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Gli anelli di Chariklo non sono più gli stessi

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Se Saturno è considerato “il signore degli anelli”, Chariklo – un corpo celeste di appena 250 chilometri di diametro – potrebbe essere il suo piccolo erede. Per molto tempo si è pensato che gli anelli fossero una prerogativa dei pianeti giganti del Sistema Solare, come Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Eppure, anche Chariklo si è aggiunto a questo ristretto gruppo: il piccolo asteroide, che orbita attorno al Sole tra Saturno e Urano, è infatti circondato da due densi anelli, individuati per la prima volta nel 2013. La vera sorpresa, però, è che questo sistema può cambiare nel giro di pochi anni.

A rivelarlo è stato il telescopio spaziale James Webb attraverso la tecnica dell’occultazione stellare, che permette di studiare un oggetto osservando la diminuzione della luce di una stella quando le passa davanti.

Durante l’occultazione, Chariklo si muoveva rispetto al Webb a una velocità di appena 2,5 chilometri al secondo: una velocità relativa particolarmente bassa, che ha permesso di ottenere una risoluzione senza precedenti nella ricostruzione della struttura dei suoi anelli, troppo sottili e lontani per essere fotografati direttamente.

Il confronto tra le osservazioni del 2022 e quelle raccolte durante altre occultazioni stellari nell’ultimo decennio ha rivelato un comportamento opposto nei due anelli: quello interno è diventato significativamente più denso, mentre quello esterno ha mostrato una minore opacità. Un risultato inatteso, che mette in discussione l’idea che gli anelli dei piccoli corpi del Sistema Solare siano strutture relativamente stabili.

Resta ancora da capire quale sia la causa di questi cambiamenti, ma una cosa è ormai chiara: il sistema di anelli di Chariklo è dinamico e potrebbe essere governato da processi fisici più complessi di quanto ritenuto finora.