ASI TV | Accesso allo spazio, la sfida è aperta
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Accesso allo spazio avanti tutta. Nel corso degli ultimi anni il settore è stato protagonista di importanti cambiamenti che hanno visto i privati emergere sempre in modo sempre più competitivo. Seguendo l’ordine temporale, la costruzione del primo spazioporto commerciale privato ad opera della Rocket Lab azienda californiana che ha scelto la Nuova Zelanda per il volo inaugurale del suo Electron un razzo leggero realizzato con componenti in fibra di carbonio e realizzati con le stampanti 3d. Electron, porterà in orbita micro satelliti per vari usi utilizzando le strutture dello spazioporto neozelandese che a pieno regime, sarà in grado di effettuare 4 o 5 lanci mensili. Anche i costi, secondo le previsioni, saranno molto contenuti: circa 5 milioni di dollari a lancio per via della tipologia del materiale utilizzato per costruire i razzi e per l’uso limitato di carburante. Si tratta di una strategia commerciale del tutto diversa da quella messa in atto da altri competitor come Space X, che utilizza vettori pesanti in parte riutilizzabili per portare in orbita carichi di grandi dimensioni. Proprio l’ultimo lancio del Falcon 9 è stato inusuale: dopo aver messo in orbita un satellite Inmarsat, il rientro del primo stadio non è stato tentato perché il carico era il più pesante mai portato fino ad ora. Sul fronte voli suborbitali, la Virgin Galactic di Richard Branson si fa sempre più strada: lo scorso dicembre ha stretto un accordo con Altec per la sperimentazione di questo tipo di volo e l’accordo prevede anche la realizzazione di un apposito spazioporto sul territorio italiano. I numeri declinati oggi dalla space economy, confermano che il settore ha compiuto passi da gigante nell’arco di pochi anni e i progetti sempre più ambiziosi dichiarati dalle compagnie private fanno immaginare un’accelerazione sempre più decisa


ASI Agenzia Spaziale Italiana, 2015