di inerzia</video:description>
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            <video:title>La 'nuova Terra' scoperta da Kepler</video:title>
            <video:description>Lo hanno soprannominato subito 'Terra 2.0', ma per sapere se Kepler 452b è davvero il gemello tanto sognato della nostra Terra bisognerà aspettare</video:description>
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            <video:title>Tripletta per @Astro_Paolo, Nespoli di nuovo in orbita</video:title>
            <video:description>Presentata nel corso della conferenza stampa la prossima missione di un astronauta italiano. Paolo Nespoli, al suo terzo soggiorno sulla ISS, si prepara a volare sull'avamposto orbitante nel 2017</video:description>
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            <video:title>Replay. Sarà Paolo Nespoli il prossimo italiano a volare sulla Iss</video:title>
            <video:description>L'integrale della conferenza stampa in cui è stato annunciata la missione di @astro_paolo che soggiornerà sulla Iss nel 2017</video:description>
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            <video:title>Intervista a Paolo Nespoli, l'astronauta al terzo volo tra le stelle</video:title>
            <video:description>Sarà Paolo Nespoli il prossimo italiano a volare sulla Iss per la terza missione di lunga durata dell'Asi. L'astronauta Esa farà parte della Expedition 52/53 e soggiornerà in orbita per circa 5 mesi</video:description>
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            <video:title>Sentinel-2: an introduction</video:title>
            <video:description>An introduction to the Sentinel-2 mission for Europe’s Copernicus programme and some of its benefits for the planet’s ever-growing population, such as deforestation monitoring, food security and the sustainable management of natural resources</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla Iss #2</video:title>
            <video:description>Dallo stretto di Messina alla città di La Spezia: l'astronauta Nasa Scott Kelly sembra avere una passione per il territorio del Bel Paese visto dalla Iss</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-03</video:publication_date>
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            <video:title>Book fotografico in prospettiva per Cerere</video:title>
            <video:description>Nuove immagini dal mondo in miniatura: grazie al lavoro della sonda NASA Dawn la topografia di Cerere non ha più segreti. Quattro scatti in cui sono in evidenza picchi e depressioni del suolo alieno</video:description>
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            <video:title>Agricoltura estrema per il cibo del futuro (nello spazio)</video:title>
            <video:description>Il mondo scientifico e tecnologico studia da anni come portare l'Uomo ad atterrare su Marte o su un asteroide, ma immediatamente dopo questo traguardo ce n'è un altro inevitabile e cioè come riuscire a 'colonizzare' altri corpi celesti producendo viveri in loco.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Iss agganciata: avamposto spaziale alla massima potenza</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Iss agganciata: avamposto spaziale alla massima potenza -&amp;nbsp;New Horizons: nuove immagini dalla corte degli Inferi - Eso-Terre, tutta una questione di chimica</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - La Terra vista dalla Iss #1</video:title>
            <video:description>Dopo il ritorno sulla Terra della nostra AstroSamanta il testimone passa a Scott Kelly, astronauta Nasa impegnato in una missione della durata di un anno, che dall'alto della Iss ci regala le sue prospettive del nostro pianeta</video:description>
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            <video:title>Sorvolando Plutone</video:title>
            <video:description>La simulazione del sorvolo sulla Norgay Montes e sullo Sputnik Planum è stata creata attraverso l'elaborazione delle immagini scattate da New Horizons nel suo approccio con il pianeta Plutone</video:description>
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            <video:title>Silenzio stampa su 67/P</video:title>
            <video:description>Dopo l'ultimo contatto datato 9 luglio, il lander Philae ha interrotto le comunicazioni con la sonda Rosetta. Nel frattempo la coppia di cacciatori di comete è in viaggio con 67/P Churymov-Gerasimenko verso il Sole</video:description>
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            <video:title>Il Presidente Mattarella riceve Samantha Cristoforetti</video:title>
            <video:description>La sintesi dell'incontro tra il Capo dello Stato e l'astronauta italiana. Credits Quirinale</video:description>
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            <video:title>New Horizons, missione compiuta: ecco cosa c'è su Plutone</video:title>
            <video:description>Una catena fatta di giganti di ghiaccio su Plutone, un canyon profondo nove chilometri su Caronte e una bizzarra luna di ghiaccio a forma di patata sono le prime storiche novità che abbiamo acquisito grazie alla sonda partita nove anni fa</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Montagne di ghiaccio sul giovane volto di Plutone</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Montagne di ghiaccio sul giovane volto di Plutone - Galassie nane sull'autostrada oscura - L’occhio di Gemini Sud zooma sulla ali della farfalla</video:description>
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            <video:title>Da Marte a Plutone: ritratto di famiglia in mezzo secolo</video:title>
            <video:description>Il 15 luglio 1965 veniva fotografata per la prima volta la superficie di un mondo alieno, Marte. Esattamente 50 anni dopo, la sonda New Horizons ha compiuto il primo sorvolo di Plutone e svelato il volto dell'ex nono pianeta</video:description>
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            <video:title>Cartoline da Plutone</video:title>
            <video:description>Una serie di immagini mostra Plutone durante l'approccio della sonda New Horizons nel corso dell'ultima settimana del suo lungo viaggio verso il pianeta nano</video:description>
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            <video:title>All'arrembaggio di Plutone</video:title>
            <video:description>Dopo un viaggio lungo 9 anni, la sonda della NASA New Horizons ha effettuato il flyby del pianeta nano&amp;nbsp;raggiungendo una distanza di 12500 km dalla superficie&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Il 'Pac-Man' svizzero per la spazzatura spaziale</video:title>
            <video:description>La sfida del futuro per lo Spazio non è solo legata ad atterraggi umani su asteroidi o su Marte. Quello su cui decine di scienziati si arrovellano è come riuscire a eliminare o almeno a ridurre la spazzatura spaziale.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Plutone ha un cuore… E sbarca su Google Earth</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Plutone ha un cuore… E sbarca su Google Earth -&amp;nbsp;Dawn avanti tutta -&amp;nbsp;Giganti schivi nell'occhio di NuSTAR</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - Speciale 'Onboard the Iss'</video:title>
            <video:description>Obiettivi puntati dentro la stazione spaziale: chiudiamo la serie delle Cartoline dedicate alla missione Futura con un numero speciale che racconta la vita di @astrosamantha all'interno della Iss durante i sei mesi di permanenza in orbita&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>La Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>La più complessa opera ingegneristica mai realizzata dall'uomo, estesa quanto un campo da calcio, sfreccia sopra le nostre teste ad una altezza di 400 km: la Iss, l'ultima frontiera del pianeta Terra</video:description>
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            <video:title>Buon compleanno Oppy</video:title>
            <video:description>Il rover marziano Opportunity festeggia il suo dodicesimo anniversario sul suolo alieno con alle spalle una maratona di successi</video:description>
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            <video:title>Le cavità della cometa 67/P viste da Rosetta</video:title>
            <video:description>Niente impatti di asteroidi ma una forza tutta interna alla cometa che ne ha modificato il volto...Niente impatti di asteroidi ma una forza tutta interna alla cometa che ne ha modificato il volto...</video:description>
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            <video:publication_date>2015-07-06</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Su Marte in spending review</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Su Marte in spending review -&amp;nbsp;Caverne verticali su 67P -&amp;nbsp;Ritratto dell'Italia firmato Sentinel 2A</video:description>
            <video:duration>426</video:duration>
            <video:publication_date>2015-07-02</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - The best of Futura</video:title>
            <video:description>Una selezione delle più belle immagini del nostro Pianeta scattate da @Astrosamantha durante il suo soggiorno a bordo della Stazione spaziale internazionale</video:description>
            <video:duration>269</video:duration>
            <video:publication_date>2015-07-01</video:publication_date>
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            <video:title>Giove e Venere: amanti celesti nell'abbraccio di fine mese</video:title>
            <video:description>Sembrano danzare nella volta celeste e concludere in un abbraccio il loro passo a due. Venere e Giove vanno in scena a partire dalle 22 italiane del 30 giugno &amp;nbsp;quando saranno vicini come non mai</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-30</video:publication_date>
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            <video:title>ESA Euronews: Missili, la potenza è nel motore</video:title>
            <video:description>Per costruire un razzo possono volerci anni. Mentre per lanciarlo in orbita bastano pochi secondi. Secondi importanti dove lavorano contemporaneamente forze diverse. Lo speciale di Euronews</video:description>
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            <video:publication_date>2015-07-01</video:publication_date>
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            <video:title>E' Made in Italy la prima comunicazione quantistica via satellite</video:title>
            <video:description>Inviare un messaggio sicuro, inviolabile, con informazioni protette, spedendolo dalla Terra allo Spazio e ritorno grazie a un fascio di fotoni. E' quello che hanno fatto i fisici dell'Università di Padova in collaborazione con il Centro di Geodesia spaziale dell'Asi, a Matera. Questa è la prima comunicazione quantistica satellitare della Storia.</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-29</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Vola con la tua tesi in zero-G</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Vola con la tua tesi in zero-G - Tris di lune nel cielo di Saturno -&amp;nbsp;Che aria tira su Marte.&amp;nbsp;Reportage dall'atmosfera del pianeta rosso firmata Maven</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-25</video:publication_date>
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            <video:title>La tecnica del laser ranging nella prima trasmissione quantistica spaziale</video:title>
            <video:description>Giuseppe Bianco, direttore del Centro di geodesia spaziale di Matera, spiega come la strumentazione dell'osservatorio dell'Asi ha permesso di effettuare la prima comunicazione quantistica via satellite, inviando un segnale alla distanza record di 1700 km&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>Comunicazione quantistica: l'importanza di scambiare dati in sicurezza</video:title>
            <video:description>Dagli acquisti su internet alle transizioni bancarie: la comunicazione quantistica promette in un futuro prossimo lo scambio informazioni a prova di hacker, come spiega Roberto Battisto, presidente dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>Comunicazione quantistica via satellite: l'esperimento italiano</video:title>
            <video:description>La cooperazione tra l'Università di Padova e l'Agenzia spaziale italiana ha permesso di effettuare la prima comunicazione quantistica della storia con un satellite. Paolo Villoresi, coordinatore&amp;nbsp;coordinatore del gruppo dell'ateneo padovano che ha lavorato alla ricerca spiega l'esperimento</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>Comunicazione classica e quantistica a confronto</video:title>
            <video:description>Irriproducibili e inviolabili: saranno così le informazioni trasmesse attraverso la comunicazione quantistica. Giuseppe Vallone, ricercatore presso l'Università di Padova e primo autore dell'articolo pubblicato sul&amp;nbsp;Physical Review Letters&amp;nbsp;sulla prima trasmissione quantistica da satellite, spiega perché</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-24</video:publication_date>
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            <video:title>Vega e Sentinel-2A, il replay del liftoff</video:title>
            <video:description>Lancio riuscito per il vettore europeo dal cuore italiano che ha portato in orbita la seconda sentinella europea del programma di osservazione della Terra Copernicus. Il liftoff è avvenuto alle 3.52 italiane del 23 giugno dallo spazioporto Esa di Kourou in Guyana francese&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-23</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini: inviato speciale dal mondo degli anelli</video:title>
            <video:description>Al lavoro da oltre dieci anni, la sonda Cassini vanta un curriculum di successi in crescendo. La missione, in ricognizione attorno al pianeta Saturno e al suo sistema di lune, porta la tecnologia "made in Italy" alla periferia del Sistema Solare</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-26</video:publication_date>
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            <video:title>La “nuova” vita sulla Terra di #AstroSamantha Cristoforetti</video:title>
            <video:description>L'astronauta dei record è tornata sulla Terra. Nella seconda metà dell'estate è attesa a Colonia, in Germania e in ottobre il post flight tour in Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-22</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Misurando mondi alieni: ecco il più piccolo e leggero mai osservato</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Misurando mondi alieni, ecco il più piccolo e leggero mai osservato.&amp;nbsp;L’ha scovato il cacciatore di esopianeti&amp;nbsp;Kepler -&amp;nbsp;Tutti i numeri di Futura: la missione di Samantha Cristoforetti in cifre -&amp;nbsp;Stelle bambine nella culla dell'Universo: il telescoio VLT svela una galassia remota nel cui grembo si agitano astri di prima generazione</video:description>
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            <video:title>Il volo del gabbiano russo</video:title>
            <video:description>Cinquant'anni fa il volo della cosmonauta russa Valentina Tereshkova a bordo del modulo spaziale Vostok 6 inaugura la carriera femminile nello spazio</video:description>
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            <video:title>Astrosam:  "Porto nel cuore la vita sulla Iss"</video:title>
            <video:description>Prima conferenza stampa dopo la conclusione della missione Futura per Samantha Cristoforetti. Per un'ora l'astronauta Esa collegata da Houston con Roma ha raccontato alla stampa i retroscena dei duecento giorni trascorsi nello spazio</video:description>
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            <video:title>Astrosamantha racconta</video:title>
            <video:description>Il video integrale della prima conferenza di Astrosam, collegata da Houston, con la stampa italiana nella sede dell'Asi dopo la conclusione della missione Futura</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-15</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Bentornata Astrosam! La  video-cronaca del rientro</video:title>
            <video:description>Si è conclusa l'11 giugno alle 15.44 la missione Futura di Samantha Cristoforetti. Nel video la cronaca del ritorno sulla Terra della donna delle stelle</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-12</video:publication_date>
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            <video:title>Astrosam, il replay dell'atterraggio</video:title>
            <video:description>Dopo tre ore di volo i membri della Expedition 42/43 sono atterrati nella steppa kazaka alle 15.44 dell'11 giugno. Samantha Cristoforetti, Terry Virts e Anton Shkaplerov avevano lasciato la ISS a bordo della navicella Soyuz alle 12.20, dopo un soggiorno di 200 giorni sulla Stazione spaziale internazionale</video:description>
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            <video:title>Samantha, il saluto allo spazio</video:title>
            <video:description>Dopo 200 giorni trascorsi in orbita i membri della Expedition 42/43, Samantha Cristoforetti, Anton Shkaplerov e Terry Virts&amp;nbsp;salutano i colleghi. Segue la chiusura del portellone e il distacco della Soyuz dalla ISS</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-11</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #17 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Uno sguardo al Pianeta prima di tornare con i piedi per terra, Samantha Cristoforetti, astronauta Esa di ritorno dalla ISS, dedica una delle sue ultime 'cartoline spaziali' all'Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2015-06-10</video:publication_date>
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            <video:title>Rhymes from space: Samantha reads Twinkle, Twinkle Little Star</video:title>
            <video:description>After previous readings in Italian and Russian, ESA astronaut Samantha  Cristoforetti was keen to do a reading from space in English. Based on  suggestions collected from her social media followers, in this video  Samantha reads Twinkle, Twinkle Little Star by Iza Trapani.</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti: ritorno da Futura</video:title>
            <video:description>Conto alla rovescia per la conclusione della missione Futura: 200 giorni in orbita per @AstroSamantha tra esperimenti, nutrizione e una tazza di caffè</video:description>
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            <video:title>Mission X - allenati come un astronauta' , gli eventi conclusivi a Roma</video:title>
            <video:description>'Mission X' è il programma didattico internazionale sui temi dell'attività fisica e della corretta nutrizione che porta gli astronauti come esempio ai più piccoli.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Le lune ribelli di Plutone</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: &amp;nbsp;Le lune ribelli di Plutone -&amp;nbsp;Nuovi candidati per la Cosmic Vision europea -&amp;nbsp;Schianti polverosi sulla faccia misteriosa della luna</video:description>
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            <video:title>PMM Leonardo: gli highlights della 'relocation'</video:title>
            <video:description>Le immagini del trasloco del modulo italiano che il 27 maggio è stato spostato dalla porta nadir del Nodo 1 alla porta anteriore del Nodo 3. L'operazione fa parte delle attività di riconfigurazione della ISS per accogliere i nuovi sistemi commerciali di trasporto cargo e crew</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #16 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Dall'isola di Palau in Micronesia passando per una visione notturna di Torino, 'patria' della Cupola e uno scatto by night dello Stivale con gli auguri di Samantha per la festa della Repubblica</video:description>
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            <video:title>Marte, l'affascinante ipotesi del supervulcano</video:title>
            <video:description>Il pianeta più studiato del Sistema solare mostra una delle sue facce più suggestive.</video:description>
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            <video:title>Dawn, reporter all'alba del Sistema Solare</video:title>
            <video:description>La sonda NASA con a bordo strumentazione italiana, la sola ad aver orbitato attorno a due diversi corpi celesti, e' in volo alla scoperta delle origini del Sistema Solare. Dopo otto anni di marcia, marca stretto il secondo dei suoi obiettivi.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Speciale: otto compleanni ed è ancora AGILE</video:title>
            <video:description>Nel quartiere generale dell’ASI si è svolto il 13th AGILE Science Workshop. Con più di 41.300 orbite attorno alla Terra, il satellite continua ad effettuare osservazioni astronomiche inaspettate, collezionando successi e consegnando alla comunità scientifica la recente scoperta dei TGF</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #15 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Dall'immensità dell'America del nord fino ad arrivare alla città di Giulietta e Romeo. Nuove suggestioni raccontate attraverso lo sguardo privilegiato di Samantha Cristoforetti, astronauta italiana a bordo della Stazione spaziale internazionale.</video:description>
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            <video:title>Il sale marino sulla superficie di Europa</video:title>
            <video:description>Quella coltre bruna che riveste la superficie di Europa, una delle lune di Giove, sarebbe costituita da sale marino. Lo ha scoperto la Nasa grazie a un complesso esperimento in laboratorio</video:description>
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            <video:title>Animazione della 'relocation' di Leonardo</video:title>
            <video:description>Il video Nasa mostra la manovra attraverso la quale mercoledì 27 marzo il modulo italiano PMM sarà disonnesso dalla porta Nadir del Nodo 1 per essere agganciato al Nodo 3 Tranquility. Crediti Nasa</video:description>
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            <video:title>Tutte le difficoltà di Marte</video:title>
            <video:description>Su Marte c’è acqua salmastra. Lo ha verificato, grazie alle sue osservazioni, il rover Curiosity della Nasa</video:description>
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            <video:title>Arrivederci Mercurio, fine della missione per Messenger</video:title>
            <video:description>E' finita con uno schianto sulla superficie del più piccolo pianeta del Sistema solare la missione Messenger della NASA. Alla velocità di quasi 4 chilometri al secondo la sonda che dal 2011 ad oggi ha osservato e fotografato Mercurio ha terminato la sua corsa finendo con un impatto al suolo, così come programmato</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-26</video:publication_date>
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            <video:title>Trasloco in vista per Leonardo</video:title>
            <video:description>Previsto per il 27 maggio lo spostamento della ‘stanza italiana’ della ISS. L’avamposto orbitante viene riconfigurato per accogliere i futuri sistemi commerciali di trasporto spaziale. L’operazione in diretta su AsiTV</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-21</video:publication_date>
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            <video:title>Timelapse spaziale: l'aurora boreale</video:title>
            <video:description>Una serie di scatti in sequenza catturati da Samantha Cristoforetti immortalano dall'alto della ISS uno degli spettacoli più suggestivi offerti dal pianeta Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-20</video:publication_date>
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            <video:title>Filastrocche dallo spazio: Samantha legge “Il pianeta di cioccolato”</video:title>
            <video:description>Fra i libri che l’astronauta Samantha Cristoforetti ha portato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale c’è anche “I Viaggi di Giovannino Perdigiorno” di Gianni Rodari</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar speciale - Philae sei sveglio?</video:title>
            <video:description>E' in corso la terza campagna d'ascolto di Rosetta verso Philae. La sonda Esa in orbita attorno alla cometa 67P/CG, sta cercando di captare segnali provenienti dal rover. Con l'approssimarsi della cometa al sole, Philae potrebbe aver immagazzinato l'energia necessaria a risvegliarsi e a comunicare</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-15</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #14 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>I cieli della Liguria, un tempesta sul Baltico, Madrid in notturna: sono alcuni degli ultimi scatti realizzati da Samantha Cristoforetti attraverso la finestra italiana della Stazione spaziale internazionale</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-12</video:publication_date>
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            <video:title>Lo straordinario quarto di secolo di Hubble</video:title>
            <video:description>Il telescopio Nasa Esa ha raccolto più di un milione di immagini di almeno 38.000 corpi celesti diversi, portando in tutte le case la meraviglia del Cosmo</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-04</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Un gigante alle porte del sistema solare</video:title>
            <video:description>Le news di questa settimana: un gigante alle porte del sistema solare - Eruzioni in corso negli artigli di Encelado - Vivere su Marte: la Nasa cerca idee innovative</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-08</video:publication_date>
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            <video:title>International Space Station bathroom tour</video:title>
            <video:description>Join ESA astronaut Samantha Cristoforetti as she shows how astronauts on the International Space Station keep clean</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-05</video:publication_date>
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            <video:title>@astrosamantha e il primo espresso spaziale</video:title>
            <video:description>Il 3 maggio Samantha Cristoforetti ha gustato in orbita il primo caffè espresso della storia preparato con ISSpresso, uno degli esperimenti della missione Futura&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-05-03</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar speciale: Mission X, l'evento finale con Samantha</video:title>
            <video:description>Ospiti nella sede Asi di Roma, 260 giovani aspiranti astronauti festeggiano insieme a Samantha Cristoforetti, collegata dallo spazio, la giornata conclusiva del programma educativo internazionale Mission X</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #13 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Dragon e il Canadarm2, gli auguri per il 25 aprile e la magia delle Alpi innevate, l'obiettivo di @AstroSamantha ci regala una nuova serie di scatti panoramici realizzati dall'alto della Cupola, l'osservatorio della Iss interamente costruito in Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Samantha e i ragazzi di Mission X</video:title>
            <video:description>Nel corso dell'evento finale di Mission X 2015 gli studenti delle squadre vincitrici collegati dall'auditorium dell'Asi hanno dialogato con Samantha Cristoforetti durante un’inflight call a loro dedica</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>@Astrosamantha chiama Terra, il fascino dello spazio per i giovani</video:title>
            <video:description>Dalla scuola allo Spazio, attraverso lo studio, la determinazione, la passione e la grinta. Trecento ragazzi provenienti da 5 scuole della Penisola si sono ritrovati nell'auditorium dell'Agenzia spaziale italiana nella sua sede di Tor Vergata, a Roma, per un inflight call con l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti, in diretta dalla Stazione spaziale internazionale</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-27</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #12 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Il corso dorato del Nilo e la fragilità dei componenti della Iss: le suggestioni e le considerazioni di Samantha Cristoforetti continuano a regalarci emozioni attraverso il suo osservatorio privilegiato in microgravità</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-24</video:publication_date>
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            <video:title>La scuola 'interroga' @astrosamantha</video:title>
            <video:description>La video-cronaca della chiacchierata del 22 aprile tra l'astronauta italiana residente sulla Iss, il ministro Giannini e i 300 studenti presenti nella sede dell'Asi. L'integrale dell'inflight-call è disponibile qui</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-23</video:publication_date>
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            <video:title>Inflight-call Cristoforetti-Giannini</video:title>
            <video:description>L'astronauta Esa in collegamento dalla Iss con l'Agenzia spaziale italiana ha risposto alle domande del ministro Stefania Giannini e degli studenti di scuole elementari, medie e superiori</video:description>
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            <video:title>Dragon: contatto!</video:title>
            <video:description>Le immagini dell'arrivo a destinazione della capsula targata SpaceX. Samantha Cristoforetti dalla Cupola ha curato le manovre di aggancio della navetta. Nel carico recapitato con Dragon gli ultimi tre dei dieci esperimenti di Futura. Image credit: Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-20</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Verso l’incontro ravvicinato con Plutone</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Verso l’incontro ravvicinato con Plutone -&amp;nbsp;Venti di tempesta su Saturno -&amp;nbsp;Encelado e i riccioli di ghiaccio&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-16</video:publication_date>
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            <video:title>Dawn, nuovi indizi sugli enigmi brillanti di Cerere</video:title>
            <video:description>Una superficie eterogenea segno di un passato attivo e nuovi dettagli sulle misteriose aree luminose presenti su Cerere: è quanto rivela la mappa in falsi colori del pianeta nano presentata dal team di Dawn durante la conferenza dell'European Geosciences Union, a Vienna</video:description>
            <video:duration>185</video:duration>
            <video:publication_date>2015-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: Dragon, partita!</video:title>
            <video:description>Sono in viaggio verso la Stazione spaziale internazionale gli ultimi tre esperimenti di Futura assegnati a Samantha Cristoforetti. La sesta missione di rifornimento della navicella Dragon è partita il 14 aprile alle 22:10 da Cape Canaveral in Florida&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>Passeggiata spaziale... in soggettiva</video:title>
            <video:description>A 400 km di altezza con la Terra che scorre sotto. Ecco cosa si vede uscendo dalla Iss: dalla prospettiva dell'astronauta Nasa Terry Virts, un estratto dell'attività extra-veicolare n. 30 ripresa con una camera GoPro. Image Credits Nasa</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Luna, da dove vieni?</video:title>
            <video:description>Com'è nata, la Luna? La sua origine è avvolta nel caos delle battaglie stellari che animavano la nostra galassia miliardi di anni fa. Non ci sono nascite 'dolci', nello Spazio, ma collisioni violente e impatti catastrofici che danno però la luce a nuove formazioni</video:description>
            <video:duration>198</video:duration>
            <video:publication_date>2015-04-14</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Un carico prezioso per Samantha</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Un carico prezioso per Samantha -&amp;nbsp;La bella stagione sul Sole&amp;nbsp;- Mattoni della vita alla periferia del sistema solare alieno</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>@astrosamantha in collegamento con Palazzo Chigi</video:title>
            <video:description>Gli esperimenti della missione Futura e l'impegno del nostro Paese nel settore spaziale sono stati alcuni degli argomenti discussi durante l'inflight call tra Samantha Cristoforetti e il premier Matteo Renzi</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>NASA Space Station Crew Discusses Life In Space With The Media</video:title>
            <video:description>Aboard the Iss, Expedition 42 Commander Barry Wilmore and Flight Engineer Terry Virts of NASA and Flight Engineer Samantha Cristoforetti of the European Space Agency discussed the progress of their research, other work on the orbital outpost and upcoming spacewalks in February by Wilmore and Virts</video:description>
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            <video:publication_date>2015-01-06</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #11 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Giocare a nascondino fra le nuvole, osservare un fiume ghiacciato ed augurare buona Pasqua, il tutto dallo spazio. Samantha Cristoforetti ci regala nuovi panorami mozzafiato dal suo osservatorio privilegiato, la Cupola, la grande finestra made in Italy installata sulla Iss</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-07</video:publication_date>
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            <video:title>Un taglio di capelli spaziale per @astrosamantha</video:title>
            <video:description>Sulla Stazione spaziale internazionale Terry Virts si improvvisa parrucchiere ed esegue il taglio di capelli a Samantha Crisoforetti con l'assistenza del cosmonauta Anton Shkaplerov</video:description>
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            <video:publication_date>2015-01-16</video:publication_date>
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            <video:title>In volo sopra l'Italia e l'Egitto... by night</video:title>
            <video:description>Approfittando di una notte senza nuvole, l'astronauta Esa Samantha Cristoforetti&amp;nbsp;ha realizzato un timelapse che ritrae l'Italia e l'Egitto visti dall'alto della Cupola, l'osservatorio&amp;nbsp;italiano installato sulla Stazione spaziale internazionale a 400 km dalla Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2015-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>ESA Euronews: Le scoperte scientifiche della missione Rosetta</video:title>
            <video:description>L'eccezionale 'bottino' scientifico di Rosetta e del lander Philae nello speciale di Euronews dedicato alla missione Esa&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-06</video:publication_date>
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            <video:title>Galileo liftoff replay</video:title>
            <video:description>Il replay del lancio del settimo e dell'ottavo satellite di Galileo, il sistema di navigazione satellitare made in Europe. Il liftoff è avvenuto a bordo un vettore Soyuz il 27 marzo alle ore 22:46, ora italiana, dallo spazioporto Esa, in Guyana Francese</video:description>
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            <video:publication_date>2015-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Space Station Crew Discusses Life in Space With Students and NASA Administrator Charles Bolden</video:title>
            <video:description>Aboard the International Space Station, Expedition 42 Commander Barry Wilmore and Flight Engineer Terry Virts of NASA discussed their mission and life and research on the complex during an in-flight chat Jan. 21 with NASA Administrator Charles Bolden and middle and high school students</video:description>
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            <video:publication_date>2015-01-21</video:publication_date>
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            <video:title>Il buono dei lipidi nel menu della Stazione Spaziale Internazionale</video:title>
            <video:description>Non tutti i grassi sono uguali: in questo video realizzato dall'Agenzia spaziale europea Samantha Cristoforetti in missione sull'Iss spiega perché alcuni tipi di lipidi, presenti anche nel cibo degli astronauti in orbita,&amp;nbsp;siano&amp;nbsp;essenziali per la nostra salute&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-03</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - 2020, l'Esa alla conquista dell'asteroide... con impatto</video:title>
            <video:description>In questo numero: 2020, l'Esa alla conquista dell'asteroide... con impatto -&amp;nbsp;Cassini, il ritorno al regno dei mondi di ghiaccio -&amp;nbsp;Gas nobili raccontano il passato climatico di Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-02</video:publication_date>
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            <video:title>Gli antenati degli ammassi di galassie</video:title>
            <video:description>Herschel e Planck scrivono una nuova pagina del passato del cosmo: i due osservatori Esa hanno scovato 234 sorgenti luminose candidate ad essere i precursori dei grandi agglomerati di galassie che conosciamo oggi</video:description>
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            <video:publication_date>2015-04-01</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - A passeggio sull'asteroide</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: A passeggio sull'asteroide -&amp;nbsp;La maratona aliena di Oppy -&amp;nbsp;Tamponamento celeste sotto il collo del cigno</video:description>
            <video:duration>379</video:duration>
            <video:publication_date>2015-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #10 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>La magia del nostro pianeta raccontata attraverso gli scatti di Samantha Cristoforetti. In questo numero: una carrellata di panorami mozzafiato e un primo piano delle due Soyuz tinte di arancione</video:description>
            <video:duration>142</video:duration>
            <video:publication_date>2015-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - I misteri dell'atmosfera aliena</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: I misteri dell'atmosfera aliena -&amp;nbsp;Dodici mesi nello spazio -&amp;nbsp;Una passeggiata lunga mezzo secolo</video:description>
            <video:duration>374</video:duration>
            <video:publication_date>2015-03-19</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Sorgenti termali su Encelado</video:title>
            <video:description>In questo numero: Sorgenti termali su Encelado -&amp;nbsp;La Nasa procede verso Marte -&amp;nbsp;Il tesoro del telescopio</video:description>
            <video:duration>400</video:duration>
            <video:publication_date>2015-03-12</video:publication_date>
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            <video:title>Cercasi fotoreporter... marziani</video:title>
            <video:description>Appassionati di fotografia fatevi avanti: la camera a bordo della sonda Mars Express sarà&amp;nbsp;per tre giorni a disposizione dei vincitori del nuovo contest dell'Agenzia spaziale europea</video:description>
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            <video:publication_date>2015-03-11</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Liaison romantica all'ombra di Rosetta</video:title>
            <video:description>In questo numero: Liaison romantica all'ombra di Rosetta -&amp;nbsp;Poker di stelle per un pianeta -&amp;nbsp;Giovani mature nella notte dei tempi</video:description>
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            <video:publication_date>2015-03-05</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Il doppio mistero di Cerere</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Il doppio mistero di Cerere -&amp;nbsp;Giganti cosmici nella notte dei tempi -&amp;nbsp;Selfie col trucco dal pianeta rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #9 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>La Sicilia nascosta dalle nuvole e la magia della neve sulla città di Chicago, continuano le suggestioni del nostro pianeta raccolte da Samantha Cristoforetti dalla Iss</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-25</video:publication_date>
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            <video:title>Speciale: Broglio, Buongiorno e il lancio del San Marco D</video:title>
            <video:description>Dagli archivi della trasmissione Tivù Tivù un eccezionale documento della storia spaziale italiana: Luigi Broglio e Carlo Buongiorno ai microfoni di&amp;nbsp;Cesara Buonamici raccontano il lancio del San Marco D, partito il 25 marzo 1988 dalla base italiana di Malindi, in Kenya</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-24</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Segnali di fumo da Marte</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine:&amp;nbsp;Segnali di fumo da Marte -&amp;nbsp;Buon compleanno Plutone! New Horizons immortala Idra e Notte -&amp;nbsp;AAA Nana bruna cercasi</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-20</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #8 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Dalla Zacinto di foscoliana memoria al Messico: continua il viaggio per immagini di Samantha Cristoforetti che in questo numero si conclude con il suggestivo time-lapse dell'undocking dell'ATV-5 dalla Iss, realizzato con gli scatti del collega Nasa Terry Virts</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>ATV undocking</video:title>
            <video:description>Time-lapse dell'undocking dell'ATV&amp;nbsp;Lemaître dalla Iss. Le foto sono state realizzate dall'astronauta Nasa&amp;nbsp;Terry Virts</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-16</video:publication_date>
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            <video:title>IXV,  lo shuttle europeo conquista l'atmosfera</video:title>
            <video:description>Condotto in orbita dal lanciatore Vega, lo spazioplano made in Italy ha compiuto con successo la sua missione. Per l'Europa si tratta del primo rientro controllato in atmosfera che apre la strada ai futuri veicoli spaziali</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-11</video:publication_date>
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            <video:title>L'Europa sfida l'atmosfera: i 100 minuti di IXV</video:title>
            <video:description>Toccherà al vettore Vega portare in orbita il mini-shuttle europeo, &amp;nbsp;primo veicolo europeo ad effettuare un rientro in atmosfera. La missione sarà trasmessa in diretta streaming mercoledî 13 febbraio a partire dalle 13.45 su AsiTV</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-10</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Rosetta, incontro ravvicinato con la cometa</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Rosetta, incontro ravvicinato con la cometa -&amp;nbsp;VISTA oltre la Trifida -&amp;nbsp;L'algoritmo delle bolle</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #7 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Dalle suggestioni africane all'Italia, gli scatti dall'Iss di Samantha Cristoforetti continuano a regalarci panorami mozzafiato del nostro pianeta</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>Tutto su Saturno, il Project Science Group a Roma</video:title>
            <video:description>Da più di dieci anni la missione internazionale Cassini-Huygens studia da vicino Saturno. Ma cosa sta facendo Cassini ora?</video:description>
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            <video:publication_date>2015-02-03</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - IXV nel 'cappello' del Vega. Il mini-shuttle europeo pronto a volare</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: IXV nel 'cappello' del Vega. Il mini-shuttle europeo pronto a volare -&amp;nbsp;Svelato il mistero delle #yellowballs -&amp;nbsp;Un oscuro mostro spaziale sotto la lente di Vlt</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #6 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Un numero con tante immagini del Bel Paese, al quale @astrosamantha non può che rivolgere uno sguardo speciale</video:description>
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            <video:title>#Astrosamantha chiama Terra: mi sento un'extraterrestre</video:title>
            <video:description>Sono passati sessanta giorni dall'inizio della missione Futura. "Mi sento un po' extraterrestre", 'confessa' Samantha Cristoforetti.</video:description>
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            <video:publication_date>2015-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>@AstroSamantha in video-collegamento con il pianeta</video:title>
            <video:description>A 60 giorni esatti dall’inizio della missione Futura, seconda inflight call per Samantha Cristoforetti: dalla Stazione Spaziale Internazionale l’astronauta si mette in contatto con la sede dell'Asi per rispondere alle domande delle istituzioni e degli studenti di scuole e università.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - IXV fa il pieno: il mini-shuttle europeo verso il lancio</video:title>
            <video:description>In questo numero del magazine: IXV fa il pieno: il mini-shuttle europeo verso il lancio -&amp;nbsp;Prossima fermata Cerere -&amp;nbsp;Giganti ai confini del sistema solare</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #5 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Guardare dall'alto il ciclone Bansi e sorvolare lo Stretto della Manica, ecco le ultime emozioni di @Astrosamanta&amp;nbsp;raccontate per immagini</video:description>
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            <video:title>Un giorno di paura sulla ISS. Vediamo cosa è successo</video:title>
            <video:description>Il 14 gennaio la Nasa ha reso noto che a bordo si stava verificando una perdita di ammoniaca nel segmento americano...</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #4 by @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Dall'Isola di Pasqua ad Haiti: Samantha Cristoforetti ci regala nuovi affascinanti scorci del pianeta Terra, immortalato attraverso la finestra panoramica made in Italy della Stazione spaziale</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti, avanti con gli esperimenti</video:title>
            <video:description>Si sveglia ogni giorno dopo otto ore e mezzo di sonno, dedica più di sei ore agli esperimenti e alla manutenzione della Stazione spaziale internazionale e per due ore e trenta deve dedicarsi all'esercizio fisico obbligatorio: vanno avanti a ritmo sostenuto le giornate di Samantha Cristoforetti.</video:description>
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            <video:title>La genesi oscura delle stelle di Lynds</video:title>
            <video:description>La camera WFI del telescopio MPG/ESO fotografa la buia culla di stelle nel cielo del Serpente</video:description>
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            <video:title>La nuova Creazione di Hubble</video:title>
            <video:description>Compleanno col bis per l'osservatorio spaziale Esa-Nasa: in occasione del suo 25esimo anniversario in orbita, Hubble punta nuovamente l'obiettivo sul più famoso dei suoi soggetti: i Pilastri della Creazione, scoprendo che nella Nebulosa dell'Aquila qualcosa sta cambiando</video:description>
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            <video:title>2014, un anno spaziale</video:title>
            <video:description>E' stato l'anno dell'atterraggio sulla cometa, della prima donna italiana nello Spazio e&amp;nbsp;della strada aperta verso Marte: il 2014 si chiude avendo accumulato tanti momenti cardine&amp;nbsp;per la storia dell'Uomo nell'esplorazione spaziale</video:description>
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            <video:title>Nello spazio di un anno: gli highlights del 2014</video:title>
            <video:description>Il nostro 'best of' dell'anno appena trascorso, con i migliori auguri per un 2015 ancora più spaziale!</video:description>
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            <video:title>Buon anno! Gli auguri spaziali di @AstroSamantha</video:title>
            <video:description>Capodanno tra le stelle per l'astronauta italiana che dalla Iss invia il suo augurio perché tutti possano, come lei, realizzare i propri sogni</video:description>
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            <video:title>Inflight call Samantha Cristoforetti - Presidente Giorgio Napolitano</video:title>
            <video:description>Il collegamento Quirinale - Iss fra il Capo dello Stato e l'austronauta Esa</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti per l'Unicef</video:title>
            <video:description>Dallo spazio l’astronauta italiana&amp;nbsp;Samantha Cristoforetti&amp;nbsp;si è unita alla campagna dell’UNICEF&amp;nbsp;#Imagine, aggiungendo la sua voce al coro globale, cantando il classico di John Lennon</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola  - Speciale Natale 2014, gli auguri di Samantha</video:title>
            <video:description>Numero speciale con le più belle immagini scattate da @astrosamantha sul finire del 2014 e il suo personale augurio di buon Natale e felice anno nuovo agli italiani</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Curiosity, missione compiuta</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Curiosity, missione compiuta -&amp;nbsp;Citizen science: cacciatori di metropoli cercasi -&amp;nbsp;Argonauti nell'occhio del telescopio dell'Eso</video:description>
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            <video:title>Dal San Marco ad @Astrosamantha:  l'Italia dello spazio compie 50 anni</video:title>
            <video:description>Il 15 dicembre 1964 con la messa in orbita del satellite San Marco-1 prendeva il via l'avventura spaziale italiana. L'Asi celebra lo storico lancio con un evento organizzato nella sede romana di Tor Vergata</video:description>
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            <video:publication_date>2014-12-16</video:publication_date>
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            <video:title>Terra chiama Samantha - Inflight call #1</video:title>
            <video:description>@AstroSamantha racconta alla stampa le prime settimane trascorse sulla Iss nel corso del primo video-collegamento con l'Agenzia spaziale italiana&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Il lungo viaggio di Rosetta</video:title>
            <video:description>Rosetta non smette di parlarci. La sonda, in orbita a 522 milioni di chilometri da noi intorno alla cometa 67P / Churyumov Gerasimenko, invia dati che si annunciano rivoluzionari.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - L'acqua terrestre portata dalle comete? Meglio gli asteroidi</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: L'acqua terrestre portata dalle comete? Meglio gli asteroidi - Un tuffo marziano per Curiosity - Camera con vista sul polo sud gioviano</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #2 by @astrosamantha</video:title>
            <video:description>Edizione del 10 dicembre 2014. Il pianeta blu raccontato da Samantha Cristoforetti: secondo appuntamento con gli scatti realizzati dall'astronauta italiana dall'alto della Iss&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2014-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Vita da astronauta, Samantha Cristoforetti sulla ISS</video:title>
            <video:description>La vita si fa intensa per Samatha Cristoforetti, da poco più di dieci giorni a bordo della Stazione spaziale internazionale.&amp;nbsp;Adesso è arrivato il momento di cimentarsi con gli esperimenti e con tutti i riti di manutenzione e cura che la Stazione richiede.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Orion: volo perfetto. La Nasa apre la strada verso Marte</video:title>
            <video:description>In questo numero: Orion, volo perfetto. La Nasa apre la strada verso Marte - Ministeriale Esa: lo spazio parla italiano - Orbite in su per Galileo</video:description>
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            <video:publication_date>2014-12-05</video:publication_date>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - la Terra vista da @astrosamantha</video:title>
            <video:description>Primo appuntamento con le immagini mozzafiato scattate da Samantha Cristoforetti dalla grande 'finestra spaziale' made in Italy, la Cupola, installata sulla Iss. Torna il format di AsiTV, avviato con Luca Parmitano, che ci accompagnerà durante i sei mesi della&amp;nbsp;missione 'Futura'&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2014-12-02</video:publication_date>
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            <video:title>Il lungo viaggio di Samantha – i primi giorni tra le stelle</video:title>
            <video:description>Lo stupore ha conquistato tutti. Da Samantha Cristoforetti, partita per la Stazione spaziale internazionale nella notte di domenica 23, ai milioni di astrofili che hanno seguito il suo viaggio a bordo della Soyuz con il fiato sospeso. Tutti con gli occhi fissi sui monitor e il cuore tra Baikonour e il cielo.</video:description>
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            <video:title>Raduno vintage in fondo al pozzo</video:title>
            <video:description>Una manciata di stelle intrappolate infondo al pozzo. Se si fosse trattato di un concorso fotografico sarebbe stato questo il tema dello scatto realizzato dal telescopio da 2.2 metri dell’MPG ESO, il fotoreporter spaziale di nazionalità cilena che ha beccato un coloratissimo gruppo di astri radunati in un ammasso aperto a 1300 anni luce da noi.&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2014-11-27</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: l'integrale della serata dedicata al lancio di Futura</video:title>
            <video:description>Ospiti il ministro Stefania Giannini,&amp;nbsp;il direttore ESA dei Voli spaziali abitati&amp;nbsp;Thomas Reiter&amp;nbsp;e il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare,&amp;nbsp;Pasquale Preziosa. Sono intervenuti anche gli astronauti&amp;nbsp;Vittori,&amp;nbsp;Nespoli&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Parmitano</video:description>
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            <video:title>Samantha vola tra le stelle. Nuovo domicilio: Iss</video:title>
            <video:description>La videocronaca del lancio della missione Futura che ha portato in orbita Samantha Cristoforetti, prima astronauta donna italiana a volare nello spazio</video:description>
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            <video:title>Expedition 42/43, le immagini del docking</video:title>
            <video:description>Dopo un lancio perfetto, il docking della navetta Soyuz alla Stazione spaziale internazionale con a bordo Samantha Cristoforetti</video:description>
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            <video:title>Futura, il replay del lancio</video:title>
            <video:description>E' partita alle 22:01 italiane dal cosmodromo di Baikonur la Soyuz con a bordo Samantha Cristoforetti</video:description>
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            <video:title>Benvenuta a bordo, Sam!</video:title>
            <video:description>Alle 6 del mattino si è aperto il portellone tra la Soyuz e la Stazione spaziale internazionale e Samantha e compagni hanno fatto ingresso nella loro nuova casa che li ospiterà per circa 6 mesi. Poco dopo la crew ha effettuato il primo video-collegamento con la Terra</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Web live: Samantha alla conquista delle stelle</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Web live, Samantha alla conquista delle stelle - Geometrie cosmiche nell'occhio di VLT - Liss, la scienza spaziale a portata di click</video:description>
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            <video:title>Philae update</video:title>
            <video:description>Dov'è Philae e quando si risveglierà dal suo letargo? Lo abbiamo chiesto a Mario Salatti, co-project manager di Philae, che in questo numero di 'Ask a scientist' ci illustra i risultati preliminari delle indagini compiute dal rover Esa domiciliato sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko</video:description>
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            <video:title>Philae, gli highlights del touchdown</video:title>
            <video:description>I momenti salienti dello sbarco della missione Rosetta sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nella diretta Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2014-11-14</video:publication_date>
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            <video:title>Atterrato Philae, l'Europa sbarca su una cometa</video:title>
            <video:description>Traguardo storico per il Vecchio continente: dopo un viaggio durato 10 anni, il lander della missione Esa Rosetta ha toccato la superficie ghiacciata della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko</video:description>
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            <video:publication_date>2014-11-12</video:publication_date>
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            <video:title>Atterrare su una cometa, ecco le incognite</video:title>
            <video:description>Dopo un'attesa durata 10 anni, è partito il conto alla rovescia per Rosetta: mercoledì 12 novembre la sonda Esa rilascerà il lander Philae, incaricato di conquistare la cometa 67P Churyuomov-Gerasimenko. Ecco le sfide che il robot europeo dovrà affrontare per compiere la sua storica missione</video:description>
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            <video:publication_date>2014-11-10</video:publication_date>
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            <video:title>La cometa in 3D e l'atterraggio di Philae</video:title>
            <video:description>L'animazione mostra una panoramica in 3D della cometa Churyumov Gerasimenko con una risoluzione spaziale inferiore a 2 metri. &amp;nbsp;Per realizzarla è stato prodotto un modello digitale tridimensionale del terreno utilizzando 180 immagini scattate dalla camera a bordo di Rosetta. Credits: DLR</video:description>
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            <video:publication_date>2014-11-07</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Philae e la cometa: 7 ore di terrore. Streaming su AsiTV</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Philae e la cometa: 7 ore di terrore. Streaming su AsiTV -&amp;nbsp;VLT a caccia di luce eso-zodiacale -&amp;nbsp;Italia-Kenya: mezzo secolo di amicizia spaziale -&amp;nbsp;Agenda spaziale: eventi da non perdere</video:description>
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            <video:publication_date>2014-11-06</video:publication_date>
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            <video:title>La straordinaria avventura di Rosetta e Philae verso la cometa</video:title>
            <video:description>Il mini-film di animazione prodotto dall'Esa racconta l'incredibile sfida affrontata dalla sonda Rosetta e dal suo compagno Philae, ormai prossimi al traguardo: l'atterraggio sulla cometa Churyumov Gerasimenko</video:description>
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            <video:publication_date>2014-11-05</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Incidente Orbital, al vaglio imbarco su Dragon esperimenti Futura</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Incidente Orbital, al vaglio imbarco su Dragon esperimenti Futura -&amp;nbsp;Ue: Copernicus avanti fino al 2021 -&amp;nbsp;La dieta del carro di GG Tau</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-30</video:publication_date>
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            <video:title>Esplode al lancio razzo Orbital. Nasa: "Anomalia catastrofica"</video:title>
            <video:description>Incidente spaziale in Virginia: il vettore privato Antares è esploso subito dopo il liftoff. Trasportava la capsula Cygnus con oltre 2 tonnellate di rifornimenti destinati agli astronauti sulla Iss. Il razzo montava motori del programma lunare sovietico</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-29</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Getti di polvere dalla cometa</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine:&amp;nbsp;Getti di polvere dalla cometa -&amp;nbsp;La famiglia allargata del pittore -&amp;nbsp;Scatto ai giganti marziani del sistema solare</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-24</video:publication_date>
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            <video:title>New Horizons e Hubble a caccia nella Fascia di Kuiper</video:title>
            <video:description>Il telescopio Esa-Nasa ha individuato tre oggetti nella fascia di Kuiper, possibili futuri target della missione in rotta verso Plutone</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-22</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta, a tu per tu con la cometa. L'Esa conferma la scelta del 'sito J'</video:title>
            <video:description>Il dado è tratto: la sonda Rosetta rilascerà il lander Philae sul cosiddetto 'Sito J' della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Il via libera è arrivato direttamente dall'Esa, che, un mese fa, aveva individuato la zona per il primo accometaggio della Storia. #WakeUpRosetta #Rosetta #Philae</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-20</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Philae, al via il contest per battezzare il sito del landing</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Philae, al via il contest per battezzare il sito del landing -&amp;nbsp;Teti, una goccia di rugiada tra gli anelli -&amp;nbsp;Che tempo fa su Marte - L'agenda di ottobre: gli eventi da non perdere</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-16</video:publication_date>
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            <video:title>Siding Spring e Marte: una coppia sotto osservazione</video:title>
            <video:description>&amp;nbsp;Il prossimo 19 ottobre gli occhi delle sonde marziane Maven, MRO e Odyssey e quelli dell'europea Mars Express insieme a decine di telescopi, seguiranno il passaggio ravvicinato della cometa&amp;nbsp;C/2013 A1 con il Pianeta Rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-14</video:publication_date>
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            <video:title>Notte dei Ricercatori 2014 @ ASI</video:title>
            <video:description>In occasione della Notte dei Ricercatori 2014, lo IAPS-INAF ha collaborato con l'Agenzia Spaziale Italiana&amp;nbsp;per la prima apertura al grande pubblico della nuova sede di Tor Vergata. Dalle 16:00 alle 24:00, circa 1200 persone hanno visitato la manifestazione. Video credits IAPS/INAF</video:description>
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            <video:publication_date>2014-10-13</video:publication_date>
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            <video:title>Tecnologia, innovazione, medicina, biologia e anche pausa caffè: gli esperimenti Made in Italy di @AstroSamantha sulla ISS</video:title>
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            <video:title>Pulsar - Rosetta, il sito J nel mirino</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel videomagazine: Rosetta, il sito J nel mirino - Poker di siti per ExoMars - Sulla Luna l'acqua viene dal Sole</video:description>
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            <video:title>Battiston-Bolden: forte la partnership Asi-Nasa</video:title>
            <video:description>"L'Italia è un partner fondamentale nell'avventura verso Marte". Così l'amministratore Nasa, Charles Bolden, ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra Italia e Stati Uniti durante il primo incontro con il presidente Asi, Roberto Battiston, che si è svolto a Roma il 7 ottobre per riesaminare lo stato di cooperazione tra le due agenzie</video:description>
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            <video:title>Tutti pazzi per lo spazio, invasione all'ASI per la notte dei ricercatori</video:title>
            <video:description>Piu' di mille tra bambini, studenti e appassionati di scienza hanno invaso l'Agenzia spaziale italiana (Asi) aperta per la prima volta al pubblico in occasione della Notte europea dei ricercatori</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti: ecco gli esperimenti di Futura</video:title>
            <video:description>Dalla stampante 3D alla macchina espresso che funziona in microgravità. A Roma si apre il sipario sui 10 esperimenti italiani che caratterizzeranno la missione Futura</video:description>
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            <video:title>Rosetta, Philae e la cometa: i dettagli sull'atterraggio</video:title>
            <video:description>Il 12 novembre prossimo la missione Rosetta tenterà il landing sulla cometa Churyumov Gerasimenko. Il responsabile scientifico Asi Enrico Flamini ci svela i particolari dell'impresa</video:description>
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            <video:title>ScientificaMente - La Notte dei ricercatori all'Asi</video:title>
            <video:description>La videocronaca dell'agenzia Dire sulla Notte europea dei ricercatori tenutasi presso la sede dell'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:title>Notte europea dei ricercatori - sesta parte</video:title>
            <video:description>Dallo spazio alla Terra con i fotoni gamma di altissima energia (seconda parte) - Concerto-conferenza 'Per musica ad astra: la musica e l'astronomia'</video:description>
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            <video:title>Notte europea dei ricercatori - quinta parte</video:title>
            <video:description>Il replay dei seminari: La missione spaziale italiana Agile - Dai buchi neri ai sistemi planetari - La missione Rosetta sfide e traguardi - La vita e la nutrizione a bordo della SSI - Dallo spazio alla Terra con i fotoni gamma di altissima energia (prima parte)</video:description>
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            <video:title>Notte europea dei ricercatori - quarta parte</video:title>
            <video:description>Il Concerto-conferenza: 'Sole, stelle e stagioni nella musica e nella scienza' che si è tenuto presso l'auditorium la sede dell'Asi di Tor Vergata</video:description>
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            <video:title>Notte europea dei ricercatori - terza parte</video:title>
            <video:description>Il replay dei seminari scientifici trasmessi in diretta streaming dalla sede Asi di Tor Vergata. In questa terza parte: 'Gaia: il cielo in 6D'</video:description>
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            <video:title>Notte europea dei ricercatori - seconda parte</video:title>
            <video:description>Il replay dei seminari scientifici trasmessi in diretta streaming dalla sede Asi di Tor Vergata: 'Venere si svela di notte' e 'Lares, una disco ball orbitante al servizio di Einstein'</video:description>
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            <video:title>Notte europea dei ricercatori 2014 - prima parte</video:title>
            <video:description>In questa prima parte, i seminari scientifici: 'Visione estreme dell'Universo: i satelliti Planck e Fermi' - 'AMS-02, il cacciatore di antimateria'</video:description>
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            <video:title>Materia e energia oscura, la caccia continua a 450 anni da Galileo</video:title>
            <video:description>Sono due gli anniversari che si incrociano nel Simposio organizzato dall'Agenzia spaziale italiana all'Accademia dei Lincei. Entrambi legati al padre della scienza moderna, Galileo Galilei, un faro per gli studiosi di tutte le epoche.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Si accende la notte della ricerca, la diretta su AsiTV</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Si accende la notte della ricerca, la diretta su AsiTV -&amp;nbsp;Vapore d'acqua su cieli lontani -&amp;nbsp;Traffico intenso sulle autostrade marziane, arrivano Maven e Mom</video:description>
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            <video:title>Copernicus for environment and human security - terza parte</video:title>
            <video:description>Terza e ultima parte dell'evento dedicato al programma europeo tenutosi a Roma il 18 settembre 2014</video:description>
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            <video:title>Spazio: le sentinelle del programma Copernicus per l'ambiente e la sicurezza umana</video:title>
            <video:description>Inondazioni, frane, terremoti, ma anche pesca di frodo e sorveglianza delle frontiere:&amp;nbsp;sono i campi in cui interviene la tecnologia spaziale per ridurre i costi e i rischi</video:description>
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            <video:title>Copernicus for environment and human security - seconda parte</video:title>
            <video:description>Seconda parte dell'evento dedicato al programma europeo tenutosi a Roma il 18 settembre 2014</video:description>
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            <video:title>Copernicus for environment and human security - prima parte</video:title>
            <video:description>Prima parte dell'evento dedicato al programma europeo tenutosi a Roma il 18 settembre 2014</video:description>
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            <video:title>Copernicus: il programma europeo a servizio del pianeta</video:title>
            <video:description>Dalla ricerca all'operatività, a Roma si fa il punto sul programma europeo di osservazione della Terra alla presenza delle autorità nazionali ed internazionali</video:description>
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            <video:title>Nuovi materiali e tecnologie per lo spazio - Intervista a Roberto Battiston</video:title>
            <video:description>Dalle Key Enabling Technologies alle stampanti 3D: ecco le innovazioni che promettono di rivoluzionare l'esplorazione spaziale. Ne parla il presidente dell'Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, nell'intervista per NanotechItaly 2014</video:description>
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            <video:title>Alla ricerca del litio scomparso (anche fuori dalla Via Lattea)</video:title>
            <video:description>Le stelle più antiche dell'Universo sono nate con la stessa quantità di litio, indipendentemente dal loro luogo di origine. E' questa la scoperta del team guidato da Alessio Mucciarelli, ricercatore del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Bologna</video:description>
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            <video:publication_date>2014-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Selfie spaziale: Rosetta in posa con la cometa</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Selfie spaziale: Rosetta in posa con la cometa -&amp;nbsp;Vlt a caccia extragalattica di litio&amp;nbsp;-&amp;nbsp;Indizi di un nuovo mondo dietro l'angolo</video:description>
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            <video:publication_date>2014-09-12</video:publication_date>
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            <video:title>Orion verso il debutto</video:title>
            <video:description>E' pronta per il primo liftoff la nuova capsula Nasa che porterã l'uomo alla conquista di Marte.&amp;nbsp;L'Exploration flight test n. 1 è programmato per dicembre prossimo a bordo del razzo Delta IV Heavy</video:description>
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            <video:publication_date>2014-09-09</video:publication_date>
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            <video:title>Siamo in viaggio per Marte. L'ok definitvo della Nasa</video:title>
            <video:description>La Nasa ha dato l'ok alla fase finale di sviluppo del gigante dello spazio, lo Space launch System (Sls). Ne ha dato annuncio l'amministratore delegato dell'agenzia spaziale statunitense, Charles Bolden.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-09-08</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta all'arrembaggio</video:title>
            <video:description>La missione europea dal cuore italiano è vicina alla meta: 5 i potenziali siti di atterraggio individuati per il lander Philae, pronto a sbarcare sulla superficie della cometa 67P C.G.l'11 novembre prossimo con a bordo strumenti che parlano italiano</video:description>
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            <video:publication_date>2014-09-05</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - undicesima e ultima parte</video:title>
            <video:description>Vega, il piccolo vettore europeo costruito con un forte contributo italiano che completa la gamma dei lanciatori Esa, e Lares, passeggero principale del volo inaugurale del vettore. Due successi targati Asi che hanno caratterizzato il 2012 dell'Italia nello Spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2014-09-02</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta: Dietro le quinte con i "cacciatori di comete"</video:title>
            <video:description>Rosetta e la sua missione. Retroscena, valore e prospettive di una  pagina di storia spaziale, dalla voce dei "cacciatori di comete" che  hanno accompagnato la sonda dell'ESA al suo appuntamento con  67P/Churyumov-Gerasimenko.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-09-02</video:publication_date>
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            <video:title>Dalla Luna a Marte, il futuro degli obiettivi spaziali</video:title>
            <video:description>La Nasa prepara un avvicinamento a tappe al pianeta rosso. L'appuntamento più prossimo è per dicembre. E' allora che avrà luogo il primo volo, senza equipaggio a bordo, della capsula Orion.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-31</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - decima parte</video:title>
            <video:description>Dalla STS-130 a MagIIStra fino alla STS-134, gli highlights delle missioni che hanno portato sulla Iss una grossa dose di Italia, fra moduli pressurizzati, esperimenti e gli astronauti&amp;nbsp;Paolo Nespoli e Roberto Vittorii, primi connazionali a risiedere in contemporanea&amp;nbsp;nell'avamposto</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-30</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta, i segreti della cometa doppia</video:title>
            <video:description>Il viaggio della sonda Rosetta verso i segretidell'Universo si arricchisce di una scoperta inaspettata. Gli scienziati hanno appreso che la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è un corpo celeste mai visto prima.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-25</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - La misurazione più precisa di sempre di un esopianeta</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: La misurazione più precisa di sempre di un esopianeta -&amp;nbsp;Catalina, da asteroide a cometa -&amp;nbsp;Quanto conta lo stile di vita: astri coetanei a confronto</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-24</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - nona parte</video:title>
            <video:description>La missione Esperia, con a bordo l'italiano Paolo Nespoli porta sulla Iss il nodo 2 Harmony, il modulo pressurizzato costruito nel nostro paese. Herschel e Planck, due satelliti dedicati allo studio dell'Universo primordiale con una grossa componente di tecnologia made in Italy</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-22</video:publication_date>
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            <video:title>Bepi Colombo, Mercurio si avvicina</video:title>
            <video:description>Il conto alla rovescia per la missione 'Bepi Colombo' si fa più serrato. Il lift off è previsto tra due anni esatti: la prima missione europea verso Mercurio partirà dallabase di Kourou, in Guyana francese, nel luglio 2016. La data è storica perché Mercurio, il più piccolo pianeta del Sistema Solare, è anche il meno esplorato.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-18</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Rosetta rivela la doppia anima della cometa</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine:&amp;nbsp;Rosetta rivela la doppia anima della cometa -&amp;nbsp;L'Atv pronto all'ultimo volo -&amp;nbsp;Guida marziana per terrestri</video:description>
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            <video:title>Polvere di stelle</video:title>
            <video:description>Svelati i segreti della polvere cosmica grazie altelescopio VLT. Un viaggio in dieci tappe, in cui la guida è stata affidata allo spettrografo X-shooter.</video:description>
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            <video:title>Alla scoperta dei segreti di Plutone</video:title>
            <video:description>Manca poco meno di un anno al primo rendez-vous di un veicolo spaziale con Plutone: il 14 luglio 2015 la sonda&amp;nbsp;Nasa New Horizons raggiungerà l'orbita del pianeta nano e invierà a Terra le prime immagini a distanza ravvicinata del remoto corpo celeste, svelandone fattezze e caratteristiche</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-16</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - L'estate delle tre superlune</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: L'estate delle tre superlune -&amp;nbsp;Quanto manca, Rosetta? Al via il contest fotografico -&amp;nbsp;Come nasce la polvere di stelle</video:description>
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            <video:title>Tanti auguri, Cassini. 10 anni di successi</video:title>
            <video:description>Era il primo luglio del 2004 quando, per la prima volta nella Storia, una sonda entrò nell'orbita di Saturno. Era Cassini, un gioiello della scienza e della tecnica nato grazie alla collaborazione tra Nasa, Esa ed Asi</video:description>
            <video:duration>201</video:duration>
            <video:publication_date>2014-07-04</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - ottava parte</video:title>
            <video:description>Puntata dedicata a Cosmo-SkyMed, sistema Radar tutto italiano dedicato all'osservazione della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2014-07-08</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Un Mar Morto su Titano</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Un Mar Morto su Titano -&amp;nbsp;Hubble a caccia di pianeti per New Horizons -&amp;nbsp;Rosetta e la calda estate della cometa</video:description>
            <video:duration>356</video:duration>
            <video:publication_date>2014-07-03</video:publication_date>
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            <video:title>Avamposto42, i consigli dallo spazio su cibo e salute</video:title>
            <video:description>Si chiama Avamposto42 ed e' il primo sito web dedicato alla nutrizione e alla salute nello spazio e sulla Terra. Lo ha presentato nella sede dell'Agenzia spaziale italiana l'astronauta Samantha Cristoforetti...</video:description>
            <video:duration>372</video:duration>
            <video:publication_date>2014-07-02</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - settima parte</video:title>
            <video:description>In questo numero due missioni dedicate all'esplorazione del sistema solare: Venus Express e Mro, la prima Esa e la seconda Nasa, entrambe con a bordo molta tecnologia italiana</video:description>
            <video:duration>208</video:duration>
            <video:publication_date>2014-07-02</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Ecco (forse) l'impronta della materia oscura</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Ecco (forse) l'impronta della materia oscura -&amp;nbsp;L'isola magica di Titano -&amp;nbsp;Individuato il diamante più grande dell’Universo</video:description>
            <video:duration>337</video:duration>
            <video:publication_date>2014-06-25</video:publication_date>
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            <video:title>Con Samantha su Avamposto42</video:title>
            <video:description>Il video integrale della presentazione alla stampa di Avamposto42, portale dedicato alla missione Futura di Samantha Cristoforetti. L'astronauta Esa, prima donna italiana a volare nello spazio, raggiungerà la Ssi il prossimo novembre per un soggiorno di circa 6 mesi&amp;nbsp;</video:description>
            <video:duration>3009</video:duration>
            <video:publication_date>2014-06-23</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Avamposto 42: ecco il portale della missione Futura</video:title>
            <video:description>In questo numero: Avamposto 42: ecco il portale della missione Futura -&amp;nbsp;Crazy Diamond, la sorgente gamma più potente del cielo -&amp;nbsp;Vento di scirocco sulla luna</video:description>
            <video:duration>554</video:duration>
            <video:publication_date>2014-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>ISSpresso, una pausa caffè extra-terrestre</video:title>
            <video:description>Luca Parmitano aveva espresso tante volte il desiderio di una tazzina di caffè da gustare a bordo della Stazione spaziale internazionale...</video:description>
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            <video:publication_date>2014-06-20</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - sesta parte</video:title>
            <video:description>Protagoniste di questo numero sono due missioni europee a forte partecipazione italiana: Mars Express, sonda per lo studio del pianeta rosso e Rosetta che, dopo un lungo viaggio inziato nel 2004, quest'anno tenterà l'atterragggio sulla cometa&amp;nbsp;67P/Churyumov-Gerasimenko</video:description>
            <video:duration>211</video:duration>
            <video:publication_date>2014-06-17</video:publication_date>
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            <video:title>Ricerca e industria, la strada verso il futuro dello spazio</video:title>
            <video:description>Tutti gli sforzi degliscienziati per progredire nell'esplorazione spaziale non restano confinati oltre l'atmosfera, ma hanno importanti ricadute a Terra. La gran parte dei settori dell'industria ne trae beneficio in una sinergia tra Spazio e Terra continua e produttiva.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Ecco il primo Vine dallo spazio</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: 'WeFly con Futura' in diretta streaming -&amp;nbsp;Rivelato l'habitat dei lampi gamma -&amp;nbsp;Ecco il primo Vine dallo spazio -&amp;nbsp;Svelato il mistero della doppia faccia della Luna</video:description>
            <video:duration>377</video:duration>
            <video:publication_date>2014-06-13</video:publication_date>
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            <video:title>Mondi ghiacciati oltre Nettuno: il censimento di Herschel</video:title>
            <video:description>L'occhio dell'osservatorio spaziale Esa si è spinto oltre l'orbita di Nettuno ed ha caratterizzato 132 oggetti dei 1400 che popolano la fredda e remota regione situata ai confini del nostro sistema solare</video:description>
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            <video:publication_date>2014-06-10</video:publication_date>
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            <video:title>C'è vita nell'Universo? Da Kepler, a Plato, a Harps</video:title>
            <video:description>C'è vita nell'Universo? La domanda a cui tutti gliscienziati cercano incessantemente risposta fa capolino ad ogni nuova scoperta.&amp;nbsp;Grande è l'attenzione della comunità scientifica al lavoro dei cacciatori di esopianeti, da Kepler, a Plato, a Harps.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-06-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar si veste di nuovo - L'Europa a caccia di esopianeti con Sphere</video:title>
            <video:description>Il videomagazine Asi cambia look. In questo numero: l'Europa a caccia di esopianeti con Sphere - Galassie vicine e lontane tutte in posa per Hubble - Ecco il Drago che riporterà in orbita gli States</video:description>
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            <video:publication_date>2014-06-06</video:publication_date>
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            <video:title>X-files: 'esploratori' dell'universo si incontrano a Roma</video:title>
            <video:description>La comunità scientifica dello Stivale si è data appuntamento nella sede Asi per il convegno 'Scenario e prospettive future delle scienze planetarie in Italia' . &amp;nbsp;Durante la due giorni si è fatto il punto sui risultati ottenuti e sui prossimi obiettivi dell'esplorazione spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2014-06-04</video:publication_date>
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            <video:title>Nascono i bambini, come cambia il cervello di mamma e papà</video:title>
            <video:description>L'istinto materno? Ce l'hanno anche i papà. I cambiamenti socio culturali degli ultimi decenni hanno decisamente modificato i ruoli in famiglia, tanto da spingere sempre più spesso i papà a prendersi cura dei figli.</video:description>
            <video:duration>192</video:duration>
            <video:publication_date>2014-05-30</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Esplorazione planetaria, si fa il punto a Roma</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Esplorazione planetaria, si fa il punto a Roma -&amp;nbsp;Le bollenti cronache del ghiaccio marziano -&amp;nbsp;Luna da copertina ai voti</video:description>
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            <video:publication_date>2014-05-29</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - quinta parte</video:title>
            <video:description>Puntata dedicata alla missione spaziale di Umberto Guidoni, primo europero a raggiungere la ISS nell'ambito della STS-100, e ai due voli di Roberto Vittori con le 'spedizioni' Marco Polo e Eneide</video:description>
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            <video:title>Insight, all'interno di Marte</video:title>
            <video:description>Tutto su Marte. Gli scienziati continuano la loro corsa verso il 2030, l'anno fatidico in cui l'uomo dovrebbe mettere piede per la prima volta sul pianeta rosso...</video:description>
            <video:duration>164</video:duration>
            <video:publication_date>2014-05-23</video:publication_date>
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            <video:title>Medicina di bordo, un pletismografo per Samantha Cristoforetti</video:title>
            <video:description>L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti porterà con sé sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) uno strumento innovativo per misurare la circolazione cervicale.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>Discesa agli inferi nell'atmosfera venusiana</video:title>
            <video:description>Conclusa la missione scientifica principale, la sonda Esa Venus Express si prepara a 'immergersi' nell'atmosfera di Venere. Il 'tuffo' controllato previsto tra giugno e luglio consentirà di raccogliere dati inediti sul gemello bollente della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2014-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - La cometa mostra la chioma a Rosetta</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: La cometa mostra la chioma a Rosetta -&amp;nbsp;La compagna del magnete -&amp;nbsp;Illustris simulation: così si è evoluto l'Universo</video:description>
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            <video:publication_date>2014-05-16</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - quarta parte</video:title>
            <video:description>Numero interamente dedicato alla Iss: da una panoramica generale sulla Stazione Spaziale Internazionale al focus sui numerosi contributi dell'Italia alla più grande opera ingegneristica realizzata dall'uomo</video:description>
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            <video:publication_date>2014-05-19</video:publication_date>
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            <video:title>Tutti i numeri di Hubble</video:title>
            <video:description>E' un'avventura lunga 24 anni quella del reporter ufficiale dell'umanità nel cosmo, costellata da memorabili immagini e scoperte scientifiche. Per prepararsi a celebrare il 25esimo compleanno in orbita, la Nasa pubblica le straordinarie statistiche collezionate da Hubble in questi anni&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2014-05-13</video:publication_date>
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            <video:title>La migliore simulazione dell'Universo</video:title>
            <video:description>E' stata realizzata grazie a dei supercomputer. Entusiasti gli scienziati, che così potranno confrontare le loro teorie con la riproduzione più accurata mai prodotta</video:description>
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            <video:publication_date>2014-05-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Occhi puntati su Saturno</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Occhi puntati su Saturno -&amp;nbsp;La Terra in streaming dallo spazio -&amp;nbsp;Planck: ecco le impronte magnetiche della Via Lattea</video:description>
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            <video:title>L'Italia nello Spazio - terza parte</video:title>
            <video:description>Ci spostiamo nell'ottobre del 1997, quando fu lanciata Cassini-Huygens, la sonda interplanetaria Nasa-Esa-Asi per lo studio di Saturno, dei suoi anelli e delle sue lune. In orbita attorno al gigante gassoso dal 2004, Cassini ancora oggi continua ad inviare a Terra immagini straordinarie</video:description>
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            <video:title>Così si rompe il David di Michelangelo</video:title>
            <video:description>Uno studio ha utilizzato delle riproduzioni in gesso,alte 10 centimetri, del David, deformate all'interno di una centrifuga pertrovare una spiegazione alle microfratture che la stanno danneggiando...</video:description>
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            <video:title>ESA Euronews: I 50 anni dell'odissea spaziale dell'Europa</video:title>
            <video:description>Mezzo secolo fa alcuni paesi europei cominciarono a collaborare in nome della ricerca scientifica e dell'esplorazione del cosmo, per dare vita ad una nuova potenza spaziale che oggi conosciamo come l'Agenzia Spaziale Europea. Tra i pionieri il fisico italiano Edoardo Amaldi</video:description>
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            <video:title>WeFly con Futura - osa volare</video:title>
            <video:description>Il videomessaggio che Samantha Cristoforetti ha dedicato ai piloti paraplegici del Wefly! Team. Durante la sua missione, Futura, l'astronauta Esa porterà sulla Iss una bandiera che le verrà consegnata dal team il prossimo 14 giugno</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-30</video:publication_date>
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            <video:title>L'Italia nello spazio - seconda parte</video:title>
            <video:description>Seconda puntata del format che ripercorre le tappe fondamentali dello spazio italiano. In questo numero: le missioni di Malerba, Guidoni e Cheli, primi 'ambasciatori' italiani in orbita e i satelliti per l'astronomia delle alte energie: Beppo Sax, Swift, Agile e Fermi</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-29</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Lo schianto di Ladee sulla Luna</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Lo schianto di Ladee sulla Luna -&amp;nbsp;Il fascino osè di GUM 41 -&amp;nbsp;Il pianeta Terra visto da Sentinel: le prime immagini</video:description>
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            <video:title>Lo schianto di Ladee sulla Luna</video:title>
            <video:description>Terminata la missione della Nasa che ha impegnato lasonda nella raccolta dati sull'atmosfera del nostro satellite</video:description>
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            <video:title>L'Italia nello spazio - prima parte</video:title>
            <video:description>Un nuovo format a puntate per raccontare il ruolo del nostro Paese nell'avventura spaziale. &amp;nbsp;Questa prima puntata si apre nel dicembre 1964, quando l'Italia lanciava il san Marco, diventando la terza nazione dopo Urss e Stati Uniti ad avere un proprio satellite in orbita</video:description>
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            <video:title>Luca, Karen e Fyodor: il racconto di un volo lungo 166 giorni</video:title>
            <video:description>L'idea dell'assenza dei confini è il cuore della 'famiglia' che si è creata a bordo della Stazione spaziale internazionale.&amp;nbsp;L'equipaggio dell'Expedition 36/37, che ha trascorso 166giorni in orbita, non dimentica le emozioni del volo e il clima di cooperazione che si è stabilito.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-18</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Kepler 186-f, il mondo alieno più simile alla Terra</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Kepler 186-f, il mondo alieno più simile alla Terra -&amp;nbsp;Luna crescente su Saturno -&amp;nbsp;Falcon 9 al go: sulla Iss germogli di insalata e due gambe per Robonaut</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-17</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: Luca, Karen e Fyodor raccontano i 6 mesi sull'Iss</video:title>
            <video:description>Prima tappa del Post-flight tour per l'equipaggio della Expedition 36/37: &amp;nbsp;ospiti nella sede dell'Asi, gli astronauti Luca Parmitano, Karen Nyberg e Fyodor Yurchikhin hanno svelato i dettagli della missione che li ha visti insieme sulla Iss per 166 giorni. Il video integrale dell'evento</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-15</video:publication_date>
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            <video:title>James Webb Telescope, il 'cuore' è completo</video:title>
            <video:description>L'erede di Hubble scalda i motori. Anzi, li assembla. Nel laboratorio del Goddard space flight center gli ultimi tasselli del James Webb Telescope sono andati al loro posto.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-11</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Luci su Marte, il pianeta illusionista</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel nostro magazine: Luci su Marte, il pianeta illusionista -&amp;nbsp;Fidanzamento cosmico a 33 carati -&amp;nbsp;I software che hanno fatto grande la Nasa disponibili sul web - LIVE: Luca, Karen e Fyodor raccontano l'esperienza sulla ISS (evento posticipato alle 15 di lunedì 14 aprile)</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-10</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel supera i test, arrivano i primi dati a Matera</video:title>
            <video:description>Lanciato il 3 aprile dalla base Esa di Kourou, in Guyana francese, Sentinel-1A ha acceso il grande radar ad apertura sintetica e inviato i primi dati a Terra con successo. Per&amp;nbsp;il primo satellite del programma Ue-Esa Copernicus ha così inizio la fase di 'commissioning' che durerà circa 3 mesi</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-09</video:publication_date>
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            <video:title>'Mission X', sani come un astronauta</video:title>
            <video:description>I giovanissimi riuniti nell'auditorium dell'Agenzia Spaziale Italiana sono molto curiosi e non si lasciano sfuggire l'occasione perfare le domande più insolite a Samantha Cristoforetti, soprattutto sulla vita di bordo.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>Sentinel 1A, il replay del lancio</video:title>
            <video:description>Al via l'ambizioso programma Ue-Esa per l'osservazione della Terra: è in orbita il primo satellite della costellazione Copernicus.&amp;nbsp;Il liftoff è avvenuto alle 23.02 &amp;nbsp;italiane del 3 aprile&amp;nbsp;dallo spazioporto Esa di Kourou, in Guyana francese&amp;nbsp;a bordo di un vettore Soyuz&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Nasa: "Stop ad attività con Mosca. Garantita solo operatività Iss"</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel videomagazine. Nasa: "Stop ad attività con Mosca. Garantita solo operatività Iss" - La Fornace vorace - Mars One simula il pianeta rosso</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-04</video:publication_date>
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            <video:title>Pronta al countdown la 'sentinella' italiana</video:title>
            <video:description>Tutto è pronto per il lancio del primo satellite di Copernicus, in calendario per giovedì 3 aprile. Sentinel-1A, realizzato in Italia, porterà al battesimo l'ambizioso progetto Ue-Esa per l'osservazione della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2014-04-02</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Chariklo, il 'signorino' degli anelli</video:title>
            <video:description>In questo numero: Chariklo, il 'signorino' degli anelli -&amp;nbsp;Scovato il pianeta nano più distante del sistema solare -&amp;nbsp;Dove nascono i buchi neri</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-27</video:publication_date>
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            <video:title>Balle di Scienza, in mostra a Pisa gli errori che aiutano</video:title>
            <video:description>Sbagliando, si impara. Ma non sbagliano solo i comunimortali.&amp;nbsp;Sbagliano anche gli scienziati. A Pisa storie di erroriprima e dopo Galileo, una mostra aperta fino al 29 giugno</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-28</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio in passerella: vota il look interplanetario del futuro</video:title>
            <video:description>Pronti a votare il design della tuta spaziale che indosseranno gli astronauti su Marte? Tre le proposte Nasa per il prototipo della Z-2, la 'space suit' di prossima generazione. Il modello più votato, prodotto entro novembre di quest'anno, sarà oggetto di un'intensa campagna di test</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-25</video:publication_date>
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            <video:title>Big Bang, c'è la traccia delle onde primordiali: così l'Universo cominciò</video:title>
            <video:description>I primi 'vagiti' dell'Universo sono stati catturati dagli scienziati. La scoperta è sensazionale, perché, per la prima volta, abbiamo le prove sperimentali che 14 miliardi di anni fa successe quello che la Teoria dell'Inflazione ha teorizzato</video:description>
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            <video:title>Tecnologia, quanto vale lo spazio</video:title>
            <video:description>Pensate alla medicina e all'edilizia. A prima vista non hanno nulla a che fare con le attività spaziali. Eppure qualcosa che unisce questi settori, e non solo questi, c'è. Ce ne parla Simonetta Di Ciaccio, &amp;nbsp;Unità linee strategiche e relazioni con i Paesi europei - ASI</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-14</video:publication_date>
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            <video:title>Esopianeti, è Plato il nuovo cacciatore dell'Esa</video:title>
            <video:description>La Cosmic Vision dell'Esa guadagna un tassello nuovo: la commissione che si occupa di selezionare le missioni che esploreranno lo spazio nei dieci anni tra il 2015 e il 2025 ha scelto Plato, un cacciatore di esopianeti</video:description>
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            <video:title>Quelle misteriose linee su Marte</video:title>
            <video:description>Gli scienziati cercano incessantemente tracce di acqua su Marte. Confrontano teorie, analizzano le immagini che arrivano a Terra e raccolgono tutti gli elementi che possono indicare che sul pianeta rosso la vita fosse possibile</video:description>
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            <video:title>ESA Euronews: Satelliti in prima linea contro le inondazioni</video:title>
            <video:description>Alla vigilia del lancio della prima 'sentinella' europea del programma Esa Copernicus, una puntata di Space mostra come i satelliti possono fornire ausilio in situazioni di emergenza ambientale</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-24</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Pronto il menu speciale di Futura. E sulla Iss si "cucinerà" italiano</video:title>
            <video:description>In questo numero: Pronto il menu speciale di Futura. E sulla Iss si "cucinerà" italiano -&amp;nbsp;Allunaggio elettronico per Lro -&amp;nbsp;Concorso Nasa: cercasi cacciatori di asteroidi a difesa della Terra</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-20</video:publication_date>
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            <video:title>Un'arachide ipergigante nel cielo australe</video:title>
            <video:description>E' la stella gialla più grande mai osservata e orbita a braccetto con la sua compagna nella costellazione del Centauro. Imponente e brillante, la sua crescita è stata documentata grazie all'interferometro del telescopio dell'Eso VLT</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-16</video:publication_date>
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            <video:title>Speciale Pulsar - Intervista a Simonetta Di Pippo</video:title>
            <video:description>Edizione dedicata all'astrofisica italiana, neo direttore dell'Unoosa, l'Ufficio Onu per gli affari spaziali. Abbiamo incontrato Simonetta a Roma, presso la sede Asi, e le abbiamo chiesto di raccontarci (tra le le altre cose) di cosa si occuperà una volta giunta a Vienna</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-13</video:publication_date>
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            <video:title>Esa Earth from space: Speciale Parmitano</video:title>
            <video:description>Il pianeta Terra raccontato attraverso gli scatti realizzati da Luca Parmitano sulla Iss durante i 166 giorni della missione Volare</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-12</video:publication_date>
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            <video:title>Parmitano incontra i fan. Ecco come partecipare</video:title>
            <video:description>L'Agenzia spaziale europea propone un evento interamente dedicato ai follower di @astro_luca:&amp;nbsp;50 seguaci di Parmitano saranno selezionati per incontrare l'astronauta nel centro Esa Esrin di&amp;nbsp;Frascati il prossimo 11 aprile</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-11</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - L'America alla scoperta di Europa</video:title>
            <video:description>Nel nostro magazine questa settiman: La Nasa alla scoperta di Europa -&amp;nbsp;Viaggio epico nella terza dimensione dell'Universo -&amp;nbsp;100 flyby per Titano</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-06</video:publication_date>
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            <video:title>Acqua nel casco: Parmitano e la Nasa spiegano l'incidente</video:title>
            <video:description>Un rapporto di 222 pagine redatto da una commissione indipendente fa luce sugli eventi che hanno costretto l'Agenzia statunitense a interrompere in anticipo la seconda passeggiata spaziale dell'astronauta italiano</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-05</video:publication_date>
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            <video:title>Euronews: La lotta degli scienziati contro meteoiti e 'space debris'</video:title>
            <video:description>Uno speciale di Euronews in collaborazione conl'Agenzia spaziale europea su meteoriti e detriti spaziali</video:description>
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            <video:publication_date>2014-03-03</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Kepler, 705 nuovi mondi in un colpo solo</video:title>
            <video:description>Nel nostro magazine questa settimana: Kepler, 705 nuovi mondi in un colpo solo -&amp;nbsp;IA, esplosioni in prima linea -&amp;nbsp;Un ruggito solare di classe X4.9&amp;nbsp;</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-28</video:publication_date>
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            <video:title>Parmitano e Gravity conquistano La Sapienza</video:title>
            <video:description>L'astronauta italiano alla facoltà di Ingegneria aerospaziale a Roma presenta la borsa di studio Warner Bros legata al film Gravity, alla presenza di Charles Elachi, il papà di Curiosity. Il giorno prima Parmitano aveva incontrato il personale dell'Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-26</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Con Plato l'Europa alla ricerca di un'altra Terra</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine:  Con Plato l'Europa alla ricerca di un'altra Terra - Un'esplosione di supernova al titanio - Nasa: nuovi indizi sul caso della pietra marziana</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Gaia, il cartografo celeste in un tappeto di stelle</video:title>
            <video:description>Dov'è la sonda Esa incaricata di mappare in 3D la nostra galassia? Ce lo mostra il telescopio VLT che ha ritratto la navetta in un doppio scatto spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-19</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Ganimede a 360 gradi</video:title>
            <video:description>In questo numero: Aldo Sandulli commissario straordinario dell'Asi - Ganimede a 360 gradi v- Aurore aliene ai poli di Saturno - Forza Yutu! Risorto il rover lunare cinese</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-14</video:publication_date>
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            <video:title>L'ASI in missione per esplorare l'Universo</video:title>
            <video:description>Da Cassini a Rosetta, da Saturno alle comete: le principali missioni scientifiche presenti e future in cui è impegnata l'Agenzia spaziale italiana</video:description>
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            <video:title>Pulsar - In orbita Athena Fidus, satellite italo-francese per le telecomunicazioni</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: In orbita Athena Fidus, satellite italo-francese per le telecomunicazioni - Anatomia dell'asteroide nocciolina - Kepler scova il pianeta con le stagioni pazze</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-07</video:publication_date>
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            <video:title>Dalle porte di Matera alla Luna</video:title>
            <video:description>Nel trentennale del Centro di Geodesia Spaziale di Matera si celebra Rocco Petrone e si rilancia la complessa struttura scientifica lucana per nuove iniziative. Presenti le autorità locali e i vertici di ASI, E-Geos e Telespazio.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-05</video:publication_date>
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            <video:title>Il cibo nello spazio è la sfida del futuro</video:title>
            <video:description>Lo spazio è una sfida continua. Da decenni scienziati, astronauti e tecnici lavorano per scovare le tecnologie più adatte per affrontare viaggi oltre l'atmosfera terrestre.</video:description>
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            <video:publication_date>2014-01-31</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Visite in arrivo su Marte</video:title>
            <video:description>In questo numero: Visite in arrivo su Marte - Che tempo fa su 16B - Space Amarcord: 31 gennaio '58 in orbita il primo satellite Usa</video:description>
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            <video:title>Rosetta verso la cometa annuncia i vincitori del contest</video:title>
            <video:description>Da Darmastadt l'Esa annuncia il perfetto risveglio della sonda e si prepara ad accogliere i primi classificati del concorso “Wake-Up Rosetta”</video:description>
            <video:duration>141</video:duration>
            <video:publication_date>2014-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Un'Italiana nello spazio, Samantha Cristoforetti pronta per 'Futura'</video:title>
            <video:description>Passa la vita con la valigia in mano e la prossima la imbarcherà sulla Soyuz, direzione Stazione spaziale internazionale (Iss). La prima donna italiana che andrà nello spazio è lei, Samantha Cristoforetti da Malè, provincia di Trento.</video:description>
            <video:duration>229</video:duration>
            <video:publication_date>2014-01-24</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Cerere avvolto nel vapore acqueo</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Cerere avvolto nel vapore acqueo - Obiettivi puntati sulla Laguna del Sagittario - Marte e la curiosa apparizione del sasso ciambella - Ecco il logo di 'Futura'</video:description>
            <video:duration>383</video:duration>
            <video:publication_date>2014-01-23</video:publication_date>
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            <video:title>Il sogno di Icaro oltre l'atmosfera: i turisti voleranno nello spazio?</video:title>
            <video:description>I viaggi del futuro saranno molto diversi.  Il terzo volo di prova supersonico è stato effettuato qualche giorno fa, il 10 gennaio, con ottimi risultati...</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Svelato il logo di 'Futura'</video:title>
            <video:description>Conferenza stampa con il vice ministro Maria Cecilia Guerra del 22 gennaio a Palazzo Chigi per la presentazione della missione di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana a volare in orbita. Il video integrale</video:description>
            <video:duration>3997</video:duration>
            <video:publication_date>2014-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Rosetta è sveglia e vola verso la cometa</video:title>
            <video:description>La sonda Esa è uscita dal lungo 'letargo' durato 31 mesi ed ora si dirige verso il suo obiettivo, la cometa Churyumov Gerasimenko, che raggiungerà a novembre per compiere un atterraggio storico</video:description>
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            <video:publication_date>2014-02-21</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - SLS, la Nasa disegna il futuro dell'esplorazione spaziale</video:title>
            <video:description>Nel magazine: SLS, la Nasa disegna il futuro dell'esplorazione spaziale - Scovato il primo esopianeta in orbita attorno a un gemello del sole - Tutti alla conquista dell'asteroide Bennu</video:description>
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            <video:title>Svegliati, Rosetta! Ultimi giorni per partecipare al contest Esa</video:title>
            <video:description>Il 20 gennaio la cacciatrice di comete uscirà dallo stato di ibernazione. Registra e invia il tuo video per risvegliare la sonda europea dal suo lungo letargo</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Sulla Iss fino al 2024</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Sulla Iss fino al 2024 - Un brindisi per Hubble - Gaia: parcheggio riuscito</video:description>
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            <video:publication_date>2014-01-10</video:publication_date>
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            <video:title>I numeri dell'Universo - terza parte</video:title>
            <video:description>Ultimo appuntamento con la storia dell'evoluzione del cosmo narrata attraverso numeri e costanti. In questo numero partiamo da 300.000 per arrivare all'infinito (e ritorno).</video:description>
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            <video:title>Asi 2013, un anno di spazio</video:title>
            <video:description>Una selezione degli eventi spaziali targati Agenzia spaziale italiana che hanno costellato l'anno appena concluso</video:description>
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            <video:title>Pulsar - In orbita Gaia, il cartografo celeste</video:title>
            <video:description>Questa settimana: In orbita Gaia, il cartografo celeste - Bagno di colore per Vesta - Il Coniglio di Giada cinese a passeggio sulla Luna</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-20</video:publication_date>
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            <video:title>I numeri dell'Universo - Da 1 a 800</video:title>
            <video:description>La storia dell'evoluzione del cosmo narrata attraverso numeri e costanti. In questo secondo appuntamento viaggiamo attraverso il nostro sistema solare</video:description>
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            <video:publication_date>2015-09-22</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Guasto sulla Iss, in allerta la Nasa</video:title>
            <video:description>Guasto sulla Iss, in allerta la Nasa - L'Italia misura le profondità di Titano - Sveglia, Rosetta! Ditelo in un video con il contest Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-13</video:publication_date>
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            <video:title>Space Zone News - 10th December 2013</video:title>
            <video:description>This week - Moon Express Private Lunar Lander Unveiled; Japan Uses "Cubesat Cannon" on ISS; China Launches "Jade Rabbit" Moon Rover; Luca Parmitano Returns to Rome</video:description>
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            <video:publication_date>2014-01-18</video:publication_date>
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            <video:title>Evento Mission-X: Mangia come un astronauta</video:title>
            <video:description>Com'è fatta la Iss? Cosa si mangia nello spazio? Il video integrale dell'evento educativo Asi-Esa di lunedì 9 dicembre dedicato ai 150 ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 12 anni che ha seguito la conferenza stampa con Luca Parmitano</video:description>
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            <video:title>Replay - Luca Parmitano racconta 'Volare'</video:title>
            <video:description>Il video integrale delle prima conferenza stampa in Italia dell'astronauta Esa dopo la conclusione della sua missione sulla Iss</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Orbital al debutto. E la Svizzera 'lancia' il mini-shuttle europeo</video:title>
            <video:description>Mentre il vettore Antares è sulla base di lancio pronto al debutto, una neonata compagnia spaziale privata europea di stanza in Svizzera,  la S3, annuncia il progetto di un mini-shuttle per l'invio in orbita di piccoli satelliti. Sarà pronto nel 2017</video:description>
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            <video:title>Una preziosa manciata di polvere aliena</video:title>
            <video:description>Marte ha mai ospitato un ambiente favorevole alla vita? La risposta si nasconde (forse) nel campione di roccia prelevato da Curiosity nel corso del suo primo scavo marziano.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Cosmo-SkyMed</video:title>
            <video:description>Un sistema satellitare dedicato alla gestione dei rischi, delle risorse ambientali e della sicurezza: Cosmo-SkyMed, costellazione radar tutta italiana, è in grado di fotografare il pianeta giorno e notte e con qualunque condizione meteo</video:description>
            <video:duration>162</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>MissionX: piccoli astronauti crescono</video:title>
            <video:description>11/04/2012. Si è chiusa la sfida italiana di 'Mission X', il programma educativo promosso dalla Nasa e dedicato ai giovani tra gli 8 e i 12 anni. Il reportage sull'evento finale svoltosi a Torino, presso Altec, lo scorso 30 marzo</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Il Discovery 'sbarca' a Washington</video:title>
            <video:description>18/04/2012. Ultimo volo per la decana delle navette Shuttle, che 'in groppa' ad uno speciale 747 è atterrata al Dulles International Airport nell'attesa di essere trasferita all'International Air and Space Museum della capitale Usa</video:description>
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            <video:title>Draghi e minatori cosmici: al via una nuova era spaziale</video:title>
            <video:description>02/05/2012. Mentre Dragon, la capsula privata targata SpaceX, sta scaldando i motori in vista del lancio previsto per il  7 maggio, la società Planetary Resources lancia l''asteroid mining', un programma per il recupero di risorse naturali extra-terrestri</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Esopianeti all'infrarosso: Spitzer cattura la luce di una super-Terra</video:title>
            <video:description>09/05/2012. Caccia aperta al gemello della Terra: per la prima volta il telescopio Spitzer ha captato all'infrarosso la radiazione di un pianeta extra-solare roccioso. Il risultato apre nuove vie verso la scoperta di mondi alieni abitabili</video:description>
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            <video:title>Mars Express</video:title>
            <video:description>L'Europa in orbita attorno al Pianeta rosso con la missione Mars Express. La sonda, lanciata nel 2003 e tutt'ora operativa! ha il compito di studiare l'atmosfera e la superficie di Marte</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Cassini-Huygens</video:title>
            <video:description>Partita il 15 ottobre 1997 alla volta di Saturno,  Cassini è la più grande sonda interplanetaria mai realizzata, nata da una collaborazione Asi-Esa-Nasa. Il suo obiettivo primario: lo studio del Signore degli anelli e le sue lune</video:description>
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            <video:title>Materia Oscura</video:title>
            <video:description>E' la materia più elusiva dell'Universo, nessuno ad oggi l'ha mai osservata o sa di cosa è fatta. Eppure, secondo il modello del big bang, costituisce oltre il 20% del cosmo.  Ma che cos'è e quali sono le teorie più accreditate sulla sua formazione?</video:description>
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            <video:title>Buchi Neri</video:title>
            <video:description>Ultra-massicci ma invisibili, con un campo gravitazionale talmente forte da curvare e separare lo spazio-tempo: i buchi neri, oggetti temibili e affascinanti, popolano il nostro Universo e anche la Via lattea ha il suo</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Big Bang</video:title>
            <video:description>Un densa nube in espansione di gas caldissimo, composta principalmente di idrogeno e elio: così si presentava l'Universo circa 14 miliardi di anni fa, all'alba della sua storia</video:description>
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            <video:title>Energia Oscura</video:title>
            <video:description>In questo numero un viaggio alla scoperta della misteriosa forza dell''espansione dell'Universo. In studio il prof. Piero Benvenuti</video:description>
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            <video:title>Mercurio</video:title>
            <video:description>Dalle osservazioni del Mariner-10 alle future imprese della sonda Esa Bepi Colombo:  in questo numero tutto sul più piccolo dei pianeti dl nostro sistema solare</video:description>
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            <video:title>Sensori</video:title>
            <video:description>Dallo Spazio alla Terra: non solo i CCD delle nostre macchine fotografiche derivano dalle missioni Apollo,  anche la medicina si serve della ricerca spaziale per sviluppare sistemi diagnostici innovativi</video:description>
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            <video:title>I droni di Amazon che (forse) non arriveranno mai</video:title>
            <video:description>Ai primi di dicembre la notizia ha fatto il giro del mondo. Jeff Bezos, il potente fondatore del colosso di vendita online Amazon, ha spiegato in tv che tra qualche anno il servizio di consegna pacchi sarà svolto dai droni.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Disegna il logo di 'Futura', la missione spaziale di Samantha Cristoforetti</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Disegna il logo di 'Futura', la missione spaziale di Samantha Cristoforetti - L'esagono di Saturno in HD - Coltri nebbiose avvolgono mondi alieni</video:description>
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            <video:title>'Volare' nella Iss. Tour guidato a cura di Luca Parmitano</video:title>
            <video:description>La Stazione spaziale come non l'avete mai vista:  il nostro astronauta ci porta alla scoperta dell'ultimo avamposto dell'umanità: dal laboratorio Columbus alla navetta Atv passando per tutti i moduli italiani, Cupola inclusa</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Ison: tutte le incognite sulla fine di un'epopea</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Ison, tutte le incognite sulla fine di un'epopea - Parmitano racconta 'Volare'. La tua domanda in diretta streaming - L'alfa e l'omega delle stelle</video:description>
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            <video:title>Volare, 166 giorni in 9 minuti</video:title>
            <video:description>Il video ripercorre le fasi salienti della missione dell'astronauta Esa, Luca Parmitano: dal liftoff da Baikonur il 28 maggio 2013 al rientro nelle steppe kazake dopo oltre 5 mesi trascorsi sulla Iss. Credits Esa</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Space Zone News - 26th November 2013</video:title>
            <video:description>This week - SWARM, ESA's 1st Satellite Constellation Launched; VEGA Launcher Roll-out Ramped up to 10 Extra Vehicles; Satellite Data for All from Sentinel Fleet; Find-a-Name Contest for Samantha Cristoforetti Mission</video:description>
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            <video:title>Pulsar - L'infernale giro di boa di Ison</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: L'infernale giro di boa di Ison - Maven e il mistero all'atmosfera scomparsa - Il debutto di due vecchie brune</video:description>
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            <video:title>La ISS - L'avamposto dell'umanità nello spazio</video:title>
            <video:description>Alla scoperta delle Stazione Spaziale Internazionale, il progetto di cooperazione più ambizioso mai intrapreso dall'umanità, con gli interventi di Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola - 166 giorni a bordo della ISS</video:title>
            <video:description>I momenti salienti della missione di Luca Parmitano e dei suoi coinquilini spaziali nell'ultimo appuntamento con le nostre Cartoline</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 15th November 2013</video:title>
            <video:description>This week - Luca Parmitano Returns to Earth, ExoMars Lander Module Called "Schiaparelli", NASA Maven Mission Set to Launch, 2014 Winter Olympics Torch in Space</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Parmitano, 'Volare' coi piedi per terra</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Parmitano, 'Volare' coi piedi per terra - Il  'family portrait' di Cassini - Tifone Haiyan: Cosmo-SkyMed in sinergia con la Nasa</video:description>
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            <video:title>Luca Parmitano in collegamento da Houston</video:title>
            <video:description>Prima conferenza stampa con l'astronauta Esa dopo la conclusione della missione Volare. Da Houston, Luca Parmitano ha parlato alla stampa per circa un'ora, raccontando nuovi dettagli sul suo soggiorno di 6 mesi sulla ISS</video:description>
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            <video:title>Parmitano, la video cronaca del rientro</video:title>
            <video:description>Si è conclusa con un'atterraggio nelle steppe del Kazakistan la missione Volare del nostro astronauta Luca Parmitano, tornato a terra dopo 166 giorni di permanenza nello spazio, insieme ai compagni Karen Nyberg e Fyodor Yurchikhin</video:description>
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            <video:title>Bentornati a casa Luca, Karen e Fyodor!</video:title>
            <video:description>L'equipaggio della Expedition 37 accolto nelle steppe del Kazakistan, subito dopo l'atterraggio avvenuto alle 3.49 italiane</video:description>
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            <video:title>Replay: touchdown! L'atterraggio in Kazakistan</video:title>
            <video:description>Alle 3.49 italiane di lunedì 11 novembre Luca Parmitano, Karen Nyberg e Fyodor Yurchikhin hanno toccato terra con la navicella Soyuz nelle steppe del Kazakistan</video:description>
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            <video:title>Replay: l'undocking - la Soyuz lascia la ISS</video:title>
            <video:description>Alle 00.26 italiane di lunedì 11 novembre, la navetta Soyuz con a bordo Luca, Fyodor e Karen si è sganciata dalla ISS</video:description>
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            <video:title>Replay: Buon viaggio ragazzi! I saluti sulla ISS</video:title>
            <video:description>Luca, Karen e Fyodor salutano l'equipaggio della Expedition 38 e fanno ingresso nella capsula Soyuz. Dopo la chiusura del portellone i tre hanno iniziato le procedure previste prima del volo e hanno poi indossato le tute Sokol</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Iss al completo, Luca verso il ritorno alla gravità</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Iss al completo, Luca verso il ritorno alla gravità - Il mito di Vesta raccontato VIR -833 nuovi mondi per Kepler</video:description>
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            <video:title>Aspettando Samantha: dai un nome alla missione della prossima italiana in orbita</video:title>
            <video:description>Al via il concorso promosso da Asi, Esa e A.M. per assegnare un nome alla missione dell’astronauta Samantha Cristoforetti. Per inviare le proposte c’è tempo fino al 22 novembre</video:description>
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            <video:title>Dai un nome alla missione di Samantha</video:title>
            <video:description>Dalla ISS Luca Parmitano lancia l'invito a trovare un nome alla missione di Samantha Cristoforetti, che nel novembre 2014 volerà verso la Stazione spaziale. C'è tempo fino al 22 novembre per inviare la proposta. Tutte le info su www.asi.it</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Kepler 78-b, il gemello infuocato della Terra</video:title>
            <video:description>In questo numero: Kepler 78-b, il gemello infuocato della Terra - Curiosity: io guido da solo - Parmitano, torna a casa 'l'astronauta poeta'</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 29 October 2013</video:title>
            <video:description>This week - Destructive Re-entries Galore!, Planck Mission Switch-off, India's Mars Probe to Launch, Commercial Edge-of-Space Balloon Flights, 2 New Strategic Partnerships for ASI &amp; CIRA</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #7 - edizione del 29 ottobre</video:title>
            <video:description>Nuova raccolta di suggestive immagini del nostro pianeta catturate dall'obiettivo di @astro_luca dalla Iss</video:description>
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            <video:title>Planck, addio allo 'Stachanov dello spazio'</video:title>
            <video:description>L'ultimo comando è partito dalla Germania e per il telescopio spaziale Planck dell'Esa il 23 ottobre del 2013 è diventato il giorno della fine</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Laghi incastonati nel polo nord di Titano</video:title>
            <video:description>In questo numero: Laghi incastonati nel polo nord di Titano - Rinvio precauzionale per Gaia - Ecco la galassia più vicina al Big Bang - Addio Atv-4! Su AsiTV la diretta del distacco</video:description>
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            <video:title>Goce 'a secco'. L'impatto entro due settimane</video:title>
            <video:description>Esaurite le riserve di carburante, l'Esa ha dichiarato la fine ufficiale della missione incaricata di mappare il geoide terrestre. Il 'tuffo' in atmosfera è previsto nei prossimi giorni</video:description>
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            <video:title>Pulsar - ISON verso l'ora X</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: ISON verso l'ora X - Rosetta, il risveglio è vicino - Getti da buchi neri giganti nel mirino di ALMA</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #6 - edizione del 16 ottobre</video:title>
            <video:description>Ancora nuove 'visioni' di @astro_luca dalla Iss nel sesto numero della rubrica di AsiTV dedicata agli straordinari scatti del nostro 'reporter spaziale'</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 15 October 2013</video:title>
            <video:description>This week - Parmitano Busy on the Phone, Paolo Nespoli in CAVES Training, Swiss Plan to Clean up Space, Juno Probe Earth Fly-by Glitch, How Realistic is "Gravity"?</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Il carico del 'Cigno' sbarca sulla Iss</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Il carico del 'Cigno' sbarca sulla Iss - Meseta in hd su Marte - Un brindisi per VLT</video:description>
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            <video:title>Replay: il ministro Carrozza a colloquio con Luca Parmitano</video:title>
            <video:description>8 ottobre 2013. Il replay del collegamento audio tra il ministro del MIUR, Maria Chiara Carrozza, e l'astronauta italiano Luca Parmitano. Presenti anche gli alunni delle quinte classi del Convitto Nazionale di Roma</video:description>
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            <video:title>Parmitano in collegamento con il Quirinale</video:title>
            <video:description>Il video integrale della 'chiacchierata' tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l'astronauta italiano sulla ISS</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Tempesta solare colora i cieli boreali</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Tempesta solare colora i cieli boreali - Pakistan, nuove immagini dell'isola che non c'era - Supervulcani sotto le polveri marziane</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 01 October 2013</video:title>
            <video:description>ASI &amp; CNSA Partner to Monitor Earthquakes, Revolutionary Ion Engine Completes 48,000 Hour Test, Falcon 9 Launches Cassiope Satellite, Snake Robots Destined for Mars?, Cygnus Successfully Docks with ISS, ISS Crew back to Full Strength."</video:description>
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            <video:title>Scopri l'Agenzia Spaziale Italiana</video:title>
            <video:description>Dalla ISS alle missioni scientifiche di esplorazione del sistema solare e oltre, passando per i lanciatori, le telecomunicazioni e la navigazione: l'Italia oggi è uno dei principali attori della scena spaziale internazionale</video:description>
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            <video:title>Pulsar: Iss al completo: arrivati i nuovi coinquilini di Parmitano</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Iss al completo: arrivati i nuovi coinquilini di Parmitano - Battesimo felino per Artemis - Italia e Cina in sinergia per lo studio dei terremoti</video:description>
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            <video:title>Juno, bye bye Terra. Destinazione: Giove</video:title>
            <video:description>Il 9 ottobre la sonda Nasa passerà a circa 500 km dal nostro pianeta. Il flyby spingerà Juno verso il Gigante gassoso che raggiungerà nel 2016</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Luca pronto ad accogliere Cygnus, la nuova nave cargo Usa dal 'cuore' italiano</video:title>
            <video:description>In questo numero: Luca pronto ad accogliere Cygnus, la nuova nave cargo Usa dal 'cuore' italiano - Entra in scena SRT, il radiotelescopio italiano per lo studio dell'Universo - Astri nascenti nel cielo rubino del Gambero</video:description>
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            <video:title>La sottile linea bianca: ghiacci dell'Artico mai così sottili</video:title>
            <video:description>Questo è l'ammonimento di Walt Meier, esperto di ghiaccio della NASA al lavoro nel Goddard Space Flight Center del Maryland. "La tendenza sul lungo termine è fortemente al ribasso", annota</video:description>
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            <video:title>Space News Zone - 16 September 2013</video:title>
            <video:description>This week - Voyager 1 Leaves Solar System; KIROBO Robot Talks from ISS; Returning ISS Crew "Flying Blind" on Landing, Virgin Galactic on Track for Space Tourism in 2014; NASA LADEE Launches to Study Moon Dust</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #5 - edizione del 17 settembre</video:title>
            <video:description>Nuovo appuntamento con i reportage spaziali del nostro Luca Parmitano, un portfolio emozionante con suggestive immagini del nostro Pianeta</video:description>
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            <video:title>Expedition 36: ritorno alla gravità</video:title>
            <video:description>Dopo un commovente saluto ai coinquilini rimasti sulla Stazione orbitante, l'equipaggio della Expedition 36 è atterrato senza problemi nelle steppe kazake a bordo della capsula russa</video:description>
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            <video:title>LADEE: la Nasa in viaggio verso l'atmosfera lunare</video:title>
            <video:description>160 giorni per svelare i misteri che avvolgono la tenue atmosfera del nostro satellite, questa la missione della sonda Nasa appena partita dalle coste della Virginia</video:description>
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            <video:title>Mars One: oltre 165.000 pronti al viaggio senza ritorno</video:title>
            <video:description>Alla conquista di Marte con un biglietto di sola andata: scaduti i termini, sono decine di migliaia le candidature pervenute per il progetto Mars One, che promette di stabilire sul Pianeta Rosso la prima colonia umana entro il 2023</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 03 September 2013</video:title>
            <video:description>This week - Parmitano Helmet Leak Replicated; Ariane 5 Completes 4th 2013 Launch; SpaceX "Grasshopper" Makes Lateral Hop; X1 Exoskeleton Deep Space Use; JAXA's Intelligent Rocket Proves Damp Squib</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #4 - Speciale: l'agosto di Luca</video:title>
            <video:description>Sulla Iss non si va in vacanza: anche durante il mese di agosto l'astronauta italiano ha imbracciato la macchina fotografica regalandoci immagini suggestive del pianeta</video:description>
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            <video:title>Luca Parmitano, il replay dell'inflight call del 5 agosto</video:title>
            <video:description>Galleggiando nel laboratorio europeo Columbus,  il nostro @astro_luca rivela dettagli inediti della sua esperienza in zero-g. Dalla cena italiana ai reportage spaziali, nell'integrale del collegamento col centro Esa Esrin di Frascati</video:description>
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            <video:title>Dodici mesi in due minuti: il primo anno di Curiosity su Marte</video:title>
            <video:description>La serie di 548 immagini catturate dall'obiettivo fish-eye della Hazard-Avoidance Camera dal giorno dell'atterraggio, nell'agosto 2012, fino al luglio 2013. La serie comprende anche la prima raccolta di suolo marziano e il primo campionamento di roccia.</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #3 - Speciale: sopra i cieli del Belpaese</video:title>
            <video:description>Un album spaziale del Belpaese: dall'arco alpino alle isole siciliane. Puntata speciale con gli scatti di @astro_luca catturati attraverso i limpidi cieli estivi d'Italia</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 30 July 2013</video:title>
            <video:description>This week: Luca Parmitano Update, Long March 5 Rocket Test, 3D Printed Rocket Component Tested, Skylon Space Plane Gets $100 Million Funding</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Curiosity a tutto gas</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Curiosity a tutto gas - Numero di serie 2044: l'Apollo 11 è riemersa dall'oceano - Stelle tiepide nella nuova ricetta per la vita extra-solare</video:description>
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            <video:title>Terra e Luna, due gemme incastonate tra gli anelli di Saturno</video:title>
            <video:description>Il 19 luglio Cassini ha realizzato una sessione fotografica storica: schermata dall'ombra del gigante Saturno, la sonda interplanetaria ha puntato per 15 minuti la sua camera ad alta risoluzione verso la Terra e la Luna</video:description>
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            <video:title>Replay: Parmitano in collegamento con Letta</video:title>
            <video:description>Il 19 luglio il nostro astronauta Luca Parmitano ha 'raggiunto' le stanze di Palazzo Chigi per una lunga chiacchierata con il premier Enrico Letta. I temi: la seconda Eva, l'eccellenza italiana nello spazio, l'importanza di investire sulla ricerca</video:description>
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            <video:title>L'acqua nel casco ferma la 'passeggiata', stop a Parmitano dopo 92 minuti</video:title>
            <video:description>Tutto è cominciato da quella sensazione di avere la nuca bagnata. Poteva essere sudore, invece, in pochi minuti, il casco della tuta dell'astronauta italiano Luca Parmitano si è riempito d'acqua.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Incidente EVA Parmitano - update</video:title>
            <video:description>In questo numero: Incidente EVA Parmitano, update - Il pericoloso viaggio della cometa Ison intorno al Sole - Una nebulosa che fa stretching</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 16 July 2013</video:title>
            <video:description>This week - Volare Mission Special: All you Need to Know about Luca Parmitano's first Italian Spacewalk</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Brivido EVA: interrotta la seconda passeggiata spaziale di Parmitano</video:title>
            <video:description>Si è conclusa in anticipo la seconda escursione tra le stelle di Luca Parmitano. La causa: una perdita di liquido non identificato all'interno del casco dell'astronauta italiano. Luca sta bene, la Nasa sta indagando sull'incidente</video:description>
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            <video:title>Replay: Parmitano, l'inflight call del 12 luglio</video:title>
            <video:description>Luca Parmitano racconta la sua prima passeggiata spaziale in collegamento dalla Stazione spaziale internazionale con la sede Asi di Roma</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Anche il nostro sistema solare ha la coda</video:title>
            <video:description>In questo numero: Anche il nostro sistema solare ha la coda - La stella mostro nel mirino di Alma - Tutti alla conquista di Marte - Eva, Luca pronto al bis tra le stelle</video:description>
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            <video:publication_date>2013-07-12</video:publication_date>
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            <video:title>Parmitano: 'Grazie Italia'. La cronaca della prima passeggiata spaziale 'azzurra'</video:title>
            <video:description>E' durata 6 ore e 7 minuti la 'passeggiata' tra le stelle di Luca Parmitano, primo italiano a condurre un'attività extra-veicolare il 9 luglio scorso. Martedì 16 luglio, il bis: Luca e Chris Cassidy usciranno di nuovo dalla Iss per la loro seconda Eva</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Parmitano: 'Dedico questa esperienza al mio Paese'</video:title>
            <video:description>Si è chiusa con un ringraziamento a sorpresa la passeggiata spaziale di Luca Parmitano del 9 luglio, la prima in assoluto per un italiano</video:description>
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            <video:title>Parmitano e Cassidy, gli highlights della passeggiata spaziale</video:title>
            <video:description>Alcuni dei momenti salienti della prima Eva condotta da Luca Parmitano il 9 luglio, tra cui: la sostituzione di un ricevitore, il riposizionamento di alcune barre e il passaggio di cavi in vista dell'arrivo del nuovo modulo russo Mlm</video:description>
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            <video:title>La prima passeggiata di Parmitano, dettagli e curiosità</video:title>
            <video:description>Tutto pronto per la prima attività extra-veicolare di un italiano. Delfina Bertolotto dell'Unità Microgravità dell'Asi ci svela alcuni retroscena</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Spacewalk 22 Overview</video:title>
            <video:description>An overview of the Expedition 36 Extra Vehicular Activities (EVA) to occur on July 9</video:description>
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            <video:title>Lo Spazio e Dio', tra Scienza e Fede</video:title>
            <video:description>Da Galileo in poi il mondo è cambiato. Gli scienziati cercano instancabilmente di trovare la radice delle prime leggi fondamentali della Natura. Ce ne parlano Antonino Zichichi - Fisico e Walter Villadei - Cosmonauta.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Luke Skywalker a due passi dalle stelle</video:title>
            <video:description>In questo numero: Luke Skywalker a due passi dalle stelle - Turisti spaziali a spasso per l'Universo digitale - Cerbero e Stige, le nuove, mitologiche lune di Plutone</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 02 July 2013</video:title>
            <video:description>This week. ExoMars Approved: Italy Project Leader, Successful Drop Test for IXV, 8 New NASA Astronauts Selected for Future Deep Space Missions, Chinese Astronauts Return Safely to Earth, Volare Mission Update, Proton M Launch Failure</video:description>
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            <video:title>I numeri dell'Universo - prima parte</video:title>
            <video:description>Da zero a meno di 1. Un viaggio in tre puntate nella storia dell'evoluzione del cosmo, raccontata attraverso numeri e costanti, partendo da zero per arrivare all'infinito (e ritorno)</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - Special Edition, ASI at Paris Air Show 2013</video:title>
            <video:description>This week: Coverage and Impressions from Protagonists during ASI Presence at World's Largest Aviation Event</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Tre mondi potenzialmente abitabili per una stella</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Tre mondi potenzialmente abitabili per una stella - Atterrata Shenzhou-10 e la Cina guarda al futuro - Asteroidi: individuato il 'Neo' numero 10.000</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #2</video:title>
            <video:description>Le 'visioni' di @astro_luca dalla Iss nel secondo numero della nuova rubrica di AsiTV. Edizione del 25 giugno 2013</video:description>
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            <video:title>Da Mercurio agli asteroidi, Italia e Usa guardano allo spazio</video:title>
            <video:description>Lo spazio nasconde ancora tanti misteri. L'unica soluzione per svelarli è continuare ad esplorare.  E più si esplora più si capisce perché sia così importante farlo.</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 16 June 2013</video:title>
            <video:description>This week: Luca Parmitano Mission Update, ESA Launches ATV-4 "Albert Einstein", 3 Chinese Astronauts Dock to Space Lab, Orbital Sciences to Build Stratolaunch Rocket, 50 Years of Women in Space</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Venti da Formula 1 su Venere</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Venti da Formula 1 su Venere - Tutti in posa per Cassini - Guarda 'After Earth' e vinci un volo in zero-g - Il 23 giugno la luna dà spettacolo</video:description>
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            <video:title>Marte, arriviamo!</video:title>
            <video:description>E' arrivato il 'go' definitivo a ExoMars e alle due missioni che cercheranno tracce di vita su Marte. Si tratta del primo programma di esplorazione robotica a leadership italiana. Il primo lancio è previsto nel 2016 e il secondo con il rover, nel 2018</video:description>
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            <video:title>ATV-4  Docking</video:title>
            <video:description>Il replay dell'aggancio della navetta automatica europea Albert Einstein alla ISS, avvenuto con successo sabato 14 giugno</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Sport estremi: snowboard su Marte</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Sport estremi: snowboard su Marte - Il bello addormentato al centro dello scultore - Cina in orbita: la seconda taikonauta sul Palazzo Celeste</video:description>
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            <video:title>Cartoline dalla Cupola #1</video:title>
            <video:description>Il pianeta Terra visto dalla lente di Luca Parmitano, alias @astro_luca. Edizione dell'11 giugno 2013. Primo numero della nuova rubrica di AsiTV dedicata alle istantanee mozzafiato catturate dal nostro reporter spaziale</video:description>
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            <video:title>Pianeta Terra chiama Luca: il replay dell'inflight call</video:title>
            <video:description>Il video integrale del primo collegamento con Luca Parmitano dalla Iss. Le domande della stampa italiana</video:description>
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            <video:title>Pulsar - 'Albert Einstein' in viaggio verso la Iss</video:title>
            <video:description>Questa settimana: 'Albert Einstein' in viaggio verso la Iss - La veneranda età dei buchi neri - Pechino pronta a partire per il Palazzo celeste</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 4th June 2013</video:title>
            <video:description>ESA Opens NEO Coordination Centre near Rome, Curiosity Finds Evidence of Water on Mars, 3D Printer Headed for ISS in 2014, Space Trip with Leo DiCaprio and Luca Parmitano Update</video:description>
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            <video:title>ATV-4 Albert Einstein partito!</video:title>
            <video:description>Il liftoff della navetta cargo europeo è avvenuto come da programma alle 23.52 del 5 giugno. L'aggancio alla Iss è atteso per il 15 giugno. L'Albert Einstein porterà agli astronauti 2.480kg di rifornimenti</video:description>
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            <video:title>Taglio alla Parmitano per Chris Cassidy</video:title>
            <video:description>Con rasoio elettrico per capelli e aspiratore alla mano, Chris Cassidy ci mostra come si è preparato all'arrivo del compagno Luca Parmitano, in onore del quale ha sperimentato un taglio decisamente 'radicale'</video:description>
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            <video:title>Space Station Live: June 4, 2013</video:title>
            <video:description>The Space Station Live recap video for June 4, 2013</video:description>
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            <video:title>Space Station Live: June 3, 2013</video:title>
            <video:description>The Space Station Live recap video for June 3, 2013.</video:description>
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            <video:title>Volare, gli highlights</video:title>
            <video:description>I momenti salienti della partenza di 'Volare', la missione che ha portato in orbita l'astronauta italiano Luca Parmitano e i compagni Fyodor Yurchikhin e Karen Nyberg. Dai preparativi pre-liftoff a Baikonur, fino all'ingresso nella ISS. Credits Esa</video:description>
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            <video:title>10 anni di Mars Express</video:title>
            <video:description>La prima missione interplanetaria europea compie 10 anni. A bordo della sonda molta tecnologia italiana. La storia, le innovazioni e le scoperte di MEx raccontate da Enrico Flamini, coordinatore scientifico Asi e Roberto Orosei, ricercatore Inaf</video:description>
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            <video:title>Scoperta una luna attorno all'asteroide 1998 QE2</video:title>
            <video:description>Non è venuto da solo a farci visita, l'asteroide 1998 QE2. I radiotelescopi l'hanno sorpreso in compagnia di un piccolo satellite. Il commento del coordinatore scientifico Asi, Enrico Flamini.</video:description>
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            <video:title>Arriva l'asteroide 1998 QE2</video:title>
            <video:description>L'ora X è stimata per le 22.59 di venerdì 31 maggio, quando il grande asteroide passerà a circa 6 milioni di km dalla Terra. Nessun rischio di impatto dunque, il passaggio costituirà piuttosto una ghiotta occasione di studio per la comunità scientifica</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - Special Edition: Luca Parmitano Mission</video:title>
            <video:description>This week: Coverage and Impressions about Soyuz Expedition 36/37 to the ISS featuring Italian astronaut Luca Parmitano</video:description>
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            <video:title>Luca Parmitano, la gioia di 'Volare' nel blu... dipinto di blu. La cronaca del liftoff</video:title>
            <video:description>E' iniziata puntale, alle 22.31 del 28 maggio, la missione 'Volare' che ha portato il nostro astronauta sulla Iss appena sei ore dopo il decollo, avvenuto dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. La cronaca della lunga notte del lancio, dalla sede Asi</video:description>
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            <video:title>Luca, i primi istanti a bordo della ISS</video:title>
            <video:description>La gioia incontenibile dell'astronauta italiano durante l'ingresso nella base orbitante e l'incontro con i colleghi residenti</video:description>
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            <video:title>'Volare', il replay del lancio</video:title>
            <video:description>I primi istanti del decollo di Luca Parmitano a bordo della Soyuz, avvenuto alle 22.31 del 28 maggio, dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan</video:description>
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            <video:title>Intervista a Luca Parmitano, astronauta dell'Esa - Missione 'Volare'</video:title>
            <video:description>"Luke Skywalker" in persona ci racconta la missione Volare, le passeggiate spaziali, l'addestramento e come trasformare il sogno di diventare astronauta, in realt&amp;agrave;.</video:description>
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            <video:title>Luca's Russian Spacesuits</video:title>
            <video:description>ESA astronaut Luca Parmitano explains what Russian spacesuits he is trained to use for his Volare mission to the International Space Station. Named after birds of prey, the Orlan and Sokol suits protect Luca from the vacuum of space</video:description>
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            <video:title>Luca Parmitano Guitar Solo</video:title>
            <video:description>ESA astronaut Luca Parmitano plays one of his own compositions on guitar at ESA’s technical heart ESTEC in The Netherlands.Playing the guitar is a way to relax for Luca after the extensive astronaut training he receives for his Volare mission to the ISS</video:description>
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            <video:title>Bowie in zero-g: Chris Hadfield riscrive Space Oddity</video:title>
            <video:description>E' in assoluto il primo videoclip musicale girato nello spazio: poco prima di lasciare la ISS il capitano Hadfield ha rilasciato la sua personale versione del successo di David Bowie, Space Oddity</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 7 May 2013</video:title>
            <video:description>This week: COSMO-SkyMed Conference in Rome, SpaceShipTwo Fires Rockets, NASA Pays Soyuz $70 Million for each Astronaut Ride, Herschel Telescope Runs out of Fuel - Mission Over, Near Miss between USSR Space Junk &amp; NASA Fermi Spacecraft</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>VEGA, lancio perfetto!</video:title>
            <video:description>7 maggio 2013. Il replay della sequenza di lancio del vettore europeo, alla sua seconda missione in orbita. A bordo tre satelliti: Proba-V dell'ESA, il vietnamita VNREDSAT e una piccola missione di ricerca dell'Estonia basata sul concetto dei CUBEsat</video:description>
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            <video:title>Luca Parmitano,  il primo 'skywalker' azzurro.  Il reportage da Star City</video:title>
            <video:description>Le telecamere di AsiTV sono entrate nella Città delle stelle, in Russia, per seguire le fasi finali del training di Luca Parmitano. Con noi, i giovani ideatori del nome e del logo della missione Volare</video:description>
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            <video:title>Un'attrazione che lascia il segno</video:title>
            <video:description>Una netta cicatrice scura ne caratterizza il profilo, segno della tremenda forza di attrazione esercitata su di essa dal Signore degli Anelli. Arriva dalla sonda Cassini una dettagliatissima immagine di Encelado, la tormentata luna di Saturno</video:description>
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            <video:title>Space News Zone</video:title>
            <video:description>2013 Space Apps Challenge in Rome, 2nd launch for Vega, Antares' successful launch, Virgin Glactic's Spaceshiptwo makes progress towards private spaceflight plus Calendar of upcoming Space events</video:description>
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            <video:title>Tre anni al Sole - lo stop-motion</video:title>
            <video:description>3 anni di osservazioni delle sonde SDO in un video. Si vedono: 00'30" eclissi parziale di Luna; 01'11" il flare più intenso dell'attuale ciclo solare; 01'28" il passaggio della cometa Lovejoy; 01'51"  transito di Venere; 02'28" eclissi parziale di Luna</video:description>
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            <video:title>Le missioni spaziali del futuro cominciano oggi</video:title>
            <video:description>Lo spazio non aspetta e le missioni in cui l'Europa si impegnerà vanno pianificate con accortezza, e presto.</video:description>
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            <video:title>Tre nuovi mondi per Kepler</video:title>
            <video:description>23/04/2013. La caccia al pianeta abitabile ha tre candidati in più: sono le tre nuove super-terre scoperte da Kepler. I dettagli nel servizio</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Vega vicino al bis</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Vega vicino al bis - Una millenaria energetica nell'occhio di Chandra - Il tramonto della cometa e l'aurora danzante in un timelapse d'autore</video:description>
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            <video:title>L'addestramento di Luca Parmitano a Star City</video:title>
            <video:description>Star City, un tempo centro di addestramento esclusivo per i cosmonauti russi, oggi accoglie anche astronauti Esa. Luca Parmitano sta svolgendo qui una parte fondamentale del suo training, in vista della missione sulla ISS prevista per fine maggio</video:description>
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            <video:title>Generazione X: astronauti tra i banchi di scuola</video:title>
            <video:description>Dopo un lungo allenamento, i giovani partecipanti al progetto educativo Mission X, Allenati come un astronauta, si sono dati appuntamento lo scorso 9 aprile al centro spaziale Altec di Torino per l'evento finale dell'edizione 2013</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Nel budget Nasa 2014, una missione robotica per catturare un asteroide</video:title>
            <video:description>In questo numero: Nel budget Nasa 2014, una missione robotica per catturare un asteroide - Generazione X: astronauti tra i banchi di scuola - Space Apps Challenge: 48 ore per cambiare il mondo</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Nell'antimateria di Ams (forse) tracce di materia oscura</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Nell'antimateria di Ams (forse) tracce di materia oscura - L'unione la fa la gravità - Un anno terrestre raccontato dallo spazio</video:description>
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            <video:publication_date>2013-04-05</video:publication_date>
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            <video:title>Nane brune a colazione: il risveglio del buco nero</video:title>
            <video:description>Si è destato da un lungo sonno, il buco nero centrale della galassia NGC4845, risucchiando materia da un oggetto circostante.Un evento simile accadrà, dicono gli scienziati, anche nella nostra galassia</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Saturno, l'antiquario del sistema solare</video:title>
            <video:description>In questo numero: Saturno, l'antiquario del sistema solare - Le giovani brillanti del cielo australe - Privati alla conquista dello spazio: ecco le nuove sfide</video:description>
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            <video:publication_date>2013-03-29</video:publication_date>
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            <video:title>Space Robotics Competition: la sfida ha inizio</video:title>
            <video:description>Porte aperte alla creatività: sta entrando nella fase progettuale il concorso Esa di robotica spaziale dedicato ai giovani e legato alla missione Volare di Luca Parmitano.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Volare Space Robotics Challenge</video:title>
            <video:description>ESA astronaut Luca Parmitano is the ambassador for the Volare robotics challenge, ESA’s first robotic competition on a mock-up of the International Space Station. In this video Luca explains robotics operations in space.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Planck: ecco l'Universo più antico a tutto cielo</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Planck: ecco l'Universo più antico a tutto cielo - Una spedizione nell'Atlantico recupera i motori dell'Apollo - Aspiranti star nella culla di Orione</video:description>
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            <video:publication_date>2013-03-22</video:publication_date>
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            <video:title>Altec, Torino: la Houston italiana dello Spazio</video:title>
            <video:description>Oggi le telecamere di AsiTV sono andate a curiosare tra le mura del centro spaziale Altec. Da qui viene fornito supporto ai moduli e alle missioni italiane sulla Iss, qui si testano i prototipi del rover europeo ExoMars</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Curiosity: Marte ospitava un ambiente abitabile</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Curiosity: Marte ospitava un ambiente abitabile - ALMA, il telescopio nato sotto una buona stella - Europa e Russia: c'è accordo su ExoMars</video:description>
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            <video:publication_date>2013-03-15</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Liaison epica per 4 (strumenti) italiani</video:title>
            <video:description>In questo numero: Liaison epica per 4 (strumenti) italiani - Una cometa in visita su Marte - Astri chiomati in passerella</video:description>
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            <video:title>Pulsar: speciale Parmitano</video:title>
            <video:description>La missione Volare, le passeggiate spaziali, l'addestramento: in esclusiva su AsiTV, l'astronauta italiano Luca Parmitano si racconta in vista del suo debutto tra le stelle, previsto per il 29 maggio.</video:description>
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            <video:title>Il capitano Kirk trova casa ai vulcaniani: è una luna di Plutone</video:title>
            <video:description>Si è conclusa la consultazione online per dare un nome alle lune minori di Plutone: vince Vulcano proposto dal capitano Kirk di Star Trek, che regala così una patria nel mondo reale all'amico Spock</video:description>
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            <video:title>Lares, il detective della teoria della relatività</video:title>
            <video:description>Con i suoi 386,8 kg di peso, il satellite Lares è l'oggetto più denso conosciuto del nostro sistema solare. L'Italia l'ha mandato in orbita per verificare alcuni aspetti della relatività generale, predetti da Albert Einstein.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Conto alla rovescia per 'Volare'. E Parmitano 'incanta' gli studenti romani</video:title>
            <video:description>In questo numero: Conto alla rovescia per 'Volare'. E Parmitano 'incanta' gli studenti romani - Kepler: ecco il pianeta più piccolo conosciuto - Mai VISTA un’aragosta così</video:description>
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            <video:title>L'identikit del meteorite di Chelyabinsk</video:title>
            <video:description>Stando alle ultime stime della Nasa si è trattato di un corpo celeste dalla massa di 10.000 tonnellate. E mentre in Russia si contano i danni, i frammenti (presunti) del corpo celeste sono già in vendita nelle aste online</video:description>
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            <video:title>Lares festeggia il suo primo anno di 'vita'</video:title>
            <video:description>Lares ha, tra i suoi obiettivi scientifici, quello di ridurre all'1% la percentuale di precisione per la distorsione dello spazio-tempo causata dalla rotazione di un corpo dotato di massa. E' l'effetto Lense-Thirring.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Arriva l'asteroide, ecco dove guardare</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Arriva l'asteroide, ecco dove guardare - Paparazzi d’eccezione per un buco nero ancora in fasce - Buon compleanno Columbus!</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 8 February 2013</video:title>
            <video:description>This week: Iran Launches Monket into Space, Upgrade to NASA Relay Satellite Network, S. Korea Joins the Satellite Launch Club, Dream Chaser Joins the Race for Space Plane Deployment, Huge Set-back for Sea Launch</video:description>
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            <video:title>La base lunare? La stampo in 3D</video:title>
            <video:description>A volte la realtà supera la fantasia. In questo caso, la fa diventare vera. E' quello che succederà sulla luna grazie ad una stampante 3D</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Mondi alieni abitabili attorno a nane rosse</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Mondi alieni abitabili attorno a nane rosse - Un gabbiano dalle ali incandescenti - Messier 106, la galassia a quattro bracci</video:description>
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            <video:publication_date>2013-02-08</video:publication_date>
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            <video:title>La (misteriosa) fine dell'uragano Uroboro su Saturno</video:title>
            <video:description>Ha imperversato sul gigante degli anelli per 267 giorni, estendendosi lungo tutta la circonferenza del pianeta, fino a che, come il mitologico serpente, non si è morsa la coda, spegnendosi nel mistero</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Asteroide in visita alla Terra</video:title>
            <video:description>In questo numero: Asteroide in visita alla Terra - Andromeda, una galassia dal fascino glaciale - TW Hydrae, l'attempata genitrice planetaria</video:description>
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            <video:title>Esa: 2013 l'anno del 'raccolto'</video:title>
            <video:description>Sarà un anno di abbondanza per la scienza dello spazio, parola del numero uno dell'Esa, Jean-Jacques Dordain. L'agenzia europea ha annunciato una lista di traguardi previsti per il 2013, frutto del lavoro delle sonde Mars Express, Herschel e Planck.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Italia e Israele ancora insieme verso il futuro della ricerca spaziale</video:title>
            <video:description>Roma e Gerusalemme. La ricerca spaziale di Italia e Israele va a braccetto da almeno dieci anni.</video:description>
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            <video:title>2012: record e successi di un anno spaziale</video:title>
            <video:description>Curiosity, Vega, Juice, Euclid, Galileo, Amaldi, Dragon, Cosmo SkyMed, Dawn, Cheops. Il 2012 dello spazio potremmo riassumerlo per sigle, per nomi, acronimi</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 25 January 2013</video:title>
            <video:description>This week: NASA to Attach Inflatable Module to ISS, Orion Capsule - 1st Mission in 2017, Asteroid Mining - Deep Space Industries Inc., ESA Seeks Asteroid-Smashing Ideas, Giovanni Caprara Publishes "Italy's History in Space.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Betelgeuse, lo scontro prima della fine</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Betelgeuse, lo scontro prima della fine - Oppy e Curiosity in 'La corsa più pazza del(l'altro) mondo - Aurore a caccia di pianeti extrasolari</video:description>
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            <video:title>Verso una stazione spaziale... gonfiabile!</video:title>
            <video:description>Nel 2015 la Iss accoglierà un componente molto speciale: il modulo espandibile Beam. Sviluppato dalla Bigelow Aerospace sotto contratto Nasa, partirà a bordo della capsula Dragon e resterà agganciato alla base spaziale per 2 anni.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Destinazione Luna e oltre: l'Atv porterà Orion alla conquista dello spazio</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Destinazione Luna e oltre: l'Atv porterà Orion alla conquista dello spazio - Cantieri aperti su Marte - Astri nascenti nelle fauci del Lupo</video:description>
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            <video:title>Fomalhaut-b, continua la saga del pianeta 'zombie'</video:title>
            <video:description>Un'orbita fortemente ellittica lunga 2000 anni, causata forse da un pianeta fratello, un possibile impatto tra 20 anni con la cintura che circonda la sua stella: Hubble rivela nuovi affascinanti dettagli sul pianeta 'risorto' e sul suo sistema solare</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Space Zone News - 11 January 2013</video:title>
            <video:description>This week: Mars Colonization, Golden Spike Hires Northrop Grumman, Landsat V Replacement Announced, NASA to Drag Asteroid into Lunar Orbit?, Deep Space Sleep Experiment Results Published plus Calendar of Upcoming Space Events</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Stelle gemelle e pianeti nascosti sotto il cielo di Vega</video:title>
            <video:description>Nel magazine:  Stelle gemelle e pianeti nascosti sotto il cielo di Vega - Pulsar della Vela, una stella che oscilla - Herschel svela i connotati del 'sorvegliato speciale' Apophis</video:description>
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            <video:title>Kepler: nella Via Lattea 17 miliardi di pianeti 'a misura di Terra'</video:title>
            <video:description>Doppio colpo per Kepler: il team del telescopio Nasa ha scovato 461 nuovi candidati esopianeti. Un altro gruppo di ricerca ha scoperto che il 17% dei pianeti osservati ha dimensioni paragonabili a quelle della Terra</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 28 December 2012</video:title>
            <video:description>This week: CryoSat Mission Expands, ESA Deep-Space Network Complete, SpaceX Grasshopper Test, New NASA Z-1 Spacesuit and Christmas Celebrations on Board the ISS plus Calendar of Upcoming Space Event</video:description>
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            <video:title>2012: il best of 'spaziale' di AsiTV</video:title>
            <video:description>Le scoperte e gli eventi più significativi dell'anno nella top-ten 'cosmica' di AsiTV: dal lancio di Vega all'atterraggio marziano di Curiosity. Con i migliori auguri dalla redazione per un 2013 ancora più 'spaziale'!</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Tau Ceti e l'esopianeta a 12 anni luce da noi</video:title>
            <video:description>In questo numero del magazine: Tau Ceti e l'esopianeta a 12 anni luce da noi -L'elisir di lunga vita (stellare) dalle vagabonde blu - Saturno, ritratto in controluce</video:description>
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            <video:title>ISS, l'ultima frontiera del pianeta Terra</video:title>
            <video:description>Avamposto della colonizzazione dello spazio, laboratorio di ricerca scientifica unico nel suo genere, luogo di sperimentazione delle tecnologie più avanzate: è la ISS, un grande meccano spaziale</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Space Zone News - 17 December 2012</video:title>
            <video:description>Your fortnightly news round-up of the most important events in and around space: this week Cassini images from Titan and N. Korea's satellite launch</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Nel censimento di Hubble la galassia piu antica</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Nel censimento di Hubble la galassia piu antica - Anche il Nilo ha un sosia, su Titano - Vega, 200 milioni di anni in più portati bene</video:description>
            <video:duration>373</video:duration>
            <video:publication_date>2012-12-14</video:publication_date>
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            <video:title>Autoritratto marziano: il 'making of'</video:title>
            <video:description>Come fa Curiosity ad auto-immortalarsi sul pianeta rosso? Tutto merito di MAHLI, la fotocamera 'a mano' posizionata sul braccio robotico del rover. Come? La Nasa ce lo mostra in questa animazione. Credit: NASA/JPL-Caltech</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Planck, la macchina del tempo cosmica</video:title>
            <video:description>Osservare l'Universo quando aveva 'appena' 380mila anni: è questa la missione dell'osservatorio Esa dedicato allo studio della radiazione cosmica di fondo, l'energia residua del big bang.</video:description>
            <video:duration>228</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Voyager 1 sull'autostrada per lo spazio interstellare</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Voyager 1 sull'autostrada per lo spazio interstellare - Atmosfera "sospetta" su Venere potrebbe celare vulcani attivi - Galassie 'fagiolino', scoperta una nuova classe di oggetti cosmici</video:description>
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            <video:publication_date>2012-12-07</video:publication_date>
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            <video:title>Un mondo di luci</video:title>
            <video:description>Una visione globale senza precedenti della Terra by night costruita utilizzando le immagini catturate dalla sonda Nasa-NOAA Suomi NPP. Credit: NASA Earth Observatory/NOAA NGDC</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Marte vs Mercurio: caccia aperta ai mattoni della vita</video:title>
            <video:description>Mentre sul pianeta rosso Curiosity scova composti organici di origine incerta, su Mercurio la sonda Messenger potrebbe aver trovato molecole di carbonio nei depositi di ghiaccio individuati nel polo nord del pianeta</video:description>
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            <video:title>Su Marte c’era la vita, parola di Curiosity</video:title>
            <video:description>C'è vita su Marte, anzi c'è stata. E ci mettiamo ancora un forse, perché l'annuncio ufficiale su cosa abbia scoperto effettivamente Curiosity è atteso per il 3 dicembre a San Francisco, in occasione dell'incontro dell'American Geophysical Union.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Dieci miliardi contro la crisi</video:title>
            <video:description>Una Ministeriale da 10 miliardi e spiccioli, per tracciare la linea delle politiche spaziali europee in tempo di crisi.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Vita sul pianeta rosso? Forse (tra una dozzina d'anni)</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Vita sul pianeta rosso? Forse (tra una dozzina d'anni) - L'esagono di Saturno sotto i riflettori di Cassini - Un quasar con la stoffa del campione</video:description>
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            <video:title>Pac-man, il sequel: lo sbarco su Teti</video:title>
            <video:description>La celebre icona anni '80 delle sale giochi compare per la seconda volta su una luna saturniana. L'inconfondibile profilo di Pac-man rappresenta in realtà delle variazioni di temperatura in atto su Teti, registrate dallo spettrografo della sonda Cassini.</video:description>
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            <video:title>Space Zone News - 24 November 2012</video:title>
            <video:description>Your fortnightly news round-up of the most important events in and around space: this week ESA's Council at Ministerial Level 2012 and Curiosity's 1st anniversary.</video:description>
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            <video:title>ESA Interministerial Council Meeting 2012</video:title>
            <video:description>The meeting held over two days in Naples determined the European space budget as well as scientic and industrial targets for the next three years</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Ministeriale Esa: 10 miliardi per l'Europa dello Spazio</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Ministeriale Esa: 10 miliardi per l'Europa dello Spazio - Un ponte di gas intergalattico lungo 10 milioni di anni luce - Makemake, il pianeta nano ghiacciato senza atmosfera</video:description>
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            <video:title>Cheops alla scoperta delle superTerre</video:title>
            <video:description>L’America li scopre, e l’Europa li scopre meglio. Gli esopianeti, i pianeti extrasolari rocciosi, le nuove Terre.</video:description>
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            <video:title>Basi lunari lagrangiane e  telerobotica</video:title>
            <video:description>Flotte di rover telecomandati da equipaggi residenti su avamposti spaziali in orbita attorno alla Luna. Questo uno dei possibili scenari dell'esplorazione spaziale a partire dal 2021, anno in cui è previsto il primo volo con equipaggio del nuovo SLS Nasa.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Luca Parmitano in video collegamento da Star City</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Luca Parmitano in video collegamento da Star City - Kepler, la caccia all'altro mondo continua... - Orfano di stella: scovato un mondo vagabondo - Ecco le Leonidi, sabato esprimete un desiderio</video:description>
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            <video:title>Progetto Sigri, così l'uomo spegne gli incendi dallo spazio</video:title>
            <video:description>Rischi naturali, e rischi indotti dall'uomo. Il rischio è non riuscire a controllare una natura che incide sempre di piú sulla nostra vita, e viceversa.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>HD40307g, un nuovo candidato ad ospitare la vita</video:title>
            <video:description>14/11/2012. E' una super Terra, dista 42 anni a luce da noi e si trova nella fascia di abitabilità della sua stella</video:description>
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            <video:title>Madre Terra o Theia, di chi è figlia la Luna?</video:title>
            <video:description>E' nata prima madre-Terra o la madre della Luna. Ovvero: la Luna è figlia di Terra o di Theia. Cosa sia la Luna è in realtà la vera domanda, a cui non riusciamo a dare una risposta.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Dov'è la Iss? La Nasa ce lo dice con sms</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Dov'è la Iss? La Nasa ce lo dice con sms - Una nuova tecnologia per i sistemi di lancio del futuro - Produzione di stelle in calo. Anche l'Universo è in crisi</video:description>
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            <video:publication_date>2012-11-09</video:publication_date>
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            <video:title>SIGRI, dallo Spazio un ausilio per la gestione degli incendi</video:title>
            <video:description>Dopo tre anni di sperimentazione sul campo, il sistema SIGRI, basato sull'utilizzo dei dati da satellite, è stato validato. Il progetto, finanziato dall'Asi si propone come uno valido strumento per la prevenzione e la gestione delle emergenze incendio</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Osservazione della Terra, gli esperti italiani fanno il punto</video:title>
            <video:description>La sicurezza, la protezione dell’ambiente, lo studio del territorio e le previsioni dei fenomeni che tutti i giorni cambiano la faccia del pianeta.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Quattro satelliti in orbita, ora Galileo fa sul serio</video:title>
            <video:description>l lancio della seconda coppia con una Soyuz è perfettamente riuscito. IOV-3 ed IOV-4 vanno a completare la fase di In-Orbit Validation che testerà le parti spaziali, terrestri e utente del sistema. Ora sono in quattro.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Alle Hawaii su Marte</video:title>
            <video:description>In questo numero: Alle Hawaii su Marte - Titano brilla di luce propria - Così (forse) nacquero la Terra e la Luna</video:description>
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            <video:title>Spazio alla Scuole - Veicoli in equilibrio</video:title>
            <video:description>Continua il nostro viaggio nell'affascinante mondo del volo. In questa puntata: la portanza e la forza propulsiva</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Buco nero in azione sotto lo sguardo di NuStar</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Buco nero in azione sotto lo sguardo di NuStar  - VISTA a nove miliardi di pixel - Cheops, una missione europa per lo studio di mondi alieni - Cartoline dal pianeta rosso: i canyon delle Vallis Marineris</video:description>
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            <video:title>Spazio alla Scuole - Dall'aeroplano all'equilibrio</video:title>
            <video:description>Come può un aereo, con il suo peso, vincere la forza di gravità? In questa puntata: il volo spiegato attraverso i tre principi della meccanica.</video:description>
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            <video:title>Cheops, una missione europea per lo studio di mondi alieni</video:title>
            <video:description>Sarà pronta nel 2017 e si dedicherà allo studio delle super Terre, rivelandone raggio, massa e dimensioni</video:description>
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            <video:title>Quanto è piccolo il Nobel per la Fisica</video:title>
            <video:description>Assegnato il Nobel per la Fisica al francese Serge Haroche e all’americano David J. Wineland, arrivati appaiati al traguardo grazie ai loro studi in parallelo sull’interazione tra luce e materia</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Nuovi mondi extrasolari: un vicino bollente e un pianeta a 4 stelle</video:title>
            <video:description>In questo numero: Nuovi mondi extrasolari: un vicino bollente e un pianeta a 4 stelle - Osservare l'invisibile: ecco la materia oscura in 3D - Titano festeggia Cassini</video:description>
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            <video:title>Intervista a Luca Parmitano, astronauta dell'Esa - terza parte</video:title>
            <video:description>Nell'ultima parte: i prossimi obiettivi dell'esplorazione umana, le tecnologie futuribili, alieni&amp;Co.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Dragon: attivato il servizio cargo espresso Terra-Iss</video:title>
            <video:description>Questa settimana nel magazine: Dragon: attivato il servizio cargo espresso Terra-Iss - Bagni di vapore nella nursery stellare - Un nuovo buco nero nella nostra galassia</video:description>
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            <video:title>BergamoScienza 2012: lo Spazio a(t)terra</video:title>
            <video:description>09/10/2012. Si è aperta l'edizione numero 10 della rassegna di divulgazione scientifica bergamasca, in svolgimento fino al 21 ottobre. Nel ricco programma di appuntamenti ed attività anche una mostra interamente dedicata allo Spazio</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Venere più caldo e più freddo della Terra</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Venere più caldo e più freddo della Terra - In caduta libera dai confini dello spazio - Lo spazio atterra a Bergamo - Dragon: la diretta del lancio</video:description>
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            <video:title>European Researchers' Night celebrated by ESA</video:title>
            <video:description>The ESA Esrin facility based in Frascati near Rome hosted the European Researchers' Night on Friday, 28 September 2012. Youngsters, families and adults mingled with scientists and even an astronaut in an open day illustrating space research and science</video:description>
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            <video:title>63rd International Astronautical Congress inaugurated in Naples, Italy</video:title>
            <video:description>More than 4,000 delegates, a record turn-out, meet at the Congress, organised by the IAF and ASI, to attend a multitude of conferences, workshops and study sessions reporting on the state of the space industry today</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>IAC 2012: Napoli accoglie i big dello spazio</video:title>
            <video:description>02/10/2012. Dal 1' al 5 ottobre nel capoluogo partenopeo è di scena la 63esima edizione dell'International Astronautical Congress, l'expo mondiale dello spazio. Ai microfoni di AsiTV il numero dell'Esa, Jean-Jacques Dordain</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Curiosity, Maven e la crisi russa: arriva lo Iac 2012</video:title>
            <video:description>Il mondo spaziale è in fermento. Ed è questo lo stato dell’arte alla vigilia della 63ma edizione dell’International Astronautical Congress, l’Expo mondiale dello spazio, a Napoli da lunedì a venerdì</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Hubble "zooma" sull'Universo profondo</video:title>
            <video:description>In questo numero: Hubble zooma sull'Universo profondo - Privati: Dragon alla vigilia del primo volo "di linea" - Iac 2012: Napoli dà “Spazio” all’Italia</video:description>
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            <video:publication_date>2012-09-28</video:publication_date>
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            <video:title>ASI Press Conference to introduce NAPOLI IAC 2012 Space Expo</video:title>
            <video:description>The 63rd International Congress will be held at the Fiera d'Oltremare in Naples from 1st to 5th October 2012. Organised by the IAF and hosted by ASI, the event will welcome 4,000 delegates</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Che tempo (spaziale) fa</video:title>
            <video:description>Prima notizia che smentisce una non-notizia: il 22 settembre il mondo non finirà. Più precisamente: non ci sarà nemmeno la paventata tempesta elettromagnetica che dovrebbe mandare in tilt la Terra.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Intervista a Luca Parmitano, astronauta dell'Esa - seconda parte</video:title>
            <video:description>Le motivazioni, le aspirazioni, il percorso professionale e il sogno nel cassetto dell'astronauta italiano che partir&amp;agrave; per la Iss il prossimo 29 maggio</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Spitzer e Hubble scovano la galassia più antica</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Spitzer e Hubble scovano la galassia più antica, Oppy e l'enigma delle sfere marziane, In autunno a scuola di spazio</video:description>
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            <video:title>Lares al lavoro, Vega sfida Marte</video:title>
            <video:description>19/09/2012. All'Accademia dei Lincei i Roma si fa il punto sui risultati ad oggi ottenuti dal satellite italiano incaricato di verificare alcuni aspetti della relatività generale. Protagonista del workshop anche il nuovo vettore europeo Vega</video:description>
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            <video:title>La golden age dell’esplorazione spaziale</video:title>
            <video:description>In 40 anni abbiamo visto la luna in bianco e nero, e Marte in Hd. In 40 anni l’uomo ha aperto gli occhi, ha sognato e ha visto i sogni avverarsi.</video:description>
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            <video:title>La lunga marcia di Curiosity</video:title>
            <video:description>Ha percorso 567 milioni di chilometri in otto mesi e dieci giorni. Ma ora ci vorranno settimane per fare i 400 metri più importanti di questo secolo spaziale. Eppur si muove, Curiosity.</video:description>
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            <video:title>Interview with Luca Parmitano and Frank de Winne</video:title>
            <video:description>Italian astronaut Luca Parmitano and ESA Head of the European Astronaut Centre Frank de Winne talk about astronaut training and future missions to Mars</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Curiosity pronto a 'prendere' Marte</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Curiosity pronto a 'prendere' Marte - Nevica ghiaccio secco sul Pianeta rosso - Dillo con le stelle su Galaxy Zoo - Mezzo secolo di Luna a stelle e strisce</video:description>
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            <video:title>Disegna e designa: la premiazione</video:title>
            <video:description>Selezionate le idee che saranno simbolo della missione di Luca Parmitano. La cermonia si è svolta presso la sede Asi il 7 settembre scorso</video:description>
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            <video:title>Intervista a Luca Parmitano, astronauta dell'Esa - prima parte</video:title>
            <video:description>12/09/2012. Mancano ormai pochi mesi al volo di debutto di Parmitano, astronauta italiano in corpo Esa. L'ora X &amp;egrave; fissata per il 29 maggio 2013, la missione- di 6 mesi- sar&amp;agrave; la Expedition 36/37, alias 'Volare'. I dettagli ai microfoni di AsiTV</video:description>
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            <video:title>Prize ceremony for name and logo of Luca Parmitano mission to ISS</video:title>
            <video:description>Personalities from ASI, ESA and the Italian Air Force meet to celebrate Luca Parmitano's future as next Italian astronaut</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Per Luca Parmitano l'obiettivo è VOLARE</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Per Luca Parmitano l'obiettivo è VOLARE - Galileo verso il raddoppio - Dawn: bye bye Vesta! Cerere avanti tutta</video:description>
            <video:duration>499</video:duration>
            <video:publication_date>2012-09-07</video:publication_date>
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            <video:title>L'agosto marziano di Curiosity</video:title>
            <video:description>Dalle prime immagini ai primi passi, I momenti salienti dell'avventura marziana del rover Nasa  sbarcato sul pianeta rosso il 6 agosto scorso</video:description>
            <video:duration>195</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Interviews with Italian astronauts</video:title>
            <video:description>On the occasion of the 20th anniversary of Italian manned space missions, tribute is paid to the Italian men and women who forged the path into space</video:description>
            <video:duration>372</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Oggi, vent'anni fa: Franco Malerba il primo italiano nello spazio</video:title>
            <video:description>31/07/2012. Seconda parte. A venti anni esatti dal volo della Sts-46, Malerba, veterano dello spazio ma anche attore, parla di alberghi tra le stelle, di sistemi spaziali del futuro, di civiltà aliene e dell'avventura cinematografica di "InvaXòn"</video:description>
            <video:duration>483</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Space Zone at Farnborough - prominent display by ASI</video:title>
            <video:description>ASI's participation was noteworthy not only for its attractive stand, but also for its participation in the rich conference programme</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Inauguration of New Asi Headquarters</video:title>
            <video:description>Hundreds of guests attended the opening of the new ASI building in the Tor Vergata University campus. Representatives from NASA, ESA, Minister Francesco Profumo, as well as six of the seven Italian astronauts past and future celebrated the event</video:description>
            <video:duration>244</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - 20 anni di astronautica, mezzo secolo di progetti con la Nasa</video:title>
            <video:description>Nel magazine: 20 anni di astronautica, mezzo secolo di progetti con la Nasa - "Ammartaggio" avanti tutta. Curiosity verso l'ora X - Nuovo obiettivo Nasa: i misteri delle "ciambelle" di Van Allen</video:description>
            <video:duration>554</video:duration>
            <video:publication_date>2012-07-27</video:publication_date>
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            <video:title>Franco Malerba, il primo astronauta 'azzurro' - prima parte</video:title>
            <video:description>25/07/2012. Il 31 luglio del 1992 l'Italia aveva il suo primo ambasciatore nello spazio.  In occasione dei 20 anni dal lancio della Sts-46, Franco Malerba svela, in un'esclusiva intervista in due puntate, i retroscena di quell'impresa</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Spitzer: ecco (forse) il più piccolo mondo alieno vicino</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Spitzer: ecco (forse) il più piccolo mondo alieno vicino - Acqua home-made: la vita non viene da lontano - Spazio anti-aging per il verme elegans</video:description>
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            <video:publication_date>2012-07-20</video:publication_date>
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            <video:title>Herschel, l'archeologo cosmico made in Europe</video:title>
            <video:description>Studiare l'origine e l'evoluzione di stelle e galassie:  queste le "mission" del gigante all'infrarosso Esa lanciato nel 2009 alla volta del punto lagrangiano L2</video:description>
            <video:duration>167</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - La scoperta di Hubble: Plutone ha cinque lune</video:title>
            <video:description>In questo numero: La scoperta di Hubble: Plutone ha cinque lune - Emergenza maltempo su Titano - Su Marte a bordo di Curiosity con Spacecraft 3D</video:description>
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            <video:publication_date>2012-06-14</video:publication_date>
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            <video:title>Farnborough 2012, quando l'aerospazio dà spettacolo</video:title>
            <video:description>Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, al FIA 2012. Dal 9 al 15 luglio voli acrobatici, esposizioni, strumenti e soluzioni tecnologiche innovative in mostra nella cittadina alle porte di Londra</video:description>
            <video:duration>377</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Nel 2014 in orbita la prima italiana</video:title>
            <video:description>Sarà la spedizione 42 con vettore Soyuz a portare nello spazio Samantha Cristoforetti, prima astronauta "azzurra" a oltrepassare l'atmosfera. Destinazione: la Stazione spaziale internazionale dove resterà per oltre 5 mesi</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Maree extra-terrestri: c'è acqua su Titano</video:title>
            <video:description>Maree extra-terrestri: c'è acqua su Titano  - Curiosity alle porte di Marte - Nubi nottilucenti: scatti ad alta quota - Tributo spaziale al padre della pop-art</video:description>
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            <video:title>AMS, il cacciatore di antimateria</video:title>
            <video:description>Alpha Magnetic Spectrometer è il più grande esperimento mai installato sulla ISS.  Portato in orbita da Roberto Vittori a bordo dello Shuttle, per i prossimi 10 anni darà  la caccia nello spazio ad antiparticelle e cercherà tracce di materia oscura</video:description>
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            <video:title>ScientificaMente: Euclid prova a far luce sull’Universo oscuro</video:title>
            <video:description>Il 75% dello spazio c’è ma non si vede. Materia oscura, energia oscura, Universo oscuro. Che l’uomo non conosce, presume che esista. Cercare di studiarlo rappresenta una delle più affascinanti  sfide scientifiche del 21esimo secolo.</video:description>
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            <video:title>ScientificaMente: Dama, risultati scientifici dallo spazio</video:title>
            <video:description>C’era una volta l’astronauta. Ora c’è lo scienziato in remoto, l’inviato nello spazio al seguito degli esperimenti terrestri.</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Asteroide: possibile impatto con la Terra nel 2040</video:title>
            <video:description>Questa settimana: Asteroide: possibile impatto con la Terra nel 2040 - La Cina "abita" lo spazio: Liu Yang entra nel Palazzo celeste - Nuova luce sull'Universo oscuro con Euclid</video:description>
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            <video:title>Spazio top-secret: atterrato il mini-shuttle militare Usa</video:title>
            <video:description>20/06/2012. Dopo aver trascorso 469 giorni in orbita per una missione super-segreta, la navetta spaziale robotica del Pentagono ha toccato terra sabato 16 giugno nella base militare di Vandenberg, in California</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - In orbita Nustar, caccia aperta ai buchi neri</video:title>
            <video:description>Nel magazine: In orbita Nustar, caccia aperta ai buchi neri - 20 anni di astronauti italiani in mostra a Roma - La più potente esplosione solare sotto gli occhi di Fermi - La prima taikonauta verso il Palazzo celeste</video:description>
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            <video:publication_date>2012-06-15</video:publication_date>
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            <video:title>L'editoriale</video:title>
            <video:description>Il presidente Asi Enrico Saggese presenta le funzionalità e i contenuti della nuova AsiTV</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Pulsar - Verso lo scontro galattico: Andromeda punta sulla Via Lattea</video:title>
            <video:description>Nel magazine: Verso lo scontro galattico: Andromeda punta sulla Via Lattea - Sfratto cosmico a tutta velocità - Shuttle in acqua, mini-shuttle in aria</video:description>
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            <video:publication_date>2012-06-08</video:publication_date>
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            <video:title>Replay: il transito di Venere</video:title>
            <video:description>06/06/2012. Nel video NASA il gemello bollente della Terra immortalato in diverse lunghezze d'onda dal Solar Dynamics Observatory durante il suo passaggio di fronte al Sole</video:description>
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            <video:title>Venere incontra il Sole</video:title>
            <video:description>06/06/2012 Un occasione, quella del transito del "gemello bollente" davanti alla nostra stella, visibile dalla Terra ogni 105 anni e che avrà delle importanti ricadute nello studio di pianeti extrasolari</video:description>
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            <video:title>Phobos-Grunt: incubo finito. Ma il caso resta aperto</video:title>
            <video:description>07/11/2012 Si chiude la sfortunata vicenda della sonda russa precipitata, senza provocare danni, al largo dell'Oceano Pacifico lo scorso 15 gennaio. Ma Mosca punta il dito sugli States</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Dragon conquista lo spazio e torna a terra</video:title>
            <video:description>I privati conquistano lo spazio. Successo totale per Dragon&amp;nbsp;- Universo a tutta energia. &amp;nbsp;A caccia di buchi neri con Nustar - La tv dello spazio su tablet e smartphone. AsiTV cresce e di veste di nuovo</video:description>
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            <video:title>Orion e Dragon:  Nasa e privati nel futuro del trasporto spaziale made in USA</video:title>
            <video:description>21/03/2012. In attesa di vedere il primo astronauta volare a bordo del successore dello Shuttle, la Nasa rilascia un video che simula il primo test flight della capsula Orion. Intanto la navetta Dragon della SpaceX scalda i motori in vista del debutto</video:description>
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            <video:title>Nello spazio di un minuto</video:title>
            <video:description>La Terra vista dall'alto è meglio di un film di fantascienza! Parola di Rino il robottino, fortunato vincitore di una gita su un'astronave. Durante il suo soggiorno in orbita, il vivace Rino scopre che lo spazio non è poi così lontano da casa...</video:description>
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            <video:title>L'Asi e l'esplorazione dell'Universo</video:title>
            <video:description>Da Cassini, sonda interplanetaria dedicata allo studio del sistema Saturniano a ExoMars programma europeo per l'esplorazione robotica di Marte: un breve viaggio alla scoperta di alcune delle missioni di esplorazione a partecipazione italiana</video:description>
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            <video:title>Vega, debutto perfetto. E l'Italia va in orbita</video:title>
            <video:description>13/02/2012. Speciale da Kourou. La 'prima volta' del piccolo lanciatore con i commenti a caldo dei protagonisti</video:description>
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            <video:title>Dragon: l'aggancio alla Iss</video:title>
            <video:description>25/05/2012. Per la prima volta nella storia dello spazio una società privata raggiunge e aggancia alla Stazione spaziale internazionale. Il replay del 'berthing' visto dalle telecamere della Iss</video:description>
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            <video:title>Ben arrivato 'Edoardo Amaldi'!</video:title>
            <video:description>29/03/2012. Aggancio perfettamente riuscito per l'Atv-3 con la Iss. Dopo una serie di manovre di 'rendez-vous', la navetta automatica europea ha 'incontrato' la base orbitante alle 00.31 del 29 marzo</video:description>
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            <video:title>Ambasciatori cosmici: l'Italia e il volo umano</video:title>
            <video:description>La storia dei programmi di volo umano italiani, dalle visionarie intuizioni di Luigi Broglio ed Edoardo Amaldi, alle prime selezioni per astronauti italiani, fino alle missioni più recenti</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Materia oscura: Fermi scagiona le Wimp</video:title>
            <video:description>Materia oscura: Fermi scagiona le Wimp - Kepler, per altri 4 anni a caccia di altri mondi - Le scoperte del telescopio in una App - Verso il gps europeo: Galileo, promossi i primi 2 satelliti</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Spazio ai privati: Dragon ai nastri di partenza</video:title>
            <video:description>Nel magazine:  22 anni portati bene: Hubble si festeggia con foto e video - Camera con vista: Nightpod sbarca sulla Iss</video:description>
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            <video:title>Pulsar - La Russia dice sì a ExoMars</video:title>
            <video:description>Questa settimana: la Russia dice sì a ExoMars - Discovery: viaggio in groppa ad un 747 - Whisky in zero-g: sulla Iss il primo single malt spaziale</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Dragon: contatto!</video:title>
            <video:description>In questo numero: Dragon: contatto! - Kepler e il pianeta che svanisce - Venere incontra il Sole</video:description>
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            <video:title>Lunga vita a Kepler, il cacciatore di Terre gemelle</video:title>
            <video:description>13/04/2012. La Terra ha tanti fratelli, qualcuno più gemello degli altri. Altro che soli nell’universo. Ci sono repliche del nostro pianeta nascoste nelle pieghe della Via Lattea</video:description>
            <video:duration>199</video:duration>
            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Aspettando il 'dragone' spaziale</video:title>
            <video:description>27/04/2012. Non sarà il 30 aprile. Cancellate la X dalla vostra agenda spaziale. Il primo volo privato verso la Stazione spaziale intarnazionale ha bisogno di più tempo, di più test, di più controlli per entrare nella storia.</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Dawn scopre Vesta, l’asteroide quasi pianeta</video:title>
            <video:description>18/05/2012. Dal 2007 c’è una sonda che vaga in giro per il cosmo per conto dell’uomo per raccogliere dati preziosi. Si chiama Dawn e in questo periodo sta studiando l’asteroide Vesta anche grazie allo strumento Italiano VIR-MS</video:description>
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            <video:title>Agile, 5 anni di successi</video:title>
            <video:description>16/04/2012. 1820 giorni di volo e 26.000 orbite completate. Agile compie 5 anni. E festeggia una carriera ricca di soddisfazione e di premi</video:description>
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            <video:title>Vega: assemblato</video:title>
            <video:description>27/01/2012. Si è concluso l'assemblaggio in rampa di Vega, il nuovo vettore europeo di generazione avanzata. E allo spazioporto Esa di Kourou fervono gli ultimi preparativi in vista del volo inaugurale del piccolo lanciatore, previsto per il 9 febbraio</video:description>
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            <video:title>Aspettando Vega - la genesi</video:title>
            <video:description>Primo appuntamento dedicato al nuovo lanciatore europeo. In attesa del lancio inaugurale del vettore previsto per il 9 febbraio, AsiTV si è spostata a Kourou per raccontare i retroscena di un progetto realizzato con il fondamentale italiano</video:description>
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            <video:title>Reportage storico: Nespoli immortala lo Shuttle agganciato alla Iss</video:title>
            <video:description>Maggio 2011. Un video unico di straordinaria bellezza che documenta un evento che non si ripeterà: il 23 maggio 2011 Paolo Nespoli a bordo della Soyuz, di ritorno a casa dopo 6 mesi trascorsi in orbita, fotografa lo Shuttle Endeavour agganciato alla Iss</video:description>
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            <video:title>L'Asi in stop-motion</video:title>
            <video:description>Il nuovo filmato d’animazione in plastilina realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana</video:description>
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            <video:title>Herbert &amp; Fritz - Traguardi</video:title>
            <video:description>I personaggi di animazione, Herbert&amp;Fritz, presentano l'Italia dello spazio in 36 secondi</video:description>
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            <video:title>Herbert &amp; Fritz - Ricadute</video:title>
            <video:description>Breve spot in animazione dell'Agenzia Spaziale Italiana sul tema delle 'trasferimento tecnologico'</video:description>
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            <video:title>Paolo Nespoli inflight call: Terra chiama spazio</video:title>
            <video:description>27/11/2011. L'astronauta italiano in collegamento dalla Stazione spaziale internazionale con la sede romana dell'Asi durante la missione MagISStra</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Con Juice l'Europa alla conquista di Giove</video:title>
            <video:description>Le altre notizie: 'stellicidio' cosmico: colto sul fatto buco nero killer - Sabato è di scena la Superluna</video:description>
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            <video:title>Un pranzo italiano sulla Iss</video:title>
            <video:description>Maggio 2011. Gli astronauti italiani Paolo Nespoli e Roberto Vittori di stanza insieme sulla Iss, degustano con i coinquilini della base orbitante uno speciale pasto prodotto 100% italiano</video:description>
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            <video:title>Aspettando il Discovery - terza parte</video:title>
            <video:description>Feb 2011. Alla scoperta dei moduli logistici "made in Italy". Nell'ultima tappa della nostra visita alla base spaziale Nasa di Cape Canaveral, visitiamo la SSPF, l'edificio dove vengono preparati i componenti della stazione spaziale</video:description>
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            <video:title>Il decollo di Dragon</video:title>
            <video:description>22/05/2012. h 09.44 italiane: segnate questa data. Per la prima volta un sistema di lancio interamente privato vola verso la Iss. Il vettore è il Falcon 9, la capsula si chiama Dragon, la compagnia è la SpaceX</video:description>
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            <video:title>Aspettando il Discovery - seconda parte</video:title>
            <video:description>Feb 2011. Guidati dal presidente Asi, Enrico Saggese, ci spostiamo dentro l'Orbiter Processing Facitilty 2, l'hangar dedicato all'Endeavour. Qui i tecnici Nasa stanno preparando lo Shuttle alla sua ultima missione che porterà Roberto Vittori sulla Iss</video:description>
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            <video:title>Atv Amaldi: il replay del docking</video:title>
            <video:description>29/03/2012. Tutte le fasi dell'aggancio alla Stazione spaziale internazionale della navetta di rifornimento Esa intitolata al fisico italiano Edoardo Amaldi</video:description>
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            <video:title>Atv Amaldi, il lancio</video:title>
            <video:description>13/03/2012. Dalla base europea di Kourou, in Guyana Francese, la navetta cargo Esa intitolata a Edoardo Amaldi parte con successo alla volta della Stazione spaziale internazionale</video:description>
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            <video:title>Aspettando il Discovery - prima parte</video:title>
            <video:description>Feb 2011. In attesa del lancio della missione STS-133, l'ultima della navetta Discovery, la redazione di AsiTV si è spostata al Kennedy Space Center e più precisamente al launch complex 39 con  una guida d'eccezione: il presidente Asi Enrico Saggese</video:description>
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            <video:title>2011: 12 mesi di Spazio</video:title>
            <video:description>Il nostro omaggio all'anno spaziale appena trascorso, costellato di eventi e scoperte straordinarie: dal soggiorno di Nespoli e Vittori sulla Iss, passando per l'ultimo volo dello Shuttle e Kepler-22b, il primo esopianeta simile alla Terra</video:description>
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            <video:title>Go Discovery!</video:title>
            <video:description>25/02/2011. Shuttle Discovery: partito! L'ultimo volo della navetta Discovery impegnata nella missione STS-133 che porterà sulla ISS il modulo abitativo italiano Leonardo e il primo robot spaziale umanoide, Robonaut-2</video:description>
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            <video:title>Lo spazio è di casa</video:title>
            <video:description>Forse non tutti sanno che... Molte delle tecnologie e degli oggetti che utilizziamo quotidianamente, traggono origine da applicazioni pensate per lo spazio e poi “trasferite” a terra. Vediamone alcune</video:description>
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            <video:title>Shopping online</video:title>
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            <video:title>Senza filo</video:title>
            <video:description>Telefoni e apparecchi cordless, macchinine radio-comandate: la tecnologia senza fili è entrata nelle nostre case grazie alla ricerca spaziale</video:description>
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            <video:title>L'Europa spaziale punta tutto su Giove</video:title>
            <video:description>11/05/2012. Il gigante gassoso e le sue lune: questi gli obiettivi di Juice, la prima grande missione Esa del programma Cosmic-Vision 2015-2025</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Il concorso: con Parmitano nella città delle stelle</video:title>
            <video:description>Nelle news: Il concorso: con Parmitano nella città delle stelle - Opportunity: avanti tutta! 8 anni marziani in uno scatto - Spazio psichedelico nello scatto di Pettit - In agenda: il 'Drago' al go</video:description>
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            <video:title>Intervista a Charles Bolden - seconda parte</video:title>
            <video:description>Nov 2010. Il numero uno della Nasa ai microfoni di AsiTV per parlare di dopo-Shuttle, delle nuove frontiere dell'esplorazione spaziale, di Marte e della Luna</video:description>
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            <video:title>L'Agenzia Spaziale Italiana</video:title>
            <video:description>Una panoramica dei settori in cui opera l'Asi e delle missioni, nazionali e internazionali, nelle quali l'Italia svolge un ruolo di rilievo</video:description>
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            <video:title>Intervista a Charles Bolden - prima parte</video:title>
            <video:description>Nov 2010.  La collaborazione con l'Italia, la prossima missione dello Shuttle, Leonardo e Robonaut 2, sono alcuni degli argomenti della prima parte della chiacchierata con l'amministratore dell'Agenzia spaziale americana</video:description>
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            <video:title>La sonda Rosetta e il lander Philae</video:title>
            <video:description>Dal 2004 la sonda Esa è in viaggio verso la cometa Churyumov-Gerasimenko, che raggiungerà nel 2014</video:description>
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            <video:title>Joypad</video:title>
            <video:description>Dalla Luna al salotto di casa, i primi joystick furono sviluppati per il comando a distanza delle operazioni sul nostro satellite naturale</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti - seconda parte</video:title>
            <video:description>Gli obiettivi personali, il futuro dell'esplorazione, il turismo spaziale: Samantha Cristoforetti, astronauta italiana in corpo Esa, continua a raccontarsi alle telecamere di AsiTV in questa seconda parte della puntata di Zero Gravity a lei dedicata</video:description>
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            <video:title>Samantha Cristoforetti - prima parte</video:title>
            <video:description>Come si diventa astronauta? Il percorso professionale, l'addestramento, il volo parabolico: in questo numero di "Zero gravity" l'esperienza di Samantha Cristoforetti, prima donna italiana ad entrare nel corpo astronauti Esa</video:description>
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            <video:title>Umberto Guidoni - seconda parte</video:title>
            <video:description>Marte, turismo tra le stelle e il futuro dell'esplorazione spaziale, questi alcuni dei temi affrontati nella seconda parte della chiacchierata con il primo astronauta europeo salito a bordo della Stazione spaziale internazionale</video:description>
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            <video:title>Spazio alle Scuole - Geometria delle Onde</video:title>
            <video:description>Cos'è l'effetto della diffrazione? Il fronte d'onda e il principio di Huygens? Le risposte nella terza parte di questo speciale dedicato alle Onde</video:description>
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            <video:title>Spettro Elettromagnetico</video:title>
            <video:description>E' l'insieme di tutte le frequenze delle radiazioni elettromagnetiche, dalle onde radio ai raggi gamma. La realizzazione di telescopi spaziali specializzati nel catturare i diversi tipi di onde ha cambiato il modo di osservare l'Universo</video:description>
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            <video:title>La Luna</video:title>
            <video:description>Andiamo ad esplorare i segreti del nostro satellite naturale: il suo legame con la Terra, il processo di formazione e le peculiarità del nostro affascinante compagno di viaggio planetario</video:description>
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            <video:title>Materia e Antimateria</video:title>
            <video:description>La materia ordinaria, di cui è fatto il nostro mondo, e il suo opposto, l'antimateria. L'incontro tra le due, il legame tra materia ed energia</video:description>
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            <video:title>Gamma Ray Burst</video:title>
            <video:description>Cosa sono i gamma ray burst? La loro nascita, le casualità che hanno portato alla loro scoperta, i telescopi che li osservano: di tutto questo ci parla il prof. Benvenuti nel nuovo appuntamento con "Le parole dell'Universo"</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio alle Scuole - Matematica delle onde</video:title>
            <video:description>Come vengono rappresentate le onde? In questa puntata parliamo di lunghezza, periodo e frequenza</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Spazio alle Scuole - Suono e Luce</video:title>
            <video:description>Le onde e gli strumenti ottici di osservazione sono i temi affrontati in questa puntata di "Spazio alle scuole", progetto educativo dell’Asi, nato in collaborazione con il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali e con il supporto del MIUR</video:description>
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            <video:title>Pulsar - Dune mosse marziane</video:title>
            <video:description>In questo numero:  Dune mosse marziane - Un lago africano su Titano - Galileo pronto al raddoppio</video:description>
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            <video:title>Esclusivo: Vega, decollo in soggettiva</video:title>
            <video:description>13/02/2012. Sfreccia attraverso le nuvole, il piccolo Vega, oltrepassa l'atsmofera ed entra in orbita. Da una prospettiva unica, la telecamera del sistema Lares mostra tutte le fasi del lancio: dal liftoff al rilascio dei satelliti</video:description>
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            <video:title>Vega, cronaca di un successo</video:title>
            <video:description>13/02/2012. Presente, passato e futuro del lanciatore europeo di nuova generazione. Da Kourou il resoconto del debutto di Vega, decollato dallo spazioporto Esa lo scorso 13 febbraio per compiere il suo primo volo di sempre</video:description>
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            <video:title>Umberto Guidoni - prima parte</video:title>
            <video:description>Una lunga chiacchierata con il primo astronauta europeo salito a bordo della Stazione spaziale internazionale. Umberto Guidoni, astrofisico e oggi anche uomo politico, ci rivela i retroscena di uno dei mestieri più affascinanti della storia dell'umanità</video:description>
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            <video:title>Giganti metropolitani</video:title>
            <video:description>Grattacieli, ponti e torri come non li avete mai visti attraverso le immagini "scattate" della costellazione Cosmo-SkyMed</video:description>
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            <video:title>Comete - seconda parte</video:title>
            <video:description>In questo numero: la teoria della panspermia, la missione Rosetta, la formazione e la morte delle comete</video:description>
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            <video:title>Comete - prima parte</video:title>
            <video:description>Cosa sono questi piccoli oggetti celesti che popolano il nostro sistema solare? Di cosa sono composti e perché appaiono con la caratteristica 'chioma'? Risponde Enrico Flamini, direttore scientifico Asi</video:description>
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            <video:title>Venere - seconda parte</video:title>
            <video:description>Il 'mini' campo magnetico di Venere, l'atmosfera in super-rotazione e l'ipotesi fantascientifica di terraformazione: questi alcuni dei temi della seconda e ultima puntata dedicata alla nostra "stella del mattino"</video:description>
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            <video:title>Venere - prima parte</video:title>
            <video:description>Le caratteristiche astronomiche, il potente effetto serra, la temperatura, l'atmosfera e la forte attività vulcanica che ne ha trasformato Il pianeta nel gemello bollente della Terra</video:description>
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            <video:title>Marte - terza parte</video:title>
            <video:description>Colonie umane sul Pianeta rosso e "terraformazione" tra gli argomenti di questo ultimo numero dedicato a Marte</video:description>
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            <video:title>Marte - seconda parte</video:title>
            <video:description>L'acqua nelle calotte polari, la nascita del mito dei marziani e le immagini ad alta risoluzione delle sonde Mars Express e di Mro</video:description>
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            <video:title>Marte - prima parte</video:title>
            <video:description>Alla scoperta dei segreti del Pianeta rosso: l'atmosfera, il clima, le stagioni, le calotte polari e le caratteristiche tempeste di sabbia, in questo primo numero dedicato al più esterno dei pianeti rocciosi del nostro sistema solare</video:description>
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            <video:title>Saturno e suoi anelli - seconda parte</video:title>
            <video:description>Titano e la sua atmosfera, i geyser di Encelado, la fine spettacolare della missione Cassini: questi i temi del secondo appuntamento de "Le parole dell'Universo" dedicato al "signore degli degli anelli" e le sue lune</video:description>
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            <video:title>Saturno e i suoi anelli - prima parte</video:title>
            <video:description>Alla scoperta dei segreti del "signore degli anelli" del nostro sistema solare, e di Titano, la sua luna più grande, guidati da Enrico Flamini, direttore scientifico Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Sistema solare - prima parte</video:title>
            <video:description>Cos'è un sistema solare? Come nasce e si evolve?  La parola a Enrico Flamini, direttore scientifico Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Sistema solare - seconda parte</video:title>
            <video:description>Quanti sono i sistemi solari scoperti fino ad oggi? Esistono esopianeti simili alla Terra? Risponde Enrico Flamini, direttore scientifico dell'Asi</video:description>
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            <video:publication_date>2013-12-09</video:publication_date>
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            <video:title>Via Lattea - seconda parte</video:title>
            <video:description>L'età della nostra galassia, la velocità con cui si sposta nello spazio, il buco nero che ospita al suo interno sono alcuni degli argomenti di questo secondo numero de "Le parole dell'Universo" dedicato alla Via Lattea</video:description>
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            <video:title>Via lattea - prima parte</video:title>
            <video:description>La nostra galassia, i suoi confini e la sua composizione in questa prima puntata de "Le Parole dell'Universo" dedicata alla Via Lattea</video:description>
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            <video:title>Terra - seconda parte</video:title>
            <video:description>La tettonica e i vulcani, il campo magnetico e il vento solare, e infine la ricerca di esopianeti nella cosiddetta "fascia abitabile": questi gli argomenti dell'ultima puntata de "Le Parole dell'Universo" dedicata al nostro pianeta</video:description>
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            <video:title>Terra - prima parte</video:title>
            <video:description>La Terra, la nostra casa: quali sono le analogie che la legano agli altri pianeti del sistema solare? Quali invece le peculiarità che la contraddistinguono? Le risposte in questa prima puntata de "Le Parole dell'Universo" dedicato al nostro pianeta.</video:description>
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