ASI TV | Da Laika a Mercurio: un viaggio verso il Sole lungo mezzo secolo
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Nel racconto delle cronache spaziali declinate al femminile, popolato da eroine a gravità zero, da sonde esploratrici, asteroidi e costellazioni con il fiocco rosa, una menzione particolare spetta al gentil sesso a 4 zampe, nel giorno del 58 esimo anniversario del suo debutto tra le stelle. Era il 3 novembre del 1957 quando il bellicoso razzo vettore russo R7 si innalzava sopra le nostre teste, portando oltre l'atmosfera la navicella Sputnik 2 con a bordo “la ricciolina” Laika, segnando un punto decisivo a favore dell'Unione Sovietica nella corsa allo spazio intrapresa contro gli americani. La cagnetta randagia madrelingua cirillica era imbarcata nella pancia della sonda russa di seconda generazione, partita ad appena un mese dal lancio dello Sputnik 1, primo satellite artificiale della storia ad entrare in orbita. Il “compagno di viaggio” numero 2, questa la traduzione del nome del primo esploratore spaziale con a bordo un essere vivente, rientrò in atmosfera dopo un viaggio di 162 giorni ma la coraggiosa Laika sopravvisse forse solo poco più di 5 ore. Pur se la capsula era attrezzata per il supporto ed il monitoraggio delle funzioni vitali infatti il suo destino era segnato sin dal principio poiché la missione non prevedeva il rientro a Terra in sicurezza ma il suo stoico, inconsapevole sacrificio aprì la strada all'esplorazione del cosmo condotta da esseri viventi. Quella di Laika è una storia triste ma i suoi eredi quadrupedi e bipedi ebbero fortunatamente una sorte ben più clemente: Miss Baker e la sua compagna Able, le coppia di scimmie sbarazzine apparse persino sulla copertina di Life come Marylin Monroe e Jackie Kennedy prima di loro, furono le pioniere del volo spaziale a due zampe con il loro soggiorno record di 9 minuti a gravità zero conclusosi con un lieto fine. Dopo di loro la gloria spettò alle cagnoline Belka e Strelka che vissero felici e contente per anni dopo quell'esperienza di volo spaziale con la missione Sputnik 5, al gatto francese Felix, allo scimpanzè Ham fino al ragno Nefertiti che nel 2012 tenne compagnia all'equipaggio della ISS per 100 giorni, compiendo insieme a loro il giro del mondo per 1580 volte. Ma la storia dell’esplorazione spaziale annovera anche molti altri “ospiti” a bordo delle diverse piattaforme spaziali, dai topi alle salamandre, dagli scorpioni ai rotiferi, il tutto per comprendere come l’essere vivente, compreso l’uomo, si adatta a questo ambiente così diverso dal nostro. Il fine infatti è quello di verificare se noi e i nostri piccoli amici siamo in grado di vivere al di fuori della nostra Terra e colonizzare altri pianeti Nel giorno della memoria del sacrificio dell'eroina russa con la coda, ricorre anche il compleanno della sonda che per prima visitò il pianeta Mercurio, Mariner 10. La missione NASA fu lanciata infatti proprio il 3 novembre del 1973 raggiungendo il corpo celeste n. 1 del Sistema Solare l'anno successivo e scattando una galleria d'immagini storiche nel corso dei sorvoli successivi. Mentre celebriamo i 42 anni della sonda che per prima incontrò il nostro vicino di casa Mercurio, ce ne è un'altra che sta scaldando i muscoli sul trampolino di lancio, pronta al rendez vous cosmico con il piccolo Mercurio: Bepi Colombo missione euro-nipponica che vanta un contributo italiano dedicata al celebre professor Giuseppe Colombo, secondo i piani partirà nel gennaio 2017 lanciando in orbita due distinte sonde che raggiungeranno il pianeta nel 2022. La coppia di esploratori indagherà la struttura interna, l'atmosfera, il campo magnetico e la storia dell'inquilino del Sistema Solare più vicino alla nostra stella, portando con sé le conoscenze, le competenze e forse anche il coraggio di tutti coloro che hanno permesso all'uomo del nostro tempo di esplorare nuovi mondi. Una rosa di nomi illustri che include anche quello di un'eroina russa a quattro zampe.


ASI Agenzia Spaziale Italiana, 2015