Attività solare monitorata a 360 gradi con il Solar Orbiter

00:01:52 20.06.2024

La maggior parte delle missioni che studiano la nostra stella osservano il lato rivolto verso la Terra; il Solar Orbiter, invece, grazie alla sua attuale posizione, sta osservando il lato a noi opposto e proprio nel periodo di massima attività nell’arco undecennale del ciclo solare.
La sonda dell'Esa, il cui coronografo è sviluppato con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, sta offrendo un’opportunità straordinaria per rilevare le regioni attive che poi ruoteranno a favore della Terra, consentendo in questo modo la previsione delle tempeste geomagnetiche.
E così gli scienziati hanno scoperto che la macchia solare AR3664 che tra il 10 e il 12 maggio ci ha regalato aurore a latitudini molto più basse del solito, è ancora viva e vegeta anche fuori dalla vista della Terra.
Nei giorni successivi, mentre lasciava il nostro campo visivo, in questa regione attiva sono stati osservati almeno dieci nuovi brillamenti di classe X, la categoria più alta con cui si misurano questi fenomeni.
La più potente esplosione di massa coronale è stata quella del 20 maggio. Il materiale espulso è stato visto persino dal lato della Terra con la sonda Soho, mentre i computer di altre due missioni, BepiColombo e Mars Express, hanno registrato un enorme numero di errori di memoria.
Il nuovo set di dati consentirà agli scienziati di tracciare il movimento delle particelle e dei campi elettromagnetici e migliorare, così, la precisione delle simulazioni dell’attività solare.
Solar Orbiter esaminerà per altri quattro mesi il lato del Sole non rivolto verso la Terra, condizione che si verificherà solo altre tre volte durante la missione.
Comprendere il comportamento delle regioni attive durante tutta la loro esistenza aiuterà a prevedere in che modo le esplosioni solari influenzano la Terra.

Crediti video: Esa, Nasa, UiO

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